Archivio per Costume

GOVERNABILITÀ

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , on 21 aprile 2018 by Sendivogius

Olanda 2017: crescita del PIL oltre il 3% e disoccupazione al 4,3%, con risultati economici superiori a quelli della stessa Germania.
Spagna 2016: balzo del PIL al 3,2% e crescita dell’occupazione di quasi il 4% (in termini di posti di lavoro, si tratta di mezzo milione di nuovi occupati), con rilancio dei consumi di oltre il 3,5% ed aumento del reddito pro-capite (che infatti ha superato quello italiano).
Belgio 2011: crescita del prodotto interno lordo al 2% e disoccupazione al 7,4%.
Si tratta di alcune delle migliori performance economiche di un’eurozona avvitata in una crisi ormai strutturale. Cosa accomuna dunque paesi pur diversissimi tra di loro, a parte la peculiarità di essere tutti e tre delle monarchie?!?
Be’, curiosamente il fatto di essere dispensati per un prolungato periodo di tempo dalla presenza di un governo: Belgio, 351 giorni senza esecutivo; Paesi Bassi (208 giorni); Spagna (4 mesi). Come se avere un governo fosse diventato più un problema che la soluzione, in tempi di post-democrazia e piloti automatici..!
E uno potrebbe pure porsi interrogativi più o meno inquietanti, preoccupandosi (ma anche no!) della tenuta del “sistema-paese”, se non fosse che poi si imbatte in ‘sti cosi buffi qua…
Un Matteo Renzi proposto in ribollita, asserragliato con la sua banda di pretoriani in un partito-bunker ormai decotto, dopo l’avvelenamento dei pozzi prima della cacciata, con l’imposizione di una legge elettorale al cui confronto il “Porcellum” di Calderoli sembra un capolavoro di fair play istituzionale.
Una setta digitale di pizzaioli part-time, laureati al CEPU e bachelor maltese conseguito on line (e c’era chi si scandalizzava della laurea albanese del Trota), con a capo una applicazione mobile teleguidata a distanza: il cicciobello napoletano, ripulito e vestito a festa negli scantinati della Casaleggio Associati per il casting mediatico.
Una mummia incartapecorita (e più pittata di una drag-queen), con codazzo di badanti dal lifting fatto male, che sembra fuggita dal museo delle cere. In pratica, una barzelletta che cammina, quando non ruzzola, e che ormai fa fatica ad articolare persino frasi di senso compiuto, al netto delle cazzate che snocciola da sempre per propensione naturale. Reperto prebellico di archeologia politica, rispunta sempre fuori. Perché in Italia il passato ritorna ogni volta. E non teme il ridicolo.
Il Castiganegri del nuovo populismo identitario, il quale ha ben capito che coccolare le fascisterie di ogni antro d’Italia, vezzeggiandone le pulsioni nazistoide, gli avrebbe portato molti più consensi che non le sagre celtiche di Pontida e le ampolle degli dei padani per la coltivazione di streptococchi in vitro.
Decisamente, non ci perdiamo nulla. Perciò, siamo davvero sicuri di volerlo un governo con questi qui?!?

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(109) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , on 2 aprile 2018 by Sendivogius

Classifica MARZO 2018”

Un tempo relegata tra i peccati mortali, la “superbia” era considerata il peggiore dei vizi capitali e per questo circonfusa dal biasimo nella deplorazione della stessa. Diretta filiazione dell’Hybris classica nell’escatologia cristiana, non porta con sé nulla di buono, conducendo inesorabilmente alla rovina coloro che eccedono nell’orgoglio smisurato per eccesso di presunzione.
Ma i tempi cambiano… E quando non si ha altro da offrire se non la propria immagine nel culto grandioso del sé, essendo l’apparire di gran lunga più preponderante dell’essere (fermo restando l’avere), la Superbia finisce un po’ col diventare quasi un valore aggiunto nell’ambito di una distorsione persistente elevata a comportamento condiviso. Nelle sue manifestazioni esteriori più eclatanti, lo chiamiamo “disturbo narcisistico della personalità”. A guardare le vacue e querule figure che si agitano negli spazi mediatici, ed in quei teatrini dove si esibiscono i figuri di una politica ridotta a soubrettismo declamatorio, la Superbia (nel narcisismo patologico che ne sottende l’essenza) sembra essere il tratto distintivo che, al di là delle appartenenza di facciata, accomuna tutti i nuovi protagonisti della compagnia di giro per un disturbo universalmente condiviso. E pur tuttavia, dietro ad ogni narcisista ribollito nella sua superbia, c’è sempre un ruffiano che lo fa sentir speciale…

Hit Parade del mese:

01. BLIND GAME

[06 Mar.] «Matteo (Renzi) è tonico, in ottima forma, è alto e ha un bel fisico »
(Stefano Cobolli, Zerbino da tennis)

02. IL DUBBIO E L’OMBRA

[29 Mar.] «Matteo Salvini è il politico più capace degli ultimi 20 anni, ma proprio senza ombra di dubbio »
(Claudio Amendola, Scopritalenti)

03. MA KITTESENCULA!?!

[24 Mar.] «Io credo di essere uno dei giornalisti con più fan d’Italia: non ci sono tanti giornalisti in classifica con dei romanzi, che riempiono i teatri tutti i giorni da sette anni, che hanno 420mila fan sui social pur usandoli molto poco. Io faccio ciò che ho sempre sognato di fare, sono famoso come giornalista, come conduttore televisivo, come scrittore, come uomo di teatro, mi sono pure tolto la soddisfazione di andare a Sanremo, sono stato l’unico in Italia ad aver intervistato Roger Waters nel 2017: quando hai raggiunto questi traguardi, quando hai questa fama, fai qualche soldo e non sei manco un cesso per cui la gente dice Scanzi deve essere uno pieno di donne, ed è vero, sono uno che la vita se la gode ed è ovvio che ci sono tanti che rosicano.»
(Andrea Scanzi, il Modestissimo)

04. IL BACIO DI GIUDA

[17 Mar.] «Renzi e Gentiloni sono tra i migliori premier della storia»
(Carlo Calenda, il Peggiore)

05. DISSONANZE COGNITIVE

[13 Mar.] «La causa della sconfitta del PD non è Matteo Renzi. E la legge elettorale sta avvantaggiando la governabilità.»
(Ettore Rosato, Dissociato mentale)

06. MANCA LA “E” FINALE

[03 Mar.] «Sono il Buffon della politica.»
(Roberto Formigoni, Buffone senza confini)

07. IL NAZISMO DAL VOLTO UMANO

[08 Mar.] «Mussolini? Il tempo è galantuomo. Milioni di italiani spingono in questa direzione, e cioè quella di un sano revisionismo storico. Il nazismo? Ha fatto cose importantissime sul piano della ricerca contro il cancro, ma purtroppo non vengono divulgate. Anche sul piano della legislazione ecologica i nazisti sono stati precursori. Questo non significa esaltazione di quel periodo.»
(Mario Borghezio, Nazileghista)

08. FANCAZZISMO DIGITALE

[14 Mar.] «Siamo davanti ad una nuova era, il lavoro retribuito, e cioè legato alla produzione di qualcosa, non è più necessario »
(Beppe Grillo, l’Elevato)

09. MINCULPOP A 5 STELLE

[11 Mar.] «I giornalisti sono cattivi. Il loro fine è danneggiarci. Non avete bisogno di rapportarvi con loro, partecipano alla campagna elettorale in modo spudorato, non serve a nulla parlare con loro, non abbiamo più bisogno di giornali e tv»
(Rocco Casalino, Ministro della Propaganda)

10. LA KA$TA DEI VACCINI

[18 Mar.] «Perché lo $tato mi obbliga a fare le vaccinazioni, ma invece non mi obbliga a mangiare sano, a fare prevenzione con uno stile di vita equilibrato, a fare attività fisica e sociale?»
(Davide Barillari, altro coglione a 5 stelle)

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La Colazione del Cialtrone

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , on 26 marzo 2018 by Sendivogius

Intendiamoci: la scelta dei presidenti di Camera e Senato è uno di quei momenti di normale ed anonima routine istituzionale, che possono appassionare solo le feticistiche maratone di un Mentana, ed utili unicamente a riempire il palinsesto contenendo le spese. Lungi dal rappresentare figure di “garanzia”, i due presidenti sono in realtà la naturale espressione di compromesso, nella ricerca di un equilibrio precario tra formazioni instabili, che cercano di consolidare il proprio ruolo nell’ambito ristretto dei giochi parlamentari. Insomma, niente che possa suscitare il minimo interesse dei comuni mortali, al di fuori del mondo strettamente connesso agli addetti ai lavori pagati a commento con gettoni presenza.
Tuttavia, vedere la setta dei Napalm51 che vota in massa, compatta come un gregge di pecore al pascolo, per una Maria Elisabetta Alberti Casellati, pasdaran iper-berlusconiana e creatura dello studio Ghedini, genealogista convinta della Ruby nipote di Moubarak, senza avere la più pallida idea di chi sia, o prendersi il disturbo di reperire neanche un piccolo accenno alla sua biografia (bastava un clic!), rende appieno la misura di tutta la pletorica inconsistenza di questi “straordinari ragazzi” che hanno fatto del cervello all’ammasso un unico budino nella dispersione di neuroni funzionanti, più rari della particella di sodio che galleggia in solitaria per una nota acqua minerale (c’è nessunooo?!?). Ed eccoli lì tutti impettiti come piccioni, mentre beccano tra le mani del “capo politico”, sbrodolandosi addosso nella contemplazione meravigliata del proprio ombelico, mentre rivendicano un’alterità presunta che per altri versi ricorda gli elementi di fondo alla base di quella che Andrea Ballarini riscontra nella fenomenologia del cialtrone

«Animale sociale per antonomasia, il cialtrone sa che per essere apprezzato dall’umano consesso è più utile sembrare qualcosa che esserlo veramente e che, ai fini del risultato, apparire è equivalente a essere. Il mondo va di fretta e solo se corri più di lui puoi sperare di riuscire a sopravvivere. Chi ha più il tempo di fermarsi a verificare la prima impressione? Nessuno. Qualunque ragionamento sia più lungo di un titolo cade inesorabilmente nel nulla. Tullio De Mauro sul “Corriere della Sera” scrive con allarmante regolarità che un terzo degli italiani non è in grado di leggere e riassumere un articolo di giornale di difficoltà media. E allora, se si ha a che fare con questa platea, che senso ha leggersi tutto il “Cortegiano” del Castiglione (tanto più che nessuno lo fa da decenni) se per lasciare intendere di averlo fatto basta accennare alla sprezzatura? Il cialtrone sa meglio di chiunque che nella vita di tutti i giorni siamo bombardati da mille, centinaia di migliaia, milioni di stimoli: segni, segnali, semi. Molto più di quanto si sia umanamente capaci di interpretare. Chi domina i segni, domina il mondo, ergo: sembro, quindi sono.
[…] La loro urgenza è quella di esprimersi e chi se ne importa se esprimono cazzate. Dico, quindi sono

Andrea Ballarini
“Fenomenologia del Cialtrone.
Come riconoscere i buoni a nulla capaci di tutto.”
Laterza, 2013

 La categoria, per sua natura flessibile, è estensibile ad una pletora di casi potenzialmente infiniti nell’adattabilità intrinseca del soggetto. Ma, per l’appunto, rende bene la fenomenologia dei protagonisti del momento, nello specchio che riflette l’immagine di una mediocrità congenita del cialtrone: il grande protagonista dei tempi vacui della ‘politica’ contemporanea.

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Rilancia e Raddoppia

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , on 25 febbraio 2018 by Sendivogius

Nel corso degli ultimi decenni, complice anche un certo degrado umano prima ancora che morale, si è radicata l’idea che l’elettore-tipo sia un fluttuante coglione in vendita, da comprare a colpi di “bonus” e regalie all’ingrosso. Più che marketing elettorale, è politica marchettara tra “rivoluzioni fiscali” e “tagli epocali” di tasse, ma con un saldo della spesa pubblica invariato, quando non in crescita (e non si capisce bene chi o cosa dovrebbe rifinanziarla), per un profluvio di promesse che valgono come le banconote del monopoli e montagne di fuffa montata. Il tutto insufflato da una pioggia di mancette distribuite qua e là (un po’ alla cazzum canis), tanto per non scontentare nessuno dei potenziali votanti da pescare a strascico in categorie trasversali, in una gara a chi la spara più grossa; dove il banco ci perde sempre, almeno fin quando non arriva il conto da pagare.
Per carità! Niente che non si sia già visto in passato. Negli Anni’ 70 la chiamavano “politica delle mance” ed era una specialità tutta democristiana, portata a livelli estremi da Giulio Andreotti, prima di diventare prassi ordinaria ed indistinta. Eppoi sappiamo com’è finita…
Se il modello dominante è la televendita, e in genere si tratta di una farsa in cui vince chi ha la faccia da culo più sfacciata e non certo chi piazza la merce migliore, la maschera è quella di Cetto La Qualunque, senza dimenticare che dietro ad ogni venditore favoloso si nasconde un bugiardo patologico. Lasciate perdere il “familismo amorale”, il “particolarismo corporativista”, o il clientelismo cronico delle cosche elettorali che prosperano sulla dilatazione del bisogno sospeso. Qui siamo direttamente dalle parti della Respublica romana, quella alle battute finali che precedono l’avvento dei Cesari, nel trionfo (effimero sempre, drammatico a volte) dei demagoghi del momento.
A seguire, una piccola selezione delle promesse più tintinnanti, da parte di chi evidentemente è abituato a pagare i conti coi dobloni di cioccolata avvolti nella stagnola dorata e pensa che sia sufficiente stampare le banconote con la fotocopiatrice di casa per aumentare il gettito fiscale.
Lungimirante, abbiamo il partito-bestemmia finalmente allineato al trend generale, grazie all’inconfondibile tocco del Cazzaro fiorentino, quello con la faccia intelligente, sostanzialmente fedele al numero magico degli ottanta euro (che tanta fortuna gli hanno portato) e dei suoi moltiplicatori:

240 euro di detrazione Irpef mensile per i figli a carico fino ai 18 anni.
80 euro per i figli fino a 26 anni, fino a 100 mila euro di reddito.
400 euro al mese per ogni figlio fino ai 3 anni.
80 euro di bonus estesi ai titolari di partite IVA fino a 24.000 euro.
150€ mensili di bonus casa, con detrazione estesa fino a 30.000€ di reddito per agevolare chi decide di uscire di casa prima dei 30 anni.
Tessera gratuita di 6 mesi per i trasporti pubblici, valida nell’arco di 50 km dalla sede di residenza, destinata a tutti i Neet e i disoccupati nei primi 6 mesi dalla dichiarazione di disponibilità al lavoro.
Riduzione del cuneo contributivo di 4 punti in 4 anni (dal 33% al 29%).
Incentivi fiscali alle famiglie che necessitano del sostegno di badanti o di ricovero in case di cura per migliorare la qualità della vita
Pensione contributiva di garanzia, costituita da un livello di reddito pensionistico minimo di 750 euro mensili, garantito alle persone che sono interamente nel sistema contributivo al compimento dell’età di vecchiaia, grazie a un’integrazione a carico dello Stato, fino ad un massimo di 1.000 euro mensili.
Raddoppiare i fondi per il reddito di inclusione.
Cancellare il canone Rai.
Assunzione di 10.000 ricercatori universitari.
Riduzione aliquota IRES, dal 24% al 22%.
Estensione anticipo pensionistico.

Il Bengodi aumenta ancora dalle parti della Setta del Grullo, che per l’occasione ha convocato on line gli adepti di stretta osservanza per redigere il proprio programma elettorale, non bastando i cazzabubboli da 18.000 euro al mese che transitano in Parlamento. In una moltiplicazione dei pani e dei pesci, tra pensierini elementari tipo l’abolizione della guerra e macchinine elettriche per tutti, passando per i ministeri della meritocrazia e dell’onestà, il risultato della spremuta collettiva è questo:

812 euro mensili di reddito di cittadinanza per i single.
1706 euro mensili di reddito di cittadinanza, per una famiglia di 4 persone con minori.
780 euro netti di pensione minima garantita per tutti i pensionati.
1170 euro netti di pensione garantita per ogni coppia di pensionati.
Niente tasse fino a 10.000 euro. Riduzione del cuneo fiscale e taglio drastico dell’IRAP (con la quale viene finanziato il 40% della Sanità pubblica).
Rimborsi per asili nido, baby sitter e pannolini.

Poi vabbè! Abbiamo Lui, l’Ineguagliabile!!
Qui siamo a livelli francamente inarrivabili, che superano la realtà per entrare nella sfera del mitologico, in un’overdose di promesse realistiche come i suoi capelli.
Per questo vincerà le elezioni:

Accrescere l’aspettativa di vita fino a 125 anni.
1000 euro al mese di pensione per tredici mensilità, esteso anche alle casalinghe.
1000 euro di reddito minimo garantito
Raddoppio delle pensioni di invalidità
Azzeramento della Legge Fornero
Veterinario gratis ogni 15 giorni.
Eliminazione dell’IVA sul cibo per cani
Cure odontoiatrice, oculistiche, e trasporti gratuiti per anziani.
Abolizione del bollo auto
Abolizione della tassa di successione
Abolizione dell’IRAP, alla quale si accompagna l’estensione delle prestazioni sanitarie che dall’IRAP vengono finanziate.
Rottamazione delle cartelle esattoriali e chiusura di tutti contenziosi e pendenze fiscali
“Tassa piatta” al 23% per tutti, indipendentemente dal reddito. La Lega rilancia con aliquota unica al 15%.

Per una volta, tutti sono allegramente uniti nella convinzione che gli italiani siano una massa di vecchi rincoglioniti e accattoni analfabeti. Il ché in parte è sicuramente vero. Anche se si spera non fino a questo punto!

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FOLKLORE

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , on 16 febbraio 2018 by Sendivogius

Parkland, Florida, considerata una delle città più sicure d’America, almeno fino a quando il mattoide di turno non ha fatto irruzione nel liceo locale per l’ennesimo safari, in una di quelle mattanze fatte in casa alle quali gli americani ci hanno abituati ormai da tempo; a tal punto da non fare nemmeno più notizia, tante sono le stragi di massa nel paese più armato al mondo e più di tutti ossessionato dalla sicurezza. Un paese dove ormai è quasi impossibile fumarsi una sigaretta in santa pace (il fumo uccide!), ma puoi comprarti senza troppi problemi un fucile calibro 50 nell’armeria più vicina.
Identikit dell’ultimo sparatore: “nazionalista bianco”, filo-nazista, “difensore della razza bianca”, islamofobo, razzista, feticista delle armi, sociopatico paranoico.
Praticamente, a dir male, è la descrizione dell’elettorato preferito da un Matteo Salvini; lo stesso verminaio che il grasso citrullo della pedemontana va coccolando (e fomentando) da mesi, per un pugno di voti in più. In fondo, si tratta solo di folklore.

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(107) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 3 febbraio 2018 by Sendivogius

Classifica GENNAIO 2018″

Appassionante come la carcassa putrefatta di un cane morto, continua la farsa delle candidature elettorali, nel grande shithole della politica italiana: il pozzo nero con la fuffa intorno, dove ogni minimo di decenza o parvenza di dignità sembra ormai sprofondata in un gorgo indistinto di stronzate surreali, che mai si ricordino a memoria di televendita, tanto che Wanna Marchi al confronto sembra una sobria statista di altri tempi e Cetto La Qualunque un raffinato teorico del realismo politico.
Nell’Era dei Cazzari, il mondo appartiene ai cialtroni: contaballe professionisti e spacciatori industriali di fuffa all’ingrosso, con la loro corte dei miracoli, e soprattutto di miracolati da certa ‘politica’ che fa del cialtronismo una professione; la claque sempre al seguito e pronto impiego, per le esibizioni coreografiche degli abborracciati capetti in grisaglia, alla ricerca di una rendita sicura in parlamento. Tra di loro condividono l’ignoranza abissale e l’incontenibile faccia come il culo. E fin tanto che non otterranno la loro elezione per meglio fottere ancora, ci toccherà subire questa giostrina demente di macchiette caricaturali, che si agitano su cavallucci a dondolo, roteando sciabolette di latta spuntate. Sono i nuovi mostri della politica italiana. E per rintracciare una simile galleria di facce da culo, bisognerebbe ritornare alla commedia grottesca degli Anni ’60, se non fosse che questi sono infinitamente peggio.
In un crescendo mirabolante di promesse impossibili (stronzate per l’appunto!) ed iperboliche elargizioni di massa, di chi ritiene che gli elettori prima ancora che convinti vadano soprattutto comprati, e con le quali i cazzari si inseguono tra loro nella corsa a chi la spara più grossa, il premio alla miglior faccia da culo di sempre spetta indubbiamente a Lui, l’intramontabile Pornonano, campione indiscusso della categoria. E sarebbe destinato e rimanervi ancora a lungo, se solo una faccia ce l’avesse ancora, nascosta com’è da un multistrato di fard e cerone che conferiscono il tipico colorito argilloso al mascherone funebre che ne ricopre il volto, con la tripla passata di vernice per mogano in cima al prepuzietto, per simulare la ricrescita della peluria. Insomma, un barcollante zombie della politica in circolazione da 25 anni (ma che ha in schifo i “professionisti” della suddetta), che caracolla incerto sui tacchi da 12 come un E.T. sodomizzato di fresco, e ciancica mentine cercando di non perdersi per strada la mandibola, mentre parla di detassazione del cibo per animali, tonsura canina, e le immancabili dentiere. Insomma, una roba grottesca!
Alla sua (estrema) destra si agita il porcinesco uomo con la felpa, davvero convinto di fare il premier, ed al cui confronto il canaro di Arcore ci fa un figurone..! Il programma di Salvini è semplice: zero tasse, armi per tutti, giustizia sommaria, “radici cristiane” e zero diritti civili, i dazi (in un paese che vive prevalentemente di esportazioni), niente vaccini, caccia grossa ai negher che minacciano la “razza bianca”, ed i suoi bifolchi della provincia profonda. Insomma, l’Alabama del 1930.
A chi parla di “deriva neo-fascista” della Lega salvinizzata, bisognerebbe far notare che la Lega è sempre stata compiutamente fascista, fin dai tempi della fantomatica “Padania” disegnata sui confini della Repubblica di Salò e ad essa perfettamente sovrapponibile. Con Salvini ha fatto un passo in più: è la formazione politica di un qualche rilievo, che più di ogni altra è prossima al nazismo. Nell’attesa che la mutazione sia completa, non c’è merda fascista o razzista da KKK che Salvini non vada ad omaggiare o legittimare, sciacallando nel frattempo su ogni tragedia che possa lucrargli qualche voto. É la punta ‘moderata’ della coalizione di “centrodestra”.
 Epigono più riuscito della cucciolata pur copiosa del berlusconismo di ritorno, è invece l’aitante Adone di Rignano sull’Arno, quello che se perdeva il referendum costituzionale lasciava la politica e faceva il conferenziere per le università private, convinto che per sentire le sue stronzate lo pagavamo pure!
E’ il trombato di lusso, che da quando è segretario del partito bestemmia è riuscito a perdere ogni elezione possibile, e provocato una scissione, mentre corre baldanzoso incontro ad una debacle epocale che forse ce lo leverà dai coglioni una volta per tutte, nonostante abbia riplasmato il partito a proprio immagine e somiglianza con un’insufflata di “fedelissimi” (che lo tradiranno non appena avranno di meglio a cui raccomandarsi). E che ora pensa di risalire la china con una specie di Lista Beautiful di volti noti mediaticamente spendibili e nulla più. È la variante gggiovane della “rottamazione”, mentre ripropone l’eterna Emma Bonino, ricicla un Pier Ferdinando Casini in un collegio sicuro (o così gli ha fatto credere) a Bologna, forse per l’ottimo lavoro fatto nella commissione per Banca Etruria, e piazza i suoi balilla in listini protetti come i panda per salvarli dalla prossima estinzione.
Come un disco rotto, che si inceppa sempre sulla stessa nota, va ripetendo fino allo sfinimento il mantra degli ottanta euro (che tanta fortuna gli anno portato alle elezioni europee, le uniche vinte) e ancora non ha capito che il prodotto non vende più da tempo. Ora che invece è evidente il bluff dei posti finti e dei diritti azzerati di chi lavora, il Job Act lo sventola assai meno, se non come provocazione per appagare i padroni (ops! Benefattori datori di lavoro!!).
Sulle cazzate di questo coso buffo non vale neanche più la pena di perderci tempo. Ancora un paio di mesi e sarà storia passata e sepolta.
Un occhio di riguardo invece alla fu Setta del Grullo, scippata al sommo W@te® dalla Casaleggio Associati per usucapione, con la proiezione olografica di un Luigi Di Maio, forte del suo formidabile curriculum professionale, a fare da “capo politico” (o prestanome?): l’app aziendale che va in crash ogni volta che si imbatte in un congiuntivo, e che dovrebbe vigilare sulle liste di candidati pescati a strascico sul webbé, insieme a qualche esperto in fuffologia applicata per rassicurare i ‘mercati’. Perché uno vale l’altro, quando il “capo” decide per tutti e le decisioni che contano sono rimesse all’insindacabile giudizio di un fantomatico “Staff”, con un livello occulto che tutto controlla dietro la farsa delle cliccarie.
Che vinca il peggiore!

Hit Parade del mese:

01. L’IMPORTANTE È CREDERCI

[23 Gen.] «Sono davvero straconvinto che siamo l’unico argine al razzismo. Oramai agli italiani è evidente»
 (Matteo Salvini, l’Anti-razzista)

02. PARLA COME MAGNI!

[20 Gen.] «L’atomistica liberale mira a dissolvere la famiglia nella pluralità nomade e diasporica degli io irrelati o, in modo convergente, a ridefinirla come mero assemblaggio effimero e a tempo determinato, rispondente in via esclusiva al libero e illimitato desiderio.»
(Diego Fusaro, il Sofista)

03. SEMPRE VOLLI

[03 Gen.] «Il Movimento ha sempre detto che noi VOLESSIMO fare un referendum sull’euro »
(Luigi Di Maio, il Coniugatore)

04. RESTAURI

[18 Gen.] «E’ vero che questo non è il tempo della rottamazione, come dice Calenda è bella l’immagine della costruzione. Ma sappiamo che se non ci fosse stata la fase della rottamazione oggi il ceto politico sarebbe quello del passato. Non dobbiamo tornare a schemi del passato. Se c’è un disegno politico non originale e non inedito è restaurazione di quelli che c’erano prima e non la permetteremo»
(Matteo Renzi, il Vecchio che resta)

05. IL PARTITO DEI MODERATI

[26 Gen.] «Vorrei i miei vigili armati di kalashnikov»
(Nicola Fragomeni, il Mitraglietta)

06. MESSAGGIO CULTURALE

[07 Gen.] «Come Presidente del Maggio Musicale sostengo la decisione di cambiare il finale di Carmen, che non muore. Messaggio culturale, sociale ed etico che denuncia la violenza sulle donne, in aumento in Italia.»
(Dario Nardella, Pupazzo fiorentino)

07. SPIRITO DI SACRIFICIO (I)

[26 Gen.] «In tutti i prospetti che girano sulle candidature c’è una casella sul proporzionale con un nome certo: Giachetti.
[…] Bene: sento dentro di me che quella casella (il paracadute) mi sta troppo stretta. Non corrisponde alla mia storia, alla mia cultura, al mio sentire. […] E allora no. Quel paracadute sarebbe per me un vestito sgualcito e stretto, un trapianto di pelle, un cibo avariato. Non lo voglio.»
(Roberto Giachetti, il Sacrificato)

08. SPIRITO DI SACRIFICIO (II)

[27 Gen.] «Ieri ho scritto chiaramente che rinunciavo alla candidatura sicura nel plurinominale per combattere esclusivamente nel collegio uninominale di Roma 10 dove vivo da sempre. Un collegio difficile, ma che avrei fatto di tutto per portare a casa, con lo stesso spirito con il quale ho lottato per conquistarmi un posto alle parlamentarie del 2013 quando nessuno puntava una lira sul fatto che potessi farcela, con lo stesso spirito con il quale mi sono candidato a Roma, dopo aver vinto le primarie, sapendo perfettamente che era una battaglia persa.
Ho appreso solo nella tarda mattinata di ieri che quel collegio, che nei giorni scorsi sulla stampa era indicato come il collegio destinato a me, era stato inserito nell’accordo con i radicali.
In ragione di questo, per tutto il giorno, insistentemente, mi è stato chiesto di rivedere la mia scelta di rinunciare al paracadute plurinominale.
[…] In nottata mi è stato comunicato che, presumo anche in ragione delle mie responsabilità nazionali, sarei stato candidato in un collegio della Toscana dove peraltro sono stato spessissimo in questi anni a fare iniziative. Certo, so bene che quel collegio è più sicuro di quello dove volevo candidarmi.»
(Roberto Giachetti, il Paracadutato)

09. TI ASPETTIAMO CON ANSIA…

[22 Dic.] «Sono pronto per la campagna elettorale: il mio collegio sarà Firenze. Passo dall’auto blu alla vespa blu: andrò casa per casa.»
(Matteo Renzi, il Maleandante)

10. UN FIORINO!

[28 Gen.] «Se sarò premier metterò i dazi come Trump.»
  (Matteo Salvini, il Trumpista)

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Mediamente Progressista

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , on 13 gennaio 2018 by Sendivogius

Ritratto impietoso del travet nell’Italietta borghese ed impiegatizia degli Anni del Riflusso, mai avremmo immaginato di dover ritrovare nelle disavventure del ragionier Ugo Fantozzi, la rappresentazione più evocativa (e profetica) di una razza padrona che si sente investita di una missione universale ed ama esibire velleità progressiste, nell’ipocrisia che ne soffonde la volontà di dominio, staordinariamente incarnata dall’inquietante Duca Conte Maria Rita Vittorio Balabam: il “megadirettore galattico” che vive isolato nell’essenza immanente di un vuoto asettico nel nulla siderale del suo 28^ piano, lontano e irraggiungibile dai comuni mortali, tra le acquiescenze di un cetomediume declinante.

A voler essere perfidi, coi suoi modi curiali e paternalistici, il Megadirettore assomiglia ad una specie di papa Bergoglio magro, nell’ostensione di un pauperismo francescano di facciata, dietro al quale si nasconde la propensione gesuitica per il culto del potere per il potere.

Balabam: “Prego, si accomodi. Si sieda…”
Fantozzi: “Qui?! Al suo posto?
Balabam: “Ma certo… Un sorso d’acqua? Un tozzo di pane?”
Fantozzi: Ma… scusi Conte, io mangiare con Lei?!?
Balabam: “Ma certo. Che differenza c’è tra me e lei?”
Fantozzi: Ma abbia pazienza! Ma come che differenza c’è!? Non mi vorrà mica dire, Sig. Duca, che siamo uguali io e Lei? Voi siete i padroni… gli sfruttatori! Noi invece siamo gli schiavi, i morti di fame..!”
Balabam: “Ohh ma caro Fantozzi è solo questione di intendersi… Eh di terminologie: lei dice ‘padroni’ ed io ‘datori di lavoro’; lei dice ‘sfruttatori’ ed io dico ‘benestanti’; lei dice ‘morti di fame’ e io ‘classe meno abbiente’. Ma per il resto la penso esattamente come lei.
Io come lei sono un uomo illuminato e sono convinto che a questo mondo ci sono molte ingiustizie da sanare. La penso esattamente come lei….”
Fantozzi: “Ma… mi scusi… sire, ma non mi vorrà dire che Lei è, scusi il termine, comunista?!?
Balabam: “Be’ proprio comunista… no. Vede, io sono un medio progressista.”
Fantozzi: “Ahhh! Ma in merito a tutte queste rivendicazioni e a tutte le ingiustizie che ci sono, Lei che cosa consiglierebbe di fare, Maestà?”
Balabam: “Ecco, bisognerebbe che per ogni problema nuovo tutti gli uomini di buona volontà, come me… e come lei, caro Fantozzi… cominciassero ad incontrarsi senza violenze in una serie di civili e democratiche riunioni, fino a che non saremo tutti d’accordo…”
Fantozzi: “Ma, mi scusi santità! Ma in questo modo ci vorranno almeno mille anni!
Balabam: “Posso aspettare… IO.”

Il renzismo declinante è solo uno dei suoi ultimi stadi di incubazione, ma i prodromi di questa involuzione permanente c’erano già tutti…

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(106) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , on 1 gennaio 2018 by Sendivogius

Classifica DICEMBRE 2017”

Sempre più devastante… volgare… sconsolante..! Le miserie d’Italia raccontate in tweet. Ed in esso condensate a livello di stupidità crescente, senza più argini che possano contenerla. Evidentemente, la madre dei cretini non conosce crisi di natalità. I piccoli idioti crescono e diventano legione. Inutile contrastarli o farsi illusioni. La sensazione predominante è un disarmante senso di stanchezza, dinanzi al dilagare di una imbecillità galoppante senza più freni. Abbandonate dunque ogni speranza o voi che entrate. Che tutto il resto è noia!

Hit Parade del mese:


01. CHIARIMENTI

[06 Dic.] «Voglio cosi dimostrare che quanto ho fatto in questo anni è stato dettato da sincera convinzione, e non da convenienza. Non sarò né ministro né deputato. Ho sempre detto che se non ci fossimo stati noi a portare sulle nostre gracili spalle di un partito del 4,4% la settima potenza del mondo, questa settima potenza non avrebbe conosciuto la crescita e saremmo ancora in recessione. E tutto sarebbe andato il peggio possibile. Oggi è il momento di dirlo con un gesto e di dirlo con grande chiarezza.»
 (Angelino Alfano, il Sacrificato)

02. CORREVA L’ANNO

[05 Dic.] «Ormai sono tutti consapevoli che nel 2011 c’è stato un colpo di Stato contro di me, uno dei cinque che hanno massacrato la nostra democrazia negli ultimi 25 anni. In più c’è stato un attacco alla mia persona, culminato con una sentenza criminale emessa da un plotone di esecuzione.»
 (Silvio Berlusconi, il Golpizzato)

03. SEMPRE PIÙ MIGLIORE

[20 Dic.] «Servizi sempre più migliori a studenti e studentesse»
(Valeria Fedeli, l’analfabeta all’Istruzione)

04. SESSISMO DEBOLE

[15 Dic.] «Travaglio mi odia, ce l’ha con me, io sono convinta che se fossi stata un uomo non mi avrebbe riservato questo tipo di trattamento»
(Maria Elena Boschi, The Woman)

05. EN PASSANT

[14 Dic.] «Con Vegas abbiamo parlato di tutto il sistema bancario, le banche sono società quotate, ed en passant abbiamo parlato anche dell’ipotesi di aggregazione tra Etruria e Vicenza, siccome la notizia era su tutti i giornali, niente di strano e no pressioni»
 (Maria Elena Boschi, Ministra di passaggio)

06. ROMA A 5 STELLE (lentamente muore):
GOMBODDO DI NATALE

[21 Dic.] «Sto con Spelacchio [l’orrido albero di natale a 5 stelle arrivato già secco per il Natale romano n.d.r.]: secondo me è un mezzo complotto, c’è una regia in corso. Questo nomignolo girava fin dal primo giorno: quando lo hanno scaricato, ma dalle mie foto l’albero risultava essere ancora in forma. Spelacchio a me piace, è come un Picasso: va capito.»
(Pinuccia Monatanari, Assessore all’Ambiente di Roma)

07. ROMA A 5 STELLE (lentamente muore):
NATUROPATIA

[21 Dic.] «Sono naturopata: sto al quarto anno di un corso. Insomma, sono per le medicine naturali da sempre. Applico questo metodo anche alla mia attività di assessore e sto facendo breccia anche in giunta…. Le strade di Roma sono tutte da rifare, perché finora i lavori sono stati eseguiti male e solo in superficie. Il manto stradale invece è composto da tre strati e se non si interviene alla base, dopo poco si deteriora. Occorre guardare gli organismi nel loro insieme. In bilancio abbiamo stanziato i fondi per alcuni interventi. Ma bisogna cambiare metodo: serve la naturopatia, ovvero guardare le cose in maniera globale, come se fosse il corpo umano, solo così si guarirà Roma.»
(Margherita Gatta, Assessore ai Lavori Pubblici)

08. ACQUA E SAPONE

[29 Dic.] «Io Roma la vedo molto più pulita di prima, vedo acqua e vedo sapone.»
(Sabrina Ferilli, la Saponata)

09. TUTORI DELL’ORDINE

[22 Dic.] «Al Quirinale abbiamo consegnato il verbale di arresto di Mattarella nelle mani di un colonnello dei carabinieri, il quale poi lo ha consegnato al presidente della Repubblica.»
(Antonio Pappalardo, ex generale CC)

10. MOLESTIE CRESCENTI

[06 Dic.] «Noi la difesa dei diritti delle donne ce l’abbiamo come fatto prioritario.»
(Silvio Berlusconi, puttaniere seriale)

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(105) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , on 3 dicembre 2017 by Sendivogius

Classifica NOVEMBRE 2017”

In un paese popolato da una predominante maggioranza di semianalfabeti di ritorno, dove nessuno legge ma tutti scrivono, non si capisce bene perché ogni citrullo matricolato aspiri fortissimamente alle pubblicazione dei propri pensierini elementari, raccolti in forma di libri che nessuno acquisterà mai e che al massimo susciteranno il ludibrio di quei pochissimi che avranno lo stomaco ed il tempo da perdere, per sghignazzare dinanzi allo sfoglio della copiosa spremuta di reni, che tante fatiche ed orgoglio pessimamente riposto devono suscitare nell’improvvisato autore da toilette. Francamente non si capisce la grafomania di questi narcisi dall’ego sopravvalutato, i quali non sanno resistere alla tentazione di rendersi ridicoli al resto del mondo che li ignora bellamente. Tanta è l’ansia di lasciare una traccia dimenticabilissima del loro effimero passaggio nell’assenza di ogni senso del ridicolo, come se servissero altri indizi per riconoscere un ineffabile minchione nella prevalenza del cretino, davvero convinto che uno sia disposto a pagare per leggere le sue incredibili puttanate.
Il vero mistero risiede semmai nel fatto che questi fenomeni matricolati prima o poi un editore disposto a pubblicare le loro corbellerie su carta lo trovano sempre. E questo la dice lunga sulla crisi dell’editoria italiana ed il sempre troppo sottovalutato problema della deforestazione.
L’editoria è un po’ come il mondo dello spettacolo: una comparsata vale più di un ingaggio e poco importa la qualità della prestazione, che tra idioti ci si annusa subito e ci si comprende al volo.
Insomma, noi eravamo ormai assuefatti alle opere letterarie di un Matteo Renzi, che imperterrito si ostina a pubblicare libri invendibili. E credevamo che non potesse esserci niente di più imbarazzante. Almeno finché non abbiamo scoperto le ultime fatiche letterarie di un Alessandro Di Battista, perdigiorno professionista e già autore di altri capolavori perdibili…

Il Dibba è uno che evidentemente è convinto di essere il primo uomo sulla terra ad essere diventato padre. E per questo sente l’impellente desiderio di farlo sapere all’universo intero, come se potesse fregare qualcosa a qualcuno. Quindi, ci regala perle di saggezza difficilmente eguagliabili, confezionate in formato Ikea e componibili a piacere (uno che “una mensola in più ti può cambiare la vita”!), con una lettera al figlio che per sua fortuna non ha ancora l’intelletto per intendere la minchioneria siderale del ciarliero genitore, consegnata in perpetuo ricordo ai posteri…

«Ultimamente mi addormento guardando su YouTube qualche video di chef che propongono ricette. Ho preso subito sonno. Ero davvero stanco. Verso le 6,00 Sahra mi ha svegliato chiedendomi di cambiare Andrea. Il sonno era invincibile ma mi sono fatto forza

Qui si nota subito come il Dibba non abbia mai fatto un cazzo nella vita, altrimenti saprebbe che la stragrande maggioranza delle persone alle 6,00 del mattino è già sveglia da un pezzo, per andarsi a guadagnare la pagnotta.

«Prima di portare Andrea in bagno e lavargli il culetto nel lavandino ho provato cinque o sei volte la presa che avrei dovuto fare, come fanno i tennisti a gioco fermo tra un punto e l’altro.
[…] L’ho pulito con cura; i suoi angelici escrementi erano piuttosto appiccicosi. Ma era roba di mio figlio, sangue del mio sangue e non provavo alcun disgusto….. Gli ho spalmato la pomata sul sedere e sul pisellino poi gli ho rimesso il body con gesti rapidi e risoluti. Il problema è che, complice il sonno e l’eccesso di sicurezza, mi sono dimenticato il pannolino

Il Dibba è uno che la sa lunga, non per niente è tra quelli che cambieranno il mondo…

«Ho sbrinato il freezer. Nel farlo ho pensato che Andrea si meritasse una casa con il congelatore sbrinato»

Ora, nelle intenzioni del narratore, presupponiamo questi siano passaggi comici che dovrebbero far ridere lo sventurato lettore che dovesse imbattersi in simili orrori. Quando Andrea sarà abbastanza grande da comprenderne l’entità, probabilmente sentirà anche lui l’impellenza di scrivere la sua personale lettera al padre, senza fare il verso a Kafka. Immaginiamo quale sarà il titolo di grido: “Mio padre è un coglione”. Lo sapevamo già, grazie!
Tuttavia, se si parla di cazzate, allora è meglio lasciare la parola ad un esperto già dotato al naturale di suo…

«Oggi, purtroppo, se vuoi lavorare nel mondo dello spettacolo a qualcuno la devi dare, prima, dopo o durante. Tutti ci provano. A un regista tante la sbattono in faccia. Mi ha appena chiamato una mia amica pugliese che ha scritto un libro. Mi ha detto: per fare questo libro ho fatto un pompino all’editore, è uno importante, ne avevo bisogno.»

Rocco Siffredi
(14/11/17)

Non sappiamo se anche il Dibba sia dovuto ricorrere ad una fellatio o altro, per farsi pubblicare a spese dell’editore una simile roba improponibile. Né ci è dato sapere cosa ci sia di interessante nell’immaginare il Dibba che, “con gesti rapidi e risoluti”, maneggia sederi e piselli riempendosi di fiero orgoglio paterno, al compiaciuto contatto con angelici escrementi appiccicosi (“sangue del mio sangue”). Ma che simile merda sia stata considerata degna di pubblicazione, costituisce sputtanamento perenne di qualsiasi editore, fosse pure il più svaccato.

Hit Parade del mese:

01. IL RITORNO DELLA MUMMIA

[02 Nov.] «Ho fatto molte cose buone al governo, lo dicono le più importanti università. Abbiamo fatto l’alta velocità, tolto l’imposta di successione, dimezzato gli incidenti stradali ed i cancri ai polmoni, ed è stata proprio la mia opera a far finire la Guerra Fredda.»
(Silvio Berlusconi, la Salma)

02. PUPAZZI ANIMATI

[13 Nov.] «Io quando incontro le ambasciate degli altri paesi, come incontro i miei alter ego di altri paesi.»
(Luigi Di Maio, Alter Ego)

03. LENTAMENTE MUORE

[08 Nov.] «Io dopo la sconfitta del referendum volevo veramente andarmene del tutto, ma 26 mila mi hanno detto di cambiare idea.»
(Matteo Renzi, il Restante)

04. ORRORI FUTURI E VENTURI

[20 Nov.] «Cari amici, cari coetanei… Ho promosso alcuni studi dell’Università e dell’ospedale San Raffaele: l’obiettivo a portata di mano è quello di accrescere nel prossimo futuro la prospettiva di vita fino a 125 anni»
(Silvio Berlusconi, l’Eterno)

05. LA 13^ PIAGA

[29 Nov.] «Berlusconi è un regalo che il Signore ci ha fatto all’Italia. Non dico un Dio, ma quasi.»
(Antonio Razzi, il Profeta)

06. DIAMO I NUMERI

[07 Nov.] «Finora gli italiani mi hanno dato oltre 200 milioni di voti»
(Silvio Berlusconi, il Pallottoliere)

07. GOVERNO DI CAMBIO

[05 Nov.] «Io spero che da domani si può davvero fare il cambio.»
(Ignazio Corrao, Europarlamentare a 5 stelle)

08. PETIZIONI

[25 Nov.] «Chiediamo all’Osce di monitorare non solo le operazioni elettorali, ma anche la libertà di stampa e le modalità di informazione»
(Luigi Di Maio, il Petulante)

09. ALFANO, CASINI, VERDINI, FORMIGONI, LUPI, BIANCONI…

[21 Nov.] «Il nuovo centrosinistra avrà un sacco di bella gente sulla scheda»
(Matteo Renzi, il nuovo in sopravanzo)

10. SCELTE DI VITA

[21 Nov.] «In maniera molto leale e sincera, sono qui per darvi una notizia: ho preso una decisione, una mia scelta umana, ed è quella di non ricandidarmi alle prossime elezioni. Una scelta mia, umana, di cuore. Dall’estate prossima voglio partire, andare in alcuni luoghi del mondo a raccogliere idee, e riportarle qui. La politica per me è l’attività più bella che esiste, e la voglio portare avanti al di fuori del palazzo delle istituzioni. Non vi nego che la nascita di mio figlio è come se avesse dato ancora più benzina a questa scelta che era già presa. Tra i miei sogni c’è la scrittura, e a proposito, tra qualche giorno uscirà il mio nuovo libro.»
(Alessandro Di Battista, il Marchettaro)

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BLACK FRIDAY

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , on 25 novembre 2017 by Sendivogius

Non esiste puttanata, aka amerikanata, che gli italiani si facciano mancare. Sono come i polli da batteria: basta rimpinzarli di mangime all’ingrosso e loro beccheranno qualsiasi cosa, prima di essere spennati e bolliti una volta ingrassati a dovere.
Un tempo si chiamavano “saldi”; ora invece, con una di quelle operazioni di mercato che spacciano per ‘nuovo’ ciò che invece è vecchissimo, si dice black friday (!!).
Il “venerdì nero” rientra nel pastone, per ammansire masse bulimiche di consumatori compulsivi. Ovvero di crearne di nuovi, per emulazione indotta su contagio collettivo, sulla spinta del mega scontone al primo coglione che più compra nell’accumulo di roba.
Il fenomeno è ancora circoscritto e lontano dai fenomeni di isteria collettiva di altre e più desolate lande di citrulli (evidentemente disponiamo di anticorpi ancora solidi). Per questo ce lo ripropongono a tambur battente, da mane a sera, come un mantra (compra! Compra!! Compraaah!!!).
E francamente non se ne può più..!

Chissà cos’altro si inventeranno ancora… Perché la madre degli imbecilli è sempre incinta.  

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