Il Profumo dell’Ottimismo

 
Con considerevole ritardo, l’imperturbabile Giulio Tremonti ed il resto della banda di governo hanno finalmente scoperto l’esistenza della “Crisi”, dopo più di due anni trascorsi a negare pervicacemente l’evidenza, tra Finanziarie light e continui regali all’Italia che ruba.
Il Profeta dell’economia, quello che aveva previsto tutto e ancor meglio aveva capito, lo stesso che soltanto un mese fa negava con stizza ogni ipotesi di manovra correttiva dei conti pubblici, adesso ci annuncia la presentazione di una manovra aggiuntiva da 25 miliardi, con la consueta faccia di tolla da paguro pedemontano:

«Mai tagli al sistema previdenziale finché al Tesoro ci sarò io»
  (11/11/2009)

«Mi dispiace deluderla ma non ci sarà alcuna manovra aggiuntiva»
  (07/04/2010)

Poi, come sempre, ci ha ripensato…
D’altra parte, si tratta di una delle solite sterzate alle quali l’Ossimoro vivente ci ha abituati ormai da tempo, raggiungendo vette inarrivabili. La battuta sui condoni resta comunque storica:

«In Sudamerica il condono fiscale si fa dopo il golpe; in Italia prima delle elezioni; ma invertendo i fattori il prodotto non cambia: il condono fiscale è comunque una forma di prelievo fuori legge»

 (Corriere della Sera; 25 settembre 1991)

Nell’Italietta berlusconizzata di Re Silvio, i condoni invece si fanno prima durante e dopo, elevati a prassi sistematica nella finanza creativa dello schizofrenico ministro Tremonti: il Charles Manson degli eccidi contabili nella Family delle Libertà.

Pertanto, conclusa l’ultima tornata elettorale, si può anche macellare ciò che resta dello ‘stato sociale’, nel Paese dove chiunque non abbia una parentela di riguardo, viene sistematicamente lasciato indietro, magari con una inutile “social card” in tasca. Do you remember it?
In effetti, tra appartamenti regalati ai ministri a loro insaputa, appalti distribuiti in famiglia, spese gonfiate, festini hard, assunzioni collettive di amici e parenti, la recessione globale era davvero l’ultimo dei problemi ad impensierire l’intraprendente ministerume in carriera. Abituati ai Cinegiornali Luce dell’ottimo Scondizolini, dalle parti di Palazzo Chigi devono aver pensato che il modo migliore di affrontare la recessione globale fosse parlar d’altro, sfoderando le collaudate armi di distrazione di massa. E il giochino ha funzionato a lungo, finché il ‘profumo dell’ottimismo’ non è più riuscito a coprire l’olezzo insopportabile dei mercati in putrefazione.

Come i nostri lettori più affezionati sanno, solitamente stiliamo una sintesi periodica con le migliori dichiarazioni pubbliche del mese, la catalogazione delle quali non sfugge ad un annoso quesito: Cazzata o Stronzata?
Quello che vi proponiamo, è un imbarazzante ripasso per ricordare come la Crisi economica NON è stata affrontata…

La parola d’ordine è “ottimismo”. Piace ai politicanti, ma anche ai negrieri di Confindustria (sì, avete letto bene): i padroni assistiti con capitale pubblico, che molti si ostinano ancora a chiamare imprenditori.
Il 20 Aprile 2009, la banda al gran completo si riunisce a Cremona in una di quelle assemblee auto-celebrative, per incensare le magnifiche sorti progressive del Libero Mercato. Nell’incontro si parla di tagli alla spesa pubblica, agevolazioni fiscali per ricchi e ricchissimi, licenziamenti più facili per chi lavora, ulteriore riduzione di tutele e diritti per le maestranze. Giacché, come ricorda la stessa presidente di Confindustria: «Noi non vogliamo nessuna legge, nessuna rigidità. Non è nella logica che serve in questo momento».
En passant, si parla anche di crisi e recessione globale, per il futuro ludibrio dei posteri…
Ad aprire le danze è la presidente
Emma Marcegaglia, che gioca alla grande imprenditrice con la fabbrichetta di papà:

 «L’impressione è che, sia a livello mondiale sia italiano, ci siano alcuni segnali che il peggio l’abbiamo visto: non c’è più la caduta continua degli ordini e del fatturato. Il problema adesso è capire in quanto tempo torneremo alla crescita e probabilmente avremo ancora qualche mese difficile. Il nostro centro studi ritiene che nella seconda parte dell’anno, da luglio, ci possa essere qualche inversione di tendenza»

In attesa di capire su quale pianeta viva la Marcegaglia, ed al Luglio di quale anno si alluda, segue immancabile slinguazzata al governo amico, che tutto concede e nulla chiede:

«La crisi economica è stata complessivamente gestita bene, sia a livello internazionale che in Italia»

E in merito all’ennesimo condono edilizio, chiosa giuliva più che mai:

«Noi pensiamo anche che siano infondate le preoccupazioni per la distruzione dell’ambiente»

…Con tutte quelle noiose tutele ambientali e vincoli, che non portano quattrini in tasca.
Per una situazione sociale ed economica che sembra inesorabilmente avviata a riproporre come proprio modello ispiratore il Ventennio, a tali incontri non mancano mai i degni rappresentanti del nuovo Sindacato giallo, con la partecipazione straordinaria di CISL-UIL e la governissima UGL.
Il disponibilissimo segretario generale della CISL, Raffaele Bonanni, ringrazia commosso:

 «La fase più dura della crisi potrebbe essere passata come sostengono il ministro Tremonti ed i rappresentanti delle imprese»

Tuttavia, nella storica assemblea cremonese non mancano asciutte valutazioni sulla situazione della finanza globale. Per esempio, Corrado Faissola, presidente dell’ABI, rassicura tutti:

«C’è uno smorzamento della caduta. Nella situazione generale gli indici di peggioramento hanno smesso di peggiorare»

A ribadire meglio il concetto ci pensa Mario Draghi, governatore generale della Banca d’Italia, che tre mesi dopo (21/07/09) conferma:

«In Italia, il  progressivo peggioramento della congiuntura sembra essersi arrestato; vi sono alcuni segnali positivi. Trainata dalla ripresa mondiale l’attività produttiva tornerebbe a crescere nel corso del 2010»

E come non credere al solitamente prudente governatore, a libro paga delle agenzie di rating maggiormente responsabili della Crisi, quando pure il super-ministro Tremonti aveva profetizzato in precedenza, durante uno dei suoi soliti deliri mistici:

 «Il rischio di un’apocalisse finanziaria si sta riducendo (…) La paura di un crollo delle Borse e della finanza mi sembra finita e la gente ha tirato un respiro di sollievo perché è finito l’incubo degli incubi»
  (18/04/09)

Prima del ministro veggente, si era già espresso (il 25 marzo 2009) l’uomo col pullover, Sergio Marchionne, con tutta la modestia che contraddistingue il personaggio FIAT:

 

«Sono uno dei pochissimi che cerca di leggere nella sfera di cristallo e secondo me una gran parte dei problemi che hanno impattato sull’economia a livello globale si è già verificata. Il peggio della crisi è passato»

Del resto, come più volte spiegato dall’Imperatore in persona alla sua corte in perenne festa, la percezione della Crisi economica è legata ad un fattore psicologico. La perdita del posto di lavoro, lo sfratto, il pignoramento della casa perché non si hanno più soldi per pagare il mutuo… sono solo un’impressione effimera, generata dal pessimismo (sicura invenzione komunista). È solo un’illusione, perciò sorridi! Sei su scherzi a parte:

«Alle parti sociali che ho incontrato questa mattina ho detto che questa crisi economica ha come primo fattore quello psicologico. Ho detto tante volte, e l’ho ribadito anche a loro, che il fattore ottimismo è fondamentale per uscire dalla crisi: la gente deve tornare agli stili di vita precedente e deve rialzare i consumi. Anche perché la gente non ha motivi per diminuire i consumi. Bisogna far sì che prima di tutto il governo, e in secondo luogo tutte le organizzazioni internazionali contribuiscano a rilanciare la fiducia.
(…) Un giorno sì e uno no escono e dicono che il deficit è al 5%, meno consumi del 5%, crisi di qui, crisi di là, la crisi ci sarà per fino al 2010, la crisi si chiuderà nel 2011… Un disastro: dovremmo veramente chiudere la bocca a tutti questi signori che parlano, magari perchè di cose che i loro uffici studi gli dicono possono verificarsi, ma che così facendo distruggono la fiducia dei cittadini dell’Europa e del mondo.
(…) Bisogna chiudere la bocca a quegli organismi, anche internazionali, che continuano a diffondere dati in calo (…) insieme agli organi di stampa che prendono tutte queste posizioni insieme alle opposizioni, che danno degli incentivi alla paura che sono fuori dalla realtà.
(…) Agli imprenditori ho detto: minacciate di non dare la pubblicità a quei media che sono anch’essi fattori di crisi, perché la crisi a questo punto è eminentemente psicologica»

 Silvio Berlusconi
 (26/09/09)

Non contento della performance, l’8 Novembre 2009, il Giullare ribadisce il concetto:

«I segnali di ripresa ci sono e l’Italia è in pole position»

Be’ che dire?!? Almeno affonderemo ridendo.

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3 Risposte to “Il Profumo dell’Ottimismo”

  1. post lungo e molto interessante!

    –> Il cinegiornale Luce

    Bellissimo! Questa frase è un capolavoro… d’ora in avanti mi riferirò al Tg1 solo così :)

  2. Midhriel Says:

    Mantenere la memoria è importante, anzi direi che al momento è veramente vitale. Questi signori dovrebbero essere messi continuamente di fronte alle loro stesse parole e assumersene pubblicamente la responsabilità, invece tutto finisce come la polvere sotto il tappeto: un clamore al giorno serve appunto a questo, a nascondere la polvere e a sviare l’attenzione della gente.

  3. “Le parole sono pietre”… Con una simile abbondanza, sarebbe ora di tirargliele addosso.

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