Archive for the Stupor Mundi Category

Cicciobello Rock

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , on 16 agosto 2018 by Sendivogius

«Oggi al dolore per quanto accaduto a Genova si è aggiunto un grande sconforto. Perché almeno io ancora mi ostino a credere che di fronte alle tragedie un paese dovrebbe unirsi, che le sentenze le emanano i magistrati, che la propaganda almeno per qualche ora di fronte alla morte dovrebbe fermarsi. Ma evidentemente non è più cosi. Da ieri è iniziato un incredibile susseguirsi di dichiarazioni fatte a casaccio con l’unico obiettivo di indicare colpevoli su cui scaricare odio. Dichiarazioni fatte da chi avrebbe la responsabilità istituzionale di rappresentare il paese tutto, soprattutto in momenti drammatici come questi e invece vuole solo alimentare lo scontro politico. Nello stesso tempo qui sui social è partita la consueta batteria di notizie false, di sistematica e violenta diffamazione.
Foto false, ricostruzioni false, accuse assurde condivise e lette da centinaia di migliaia di persone. Possiamo far finta di credere che si tratti di singoli invasati, ma non è così. È la solita rete di pagine e profili unofficial che sostiene e alimenta la propaganda più becera di alcune forze politiche.
E così anche decidere per 24 ore di rimanere in silenzio per rispetto del dolore di una città e di chi rischiava tutto per salvare vite umane fa pagare un prezzo, perché lascia il campo libero a chi usa questi strumenti indecenti.
Non so, forse la politica sta davvero diventando questo e sono io che sono obsoleto. Forse ormai si può solo puntare sull’odio e sulla rabbia, forse per vincere bisogna inquinare il dibattito pubblico, sporcarlo, avvelenarlo.
O forse no. Forse è ancora possibile ricostruire rifiutando questo schifo; non usando le loro parole, i loro strumenti, la loro meschinità. Non inseguendoli su un terreno che non potrà mai essere il nostro, non accettando di dover diventare come loro.
Proviamoci davvero, farà bene a noi. E un po’ anche alla qualità della nostra democrazia

Matteo Orfini
(15/06/2018)

Tutto molto bello e condivisibile, al netto dei troppi bla-bla-bla. Poi però in meno di dodici ore ci ripensa, e giusto per non “inquinare il dibattito politico” in ossequio allo spirito unitario che segue la tragedia, eccolo che si lancia subito in una polemica gratuita (che tanto va di moda), contro il solito Matteo Salvini, vicepremier e Ministro dell’Interno, colpevole di non cospargersi il capo di cenere e farsi immortalare contrito nel lutto, dopo aver interrotto l’ennesima comparsata elettorale. Perché l’altro Matteo, Orfini, è diverso… Lui è superiore a certe miserie; è “obsoleto” (come un rottame) e a questo “schifo” proprio non vuole essere associato. Mica usa gli stessi strumenti (persino più beceri) e la stessa “meschinità”…

«“I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore” recita la Costituzione. Le immagini di Salvini che festeggia in ore drammatiche per Genova sono uno schiaffo al dolore del nostro paese e la negazione di quel principio
Matteo Orfini
(16/08/2018)

E manco fosse stato un rituale orgiastico!

Al contrario, immaginiamo che un Matteo Orfini, non appena appresa la notizia del disastro, abbia subito intrapreso un percorso di digiuno e meditazione, per solidarietà con le vittime, chiudendosi in lutto strettissimo, mentre sulla sua pagine facebook ci propone la diretta no-stop della festa della defunta “L’Unità”, nell’atto ludico di necrofilia condivisa. Orfini infatti non fa “propaganda becera”, ed anzi si preoccupa di contrastare l’odio montante sui social, alimentata da “foto false, ricostruzioni false, accuse assurde” (lo sa lui di che va frignando)… se non fosse che i “colpevoli su cui scaricare odio” (?) sarebbero “Autostrade per l’Italia” del Gruppo Atlantia: la famiglia Benetton, per intenderci, quella dei colori uniti, che si è assicurata una concessione praticamente perpetua, a condizioni spesso vantaggiosissime, con una serie di clausole segrete ed emendamenti confezionati ad hoc per garantire la rendita di posizione del cartello dei concessionari, in regime di sostanziale monopolio. Ora, dinanzi a 40 morti, ricercare le responsabilità non è scaricare odio. Se poi uno è pure un po’ incazzato con chi avrebbe dovuto garantire la sicurezza, e con ogni evidenza non l’ha fatto (o il ponte starebbe ancora in piedi), crediamo sia una reazione legittima. Delle ripercussioni in Borsa e del crollo dei dividendi azionari di Atlantia e della Famiglia Benotton, che coi morti ancora da seppellire si preoccupano degli azionisti, mica delle vittime, in tutta franchezza NON ce ne frega una cazzo! Strano invece la cosa sembri interessare al partito bestemmia, sempre così sensibile ai problemi del padronato… Perciò tranquilli, che il regalino i vari Gavio, Toto, Benetton se lo sono fatti da soli [QUI].

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Mala Tempora

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , on 29 luglio 2018 by Sendivogius

Forlì… Vicenza… Napoli… Caserta… Latina… Roma… Firenze… Rosarno…
La stagione venatoria è aperta. Pare infatti che la caccia al negro stia rapidamente diventando lo sport preferito degli sbianchettatori etnici e difensori della razza, che per il momento devono ancora accontentarsi delle pistole ad aria compressa, in attesa di potersi comprare (e possibilmente usare) senza troppe difficoltà un’arma vera.

Forse perché dopo mesi di propaganda terroristica e rancori ampiamente rimestati, il veleno inoculato dagli apprendisti stregoni comincia a fare il suo effetto, nel corpo debilitato di una nazione infettata dal virus del “populismo sovranista”. Un tempo lo si sarebbe chiamato “fascismo”, ma oggi si usa definirlo così, sovranismo, pensando che la merda abbia un odore diverso se la si chiama con altro nome.

Magari perché ‘qualcuno’… per meri interessi di bottega elettorale… ha dato implicitamente ad intendere che ci si potesse togliere certi “sfizi”, per una maggiore comprensione del fenomeno, in considerazione del nuovo corso inaugurato dall’ennesimo “governo del cambiamento”…

E per questo si impegna ad armare con facilità ogni psicotico mentalmente disturbato che ne faccia richiesta e che evidentemente ha inteso il principio della “difesa (preventiva e illimitata) sempre legittima“, col concetto del ti posso sparare quando voglio

Comunque sia, nell’Italietta autarchica e dei crocifissi branditi come martelli, il numero crescente dei negri sparati non fa nemmeno notizia. Certamente non increspa il faccione sorridente del Fouché prestato al Viminale, il quale ancora non ha capito la differenza che intercorre tra un Ministro degli Interni ed un ministro di polizia. E infatti non ha trovato nulla da ridire; non una parola, nella pioggia di commenti, sfottò, provocazioni, e menù del giorno (Gnam! Gnam!), coi quali ingolfa quotidianamente l’etere dal suo profilo twitter. Ma qui parliamo di uno che, totalmente ignaro del proprio ruolo istituzionale, passa il grosso del suo tempo ad insultare e dileggiare i 4/5 degli italiani che non l’hanno votato, come un qualsiasi capo-squadrista miracolato al governo dopo la Marcia su Roma.

D’altronde, Lui è uno che “parla da papà”, rispolverando un certo paternalismo d’antan, che gli spin-doctor ritengono possa fare breccia su un elettorato prevalente di nonni ed anziani, credendo  siano tutti dei vecchi rincoglioniti nostalgici di Benito buonanima.
Fortuna che a mitigarne gli eccessi, fermo nel suo centro di irrilevanza permanente, c’è il cugino trasparente dell’Uomo invisibile: tal Giuseppe Conte, provvisoriamente dimenticato come soprammobile alla Presidenza del Consiglio, che invece si definisce il “pater-familias dello Stato” (sic!). Abbiamo perso per strada il papi della patria, ma ci guadagniamo un “papà” ed un “pater” (due al prezzo di uno!).
 Dall’altra metà dello stesso cielo, abbiamo invece un vecchio riccone 70enne che campa di rendita da una vita, mentre parla di frugalità e si atteggia a S.Francesco, blaterando di “democrazia diretta”: ovvero 20.000 “utenti certificati” che sparano cazzate in un’indistinta cacofonia on line, discettando di leggi, incarichi e nomine, eppoi si limitano ad approvare le decisioni di un fantomatico “Staff” della Casaleggio Associati, in plebisciti bulgari a colpi di clic, su una piattaforma informatica gestita direttamente da una società privata. Per questo è alleato organico di governo con un partito di estrema destra, esplicitamente pervaso da venature neo-naziste che non si preoccupa nemmeno più di nascondere. E se il suo socio in affari, Casaleggio jr, sostiene che il parlamento è inutile (la Camera dei Fasci e delle Corporazioni potrebbe essere un’ottima alternativa), l’e_guru afferma che le elezioni vanno eliminate, o al massimo sostituite dall’estrazione a sorte del primo idiota utile, che non risponde al popolo ma alla “Piattaforma Rousseau” (peggio di Orwell!). Perché la “democrazia è superata”. La dittatura invece è tornata di moda!

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Lo Stato Nuovo

Posted in Masters of Universe, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 6 giugno 2018 by Sendivogius

Lo Stato riprende i suoi diritti, e il suo prestigio, come interprete unico e supremo delle necessità della società nazionale. Il popolo è il corpo dello Stato e lo Stato è Io spirito del popolo. Nel concetto fascista il popolo è Stato e lo Stato è popolo.”

(Discorso pronunciato dal Duce alla Seconda Assemblea Quinquennale del Regime – Roma, 18 Marzo 1934)

Che un Presidente del Consiglio, abusando delle sue prerogative, usi il potere esecutivo come un grimaldello, per accentrare sul governo ogni altra funzione e scardinare il Parlamento, la scatoletta di tonno da aprire e presumibilmente papparsi (e cosa resta poi se non una scatola vuota?!?), non sarebbe certo una novità.
Tuttavia, che un premier appena designato, nel giorno stesso del suo insediamento davanti alle Camere, rivolga minacce larvate ai parlamentari che osano interrompere l’annunciazione del Bengodi venturo, Lui che eletto non è (e che deve la sua nomina ai casting della Casaleggio Associati), è una cosa che in Italia non s’era più vista almeno dai tempi del “Discorso del bivacco” di Benito Mussolini.
Come suo primo esordio al Senato, l’avvocato nonché amico del popolo (l’ultimo prima di lui era finito accoltellato in una tinozza, corroso dalla rogna) preannuncia la nuova concezione della Giustizia riformata a cinque stelle, basata sulla delazione e l’utilizzo massiccio di agenti provocatori (una via di mezzo tra Stalin e la Santa Inquisizione).

Allo scopo, individua nel “conflitto di interessi” il generalissimo concetto sul quale fondare la propria azione inquisitoria, per una definizione talmente vaga da essere onnicomprensiva nella certezza della punizione, attraverso il castigo dei peccatori che non aderiscono al Sacro Verbo…

Rafforzeremo la normativa attuale in modo da estendere le ipotesi di conflitto, fino a ricomprendervi qualsiasi utilità, anche indiretta, che l’agente possa ricavare dalla propria posizione o dalla propria iniziativa. Occorre rafforzare inoltre le garanzie e i presidi utili a prevenire l’insorgenza di potenziali conflitti di interessi“.
(Giuseppe Conte. 05/06/2018)

Ma è rivolgendosi alla Camera dei Deputati che l’onorevole presidente del consiglio, non eletto, e decisamente poco avvezzo alla dialettica parlamentare, supera se stesso:

“Anche i vostri tentativi di interrompermi dimostrano che ognuno ha i suoi conflitti”
(06/06/18)

Per la proprietà transitiva del sillogismo, ne consegue che i parlamentari (e senatori) di minoranza sono tutti colpevoli fino a prova contraria, in quanto apportatori di un peccato originale, estensibile a discrezione del premier (e della maggioranza), e potenzialmente perseguibili su un’ipotesi di reato indefinita.
Graziosamente, l’aspirante Re Travicello in balia dei suoi due ingombranti dioscuri per il momento ha concesso di “rispettare le opinioni dissenzienti e contrarie” che si leveranno dagli scranni di quella che Giggino ‘O Sarracino ha definito la “cosiddetta opposizione”. Così parlò Di Maio, che evidentemente di opposizione ne ha in mente una tutta sua, ora che si è autoproclamato “Stato” (dal Re Sole al re sòla), imbalsamato nella paresi facciale del suo eterno sorriso da pupazzo animato.
È solo un piccolo assaggio in fieri di quello che Danilo Toninelli, più ispirato del solito, ha definito “stato etico”; ovvero, secondo Giovanni Gentile, la forma più compiuta e riuscita dello Stato fascista.

«Lo Stato fascista è Stato popolare; ed in tal senso Stato democratico per eccellenza. Il rapporto tra lo Stato e non questo o quel cittadino, ma ogni cittadino che abbia diritto di dirsi tale, è così intimo che lo Stato esiste in quanto e per quanto lo fa esistere il cittadino

Giovanni Gentile
“Che cosa è il fascismo”
Vallecchi Editore
Firenze, 1925

Ora, qui siamo ben oltre la farsa che segue alla tragedia: paragonare al fascismo un falsificatore curriculare pescato dal cilindro magico della Casaleggio Associati (giusto a proposito di conflitto di interessi)… un Rocco-Tarocco coi capelli laccati col lucido da scarpe, che si perde i fogli durante il discorso di insediamento, e non si ricorda manco il nome di Piersanti Mattarella (quando si dice senso delle Istituzioni)… ed il cui governo probabilmente non arriverà a Dicembre… conferirebbe uno spessore drammatico che il Governo Conte certamente non ha, essendo nient’altro se non l’ennesima parentesi comica che questo Paese ogni tanto si concede, tra una crisi e l’altra, con troppa leggerezza, affidandosi fideisticamente ad imbarazzanti pagliacci senza altro requisito se non la loro garrula inconsistenza.
Figuriamoci un Danilo Toninelli che si fa i selfie per far vedere ai suoi followers quanto è concentrato!
O un Luigi Di Maio che sembra la parodia ignorante di Dentone
O Roberto Fico che assomiglia al gemello elegante di Manuel Fantoni
Per non parlare del “Mussolini di ghisa” ed i suoi camerati in camicia verde: quello che da secessionista per l’indipendenza della padania s’è reinventato sovranista. Ed in qualità di vicepremier (!) nel bel mezzo della presentazione del programma di governo scappa via, perché ha l’ennesimo comizio da fare.
È la “rivoluzione” ai tempi del “governo del cambiamento”, per un’altra bella infornata di nuovo che avanza.

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FOLKLORE

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , on 16 febbraio 2018 by Sendivogius

Parkland, Florida, considerata una delle città più sicure d’America, almeno fino a quando il mattoide di turno non ha fatto irruzione nel liceo locale per l’ennesimo safari, in una di quelle mattanze fatte in casa alle quali gli americani ci hanno abituati ormai da tempo; a tal punto da non fare nemmeno più notizia, tante sono le stragi di massa nel paese più armato al mondo e più di tutti ossessionato dalla sicurezza. Un paese dove ormai è quasi impossibile fumarsi una sigaretta in santa pace (il fumo uccide!), ma puoi comprarti senza troppi problemi un fucile calibro 50 nell’armeria più vicina.
Identikit dell’ultimo sparatore: “nazionalista bianco”, filo-nazista, “difensore della razza bianca”, islamofobo, razzista, feticista delle armi, sociopatico paranoico.
Praticamente, a dir male, è la descrizione dell’elettorato preferito da un Matteo Salvini; lo stesso verminaio che il grasso citrullo della pedemontana va coccolando (e fomentando) da mesi, per un pugno di voti in più. In fondo, si tratta solo di folklore.

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Scacco Matto

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , on 15 novembre 2017 by Sendivogius

Sinceramente, abbiamo perso il conto delle disfatte. In tre anni, questo coso buffo ha perso tutto quello che poteva perdere. Anche laddove pareva impossibile, per un numero di disfatte da guinness dei primati, che avrebbero stroncato la carriera politica di qualunque segretario di partito. Ma non certo Lui: il Tavecchio stravecchio del partito bestemmia, inamovibile ed irremovibile, a prova di dimissioni ed in dissociazione permanente da ogni principio di realtà nel suo cialtronismo siderale (che i coprofagi più affezionati chiamano “carisma”), mentre lievita nel suo flaccidoso sex appeal di pachiderma in agonia.

È un fenomeno mitologico (oltreché clinico) dalle dimensioni bibliche. Tanto che per il suo orripilante partito, plasmato ad immagine e somiglianza dello “statista” di Rignano, questi s’è rivelato più catastrofico delle dodici piaghe d’Egitto, in un disaster movie da record, mentre corre verso il nulla della dissoluzione a bordo del suo treno fantasma…

GHOST TRAIN
di Alessandra Daniele
(12/11/17)

 «Matteo Renzi è politicamente morto, almeno dalla disfatta referendaria dell’anno scorso.
La politica italiana però è sempre stata Zombieland, quindi il Cazzaro resiste ancora caparbiamente aggrappato al poco potere che gli è rimasto.
Renzi è la cosa peggiore che sia capitata al PD dalla sua fondazione – e ce ne vuole – eppure il PD non riesce a liberarsene.
Dopo aver schiantato il suo partito contro un muro almeno una decina di volte di seguito, ogni volta Renzi è riuscito a strisciare fuori dalle lamiere contorte per tornare a sparare le sue cazzate in Tv come se niente fosse successo.
Da una settimana i renziani non fanno che inventare scuse per l’ennesima sconfitta: il voto disgiunto, i sondaggi clandestini, gli scissionisti, le cavallette, tutto pur di continuare a negare l’evidenza, di non ammettere che gli elettori del PD non lo votano più perché disgustati dalle politiche reazionarie e criminali, dai candidati incapaci e corrotti, dall’ottusa arroganza del leader.
Meteor Renzi, che doveva essere per il PD l’ultima speranza di salvezza, s’è rivelato un Extinction Level Event.
La parabola del cosiddetto centrosinistra però non è stata soltanto fallimentare, è stata teratogena.
I mostri fasciomafiosi che oggi addita inorridito li ha prodotti, consegnando intere classi sociali, intere generazioni all’abbrutimento del darwinismo sociale mercatista.
Il centrosinistra non può invocare, non merita, e non riceverà nessuna solidarietà nazionale contro una deriva nera di cui è il primo responsabile.
Il treno elettorale renziano è costretto a viaggiare in incognito, senza comunicare l’itinerario e le tappe, nel patetico tentativo di sfuggire alle proteste inferocite che incontra ad ogni fermata.
È un treno fantasma.
Un Disorient Express perso nella notte dei morti viventi.
Perché sospettare brogli, perché meravigliarsi che il PD risulti il più votato dai novantenni in coma?
È il partito che li rappresenta meglio.
D’altronde, perché stupirsi che uno dei candidati sostenitori dell’onesto Musumeci sia stato arrestato per evasione fiscale il giorno dopo essere stato eletto?
Berlusconi, leader e demiurgo dello schieramento che ha eletto Musumeci, è condannato in via definitiva per frode fiscale, con tanto d’interdizione dai pubblici uffici.
Per Berlusconi però il Laboratorio Sicilia ha funzionato come quello di Frankenstein.
Dopotutto “Non è morto ciò che in eterno può attendere, e col passare di strane ere, anche la morte muore”.
E questa è sicuramente una strana era

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QUOTE NAZI (II)

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , on 30 settembre 2017 by Sendivogius

Qualità esponenziale dell’imbecille è la persistenza con la quale ripropone se stesso, nella bulimica contemplazione di sé. Innanzitutto perché l’imbecille ha una presunzione smisurata; non conosce vergogna, né il valore della prudenza. Straparla, quando sarebbe più utile un salutare silenzio; tanta è l’ansia di imprimere nel mondo il passaggio della sua flatulenta esistenza. E questo proprio perché l’imbecille ha una considerazione spropositata di se stesso, nell’intima convinzione di essere predestinato a grandi cose. Solitamente non ne realizza nessuna, ma riesce a far parlare di sé. Scambia la reiterazione della sua minchioneria per un valore aggiunto. Si agita in continuazione. E nei casi di maggior rilievo passa per essere un coglione. Il problema è che se ne compiace, soddisfatto com’è dal successo di un siffatto riconoscimento pubblico, che confonde con la notorietà. Ha pochissime idee… Ed è ciò che lo contraddistingue dal deficiente, il quale invece non ne ha nessuna e guarda estasiato all’imbecille, che lo sovrasta di una mezza spanna. Ovviamente, vivendo di sole certezze, non ha alcun bisogno di confutarle, anche perché il dubbio lo terrorizza. E niente destabilizza di più l’imbecille se non l’apparire inoperoso agli occhi dei deficienti, che ne costituiscono la platea privilegiata di riferimento, per riprecipitare nell’anonimato da cui si è faticosamente elevato. Quindi si impunta. E’ irremovibile nelle sue convinzioni, che trovano nell’ossessività il loro tratto distintivo. La sua dimensione ideale è la crociata e la figura di merda ripetuta nel tempo il risultato più rilevante che riesce a raggiungere.
Camicia verde d’ordinanza, espressione sprezzante allo tombola di paese e sguardo allucinato alla Verzeni, postura volitiva del celodurista da viagra, ritorna alla carica il Podestà di Pontida, nella sua lotta ad oltranza contro negher e buson, che tanto fanno vibrare l’amigdala rettiliana di certi esemplari, nella tutela del “nucleo familiare naturale”.
Ai Castiga-froci della pedemontana, tanto devono esserne terrorizzati, mettendo in dubbio la loro certezza di ‘genere’, non bastavano i parcheggi riservati per le neo-mamme di pura razza alpina (e rigorosamente residenti), con la specifica di essere individui umani con sesso femminile e in fase di puerperio. Avete mai visto voi, individui disumani di sesso maschile incinta?!? A parte ovviamente il podestà verde-camiciato, dopo una seduta comunale nell’avito di Borgo Citrullo e tre o quattro damigiane di moscato corretto al metanolo ad ispirarne le delibere e sformarne il ventre.
 Ultima disposizione fresca di giunta è la cancellazione della Ta.Ri (la tassa sui rifiuti), alle coppie regolarmente sposate secondo “matrimonio concordatario” e con “figli legittimi”. La disposizione è quella del 1929, ai bei tempi del duce. Tutte le altre integrazioni legislative sul diritto di famiglia, occorse negli ultimi 90 anni, sono escluse. Sorvoliamo sul fatto che la normativa del sindaco castigafroci violi una mezza dozzina di leggi nazionali, un paio di articoli della Costituzione repubblicana; reintroduca la distinzione medioevale tra figli “legittimi” ed “illegittimi”, discriminando questi ultimi, ed andando a penalizzare decine di famiglie (innaturali?) con prole a carico, non necessariamente omossessuali. L’inquietante quesito che ci si pone è invece quanti froci ci siano a Pontida coi suoi 3300 villici, nell’orrenda invasione transgender che sembra minacciare questo infimo buco di culo pedemontano, che ha defecato alla ribalta nazionale i nazisti della padania!?!

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QUOTE NAZI

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , on 13 settembre 2017 by Sendivogius

In una delle sue consuete manifestazioni di razzismo applicato, a cui ci ha ormai abituato da tempo quella sottospecie di succursale padana del KKK che va sotto il nome di Lega, la giunta nazista in quell’anomico buco di culo pedemontano che si fa chiamare “Pontida”, per null’altro famoso se non per un giuramento di 850 anni fa e le pagliacciate neo-völkisch che tanto piacciono ai camerati padani in camicia verde, è riuscita a trasformare la normativa per l’istituzione di un normalissimo parcheggio riservato alle donne incinte, in un surreale manifesto anti-gender. Tanta deve essere l’ossessione di questi puttanieri professionisti, autopromossi a difensori della famiglia “naturale” (come se ne esistessero di innaturali), per una specifica della quale proprio si sentiva il bisogno e con la quale le potenziali aventi diritto vengono discriminate in base all’orientamento sessuale e la provenienza ‘etnica’.

1. Ai fini del presente regolamento per ‘nucleo familiare naturale’ si intende una famiglia composta dall’unione di un uomo ed una donna a fini procreativi.
2. Ai fini del presente regolamento per ‘donna’ si intende un individuo umano con sesso femminile risultante dai registri anagrafici della Città di Pontida.
3. Ai fini del presente regolamento per ‘fase di gestazione’ si intende il periodo temporale in cui una donna presenta uno stato di gravidanza clinicamente accertato.
4. Ai fini del presente regolamento per ‘fase di puerperio’ si intende il periodo temporale di durata annuale decorrente dalla data di nascita anagrafica della prole di un nucleo familiare naturale.

Con pignoleria certosina, il legislatore pontidese ha sentito altresì l’imprescindibile dovere di specificare cosa si intenda per “donna” ed in che modo vada riconosciuto lo stato di gravidanza, onde evitare eventuali errori nell’attribuzione dello stesso. Evidentemente, dalle parti di Pontida (che coi suoi 3.000 abitanti scarsi si autodefinisce “città”, nel medioevo forse) e dei troppi villaggi di Borgo Citrullo, votati al nazismo leghista, dopo secoli di copule endogamighe tra consanguinei, devono avere serie difficoltà a distinguere un “individuo umano con sesso femminile”, in aggiunta all’evidente convinzione che un uomo possa rimanere incinto. Così come, pare siano altrettanto convinti che la “fase di puerperio” sia impossibile al di fuori di un contesto che prescinda, per i più svariati motivi, dal “nucleo familiare naturale”.
Ora, immaginate di istituire parcheggi per disabili (perché il principio è lo stesso) con la sosta interdetta a tutti quei portatori di handicap, in base alle appartenenze di genere e di razza, con tanto di ‘polizia politica’ chiamata a verificare non l’effettiva disabilità, ma le eventuali pratiche sessuali, meglio se previa schedatura preventiva per riconoscere lesbiche e busoni, per giunta non residenti, che dovessero usurpare l’esclusivo diritto di parcheggio alla nazi-car dell’oriundo padano…
Da una serie di norme e di divieti si possono desumere gustosi bozzetti di vita quotidiana e lo spirito che uniforma una comunità, ancorché affetta da seri disturbi mentali. Soprattutto se ne ricava che un leghista, ancorché nazista, resta sempre un inguaribile coglione.

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Cronache dell’Altromondo (II)

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , on 5 agosto 2017 by Sendivogius

Grande preoccupazione negli operatori del settore, dopo lo scoperchiamento del vaso di pandora delle cosiddette “organizzazioni non governative”, dinanzi al verminaio per lungo tempo nascosto ipocritamente sotto al tappeto dalla pusillanimità di governi succubi ad ogni ingerenza esterna.
 Valerio Neri, direttore generale per l’Italia di Save the Children, si è subito affrettato a rimarcare le distanze da qualsiasi ‘collusione’ (perché tale sembra essere considerata) con le istituzioni italiane, assicurando l’assoluta estraneità dell’organizzazione a qualunque indagine di polizia, nel certificare violazioni di normative che si considerano a sé estranee…

«Sono preoccupato soprattutto dal fatto che si possa pensare oggi ad una esagerata vicinanza, a una non vera indipendenza di Save the Children dal governo italiano, dopo la firma da parte nostra a differenza di altri del Codice di Condotta delle Ong. Temo che si possa pensare che abbiamo fatto la spia sul conto della nave Iuventa, e non è vero. Save the Children non c’entra niente. E’ stato il personale tecnico della nave, cioè gli addetti alla security, al salvataggio, a fare le segnalazioni […] Nessuno può escludere che anche sulle nostre navi possa esserci polizia sotto copertura. È importante fare attenzione nel reclutamento del personale, noi stiamo molto attenti

Alludendo alle “spie”, ci mancava solo che parlasse di “infami”, e di codici di “affiliazione”, e la metafora implicita sarebbe stata perfetta..!

Guardato a vista nella sua stanzetta blindata dalla quale oramai discetta di tutto dispensandoci le sue verità rivelate, l’immancabile Roberto Saviano, sempre più prigioniero del suo ruolo ed autopromosso esperto mondiale di mafie, si è subito sentito in dovere di farci sapere la sua opinione a contratto, nell’ennesimo e (ir)rinuncianbile editoriale, producendosi nella difesa d’ufficio ad oltranza di quello che, alla riprova dei fatti, si configura sempre di più come un “potere alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato”. E peccato che assomigli sempre di più ad un potere parallelo che spesso sembra agire in deroga a regole, che evidentemente non reputa vincolanti e che soffre come una forzatura indotta, misconoscendo le autorità pubbliche quasi queste fossero subordinate alle sue necessità private. Una entità separata, che rivendica la sua totale autonomia, salvo poi accollare gli oneri economici e sociali di una “accoglienza” coatta, che ovviamente non considera di sua competenza, ad una intera comunità messa a fatto compiuto ed esautorata da ogni voce in merito. Ennesima variante ideologica del benaltrismo nella sublimazione di ogni principio di realtà, che nella negazione di ogni pragmatismo lascia per reazione lo spazio agli istinti di pancia più beceri col demagogo di turno, il concetto è presto riassumibile in una espressione dalla volgarità congenita, ma pur sempre di rara efficacia nella sua valenza pratica:

«Fare i froci col culo degli altri è una pratica antichissima. Si annovera tra la moltitudine di espressioni falsamente omofobe, perché poggia sul presupposto che ricevere del sesso anale sia necessariamente doloroso. Il che è naturalmente falso.
Fare il frocio col culo degli altri significa, in parole spicce, fare quelli che sono pronti ad un atto giusto, eroico, ma doloroso, perché sai noi abbiamo l’animo nobile. Solo che poi quell’atto lo si fa fare a qualcun altro, che si becca tutto il bruciore di culo, mentre noi ci teniamo il merito delle chiacchiere e dei buoni propositi, senza aver fatto una beata bega.
Di froci col culo degli altri ce n’è in ogni angolo. A volte sono talmente bravi che pare lo stiano facendo col culo proprio, ma poi ti metti a guardare meglio e ti dici: “Oh! Aspetta un secondo, ma quello mica è il culo suo!”. Infatti non lo è. La maggior parte delle volte il culo è il nostro

Nell’articolo in questione [QUI], che prendiamo in prestito da Linkiesta, si parlava di tutt’altra cosa. Ma a ben vedere il concetto ha una sua estensibilità universale, nelle sue molte varianti d’uso…

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Cronache dell’Altromondo

Posted in Stupor Mundi with tags , , , on 21 luglio 2017 by Sendivogius

Il principe saudita, Saud bin Abdulaziz bin Musaed bin Saud bin Abdulaziz (e bin ‘sto cazzo!), viene ripreso in un filmino amatoriale mentre bulleggia un uomo in sottana, ne picchia un altro in macchina, ed insegue nel suo pacchianissimo villone dagli interni color panna un altro disgraziato sanguinante, con la visuale in soggettiva sulla canna del kalashnikov, come in un videogioco sparatutto.
Grande scandalo nella casa reale degli Al-Saud. Si preannuncia una punizione esemplare. Il principesco rampollo infatti beveva whisky.

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Bagliori nel buio

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , on 16 luglio 2017 by Sendivogius

Siamo usciti dal tunnel.
Stiamo continuando su una strada stretta,
ma sono ottimista perché vedo questo sentiero allargarsi.”

Pier Carlo Padoan
(15/07/2017)

Eccone un altro che ha visto “la Luce”! Prima di lui, era già toccato a Mario Monti: l’incompreso salvatore della patria, che è costato agli italiani peggio di una guerra perduta. Correva l’annus horribilis 2012 e per scongiurare l’arrivo della famigerata “troika” gli imbelli cialtroni di una politica parolaia e inetta chiamarono qualcosa di persino peggiore: un direttorio tecnocratico di biodroidi geneticamente modificati che, tra propedeutica del rigore e padagogia del castigo, incise il corpo vivo della nazione in una grande operazione di macelleria sociale, sperimentata su scala di massa nella sostanziale acquiescenza di un parlamento commissariato. Celebrarono il funerale di un Paese disossato e lo chiamarono rinascita, scambiandolo per un trionfo [QUI].
A distanza di cinque anni, il tunnel è sempre quello. L’orizzonte degli eventi è lo stesso buco nero, dove l’Italia sembra sprofondare, risucchiata via nell’irrilevanza di un tessuto sociale allo sfascio.
Ma il ministro Padoan, altro fenomeno tecnico prestato alla politica, lo stesso che nell’estate del 2016 (appena un anno fa) spergiurava su come il sistema bancario italiano non si trovasse in una crisi sistemica, assicurando di quanto fosse solida la tenuta [QUI], ci tiene ad illustrare gli impressionanti risultati di tanto ottimismo. E dunque vediamoli insieme alcuni di questi prodigi dell’economia, nel più ampio solco delle “riforme per la crescita” che il Bullo di Rignano non si stanca mai di strombazzare in giro dai megafoni dei suoi Cinegiornali Luce. Per il raffronto, potete accedere alle pagine di uno dei quotidiani meno ostili alle immaginifiche sorti progressive dell’ennesimo governo del fare, aggiornati al Maggio 2017

Debito pubblico: 2.280 miliardi di euro.

Reddito pro-capite: 8 milioni di italiani si trovano “in condizioni di grave deprivazione” (leggi: poveri); di questi, 4.600.000 vivono sotto la soglia di povertà. Molti di questi sono poor-workers; ovvero, persone che pur avendo un regolare lavoro percepiscono stipendi troppo bassi per poter vivere dignitosamente. A tutt’oggi il reddito degli italiani permane sotto i livelli del 2012.

Notare i commenti

Occupazione (Jobs Act!): a Maggio la disoccupazione giovanile, in controtendenza rispetto al resto della UE, si impenna al 37%. Nonostante la “liberalizzazione del mercato del lavoro”, ed i miliardi buttati per ingrassare i padroni delle ferriere di Confindustria, la disoccupazione resta inchiodata all’11,3%. E peccato che nella statistica non vengano conteggiati gli oltre due milioni di “inattivi” e “scoraggiati”, che diversamente farebbero schizzare il tasso di disoccupazione al 23,8%. In compenso, per essere computati nella lista degli occupati, basta lavorare almeno un’ora a settimana. E’ la statistica creativa, al servizio della propaganda di governo.

Luigi Marattin, Juventino, Economista all’Universita’ di Bologna, Consigliere economico della Presidenza del Consiglio, è un altro di quei pupazzi di stretta osservanza renziana, promossi al rango di “consiglieri” del Principe in virtù del fondamentale prerequisito di essere gggiovani.

In un tempo remoto, si sarebbe detto che una risata li avrebbe seppelliti…
Peccato che oggi ci sia ben poco da ridere.

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