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IL MIO PRIMO MILIONE

Posted in Uncategorized with tags , , , on 5 luglio 2017 by Sendivogius

8 Anni e 10 Mesi, 772 pubblicazioni, 4280 commenti, 257 iscritti, 1.000.000 di volte grazie!
Alla fine, anche Liberthalia ha superato la soglia simbolica del milione di visitatori. E pur non amando le auto-celebrazioni, consentiteci per l’occasione un minimo di sobrio compiacimento da condividere con voi, che in questi anni ci avete seguito, linkato, lurkato, commentato, consigliato, diffidato (adoriamo le vostre letterine “legali”!), complimentato, insultato, ma sempre omaggiato con la vostra presenza, perché Liberthalia vive con voi. Né potrebbe esistere senza i suoi Lettori, che più di ogni altra cosa ripagano l’impegno, la costanza, ed il lavoro profuso in tutto questo lungo tempo, durante il quale Liberthalia ha conquistato uno spazio piccolo, ma dignitoso, nell’ambito della blogsfera, consolidando la propria presenza, nel corso di quasi dieci anni di attività ininterrotta e totalmente autogestita in proprio. Abbiamo migliorato la veste grafica ed i contenuti editoriali, cercando di farvi divertire ed al contempo darvi un prodotto di qualità, che fosse anche attento ai contenuti nella flessibilità del registro stilistico. Speriamo di esserci riusciti almeno in parte e di poter continuare a farlo, con risultati ancor migliori.
Rivolgiamo dunque un sincero ringraziamento ai nostri Lettori, a tutti coloro che ci hanno sempre seguito, ed a quelli che ci hanno lasciato. E diamo un caloroso benvenuto a coloro che ci seguono da poco, o che sono giunti qui per caso, confidando di raggiungere nuovi traguardi insieme.
A tutti voi, GRAZIE!!

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GLOBALISMO

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on 5 gennaio 2015 by Sendivogius

Immortal ad vitam

Teorico della “società del rischio” (da cui il nome della sua opera più famosa), Ulrich Beck è stato uno dei massimi studiosi dei processi della globalizzazione nelle moderne società di massa delle quali ha analizzato le dinamiche e teorizzato gli effetti, attraverso la “pluralizzazione conflittuale dei rischi” e della loro definizione. Seguendo l’incidenza dei mutamenti su una società sempre più in bilico tra individualizzazione ed atomizzazione, ha contribuito a delinearne i profili.
Beck,-Ulrich-(R.-Schmeken) Nell’ambito della critica sociologica, Ulrich Bech, pur pervaso da un inguaribile ottimismo e con l’occhio sempre attento alla peculiarità tedesca, è stato uno dei più lucidi interpreti della “modernità” della quale ha saputo tracciare le nuove prospettive in un mondo globalizzato, che sapeva investigare come pochi. Ne ha rilevato le trappole concettuali, fornendo sempre nuove chiavi di lettura per potersi orientare in una realtà convulsamente asimmetrica. Distinguendo nettamente tra “globalismo” e “globalizzazione”, mette in discussione la “metafisica del mercato mondiale” con la sua mistica neo-liberale, rivendicando la politicità di una società cosmopolita e policentrica nella sua multidimensionalità su scala mondiale.
Con la scomparsa di Herr Bech, perdiamo una finestra affacciata sulla complessità degli eventi.

helmetMetafisica del mercato mondiale

«Il globalismo riduce la nuova complessità della globalità e della globalizzazione ad un’unica dimensione – quella economica – che viene anche pensata in maniera lineare, come tutto ciò che dipende permanentemente dalle regole del mercato mondiale. Tutte le altre dimensioni (globalizzazione ecologica, glocalizzazione cultura, politica policentrica, il sorgere di spazi e di identità transnazionali) vengono generalmente tematizzate solo presupponendo il dominio della globalizzazione economica. La società mondiale viene così ridotta e contraffatta nella società mondiale del ‘mercato’. In questo senso, il globalismo neo-liberale è una manifestazione del pensiero e dell’agire “unidimensionali”, un’espressione della visione del mondo “monocasuale”, cioè dell’economicismo. Fascino e pericolo di questa nient’affatto nuova metafisica della storia del mercato mondiale traggono origine da un’unica fonte: il bisogno, anzi la smania di semplificare, per orientarsi in un mondo divenuto indecifrabile.
Quanto questa metafisica del mercato mondiale renda ciechi lo si vede nelle discussioni sulla riforma delle pensioni.
[…] Quando, in economia e in politica, i neoliberali sostengono che il sistema pensionistico è antieconomico, poiché lo stesso denaro potrebbe essere investito in modo più redditizio in fondi pensione privati, essi dimostrano una volta di più che del significato politico-culturale di queste cose capiscono quanto i sordi della musica. Infatti, da un lato le pensioni assicurano anche quelli che non pagano contributi per esse, come gli altri membri della famiglia (moglie e figli), e dall’altro i datori di lavoro sono fatti partecipare ai costi.
Wolfgang Schäuble[…] Quel che c’è di spregevole quando si parla delle pensioni come di un “sistema collettivo di coercizione” (Wolfgang Schäuble) è che con ciò viene diffamato e sacrificato un pezzo di solidarietà sociale, e proprio da parte di quelli che più di tutti lamentano la perdita dei valori tradizionali.

Il cosiddetto libero mercato mondiale

Il globalismo leva un inno al libero mercato mondiale. Si sostiene che l’economia globalizzata sia destinata ad aumentare il benessere in tutto il mondo e con ciò ad eliminare situazioni sociali insostenibili. Anche nella tutela dell’ambiente, così si dice, si possono ottenere progressi tramite il libero mercato, poiché il meccanismo della concorrenza contribuirebbe alla protezione delle risorse e indurrebbe ad un rapporto non aggressivo con la natura.
Con ciò viene tuttavia trascurato intenzionalmente il fatto che viviamo in un mondo infinitamente lontano da un modello di libero mercato fondato sui vantaggi che possono derivare dalla comparazione dei costi à la David Ricardo. L’alta disoccupazione nel cosiddetto terzo mondo e nei paesi postcomunisti d’Europa costringe i governi di questi paesi a praticare una politica economica orientata alle esportazioni a spese degli standard ecologici e sociali. Con basse retribuzioni, spesso con condizioni di lavoro pessime ed estromettendo di fatti i sindacati, questi paesi concorrono l’un contro l’altro e con i ricchi paesi dell’Ovest per assicurarsi capitale straniero.
L’affermazione per cui il mercato mondiale rafforza la competizione e porta ad un abbassamento dei costi, del quale alla fine tutti approfittano, è notevolmente cinica. Non si dice che ci sono due modi di abbassare i costi: o tramite un’accresciuta redditività (miglior tecnologia, organizzazione, ecc.) oppure tramite l’abbassamento degli standard di produzione e lavoro umani. Le aziende ricavano di più, ma solo grazie ad una caduta della qualità dei prodotti e dei servizi offerti.

Drammaturgia del rischio

[…] Anche la pretesa di insediare sua maestà il marco tedesco sul trono dei rapporti sociali è tutt’altro che nuova….
Il globalismo trae il suo potere solo in piccola parte dal suo effettivo verificarsi. Il potere del globalismo deriva per lo più dalla messa in scena della minaccia: domina il “potrebbe essere”, il “dovrebbe essere”, il “se…allora”.
Ciò da cui le imprese transnazionali traggono il loro potere è dunque una specie di società del rischio. Non il “malaugurato verificarsi” dell’effettiva globalizzazione economica, come ad esempio il completo trasferimento di posti di lavoro in paesi dai bassi salari ma, prima ancora, la di minaccia di ciò: il gran parlare che se ne fa provocano paure, spaventano e costringono infine gli antagonisti politici e sindacali a fare ciò che la “disponibilità agli investimenti” richiede, per evitare qualcosa di ancora peggiore. L’egemonia semantica, la paura del globalismo fomentata pubblicamente è una fonte di potere, dalla quale il sistema industriale ricava il suo potenziale stretegico.

Assenza di politica come rivoluzione

Il globalismo è un virus che ha colpito ormai tutti i partiti, tutte le sedi, tutte le istituzioni. Il principio su cui si base non ha a che vedere solo con la politica dei profitti, ma sul fatto che tutti e tutto – politica, scienza, cultura – sono sottomessi al primato dell’economico.
[…] Una sorta di setta religiosa i cui seguaci e profeti non distribuiscono volantini alle uscite della metropolitano, ma annunciano la salvezza del mondo ad opera del mercato.
Il gloabalismo neoliberale è a tale riguardo una manifestazione altamente politica, che si esprime però in modo completamente impolitico. Mancanza di politica come rivoluzione! L’idea di questo globalismo è: non si agisce ma si ubbidisce alle leggi del mercato mondiale, le quali costringono a ridurre al minimo lo Stato (sociale) e la democrazia

Ulrich Beck
Che cos’è la globalizzazione
Carocci Editore Roma, 1999.
(Pagg 142-146)

cartoon_globalization1Era il 1997 e la grande depressione del XXI secolo non esisteva nemmeno nelle ipotesi di scuola.
Helghast SenatusL’Europa non s’era ancora trasformata in un moloch tecnocratico dalle pulsioni sempre più totalitarie… L’euro non era ancora stato posto in gestazione (ad immagine e somiglianza del marco tedesco), mentre al suo posto circolava un famigerato prototipo chiamato ECU: come surrogato, fu un mezzo disastro a precorrimento dei successivi sviluppi…

Suora

Il Telemaco di Firenze probabilmente sgambettava ancora in braghette di tela nel cortile dell’oratorio, mentre l’allora centrosinistra si suicidava sotto le fragile fronde dell’Ulivo… Il papi fanfaroneggiava di milioni di posti di lavoro…. Ed il peggio era ancora da venire.

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Via col vento

Posted in Uncategorized with tags , , , , , on 16 maggio 2011 by Sendivogius

Nonostante i toni apocalittici da crociata maccartista, nonostante l’esposizione in prima persona con un intero governo mobilitato per la campagna elettorale, nonostante l’occupazione manu militari di ogni mezzo di comunicazione disponibile e l’invasione mediatica di massa, il Pornonano non sfonda. Piuttosto, declina.. retrocede.. crolla. In ritirata ovunque e ben al di sotto delle aspettative trionfalistiche: anche dove vince, la spunta di misura.
Voleva l’unzione popolare, un plebiscito ad personam, un tripudio elettorale in nome dell’eterna impunità. E il famoso “popolo” lo ha mandato sonoramente affanculo!
Non è bastata la chiamata generale alle armi, né la guerra sporca intrapresa dal kamikaze Lassini e dagli ascari della Santanché, in combutta con le truppe cammellate di Sallusti e dei coprofagi de Il Giornale in tandem con gli sciacalli di Libero. Né vanno meglio i verde-camiciati lùmbard di lotta e di governo, che collezionano il peggior risultato della loro resistibile ascesa.
Nei prossimi giorni abbonderanno le analisi, le riflessioni, i distinguo, i soliti giochini delle alleanze variabili con gli immancabili siparietti politici. Ricomincerà il consueto lancio di stracci fino ai ballottaggi ed alla fine dei giochi tutti si proclameranno vincitori, come da manuale. Naturalmente il voto amministrativo non ha mai avuto alcuna “valenza nazionale”, confinato com’è nella sua dimensione locale, e la flessione elettorale è dovuta ai “brogli della sinistra”.
Il vento cambia, ma domani è un’altro giorno…

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NONSENSE DELLA VITA

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , on 3 febbraio 2011 by Sendivogius


Concedeteci, almeno per una volta, un piccolo momento autocelebrativo…
In quasi due anni e mezzo di vita, dalla sua nascita in poi, Liberthalia è riuscita a porre solide radici nella foresta del web, garantendosi un suo angolino più che dignitoso, grazie a tutti voi che apportate linfa alla piantina con le vostre visite e con i vostri interventi.
Nel tempo, Liberthalia è cresciuta costantemente negli accessi, fino all’exploit del Gennaio 2011 che compensa e surclassa oltre ogni aspettativa la naturale flessione natalizia…

Sono risultati dei quali andiamo particolarmente orgogliosi a riconoscimento della cura, la dedizione, il tempo, impiegati per la stesura e l’elaborazione dei singoli articoli pubblicati, insieme alle migliorie apportate alla veste grafica d’insieme. A maggior ragione che Liberthalia non ha mai ricercato alcuna forma di pubblicizzazione, (nemmeno tra amici, conoscenti e parenti, che infatti nulla sanno del sito); si è sempre tenuta rigorosamente alla larga da Facebook (che cordialmente detesta) e dalle cosiddette forum-community delle quali vivissimamente diffida (non foss’altro per le cacofoniche sequele di nonsense che dominano le discussioni).
Ogni singolo accesso è stato  conquistato sui contenuti e attraverso ricerche specifiche in rete. In proposito, proprio i termini inoltrati sui motori di ricerca non mancano di riservare interessanti sorprese circa i gusti di certo pubblico occasionale…

 Bene! Chiusa la parentesi celebrativa, siccome il mondo è bello perché avariato, diamo piuttosto un’occhiata da vicino alle ricerche più incredibili, intraprese dai Visitors della rete profonda.

Se è vero che le parole sono importanti, si può allora ricavare un piccolo campionario, tanto da poterne stilare una sorta di catalogo di riferimento sulle curiosità, che affliggono cospicue fasce di navigatori virtuali, rendendo conto delle loro ricerche sul web, dalle più prevedibili fino alle più impensate….

È forte il sospetto (se non la certezza) che gli italiani siano un popolo di repressi sessuali. Coerentemente, votano in massa per un maniaco sessuale sul quale, con ogni evidenza, proiettano la realizzazione dei propri sogni erotici per interposta persona, a compensazione delle loro insanabili frustrazioni erotiche.
 Di conseguenza, immancabile e grande protagonista indiscussa è sempre ‘LEI’ in tutte le sue declinazioni, dalla dizione settentrionale (con la g) a quella centro-meridionale (con la c), onnipresente nelle sue potenziali varianti politiche e nazionali.
Abbiamo pertanto la “figa fascista” per nostalgici in camicia nera, ma anche la nazionalista “figa italiana”, con le personalizzate bolognesi.. milanesi.. romane.. e anche sarde, fino al marziale “esercito della fica”..!
Per i più cosmopoliti c’è invece quella “orientale”, passando per la montanara “figa alpina” e pure per la misteriosa “figa di Natale”. Per coloro che dovessero avere difficoltà a trovarne, esiste l’imprescindibile “cartello cercasi figa”. 

Superata la fase di interesse strettamente ginecologico, abbiamo quella più propriamente pornografica, con i suoi richiami animali: dalla vacca arrapata, al porco abominevole, fino al completo maiale sadomaso. Non mancano le curiosità erotiche e qualche classico:
gli irrinunciabili “fotoromanzi porno del 1980” e “Biancaneve sotto i nani” per la nostra biblioteca d’autore, insieme alle  fondamentali “Confessioni proibite di una monaca adolescente”; le “misure del seno di Cristina D’Avena”. Più ordinari sono: “il bordello galleggiante”; l’immancabile “maniaco con l’impermeabile”; il competitivo “pene più lungo del mondo” e le curiose “foto bandiere del mondo con tette” (?!?).
Non mancano poi le “femmine arrapate”. Tanto per andare sul sicuro, tra i nostri visitatori particolarmente gettonate sono state le donne cinesi arrapate.
C’è chi invece, per restare in famiglia, cerca piuttosto lo “zio arrapato”. Oppure, per non deprimersi, dei simpatici “cazzi spiritosi”.
Non manca chi, tra tanta abbondanza, ricerca il “significato di dignità femminile”.
Qualcun altro, pensando forse al Papi della Nazione, ha cercato invece l’onirico “Venditore di sogni porno”, l’imprescindibile “Pagliaccio Culo”, e pure un pornonano slavo.
 Del resto non mancano curiosità rivolte ai membri di governo e affini. Tra le più devastanti c’è il boccaccesco Silvio erotico, il disarmante “attentato a quel frocione del papa”, l’amatissimo ministro Brunetta (“Brunetta nano di merda” e “altezza di Renato Brunetta”), l’immancabile “complotto ebraico contro Berlusconi” e, per concludere, l’inquietante “Clistere di Capezzone”.

Qui entriamo nell’ambito del feticismo più estremo dai risvolti perversi, che pure conta una diffusa casistica della quale tenere conto: umiliare per solditettone sfruttatetorture su donneimmagini di cruda brutalitàbambolotti mozzatiporno stupri..!
Tanto per rimanere in tema, ai margini della psicopatia, abbiamo chi ha sperato di trovare notizie sugli orridi “pompini con ascesso in bocca”, raccapriccianti “ispezioni anali per alunni”, fino all’esito naturale di “culi assatanati”.
In ambito prettamente escatologico sono da segnalare gli esclusivi “cessi prestigiosi” e gli irrinunciabili “amici cessi”. Sugli altri è meglio sorvolare per motivi di auto-censura.

Una trattazione a parte merita l’argomento “ciccioni”, oggetto di uno oscuro desiderio dall’ampia casistica….

In versione sportiva:
 ginnastica per ciccione
 ciccione che fa ginnastica
 nuoto per ciccione
 tiro con l’arco per ciccione
 ciccione che salta
 ciccione in tuta.

In versione situazionale:
 ciccione in ufficio
 ciccioni al mare
 ciccione in barca
 ciccione in poltrona
 ciccione in ufficio
 ciccione al sole
 ciccione coi baffi
 pagliaccio ciccione
 marinaio ciccione
 batterista ciccione

In versione femminile:
 ciccione femmine
 donne ciccione
 donna cicciona con l’ombrello
 belle ciccione
 donne grasse in livrea
 attrici porno grasse
 uomo nudo ciccione con donna

E relative varianti:
 super ciccione
 natale ciccione
 ciccione che ride
 ciccione tatuato
 ciccione che scappa
 ciccione nudo
 ciccione sulla croce

E per (non) chiudere in bellezza abbiamo i grandi enigmi irrisolti dell’umana idiozia…

C’è il tizio che cerca “fotografie dell’huomo erectus”

Si è estinto solo qualche millennio prima che Niépce inventasse la fotografia.

C’è quello che gentilmente ti chiede:vorrei sapere se il moschetto del 1981 si può tenere in casa

Il moschetto 1981 non esiste. Al massimo esiste il Carcano mod. 91 (1891).
E no, non lo puoi tenere in casa!

C’è poi il tipo che cerca incessantemente “l’autopsia umana”, ignorando forse che non esistono autopsie animali.
Quello che vuole sapere se “ti depilano anche il pube per un’operazione ai legamenti”
Il significato del “Kus Klus Klan” in evidente confusione col Cous-Cous…
E altre curiosità: il legionario negro; dove si trova Via dei morti di fame; come si tagliano i capelli ai frati; fino ai “watussi che corrono dietro a un bianco”.
Poi ci sono i ‘refusi’ come: “a manina sul mare”; il “tatuaggio leggionario”; il “vado di pandora”; e le romanesche “urcere allo stomaco”.

È questo solo un piccolo riepilogo dei casi più estremi e paradossali, tra tutti i termini con i quali il blog è stato raggiunto attraverso i motori di ricerca… Sono soddisfazioni!

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