Archive for the Muro del Pianto Category

La tragedia di un uomo ridicolo

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , on 18 giugno 2017 by Sendivogius

Fa cose… vede gente… twitta… scatta selfie con la compulsività ossessiva di una ragazzina adolescente; a dispetto di una prossemica, e nonostante l’espressione non proprio intelligentissima, che certo richiederebbero maggior prudenza nell’esibizione di sé, insieme ad un physique du rôle che francamente manca. Neanche a fare una liposuzione! E tuttavia persiste, ben consapevole che l’ostentazione del corpo del sovrano (mancato) è tutto, nell’involucro vuoto della sua autopromozione pubblicitaria, quando è tutto il resto a mancare… tanta è l’ansia famelica di tornare ad occupare quanto prima il seggiolone di governo. Niente terrorizza i parvenu più del ritorno all’anonimato di esistenze insignificanti. E questo tracagnotto sbruffone della provincia profonda non fa eccezione, con le sue pretese da D’Artagnan alla riscossa ed un aspetto che al massimo può ricordare Sancho Panza, ma dalle ambizioni smisurate.Oramai sembra un tossico in astinenza da potere, spaventato dalla sua stessa ombra; così piccolo che una qualsiasi insignificante nullità in disarmo (sia un Pisapia, un Prodi, un Letta) è sufficiente per preoccuparlo, tanto basta poco a mettere in evidenza la mediocrità siderale di questo bolso arrivista senz’arte né parte. Uno che si agita da mane a sera, per ricordare di esistere più a se stesso che al mondo, nell’ansia patologica di appagare un ego gigantesco dai piedi d’argilla, mentre puntella un potere personale sempre più friabile. Oramaio è ridotto a parodia di se stesso, mentre interpreta sempre la stessa parte stanca del rottame che si crede “rottamatore”, tra compagni di merende e gli amichetti della parrocchietta.Certo questo fenomeno da oratorio ci ha messo molto del suo, ma moltissimo hanno contribuito i media del circuito mainstream, facendone la loro faccia da cover preferita, nel tentativo di costruire un mito di cartapesta (di quella riciclata dalle toilette). Raramente, politicante è stato tanto incensato, costruito, fotografato, pompato dai media, per essere altrettanto velocemente scaricato come un ferro vecchio, una volta esaurito in fretta l’appeal tutto artificiale di questo venditore di fuffa a domicilio…

«Si dice che la stampa debba essere il “cane da guardia” che sorveglia il potere. In Italia, è il suo cane da grembo. E non gli lecca solo la faccia
(Alessandra Daniele. 06/12/2016)

Ambrose Bierce, in un di quei fulminanti aforismi che compongono il suo Dizionario del Diavolo, definiva l’Ambizione come il “desiderio irresistibile di essere vilipeso in vita dai nemici e deriso dopo la morte dagli amici”.

Mollato perfino dai giornali meno ostili, chiusa per fallimento quella sottospecie di Ufficio Propaganda per il culto del leader, a cui era stata ridotta l’Unità, ormai è una macchietta che insegue se stessa…

Alla buon’ora, ci si accorge pure come il figuro altro non sia che un ibrido democristiano su innesto fanfaniano (e doroteo). La cosa era talmente evidente fin dalle prime esibizioni pubbliche del pinocchietto fiorentino, che noi ne avevamo già colto a suo tempo l’essenza (QUI per un riepilogo completo), sottolineando l’analogia soprattutto QUI con un titolo più che appropriato alla circostanza.  Ma all’epoca il prodotto tirava e nulla doveva disturbare la splendida narrazione. Non dubitate che ce lo riproporranno ancora, cambiando semplicemente l’etichetta di scadenza…

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Le Cozze

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , on 14 dicembre 2016 by Sendivogius

il-rottamatoreNon biasimate troppo i putrebondi mitili incrostati addosso al gabinetto di governo come una cozza allo scolo di una fogna. Lasciate che si godano ancora una volta le sedioline vellutate di uno dei governicchi più insulsi, mai defecati prima nella storia della pur vergognosa “seconda” Repubblica, a fotocopia del precedente obbrobrio. In fondo si tratta degli ultimi fuochi, nelle illusioni di un potere transitorio, prossimo oramai al suo dissolvimento. Trascorreranno eoni prima che uno di questi cacicchi di regime, transumati nelle cloache del partito bestemmia, riuscirà a posare nuovamente le sue auliche chiappe su una poltrona di governo e che la parola “centrosinistra” non sarà più considerata un’offesa, a marchio inconfondibile di infamia perenne. Parlare del neonato Governo Gentiloni è come parlare di una merda spalmata su carta carbone in duplice copia: stesse facce da culo, intercambiabili nelle caselle ministeriali, intente a giurare fedeltà sulla medesima Costituzione, che solamente una settimana prima erano pronte stracciare via.
boschiE questo sarebbe il famoso governo del cambiamento a vocazione riformista, fondato sulla meritocrazia e competenza. In proposito, basterebbe su tutti proferire invano il nome di Angelino Alfano, promosso al dicastero degli Esteri per incontestabili meriti sul campo a partire dalla sua eccezionale pronuncia british. Sorvoliamo poi sul nuovo premier Paolo Gentiloni, il ventriloquo di Renzi messo lì per interposta persona, ma ufficialmente ‘scelto’ dal Presidente Mattarella (detto anche “47 morto che parla”) in virtù del suo straordinario accredito estero. E parliamo di quello stesso Gentiloni, che a Roma è meglio noto come “Sacro GRA” per non aver mai messo naso fuori dal Grande Raccordo Anulare che circonda la Capitale, e senza nessun altro merito se non quello di essere l’ex portavoce di Francesco Rutelli, nonché discendente diretto del conte Ottorino Gentiloni che ebbe il discutibile privilegio di organizzare politicamente l’elettorato reazionario e clericale in funzione anti-modernista. Da lì non ce li siamo più sgrullati di dosso. Questi invece dureranno pochissimo, come il peto del cadavere fiorentino che li ha prodotti e sospinti al governo.

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FUORI I SECONDI!

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , on 7 novembre 2016 by Sendivogius

simpson

Di solito non ci occupiamo delle miserie del partito bestemmia. E, se in caso, lo facciamo sempre con molta riluttanza, come si conviene per motivi di profilassi, quando si maneggiano scorie altamente tossiche. Tuttavia, esistono momenti infami nei quali davvero lo squallore sembra tracimare ben oltre i confini dell’ordinario disgusto, per assurgere a metafora dello schifo assoluto.
Riforma Costituzionale Renzi - by Edo BaraldiAssistere allo spettacolo immondo di un grufolante energumeno dall’aspetto porcino, che si agita tutto sudaticcio a maniche di camicia, con la claque a comando tra fondali di cartapesta, in una specie di catacomba popolata da casi umani, ed il cui senso sfugge ai più, di per sé costituisce già qualcosa di molto disturbante. Ma il ‘renzismo’ di loggia e di lobby al governo ci aveva già abituato a questo e ben altro…
Renzi e VerdiniC’è qualcosa di davvero repellente in questa parodia peronista calata a Roma coi suoi amichetti brutti della parrocchietta, che ha usato il principale partito della fu “sinistra” italiana per FORZA ITALIAricostituire la peggior Democrazia Cristiana. col supporto vincolante dei voti della destra. Ancor più ributtante è osservare quell’ossequiente codazzo di vecchi compagni di merende, assurti a lacché di corte e che ne magnificano ogni passo, pronti come sono a prostituirsi per una sedia in galleria, dopo aver venduto l’anima e soprattutto il culo a questo insulso portaborse di provincia.

serracchiani-anti-renzi

È l’avanzo di nuovo, che altro non ha mai fatto altro nella vita se non il “politico” di professione e per vocazione, prima di reinventarsi “rottamatore”. Ronald Reagan era ancora presidente degli USA, il Muro di Berlino non era ancora stato abbattuto, il putto portava ancora i calzoncini corti e già leccava il culo a tempo pieno ad una dirigenza decrepita in un partito eternamente al governo, tanto da diventare il simbolo stesso dell’immanenza di un potere che poi sarebbe imploso con le ruberie di tangentopoli e l’onda d’urto delle bombe mafiose del 1992.
È l’ex chierichetto furbo che prima ha scalato i vertici del partito con un’opa ostile, e poi se ne è fatto proclamare segretario, dopo aver fatto cambiare le regole dello statuto che ne impedivano la nomina e che, adesso che comanda lui, invoca lealtà (o meglio, sottomissione e cieca ubbidienza) a quella stessa ex dirigenza che ha ingannato e tradito in ogni modo possibile, quando sbavava e scalciava per ascendere al potere assoluto.
Renzi con Buttiglione e Andreotti - Il nuovo che avanzaE’ semplicemente surreale osservare questa pantomima di premier descamisado, trincerato nei recinti democristiani di quella fossa biologica per la raccolta liquami che chiamano Leopolda, mentre da segretario di partito e premier di governo presiede la riunione della sua corrente personale consacrata al culto della personalità, in una sovraesposizione mediatica senza precedenti che rasenta il patologico.
renzi-ovunqueE lì celebrare se stesso, che altro non ha da offrire al di fuori delle sue smorfie da bugiardo compulsivo e del suo ottimismo da venditore di pentole usate; isolato dal resto del mondo in una specie di Firenze blindata, mentre all’esterno del suo bunker infuria la rivolta sociale. È eccezionale osservare un segretario e premier che da abusivo invoca l’espulsione della sinistra del partito, dopo aver occupato la dimora altrui.
dichiarazione-renziE si consideri che non ha ancora ottenuto i pieni poteri che la nuova costituzione ed una legge elettorale scritta su misura gli garantirebbero in caso di vittoria al plebiscito referendario che si è ritagliato su misura, con tanto di scheda falsa. Si pensi cosa sarà capace di fare dopo…
E si ricordi che si è ancora in tempo per fermarlo! ORA.

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L’addition, s’il vous plaît..!!

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , on 20 ottobre 2016 by Sendivogius

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E adesso pure il condono tombale!
La (non) ultima ciliegina che ancora mancava sulla torta di fango del renzismo di cosca e di clientele, per il primo vero governo criminale nelle colonne della storia infame della seconda repubblica.
È l’ennesimo condono fiscale in meno di 18 mesi, al cui confronto le “sanatorie” tremontiane sembrano quasi pudiche operazioni da educande. Dalla finanza creativa al riciclaggio di capitali organizzato direttamente dallo Stato, che supera la connivenza di interessi con la mafia per farsi mafia esso stesso in un’unica soluzione di continuità. La chiamano “voluntary disclosure”, ma è la stessa merda di sempre, amplificata nelle forme e nella sostanza.
Rottamata definitivamente la “questione morale”, buona fintanto che torna utile per galvanizzare i nostalgici di “Quando c’era Berlinguer”, c’è da chiedersi cosa ne pensi il Cantone nazionale: la foglia di fico messa lì a coprire le vergogne di un esecutivo senza alcun pudore, e che già fa le prove da ministro per il prossimo rimpasto nella fogna di governo. Non sono pervenute invece rimostranze da parte di quella raggrumosa discarica di rifiuti umani della fu “Ditta”, per la quale una commissione dove chiacchierare a vuoto val bene una messa (in requiem!).
raffaele-cantoneÈ il colpo grosso della banda dei soliti noti al governo, che hanno capito come il modo migliore di incrementare il PIL (che non cresce più per vie regolari) consista nella legittimazione dell’economia criminale. Meglio se attraverso la monetarizzazione contabile dell’illegalità, per una ripresa che non arriva ed esiste unicamente nei dati immaginari di questa televendita elettorale permanente, seduta abusivamente al governo del Paese e pronta a tutto pur di restare attaccata al potere. Perché nel brodo della politica peggiore tutto fa voto. Ed il Piccolo Principe di Rignano ha un disperato bisogno di portare a casa il risultato al prossimo plebiscito referendario. E lo fa nel modo che a lui riesce più congeniale: comprare consensi attraverso la distribuzione di marchette ad oltranza. Tanto mica sono soldi suoi!
gli-amiconiÈ irresistibile mentre saltella più tronfio del solito alla cena di commiato di O’Banana The President, con scene che sembrano la-cadura-dellimpero-romanotratte direttamente da una parodia della “Caduta dell’Impero Romano”, in cui un bonario Marco Aurelio riceve i re clienti venuti a rendergli omaggio con corte (dei miracoli) al seguito. Per l’occorrenza il nostro si porta appresso pure il compiacente buffone di regime: quello della “Costituzione più bella del mondo” un tanto a cachet.
corte-dei-miracoliCosa chiede O’Banana al suo compiacente valvassino, in cambio di un piatto di verdure colte direttamente dall’orto della Casa Bianca (quello irrigato con acqua di fogna)?
Be’ innanzitutto il sostegno della comunità italo-americana all’elezione della moglie di Clinton, eppoi l’invio di truppe negli angoli più remoti dell’Impero americano, come nel caso della comparsata simbolica dei 140 soldatini mandati ai confini della Russia, su richiesta delle repubblichette fasciste del Baltico. Una provocazione a fini “difensivi” assolutamente inutile, ma tanto quanto basta per rompere i coglioni gratuitamente a quello che è uno dei maggiori mercati di esportazione dell’economia italiana. Guadagno?!? ZERO.
obananaMa vuoi mettere le verdurine grigliate di Michelle?!? In cambio O’Banana sponsorizzerà l’approvazione di una costituzione che non ha nemmeno letto. Immaginatevi a parti inverse un Renzi che chiede di cambiare la duecentenaria Costituzione degli Stati Uniti che, per inciso, contiene ancora riferimenti impliciti alla legalizzazione della schiavitù.
Scopriremo presto, a nostro spese, il costo di questa passerella mediatica, con tanto di genuflessione sull’inginocchiatoio americano.

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DE GUSTIBUS

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , on 6 agosto 2016 by Sendivogius

Jesus_supper_zombie

Cosa c’è di più insopportabile (e quasi più insulso) del “politicamente corretto”?
Sicuramente, lo stronzamente scorretto!
Più che una mistificazione lessicale, una deformazione culturale, una perturbazione ideale della mente, al contrario della sua controparte caramellata, lo stronzamente scorretto è uno stato fisiologico che risponde a funzioni corporee di natura prettamente intestinale. E in quanto tale è assolutamente incapace di distinguere la differenza che intercorre tra gli orifizi, correttamente al loro uso, come i deretani mutanti che popolavano gli incubi tossici di W.S.Burroughs.
pasto nudoVa da sé che lo stronzamente scorretto finisce inevitabilmente con l’affidare le proprie esternazioni al buco sbagliato, incapace com’é di controllare gli stimoli della propria peristalsi, tanta è la costipazione che affligge l’espurgazione dell’abnorme accumulo fecale, e che se sempre si esplica nel rilascio continuo di stronzate.
salvinataLo stronzamente scorretto è il bambino che gioca compiaciuto con le proprie feci e le ostenta con soddisfazione. Corre a mostrarle in giro, tanto è l’orgoglio per aver prodotto siffatta meraviglia tutto da solo e che nella sua evidenza deve costituire ai suoi occhi il massimo dell’espressione creativa. Perché ovviamente un simile patrimonio naturale non va disperso, ma gustato in gruppo tra i cultori della materia (che non mancano mai), per ricche abbuffate di merda. Comunemente ricompresa nell’ambito delle perversioni, la coprofilia sembra invece essere pratica ampiamente diffusa e apprezzata in “politica”, dove in genere costituisce il piatto del giorno e non manca mai di richiamare i golosi estimatori del particolare genere culinario, in cui il genio dello stronzamente scorretto eccelle.
Da par suo, lo stronzamente scorretto non si preoccupa mai dei tempi, i modi, i luoghi, del rilascio finale. E di conseguenza non perde mai occasione di palesare l’essenza della sua natura più intima e vera. Agisce d’istinto, tanto irrefrenabile è lo stimolo. Per lui la latrina costituisce lo spazio ideale d’elezione. Le cloache dello spirito sono il suo status naturale, convinto com’è di essere uno che “parla chiaro”, scambiando i suoi prolassi diarroici per “schiettezza”.
SalviniOgni Paese ha la sua tradizione. E se noi (per dire) dobbiamo accontentarci delle cacatine di un Matteo Salvini (un esempio a caso!) e di tutto il buiolo fascioleghista al seguito, nessuno chef può eguagliare i ricchissimi soutè de merde ai quali ci ha ormai abituato l’elefantiaco Donald J. Trump, che a modo suo ha perfettamente interpretato il concetto di “Great America”.
elefanteNon per niente gli americani fanno tutto in grande!
Di questo ricco citrullo ossigenato che furoreggia tra gli zotici della provincia statunitense (ma non solo..) avevamo già parlato
Donald TrumpSono deiezioni cicliche che di tanto in tanto spurgano fuori dagli intestini della storia, per dare una nota di colore (tendente al marrone) a panorami pressoché asfittici nel loro immobilismo. E fanno parte di un irrinunciabile folklore politico nel circo del populismo.
GunnyE sorvoliamo su un Clint Eastwood, costretto ormai a parodiare i suoi personaggi di fantasia all’ombra del grande artista che fu, ridotto prima a monologare con una sedia vuota nell’imbarazzante (per lui) spettacolino imbastito contro O’Banana, mentre adesso è stato direttamente promosso sul campo ad accessorio da toilette, nel patetico tentativo di coprire l’odore delle trumpate, intanto che regge il rotolo di carta igienica usata.
Naturalmente, Trump ha i suoi convinti estimatori anche dalle nostre parti. E potevano forse mancare?!? Non per niente, agli italiani la merda piace. Sarà per questo che la ricercano e la consumano con gusto estremo. Né poteva essere diversamente per una destra americanizzata, tra le più reazionarie, nostalgiche, e schiettamente fasciste di tutta l’Europa occidentale.
collezionismo storicoNessun pagliaccio, per quanto possa essere caricaturale, risulterà mai abbastanza grottesco per loro. Figuriamoci! Il modello ideale resta la repubblichetta collaborazionista di Salò, coi suoi grassi cialtroni insaccati in orbace e pose volitive ad imitazione del modello originale.
gruppo di gerarchi fascistiOvvio che in gran parte la destra italiana si riconosca ora in un pittato cialtrone miliardario con una pelliccia di pantegana appiccicata col bostik sulla pelata spellacchiata. In fondo sono gli stessi che per un ventennio hanno eletto a loro duce un puttaniere nano, con la catramata spalmata sulla testa e una gettata di cerone a coprire il resto.
Il problema di Trump è che, per quanto possano essere numerosi, non ci saranno mai abbastanza negri e chicanos da insultare, o ‘minoranze’ da offendere a titolo assolutamente gratuito perché non abbastanza amerikane. Evidentemente, esiste uno strato profondo del Paese in cui personaggi grotteschi come Donald Trump aderiscono meglio di un pannolone ergonomico, tanto riesce a intercettare perdite e umori. Ma sentirlo mentre blatera a vanvera di usare la bomba atomica alla vigilia della nuclearizzazione di Hiroshima, francamente non ha prezzo.

by Snoron.com

Perché per lo stronzamente scorretto nessuna gaffe, nessuna infamità, nessuna volgarità sarà mai ripugnante a sufficienza per essere fuori dalla sua portata. La loro missione è quella di stupire. Sempre. Anche quando non hanno un cazzo da dire, perché l’importante è sorprendere il pubblico con qualche sparata ad effetto. Come se il mondo non fosse già abbondantemente inflazionato di istrionici coglioni dei quali doversi dare pena.

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Fedele alla linea

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , on 2 giugno 2016 by Sendivogius

Roberto Benigni

L’apologeta della Carta nata dalla Resistenza… Il cantore ufficiale della costituzione più bella del mondo declamata in versi, che come una sceneggiatura, un racconto corre articolo per articolo fino all’ultimo, il 139… Il bardo ispirato di una carta perfetta nonché capolavoro di pedagogia democratica… È l’uomo che sussurrava alla Costituzione, in un aulico susseguirsi di ispirate profusioni estatiche di un poeta rapito dall’incanto per la sua amata…

«Dietro la Carta, se si tende l’orecchio, si sente il frastuono della democrazia, che è lotta e scontro di interessi legittimi, di valori e soprattutto di idee. Però sa cosa c’era allora, e si capisce benissimo oggi leggendo quegli articoli? Un orizzonte comune, un impegno comune per il bene comune. E infatti quegli uomini e quelle donne sono riusciti a creare lo Stato repubblicano, la sua Costituzione e la democrazia senza violenza. Un momento di grazia.
[…] Infatti farebbero bene ad attuarla, prima di pensare a cambiarla. La Carta è nata come una promessa alle generazioni future. Noi siamo qui riuniti – disse Calamandrei in quei giorni – per debellare il dolore e per ridurre la maggior quantità possibile di infelicità. Ci rendiamo conto? In questo senso la Costituzione, come la democrazia, è un paradosso, perché chiede a tutti le virtù di pochi

Roberto Benigni
(02/06/2016)

Ma anche no! A maggior ragione che certi amori non durano per sempre…

Finché morte non vi separi

Perché la stessa Costituzione è ottima quando si tratta di incrementare lo share per panegirici profumatamente retribuiti per l’intrattenimento della nuova EIAR, nella più compiuta figura di successo dell’agit-prop travestito da intellettuale organico (un tempo si chiamavano così), e macinare ascolti ad uso dei gonzi che affollano i salottini progressisti della ‘sinistra’ (parola grossa!) riformista ai vernissage del politicamente corretto, ma immediatamente superabile e facilmente stravolgibile se le circostanze lo richiedono…
Perché se rientra nelle necessità de “il Partito”, allora quella che fino ad un minuto prima era decantata come la “costituzione più bella del mondo”, improvvisamente si rivela un paradiso che può facilmente diventare un inferno.
Perciò, dinanzi ad una raffazzonatissima riforma costituzionale, confezionata male e in fretta, che stravolge il testo originale senza scioglierne i nodi ed anzi peggiorandoli, in una sequela pasticciata di articoli incomprensibili per la concessione di poteri illimitati ad un premier onnipotente, il Benigni nazionalpopolare non ha dubbi:

«Se c’è da difendere la Costituzione, col cuore mi viene da scegliere il no. Ma con la mente scelgo il sì. E anche se capisco profondamente e rispetto le ragioni di coloro che scelgono il no, voterò sì.
Sono trent’anni che sento parlare della necessità di superare il bicameralismo perfetto: niente. Di creare un Senato delle Regioni: niente. Di avere un solo voto di fiducia al governo: niente. Pasticciata? Vero. Scritta male rispetto alla lingua meravigliosa della Costituzione? Sottoscrivo. Ma questa riforma ottiene gli obiettivi di cui parliamo da decenni. Sono meglio del nulla. E io tra i due scenari del giorno dopo, preferisco quello in cui ha vinto il “sì”, con l’altro scenario si avrebbe la prova definitiva che il Paese non è riformabile

culo di cavalloTra cuore e mente, il nostro aedo nazionale sembra piuttosto scegliere altro, in più bassa e periferica sede… e sforna un ragionamento dove la coerenza è davvero l’ultima delle preoccupazioni, pur di non scontentare l’amico Matteo:

«Renzi è una persona che stimo. Quando recitavo Dante a Firenze veniva ogni sera, e ogni volta si sedeva più a destra. Prima due file più in là, come per provare, poi quattro, poi sei. Andava sempre a destra, io lo facevo notare al pubblico con una gag infantile, che creava un sacco di risate, segno di popolarità e di simpatia. Anche perché in Toscana le case del popolo sono piene di matteorenzi che dicono che fanno tutto loro. Il personaggio è conosciuto

E quindi la Costituzione della Repubblica val bene un qualunque cialtrone di provincia, foss’anche con l’appoggio di un Denis Verdini al massimo trasformismo:

Verdini e Berlusconi«Toscano più di Renzi, toscanissimo. Me lo vedo su una piazza, nel mercato, che ti vuol vendere qualcosa e ti convince, poi torni a casa e non sai che fartene. Farebbe bene la Volpe in Pinocchio. Ma anche l’Omino di burro che raccoglie i ragazzi somarelli e li porta via nel Paese dei Balocchi promettendogli la settimana dei tre giovedì. Ma forse hanno fatto le unioni civili apposta per regolarizzare il suo rapporto con Renzi

Insomma, un simpatico gaglioffo con cui fare coppia ed insieme riscrivere la costituzione nella comune spartizione del potere, attraverso la sua toscanissima occupazione. Oh che simpatia! Ma che risate, signora mia!
Non per niente,

«dopo settant’anni di democrazia, se qualcuno volesse provare a farsi dittatore nell’Italia di oggi sa cosa verrebbe fuori? Un tiranno da operetta»

E infatti, come se non avessimo già dato…

Riforma Costituzionale Renzi - by Edo Baraldi

A proposito di altri toscani, forse sul personaggio aveva proprio ragione un Andrea Scanzi

Scanzi vs Benigni

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THE INCIUCIAN CANDIDATE

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , on 22 maggio 2016 by Sendivogius

Renzi - cesarismo

“Io adoro la politica, ma in Italia ci sono troppi politici. Volete continuare come è adesso o portare l’Italia nel futuro?”
Matteo Renzi
(21/05/2016)

Già, perché mai prendersi il disturbo di farsi legittimare in ordinarie elezioni democratiche?!? E magari incorrere pure nel seccante inconveniente di non essere votati, dopo tutta la fatica che si è fatta per accreditarsi a colpi di marchette presso un elettorato sempre più insofferente a questi venditori di fuffa riciclata? Perché rischiare, quando ci si può far comodamente nominare senza dover passare per l’incognita elettorale, tramite un (a)normale avvicendamento dei poteri nei concili ristretti di palazzo, su indicazione della loggia di riferimento e la messa a fatto compiuto del Parlamento?!?
Ce lo chiede il Mercato, l’Europa… e soprattutto JP Morgan!
Edoardo Baraldi E peccato solo per il fatto che il “futuro”, su cui si specula e si abusa, assomigli tanto al trapassato remoto di un’epoca di ritorno, dove la ‘politica’ era prerogativa esclusiva dell’uomo solo al comando, che ovviamente nella sua splendida solitudine decideva in fretta, senza tutti quegli intoppi e quelle inutili pastoie parlamentari che rendono così obsoleta la democrazia come oggi la conosciamo. Infatti è molto meglio questa sua degenerazione verticistico-aziendalista su impianto cesaristico, che supera l’obsoleta separazione dei poteri di ottocentesca memoria e restringe le opzioni di scelta alle virtù taumaturgiche dei conducător da operetta, che con sempre maggior frequenza calcano ormai la scena dei teatrini nazionali, attorniati da una corte plaudente di nominati su cooptazione. Perché dunque avere così tanti ‘politici’, quando ne basta uno solo che decide per tutti, mentre gli altri eseguono?

Se le riforme non passano sarà il paradiso terrestre degli inciuci. Il Paese va nell’ingovernabilità. Ci sarà un sistema per cui nessuno avrà la maggioranza, per cui il potere passa nelle mani degli inciucisti. Io ne sono la dimostrazione. Io sono diventato presidente del Consiglio sulla base di un accordo parlamentare. Se non c’è una maggioranza, ci vuole per forza l’accordo in Parlamento.”
  Matteo Renzi
  (21/05/2016)

Sorvoliamo per carità di patria sul trascurabile particolare, che l’accordo sul quale si regge l’attuale maggioranza di governo non è mai passato per le pubbliche aule del Parlamento, ma è stato sancito nelle segrete stanze del Nazareno (da lì l’omonimo “patto”) da due privati cittadini all’ombra di Confindustria, tramite un intrigo di palazzo, col beneplacito e dietro le pressioni di un novantenne Re Giorgio: l’arzillo Hindenburg de noantri che aveva velocemente scaricato il ferale Robo-Monti e l’altrettanto fallimentare Letta-nipote, dopo aver promosso la nefasta (e fugace) ascesa di entrambi.
letta-napolitano-royal-baby - Mauro BianiParliamo
di quel Presidente della Repubblica, quantomeno chiacchierato e prossimo alle dimissioni anticipate, che con un atto senza precedenti nella storia democratica del Paese si è pervicacemente rifiutato di conferire il naturale mandato esplorativo presso le Camere a chi le elezioni le aveva comunque vinte (anche se di poco). Sapete com’è?!? I ‘mercati’ non avrebbero capito…
Renzi Silvio e Napo - Edoardo BaraldiSul perché invece il sedicente ‘cambiamento’ dovrebbe essere rappresentato da questa obesa incarnazione vivente dell’inciucio istituzionalizzato, resta invece una di quelle contraddizioni alle quali il renzismo pure ci ha abituato nella sua bulimica occupazione del potere, su incistazione lobbistica di quei comitati d’affari che hanno tenuto a battesimo l’immondo governo delle Laide Intese, a prova di qualunque legittimazione che non siano gli interessi dei suoi finanziatori. È il nuovo che avanza, nella più spregiudicata operazione di riciclaggio politico mai azzardata prima, essendo stata smarrita nel frattempo ogni forma minima di decenza istituzionale, a corto di legittima rappresentanza.
Nella miserevole “narrazione” imbastita dagli spin-doctor del pingue bulletto di Pontassieve alla disperata ricerca di un “nemico” credibile (a meno che non si voglia davvero definire tale la patetica concentrazione di soprammobili di pezza che ammuffisce inerte sugli scaffali della “ditta”), contro cui concentrare le sue contrapposizioni in assenza di argomenti credibili, gli ideali (non avendone nessuno al di là della conquista del potere per il potere) lasciano spazio al minimalismo estremo dei format propagandistici quali esclusiva forma di comunicazione mediatica.
Valeria Valente aspirante sindaco di NapoliBasta gettare uno sguardo smaliziato alla pirotecnica scelta dei candidati del riformato partito bestemmia, per capirne la mutazione scenica ancor prima che genetica…

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Devono essere ‘giovani’, ‘donne’, preferibilmente (ma non necessariamente) ‘graziose’: di quella bellezza scialba e anonima, quanto basta a non orripilare l’elettorato maschile e al contempo non suscitare le gelosie di quello femminile. Non è “sessismo”, ma una constatazione di fatto. Altrimenti non si spiegherebbero i pirotecnici balli delle pupazze alla sagra renziana della rottamazione (s’è visto poi quali erano le sue vere finalità), che non provano vergogna alcuna ad accompagnarsi giulive a simili figuri, in un tripudio trasformista che ha fatto dell’indecenza il suo sigillo di riconoscimento…
Valente e VerdiniIn quanto alle strombazzate “riforme”, nel concreto ci si riferisce a quell’osceno stupro costituzionale concepito dall’accoppiata Boschi-Verdini, tra i lisi grembiulini delle logge toscane di riferimento, per vestire con un abito cucito su misura l’aspirante Re Nudo di Pontassieve, nello strabordante appagamento dei suoi appetiti di potere.
Opportunamente gratificato con la partecipazione all’esecutivo, nel puntellamento di una maggioranza ballerina che si regge sullo scambio clientelare di voti in compartecipazione, l’amicone Denis Verdini con la sua banda di cosentiniani all’arrembaggio è così diventato il pilone portante del cosiddetto “governo del cambiamento”, al quale l’appoggio è più consistente proprio là dove più golosa è la greppia (tipo i fondi per la bonifica di Bagnoli). E per questo gli si lascia riscrivere la nuova Costituzione, scaturita da accordi inconfessabili di cordata. Definito una schifezza all’unanimità, anche dai suoi stessi promotori, il pacco costituzionale, frettolosamente confezionato negli studi legali di Nostra Madonna dei Boschi, con l’imprescindibile contributo di noti pregiudicati dalla rappresentatività numerica di un prefisso telefonico presso il corpo elettorale del paese, è stato fatto passare d’imperio dai disciplinatissimi manipoli di governo, in un’aula semivuota e ancor meglio riunita in notturna con l’assenza delle opposizioni che ne hanno disertato l’approvazione. Perché la riforma non sarà perfetta (dicono i suoi ostensori), ma piuttosto che niente… meglio lo schifo!
Siamo così passati dai padri ai papi costituenti con madrine al seguito, da Piero Calamandrei a Denis Verdini, dalla Carta Costituzionale al Rotolone della Reginetta giuliva di Banca Etruria…
La Costituzione Boschi-VerdiniGiudicate voi la durata e la consistenza e soprattutto l’uso che se ne potrà fare di un simile foglio, che la White Now Girl va promuovendo nei suoi tour propagandistici sulle reti unificate della nuova RAI opportunamente epurata dalle presenze sgradite e finalmente allineata al nuovo corso di resistibili ascessi…
La cavallaSarà per questo che agli spazi aperti delle vecchie “piazze” (l’antica agorà del confronto democratico) i nuovi alfieri della democrazia renziana preferiscono le sale anguste dei teatri (quando si dice teatrino della politica..!), tra le platee ossequienti di claque osannanti; al sicuro nei luoghi chiusi di un’esibizione concordata a prova di domande indiscrete, tra il pubblico appositamente selezionato. E anche questo è lo specchio dei tempi.

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CHEERLEADERS

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , on 9 aprile 2016 by Sendivogius

alien-invasion-fat-obese-food-overweight-ugly-demotivational-posterConsiderato un luogo alieno e oscuro, popolato da creature ingorde e poco raccomandabili, nello straniamento dei suoi rituali, la “politica” è ritenuta come qualcosa da evitare per motivi di profilassi. Oppure da usare, qualora possa tornare utile in termini di affari e raccomandazioni, salvo ritrarsene il prima possibile ad incasso ottenuto, per una questione di prudenza e opportunità.
Ne consegue che l’esercizio della pratica è sempre più circoscritto ad appannaggio esclusivo di pochi feticisti, cultori estremi di una materia perversa; perché forse il “potere” logora chi non ce l’ha, ma di sicuro il consumo prolungato nel tempo crea dipendenza con gravi effetti collaterali. Altrimenti non ci si ridurrebbe in simili condizioni, dopo una esposizione quasi ventennale in assenza di adeguate protezioni…
Nonostante tutto, in Italia c’è ancora chi continua a credere, un po’ per convinzione e un po’ per convenienza, che la “politica” sia una cosa seria. Se lo fosse davvero, non ci si affiderebbe certo ad una roba simile…
Matteo Renzi con la sua tipica espressione intelligenteLa costante alternanza di cazzari assolutamente intercambiabili, che si sovrappongono e insieme convivono nell’immanenza del trapasso e nell’ereditarietà dei rispettivi comitati d’affari, a quanto pare esercita però una funzione rassicurante in un elettorato composto prevalentemente da anziani che evidentemente prediligono la continuità, identificandosi ora col mandrillo di provincia nella nostalgia dei bei tempi che furono…
La rinomata casa delle Sorelle FraschiniMentre adesso sembrano intenerirsi dinanzi alle smargiassate di un fanfarone senz’arte né parte, che probabilmente ricorda loro il nipote fancazzista e narciso con la mania dei ‘selfie’.
Selfie_Renzi_TwitterSarà per questo che siamo passati dalla variante porno di un nano da giardino travestito da batman, alla brutta copia ringiovanita del papi digitalizzato in versione 2.0 del quale rappresenta una prosecuzione fedele, ma (almeno in apparenza) senza la carovana di mignotte ad ingrossare l’affare di governo.

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E non è certo un miglioramento il fatto che queste siano state sostituite da un codazzo ben più squallido di queruli replicanti clonati in serie, con l’aggiunta dei peggiori scarti del berlusconismo velocemente riciclati e reimmessi in circolazione, per uno spettacolo insostenibile senza una massiccia dose di antiemetici.
denis-verdini-del-pdlPeraltro, la nuova coreografia di potere presuppone una diversa scelta dei figuranti: questi ultimi sono esibitamente (demo)cristiani e dunque prediligono la processione di burrose madonnine da presepe vivente, con una sconveniente passione per le banche; magari in alternanza con le addolorate maddalene dalla “straordinaria incompetenza” ed altrettante formidabili entrature.
Boschi-MadiaIn un tempo non troppo lontano, quando un ometto di marzapane che credendosi un divo volle farsi imperatore promettendo un nuovo miracolo italiano (la moltiplicazione dei suoi miliardi e delle sue immunità), refrattari alla novità, non apprezzammo subito la dirompente novità di un esercito di cloni innamorati che, plasmati ad immagine e somiglianza del ‘capo’, ne seguivano emotivamente le imprese, identificandosi con le sue sorti. A loro modo, gli adoranti manipoli dei papiminkia erano composti da spiriti semplici che vivevano nel mito di “Silvio” su innamoramento collettivo per suggestioni primordiali.
Silvio Berlusconi - Il ritorno del duceSoprattutto non capimmo nell’immediato come l’appartenenza politica (o Silvioqualunque cosa si intenda per essa), al riparo da ogni coerenza e svuotata da qualunque tensione ideale, si fosse ridotta ad una disputa tra opposte tifoserie, più che altro per affezionamento ai colori di bandiera e poco altro, nella progressiva erosione di ogni reale differenza di rilievo.
altro schifoCol tempo la pratica ha perso di spontaneità; si è evoluta a forma scientifica. E alfine, in tempi di digitalizzazione, si è tecnologizzata con l’introduzione degli influencers; nell’illusione che questo trollaggio organizzato sui principali media on line possa davvero influenzare le opinioni dei malcapitati, fino alla twittante esplosione delle nuove cheerleaders riunite nei fan-club del renzismo militante.
ugly-cheerleadersCapita così di non riuscire più a sfogliare l’edizione on line di un qualunque quotidiano, che non ci sia articolo sporcato dai petulanti commenti di questo comitato di disturbatori professionisti a libro paga. Ci sono vari tipi di influencers… ed a lungo si è parlato dei “guardiani” virtuali della Casaleggio Associati a protezione del sacro blog. Ma la capillarità esibita dall’ufficio propaganda del partito bestemmia ha una potenza di fuoco mai raggiunta prima, nemmeno ai tempi d’oro del berlusconismo imperante, quando i papiminkia cominciavano a prendere confidenza con la tastiera dopo il corso di indottrinamento nelle succursali di Publitalia.
il-ritorno-dei-berluscones-L-kO5cy1A suo modo, l’influencer piddino lo riconosci subito… Di preferenza, imperversa sulle pagine on line delle testate edite dal Gruppo L’Espresso (e massimamente sull’edizione italiana dell’HuffingtonPost diretto da Lucia Annunziata), perché lì si aggira di solito il frastornato elettorato di sinistrati in crisi di identità, sensibili alle sirene del grillismo e dunque da ricondurre quanto prima all’ex ovile, occupato dalla truppa fedele al ducetto di Rignano. E perché forse dalle altre parti funzionano meglio i filtri, per tenere alla larga questi zelanti balilla prezzolati di regime.
ISTITUTO LUPEProbabilmente, l’influencer piddino si reputa un “intellettuale”… e della categoria più che la cultura, condivide la spocchia e la passione per i titoli accademici. Quindi, nel registrare il proprio profilo, dichiarerà quasi sempre di essere “professore” in qualche branca della fuffologia applicata, o più genericamente di lavorare in una qualsivoglia università. Soprattutto crede che il blasone posticcio dia più prestigio o credibilità, alle miserabili castronerie che va menando ovunque e senza vergogna. O così devono avergli insegnato al corso di formazione. A giudicare poi dalla qualità degli interventi, viene il sospetto che nei loro fantomatici atenei vengano impiegati più che altro nella rilavatura dei cessi (giusto per tenere la lingua allenata alla mansione primaria), o subentrare al posto della carta igienica quando questa è esaurita.
L’influencer piddino vi sosterrà tutto ed il contrario di tutto, fedele ad un unico principio: amplificare gli slogan del Capo, sostenendone le tesi anche quando fossero le più astruse o incredibili, e che quasi sempre sono in sostanziale continuità con quelle del vecchio papi-pensiero nella condivisione dei medesimi cavalli di battaglia, e nell’imperturbabile assenza della Premiata Ditta di Bersani e Compagni, che evidentemente trovano la cosa del tutto normale.

Legge Bavaglio

Vi ricordate quanto ce la menarono contro la cosiddetta “legge bavaglio”, a PD bavagliosuo tempo presentata da Angelino Alfano, nonché attuale ministro agli Interni dell’esecutivo Renzi, quando però le intercettazioni riguardavano il Pornonano, insieme ad altre roboanti “emergenze democratiche”?!? Ma ora che le parti si sono ribaltate
Photo by TwimgL’ultimo della serie è l’attacco scatenato contro la magistratura, colpevole di aver scoperchiato l’immane fogna, che gorgoglia tutta attorno allo scandalo delle trivellazioni. Da lì, la feroce opposizione al referendum che rischia di disturbare gli affari degli Amici degli Amici (e parenti). Attingendo ad un’esperienza Edoardo Baraldi - Via col ventoventennale, il ripescaggio del vecchio armamentario berlusconiano è praticamente completo. E in tal modo anche oggi l’influencer piddino ha svolto il suo compito da bravo soldatino, secondo le consegne di giornata. Non per niente, a giudicare dall’orario dei suoi interventi, segue una turnazione da ufficio, in questo strano miscuglio tra Min.Cul.Pop di mussoliniana memoria, Pravda sovietica, e culto peronista della personalità.
L’informazione ai tempi della rottamazione.

ABORTI SURROGATI

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , on 11 febbraio 2016 by Sendivogius

 “Stepchild adoption”:
  Adotta anche tu un Gasparri…

Maurizio Gasparri

BELLEZZA IN SCATOLA

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 gennaio 2016 by Sendivogius

Andy Warhol - Campbell's soup

Il vanaglorioso fanfarone dalle pretese regali, quello che occupa abusivamente Palazzo Chigi, con vista su un parlamento scambiato per la sua personale dépendance adibita all’alloggio della servitù, ci tiene molto alla “bellezza”; specialmente se intesa come concetto astratto in funzione del valore d’uso.
imagesQuando non sa cosa farsene, quando non è immediatamente capitalizzabile o da affidare in leasing, quando questa non è fruibile nelle finzioni scenografiche per il consueto teatrino dei pupi, la “bellezza” diventa ingombrante e perde di interesse. Semplicemente, non torna “utile” come sfondo per la farsa retorica, diventando una ‘vergogna’  da coprire.
DidimiPer questo va rimessa alla custodia provvisoria di organismi dalla pleonastica inutilità barocca, come quel fondamentale “Ufficio per il Cerimoniale e le Onorificenze”, che già s’era tanto distinto durante la trasferta saudita sulla faccenda dei rolex spariti e, pare, attualmente rientrati nella disponibilità della Presidenza del Consiglio; o per meglio dire nel polso del presidente del consiglio, meglio conosciuto dagli sceicchi come Rolex d’Arabia.
L'OrologiaioLe “istituzioni”, e massimamente quelle escrescenze burocratiche che pendono all’ombra del potere, abbondano di cretini ossequienti con la tendenza a strafare. Da lì, la scelta di imburqare le statue capitoline, che sia mai qualche chierico possa rimanere turbato dalla sconcia esposizione delle artistiche nudità! Una persona nemmeno troppo intelligente non condurrebbe mai il proprio ospite in un museo, se davvero pensa che questo sia talmente idiota da rimanere ‘offeso’ dalle opere in mostra.

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Gli zelanti funzionarini della Presidenza del Consiglio e le maestrine di cerimonie invece hanno ritenuto che la soluzione migliore fosse sì, portare gli ospiti al museo, ma nascondendo le statue e velando gli affreschi, per uno straniante effetto cantiere da allestimento Ikea. Evidentemente, deve essersi trattata di una loro particolarissima reinterpretazione del “cubismo” in chiave post-moderna…

Statue coperte ai Musei Capitoli in occasione della visita del presidente iraniano Hassan Rohani, Roma, 25 gennaio 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Cercare la logica di simili colpi di genio non è mica roba da tutti… Ci fanno un esame di stato con una selezione, per occupare simili uffici! Non per niente, le vie dell’imbecillità sono infinite ed ancor più imperscrutabili ogni volta si intersecano con quelle della “sensibilità religiosa”. E poco importa che ci sia stato chi per difendere quella “bellezza”, che qui si copre per opportunismo e altrove si distrugge per fanatismo, si sia fatto ammazzare. Per loro fortuna, i nostri imbelli burocrati di Palazzo non corrono certo di simili rischi.
Distruzione delle statue di PalmyraD’altra parte, la “cultura” sta molto a cuore al tronfio ducetto di Rignano, specialmente se può collegarla a qualche altro concetto che gli preme, in quanto elettoralmente spendibile, come la “sicurezza”, in uno di quegli accostamenti a lui consueti dove è inutile tentare di trovare la correlazione, tra accostamenti improbabili, tanto è ampio lo scollamento tra realtà e finzione.

Luisella Costamagna

«Io credo che la politica debba adottare un nuovo stile. Uno stile che riporti la passione al centro, che sappia emozionare, che riparta dalla bellezza. Perché mi hanno insegnato che la bellezza non può essere inutile.
[…] Vincerà chi saprà raccontare la bellezza utile di un’Italia che si nasconde timida in un mondo che avrebbe ancora molto bisogno di lei. Chiedono bellezza i cittadini globali del XXI secolo. Chiedono emozioni e un progetto nel quale credere. Chiedono di essere coinvolti, non di essere ammaestrati tra slide e battute

renzi-fonzieNo, non sono i tentativi espressivi di qualche cerebro-contuso in riabilitazione neurologica, ma uno dei massimi prodotti culturali del nostro Pittibullo quando gioca a fare l’intellettuale, peraltro con risultati drammatici..!

«Ogni giorno mentre vado al lavoro, mi perdo nella contemplazione della bellezza dei monumenti. Non di rado, però, inciampo in una buca delle sconnesse strade del centro storico. Lo vivo come un immediato richiamo al mio lavoro. Mi piace passare in trenta secondi dalla riflessione culturale sul mondo che cambia al tombino da ripulire.
[…] Rischiando il disprezzo dei turisti abbiamo scelto di invertire e siamo partiti dalle periferie.
[…] Mi viene in mente Steve Jobs, che a Firenze si innamora del colore della pietra serena e impone che tutti i suoi Apple Store siano realizzati con quelle caratteristiche

Matteo Renzi
“Stil novo. La rivoluzione della bellezza tra Dante e Twitter”
Rizzoli (2012)

Potrei vomitareTra formato cartaceo e digitale, ne abbiamo sfogliata di merda nella vita, ma mai si era scivolati così in basso tra simili forme nauseadi degrado estremo; asfissiati dai miasmi di una povertà lessicale che esalano dalle sdruciture di tanta miseria umana e culturale, articolata in banalità imbarazzanti che non superino mai le 100 battute tra un punto e l’altro. Per non parlare del suo ostentato linguaggio minimo, a portata di ogni deficiente che abbia a malapena raggiunto l’alfabetizzazione primaria.
Merda d'artistaAffondare le mani in quella cloaca trasformistico-dorotea che chiamano “renzismo”, cercando invano di tirarne fuori un barlume di senso o qualsivoglia spessore, è un’impresa assolutamente ingrata ed ancor più degradante nella sua inutilità; col rischio concreto di affogare nei gorghi di una minchioneria siderale, che trasuda dall’hybris del suo ridanciano ostensore.
Essere o Non EssereVa da sé che interrogandosi sul pensoso concetto di “bellezza utile”, questo lardoso scarto da Bar-Sport non manchi di porsi domande epocali, all’origine di una così incontenibile peristalsi editoriale:

“Mentre torno a stupirmi di tanta meraviglia, improvviso mi assale un dubbio: ma serva ancora la bellezza oggi?”

To be or not to beSì, serve. E non solo per un mero appagamento visivo. La bellezza serve come valore propedeutico nella sua eterologicità paradossale, perché ci ricorda come dinanzi ad una così schiacciante predominanza di simili cazzoni allo stato brado, nonostante tutto, l’umanità riesca a produrre opere straordinarie grazie al genio isolato di un’infima minoranza.

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