Il seme della follia

Grosso guaio a Chinatown

E se la follia fosse il tratto prevalente di un mondo impazzito, dominato da una leadership di potenziali psicopatici?
L’interrogativo, tutt’altro che peregrino, costituisce in ambito accademico un’ipotesi di studio sulla quale, da oltre mezzo secolo, si concentrano le ricerche di un nutrito pugno di studiosi, intenzionati a stabilire una relazione con il fenomeno e le sue conseguenze su scala sociale.
American PsychoForse per abbondanza di materiale umano a disposizione, il tema è uno di quelli che affascina da sempre i ricercatori d’Oltreoceano, nell’individuazione di comportamenti psicotici opportunamente celati dietro quella che lo psichiatra Hervey Milton Cleckley (un pioniere della materia) chiamava The Mask of Sanity (1941).
Basandosi sugli studi di H.M.Cleckley sulla psicopatia, il canadese Robert D. Hare, professore emerito alla University of British Columbia, elabora il PCL-R (Psychopathy Check List Revised): manuale psico-diagnostico, particolarmente utilizzato nell’ambito forense canadese, per valutazioni cliniche di soggetti psicopatici coinvolti in crimini violenti. Il manuale riporta una ventina di aspetti riscontrabili nell’identificazione della persona psicotica e li ripartisce in due modelli di riferimento prevalenti: nel primo “fattore” sono riconducibili gli elementi tipici del disturbo istrionico e narcisistico della personalità; nel secondo “fattore” vengono ricompresi invece gli aspetti più propriamente collegabili ad un anti-sociale dai comportamenti esplicitamente devianti.
Tuttavia, la notorietà di Hare presso il grande pubblico è legata soprattutto alla pubblicazione di Snakes in Suits: When Psychopaths Go to Work (2006), in collaborazione con lo psicologo newyorkese Paul Babiak. Prendendo in analisi i comportamenti individuali di dirigenti aziendali e broker di borsa, Hare e Babiak arrivano alla conclusione che la maggior parte dei manager e dei team-leader sono a tutti gli effetti degli psicopatici travestiti. Secondo le parole di R.D.Hare, sono degli esperti manipolatori “completamente privi di scrupolo e di empatia, egoisticamente prendono ciò che vogliono e fanno come vogliono, violando le norme sociali e le speranze, senza il benché minimo senso di colpa o pentimento“, arrivando a stimare in due milioni il loro numero negli USA e che solo un’infanzia appagante e sostanzialmente felice non avrebbe trasformato in serial killers.
DexterPerfettamente mimetizzati negli ambienti di riferimento, sono degli psicopatici di successo. Per Paul Babiak: «Più acuta è la psicopatia, più ragionevoli e carismatici possono risultare i discorsi e i comportamenti. E quanto più lo psicopatico è in grado di immedesimarsi con te, intellettualmente, captando i tuoi pensieri, capendo il linguaggio del tuo corpo, tanto più è in grado di manipolarti a parole. E con successo. Senza minimamente considerare i tuoi sentimenti, poiché privo di coscienza».
Se si prendono in considerazione i comportamenti delle locuste di Wall Street e degli speculatori finanziari, le pratiche predatorie messe in atto dalle multinazionali nei Paesi emergenti, la follia rigorista dei tecnoburocrati che sta mettendo in ginocchio l’Europa, ed il trattamento ben oltre i limiti del sadismo riservato al popolo greco, c’è da chiedersi se le valutazioni di Hare e Babiak siano non solo esatte ma persino ottimistiche.
E questo ci introduce alla figura del cosiddetto “leader psicopatico”, le cui capacità seduttive hanno una valenza superiore alle normali interazioni personali, esplicandosi in tutta la loro pervasività anche nella sfera politica e nelle relazioni sociali di più ampia portata, tramite i meccanismi della fascinazione collettiva e della mistificazione manipolatoria.
In the mouth of madnessAlla base dello psicopatico di successo, e in carriera, c’è dunque il “carisma”, funzionale all’onnipotenza seduttiva del proprio ego, elevato a termine di riferimento supremo, nella propria presunzione di onnipotenza. Lo psicopatico non interpreta la realtà; la controlla e la plasma in funzione del microcosmo auto-referenziale, creato su misura delle proprie aspettative e delle proprie pulsioni. La sua azione solitamente si esplica nel controllo constante della propria realtà autoprodotta, attraverso una narrazione metastorica, e nella sua capacità di intercettare, sedurre, e manipolare, i bisogni altrui a proprio vantaggio, seducendo le personalità più deboli e stabilendo un rapporto di dipendenza.

Wall StreetIl Capo psicopatico.
Apocalypse NowChe si tratti di una setta religiosa o di un movimento politico, il leader psicopatico tende ad esercitare la sua personale dittatura, secondo un copione comportamentale collaudato. La coesione interna del gruppo, monopolizzato dalla figura carismatica del capo, si misura in termini di appartenenza esclusiva, di contaminazione e repulsione, che spesso si esplica in tre momenti cogenti e strettamente correlati, secondo una matrice pseudo-religiosa:
Peccato; ovvero una violazione, o presunta tale, ai dettami ed alle regole imposte unilateralmente dal Capo ai suoi “adepti-militanti”.
Confessione; che spesso precede un atto di pubblica umiliazione.
Espiazione; accettazione della punizione, con relativo atto di fede (e sottomissione).
È sconcertante notare come tali rituali di controllo, maggiormente ravvisabili su piccola scala, nella loro evidenza, abbiano raggiunto livelli parossistici (e preoccupanti) in un noto MoVimento politico strutturato su base settaria…
In proposito, Janja Lalich, sociologa specializzata nello studio della “autorità carismatica” e del controllo sociale, indica una serie di aspetti caratteristici del leader psicopatico. Aspetti che la professoressa elenca con dovizia di particolari in una delle sue opere più recenti: Captive Hearts, Captive Minds: Freedom and Recovery from Cults and Other Abusive Relationships; libro pubblicato nel 1994, in collaborazione con Madeleine Landau Tobias e Michael Langone. Un estratto significativo dell’opera (in italiano) lo si può leggere QUI. Preso atto che molti leader di sette o gruppi politici presentino disfunzioni psicologiche o comportamenti associabili alla psicopatia, Lalich-Tobias-Langone tracciano un profilo del Capo psicopatico…

a) Ovvero, una personalità istrionica, dotata di notevole carisma ed una grande capacità comunicativa, che specialmente nei contesti a valenza pubblica usa il linguaggio per distruggere con le parole i propri critici o disarmarli emotivamente, senza mai entrare nel novero delle questioni sollevate.

b) Nella costruzione della sua realtà ideale, il mondo del Capo psicopatico è un contesto manicheo, fatto di cesure e distinzioni nette. Lo psicopatico divide il mondo tra stupidi, peccatori e lui stesso. Si libera dei forti sentimenti di paura e rabbia dominando e umiliando le sue vittime.

c) Tutto il sistema è imperniato sulla figura suprema ed immanente del Capo (politico), termine estremo di riferimento e di misura ideale, in quanto unico referente e sommo ‘garante’.

«Pensa che tutto gli sia dovuto. Assorbito dalle sue fantasie, deve essere sempre al centro dell’attenzione. Si presenta come l’illuminato estremo, uno strumento di Dio, un genio, il leader dell’umanità, e qualche volta anche il più umile tra gli umili. Ha un’insaziabile necessità di essere adulato e di avere sèguito. La sua megalomania può anche essere una difesa contro il vuoto interiore, la depressione, e un senso di scarsa importanza. La paranoia spesso si accompagna alla megalomania, rinforzando l’isolamento del gruppo e la necessità di difendersi da un ambiente percepito come ostile. In questo modo, si crea una mentalità del “noi contro loro”.»

Le epurazioni, i controlli asfissianti, il clima conflittuale permanente… tutto è funzionale a rassicurare le paranoie del Capo.

d) Gli psicopatici mentono con freddezza e facilità, anche quando è evidente che non stiano dicendo il vero….. I leader tendono a creare un complesso sistema di credenze, spesso relativo ai loro poteri e alle loro capacità, in cui essi stessi qualche volta restano intrappolati.”
Nei casi più estremi, per esempio, si può elaborare una specie di cosmogonia fantasmagorica, incentrata sulla nascita di un nuovo mondo chiamato Gaia. E magari sostenere con sfacciata sicumera che ci scrive il papa e che i premi Nobel ci copiano il programma economico; che il cancro si cura con l’aspririna e l’Aids non esiste; i vaccini fanno diventare gay; gli alieni ci controllano; l’olio di colza sostituirà gli idrocarburi ed il bucato si fa con le palline.

e) Non c’è bisogno di una forte coerenza logica né di rettifiche. Tanto meno sono necessari organismi terzi di garanzia, poiché i leader si sentono giustificati in tutte le loro azioni, dal momento che si considerano i supremi giudici morali.”

f) Tutti i risultati ed i successi ipotetici sono rimessi ad una prospettiva futura e spesso irrealizzabile (quando avremo il 100%). Il Capo psicopatico, ovviamente al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati, si cala in un ruolo di controllo totale, che egli recita fino in fondo. Ciò che più viene promesso nei gruppi settari (la pace, la gioia, l’illuminazione, l’amore e la sicurezza) sono obiettivi che sono per sempre fuori dalla portata del leader, e così anche dei seguaci. Dal momento che il leader non è sincero, non lo sono neanche le sue promesse.”

g) Messi dinanzi all’evidenza delle loro sconfitte ed all’incoerenza delle loro azioni,
Gli psicopatici raramente ammettono la colpa dei loro fallimenti o dei loro errori. La ricerca di un capro espiatorio è comune, come anche l’incolpare i seguaci, o gli esterni al gruppo, la famiglia dell’adepto, lo Stato, un qualche Satana: in ogni caso, tutti tranne il leader. L’attribuzione della colpa può seguire una procedura ritualizzata, come un processo, un atto di ‘denuncia’ da una poltrona scomoda, o una confessione pubblica (a quattr’occhi o davanti al gruppo). L’attribuzione di responsabilità rafforza potentemente la passività e l’obbedienza, producendo nei seguaci senso di colpa, vergogna, terrore e conformismo.”

h) Il leader psicopatico è una personalità poliforme, capace di reinventarsi in ruoli sempre nuovi per mantenere la propria ribalta sociale…
Un giorno può apparire come musicista rock, il giorno dopo come un Messia; un giorno come venditore d’auto usate, un altro come fondatore di un programma di autotrasformazione di massa; un giorno come professore universitario, il giorno dopo come il nuovo Lenin che porta la rivoluzione in America.
L’altra faccia della medaglia di questo progetto di vita fluttuante è l’onnicomprensiva promessa futura che il leader fa ai suoi seguaci. Molti gruppi rivendicano come loro obiettivo il dominio del mondo o la salvezza dall’Apocalisse. Il leader è il primo a proclamare la natura utopistica del gruppo, il che di solito è semplicemente un’ulteriore giustificazione dei comportamenti irrazionali e dei controlli stringenti.”

Il Caro Leader

L’Identità Protea
L'Uomo Mascherato Naturalmente, nella propria dittatura assoluta, il leader psicopatico ha bisogno di un palcoscenico sul quale esibirsi, con una platea osannante da controllare e indirizzare al soddisfacimento delle sue pulsioni narcisistiche.
All’inizio degli anni ’60, Robert Jay Lifton, nel tentativo di strutturare un suo modello investigativo sul “controllo del pensiero”, elabora la teoria del Totalismo e dell’identità protea (Self Protean), attraverso la “riforma del pensiero”, e totalmente incentrata sull’utilità sociale del “capro espiatorio”, ai fini di coesione e sopravvivenza del gruppo in funzione ideologica.
Lifton struttura la riforma del pensiero in otto fasi, volte a manipolare gli atteggiamenti mentali e condizionare i processi analitici dei soggetti che si intende usare, tramite il ricorso a forme di “persuasione coercitiva”:

1) Controllo della comunicazione.
Tutte le notizie devono essere preventivamente filtrate e controllate, attraverso un controllo preventivo delle forme di informazione. I rapporti e le comunicazioni del gruppo con l’esterno devono essere costantemente monitorate, “autorizzate”, e controllate attraverso una serie di condizionamenti ambientali.

2) Manipolazione mistica.
Le esperienze del gruppo devono essere eterodirette dal leader carismatico e dalla sua struttura di controllo.

3) Richiesta di purezza.
I manipolatori forniscono una visione manichea della realtà, un’opposizione tra bianco e nero senza messe misure. L’ideologia, la fede o le credenze del gruppo, sono rappresentate come l’unica fonte di purezza. I membri sono costantemente esortati a conformarvisi, e combattere per il raggiungimento della perfezione. L’ambiente esterno è considerato come impuro.”
Ogni forma di condivisione verso l’esterno è una forma di contaminazione nella perdita della purezza primigenea (mescolarsi vuol dire sporcarsi di merda) e come tale va denunciata e punita.

4) Confessione.
Ogni mancanza nei confronti del gruppo, ogni atto consumato per decisione autonoma (e che quindi presuppone una individualità propria e indipendente) va immediatamente sanzionata. E quindi purificata attraverso un atto di contrizione e di pubblica umiliazione, dinanzi agli aderenti ortodossi del gruppo.

5) Scienza sacra.
Le credenze e l’impianto ideologico del gruppo non possono e non devono essere mai messi in discussione. Ogni dubbio, ogni critica, si configura come una mancanza di fiducia ed una forma di tradimento.

6) Linguaggio caricato (loading language).
Una nuova codificazione del linguaggio, con messaggi veicolati, codici interpretativi, e messaggi sopra le righe.

7) Il primato della dottrina sull’individuo.
Ogni esperienza, ogni comportamento, è funzionale agli interessi ed alla missione del gruppo. E a questo si deve conformare. Non sono consentite “eresie”.

8) Dispensazione dell’esistenza (Dispensing of existence).
È il gruppo (veicolato dalla volontà del leader carismatico) a decidere e determinare le scelte dei singoli al suo interno. Ogni autonomia decisionale è bandita o fortemente limitata. L’attività dei membri è strutturata secondo un rapporto di dipendenza, atto a condizionarne le scelte e la libertà decisionale. Fondamentale è il controllo della loro indipendenza finanziaria (la diaria, gli stipendi..) ed il loro accesso ai mass media.

>>>ANSA/COREA NORD: NULLO ARMISTIZIO CON SUD; USA, BASTA INTIMIDAZIONI

Tutto è rimesso all’identità primaria e onnipotente del Capo, che diventa oggetto di venerazione, dall’autorità indiscutibile.
Vi ricorda qualcosa o qualcuno in particolare?!?

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21 Risposte to “Il seme della follia”

  1. Il Ribelle Says:

    “E magari sostenere con sfacciata sicumera che ci scrive il papa e che i premi Nobel ci copiano il programma economico; che il cancro si cura con l’aspririna e l’Aids non esiste; i vaccini fanno diventare gay; gli alieni ci controllano; l’olio di colza sostituirà gli idrocarburi ed il bucato si fa con le palline.”

    E questa è solo una parte di tutte le cazzate che spara…

    Ma devo dire, con sincerità, non credo che il cazzaro stellato sia uno psicopatico, credo solo che sia un grandissimo imbroglione che aspira ad obiettivi non proprio chiari. (viene forse ricattato da qualcuno?)

    Pur con tutte le nostre divergenze politiche (a volte più marcate a volte meno) c’è una cosa che condividiamo quasi come due Gemelli Siamesi:

    Beppe Grillo ci sta sul cazzo, senza se e senza ma.

    E quando leggo i tuoi post un senso di benessere misto a felicità irrazionale mi pervade come fossi un animale marino spinoso.

    Ma il bello è che questo sentimento non deriva da una percezione superficiale, a pelle, dell’individuo Grillo. La motivazione del sentimento è spiegata con chirurgica precisione e ingegneristica valutazione dei fatti. Girando per i vari siti di oppositori del Grullo Cazzaro, non ho trovato da nessuna parte una opposizione così ferrea, convinta e scientifica del Grillismo.

    E sono sicuro che qualche sinistrato sbandato, si sia rinsavito dopo aver letto qualcuno dei tuoi post.

    Subito dopo le elezioni trovai su youtube un video di David Colantoni (un artista di S.Lorenzo) sull’articolo 67 della costituzione e sul pericolo che portava l’ondata grillina.

    Mi colpii il suo appello: “dobbiamo mobilitarci, tutti”, e da allora mi sono ripromesso di dare il mio contributo continuo alla resistenza antigrillina. Devo ammettere con onestà che in questo sito ho trovato dei validissimi ed agguerriti partigiani.

    Se Beppe Grillo crede che silenziando i giornalisti abbia risolto il suo problema, si sbaglia di grosso.

    A tal proposito, come lettore de “l’espresso”, riporto come le varie inchieste che si trovano sul settimanale, non sono assolutamente di propaganda contro il movimento, come vorrebbe far credere il cazzaro merdoso, ma riportano fatti in modo lucido e completo (come il fatto che il blog non è vero per come è strutturato che fattura milioni di euro dagli sponsor, come qualcuno riportava). Considerando poi che su “l’ Espresso” ci scrive Marco Travaglio, e nessuno si è mai sognato di censurarlo, questo ci fa capire come le cazzate del cazzaro siano veramente cosmiche.

    P.S.

    Adoro le metafore cinematografiche:

    “Lopen” del godibile anche se inconsistente “Grosso Guaio a ChinaTown”.

    Wall sTreet, Dexter, American Psicho, Il pelato sotto “Il Capo Psicopatico” mi manca….che roba è?

    • “..non credo che il cazzaro stellato sia uno psicopatico..”

      In senso proprio del termine, no. Ma come mi faceva notare, con molta non-chalance, una persona a me carissima (per inciso specializzata in psicologia comportamentale), il Vate(r) presenta tutte le caratteristiche tipiche del “disturbo narcisistico di personalità”, con tendenze decisamente “istrioniche”, almeno secondo i requisiti del DSM-IV.
      Tra l’altro, non è la prima volta che mi viene fatta notare l’analogia…
      E siccome, nel noto moVimento, l’impianto settario è fortissimo se non prevalente rispetto a quello totalitario, mi sono ritornate in mente alcune pubblicazioni di Babiak (che a suo tempo m’avevano colpito) sulla figura del “leader psicopatico”.
      Quindi, ho rimesso insieme i pezzi, pescando dalle mie reminiscenze in psicologia sociale e criminologia, buttando giù l’articolo.
      A me sembra tutto un grande deja vu, in una sorta di caleidoscopio storico: un po’ di Coluche; una spruzzata abbondante di poujadismo, con l’immancabile riferimento all’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini; un po’ di boulangerismo; molta mitologia rivoluzionaria di matrice giacobina, ma soprattutto hebertista…
      E’ curioso come i cugini d’oltralpe abbiano già sperimentato tutto, fornendoci ogni modello possibile per le forme di neo-populismo!
      A questo aggiungerei inquietanti (e costanti) ammiccamenti al fascismo “movimentista” (i sansepolcristi del ’19); insieme ad elementi direttamente riconducibili allo NSDAP hitleriano degli anni ’20. Ma anche marketing virale d’azienda, che nella parte ‘mistica’ sembra quasi ispirato a Scientology.

      In merito alle “metafore cinematografiche”… Fin dal titolo, l’omaggio a J.Carpenter era evidente.
      Però, da un cinefilo come te non me lo sarei mai aspettato! Il Pelato altri non è che il colonnello Kurtz-Brando in “Apocalypse Now” (se passi il puntatore del mouse sulla foto, c’è la didascalia..:D). Quale miglior emblema del leader psicopatico?!?

  2. Il Ribelle Says:

    “Però, da un cinefilo come te non me lo sarei mai aspettato!”

    Mi prendo il cazziatone e me lo porto a casa….ho pure visto Apocalypse Now 3 volte! (anche se tanti anni fa).
    Per farmi perdonare aggiungo un mio contributo….le espressioni e le smorfie del cazzaro stellare mi hanno fatto pure pensare a Jack Nicholson in “Shining”…anzi se per completezza ti va di postare una bella foto del pazzoide….

  3. Emanuele Says:

    Ma perché tanto accanimento? Avete qualche problema? E, infine, chi siete? Chi sei?

    • ..e tanto per non lasciare indietro niente: “Chi vi paga? Chi vi manda?

      :) Una sola, piccola, curiosità: in tutto l’articolo (tag inclusi) non si nomina MAI Beppe Grillo o il M5S… Com’è che avete pensato tutti a loro?!?

      • Il Ribelle Says:

        “..e tanto per non lasciare indietro niente: “Chi vi paga? Chi vi manda?””

        A noi “nun ce paga nisuno..”. I 160 inetti e incompetenti in parlamento li paghiamo noi con le nostre tasse (specialmente chi le paga! Non certo gli evasori…), per non fare un cazzo, anzi per cercare di fare danni e disastri…Ma come, non erano contro gli sprechi?

    • Il Ribelle Says:

      Semplice, Beppe Grillo mi sta sul cazzo.

      Lineare conciso onesto e definito, senza se e senza ma.

      Ogni volta che lo vedo in TV mi viene l’orticaria e cambio canale, quando sento la sua voce mi viene da vomitare, lo trovo un essere spregevole, finto e opportunista.

      A causa sua ho anche litigato con qualche caro amico.

      Ti bastano come motivazioni?

      Rigardo all’accanimento, mi sto moderando per evitare di essere censurato. Non so per quanto tempo però, i miei toni delicati e moderati dureranno nei confronti di Beppe Grillo.

      • Epperò non è il caso di infierire sul povero Lele, che silenzioso ma costante (ed educato) è uno dei nostri Lettori più assidui..:)

        • Il Ribelle Says:

          Ci mancherebbe, niente contro Lele.

          Il mio bersaglio è solo lui: il lurido, l’unico, l’inimitabile, il cazzaro padrone del 5 svastiche: Beppe Grillo

  4. trovo divertente il “ravvedimento” di quotidiani come Il Manifesto e Gli Altri, che solo ora, dopo l’espulsione della Gambaro, hanno cominciato a capire che qualcosa non va nel m5s, ma va??! a febbraio piacevan loro le piazze dello Tsunami, ora temono dìaver preso un abbaglio, però sempre pronti a ravvedersi nuovamente, dimenticando e sorvolando, io li chiamo “codisti”

    • Io li chiamo invece “sinistrati”, talmente abbagliati dai fuochi fatui di una ‘piazza’ idealizzata a prescindere, da non riconoscere più un fascista nemmeno quando ci vanno a sbattere contro.

    • Il Ribelle Says:

      Riguardo al Manifesto, qualcosa da eccepire contro Norma Rangeri lo avrei. Ma chi ce l’ha messa lì? Non è che fossi un lettore del manifesto, ma con Norma è caduto veramente in basso…il suo Grillismo l’ho trovato veramente irritante.

      Come distruggere un giornale….

      • Bah “Il Manifesto” sono dieci anni che si fa del male da solo…
        Spesso, per limiti tutti miei, non riesco proprio a capire il senso di determinati articoli.

        • Il Ribelle Says:

          “Spesso, per limiti tutti miei…”

          Non so se sono tuoi limiti…comunque anche io ho provato a leggere diversi articoli del Manifesto. Il senso mi è sembrato: Ti scrivo quello che ti piacerebbe leggere, mascherando e nascondendo quello che non ti piacerebbe leggere…E poi tanti criticano “La Repubblica”…e mi è capitato di sentire critiche anche da lettori dell’Unità (che ad oggi è diventato un giornale scadente a mio avviso, nulla a che farepiù, con lo spirito del fondatore). A volte ho l’impressione che tante critiche vengano fatte in modo approssimativo e senza cognizione di causa.

  5. mi pare che Adriano Zaccagnini, lasciando il M5S, confermi quanto dicevamo da tempo, compresa la gestione aziendale del Casaleggio. Assolve in parte il Grullo latrante, nel quale evidentemente, ingenuamente, aveva creduto….

    • Ormai il rubinetto è aperto. Tempo 3 mesi e l’emorragia in corso sarà inarrestabile…
      La prossima settimana, mi pare di aver capito che il Vate(r) calerà a Roma dal suo villone ligure per arringare le truppe dei suoi dipendenti in parlamento. Se riparte alla carica, affrontando i dissidenti a colpi di “pezzi di merda”.. “traditori”.. “resa dei conti”.. e “fuori dalle palle” per chi non ubbidisce ciecamente ai suoi ukaze via blog.. credo che si perderà un’altra ventina di deputati prima della fine di Luglio.
      Si tratta di un fenomeno tipicamente diarroico: dopo la lunga costipazione, la scarica sarà incontrollabile.

  6. Debora Says:

    E’ difficile trovare persone competenti su questo argomento, ma sembra proprio che voi sappiate davvero di cosa state parlando! Grazie

  7. Ciao! Vorrei solo dire un grazie enorme per le informazioni che avete condiviso in questo blog! Di sicuro continuerò a seguirvi|

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