Il Sindaco delle Meraviglie ( II )

 

“C’era a Roma un cinese in coma”

 

Per fortuna il sig. Tong Hongshen in coma non è mai entrato, a dispetto del titolo parafrasato dal cinema di Verdone. Il muso giallo è stato eletto a provvisorio compagno di giochi da una banda di ragazzini di Tor Bella Monaca, quartiere della periferia sud-est di Roma. Un simpatico diversivo per scacciare la noia dei giovani razzisti in erba (14-17 anni), in cerca di emozioni a buon mercato.

Tong Hongshen è un immigrato cinese di 36 anni, con regolare permesso di soggiorno. Il 2 Ottobre, Tong era fermo alla fermata in attesa del bus, in pieno giorno. Ad inchiodare la baby gang alle sue responsabilità è stata la testimonianza di Fernando Vendetti, consigliere di AN per l’VIII Municipio di Roma. Il sindaco Gianni Alemanno ha tuonato contro l’aggressione con parole di fuoco, invocando la massima severità e pene esemplari qualora “dovesse essere confermato il movente di natura razzista”. Il giorno dopo l’aggressione, nonostante le roboanti dichiarazioni degli alfieri tricolore della zero tolerance, la faccenda sembra destinata a concludersi velocemente a tarallucci e vino con tanto di ricevimento in Campidoglio: lacrime e moccoloni dei teppisti ritornati bimbi (un pò troppo vivaci), un buffetto da parte dei Vigili Urbani, cipiglio severo di facciata ed un pizzico di bonarietà. Siate comprensivi… so’ regazzetti de borgata! Coattate da pischelli.

Durante la campagna elettorale, agitando lo spettro della paura, Alemanno si è presentato ai suoi elettori nei panni del liberatore venuto a redimere la città, schiacciata sotto il peso dell’insicurezza diffusa frutto del degrado e di una criminalità incontrollata che ci raggiunge fin dentro la pace delle nostre abitazioni . Toni apocalittici da invasioni barbariche. In pratica, l’arrivo di Wyatt Earp a Dodge City: gli mancava solo lo spolverino sulle spalle e la colt nel cinturone.

I professionisti della paura, i cultori di Phobos, hanno lucrato sulla sua coltivazione strumentale. Con cura, ne hanno concimato i semi su terreno già fertilissimo… La creazione dell’emergenza come strumento di legittimazione e rendita elettorale per politicanti senza scrupoli. L’insicurezza come ossessione di massa. Il crimine deformato da fenomeno sociale a infezione virale da contagio xenobio. Lo straniero come untore e veicolo di infezione. La repressione usata come strumento propagandistico per la raccolta dei consensi. È stata un’ottima mietitura. Ma la paura si autoalimenta della sua stessa percezione, rinsaldando le radici dell’odio nella mala pianta dell’intolleranza, i cui frutti maturano sempre più precoci e rigogliosi. Tuttavia si tratta sempre di frutti avvelenati.

Ritornando a Roma, ora che Alemanno è diventato sindaco, naturalmente, la città è ritornata ad essere prospera e sicura. Ed ha un bello sbracciarsi il povero Gianni nel richiamare all’ordine i suoi camerati, che si sentono investiti della stessa missione salvifica, e ricacciare nello stomaco i gas mefitici di una sottocultura razzista e reazionaria cinicamente utili ai fini dell’elezioni ma pessimi per l’amministrazione della città. Certe tossine, una volta sprigionate, sono difficili da neutralizzare.

Gli assalti ai negozi cingalesi dei giustizieri del Pigneto.

Il raid squadrista dei picchiatori di Forza Nuova all’università La Sapienza, che dopo essere stati ignominosamente respinti dagli studenti dei Collettivi, andavano a frignare su tutte le TV per bocca dell’immarcescibile Roberto Fiore, (ex) terrorista di Terza Posizione.

Le continue lezioni di machismo impartite agli irriducibili frocetti che si ostinano a frequentare il “Coming out”, locale gay della Capitale.

L’accoltellamento di tre militanti di sinistra di ritorno da un concerto in ricordo di Renato Biagetti, a sua volta ammazzato a Focene, sempre dopo una manifestazione musicale, dalle solite rasate teste di cazzo.

Il pestaggio di un venditore di bibite (l’ennesimo negro di merda) sulla spiaggia di Ostia, nella più totale indifferenza dei bagnanti.

I continui sfregi sulle lapidi dei trucidati alle Fosse Ardeatine.

Ultime di una lunga serie, le scritte antisemite che al quartiere Prenestino sembrano aver trovato un nuovo bersaglio: Anna Frank. Non c’è limite all’infamia!

Questo è solo un piccolo elenco tanto per citare i fatti più eclatanti.

Alemanno condanna, strepita, si indigna, ma al contempo nicchia a Salò, precisa e si distingue. La realtà è che intanto a Talenti, quartiere di Roma nord-est, da giorni campeggia un grande striscione, con tanto di picchetto d’onore, con la scritta: “Talenti Fascista”. Anche se ricordarlo non è più molto di moda, l’esaltazione del fascismo è (ancora) apologia di reato, ma l’applicazione della legge non sembra riguardare minimamente i nostri osannati tutori dell’ordine, nè mi risulta che la cosa abbia mai turbato i sonni di quegli amministratori e politici, i quali (a parole) si professano tutti “antifascisti” ortodossi. Alemanno non si dissocia, non condanna, non esterna. Tace. Fino al prossimo pestaggio o peggio.

 

  P.S.  È stato oggi reso pubblico un’altro simpatico eventi avvenuto all’areoporto di Ciampino, dove una donna somala di 51 anni, Amina Sheikh Said, sposata con un italiano, al suo ritorno da Londra è stata dapprima fermata con l’accusa di rapimento di minori (viaggiava coi nipoti), poi sospettata di traffico internazionale di stupefacenti. “Invitata” (immaginiamo con grande cortesia) a denudarsi dagli agenti per sottoporsi ad ispezione ispezione anale e vaginale, la solita negra si è rifiutata di sottostare al controllo corporalle e pare che, con condivisibile gesto di stizza, abbia tirato i propri vestiti contro gli agenti addetti alla perlustrazione interna. Naturalmente la signora è stata denunciata per resistenza a pubblico ufficiale. Condotta nuda in ospedale, dopo essere stata imballata col cellophane, per controlli radiologici, la negra è risultata pulita. Nel senso che non era un corriere della droga s’intende! È ormai opinione assodata che “sporchi” i negri lo siano per principio.

Ah! Naturalmente Alemanno condanna “l’atto scellerato”.

 

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Una Risposta to “Il Sindaco delle Meraviglie ( II )”

  1. Non è opportuno aumentare i poteri di chi (sindaci) è tendenzialmente portato ad abusarne.Fra gli infiniti casi vedere quello riportato in http://www.areagiuridica.com

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