Archive for the Stupor Mundi Category

INDEX MERDORUM LIBRORUM

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , on 15 maggio 2019 by Sendivogius

Per eccesso di ottimismo, pensavamo di aver raggiunto il fondo dell’abisso, nel deserto culturale di un degrado senza fine, con le terrificanti composizioni del Bambino Matteo.
Poi il Dibba, coi suoi imbarazzanti pensierini copiati dal diario di quinta elementare, ci ha dimostrato che si poteva scavare ancora più in fondo, con qualcosa di persino più imbarazzante.
Infine è arrivato LVI: un fenomeno chiamato Salvini, che non ci ha risparmiato le sue velleità letterarie, ma che ora rischia di essere travolto dalle strabordanti ondate di zelo apologetico dei suoi cortigiani in estasi mistica, su consustanziazione ducesca, per questo “condottiero dei tempi moderni adorato dalla gente” (di merda?). Almeno secondo la prosa folgorata sulla via di Predappio delle ispirate pompon girls, tirate su a fascio e sovranismo nella scuderia di quel faro delle libertà che è “Il Giornale”, mentre si sdilinquiscono con estatico fervore in ispirati panegirici di adorazione superomistica, per il semidio con la felpa: “un super eroe che combatte contro il male”O all’occorrenza un personaggio da fumetto: un “Clark Kent che di giorno è una persona comune e di notte si trasforma in un salvatore del mondo”. Ci mancava solo il bue e l’asinello, magari pure la stella cometa ad illuminare l’immacolato concepito, ed il miracolo è fatto.
Qui siamo su un altro livello, laddove il culto della personalità trascende i lirismi dell’aulica adulazione, per tracimare nella farsa più demenziale, ben oltre i limiti del grottesco.

«Il suo è il cognome più cliccato su Google in Italia: è l’uomo più desiderato dalle donne dello Stivale, anche, di nascosto, da quelle di sinistra, malgrado non abbia propriamente la faccia del latin lover

Ce da credere sia in grado di scatenare orgasmi multipli a distanza, con la sola imposizione dello sguardo!

«C’è chi pagherebbe oro per vederlo nella quotidianità della vita privata o solo per prenderci un caffè

Per tutti gli altri c’è il VinciSalvini. Il caffè lo offre LVI. Con 49 milioni di euro, se lo può permettere.

«Perché non è riuscito solo a portare il suo partito dalle misere percentuali di un tempo [?!] a quelle di una forza di governo stabilizzata e forte, ma ha toccato il cuore della gente, con quella naturalezza che solo chi parla senza aver paura di niente può avere. E i suoi alleati maggiori, spesso e volentieri, sono stati proprio i suoi difetti: quel non aver peli sulla lingua che non sempre paga ma che avvicina alle persone; quel suo prevaricare a volte il pensiero altrui per far emergere la giustizia

Qui lasciamo le elegie del pamphlet propagandistico, per entrare nel primo caso realizzato di libro-pompino.

«Perché di ingiustizie nella vita ne ha subite anche lui, sin da piccolo, quando racconta ironicamente cha all’asilo gli rubarono il suo pupazzetto di Zorro

Un immigrato clandestino di sicuro! E per lo choc è passato a giocare con la ruspa.
Attendiamo con trepidazione che anche Giggino Di Maio pubblichi un suo libro, per il suicidio collettivo degli editors in una tempesta di congiuntivi brutalmente seviziati, e allora davvero potremmo raggiungere vette mai sfiorate prima!

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Oro, Incenso, e MITRA

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , on 22 aprile 2019 by Sendivogius

Ma quant’è bellino il Capitano ogni volta che si tocca il pistolino in cerca di rassicurazioni, quando non si traveste da soldatino per sentirselo duro!
 Pare proprio un Breivik qualunque, mentre se ne sta tutto avvinghiato a qualche vecchio archibugio da sgrillettare in piena estasi guerriera, smanettando in giro i giocattoli scarichi che solerti trafficanti di armi amici suoi gli mettono in mano, alle convention dedicate per la promozione delle vendite, prima di lanciarsi come una ruspa sul buffet da grufolare in diretta facebook, per un trionfo di sughi colanti ad uso selfie.
Sorvoliamo sulla provocazione, velatamente minacciosa per intimidazione preventiva, che lo spin-doctor prezzolato a pubblici denari ha pensato bene di lanciare nel Giorno della Resurrezione, avendo compreso benissimo lo spirito pasquale (mentre in Sri Lanka si contano ancora i morti)…

Tralasciamo l’inquietante somiglianza con altre macchiette abborracciate, per analogie scenografiche che a quanto pare sfuggono alla macchina della propaganda leghista…E sorvoliamo pure sul patetico tentativo di accreditare la versione machista del “Capitano” in armi, pronto a scendere in guerra con lo scolapasta in testa, nella vana impresa di elevare il pupazzone armato ad icona-pop.
Uno così, con quella faccia da onanista compulsivo, al massimo può tirarsi una scarica di mitra sul piede, o mozzarsi una falange infilando il dito nel carrello di armamento, mentre imita i gangsta-rap allo specchio mascherandosi da sbirro; senza capire che per quanto grossa possa essere l’arma da brandire a mo’ di protuberanza fallica, ci sarà sempre qualcuno che avrà un pistolone più grande del tuo…
Uno così, nella trasparenza di come appare, si qualifica per ciò che è: un COGLIONE.
Evidentemente, il modello di riferimento che agita le fantasie armate di un Luca Morisi (il grande esperto di comunicazione) deve essere Al Capone.
Tuttavia, viste le frequentazioni del duce di ghisa, tra boss mafiosi, bancarottieri, ladroni conclamati, razzisti viscerali e vecchi arnesi del nazifascismo di ritorno, è lecito credere che il povero Alphonse potrebbe persino provare un qualche imbarazzo dinanzi ad una simile compagnia. Perché non si seppellisce la merda con il fango: la prima riesce sempre fuori, inconfondibile come l’odore.

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Come è umano LVI

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , on 26 marzo 2019 by Sendivogius

Anche se l’esecutivo giallo-verde(bruno) ci sta abituando a tutto, un Ministro dell’Interno che bullizza un ragazzino di 13 anni ancora non s’era visto mai.
È più forte di LVI… Se non rilascia almeno una stronzata al giorno su twitter, si sente male; va in crisi d’astinenza da ‘social’. E riesce a polemizzare persino con un ragazzino che pure ha contribuito a sventare una strage di massa di bambini, pur di galvanizzare i prepuzietti bianchi del Ku Klux Klan nostrano ed assecondarne gli istinti nazistoidi, nella consueta caccia allo straniero per la criminalizzazione dell’immigrato in quanto tale. Pare infatti che un membro della famiglia del ragazzo (dopo la gloria, lo sputtanamento), una dozzina di anni or sono, sia stato denunciato per furto. E oh mio dio!! Non sia mai!?! ‘Sto balordo non avrà mica rubato 49 milioni di euro?!?
Che poi la cittadinanza la dovrebbe concedere pure ai familiari. E tanto basta, dinanzi ad una simile orda barbarica, a terrorizzare la latrina fascista nella quale il duce di ghisa pesca a piene mani i suoi consensi.
Il ministro applica la Legge, tipo: rispettare il silenzio elettorale durante le votazioni; restituire i 49 milioni che il suo partito s’è fregato e fatto prontamente sparire all’estero; perseguire quella roba strana… com’è che si chiama? Ah sì! “apologia di reato”… quale ad esempio la ricostituzione del disciolto partito fascista, foss’anche del terzo millennio. Ed in genere un ministro dell’interno dovrebbe tutelare la privacy e l’incolumità dei suoi concittadini, anche quelli che non sbavano per lui su facebook, invece di additare e dare in pasto ragazzine adolescenti ai suoi squadristi digitali per lo stupro virtuale in effigie, essendo le due bimbe ree di lesa maestà per aver osato contestare in pubblico l’aspirante Mussolini della pedemontana. Ovvero, un frequentatore seriale dei neonazisti della curva affianco, salvo farsi tanta meraviglia quando scopre che si tratta di delinquenti comuni dediti allo spaccio organizzato di stupefacenti.
E poco importa se poi l’integerrimo ministro ha ‘ceduto’ (qualcosa ai pupazzi a 5 stelle doveva pur cedere), concedendo alfine la cittadinanza ad personam con riserva, facendo passare la sua malignità per magnanimità, non appena ha capito che anche in un paese incattivito come il nostro, fare lo stronzo ad oltranza non premia.

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MAN IN BLACK

Posted in A volte ritornano, Stupor Mundi with tags , , , , , , , on 11 marzo 2019 by Sendivogius

Il Capitano ha fatto il bucato. E al contempo ha ritrovato pure chi gli stira di nuovo le camicie.
Esaurito il guardaroba di divise riassemblate in un patchwork di mostrine, stellette, alamari, distintivi, gradi finti e patacche varie, tutte spillate assieme dall’Arlecchino padano che cambia uniformi con più frequenza delle mutande, dopo le orripilanti felpe con segnaletica stradale aggiunta, il ministro più travestito d’Italia, messo da parte il cop-fetish, declina verso il sobrio e sceglie finalmente la tenuta originale che più gli si addice, per la sua sfilata all’eterno carnevale. Poteva mancare dunque la mitica camicia nera, a suggellare la sua personalissima parodia mussoliniana, onde eccitare i nostalgici in polluzione necrofila per quell’altro attore consumato che era il Benito in orbace?!?
È che gli riesce proprio naturale, anche se deve ancora esercitarsi sulla mimica facciale e protendere meglio il mascellone volitivo,
affilando la faccia da deficiente spiritato, meglio se in pose fantozziane per cartoline ricordo con annessi “Bacioni!” e sditazzate di ‘Nduja. Di questo passo, ce lo ritroveremo presto a torso nudo sopra una trebbiatrice, o in canotta e pantaloni ascellari in groppa ad un cavallo bianco; meglio ancora se con uno scolapasta in testa, mentre inarca il grugno in avanti e fa la faccia cattiva, scattando selfie di profilo per le masturbazioni di gruppo al fan-club ‘sovranista’ dei suoi squadristi da tastiera.

Libidine pazzesca, per il nuovo sex symbol a mano armata, che tanto agita le fantasie erotiche delle leggendarie casalinghe di Voghera.
Non avrà lo stesso fascino della divisa, ma al ppoppolo piace! Eppoi è risaputo che il nero sfina gli obesi.

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Lui è peggio di me

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , on 15 gennaio 2019 by Sendivogius

Nel vuoto lunare di una piazza deserta, in diretta da Strasburgo, va in onda il siparietto demente dell’accoppiata comica peggio assortita del webbé, Dibba Er C’è (non ci fa) e Giggino (“prima-di-tutto”) ‘o Sarracino, rigorosamente su facebook (il palcoscenico digitale, prediletto da ogni cretino in cerca di visibilità), per la serie “i meravigliosi pupazzi animati della Casaleggio Associati”: un incrocio ibrido tra i Muppets ed i Teletubbies, dopo la performance non proprio riuscitissima sulla neve che sembrava una parodia di Filini e Fantozzi al dopolavoro aziendale.
Vedere Cric&Croc col loro ghigno perenne d’ordinanza, che concionano sulla chiusura del parlamento europeo a Strasburgo, aveva qualcosa di straniante ancor prima di inquietante: “Lo chiuderemo… è inutile… è una marchetta francese… non serva a nulla”…

Perché in genere è questo l’effetto che i parlamenti suscitano ad i profeti della “democrazia diretta”: non appena ne vedono uno, il loro primo pensiero è come eliminarli, nella distopia totalitaria della Piattaforma Rousseau. Ed uno sarebbe quasi tentato di rievocare l’incendio del Reichstag tedesco nel Febbraio del 1933, o lo svuotamento di altre aule sorde e grigie. Poi però guardando meglio i Mimì e Cocò di questa (ennesima) farsa all’italiana, al massimo viene in mente il duetto di Totò e Peppino in trasferta a Milano:

“Noio, volevam savoir. Dunque: noi vogliamo sapere, per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare?”

E prontamente suggerire loro la via a suo tempo già indicata da Beppone il Timoniere…
Che a cercarla, la strada la si trova sempre.

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La Città Pulita

Posted in A volte ritornano, Stupor Mundi with tags , , , , , on 6 gennaio 2019 by Sendivogius

Della Trieste supinamente redenta, e amministrata con cipiglio volitivo dal podestà Carlo Dipiazza, avevamo già avuto modo di parlare [QUI]. È l’altra opposizione, quella diversamente fascista, che a livello locale governa in pianta organica coi nazi-leghisti del duce di ghisa ed in parlamento ne sostiene le iniziative legislative dai banchi della ‘minoranza’ collaterale all’esecutivo.
Ed in tutta franchezza pensavamo che potesse bastare, non meritando la giunta triestina altro spreco del nostro tempo. Che di esemplari così la provincia italiana è piena: tutti più che mai ringalluzziti nel gran revival völkisch dei nostalgici del Ventennio.
Poi però ti imbatti nelle cacatine on line del leghista Paolo Polidori, che a Trieste fa il vicesindaco, e ti sovviene il sospetto (infondato per carità!) che se la madre degli imbecilli è sempre incinta, lo stronzismo diffuso e compiaciuto ne costituisce la misura della febbre sovranista…
Ecco, ad uno come Polidori, faccia da Richie Cunningham in “Happy Days” (ma molto più meschino), uno che prima di buttarsi in politica caricava i distributori automatici, dopo aver registrato la sua società di vending (ora si chiama così) in Croazia per non pagare le tasse in Italia, bisognerebbe spiegare (perché lui poverino a 54 anni proprio non ci arriva a capirlo da solo), che gettare via i miseri stracci che un senza tetto usa per cercare di scaldarsi dal gelo artico delle notti friulane, non è un atto di decoro ma un gesto infame, un maramaldeggiare (con soddisfazione!) sulla miseria altrui. Perché i “cittadini normali” queste cose non le fanno, nel malcelato auspicio che così il pezzente ignudo crepi assiderato, togliendo per sempre il disturbo, mentre magari si preoccupano moltissimo che nelle scuole sia presente il presepe tradizionale. Farsene pubblico vanto poi è cosa da perfetti stronzi. E siccome Polidori è un altro che se ne frega, provoca i “benpensanti” dimenticando per una volta di prendersela coi soliti “buonisti”. Poi però dinanzi alla giusta indignazione che le persone normali (e perbene) provano per l’appunto per un personaggio di tal fatta e col quale non vogliono essere identificati, l’ennesimo prepuzietto alla ribalta del KuKluxKlan nazileghista, come tutti i vigliacchi, ci ripensa… analizza l’eventuale dividendo elettorale, nella convinzione che per certa politica fare sempre lo stronzo ripaghi comunque… Si stupisce delle reazioni. E viste le quotazioni in ribasso improvvisamente la cosa gli frega eccome, ritirando subito il post demente da bullo vanaglorioso, almeno fino al prossimo delirio. Perché l’unica cosa di indecente a Trieste sono proprio i fascioleghisti, che grufolano con gusto e razzolano tra gli stracci, in cerca di voti dalle cloache più nere.

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L’Uomo che magna

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , on 27 dicembre 2018 by Sendivogius

Cosa fa un Matteo Salvini, quando non è troppo impegnato a produrre tweet seriali sulle gesta criminali (vere o presunte tali, non importa) di un qualche negro clandestino, da montare su come la maionese, per tener desta l’indignazione telecomandata dei cappuccetti bianchi del suo KuKluxKlan da cortile?!? Perché in assenza, qualsiasi altra stronzata andrà benissimo…

L’importante infatti è che un qualunque altro straniero ci sia e basti a fornire la quotidiana dose di razzismo sovranista da dare in pasto agli adoranti squadristi da tastiera, per il consueto rituale dei cinque minuti d’odio che accompagnano il linciaggio in effigie.
 Ecco, se non ci sono negri nei paraggi, Salvini magna! È un uomo che ha trasformato un atto naturale come il nutrirsi, in un’animalesca esibizione di sé e dei suoi appetiti da Pantagruel barbuto dei Navigli. E lo fa grufolando compiaciuto nella voracità famelica ed esibita con cui più che mangiare si avventa sul cibo, che ingurgita con platealità bulimica, quale metafora riuscitissima di un’insaziabile fame di potere. Senza più la sua Bella, resta solo la Bestia. Pare quasi di sentirne lo schiocco delle mandibole in movimento, mentre tutto sudaticcio afferra, azzanna e strappa bocconi di cibo, con l’unto che cola dalle fauci, le dita insudiciate che affondano nella frolla sfatta. Perché ci tiene a farsi vedere, mentre rumina e freme ad ogni morso; perso nell’orgasmo surrogato ed esibito della sua masticazione compulsiva, che precede il meteorismo gassoso di pasti mangiati troppo in fretta e digeriti male, fino all’inevitabile esplosione di peti in un fragor di scorregge incontrollate. Ma quelle (ancora) non le registra su facebook. Probabilmente le posterebbe anche, se avesse la certezza che facciano abbastanza “popolo”, ed abbiano un ritorno ‘social’, nella retorica abusata (e falsa) dell’uno di noi, mentre fotografa la portata del giorno (gnam! gnam!). In realtà, l’unico vero piatto forte è la pantomima imbastita a consumo di quei coglioni davvero convinti di chattare col Capitano, loro grande amicone di minchioni digitali, e non con un generatore automatico di post, che riassembla immagini e parole d’ordine (radical-chic… castrazione chimica… risorse boldriniane… i nostri figli… presepe… Ruspa! Prima gli italiani! La pacchia è finita!) a seconda del trend topic del momento. Gli slogan son sempre gli stessi e funzionano ad incastro; almeno finché il prodotto vende, solleticando il fascismo eterno degli italiani. Sarebbe questa la geniale macchina di propaganda di un maestro della comunicazione (!), alla base di uno straordinario consenso (?), stando almeno alla vulgata agiografica costruita attorno al personaggio che nel frattempo, scoperta una passione per le uniformi, ha dismesso le felpe per indossare divise, nel feticismo con cui riveste il suo ego da travestito della sicurezza.
Stavamo per dire che una risata lo seppellirà, ma forse l’afflosciamento del duce di ghisa sarà annunciato da ben altri sommovimenti intestinali…

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Missione compiuta

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , on 23 dicembre 2018 by Sendivogius

Volevano aprire il parlamento come una scatoletta di tonno e l’hanno trasformato in una scatola vuota: ignorato, umiliato, cassato, annullato, di fatto svuotato.
Esautorate le commissioni parlamentari da ogni loro prerogativa già prevista dalla “Costituzione più bella del mondo”, presentano la manovra finanziaria del 2019 fuori tempo massimo, confezionata in un unico maxi-emendamento, zeppo di refusi, senza che ci sia chiarezza sulle coperture contabili, e coi saldi di bilancio sballati, ma da approvare alla cieca così come arriva, senza alcuna possibilità di verifica o discussione. E questo dopo tre mesi di trattative segrete con la commissione UE, senza che il parlamento italiano ne venisse mai reso partecipe, bensì gestite dai tecnocrati del “governo del popolo” (i due tribuni s’erano improvvisamente eclissati) come se fosse una cosa tutta loro. E poco importa se le trattative in questione si sono alfine concluse in una resa incondizionata ai diktat di Bruxelles, come mai s’era visto prima d’ora, dopo tanta ammuina sovranista e spread mangiati a colazione.
Umiliato il Senato, svuotato di ogni sua funzione, impongono la fiducia ad un testo ignoto ma blindato, messo insieme alla male e peggio durante la notte, senza che nessuno abbia avuto modo di poterlo leggere prima, a parte la lista della spesa e la tabella sbagliata del sempre più imbarazzante Giggino, imprigionato in un social-loop di propaganda permanente, nell’enorme marchettificio clientelare messo in piedi dai manipoli gialloverdi. Per (non) tacere dei due duumviri che si fregano le zampe come due mosche, prima di lanciarsi sulla golosa abbuffata di merda.
È la “democrazia diretta” ai tempi del “governo della trasparenza”: quello delle dirette streaming, coi grulloidi pronti ad arrampicarsi sui tetti o organizzare picchetti autoconvocati a Piazza Montecitorio, per denunciare il “golpettino” in corso, soltanto un anno prima quand’erano opposizione; quando rivendicavano la “sacralità del Parlamento” contro ogni emendamento bocciato (adesso invece si nega la possibilità stessa che vengano presentati), pronti ad occupare gli scranni di governo ad ogni sussulto. Adesso che invece ci sono stabilmente seduti sopra, va tutto benissimo così.
Del resto, il nuovo corso era già stato anticipato da Davide Casaleggio, il figlio del Guru investito di poteri assoluti per successione dinastica, che in una delle sue allucinazioni condivise preannunciava il superamento della democrazia rappresentativa come inevitabile. Infatti, sancita l’inutilità del Parlamento, i deputati (o per meglio dire i “portavoce del popolo”) avrebbero in un prossimo futuro risposto direttamente alla sua “Piattaforma Rousseau”, elevata a fonte del diritto e di ogni altra legittimazione costituzionale, contro i “baroni dell’intellighentia” (!) delegando la democrazia alla “Rete”, cioè a lui stesso ed alla sua società informatica. Una roba che manco nei peggiori incubi di Orwell..!
Be’… il futuro è adesso. E già si preannuncia uno schifo.

La Repubblica degli Onesti

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , on 16 novembre 2018 by Sendivogius

Com’era quella storia delle cinque stelle del MoVimento, tra cui spiccava in bella vista lo stellone dell’Ambiente?!? Ah, sì! Era una roba del tipo:

“Le liste a 5 Stelle seguono il valore del rispetto dell’ambiente in ogni sua forma, come bene unico e fondamentale per la vita. Anche per le generazioni future.”

Non per niente, l’Ambiente è un tema da sempre caro al M5S, che ne ha fatto uno dei punti salienti del proprio programma, in una selva di principi che si accavallano tra di loro con un groviglio di rizomi, schiantati come la Foresta degli Stradivari ad Asiago, non appena si è avuta la possibilità di metterli in pratica al netto delle chiacchiere.

«Il primo principio introdotto è quello della SEPARAZIONE della TUTELA predisposta in favore delle RISORSE NATURALI dalla tutela della SALUTE UMANA e della qualità della vita, rendendo giuridicamente rilevante qualsiasi pregiudizio recato alle risorse naturali, indipendentemente da un danno, o da un grave rischio diretto di danno, alla salute dell’uomo, in linea con la nuova formulazione europea del danno ambientale; troppe volte il danno alla salute è stato misconosciuto e non è stato riconosciuto il valore intrinseco e strumentale delle risorse e si è consentito di proseguire a danneggiare l’ambiente, la salute e le filiere produttive con la scusante che non è ancora dimostrato il danno alla salute umana (con frequenti dimostrazioni a distanza di molti anni, durante i quali si è perpetrato il danno ambientale e alla salute umana stessa).
[…] Il secondo principio è quello di INNALZARE gli STANDARD di TUTELA e non il contrario.
[…] Una maggiore chiarezza nella programmazione e nella realizzazione degli interventi eviterà che il made in Italy alimentare prodotto in aree di grande pregio del nostro Paese possa esser messo in pericolo da contaminazioni importanti e possa compromettere la fiducia del consumatore sia italiano che estero

 (Dal “Programma ambientale” del M5S)

 Sarà per questo che con un emendamento presentato dai parlamentari Flavio Di Muro (Lega) e Gianluca Rospi (M5S), ed inserito nell’Art.41 del cosidetto “Decreto Genova” (quello che l’esultante ministro Toninelli ha scritto col cuore), viene decuplicata la soglia prevista per la presenza di idrocarburi nello sversamento di fanghi industriali, da utilizzare come “fertilizzante” nei terreni agricoli, che potranno essere concimati con una massiccia irrorazione di benzodiossine, idrocarburi policlinici aromatici, Toluene, Selenio, Berillio, cadmio, diossina… Si tratta di preziosi ingredienti che col loro importante apporto proteico contribuiranno ad arricchire la nostra dieta, contribuendo a migliorare la nostra salute. Giusto per innalzare gli standard di tutela del consumatore sia italiano che estero, senza danneggiare l’ambiente e le filiere produttive. Non per niente, il vero problema sono le scie chimiche nei cieli psichedelici del grillismo militante! 

“Il suolo è un bene comune, è il principale patrimonio naturale su cui l’Italia e l’Europa possono fare affidamento per il proprio futuro. Non possiamo più permetterci di perdere terreno. Il suolo è un laboratorio biologico straordinariamente diversificato composto da una immensa quantità di organismi dalla cui attività dipendono la produzione di biomassa, la catena alimentare e la biodiversità terrestre. Tramite le proprie capacità fisiche di filtrazione, di tamponamento e di trasformazione, agisce come barriera alla propagazione delle sostanze inquinanti nelle risorse idriche mentre assorbendo grandi quantitativi delle acque piovane funge da regolatore dei flussi idrici superficiali e di controllo degli eventi alluvionali. Il suolo è una parte integrante e insostituibile del capitale naturale del pianeta Terra e svolge un ruolo strategico per il mantenimento dell’equilibro dell’intero ecosistema. Un suolo di buona qualità è in grado di esplicare correttamente le proprie funzioni ecologiche, economiche, sociali garantendo la fornitura di peculiari servizi ecosistemici, ovvero i benefici che l’uomo ottiene, direttamente o indirettamente, dagli ecosistemi e necessari al proprio sostentamento.”

Poi si sa, la strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni… Il Governo del Popolo non sapeva in quale modo smaltire i fanghi di depurazione (e sgravare le aziende che li producono da ogni onere), che tanto valeva rivenderli come concime e disseminarli nei campi, reimmettendoli nella catena alimentare con una bella spruzzata di pregiata eau de fogneSai quella storia sulla “qualità della vita”?!?

“Quella contro i fanghi di depurazione è una battaglia nella quale sono personalmente impegnato sin dai miei primi anni da attivista del M5S.”
Danilo Toninelli
(14/10/2018)

E pensa te cosa di peggio avrebbe potuto fare il Concentrato, se non si fosse interessato al problema per tempo…
Per fortuna (sua) adesso Danilo Toninelli è ministro (eppoi dicono che i miracoli non esistono) e siede stabilmente al governo di altrettanti miracolati. Con tutto l’acume che lo contraddistingue, scambia la merda per cioccolata e vuole pure convincerci di quanto è buona dopo averla assaggiata.

Che c’azzecca poi lo spandimento dei fanghi col “Decreto Genova”?!? Si tratta di una di quelle questioni che è meglio non indagare, se non ci si vuole avventurare nel mondo dissociato del bispensiero grulloide. Non contenti, per arruffianarsi le cosche elettorali di Giggino ‘O Sarracino (e tutelare al meglio gli interessi di famiglia), gli ensiferi riescono ad infilare sempre nel decreto, che per tutto è pensato tranne che per Genova, un incredibile maxi-condono per Ischia che prevede la ricostruzione delle case abusive a spese dello Stato, salvo essere condonate dopo la riedificazione. Il surrealismo applicato alle categorie del cialtrone in politica.
Non per niente al contrasto dell’abusivismo edilizio il programma ambientale del M5S dedicava un intero paragrafo, in un pippone di vibrante indignazione legalitaria:

«Dal primissimo abusivismo di “necessità”, quello di un paese povero che faticava a diventare moderno, siamo passati attraverso tre condoni di Stato a “premiare” chi ha infranto qualunque regola, distrutto il paesaggio, devastato il territorio e un settore economico, fino ad arrivare all’abuso di stato nel 2009 il governo Berlusconi annuncia infatti il “Piano Casa” con cui si possono aumentare i volumi degli edifici a prescindere da qualsiasi regola urbanistica. Secondo i più recenti dati Istat, la dimensione del fenomeno dell’abusivismo edilizio in Italia raggiunge, anche proprio grazie alle manovre legislative del condono edilizio, dimensioni che non hanno riscontro nelle altre economie avanzate: fino a 60 edifici su 100 in alcune regioni del Sud. La crisi delle costruzioni non ha in alcun modo fermato lo sviluppo dell’edilizia illegale, anzi, ne ha accresciuto il peso.
[…] L’aggiramento delle regole urbanistiche, sostanzialmente un’altra faccia del sommerso, raggiunge l’apice al Sud. Tanto che l’Istat si spinge fino a denunciare “una deriva pericolosa verso situazioni di sostanziale irrilevanza della pianificazione urbanistica”.
[…] L’abusivismo oltre ad una piaga per il territorio significa anche minore sicurezza per i cittadini ed economia in nero: l’abusivismo edilizio si incrocia con il ciclo del cemento illegale e con la malavita organizzata, ed è favorito dalla crisi economica. Le demolizioni, a differenza dei condoni edilizi, sono la più efficace forma di prevenzione e dissuasione del fenomeno

Poi per fortuna a ripristinare la legalità è arrivato il “Governo del cambiamento”, che più che altro sembra una brutta copia in camicia nera degli esecutivi democristiani di Mariano Rumor, ed ha il suo punto di forza sul matrimonio di interessi col più vecchio partito della politica italiana, che abbandonate le velleità secessioniste adesso ammicca apertamente ai nostalgici mussoliniani, dopo l’alleanza organica con gli amici sansepolcristi di Casa Pound.

Ma all’occorrenza può contare in Parlamento sulla benevola astensione di Forza Italia coi suoi ultimi papiminkia e l’appoggio supplementare dei Fascisti d’Italia intruppati dietro Giorgetta Meloni, la pancetta nera della Garbatella. Li chiamano “sovranisti” e sono l’ennesima porzione di nuovo che avanza.

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IO PRETENDO!

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , on 23 settembre 2018 by Sendivogius

Non si capisce bene perché gli 80 euri di Renzie erano una mancetta elettorale, mentre 800 euro distribuiti a pioggia ad una pletora di fancazzisti professionisti, non residenti inclusi, siano invece un fondamentale principio di civiltà e non la più grossa compravendita elettorale che si ricordi dai tempi della congiura di Catilina. Se poi mancano le coperture fiscali, se non ci sono i soldi, che problema c’è? Basta fabbricarli la notte, magari con la stampante 3D di Beppe Grillo; oppure invocare la moltiplicazione dei pani e dei pesci, aspettando il miracolo.
A ben vedere, Cetto La Qualunque è stato un precursore…

Pretendo che il ministro dell’Economia di un governo del cambiamento trovi i soldi per gli italiani che momentaneamente sono in grande difficoltà.”
Luigi Di Maio
(18/09/18)

In fondo si tratta solo di dieci miliardi, giusto l’importo di una manovra finanziaria. Che vuoi che siano mai?!? I ministri dell’economia che si sono succeduti negli ultimi 30 anni erano tutti coglioni. Pensa te! Sempre lì con quelle facce da funerale, a tirar di conto col pallottoliere, tagli su tagli, a far incazzare gli italiani, coi partiti politici impiccati all’albero del rigore, e perdendo milioni di voti, quando la soluzione era proprio dietro l’angolo, a portata di click.

Bastava “pretendere”. Perché se Giggino pretende, un “ministro serio” i soldi li trova. Anzi, ‘DEVE’ trovarli! E che ci vuole a mettere insieme un po’ di cucuzzoni, per comprarsi il voto degli Sdraiati?!? Cosa saranno poi mai dieci e passa miliardi?

“Facemo mille petecchioni, e contenti li sapienti e li minchioni!”

Ora, non sappiamo se il ministro Tria si sia armato di vanga e se ne vada in giro a scavare buche, insieme ai tecnici ed ai dirigenti del suo dicastero, sperando di trovare il Pozzo di San Patrizio, per una grande caccia organizzata al tesoro. Sennò Rocco Casalino li caccia via lui i “pezzi di merda” (giusto a proposito di equilibrio dei poteri e rispetto istituzionale). Poco importa se questi possiedono una laurea (vera) ed hanno superato un regolare concorso pubblico, al contrario del palestrato frocione venuto dal “Grande Fratello” (omen nomen).

Alludiamo al puparo della Casaleggio Associati inviato a controllare ed imboccare il pupazzo Conte: primo caso italiano di sockpuppet diventato premier (fantoccio) in un governo di portavoci.

Questo avviene quando Casalino non è troppo impegnato a lanciare messaggi di intimidazione para-mafiosa alla libera stampa. Intendiamoci: non c’è niente di fascista in tutto questo. Il fascismo storico i giornali non li chiuse mai del tutto; si “limitò” ad azzittirne le voci critiche, a censurarne gli articoli sgraditi, sequestrarne le copie, e devastare le tipografie. Quello che voleva era in realtà un coro ossequioso che declamasse all’unisono i peana di regime, intravedendo i vantaggi di un’orchestra allineata agli ukase di governo. Il M5S è oltre. Per la Setta digitale infatti non c’è spazio per i media: i giornali (tutti) devono sparire, preferibilmente entro il 2027 secondo le profezie dei Casaleggio. Bastano i meme sparsi in giro dagli AttiVisti (fate girare!) e le notizie filtrate dall’ufficio propaganda di una nota agenzia privata di Milano (no, non è la Stefani), per fare “informazione”… di regime.
Eppoi, se Giggino O’Sarracino pretende… allora pretendete pure voi. Non è forse sacra la volontà del popolo?!?
Io pretendo di avere diecimila euro al mese e starmene a casa a non fare un cazzo, invece di alzarmi alle 5,00 del mattino smazzandomi per una manciata di euro. In fondo, se un Rocco Casalino ne guadagna 170.000 all’anno per dire cazzate, non vedo perché non possano averne tutti.
Pretendo di trombarmi le più belle donne del pianeta. Mi sembra una richiesta legittima ed una giusta rivendicazione contro la discriminazione sessista.
Pretendo di rimanere sempre giovane e bello. Perché infatti uno dovrebbe accettare passivamente la tirannia del tempo che passa?
Pretendo che sia natale tutto l’anno. E dovete farmi il regalo. Lo pretendo!
Pretendo che il sole giri attorno alla Terra.
E non so… qualsiasi altra cosa mi passi per la testa… Io la PRETENDO!!!
Altrimenti l’è tutta una cospirazione della Ka$ta!!1!.
Un bambino viziato pretende. Batti i piedini. E strepita finché non ottiene per sfinimento ciò che sarebbe impossibile avere. Poi per fortuna si cresce, con l’eccezione di qualche egocentrico deficiente che crede davvero il mondo funzioni così e che tutto gli sia dovuto per grazia ricevuta.
A volte, la soluzione è rimanersene defilati, starsene dietro, aspettando pazientemente che il fiume faccia il suo corso…
Di solito certe attese non vanno mai deluse.

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