PARACONSISTENZA

Dracula di Bram StokerPersa per strada la benedizione dello spirito santo dalle parti del Quirinale per sopraggiunte dimissioni, dopo la stagionatura sotto salamoia prolungata oltre tempo massimo, speso malissimo il credito d’imposta accordatogli dall’inquilino del Colle, il figlio (prodigo) seduto alla destra del papi, e clonato a sua immagine e somiglianza, inizia a scoprire che anche la fuffa più estrema ha una data di scadenza. E che non basta post-datare in continuazione le etichette, per nascondere il tanfo di putrefazione che si leva sempre più intenso dai pacchi di governo, confezionati nelle cloache consociative delle Laide Intese.
Il papi e il figlioConsumati in fretta gli ultimi resti del vitello grasso, esaurite le mancette elettorali da distribuire a pioggia, e oramai a corto di coniglietti da estrarre dal cilindro per intrattenere un elettorato sempre più abulico, il Telemaco rignanese dai troppi padri putativi e senza più protezioni rischia di diventare, come il suo infelicissimo avatar mitologico, un reuccio senza corona, avviato precocemente verso la rottamazione anticipata, insieme al suo carniere di promesse e sbruffonate da chierichetto furbo.

Firenze, Matteo Renzi ed Enrico Letta a Palazzo Vecchio (©LaPresse)Enrico stai sereno

Per questo ha bisogno di un utile idiota da spendere alla presidenza della rinnovata repubblichetta bananiera, infeudata a misura di servo, che faccia da sponda sugli irti colli alle sue alchimie neo-dorotee per la conservazione di un potere di plastica.
In verità ti dico che io ti tradiròIn crisi di identità, quest’arnese transgenico è l’ibrido mutaforma che plasma se stesso a tutte le circostanze, secondo convenienza. È un meta-simbionte, che in apparenza si adatta all’organismo ospite per garantirsi la sopravvivenza, fintanto che non ne assume il pieno controllo per mutazione cellulare. Tuttavia, prima o poi, la sua reale natura viene sempre fuori…

xenomorfo“Mi accusano di non essere di sinistra.
E se ero di destra cosa facevo?”

Renzi il ParaculoMatteo Renzi
(27/04/2014)

Al riguardo, possiamo dire con certezza che non dichiarerebbe guerra alla NATO.
Piuttosto, avrebbe trovato molto più consono:

a) Cancellare l’Art.18 dello “Statuto dei Lavoratori”.
b) Istituire i licenziamenti collettivi di massa ed eliminare la giusta causa.
c) Promuovere l’ennesimo “scudo fiscale”, per condonare i patrimoni illeciti occultati in Svizzera.
d) Aumentare le aliquote IVA e le imposte indirette sui consumi.
e) Aumentare la tassazione sulla liquidazione di chi perde il lavoro.
f) Ridurre le indennità di disoccupazione.
g) Depenalizzare la frode fiscale.
h) Abusare della decretazione d’urgenza.
i) Forzare le procedure di revisione costituzionale.
k) Ricorre al voto di fiducia, con una media di quattro volte al mese.
l) Accentrare nelle mani del “leader” il maggior numero di poteri possibili.
m) Abrogare le assemblee rappresentative, sostituite con oligarchie di nominati.
n) Modificare gli atti legislativi, introducendo di nascosto norme ad personam durante la notte di Natale.
o) Denunciare i sindaci che istituiscono registri per le coppie di fatto e celebrano matrimoni gay.
p) Non votare l’autorizzazione a procedere nei confronti di parlamentari indagati per corruzione.
q) Governare ed allearsi stabilmente con un partito che si chiama “NuovoCentroDestra” e che detiene un 1/3 dei ministeri con un peso elettorale del 2%.
r) Sancire patti segreti, dei quali non è dato conoscere i contenuti, con il capo (interdetto dai pubblici uffici) del principale partito di opposizione di destra.
s) Comprare aerei da guerra, che costano troppo e funzionano male.
t) Tagliare i fondi pubblici a Istruzione e Sanità.
u) Vincere le primarie coi voti dei fascisti.
v) Falsificare il risultato delle primarie, ricorrendo alla compravendita dei voti.
x) Avere il sindacato per nemico e la confindustria come amica.
y) Manganellare gli operai e cenare coi padroni (che pagano il catering e lasciano offerte).
z) Pensare che l’astensione elettorale non sia un problema.

Il processo di ibridazione è talmente avanzato, che il piccolo principe dalle ambizioni smisurate non è più nemmeno in grado di rendersi conto quanto grande sia la contraddizione…
Matteo Renzi e Ciriaco De MitaMa la vera domanda è: perché scegliere le imitazioni dell’ultima ora, per giunta contraffatte male nella “ditta” del partito bestemmia, quando si può disporre di un’ampia scelta di modelli originali a marchio doc?

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4 Risposte to “PARACONSISTENZA”

  1. FrancoG Says:

    Il governo Renzi è riuscito dove gli altri hanno fallito… peccato che “gli altri” corrispondano alla premiata gang Berlusconi & Co.
    Grazie al principino, infatti, il porno nano è riuscito a far più danni da morto che da vivo.
    A volte la realtà supera di gran lunga la fantasia…

    Chi avrebbe mai immaginato che i voti di FI sarebbero stati determinanti a salvare un governo PD?
    Chi avrebbe osato pensare che esponenti PD di peso, un giorno sarebbero stati declassati al rango di parassiti da una mente eccelsa di (ex) area Cuperliana?

    Il sodalizio ” I Renzusconi” funziona.. ed anche bene, consente a Renzi di proseguire, senza grosse difficoltà, l’opera di demolizione intrapresa, di continuare a piazzare fedelissimi in posti chiave e di mantenere partito e governo ben stretti nelle proprie mani.

    Dal canto suo il Berlusca ha bisogno di Renzi sia per recuperare anzitempo quell’agibilità politica, persa dopo un ventennio di (dis) onorata carriera, nonchè, cosa per lui vitale, di avere al colle un presidente che non gli sia manifestamente ostile.

    Come se ne esce? Con le elezioni ancora lontane, l’unica occasione a breve per indebolire questo sodalizio scellerato, è la scelta dell’inquilino del colle.

    Se, come auspicano in molti, in cabina elettorale si scatenerà l’inferno, l’impatto politico conseguente, sarà di enorme portata e Renzi dovrà obbligatoriamente prenderne atto.

    • Carissimo Franco,
      Considerando la vastità dell’universo renziano e quanto ampi siano gli orizzonti della dimensione ideale di riferimento del piccolo principe di Rignano, i requisiti fondamentali del nuovo Presidente della Repubblica sono piuttosto facili da indovinare: amico, o comunque nella cerchia stretta delle frequentazioni del Bambino Matteo; e possibilmente toscano, meglio ancora se di Firenze.
      In merito, Ugo De Siervo risponderebbe al profilo. Vabbé è ligure, ma ha sempre vissuto a Firenze ed è stato professore del nostro Telemaco.
      E se conosco bene i miei polli da batteria, in primis quelli che starnazzano a vuoto all’interno della “ditta”, a parte qualche rara eccezione e dopo un po’ di “ammuina”, alla prova dei fatti si schiereranno come sempre allineati e coperti, usi ad obbedir stridendo.
      Il problema (insanabile) della “Ditta”, Bersaniani & Co. di provenienza DS, è intrinseco alla sua stessa natura politica… La cosiddetta ‘sinistra’ del PD considera Matteo Renzi una sorta di male accessorio, speculare alla permanenza al governo. In proposito, l’ex margherito è vissuto coma una parentesi provvisoria, perché i segretari cambiano ma il partito resta. Superato il periodo, tutto tornerà come prima, col ripristino dei vecchi equilibri interni.
      E non si accorgono i cosiddetti “dissidenti” che la mutazione in atto è invece genetica e irreversibile.
      Poi c’è un altro problema che attiene la forma mentis stessa della dirigenza “demokrat”, abituata a pensare se stessa ed il ‘partito’, come istituzione nelle Stato, nell’identificazione totale con lo stesso, specialmente quando sono al governo. E’ in fondo un vecchio reflusso non privo di venature totalitarie, mutuato dalla concezione del potere che a loro tempo avevano democristiani e PCI.
      Ne consegue che conservare la maggioranza di governo non è speculare all’esercizio del potere per il gusto del medesimo (come avveniva nella DC dorotea), o per imprimere e condizionare le politiche messe in atto come punto di ‘svolta’ (vecchio PCI nell’ipotesi migliore). Rimanere al governo nell’esercizio di funzioni esecutive è un “atto di responsabilità”, un “dovere” al quale non ci si può sottrarre. Tatticismo togliattiano e pragmatismo moroteo, incistati su cinismocrazia fanafaniano-dorotea. Ecco perché un partito come il PD, a parte i maldipancia interni, poi appoggia indistintamente Monti, Renzi, le larghe intese con Berlusconi… e qualunque altra minestra venga servita a tavola. E’ keynesiano in economia, ma poi applica il peggio del rigorismo di matrice monetarista; è contro il precariato di massa, ma poi ne estende le tipologie a dismisura, eliminando le tutele del lavoro; è contro le nuove povertà, ma di concreto non fa nulla per contrastarle; sostiene tutto ed il contrario di tutto.
      Per “senso di responsabilità” è ovvio!
      Ciò che conta è la sopravvivenza del Partito, concepito come entità immanente e pervasiva da cui tutto prescinde e tutto è sacrificabile.
      Per questo, i “dissidenti” voteranno qualsiasi presidente la direzione del partito (ovvero Renzi-Berlusconi-Verdini) imporrà. Però poi correranno davanti ad ogni microfono disponibile per esprimere tutto il loro dissenso.
      Renzi l’ha capito da un pezzo. E infatti li mette a fatto compiuto, umiliandoli senza ritegno. Tanto sa che dal ‘partito’ (oltre il quale è impossibile per loro immaginare se stessi) non usciranno mai, così come sono incapaci di creare una vera fronda. In fondo interpretano tutti un copione già scritto… Non per niente, lo chiamano “teatrino della politica”.

      Il sistema renziano collasserà (ed io credo presto), perché innanzitutto sta esaurendo il suo appeal elettorale; perché la crisi sta consumando ogni residuo collante sociale; perché un parlamento esautorato (e non ricandidato) alla fine reagirà per questioni di resilienza ad una simile concentrazione di poteri. E perché il prossimo PdR, chiunque esso sarà, appena insediato non avvallerà mai la forzatura dei regolamenti parlamentari e dei vincoli costituzionali, al contrario di Giorgio Napolitano (di cui il Renzi premier costituisce un prodotto), per salvaguardare lo spocchiosetto ducetto fiorentino e la sua baby-gang.

      • FrancoG Says:

        Io credo che la sinistra del Pd si trovi ad un bivio con obbligo di scelta. Non può più sottrarsi, chiacchiere e distinguo hanno esaurito ogni valenza politica. Per la loro stessa sopravvivenza devono per forza prendere posizione e far qualcosa, anche rottura totale e conseguente scissione. Se come credo, Bersani, Cuperlo, Civati & Co vogliono continuare a far politica, non possono più consentire al bimbominkia di continuare a bastonarli. Qui è in gioco la credibilità di tutti i dissidenti. Non mi illudo che quanto si apprestano a fare è per interesse sociale e non per tornaconto personale, ma indebolire e possibilmente estromettere il pagliaccio toscano è una missione umanitaria e prioritaria a cui a nessuno è dato sottrarsi.

        • Non posso che essere d’accordo con te, in tutto e per tutto.
          Purtroppo, noto pure che certe priorità negli ambiti che ‘contano’ vengono troppo spesso messe in secondo piano…

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