L’UOMO CON LA TUTA

Forse ho avuto troppa fiducia nei confronti di certe persone e qualche cosa può essere sfuggita…
E’ chiaro che abbiamo dovuto correre e quindi non sono forse stato in grado di controllare puntualmente, giorno per giorno, tutte quelle che erano le attività che dovevano essere portate avanti…
In questo contesto qualcosa può anche essere stata fatta male
…”
  Guido Bertolaso (12/02/2010)

Ciò accade perché il dott. Bertolaso, nel duplice ruolo di capo-dipartimento della Protezione Civile e sottosegretario di Governo, è stato sovraccaricato da una serie infinta di mansioni talmente vaste che, per essere espletate tutte, richiederebbero come minimo un esercito di cloni, o un Eracle redivivo ed un aedo per declamare in versi cotali gesta.
Si tratta di un’investitura totale, su tutti i fronti dell’emergenza (vera o presunta tale) dilatata a prassi organica di governo e di intervento, senza limiti di spesa né di azione: “dalle leggi sulla trasparenza, sui requisiti dei contratti, sulla concorrenza, sugli appalti, sulla pubblicazione dei bandi, sugli avvisi, sugli inviti, sulle verifiche archeologiche, sulle varianti, sui termini, sulla selezione delle offerte, sull’adeguamento prezzi, sulla progettazione”.
Si parte dalle calamità naturali (terremoti, frane, alluvioni) per arrivare alla mondanità dei “Grandi Eventi”, attraverso l’uso e l’abuso del carattere d’urgenza: dagli eventi sportivi alle celebrazioni religiose, fino ai viaggi del papa; dalla viabilità stradale ai trasporti… Sono ‘eventi’ ampiamente previsti che poco o nulla c’entrano con la gestione dell’emergenza, ma che molto hanno a che fare con i cordoni della borsa, con l’immancabile corollario di piccole e grandi opere da realizzare.
Dalla  nomina di Bertolaso a capo della Protezione Civile, fino al gennaio del 2010, la presidenza del Consiglio ha emesso 620 “ordinanze emergenziali”, di cui solo una parte riferita a calamità naturali, con una spesa complessiva intorno ai 10 miliardi di euro.
Nel solo 2009, le opere d’emergenza sono state 78.
Non male per un Paese in recessione, che lascia milioni di disoccupati senza nessuna copertura economica, che distrugge la scuola pubblica e privatizza anche l’acqua pur di fare cassa!
Facciamo alcuni esempi…

Cerimonie religiose:
 19 Aprile 2002. Canonizzazione di Padre Pio
 24 Luglio 2002. Canonizzazione di José Maria Escrivà de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei
 1 Ottobre 2003. Beatificazione di Teresa di Calcutta
 22 Aprile 2008. Anno giubilare Paolino
A questi si aggiungono l’incontro nazionale dell’Azione cattolica a Loreto con il papa (2004), i funerali del papa nel 2005 e l’incontro a Loreto (nel 2007) col nuovo papa Benedetto XVI. le celebrazioni per il 400° anniversario della nascita di San Giuseppe da Copertino, in provincia di Lecce, avvenute recentemente. La relativa copertura finanziaria per i capitoli di spesa è stata affidata alla Protezione Civile, con un apposita ordinanza “emergenziale” (la n.3356) data l’eccezionalità dell’evento. E sempre alla Protezione Civile verranno affidati i fondi per il Congresso Eucaristico nazionale, previsto ad Osimo (Ancona) dal 4 all’11 settembre 2011, che costerà al pubblico erario l’esborso di qualche altro centinaio di milione di euro, tramite i soliti appalti riservati e senza gara, come sempre a cura della Protezione Civile.
Per la serie “libera Chiesa in libero Stato”..!

Competizioni sportive:
Torino, 19 Giugno 2005. Giochi Olimpici invernali.
Roma, 14 Ottobre 2005. Campionati di nuoto.
Inoltre ci sono stati i mondiali di ciclismo (Varese 2008), i “Giochi del Mediterraneo” a Pescara (2009), i mondiali di nuoto per “Roma 2009”, le regate della “Vuitton Cup” in Sardegna (2009-2010) ed a Trapani (2007).
Sono previsti interventi futuri nel caso delle eventuali Olimpiadi a Roma e  per  quella grande pagliacciata della F.1 nel neo-circuito dell’EUR.

Viabilità ordinaria:
 Cantieristica per l’ammodernamento dell’autostrada A3 Salerno-ReggioCalabria
 Asfaltatura delle strade e costruzione delle rotonde a Varese e dintorni per i mondiali di ciclismo nel 2008
 Regolazione del traffico a Napoli e, dulcis in fundo, del transito di gondole e vaporetti a Venezia

Il dipartimento della Protezione civile è impegnato anche nella gestione degli appalti per l’Expo di Milano nel 2015 e competente per il cosiddetto “Piano carceri” con la realizzazione di nuovi edifici di edilizia carceraria, senza dimenticare le costruzioni per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia (2011).

Questo avviene perché le prerogative della Protezione Civile sono state estese a tal punto da diventare onnicomprensive, con l’accorpamento delle competenze e l’abuso delle deleghe straordinarie, nella figura unica del capo-dipartimento. A quest’ultimo sono stati attribuiti enormi poteri decisionali, rimessi a criteri discrezionali svincolati da ogni controllo, secondo il principio di necessità regolato in esclusiva dall’emergenza del momento cogente.
E in nome dell’eccezione permanente ci si immunizza dalla legge… Si firmano ordinanze, si fanno scelte inderogabili, si impongono direttive in deroga alla normativa vigente nell’eccezionalità della regola.

«Oltre alle frane, agli incendi, ai terremoti e alla “monnezza” napoletana, furono emergenziali nei mesi scorsi i lavori per oltre 300 milioni affidati in molti casi a imprese «amiche» per il G8 della Maddalena, alfine trasferito a L’Aquila. E lo furono anche i mondiali di nuoto, insieme alle gare calcistiche, ai party di Stato, ai viaggi del Papa, alle regate veliche, al traffico di gondole in laguna, agli alberghi di lusso, agli scenari di cartapesta, come quello che approntò personalmente il premier con reminiscenze dell’antica Roma e che a Pratica di Mare lasciò interdetta l’intera diplomazia internazionale convenuta al vertice Nato-Russia.
Nel paese di B&B, la perfetta coppia Berlusconi & Bertolaso benedetta da Gianni Letta, tutto è ormai emergenza…
(…) Negli anni del berlusconismo, dalla cultura dell’emergenza è scaturita una sorta di scienza del potere incontrollato in deroga a tutte le norme di legge, un blocco di potere indistruttibile, segreto, libero da regole, che in meno di un decennio ha speso come ha voluto qualcosa come 10 miliardi di euro e che si appresta a spenderne molti altri per la “Louis Vuitton World Cup”, prevista la prossima primavera alla Maddalena per tentare di giustificare i 327 milioni già bruciati, per il piano straordinario delle nuove carceri lanciato dal ministro della Giustizia Angelino Alfano, per gli ospedali calabresi e chissà per quale altra opera emergenziale che si aggiungerà alle 78 deliberate per decreto nel corso del 2009.»

  Il Grande Regno dell’Emergenza
  Alberto Statera
  La Repubblica (11-02-2010)

Il commissario straordinario dell’eterna emergenza è sempre lui, Guido Bertolaso.
Super-Guido vanta una parentela importante col cardinale Camillo Ruini, che lo introduce nel sottobosco del potere democristiano… dal divo Giulio, fino a mettersi sotto la cappella protettiva di Gianni Letta: gentiluomo di Sua Santità e ombra intrigante del Cavaliere. Sacro e Profano.

«Fu Giulio Andreotti a mettere gli occhi su di lui. Mentre l’Unicef gli proponeva di ritornare in Somalia, il ministro degli Esteri gli offrì di entrare nel settore della cooperazione come capo dell’assistenza sanitaria dei Paesi in via di sviluppo. Bertolaso restò alla Farnesina finché vi rimase il divo Giulio (‘un maestro’). Un passaggio agli Affari sociali come capo di gabinetto. Poi lo chiamò la giunta di Roma guidata da Francesco Rutelli: doveva far girare la macchina dell’ospedale Spallanzani. Tempo un anno e il sindaco Rutelli gli mise in mano l’organizzazione del Giubileo del 2000.
(…) Fu la sua grande vetrina. Gianni Letta lo prese sotto la sua ala. E nonostante avesse collaborato alla campagna elettorale di Rutelli, nel 2001 Silvio Berlusconi lo piazzò a capo del Dipartimento della protezione civile. Dal Divo al Piacione al Cavaliere: un tragitto pieno di svolte a “U” destinato a proseguire, perché Bertolaso continuò a indossare la tuta con gli stemmi tricolori anche sotto Romano Prodi. E il regista delle emergenze diventa un personaggio popolare.
(…) Le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, l’esercito di volontari gli obbediscono compatti. Un uomo-ovunque, un giocatore a tutto campo»

  Stefano Filippi – 8 aprile 2009

Medico specializzato in malattie tropicali, il dott. Bertolaso sembrava avviato ad una brillante carriera tra la Farnesina e l’Unicef. Infatti, le sorti progressive e magnifiche di Guido alla Protezione civile cominciano tardi, nel 2001, ad eccezione di una breve parentesi sotto il governo Prodi (1996-1997). La sua grande occasione arriva con l’indulgenza plenaria dell’anno 2000, quando viene nominato vice Commissario vicario per il Grande Giubileo. In tale circostanza, il super-Guido si conquista l’appoggio interessato dell’allora sindaco di Roma: Francesco Rutelli, l’ex tutto all’epoca conosciuto come “Er Piacione” prima che in seguito ad una dieta radicale venisse ribattezzato “er Cicoria”.
Sempre durante il Giubileo del 2000, Bertolaso conoscerà un altro compagno di viaggio che lo affiancherà a lungo negli anni felici alla Protezione civile; si tratta di Angelo Balducci, anche lui Gentiluomo di Sua Santità, nelle grazie del cardinale Crescenzio Sepe.

URBI ET ORBI
  Chiamato a fronteggiare le più svariate calamità per conto della Protezione Civile, tanto per non restare indietro, il supercommissario Bertolaso monitorizza pure l’attività lavica dei vulcani delle Eolie e controlla le aeree marittime di Lampedusa, fino ai rischi connessi all’inquinamento bio-nucleare. A tempo perso, dovrebbe occuparsi altresì di archeologia e patrimonio culturale…
Su proposta dell’evanescente ministro-poeta Sandro Bondi, nel 2008 super-Guido viene nominato commissario straordinario per l’area archeologica di Pompei e, già che c’era, pure per quella romana: dagli scavi di Ostia antica al complesso dei Fori, contro l’opinione delle soprintendenze di competenza, del Consiglio superiore dei beni culturali, e di quattromila fra professori universitari e studiosi italiani e stranieri. Lo zio Fester-Bondi capisce di arte come un criceto di elettrotecnica… e questa non è una colpa. Il dramma è quando i lacché di Palazzo diventano ministri per i servigi prestati nel boudoir di corte.
A dire il vero, al mitico Guido è stata delegata anche la messa in sicurezza degli edifici scolastici, specialmente dopo il crollo della scuola di Moncalieri. Ma poi i fondi stanziati pare abbiano prese altre direzioni… Evidentemente la vita degli studenti non è una priorità.

PROTEZIONE CIVILE S.p.A.
  La vastità degli incarichi conferiti a Bertolaso deve esser sembrato ancora troppo poco perché insieme a Gianni Letta, gran ciambellano di corte e suo principale protettore politico, si fa promotore (per interposta persona) dell’ennesimo decreto-legge (DL 195 del 30/12/09) di marca governativa, che estende a dismisura i poteri già ampiamente concessi al capo della Protezione Civile.
Salvo le annunciate modifiche, l’Art.16 prevede la costituzione di una super-struttura alle dirette dipendenze del Presidente del Consiglio (Silvio Berlusconi), che in sacra trimurti col suo Segretario generale (Gianni Letta) e col Capo Dipartimento (Guido Bertolaso), nomina il consiglio di amministrazione della nuova S.p.A e decide insindacabilmente sulle politiche di indirizzo e sugli interventi strategici, come se la Protezione Civile fosse una sua personale creatura aziendale.

 Art. 16,1:  Al fine di garantire economicità e tempestività agli interventi del Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per lo svolgimento delle funzioni strumentali del medesimo Dipartimento è costituita una società per azioni d’interesse nazionale denominata: «Protezione Civile servizi S.p.A.», con sede in Roma.

 Art. 16,2:  Il capitale sociale iniziale della Società è stabilito in un milione di euro ed i successivi eventuali aumenti del capitale sono determinati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Le azioni della Società sono interamente sottoscritte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che esercita i diritti dell’azionista e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi. 

 Art. 16,3:  La Società, che e’ posta sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della protezione civile ed opera secondo gli indirizzi strategici ed i programmi stabiliti dal Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Capo del Dipartimento nazionale della protezione civile, ha ad oggetto lo svolgimento delle funzioni strumentali per il medesimo Dipartimento, ivi compresa la gestione della flotta aerea e delle risorse tecnologiche, e ferme restando le competenze del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la progettazione, la scelta del contraente, la direzione lavori, la vigilanza degli interventi strutturali ed infrastrutturali, nonche’ l’acquisizione di forniture o servizi rientranti negli ambiti di competenza del Dipartimento della protezione civile, ivi compresi quelli concernenti le situazioni di emergenza socio-economico-ambientale

È un fiume inesauribile di denaro pubblico in libero deflusso. In nome della tempestività di intervento e sblocco dei cantieri, si svuotano progressivamente le funzioni dei Comuni e degli Enti locali. Si depotenziano gli organismi di vigilanza e si allentano i controlli. Si umiliano le Sovrintendenze archeologiche. Ci si sovrappone alle strutture di competenza già esistenti: ANAS; Capitanerie di Porto; Croce Rossa; Vigili del Fuoco; Esercito e forze di Polizia…
Tutto il possibile nelle mani di uno solo che dovrebbe valutare, decidere, assegnare, controllare e pagare… È Guido Bertolaso, il commissario straordinario pluridelegato che ogni cosa gestisce.
La Protezione Civile tramutata in protettorato personale del Presidente del Consiglio, sotto il proconsolato di Bertolaso, emanazione e braccio operativo dell’Imperatore.

“Bertolaso ha trasformato la Protezione civile in una macchina per creare consenso. Anche tra gli imprenditori. Basta leggere i bilanci della società privata che dal 2001 in poi ha vinto tutti i principali appalti per l’organizzazione finale dei grandi eventi. È una srl con appena 35 mila euro di capitale. Si chiama Gruppo Triumph e ha sede a Monte Mario a Roma.
A capo del gruppo c’è una ex interprete dell’ambasciatore Usa in Vaticano, Maria Criscuolo, 47 anni, ben addentro al potere. Dal centrodestra al centrosinistra. Da Gianni Letta a Walter Veltroni. E anche nella Santa Sede. Maria Criscuolo guadagnava bene già nel 1994, con un fatturato in lire equivalente a 632 mila euro. Spiccioli rispetto a quanto fattura ora: 28 milioni 32 mila 705 euro, secondo i bilanci 2008 delle sue società a responsabilità limitata. Guido Bertolaso non bada a spese quando c’è da fare bella figura. Per il vertice Nato-Russia del 27 maggio 2002 a Pratica di Mare, alle porte di Roma, la Triumph di Maria Criscuolo incassa dalla Protezione civile 7 milioni 45 mila euro soltanto per le attività connesse all’organizzazione, gli allestimenti, la ristorazione, le fotocopiatrici, gli interpreti. Per preparare i due giorni di incontri, a cui partecipano Vladimir Putin e George Bush, il dipartimento di Bertolaso firma contratti per 36 milioni 284 mila euro. E nel resoconto non mancano cifre curiose. Come i 74 mila euro per il «facchinaggio da Pratica a Castelnuovo e trasporto statue»: 69 chilometri al costo di 1.072 euro a chilometro. Oppure il milione di euro per il taglio di prato e siepi, i 662 mila per la «riqualificazione del circolo ufficiali», i 21 mila per la «pedana per giornalisti», i 457 mila per la «consultazione dei notiziari di agenzia», i 42 mila per gli «annunci viabilità», i 17 mila per la stampa di menù e inviti.”

Protezione civile Super SpA
Fabrizio Gatti
L’Espresso, n. 52 del 29 dicembre 2009

E mentre migliaia di volontari si spaccano la schiena su e giù per l’Italia, consumando le proprie ferie al servizio del prossimo, ai vertici del Dipartimento si lavora per trasformare la struttura in un bulldozer del consenso organizzato e della clientela strutturale, a servizio permanente dei ras della politica.
Le anomalie nella gestione del Dipartimento ed il relativo abuso delle ordinanze sono talmente abnormi da suscitare critiche spietate, persino dove meno te le aspetti…

«C’è una vera e propria dittatura in atto. Una dittatura senza un dittatore in carne e ossa, certo. Ma comunque pericolosa, invasiva, ossessiva, opprimente e asfissiante come tutte le vere dittature. È la dittatura dell’emergenza. Un potere totale che, come previsto da George Orwell, conquista le coscienze, ruba le speranze, annulla il futuro e incatena a un infinito presente senza storia, senza passato e senza prospettive. È una dittatura psicologica, tutta culturale, che prende il via dalle cronache quotidiane dei giornali e, soprattutto, dei telegiornali: emergenza caldo, emergenza freddo, emergenza umidità, acqua alta, siccità, emergenza stupri, emergenza scippi, criminalità, immigrazione, emergenza traffico, emergenza buche, influenza, inquinamento e così via.
Una dittatura che, come in uno stato totalitario, uniforma tutto a se stesso e fa diventare tutto emergenza, anche ciò che emergenza non è: anche se sono problemi atavici (c’è chi parla di emergenza mafia!) o al contrario, se sono piccoli preoccupazioni di tutti i giorni. Lo sanno bene gli uffici comunali che sono invasi dai fax della protezione civile: ogni giorno ha la sua emergenza, fosse anche quella della pioggia, o della nebbia…E le leggi si fanno solo in nome dell’emergenza.
(…) Non c’è dittatura che si rispetti senza l’esaltazione della DECISIONE. E non può esserci decisione senza EMERGENZA. Tutto si tiene, in un sistema di pensiero che annulla l’argomentazione, i dubbi, le proposte. In un sistema assolutista che con l’illusione della sicurezza fa sentire, in realtà, tutti più insicuri. Perché, sempre, in emergenza.
E allora corri… Scappi da un’emergenza che non ricordi più quale sia. Che non ricordi più se esista veramente. Corri dietro a un flauto maligno e magico che ti farà cadere dentro il burrone di una vita appaltata a un potere che non conosci, anche se vive dentro di te. A un potere che trasforma la vita in problema, il problema in paura, la paura in terrore. È un potere che, grazie al terrore, incatena gli individui senza che se ne rendano conto. Senza che nessuno possa più ribellarsi.»

 Contro la dittatura dell’eterna emergenza
  di Filippo Rossi
  FareFuturo Webmagazine – 16/02/2010

È un immenso carniere, consacrato ai riti dell’abbondanza, prodigo di opportunità e appalti, per i quali la cassa dei finanziamenti è sempre piena.
Però, a caricare troppo la griglia, la carne cuoce male ed alla lunga puzza.
Poiché Guido Bertolaso non ha il dono dell’ubiquità per affrontare la pletora di responsabilità direttive accumulate ad libitum, è normale che nelle maglie di un sistema dalla natura ‘gelatinosa’ si introducano predatori di tutte le taglie, attratti dall’abbondanza di cibo.
Tuttavia, il mitologico Guido, sovrastimando il suo ruolo, deve essere davvero convinto di appartenere agli X-Men o di avere almeno qualche superpotere. E credendosi Coriolano proietta sé stesso nel pantheon degli eroi incompresi…

Rendere lo Stato efficiente non è un’anomalia (…) Per questa ragione non avevo proprio nulla da comunicare al Presidente del Consiglio. Avrei dovuto chiedergli che mi concedesse di rinunciare alle uniche norme che consentono di operare con efficacia, come ho dimostrato in questi anni. Per quale ragione? Per restare fermo a tempo indeterminato, in attesa che il Parlamento affrontasse il problema della capacità di decidere e fare delle Amministrazioni?
 Guido Bertolaso (15/02/2010)

In teoria, sarebbe la prassi prevista per la normale dialettica democratica, nell’equilibrio dei poteri istituzionali e nel rispetto delle regole… Ma tant’è!

Mi sono battuto sempre perché la competenza della Protezione Civile fosse propria del Presidente del Consiglio dei Ministri, risolvendo in questo modo il problema di evitare, nei tempi dell’emergenza, di affidarsi a forme di ‘coordinamento senza potere’ esercitate da un ministro pari grado di altri ministri.
Guido Bertolaso (15/02/2010)

Forse qualcuno dovrebbe spiegare a Guido Bertolaso che lui NON è la Protezione Civile, ma solo un funzionario della medesima.
Forse i suoi intimi dovrebbero consigliargli un bravo specialista, che lo aiuti a contenere le ipertrofie del suo Ego incontentabile ai limiti della mitomania.
Forse bisognerebbe convincere l’onnipotente sottosegretario che l’universo ha da tempo trovato il suo centro e, incredibilmente, continua ad espandersi anche senza il fondamentale contributo di super-Guido: il messia delle sciagure seduto alla destra del papi.

UNA GRANDE FAMIGLIA
  È un vero peccato che il povero Guido Bertolaso sia sempre oberato di lavoro e investito da così tante responsabilità, da non curarne nessuna. Altrimenti avrebbe potuto notare l’intraprendenza nepotista dei suoi più stretti collaboratori, a partire proprio da quell’Angelo Balduccisoggetto attuatore”. E scoprire che da 8 anni a questa parte gli appalti più golosi vanno sempre nelle tasche dello stesso risicato grumo di aziende.
Se avesse avuto più tempo (e meno fregole), invece di andare a dispensare pagelle ad Haiti, il superman prestato alla Protezione si sarebbe potuto interrogare sull’entità dei costi, sulle fatture gonfiate, e sull’effettivo valore delle opere realizzate in Italia.
Per esempio, avrebbe potuto porsi qualche piccolo interrogativo sulla ANEMONE Costruzioni, che sembra correre indisturbata su una corsia preferenziale di favori e prebende senza eguali…

In seguito all’ordinanza attuativa n.3275 del governo Berlusconi in data 23/03/2003, Guido Bertolaso diventa commissario ‘straordinario’ (of course!) per l’emergenza SARS e la minaccia Antrace.
Per fronteggiare gli ipotetici rischi di contaminazione, viene deciso il rafforzamento delle strutture dell’Istituto di Ricerca e Cura malattie infettive dell’ospedale “Lazzaro Spallanzani” di Roma. Il super-commissario Bertolaso dispone la realizzazione di un laboratorio per la messa in quarantena e per l’isolamento patologie ad elevatissimo contagio e le insidie bioterroristiche. L’appalto di costruzione viene affidato, senza gara, ad una oscura impresa di Grottaferrata: la ANEMONE Srl. Costo dell’opera: 80 milioni di euro. A tutt’oggi l’edificio non è mai stato consegnato.

Dal 2004 al 2009, fino al tripudio affaristico del mancato G-8 sardo, parte degli appalti fiduciari della Protezione Civile sotto il comando di Bertolaso vengono sistematicamente affidati alla: COGECAL; Maddalena scarl; Arsenale scarl; Imatec scarl; Nuove Infrastrutture Srl; REDIM 2000 srl… Sono tutte società riconducibili al gruppo Anemone.
Se il buon Guido aveva bisogno di lumi riguardo al groviglio societario che si spartisce la torta dei finanziamenti, poteva chiedere lumi direttamente a suo cognato: l’ing. Francesco Piermarini, impegnato nei cantieri della Maddalena per conto della Anemone srl. La stessa società è a sua volta coinvolta anche nel lucroso affare delle piscine dei mondiali di nuoto, dove non mancano i contatti per sbloccare pratiche in difficoltà…

«Nella gelatina del Sistema galleggiano i consiglieri della Corte dei Conti Antonello Colosimo e Mario Sancetta. Ma anche l’avvocato generale Giancarlo Mandò, cui Balducci chiede lumi su una “pratica di interesse” e il presidente del Tar Lazio, Pasquale De Lise. Per venire a capo della rogna del ricorso di Italia Nostra, che chiede di sospendere l’ordinanza salva-piscine e appalti per il Mondiali di nuoto 2009, Balducci pensa bene infatti di coinvolgere come avvocato Patrizio Leozappa, il genero di De Lise.
(…) È un fatto che, il 27 agosto 2009, Italia Nostra perda il suo ricorso.»
  Carlo Bonini – 16/02/2010
  La Repubblica

Nel Dicembre 2008, Bertolaso viene chiamato per gestire l’ennesima emergenza mediatica: le piogge invernali hanno gonfiato il fiume Tevere, che rischia di esondare allagando la città di Roma. Naturalmente non succede nulla. Ma il supercommissario che anticipa e sventa catastrofi non si accorge che la principale area di sfogo del fiume, prevista dai piani di sicurezza, e che si trova a nord di Roma, è oggetto delle speculazioni edilizia dell’accoppiata Balducci-Anemone: Filippo & Diego. Sono gli enfantes prodige dell’ormai famoso Salaria Sport Village, dove Bertolaso ama fare le sue “ripassate”. Il riposo del guerriero.
Filippo Balducci, un apprendista che costa 5500 euro al mese, è (come abbiamo già detto nella puntata precedente) l’erede di Angelo Balducci, ex vice di Bertolaso nei piani di attuazione dei Lavori Pubblici in carico alla Protezione civile. E presso il munifico gruppo Anemone ha trovato lavoro anche Paolo Palombelli, il cognato di Francesco Rutelli.
La greppia è ricca e la fame è tanta…

 Continua.

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4 Risposte to “L’UOMO CON LA TUTA”

  1. Complimenti!
    Condivido la tua visione del berlusconismo e mi piace il modo come lo descrivi.

    Ti seguirò,

    Ciao

    Antonio

  2. Sono 5 giorni che ceгco e questo ѕitο è la sola cosa attraente che
    ho trovato. Molto apрassionante. Se tutte le
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    Ti ringrazio!!!

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