UR-FASCISMO

A giudicare dalla caratura di certi attori politici e dalle inclinazioni del pubblico in fatto di scelte, alle volte si ha la netta sensazione di avere a che fare con scimmie ubriache alle quali sia stata data una pistola carica, brandita con la gaia incoscienza di chi evidentemente si reputa assolto da ogni responsabilità.
Gli strumenti istituzionali sono una cosa seria e andrebbero maneggiati con cura…
Siamo davvero sicuri che la Democrazia sia così solida e radicata, da poter essere a prova di logoramento e quindi gestibile da chiunque?
Per il momento siamo passati dai vecchi teatrini della politica ad unico grande circo, dove finora il numero più riuscito è il mexican standoff: invenzione pulp di successo che ha fatto la fortuna del cinema d’exploitation, risolvendosi quasi sempre in pirotecniche sparatorie, dove vince chi spara per primo e di più.
il Buono il Matto il CattivoAttualmente, il protagonista principale è un rancoroso bambino di quasi 65 anni, affetto da coprolalia compulsiva, che passa il suo tempo a dire tutto ed il contrario di tutto, stilando pagelline dei buoni o cattivi, a seconda dei complimenti ricevuti a saldo di una raffica infinita di insulti contro tutto e tutti. Grevità che ovviamente, se pronunciate dal capo politico, costituiscono sempre una raffinata forma di satira goliardica. Mentre le critiche alla sua sacra persona presuppongono il gravissimo delitto di lesa maestà.
Orbene, l’intero Paese è ormai vincolato alla dipendenza dai non-sense, i trastulli e le carnevalate, di questo deficiente qua…
Il Deficiente MascheratoPower RangerteletubbieSembra il frutto tarato di uno stupro di gruppo tra power rangers e teletubbies, appena fuggito dal set di un film di Takashi Miike
Takashi MiikeDopo il Nano Mascarato, non potevamo certo farci mancare la parodia demenziale di un supereroe manga: l’Uomo Preservativo; cazzone politico in incognito, tra i già troppi in circolazione.

Trova l'IntrusoThe ComedianTuttavia, come i protagonisti di Watchmen, è un Comico che non fa per niente ridere.
Ripiegate le sagome di cartone, sfilate sui palchi come marionette al teatro dei pupi, il sipario si chiude sui sedicenti rappresentanti del M5S ancor prima che cominci lo spettacolo, perché è evidente che il palcoscenico è solo per Lui, per il grande Napo Orso Capo, che tutto decide e disfa secondo l’estro del momento.

Napo Orso Capo

Ad ogni modo, la situazione è grave ma non è seria.
Come le malattia sintomatiche, l’Italia incorre spesso e volentieri nelle stesse ricadute stagionali a cadenza ciclica sempre più ravvicinata, incapace di sviluppare i normali anticorpi ad un morbo sempre latente nel corpo instabile di una democrazia malata…
Quanto mai sensibile agli “avanzi di nuovo”, è un sistema che si rigenera ogni volta intatto per auto-assoluzione, tramite commiserazione, incapace di smaltire le scorie tossiche di un substrato fascistoide tanto immanente quanto persistente in seno alla società italiana. Tossine endogene che Umberto Eco chiama Ur-fascismo.
Per tastarne il polso e capire quanto sono gravi i sintomi, Eco elaborò una serie di punti per riconoscere i tratti salienti del ceppo virale, nonostante le sue caratteristiche mutogene, e ne declinò gli aspetti in una conferenza pubblica alla Columbia University di New York, il 24/04/1995, in occasione delle celebrazioni per la Liberazione dell’Europa dal nazifascismo.
Delineando gli aspetti essenziali del fascismo storico, Eco enumera i 14 punti sostanziali dell’Ur-Fascismo (il fascismo eterno), quanto mai congenito nella società italiana.
Prendete la realtà odierna, se riscontrate più delle metà degli aspetti elencati, allora avete motivo di preoccuparvi…

Umberto Eco «Il fascismo fu certamente una dittatura, ma non era compiutamente totalitario, non tanto per la sua mitezza, quanto per la debolezza filosofica della sua ideologia. Al contrario di ciò che si pensa comunemente, il fascismo italiano non aveva una sua filosofia.
(…) Non serve dire che il fascismo conteneva in sé tutti gli elementi dei totalitarismi successivi, per così dire, “in stato quintessenziale”. Al contrario,il fascismo non possedeva alcuna quintessenza, e neppure una singola essenza. Il fascismo era un totalitarismo ‘fuzzy’ (sfumato). Il fascismo non era una ideologia monolitica, ma piuttosto un collage di diverse idee politiche e filosofiche, un alveare di contraddizioni. Si può forse concepire un movimento totalitario che riesca a mettere insieme monarchia e rivoluzione
(…) L’immagine incoerente che ho descritto non era dovuta a tolleranza: era un esempio di sgangheratezza politica e ideologica. Ma era una “sgangheratezza ordinata”, una confusione strutturata. Il fascismo era filosoficamente scardinato, ma dal punto di vista emotivo era fermamente incernierato ad alcuni archetipi.
(…) Si può giocare al fascismo in molti modi, e il nome del gioco non cambia.
(…) Il termine “fascismo” si adatta a tutto perché è possibile eliminare da un regime fascista uno o più aspetti, e lo si potrà sempre riconoscere per fascista. Togliete al fascismo l’imperialismo e avrete Franco o Salazar; togliete il colonialismo e avrete il fascismo balcanico. Aggiungete al fascismo italiano un anticapitalismo radicale (che non affascinò mai Mussolini) e avrete Ezra Pound. Aggiungete il culto della mitologia celtica e il misticismo del Graal (completamente estraneo al fascismo ufficiale) e avrete uno dei più rispettati guru fascisti, Julius Evola.
A dispetto di questa confusione, ritengo sia possibile indicare una lista di caratteristiche tipiche di quello che vorrei chiamare Ur-Fascismo, o il “fascismo eterno”. Tali caratteristiche non possono venire irreggimentate in un sistema; molte si contraddicono reciprocamente, e sono tipiche di altre forme di dispotismo o di fanatismo. Ma è sufficiente che una di loro sia presente per far coagulare una nebulosa fascista.

 1. La prima caratteristica di un Ur-Fascismo è il culto della tradizione. Il tradizionalismo è più vecchio del fascismo. Non fu solo tipico del pensiero controrivoluzionario cattolico dopo la Rivoluzione Francese, ma nacque nella tarda età ellenistica come una reazione al razionalismo greco classico.
Nel bacino del Mediterraneo, i popoli di religioni diverse (tutte accettate con indulgenza dal Pantheon romano) cominciarono a sognare una rivelazione ricevuta all’alba della storia umana. Questa rivelazione era rimasta a lungo nascosta sotto il velo di lingue ormai dimenticate. Era affidata ai geroglifici egiziani, alle rune dei celti, ai testi sacri, ancora sconosciuti, delle religioni asiatiche.
Questa nuova cultura doveva essere sincretistica. “Sincretismo” non è solo, come indicano i dizionari, la combinazione di forme diverse di credenze o pratiche. Una simile combinazione deve tollerare le contraddizioni. Tutti i messaggi originali contengono un germe di saggezza e quando sembrano dire cose diverse o incompatibili è solo perché tutti alludono, allegoricamente, a qualche verità primitiva.
Come conseguenza, non ci può essere avanzamento del sapere. La verità è stata già annunciata una volta per tutte, e noi possiamo solo continuare a interpretare il suo oscuro messaggio. E sufficiente guardare il sillabo di ogni movimento fascista per trovare i principali pensatori tradizionalisti. La gnosi nazista si nutriva di elementi tradizionalisti, sincretistici, occulti. La più importante fonte teoretica della nuova destra italiana, Julius Evola, mescolava il Graal con i Protocolli dei Savi di Sion, l’alchimia con il Sacro Romano Impero. Il fatto stesso che per mostrare la sua apertura mentale una parte della destra italiana abbia recentemente ampliato il suo sillabo mettendo insieme De Maistre, Guenon e Gramsci è una prova lampante di sincretismo.
Se curiosate tra gli scaffali che nelle librerie americane portano l’indicazione “New Age”, troverete persino Sant’Agostino, il quale, per quanto ne sappia, non era fascista. Ma il fatto stesso di mettere insieme Sant’Agostino e Stonehenge, questo è un sintomo di Ur-Fascismo.

 2. Il tradizionalismo implica il rifiuto del modernismo. Sia i fascisti che i nazisti adoravano la tecnologia, mentre i pensatori tradizionalisti di solito rifiutano la tecnologia come negazione dei valori spirituali tradizionali. Tuttavia, sebbene il nazismo fosse fiero dei suoi successi industriali, la sua lode della modernità era solo l’aspetto superficiale di una ideologia basata sul “sangue” e la “terra” (Blut und Boden). Il rifiuto del mondo moderno era camuffato come condanna del modo di vita capitalistico, ma riguardava principalmente il rigetto dello spirito del 1789 (o del 1776, ovviamente). L’illuminismo, l’età della Ragione vengono visti come l’inizio della depravazione moderna. In questo senso, l’Ur-Fascismo può venire definito come “irrazionalismo”.

 3. L’irrazionalismo dipende anche dal culto dell azione per l’azione. L’azione è bella di per sé, e dunque deve essere attuata prima di e senza una qualunque riflessione. Pensare è una forma di evirazione.
Perciò la cultura è sospetta nella misura in cui viene identificata con atteggiamenti critici. Dalla dichiarazione attribuita a Goebbels (“Quando sento parlare di cultura, estraggo la mia pistola”) all’uso frequente di espressioni quali “Porci intellettuali”, “Teste d’uovo”, “Snob radicali”, “Le università sono un covo di comunisti”, il sospetto verso il mondo intellettuale è sempre stato un sintomo di Ur-Fascismo. Gli intellettuali fascisti ufficiali erano principalmente impegnati nell’accusare la cultura moderna e l’intellighenzia liberale di aver abbandonato i valori tradizionali.

 4. Nessuna forma di sincretismo può accettare la critica. Lo spirito critico opera distinzioni, e distinguere è un segno di modernità. Nella cultura moderna, la comunità scientifica intende il disaccordo come strumento di avanzamento delle conoscenze. Per l’Ur-Fascismo, il disaccordo è tradimento.

 5. Il disaccordo è inoltre un segno di diversità. L’Ur-Fascismo cresce e cerca il consenso sfruttando ed esacerbando la naturale paura della differenza. Il primo appello di un movimento fascista o prematuramente fascista è contro gli intrusi. L’Ur-Fascismo è dunque razzista per definizione.

 6. L’Ur-Fascismo scaturisce dalla frustrazione individuale o sociale. Il che spiega perché una delle caratteristiche tipiche dei fascismi storici è stato l’appello alle classi medie frustrate, a disagio per qualche crisi economica o umiliazione politica, spaventate dalla pressione dei gruppi sociali subalterni.
Nel nostro tempo, in cui i vecchi “proletari” stanno diventando piccola borghesia (e i Lumpen si autoescludono dalla scena politica), il fascismo troverà in questa nuova maggioranza il suo uditorio.

 7. A coloro che sono privi di una qualunque identità sociale, l’Ur-Fascismo dice che il loro unico privilegio è il più comune di tutti, quello di essere nati nello stesso paese. E questa l’origine del `nazionalismo’: Inoltre, gli unici che possono fornire una identità alla nazione sono i nemici. Così, alla radice della psicologia Ur-Fascista vi è l’ossessione del complotto, possibilmente internazionale. I seguaci debbono sentirsi assediati. Il modo più facile per far emergere un complotto è quello di fare appello alla xenofobia. Ma il complotto deve venire anche dall’interno: gli ebrei sono di solito l’obiettivo migliore, in quanto presentano il vantaggio di essere al tempo stesso dentro e fuori. In America, ultimo esempio dell’ossessione del complotto è rappresentato dal libro The New World Order di Pat Robertson.

 8. I seguaci debbono sentirsi umiliati dalla ricchezza ostentata e dalla forza dei nemici. Quando ero bambino mi insegnavano che gli inglesi erano il “popolo dei cinque pasti”: mangiavano più spesso degli italiani, poveri ma sobri. Gli ebrei sono ricchi e si aiutano l’un l’altro grazie a una rete segreta di mutua assistenza. I seguaci debbono tuttavia essere convinti di poter sconfiggere i nemici. Così, grazie a un continuo spostamento di registro retorico, i nemici sono al tempo stesso troppo forti e troppo deboli.
I fascismi sono condannati a perdere le loro guerre, perché sono costituzionalmente incapaci di valutare con obiettività la forza del nemico.

 9. Per l’Ur-Fascismo non c’è lotta per la vita, ma piuttosto “vita per la lotta”. Il pacifismo è allora collusione col nemico; il pacifismo è cattivo perché la vita è una guerra permanente. Questo tuttavia porta con sé un complesso di Armageddon: dal momento che i nemici debbono e possono essere sconfitti, ci dovrà essere una battaglia finale, a seguito della quale il movimento avrà il controllo del mondo.
Una simile soluzione finale implica una successiva era di pace, un’età dell’Oro che contraddice il principio della guerra permanente. Nessun leader fascista è mai riuscito a risolvere questa contraddizione.

 10. L’elitismo è un aspetto tipico di ogni ideologia reazionaria, in quanto fondamentalmente aristocratico.
Nel corso della storia, tutti gli elitismi aristocratici e militaristici hanno implicato il disprezzo per i deboli. L’Ur-Fascismo non può fare a meno di predicare un “elitismo popolare”. Ogni cittadino appartiene al popolo migliore del mondo, i membri del partito sono i cittadini migliori, ogni cittadino può (o dovrebbe) diventare un membro del partito. Ma non possono esserci patrizi senza plebei. Il leader, che sa bene come il suo potere non sia stato ottenuto per delega, ma conquistato con la forza, sa anche che la sua forza si basa sulla debolezza delle masse, così deboli da aver bisogno e da meritare un “dominatore”. Dal momento che il gruppo è organizzato gerarchicamente (secondo un modello militare), ogni leader subordinato disprezza i suoi subalterni, e ognuno di loro disprezza i suoi sottoposti. Tutto ciò rinforza il senso di un elitismo di massa.

 11. In questa prospettiva, ciascuno è educato per diventare un eroe. In ogni mitologia l`”eroe” è un essere eccezionale, ma nell’ideologia Ur-Fascista l’eroismo è la norma. Questo culto dell’eroismo è strettamente legato al culto della morte: non a caso il motto dei falangisti era: “Viva la muerte” Alla gente normale si dice che la morte è spiacevole ma bisogna affrontarla con dignità; ai credenti si dice che è un modo doloroso per raggiungere una felicità soprannaturale. L’eroe Ur-Fascista, invece, aspira alla morte, annunciata come la migliore ricompensa per una vita eroica. L’eroe Ur-Fascista è impaziente di morire. Nella sua impazienza, va detto in nota, gli riesce più di frequente far morire gli altri. 

 12. Dal momento che sia la guerra permanente sia l’eroismo sono giochi difficili da giocare, l’Ur-Fascista trasferisce la sua volontà di potenza su questioni sessuali. É questa l’origine del machismo (che implica disdegno per le donne e una condanna intollerante per abitudini sessuali non conformista, dalla castità all’omosessualità). Dal momento che anche il sesso è un gioco difficile da giocare, l’eroe Ur-fascista gioca con armi che sono il suo Ersatz fallico: i suoi giochi di guerra sono dovuti ad un “invidia penis” permanente.

 13. L’Ur-Fascismo si basa su un “populismo qualitativo”: In una democrazia i cittadini godono di diritti individuali, ma l’insieme dei cittadini è dotato di un impatto politico solo dal punto di vista quantitativo (si seguono le decisioni della maggioranza). Per l’UrFascismo gli individui in quanto individui non hanno diritti, e il “popolo” è concepito come una qualità, un’entità monolitica che esprime la “volontà comune”. Dal momento che nessuna quantità di esseri umani può possedere una volontà comune, il leader pretende di essere il loro interprete. Avendo perduto il loro potere di delega, i cittadini non agiscono, sono solo chiamati pars pro toto, a giocare il ruolo del popolo. Il popolo è così solo una finzione teatrale. Per avere un buon esempio di populismo qualitativo, non abbiamo più bisogno di Piazza Venezia o dello stadio di Norimberga. Nel nostro futuro si profila un populismo qualitativo Tv o Internet, in cui la risposta emotiva di un gruppo selezionato di cittadini può venire presentata e accettata come la “voce del popolo”. A ragione del suo populismo qualitativo, l’Ur-Fascismo deve opporsi ai “putridi” governi parlamentari. Una delle prime frasi pronunciate da Mussolini nel parlamento italiano fu: “Avrei potuto trasformare quest’aula sorda e grigia in un bivacco per i miei manipoli.” Di fatto, trovò immediatamente un alloggio migliore per i suoi manipoli, ma poco dopo liquidò il parlamento. Ogni qual volta un politico getta dubbi sulla legittimità del parlamento perché non rappresenta più la “voce del popolo”, possiamo sentire l’odore di Ur-Fascismo.

 14. L’Ur-Fascismo parla la “neolingua”. La “neolingua” venne inventata da Orwell in 1984, come la lingua ufficiale dell’Ingsoc, il Socialismo Inglese, ma elementi di Ur-Fascismo sono comuni a forme diverse di dittatura. Tutti i testi scolastici nazisti o fascisti si basavano su un lessico povero e su una sintassi elementare, al fine di limitare gli strumenti per il ragionamento complesso e critico. Ma dobbiamo essere pronti a identificare altre forme di neolingua, anche quando prendono la forma innocente di un popolare talkshow.

Nazi Vampire Gorilla

L’Ur-Fascismo può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle sue nuove forme, ogni giorno, in ogni parte del mondo.»

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29 Risposte to “UR-FASCISMO”

  1. Il Ribelle Says:

    “alle volte si ha la netta sensazione di avere a che fare con scimmie ubriache alle quali sia stata data una pistola carica” “Sembra il frutto tarato di uno stupro di gruppo tra power rangers e teletubbies, appena fuggito dal set di un film di Takashi Miike…”

    Cioè, no ti prego non puoi farmi questo…stavo in ufficio ho iniziato a ridere come un pazzo…i miei colleghi (nessuno di loro è grillino) mi hanno chiesto che succedeva, hanno letto anche loro e hanno iniziato a ridere a crepapelle come me…Certo sono tutti preoccupati, ma ridere fa sempre bene anche nelle situazioni più drammatiche. Quindi se ti può far piacere, ci hai regalato, cogliendo il periodo storico con tecnologica precisione, un sano momento di allegria e spensieratezza, dove il periodo cupo che stiamo attraversando ricoda sempre più le fasi finale della Repubblica di Weimar.

    Incredibile!!! Conosci Takashi Miike, mi sa che io e te dovremmo parlare più di cinema e (un pò) meno di politiche economiche (di cui sembra alla fine, viste le nostre ultime “schermaglie” abbiamo in comune assai poco). A proposito hai visto per caso Gozu? Se sì, mi fai (se ti va, ovviamente) un commento sul film?
    Mi sto avvicinando da un pò alla cinematografia orientale, mi sai consigliare qualche film orientale, interessante dal punto di vista sociale? Io ti posso consigliare il bellissimo “Cyclo” di Tran Anh Hung o l’allucinante “Three… Extremes” della triade di registi Fruit Chan, Takashi Miike e Park Chan-wook. A proposito, sai dove si possono reperire film di Fruit Chan? (mamma mia che rompiballe che sono!!)

    Per tornare a cose più serie tu scrivi: “Ad ogni modo, la situazione è grave ma non è seria”. Secondo te perchè la situazione non è seria? Come ne usciamo? Io sono preoccupatissimo…

    • Per quanto possa essere ‘ideale’, ogni ‘tensione’ va stemperata di tanto in tanto e per diluirla non c’è niente di meglio di un sorriso o una sana risata… Se sono riuscito nell’impresa, non posso che esserne felice..:)
      “La situazione è grave ma non è seria”: è un vecchio aforisma preso in prestito da Ennio Flaiano… Siamo nelle mani di un gruppo di buffoni certificati: dal cialtrone di Arcore, ad un ex comico che vorrebbe un giullare alla presidenza della Repubblica e via delirando…
      Nella gravità dell’insieme, come si potrebbe comunque prenderli sul serio?!? Molto meglio prenderli per culo.

      In merito al Cinema, diciamo che tra le molte propensioni, ho un (in)sano interesse per l’exploitation ed un vera passione per il cinema orientale (soprattutto per il genere chambara, jidai-geki, e wuxiapian) quindi non posso non conoscere Takashi Miike che, a suo tempo, ho scoperto attraverso l’allucinato “IZO” e “Sukiyaki Western Django”: divertente rivisitazione di genere, con commistioni ‘culturali’ prese dall’Heike ed il Genji Monogatari, poemi epici nazionali che in Giappone conoscono un po’ tutti (tipo la nostra Iliade).
      Miike passa con disinvoltura dall’horror alla commedia, dal film yakuza a storie surreali di efferatezza estrema, rimescolando di tutto (dai manga ai supereroi ai videogame).
      Non so quindi tra le varie scelte narrative quale sia la tua preferita…
      Posso dirti che, pur conoscendo la trama (molto incasinata), non ho visto “Gozu” e quindi non posso esprimere alcun giudizio sulla pellicola.
      Ho apprezzato “Cyclo” del vietnamita Tran Anh Hung, anche se non mi ha eccessivamente entusiasmato. Invece, prima che tu me ne parlassi, non conoscevo assolutamente Fruit Chan (mea culpa!). Quindi dovrò riparare… A tal proposito, farò in modo di rimediare quanto prima una copia di “Three… Extremes”, che a leggere la trama si preannuncia molto promettente.
      In merito alla “questione sociale” nel cinema orientale certamente viene affrontata in modo totalmente diverso da come siamo abituati ad intenderla noi occidentali, perché nel cinema asiatico spesso le posizioni sono sfumate, diluite in una trama che privilegia gli estetismi ed i lunghi silenzi, dove i temi più scabrosi o vengono affrontati per metafore o ti vengono sbattuti in faccia con brutalità. Quasi sempre sono storie introspettive, con una forte componente intimistica; ai nostri occhi, i protagonisti sembrano più che altro dei sociopatici con seri problemi relazionali, mentre il ricorso all’iperviolenza è spesso una forma di sublimazione, tramite la sua sovra-esposizione visiva.

      Perciò, sul piano sociale…
      Se parliamo di cinema coreano, sicuramente non è da tralasciare Kim Ki-duk (che non è un regista facile): “La Samaritana”… “L’Arco”… oppure “L’Isola” (film straniante, che può disturbare).
      Ma nel mazzo ci metterei anche un horror come Whispering Corridors.

      In merito al cinema nipponico, su due piedi, mi viene subito in mente Akira Kurosawa: “I Bassifondi“… “Dodes’ka-den“… “Barbarossa“… E, seppur presi da una prospettiva ‘esistenzialista’, si potrebbero prendere in considerazione: “L’Idiota“; “Vivere“… E soprattutto Cane randagio e l’Angelo ubriaco, che sono una vera esplorazione sociologica dei bassifondi di Tokio nel Giappone post-bellico.

      Più complicato il caso del cinema cinese, che deve tenere conto di una censura ferrea e dell’asfissiante controllo governativo, mentre le produzioni taiwanesi e di Hong Kong hanno da sempre privilegiato il mero entertainment… Con una particolarità: i polizieschi cinesi offrono spaccati dei bassifondi metropolitani, di regole criminali e convenzioni sociali, altrimenti impensabili.
      Sul piano sociale, il film più “impegnato” che mi sia capitato di vedere è La Vendetta del Dragone, con Jackie Chan (!): storia di una comunità di immigrati clandestini cinesi in una Tokio estranea e ostile; i tentativi (fallimentari) di regolarizzarsi tramite un lavoro onesto; desiderio frustrato di integrazione e rivalsa sociale; l’inevitabile deriva criminale che li imbarbarirà fino all’auto-distruzione.

      Spero di aver fornito qualche accenno utile.

      • Il Ribelle Says:

        “non c’è niente di meglio di un sorriso o una sana risata… Se sono riuscito nell’impresa, non posso che esserne felice..:)”

        Eccome se ci sei riuscito, un grazie da parte nostra!

        “Siamo nelle mani di un gruppo di buffoni certificati: dal cialtrone di Arcore, ad un ex comico che vorrebbe un giullare alla presidenza della Repubblica e via delirando…Nella gravità dell’insieme, come si potrebbe comunque prenderli sul serio?!? Molto meglio prenderli per culo.”

        Assolutamente d’accordo. Abbiamo degli “Walking Dead Men” che si contrappongono a degli “Walking Shit Men”. A tal proposito di segnalo un nuovo movimento che avanza, sicuramente più serio e credibile del M5S, si chiama “Il MoVimento dei Caproni”. Alle prossime elezioni li voto, mi sembrano estremamente competenti. Puoi trovarli in rete http://movimentocaproni.altervista.org/blog/

        “Quasi sempre sono storie introspettive, con una forte componente intimistica; ai nostri occhi, i protagonisti sembrano più che altro dei sociopatici con seri problemi relazionali, mentre il ricorso all’iperviolenza è spesso una forma di sublimazione, tramite la sua sovra-esposizione visiva”

        E’ quello che ho notato anche io. Questa sensazione mi si rafforza ancora di più nel caso del cinema giapponese. La visione che mi si è venuta a
        materializzare è quella di una società e un popolo profondamente represso, che vive le proprie solitudini, le accetta passivamente e le esprime nell’orgasmo tecnologico della quotidianità nipponica. Dove l’ossessione ultra-tecnologica, sembra derivare direttamente da una voglia profonda di astrarsi dalla realtà.
        Mi ha colpito a tal proposito il toccante “Babel” di Inarritu, che coglie in modo chirurgico questo aspetto della società nipponica. Dove la disabilità della giovane ragazza rende la stessa più umana dei suoi coetanei più “normale”, con le sue pulsioni sessuali, la sua voglia di affetto. Immersa in una società talmente tanto chiusa nelle sue repressioni e nelle sue tecnologiche solitudini che non riesce ad aprire neanche un piccolo spiraglio alla giovane sordomuta, che dalla sua intimità più profonda sembra urlare (se potesse) al mondo intero:”voglio una carezza!”

        “Più complicato il caso del cinema cinese, che deve tenere conto di una censura ferrea e dell’asfissiante controllo governativo, mentre le produzioni taiwanesi e di Hong Kong hanno da sempre privilegiato il mero entertainment… Con una particolarità: i polizieschi cinesi offrono spaccati dei bassifondi metropolitani, di regole criminali e convenzioni sociali, altrimenti impensabili.”

        D’accordissimo, d’accordissimo!!! Devo aggiungere però che ultimamente, c’è un certo allentamento delle maglie da parte del regime, cosa che si percepisce nel film “Shanghai Dream” di Wang Xiaoshuai (che ti consiglio, uno spaccato delle conseguenze sociali della “Terza Posizione”, voluta dal regime ), ma…e aggiungo, ma….alla fin fine…si legge, si percepisce in modo labile, un messaggio subliminale di una nascosta propaganda pro-regime…

        “Spero di aver fornito qualche accenno utile.”

        ti ringrazio ancora, Sei un grande!

        P.S.
        Se riesci guardati Gozu. Quando l’ho consigliato ad una mia amica cinefila, lei dopo averlo visto è ritornata dicendo:”Tu hai seri problemi..se vuoi ti consiglio uno bravo…” :-) :-) :-)

  2. ho riempito il taccuino delle vostre indicazioni sul cinema orientale. Per quanto riguarda l’aneddoto, apocrifo pare, dovrebbe riferirsi allo scambio di telegrammi tra il quartier generale dell’esercito tedesco e quello austriaco durante la prima guerra mondiale. I tedeschi agli austriaci: «Dalla nostra parte del fronte, la situazione è seria ma non catastrofica». Gli austriaci: «Dalla nostra parte la situazione è catastrofica, ma non seria».

  3. […] nozione di ur-fascismo è stata richiamata in questi giorni da WuMing e da liberthalia.wordpress.com/, e risale a un articolo del 1995  di Umberto Eco, intitolato “Totalitarismo fuzzy e […]

  4. @ Gabriella
    Adoro le precisazioni, specialmente quando si tratta di aforismi incompleti. Grazie per l’integrazione, che rende il contesto ancor più gustoso..:)

    @ Ribelle
    Intanto scusami per l’attesa nella pubblicazione, capita ogni tanto che il filtro di sicurezza elimini alcuni commenti per ragioni di IP… Fortuna che ho l’abitudine di controllare sempre i commenti rimossi automaticamente (solo qualche centinaio) prima di svuotare la cartella.

    Naturalmente, ti ringrazio per i complimenti… sempre troppo buono!
    Bello il blog del “Movimento dei Caproni”..! Assolutamente da tenere presente. Con calma, poi mi leggo tutti i post..:)

    Invece, riguardo al nostro scambio cinefilo, mi appunto subito “Babel” e “Shangai Dream”!
    A proposito della “subliminale di una nascosta propaganda pro-regime”, direi che è presente in tutta la produzione cinematografica della ‘Cina popolare’…
    Da quella esplicita e celebrativa come “Il 1° di Agosto” (che non è neanche male!), ricompreso nella serie di pellicole ‘storiche’ di Axis of War, nell’ambito delle celebrazioni dei 90 anni dalla fondazione del PCC.
    Alle esaltazioni più sfumate appunto della “Terza Via”. E questo riguarda soprattutto le produzioni wuxiapan con la rievocazione dei fasti dell’antica Cina imperiale. In questi casi il messaggio è chiaro: l’Impero è imprescindibile e necessario per mantenere l’unione e la pace dell’intera nazione. L’Imperatore può anche essere malvagio o crudele, ma il fine dell’istituzione è giusto e fondamentale, giacché non ci può essere armonia e prosperità per il popolo, senza un potere centralizzato e unitario. Grandi ambizioni richiedono grandi sacrifici; la necessità giustifica tutto per un bene superiore (e futuro).
    Il messaggio riccore praticamente identico nei film più disparati: da quelli prettamente storici come “La Battaglia dei tre Regni”… “Hero”… “Lords of war”; fino ai più insospettabili “Detective Dee” o “Little big soldier”

    P.S. Se la tua amica è rimasta turbata per “Gozu“… non oso immaginare cosa direbbe dopo la visione di “Audition” o “Visitor Q“…:D

    • Il Ribelle Says:

      “Intanto scusami per l’attesa nella pubblicazione”

      Ma ci mancherebbe…

      “Alle celebrazioni più sfumate appunto della “Terza Via”.”

      Non so se intendiamo la stessa cosa, la “Terza Posizione” evocata nel film è una strategia sia industriale sia militare per creare degli argini nella Cina Nord-Occidentale nei confronti di una possibile invasione sovietica. Mio suocero, che è stato lì durante gli anni 80 (appunto quelli del film) mi ha confermato che l’atmosfera che a pelle si respirava era proprio quella del film, pur vivendo l’esperienza lavorativa da cittadino italiano e non cinese.

      “Audition” non l’ho visto, ti posso garantire che è peggio di “Visitor Q”. O meglio al di là delle assurdità e dei richiami sessuali di cattivo gusto ( ma mooolto moolto metaforici) quello che mi è piaciuto di più è quell’atmosfera surreale e onirica a limiti della farsa e dello “Humor Nero”, il tutto condito in salsa Kafkiana, che mi ha fatto tornare in mente lo straordinario e irripetibile “Fuori Orario” di Martin Scorsese. Film che mi ha regalato uno “stato alterato di coscienza” condizione che ho ripetuto solo con “Mulholland Drive” di David Linch (mamma mia che casino sono passato di palla in frasca!!!) dai mi perdonerai anche questa…

      P.S.
      Quanto vengo sul sito si inchioda il PC…stai subendo un Denial of Service dai fascio-grillini?

      • “Terza Via”… “Terza Posizione”…
        No, decisamente mi rendo conto che intendevamo due cose completamente diverse..:)
        Io mi riferivo al modello di sviluppo economico della Cina nell’ultimo decennio: turbo-capitalismo e iper-sviluppo; diritti zero; controllo ferreo del Partito in posizione egemone; recupero della tradizione classica cinese in funzione neo-imperiale.

        In merito al nostro eroe, personalmente ho trovato entrambe i film un tantinello morbosi… ma Miike ha per l’appunto la genialità di incastonare le storie in una cornice surreale, allentando la tensione col suo particolarissimo humor nero.

        Invece, riguardo alle difficoltà di accesso al sito, mi cogli impreparato… So per certo che il sito è monitorato dall’aggregatore della Casaleggio Associati (lo tze-tze network), ma non credo che siano messi così male dal considerare una pagina insignificante come la mia, una minaccia per la loro “rivoluzione”…
        Tecnicamente, un denial of service sarebbe anche difficile da attuare, perché il blog è ospitato su piattaforma wordpress che gestisce direttamente tutti i protocolli di sicurezza ed il traffico di rete. Quindi è contro la loro struttura che dovrebbe essere condotto. E, quando ciò si verifica, si nota eccome.
        Comunque, ho passato in scansione l’URL e le pagine web con Kaspersky e NOD32 (uso entrambi su pc diversi) e non risultano problemi; ho cambiato accessi IP e mi sembra tutto regolare, senza intoppi.
        Se usi un pc in ufficio, forse è la rete di protezione aziendale che tenta di inibire l’accesso.

        • Il Ribelle Says:

          “Tecnicamente, un denial of service sarebbe anche difficile da attuare, perché il blog è ospitato su piattaforma wordpress che gestisce direttamente tutti i protocolli di sicurezza ed il traffico di rete”

          Vero e se subisci un DoS te ne accorgi eccome. Comunque stasera da casa va meglio (ieri avevo problemi anche da casa) ti faccio sapere domani dall’ufficio.

          “ma non credo che siano messi così male dal considerare una pagina insignificante come la mia, una minaccia per la loro “rivoluzione”…”

          Mah…visto il basso livello e le cazzate più marchiane che fanno a ripetizione non mi meraviglierei di niente!

          Tanto per andare “fuori tema” come al solito: Ti è piaciuto “Fuori Orario” di Scorsese? ho scritto anche una recensione http://www.mymovies.it/pubblico/articolo/?id=172684 (mi firmo Micron) Se ti andasse di leggerla ne sarei onorato, così magari mi dici che ne pensi dello stile a magari mi muovi qualche critica! (scrivere non è il mio forte!!)
          Aspetto impaziente, comunque, il tuo giudizio su Gozu!

          P.S.
          Se posso chiederti, quanti anni hai? Io 38.

        • Il Ribelle Says:

          “Audition” non l’ho visto, ti posso garantire che è peggio di “Visitor Q”.

          Scusa, una precisazione, come al solito scrivo come una scimmia ubriaca grillina: Intendevo che “Audition” non l’ho visto, mentre ho visto “Gozu” che è molto più surreale e gustoso di “Visitor Q” (che ho visto).

  5. L’ha ribloggato su L'Opinione Politicae ha commentato:
    Vorrei soffermare la vostra attenzione, prima ancora che sulla breve analisi introduttiva, sui 14 punti dell’Ur-fascismo.
    Se avete notato qualche similarità con la situazione attuale, non state sbagliando, non del tutto perlomeno.

  6. Emanuele Says:

    Nonostante la grande cultura sempre evidenziata in ogni post pubblicato, non credo che sia stata utile in questo caso a indovinare quello che sta succedendo in Italia, alludendo al nuovo soggetto politico emerso dalle ultime elezioni come di qualcosa paragonabile al fascismo; ovvero all’Ur-fascismo di cui si fa mensione. Credo, anzi, che l’analisi non riesca a cogliere nessun elemento di previsione di ciò che accadrà. A me la spiegazione sembra proprio sbagliata. Mi dispiace.

    • Il Ribelle Says:

      “Credo, anzi, che l’analisi non riesca a cogliere nessun elemento di previsione di ciò che accadrà. A me la spiegazione sembra proprio sbagliata. Mi dispiace.”

      Potresti essere così gentile e disponibile e darmi una mano a farmi capire quello che accadrà? Io personalmente non ne ho idea, l’unica cosa che percepisco è un qualcosa che non mi piace per niente. Aiutami a capire perchè la mia percezione è sbagliata.

  7. @ L’Opinionista
    Grazie come sempre per la vostra attenzione e cortesia, a maggior ragione che (come ben sapete) seguo sempre con piacere ed estremo interesse le vostre pubblicazioni.

    @ Emanuele
    Premetto che ho trovato la tua critica molto lusinghiera… perfino troppo, poiché sei così generoso da attribuirmi doti analitiche quasi ‘divinatorie’ che, in tutta franchezza, proprio non possiedo.
    Con estrema sincerità, ti dirò che la situazione è talmente confusa da sfuggire alla mia piena comprensione. Personalmente, mi limito a fornire una chiave di interpretazione possibile. Ma è solo una delle infinite variabili ipotetiche. Davvero non ho la pretesa dell’infallibilità, né la sfera di cristallo…. Per questo apprezzo sempre contributi intelligenti, osservazioni critiche, precisazione e proposte.
    E’ superfluo dire che ogni tuo contributo in proposito, come su qualsivoglia altro argomento, è (e sarà) sempre il benvenuto.

    @ Ribelle
    “Ti è piaciuto ‘Fuori Orario’ di Scorsese?”

    Non risponde esattamente al mio genere, ma oggettivamente so riconoscere un capolavoro. Quindi sì, mi è piaciuto.
    E non dovresti sottovalutarti come recensore: analisi limpida, partecipata, soprattutto sincera e senza fronzoli, capace di cogliere l’essenza dell’opera nella semplicità del messaggio e farlo proprio con intima partecipazione.
    Sempre in considerazione del pochissimo che vale la mia impressione..

    Invece in merito alla mia persona, in un’epoca dove tutti (o quasi) sgomitano per ritagliarsi un palcoscenico virtuale dove esibirsi, evito con cura qualsiasi attenzione… Per me contano le Idee, che per definizione non hanno volto. Per questo detesto personalismi e leaderismi.
    Posso però dirti, riguardo all’età, che più che altro la differenza risiede forse nel mese di nascita….:)

    • Il Ribelle Says:

      “E non dovresti sottovalutarti come recensore: analisi limpida, partecipata, soprattutto sincera e senza fronzoli, capace di cogliere l’essenza dell’opera nella semplicità del messaggio e farlo proprio con intima partecipazione.
      Sempre in considerazione del pochissimo che vale la mia impressione..”

      Ti ringrazio, per me la tua considerazione è preziosa. Grazie per l’apprezzamento sulla recensione. Appena riesco, mi vedo gli interessanti titoli che mi hai proposto (o almeno quelli che trovo).

      P.S.
      Oggi il sito gira bene anche dall’ufficio…cerca di rammentare cosa hai fatto perchè la differenza rispetto agli altri giorni è notevole!

  8. Il Ribelle Says:

    Amici miei, amiche mie, sto passendo nottate alla ricerca di un senso su tutto quello che sta succedendo. Man mano che ricerco e studio però, le immagini che si vanno via via materializzando non sono per niente incoraggianti, anzi sono inquietanti.

    Nelle mie ricerche senza fine, ho trovato un inquietante legame tra la Casaleggio Associati e alcuni colossi bancari americani
    http://temi.repubblica.it/micromega-online/grillo-e-il-suo-spin-doctor-la-casaleggio-associati/ E purtroppo e dico purtroppo l’articolo è di 2 anni e mezzo fa, per cui non si può pensare che sia stato creato ad hoc. Un altro campanello d’allarme è che Grillo non parla più di Signoraggio Bancario e di tutte
    quelle cazzate da anni, come per sviare l’attenzione dal mondo bancario e dal problemi dei derivati (vero e serio problema, che ha scatenato la crisi) .

    Ricordiamoci che i più potenti attacchi speculativi contro l’Euro partono sempre da questi colossi bancari, che con il denaro che sono capaci di muovere, sono in grado di distruggere un sistema finanziario questo articolo è interessante in tal senso:
    http://www.repubblica.it/economia/2010/12/13/news/club_banchieri-10127353/. Il più grosso nemico delle speculazioni finanziarie è proprio l’Euro, che non consente quelle speculazioni su monete deboli e su tassi di cambio che bene abbiamo conosciuto in Argentina (e non solo). Gli attacchi speculativi sullo Spread (come quello italiano del 2011 che ricordiamo bene) sono solo una delle contromosse messe in atto da una ingordigia che non ha limiti. Non dimentichiamoci poi quanti colossi americani sono falliti per speculazioni non andate a buon fine. Ora veniamo alla situazione italiana. Un uscita dall’Euro, che prende sempre più piede nell’opinione pubblica, avrebbe come conseguenza (forse il default, poi vedremo le alternative) dello stato italiano, una inflazione senza limiti con gli italiani che si ritroverebbero in tasca della carta straccia. vi riporto da wikipedia (tutto verificato con fonte, qui c’è l’amico Sendivogius esperto di repubblica di Weimar che ci può aiutare):

    “Nella prefazione al classico testo di Costantino Bresciani-Turroni sulle vicende del marco tedesco, Lionel Robbins osserva che «il deprezzamento del marco avvenuto tra il 1914 e il 1923 […] ha distrutto la ricchezza degli elementi più solidi della società tedesca: e si è lasciato dietro uno squilibrio morale ed
    economico, atto a preparare il terreno per i disastri che sono seguiti. Hitler è il figlioccio dell’inflazione»”

    A questo punto occorre chiedersi perchè Grillo continua a battere sul tasto dell’Euro, affermando addirittura che “si farà un referendum sull’Euro via Web” cioè un qualcosa controllabile a suo piacimento senza nessuna certificazione dall’esterno. Perchè avrebbe potuto dire “Referendum sull’Euro” canonico come tutti i referendum, dall’esito difficilmente taroccabile. Se fosse stato intenzionato ad un referendum vero. Queste affermazioni da chi detiene il 25% dell’elettorato e una parte del parlamento, aprono delle autostrade alla speculazione. Questo, lui spera, danneggerà ancora di più la condizione economica
    già precaria del paese, che gli consentirà di prendere ancora più voti alla prossima tornata elettorale.

    In questo esiste però un paradosso: secondo me Grillo non si aspettava di avere così tanti senatori da essere fondamentale per la fiducia e quindi essere “responsabile” anche lui delle sorti del paese. Avrebbe voluto prendere voti, andare in parlamento continuando ad urlare e sbraitare, magari contro un governo di CS debole (tipo governo prodi II) per poi arrivare lui alla tornata elettorale successiva fare il pieno di voti ed andare al governo.

    In effetti lui dice sempre:”destra e sinistra si mettono insieme, dopo un anno cade il governo arriviamo noi e cambiamo il mondo”. Se lo dice il panettiere sotto casa mi faccio una risata, se lo dice Grillo con in mano una parte del parlamento italiano mi fa tremare.

    Se Grillo fosse intenzionato veramente a fare quello che dice: “diminuzione dei parlamentari, taglio degli stipendi, ect…” potrebbe dare un appoggio esterno al PD-Sel e al Governo Bersani tenendolo per le palle e facendolo cadere alla prima porcata che fa o che non condivide. Questo genererebbe una
    ripresa di credibilità del PD e della politica italiana che probabilmente Grillo e Casaleggio non vogliono. Invece continua a chiudere tutte le porte, tentando in tutti i modi di spingere il PD ad un abbraccio mortale con il PDL, abbraccio che consentirebbe a Grillo di avere la maggioranza assoluta alle
    successive elezioni.

    Torniamo a Grillo e ipotizziamo che vada al potere. Referendum finto sull’Euro, si esce dall’Euro, l’Italia viene deprezzata, gli italiani si ritrovano con carta straccia in tasca (poi i suoi 1000 euro di reddito di cittadinanza ce li infiliamo tutti nel culo, scusate la volgarità) andiamo nel baratro e per impedire il default il Governo Grillo inizia a “svendere” il patrimonio pubblico, autoproclamandosi salvatore della patria. Svendere perchè con una moneta nazionale debolissima, con pochi dollari ti compri il colosseo. Qui subentrano i grandi colossi americani e i loro legami con la casaleggio associati che con pochi soldi al prezzo di saldo si comprano tutti i beni pubblici italiani che come sapete sono tantissimi, forse da questo punto di vista siamo la nazione più ricca al mondo: beni culturali, spiaggie, isole, ect… Guardate la grecia quello che sta vendendo, neanche svendendo, tutti beni pubblici, o quello che ha fatto l’argentina.

    Leggete qui:

    Jim O’Neill, il guru di Goldman Sachs che ha coniato l’acronimo «Bric» (Brasile, Russia, India, Cina), sostiene (in un commento nello studio «Riforme non vuol dire austerity») di trovare «entusiasmante» l’esito delle Politiche. L’Italia, secondo l’economista, ha «bisogno di cambiare qualcosa di importante» e forse «il particolare fascino di massa del Movimento 5 Stelle potrebbe essere il segnale dell’inizio di qualcosa di nuovo».

    Ora la Goldman Sach non è tra i legami internazionali che la Casaleggio Associati ha. Che voglia entrare nel processo di svendita, che ha intuito essere possibile?

    A voi le considerazioni.

    D’altronde, dalla caricatura di Patty Smith che va vaneggiando di guerre mondiali con la decimazione della popolazione e nuovi ordini mondiali (Gaia), non mi aspetto nulla di buono, forse la svendita del paese è il danno minore. Specialmente quando ha in mano un potere così grande.

    Se ricordate il post-elezioni Grillo sembrava più morbido, più aperto a collaborazione “non siamo mica contro il mondo” disse. Poi il giorno dopo quasi increduli abbiamo letto “Bersani Morto che parla” rimbalzato su tutte le agenzie mondiali “Grillo said: Bersani is a Walking Dead Man”. E ancora dopo che
    Vito Crimi aveva aperto ad un governo “non dei partiti”, ma subito il giono dopo il diktat “M5S non darà fiducia a nessuno solo a governo M5S”.
    Credo a dietro tutto ciò ci sia la Casaleggio Associati con una strategia ben predefinita.

    Amici e amiche mie forse non siamo solo in mano ad un pagliaccio con manie di protagonismo.

    Spero che qualcuno di voi mi dimostri che ho scritto una marea di cazzate e che sto solo vaneggiando. Cercate ogni indizio per dimostrare che le mie tesi sono tutte sbagliate e faziose. Perchè oggi mi sembra di vivere un incubo, un incubo da cui non riesco a svegliarmi.

    • :) Alla prova dei fatti, con le dovute divergenze e attribuzione di responsabilità ai principali attori, noto che certe nostre considerazioni su politiche economiche e capitalismo finanziario non sono poi così distanti…

      “Oro alle Banche”
      “Finanza Creativa” (III)
      “Finanza Creativa” (IV)
      “Finanza Creativa” (V)

      • Il Ribelle Says:

        Sulle critiche e sulle problematiche abbiamo probabilmente abbiamo la stessa visione. Ma per “Politiche Economiche” si intende una linea da seguire secondo dei principi e modelli noti, forse è lì che le divergenze si allargano.

        Comunque nel nostro caso in questione, non si tratterebbe di politiche economiche, ma di un vero e proprio crimine contro lo stato e di tradimentto verso il popolo.

        Cerchiamo di capire (chi mi vorrà aiutare) però se sto prendendo una cantonata colossale o se veramente dietro le quinte c’è questo progetto criminale.

        Tu, amico mio, che ne pensi?

        • Ohh io sono un ‘radicale’ molto pragmatico; sostanzialmente perché mi piace rimanere coi piedi ben piantati al suolo, prima di inseguire pindariche utopie… Quindi, per quel pochissimo che valgono le mie conoscenze in ambito economico, potrei tranquillamente essere definito come un neo-keynesiano che condivide gran parte del pensiero di Paul Krugman e Joseph Stiglitz.
          Ho una viscerale antipatia per Milton Friedman; detesto la scuola monetarista di Chicago ed ho ancor più in puzza la cosiddetta Scuola Austriaca… Come vedi, la mia prospettiva non ha niente di così “rivoluzionario” o, visti i tempi, forse sì..:)

          Penso che gran parte della tua analisi politica sia esatta, così come credo che le tue osservazioni sulle possibile conseguenze siano probabilmente fondate, ma non ritengo ci sia un preciso disegno strategico da parte di Grillo (che improvvisa a soggetto), e meno che mai una sorta di piano internazionale…

          Penso che la Casaleggio Associati sia nettamente sopravvalutata e credo che a volerle attribuire un ruolo, una potenza di fuoco, ed una rete di relazioni, molto più grande di quanto non sia, si incorra nell’errore più ricorrente del complottismo: immaginare nemici onnipotenti al vertice di occulte organizzazioni, che fanno molto Spectre ma sono assai poco realistiche.
          Più semplicemente, ci troviamo in balia di una setta di esaltati, teleguidati da un pugno di cialtroni.

          In merito all’Europa e alla sua moneta, i problemi sono tutti intrinsechi alla struttura endogena ed alla gestione UE pesantemente condizionata dall’egemonia tedesca, così come da una (catastrofica) politica monetaria (monetarismo di Milton Friedman). Ma proprio i mercati USA sono i primi a paventare un crollo europeo con la scomparsa della moneta unica, sulla cui durata non fanno peraltro troppo affidamento. E questo sul lungo periodo è un grosso problema…
          Sull’argomento, qualche parolina l’avevo già spesa QUI.

  9. Il Ribelle Says:

    “Penso che la Casaleggio Associati sia nettamente sopravvalutata e credo che a volerle attribuire un ruolo, una potenza di fuoco, ed una rete di relazioni, molto più grande di quanto non sia,”

    Il fatto che tu abbia questa idea della Casaleggio, in parte mi tranquillizza perchè dà voce a quella parte di me che mi dice che probabilmente la mia preoccupazione è eccessiva. In fatto di relazioni però ti riporto questo:

    “Nel 2004, a pochi mesi dalla sua nascita, la Casaleggio Associati annunciò pubblicamente attraverso le agenzie di stampa la nascita della partnership con Enamics, società statunitense leader in Business Technology Management (Btm). La Enamics ha una rete di relazioni aziendali impressionante sia dirette che indirette grazie anche a una rete di partnership consolidata e da più di 6 anni con due altre aziende del settore, la Future Considerations e la Ibm Tivoli. Spiccano, come si legge nel board sia di Enamics che dei sui partner, nomi come Pepsico, Northrop Grumman, US Department of Tresury (Dipartimento del Tesoro Usa), Bnp Paribas, American Financial Group e JP Morgan, banca d’affari del gruppo Rockefeller.”

    Quindi le relazioni le ha. Ora certo bisognerebbe vedere, pesare le relazioni, che potrebbero essere velleitarie, o sostanziali, questo almeno per adesso non ci è dato saperlo, quindi è ragionevole pensare che quello che tu dici sia più probabile di quello di cui io sono preoccupato. Credo però che il personaggio chiave di tutto sia un certo Enrico Sassoon, che guarda caso lascia la casaleggio, qualche mese prima delle elezioni. Come se Grillo & Co avessero intuito che una volta entrati in parlamento sarebbe diventato un personaggio scomodo. Ora non ci è dato sapere se, e in che modo
    rientrerà in gioco (Enamics?). Considerati poi i giochetti delle società prestanome e off-shore varie, non è difficile sparire pur mantenendo il controllo. (Report, della Gabanella docet).

    Fino a qui non mi pare ci sia nulla di complottista, ma un mero gioco di interessi che aimè…abbiamo gia visto diverse volte.

    “si incorra nell’errore più ricorrente del complottismo: immaginare nemici onnipotenti al vertice di occulte organizzazioni, che fanno molto Spectre ma sono assai poco realistiche. Più semplicemente, ci troviamo in balia di una setta di esaltati, teleguidati da un pugno di cialtroni.”

    Sono d’accordo con te. Le teorie del complotto molte volte nascondono delle cazzate colossali, (non so se avete mai sentito di quello che parla dei vaccini come uno strumento introdotto dai cattivoni americani per permettere agli alieni di insediarsi in mezzo a noi), buone più per sofisticati e affascinanti quanto irreali Serie TV americane, che per una lettura razionale della realtà.

    Sulla settà di esaltati ho però una mia considerazione. Ho sempre creduto che anche dietro ai movimenti più folli e scellerati, ci sia sempre una mente lucida e non improvvisata, che manipola e influenza gruppi di esaltati e folli, deboli e disperati, per ottenere il suo comodo tornaconto. Pensiamo solo ai tanti maghi truffatori cazzari che speculano sul dolore e sulle debolezze altrui. O ancora Scientology, dove, vi posso raccontare, sono risucito tanti anni fa a ripescare per i capelli
    all’ultimo momento un mio amico, padre di famiglia, prima che dilapidasse tutti i beni familiari, ma è stata veramente dura, era stato completamente manipolato. Cioè posso essere d’accordo che tante persone nel movimento siano una setta di esaltati, ma questi sono stati manipolati, dal mio punto di vista, da un capo politico lucido e determinato. Il problema è che questo capo popolo insieme ai suoi compari non ha, come obiettivo, la resturazione della morale italiana o i farneticanti quanto inquietanti Prometeus o Gaia, quanto un mero e semplice tornaconto economico suo o di chi per lui.

    Di questo ne sono abbastanza sicuro.

    Il problema è capire come vuole arrivare a ciò e quali danni e conseguenze lascerà in eredità per raggiungere il suo scopo, in un paese già allo stremo.

    Ditemi, ed accetterò qualunque critica o dissenso, se questo assomiglia più ad un complotto, o ad una analisi lucida su scenari che già troppe volte abbiamo visto, in piccolo ed in grande, in Italia così come nel mondo.

  10. Il Ribelle Says:

    Comunque, consentitemi, per sdrammatizzare:

    W L’ARTICOLO 67 E LA COSTITUZIONE PIU’ ANTIFASCISTA DEL MONDO!!!

  11. Allora..:)
    In merito alle questioni da te sollevate, mi soffermerò su due punti in particolare: Enamics ed il povero Enrico Sassoon (personaggio talmente misterioso da essere editorialista del Sole24Ore).
    A dire il vero, avevo già parlato di entrambi, e la questione (per quello che vale la mia opinione) mi era pure stata posta in privato…
    Non è che abbia molto da aggiungere, quindi ti riporto le mie impressioni già espresse in merito:

    Su Gianroberto Casaleggio gira in rete un incredibile bolo di panzane cospirazioniste, che non è nemmeno il caso di riportare tanto sono idiote… Grande scalpore ha suscitato nel sottobosco complottista il fatto che uno dei principali soci di Casaleggio, il manager Enrico Sassoon, guidi la Camera di Commercio USA (noto covo di rettiliani in missione segreta), ovvero l’equivalente della nostra Confcommercio.
    Si tratta di una cosa davvero inaudita per un professionista esperto in studi economici, che lavora in un’azienda con importanti partecipazioni nel mercato statunitense.

    [“Anatomia a 5 stelle”]

    La American Chamber of Commerce (ACC) in Italia è diventata, insieme alla Enamics, la nuova ossessione dei cospirazionisti di ogni latitudine…
    La Enamics poi è stata una delle fissazioni dei nazistelli di Stronzfront, che ne hanno parlato diffusamente come strumento del NWO, specialmente in relazione ad Enrico Sassoon, che ha pure la gravissima colpa di essere ebreo (!).
    Quindi nelle menti disturbate dei complottisti tutto fa brodo, finendo inevitabilmente col ritirare fuori i famigerati “Protocolli dei Savi di Sion”. Tanto sempre lì si va a parare!

    Ti riporto parte della risposta ad una Lettrice che, grossomodo, mi poneva i tuoi dubbi, focalizzando però le sue attenzioni sulla ACC, piuttosto che su Enamics:

    “..Tutte le partnership commerciali riportate sulla mappa sono infatti riscontrabili qui:

    http://www.amcham.it/default.asp?id=433

    Gli obiettivi e la mission economica dell’organizzazione, operativa in Italia da almeno un secolo, sono peraltro riportati qui:

    http://www.amcham.it/default.asp?id=357

    Come già detto, non ci vedo niente di misterioso, né alcuna intelligenza occulta… Questi si muovono tranquillamente alla luce del sole, trovando ovvie sponde politiche nella naturale commistione di interessi pubblici e privati, che una simile rete di relazioni comporta, insieme all’enorme potere gestionale (e di condizionamento implicito) che una interrelazione su scala così vasta genera.
    Ogni relazione, di per sé, genera una forma di potere…
    E la stessa composizione del board italiano della Chamber è lì a confermarlo
    :

    http://www.amcham.it/default.asp?id=358

    Già che c’ero, ho dato un’occhiata ai nomi… alcune omonimie mi hanno colpito… A dire il vero non ho fatto ancora i doverosi riscontri, ma non mi meraviglierei di certe “parentele”:
    C’è Veronica Squinzi, che credo sia sorella di Giorgio Squinzi, attuale presidente di Confindustria…
    Il presidente Vittorio Terzi, già ras di ItalCementi… Non mi meraviglierebbe se avesse una qualnche relazione di parentela con Giulio Terzi, attuale ministro degli Esteri nel governo Monti…
    Tuttavia in una realtà economica e finanziaria globalizzata, dove tutto è strettamente interconnesso, si tratta di un giochetto praticamente infinito in una serie illimitata di interazioni…
    Esempio:
    Nel board è presente, come ormai mezza rete strombazza, anche Enrico Sassoon, ad della Strategiqs Edizioni, meglio noto per essere uno dei soci della Casaleggio Associati, che di recente ha stretto una partenership con la BTM Corporation (già Enamics),che a sua volta vanta tra i propri clienti grandi gruppi assicurativi e bancari:
    GreatAmerican Insurance Group… Assurance Retraite… e soprattutto BNP Paripas e JPMorgan; quindi entriamo nell’ambito del carry trade e del private equity, collegati alle attività degli Hedge funds alla base dell’attuale speculazione finanziaria sugli spread…….
    Come si può vedere, una volta entrati non se ne esce più: è un pozzo dentro il quale si possono buttare le più infinite congetture e collegamenti.

    Ognuno può trovare la relazione che vuole, e su questa costruire una realtà mitopoietica.
    Più semplicemente, la Casaleggio Associati vende servizi informatici; si occupa di marketing e strategie di promozione ‘virale’. Impropriamente, è una sorta di agenzia pubblicitaria.
    Se fai una ricerca in rete BTM-Casaleggio, vedrai che i primi a parlarne sono stati “Il Giornale” ed i situcoli dei vari “signoraggisti”… Tutti gli altri non fanno che scopiazzare e riportare gli articoli originali.

    Ciò detto, è Gianroberto Casaleggio (un cazzaro notorio) ad annunciare nel 2004 la sua partenership con Enamics, senza però fornire alcun riscontro o dettaglio sulla sua “collaborazione”.
    Per quanto mi riguarda, potrebbe anche essere il fornitore ufficiale di sapone liquido per le toilette della Enamics!
    Sul sito ufficiale della BTM Corporation (Enamics non esiste più), non c’è un solo accenno alla Casaleggio Associati, alla quale però vengono attribuiti, contro ogni evidenza, gli appalti di pertinenza esclusiva della BTM.
    Sostanzialmente, i vari complottisti hanno tutti manipolato le informazioni riportate QUI, per la gioia di Gianroberto che è il primo autore della sua (finta) leggenda nera.

    Per l’appunto, siamo nelle mani di un gruppo di giullari che si divertono a prenderci per i fondelli…
    Il problema è che ci cascano in troppi.

    • Il Ribelle Says:

      Attenzione però a non sottovalutare il fenomeno, comunque la si pensi:

      Secondo me Grillo ad oggi è pericoloso.

  12. Il Ribelle Says:

    In effetti l’acuto sendivogius mi ha fornito uno spunto importantissimo ed un avvertimento non meno rilevante: Attenzione alle facili conclusioni che a volte portano a sviare il problema da quello che realmente è. Ma occorre capire e discriminare in modo puntuale e preciso. Quindi seguendo la preziosa linea guida fornitami da Sendivogius mettiamo un momento da parte la Casaleggio Associati, la JP-Morgan e tutti i
    collegamenti internazionali. Certo dietro a tutte le teorie complottiste bancarie si celano in modo più o meno evidente dei nazisti mascherati. Il fatto che Grilo si appoggi a personaggi del calibro di Massimo Fini, Ida Magli e Maurizio Blondet da un lato può far venire i conati di vomito ma dall’altro pone una seria riflessione. Tanto per confermare che tesi semplicistiche possono portare a confluire con le stesse cazzate dei complottisti, facendo perdere di vista la situazione reale.

    Posso essere d’accordo con la tesi dell’amico Sendivogius che sostiene che siamo nelle mani di un manipolo di Cialtroni che ci stanno prendendo per il culo, ma quello che non mi è chiaro è quanto Grillo e questi personaggi (al vertice del moVimento, i gerarchi dico) siano organizzati. Intanto per togliere ogni
    dubbio a chi sostiene il contrario, il moVimento ha una sua gerarchia neanche troppo occulta. Cioè uno vale uno è la prima delle più grandi cazzate del moVimento. La mia perplessità riguardo al manipolo di cialtroni, sta nel fatto che ottenere 8 milioni di voti, non è semplicissimo, pur essendo certamente l’operazione facilitata da una condizione socio economica
    disatrasa. Ma questo non basta. Ci vuole una organizzazione strutturata e capillare, non certo improvvisata. Certo aggiungiamo a ciò degli scalzacani più o meno consapevoli, come Paolo Becchi, delle panzane che dicono (ma vista la nullità del personaggio penso stupidamente inconsapevoli e manipolati). Questi personaggi comunque agiscono da megafono mediatico rafforzandone le tesi raffazzonate.

    Un personaggio inquietante in tutto ciò è Marco Travaglio. Riconoscendo l’acutissima faziosità del personaggio (di tutto si può accusare, ma non certo di essere sciocco e manipolabile), non capisco il suo difendere, con articolo più degni di un Maurizio Belpietro che di un Indro Montanelli, un personaggio come Grillo che è esattamente tutto quello che lui fino a poco tempo fa aveva duramente criticato. C’è qualcosa che non mi torna.

    Aggiungiamo a tutto ciò un Grillo che va vaneggiando che “La mafia non ha mai strangolato il proprio cliente” poco tempo fa o, per ritornare al blog su post vecchi: “Le mafie in Italia contano meno dei partiti e sono più oneste, non dicono di essere democratiche e dalla parte dei cittadini” o ancora “C’é più
    dignità in un Provenzano che in molti parlamentari”. Frasi lo dico subito e senza timore, vergognose, criminali e degne di un capo mafia, che non hanno nessuna giustificazione se non quella di mandare messaggi chiari e definti ad un certo elettorato (Forza Italia docet).

    Come ci ha insegnato il grandissimo Eugenio Scalfari (so che Sendivogius penserà che ormai è vecchio e rincoglionito, ma per me rimane un grande), la mafia ha sempre cercato nella storia degli interlocutori politici, da Mussolini, agli Americani, alla DC, a Forza Italia e ora?

    Cioè l’operazione mediatica riuscita a Grillo è stata quella di mettere insieme: Nazisti, fascisti, Antisemiti, ex elettori PD, ex elettori PDL, rivoluzionari della Domenica (Fo e qualche altro coglione), ambientalisti frustrati, mafiosi, finti comunisti ignoranti e repressi (mi viene in mente un certo Piero Sansonetti anche se non è grillino, ma lo spessore ideologico è quello), evasori fiscali, liberisti del cazzo, antieuropeisti, vendicatori repressi con manie distruttive, imprenditori ignoranti e scadenti, cazzari vari con teorie strampalate e utopistiche, and last but not least: DISPERATI VERI.

    Cioè ha creato un mix esplosivo e pericoloso rompendo tutti gli schemi classisi, facendo una operazione simile a quella di Hitler, senza però proporre una ideologia forte e definita, ma proponendo dei modelli UR-fascisti (Sendivogius e Umberto Eco docet)

    In questo ha fatto una cosa incredibile, una operazione mediatica che non ha (che io sappia) precedenti nella storia. In ciò il Grullo-cazzaro è stato fenomenale e bravissimo.

    Ma è chiaro che tutto ciò è stato fatto con una struttura organizzativa incredibile. Inoltre, non mi si convincerà mai del contrario, con un bel pò di quattrini.

    E non credo alle bufale in salsa hamish che il tutto sia stato fatto aiutandosi gli uni con gli altri, con le donazioni e scambismo medioevale, questa è una panzana incredibile degna del peggior Scajola che: “non sapeva chi avesse messo i soldi per lui”. Forse anche lì qualche donatore di Scajola.

    Cioè, sia ben chiaro, ancora non ho capito dove voglia andare a parare, l’ipotesi dell’uscita dall’Euro per distruggere il paese è sicuramente complottistica e altamente discutibile e improbabile, ma mi sfugge a questo punto:

    Che cosa cazzo hanno in mente questi?!?!

  13. Il Ribelle Says:

    Facciamo un pò di satira, in questo momento difficile non fa di certo male….

    Presentazione del governo grillino rosso-nero (sembra del Milan) rivoluzionario del popolo anzi dei cittadini 5 stelle (solo loro!):

    Governo 5 stelle rivoluzionario nazicomunista: GRILLO I

    BEPPE GRILLO: premier premium Guru già incazzato

    MAURIZIO PALLANTE: Ministro della decrescita in(felice) e del default assicurato

    MARCO TRAVAGLIO: Ministro del Giustizialismo e della pena di morte per tutti i dissidenti

    PAOLO BECCHI: Ministro del Cazzo (non mi viene proprio in mente altro, mi scuso)

    GIANROBERTO CASALEGGIO: Ministro della ricostruzione post-atomica e del Governo Gaia (inquietante! ma lo dice lui.), già alleato con la Corea del Nord con cui sta facendo accordi per la terza guerra mondiale.

    DARIO FO’: Ministro Rivoluzionario della cultura nazicomunista ( come diceva lui quando gli hanno proposto il Quirinale: “mi accontento di molto meno…”(forse è meno rincoglionito di quanto pensiamo)

    WALTER VEZZOLI: Ministro dell’evasione fiscale e dei paradisi fiscali ( Tremonti je fa un baffo!) e di tutti i traffici illeciti, compreso il narcotraffico. L'”onesto” 5 stelle per antonomasia.
    (basta guardare la faccia!)

    CLAUDIO MESSORA: Ministro della disinformazione, e delle cazzate faziose. Terribile.

    NIK IL NERO (questo non lo conoscevate eh??): Ministro dei rastrellamenti e delle bastonate pacifiche, nonchè delegato per l’agricoltura alla produzione del marchio D.O.P. dell’Olio di Ricino.

    ADRIANO CELENTANO: Ministro della Musica, cazzaro della prima ora (pure sua moglie pensa che si sia rincoglionito)

    BERNARDO PROVENZANO: Ministro dell’Interno (come disse Grillo: “C’é più dignità in un Provenzano che in molti parlamentari”)

    Come vedete un politburo…scusate…un governo snello e capace di gente “onesta” e seria che può cambiare il paese (quello è poco ma sicuro!).

    Se mi sono dimenticato qualcosa aggiungete pure.

    Auguri a Tutti.

    • :) Attenzione a non farti prendere troppo la mano…
      E comunque la bandiera rosso-nera proprio NO!
      Su quella non faccio concessioni..

      null

      • Il Ribelle Says:

        Dai, sì era solo satira, per ridere un pò….i discorsi più seri (anche troppo) li avevamo fatti in precedenza…In effetti sulla bandiera rosso-nera ho esagerato…. :-)

  14. […] dell’ “eroe”. Mette, infatti, in luce il semiologo Umberto Eco nel suo saggio del 1995Totalitarismo “Fuzzy” e Ur-fascismo,parlando dell’irrazionalismo proprio dell’ottica fascista: “L’irrazionalismo […]

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