Archivio per Costume

GENTE DI MERDA

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , on 22 luglio 2021 by Sendivogius

Da quello che emerge colui che si è difeso sarebbe stato aggredito da un soggetto pregiudicato, clandestino, noto per violenze, aggressioni e atti osceni in città…
Colui che ha reagito è un docente universitario di diritto penale e istruttore di forze di Polizia, avocato penalista noto e stimato in città, quindi non penso che Voghera si sia trasformata nel Far West.
Voglio disarmare i delinquenti e poi il processo spetta alle autorità. Se si tratterà, come si legge oggi su alcuni giornali, di legittima difesa, allora qualcuno dovrà chiedere scusa a questo assessore.

Matteo Salvini
(22/07/21)

Notate con quale voluttuoso godimento necrofilo si compiace il sempre più indecente Capitan Mitraglia, alla vista succulenta del “clandestino” (nuova categoria del sub-umano) impiombato a freddo dall’improvvisato giustiziere della notte: uno di quelli che scambia la “legittima difesa” con la licenza di uccidere, per privilegio di censo ed impunità di status; uno che se ne va in giro sventolando la pistola nella sua Alabama padana, a caccia di negri da castigare (mettere al loro posto), e che trova la sua naturale rappresentanza nelle cloache del nazileghismo, all’ombra dell’osceno Capitone a mano armata.
E giustappunto, mentre ne celebra le gesta sparatorie, lo fa con la stessa libidine pornografica con cui va sguazzando voglioso tra sughi stracotti e rifritti, sbavando famelico davanti ad una ciotola di rognoni fumanti, ospite d’onore alla Sagra del Porco, intanto che ingurgita cibo spazzatura a comando con bulimica voracità, grufolando tra immondi pastoni, con la stessa voluttà con la quale va ciucciando rosari.
Senza ritegno, senza vergona, smarrita da tempo ogni decenza (se mai ne ha avuta alcuna).
Soppesatelo, nelle sue argute argomentazioni, mentre si arroga del suo ius vitae necisque, e decide chi è degno di vivere e chi invece merita la giusta punizione del boia itinerante di turno, travestito da sceriffo, delineando le nuove categorie dell’inutile e dei reati passabili di pena capitale con esecuzione immediata: “gli atti osceni in città”! Né sovviene a LVI, ed al resto della sua gente di squadra, cosa sia la vera oscenità di cui è portatore insano.
 Per lo stesso principio, anche Jack The Ripper era una persona perbene, presumibilmente un membro rispettabile della comunità, uno di quelli del non se ne può più, e che coi mezzi a sua disposizione non faceva altro che ripulire le strade di Londra e “purificare” il mondo, da quella feccia umana che portava degrado e diffondeva le malattie: le prostitute… che oscenità, signora mia!
Ora guardatelo, mentre reclama la sua libbra quotidiana di carne (umana). Soprattutto, osservatelo mentre freme eccitato alla vista del sangue, senza nemmeno riuscire a trattenere le polluzioni forcaiole del linciaggio mascherato.
E chiedetevi se questo è un uomo (o una merda).

Homepage

Semantica giustizialista

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , on 21 luglio 2021 by Sendivogius

Detenuto ammanettato e pestato in carcere da una squadretta punitiva di energumeni in divisa?
Caduta accidentale dalle scale.
O, in alternativa, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale.

Un ubriaco ti spintona e lo respingi con uno schiaffone?
Concorso in rissa.

Un ubriaco disarmato ti spintona e tu gli spari e lo ammazzi a sangue freddo?
Se sei un nazista della Lega, legittima difesa.

Homepage

La Ricreazione

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , on 14 luglio 2021 by Sendivogius

Sorvoliamo sui rituali pecorecci da zobia grassa per scimmie ubriache, con tanto di carro da parata per la sfilata di carnevale ed altre pagliacciate di dubbio gusto.
Come ai bei tempi dei panes et circenses (e gli antichi imperatori lo sapevano bene), bisogna in qualche modo lasciar sfogare le frustrazioni di una plebe di sfaccendati e perdigiorno a sussidio, nell’orgia festaiola che sempre segue la fine della peste (o la rimozione della stessa). È la miglior valvola di sfogo a buon mercato, ed al contempo di controllo sociale, che esista, per prassi collaudata nei secoli; almeno fino a quando il giocattolo non sfugge di mano e l’eccitazione straborda fuori dai recinti controllati, dove va in scena l’adorazione profana del vitello d’oro. Prima o poi la ricreazione prolungata finirà, e già si prepara il saldo a pagare per l’autunno, ma intanto non è il caso di disturbare la festa, imbandita sulla narrazione delle splendide sorti progressive, all’aba del “nuovo rinascimento italiano” (risate in platea!).
E mentre nelle strade italiane si inscena un baccanale da tana libera tutti, mentre sono ancora in vigore le rigidissime disposizioni anti-covid del Comitato di Salute pubblica, efficaci come le “grida” manzoniane in pieno clima da burlesque, e da tutti disattese, continua la farsa ad oltranza della premiata ditta di governo che, dopo i carnasciali con tanto di maxischermi montati nelle piazze, adesso pigola qualcosa a proposito di “pass vaccinale” per accedere in bar e ristoranti, forse più utile a limitare la vendita incontrollata di alcolici a torme di ragazzini eccitati, che nel primo pomeriggio già ingollano sambuca (roba che manco il mio bisnonno!), sui marciapiedi invasi da tavolini abusivi, tanto per scaldarsi prima di cominciare l’aperitivo ad oltranza in overdose alcolica. E nello sbrago generalizzato ovviamente il problema è la riapertura delle scuole a Settembre, o la didattica in presenza nelle università, o il limite di due persone per la discussione della tesi di laurea in un’aula da 50  posti. Lo specchio di un paese grottesco (e di una classe ‘dirigente’ ignobile) nella definizione delle sue priorità.

Homepage

LA SINTESI PERFETTA

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , on 1 luglio 2021 by Sendivogius

Ci sono titoli che meglio di ogni altra cosa riassumono alla perfezione il senso di un governo e la sua ragion d’essere, rivelando sponsor e mandanti per niente occulti alle origini del suo insediamento, con gli obbiettivi strategici che questi si ponevano fin dall’inizio dell’intera operazione, nel malcelato compiacimento che trasuda dai giornalini di riferimento:

Condono fiscale tombale.
Licenziamenti di massa.
Stornare tutti i fondi pubblici disponibili, verso le casse confindustriali a rimpinguar le tasche.

E lo fa, secondo il comprovato assioma padronale che è molto meglio levare ai poveri per dare ai ricchissimi, con la grancassa mediatica accordata in un’unica orchestra nel levare gli osanna all’ennesimo salvatore della patria, insediato a tutelare i privilegi di pochi nel disinteresse di molti.
È la sintesi del Governo Draghi. Tutto il resto sono dettagli.

Homepage

(148) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , on 28 giugno 2021 by Sendivogius

Classifica GIUGNO 2021″

Ormai è deciso: l’emergenza pandemica è finita!
Cioè, Corona è vivo e lotta contra di noi, ma il governo salvifico della divina provvidenza, con l’uomo che ha preso il posto dello Spirito Santo alla destra del Padre, di fatto ha stabilito che il virus non esiste più. Ufficiosamente, perché di ufficiale non c’è nulla.
Niente di messo per iscritto, per carità! Le scartoffie ingombrano e sul lungo periodo possono essere compromettenti. Mancano indicazioni e le valutazioni certe. Ma non aspettatevi che queste vengano sottoscritte dal Nuovo CTS Mariano di esperti chiamati dal Messia, a sostegno del mutato ciclo aperturista, mentre la “Variante Delta” impazza e fa furori in global tour. Ma questo è meglio non dirlo.
La campagna vaccinale prosegue allegramente alla cazzo di cane, dopo l’indecente farsa collettiva di AstraZeneca, gli “effetti collaterali” nascosti sotto il tappeto e seppelliti in fretta, onde non disturbare la grande narrazione corale: milioni di prime dosi inoculate per fare statistica e pochissimi che abbiano davvero concluso il ciclo di somministrazione vaccinale. Ma bisognava fare in fretta! C’era la stagione estiva alle porte… i locali da riaprire… gli stadi da riempire… le mascherine da togliere, come gesto simbolico di liberazione… Ed il generale Tapis-Roulant vuole un’altra patacca da appuntare al medagliere.

Soprattutto ci sono i padroni che hanno sete di sangue operaio e cercano una scusa valida per avviare i licenziamenti di massa. E questo è sostanzialmente il motivo per cui abbiamo l’ennesimo “governo di salvezza nazionale”; ovvero, per peggio dire, dei “migliori”, per uno di quegli ossimori che trascendono il senso del ridicolo per entrare nella cialtroneria, come più si addice alla pletora dei peggiori che si credono aristocrazia.

Hit Parade del mese:

01. GIRAVOLTE

[06 Giu.] «Io non ho mai fatto una campagna contro gli immigrati»
(Matteo Salvini, lncommentabile)

02. COMPLOTTO!!!

[01 Giu.] «Si avvicinano le elezioni e ormai si inventano tutto per fermare Virginia Raggi. La targa con il nome sbagliato di Carlo Azeglio Ciampi non è un semplice errore. Vi sembra possibile? A me no.»
(Paolo Ferrara, Pasdaran a 5 patacche)

03. ORGANI E MUSCOLI

[20 Giu.] «Il cervello è un muscolo.»
(Davide Barillari, altro coglione a 5 stelle)

04. IL RISOLUTORE FINALE

[10 Giu.] «Risolverò i problemi di Roma, come Mr. Wolf»
(Enrico Michetti, Radio-Tribuno)

05. PADRONI CERCANO SCHIAVI (I)

[11 Giu.] «Ragazzi, rinunciate ai sussidi e mettetevi in gioco.»
(Guido Barilla, il Banco)

06. PADRONI CERCANO SCHIAVI (II): lo stipendio, che pretesa!

[01 Giu.] «Se a qualcuno, quest’estate, verrà in mente di venirla a menare con domande alla carlona del tipo: quanto si lavora? Quanto mi dai? Quando è il giorno libero? Vi dico con il massimo garbo possibile: non vi presentate. Non c’è bisogno di persone come voi»
(Alessio Maggi, negriero moderno)

07. LA PEDOFILIA È UN ORIENTAMENTO SESSUALE

[03 Giu.] «Se una persona dicesse ‘io i pedofili li metterei tutti al muro’, sarebbe incriminabile in base al ddl Zan, perché la pedofilia è un orientamento sessuale.»
(Carlo Nordio, Deviato Mentale)

08. “FISCHIA IL VENTO”, COGLIONE!

[06 Giu.] « Bella ciao non copre il gusto di tutti gli italiani: è troppo di sinistra. Non è la canzone dei partigiani, è la canzone solo dei partigiani comunisti.»
(Ignazio La Russa, fascista)

09. QUANDO L’AVEVAMO GIÀ SENTITA?!?

[28 Giu.] «Stiamo addomesticando il virus: ora è più simile ad un’influenza.»
(Sergio Abrignani, domatore del Nuovo CTS Mariano)

10. DIAMO I NUMERI

[07 Giu.] «Avremo 54,3 milioni di vaccinati entro settembre.»
(Francesco Paolo Figliulo, inesauribile contaballe)

Homepage

Il Tempo delle Meloni

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , on 5 giugno 2021 by Sendivogius

Di tanto in tanto, i poteri deboli del “paese reale” nell’Italia che conta sentono l’irrefrenabile desiderio di frugare negli scaffali dei discount della politica, alla ricerca di qualche prodotto di seconda fila da lanciare sul mercato elettorale, e riciclare scarti di nuovo che avanza.
Affascinati dal diversamente giovane, dopo averci propinato la compagnia di giro a 5 stelle, specializzata nella parodia della rivoluzione francese… dopo essere caduti in estasi mistica per un accrocco vetero-democristiano, ovvero la personificazione ambulante di un disturbo narcisistico della personalità, con addosso gli stracci lavati nell’Arno di un blairismo riesumato dopo 15 anni dal suo fallimento… dopo essersi intruppati a passo dell’oca dietro ad un ciucciatore compulsivo di rosari, travestito da gendarme con una vocazione per le imitazioni ducesche… adesso è tempo di scaldarsi con le fiamme missine di Giorgina Meloni, perché pure lei pare faccia tanto “popolo”.

In politica da quasi 30 anni, originale come le foto di una vita fa (taroccate in photoshop e abbellite del 500%) che lo staff di panzetta nera manda in giro a pomparne l’immagine di carta, Giorgina è la nuova eroina patinata del nuovismo ritrovato (malattia infantile del giornalismo senilizzato), in grado di titillare l’interesse di qualche catone settuagenario… di quelli che costituiscono la truppa d’assalto dei liberali giorgiani, ostracizzati dalle elite radical-chic per tanto ardimento incompreso di pensiero.
Oggi è il turno del prof. Marco Tarchi, che per spandere le sue raffinate riflessioni sceglie non per niente l’HuffingtonPost del nuovo corso feltriano: dirompente espressione del progressismo radicale, targato Agnelli.
Dal fondo del suo seminterrato occupato nelle case popolari, dove presumiamo viva contemplando l’avanzata delle nuove avanguardie proletarie, il prof. Tarchi non riesce a contenere il proprio stupore dinanzi alla straordinaria carica innovativa della Fratella d’Italia e della formidabile ascesa del suo partitino nostalgico nei sondaggi telefonici (che il politologo scambia per consensi reali).

“Fratelli d’Italia oggi è paragonabile solo in parte al M5S del 2013: ha storia breve e genealogia lunga, ed è composto non da gente comune ma da politici di professione. Se mancano candidati sindaci di spicco, però, non dipende solo dalla qualità politica della classe dirigente ancora da dimostrare. È il frutto di una ostilità di lunga data degli ambienti di élites verso tutto ciò che non sta a sinistra del centro. La colpa delle destre consiste nel non aver mai voluto tentare un’azione contro-egemonica”

Se i fascisti, sedicenti fratelli, d’Italia non hanno una classe dirigente neanche lontanamente degna di questo nome, ovviamente la colpa è della Sinistra che controlla l’establishment dei soliti “poteri forti” (e che stranamente non conta un cazzo però). Acuto osservatore, il prof. Tarchi fa finta di non sapere che la storia dei “Fratelli” (e soprattutto fascisti) è lunghissima: percola direttamente dal vecchio MSI del quale riprende immaginario politico ed armamentario ideologico, compreso il simbolo della fiamma tricolore, richiamandosi direttamente ai tempi gloriosi della Repubblichetta fantoccio dei filonazisti collaborazionisti di Salò (RSI), da cui i richiami nell’acronimo.
E, nonostante le cosmesi di facciata, proprio non gli riesce di andare oltre!
Se poi dalle parti della (estrema) destra neofascista sono ignoranti come capre ubriache, naturalmente la responsabilità è degli intellettuali progressisti che egemonizzano il mondo della Cultura (un tempo si sarebbe detto “culturame”), mica della naturale idrofobia che colpisce i “patrioti” ogni qualvolta si imbattono in quegli oggetti sconosciuti e terribili che chiamano ‘libri’.
Per imbastire un’azione contro-egemonica (?!?), innanzitutto bisogna studiare! Ed è difficile quando la massima espressione intellettuale di certa Destra non si eleva oltre il “Piano Kalergi” ed il complotto massonico delle plutocrazie giudaiche, mentre ammicca al nazifascismo di ritorno e celebra Léon Degrelle.
Al prof. Tarchi sfugge che le elite che si richiamano alla tradizione liberale, quelle vere e che in Italia non sono mai esistite, non certo quelle numerosissime dei cortigiani subito accorsi a baciare il pastorale della nuova Unta dal Popolo, sono conservatrici ma non per questo reazionarie.

E quasi mai hanno simpatie fasciste, perché nessuno si sognerebbe di celebrare marce su Roma, o dispensare immagini del duce come santini da salutare romanamente.
Ovviamente sono “cosmopolite”, perché sono abituate ad interrelazionarsi con ambiti più vasti, che non siano il razzismo da Bar-Sport nelle Alabame italiche della provincia profonda.
Concetti semplicissini, lapalissiani fuori dall’Italia, incomprensibili per l’ex missino Marco Tarchi che infatti indirizza altrove le sue frustrazioni accademiche, al riparo della nuova ideologia né-né.

Del resto, se abbiamo un Luca Ricolfi, ancora fermamente convinto di essere di sinistra (!), grande è allora la confusione sotto al cielo.

Homepage

(147) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , on 2 giugno 2021 by Sendivogius

Classifica MAGGIO 2021”

Sarà pure il risveglio di primavera, ma i coglioni sbocciano come fiori in un florilegio di minchiate a tambur battente.
E l’altro recovery… quello che non ha bisogno di incentivi, né sostegni, tanta è l’abbondanza e tale l’autosufficienza autarchica di un’Italietta piccola-piccola eppur ciarliera, che ha fatto della chiacchiera spicciola, il cicaleggio da bar ed il trastullo da ubriachi, un’eccellenza nazionale per eccesso di produzione. Sarà per questo che la massima preoccupazione dell’italiota medio, e dei politicanti che ronzano come mosche attorno al suo volubile consenso, pronte a planare sul fumante merdone di turno, sia la riapertura di bar e locali per tornare a sbevazzare in allegria. A tanto si riduce l’economia di quella che un tempo si fregiava per essere la sesta potenza economica globale.

Hit Parade del mese:

01. TROVA LA CORRELAZIONE

[11 Mag.] «Chiudere in casa gli italiani alle dieci di sera, tra l’altro nelle ore in cui sbarcano migliaia di immigrati a Lampedusa, mi sembra senza alcun senso, scientifico, economico e morale.»
(Matteo Salvini, night-stalker)

02. INVISIBILI

[06 Mag.] «La famiglia senza figli non esiste.»
(Antonio Tajani, il Garante)

03. CANNE AL VENTO

[14 Mag.] «La coerenza e gli ideali vengono prima di tutto.»
(Matteo Salvini, fedele alla linea)

04. MAGNA PURE TRANQUILLA

[16 Mag.] «Io mi preparo a governare la Nazione.»
(Giorgia Meloni, la Debuttante)

05. IMMACOLATA STELLA DELL’INUTILE

[14 Mag.] «C’è un’utilità in quello che faccio.»
(Alessandro Di Battista, l’Inutile)

06. ALL INCLUSIVE

[24 Mag.] «Quando ho visto sette invitati e una donna, ho detto che lo consideravo inaccettabile. Ho voluto mandare un messaggio forte, non solo a Propaganda Live, ma a tutti i programmi tv. Lancio l’allarme per un tema che rispecchia il Paese, anche in politica, task force, lavoro. Con rammarico devo declinare l’invito. Come scelta professionale non partecipo a nessun evento che non implementa la parità e l’inclusione.»
(Rula Jebreal, l’Autoesclusa)

07. MINI REATTORI NUCLEARI DA GIARDINO

[18 Mag.] «C’è un’opzione da sogno, ancora lontana, che è quella del nucleare a fusione, che mi auguro che un giorno possa diventare realtà. C’è invece un’opzione ben più concreta che è quella che riguarda l’utilizzo dei mini reattori nucleari a fissione che sono quelli che vengono generalmente usati all’interno delle grandi navi, che producono poche scorie e che arrivano a produrre qualcosa come 300 MegaWatt.»
(Roberto Cingolani, ministro della distruzione ecologica)

08. NUOVI BOTTI

[30 Mag.] «Siamo alla vigilia di un nuovo boom economico.»
(Renato Brunetta, Boomer)

09. ELEZIONI COMUNALI 2021

[21 Mag.] «Proponiamo che siano nominati due commissari aggiuntivi per il Giubileo del 2025.»
(Roberto Gualtieri, l’Aspirante)

10. LA TRAGEDIA DI UN UOMO RIDICOLO

[21 Mag.] «Gasparri? Per Roma sarebbe il miglior candidato politico possibile.»
(Antonio Tajani, lo Sponsor)

Homepage

Di Padre in Figlio

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , on 10 maggio 2021 by Sendivogius

 In uno di quei fondamentali editoriali che certo non faranno la storia del giornalismo, Mattia Feltri, figlio del più famoso Littorio, si è sentito in dovere di annunciare al popolo la sua entusiastica adesione al pacco referendario targato Lega-Radicali; almeno prima che l’ispirato articolo scomparisse dalle prime pagine dell’HuffingtonPost, dove pure faceva bella vista di sé.
Non meravigliatevi invece del connubio radical-leghista: sono due populismi speculari e complementari; anche se su scala ridotta nel caso degli orfanelli pannelliani, sempre buoni per tutte le copule possibili.
Ovviamente noi non entreremo nel merito delle scelte personali, ancorché pubbliche, del figliol prodigo. E poco importa se l’auspicata “riforma” della Giustizia (in funzione anti-magistratura), previo referendum, ricalca in tutto e per tutto il famigerato Piano di Rinascita della loggia eversiva Propaganda 2. Ognuno si accompagna a chi meglio lo rappresenta.
Più che altro, ci diverte molto come il puntuto Mattia Feltri, per motivare il suo sostegno incondizionato alla nobile iniziativa, non trovi niente di meglio che prendere di petto estensivamente la magistratura in blocco, presumibilmente “politicizzata”, naturalmente di sinistra (Feltri non lo dice, ma lo lascia intendere e poco ci manca che non parli di “toghe rosse”), portatrice castale di un’abnorme indipendenza (è un problema!), dove “la politica, specialmente a sinistra, continua a reputarsi un potere minore e si comporta da tale”.
Dalle parti della destra di potere e di sottogoverno prevale infatti il distaccato aplomb istituzionale del civil servant al di sopra di ogni interesse di parte.
Ovviamente, il Feltri figlio non coglie assolutamente la contraddizione di quanto va scrivendo, quando invoca una magistratura finalmente indipendente, come secondo lui avviene “in qualsiasi paese democratico occidentale dove, in forme più o meno attenuate, le procure sottostanno alla vigilanza della politica”.
E lo fa, mentre rivendica il primato della politica, e dunque dei partiti, da cui se ne evince implicitamente che la magistratura debba esserne eterodiretta e controllata. Ma lui la chiama “indipendenza”.
Politica ovviamente depurata da ogni contaminazione di sinistra ispirazione, dove prevarrebbe (secondo l’incontrovertibile opinione del liberalissimo Feltri):

“l’abitudine sovietica di cancellare il dissidente, di escluderlo dal panorama, di togliergli il diritto di cittadinanza (pensate alla meraviglia di Luca Paladini dei Sentinelli, che non ha voluto nei suoi canali social il video in sostegno alla legge Zan di Alessandra Mussolini, perché non si accetta solidarietà dai fascisti; dunque se dici qualcosa contro la legge Zan sei fascista, ma se sei fascista non puoi dire qualcosa a favore della legge Zan, e mi sembra un approccio di perfezione fascista).”

Evidentemente, Feltri (Mattia), perché buon sangue non mente, deve aver scambiato l’annacquata melassa democristiana che si fa chiamare “centrosinistra”, per il Consiglio Supremo dei Soviet, ed il mite Letta per una sorta di reincarnazione di Lenin, vista l’inquietante somiglianza fisica!
Ma il pezzo migliore del suo sgangheratissimo editoriale, Feltri Mattia (o era Littorio?) lo riserva contro Luca Paladini, leader informale dei “Sentinelli” di Milano. E non si capisce cosa c’entri, a parte la gratuità astiosa dell’attacco.
Paladini è infatti reo di non aver ospitato il contributo di Alessandra Mussolini sul suo sito, non conformandosi alla solidarietà pelosa degli stessi fascisti, dai ranghi dei quali provengono quelli che i froci li brucerebbero nei forni.
Spiace ricordare a Mattia Feltri, che sul proprio canale social uno è liberissimo di ospitare i contributi di chi più gli aggrada. Questo perché i giornali non sono cassette delle lettere dove ognuno imbuca quello che gli pare; figuriamoci dunque un blog privato.
Feltri figlio questo dovrebbe saperlo bene, visto che a suo tempo censurò senza mezze misure l’intervento di Laura Boldrini (amatissima da quella destra liberale alla quale Feltri strizza l’occhio), che si era permessa di criticare il disgustoso sessismo del Feltri padre, scambiando la testata editoriale che dirige come una sua proprietà personale da gestire come più gli pare. Ma guai a chiamarla censura!
Feltri Mattia di papà non parla; meno che mai si vuole pronunciare “sulle accuse di sessismo e altre fantasie”. Tanto meno permette di farlo ad altri sul ‘suo’ giornale:

in trentadue anni che faccio questo mestiere ho visto quotidianamente e più volte al giorno direttori buttare via articoli per mille motivi, di opportunità, di linea politica, di convenienza, di gusto, talvolta le scelte sono illustrate, altre liquidate alzando un sopracciglio, ed è la normalità eterna della stampa.”

Evidentemente, gli sfugge [QUI] ciò che normale invece non è… Però Luca Paladini doveva pubblicare l’irrinunciabile contributo della orgogliosamente fascista Alessandra Mussolini, perché in caso contrario il fascista è lui, nella perfezione dell’approccio che lo contraddistingue come tale.
Va da sé che il problema sono i “Sentinelli”, se l’Italia qualche problemino con l’omofobia ce l’ha: la causa non è il fascismo eterno degli italiani, ma degli antifascisti che vi si oppongono. Come per la magistratura, la riforma non si fa perché la sinistra non vuole. E non se ne può discutere. O meglio, non si può contestare il Feltri pensiero, che ha il dono dell’infallibilità e l’allergia alla critica, chiuso ad ogni obiezione, come ogni sincero democratico sa e pratica, mentre si contorce in arzigogolati sofismi, nel tentativo di riciclarsi da destra come direttore-padrone di un finto giornalino progressista, promuovendo temi cari a certo concentrato reazionario di ispirazione più o meno “fascista”. L’approccio perfetto.

Homepage

Duo di Picche

Posted in Kulturkampf, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , on 17 aprile 2021 by Sendivogius

L’Odio è il più efficace moltiplicatore di consensi a buon mercato, che esista sulla piazza elettorale. Qualsiasi cialtrone senza morale, o cinico demagogo privo di scrupoli, lo sa.
Figuriamoci dunque se un Capitan Sugna, o la slavata nana fascista da giardino, potrebbero mai lasciarsi sfuggire una simile opportunità, mentre si contendono il posto nella mangiatoia di un presepe nerissimo, inseguendo gli spiriti bovini nelle praterie dell’Ur-Fascismo.
Nonostante si tratti sempre della medesima merda riscaldata, nella riproposizione dello stesso copione recitato a soggetto, funziona ogni volta.  Stimolando (in)opportunamente l’amigdala rettiliana nella sua corteccia più primitiva, insieme alla Paura, l’odio è infatti l’unico elemento capace di trasformare le masse amorfe di citrulli sparsi, in compatte legioni di imbecilli intruppati nelle nuove squadracce digitali.

«Avere un nemico è importante non solo per definire la nostra identità ma anche per procurarci un ostacolo rispetto al quale misurare il nostro sistema di valori e mostrare, nell’affrontarlo, il valore nostro. Pertanto, quando il nemico non ci sia, occorre costruirlo.
[…] Pare che del nemico non si possa fare a meno. La figura del nemico non può essere abolita dai processi di civilizzazione. Il bisogno è connaturato anche all’uomo mite e amico della pace. Semplicemente si sposta allora l’immagine del nemico da un oggetto umano a una forza naturale o sociale che in qualche modo ci minaccia e che deve essere vinta

  (Umberto Eco. 15/08/2008)

C’è da dire che la Cip & Ciop del neofascismo di ritorno, riciclato in salsa sovrana con altri percolanti liquami, non arrivano a tanto, dovendo accontentarsi di nemici assai meno titanici (piace vincere facile), che siano alla portata del vuoto cosmico dove aleggiano i loro culti littori, con contorno di torte nostalgiche, trippe al sugo, ed altre cene identitarie, tra svettanti braccini tesi con turgida voluttà.
Specialista in materia è indubbiamente lo sozzo Re dell’Abbuffata compulsiva, l’Hannibal The Cannibal in crisi d’astinenza da sughi e paciughi coi quali era solito ingozzarsi a comando, per la gioia degli amici immaginari su facebook. In questi anni, il bulimico parassita dalla manducazione instancabile non ci ha fatto mancare nulla, soprattutto considerando il suo straordinario contributo nel trasformare ogni social media disponibile in una cloaca tossica: tra linciaggi in effigie, stupri virtuali, reiterati ammiccamenti nazistoidi, razzismo compiaciuto e sessismo estremo, Capitan Sugna ha superato ogni confine dell’indecenza (senza fondo come il suo stomaco), cambiando le uniformi dei suoi travestimenti da sbirro, così come cambia le sagome dei suoi nemici su bersagli intercambiabili.

Bersagli che di volta in volta addita ai suoi squadristi da tastiera, salvo ritirare la zampa che brandisce il manganello ogni volta il gioco gli sfugge di mano, in un ribollire di peti.
L’accanimento col quale il gargarozzone da sagra ama infierire con particolare compiacimento perverso ogni qualvolta il bersaglio di turno sia una donna ha un qualcosa di patologico, nella curiosità clinica che la cosa può suscitare in un bravo psicanalista che si occupi di sessualità deviata. Nel tritatutto della gogna sovranista, meglio conosciuta come “la Bestia”, un posto tutto particolare con relativo trattamento speciale lo hanno sicuramente avuto Elsa ForneroLaura Boldrini (vera ossessione dei nazisti da diporto)… e naturalmente Lucia Azzolina, che più di ogni altra deve aver smosso le polluzioni notturne della banda in calore dei frustrati sessuali in camicia nera.
Che poi costituiscono la base della comunicazione mediatica di questo fenomeno da bar-sport, con l’immancabile codazzo dei giornaletti amici: quella raccolta di talenti incompresi, cresciuti alla scuola di Indro Montanelli (raro scopritore di talenti!), e che attualmente si passano il testimone tra “Libero”, “il Giornale”, e “la Verità”, convertendo le loro peristalsi in ispirati ‘editoriali’.

Ma nel carniere di questo bullo seriale è passato un po’ di tutto… E questo è solo un piccolo elenco (incompleto) delle persone bullizzate dallo psicotico energumeno in orbace, quando rivestiva la carica di ministro della Repubblica e vicepremier del Governo Conte (!), nel frattempo passato anche lui nella sempre più numerosa categoria dei nemici:
Invero, Panzetta Nera non è da meno; salvo riscoprire la sua inviolabilità “in quanto donna e madre”, quando le sue invettive le ricadono addosso e il bersaglio diventa lei stessa per naturale legge del contrappasso, atteggiandosi ipocritamente a vergine violata con grugno dolente e sguardo acquoso.
Esaurita (almeno per il momento) la character assassination al femminile, il duo comico-sovrano (humor rigorosamente in nero) in comizio perenne si è concentrato ora sul ministro Roberto Speranza, colpevole di non riaprire tutto senza controllo alcuno, nell’Italietta sempre in festa, orfana dell’eterno carnevale.
La Germania è in lockdown totale da prima di Natale, la Francia si prepara ad estendere la zona rossa su tutto il territorio nazionale, ma in Italia col la sua media di 500 morti al giorno e vaccinazioni ferme al 7% si riapre tutto. E lo si fa per non scontentare l’elettorato dei due didimi sovranisti, ultimamente in competizione tra loro per il voto presunto di certi bottegai e ristoratori che a quanto pare dei contagi se ne fregano (come da tradizione), dove non è secondaria una certa Italia del nero (lavoretti in primis), delle cartelle esattoriali evase, redditi dichiarati da 5.000 euro all’anno e lo yacht ormeggiato in Croazia. Giusto quello che ci vuole per il Paese. Evidentemente, le riaperture estive e natalizie, alle quali solo per pura coincidenza sono seguite la cosiddetta seconda e terza ondata con recrudescenza dei contagi (varianti incluse) e balzo della mortalità, non hanno insegnato nulla. La mappa delle riaperture la decide Briatore & Friends.
Va da sé che tutte le colpe e responsabilità siano del mite Roberto Speranza, non attrezzato per il linciaggio in atto e del tutto privo del phisique du role, per contrastare l’assalto squadrista concentrico. A sindacabilissimo giudizio di Puffetta nera e Capitan Sugna, ispirati probabilmente al modello dell’amico Bolsonaro che tante meraviglie ha fatto e sta facendo in Brasile, il ministro Speranza sarebbe “incapace e incompetente”. La catastrofica gestione della pandemia, da parte del loro beccamorto di fiducia infeudato in Lombardia invece va benissimo, essendo una questione che non sfiora minimamente i due fenomeni da fiera per nostalgici.

Il problema infatti, secondo la coppia di dissociati, sembrerebbe essere la gestione delle vaccinazioni nella Regione Lazio… troppo grande è la figura di merda che ci fanno al confronto.

Homepage

Adventum Domini

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , on 20 marzo 2021 by Sendivogius

«Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per attaccarlo a un vestito vecchio; altrimenti egli strappa il nuovo, e la toppa presa dal nuovo non si adatta al vecchio. E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spacca gli otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti. Il vino nuovo bisogna metterlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: il vecchio è buono!»

(Vangelo di Luca 5,36-39)

In quei giorni, dopo la grande tribolazione, venne dalla BCE un Profeta per mostrarsi alle genti; quindi se ne andò sopra al colle del Quirinale a meditare. E seguendo il suo astro giunsero i magi, i due Mattei, l’Enrico II, l’Unto e bisunto dal cerone, insieme agli scribi ed ai farisei tutti, per adorarlo ed annunciare l’avvento del Messia venuto a mondare i peccati dei porci, laggiù raccolti attorno alla greppia del fondo perduto.
E allora le genti videro il Figlio dell’euro venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria e radunare tutti gli eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro del parlamento, che come nei giorni del diluvio mangiavano, bevevano, e si battevano il petto alla venuta di Mario, signore e salvatore. E ad ognuno di loro distribuiva monete d’oro, moltiplicando i bonus e i pegni.
C’è chi l’abbia visto camminare sulle acque, guarire gli ammalati e resuscitare i morti… sicuramente quelli tumulati nel cimitero di Montecitorio, rianimati alla loro garrula esistenza.
È Mario la toppa venuta a coprire le magagne di Giuseppi il peccatore, senza che ad un mese dall’annunciazione del messia salvatore, se ne noti minimamente la differenza, se non nel fatto che nel frattempo il buco s’è persino allargato, mentre già spuntano pendule le vergogne del nuovo corso…
Ma ovviamente questo non si può dire, giacché ben altri dubbi assillano gli agiografi convenuti in massa a stilare la vita illustrata del messia monetario, già in odore di santità per futuri autodafé.
È l’uomo che da “istituzione”, s’è fatto “culto” e “sacerdote” del culto medesimo. Di lui interessano soprattutto le cravatte, mentre si susseguono gli interrogativi (indosserà oppure no, la maglia della salute per resistere tanto bene al freddo), nell’ansia condivisa di conoscere la Verità sull’annosa questione…

“Draghi, il cui solo nome vale cento punti di spread. Perché c’ è sempre il guaio del debito pubblico, ma adesso anche il disastro Covid e il Recovery da pianificare. Draghi, che dove va, ogni occasione diventa più importante; Draghi ubiquo e multifunzionale, una quantità di lauree honoris causa, accademico pontificio, sintesi vivente di creatività italiana, rigore tedesco, understatement britannico; Draghi che Trump prima lo prese di petto, poi dovette fare marcia indietro, «ah, ci servirebbe un Draghi alla Federal Reserve!».
Draghi, che chi parla con lui prende a emanare una luce speciale. Vissuto come mito, a 360 gradi: viaggia in economy e in seconda ferroviaria, si nutre di barrette energetiche, non sente né caldo né freddo (il futuro suocero, temendo non potesse permetterselo, gli voleva comprare un cappotto), si organizza pure il sonno. Amen.”

 (La Repubblica, 31/01/21)

«Non sente freddo ed è puntuale, Draghi è l’opposto di Conte. Chi ha mai visto Mario Draghi indossare un cappotto? Il freddo non impaurisce il nuovo presidente del consiglio, come da antica tradizione: alla Banca d’Italia c’era chi lo aveva soprannominato “l’atermico”, per la sua capacità di resistere alle basse temperature senza indossare altro che una classica giacca, e privandosi pure di un maglione sopra la camicia. Molto meglio di “glaciale”.
È da sottolineare che l’arrivo di Draghi ha reso felice il Quirinale anche per l’attitudine svizzera dell’ex numero uno della Bce di arrivare puntualissimo, anzi in anticipo, agli appuntamenti.
Non si contavano più, sul colle presidenziale, le proteste per i continui ritardi di Giuseppe Conte, tanto che all’avvocato del popolo era stato appioppato un soprannome certo non elogiativo: “levantino”. Tra l’altro, si risparmierà molto grazie alla puntualità di Draghi e alla sua idiosincrasia per le riunioni notturne: niente più straordinari da pagare.»

 (Gianfranco Ferroni, su “Il Tempo” del 15/02/21)

Intanto vidima decreti in serie, con quella firma e quella “M” così inconfondibile ed accentuata, che è “segno di forza interiore ed intelligenza” (!), mentre i fiumi di saliva colano copiosi ad ungere le sacre terga del povero Messia del tutto involontario, vittima dello zelo di legioni di lacchè, quanto mai ansiosi di indossare la livrea…

«Nulla sembra eccedere sia negli atteggiamenti sia nella manifestazione delle personali doti politiche che lo hanno reso uomo della “polis” più che della casta. La praticità e la competenza acquisite sul campo, hanno formato una coscienza e una cultura che, congiunte all’essenzialità di un pensiero fatto di poche parole, ma di molti fatti, si colgono chiaramente sia nella scrittura che nella firma. Ciò è favorito anche da un carattere riservato ma non chiuso, per cui sa controllare e verificare tutto attorno a sé senza peccare di complessi di superiorità né d’inferiorità; risulta che egli, molto probabilmente, in età adolescenziale può aver sofferto di timidezza e d’insicurezze esistenziali. Ciò non gli ha però impedito una scalata prestigiosa e sempre in un ambito di correttezza.
Per Erich Fromm gli uomini politici sono tutti presi da forme narcisistiche più o meno forti. Ebbene in Draghi, proprio per l’essenzialità del carattere, espresso da una scrittura parca e priva di ogni sproporzione, ciò non sembra emergere, a vantaggio quindi di una progressiva crescita sociale e professionale che, pur gratificandolo, non lo ha spinto ad alcun eccesso. Il bagaglio energetico appare robusto e ben costruito per cui egli riesce a tollerare bene la fatica, anche in condizioni di stress, e ciò gli permette di sopportare una certa dose di frustrazioni. In definitiva, possiamo dire che, essendo la scrittura un mezzo di comunicazione, in Draghi mette in evidenza una personalità dotata di discrezione, di abilità mentali e di concretezza che gli evitano voli di Icaro e falsa umiltà.
[…] Ma sono soprattutto il discernimento, la riflessione e l’armonia interiore che fanno di lui un personaggio dotato di equilibrio anche a livello morale (vedi scrittura scorrevole e sobria).»

 (Evi Crotti, su “Il Giornale” del 06/02/21)

A cotanto è ridotta la stampa italiana nella sua inestirpabile vocazione adulatoria e cortigiana, anche se travisata da articoli salottieri pernsati per l’intrattenimento estatico.
In attesa del miracolo dell’Avvento prossimo venturo per grazia ricevuta, a 45 giorni dall’insediamento del ‘gabinetto’ (nel senso di WC proprio) di salvezza nazionale, è scomparso ogni riferimento al famigerato MES, che pure era stata causa indefettibile della caduta di Giuseppi. Se prima era indispensabile, ora non è più essenziale (Carlo Cottarelli),  giacché adesso è “Mario Draghi il nostro MES” (Davide Faraone), nella proteiforme strumentalizzazione di un premier che assume tutte le forme i suoi ” custodi” vogliano.
Dopo aver puntato tutto sul vaccino sbagliato, che manco viene fornito dopo essere stato pagato in anticipo, la campagna di immunizzazione continua a non decollare, direttamente ferma al palo per la sospensione delle somministrazioni e delle forniture di siero. Senza che alcuno se ne adonti più.
Continuano le serrate degli esercizi commerciali e della ristorazione, in attesa dei “ristori” e altre mancette, ma Capitan Sugna ha preso a grufolare altrove (delivery food?), rinunciando a pompare la protesta. Ora c’è Super-Mario, mica Giuseppi! E LVI è di nuovo al governo con tutti gli annessi e connessi.
Le scuole di ogni ordine e grado ovviamente restano chiuse fino a data da destinarsi. E quello non frega a nessuno.
Continua la distribuzione di massa di soldi e bonus ad libitum, molto meglio se dispensati alla cazzo di cane, senza uno straccio di progetto (o controllo), nella totale assenza di coperture a debito illimitato.
Ovviamente, è stata rinnovato la farsa tutta italiana dei Mississipi Navigators, senza colpo ferire.
Continua a non esserci un vero piano per il Recovery fund, inteso più che altro come un’immensa estensione della “legge mancia” in tempi di vacche magre, dove attingere denari a man bassa per i propri collegi elettorali ad uso clientele. Fondamentale è il nuovo stadio della Fiorentina Calcio.
Si aggiunge in compenso l’introduzione dell’immancabile condono fiscale per i soliti furbetti, con la cancellazione delle cartelle esattoriali inevase tra il 2000 ed il 2015: anni durante i quali la pandemia notoriamente infuriava in tutta la sua virulenza; nonché regalino simbolico, per coccolare i ladri tanto amati dall’ineffabile destra italiana, che sembra fare del malaffare la propria vocazione politica, quando non è troppo presa a rievocare i fasti littori.
In attesa di vedere cos’altro cuoce nel calderone del gran bollito con fritto misto, sarà meglio continuare un salutare digiuno, onde non incorrere in probabili intossicazioni.
Perché con simili ingredienti a disposizione, un cuoco non può far miracoli. Anche se si chiama Mario Draghi.

Homepage