MI CHICO LATINO

 Nella cleptocrazia paramafiosa di don Silvio Corleone, com’è noto, a suscitare massimo scandalo non è il ‘peccato’ ma la sua pubblicità. Certe cose si fanno ma non si dicono, se non in confessionale nella sicurezza dell’assoluzione.
Infatti, è  sempre bene ricordare che nello spensierato
Sultanato di Berlusconistan il problema è chi denuncia (e pubblica), non certo chi delinque. Cancellando la notizia dal palinsesto, il delitto si estingue per prescrizione cum censura. È un esercizio vantaggioso che giova alla carriera e semplifica la vita, a parte i seri problemi di alitosi indotti dalla pratica prolungata. Lo sanno bene gli Scodinzolini, gli Emilio Fido, ed il resto della cucciolata accucciata ai piedi di Re Silvio, che dall’alto dei suoi tacchi non perde occasione per elucubrare il suo vangelo:

«Se trovo chi ha fatto le nove serie de “La Piovra” e chi scrive libri sulla mafia facendoci fare brutta figura nel mondo giuro che lo strozzo!»

  Silvio Berlusconi
  29/01/2010

Eppur tuttavia, nonostante le salutari indicazioni dell’Imperatore, all’estero sembrano avere le idee chiarissime sulla natura e la sostanza del problema…
In tempo di mondiali, anche noi abbiamo i nostri campioni da esportazione. E nessuno come padron Silvio tiene tanto in alto la bandiera del prestigio nazionale nel mondo, mantenendo intatto l’antico primato italiano: pizza-spaghetti-mandolino con qualcosa in più…

Del resto, il padrino di Arcore rimane la fonte costante di ispirazione e stupore dagli Appennini alle Ande, dall’Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno… È l’uomo che trascende il concetto stesso di “figura di merda”,  proiettandosi verso dimensioni fecali mai raggiunte prima dall’ardire umano.
Fuori dall’Italia, il ducetto brianzolo incuriosisce e diverte, in quanto caso patologico e fenomeno di costume. Tant’è che persino l’edizione statunitense di
GQ (Gentlemen’s Quarterly) dedica una speciale ode ‘A Silvio’ con un lungo reportage dal titolo significativo: “The Mussolini of Ass” (il Mussolini del culo). GQ è un mensile di intrattenimento per uomini, dedicato alle classiche passioni della categoria: donne, motori, e nuove tendenze in fatto di lifestyle. E, con un certo orgoglio patrio, siamo lieti di annunciare che il nostro presidente da esportazione è riuscito a conquistare le prime pagine di Giugno 2010.
Se vi fidate della traduzione, Liberthalia vi offre una piccola selezione in lingua italiana. Ad ogni modo, l’articolo integrale lo trovate QUI.


Di sicuro, si potrebbe focalizzare l’attenzione sul lato corrotto, fascistoide, del lungo regno di Silvio Berlusconi in Italia. Ma come vi diranno i suoi adoranti sostenitori, non è questo l’aspetto prevalente di “Silvio!”. Ciò che impregna una nazione sono i capelli tinti e l’indecente libidine dell’Uomo.
Devin Friedman va alla ricerca dell’auto-proclamato dittatore dell’imperseguibile piacere edonistico da macho.

«C’è un luogo dove tutte le tette sono grosse. Grosse, giovani, abbronzate e nude. Un posto dove ognuno fotte e fotte e fotte e non muore mai. Dove gli uomini sono ricchi e senza scrupoli; le donne sono belle e disponibili e giovani. Dove i tele-quiz sono spettacoli di spogliarello. Dove i talk show sportivi mostrano ragazze in bikini sopra un leggio. Le donne nel governo, anche loro, sono donne dalle tette sode e senza età. Fanno parte del parlamento. Sono le più sexy ministre nel mondo. In questo luogo, la maggior parte delle scolarette spera di ottenere un giorno un impiego facendo in TV quella speciale shimmy-dance, mentre si riprendono da sole davanti ad una telecamera, e poi forse riuscire a sposare un calciatore o ottenere un posto nel parlamento della bellezza. Non hai bisogno di pagare tasse in questo luogo, e le leggi sono tali fintanto che non limitano i tuoi sogni. Questo posto è stato inventato da un uomo, un uomo che ha cambiato il mondo della ragione e del castigo in una terra promessa nella quale potrai avere tutto ciò che vuoi e di cui hai bisogno senza temere di essere mai più punito. Questo uomo ha sognato la televisione, ha nominato i ministri, ha iniziato la rivoluzione ed è il più grande esponente vivente della sua visione. Un uomo che non invecchia mai, che non diventa mai calvo, che è perennemente abbronzato e non sembra così basso come invece è. Un uomo che mai e poi mai smette di sorridere»

L’articolo ricorda poi ai suoi lettori anglosassoni, per il pubblico ludibrio e comune sollazzo, le incredibili gesta del papi nazionale, concludendo sardonico:

«Voi potreste pensare che l’Italia sia l’amante di Berlusconi. (…) La moglie che non sa mai dove sia il marito, la fidanzata che consuma la sua esistenza aspettandone il ritorno, e lui che arriva in ritardo con uno e poi un altro regalino, come una collana o una farfallina in oro e diamanti. È il genere di relazioni nelle quali, se sei una donna, qualche volta puoi cadere (sedotta, abbandonata, dopo aver danzato sullo champagne in una sala sfarzosa) senza poter fare alcunché. Finché un bel giorno la nazione intera si sveglia e scopre che del Presidente è rimasta solo una traccia impressa nelle lenzuola. E scommetto che avrà lasciato una rosa, o forse un breve messaggio profumato con la sua acqua di colonia. Ma poi è tempo di alzarsi e vedi se c’è qualcosa per la colazione, ripensando alla notte prima. Allora il popolo italiano dovrà decidere se ha fatto l’amore o è stato semplicemente trombato.»

Sono grandi soddisfazioni.  Da andarci fieri!

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5 Risposte to “MI CHICO LATINO”

  1. Midhriel Says:

    Direi che GQ ha un quadro molto preciso e chiaro della situazione. Gli unici che si ostinano a non capire sono gli italiani, per i quali ancora sembra non essere arrivato il momento di svegliarsi e ripensare alla notte prima.

  2. Forse si tratta di una particolare forma di dipendenza compulsiva che affligge l’italiano medio… una sorta di “sexual addiction” applicata alla politica… che induce l’italiota a passare da un duce all’altro con perversa ciclicità.

  3. volevo scrivere anche io di questo, ma mi hai preceduto! Magari posto lo stesso e ti linko nell’articolo :)

  4. […] Sendivogius, che è arrivato prima di me a parlare di tutto questo e ha tradotto […]

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