Il Marcio su Roma

La Roma di Alemanno non delude mai…
Sporca, corrotta, incattivita, abbrutita e incanaglita come non mai, la città fascistizzata del sindachetto barese sembra aver superato la fase del declino, per sprofondare in un degrado imbarazzante e senza soluzione, schiantata sotto il peso di un’incompetenza abissale e l’arroganza di un potere feudale. Era difficile condensare in un unico “gabinetto” (contiguo alle cloaca fascista e otturato per eccesso di deiezioni) il peggio del clientelismo democristiano, l’espressione più oscena del familismo allargato, il voto di scambio delle cosche elettorali, lo strapotere dei palazzinari romani con le varie cricche e camarille che prosperano nel sottobosco degli appalti pubblici, insieme al tronfio revanchismo di un nazifascismo di ritorno, impunito e coccolato da una destra istituzionalizzata che celebra i repubblichini di Salò nelle aule del Campidoglio, meglio se a braccetto coi rigurgiti clericali del nuovo sanfedismo.
È un campionario assortito del malaffare diffuso, che si accompagna ad una pletora insaziabile di praticoni senz’arte né parte, ma miracolati dalla giunta post-fascista. E ci sono pure i vecchi arnesi dello squadrismo missino coi reduci del terrorismo nero, opportunamente riciclati in cariche dirigenziali; i fascisti di Casa Pound, omaggiati con il regalo di interi palazzi e la concessione di tenute agricole in pieno parco naturale [QUI]. L’Occupazione non conforme di un palazzetto di 5 piani nello storico rione Esquilino è stata gentilmente regolarizzata dalla giunta Alemanno, che ha preventivato 12 milioni di euro per l’acquisto dell’immobile da donare agli squadristi del terzo millennio. D’altronde si tratta di un’Amministrazione che non si fa mancare nulla: preti pedofili promossi a “garante per la famiglia”… camorristi all’antiracket… ambigui figuri in odor di ‘ndrangheta posti alla gestione del nuovo Polo Tecnologico della Capitale [QUI]
 Raramente si era visto un simile bestiario dell’inciviltà politica, così boriosamente proteso nel suo anelito al peggio, per una serie di scandali e ruberie che sembra senza fine, passando per incompetenze macroscopiche ed il saccheggio indiscriminato delle aziende municipalizzate, per non parlare dell’exploit criminale con il record di omicidi per il controllo delle piazze dello spaccio. Non male per uno che aveva fatto della “sicurezza” il suo cavallo di battaglia (elettorale).
Eppoi ci sono i famigli di Casa Alemanno, come quell’Antonio Lucarelli, ex portavoce di Forza Nuova, divenuto capo della segreteria del sindaco e invischiato nello scandalo dei cosiddetti “punti verdi” [QUI]: la creazione di aiuole e giardini pagati a peso d’oro dal Campidoglio e gestiti in combutta con l’intraprendente Famiglia Mokbel, attiva su più fronti e della quale avevamo parlato in dettaglio QUI.
E non manca Cesare Pambianchi, già presidente della Confcommercio di Roma e del Lazio, travolto in un vorticoso giro di truffe e false fatturazioni, per una gigantesca frode fiscale [QUI].
Alla grande abbuffata non si sottraggono nemmeno i vigili urbani, un nutrito contingente dei quali è stato recentemente coinvolto in un’indagine per estorsione e mazzette [QUI].
L’impressione è quella di una metropoli occupata, tenuta in ostaggio da una voracissima banda di predoni in camicia nera, calati sulla greppia romana da ogni antro d’Italia, sopportati con rassegnazione e cinismo dal grosso della cittadinanza che fa spallucce con sufficienza.

Il Piccolo Samuele
 Ad ennesima riprova che l’età anagrafica non fa la differenza, l’ultimo scandalo dell’infinita serie è l’arresto del promettente Samuele Piccolo, misconosciuto recordman delle preferenze (12.000 voti alle elezioni amministrative del 2008), nonché vicepresidente dell’assemblea capitolina e “delegato alla sicurezza”.  

Nella primavera del 2006, l’intera città viene tappezzata con migliaia di manifesti abusivi, col suo faccino pulito da putto sanfedista (è nato il 01/07/1981) con l’abitino stirato della prima comunione, mentre sorride dai piloni della tangenziale agli scoglionati quirites imbottigliati nel traffico.
Di lui non si sa praticamente nulla, a parte l’infinita minchioneria che trasuda dalle gigantografie nordcoreane che spuntano un po’ dovunque, rimandando al suo (pessimo) sito web attualmente offline. Nessuno lo conosce; nelle sezioni di AN (partito per il quale si candida) è un perfetto sconosciuto. Ma è ammanigliato con le parrocchie, bazzica il Vicariato, piace ai preti e tanto basta.
Diploma da ragioniere e nessuna esperienza, si presenta così:

Cattolico praticante, impegnato da anni nel volontariato in favore delle persone senza tetto e con gravi problemi sociali, sono stato per questi altri meriti insignito Cavalierato dall’Ambasciata Somala presso la Santa Sede. Convinto difensore dei diritti spesso violati dei piccoli e medi commercianti, sono Coordinatore Nazionale del Settore Cooperativo del Sindacato Siale. Promotore, e primo firmatario, della mozione per la realizzazione della Formula1 a Roma.

In concreto, a parte i titoli patacca, il giovanissimo Samuele è l’inventore della fondamentale “Festa dei Nonni”. Sempre sul tema, auto-pubblica la sua prima ed unica opera, “I Nonni”, con la casa editrice di famiglia: la misconosciuta Società Editrice Terzo Millennio che gestisce insieme al fratello Massimiliano (21/02/1976), grande regista della carriera di Samuele.
 Quella dei nonni non è una semplice fissazione… I vecchi (che annoverano una vasta mandria di rincoglioniti sentimentali) costituiscono infatti il suo grande bacino elettorale. E il buon Samuele, col suo libricino e una partita a scopone, batte tutti i centri anziani della Capitale in cerca di voti e di consensi. In sostanza, Samuele Piccolo ripropone una variante aggiornata del “conservatore compassionevole” in salsa italica, insieme agli immarcescibili “Dio, Nazione e Famiglia”. Insomma il tipico prodotto confezionato in oratorio: merce vecchia, ma con una domanda costante da parte di consumatori in cerca di sapori antichi. Del resto, la “famiglia” (ed in particolare la sua) riveste un ruolo importante nell’ascesa politica del giovanissimo Samuele, al quale si attribuisce l’appoggio dell’Opus Dei, Comunione e Liberazione, fino alle “Dame di San Vicenzo”. Gli vengono pure attribuite fantomatiche parentele col democristiano Flaminio Piccoli, in un alone (costruito) di mistero che contribuisce alla creazione del personaggio…

Claudio Cerasa, editorialista deIl Foglio, ed autore di un’attenta analisi sull’avvento di Alemanno e dei suoi lanzichenecchi, lo descrive così:

 Nel corso degli ultimi anni c’è un nome un po’ misterioso che rappresenta il più spregiudicato terminale offensivo dei rapporti tra Alemanno e alcune espressioni ecclesiali romane. Tra le decine di migliaia di manifesti che rivestirono per giorni e giorni i muri della Capitale, nella primavera del 2006 comparve in modo improvviso il nome di un politico di Alleanza nazionale di cui alcuni tra gli stessi militanti di AN ignoravano persino l’esistenza: Samuele Piccolo. All’inizio il suo volto sorridente campeggiava solo con il nome, il cognome e il sito web; poi anche con il simbolo del partito con cui si sarebbe presentato. Se l’obiettivo dell’oscuro candidato era quello di incuriosire i suoi elettori, colse nel segno. Ci si chiedeva: chi è questo Piccolo? Chi lo appoggia? Da dove viene? Quanti anni ha? La sua performance sarà strepitosa, ma nulla a che vedere con il successo di due anni dopo. Alle amministrative del 2008 risulterà essere il politico più votato in consiglio comunale (con 11.996 preferenze, seimila in più rispetto a quelle messe insieme nel 2006), superando di quattromila voti il secondo (ovvero Davide Boroni, 8332 preferenze) e ricevendo la nomina di vicepresidente del consiglio comunale e quella di responsabile alla Sicurezza. La macchina elettorale di Samuele Piccolo è molto organizzata: sia nel 2006 sia nel 2008 l’esponente di Alleanza nazionale ha dato vita a un comitato formato da centotrenta persone capace di affiggere migliaia di manifesti ogni notte, di distribuire alle fermate della metro centinaia di opuscoli con la storia della sua vita, di avere propri punti di riferimento diretti all’interno di moltissimi seggi romani, di portare diecimila persone in uno stadio della Capitale (il Palacavicchi: è successo nel corso di una manifestazione organizzata nell’aprile del 2006). Nel suo momento di massimo potere in consiglio comunale – e subito dopo aver formato una corrente ufficiale nel PdL romano (il Movimento popolare) – Piccolo, alla fine del 2008, ha attraversato una fase di forte tensione con il sindaco che, a seguito delle sue critiche per la gestione dell’AMA, gli ha ritirato la delega alla Sicurezza. Il bisticcio si è risolto qualche mese più tardi quando Alemanno ha offerto garanzie per il futuro a Piccolo (voleva un assessorato e non è escluso che al prossimo rimpasto lo ottenga) e quando il giovane consigliere ha accettato senza protestare un’altra delega: la promozione economica delle periferie. Il riappacificamento tra Piccolo e Alemanno è avvenuto però in coincidenza con un fatto preciso, ovvero l’assegnazione della selezione delle 544 persone che l’AMA avrebbe dovuto assumere a tempo indeterminato, a partire da metà maggio 2009, a una società di nome Centro Elis. L’associazione Centro Elis è famosa a Roma per la sua esperienza nel campo della formazione e della gestione delle risorse umane, ed è direttamente legata a un’istituzione fondata nel 1928 da san Josemaría Escrivá, alla quale Samuele Piccolo non ha mai smentito di essere vicino: l’Opus Dei. Tuttavia, la storia di Piccolo costituisce ancora oggi un mistero della politica romana: su di lui esiste un numero scarsissimo di informazioni, ma investigando un po’ qualcosa alla fine si scopre. Piccolo non ha mai fatto parte di alcuna corrente di Alleanza nazionale, non ha mai militato in alcun movimento giovanile (né di destra né di sinistra), professionalmente si occupa di marketing, è a capo del personale di un’azienda di consulenza romana (La Romanina Srl), è stato nominato cavaliere dall’ambasciata somala presso la Santa Sede, «per i meriti legati al suo impegno in ambito sociale», e gestisce con il fratello Massimiliano una casa editrice, Terzo millennio, che si occupa della diffusione della cultura popolare e di Vecchio impotente e Vecchie vacchelibri dedicati agli anziani. Inoltre, Piccolo dà ogni anno un sostanziale contributo per realizzare una festa molto famosa in collaborazione con il Vicariato e più volte patrocinata dall’attore Lino Banfi. Si tratta della Festa dei nonni. Sui nonni, infine, Samuele ha scritto anche un libro, edito dalla casa editrice di cui è proprietario, il cui titolo è, manco a dirlo, Nonni. «Tutto questo però non basta a spiegare la sua incredibile performance elettorale» racconta il consigliere provinciale e tesoriere del Pd alla Provincia di Roma Marco Palumbo. «Non basta il profilo della sua biografia, non basta la sua solidarietà con il mondo degli anziani, non basta il suo ambizioso programma elettorale (sgombero dei campi nomadi irregolari, riordino di quelli a norma di legge, agevolazioni per le aziende che si spostano in periferia). E non basta anche perché Piccolo è nato il primo luglio del 1981, e ciò significa che alle elezioni del 2008 aveva appena ventisette anni e, con tutta la buona volontà, un simile potere non si costruisce dal nulla.»

  Claudio Cerasa
 “La Presa di Roma
 Rizzoli, 2009

Il prodigioso Samuele Piccolo è ambizioso. Troppo. E, ad onor del vero, non piace al sindaco Alemanno ed ai suoi fedelissimi, che diffidano della sue intraprendenza eccessiva e dell’ambiguità del personaggio, pur guardando con avidità alla sua fondamentale dote di voti. Di conseguenza, cercheranno di osteggiarne l’ascesa in tutti i modi [QUI].
È pur vero che, a ben cercare, all’indomani dello strepitoso successo elettorale di Samuele Piccolo la rete già pullulava di illazioni e di rumores, da parte di coloro che il personaggio sembravano invece conoscerlo piuttosto bene…
Originario della periferia di Torre Maura, i Piccolo hanno il proprio feudo nella ex Circoscrizione VIII (l’attuale “Municipio delle Torri”): una delle poche zone di Roma, tradizionalmente schierate a destra, che ricomprende alcuni dei quartieri più difficili della città, sui quali troneggia la pessima nomea di Tor Bella Monaca.

Secondo le malelingue, Piccolo si sarebbe assicurato cospicui pacchetti di voti regalando ricariche telefoniche ai pischelli di borgata e organizzando feste in discoteca, per concludere con l’assunzione di disperati nel call center di famiglia, o nelle loro cooperative di pulizie e facchinaggio.
Senza mezzi termini, c’è chi accusa (ed era il 2008) la famiglia Piccolo di comportarsi né più né meno come una “batteria” della mala romana e di ripulire i soldi per conto dell’inesauribile Clan dei Casamonica e dei loro omologhi Di Silvio. Prolifica famiglia di zingari stanziali di origine abruzzese, indissolubilmente alleati con il clan dei Di Silvio (al quale sono legati da un intreccio infinito di matrimoni), i Casamonica costituiscono un formidabile esercito di quasi mille persone, variamente imparentate tra di loro, più o meno impegnate in varie attività che vanno dall’usura alla ricettazione, dalle estorsioni al traffico di stupefacenti, dalle intimidazioni alle truffe. Si occupano inoltre di “recupero crediti” (chiamiamolo così)… un ‘servizio’ quest’ultimo che non disdegnano di mettere a disposizione per conto terzi, dietro congruo pagamento per il disturbo.
Dalle loro basi logistiche de La Romanina e del Tuscolano, di ‘Tor Bella’ e della Borghesiana, dopo l’atomizzazione della Banda della Magliana, controllano tutto il quadrante sud-orientale della città di Roma, spingendosi dai Castelli romani fino a Latina, senza mai pestare i piedi alle cosche calabresi e campane che operano sul Litorale.
Di concreto, a determinare l’indagine al gran completo sul clan Piccolo con l’arresto del patriarca Raffaele, insieme ai due fratelli Massimiliano e Samuele, c’é:

“Un flusso di denaro che confluisce in una gestione occulta. Si tratta di somme quantificabili in un importo mensile compreso tra 250mila e 350mila euro e che trovano una notevole corrispondenza con l’importo dell’IVA che le cooperative hanno nel tempo riaddebitato ai consorzi e alle società di livello superiore”

In pratica, è la classica ed amatissima frode sul recupero dei Crediti IVA, falsamente fatturati attraverso una lunga serie di triangolazioni fittizie tra società compiacenti (le famose “cartiere” della Truffa Carosello).
Secondo gli inquirenti che si occupano delle indagini, i Piccolo avrebbero organizzato un’associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale ed alla compravendita di voti in campagna elettorale, attraverso la costituzione di una struttura organizzata su tre livelli:

“Il primo livello è costituito da cooperative, prevalentemente costituite da stranieri, che mettono a disposizione forza lavoro. Il secondo livello è costituito dai cosiddetti consorzio-filtro, e un terzo livello costituito dai consorzi capofila. Il terzo livello acquista i lavori dai clienti finali e li affida ai consorzi filtro, i quali, a loro volta, li affidano alle cooperative di primo livello”

A loro volta, le diverse cooperative confluivano nella gestione separata ad opera di due consorzi: il Gruppo Servizi Generale ed il Gruppo Servizi Globali, il tutto finalizzato al finanziamento occulto dell’attività politica del giovane Samuele, che all’inizio del 2011 era già incappato nell’inchiesta sui “rimborsi d’oro”, ovvero i rimborsi per permessi da incarico pubblico. In pratica, il datore di lavoro che annovera tra i suoi dipendenti un politico di professione ha diritto ad essere rimborsato dall’amministrazione comunale dello stipendio, comunque erogato al dipendente assente in virtù della sua attività politica. È abitudine diffusa, tra i consiglieri circoscrizionali (pomposamente chiamati ‘municipali’) e comunali, farsi stipulare contratti di assunzione fittizia con imprenditori compiacenti; ottenere il rimborso; e spartirsi infine il malloppo, illecitamente percepito grazie alla falsa documentazione prodotta.
Il “Gruppo Servizi Generali” di Massimiliano Piccolo, subito dopo l’elezione nel 2008, si preoccupa di assumere Samuele Piccolo e Giorgio Ciardi. Quest’ultimo è consigliere di AN, ma rientra tra i protetti di Alfredo Antoniozzi, altro calabrese trapiantato a Roma, ex democristiano, tra i ras PdL capitolino.
A partire dal Settembre 2008, in pochi mesi, l’on. Ciardi percepisce dal “Gruppo Servizi Generali” dei fratelli Piccolo la bellezza di oltre 100.000 euro (22.326 euro di “stipendio” percepiti soltanto nel mese di Marzo 2009): soldi pubblici che vanno a pesare sul disastrato bilancio comunale.
Samuele Piccolo viene invece assunto alla CONSULIT Unipersonale: fantomatica srl di consulenza amministrativa e fiscale, situata a due passi da casa (tra Torre Nova e Tor Bella Monaca). Per conto della Consulit, Piccolo produce richieste di rimborso al Comune per quasi 170.000 euro. Il riepilogo in dettaglio dei rimborsi lo trovate QUI (al punto 15).
Poi certo c’è la cronaca attuale, con le spese pazze per le cene elettorali, i computer lanciati giù dalle finestre all’arrivo della Guardia di Finanza, l’elenco con oltre 8.000 nominativi di elettori con relativi dati e le annotazioni di saldo (“pagato”), i buchi nel muro dell’Agenzie delle Entrate per portarsi via i documenti sequestrati…
Non sappiamo come si concluderà l’inchiesta sull’affaire Piccolo (né ci interessa più di tanto). Comunque vada, se questo è il nuovo che avanza e l’impegno dei giovani in politica… Prepariamoci al peggio!

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23 Risposte to “Il Marcio su Roma”

  1. Sandro_tbm Says:

    schede telefoniche ai pischelli, cene elettorali con gradito omaggio sotto al piatto, pacchi di pasta portati a casa degli anziani delle torri ed un marketing aggressivo e virale fatto di telefonate a casa e sms sui cellulari privati. Una schiera di personaggi strappati alla strada pronti a servire il padrone (che bada bene non è samuele,stolto burattino, ma il fratello massimiliano) pur di un favore o di una 50€. La sua pagina facebook è piena di gente che chiede favori iniziando gli interventi con “mi hai detto di chiamarmi se mi fosse servito qualcosa…”. Sul fatto quotidiano ieri c’era questo virgolettato “io ho comprato le vostre vite” cosi’ si rivolgeva Massimiliano Piccolo ai poveri cristi di quartiere che vedevano in lui la speranza di sistemare il figlio (all’AMA ndr) o l’unica opportunità per mangiare qualcosa a cena. A lui ogni sventura per aver sfruttato la povertà materiale ed intellettuale di gente semplice che spesso dalla vita ha avuto solo schiaffi. L’impressione che ho è che sul fenomeno piccolo c’hanno mangiato in tanti e non tutti erano bisognosi anzi molti hanno riempito bene le loro tasche in questo vorticoso giro di denaro sporco e spero tanto che l’effetto domino le porti giù una ad una. Per quanto riguarda la provenienza dei fondi, emh … come dire “everybody knows, but nobody really knows” anche se per me è come dici tu e nel quartiere a sentire certi accostamenti di cognomi nessuno rimarrebbe sorpreso. Complimenti per il post.
    ciao,
    Sandro

    • Grazie Sandro!
      Non poteva esserci miglior complemento al post del tuo contributo, che la dice lunga sulla folgorante ascesa di certi outsider della ‘politica’…

      “io ho comprato le vostre vite” cosi’ si rivolgeva Massimiliano Piccolo ai poveri cristi di quartiere che vedevano in lui la speranza di sistemare il figlio

      Questa boriosità tronfia da signorotto barocco sembra essere una costante delle nuove leve (specialmente nel Partito dei Ladri)… Tempo addietro un altro miracolato, tal Patrizio Bianconi, pretendeva addirittura la stipula di un “patto di sangue” con i suoi elettori considerati alla stregua di schiavi personali. Ne avevamo parlato QUI.
      Bianconi è un altro di quei furbi finito sotto inchiesta per essere riuscito a mettersi in tasca 20.000 euro in meno di quattro mesi, col giochino dei rimborsi dello stipendio.
      D’altronde, fintanto che ci sarà una simile abbondanza di gente disposta a vendersi con tanta facilità, simili personaggi continueranno a costruire la loro fortune, all’ombra della propria disarmante mediocrità.

  2. carletto Says:

    MA GUARDA UN PO’ IL VERO MARCIO SU ROMA PARTE DA RUTELLI E FINMANCHE DAL BUONISTA DI VELTRONI …. ARIGUARDATEVE LI VOSTRI PANNI SPORCHI!!!!

    • Carletto, tu non sapresti distinguere la merda dalla cioccolata… E, potendo scegliere, opteresti decisamente per la prima.

    • Sandro Says:

      @ carletto: ecco questo è quel che proprio non capisco: “siccome l’hanno fatto pure loro, allora lo possiamo fare pure noi e non ce potete dì niente” ma se continuiamo a ragionare così ma quando cambia sta città (e sto paese). Certo se ognuno deve difendere l’amico politico che je fa er favore diventa tutto più difficile, ma quando lo capirete che allo stato attuale “loro so loro e noi nun semo un cazzo?”. Mi rattrista il tuo commento tipico di una certa parte politica (e senza offesa VUOTO e INUTILE). Se vuoi dare un valore aggiunto e non fare la figura del pappagallino al massimo potresti portare delle prove contrarie a quel che è scritto sopra. Ma non puoi venire a dire qualcosa che suoni come: Tutti lo fanno allora si può fare; perchè un bel giorno con questa scusa potrei venire a casa tua e farmi tua sorella/tua madre/tua moglie in cambio della promessa di un posto di lavoro o di un assegno da 7mila€ per poi dirti “e che c’è di strano pensa a quel che faceva il tuo amico Berlusconi prima di criticare me… per l’appunto ariguardate li panni sporchi de casa tua”
      scusa le parole aspre ma spero ti aiutino a capire che fino ad ora non hai capito un cazzo.

      • Sandro… mi spiace deluderti, ma è fatica sprecata.
        Questi (in gran parte) considerano la città, le cariche pubbliche, le risorse comunali… alla stregua di un bottino di guerra: preda bellica da spartirsi tra i “conquistatori” (perché tali si considerano). Si tratta di desperados affamati di potere, e soprattutto di poltrone, ai quali non è estranea una certa idea di rivalsa sociale, consumata nel livore, da parte di chi per insipienza culturale, amoralità, mediocrità, furbesca meschineria.. non si è mai elevato oltre il fango in cui sguazza.

        Per rendere l’idea col tempo presente, e tratte le doverose differenze, c’è un estratto dall’opera dello storico J.Fest, sulla presa del potere dello NSDAP di A.Hitler ed il saccheggio della cosa pubblica, che vale la pena di rileggere… E’ un “approccio gestionale”, riscontrabile in tutti i fascismi (neo o post che siano), tutt’altro che estinto:

        «Da certi ambienti borghesi gli era stato rivolto il rimprovero di promuovere processi per corruzione contro gli antichi detentori del potere, mentre i suoi uomini badavano a riempirsi le tasche: “Ho risposto a questi dabbenuomini” – affermò irritato Hitler – “se erano in grado di dirmi in quale maniera io potessi soddisfare i giusti desideri dei miei camerati di partito a un risarcimento per gli anni di lotta cui sono stati costretti.”»

        J.Fest: “Hitler” (pag.603)
        Garzanti, 2005

        E’ un primitivismo politico, da signore barbarico della guerra, che non riesce neanche a concepire la separazione costituzionale dei poteri, confondendo le risorse pubbliche come una sua personale proprietà, della quale disporre ad esclusivo piacimento.
        Storicamente, la massima espressione di una simile forma mentis è stata il feudalesimo.

    • Il Ribelle Says:

      In effetti tanta pochezza mentale comincia a puzzare di marcio. Io non credo che un individuo dotato di intelletto medio (anche medio basso o basso direi) possa in modo sincero e limpido produrre ragionamenti tanto beceri. Inizio a pensare che sia della malafede dietro. La convenienza degli eventi (e la convenienza può essere di qualsiasi livelli da 5 Euro ad un posto di lavoro o mazzette mlilionarie) può portare a tentativi di difesa impacciati. Vedendo come si è ridotta Roma nell’era Alemanno direi che tutto è in linea. Il degrado mentale prodotto nella città ha qualcosa di inquietante, l’ignoranza e la studidità di mischiano con la delinquenza producendo un mix decisamente pericoloso. Come se ne esce? Ritroveremo la nostra bella e ospitale città? In che modo?

  3. Uno che sa Says:

    Essere schierati da una parte politica a volte per presa di posizione non fa vedere la realtà in maniera lucida ed e’ un peccato perché così non si costruisce l Italia del futuro che ha bisogno di linfa fresca di menti e vite che si sacrifichino per la comunità !! Cari compagni.. Samuele piccolo per chi lo conosce davvero nonostante poteva avere vita facile si e’ messo a disposizione della propria città ma la sua classe dirigente per invidia sociale gelosia del nuovo che avanza gli ha fatto di tutto ,dalla sua prima elezione nel 2006 dalla discriminazione e diffamazione ( in uso fascista) tramite blog anonimi che lo vedevano come un delinquente ,non riusciti a frenarlo indagini segrete al fine di tirare fuori qualche scandalo , al far saltare la lista intera del PDl pur di non farlo crescere politicamente nella sua area politica ( troppo ingombrante ..troppi voti popolari .. Non controllabile fuori dagli schemi di potere e di interesse..) alla fine sono riusciti a trovargli qualche cosa .. Un neo .. Il fratello aveva dei debiti dichiarati in bilancio per milioni di euro con il fisco ( come molte imprese oggi in Italia sempre proporzionato alla dimensione del azienda in questo caso enorme) .
    Eccolo lui Massimiliano potrebbe essere un evasore e mettendo in mezzo lui tiriamo dentro anche Samuele visto che il fratello ha pagato parte della sua campagna… ( altri politici se la fanno pagare da imprenditori terzi dopo aver preso degli appalti …dette anche tangenti … ) il fratello tengo a dire che ha tutti clienti privati enuclea di pubblico !!!! Samuele e’stato arrestato per finanziamento illecito ,che significa ? Significa che il fratelllo dopo aver pagato le fatture delle cene e del coll center non ha fatto un verbale di assembleea dichiarando che le cene avevano fini politici e non aziendali .., e siccome il pm “ipotizza” che questo grave ” reato” lo abbiano commesso più di due persone , cioè Samuele Massimiliano eil padre li accusa anche dissociazione a delinquere poiché la legge italiana di ceche se sei da tre persone in su a commettere un “illecito ” e’ associazione. Queste sono le accuse ” gravissime” per Samuele piccolo” ….. Poi la possibile evasione del fratelllo e’un altro film ma i giornali italiani…si dice a Napoli facimm ammuine….
    La verità ancora deve uscire perché piccolo non ha parlato fino ad oggi, ma solo i suoi oppositori… E altre parti politiche come sia giusto che sia prima delle elezioni … Ma non condanniamo chi ancora deve essere giudicato… E la costituzione italiana ci dice che fino alla cassazione siamo tutti innocenti …per i rossi e per i neri vale… Ricordate il caso di Enzo Tortora!!!!!!!!!!!!!!!!!

    • Caro anonimo amico informato,
      Perdonaci se non siamo in grado di apprezzare e tonificare i nostri spiriti molesti, con la “linfa fresca di menti e vite che si sacrifichino per la comunità“. Ingrati di cotanto sacrificio, non entriamo nel merito dell’incredibile apporto politico che il Piccolo Samuele ha regalato alla povera città di Roma.
      Inutile ripetere concetti già espressi in dettaglio nella pubblicazione.

      Invece, ad integrazione di quanto già detto e sintetizzando in breve:
      1) La famiglia Piccolo è accusata della più classica delle frodi tributarie, finalizzata all’evasione fiscale e occultamento di capitali, attraverso il recupero dei falsi crediti IVA. Si tratta dell’ennesima variante della diffusissima “Truffa Carosello”.
      2) In via ipotetica e probatoria, beneficiario della truffa, insieme al padre ed al fratello che gestivano il groviglio societario con i relativi flussi di cassa taroccati, sarebbe per l’appunto Samuele Piccolo che avrebbe utilizzato i fondi ritagliati in nero per foraggiare la propria campagna elettorale e ascesa politica.
      Il modo con cui ha costruito il consenso intorno alla sua persona è noto. A questi si aggiungono i rumores che sono tanti e circostanziati, per essere il frutto esclusivo di invidie personali e malevolenza politica.
      3) Il coinvolgimento di un intero nucleo familiare, a vario titolo e grado implicato nella succitata truffa fiscale, comporta per l’appunto il reato di associazione a delinquere. E Samuele ne è parte integrante, non foss’altro perché pare ne ricavasse un utile oggettivo… E buon per loro se tra i reati ascritti, non gli venga attribuita anche l’accusa di riciclaggio da capitali illeciti, qualora gli inquirenti non riescano a ricostruire l’esatta provenienza dei fondi in nero.
      4) Si obietterà (tanto va di moda) che tutto ciò avvenisse ‘a sua insaputa‘. E’ per questo, immaginiamo inconsapevolmente, che Samuele Piccolo abbia utilizzato una delle società di famiglia, per assunzioni fittizie di personaggi politici e pompare i rimborsi dal Comune.
      La pratica dei falsi rimborsi a Roma è diffusissima ed ha invischiato un bel po’ di consiglieri, a partire da quelli municipali. A tutti gli effetti, si tratta di una truffa e di una seconda ipotesi di reato.
      Sul tema c’è anche stato un intervento della Corte dei Conti.

      Le accuse rivolte a Samuele & family sono piuttosto “gravi”. E il fatto che così facciano tutti o quasi non costituisce un’attenuante.
      E’ possibilissimo che nel corso dell’inchiesta le imputazioni vengano ridimensionate e possano persino decadere. Buon per i Piccolo, giacché a contrario di quanto si possa pensare noi non traiamo piacere dalle disgrazie altrui.
      Certo è che, a prescindere, il giovanissimo Samuele Piccolo sembra ricorrere a strumenti politici di vecchissima fattura, sfruttando a fini elettorali quello che certa sociologia chiama “bisogno sospeso”… Niente di esplicitamente illegale, ma quantomeno biasimevole nella persistenza della pratica.

    • Il Ribelle Says:

      Caspita “uno che sa” che modo di porsi umile…In effetti l’arroganza è una di quelle cose della destra e dei fascisti in generale che ho faticato a comprendere. Cercavo di ragionare anche quando venivo palesemente preso per il culo da ragionamenti strampalati buoni per quelli che li votano. Poi mi sono svegliato ed ho pensato:”ma chi me lo fa fare di perdere tempo e di farmi prendere per il culo da questi?” ed ho cominicato a dire quello che pensavo senza peli sulla lingua ed in modo netto senza diplomazia od altro.
      D’altronde sarebbe come convincere un terrorista che quello che fa è sbagliato…io non ci risco…lascio questo arduo compito agli addetti ali lavori.
      Devo dire che da quando mi comporto così mi sento meglio, e più onesto nei confronti di me stesso.

      • Personalmente, cerco di essere più indulgente e mi riservo sempre il beneficio del dubbio… Non penso che il nostro anonimo amico possa essere ascrivibile nel novero dei “fascisti” (conosco abbastanza bene la categoria per riconoscerla d’istinto)…
        La maggior parte delle persone ha bisogno di credere in qualcosa e di riconoscere la genuinità delle proprie convinzioni nel volto (possibilmente ‘pulito’) e nella figura di qualcuno, nel quale riporre la propria fiducia ed illudersi nel culto della speranza.
        Le delusioni fanno doppiamente male: la gente solitamente non accetta il fatto di essere stata presa in giro o, peggio ancora, di passare per fessa.
        In genere le reazioni sono due: o si grida al ‘complotto’ ed al grande equivoco, difendendo ad oltranza il soggetto dell’amore tradito; oppure, si agitano cappi e forconi al grido “sono tutti uguali”…
        Il nostro Amico, cogliendo una serie di spunti oggettivi, li rielabora e li reinterpreta in modo soggettivo, nella declinazione di ogni responsabilità prediligendo le formule della piena assoluzione…. In fondo, si tratta della difesa di un ‘sogno’ infranto. Che poi questo si fosse incarnato in Samuele Piccolo, per quanto inquietante possa sembrare la cosa, rientra nella psiche e nei gusti altrui (non disputendum est).
        Dopo tanto dormire, per alcuni il risveglio può essere difficile. Per certi altri può assumere contorni drammatici.

        • Il Ribelle Says:

          Sono d’accordo con te il nostro uomo del sapere non rientra nella categoria della feccia più nera.
          Per quanto riguarda l’indulgenza ho per anni sopportato inutilmente, essere saturo mi ha portato a non sopportare più ragionamenti beceri, mentre assistevo con i iei occhi alla disfatto socio-culturale dell’italia. Non proporrei souzioni punitive per gli elettori della feccia se fossi al potere, altrimenti diventerei come loro “di mentalità fascista”, ma mi si conceda almeno la libertà di evitare un inutile confronto. D’altronde come loro sono liberi di parlare, io sono libero di non ascoltarli e di pensare quello che voglio.

          Personalmente dopo 20 anni non ho più dubbi.

          • :) Diciamo che nella vita di tutti i giorni, neanche io ci spreco il fiato né tempo. Ma nel momento in cui si ha la pazienza di articolare il proprio pensiero, su un limbo virtuale, attraverso la scrittura, qualche riga di risposta la dedico sempre. Se si è fortunati, ne nascono conversazioni molto più interessanti e circostanziate di quanto non avvenga a ‘voce’.
            Diciamo che è la prosecuzione di un interesse meramente sociologico, senza eccessive aspettative. In quanto alla ‘recuperabilità’ dei profili, per certi casi non ho mai nutrito la benché minima speranza.

  4. be se parli<modi meerda….ognuno si gurdi la èpropria!e di merda a roma ce n'è stata tanta con rutewlli e veltroni…..la merda è uguale da tutte lw parti, e sono stufo che chi puzza di più accusa l'altro di puzzare! che schifo una sinistra cosi zozza ed anche unadestra altrettanto zozza! imparate dachi si e' immolato per darci la liberta, ma la libertà non è scrivere porcate. riopeto guardate tuttala merda, di destra e di sinistra !

    • hai raghuone veltroni e rutelli hanno fatto schifo ed hanno fatto il sacco della citta’

      • Quando leggo simili, pensose, riflessioni così ben argomentate, e soprattutto articolate (come nemmeno un dislessico saprebbe fare), capisco che la “superiorità morale e culturale” della Sinistra non è presunzione né mera vanteria, ma la lapalissiana constatazione di una imprescindibile verità di fatto.

        • Geniale: carlos commenta dando ragione a … carlos che a sua volta aveva avallato il commento di carletto! Aho questi so 3 voti boni per il pdl, di corsa ad aggiornare i sondaggi! scusate il vezzo, ma sono felice di riuscire ancora a ridere di questi soggetti. (riso amaro s’intende)

          • Per fortuna, un cretino, anche se elevato al cubo, resta sempre tale nella sua imprescindibile unicità.
            Per quanto possa moltiplicare le sue castronerie, Carlos-Carletto, col suo stile inconfondibile, è l’Uno e trino del qualunquemente “altro”… Lui non è di destra né di sinistra. Infatti vota Grillo e fortunatamente il suo voto vale uno, per contenuti zero.

  5. Chi dirige questo blog sembrerebbe un avvocato o qualcosa più su … E non mi meraviglierebbe … Vedendo i rossi comunisti come si sono ben infiltrati in certi ambienti cercando di bloccare la Democrazia con arresti “preventivi”. Senza condanne che poi si tramutano in assoluzioni!!!! Pero voi “beceri compagni “pensate di aver già vinto con questi giochetti da baro . Ricordate che voi potete scrivere tutte le cazzate che volete nel più perfetto e superiore italiano … Ma rimangono stronzate di persone frustrate e internettiani segaroli che non hanno degli affetti o una famiglia sana alle spalle.. O che magari solo per invidia che qualcuno si sia realizzato e voi sfigati dietro un blog cercate la vostra misera realizzazione …. Prima del suicidio … Guardate a febbraio come finiranno le elezioni e cominciate a comprarvi una corda con il sapone…. Tanti tanti tanti auguri di male per voi e chi la pensa come voi vi auguriamo!!!!!!!! ( “questo potrebbe essere il pensiero di destra”? )

    • “questo potrebbe essere il pensiero di destra?”

      No, solo il delirio di un povero coglione.
      Fortunatamente, a destra ci sono persone molto più decenti di te. Forse.

      • considerando che non ho mia famiglia e che vivo col mio cane fuori da un autogrill dove, da brava zekka, scrocco la connessione wi fi. volevo chiederti: quanto ti danno per lasciare commenti inutili come questo? una cena, una ricarica al cellulare, un posto statale… dimmelo ti prego fa che un raggio di onestà intellettuale scevra da rosse inflitrazioni mi pervada e mi renda simile a te…mi pare di capire che il leccaluaggio non sia per niente in crisi e a questo punto vorrei approfittarne. fammi sapere

        • Credo sia una predisposizione tutta naturale…
          Forse il Bo(vino?) è rimasto disoccupato dopo l’arresto del clan Piccolo… Certamente è inkazzato perché non gli regalano più la ricarica da 5 euro per grugnire via sms.

  6. Grazie all’autore del post, hai detto delle cose davvero giuste. Spero di vedere presto altri post del genere, intanto mi salvo il blog tra i preferiti.

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