NEXT LEVEL

È tempo di elezioni… L’argomento non ci ha mai particolarmente appassionato, ma mai come oggi questo farsesco rituale legittimista della “tirannia del numero” ha suscitato così pochi entusiasmi e aspettative. Coerentemente, nei prossimi giorni non si parlerà d’altro, insieme al ritorno dell’Uomo Qualunque nella variante “ensifera”.
Per rimanere nell’angusto cortile di casa nostra, è curioso constatare come l’elezione francese del pacioso Francois Hollande abbia rinfocolato invece gli ardori bipartisan (il più orrido neologismo di tutti i tempi) nei due friabili blocchi complementari, PD-PDL, della politica italiana. Con la debita eccezione, naturalmente, di Water l’Africano che proprio non si capacita come il suo partito non abbia abbracciato e sostenuto la vincente candidatura all’Eliseo di François Bayrou, con la sua dirompente carica innovativa e ovviamente riformista.
In realtà, se non si cambia il mazziere e non si riscrivono le regole del ‘banco’, le elezioni rischiano di diventare sempre più una pura formalità. Una rappresentazione funzionale al mantenimento di una superficie democratica, dove i “rappresentanti del popolo” (a sovranità vigilata) sono ridotti a meri passa-carte, soggetti ai capricci dei mercati e delegati all’esecuzione degli ordini del ‘capitale finanziario’, restituendo lo Stato alla sua rassicurante ed esclusiva funzione di repressione e controllo…
A volta serve la carica metaforica di un fumetto manga (Sun-Ken-Rock), per spiegare la realtà nella sua disarmante semplicità.
Tanto per non smentirsi, in Francia, onde disinnescare i possibili effetti di un governo socialista, “Nicolas Doisy, capo economista di Chevreux, società d’affari del Crédit Agricole, che si occupa di operare sul mercato europeo per conto di 1200 grandi investitori istituzionali statunitensi e britannici, la più grande filiale d’affari europea in questo settore”, ha già approntato le contro misure affinché, in caso di cambiamento, tutto rimanga così com’è… [QUI].

TRIPLO TURNO
di Alessandra Daniele

«L’Europa si sposta un po’ a sinistra. Però anche un po’ all’estrema destra, insomma, zigzaga cercando di schivare le inculate, saltella da un palo all’altro tentando di parare il Rigore. In Francia Hollande ha vinto le elezioni, ma economisti e politologi lo avvisano della ben più decisiva prova che ancora l’aspetta: essere sottoposto al giudizio dell’euroTurandot Angela Merkel, temibile incarnazione dei Mercati. In Grecia sembra che la vecchia maggioranza tassaiola abbia perso la possibilità di ricostituirsi, ma economisti e politologi avvertono gli elettori greci che hanno sbagliato a votare suscitando l’ira dei Mercati, e che quindi saranno riportati per le orecchie alle urne finché non avranno imparato a votare come si deve.
Probabilmente anche i commenti alle amministrative italiane saranno ammorbati dai sussiegosi cazziatoni che economologi e politisti infliggeranno agli elettori nostrani per avere in qualche modo sbagliato a votare facendo arrabbiare i Mercati, e di minacciosi avvertimenti a non rifarlo alle elezioni politiche, pena la grecia. La parola ”grecia” ha ormai assunto il significato di ”punizione orribile”, qualcosa tra la garrota e la vergine di ferro. ”Altrimenti si rischia la grecia” annunciano i Tecnici, e un brivido di terrore percorre l’Italia, che china la testa e sopporta l’ennesima manovra.
Chi osa ribellarsi al terrore viene marchiato come terrorista, anche se il suo atto eversivo consiste in una scritta su un muro, a meno che non sia un imprenditore, cioè, per definizione, non un eretico bestemmiatore dei Sacri Mercati, ma un fedele magari troppo fervente. Allora lo si giustifica anche se ha cercato di saldare la bolletta del canone Rai a fucilate. In effetti l’idea di dover pagare i vestiti della Clerici può far venire voglia di prendere le armi.
Visto che l’approvazione dei Mercati è assolutamente indispensabile per qualsiasi governo, è una condicio sine qua non anche più di quanto lo fosse l’investitura papale per gli imperatori medioevali, la necessità della sua presenza verrà ufficialmente aggiunta alle leggi elettorali. Dopo ogni votazione, durante un apposito terzo turno, saranno consultati i Mercati attraverso i loro rappresentanti terreni. Chi riceverà il loro imprimatur sarà autorizzato a governare. Gli altri verranno respinti, e i paesi che li hanno votati saranno multati. In breve i cittadini impareranno a scegliere solo i candidati giusti, per la gioia dei politeconomologisti, che ne loderanno la maturità, e di quegli imprenditori che da sempre s’impegnano affinché dalle leggi del Mercato discendano tutte le altre. Comprese quelle elettorali.»

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