Archive for the Stupor Mundi Category

Cronache dell’Altromondo

Posted in Stupor Mundi with tags , , , on 21 luglio 2017 by Sendivogius

Il principe saudita, Saud bin Abdulaziz bin Musaed bin Saud bin Abdulaziz (e bin ‘sto cazzo!), viene ripreso in un filmino amatoriale mentre bulleggia un uomo in sottana, ne picchia un altro in macchina, ed insegue nel suo pacchianissimo villone dagli interni color panna un altro disgraziato sanguinante, con la visuale in soggettiva sulla canna del kalashnikov, come in un videogioco sparatutto.
Grande scandalo nella casa reale degli Al-Saud. Si preannuncia una punizione esemplare. Il principesco rampollo infatti beveva whisky.

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Bagliori nel buio

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , on 16 luglio 2017 by Sendivogius

Siamo usciti dal tunnel.
Stiamo continuando su una strada stretta,
ma sono ottimista perché vedo questo sentiero allargarsi.”

Pier Carlo Padoan
(15/07/2017)

Eccone un altro che ha visto “la Luce”! Prima di lui, era già toccato a Mario Monti: l’incompreso salvatore della patria, che è costato agli italiani peggio di una guerra perduta. Correva l’annus horribilis 2012 e per scongiurare l’arrivo della famigerata “troika” gli imbelli cialtroni di una politica parolaia e inetta chiamarono qualcosa di persino peggiore: un direttorio tecnocratico di biodroidi geneticamente modificati che, tra propedeutica del rigore e padagogia del castigo, incise il corpo vivo della nazione in una grande operazione di macelleria sociale, sperimentata su scala di massa nella sostanziale acquiescenza di un parlamento commissariato. Celebrarono il funerale di un Paese disossato e lo chiamarono rinascita, scambiandolo per un trionfo [QUI].
A distanza di cinque anni, il tunnel è sempre quello. L’orizzonte degli eventi è lo stesso buco nero, dove l’Italia sembra sprofondare, risucchiata via nell’irrilevanza di un tessuto sociale allo sfascio.
Ma il ministro Padoan, altro fenomeno tecnico prestato alla politica, lo stesso che nell’estate del 2016 (appena un anno fa) spergiurava su come il sistema bancario italiano non si trovasse in una crisi sistemica, assicurando di quanto fosse solida la tenuta [QUI], ci tiene ad illustrare gli impressionanti risultati di tanto ottimismo. E dunque vediamoli insieme alcuni di questi prodigi dell’economia, nel più ampio solco delle “riforme per la crescita” che il Bullo di Rignano non si stanca mai di strombazzare in giro dai megafoni dei suoi Cinegiornali Luce. Per il raffronto, potete accedere alle pagine di uno dei quotidiani meno ostili alle immaginifiche sorti progressive dell’ennesimo governo del fare, aggiornati al Maggio 2017

Debito pubblico: 2.280 miliardi di euro.

Reddito pro-capite: 8 milioni di italiani si trovano “in condizioni di grave deprivazione” (leggi: poveri); di questi, 4.600.000 vivono sotto la soglia di povertà. Molti di questi sono poor-workers; ovvero, persone che pur avendo un regolare lavoro percepiscono stipendi troppo bassi per poter vivere dignitosamente. A tutt’oggi il reddito degli italiani permane sotto i livelli del 2012.

Notare i commenti

Occupazione (Jobs Act!): a Maggio la disoccupazione giovanile, in controtendenza rispetto al resto della UE, si impenna al 37%. Nonostante la “liberalizzazione del mercato del lavoro”, ed i miliardi buttati per ingrassare i padroni delle ferriere di Confindustria, la disoccupazione resta inchiodata all’11,3%. E peccato che nella statistica non vengano conteggiati gli oltre due milioni di “inattivi” e “scoraggiati”, che diversamente farebbero schizzare il tasso di disoccupazione al 23,8%. In compenso, per essere computati nella lista degli occupati, basta lavorare almeno un’ora a settimana. E’ la statistica creativa, al servizio della propaganda di governo.

Luigi Marattin, Juventino, Economista all’Universita’ di Bologna, Consigliere economico della Presidenza del Consiglio, è un altro di quei pupazzi di stretta osservanza renziana, promossi al rango di “consiglieri” del Principe in virtù del fondamentale prerequisito di essere gggiovani.

In un tempo remoto, si sarebbe detto che una risata li avrebbe seppelliti…
Peccato che oggi ci sia ben poco da ridere.

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POTEVA ANDARE MEGLIO

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , on 26 giugno 2017 by Sendivogius

Sì, poteva perdere anche a Padova e Taranto, già che c’era! Però in compenso vince a Frittole, nel villaggio di Borgo Citrullo, e in qualche altro insignificante buco di provincia abitato da ottuagenari in via d’estinzione. E vuoi mettere la soddisfazione, quando vieni spazzato via da Genova, La Spezia, Pistoia, Sesto San Giovanni… E’ la quarta elezione di fila (Regionali 2015; Comunali 2016; Referendum costituzionale) che ‘sta specie di toy-boy dei banchieri perde di seguito, in una terrificante sequela di disfatte che avrebbero schiantato qualsiasi altra carriera politica, ma di certo non Lui! Negare l’evidenza non cambierà il risultato, né il fallimento annunciato, di questa parodia toscana di Jimmy il Fenomeno: la più strafottente faccia da schiaffi (e da culo!), che oramai agita più gli incubi che i sogni di un partito bestemmia avviato ben oltre la frutta.

Il partito gli frana ovunque e (stra)perde anche nelle sue roccaforti storiche, persino nelle ultime enclave ‘rosse’ della Toscana e dell’Emilia Romagna. La Liguria ormai è bella che persa, e l’Umbria è andata da un pezzo, nel ricordo dei tempi che furono. Una cosa mai accaduta prima, nemmeno nei periodi di maggiore crisi di quella roba, prima buffa e ora oscena, che chiamano “centrosinistra”. C’è gente (un Veltroni e un D’Alema, per esempio) che si è dimessa per molto meno, ma certamente non è il caso del Rottamatore. Lui non vive di politica e non è attaccato alla poltrona. Ne è patologicamente dipendente su livelli tossici. A conti fatti, questo mancettaro democristiano è riuscito nell’impossibile missione di resuscitare un Silvio Berlusconi, restituendolo a nuova vita, in tutta la freschezza dei suoi 80 anni!

Per contro, l’ingombrante barilotto di Pontassieve si è rivelato più letale di un virus, aggrappato al simulacro di un potere evanescente, quanto peggio non poteva fare la più coriacea delle cozze da vivaio doroteo. Come l’ultimo dei Mohicani, è il gran capo Culo Seduto della politica italiana, attorniato dalla tribù dei suoi balilla, nel cupio dissolvi di un partito che si voleva della “nazione” e che invece ha smarrito anche il senso di se stesso, ammesso ne abbia mai avuto uno. Il problema non è il fatto che il PD stia scomparendo, ma quanto ci mette a farlo..!

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METAFORE

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , on 28 marzo 2017 by Sendivogius

Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo! Chissà cosa faremmo mai senza il ministro Giuliano Poletti, la salamella emiliana messa a stagionare al dicastero del “Lavoro”, come viatico in conto LegaCoop, senza altri requisiti che non siano la sua mostruosa dabbenaggine, con le raffinate metafore di ispirazione calcistica, a misura dell’infimo livello culturale del “governo del fare”. Con tutta la ruspante sincerità che contraddistingue il personaggio, nella reiterata esibizione della propria minchioneria siderale, il sedicente ministro Poletti, non pago delle precedenti figure di merda delle quali è esperto assoluto, dispensa l’ennesima perla della sua saggezza porcina, svelando un altro degli italici segreti di Pulcinella; ovvero, in Italia il curriculum vitae non conta nulla, perché in realtà un’occupazione professionale la si ottiene tramite le conoscenze giuste attingendo alla rete delle relazioni amicali, foss’anche giocando una partita a calcetto con la gente che conta. Che dopo si fa spogliatoio, e tra una ‘frociata’ e l’altra magari si rimedia anche la raccomandazione utile. E di questo noi non avevamo il benché minimo dubbio; altrimenti non si spiegherebbe come un analfabeta integrale, ma con fondamentale diploma da perito agrario, sia riuscito a diventare prima “dirigente d’azienda” e poi “ministro del lavoro”, senza aver mai lavorato un solo giorno in vita sua.

Del resto il Governo Gentiloni, nato come fotocopia del Governo Renzi (altro specialista in materia), abbonda di simili fenomeni d’asporto… dalla ministra Marianna Madia (che a suo tempo vantava la sua straordinaria incompentenza come requisito fondamentale), all’imperturbabile Angelino Alfano (ed il di lui fratello piazzato in carico alle Poste) planato dagli Interni agli Esteri con la leggerezza di un clistere. Per non parlare di Valeria Fedeli, diploma di terza media, e per questo elevata a ministro dell’Istruzione e dell’Università.

Almeno il ministro per scherzo Poletti ha la decenza di non millantare lauree che non ha mai conseguito. Lui alla sua ignoranza ci tiene, dal momento che non contano i titoli, e meno che mai le competenze. Bastano gli “amici”. La “politica” poi fa il resto. Dunque di che cosa indignarsi?!? Suvvìa, non siate ipocriti. Questo governo è il più monumentale tributo alla raccomandazione ed all’incompetenza, elevati a straordinari requisiti di potere dal fondo di una cialtroneria senza precedenti. Tutto si può rimproverare ad un Poletti, tranne di non essere coerente con se stesso.

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Profumo di eccellenze

Posted in Masters of Universe, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , on 18 marzo 2017 by Sendivogius

Certo che l’Italia è un paese proprio strano…
Può capitare di avere una laurea in neurochirurgia e non riuscire a trovare un posto nemmeno come bidella con contratto a tempo determinato, perché noi dei cervelli (e massimamente di quelli che pensano) non abbiamo assolutamente bisogno. Puoi essere un plurilaureato in discipline economiche, occuparti (ovviamente a titolo gratuito) di gestione contabile e pratiche fiscali per una pletora di “aziende leader” (che fanno il favore di sfruttarti tanto è l’onore), e trascorrere i successivi dieci anni dal conseguimento della laurea in stage non retribuiti, o rimborsati a forfait per la mirabolante cifra di 500 euro al mese (quando va bene). Perché l’esperienza non basta mai; perché la “formazione” è importante (soprattutto per chi organizza i corsi a pagamento); perché il tempo è prezioso e tanto vale buttarlo nei gironi senza sbocco dello sfruttamento legalizzato di “Garanzia Giovani”, per ritrovarti dopo i 32 anni, senza uno straccio di lavoro, senza un reddito, e null’altro che non sia una pila di attestati inutili, meglio se confinato/a in un limbo infinito di precarietà esistenziale, povertà, ed emarginazione sociale; perché esauriti gli sgravi fiscali e gli incentivi in conto pubblico (che le imprese incassano per farti lavorare a gratis) al “mercato” non servi più. Al massimo puoi ingrassare quell’altro business privato dei “corsi di aggiornamento professionale”, utili come una lampada abbronzante nel deserto del Sahara. Magari può capitarti di subire un trapianto di fegato, avere la sfortuna di sopravvivere all’operazione, e vederti licenziare perché l’azienda-leader, a cui hai regalato 30 anni della tua vita, non ti reputa più idoneo neanche come addetto al controllo delle telecamere.
 Però se ti chiami Alessandro Profumo (e sei vicino al partito che conta), puoi entrare in banca a 20 anni, con contratto a tempo indeterminato, essere inserito nell’area esecutiva come “personale non esperenziato” (meglio se con un diploma di maturità classica, quanto meno pertinente all’ambito creditizio), e nel frattempo cercare di sopravvivere con uno stipendio che (date le ultime restrizioni) attualmente si aggira attorno ai 2.188 euro (lordi) al mese e con quei soldi comprarti l’immancabile laurea privata alla Bocconi (ma non prima dei 30 anni), dove conosci la gente che conta, e con gli amici giusti diventare subito responsabile di un qualche “settore strategico” di una blasonata compagnia privata di revisione contabile. E siccome per certe persone è sempre Natale, può capitare di essere chiamati a dirigere una delle prime banche italiane, UniCredit, condurre una fusione catastrofica con la Capitalia di Cesare Geronzi, dedicarsi allo spaccio indiscriminato di titoli tossici, impiccandosi all’albero degli zecchini d’oro della finanza derivata, dove appendere per il collo qualche migliaio di correntisti, e dopo tre anni di oculata gestione (a.a.2007-2010) chiudere il bilancio con perdite da 10 miliardi di euro (negli anni saliti a 16 miliardi). Per concludere in bellezza, puoi percepire un compenso di 9 milioni e mezzo di euro (a cui magari aggiungerne altri 5,5 di bonus), e dopo appena tre anni consolarsi con un buonuscita da 38 milioni di euro per gli ottimi risultati raggiunti. Poi però per risparmiare il nuovo C.d.A. di UniCredit ha pensato bene di licenziare quasi 9.000 dipendenti che certo gli costavano troppo, in considerazione del “depauperamento patrimoniale”.
Siccome le disgrazie non vengono mai da sole, nel 2012 Alessandro Profumo assurge ai vertici del Monte dei Paschi di Siena; non si accorge di nulla o quasi in merito all’associazione a delinquere che di fatto sta rapinando dall’interno la più antica banca del mondo, e riesce a bruciare 8 miliardi di euro in ricapitalizzazioni fallite. Di questi, la metà sono stati messi ‘graziosamente’ a disposizione del Governo Monti e lasciati in conto a tutti gli italiani. Poi però si chiudono ospedali e si smantella lo stato sociale, perché non possiamo più permettercelo essendo vissuti al di sopra delle nostre possibilità (!). Nel 2015, Profumo, o meglio “Mr Arrogance” come è conosciuto nell’ambiente, lascia finalmente l’istituto senese, ma non prima di aver incassato un’altra liquidazione simbolica per una mezza dozzina scarsa di milioni. Spicciolo più, spicciolo meno.
In un paese dove può capitare che uno si veda respinta la sua domanda di assunzione come portiere condominiale, perché servono almeno tre anni di esperienza continuativa nel “settore”, dove la cassiera di un bar può essere licenziata per un ammanco di 5 euro sui resti, avendo causato “grave nocumento all’azienda”, accade che altri siano invece insostituibili e buoni per tutti gli incarichi a prescindere. E per questo vengono pagati ben oltre il loro peso in oro, nel gioco dei quattro cantoni a poltrone girevoli interscambiabili, quando sarebbe più conveniente non farli lavorare affatto. Aerei, cantieri navali, comunicazioni satellitari, automobili, estrazione idrocarburi, ferrovie… Un settore vale l’altro, perché in alcuni casi la competenza è relativa e la conoscenza dell’attività di produzione che si è chiamati a dirigere è del tutto ininfluente. Ed è per questo che Mr Arrogance può amministrare senza battere ciglio la società “Leonardo” (già Finmeccanica), colosso strategico a partecipazione pubblica dell’industria aerospaziale e nei sistemi di difesa.
Non c’è proprio nulla di cui meravigliarsi. In fondo si tratta di nomine di pertinenza governativa e sicuramente non c’è alcuna ragione di dubitare che l’attuale Presidenza del Consiglio abbia preso le decisioni migliori… In un esecutivo dove il ministro degli Esteri non parla una sola parola d’inglese, il ministro per l’Istruzione e l’Università ha il diploma di licenza media e quello della Giustizia la maturità scientifica, è ovvio che la competenza sia di casa!

Alla peggiore delle ipotesi, si può sempre fare il senatore con una condanna di 9 anni per bancarotta fraudolenta; o magari ‘immunizzarsi’ contro una sentenza già passata in giudicato per peculato. Un Minzolini val bene un Lotti sottosegretario.

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DEMOLIZIONI ALTERNATE

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , on 6 marzo 2017 by Sendivogius

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Un cialtrone è per sempre. Nella sua infima mediocrità, qualunque siano le situazioni nelle quali si troverà a concionare nella sua inesauribile logorrea, il cialtrone si muoverà imperturbabile, con l’immutata faccia da culo, buona per tutte le circostanze e sempre pronta per l’esibizione di scena, nella garrula evanescenza del suo impettito non-essere che non conosce pudore, semplicemente perché non sa cosa sia la vergogna. Ovviamente il cialtrone ha una grandissima reputazione di sé medesimo. E peccato che quasi mai questa corrisponda alla percezione comune. Immune ad ogni critica, e dunque impermeabile ai fallimenti, è incrollabile nella persistenza con cui ripropone se stesso, variabile nella forma, immutabile nella sostanza, cialtrone sempre.
matteo-renzi-il-cazzaroDi conseguenza, il cialtronismo non è una semplice manifestazione provvisoria, ma una condizione dello spirito, che per alcuni diventa ragione cogente di vita, tanto da essere elevata a professione a tempo pieno, prima ancora che a presupposto esistenziale. In questo, la “politica” con la sua aleatorietà disgiunta dai risultati, l’inconcludenza nella libera reinterpretazione dei fatti, l’assoluta ininfluenza di qualunque competenza, offre prospettive inimmaginabili per il cialtrone che in essa trova la sua definizione ideale. E, proprio come una droga, della “politica” (o meglio: della vetrina che questa gli offre e dell’illusione di poter gestire un potere che è solo apparenza), il cialtrone non potrà fare più a meno. Anche perché, proiettato al di fuori di un simile alveo ideale, non saprebbe fare altro, nell’impossibilità di riciclarsi altrove.
renzi-nascita-di-un-cazzaro Matteo Renzi è così: un condensato gassoso di fuffa con il nulla intorno; uno di quei perdenti di successo che, esaurito il pur copioso campionario di panzane con cui ha imbonito gli elettori più irriducibili del partito bestemmia (ma con quelli ci vuole poco) e una parte degli italiani che ora si vergognano ad ammettere di averlo mai votato, cerca in ogni modo di rilanciare la propria immagine sempre più abborracciata in una pinguedine crescente, nonostante la catastrofe in cui ha lasciato il suo partito (e chissenefrega!), ma soprattutto l’intero Paese. Da cazzaro matricolato quale è, persiste nella sua narrazione fantastica di banalità senza fine, finendo col perdersi negli stucchevoli sbrodolamenti, sui quali galleggia il suo narcisismo nell’abnormità di un ego incontenibile. E non si rende conto di essere ormai un format scaduto, mentre si ostina ad incensare i mirabolanti successi del ‘suo’ governo; insistendo a magnificare proprio quei punti che più fanno incazzare i “giovani” (che infatti non lo votano) e quella che un tempo avrebbe dovuto essere la base elettorale del suo partito (la “sinistra”, che infatti lo schifa peggio di una merda). Scaduto il tagliando con largo anticipo, il Rottamatore sa che non supererà la revisione, essendo lui stesso un rottame politico ormai prossimo allo smaltimento per rifiuti solidi ingombranti (di quelli dove non si ricicla nulla, ma si butta via tutto). Adesso non twitta più, ha anche lui il suo bloghetto (col faccione di cartapesta in bella vista ed altrettanto finto come l’originale), dove ci delucida delle sue gesta come un Ecce Bombo qualunque: “faccio cose, vedo gente”, mentre se ne vola per le vacanze in America, come un personaggio dei film dei Vanzina; meglio se a scrocco (tirchio com’è) dell’amico Carrai.

il-blog-di-matteo-renzi

Sono gli ultimi rantoli di un renzismo di Affari & Famiglia, lievitato all’ombra degli Amici che contano, meglio se cresciuti sotto la loggia giusta, e concentrato in un’area che non supera i 20 kmq, a misura del suo piccolissimo mondo di provincia; poco più di un acquario, dove nuota il vorace squaletto democristiano coi suoi pesci pilota attorno.
lobby-fondazioni-e-renziE in quel sottobosco provinciale, fatto di relazioni sottobanco, raccomandazioni, clientelismi, camarille ed intrallazzi, familismo amorale e cupole affaristiche (che manco nella Sicilia romanzata di don Vito Corleone!), l’ambizioso putto di Rignano troverà probabilmente la conclusione della sua resistibilissima ascesa, meglio se insieme all’intraprendente babbo Tiziano, che per le sue irrinunciabili consulenza pare si accontentasse di soli 30.000 euro. Non s’è capito bene se pagati al nero o in voucher…!

tiziano-renzi

Nella saga del renzismo di greppia e di poltrona, i padri sembrano costituire la nemesi costante dei prodighi figliuoli in carriera, per una bulimia di potere e denaro, prossima ad un girone dantesco.
boschi-maria-elenaAltri tempi, quando il Rottamatore cavalcava la tigre del populismo e preparava la sua scalata al cielo… Ve lo ricordate?!? Un cialtrone onnipresente, capace di sostenere tutto ed il contrario di tutto, perché funzionale alla conquista del potere (meglio se assoluto), ed elevato ad ultima speranza di una “elite” più demente che disperata. All’epoca l’ex lobby-continuasindachetto di Firenze doveva conquistarsi il suo posto al sole, forte del sostegno (e dei quattrini) degli amici che contano. C’era un partito da occupare ed un paese da fottere. E quindi bisognava accreditarsi come l’inflessibile castigatore della rottamazione incipiente, in qualità di ennesimo avanzo di nuovo contro i vecchi arnesi della politica, ma soprattutto contro i propri rivali.
Governando infelicemente il Letta nipote, ogni pretesto era buono per invocare dimissioni e sollevare “questioni morali” un tanto al chilo, secondo la convenienza del momento, per asfaltare i propri avversari. E’ uno spasso rileggere gli anatemi di questo moralizzatore a corrente alternata, nell’ansia di piacere e piacersi, mentre prendeva già le misure della poltrona da occupare a Palazzo Chigi…

Caso Shalabayeva

«Se si è sbagliato qualcuno si assuma la sua responsabilità. Se Alfano sapeva, ha mentito e questo è un piccolo problema. Se non sapeva è anche peggio. In ogni caso dovrebbe dimettersi

(17/07/2013)

Per i maliziosi che insinuavano come le intemerate del Rottamatore, fossero soltanto squallide manovre per logorare l’esecutivo del rivale Letta e sostituirsi ad esso. Il machiavellico cialtrone si profondeva in una di quelle esibizioni di vibrante indignazione nelle quali è maestro consumato, come si conviene ad un bugiardo intemerato. Il piccolo Iago fiorentino non riusciva proprio a contenere lo sdegno:

matteo-renzi-il-cazzaro-1«Da qualche ora le redazioni dei giornali sono invase da agenzie di stampa di parlamentari del PDL e di qualche statista del PD che continuano a spiegare come la mozione di sfiducia contro Angelino Alfano, presentata da CinqueStelle e Sel in Senato sia una mossa del perfido Renzi per “pugnalare il Governo Letta”.
[…] Da cittadino sono umiliato rispetto all’atteggiamento che larga parte della classe dirigente del PDL e del PD ha avuto, cercando di usare questa vicenda per attaccare me. Dicono che tutta questa vicenda nasca dalla mia ansia di far cadere il Governo. Ma la realtà dei fatti è che io non ho alcun interesse a far saltare il Governo Letta. E il bello è che lo sanno tutti!
[…] Ma se non credete agli ideali, credete alla convenienza, perché c’è una ragione persino utilitaristica, per cui non ho alcun interesse a far cadere il Governo, specie adesso.
[…] E se anche si formasse un nuovo Governo non sarei io candidabile avendo più volte detto che se andrò a Palazzo Chigi un giorno, ci andrò forte del consenso popolare non di manovre di Palazzo. Dunque, di che cosa stiamo parlando?»

il-solito-cazzaro

Di cosa si parlasse, gli italiani lo hanno capito poi benissimo. Eliminato Letta (il Serenissimo), col patrocinio di Re Giorgio, il ducetto di Rignano si infeudava col la sua corte alla Presidenza del Consiglio, senza che per questo si andasse alle elezioni (su questo è stato di parola!). Salvo poi riprendersi quello stesso Alfano nel ‘suo’ governo, riconfermandolo al Ministero degli Interni. Evidentemente, certi problemi hanno una scadenza più ravvicinata di quella di uno yogurt, così come la parola data.

 

la-coerenza-di-renzi

Caso Cancellieri

«Il ministro Cancellieri deve dimettersi. In questa vicenda Io sono convinto che prima della mozione di sfiducia dovrebbe fare un passo indietro lei. Il punto è che in questa vicenda si intrecciano fin dalla prima telefonata…. una serie di messaggi in cui sembra che la legge non sia uguale per tutti; che se conosci qualcuno riesci a svicolare, è un meccanismo atroce.
Non è un problema giudiziario, ma politico. Purtroppo, dico purtroppo questa vicenda ha minato l’autorevolezza istituzionale e l’idea di imparzialità del Ministro della Giustizia. Talleyrand diceva: ‘è peggio di un crimine, è un errore’. Il Ministro non ha fatto niente di criminale, sia chiaro: ha sbagliato. Prima lo ammette, meglio è, innanzitutto per lei. Ecco perché secondo me dovrebbe dimettersi.
[…] Sono per le dimissioni di Cancellieri, indipendentemente dall’avviso di garanzia o meno. L’idea che ci siamo fatti dell’intera vicenda Ligresti è che la legge non sia uguale per tutti e che se conosci qualcuno di importante te la cavi meglio. È la Repubblica degli amici degli amici: questo atteggiamento è insopportabile.
[…] Il governo deve stare in piedi non su alchimie, ma per fare le cose che deve fare. Credo che la gente che sta a casa, dal Pd non si aspetta l’ultima posizione sulla presa di posizione del ministro, siamo fatti per qualcosa di più grande del destino della Cancellieri

  (18/11/2013)

Caso De Girolamo

«Nessuno fa processi politici in contumacia, alla luce di quello che dirà il PD prenderà sua posizione che sarà unitaria. Comunque sia, la Idem si dimise dal governo, dimostrando uno stile molto diverso.»
(14/01/2014)

Poi ad un certo punto, il “giustizialismo” di questo intrigante bugiardo matricolato conosce un virata di 360°, facendosi prima peloso ed ambiguo…

Caso Lupi

«La scelta di Maurizio di rassegnare le dimissioni è una scelta saggia, per sè, per Ncd, per il governo.»

(20/03/2015)

…E con l’ennesimo triplo salto carpiato approdare nuovamente al “garantismo” ad oltranza, quando le inchieste toccano i pretoriani del suo “Giglio Magico”, come nel caso dell’inamovibile Luca Lotti: un’altro di quegli irrinunciabili talenti su cui si regge il renzismo di consorteria e di loggia…

«Se deve dimettersi? A mio giudizio assolutamente no. Conosco Lotti da anni ed è una persona straordinariamente onesta, lo devono sapere sua moglie e i suoi figli. Io non scarico mai gli altri: non l’ho fatto con Del Rio, Boschi e ora Lotti. Non accetto processi sommari. Luca Lotti è indagato insieme al comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette. Sono pronto a scommettere che Lotti e Del Sette, cui va la mia stima, non hanno commesso niente. C’è un disegno evidente in queste ore di tentare di mettere insieme cose vecchie di mesi. L’indagine su Lotti e Del Sette è una cosa di tre mesi fa. Sulla vicenda Lotti non è cambiato niente in due mesi, stiamo costruendo le cose più incredibili.
[…] Se la buttiamo sulla questione processuale e penale devo dire con molta forza, a tutela della comunità di persone che ho rappresentato, a iniziare dal Pd, che si aspetta la sentenza sempre, si è garantisti e si rispetta la presunzione di innocenza

(03/03/2017)

Che cosa è cambiato nel frattempo?!? Be’ è semplice… Nel frattempo Renzi è diventato prima segretario del PD e poi presidente del consiglio, al posto di quell’Enrico Letta pugnalato appunto alle spalle in una di quelle congiure di palazzo che più di ogni altra cosa qualifica il personaggio.

Firenze, Matteo Renzi ed Enrico Letta a Palazzo Vecchio

Luca Lotti poi è roba sua e gli serve, tanto per tornare a ridiventare segretario e possibilmente premier. Per dire, Lotti è quello che tiene i fili della relazioni amorosa con quell’altro galantuomo recentemente condannato a 9 anni per bancarotta fraudolenta: quel Denis Verdini, senza il quale “non avremmo mai potuto realizzare le riforme” (!) e già aspirante padrino costituente.  Trombati i rivali, questa è una cosca elettorale che non s’ha da toccare!

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EXPERTISE

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , on 11 febbraio 2017 by Sendivogius

padoan-edoardo-baraldiQuando la crisi si fa dura, gli economisti cominciano a giocare. Fu così che l’Italia assemblò la sua squadra speciale, per gli “esami” europei da superare, che manco Pierino il Terribile!

Per la bisogna abbiamo dunque: un ministro dell’economia dotato (così dicono) di prestigio scimmiainternazionale e considerato un grande economista (!); un “consiglio tecnico scientifico degli esperti” per la programmazione economica e la definizione degli indirizzi di politica finanziaria, un ufficio per la “pianificazione strategica e gestione del bilancio”; una direzione centralizzata per l’analisi economico-finanziaria, nonché un intero dipartimento abilitato agli studi ed alla definizione delle ricerche economico-fiscali; uno staff aggiuntivo di consiglieri economici e di bilancio, con dozzine di consulenti esterni tra “docenti universitari ed esperti dotati di una specifica e comprovata specializzazione professionale”; legioni di bocconiani a contratto, professori di Economia industriale e politica, master in business administration, imprenditori di successo e specialisti nelle strategie di impresa e management
clownsIn attesa della nuova “Legge Finanziaria”, intanto quella appena licenziata per il 2016 necessita di un aggiustamento di bilancio (non chiamatela manovra correttiva, per carità!) da 3,5 miliardi di euro, perché il governo italiano ha sballato tutte le previsioni. Per fortuna, dinanzi a così strabilianti risultati, non ci siamo affidati mica ad una pletora di babbei qualunque…
John Kenneth Galbraith Tuttavia, se è vero che “la sola funzione delle previsioni in campo economico è quella di rendere persino l’astrologia un po’ più rispettabile”, quali soluzioni innovative e straordinari provvedimenti sono scaturiti da un simile brain-storming di blasonati cervelli in spremuta permanente di idee, onde poter incrementare il flusso delle entrate e consolidare i conti pubblici con provvedimenti di ampio respiro?!?
dr-evilPilastro della manovra aggiuntiva: aumento delle accise su tabacchi e benzina.
laughteraudienceC’è da chiedersi come avremmo mai fatto, senza l’apporto di simili “esperti” che il resto del mondo (non) ci invidia!?!
Tutti col pedigree certificato, come cani di razza.

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FACCE NUOVE

Posted in A volte ritornano, Stupor Mundi with tags , , , , , , on 15 gennaio 2017 by Sendivogius

Prossemica renzianaPrima o poi ritornano sempre a galla… È nella natura dei coproliti fognari flottare immantinenti negli scoli della politica, ignari e fumanti nel brodo accogliente delle acque reflue, prima di essere riciclati a nuova vita.
matteo-renzi-su-chi Il Bullo di Rignano non fa eccezione. E pertanto rieccolo più tracotante, grasso, e smargiasso che mai! Lui poverino avrebbe pure voluto ritirarsi dalla ‘politica’… Poi però si è reso conto che a 40 anni suonati, senza aver mai fatto altro nella vita che non fosse appunto il politicante professionista a tempo pieno, ha anche capito che 16mila euro al mese, in un contesto normale, non glieli dava proprio nessuno per non saper fare un cazzo ed intasare l’etere di tweet.

Renzi con Buttiglione e Andreotti - Il nuovo che avanza

O forse davvero credeva che qualcuno era disposto a pagarlo per mandarlo in giro per il mondo a rilasciare interviste e conferenze a pagamento, come quell’altra merda calzata e vestita di Tony Blair?!? È dura ricollocarsi sul mercato… E infatti cosa fa?!?

“Rifletto, leggo, sto in famiglia. Vado al ricevimento professori dei genitori dei miei figli. Ho ripreso a usare la bici”

Di cercarsi una qualche occupazione non gli passa neanche per l’anticamera del cervello, fosse anche per sbaglio! E peccato, altrimenti avrebbe potuto sperimentare di persona i mirabolanti effetti del Job-Act.

“Riorganizzo la struttura del partito”

Che ha contribuito a disintegrare, trasformandolo Festa Renziananel suo personale (e fallimentare) comitato elettorale. Quindi, dopo aver perso tutto quello che elettoralmente si poteva perdere, e farlo nel peggiore dei modi possibili, dopo aver dilaniato il proprio stesso partito e sputtanato per i prossimi 150anni l’idea stessa di “sinistra”, col programma di governo più a destra e socialmente retrogrado dai tempi di Pelloux, ecco di nuovo alla carica un altro che pensa di essere indispensabile per le sorti del Paese. Più concretamente, sente il potere scivolargli via dalle mani e tenta di riagguantare quello che non è un semplice giocattolo con cui appagare il proprio ego malato, ma una ragione fondamentale di sopravvivenza. Il tapino tiene famiglia e non ha alcun intenzione di andarsi a cercare uno straccio di lavoro vero. In fondo, al di là delle chiacchiere, di concreto cos’è che sa fare?!?
renzi-lavoroNessuna autocritica, nessun dubbio, nessun pentimento, le colpe sono sempre degli altri: Monti, la Boschi (sedotta e trombata), la minoranza piddì, il Pulcino Pio… Renzi è esente da ogni responsabilità e ovviamente procede per autoassoluzione con la sua corte di lacché a contratto. Non ci prova nemmeno a simulare un minimo di umiltà, nella presunzione di infallibilità che se non fa di lui l’Unto del Signore lo rende molto prossimo ad esserne il tracotante impostore. Anzi, non perde occasione di sbrodolarsi addosso, perché proprio non ce la fa..!

Selfie_Renzi_Twitter “…nessuno ci toglierà i mille giorni che abbiamo fatto, straordinari. E soprattutto nessuno può toglierci il futuro. Abbiamo il tempo, l’energia, la passione per imparare dalla sconfitta e ripartire… Dire IO e metterci la faccia è stato necessario.”

E non contento:

“Quella che lei chiama propaganda sono riforme che hanno aiutato un pezzo di Paese a vivere meglio. Non ci hanno fatto vincere? Ok, ma sono fiero di averle fatte e quei 13 milioni di voti raccolti al referendum sono un patrimonio di speranza per il futuro…
Abbiamo fatto la più grande redistribuzione di reddito della storia fiscale italiana – gli 80 euro – ma abbiamo accettato che fosse presentata come una mancia. Ma almeno noi lo abbiamo fatto, dopo anni di chiacchiere. Se cerca uno slogan ne ho uno migliore: meno slide, più cuore.”

renzi bilancioDite la verità… Quanto NON vi era mancato?!? Che fanfaroni così ne nascono tutti i giorni, ma questo supera anche le peggiori aspettative, nel lancia e raddoppia della minchioneria elevata a prassi furba di governo e riciclo.
renzi-80-euro-bonus-maggiorenniQuello che il Bambino Matteo, nella sua solita ribollita di frasi fatte e blairismo riscaldato non ha capito, o più ipocritamente finge di ignorare, è il fatto che sia diventato un prodotto scaduto. È un brand di mercato superato che non buca più, mentre i suoi padrini politici si affrettano a scaricarlo e negare ogni correlazione. È diventato compromettente. Era già accaduto col papi nazionale, si è ripetuto con Mario Monti, e così sarà per Matteo Renzi, che ora ha ben altro di cui stare “sereno”.

Firenze, Matteo Renzi ed Enrico Letta a Palazzo Vecchio

«Dopo il crollo rovinoso della facciata posticcia renziana è di nuovo sotto gli occhi di tutti il volto metallico della tecnocrazia al potere. Quell’oligarchia finanziaria che aveva scelto Renzi come frontman, sperando che catalizzasse le spinte antisistema per metterle al servizio del solito piano di smantellamento della Costituzione antifascista, e sostituzione della Repubblica democratica con un’altra struttura più congeniale alle esigenze del mercato.
Gli era quindi stato affidato il volante del PD perché lo guidasse alla vittoria. Matteo Renzi l’ha schiantato contro un muro. Tre volte di seguito. Regionali, comunali, referendum.
Nonostante il sostegno di tutti i poter forti, con l’adesione compatta e servile dei media mainstream, in soli due anni il Cazzaro, coi suoi strapagati consigliori americani, le sue ministre-immagine, e tutta la sua corte di spocchiosi incapaci, ha perso tutto quello che c’era da perdere.
Matteo Renzi non è solo un perdente, è un recordman della disfatta.
Dopo il crash del renzismo, il Sistema s’è riavviato ripristinando la configurazione precedente. L’oligarchia si ritrova ancora una volta a dover escogitare una legge elettorale che rappresenti la volontà popolare il meno possibile, e nello stesso tempo consenta Grossolane Koalition permanenti, telecomandate dall’Unione Europea, sulle quali l’esito del voto possa produrre al massimo un rimpasto con l’espulsione di qualche sottosegretario indigesto, sputacchiato fuori come i canditi del panettone.
Dato il suo fallimento, gli interessi e la carriera di Renzi non sono più in cima alle preoccupazioni dei suoi committenti. Gliel’ha detto chiaro Mattarella nel messaggio di fine anno: Matteo stai sereno, non si voterà né quando né come servirebbe a te. Tutte le trattative sono riaperte. L’era della velocità è finita

Alessandra Daniele
Il rimpasto nudo
(08/01/2017)

Se c’è una cosa che in questo paese non manca mai e dei quali al momento non abbiamo assolutamente bisogno, questi sono i “cazzari”.

renzi-cazzaro

Il renzismo non è altro che un’allocuzione gassosa: resta l’odore ed evapora il resto. Ora siamo nuovamente in modalità ‘sobria’.

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MEDIA-WORLD

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , on 19 novembre 2016 by Sendivogius

hack-writerPer cercare di comprendere la grave crisi di credibilità in cui versano i “media” del circuito mainstream, a volte basterebbe semplicemente lasciar decantare gli articoli giù pubblicati sui principali quotidiani e, una volta sedimentata la notizia, rileggerli.
Perché i professionisti dell’informazione sono totalmente concentrati sulla propria opinione, da non accorgersi di tutto il resto, nell’ambito di una “grande narrazione” (la loro), funzionale ad un mondo immaginario, dove i fatti non vengono più raccontati, bensì interpretati liberamente; slegati come sono dal corso di quegli stessi eventi, che si ha la pretesa di spiegare. E, se in caso, i fatti si reinventano, creando cronache fittizie di un universo parallelo, dove le opinioni prevalgono sempre sul principio di realtà. A questo punto, non si può parlare nemmeno più di giornalismo, ma di letteratura fantastica; peraltro con risultati poco riusciti e assai discutibili. È evidente che una “informazione” così confezionata, in assenza di riscontri oggettivi e nell’evidenza delle smentite, finisce col perdere inesorabilmente di credibilità e soprattutto di Lettori, reciso ogni contatto con il proprio pubblico. Perché sempre più spesso e volentieri i giornalisti inseguono la propria idea innamorandosi della stessa. E poco si preoccupano di verificare se questa poi ha attinenze effettive con il reale. Va da sé che i risultati possono essere esilaranti…
enrico-deaglioQuello che vi proponiamo, selezionato nei suoi passaggi migliori, è un pezzo magistrale di Enrico Deaglio che un tempo era un bravo giornalista, prima di diventare romanziere part-time per l’intrattenimento comico degli eventuali lettori. Oggetto del temino, sono le elezioni presidenziali USA ed ovviamente il fenomeno Trump, descritto con le solite tinte fosche da apocalisse imminente e l’immancabile Reductio ad Hitlerum, per conferire pathos drammatico e dare colore all’involtino preconfezionato:

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«Questo articolo è scritto a 19 giorni dal voto; da circa un mese tutti i sondaggi registrano la costante crescita di Clinton, che ora è data vincente sicura. O quasi. Per perdere, dice il New York Times, dovrebbe “sbagliare un rigore a porta vuota”. Giorno dopo giorno, Trump è calato in percentuali, finanziamenti, appoggi politici e Stati considerati sicuri. Ha perso anche l’ultimo dibattito. In realtà quello che gli resta riguarda noi, il “nostro” modo di interpretare le cose. Temiamo che la rabbia del popolo verso di noi (establishment, giornalisti, 1 per cento, caste varie) sia ben più vasta di quello che appare; che il popolo stesso sia più razzista ed egoista di quanto sembri, e che Trump lo abbia ben colto. Non è successo così anche con la Brexit?
trumpPerò, poi, scacciamo l’incubo e ragioniamo: davvero, sbagliare un rigore a porta vuota è impossibile; così come il delitto in una stanza chiusa a chiave dall’interno: vincerà Hillary. E, alla fine, a raccontarla, non sarà per niente una brutta storia. Il romanzo di come un aspirante dittatore sia stato smascherato, di come i famosi anticorpi della società questa volta abbiano funzionato. Di come, insomma, i nuovi Mussolini e Hitler possano essere fermati. Almeno in America.
etichettature2[…] Ci si aspettava che il partito repubblicano reagisse a tali fosche fanfaronate, ma non lo fece. Con loro gli anticorpi non funzionarono. E Trump si fece polpette dei vari Jeb Bush, Marco Rubio, Ted Cruz. Quello che sembrava impossibile a febbraio, a maggio era una spaventosa realtà: Donald Trump vinse la nomination, con un programma di isolazionismo internazionale e autoritarismo interno. Una specie di “fascismo americano”; e la definizione non era per nulla campata in aria. Quel Make America Great Again, infatti, assomigliava molto ad America First, il movimento simpatizzante per Hitler che dilagò in America alla fine degli anni Trenta. C’era, allora, come ora nelle parole di Trump, il disprezzo verso gli immigrati, la nostalgia per l’America bianca in cui una élite comanda e i peones lavorano. C’era razzismo, evidente. Trump disprezzava i neri, gli ispanici, i disabili, le donne, il politicamente corretto. Aveva piuttosto il culto della forza, e del denaro. E i sociologi dicevano che la sua forza stava nella classe operaia americana, o quello che ne rimaneva. I valori del socialismo uniti a quelli della nazione, appunto.
dt-in-2[…] Oggi, Trump è finito. Non ci sarà nessun muro e nessuna deportazione. L’America continuerà ad essere un Paese democratico; non adatta a dittatori. Come hanno fatto? Hanno per caso qualche consiglio da darci?»

Enrico Deaglio
“Come si ferma un Trump”
(28/10/2016)

Fortunatamente NO! Visti gli esiti elettorali, faremo a meno di certi consigli.
Il problema dei profeti improvvisati è che, nella loro sicurezza acquisita da un presunto livello intellettuale superiore, tendono ad anticipare le proprie previsioni in un periodo storico immediatamente verificabile. Tecnicamente parlando, l’esito assume valore retorico e si chiama: “figura di merda”!

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The Young POOP

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , on 28 ottobre 2016 by Sendivogius

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Ci voleva il guru d’importazione, Jim Pessina, e pagarlo 400 mila euro per cotanto disturbo (com’era quella storia della riduzione dei costi della politica?), per fare la scoperta dell’acqua calda e così svelare ciò che qualsiasi anonimo passante avrebbe potuto rivelargli al costo di un caffè… No, Matteo Renzi non gode di grandi consensi tra quei ‘giovani’, che pure si è autoconvinto di rappresentare. Per questo ha come principale protettore politico un ex presidente quasi centenario.
renzi-napolitanoPiù prosaicamente, a volerla dire proprio tutta, il Bomba sta insopportabilmente sul cazzo a chiunque abbia meno di 45 anni. E, se per questo, pure tra gli over 50 non è che sia proprio gettonatissimo!
Ma davvero questo strafottente provincialotto ripulito crede che per risollevare il morale di un Paese schiantato basti la visione raccapricciante di se stesso che, strizzato nell’abitino buono delle grandi occasioni, scondinzola tutto giulivo dietro ad un O’Banana al capolinea, strofinandoglisi addosso come un cane in calore, e che intanto ammicca compiaciuto, ululando il suo piacere ai propri paparazzi di fiducia affinché immortalino la scena, tanto si crede fotogenico?!? 
renzi-e-obamaVeramente questa specie di fossile pensa di rilanciare la propria immagine, riproponendoci ad oltranza fino alla nausea il suo faccione sformato, costruendo intorno a sé un culto della personalità da regime nordcoreano?
poopMa guardatelo ‘sto disperato dalle ambizioni napoleoniche! Aitante come una merda tirata a lucido, mentre straborda da ogni pertugio mediatico che possa dare sfogo al suo narcisismo patologico, sfoggiando il sex-appeal di una porchetta riscaldata in padella, mentre cerca di accalappiare il “voto giovanile” che nella realtà lo schifa peggio di un lebbroso!
We Want RenziStudiatevelo nei movimenti e nelle pose, perché molto rivelano di un ego malato, mentre con risultati patetici cerca di accreditarsi come “volto giovane” e spingersi oltre le corsie di casi umani, dell’orda di quarantenni resi assatanati dall’orgia di potere, e dei vecchi cacicchi democristiani variamente riciclati, che infestano il partito bestemmia, funzionando da repellente elettorale.
Selfie_Renzi_Twitter Con le sue mancette, le sue smorfiette da cartone animato, i suoi sorrisi falsi come Giuda, al massimo può ricordare quei pervertiti con l’impermeabile che distribuiscono caramelle fuori dalle scuole, cercando di adescare i bambini. Forse può funzionare coi vecchi accattoni del parassitismo italico, rotto ad ogni clientelismo. Ma a 20 anni, a meno che non si abbiano seri problemi di personalità, difficilmente ci si può identificare con uno che, a dispetto dell’età anagrafica, è più vecchio del trisavolo trapassato e sepolto. E che per giunta va fanfaroneggiando in giro con un arroganza da bullo che proprio non può permettersi, visto il fisico da omino della Michelin, per giunta facendosi forte (come tutti i codardi) dietro le cariche della polizia inviata a razzolare i contestatori.
la-gente-mi-amaGuardatevelo ‘sto flaccido spacciatore di banconote da 80 vanity-faireuro, mentre si atteggia a gran fico (ci crede! Ne è davvero convinto..!) da “Vanity Fair” (o era vomit?) alle pagine della rivista “Rolling Stone”, che un tempo era un periodico musicale serio prima di fare da scendiletto a questa sottospecie di venditore ambulante, infarcito di retorica parrocchiale, con un campionario da Anni ’50… È il primo esempio veramente realizzato di Cazzaro POP che parla come il vostro bisnonno e cerca di accattivarsi la benevolenza degli antenati, rivolgendosi ad un’altra era…
renzi-napolitano - Isituto LupejpgTra i suoi pezzi forti c’è l’immancabile retorica senile sui “nostri figli”, riservata all’elettorato in pensione: “la cosa migliore è fare una chiacchierata con i miei figli, più che ascoltare rap”. Ma può fare di meglio: “Sono l’anti-rockstar per eccellenza”… “Mi ritengo quanto di più lontano dalla rockstar… Sono un ragazzo semplice, di periferia, un boy scout”… Per questo si fa intervistare da una (azzerbinata) rivista di musica rock. Quando si dice “centrare il target”..! Infatti stiamo ancora fermi alla canzoncina dei “Due Liocorni”, che certo non raggiunge i livelli spinti e la trasgressività di Cacca al diavolo..!
E poi ci sono altre perle inestimabili come questa: “quello che più si avvicina a Dylan (Bob) è Walter Veltroni, per il suo amore per l’America”
Dopo una simile intervista, ridare una qualche dignità alla rivista “Rolling Stone” è come restituire la verginità a Cicciolina..!
il-cazzaro-popA proposito del premier che si crede giovane tra i giovani, Una sola domanda sorge spontanea tra tanta desolazione: ma uno come cazzo fa a ridursi così?!?
Prossemica renzianaCi è nato (il sospetto è forte), oppure ha frequentato un corso speciale per raggiungere simili livelli di minchioneria stellare???
E questo sarebbe il politico gggiovane che si contrappone a “tutti quei politici che vivono nel culto di se stessi”? Da che pulpito!?! È proprio vero che con la faccia giusta, certa gente può dire quello che vuole… Aspettavamo giusto l’arrivo di ‘sti avanzi di nuovo..!

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