Il Cittadino che protesta

«Il cittadino impiegato […] compila i suoi ordini del giorno e li manda ai giornali…. ad ogni rovescio il cittadino scrive la sua protesta stizzosa ai giornali, e poi s’acquieta fino al nuovo rovescio e alla nuova epistola, oppure il cittadino propone di raccogliere “in un libro d’oro” [e che oggi verrebbe invece chiamato ‘libro nero’] il nome di quelle ditte e di quegli istituti che già hanno largheggiato in concessioni ai dipendenti [da sempre il giochino preferito degli italiani che amano far di conto di stipendi ed emolumenti altrui].
Il cittadino vuol mantenersi nella legalità. Egli è forse dei più colpiti nell’attuale stato di cose borghese, ma vuole mantenersi nella legalità. Pensate: l’impiegato ha uno stipendio fisso, accertato fino all’ultimo centesimo dall’agente delle tasse…. ad ogni nuovo aumento di tasse e rincaro in genere della vita, tutti i fornitori si riversano sui clienti e chi sta peggio di tutti è l’impiegato che non può rifarsi su nessuno, che non è organizzato per la lotta di classe ed è tutto quanto alla mercé dei suoi principali. Il padrone di casa, che vuol mantenere intatto il suo reddito, distribuisce la nuova tassa sugli inquilini; l’esercente sui suoi clienti, il parrucchiere sui suoi pazienti, il cinematografo, il trattore… Nessuno vuole che la nuova tassa rappresenti un suo sacrificio personale, e la fa pagare agli altri. La macchina dell’economia borghese funziona magnificamente: ogni nuova gravezza va a schiacciare il consumatore, il proletario, ma se questi è organizzato, può almeno in parte rifarsi anch’egli e premere perché gli sia aumentato il salario. L’impiegato, no: il suo stipendio è l’ultima ruoticina dell’ingranaggio, quella che non ha nessun’altra presa che viene mossa dal colossale congegno, ma sbatte inutilmente le sue palette all’aria e macina solo lettere ai giornali e libri d’oro per chi è un po’ misericordioso.
[…] Ma, dio bono, non si è proletari, si è gente per bene, non ci si vuol mescolare con la canaglia […] Il cittadino che protesta vuol conservarsi in carattere, e non vuol diventare il cittadino che si organizza. Meglio mandare epistole ai giornali e compilare “libri d’oro” con la fotografia e i titoli di benemerenza dei cuoricini teneri che si sono commossi alle disgrazie del povero travet. E che la ruoticina del loro striminzito stipendio continui pure a macinare aria e sospiri.»

  Antonio Gramsci – (17 aprile 1916)

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6 Risposte to “Il Cittadino che protesta”

  1. fabio Says:

    Ciao Sendivogius

    Da un pò di tempo leggo i post che scrivi nel tuo blog. Mi piace come scrivi, e mi piace lo stile con il quale approfondisci le tristi vicende politiche italiane (pur non condividendo alcune analisi che scrivi). Non fai solo da eco a quello che scrivono i giornali, come invece molti blogger fanno.
    Comunque, a proposito di cittadini che protestano mi è venuto in mente il movimento di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio cofondatore del Movimento 5 Stelle; cofondatore del blog di Beppe Grillo; cofondatore del V-Day etc etc….
    Hai presente Enrico Sasson primo partner della società Casaleggio associati ? Dai un’occhiata qui

    http://www.casaleggio.it/ca/es.php

    Enrico Sasson è Board Member e Presidente del Comitato Affari Economici di American Chamber of Commerce in Italy e Board Member e di Aspen Institute Italia. L’Aspen Institute Italia è una filiazione diretta del Gruppo Bilderberg. Vale a dire gli stessi “compagni di merende tecnocrati” che stanno sconvolgendo l’Europa e che hanno messo al governo il loro burocrate Mario Monti ( tra l’altro, appartengono all’Aspen Institute Italia anche molti politici di destra e di sinistra e giornalisti come Paolo Mieli e Lucia Annunziata)

    http://www.aspeninstitute.it/istituto/comunita-aspen/comitato-esecutivo

    Inoltre, Enrico Sassoon è stato Amministratore delegato della American Chamber of Commerce in Italy; adesso è un Board of Directors della American Chamber of Commerce in Italy insieme a certi personaggi tra i quali c’è Maria Pierdicchi Direttore Generale Standard & Poor’s

    http://www.amcham.it/default.asp?id=358

    Chiedo venia per la lunghezza del commento

    P.S. Mi piace moltissimo l’estetica del tuo blog, complimenti!

  2. Carissimo Fabio,
    Innanzitutto ti ringrazio per i complimenti ed i tuoi attestati di stima che giungono assolutamente graditi… Naturalmente, ogni tuo intervento è sempre il benvenuto, senza limiti di spazio.

    Il tuo commento ha inoltre il pregio di inserirsi in un ambito più vasto, stuzzicando una serie di osservazioni sparse che prima o poi (forse) cercherò di strutturare in unico articolo..
    Come immagino tu abbia intuito, nel mio scetticismo razionalista non ho mai creduto alle tesi cospirazioniste che ruotano attorno alla “Teoria del Complotto globale” e che, immancabili, hanno finito per coinvolgere anche la Casaleggio Associati col suo fondatore (che tra l’altro ci gode ad ammantarsi di un’aurea mistica e di mistero).
    Siccome conosco, e apprezzo immensamente, il tuo assoluto buonsenso insieme alla ponderazione delle tue analisi, so bene che le tue osservazioni scaturiscono da valutazioni genuine e da dubbi legittimi. Nel mio piccolissimo, ti dirò….
    “Fondazioni”, “Think Tank”, “Commissioni”, “Istituti”… sono parte integrante (e riconosciuta) del panorama politico anglo-sassone, estremamente cara ad una certa tradizione elitaria che si nutre di suggestioni neo-aristocratiche (nell’accezione greca del termine: “aristoi”, i migliori), in quanto ennesima variante della platonica Repubblica dei Filosofi e tanti bei principi su carta.
    Più prosaicamente, nati tutti in chiave anti-comunista, scomparsa la rossa minaccia, svolgono azione di lobbying nell’ambito di una costante commistione di interessi tra pubblico e privato, in un sistema (come quello americano) dove specifici gruppi di pressione (industriali ed economici) finanziano e sostengono direttamente i propri referenti politici e la loro partecipazione nell’elezione dei candidati è data per scontata. Dovrebbero ricordarselo coloro che in Italia sostengono il totale finanziamento privato della ‘politica’, credendo sia la soluzione a tutti i mali.
    Tali gruppo organizzati, spesso espressione dell’iniziativa privata di singoli miliardiari e apportatori di specifici interessi, defiscalizzati in fondazioni, sono sostanzialmente bipartisan. La loro aspirazione è infatti quella di attingere alle “migliori” intelligenze, supportandole e riunendole sotto una idealità comune nella realizzazione di progetti condivisi: libero mercato, stato leggero, qualche menata in salsa liberista sullo sviluppo sostenibile e la responsabilità etica del capitalismo, comunque libero da lacci e lacciuoli… Insomma, si tratta delle solite stronzate alla Paolo Mieli e De Bortoli, magari strizzando l’occhio anche agli “Austriaci” che ultimamente vanno molto di moda.
    Lungi dal costituire un blocco unico e compatto, queste fondazioni possono avere una (flessibile) ispirazione di carattere liberal o neocon (per quel che può valere la definizione)…
    Alla prima categoria apparterrebbero per esempio il Brookings Institution e la MacArthur Foundation.
    Indiscutibilmente legate agli ambienti repubblicani e neo-con sono invece:
    Heritage Foundation
    K-STREET Project
    Alexander Strategy Group
    American Enterprise Institute

    E naturalmente il famosissimo PNAC, tanto caro ai teo-con dell’era Bush.
    Poi ci sono gli istituti più indefiniti e maggiormente liquidi: il Cato Institute (pendente a destra) e per l’appunto l’Aspen Institute (con orientamenti tendenzialmente liberal)…
    Sarà bene precisare che la Aspen Institute non è una filiazione del gruppo Bilderberg.
    L’Aspen è nato prima, ha un’ispirazione fortemente accademica, e semmai è una filiazione della fondazione Carnegie legata al miliardario Rockfeller (con fama, dicono, di progressista).
    Il Gruppo Bilderberg ha una tradizione molto più atlantista, legata allo scacchiere geopolitico della guerra fredda, e fortemente influenzata dagli interventi del dipartimento esteri del governo USA.
    Oggi le finalità sono sostenzialmente complementari: non sturbare la grande finanza anglosassone, con gli assetti economici costituiti.
    È ovvio che chiunque voglia far carriera, o pensi di contare qualcosa, voglia far parte di questi club e delle loro filiazioni tutt’altro che esclusive. Un tempo esistevano i Gesuiti e gli Ordini religiosi.
    È grave quando gli affiliati a tali gruppi assumono il controllo diretto delle più importanti cariche istituzionali, in una sostanziale continuità con poteri economici ed interessi consolidati che non ammettono alcuna eterodossia, prestando il fianco ad ogni ambiguità: il caso Mario Monti è paradigmatico.
    A me queste sedicenti associazioni “no-profit” ricordano nient’altro che la solita riedizione delle vecchie oligarchie di fine ‘800 (così ben spiegate da Gaetano Mosca e ottimamente analizzate da C.W.Mills). A moltissimi altri non sfugge la struttura di tipo massonico (è naturale visto che si alimenta della stessa idealità volta al “miglioramento” ma senza suggestioni spirituali). I più sprovveduti e meno attrezzati culturalmente ci vedono invece la mano luciferina del grande complotto universale, con tutti gli annessi e connessi, fino ai casi più estremi e amati da un’assortita pletora di psicolabili paranoici: i “rettiliani” di David Icke ed i deliri schizofrenici di Cathy O’Brien.
    Naturalmente, l’argomento è carico di suggestioni (l’Occulto vende)… di conseguenza molti giornali ci si buttano a capofitto, confezionando articoli ambigui, che contribuiscono a costruire ad arte un aurea misterica e complottista delle organizzazioni in questione. Specialisti in materia, sono “Il Fatto” e, dall’altra parte della barricata, “Il Giornale” che ha la sua punta di diamante negli ispirati articoli di Maurizio Blondet.
    Che poi uno come Sasson faccia parte della Camera di Commercio USA non mi meraviglia visto che la Casaleggio Associati vanta la buona parte delle sue partenership con aziende statunitensi.
    Coerentemente, in questi ultimi anni è sorta una sorta di vera e propria mitologia sul famigerato Bilderberg Group (sostanzialmente ad opera di Daniel Estulin) e della Commissione Trilateral, che agirebbero di comune accordo per la conquista del mondo (che dominano già). Qualcosa del genere lo si poteva già leggere nei romanzi di Ian Fleming: la super-organizzazione segreta si chiamava SPECTRE. In entrambe i casi parliamo di finzione.

  3. fabio Says:

    Ciao Sendivogius

    Come mi aspettavo… replica estesa e molto particolareggiata. Grazie!
    Ho voluto portare alla tua attenzione la persona di Enrico Sasson proprio per conoscere la tua opinione riguardo l’ Aspen Institute Italia, il gruppo Bilderberg e la commissione Trilaterale. Penso che Beppe Grillo conosca Enrico Sasson e le cariche che ricopre. Forse Grillo – nella sua coerenza – dovrebbe almeno chiedere qualche spiegazione al suo socio Casaleggio.
    Anche io mi reputo una persona razionale (non razionalista) e quindi, anche secondo me, come hai già scritto nel tuo commento, di fatto, queste organizzazioni: “dominano già il mondo… e chiunque voglia far carriera, o pensi di contare qualcosa, vuole far parte di queste organizzazioni”.

    A me queste sedicenti organizzazioni sembrano dei “laboratori del potere” che promuovono analisi, informazioni e linee guida alle imprese, al governo, ai media, e forse anche all’apparato militare. Ovviamente, non ha nessuna importanza se al potere ci sia un governo di “sinistra” o un governo di “destra”. Per comprendere il prestigio dell’ Aspen Institute, basta ricordare che il presidente mondiale dell’Aspen Institute è Walter Isaacson. Walter Isaacson ha rinunciato al suo ruolo di presidente della CNN pur di diventare presidente mondiale all’Aspen Institute (sic!!!).

    Di solito, i giornalisti non parlano delle organizzazioni come l’Aspen Institute o dell’American Chamber of Commerce, e non né parlano i politici, dal momento che loro stessi ne fanno parte, o (come hai scritto tu nel tuo commento), sognano di farne parte. Le persone che però parlano di queste organizzazioni pensano che l’Aspen Institute, il gruppo Bilderberg, o la commissione trilaterale, siano organizzazioni non proprio segrete ma che comunque vogliono imporre al mondo la loro ideologia o il loro dominio. Ovviamente, queste persone, nella stragrande maggioranza dei casi verranno subito brutalmente stroncati come “complottisti”.
    Secondo me, le organizzazioni come l’Aspen Institute o il gruppo Bilderberg, (come hai scritto nel tuo commento in maniera impeccabile), sono un ingranaggio fondamentale di un gigantesco sistema sociale le cui finalità sono complementari. Organizzazioni come l’Aspen Institute o il gruppo Bilderberg sono il prodotto dei miliardari che le finanziano, e a loro volta queste organizzazioni permettono ai miliardari riuniti insieme di dettare le linea guida alle istituzioni dello stato, ai media, al mondo militare, alla cultura e all’opinione pubblica.

    Insomma, secondo me, gira e rigira, anche se scegliamo tra due schieramenti più uno: Gianni Letta o Enrico Letta, o il movimento 5 stelle di Grillo e Casaleggio (la messa in scena di due finti schieramenti più il nuovo di grillo, sempre in lotta tra loro che ci hanno incantato per anni, con liti, parapiglia mediatici, dibattiti e comizi deliranti), e/o ascoltiamo i giornalisti che crediamo appartengano alla cosiddetta “destra” o “sinistra” (vedi Lucia Annunziata) ci ritroveremo sempre qualcuno che ci governa che dipende dall’Aspen Institute e/o dal gruppo Bildeberg.

    • Una serie di osservazioni assolutamente impeccabili, che condivido e sottoscrivo in pieno.
      Queste associazioni sono davvero “laboratori di potere”, tanto più pervasivo perché fluido e trasversale; dunque funzionali ad un opera di indirizzo eterodiretto su scala internazionale, per un solo ‘mondo possibile’.

      Le persone che però parlano di queste organizzazioni pensano che il gruppo Bilderberg, o la commissione trilaterale, siano organizzazioni non proprio segrete ma che comunque vogliono imporre al mondo la loro ideologia o il loro dominio. Ovviamente, queste persone, nella stragrande maggioranza dei casi verranno subito brutalmente stroncati come “complottisti”.

      Solitamente la tattica è quella, ma una critica serrata e ben argomentata, strutturata a livello documentale, alla lunga è destinata ad imporsi, segnando la differenza rispetto alle macchiette del ‘cospirazionismo’ da fumetto.
      L’importante è porre la domanda giusta, facendo leva sulle contraddizioni, persistendo nella ricerca ‘eretica’ ma sempre oggettiva. Perseveranza, serietà e coerenza, alla lunga pagano… O almeno così mi piace sperare..:)

  4. Complimenti per avere uno dei blog più sofisticati che ho incontrato in un certo tempo! E’ talmente bello visivamente che non c’è davvero niente da aggiungere o migliorare. Hai messo insieme una grande grafica, con un grande spazio blog, video, layout.
    Liberthalia.wordpress.com è sicuramente un must-see blog!

  5. […] interessi; al contrario i MeetUp di Grillo sembranoo una versione povera, piatta, del “cittadino che protesta”, dal poliziotto che si lamenta che i delinquenti escano dal carcere dopo due giorni ai profeti […]

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