Lo famo strano?

Sarà l’esuberanza savoiarda, degna di una guardia regia… sarà la tipica modestia piemontese… sarà l’incontenibile simpatia torinese… ma dopo l’esordio lacrimoso sembra proprio che Ma che cazzo te ridi?l’incontentabile Elsa si sia consolata in fretta… Talmente tanto, che non la si contiene più! Evidentemente, l’aria di Roma (e di governo) deve averle giovato parecchio… Finalmente fuori dai cortili accademici, la Faraona giuliva oramai circola ovunque: straparla; interviene anche quando nessuno l’interpella; si imbuca alle feste degli altri, pure se nessuno l’ha invitata…

Per riconoscere la ministra presenzialista, basta seguire il suo infallibile ditino ammonitore e in perenne rotazione, come le palle di ‘esodati’ e ‘precari’ e ‘disoccupati’. E’ quel Famigerato ditino (put it in your butt!) del quale la Fornero sembra più che altro la protuberanza, mentre brandisce la biro al posto della frusta, come una vera mistress sadomaso. O minacciando eventuali esami prostatici..!

È la ministra-dominatrice che mentre sevizia i suoi ‘schiavetti’ vuole essere ubbidita, ma soprattutto adulata… Non accetta critiche di alcun tipo e adora che le si facciano i complimenti. Li pretende, come parte inclusiva del servizietto! E mentre fa le porcherie, chiusa nel gabinetto di governo, le piace dire cose zozze:

Il lavoro non è un diritto. Bisogna meritarselo”; “Rassegnatevi! Non sarete più proprietari del vostro lavoro”; “I giovani non devono essere troppo choosy (schizzinosi) nella scelta del posto di lavoro”… e i sessantenni rimasti senza impiego ne pensione sono degli scrocconi che non hanno voglia di lavorare..

A quanto pare, la ministra hard si eccita così, mentre agita “paccate di soldi”.
Sinceramente, non è facile capire cosa frulli davvero nella testolina vulcanica della professoressa Fornero … Quando ci si approccia al Governo Monti, ci si rende conto di avere a che fare con delle intelligenze aliene, dalla mente insondabile e lontanissima: si possono riscontrare più sentimenti umani in un registratore di cassa che in questi ibridi umanoidi, provenienti dall’Oltreverso delle multi-banche.
Ma adesso la maestrina sabauda comincia davvero ad esagerare!
Ora vuole pure partecipare agli scioperi della CGIL e saltella in ogni dove, per spiegare quanto è brava e com’è linda la bella belinda al ministero. E guai a contraddirla!
Lei però cerca il ‘dialogo’ che, con ogni evidenza, confonde e identifica con il ricevimento settimanale che il barone universitario concede ai suoi studenti. Della serie: io parlo; voi prendete appunti e poi fate i compitini a casa. Niente di strano per chi ha scambiato il dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali per una cattedra accademica distaccata, con esercitazioni pratiche e temi d’esame a cura della professorina e su suo esclusivo giudizio.
Vuoi mettere? Che noia doversi sottoporre a regolari elezioni e dover rendere conto alle Camere. Molto meglio diventare ministro per chiamata diretta (tecnica).
Però le piace il confronto, rigorosamente a senso unico.

“Sono avvilita che venga negato il diritto di parola. Posso sopportare molte cose ma non la prepotenza”

Speriamo solo che non si rimetta a piangere! Difficile immaginare prepotenza più grande di chi cancella di punto in bianco 50 anni di conquiste sociale, azzerando i diritti dei lavoratori, perché “ce lo chiede l’Europa!”.
A be’ allora, quand’è così, ubbidisco subito Milady!
Difficile trovare un’arroganza con una simile prepotenza in chi legifera unicamente per decreto-legge, scavalcando il parlamento. Che fa approvare ‘riforme’ blindate e chiuse ad ogni modifica, con gente che ha scambiato il consiglio dei ministri col consiglio d’amministrazione di una fondazione bancaria. Se qualche tapino, esterno al cenacolo privato dei bocconiani di banca e di governo, osa proporre un emendamento correttivo, questo viene immediatamente bloccato per iniziativa governativa. Una pacchia simile non la si vedeva dai tempi del duce buonanima!
 Però Mistress le Sadik non è ancora soddisfatta… nella sua frigidità istituzionale non si sente abbastanza amata.
Schiettamente parlando, papale-papale, detto da chi viene costantemente chiamato in causa suo malgrado (giovane, precario, e privo di tutele) dall’inappagata ministra:

Erza, ma tu da noi che cazzo vòi ancora?!?
Quando mai avresti ascoltato le nostre parole o, peggio ancora, domandato la nostra opinione in merito alla tua riforma (ovviamente) ‘epocale’? Ma c’hai mai chiesto qualcosa prima?!?
Parli tanto di ‘merito’ e ancora ci vuoi far credere che tua figlia pubblica una trentina di ricerche scientifiche all’anno… manco fosse Marie Curie!
Vuoi il contatto con la gggente? Allora comincia a scendere dalla cattedra; sgrullati via di dosso quella spocchia dottorale, se ti riesce per più di 5 minuti. Vuoi la legittimazione popolare? Inizia col candidarti e farti eleggere, se ti riesce, prima di fare il ministro ed imporre riforme-editto. Perciò, visto che abbiamo pure l’obbligo di doverti ascoltare, almeno la possibilità di mandarti affanculo – se permetti – ce la prendiamo senza il tuo consenso!

Nel famoso “dibattito”, tra le opzioni di scelta, è contemplato anche il NO.
Gli editti sono un’espressione del potere assoluto dei re. E solitamente non si accordano con la democrazia. Generalmente, quando si tira troppo la corda, qualcuno inizia ad inneggiare alla vecchia Louisette
Non lo insegnano questo all’università, professoressa Fornero?

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Una Risposta to “Lo famo strano?”

  1. La solita ministra, ormai, riscaldata non ha forse ben chiaro che molti giovani sono per niente choosy e hanno, loro malgrado, accettato livelli occupazionali più che sottopagati e con mansioni inadeguate rispetto al titolo conseguito.
    Consiglierei una visione più reale e meno accademica.
    Dopodichè è un bel contrasto assistere alle divergenti dichiarazioni di chi ci dice che la crescita comincia a vedersi (non sappiamo quant’è lontano l’orizzonte) e chi invece propone d’essere meno schizzinosi se chiamati a ingoiare altra merda.

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