L’Autunno del Patriarca

Un fantasma si aggira per l’Europa…
Non sventola i drappi scarlatti che tanto terrorizzavano i gretti bourgeois di inizio ‘900, coi loro modi affettati, gli abiti di sartoria, e le fucilerie ben oliate, pronte a stroncare ogni rivendicazione sociale a passo di marcia.
È questo un fantasma a loro molto più familiare… viene da vicino… nasce in casa… lontanissimo da quella società civile, irrisa e sacrificata in nome del denaro e delle sue divinità a consumo.
È il frutto nefasto di una gravidanza ‘surrogata’ a livello finanziario tramite ‘derivati’, dopo essere stato incubato a lungo per via artificiale, nel ventre sterile ma famelico di mercati asfittici in eccesso di liquidità, ridotti a centrali organizzate per lo spaccio ‘collaterale’ lungo la voragine dei debiti sovrani.
Di “rosso” ha i bilanci in perdita di un capitalismo assistito ma arrogante, i saldi di bilancio prosciugati dagli sprechi, i listini azionari in caduta libera…
Come la “Maschera della Morte Rossa”, col suo tocco letale prosciuga enormi fortune attraverso emorragie irrefrenabili di capitali in evaporazione; strangola intere economie; distrugge redditi e risparmi; cancella i diritti in nome dei privilegi.
Nel mondo fatato del papi nazionale si è alfine affacciato, implacabile e funesto, lo spettro della “crisi”, a lungo evocata ed esorcizzata nelle percezioni di una psicologia distorta, tra i sogni di piaceri proibiti e rituali goderecci. Ha raggiunto le alcove dorate del satiro ceronato, che evidentemente si credeva immune al contagio globale mentre si baloccava nel suo magico reame di cartapesta, espugnando il salone delle feste con grande orrore dell’Imperatore e della sua corte di famelici lacché prezzolati.
È desolante notare, nel cupio dissolvi degli ultimi atti di una farsa indegna, come la fine del padrino di Arcore, nella sua immunodeficienza acquisita, coincida non col collasso di un intero sistema economico e sociale ma con l’esibizione pubblica dei suoi vizi privati dei quali è succube indecente, trascinato nel gorgo oscuro delle proprie perversioni sessuali, in una oscena quanto inesauribile sequela di scandali e squallidi figuri da basso impero in dissoluzione.
Nel disfacimento senile e materiale di un pornocrate che ha fatto della gestione totalizzante del potere una pratica mercenaria di amoralità assoluta, all’insegna di un erotismo malato e compulsivo, il peggior nemico del reuccio brianzolo che si credeva onnipotente non è la drammatica congiuntura internazionale; non è l’esangue opposizione parlamentare; non sono le infime eccezioni di una informazione tutt’altro che libera e indipendente; non è certo il dinamismo giudiziario di una magistratura umiliata e imbavagliata dalle pandette di una legislazione mutuata ad personam; meno che mai il risveglio civico di una società che, lungi dall’essere civile, sbatte la ciotola contro le proprie catene, reclamando un nuovo e più munifico padrone.
A quanto pare, a travolgere il papi (e si spera una volta per tutte!) saranno probabilmente gli eccessi smodati di una “esistenza disordinata” e miserabilissima nello squallore del suo privato a pagamento.

Per una strana legge del contrappasso, l’uomo che ha fottuto con gusto (e con successo) un intero paese per oltre sei lustri, nell’evidente compiacimento di chi gli prestava le terga, finirà dunque con l’essere fottuto lui stesso, a causa delle ossessioni perverse di un irrefrenabile spirito animale, votato al perenne sollazzo nell’imbarazzo del mondo che assiste esterrefatto.

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9 Risposte to “L’Autunno del Patriarca”

  1. Bellissimo e verissimo post.
    Complimenti

    Fluck Antonio

  2. ma finirà..? Non potrà durare in eterno, cavoli. A proposito, non so se hai già visto questo trionfo della dignità:

    P.S. La faccenda della crisi mi spinge sempre più a fare paragoni col 1929 – non che io sia particolarmente originale, chissà quanti espertoni l’hanno già fatto. Mi sembra che ci sia un clima affine… tu che dici?

    • Avevo avuto il discutibile “piacere” di ascoltare l’intervista con le raffinate considerazioni della De Nicolò, ma non nella versione estesa…
      Ehh è sempre tutta colpa della “Invidia”… come se le persone NORMALI possano davvero aspirare a vivere simili esistenze di merda (perdona la schiettezza).
      Se sei racchia te ne devi stare a casa, la bellezza è un valore, deve essere pagata.”
      E certo l’estensitrice di una simile perla deve reputarsi irresistibile, con quel suo muso da cane, disposta a vendersi un tanto al chilo!

      In riferimento alla congiuntura economica attuale, il paragone con la “Grande Depressione del ’29” è d’obbligo.
      Quello che invece si preferisce non ricordare e di cui ci si guarda bene dal parlare è la doppia recessione del 1937, che più di ogni altra calza con la situazione presente e spiega bene perché le attuali politiche economiche della UE sono destinate ad un catastrofico fallimento [QUI]..!

  3. Bellissimo articolo. Ma l’ultima immagine necessita di una colonna sonora adeguata. Mi permetto di suggerirtela. :D

  4. Coccociccio Says:

    Poveraccio…scrivi quasi bene, ma ogni tua parola trasuda l’invidia malcelata verso una persona senza meno superiore a te, se non altro per vitalità erotica. La tua meschina rabbia non è altro che la dimostrazione di una persona che vorrebbe “tutti uguali”, ma uguali a chi? Uguali a che cosa? Magari al “deficiente omogeneizzato medio”, proprio quello che il “politicamente corretto” si sta impegnando a creare, per meglio dominare una massa di “cervelloni” capaci solo di pensare alle cose che questo sistema ipocrita impone come “valori”, ma che, in realtà, non valgono neppure il quadratino di carta igienica usata per scriverli con la merda di cui sono intimamente composti! Bravo! Sei un “benpensante”, un “perbene”, sicuramente una persona che ha avuto problemi con la mammina ed il vasetto…ma se Silviuccio è stato più furbo di te e si è trombato femmine che tu ammiri solo in foto e possiedi magari solo attraverso la tristezza della tua manina frustrata, con chi te la vuoi prendere? Non ti sei ancora accorto che in Russia, al tempo dell’Unione Sovietica, i “capi” se ne stavano nelle loro belle dacie, con le loro “segretarie” accovacciate come cagne ai piedi, ripieni di vodka ed ingozzati di caviale, mentre il popolo dei “compagni” aveva il diritto a sei metri quadrati di coabitazione? Ma non andiamo lontano : guarda solo quello che hanno fatto i “benpensanti sinistrorsi” al potere per decenni a Roma, quartieri di sogno, come Spinaceto, il Laurentino 38, la Serpentara, Fidene e tanti altri ricettacoli di disperati, tossici, ladri e morti di fame, accomunati a molti poveri disgraziati lavoratori, costretti ad “integrarsi” con quella marmaglia…ma tanto siamo “tutti uguali”… Auguri, caro benpensante!

    • Ohhh ecco un altro di quei complessati papiminkia, convinti che uno possa essere davvero invidioso di un barilotto di cerone, con la pelata catramata da chissà quale impiastro, a simulare impossibili ricrescite… Invidioso di un vecchio bavoso, che si veste (e si comporta) come un gangster da anni ’30… Talmente bello e affascinante che recluta mignottoni, pagati con mazzette da ventimila euro a botta, simulando l’erezione con una pompetta idraulica…. E’ questa la tua concezione di “vitalità erotica”, CoccoCiccio?!? Bella, non c’è che dire… Sono talmente invidioso che te la lascio tutta insieme alla manina amica che, a quanto pare, ti è sempre vicina.
      Il mondo è bello perché avariato.
      Come vedi, per farti contento, stavolta scrivo semplice e molto “politicamente (s)corretto”, così ti senti più a tuo agio.

      Se ti può rassicurare, non ho avuto problemi né con la “mammina” né col “vasino”. Tu invece di problemi devi averne parecchi… E tutti drammaticamente irrisolti!
      Sono un “benpensante”?!?
      Semplicemente, sono abituato a pensare.. che è cosa ben diversa da quelli che benpensano, meravigliosamente rappresentati dal Pompetta e dai suoi onanisti da riporto…

      Ebbene sì, ho dei valori… che però non sono tascabili.
      Soprattutto, al contrario di te e del tuo idolo di cerone, non ho mai pagato per avere compagnia femminile.

      Evidentemente tu devi essere uno di quei dritti che si credono incredibilmente furbi, mentre continuano a prenderlo in der posto (direbbe Funari) da quando sono nati… Talmente concentrati a rimirarsi l’ombelico da non rendersene neanche conto, tanto sono avvezzi alla pratica passivamente subita.

      P.S.
      In borgata non ti fanno trombare, vero Ciccio?!?
      Evidentemente fai schifo pure a loro.
      Se fai una colletta tra i tuoi camerati sfigati, sulla Salaria con 30 euri, forse riesci a cacciarti via lo sfizio a pagamento, sperando in un gesto di pietà. Almeno per qualche secondo farai riposare quella povera mano disperata…

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