PRESENTAZIONE

Liberthalia nasce nel mese di Settembre 2008 di parto repentino da un’idea estemporanea.

Nella sua natura essenzialmente libera non possiede verità rivelate da proporre a quei navigatori che avessero la ventura di approdare presso i suoi lidi virtuali. Non pretende di essere un faro per indirizzare le loro opinioni, né vuole per questo essere accondiscendente col fine di conquistare facili consensi. Non ha la velleità di costituire una rubrica di critica o informazione alternativa, giacché non avrebbe le competenze né la periodicità per farlo. Ma resta aperta a tutti i vostri contributi ed alle eventuali proposte che vorrete sottolineare.

Liberthalia non fornirà notizie precise e dirette su chi sia l’Autore; le potrete desumere col tempo dai singoli articoli (se la cosa vi interessa). Questo non è un diario introspettivo sulla scia della propria sfera intimistica, pertanto l’identità di chi realizza le pubblicazioni ha ben poca importanza. Colui che vi scrive è uno, nessuno e centomila nella generazione precaria dei mille lavori e dalle identità parcellizzate in porzioni singole, lungo i fili spezzati di storie parallele mai concluse. Liberthalia è una pagina corale.

Perché allora un nuovo blog? Perché il libero pensiero costituisce da sempre la necessità insopprimibile degli uomini liberi. Perché, in casi estremi, la comunicazione può diventare testimonianza… Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.

Abituati a considerare la libertà di espressione ed il diritto di critica come scontati, abbiamo perso l’abitudine ad esercitarli. Ma la democrazia non è un corpo morto, chiuso in un’urna dorata, da onorare con vuote celebrazioni formali a scadenze regolari. Sembra oramai che tutto il sistema politico, istituzionale e finanche economico sia catalizzato sulle poche virtù, ed i molti vizi, di un unico autocrate: una sorta di novello “Re Sole” attorno al quale ruotano i pianeti di un intero sistema, asserviti all’orbita e agli interessi del Capo. Gli unici che veramente contino. Se la litigiosità, i continui distinguo, le patetiche divisioni di una opposizione in eterna polemica con se stessa, non giovano certo alla governabilità di un Paese, chi scrive rimane quantomeno scettico dinanzi a maggioranze monolitiche che vivono di sole certezze, dove mai affiora l’ombra di un dubbio. Compagini dove non si ha memoria di una discussione. Dove tutto ciò che il sovrano chiede viene votato all’istante con supina obbedienza da “disciplinatissimi manipoli” che bivaccano in una “aula sorda e buia”. Ricordano periodi che sinceramente, almeno l’Autore, non rimpiange. Se “regime” è sicuramente una parola troppo abusata (e a sproposito), è pur vera l’esistenza di un nuovo “cesarismo democratico”, e timocratico, che assolutizza il consenso in una sorta di investitura totale e totalizzante, insofferente ad ogni dissenso critico, in nome della dittatura della maggioranza. Le coscienze intorpidite dalla bulimia consumistica sono la fucina degli schiavi moderni, in una oclocrazia fondata sui sondaggi di massa.

Liberthalia è una personale reazione ad una simile prospettiva. Un anticorpo sfuggito al controllo. E si articolerà nelle seguenti categorie, destinate comunque a crescere secondo la fantasia del momento:

§  Masters of Universe

Nuovi e vecchi fondamentalismi di chi crede di possedere le chiavi dell’universo

§  Stupor Mundi

Personaggi, fenomeni mediatici, avanzi politici, che i cabaret di tutto il mondo ci invidiano ma che nessun “Paese normale” vorrebbe mai come amministratori.

§  A volte ritornano

Come diceva un pericoloso sovversivo tedesco del XIX° secolo, la Storia si ripete sempre due volte: una in tragedia e l’altra in farsa.

Mutato nomine de te fabula narratur.

§  Ossessioni Securitarie

Tolleranza Zero, Legge e Ordine, nel Paese delle Mafie e degli evasori fiscali.

§  Risiko!

La guerra fatta per davvero. Strategia e geopolitica in pillole.

§  Business is business

Il mondo degli affari vissuto sulla pelle dei profani.

 

Se poi il menù offerto non dovesse essere di vostro gusto… allora cambiate ristorante..:)

 

39 Risposte to “PRESENTAZIONE”

  1. diariodinavigazioneterrena Says:

    Ehi! Wow!

    Dopo aver letto “Presentazione” e diversi altri articoli di Liberthalia, mi sento ancora più lusingato dal fatto che tu sia capitato a dare una scorsa alle mie povere considerazioni!

    Condivido- oh, se condivido! – pienamente le tue “motivazioni” e aggiungo che la decisione di dire la mia attraverso un blog rispecchia totalmente i tuoi intenti.

    Mi permetto di farti un piccolo appunto, che non ha nulla a che fare con i contenuti intellettuali del blog, ma è inerente la grafica:

    Dio, che male agli occhi!!!!

    Faccio molta fatica a leggere il bianco sul nero ma… come si fa a non soffrire un po’ quando i contenuti sono così condivisibili???

  2. Davvero lusingato… GRAZIE!!!
    In effetti, in merito alla grafica l’impatto e la scelta dei colori dovrebbe essere migliorata… anche se, per quanto riguarda i caratteri, ho qualche difficoltà a trovare un abbinamento azzeccato con il nero, che tuttavia vorrei lasciare come colore di sfondo.
    In attesa di una qualche soluzione, ogni suggerimento in proposito è ben gradito..:)

  3. diariodinavigazioneterrena Says:

    Non mi permetterei mai di darti consigli sull’impaginazione
    del “tuo” giornale virtuale!

    Il mio “appunto” è da considerare alla stregua della parabola (o proverbio?) della “volpe e dell’uva acerba”.

    A parte gli scherzi, sto diventando vecchio, e me ne accorgo perché la mia vista non è più quella di una volta!

    I miei occhi, in certe occasioni, friggono!

    D’altra parte, quale altro colore può avere una scrittura su sfondo nero!?!?

    Per inciso, anche il mio blog inizialmente è nato con uno sfondo nero…
    Il messaggio subliminale era “vedo nero”, poi, dato che il fritto preferisco che sia di misto pesce e non dei miei occhi, ho optato per un più tranquillo e riposante sfondo bianco!

    Sai cosa? Ci sono persone che dànno molta importanza all’aspetto esteriore, che scelgono un libro dalla copertina.
    Il rischio che corri è che qualcuno non legga i tuoi post perché non gradisce la copertina!

    Per me va bene così, è il tuo blog!
    E ti prego, dimentica le mie obiezioni.
    Sono semplicemente irrilevanti, torniamo alle cose importanti.
    Sono i contenuti che contano!
    Buon lavoro!

  4. diariodinavigazioneterrena Says:

    Errata Corrige: il termine “impaginazione” non era corretto.
    Mi riferivo naturalmente alla grafica!
    Sorry, ma sono sicuro che avevi capito l’intenzione!

  5. Don’t Worry..:) Avevo perfettamente capito le intenzioni: buone e genuine. Così come apprezzo le tue “obiezioni” che oltre ad essere legittime sono assolutamente sensate.

  6. Presentazione allettante e pure gli articoli non sembrano da meno.
    Curioso

  7. Anonimo Says:

    Ma provare a superare le proprie pulsioni ideologiche per ragionare veramente sui fatti no???

    • Ma provare a strutturare le proprie critiche, esplicitando idee, citando circostanze concrete, e adducendo argomenti specifici, invece vedo che ti risulta impresa troppo difficile…
      Del resto, è forse pretendere troppo da uno che non riesce nemmeno a firmarsi con uno pseudonimo.
      In compenso immagino troverai il tuo commento molto brillante…
      Ma tu leggi mai prima di commentare?!?
      “Ragionare veramente sui fatti”… E in tre anni di attività di cosa abbiamo parlato, secondo te?
      Del sesso degli angeli?!?
      Della vita su Alpha Centauri?!?
      Del cazzo di Rocco Siffredi?!?
      A quest’ultimo proposito, meditare prima di scrivere cazzate, proprio no eh???

  8. Anonimo Says:

    Nervosetti eh … scusa pernsavo che in un sito di libero pensiero fossero accettate anche le critiche.

    Certo le critiche potrebbero essere più circostanziate… ma per circostanziare una critica si dovrebbe trovare qulche contenuto.
    Ho provato a farlo in “Cazzata o Stronzata” o ne “La tana del porco” … veri cult del sito… ma non ho trovato nulla, onestamente. Nulla di nuovo sotto il sole.

    Allora mi sono rifatto con l’articolo “Amico iltaliota”. Ti assicuro che ho provato a leggerlo senza particolari pregiudizi.
    Ci si puà leggere: “Vampiri delle libertà, “Loro” ti succhiano via la speranza corrompendoti l’anima. Si ricordano di te unicamente in campagna elettorale.. e ti blandiscono e ti supplicano per un misero voto.. insistendo sul tuo “dovere civico” di elettore, quando i tuoi diritti di cittadinanza durano il tempo di tracciare un segno su un nome e con una croce finiscono dentro un’urna. E lì restano. Eppure questa volta temono il tuo voto come non mai. Per la prima volta puntano tutto sulla tua astensione.”.

    Ma cosa vuol veramente dire “loro ti succhiano via la speranza” … riesci ad immaginare parole più logore di queste?
    Ma pensi veramente che votare “si” al referendum sia un modo per far crescere una speranza nel paese? Non è che sei anche tu “bruattino senza fili”…

    Certo è mi dirai è facile sparare nel mucchio, dire che le cose non vanno o che potrebbero essere migliori, accusare la pochezza intellettuale altrui, senza impegnarsi veramente … ma in fondo la critica qualunquista non è quello che stai facendo tu?

    In ogni caso se i commenti non sono graditi cancellali pure. Non ho nessuna pretesa che siano ospitati sul sito. Un cordiale saluto.

    Pepito Sbazzeguti

    • Caro Pepito,
      Voglio condividere con te un curioso paradosso… “qualunquista” sicuramente (grazie, il complimento mi mancava).
      Com’è che per avere obiezioni circostanziate, devo sempre provocare il mio lettore-detrattore?
      Un sito si nutre di commenti. E, per quanto tu possa pensare il contrario, io detesto l’auto-referenzialità. Non censuro gli insulti, figuriamoci le critiche, prediligendo però quelle costruttive. E il tuo secondo intervento sicuramente lo è.
      Purtroppo, ne converrai con me, non si può piacere a tutti. Ognuno ha i suoi limiti.

      “…per circostanziare una critica si dovrebbe trovare qulche contenuto. Ho provato a farlo in “Cazzata o Stronzata” o ne “La tana del porco” … veri cult del sito… ma non ho trovato nulla, onestamente. Nulla di nuovo sotto il sole.”

      Scusa, cosa ti aspettavi? Di leggere gli scoop di Joseph Pulitzer?
      Un sito, e tu lo sai meglio di me, si nutre anche di argomenti “leggeri”; si occupa degli eventi più significativi del momento. E, ogni tanto, si prova (mica è detto che si riesca nel tentativo) a fare dell’ironia, cercando di dare un’impostazione satirica all’argomento.
      Non per niente, come giustamente hai sottolineato, gli articoli e la rubrica da te citati sono i “cult” del sito. E’ vero! Sono i più gettonati; evidentemente a un certo numero di visitatori la trattazione sembra piacere… O quantomeno suscita un certo interesse.

      Ma pensi veramente che votare “si” al referendum sia un modo per far crescere una speranza nel paese? Non è che sei anche tu “burattino senza fili”…”

      A giudicare dai risultati, non lo penso io ma almeno 20 milioni di italiani che sono andati a votare. Ma tu sicuramente bollerai l’affermazione come ennesima riprova qualunquista. E vabbé! Me ne farò una ragione.
      Invece astenersi o votare NO, cos’era?!? Una seria e ponderata riflessione costruttiva, dalla straordinaria modernità progressista?
      Preferivi un’analisi sugli Isotopi, sulla “yellow cake”, e sulla composizione molecolare dell’esafluoruro di uranio, comparata alla dispersione radioattiva tramite fusione?!?
      Capisco dunque la delusione nel leggere uno che non fa nulla per:

      “…impegnarsi veramente … ma in fondo la critica qualunquista non è quello che stai facendo tu?

      Perdonami Pepito! Purtroppo manco del tuo potenziale rivoluzionario; della tua lucidità critica, scevra da ogni “pulsione ideologica”; della cristallina ampiezza di vedute di chi si impegna veramente (mica come noialtri qualunquisti), verso il perseguimento di straordinari risultati dall’inoppugnabile evidenza.
      A proposito Pepito, tu cosa fai di così eccezionale? Scusami davvero se nella mia cecità non mi sono mai accorto del tuo impegno epocale dalle magnifiche sorti progressive!

      Ti sembrerà strano, ma le pubblicazioni costano un certo impegno e richiedono un minimo di dedizione. Solitamente le stesure richiedono tempo. Non è che si possa sempre ragionare sui massimi sistemi. Comunque ci si è occupati anche d’altro…
      Qualche suggerimento per solleticare il tuo disgusto:

      – LADRI D’ACQUA
      – DISSONANZE
      – USI A SERVIR PIACENDO
      – RADICI II
      – RELAZIONI DI RICORRENZA
      – LA SCELTA
      – La strada delle buone intenzioni

      Sono articoli che toccano argomenti diversi, ma che tu troverai sicuramente banali, prevedibili e così insopportabilmente qualunquisti.

  9. Anonimo Says:

    E’ il contrasto tra questa pagina programmatica ed i contenuto del sito che mi ha spinto a scrivere. Mi pare che il tuo sito sia un sito militante, schierato attivamente su una certa linea politica, ma non certo un sito di libero pensiero.

    Ti faccio un sempio per farmi capire: ho visto a Ballarò, pochi giorni fa. il direttore dell’Unità disquisire per dieci minuti sul trapianto di capelli di Berlusconi, dicendo che siccome i suoi capelli sono falsi deve essere falso anche lui … ma questà è politica?
    L’antiberlusconismo è diventato antidestrismo… ma a forza di porre l’accento sulle critiche agli avversari (a proposito ed a proposito) non si rischia di evirarsi la capacità di ragionare in termini di politica positiva? E’ una critica che per certi aspetti pongo anche alla destra …
    Ma i contenuti dove sono?

    Sugli articoli che segnali trovo un grande divario, direi quasi incolmabile:
    Da una parte un pezzo oggettivamente inutile come “usi a servir piacendo”.
    Non vorrai mica dirmi che dare dei venduti ai giornalisti di destra sia un contenuto … . Mi pare apologetica di sinistra un po’ “frusta” come si dice dalle mie parti.
    Dall’estremo opposto “La scelta”, che credo di non condividere (non sono sicuro di averlo compreso completamente), ma che presenta alcuni spunti interessanti o dei quali varrebbe la pena di discutere.

    Quindi? Secondo me per poter etichettare il tuo sito come un luogo di libero pensiero (a mio stra-modesto avviso) ci vuole un passo in più … più voglia di capire, magari anche le ragioni degli altri … per non finire ad essere una pedina di una manifestazione inutile (come descirvi nella scelta). Anche non essere solo contro può essere una scelta coraggiosa.

    Passo e chiudo. Non voglio monopolizzare lo spazio. Mi riservo di intervenire (se ti fa piacere) su qualche articolo specifico.
    Un saluto.

    Pepito

    • Caro Pepito,
      Premessa fondamentale: i tuoi interventi sono assolutamente graditi e di certo non mi sento violato nel “mio spazio” che non ha mai voluto accampare diritti di esclusiva. Pertanto, puoi considerare queste parole come un invito, assolutamente amichevole, ad intervenire ogniqualvolta vorrai o reputerai interessante farlo, senza limite alcuno.

      “..Mi pare che il tuo sito sia un sito militante, schierato attivamente su una certa linea politica..”

      Credo sia abbastanza evidente, né potrei (o vorrei) negarlo.
      Ciò confermato, la tua osservazione mi pone in una situazione ‘imbarazzante’, perché implica la fastidiosa condizione di doversi atteggiare, da parte mia, a pseudo-professorino e spiegare ad una persona di indubbia intelligenza, quale tu sei, concetti che credo siano invece chiarissimi a entrambi… Personalmente ritengo che le idee nascano libere, quale elaborazione intellettuale del pensiero critico. “Libere” non “neutre”, se per neutralità si intende una asettica astrazione intellettuale, sterilizzata da ogni posizione o implicazione sociale. Poi si può sottilizzare tra realtà oggettiva e percezione soggettiva, tra opinione personale e deformazione parziale.
      Ma le “idee pure” rientrano nella sfera del metafisico e della speculazione filosofica. Ed io non possiedo il metodico distacco della ragion pura postulata da Kant, Né sono Platone che, tra l’altro, aveva posizioni facilmente riconoscibili nelle collocazioni politiche del IV sec. a.C.
      “Politica” è partecipazione attiva e coinvolgimento personale nella vita sociale della comunità e nella gestione del bene comune. È chiaro che, per il fatto stesso di possedere una propria individualità, si possano avere posizioni e interpretazioni diverse che, polarizzate su linee di azione (o di pensiero) divergenti, assumono una specifica connotazione politica, destinata a frazionarsi a sua volta in mille rivoli (o correnti) all’interno degli stessi bacini di riferimento…
      Una divisione antica come la storia dell’uomo e generalmente riassunta nel confronto tra “destra e sinistra”: due categorie che racchiudono al loro interno universi immensi e tutt’altro che armonici.
      Il mio è un sito militante?!? E chi lo nega! È talmente evidente..
      È questa una pregiudiziale insormontabile che mi impedisce di avere e perseguire un “libero pensiero”? Per me si può avere un’opinione forte, ma senza incorrere nelle manipolazioni e le menzogne di una faziosità esasperata. E cerco sempre nella mia soggettività di rimanere comunque obiettivo. Poi, si può non condividere una parola di quanto scrivo, si possono disapprovare certi sarcasmi, ma sfido chiunque a trovare una sola notizia non comprovata, una fonte manipolata o una informazione palesemente falsa.
      Credo che la mia collocazione ideale sia lapalissiana, ma non mi sembra conforme ai rigidi dogmi di nessuna ideologia. Quindi reputo il mio pensiero ‘libero’, ma non certo ‘incolore’.
      Io sono e mi ritengo una persona nettamente riconducibile “a sinistra”; non ho mica problemi a riconoscerlo. Ciò mi pone in una posizione critica lontana dalle politiche e dalle idee che, in senso lato, sono identificabili come ‘cultura di destra’. Sono irriducibilmente antifascista, questo sì; e non ho alcuna simpatia per la destra liberale, specialmente per quella italiana (Sonnino-Salandra-Giolitti-Boselli-Orlando) che a mio giudizio ha sempre nascosto un’anima profondamente reazionaria. Considerazione personale la mia, confortata però dalla medesima opinione di Norberto Bobbio.
      Ciò detto, sono perfettamente in grado di distinguere le deformazioni populiste del berlusconismo da una destra genuinamente liberaldemocratica. Tuttavia, ad eccezione di esigue e rispettabilissime minoranze di testimonianza liberal-conservatrice, in Italia ho la sgradevole sensazione che la destra abbia aderito in blocco al berlusconismo, abbia rinunciato ad una propria autonomia d’azione, identificandosi e supportando la mistica del ‘capo’.

      Da una parte un pezzo oggettivamente inutile come “usi a servir piacendo”.
      Non vorrai mica dirmi che dare dei venduti ai giornalisti di destra sia un contenuto

      No, non è un “contenuto”. È un’evidenza. Essere pagati profumatamente, dirigere giornali di proprietà del Presidente del Consiglio, levando le lodi del padrone e scrivere infamità contro i nemici del Capo, distorcere le notizie, inventando e costruendo dossier, ricorrendo al turpiloquio in prima pagina, costituisce un fatto. Basta leggere “Libero” e “Il Giornale”; cosa che solitamente mi sforzo di fare.
      Del resto, non sono io quello che si definisce, con un ossimoro paradossale, un “libero servo del cavaliere”.
      Ciò detto, so distinguere un Giuliano Ferrara da un Vittorio Feltri o un Mario Sechi da un Alessandro Sallusti.
      Giustamente, poni il dilemma di “ragionare in termini di politica positiva”… Come non essere d’accordo con te?!? Il problema è il materiale umano con cui confrontarsi ed eventualmente decidere insieme…
      Personalmente, condivido e reputo di estremo interesse il pensiero di Charles Wright Mills, le cui analisi politiche e sociologiche offrono secondo me notevoli spunti di riflessioni e di approccio pratico.
      Ma sono ben consapevole dei limiti di certe “ambizioni” sociali.

      A presto!

  10. Complimenti per i contenuti del blog.
    E grazie per la visita ;)
    La mia scatola ospiterà sempre le tue idee e riflessioni.
    a presto

  11. Anonimo Says:

    ogni nuovo articolo mette nero su bianco (o meglio, bianco su nero!) le mie intime riflessioni, che prendono forma e sostanza. E’ una sorta di mio alter ego piu’ documentato di me che scrive, con medesime basi culturali ed economiche (nonchè di censo, immagino).
    complimenti
    EDS

  12. dirtyfat Says:

    Che dire… Questo blog è molto interessante, non superficiale ma ci sono dei punti che mi sfuggono.
    Che il complottismo sia un fenomeno legato a paranoie collettive amplificate da internet e dai media in generale è quantomeno condivisibile, per carità lasciamo perdere rettiliani, angeli e demoni e la vasta pletora di teorie astruse.
    Ma quando si riconosce che la società è controllatta da èlite e che i “giochi” democratici sono una costruzione retorica per celare questa realtà non siamo di fronte ad un complotto comunque? Non è forse ingiusto o addirittura sbagliato, anche solo dal punto di vista di ricostruzione storica, negare o minimizzare il ruolo della massoneria nella costruzione della società odierna? Banalmente, la P2 era una balla figlia di qualche freak che aveva guardato troppo “Ai confini della realtà”?
    Che tutti gli eventi siano controllati da un’unica mano è impossibile e credere a simili teorie comporta una visione religiosa, mistica degli eventi, ok, ma ciò non credo significhi che sia inverosimile pensare che queste èlite di cui tu/voi parlate abbiano tutti gli interessi per manovrare determinati aspetti della società.
    I media mainstream propongono forse una visione vicina al reale stato delle cose o invece mascherano, mistificano, nascondono realtà che vengono cosi’ manomesse?
    Esiste una dialettica tra modi diversi di rispondere alle problematiche sociali, economiche politiche o sempre i media e la politica mostrano un’unica via che a volte fa riferimento anche a schieramenti ,sulla carta, di diversa colore politico?
    In una società che si proclama pluralista, libera e democratica già questo non basterebbe a far pensare ad un complotto?

    • Un simile sillogismo, così ben costruito, richiede una risposta adeguata, che sia all’altezza del proprio interlocutore.
      Spero dunque di non essere troppo deludente nella replica, senza ripetere spiegazioni che, con ogni evidenza, hai avuto l’enorme pazienza di leggere e confutare…

      “Quando si riconosce che la società è controllata da èlite, e che i ‘giochi’ democratici sono una costruzione retorica per celare questa realtà, non siamo di fronte ad un complotto comunque?”

      Un ‘complotto’, per essere davvero tale nella struttura classica del genere, solitamente presuppone una Intelligenza superiore, unificata, possibilmente ‘occulta’, mistificata e celata ai più tramite una serie di strutture e di reti contingenti più o meno al corrente di un disegno, segretamente condiviso tra gli aderenti della nostra ipotetica cospirazione.
      E’ ovvio che minore è il numero di coloro che ne sono a conoscenza, più questo ha possibilità di riuscita.
      Personalmente, sono più propenso a credere in una struttura ‘liquida’ e policentrica, pronta ad attivarsi e confederarsi occasionalmente attorno ad uno o più obiettivi condivisi, nei quali possono confluire una serie di interessi particolari e speculari a determinati gruppi di potere, o elite, ovvero oligarchie.
      In tal caso, la parola ‘complotto’ andrebbe declinata al plurale.
      E allora non ci troveremmo più dinanzi ad una grande cospirazione, ma ad una serie di pressioni e condizionamenti ‘esterni’, volti al conseguimento del massimo beneficio, circoscritto a simili gruppi o lobby, o comitati d’affari, la cui natura è prevalentemente economica e funzionale alla massimizzazione di un profitto esclusivo.
      Mettiamola in questi termini…
      La nostra è una società, ormai globalizzata, fondata sul ‘libero mercato’, declinato ormai nelle forme più estreme della speculazione finanziaria e dei flussi virtuali del denaro, che garantiscono un arricchimento molto più rapido e gigantesco, rispetto a chi pazientemente investe il proprio capitale in un’idea ed un progetto produttivo di lungo periodo, volto alla creazione di merci, occupazione, e ricchezza nell’ambito di una economia reale.
      Venuto meno lo spauracchio del comunismo, collassata la minaccia sovietica, è venuto a mancare il collante ideologico.
      Venuta meno ogni velleità politica, o di contenimento sociale, oggi contano solo i ‘soldi’.

      Attualmente, tutti e senza eccezioni si definiscono ‘liberali’ e per il ‘mercato’, non capendo bene il senso, e le responsabilità, che l’uno e l’altro termine comunque implicano.
      Deprivato di ogni utopia, ogni idealità, finanche di ogni progetto alternativo, il nostro viene unanimemente considerato il ‘migliore dei mondi possibili’. Soprattutto, non concepisce e non ammette altre soluzioni.
      Detto in termini assai riduttivi, il tessuto produttivo è stato progressivamente assorbito dalle grandi corporation che, di fatto, detengono oligopoli su scala globale… un po’ come avveniva nell’800 con le varie Compagnie delle Indie… La loro struttura è sovranazionale e dunque riesce a sottrarsi con facilità alle maglie assai larghe delle giurisdizioni locali, alle cui regole sono notoriamente allergiche.
      Non hanno alcuna responsabilità sociale nei confronti delle realtà e delle comunità presso le quali operano, e che giudicano assolutamente marginali.
      D’altra parte i capitali a loro disposizione superano di gran lunga il PIL della maggior parte degli Stati del pianeta.
      Hanno un accesso praticamente illimitato al Credito bancario, che a sua volta si alimenta delle loro rimesse e delle loro speculazioni off shore sui mercati OTC e sull’acquisto di nuovi strumenti finanziari.. ovvero i famigerati ‘derivati’.
      Tramite una serie di intrecci societari e partecipazioni azionarie, tali realtà economiche sono strettamente interconnesse tra di loro su scala globale, in giganteschi e sostanzialmente inattaccati conflitti d’interesse.
      Con una simile liquidità a disposizione, il loro potere è praticamente illimitato.
      I vari ‘gruppi di studio’ che da sempre fanno la gioia dei cospirazionisti… Bilberberg, Trilateral, Aspen e compagnia bella… Sono strutture decisionali, parallele e spesso integrate alla ‘Politica’ professionalizzata che, a corto di prospettive e di coraggio, spesso si allinea a idee maturate in contesti estranei… Ovvero nei think tank e nelle fondazioni private, della quale non di rado le attuali ‘classi dirigenti’ sono emanazione.
      I cosiddetti media mainstream non fanno altro che riproporre ed amplificare tale visione, mutuata dai gruppi imprenditoriali ed editoriali che fanno capo a simili colossi finanziari. Ogni posizione divergente riflette spesso una lotta interna tra due gruppi concorrenti, piuttosto che una reale prospettiva critica.

      Per non concludere, a livello storico, si potrebbe paragonare l’attuale stato delle cose al caso nipponico delle ZAIBATSU, con le loro infinite interconnessioni a livello oligarchico, politico, militare, ed economico.
      Si tratta di un perverso modello di controllo e condizionamento su vasta scala. Tuttavia, sarebbe piuttosto difficile scorgervi una natura cospirazionista, definendole organiche ad un ‘complotto’.
      Più che altro, si tratta di un enorme sovrastruttura funzionale non all’instaurazione di un ‘Nuovo Ordine’, bensì al mantenimento dell’esistente e che non potrebbe essere più vantaggioso per le minoranze che detengono le leve del ‘potere’ in ogni sua declinazione.

  13. dirtyfat Says:

    Quello che dici è condivisibile. Per chiarirci, siamo sulla stessa lunghezza d’onda, quantomeno dal punto di vista ideologico o quasi.
    Sono consapevole del fatto di trovarmi a scambiare opinioni con una persona che riesce a difendersi benissimo dal punto di vista culturale a cui rendo l’onore delle armi.
    Ma declinare il significato di complotto credo sia un esercizio fine a se stesso. Per la sua identità “liquida, policentrica” di questo vertice di potere una spiegazione stretta di complotto/cospirazione risulta fuorviante e pressochè inutile.
    Ci sono state “Intelligence superiori che hanno preparato piani occulti servendosi di reti contingenti, che piu’ o meno erano al corrente del piano”…
    La storia evidentemente la conosci benissimo e quindi difficilmente potrai negare che l’oligarchia politico-industriale americana si è servita anche di cospirazioni e complotti per rovesciare, appoggiare governi, dittature, golpisti e criminali poi fatti fuori come Noriega, tanto per citarne uno e che riportano le caratteristiche di cui sopra. Con ciò risulta comunque impossibile sostenere che vi sia una matrice unica dietro ogni tentativo occulto ma quello che voglio sostenere io è, per carità magari sbagliando, che l’offensiva neoliberista che sta venendo fuori dalla crisi ha caratteri autoritari e tratti vagamente cospirazionisti sopratutto nei casi che riguardano Grecia e Italia e la storia, la realtà, tale prospettiva non sempre la declassano come folklore paranoico da archiviare insieme al resto di pattume che oggi il web offre in materia.
    Ovviamente e qui hai ragione da vendere, costruire una critica feroce e allo stesso tempo ragionata sul “reale stato delle cose” non può e non deve basarsi su teorie fantastiche e medioevali e neanche sul probabile ma piuttosto su quello che è già evidente e difficile da occultare.

  14. dirtyfat Says:

    Per non essere frainteso: “onore delle armi” non voleva significare onore ad una persona che ho “sconfitto dialetticamente”!
    Volevo solo riconoscere le capacità della persona con cui sto dialogando ma forse sono stato ambiguo nell’utilizzare quell’espressione che potrebbe far pensare che io mi ritenga superiore o comunque “vincitore nella discussione”.
    Nn era mia intenzione far passare questo tipo di messaggio.

    • :) Tra persone d’onore, quali ho la presunzione di annoverare entrambi, è superfluo addurre spiegazioni al significato della parola medesima, troppo spesso abusata nella sua accezione negativa. Perciò apprezzo e ricambio la stima dimostrata, senza alcun fraintendimento.

      «Con ciò risulta comunque impossibile sostenere che vi sia una matrice unica dietro ogni tentativo occulto ma quello che voglio sostenere io è, per carità magari sbagliando, che l’offensiva neoliberista che sta venendo fuori dalla crisi ha caratteri autoritari e tratti vagamente cospirazionisti sopratutto nei casi che riguardano Grecia e Italia e la storia, la realtà, tale prospettiva non sempre la declassano come folklore paranoico da archiviare insieme al resto di pattume che oggi il web offre in materia

      Vedo che pur seguendo percorsi diversi, seppur tracciati in parallelo, giungiamo praticamente alle stesse conclusioni.
      A ulteriore precisazione… Certo che i complotti esistono, così come sono esistiti e sempre esisteranno.
      Quello a cui invece non credo è l’esistenza del “Complotto” per eccellenza, nella sua versione universale, frutto di una regia occulta, centralizzata e unica, con le sue venature millenaristiche… i piani segreti per la “conquista del mondo”… l’incubazione pluri-secolare… e tutta la paccottaglia di contorno che, con evidenza, entrambi conosciamo e rigettiamo.

      La “declinazione del complotto” (o meglio dei ‘complotti’) può risultare capziosa, ma non peregrina, giacché lo scopo risiede nel tentativo di inquadrare l’humus di maturazione ed il bacino di coltura, in un contesto prettamente macro-politico e strettamente interconnesso con la realtà economica.
      Nel leggere la replica con le tue ulteriori osservazioni, è evidente che siamo sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda. Ma, a prescindere, si trattava di una evidenza tutt’altro che acquisita al principio della nostra discussione. Da lì, la necessità di una precisazione che, col senno di poi, si è rivelata inutile giacché fondata su un’idea condivisa.

      Per tornare al dunque…
      C’è una deriva autoritaria di matrice neo-liberista?
      Certo che sì.
      Tale deriva è parte di un disegno più ampio con finalità organizzate?
      Forse, e sicuramente più di qualcuno all’interno di questo e quel think tank deve aver accarezzato l’idea [Se vuoi, un esempio puoi forse trovarlo QUI e nei due articoli seguenti].
      Tuttavia, tendo a credere che quanto stia accadendo sia soprattutto una serie di azioni automatiche, che scattano per un principio di consequenzialità (reazioni a catena), per riflesso ideologico indotto.
      Ovvero, il riferimento è rivolto all’istinto di conservazione e resistenza dei ‘mercati’, all’eventualità di una loro regolamentazione. E non è del tutto estranea alle azioni dei principali operatori la tentazione – appunto ideologica – di determinare la supremazia di una oligarchia timocratica sulla Società insieme alla possibilità di scardinare le esecrate politiche pubbliche, nella presunzione di subordinare i diritti in funzione degli interessi di una ristretta consorteria finanziaria.
      Risponde ad un disegno egemonico?
      Probabilmente sì… In certo qual modo, si era fatto cenno QUI… E’ una prosecuzione dell’egemonia statunitense, in chiave elitario-oligarchica, attraverso la finanza piuttosto che sui golpe supportati e coperti dalla CIA.

      Detto in parole semplici, dinanzi al tracollo di un modello egemonico nell’ultimo trentennio, noi assistiamo ai revanchismi della rivoluzione ultra-liberista innescata negli anni ’80 da Reagan e dalla Thatcher.
      Come ben saprai, il neo-liberismo è innanzitutto una ideologia fondata sul denaro. Nata nel mondo anglo-sassone, trae origine dalle (non) teorie monetariste di Milton Friedman e dei Chicago Boys, dai deliri ‘regressivi’ dei Supply Siders e dei Lafferiani.
      L’economia sarà pure una “scienza triste”, ma non è affatto neutra. Si nutre di velleità e pulsioni ideologiche, collaterali a determinate sponde politiche dalle quali i nostri “professori tecnici” cercano protezione e spazi d’azione…
      La terra d’elezione dei Chicago Boys è stato il Cile di Pinochet; Milton Friedman ha sostenuto che lui vi ha sempre lavorato in libertà e mai si è accorto che vi fosse una dittatura.
      Questo per capire qual’è la concezione che il neo-liberismo ha delle libertà democratiche.

      Il neo-monetarismo, e con esso il neo-liberismo, nasce come feroce reazione (un tempo si sarebbe detta di ‘classe’) contro il modello economico keynesiano che, pur con i suoi limiti, ha garantito un cinquantennio di crescita economica ed equità sociale, diventando la scuola di riferimento dei governi socialdemocratici, prima della grande sbornia liberista nell’esaltazione del Privato contro tutto ciò che è pubblico.
      Scomparso il comunismo, archiviato Keynes, e finanche un’idea stessa di sinistra, è rimasta l’entità astratta ed onnipervasiva del ‘Mercato’, fondato su parametri monetaristici. Il neo-liberismo si è trasformato a tutti gli effetti in una ideologia dominante (se non l’unica). E, reputata vincente, per anni nessuno ha osato metterla in discussione.
      Nella sua presunzione di onnipotenza, il “neo-liberismo” pensa di potersi sostituire al potere degli Stati, esautorare i governi, e cassare i parlamenti nazionali.
      Controllando il Credito e le quotazioni dei titoli, pensa di poter condizionare e determinare le sorti dei popoli e degli Stati (come la Grecia e l’Italia), attraverso il controllo dei loro debiti sovrani agendo sugli spread. E sul rating… e sulle scelte economiche rimesse al FMI…alla Banca Mondiale… e troi(k)e varie… guarda caso, tutte di stretta osservanza ultra-liberista.
      Non per niente, a prescindere dai risultati, le imposizioni sono sempre le stesse:
      contrazione dei salari da lavoro dipendente;
      imposte indirette;
      privatizzazioni selvagge;
      smantellamento di tutte le politiche di welfare;
      detassazione dei redditi alti;
      cancellazione di tutele e diritti;
      distruzione del sindacato e deregulation totale del “mercato del lavoro”.

      Si può definire un “complotto”? Forse sì; e certamente azioni organizzate di vero e proprio sabotaggio, simili a complotti, esistono… Non ultima, il declassamento delle banche italiane a Feb.2012 da parte di S&P per innescare la crisi del credito con esplosione degli spread in vista dell’imminente asta dei titoli pubblici. Si può dire che il declassamento, con la necessità di ricapitalizzare il debito esasperato dalla carenza di liquidità, fosse funzionale a convincere il Governo Monti ad adottare politiche più consone alle aspettative del neo-liberismo e innestare un buon ritorno economico per il piazzamento di nuovi CDS… Bisogna dare atto al professorone, nonostante l’insufflata di provvedimenti tampone, tanto iniqui quanto di dubbia efficacia, di non aver ceduto del tutto alle pressioni. O, se si preferisce, al “complotto”.

      Il neo-liberismo non può agire diversamente; è nella sua natura patologica, che mutua in economia i comportamenti tipici di uno psicopatico.
      Agisce per istinto di conservazione e per mero egoismo personale, che astrattamente chiama “profitto”, minacciando (se ritenuto ‘conveniente’) le nostre libertà fondamentali e le nostre stesse condizioni di vita.

      Per questo, se lo si vuole davvero contrastare, bisogna:

      «costruire una critica feroce e allo stesso tempo ragionata sul “reale stato delle cose” non può e non deve basarsi su teorie fantastiche e medioevali e neanche sul probabile ma piuttosto su quello che è già evidente e difficile da occultare.»

  15. riccardog Says:

    Rinnovo i miei complimenti verso questo blog. E ricorda che se avrai abbastanza successo anche tu potrai fondare un MoVimento basandoti su un blog e conquistare IL POTERE! (scherzo….o forse no) XD

  16. riccardog Says:

    Dove posso comprare le magliette?

  17. Siete semplicemente degli schiavi del potere, inoltre vigliacchi e cagoni che non publicate nemmeno i vostri contatti perche coscienti di sparare cazzate vi nascondete come topi!
    Scrivete piu falsita e idiozie voi che 1000 giornali insieme!
    Siete patetici oltre che degli ignoranti disinformati e prevenuti!
    Il mondo va a puttane per elementi d merda come voi!

    • Tu invece inizia ad andare affanculo.
      Siamo certi che saprai riconoscere la strada a naso, tanto ti è familiare l’elemento fecale a te così prossimo.
      Nel dubbio, puoi sempre farti indicare la via dai tuoi due padroni: Beppe il Grullo, in arte führer, e il suo degno compare Casaleggio, alias frate Indovino.
      Bon Voyage!

  18. incomincio a condividere alcune delle tue preoccupazioni che esplicavi qualche settimana fa. Sarò più esaustivo al tuo prossimo post sull’argomento…che tanto è ciclico :)

  19. giorgio comerio Says:

    Giorgio Comerio comunica.
    Dopo quattro anni di indagini serrate sulla mia persona, ( 1994-1998) sulle società che in qualsiasi modo potevano essere ricondotte a me nelle quali detenevo partecipazioni oppure alle quali collaboravo, la Magistratura ha deciso l’archiviazione della mia posizione nelle indagini inerenti attività illegali di smaltimento di rifiuti. L’archiviazione é motivata dal fatto che i Magistrati hanno appurato che non vi é mai stata alcuna attività di smaltimento ma che si trattava soltanto di studi di verifica della possibilità scientifica e legale di fruizione di una tecnologia sviluppata dalla Comunità Europea.

    Molte notizie pubblicate dalla stampa e riportate in televisione sono solo state di istigazione alla formazione di false opinioni basate su ipotesi ed illazioni che la Magistratura stessa ha verificato essere senza alcun fondamento.

    Leggete : « SCIENCE & VIE – Mondadori France – Novembre 2010 – n° 1118 – pag.74
    « Au Sein des Sédiments Marins »

    “Parametric analysis of performances of free-fall penetrators in deep-ocean sediments” by Murray, C – Jan 1985 – Commission of the European Communities, Joint Research Centre-Ispra Establishment, Ispra, Italy

    http://ieeexplore.ieee.org/xpl/login.jsp?tp=&arnumber=1137416&url=http%3A%2F%2Fieeexplore.ieee.org%2Fiel6%2F48%2F25386%2F01137416.pdf%3Farnumber%3D1137416

    Giorgio Comerio

    comerio.george@gmail.com

    • Siamo lieti del suo proscioglimento e di questo ci congratuliamo con Lei, ing. Comerio, che immaginiamo essere un’altra vittima illustre della “magistratura politicizzata” che da sempre opera contro certa “Italia che lavora”.
      Proprio in merito all’archiviazione disposta nei suoi confronti, visto che ha voluto renderci partecipi con così tanta solerzia (pur non essendoci noi mai occupati del suo caso), sarebbe interessante sapere a titolo informativo da quali capi di imputazione esattamente è stato prosciolto… Le chiediamo ciò perché la solita stampa schierata non fornisce alcuna notizia utile in merito… Ed il suo nome ha la spiacevole sventura di comparire nelle inchieste più disparate: dal traffico internazionale di rifiuti tossici, all’affondamento delle cosiddette “navi dei veleni” (la Rigel e la Jolly Rosso tanto per dire) al largo delle coste calabresi, fino alla misteriosa morte del capitano De Grazia che di tali indagini si occupava. Sappiamo per certo che in quest’ultimo caso la sua posizione è stata stralciata. Sarebbe però curioso sapere perché il cpt Natale De Grazia si fosse così tanto interessato alla sua attività imprenditoriale…
      Come non bastasse, il suo nome è stato improvvidamente associato in passato, al presunto stoccaggio clandestino di rifiuti radioattivi in Somalia e, indirettamente, alla morte di Ilaria Alpi e Miran Krovatin.
      Siamo pertanto assolutamente certi, in nome di una doverosa chiarezza per il ripristino della verità e della sua piena onorabilità, che non mancherà di allegarci tutti i riferimenti inerenti la sua assoluzione, con tanto di sentenze relative e passate in giudicato.
      Fiduciosi, le rinnoviamo le più sentite felicitazioni ed i nostri più cordiali saluti.

  20. giorgio comerio Says:

    Buon giorno,
    Grazie per la sollecita risposta .. domenicale !

    Non sono stato prosciolto da nessuna accusa in quanto già in ISTRUTTORIA la mia posizione é stata archiviata nell’indagine concernente lo smaltimento illegale di rifiuti e l’affondamento di navi.

    Quindi, ovviamente, non vi é stato nessun processo anche perché tutte le indagini compiute dai vari Magistrati Italiani e Svizzeri hanno provato, senza ombra di dubbio, che tutto il mio comportamento e
    quello dei miei collaboratori é sempre stato assolutamente legale e che non fu mai progettata oppure realizzata alcuna azione od attività penalmente rilevante.

    Per cio’ che riguarda il caso Ilaria Alpi io non ho mai avuto rapporti con le autorità somale . Non parliamo poi del « certificato di morte » non solo inesistente ma confuso con quello di mia suocera deceduta
    a casa mia.. Infatti nessuno lo ha mai visto..

    Caso Jolly Rosso attualmente in aula a GENOVA per diffamazione : il progetto ODM é nato anni dopo lo spiaggiamento.
    La “carta degli affondamenti” pubblicata da alcuna stampa mai trovata e comunque , se esistente, non certo di mia mano..
    Poi « sparita » . Noi abbiamo lavorato su ipotesi di messa in sicurezza da realizzarsi in aree oceaniche e non in mediterraneo e su carte nautiche moderne, a colori, con
    altezze e profondità espresse in metri.
    La carta pubblicata su certa stampa era « antica » , in bianco e nero, con altezze in feet ( piedi ) e profondità in Fathom ( braccia inglesi ).
    Insomma una carta nautica d’antiquariato..
    Insomma una serie di notizie pubblicate con molti « copia » ed « incolla » senza riscontri.
    ————————

    Per ogni ulteriore informazione sono sempre a disposizione per evantuali chiarimenti.

    Cordiali saluti,

    Giorgio Comerio

    • In effetti, Lei gode di pessima pubblicità, con articoli tutt’altro che lusinghieri circa le sue passate attività, tanto da essere descritto come una sorta di personaggio nero degno di un romanzo…Si parva licet componere magnis, ritorna in mente La Maschera di Dimitrios di Eric Ambler. Ed il paragone non è necessariamente un complimento.
      Ad ogni modo, Lei ha ragione: la maggior parte delle notizie sul suo conto sono sostanzialmente il frutto di un copia-incolla seriale, in massima parte desunte dalle inchieste giornalistiche di Riccardo Bocca per conto del settimanale L’Espresso (sono quelle che abbiamo letto anche noi).
      Tuttavia, siccome noi abbiamo una vera passione per il riscontro delle fonti originali, ci siamo andati a rileggere gli atti della Commissione d’inchiesta parlamentare del 2009, inerente le “attività illecite sullo smaltimento rifiuti”, legato allo scandalo delle “navi a perdere”… Inchiesta conclusasi nel Marzo 2013, e dove peraltro il suo nome ha la spiacevole ventura di essere citato 188 volte sulle 306 pagine complessive, senza che MAI le venga ascritto un reale capo di imputazione, una fattispecie di reato concreta, o qualsivoglia riscontro probatorio in ambito giudiziario.
      Ora, o Lei è l’uomo più furbo del mondo in grado di sgusciare via da ogni coinvolgimento penale (nonostante le siano state attribuite connessioni criminali in mezzo mondo); o è una sorta di “genio del crimine”, oppure è l’uomo al centro del più grande equivoco di tutti i tempi… o più probabilmente l’alfiere più esposto di una scacchiera più grande.
      Siccome la virtus (come la “veritas”) in medio stat, noi ci atteniamo agli atti che attestano (per l’appunto) la piena archiviazione. Naturalmente ci siamo fatti una nostra idea. Tuttavia, non credendo all’esistenza della SPECTRE, pensiamo che il suo ruolo nelle vicende a Lei ascritte sia stato di gran lunga sopravvalutato e probabilmente ‘usato’ come copertura, per stornare l’attenzione da altre e più imbarazzanti responsabilità (anche in ambito ‘istituzionale’).
      D’altronde, se Lei fosse davvero l’aspirante emulo di Stavro Blofeld, difficilmente sarebbe così disponibile ad eventuali confronti e precisazioni, né paleserebbe con tanta facilità la sua attuale residenza in Tunisia…

      Cordialissimi Saluti come sempre

  21. giorgio comerio Says:

    Inannazi a tutto COMPLIMENTI. Lei é un giornalista vero.
    Le rammento quanto segue:
    L’articolo 2 della legge “Gonella” n- 69 del 3 Febbraio 1963 – Ordine dei Giornalisiti – precisa che è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, mentre è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.

    Non solo. Lei ha spirito critico ed intelligenza. Doti rarissime..
    Il mio indirizzo in Tunisia: stranoto, nessun segreto. Ci lavoro da oltre dieci anni.
    La realtà si chiama, semplicemnete ” polverone”.

    Il Maresciallo Moschitta, quello che ha “trovato” i docimenti inestitenti, nessuno lo ha mai sentito. Perché se li é inventati ?

    Il Procuratore Neri, che suppongo poi abbia dovuto dare approfondite spiegazioni, dichiara di aver inviato alla commissione il certificato di morte di Ilaria Alpi, ovviamente mai arrivato.. Ma se mai fosse esistito quanto meno Repubblica lo avrebbe pubblicato immediatamennte. Repubblica ha infatti avuto accesso a documenti e videocassette ( del centro europeo di Ispra e non miei ) rubati dall’archivio del Tribunale di Reggio Calabria. Insomma i suoi commenti sono intelligenti e pertinenti.. Resto a sua disposizione e, per ulteriori informazioni mi puo’ contattare anche con skype..

    • Ad essere sinceri, in base ad antiche reminiscenze giurisprudenziali, alcune delle incongruenze più eclatanti sembrano ravvisabili già tra pagina 54 e pag 59 del rapporto della Commissione parlamentare, proprio nella sezione inerente Gli sviluppi investigativi in relazione alla Somalia“: documenti di terza mano, passati per una sedicente “Autorità del servizio mondiale per i diritti umani di Bosaaso” (?!?), a “Greenpeace”; quindi non si sa come al Corpo forestale di Brescia (!) e per competenza alla Procura di Reggio Calabria, in una ipotesi di reato tutta aleatoria e non dimostrata con riscontri probatori oggettivi. Si presume che la “Autorità del servizio mondiale per i diritti umani” sia qualcosa di diverso dal Commissariato ONU per i diritti umani, e in tal caso non è dato sapere se sia configurabile come ONG.
      “Greenpeace” (che non è un monolite spersonalizzato) dovrebbe avere referenti, strutture e organizzazione in loco, in grado di certificare una attività investigativa non ufficiale. Sono cose che dall’inchiesta parlamentare non è dato sapere, perché buttate così negli atti, sono due sigle senza senso.
      Citando dal testo originale:

      L’ipotesi secondo la quale in Somalia sarebbero giunti in quegli anni navi cariche di rifiuti radioattivi ed interrati in loco non ha avuto sinora un riscontro probatorio in ambito giudiziario.
      Con riferimento alla documentazione sequestrata a Comerio occorre evidenziare un altro dato emerso nel corso dell’inchiesta: nella cartellina riportante la scritta «Somalia» erano contenuti una serie di documenti tra cui anche uno concernente la morte di Ilaria Alpi.
      Il procuratore Neri, nel corso dell’audizione avanti alla Commissione ha ribadito di aver visto – tra gli atti sequestrati a Comerio – il certificato di morte di Ilaria Alpi. Tale certificato, peraltro, non è stato mai ritrovato all’interno del fascicolo e quindi – secondo quanto dichiarato dal magistrato – sarebbe stato verosimilmente trafugato.
      Questa specifica vicenda ha avuto già sviluppi processuali, non essendo stata confermata la notizia che effettivamente nel fascicolo vi fosse tale documento (vi è stato un procedimento penale a carico dello stesso magistrato per falsa testimonianza).

      Il dato incontroverso è che all’interno della cartellina in questione, dedicata alla Somalia, vi fosse un documento in qualche modo attinente alla morte di Ilaria Alpi, documento che secondo il maresciallo Scimone sarebbe consistito in una notizia Ansa.
      Resta in ogni caso significativo che all’interno di una cartella intitolata «Somalia», nella quale erano contenuti documenti concernenti lo smaltimento di rifiuti tossici e contatti con esponenti somali, vi fosse un atto riguardante la morte della giornalista, in un’epoca in cui ancora nessun potenziale collegamento era stato ipotizzato tra la morte della stessa e il traffico di rifiuti.
      Si riportano le dichiarazioni del maresciallo Scimone sul punto:
      «Ho anche sentito dire una cosa stranissima: che il comandante De Grazia avrebbe trovato tra gli atti di Comerio il certificato di morte di Ilaria Alpi. Non mi risulta. (…) Non era il certificato di morte di Ilaria Alpi perché sapete bene che il certificato di morte non è stato redatto in Somalia: Ilaria Alpi fu portata su una nave italiana e il primo certificato di decesso è stato fatto dal medico della nave. Credo che poi il comune di Roma abbia redatto l’ultimo certificato. Comerio aveva una «fascetta», la notizia Ansa della morte di Ilaria Alpi, che De Grazia aveva trovato mentre cercavamo nelle carte e che mi aveva fatto vedere. Era una notizia Ansa, non un certificato di morte. (…) Era un fascicolo della Somalia. Lui aveva dei fascicoli tra cui questo, Somalia, in cui c’erano tutte le proposte di smaltimento dei rifiuti, i suoi progetti, i contatti con i vari ministri, roba di questo genere e c’era questa striscia»
      .

      Qui siamo oltre le semplici congetture, ma nell’ambito dell’absurdum probatorio; ricorda i processi inquisitori, quando i giudici cercavano il “marchio della strega”: prova inconfutabile del patto strigonico. E non trovandolo sancivano la colpevolezza dell’inquisito, giacché il diavolo protegge sempre i suoi protetti, occultando le prove.
      Molto interessante poi è la parte inerente la collaborazione tra la procura di Reggio Calabria e i servizi segreti… Nella fattispecie il SISMI (il servizio segreto militare), i cui alti ufficiali si rivelano essere di una gentilezza squisita, collaborativi come non mai, e prodighi quanti altri mai nel fornire ogni sorta di documento:

      Riguardo l’inizio della collaborazione, il dottor Neri riferì al pubblico ministero Russo, nell’aprile 1997:
      «Ricordo che unitamente al collega Pace della procura circondariale di Matera comunicammo al Capo dello Stato che le indagini potevano coinvolgere la sicurezza nazionale, inoltre poiché fatti di questo tipo potevano essere a conoscenza del Sismi ancor prima dell’ingresso del capitano De Grazia nelle indagini chiese al direttore del servizio di trasmettermi copia di tutti gli atti che potevano riguardare il traffico clandestino di rifiuti radioattivi con navi. A dire il vero il Servizio molto correttamente mi trasmise degli atti tramite la polizia giudiziaria. In particolare il passaggio degli atti avvenne tramite il maresciallo Scimone appositamente delegato a ciò da me. Il maresciallo Scimone faceva parte del gruppo investigativo da me diretto e teneva i contatti con il Sismi. Il capitano De Grazia era a conoscenza di ciò, cioè sapeva dei contatti istituzionali di Scimone con il Sismi per la acquisizione delle notizie che chiedevamo. Ogni attività di rapporto con il Sismi è formalizzata in specifici atti reperibili nel processo.»
      Sui rapporti con il Sismi ha riferito anche il maresciallo Moschitta nel corso delle due audizioni rese avanti alla Commissione (l’11 marzo e l’11 maggio 2010):
      «Un giorno mi presento al Sismi e sequestro un documento, con tanto di provvedimento del magistrato. Ho trovato grande collaborazione nel generale Sturchio, il capo di gabinetto. Mi chiese se volessi il tale documento e me lo dettero tranquillamente. (…) Chiedevamo se avevano qualcosa su Giorgio Comerio. Il primo documento che emerse mostrava che Giorgio Comerio era colui il quale aveva ospitato in un appartamento, non so se di sua proprietà, a Montecarlo l’evaso Licio Gelli.
      Da lì comincia il nostro rapporto con i servizi segreti, i quali ci hanno veramente fornito molto materiale. Si è sempre collaborato benissimo, apertamente e senza problemi, tanto che nell’edificio della procura distrettuale di Reggio Calabria avevano approntato per loro anche un piccolo ufficio per esaminare documentazioni nostre ed eventualmente integrarle
      (…) i servizi segreti, il Sismi, hanno lavorato con noi. Il primo impatto che ho avuto con i servizi segreti è stato a seguito di un decreto di acquisizione di documenti presso il Sismi. Sono andato personalmente ad acquisire un documento a carico di Giorgio Comerio, titolare della ODM, oramai noto nell’inchiesta. In modo particolare, si trattava della fuga di Licio Gelli da Lugano fino al suo rifugio segreto nel principato di Monaco. Ci risulta che la casa in cui era ospitato Licio Gelli era di Giorgio Comerio. In seguito, i servizi segreti sono entrati ufficialmente con noi nell’indagine perché esaminavano la documentazione, d’accordo con la magistratura. In effetti, è stata una collaborazione corretta, leale e senza problemi»
      .

      Sembra una scena surreale… C’è da figurarsela, specialmente immaginando il generale: “ma prego si accomodi! Aspetti che svuotiamo l’archivio per lei, caro maresciallo. Nel frattempo gradisce un caffé?”
      A tal proposito, sembra quasi che il suo nome venga servito dal SISMI su una sorta di vassoio d’argento, infiocchettato per bene per l’inchiesta.

      Tuttavia, lo splendido spirito collaborativo improvvisamente si dissolve non appena si pone l’attenzione sulle attività dei Servizi sui traffici di rifiuti tossici…

      Oltre al sopra descritto rapporto di collaborazione e scambio di informazioni tra la procura di Reggio Calabria e il Sismi, nell’ambito degli approfondimenti svolti dalla Commissione è emerso un ulteriore profilo di intervento dei servizi segreti nella materia riguardante il traffico dei rifiuti radioattivi e tossico nocivi e il traffico di armi.
      Ciò emerge dalla documentazione acquisita dalla Commissione riferita al medesimo periodo in cui erano in corso le indagini del dottor Neri.
      In particolare, è stato acquisito un documento proveniente dal Copasir, archiviato dalla Commissione con il n. 294/55, relativo ad una comunicazione del Sismi indirizzata al Cesis in merito alle spese sostenute nell’anno 1994 per i servizi di intelligence connessi al problema del traffico illecito di rifiuti radioattivi e di armi, indicati nella misura di 500 milioni di lire.
      Si tratta di un documento desecretato dalla Commissione particolarmente interessata a comprendere in che modo fossero stati utilizzati i 500 milioni di lire nelle operazioni di intelligence relative al traffico di rifiuti e di armi.

      Sul punto la Commissione ha svolto numerose audizioni sentendo gli appartenenti ai servizi che all’epoca risultavano essersi occupati della materia ed acquisendo numerosi documenti provenienti dai servizi stessi, coperti da segreto
      .

      A questo punto la “leale collaborazione” sembra lasciare il posto alle intimidazioni, i sabotaggi, le minacce più o meno esplicite, fino alla misteriosissima morte del capitano De Grazia e l’insabbiamento dell’inchiesta. A proposito, vale la pena riportare le parole stesse del maresciallo Moschitta, in data 11 marzo 2010:

      «(…) quando le indagini arrivavano a un picco, e quindi stavamo mettendo le mani su fatti veramente gravi, coinvolgenti anche il livello della sicurezza nazionale…(…) A un certo punto De Grazia non venne più a effettuare le indagini con noi, perché il suo comandante l’aveva bloccato.(…) Se non erro, era il colonnello Maio o De Maio, non ricordo bene. Era il comandante della Capitaneria di porto di Reggio Calabria. De Grazia mi chiamò e mi riferì che non poteva più venire, perché il suo comandante gli aveva mostrato un foglio matricolare… (…) Mi chiese se potevo parlare col giudice in modo che scrivesse un’altra lettera per poterlo reinserire nelle indagini. Accettai e promisi di parlarne col dottor Neri. Quest’ultimo scrisse un’altra lettera di incarico di indagini affermando che De Grazia non era solo necessario, ma indispensabile per la prosecuzione delle indagini. Solo così è ritornato con noi a lavorare. (…) Una volta morto lui, ci siamo un po’ fermati. Io sono stato male e anche il giudice Neri ha avuto problemi pressori».

      Invece, gentile ing. Comerio, data la sua incredibile disponibilità e cortesia, sarebbe molto interessante approfondire con la sua preziosa confutazione del cosiddetto “Rapporto Fonti“:
      5.3 Il memoriale di Fonti inviato alla direzione nazionale antimafia. (Pag.206 della Relazione parlamentare)
      Questo perché la testimonianza di Francesco Fonti, ex collaboratore di giustizia, è il perno (non sempre coerente) su cui si regge gran parte dell’inchiesta sulle “navi a perdere”. E d’altra parte Fonti la chiama ripetutamente in causa, attribuendole indirettamente le relazioni più infamanti con le ‘ndrine calabresi, ma anche un ruolo nel SISMI (la stessa 8^ divisione che tanto collaborativa si dimostrerà poi con la Procura di R.C.):

      La figura di Giorgio Comerio è emersa anche dalle indagini svolte dalla procura distrettuale antimafia di Potenza, in quanto l’ex collaboratore di giustizia Fonti Francesco vi aveva fatto più volte riferimento nel corso degli interrogatori innanzi alla dottoressa Genovese, definendolo come personaggio implicato nello smaltimento di rifiuti radioattivi e tossici anche tramite affondamento di navi nonché come personaggio vicino ai servizi segreti.”
      (pag.263)

      Cosa che si aggiunge ai sopra citati (presunti) rapporti col faccendiere Francesco Pazienza ed il ‘venerabile’ Licio Gelli…
      E chi meglio di Lei potrebbe mai chiarire la questione, a scanso di ogni equivoco?!?

  22. giorgio comerio Says:

    Grazie delle esaustive informazioni che anch’io ho trovato sul web, che pero’ non é poi la casa della verità assoluta..
    Intanto: cartellina SOMALIA: era una delle molte – circa 60 – sequestrate. Si sono diemnticati delle altre 59 ? “Somalia” : con dentro ben poco, visto che non abbiamo mai ipotizzato la vera fruibilità di aree argillose -nella sua area di sovranità economoca- utilizzabili per la messa in sicurezza. Gelli: mai avuto occasione di conoscerlo e tanto meno di ospitarlo.. Mi piacerebbe tanto sapere DOVE lo avrei ospitato , insomma l’indirizzo della casa di Montecarlo ! Ma non basta chiederlo a Gelli ? Se non sbaglio é facilmente reperibile.. Come mai il solerte Riccado Bocca non lo ha fatto ? E neppure tutti gli altri giornalisti ?
    Il Pentito Fonti: non solo non l’ho mai visto o conosciuto ma, la nota esilarante della vicenda , é che nelle dichiarazioni riportate sul web cita la mia casa di campagna come a lui ben nota. Ma… tutte le volte che la cita sbaglia il nome del paese ! E di un bel po’ !
    Evidentemente ha una memoria vacillante e non in grado di trattenere bene le informazioni che qualche furbacchione gli ha dato.
    Cosa non si farebbe per passare qualche settimana in albergo, da collaboratore pentito, e non in una cella con i soliti compagni di merende.. Di tutte queste “cialtronerie” ne ho una collezione.. La Magistratura ha già dato una risposta esauriente e definitiva non ravvisando nessuna mia intenzione e nessun mio atto penalmente rilevante. E mi ha indagato, controllato, fotografato, e quant’altro per ben quattro anni.. Ma intanto ho avuto reputazione distrutta ed immagine professionale totalmente rovinata. Tenga presente che una cronista ha pubblicato una “sua” intervista ove mi ha incontrato DI PERSONA nella casa di montagna dei miei nonni. Peccato che non solo non é vero ma che, da oltre 6 anni, non ci mettevo piede!
    Insomma abbiamo una testimone con tanto di tessera giornalistica che mi intervista in Italia mentre io sono in Tunisia ! Caspita, strano ma vero, non solo viaggio nel tempo, ma ho anche il dono dell’ubiquità.

    • Grazie delle esaustive informazioni che anch’io ho trovato sul web, che però non è poi la casa della verità assoluta..

      Si figuri! La raccolta documenti con consultazione archivi è una sorta di deformazione professionale… proprio perché il web, lungi dall’essere la “casa della verità assoluta” è spesso una idrovora trita tutto, dove le molte verità (piace più la declinazione al plurale) rimangono spesso seppellite sotto strati di notizie tendenziose, approssimative, passa parola… tra stoloni da sfrondare e rizomi da scavare, che rischiano di soffocare le informazioni piuttosto che divulgarle.
      A tal proposito, tutti gli estratti citati sono stati tratti da documenti ufficiali; per l’esattezza: QUI e anche QUI.
      Onde evitare di aggiungere approssimazione al caso, che nella sua vicenda sembra assumere contorni pirandelliani.

  23. In questo blog trovo la mia
    lettura preferita, leggo un paio di
    posts/articoli al giorno, e per
    questo (sarò metodicamente vecchio)
    merita il mio voto:10+++

  24. Non riesco a capire il senso del b

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