LADRI D’ACQUA

Posted in Business is Business con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on Novembre 19, 2009 by Sendivogius

Della privatizzazione dell’acqua avevamo già parlato: chi volesse può (ri)leggersi “La Guerra dell’Acqua”. Nell’articolo raccontavamo i ‘benefici’ che la gestione privata delle risorse idriche, affidata a consorzi europei, ha portato alle fortunate popolazioni di Messico e America latina.
In virtù dei brillanti risultati che hanno caratterizzato le precedenti esperienze, ricordavamo come l’iniziativa abbia conquistato anche le menti eccelse della politica italiana.
Comincia la ministra Lanzillotta insieme ai liberalizzatori del provvisorio governo Prodi. Ma a completare il lavoro, ci pensa però il governo Berlusconi, con la partecipazione straordinaria del ministro Tremonti impegnato a svendere il Paese a tranci pur di fare cassa…

I PRECEDENTI
 Nel Luglio 2006, Linda Lanzillotta, in veste di Ministro per gli Affari Regionali (quota ‘Margherita’), presenta il Disegno di Legge n° 772 “per il riordino dei servizi pubblici locali”. Si tratta di un collegato alla Finanziaria 2007 controfirmato dall’allora ministro Pier Luigi Bersani (DS), di concerto con i ministri: Giuliano Amato (Ulivo); Antonio Di Pietro (IdV); Emma Bonino (Radicali). 
Il DDL 772 è importante perché contiene il progetto embrionale per l’affidamento ai privati di servizi fondamentali per la collettività, pur con le opportune garanzie e “fatte proprie le finalità pubbliche”.
Infatti, tramontato il governo Prodi, l’ipotesi di privatizzare i servizi idrici (e non solo) viene subito ripresa da Giulio Tremonti, che inzeppa il provvedimento nell’onnicomprensivo Decreto Legge 112 del 25/06/08 (ne avevamo accennato qui). La successiva Legge 133 del 06/08/08 (art.23bis) ha reso la possibilità di privatizzare l’acqua molto più di un’ipotesi…

OGGI
 18 Novembre 2009. Con l’ennesimo ricorso al voto di fiducia, in un Parlamento cassato a bivacco fedele di disciplinatissimi manipoli, il governo Berlusconi decreta che l’acqua cessa di essere un diritto, per diventare una merce a consumo. È uno strumento di lucro e come tale è in vendita.
A rendere attuativa la norma che prevede la (s)vendita del nostro patrimonio idrico, ci pensa il solito ‘decreto legge’, per l’esattezza il DL 135 (Sett.2009) concernente “disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari”.
Ultimamente va di moda attribuire ogni porcata del governo ad una imprecisata volontà europea: “Ce lo chiede l’Europa!”
Certo, come no?!? Peccato che dalla UE non ci sia mai pervenuta nessuna richiesta esplicita né vincolante in materia. In compenso, ci arrivano le ‘procedure di infrazione’ ma quelle non destano alcuna preoccupazione…
In pratica, il DL 135/09 impone la privatizzazione coatta delle acque e di tutti i servizi idrici a gestione pubblica o municipalizzata, esautorando i Comuni e gli enti locali di ogni autonomia decisionale sulla questione, a prescindere sull’efficienza del servizio erogato e la solidità di bilancio.
In dettaglio, con la scusa dell’Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica, l’art.15 intima a tutte le società, “a partecipazione pubblica e privata o mista” (quotate in borsa o meno), di vendere le proprie quote di maggioranza a gruppi privati.
In caso contrario,

  “Le società a partecipazione pubblica già quotate in borsa a tale data e a quelle da esse controllate, cessano alla scadenza prevista nel contratto di servizio, a condizione che la partecipazione pubblica, si riduca anche progressivamente, attraverso procedure ad evidenza pubblica ovvero forme di collocamento privato presso investitori qualificati e operatori industriali, ad una quota non superiore al 30 per cento entro il 31 dicembre 2012; ove siffatta condizione non si verifichi, gli affidamenti cessano, improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell’ente affidante, alla data del 31 dicembre 2012”

È un ultimatum. Se le società pubbliche che gestiscono il servizio non riducono la loro quota di partecipazione al 30% entro il capodanno 2012, la concessione di servizio verrà rivista unilateralmente (dal governo) ed affidata d’imperio a soggetti privati che dovranno in ogni caso detenere la maggioranza azionaria ed il pieno controllo della società con una partecipazione non inferiore al 40%.

  “2.b) a società a partecipazione mista pubblica e privata, a condizione che la selezione del socio avvenga mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di cui alla lettera a), le quali abbiano ad oggetto, al tempo stesso, la qualità di socio e l’attribuzione dei compiti operativi connessi alla gestione del servizio e che al socio sia attribuita una partecipazione non inferiore al 40 per cento”

Attenzione però! Al privato, per legge, si riserva comunque la fetta migliore della torta. Infatti, qualora la rete idrica richieda interventi di manutenzione straordinaria, implichi costi ed oneri particolari, o sia semplicemente anti-economica ed in contrasto con le aspettative di profitto del gestore privato, allora l’acqua resta rigorosamente pubblica.

  “3. In deroga alle modalità di affidamento ordinario di cui al comma 2, per situazioni eccezionali che, a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, non permettono un efficace e utile ricorso al mercato, l’affidamento può avvenire a favore di società a capitale interamente pubblico, partecipata dall’ente locale, che abbia i requisiti richiesti dall’ordinamento comunitario per la gestione cosiddetta “in house” e, comunque, nel rispetto dei principi della disciplina comunitaria in materia di controllo analogo sulla società e di prevalenza dell’attività svolta dalla stessa con l’ente o gli enti pubblici che la controllano.”

A CHI CONVIENE?
 Attualmente, il business dell’Acqua è in mano ad un ristretto numero di colossi economici, in massima francesi, che attraverso una serie di fusioni societarie controllano la quasi totalità del mercato globale.
GdF SUEZ, un gigante energetico nato nel 2008 dalla fusione tra Gaz de France e SUEZ S.A. nella quale, a sua volta, sono confluite la belga Compagnie de Suez e la francese Lyonnaise des Eaux. La multinazionale, specializzata in utilities, ha compartecipazioni nell’erogazione e produzione di elettricità e metano, insieme allo stoccaggio e trasporto di gas naturale allo stato liquido. Tramite la SUEZ Environment, detiene una quota importante nella gestione mondiale dei servizi idrici e nello smaltimento rifiuti. Ma ha ramificazioni anche nel multiservicies e nel mercato immobiliare. Il fatturato complessivo del gruppo, nel Luglio 2008, ammontava a 75 miliardi di euro.
In Italia, la GdF SUEZ è presente attraverso la ELECTRABEL, società di erogazione elettrica che collabora da tempo con ACEA, la municipalizzata di Roma che da parte sua controlla buona parte le risorse e le reti idriche dell’Italia centrale, e con la quale ha costituito una intraprendente joint venture. Ma di questo parleremo in dettaglio in un prossimo aggiornamento…

Ad operare da tempo e in modo capillare sul territorio italiano è invece il gruppo VEOLIA, che si contende con SUEZ un’altra consistente porzione di mercato. VEOLIA è un’evoluzione dell’antica Compagnie Generale des Eaux di Lione ed è specializzata nel trattamento rifiuti, smaltimento scorie tossiche e riciclaggio rifiuti pericolosi, trasporti, gestione acque, servizi energetici. Sono queste le principali divisioni strategiche che la Veolia eredita dalla VIVENDI Environnement, destrutturata in sussidiaria della holding corporation.
Inutile dire che la prevista privatizzazione dei servizi ambientali interessa molto alla società francese, che in Italia è gia presente con la VEOLIA ACQUA ed è particolarmente attratta dalle risorse idriche del Nord-Italia dove opera tramite:
SICEA S.p.A. (Piemonte; Toscana; Marche)
SAP, Società Acqua Potabile (Liguria)
SAGIDEP e Compagnia Generale delle Acque

Diversamente, VEOLIA agisce tramite una serie di  partenership strategiche.
Lo sanno bene i comuni di Latina ed Aprilia (Lazio) che da anni stanno cercando di affrancarsi dalla disastrosa gestione di ACQUALATINA, nella quale la compagnia francese detiene una partecipazione significativa.
In Calabria, è presente con SORICAL che dovrebbe gestire l’acqua potabile all’ingrosso, tramite gli invasi di raccolta. A Reggio, quando non è torbida, dalla rete domestica arriva acqua di mare.
In Sicilia, si distingue per efficienza la SICILIACQUE a cui è demandata la “gestione del servizio di captazione, accumulo, potabilizzazione e adduzione a scala sovrambito”, degli acquedotti e dei bacini idrici, dove la dispersione raggiunge il 38%.
SiciliAcque gestisce in linea diretta 7 invasi artificiali, compreso quello di Fanaco che dovrebbe rifornire di acqua potabile le province di Agrigento, Enna, Caltanissetta. Dal mese di Marzo, a ben 23 comuni delle province interessate viene erogata acqua inquinata da triolometani e manganese. Altamente tossica, assolutamente imbevibile. A tutt’oggi il problema persiste.
La SiciliAcque ha altresì chiesto ed ottenuto una serie di deroghe sui parametri di potabilizzazione e qualità delle acque, aumentando la presenza di arsenico, boro, vanadio, fluoro, cloriti, sodio, cloruri e nitrati. In compenso le bollette siciliane, a fronte di un servizio pessimo, sono tra le più care d’Italia. Tra le province, si distingue proprio Caltanissetta, dove tra l’altro gli investimenti per manutenzione e ammodernamento della rete ammontano all’1% da parte del consorzio privato.
Ennesima dimostrazione che i privati non hanno interesse a migliorare la rete idrica, tanto meno ad ottimizzare il servizio col potenziamento dell’erogazione, eliminando dispersioni e sprechi. Questo perché il profitto è legato innanzitutto al consumo del potenziale cliente: più consumi più paghi; più acqua viene dispersa e più alte saranno le bollette, giacché le tariffe dovranno coprire la perdita di materia prima che vede in tal modo aumentare il proprio valore di mercato. Ovunque l’acqua è stata privatizzata, i costi sono aumentati a dismisura ed il servizio peggiorato.
Il gruppo Veolia-Vivendi inoltre ha interessi concreti nell’industria cinematografica e multimediale: telecomunicazioni; editoria; TV satellitare (Canal plus). Ma è attiva anche nell’entertainment, dalla musica (Universal Music Group) ai videogames, tramite ACTIVISION che ha prodotto opere d’arte come la serie ‘Total War’ e ‘Call of Duty’.
E questi ambiti imprenditoriali potrebbero forse interessare di più al gruppo MEDIASET, per una futura piattaforma d’affari, specialmente quando la contropartita da offrire a Veolia non costa nulla al gruppo del Biscione….
A pensar male si commette peccato, però si indovina quasi sempre. 

“SIGNORI, IL DELITTO È SERVITO!”
 Riunita tutta la banda al gran completo, sarà adesso il caso di elencare i principali protagonisti della vicenda, evidentemente molto orgogliosi del loro prezioso contributo:

 I Mandanti:
Silvio BERLUSCONI; Presidente del Consiglio
Giulio TREMONTI; Ministro dell’economia e finanze.
 
 I Complici:
Angelino ALFANO; Ministro della giustizia.
Franco FRATTINI; Ministro degli affari esteri.
Stefania PRESTIGIACOMO; Ministro dell’ambiente e tutela del territorio e del mare.
Maurizio SACCONI; Ministro del lavoro, salute, politiche sociali.
Ignazio LA RUSSA; Ministro della difesa.
Altero MATTEOLI; Ministro delle infrastrutture e trasporti.
Claudio SCAJOLA; Ministro per lo sviluppo economico.
Raffaele FITTO; Ministro senza portafoglio per i rapporti con le Regioni.
Mariastella GELMINI; Ministro dell’istruzione, università e ricerca.
Luca ZAIA; Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.

 Il Sicario:
Andrea RONCHI; Ministro senza portafoglio per le politiche europee.

Si ringraziano inoltre per la loro partecipazione amichevole almeno i 3/5 del Parlamento.
Special guest: la LEGA NORD  che dopo tanto ragliare si è subito allineata, saldamente legata davanti al carro del padrone.

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Scontro di Civiltà

Posted in Business is Business con i tag , , , , , , on Novembre 16, 2009 by Sendivogius

“Il denaro in sé non ha alcun valore intrinseco.
(…) Non è lecito produrre denaro dal denaro. La ricchezza può essere generata solo attraverso un legittimo commercio e l’investimento in beni reali. Il denaro deve essere usato in modo produttivo.
I nostri principali strumenti finanziari si basano sull’intermediazione commerciale. È essenziale che il rischio sia condiviso in ogni tipo di attività commerciale. Tutti i profitti legati al trading vengono ripartiti equamente tra coloro che hanno fornito il capitale e coloro che hanno provveduto alla competenza tecnica.”

 (Principi etici della IBB - Islamic Bank of Britain)

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VERITA’ SUPPOSTE

Posted in Kulturkampf, Stupor Mundi con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on Novembre 13, 2009 by Sendivogius

Supposta

 A dispetto di un certo femminismo che vede nell’introduzione delle cosiddette “quote rosa” la remissione di ogni pubblico male, una buona politica non è questione di genere, poiché gli idioti (ancorché utili) non hanno sesso.
E tutti hanno bisogno di un padrone presso cui accucciarsi…

AlessandraMussolini “TORNA A CASA LASSIE
Lo sanno bene le pasionarie nere della diaspora neo-fascista, le ‘spirituali’ Alessandra Mussolini e Daniela Santanché, le ‘figliole prodighe’ smarritesi nella selva oscura, che alfine ritrovano la diritta via verso la Casa del Fascio, accolte al cospetto del Papi.
Certi pellegrinaggi, seppur brevi, ricordano gli eroi popolari del nostro passato presente, che tutto sopportano pur di tornare a casa, come Lassie: la cagna fedele, protagonista di zuccherosi filmetti che hanno funestato l’infanzia di intere generazioni.
Naturalmente, c’è un prezzo da pagare…

“Io credo che ormai ci sia l’impunità perché i processi non vengono celebrati. Io ho visto ieri la Finocchiaro che mi sembrava un’attrice di una soap opera brasiliana con questo fiore nero, che ha lanciato il fascicolo contro il muro. Mi meraviglio che non abbia lanciato il fascicolo quando in Campania noi abbiamo Antonio Bassolino che governa con avvisi di garanzia che gli piovono anni e anni, da 20 anni. Quindi questo vuol dire non avere la possibilità né per le vittime avere il processo né, per chi delinque, di andare in galera. Attualmente è così. Quindi io credo che questo sia un atto giusto (…) Quindi io credo che avere il diritto ad un processo breve sia una cosa sacrosanta. Perché non si indigna la Finocchiaro per tutti quelli che non hanno un processo e intanto stanno a governare?!?”

 Alessandra Mussolini (12-11-09)
 La video-intervista integrale la potete ascoltare qui.

C’è da chiedersi se la Ducia redenta creda davvero alle stronzate che va seminando in giro senza onta né vergogna.
In pratica, la soluzione ai processi troppo lunghi consiste nel non celebrarli affatto. Azzerare entro due anni i tempi di prescrizione, vuol dire infatti estinguere il reato a carico degli indagati che avranno la garanzia dell’impunità, nonché la fedina immacolata, e non andranno MAI “in galera”. Invece, per le vittime che hanno subito la violenza, oltre al danno si aggiungerà la beffa, dal momento che con l’annullamento del processo verrà negata loro ogni forma di giustizia legale, ma saranno comunque costretti a pagare le spese.
“Avere diritto ad un processo breve è una cosa sacrosanta”. Ma se i tempi si allungano, eliminare il processo è meglio. Anzi! “È un atto giusto”.
Siccome una cazzata chiama l’altra, la Ducia tuona giustamente contro Antonio Bassolino, il pluri-avvisato governatore campano, ma trova assai normale sostenere come candidato alternativo Nicola Cosentino contro il quale, oltre agli “avvisi di garanzia” legati alla sciagurata gestione rifiuti, è stato chiesto l’arresto per associazione camorrista. Figuriamoci poi se desta imbarazzo il fatto che Cosentino, in qualità di sottosegretario all’Economia, possa indirizzare i fondi ministeriali per gli appalti pubblici in Campania.
Dulcis in fundo, la Mussolini sì che si indigna “per tutti quelli che non hanno un processo e intanto stanno a governare”. Dice ‘Berlusconi’, ma pensa ‘Bassolino’.     

santanche_dito “COME TI SISTEMO L’ISLAMICO
La paura porta voti. In tempi di crociata, la costruzione di uno spirito identitario è imprescindibile dalla individuazione del Nemico: il suo rogo in effige rassicura e rafforza il senso di ‘comunità militante’.

  Ingredienti per l’uso:
1) Prendete un musulmano o anche più. Soprattutto, fate in modo che sia presente almeno uno di quelli barbuti, magari con posizioni di matrice fondamentalista. Meglio ancora se non parla bene l’italiano.
2) Invitateli in una di quelle trasmissioni d’intrattenimento, dove tra i culi e le tette delle vallette si trova anche un angolino per l’approfondimento. Preparate con cura la trappola.
3) Assicuratevi che al “dibattito” partecipi indisturbato qualche professionista della provocazione… Ce ne sono tanti; Sgarbi; Mussolini; Santanché; leghisti di contorno come Bricolo e Salvini.

Adesso, non vi resta che scegliere il livello di cottura:

Livello Estremo. L’ospite è irritante, intrinsecamente antipatico, irriducibilmente insopportabile. In tal caso, il pestaggio virtuale non basta. Al saraceno bisogna impartire una lezione vera, in nome della catarsi collettiva del popolo fattosi Nazione.
Ne sa qualcosa Adel Smith. È l’11 gennaio 2003 e l’indisponente “presidente dell’Unione Musulmani d’Italia” partecipa ad una trasmissione della padana TeleNuovo, con sorpresa finale. Dietro le quinte c’è una trentina di squadristi di Forza Nuova, ansiosi di dare il loro contributo alla discussione. Entrano in studio; pestano Smith ed il suo collaboratore; indisturbati se ne vanno.
Mission accomplished! La Cristianità è salva.
 (I dettagli potete leggerli qui)

Livello Consigliato. L’ospite è cortese e bene educato. Risponde a requisiti politically correct, come si conviene ad un pubblico domenicale di famiglie… C’è un problema però! E qualora facesse bella figura, risultando persino convincente?!?
8 Novembre. La trasmissione è “Domenica Cinque”; conduce Barbara D’Urso e l’invitato di punta è Ali Abu Shwaima, imam di Segrate, al quale si contrappone la raffinata Daniela Santanché.
Tra gli altri, ci sarebbe pure la signora Isabella Cazzoli (Unione Atei e Agnostici Razionalisti), ma per lei è già pronto un Vittorio Sgarbi sbavante in solito eccesso di salivazione.
Nonostante tutto, esiste il rischio (remotissimo) che possa uscire fuori un qualche ragionamento di senso compiuto. Per questo la Santanché circoscrive subito il pericolo:

“Maometto aveva nove mogli, l’ultima era una bambina di nove anni. Maometto era un poligamo e un pedofilo!
(…) In Arabia Saudita danno le bambine agli sceicchi… Chi sposa una bambina di 9 anni nella mia cultura è un pedofilo e Maometto è un pe-do-fi-lo!”

Si potrebbe obiettare che la “poligamia” è soltanto un aspetto nell’ambito delle numerosissime prescrizioni, con le quali il Corano disciplina il diritto matrimoniale e di famiglia.
Si potrebbe aggiungere che tale opzione (non certo un obbligo) è prevista nel III° versetto della IV Sura coranica. È un verso particolarmente contorto che parla dell’assistenza agli orfani ed alle vedove, salvaguardando i diritti e gli assetti ereditari di entrambe.
E se temete di essere ingiusti nei confronti degli orfani, sposate allora due o tre o quattro tra le donne che vi piacciono; ma se temete di essere ingiusti, allora sia una sola o le ancelle che le vostre destre possiedono, ciò è più atto ad evitare di essere ingiusti.
L’interpretazione più semplice per la società beduina dell’Higiaz (parliamo del VII° sec. d.C.) consisteva nel contrarre più matrimoni regolari, in modo da assicurare alla nuova sposa una serie di diritti riconosciuti. Diritti rigorosamente specificati e riportati nei versetti successivi.
Storicamente, l’introduzione ufficiale della poligamia avviene in seguito alla Battaglia di Uhud (marzo del 625) in virtù del gran numero di vedove e per rinsaldare, tramite il matrimonio, una serie di alleanza tra clan familiari (in Oriente, come nell’Occidente cristiano).
Ne sa qualcosa lo stesso profeta Muhammad che sposa Aisha, la famosa bimba di 9 anni, sotto le pressioni del padre di lei, Abu Bakr, uno degli alleati più fedeli ed importanti.
DanielaSantanchéSull’effettiva consumazione delle nozze, dalla lettura del Corano, non si ricavano notizie certe. Per concludere, la poligamia serviva soprattutto per distinguere le donne maritate dalle concubine, nonché dalle cortigiane…
Ma le nostre sono considerazioni inutili. Tempo e fatica sprecata nell’Italietta integralista che gioca alle guerre di religione.
Tant’è che “Maometto è pedofilo! E in Arabia danno le bambine agli sceicchi!”. Il che è un po’ come dire che i preti cattolici sodomizzano i chierichetti in parrocchia, ma questo la Santanché crucesignata si guarda bene dal gridarlo.
Comunque, nella cristianissima Europa certi matrimoni non sono mai avvenuti. Infatti, tanto per dire, basta guardare alla civilissima Italia del Rinascimento…
Nell’anno del Signore 1473, la nobile Caterina Sforza (giusto 10 anni) sposa in prime nozze Girolamo Riario (che di anni ne ha 28), il quale pretenderà di esercitare da subito, e in più occasioni, i suoi ‘diritti coniugali’. Dall’arabico fattaccio è trascorso giusto un millennio. Girolamo è nipote del papa, Sisto IV, che evidentemente non ha nulla da eccepire. In più, nomina cardinale un altro suo nipote sedicenne. Meglio di Sisto faranno in parecchi… Il suo successore, Innocenzio VIII, non ha nipoti da sistemare, ma sette figli. In compenso è un amante fedele. Anche papa Alessandro VI (1492-1503) ha 7 figli ma da 3 donne diverse, e un’altra amante ufficiale, in più si sospetta un relazione incestuosa (del papa!) con un delle sue figliuole.
In fondo che male c’è? Come riporta la Bibbia, il saggio Loth non faceva forse le stesse cose con le proprie figlie.
Superiorità delle Radici Cristiane.

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Il Miserabile

Posted in Masters of Universe con i tag , , , , , , on Novembre 10, 2009 by Sendivogius

Stefano Cucchi era in carcere perchè spacciava, era spacciatore abituale. Poveretto è morto, e la verità verrà fuori eccome, soprattutto perché era di 42 chili. Lui, la droga ha devastato la sua vita. Era sieropositivo… o comunque tossicodipendente. Era anoressico. Poi c’è il fatto che in cinque giorni sia peggiorato, certo bisogna vedere come i medici l’hanno curato. Purtroppo sono migliaia le persone che si riducono in situazioni drammatiche per la droga, diventano larve, diventano zombie: è la droga che li riduce così

  Carlo Giovanardi  (09-11-2009);
  Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

00 - Carlo_Giovanardi Come abbia fatto Giovanardi a ridursi in un simile stato, resta invece uno dei grandi misteri dell’universo che va ben oltre le leggi della fisica, superando i principi basilari del buonsenso e dell’umana pietà. Una condizione miserabile logora il cristianissimo sotto(sviluppato)segretario,  fervidamente devoto ai legni di un crocifisso in plastica dorata, ma totalmente insensibile alla carne martoriata di quegli anonimi Cristi moderni, condannati a vivere da ultimi tra gli umili.
È Giovanardi il crociato della fede che banchetta coi mercanti del Tempio, seduto all’estrema destra di Cesare.
È il fariseo che ostenta cinica indifferenza, che esibisce il proprio scherno, dinanzi alla ‘Passione’ di tutti coloro che, in vincoli, soccombono inermi alla brutalità di improvvisati carnefici in uniforme.
È l’Ipocrita che difende ad oltranza la non-vita dell’embrione e disprezza il resto dei viventi.
È la larva ubbidiente che si ingozza di avanzi nelle latrine del potere.
È la feccia che impugna la croce, usandola come un manganello.
Possa il tuo dio aver pietà della tua anima nerissima, perché da me avrai soltanto disprezzo.

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21 Grammi

Posted in Ossessioni Securitarie, Roma mon amour con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on Novembre 1, 2009 by Sendivogius

00 - Robocop Alcune settimane fa, un alto funzionario di Polizia a capo della Mobile napoletana, Vittorio Pisani, decise di levarsi qualche sassolino dalle scarpe e prendere a fiondate Roberto Saviano, contestando la decisione di accordare la scorta allo scrittore.
Nella sua requisitoria anti-Gomorra, il poliziotto spiegava ai
“non addetti ai lavori” che la causa delle minacce a Saviano, in sostanza, andrebbe rintracciata nella cattiva condotta tenuta dal tapino… Questo perché: «nel rapportarsi con la criminalità organizzata ci sono regole deontologiche, come il rispetto della dignità umana, che vanno rispettate».
Dall’alto della sua esperienza, Pisani forniva anche una preziosa nota metodologica: «Quando ho bussato alla porta di un superlatitante per arrestarlo, lui mi ha chiesto di aspettare un minuto perché la moglie era svestita. Io gli ho proposto di far entrare due agenti donne. Lui ha acconsentito e ringraziato».
Perciò, senza false modestie, il funzionario può chiosare che Napoli, con i suoi 70 omicidi all’anno, è una città pacificata: «Quasi tutti i capi clan sono detenuti e non c’è più la sensazione d’impunità di un tempo». E la differenza si nota…
 (L’intervista integrale la potere leggere qui)
Educazione e rispetto sono la base della civile convivenza. Certe accortezze sono importanti… Altro che Saviano! Uno che si permette di offendere i boss casalesi.
Stefano Cucchi invece aveva la sfortuna di essere incensurato, non un killer né un camorrista. A lui tante attenzioni non erano certo dovute. Con un curriculum criminale tanto insignificante, ogni sensibilità era fuori luogo. Per questo è morto.

01 - Stefano Cucchi IL FATTO. Stefano Cucchi ha 31 anni; è un puntino anonimo nell’immenso mosaico delle periferie romane. La notte del 15 Ottobre viene fermato dai Carabinieri in prossimità del Parco degli Acquedotti, con 20 grammi di fumo e 2 di cocaina, quindi arrestato in flagranza per spaccio e possesso di sostanze stupefacenti. E sono le 23,30.
Normale routine.
Convinti forse di aver a che fare con un narcotrafficante, visto l’incredibile quantitativo di droga sequestrata, i militari effettuano un’immediata perquisizione (senza trovare nulla) nell’abitazione di Cucchi che vive coi genitori.
Normale routine.
Ore 2,00 del 16 Ottobre. I Carabinieri formalizzano l’arresto di Stefano nella caserma dell’Appia, dove rimane fino alle 3,40 a.m.
Ore 3,55. Stefano Cucchi viene trasferito nella caserma di Tor Sapienza, in camera di sicurezza.
Intorno alle 5,00 del mattino, Stefano (che soffre di epilessia) si sente male.
In base alla ricostruzione deducibile da verbali, i Carabinieri avvertono il Pronto Soccorso che invia un ambulanza. Stefano rifiuta di farsi visitare e rimane a dormire nella sua celletta. Ad ogni modo, i paramedici si intrattengono in caserma per quasi mezz’ora per precauzione. L’infermiere riscontra le ecchimosi sul volto del ragazzo. E sono le 5,20 a.m.
Poco dopo le 9,00 del mattino, Stefano viene svegliato per essere condotto in tribunale dove lo attende il processo per direttissima. E si fanno le 9.30 a.m.
A Palazzo di Giustizia, Stefano viene nuovamente preso in consegna dai militari che hanno effettuato l’arresto e quindi affidato agli agenti della Polizia Penitenziaria in servizio presso il tribunale.
Alle ore 12,50 ha luogo l’udienza che si conclude giusto in tempo per il pranzo (13,30). Nonostante non abbia alcun precedente penale, soffra di crisi epilettiche e presenti una forma di anoressia, a Stefano vengono negati gli arresti domiciliari, in quanto per il magistrato sarebbe un “senza fissa dimora”. E la perquisizione domiciliare dei Carabinieri? Bastava leggere la carta di identità per sapere il domicilio. Gli viene inoltre assegnato un avvocato d’ufficio, senza tenere conto della nomina di un avvocato di fiducia.
Ma questa non è nemmeno l’assurdità più grave. Nessuno si chiede il perché di quel volto tumefatto e di quei lividi che gli appesantiscono le palpebre, ad eccezione del padre di Stefano. Le richieste di incontrare il figlio vengono negate.
Dopo la condanna, Stefano Cucchi viene tradotto dalla Penitenziaria nel carcere di Regina Coeli, dove il medico di servizio certifica la presenza di “lesioni ed ecchimosi nella regione palpebrale bilaterale” e decide il suo trasferimento all’Ospedale Fatebenefratelli, per una visita di controllo più approfondita. Le lastre effettuate in ospedale evidenziano la rottura di alcune vertebre e lesioni alla testa, con una prognosi di 25 giorni.
Stefano Cucchi viene quindi trasferito al reparto detentivo presente nell’Ospedale Sandro Pertini, al Tiburtino, dove muore in stato di isolamento la notte del 22 Ottobre, per “arresto cardiaco”.
In tutto questo periodo, al ragazzo sono state negate le visite dei familiari (ai quali non è stato concesso parlare nemmeno con i medici curanti) e, pare, persino i ‘conforti religiosi’ che pure il ragazzo aveva chiesto
.

 IL REFERTO AUTOPTICO. L’autopsia di Stefano viene svolta senza la presenza di un perito di parte. È evidente l’intenzione di chiudere in fretta la vicenda. In assenza, per il momento, di dati certi si rimpallano le dichiarazioni. Per evitare che il tutto finisse occultato dietro la solita cortina fumogena, la famiglia Cucchi ha deciso di divulgare le foto del corpo di Stefano. Non mancheremo quindi di rispetto nel pubblicarle.
AVVERTENZA: Le immagini sono a forte impatto e non crediamo si debba per forza imporre la visione anche a chi non lo desidera. Tutti gli altri possono cliccare nei link appositi, perché le foto sono dure ma esplicite e molto aiutano a capire. Stefano Cucchi pesava 42 Kg al momento dell’arresto; 37 Kg dopo la morte.
 [Foto 3. La morte di Stefano Cucchi]
Per i medici che (NON) si sono occupati di Stefano «Non c’erano i segni evidenti di un pestaggio nè il ragazzo vi fece mai cenno».
 [Foto obitorio]
Inoltre il medico legale che ha effettuato l’autopsia, Dino Tancredi, non avrebbe riscontrato tracce di emorragia interna.

05 - Stefano Cucchi

L’esame autoptico rivela comunque la presenza di sangue nello stomaco e nell’uretra. Si riscontra inoltre un vasto edema cerebrale e traumi plurimi. L’occhio destro risulta rientrato nell’orbita; l’arcata sopraccigliare sinistra gonfia e la mascella destra ha un solco verticale, che presuppone un segno di una frattura.
 [Foto 4. Asimmetria delle orbite e lesioni alla mascella]
Lesione delle vertebre nella regione lombare e sacrale con frattura del coccige.

07 - Vertebre

Secondo la cartella clinica stilata dal prof. Aldo Fierro, responsabile del reparto di medicina penitenziaria all’Ospedale Pertini, la frattura alle vertebre non sarebbe “recentissima”, risalendo addirittura al 30 Settembre, come avrebbe dichiarato lo stesso Stefano. La causa sarebbe imputabile ad una rovinosa caduta per le scale. [Foto 6. Spina dorsale]
Come Stefano si reggesse in piedi da 20 giorni, andandosene in giro per la città, è un mistero che il professore non spiega. Durante il ricovero, Stefano rifiuta di alimentarsi e persino l’assunzione di liquidi, ma questo sembra non costituire un grosso problema per il personale medico.

«Non era certo mia la competenza, questo lo so, ma visto che il ragazzo continuava a digiunare, a rifiutare acqua e cibo in ospedale, si poteva magari pensare di rimandarlo a casa ai domiciliari oppure in comunità»

È di moda lo scarica-barile… 

Ponzio Pilato

 IMPROVVISAZIONI. Se fossimo più maliziosi, si potrebbe quasi azzardare un ipotesi per assurdo. Una di quelle supposizioni che sfidano l’impossibile e violano la logica… Il frutto perverso della nostra psiche distorta… Immaginiamo allora di essere infettati dal germe di un’insana follia…
Stefano-CucchiStefano viene colto da una crisi epilettica subito dopo l’arresto. È notte fonda ed i militari, già scoglionati dal turno di notte, ci mettono un po’ a capire… pensano che stia dando in escandescenze, magari è un tossico in crisi di astinenza! Qualche ceffone e la fa finita! E invece Stefano continua, nonostante i pestoni dietro la schiena (le vertebre) e i calci nel culo magari con gli anfibi d’ordinanza (il coccige). ‘Ma che cazzo! E se sta male davvero?!?’ Allora si chiama l’ambulanza…
Assurdità; infamate!
Oppure un bel ‘comitato di benvenuto’ a Regina Coeli, tanto per ammorbidire i nuovi arrivati, specialmente se hanno fatto casino durante il fermo… il famigerato corridoio… Come al G-8 di Genova, a Bolzaneto o alla Diaz… Ma qualcuno stavolta esagera….
Altre assurdità; pura follia!
Appunto. Per questo sarebbe meglio fare chiarezza attraverso il rigido accertamento della Verità. E se le demonizzazioni non servono a nulla, francamente ha stancato questa sacralizzazione a priori della ‘divisa’ e dell’uomo che la indossa, assurto a status semi-divino nell’infallibilità dell’impunità.

“In Italia, le forze dell’ordine sono, per definizione, sante e immacolate. Il poliziotto letterario-televisivo italiano è una specie di icona, al massimo un simpatico pasticcione, più spesso un eroe purissimo. E se emerge che un generale dei carabinieri patteggiò con la mafia, nella letteratura della penisola detta impropriamente noir non ne resterà traccia”.
 (Valerio Evangelisti – 20/10/09)

In tal senso, si distinguono vecchi fascisti come Filippo Ascierto, che però scambia i Carabinieri italiani con i Carabineros cileni di Pinochet; e soprattutto Ignazio La Russa, l’imboscato alla Difesa, cha ha subito sentenziato:

“Non sono in grado di accertare cosa sia successo ma di una cosa sono certo: del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione. Non c’è dubbio che qualunque reato abbia commesso questo ragazzo, ha diritto ad un trattamento assolutamente adeguato alla dignità umana. Quello che è successo non sono però in grado di riferirlo perchè si tratta di una competenza assolutamente estranea al ministero della Difesa, in quanto attiene da un lato ai carabinieri in servizio di forze di polizia, dall’altro lato al ministero dell’Interno, dall’altro al ministero della Giustizia”

Ministro dell’Interno che sembra non essere interessato minimamente dalla faccenda. Interpellato nel merito, da una giornalista che ha osato rivolgergli la fatidica domanda, il padano Maroni non ha trovato niente di meglio che continuare a gingillarsi col suo cellulare, impegnato ad inviare i suoi messaggini.
Onore invece a Filippo Rossi e a Ffwebmagazine, la testata online della “Fondazione Fare Futuro”, a dimostrazione che persino in Italia potrebbe esistere una Destra democratica e rispettabile:

“Verità e legalità per tutti: in fondo è semplice. Uno Stato democratico non può nascondersi dietro la reticenza degli apparati burocratici. Non può esistere una terra di mezzo in cui si consente quello che non è consentito, in cui si difende l’indifendibile, in cui la responsabilità individuale va a farsi friggere in nome di un codice non scritto che sa tanto, troppo, di omertà tribale”

Si può morire per poco più di 21 grammi di roba? Evidentemente sì. In Italia, valgano una condanna a morte.

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Il Ricordante

Posted in Stupor Mundi con i tag , , , , , , , , on Ottobre 31, 2009 by Sendivogius

Gasparri Mnemonic  È di fresca pubblicazione su ‘Il Giornale’ padronale la notizia di un Maurizio Gasparri fermato per accertamenti da una pattuglia dei Carabinieri dalle parti di Tor di Quinto (Roma), zona solitamente battutta dai viados sudamericani. Il divertente equivoco risalirebbe alla lontana primavera del 1996.
Il Divino Maurizio, chiamato in causa, ha subito precisato riportando nomi e circostanze e fatti…
Il fattaccio sarebbe occorso la sera del 29 Aprile 1996. Il Divino è atteso ad una cena nel “prestigioso Circolo del Polo, ai piedi dei Parioli, nella zona sportiva dell’Acqua Acetosa”.
L’ex ministro spiega con dovizia di particolari al Giornale che fedelmente trascrive in terza persona:

“La moglie di Gasparri arriva all’appuntamento in auto, in compagnia di Italo Bocchino poiché il marito, attardatosi per questioni di partito, le ha detto che la raggiungerà di lì a poco. Gasparri arriva però con molto ritardo perché, qualche minuto prima, una pattuglia di carabinieri s’era incuriosita dall’indugiare a singhiozzo di una Fiat Punto fra i viali dell’Acqua Acetosa. Lampeggiante, paletta. Gasparri, al volante della Punto, mette la freccia e accosta diligentemente al marciapiede. Si qualifica, fornisce documenti e patente ai carabinieri della gazzella del 112, spiega che stava facendo su e giù lungo quei viali pieni di circoli sportivi (c’è quello parlamentare, quello dei carabinieri, il Coni, ecc. ) perché non conosceva l’esatta ubicazione del Circolo del Polo e a causa della scarsa illuminazione, non riusciva a trovare l’entrata. Chiarito quello che poi lo stesso Gasparri ha definito un equivoco insignificante, non sappiamo se con l’aiuto degli stessi carabinieri o per conto suo, ha trovato la strada giusta ed è giunto a destinazione”

Sono trascorsi più di 13 anni, ma il Divino ricorda tutto e con una precisione sbalorditiva. In tutto questo tempo non ci eravamo mai accorti di avere un nuovo Pico della Mirandola. Che memoria!

 P.S.  Lo facciamo un giochino?!? Who; Where; Why. Il 29/04/96, voi dove eravate, con chi e perché?

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(8) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone con i tag , , , , , , , on Ottobre 29, 2009 by Sendivogius

00 - OTTOBRE
 01 - Hachfeld Dopo l’inaspettato successo delle precedenti edizioni, ritorna il consueto appuntamento di fine mese con “Cazzata o Stronzata”: antologia minima dedicata alle minchiate di regime, liberamente selezionate per il comune disgusto.
E mentre noi scriviamo, in tempo reale, va in onda il porno-horror più demenziale del momento, tratto da una storia vera: Gli Stupri del Nano nero dove si narrano le sevizie e le violenze di un vizioso miliardario che si diverte a fottere un intero paese. Convinto di raggiungere l’immortalità attraverso l’impunità, l’onnipotente Nano plurinquisito si fa aiutare da uno stuolo di necromanti prezzolati, intenti ad elaborare sempre nuove oscenità in articoli di legge…
Visto il grande successo di pubblico, si sta già preparando il delirante sequel, intitolato: Delirio e follia in Parlamento. È la storia di un virus mutogeno che riporta in vita nazi-fascisti e razzisti. La nuova peste si diffonde a velocità impressionante lungo tutta la penisola. Zombie famelici, con la bava alla bocca e le orbite stralunate, si aggirano ovunque in cerca di sovversivi anti-italiani, froci, islamici, e negri da sbranare. Memorabile la scena in cui l’orda irrompe in Parlamento, per divorare la Costituzione e ciò che ancora sopravvive del diritto.

02 - hit

:

 

ITALY POLITICS01.  PRINCIPIO DI ECCEZIONE

[06 Ott.]  «La legge è uguale per tutti, ma non necessariamente lo è la sua applicazione»
  (N.Ghedini, Avvocato del Re)

 

04 - LIBERTHALIA - Clown02.  PARLA IN TRIBUNALE BUFFONE!

[07 Ott.]  «Ci sono due processi farsa, risibili, assurdi, che illustrerò agli italiani, anche andando in TV (…). Farò esporre al ridicolo i miei accusatori»
  (S.Berlusconi, il Re Giullare)

 

05 - merda02.bis  EGO SUM

[07 Sett.]  «Mi difenderò nelle aule dei tribunali, mostrando agli italiani di che pasta sono fatto»
  (S.Berlusconi, l’imprenditore più criminale della storia del mondo)

 

06 - red alert03.  LA ROSSA OSSESSIONE

[27 Ott.]  «L’anomalia italiana non è Silvio Berlusconi, l’anomalia italiana sono i pm comunisti e i giudici comunisti di Milano che da quando Berlusconi è sceso in politica lo hanno aggredito in tutti i modi. I pm sono la vera opposizione al governo»
  (S.Berlusconi, caso clinico)

 

07 - SanSebastiano04.  CRUCIFIGE!

[07 Ott.]  «Sono in assoluto il maggior perseguitato dalla magistratura di tutta la storia di tutte le epoche del mondo»
  (S.Berlusconi, Il Martire)

 

08 - SUPER 405.  GRATTA E RUBA

[05 Ott.]  «Mentre il governo Berlusconi affronta la realizzazione degli impegni assunti con gli elettori, si tenta di delegittimarne l’azione. Siamo certi che questo disegno non troverà spazio nelle istituzioni. Gli attacchi ci portano ad assicurare che in Parlamento, così come nel Paese, il centrodestra proseguirà la politica del fare e del governare che nessun disegno eversivo potrà sconfiggere»
  (M.Gasparri; F.Cicchitto; Gaetano Quagliarello; Italo Bocchino. La Banda dei Quattro)

 

09 - raffaele lombardo06.   POLLICE VERDE

[05 Ott.]  «Niente più abusi sul territorio, niente più cementificazioni dei corsi d’acqua. Dobbiamo puntare sugli interventi di rinaturalizzazione del nostro ambiente. In questo progetto di salvaguardia del territorio una grande mano potranno darla i forestali. Penso al ruolo insostituibile che le piante e soprattutto gli alberi esercitano in natura. Dove ci sono alberi non ci sono né frane, né smottamenti di terreno»
  (Raffaele Lombardo, ecologista sicano)

 

10 - marcegaglia07.   SCARTI INDUSTRIALI

[27 Ott.]  «La stima ufficiale del centro studi di Confindustria e’ che si perderanno 700 mila posti di lavoro (…) Noi pensiamo che la situazione sia complessa, difficile, ma non vediamo panico e non vediamo catastrofi»
  (Emma Marcegaglia, l’imprenditrice dal volto umano)

 

11 - R.Brunetta08.  ORGOGLIO E PREGIUDIZIO

[04 Ott.]  «Io non vado ospite nella trasmissione di Santoro perché Santoro ha un vignettista che è razzista, che più volte ha proposto vignette assolutamente inaccettabili»
 (Renato Brunetta, Mignon di Palazzo)

 

12 - capezzone09.  ALLINEATI E COPERTI

[04 Ott.]  «Ora, finalmente, la prima testata della Rai obbedisce agli obblighi di servizio pubblico, dà spazio a tutte le voci, ed è al servizio degli utenti, comunque abbiano votato e votino»
  (Daniele Capezzone, the Blow-Jobber)

 

13 - warriors10.  SOGNI D’ORO

[01 Ott.]  «Se il popolo delle primarie mi eleggerà segretario, vi garantisco una opposizione dura e trasparente. Non consentirò il ritorno ad una stagione di ambiguità, di inciuci, di tregue non dichiarate»
  (Dario Franceschini, Harry Potter)

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HABEMUS PAPAM!

Posted in A volte ritornano con i tag , , , , , on Ottobre 26, 2009 by Sendivogius

3 caballeros tris
 Si concludono finalmente le inesauribili primarie del PD: le votazioni domestiche in Casa Democratica, per l’ennesima nomination nel reality più scalcagnato d’Italia.
“Battaglia dei tre regni” per la corona virtuale di un impero politico in dissoluzione.
Pierluigi Bersani è il nuovo segretario: il III° in soli due anni dalla nascita del partito!
Il neo-eletto eredita un magro carniere a corto di risultati e con parecchi bocconi avvelenati. A sostenerlo c’è un esercito di notabili mercenari, sempre pronti a cannibalizzare una leadership in ostaggio che non convince e soprattutto che non vince. Si tratta di baroni infedeli, insieme per convenienza, dai quali Bersani dovrà guardarsi le spalle  se vuole sopravvivere più a lungo dei suoi predecessori. Forse potrebbe essere un buon inizio cominciare a scaricare via un po’ di zavorra, senza troppi rimpianti…

Ad ogni modo, si spera che dopo 18 mesi di diatribe interne e di guerra ad oltranza tra potentati d’apparato, le infinite correnti del PD cessino di massacrarsi tra di loro e sappiano invece convogliare così tante energie verso l’esterno, in un’opposizione che finora non si è vista.
Impresa ancor più ardua, il PD dovrà trovare un suo spirito combattivo, mostrare risoluzione nella fermezza dell’azione, con obiettivi certi e un’identità ben definita da principi ferrei. Tutti elementi che finora sono vistosamente mancati, dando prova di intrinseca debolezza.
Questo sempre se l’aspirazione del Partito Democratico sia quella di diventare una valida alternativa al berlusconismo imperante e non piuttosto una rissosa combriccola di pederasti intenti a fottersi l’un con l’altro, salvo ritirarsi vergognosi in un cantuccio non appena vengono agitate un paio di mutandine.

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IL GRANDE BOTTO

Posted in Muro del Pianto con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on Ottobre 25, 2009 by Sendivogius

nuclear_bomb

A quanto pare, il significato che certi spiriti laici e progressisti conferiscono alla cosiddetta ‘questione morale’ si riduce alla ristretta (ed ipocrita) ottica del moralismo sessuofobico di derivazione religiosa… Come se gli scandali si riducessero unicamente alle inclinazioni sessuali ed alle abitudini private di un pubblico amministratore.
Piero Marrazzo Il famigerato fardello del sesso sembra costituire per molti l’oggetto di una tormentata convivenza, di inconfessabili ‘vizietti’, di cose che si fanno ma che non si dicono. E soprattutto non si devono sapere. Sorvoliamo sulle “debolezze private” che hanno travolto (e rovinato ad aeternum) lo sventurato Piero Marrazzo, il governatore del Lazio, vittima in primo luogo della sua incredibile leggerezza. Se al presidente piace frequentare transettoni a cottimo, questi sono ‘affari’ (e soprattutto caxxi) suoi.
Tuttavia, per tutta una serie di motivi che ben distinguono il ‘caso Marrazzo’ da certi utilizzatori finali, precisiamo a scanso di equivoci:

1) Il governatore non circuiva minorenni.
2) Il governatore non ripagava le prestazioni con candidature politiche ed incarichi pubblici, tant’è che nessuno dei trans è mai stato nominato consigliere o assessore regionale. Meno che mai ministro a pareggiare le opportunità.
3) Gli incontri avvenivano in appartamenti privati e non all’interno di sedi istituzionali, tipo Palazzo Grazioli.
4) Il governatore non si faceva portare le sue ‘amiche’ coi voli di Stato, a domicilio nel villone sardo.
5) Il governatore non ha certo potuto contare sulla compiacente discrezione dei Carabinieri, intenti a scortare le ‘signore’ nelle stanze private, riservate all’amplesso galeotto.

Ma quel che appare grave nel suo comportamento è quel che non dice, non ha detto e sembraSesso e Videotape di non voler dire. Il governatore del Lazio non ha detto di essere stato ricattato né tanto meno ha denunciato l’estorsione, come avrebbe dovuto fare. Non ha detto di aver firmato – ai carabinieri che lo minacciavano – degli assegni per evitare che scoppiasse uno scandalo.”

Di conseguenza, il governatore Marrazzo si è auto-sospeso in attesa delle inevitabili dimissioni. Dimissioni sollecitate con insolita determinazione da Dario Franceschini, Pierluigi Bersani, e tutto il gruppo dirigente del PD, che invece trovano assolutamente normale la permanenza del plurinquisito Antonio Bassolino alla guida della regione Campania. Evidentemente la disastrosa amministrazione del ras partenopeo, con la dilapidazione di milioni di euro e le torbide collusioni di stampo camorrista, non hanno la stessa gravità ‘morale’.
Al contrario, siamo preoccupati per il reiterato silenzio del solitamente loquace Francesco Rutelli: pare che al Cicoria si sia seccata la lingua.
rattoLe intemerate di Maurizio Gasparri (che non si capisce a quale titolo parli) non valgono invece alcuna considerazione… dalle fogne sovralimentate possono venir fuori solamente due cose: grasse pantegane e grossi “pezzi informi di materia organica anfibia comunemente chiamata merda!
Tutta roba dalla quale è consigliabile tenersi alla larga.  
È incredibile invece come Marrazzo, pur nella sua misera sprovvedutezza, si sia rapidamente trasformato da vittima di un’estorsione a bersaglio ambulante. Illuminante è poi la discrezionalità e la sensibilità con la quale l’intera faccenda è stata trattata dal magistrato inquirente e soprattutto dall’Arma dei Carabinieri. Al benemerito servigio, del quale molti (troppi) erano a conoscenza, ha contribuito la partecipazione straordinaria dei ROS, operativi in zona Trionfale…
Quattro i carabinieri arrestati, mai abbastanza pubblicizzati:
Luciano Simeone (30 anni),
Carlo Tagliente (29 anni),
Antonio Tamburrino (28 anni),
Nicola Testini (37 anni)
Tutti beneficiati da encomi solenni, pare che i sottufficiali si fossero specializzati nel taglieggiamento dei viados, traffico di stupefacenti, estorsione e ricatti. E forse anche altro…
Quando l’esempio viene dall’alto…
[qui].

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I NUOVI SCHIAVI

Posted in Muro del Pianto con i tag , , , , , , , , , on Ottobre 22, 2009 by Sendivogius

00 - LIBERTHALIA - slave trade end sloganNell’Italia dei paradossi capita di assistere a strani fenomeni di scambismo per politici in crisi di ruolo…
 Dario Franceschini si scusa con ‘padroncini’ e ‘piccolissima impresa’, per aver ingiustamente sospettato la categoria di evasione fiscale, comportamenti negrieri nei confronti dei propri subordinati, e amorale perseguimento del profitto estremo.
All Saints!!!
 Giulio Tremonti, ministro al governo in sempre più schizofrenica dialettica con sé stesso, per assenza di opposizione, è costretto ad inventarsene una cucita su misura. Nella sua nuova veste socialisteggiante rivaluta il “posto fisso” con le sue garanzie occupazionali e ne incensa la sicurezza economica, contro le nefandezze della precarietà diffusa nei mercati globalizzati.
Tra i vari Franceschini e Tremonti, tra gli uomini dei sindacati e delle istituzioni, scegliamo di gran lunga le persone vere che vivono nel silenzio i drammi della precarietà. Persone che tra l’indifferenza generale di “quelli che ben pensano” [qui], lottano ogni giorno con coraggio per preservare la propria Dignità negata tra le catene del lavoro rubato.
Accade in questo Paese da operetta che si crede grande potenza; che vanta 5 milioni di imprese censite [qui]; che ostenta con disprezzo la sua (tutta presunta) superiorità contro deboli e diversi, facendosi forte delle proprie “radici cristiane”.
Avviene in un’Italietta avida ed egoista, dove l’abuso è la regola; dove ottenere un impiego, conforme ai diritti vigenti in tutti quei paesi civili che abbiano abolito schiavitù e servitù della gleba, è l’inarrivabile eccezione. E le cose peggiorano di molto sei hai pure la sventura di essere donna, perché in tal caso devi precisare: Sono una donna e non una puttana. Vi chiedo di essere trattata come una persona e non come un animale. Vorrei raggiungere almeno lo stipendio base… il minimo per non morire di fame.
A volte, succede persino di ricevere mail come questa:

Cari amici,
vi scrivo per una richiesta di aiuto. Mi sto guardando un po’ intorno per trovare un nuovo lavoro, e mi rivolgo a voi, che mi conoscete, per chiedervi se per caso sapete di qualche posto vacante, di qualcuno che cerca una ragazza sveglia e capace come me (e anche modesta..!).
(…) Cerco un lavoro IN REGOLA (con regolare contratto adatto all’impiego, quale che sia), che sia full time o giù di lì (intorno ai 1000 al mese? Per viverci? Ci siamo capiti). E cerco un lavoro dove venire trattata con rispetto e dove non essere vittima delle angherie di qualche bulletto, un posto dove possa fare il mio lavoro (bene) senza venire maltrattata. Questa è la condizione necessaria, altrimenti non starei cercando. Esistono un luogo, una situazione simili…? Chi lo sa me lo dica, sono curiosa, forse chiedo davvero troppo. :)

ITALIA 2009 – Medioevo

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