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(167) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , on 28 gennaio 2023 by Sendivogius

Classifica GENNAIO 2023″

Se la situazione non fosse tragica, ci sarebbe da ridere.
Raramente si è visto un simile concentrato di cialtroneria e arroganza, revanchismo neo-fascista e fondamentalismo reazionario, analfabetismo di ritorno innestato su un’ignoranza belluina, nell’incompetenza abissale di imbarazzanti figuri che sembrano usciti da una parodia demenziale degli Anni ’20 del XX secolo, e magari discettano pure di “Competenza” e “Cultura”, mentre ruttano qualcosa a proposito di “nazione”, nella grottesca esibizione della loro irriducibile minchioneria nostalgica da raduno a Predappio, per un tripudio di trafficanti d’armi in mimetica e sciovinisti da operetta con la sciaboletta di latta, felici di essere arruolati d’ufficio, come ascari coloniali da immolare alle guerre asimmetriche dell’Impero, nell’Italietta succube e supina che si prostituisce ossequiente mentre batte il marciapiede lungo il vallo atlantico per un posto al sole.
Riconosciamo che ci vuole un talento raro per scendere così in basso, senza neanche l’attenuante dell’ingenuità su irriducibile idiozia congenita. Ogni tragedia ha i suoi protagonisti e le sue comparse dementi. La loro compattezza condensata e corazzata, ricorda certe espressioni artistiche pressate in tutto il loro potenziale creativo…

Hit Parade del mese:

01. LETTORI FORTI

[11 Gen.] «Non ho questa presunzione come altri, ma qualche libro è bene leggerlo, ogni tanto. Il caso più recente è la guerra di Crimea nel 1861-63 vide impegnato il Regno di Piemonte, con l’Italia ancora non unita, quando Cavour inviò i Bersaglieri a combattere contro la Russia.»
 (Maurizio Gasparri, analfabeta funzionale)

02. LEASING

[28 Gen.] «L’utero di una donna non è di sua proprietà.»
 (Eugenia Roccella, ministro pari opportunità)

03. ROBA FORTE

[14 Gen.] «So di dire una cosa molto forte, ma penso che il fondatore del pensiero di destra e conservatore in Italia sia Dante Alighieri.»
 (Gennaro Sangiuliano, ministro della Cultura)

04. CORTINA CAPUT MUNDI

[12 Gen.] «Quello che si può fare è un eliporto e un aeroporto verticale di sicuro. Sull’aeroporto non desisto, magari non a Cortina ma vicino.»
 (Daniela Santanchè, ministro del turismo)

05. CRONACHE DI BANANAS

[12 Gen.] «Io non ho promesso in questa campagna elettorale che avrei tagliato le accise sulla benzina perché banalmente sapevo quale era la situazione di fronte alla quale mi sarei trovata. Sono fortemente speranzosa della possibilità che prima o poi riusciremo a fare un taglio strutturale, non temporaneo, delle accise, ma questo necessità di una situazione diversa, di rimettere in moto la crescita economica di questa nazione»
 (Giorgia Meloni, la Capobanda)

06. VOLARE BASSI

[14 Gen.] «Non voglio usare esempi più grandi di me, ma in questi giorni mi viene spesso in mente la frase attribuita a Garibaldi, ‘qui si fa l’Italia o si muore’.»
 (Giorgia Meloni, la ducia)

07. PER LA NAZZZIONE!

[10 Gen.] «Io non ho promesso in questa campagna elettorale che avrei tagliato le accise.»
 (Giorgia Meloni, donna di parola)

08. DUE EURO AL LITRO

[03 Gen.] «Il prezzo della benzina rimane fisiologicamente qualcosa di sopportabile.»
 (Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica)

09. IL LIVELLO DEL GIORNALISMO IN ITALIA

[10 Gen.] «La riapertura delle indagini sul caso Orlandi è un successo di Calenda che su Netflix aveva visto la serie Vatican Girl e aveva scritto dei tweet in cui chiedeva che si tornasse ad indagare. È il primo grande successo internazionale di Calenda.»
 (Paolo Mieli, il Pulitzer)

10. ALZIAMO IL LIVELLO

[20 Gen.] «Dobbiamo saper parlare come la gente al bar.»
 (Stefano Bonaccini, omo de sostanza)

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(166) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , on 31 dicembre 2022 by Sendivogius

Classifica “DICEMBRE 2022” 

Anno nuovo e vecchie merde.
Il sentimento prevalente è il ribrezzo, dinanzi alla parata di coproliti fossili restituiti a nuova vita, che sfilano all’ombra dei cippi littori a passo di gambero, tra feticismi necrofili e nostalgie in orbace, nel becerume di contorno che ne rende appieno la miseria intellettuale e la pochezza umana, nel suo ‘sovrano’ squallore.

È l’Italietta reazionaria, restaurata a dimensione premoderna in un paese per vecchi, dietro l’irrilevante espressione geografica, restituita alla sua più compiuta vocazione gregaria e ruffiana, in tutta la grettezza della sua furbesca amoralità e cialtronismo diffuso, a misura del proprio sottosviluppo culturale quale compiaciuta espressione di regressione antropologica. 
È la colonia serva di più padroni, che si reinventa “Nazione” per meglio ubbidire, come una vecchia baldracca che si imbelletta di fresco, consunta dai suoi umori più neri.
Non c’è cura né guarigione… Un meteorite, forse.

Previsioni serie per il 2023. “Andrà tutto bene”, come dissero a Pompei

«Finisce il 2022, ed è probabilmente l’unica buona notizia del 2022. 
Il 2023 s’avanza a lunghi passi distesi, mancano pochissimi giorni, e quindi è il momento delle previsioni, dei buoni propositi, delle necessarie illusioni e dell’”andrà tutto bene”, come dissero a Pompei guardando il primo filo di fumo del Vesuvio. 
Prima regola: davanti a un anno nuovo non bisogna essere prevenuti e avere un atteggiamento negativo, no, bisogna aspettare almeno il 15 gennaio, e poi si può cominciare con il pessimismo. Un solo pensiero deve occupare la mente dell’italiano che guarda davanti a sé: cosa potrebbe andare storto? E dunque stilare un elenco infinito di cose, faccenda che potrebbe occuparlo fino alla fine dell’anno, distraendolo da disastri più o meno annunciati. 
Per esempio, il congresso del PD, che segnerà il 2023 come l’anno in cui il Pd scelse un nuovo segretario, che sarebbe il decimo in quindici anni di vita (e non conto i bis e gli interim). Forte di questa incredibile novità – un segretario nuovo di zecca che vanta nel curriculum una vittoria per un pugno di voti contro Lucia Borgonzoni, e ancora ne parla come fosse la battaglia di Okinawa – il Pd potrà affrontare il futuro con piglio deciso e autorevole insieme ai suoi duecentocinque elettori. 
Purtroppo, l’asse della politica penderà ancora verso destra: Meloni, cognato, Crosetto e altri bellimbusti, più il duo comico del Terzo Polo, al momento (fine 2022) un po’ seccato perché a Palazzo Chigi non hanno ascoltato i suoi consigli. Ora, per tutto il 2023, tenteranno di compiacere Meloni in tutti i modi, un po’ per candidarsi a stampella del governo, un po’ per farsi notare. Fiume Italiana, Nizza e Savoia, magari la befana fascista o il gli esercizi ginnici il sabato: già pare di vedere Calenda che parla di “tradizioni liberali” come l’oro alla patria o le bonifiche delle paludi. 
Proseguirà la riforma della giustizia con decisive novità sulle intercettazioni: saranno tutte autorizzate quelle a carico di giudici e pm, che saranno intercettati regolarmente. E finalmente ecco la separazione delle carriere: la carriera di colletto bianco, dirigente, manager, politico, separata da quella di imputato, definitiva dimostrazione che in Italia il garantismo si applica per reddito. 
Continuerà, nel 2023, l’entusiasmante guerra ai poveri che tante soddisfazioni ha dato alla destra, alla sinistra (parlandone da viva), ai grandi giornali, alle televisioni, a Matteo Renzi che teorizza di educare i poveri con la sofferenza, sennò che gusto c’è. Dopo aver tolto il reddito di cittadinanza a migliaia di indigenti ribattezzandoli “occupabili”, si studierà di escludere anche quelli con una gamba sola (“saltellabili”) e a quelli senza fissa dimora (“barbonabili”). Sono allo studio misure restrittive anche per altre categorie di nullatenenti, spiantati, disperati a cui non è giusto garantire sussidi statali, almeno finché hanno ancora degli organi (“asportabili”). 
Queste norme permetteranno di risparmiare alcune decine di milioni che potrebbero più proficuamente essere destinate alla ricopertura in broccato e oro delle poltroncine delle tribune vip degli stadi di calcio, un aiuto concreto a presidenti di squadre che attraversano purtroppo una drammatica crisi. 
Come si vede, le sfide del 2023 saranno numerose e impegnative, ma ci tempreranno e ci renderanno migliori, più consapevoli e più generosi nei confronti di alcune categorie in sofferenza, come ad esempio i produttori di armi, a cui regaleremo un’ottantina di miliardi in più. 
Auguri a tutti.» 

  di Alessandro Robecchi
  (28/12/22)

Hit parade del mese

01. LA SUPERCAZZOLA

[12 Dic.] «Più è basso il tetto al contante, più si rischia l’evasione. Perché siccome io i contanti posso averli per mille ragioni, magari tenevo dei contanti in casa, magari un amico mi ha restituito un prestito che gli avevo fatto. 
Se non li posso spendere, tenderò a farlo in nero. Per cui più fai salire il tetto al contante, meno favorisci l’evasione.»
(Giorgia Melonila Ragioniera

02. UNTERMENSCHEN

[16 Dic.] «Le spiagge libere sono posti non degni di noi umani»
(Daniela Santanchèla Cosa da un altro mondo

03. MENO MALE CHE SI DIVERTONO…

[01 Dic.] «Il nuovo nome del partito potrebbe essere PaDeL.»
(Matteo Lepore, occasionalmente sindaco PD di Bologna

04. IL MAGICO MONDO DI ELLY (I)

[21 Dic.] «Salveremo il mondo con un pollo di gomma con carrucola.»
(Elly Schleinpaperella da bagno

05. IL MAGICO MONDO DI ELLY (II)

[11 Dic.] «Bisogna ridare voce alla base, perché senza le basi scordiamoci le altezze.»
(Elly Schleinla Svolta

06. IL MAGICO MONDO DI ELLY (III)

[13 Dic.] «Abbiamo una visione intersezionale che combatte qualsiasi forma di discriminazione.»
(Elly Schlein, ….) 

07. MOMENTI COMICI

[27 Dic.] «Come Schlein ne arriva uno ogni dieci anni.»
(Dario Franceschinilo Sponsor

08. UKRONAZI MON AMOUR

[21 Dic.] «L’Ucraina è l’unico posto dove ha senso stare in queste feste. Con il corpo e con il cuore.»
(Daria Bignardi, operatrice turistica

09. È MOLTO PEGGIO

[17 Dic.] «L’Europa non è quella roba lì (Panzeri & Co).»
(Enrico LettaEctoplasma

10. ALTRI ORRORI

[29 Dic.] «Aridatece Mario (Draghi)»
(Carlo CalendaEr Secco

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(165) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , on 27 novembre 2022 by Sendivogius

Classifica “NOVEMBRE 2022”

Lo straordinario contributo di cui dobbiamo dare atto al Governo Meloni è quello di averci ricordato la differenza sostanziale, che intercorre tra le dicotomie destra/sinistra delle quali si era smarrito il senso. Soprattutto, dobbiamo rendergli merito per averci  rammentato cosa sia la Destra italiota, al netto delle solite ossessioni securitarie e del suo inestirpabile mussolinismo d’accatto per nostalgici necrofili, che ne costituisce da sempre il concime ideale con cui coltivare il fascismo eterno degli italiani, su inconfondibile marchio di fabbrica.
In aggiunta, conformemente allo spirito dei tempi, abbiamo un concentrato di cialtronismo sovranista, con annessa retorica sciovinista da primo ‘900, innestato su un clericalismo reazionario dalle suggestioni pre-moderne ed italico familismo amorale su base tribale, secondo l’irrinunciabile triade dio-patria-famiglia. Per non farsi mancare propio nulla, la nouvelle droite meloniana può vantare al proprio attivo un dirigismo autoritario affidato ad un grumo di tronfie macchiette in orbace, che agiscono sotto la dettatura padronale di un turbocapitalismo psicopatico, lasciato libero di sfruttare e saccheggiare il territorio. Ma il suo pezzo pregiato è costituito da un classismo da ancien regime, che tracima in un malcelato disprezzo per gli ultimi (e per i penultimi) in pieno darwinismo sociale su intimidazione poliziesca, ripassato a bagnomaria da una pletora di parassiti politici che blaterano di “meritocrazia”, riempendosene le avide fauci; il tutto appena mitigato da spruzzate di stucchevole paternalismo, che raggiunge il suo apice nell’immancabile serie di condoni, sanatorie fiscali, e deregolamentazione diffusa, a viatico delle bande protette di ladroni matricolati che ne costituiscono l’ossatura elettorale. Nella pratica, si tratta di una gigantesca opera di redistribuzione di risorse pubbliche, per dare ai ricchi (ed ai ladri) ciò che viene strappato ai poveri, come da rigorosa “tradizione” destronza: smantellamento progressivo dello stato sociale, per stornare i fondi pubblici verso il Privato, a fronte dei salari più miserabili d’Europa, nella consueta socializzazione delle perdite e privatizzazione degli utili; introduzione della “tassazione piatta” (il fatto che sia in contrasto col dettato costituzionale, costituisce solo un inutile dettaglio formale), per i redditi fino ad 85.000 euro (estensibili a 100.000 secondo le intenzioni dei promotori). In pratica, per la destra nostrana, 85.000 euro all’anno costituiscono la cifra imprescindibile con la quale certificare il “disagio sociale” di un reddito svantaggiato, degno di essere tutelato con una tassazione agevolata del 15%, ma solo per i liberi professionisti a partita IVA, mentre un operaio che guadagna meno di 20.000 euro all’anno pagherà il 25% di imposte sulla quota eccedente i 15.000 euro (tassati al 23%); o in alternativa pagare il 43% nel caso di quel lavoratore dipendente che dovesse superare i 50.000 euro lordi di reddito annuo.
È la famosa equità della destra classista (e fascista) de Il Presidente Giorgia, nell’indeclinabilità di genere. Lo scempio che ancora mancava, per l’ennesimo schiaffo agli onesti. Manca giusto l’olio di ricino, con cui condire il brodo nero degli italioti in lobotomia.

Hit parade del mese:

01. WELCOME ELON (MUSK)

[19 Nov.] «Italian leaders used to meet with Soros.
Salvini meeting with you could mean an end of era.
You are more than welcome..»
(Claudio Borghi, The Patriot)

02. RITORNO AL MEDIOEVO

[22 Nov.] «No a nozze gay. Già la Bibbia diceva che l’omosessualità è un abominio!»
(Lucio Malan, l’Abominevole)

Salvini e Gattini03. DOVERI ISTITUZIONALI

[01 Nov.] «Io oggi pomeriggio potevo essere altrove, ma ero al ministero, è mio dovere! Potrei guardarmi un po’ di Champions alla televisione e invece faccio la diretta TikTok con voi.»
(Matteo Salvini, Bimbominkia?)

04. NEL NOME DI RUFUS

[05 Nov.] «Riuscirò a riformare il codice penale firmato da Mussolini in senso liberale con la pena proporzionata al crimine secondo la Costituzione: lo giuro sulla testa dei miei gatti Rufus e Romeo.»
(Carlo Nordio, il Riformatore)

05. DISASTRO CAPITALE

[02 Nov.] «Abbiamo rimesso la città sui binari giusti.»
(Roberto Gualtieri, Dissociato mentale)

06. LUNGA E TORTUOSA È LA STRADA CHE CONDUCE DAL PARADISO ALL’INFERNO

[08 Nov.] «La crisi globale dei combustibili fossili deve essere un punto di svolta: non prendiamo l’autostrada per l’inferno ma guadagniamo il biglietto pulito per il paradiso.»
(Ursula von der Leyen, la Baronessa)

07. SERVE ALTRO?

[10 Nov.] «Ci sarà una triplice epidemia, un ‘trio infernale’: influenza, covid e virus respiratorio sinciziale.»
(Matteo Bassetti, Immunologo)

08. CHIAMATE L’ESORCISTA!

[07 Nov.] «Sono stato indicato dal mio partito come rappresentante nel Copasir. Non esiste posto più adatto per chi come me fa politica con l’unico scopo di difendere il proprio Paese. Ci dedicherò il consueto impegno, non comprabile e senza nessun timore reverenziale per nessuno.»
(Claudio Borghi, l’Invasato)

09. IL GOVERNO DELLE COMPETENZE

[14 Nov.] «Per larga parte della pandemia l’Italia è stata prima per mortalità e terza per letalità, quindi questi grandi risultati non li vedo raggiunti. Senza vaccini sarebbe andata peggio? Non abbiamo l’onere della prova inversa. Ma io non cado nella trappola di schierarmi a favore o contro i vaccini.»
(Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute)

10. COME IMPARAI AD AMARE LA BOMBA…

[15 Nov.] «Attacco contro Paese Nato Polonia con vittime conferma che deriva terrorista russa non ha guida ma segue hubrys Putin fino a rischiare la guerra mondiale. Pensare di fermare il dittatore con la resa lo scatena. Serve batterlo e isolare la sua Quinta Colonna in Italia e UE»
(Gianni Riotta, l’Amerikano)

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(164) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , on 30 ottobre 2022 by Sendivogius

“Classifica OTTOBRE 2022″

 Con raro gusto del ridicolo, qualcuno ha definito l’esecutivo della sòra Giorgia, come un “governo di talenti”… Ovvero un concentrato di imbarazzanti mezze seghe e vecchi arnesi nostalgici, massimamente riciclati dai precedenti Governi Berlusconi ed in patente conflitto di interessi, che discettano di “merito” e di “libertà” (di sfruttamento, nella pretesa di fare quel cazzo che pare loro). Nella pratica, un concentrato reazionario di misticismo clericale e nostalgie mussoliniane, che guarda allo smantellamento dei diritti sociali e negazione di quelli civili come il più alto punto di sviluppo “nazionale” su incistazione classista.
Divertenti gli interventi del Senatore di Riad che già scalpita per essere imbarcato a bordo della nave nera, offrendo il suo sostegno condizionato. Per non sorvolare sull’ormai mitologico Silvione, che pretende la nomina a ministro delle sue badanti personali e scarabocchia insulti contro la neo-premier su pizzini a promemoria, contro le amnesie geriatriche.
Poi ci sarebbero anche i moderati, post/ex/neo-fascisti di sempre, la premiata coppia La Russa e Gasparri che tanto per distinguersi giocano a chi la spara più grossa: dall’istituzione della “Festa del Regno d’Italia” alla “Giornata della vita nascente”… Né manca il grande ritorno del Ponte sullo Stretto, le Centrali Nucleari (e pazienza per le scorie, quando non si sa come smaltire nemmeno la monnezza semplice), insieme a grandi must intramontabili, come l’ennesimo condono fiscale ed il ritorno a 10.000 euro di contante per la gioia di bottegai ed evasori fiscali assortiti al seguito elettorale… E boia chi molla! Che a ‘sto punto era meglio, che continuavano a celebrare la marcia su Roma!
Ciò che invece colpisce e stupisce è la velocità fulminante con la quale le armate padronali di Confindustria, assieme alle salivanti colonne di pennivendoli al seguito, si sono sbrigate a cambiare repentinamente bandiera e fedeltà, scaricando SuperMario al suo destino: l’uomo che sembrava insostituibile, abbandonato come un gatto sulla tangenziale dell’eterno oblio e subito dimenticato. In compenso il nuovo esecutivo si terrà Attila Cingolani, che offrirà la sua preziosa consulenza a costo zero, per continuare la pervicace opera di distruzione con la quale ha condotto il paese al collasso energetico, per via delle sue straordinarie competenze. Potere del Merito!

Hit Parade del mese:

01. PORTATEVOLO VIA

[02 Ott.] «Lo escludo categoricamente, ma se Giorgia Meloni dovesse evocare qualcosa che assomigli alla strage di Stazzema, gli intellettuali di sinistra andrebbero esuli a Parigi, mentre io andrei sui monti a combattere Giorgia Meloni.»
(Alessandro Sallusti, il Partigiano)

02. ONORE AL MERITO

[05 Ott.] «Salvini ministro dell’Interno? Se alle giovani generazioni vogliamo far passare il messaggio che la meritocrazia deve avere un valore e che finalmente diamo merito al merito, allora dobbiamo confermare Salvini al Viminale.»
(Angelo Ciocca, Valorizzatore di talenti)

03. C’ERAVAMO TANTO AMATI

[07 Ott.] «Se il Pd si ricostruisce io ci sono. Con Di Maio una avventura elettorale finita.»
(Bruno Tabacci, L’EX)

04. W IL RE!

[13 Ott.] «Cercherò di essere il presidente di tutti. Anche la nascita del Regno d’Italia sia festa nazionale.»
(Ignazio La Russa, il presidente monarchico)

05. LA GENTILE CONCESSIONE

[30 Ott.] «La mia scelta per la libertà e la democrazia è sempre stata totale. Certo non sfilerò nei cortei per come si svolgono oggi. Perché lì non si celebra una festa della libertà e della democrazia ma qualcosa di completamente diverso, appannaggio di una certa sinistra. Non ho avuto difficoltà come ministro della difesa a portare una corona di fiori al monumento dei partigiani al cimitero maggiore di milano. E non era un atto dovuto.»
(Ignazio Benito La Russa, il presidente fascista)

06. IL 2 GIUGNO, CAZZO!

[26 Ott.] «Vede signora presidente: la guerra civile terminò il 25 aprile del 1945, con la nascita della Repubblica. Non faccia confusione con le date. Noi saremo qui tutti i giorni a ricordarglielo.»
(Arturo Scotto, lo Smemorato)

07. IL VALORE DELLA MEMORIA

[09 Ott.] «Non dimentichiamo le vittime e la catastrofe di 59 anni fa con il crollo della diga del Vajont, una tragedia in cui persero la vita oltre 2000 persone. Una ferita per il Friuli Venezia Giulia e per l’Italia intera.»
(Debora Serracchiani, Smemorina)

08. SALVEZZE PUBBLICHE

[06 Ott.] «Quando il prossimo governo cadrà, chiederemo le elezioni anticipate. Basta esecutivi di salvezza pubblica.»
(Enrico Letta, il Nipote di Gianni)

09. INDIRIZZO SBAGLIATO

[23 Ott.] «L’energia oggi è la priorità numero uno, ce la metterò tutta.»
(Paolo Zangrillo, ministro della Funzione Pubblica)

10. CHI HA POTUTO MAI?

[13 Ott.] «Ma chi l’ha mai avuta l’idea di fare il ministro?!»
(Licia Ronzulli, Trombata)

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(163) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , on 25 settembre 2022 by Sendivogius

Classifica SETTEMBRE 2022″

Finalmente anche questa campagna elettorale giunge al termine, insieme al tristo carosello del mese, col solito corollario di macchiette e fenomeni da baraccone da fiera strapaesana per nostalgici.
Ma la cosa divertente sarà la conta dei cadaveri eccellenti del giorno dopo, politicamente morti si spera per sempre. L’elenco rischia di essere lungo e niente affatto doloroso. Almeno sapremo i nomi dei responsabili dello schifo che ci aspetta…
Si parte dal nipote d’arte, ovvero il grande stratega che non ne ha azzeccata una, sbagliando tutto il possibile; presumibilmente col biglietto già pronto per Parigi, dove potrà tornare ad insegnare scienze politiche, forte della sua formidabile esperienza di successo sul campo, sperando si porti con sé anche la mitica Agenda Draghi. Così può prendere appunti.
Poi ci sarebbero i pezzi pregiati che fanno tanto tappezzeria d’antan, a quanto pare irrinunciabili (come la muffa sui muri): l’eterna Bonino, il sempreverde Tabacci, l’azzeccatissimo Cottarelli, e tutte quelle cariatidi tecnocratiche del turbo-liberismo à la carte, capaci di mobilitare folle oceaniche alle urne.
Ma più di ogni altra cosa aspettiamo con trepidazione il tonfo di Giggino ‘o Sarracino, dritto nel bidone dell’indifferenziata, quando avrà finito di planare in giro, giocando a fare l’Ape Maio e coglioneggiando come meglio gli riesce.
Per non parlare della mefitica coppia oversize dei Gemelli Arrogance, i maritozzi ripieni (e di certo la farcitura non è crema!) della premiata serie “Lui è peggio di Me!” ammesso e niente affatto concesso sia possibile fare una scelta tra queste due inquietanti parodie boteriane del Gatto e la Volpe, in un condensato gassoso di narcisismo tossico.

SuperstudioEvent, 2 Settembre 2022.ANSA/MATTEO CORNER

Per tutto il resto, che vinca il peggiore!
In questo, gli italiani non hanno rivali.

Hit Parade del mese:


01. MORTI VERDI

[18 Sett.] «Migliaia di padani muoiono ogni anno per garantire il reddito di cittadinanza.»
 (Roberto Castelli, senza vergogna)

Napoli, 14 settembre 2022. ANSA/CIRO FUSCO

02. UN COGLIONE È PER SEMPRE

[13 Sett.] «La Regina Elisabetta è stata un’icona per decine di generazioni.»
 (Luigi Di Maio, lnclassificabile)

03. LE SUSANNE E IL VECCHIONE

[01 Sett.] «Salve ragazzi, ci siamo incontrati per la prima volta su TikTok, che per quanto mi riguarda avrei preferito chiamare Tik-Tok-Tak. Cosi è più completo! (…) Per mantenere i rapporti con gli altri bisogna tendere alla massima cordialità. Uno degli strumenti per arrivare a farlo sono le barzellette, perché sono terapeutiche. Poi penseremo a parlare di programmi. Tik-Tok-Tak!»
 (Silvio Berlusconi, completamente rincoglionito)

04. BUNGA BUNGA!

[11 Sett.] «Berlusconi sarebbe uno straordinario ministro degli Esteri»
 (Matteo Salvini, lo Sponsor)

05. PORCI CON LE ALI

[05 Sett.] «Il nostro presidente ha avuto il merito di porre fine alla Guerra Fredda con gli accordi di Pratica di Mare, vero e ineguagliabile miracolo di politica estera targato Berlusconi (…) Forza Italia, con la leadership del nostro presidente, sarà garanzia di affidabilità, competenza, autorevolezza e serietà agli occhi dell’Europa e del mondo»
 (Silvia Fascina, Barbie-girl)

06. OTTIMA SCELTA, ENRICO!

[05 Sett.] «Vado nei mercati, ma lì non ci votano più. Contro Santanchè spero di perdere bene.»
 (Carlo Cottarelli, Perdente)

07. LE DUE PUNTE DI SFONDAMENTO

[14 Sett.] «Sappiamo che gli indecisi sono numerosi, li incontriamo tutti i giorni sui banchetti elettorali nei paesi. Negli ultimi dieci giorni dobbiamo spiegare la chiarezza del nostro programma. Tabacci si sta impegnando con Luigi Di Maio, ministro degli esteri, che si sta dando da fare al Sud.»
 (Paola De Micheli, Surrealista)

08. E SI VEDONO TUTTE!

[09 Sett.] «Mi sono fatto tante canne da giovane.»
 (Carlo Calenda, Salutista)

09. AVETE VOLUTO LA BICICLETTA?

[12 Sett.] «L’Italia rischia un autunno da Gotham City: l’opposizione aiuti il Governo Meloni, senza inciuci.»
 (Guido Crosetto, il Volpone)

10. LE ULTIME PAROLE FAMOSE

[08 Sett.] «PD con Destra non governa.»
 (Enrico Letta, una garanzia!)

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(162) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 27 agosto 2022 by Sendivogius

Classifica AGOSTO 2022”

  Ma noi la “democrazia” ce la meritiamo veramente?! Perché a giudicare dall’uso che se ne fa, sembra che la cosa non ci riguardi proprio.
Nel merito, questa è forse la campagna elettorale più insulsa, noiosa e demenziale di sempre. Del tutto priva di contenuti, sembra più che altro un rituale stanco che si trascina senza convinzione. Di conseguenza, è minimalista: a misura di #hashtag per pensierini elementari, condensati in slogan minimi nell’essenzialità del Nulla che contraddistingue l’Inutile, per un trionfo dell’analfabetismo di ritorno. Ormai siamo alle dicotomie bello/brutto, buono/cattivo, per un pubblico di potenziali deficienti.
Anche Twitter è superato… Troppo complesso… e la “complessità” non va bene, quando la parola d’ordine è credere, obbedire… troppi caratteri a disposizione per non dire alcunché. Adesso va di moda la comunicazione “smart” nel vuoto pneumatico di idee e di programmi, che tanto verrebbero cambiati più in fretta di una paio di mutande usate a seconda delle convenienze.
Più che altro si assiste ad una galleria degli orrori, in un revival del 1994 con le stesse facce ghignanti invecchiate di 30 anni ad una televendita di pentole usate, col tridente di punta dato per vincente: una salma animata, conservata in formaldeide e ripassata alla bitumatura; il greve capitone che è ritornato all’ingozzo a comando per sagre, mentre si atteggia in pose ducesche da Mussolini in salamoia (funziona sempre!), e soprattutto la grande novità del momento (in politica ininterrottamente da 30 anni)…

In pratica parliamo di una copia romanesca di Marine Le Pen cucinata all’amatriciana, col solito contorno di famelici nostalgici in camicia nera, ma con un tocco di classe in più a sottolineare lo schifo senza confini: la candidata premier più favorita dai sondaggi (quella convinta che l’obesità fa devianza con la droga), donna, cristiana e madre, che pubblica il video di uno stupro per racimolare qualche voto in più tra i pornomani della tolleranza zero, sciacallando sulle tragedie altrui. E se alla gentile signora in nero lo si fa notare, si stizzisce pure: “è bieca propaganda”. E se la vittima dello stupro si riconosce facilmente nel video, l’Isabelita Peron della Garbatella che ne ha reso la visione virale “per esprimere solidarietà alla vittima” (così dice), rettifica che non ha alcuna ragione di scusarsi. Evidentemente fa molto “patriottico”.

Arriva un bastimento carico di…

È il Trio-Monnezza che piace tanto alla “gente” (e non solo…). Che questa roba qui sia stimata come il primo partito in Italia, costituisce la dimostrazione antropologica del nostro endemico sottosviluppo culturale, quale rappresentazione plastica del fascismo eterno degli italiani.
Insomma, la merda proprio!
Che poi per carità! La fossa biologica è ampia e condivisa… Infatti ci sarebbe pure la coppia dei gemelli diversi, per la serie “Lui è peggio di me”: due ectoplasmi coltivati in vitro nelle redazioni dei giornali e che esistono solo come ologrammi da proiettare nei talk show come illusione ottica. Praticamente parliamo di una personificazione del disturbo narcisistico della personalità, scisso in due entità uguali e contrapposte per eccesso di ego non contenibile in un unico involucro. Dentro il vestito, NIENTE. Ma chiassoso e ciarliero. Indisponente ed insopportabile, in tutta la sua inutile quanto vanesia inconsistenza.
Fanno costume!
In quanto al tenero Enrico ed al suo campo ristretto… scusate! Abbiamo terminato gli antiemetici. Il partito bestemmia è una garanzia consolidata nel tempo: il ribrezzo che continua a suscitare nella stragrande maggioranza del corpo elettorale in piena crisi di rigetto, vanamente alla ricerca di qualcosa di sinistra, è costante ed irriducibile. E infatti continua ad essere giustamente schifato dai suoi potenziali elettori. Il sentimento prevalente è il disgusto; l’effetto è repellente. Però i piddini, nella loro irriducibile perseveranza al peggio, riescono sempre a stupirti… Quando sembra abbiano raggiunto il fondo, cominciano a scavare (la fossa!). Per loro le elezioni sono più un disturbo che altro. Innanzitutto perché le perdono sempre. E poi perché, in un modo o in un altro, si ritrovano sempre a fare da zerbini all’apparato affaristico-militare-industriale, nella stanza dei bottoni con un posto in prima fila.
L’importante è esserci!
Adesso a cadenza ciclica hanno ri-scoperto “l’emergenza democratica” (salvo governarci insieme con l’oscuro oggetto politico dell’emergenza). E soprattutto, non sapendo di che morte morire ammazzati, hanno deciso di impiccarsi alla fantomatica “Agenda Draghi”… Cioè un mediocre arnese bancario eterodiretto dai board della finanza anglosassone, che ha condotto l’Italia sull’orlo del collasso economico su tracollo energetico, dopo aver trascinato il Paese, contro i suoi stessi interessi (e non sarebbe certo la prima volta), in una sciagurata guerra non dichiarata contro la Russia. Più che altro in modalità kamikaze su suicidio assistito e morte lenta, non potendosela proprio permettere la guerra commerciale, per assecondare con zelo servile le rodomontate del volubile padrone americano, sempre pronto a defilarsi scaricando i costi sulle sue colonie d’oltremare; quindi farsi spingere verso il baratro dagli ancor più ringhiosi nani da giardino, sul lato est dei campi minati della NATO e del suo urticante spaventapasseri norvegese prestante voce.
Questo qui, l’Uomo che si fece Agenda, davvero era convinto che inviare armi ad una delle parti in conflitto ed imporre sanzioni economiche all’altra, salvo ritrovarcele ritorte contro come un boomerang, con tutta la sorprendente lungimiranza dei lacchè atlantisti, non fosse interpretato come un “atto ostile” e non comportasse ritorsioni, con conseguenze che il “governo dei migliori” autonominati tali non è minimamente in grado di affrontare, al di là dei proclami trionfalistici e l’adulazione dei media nostrani che, a loro eterna vergogna, continuano a prodursi in un maccartismo paranoico da caccia alle streghe nonostante l’emorragia di lettori. Tra gli invasati e gli agit-prop in conto atlantico, che in questi mesi di guerra si sono spesi più di ogni altro sui giornalini “progressisti” della Famiglia Elkann, insieme ai preti spretati che trombeggiano in ogni pertugio disponibile, come l’ex lottatore continuo che si reinventò  storico liberale, Il nostro preferito resta l’inquietante voyeur, che da sei mesi si masturba davanti ai filmini di guerra della propaganda ucraina, condividendoli in streaming per appassionati di necrofilia bellica.
Notevolissima è stata pure l’imbarazzante mitomane a gettone presenza, che per settimane ha dispensato i suoi pensierini minimi nei tank show, prima di ripiegare nel costosissimo kindergarten per bimbiminkia a pubblico mantenimento in conto ENI.
  Ma il pattuglione di zelanti pretoriani da salotto, massimamente sulle colonne armate di Stampubblica, è talmente ampio che si fecero legione. E tutti idolatrano il Super Mario che ci conduce, elmetto in testa e condizionatore spento per la pace, nel vano tentativo di contenere bollette stratosferiche.
Del resto, le nostre gazzette di regime non sono affatto nuove alle infatuazioni passeggere per il tecnocrate, o il “riformatore” di turno: quest’ultimo può essere tanto un post-fascista ripulito, che ha scoperto l’uso di coltello e forchetta; o un ex sinistrato consacrato alla logica sociopatica dei mercati, dopo aver immolato sull’altare del dio di danari almeno mezzo secolo di conquiste sociali smantellate in conto svendita. Hanno bisogno di eroi da leccare. E se non ne hanno a disposizione, già inscatolati in confezione pronto uso, li inventano. In quanto ai fatti… quelli sono un accessorio del tutto facoltativo, funzionale alle opinioni dei gruppi affaristico-industriali che pagano la mercede alle penne prezzolate.
L’importante è mantenere il pilota automatico.
Spicca nella sua magnifica solitudine, l’assoluta irrilevanza di un premier di coccio tra vasi di ferro… quello dell’Agenda… che pigola qualcosa sul tetto al prezzo di acquisto all’ingrosso del gas, raccomandandosi alla Von der Kulen, a proposito del mercato OTC dei futures di Amsterdam, quello che determina il prezzo delle commodities energetiche, consegnate alla più sfrenata speculazione finanziaria internazionale e senza che le ammuffite cariatidi imbozzolate a Bruxelles abbiano nulla da ridire e meno che mai da intervenire.
Sbertucciato nella totale indifferenza, il mito di Supermario vive di luce riflessa unicamente nelle redazioni delle nuove Agenzie Stefani, che ne incensano le gesta fantastiche in un mondo immaginario di trionfi epocali, dove scorrono fiumi di saliva a coprire i fallimenti di un’esperienza catastrofica. Esattamente come avviene per i servizietti patinati a sfondo bellico dedicati ai due divi di plastica, in quel magico paradiso democratico chiamato “Ucraina” e convertito a set cinematografico della coppia presidenziale: Barbie & Ken versione soldatino, nel Quarto Reich degli ukro-nazi.
È la tragedia dilatata a dramma collettivo di uomini (e donne) ridicoli, consegnati alla farsa nel sottobosco della storia.

Hit Parade del mese:

01. CULO MIO FATTI CAPANNA!

[27 Ago.] «C’è un governo che lavorando in silenzio ha fatto crescere il PIL tre volte di più di quello tedesco, ha creato 739.000 nuovi posti di lavoro ed ha accumulato una riserva di gas tra le più alte d’Europa. È guidato da Mario Draghi.»
 (Sebastiano Messina, il Cantastorie)

02. PERCHÉ UNA CAZZATA TIRA L’ALTRA

[23 Ago.] «Vorrei che il prossimo governo istituisse un liceo del Made in Italy.»
 (Giorgia Meloni, Personal Trainer)

03. MILLE LIRE AL MESE

[07 Ago.] «Noi daremo immediatamente 1500 lire al mese alle casalinghe, così i bambini vengono educati bene: le casalinghe curano i figli, curano la casa e invece lo Stato dà a queste donne un calcio nel sedere. Poi a tutti gli italiani rapinati dallo Stato dal 2000 restituiremo 1200 lire italiche. Non ci credete? Fatemi capo del governo e io il giorno dopo telefono al direttore generale del ministero del Tesoro, faccio stampare questa moneta e vi arriva il giorno dopo a casa. Che cosa volete di più?»
 (Antonio Pappalardo, Babbo Natale)

04. CAZZARI SENZA FRONTIERE

[03 Ago.] «È grazie al grande lavoro che ho svolto nel Ppe, insieme a Tajani e alla sua autorevolezza, che l’Italia ha potuto beneficiare dei fondi del Pnrr, decisivi per far ripartire la nostra economia.»
 (Silvio Berlusconi, il solito mitomane)

05. RIGASSIFICATORE ESTRATTIVO

[06 Ago.] «Rigassificatori subito! Per estrarre gas naturale nazionale e renderci indipendenti dagli approvvigionamenti dall’estero.
 (Licia Ronzulli, Bolla di gas)

06. LO DIAMO GRATIS!

[07 Ago.] «Notizia di oggi: la Basilicata darà gratis il gas ai Lucani.»
 (Matteo Renzi, il Bomba)

07. MA NON ANDAVA TUTTO BENISSIMO?

[25 Ago.] «Le forze politiche sospendano la campagna elettorale e si dichiarino pronte a supportare il piano del governo, rigassificatore incluso, e un eventuale scostamento di bilancio.»
 (Carlo Calenda, interruttore automatico)

08. DORMI PURE TRANQUILLO

[26 Ago.] «Serve una comunicazione brutale per dare la sveglia agli italiani.»
 (Enrico Letta, Er Catastrofe)

09. DONNA, TU PARTORIRAI CON DOLORE

[25 Ago.] «L’aborto esula dal territorio del diritto, non direi che è un diritto. L’aborto è il lato oscuro della maternità che non è mai entrata nello spazio pubblico»
 (Eugenia Roccella, fratella d’Italia)

10. ANDIAMO A COMANDARE COME UN GATTO IN TANGENZIALE

[02 Ago.] «Siamo solidi, siamo compatti, andiamo a vincere queste elezioni»
 (Carlo Calenda, lo Yogurt)

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(161) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , on 6 agosto 2022 by Sendivogius

Classifica LUGLIO 2022”

Avviso ai Naviganti: anche se l’argomento si presta per natura, NON parleremo della campagna elettorale in corso. Francamente l’argomento non riesce ad appassionarci… tutta roba già vista e rivista, nella riproposizione del Nulla declinato al peggio di sempre…
Su quell’oscuro oggetto subalterno di governo, massimamente composto da ex democristiani parassitati a sinistra del corpo elettorale e radunati attorno alle spoglie di un banchiere fallito, non c’è molto da aggiungere a quanto non si sia già  detto in passato… Insomma si tratta di una roba di destra, servilmente ordoliberista ed euroatlantista, ma non fascista, rotta ad ogni trasformismo in nome della “stabilità” e che definisce se stessa come “centrosinistra”. Il colmo, e culmine dello schifo, è la candidatura blindata di un Giggino Di Maio nel ”Partito di Bibbiano”! Sia mai che simili risorse vadano perdute!!
Per contro, il cosiddetto ”centrodestra” vive invece imprigionato in un eterno tempo presente che non passa mai, coi suoi santini mussoliniani come rassicurante feticcio di continuità. Venti anni e non sentirli! 
Così possiamo continuare ad ammirare la catramatura di un Silvione, appena scongelato dal frigo e riverniciato di fresco, insieme ai soliti cavalli di battaglia: le dentiere… le pensioni a mille euri… ma con la corte dimezzata e qualche centinaio di zoccole in meno a tenere alto il livello delle ”cene eleganti”.
Possiamo gustare il ritorno del Capitone ripassato in padella, che sta stirando la sua collezione di costumi da sbirro, mentre sfrigola il soffritto sui fornelli. E soprattutto la lanciatissima ducia della Garbatella che già si crede statista, coi suoi famelici manipoli in camicia nera tenuti per ora al guinzaglio. Per tutti, vige la solita accozzaglia di stronzate a fare da programma…
“Autonomia differenziale”, ovvero la secessione mascherata dietro gli egoismi regionali ai tempi delle signorie feudali, nel medioevo futuro della post-democrazia.
La “flat tax” al 15%, cioè quella roba oscena per cui se guadagni 18.000 euro (lordi) all”anno o due milioni paghi esattamente la stessa percentuale di tasse sul reddito imponibile, perché ovviamente la capacità di spesa ed il potere d’acquisto, col tenore di vita che ne consegue, sono gli stessi.
Né poteva mancare l’immancabile condono, ovvero la “pace fiscale” per coloro che hanno dichiarato guerra ai contribuenti onesti e si raccomandano ai ladri come loro per farla franca.
E ovviamente c’è il “presidenzialismo”, con un caudillo di cartapesta a governare sopra ad un cumulo di macerie, il Romolo Augustolo della situazione. Coi ”pieni poteri” è meglio. 
Insomma la solita merda montata in fogna.
E infine ci sono i cocci sparsi del fu MoVimento, tra transfughi, trombati e riciclati, per il mesto ritormo a casa degli scappati di casa, su liquefazione a fuoco lento della banda degli onesti che doveva scoperchiare il parlamento come una scatola di tonno e si ritrovò con ben altro di inopportunamente aperto. Per il resto siamo ritornati ai fotomontaggi con gli zombies ed i casting on line per la selezione della nuova infornata di anonimi minchioni da miracolare alla lotteria del Grillo. Peccato che i biglietti vincenti siano già stati venduti. 
L’unica cosa positiva risiede nel fatto che stavolta (forse) ci liberiamo davvero una volta per tutte del bimbo prodigio di Rignano, finalmente libero di conferenziare a gettone in giro per la penisola arabica. E non sarebbe un risultato da poco (levarcelo dalle palle, non altro)!

Hit Parade del mese:

01. VAI AFFANCULO, VAI!

[18 Lug.] «Vai giù duro mercoledì! Non fare compromessi, non è il momento! Vai lì e digli che i termovalorizzatori si fanno, che non si investe sulle pensioni ma sulla scuola, che non si chiedono le mance a nessuno e non si danno mance a nessuno. Vai e diglielo in faccia! Vai e diglielo in faccia che noi siamo atlantisti ed europeisti! Ci siamo rotti le balle di avere dei rappresentanti non all’altezza della nostra storia, di questa piazza e del resto del Paese! Vai, combatti e saremo con te! Vai!»
(Carlo Calenda, lo Scudiero)

02. GREEN RELIGION

[11 Lug.] «La nuova religione ‘green’ è l’ultimo atto del nuovo marxismo contemporaneo.»
(Nicola Porro, Officiante al clero)

03. IL NUOVO CHE AVANZA

[22 Lug.] «Pianteremo un milione di alberi all’anno ed eleveremo le pensioni a mille euro e il dentista gratuito.»
(Silvio Berlusconi, Coldiretto)

04. SPECTRE RUSSA

[28 Lug.] «Vogliamo sapere se è stato Putin a far cadere il governo Draghi.»
(Enrico Letta, Patetico)

05. L’OCCHIO TIGRATO

[24 Lug.] «Voglio solo candidati con gli occhi di tigre»
(Enrico Letta, l’Uomo Tigre)

06. SCENDO IN CAMPO

[26 Lug.] «Torno in campo per dovere morale e civile verso il Paese che amo.»
(Silvio Berlusconi, il Ritornante)

07. MAGNA PURE TRANQUILLO!

[26 Lug.] «Se Draghi è indisponibile come premier, mi candido io.»
(Carlo Calenda, Primiera)

08. HIC SUNT LEONES

[11 Lug.] «Chiediamo ai cittadini di incalzarci, incalzarci, per fare sempre di più e meglio.»
(Roberto Gualtieri, la Gazzella)

09. DON’T WORRY

[10 Lug.] «Non c’è da preoccuparsi per il clima, perché se gli oceani si alzeranno lo scenario peggiore sarà che avremo un po’ più di proprietà con vista mare.»
(Donald Trump, l’Immobiliarista)

10. MA ANCHE BASTA

[30 Lug.] «Io, ex impiegato in un’azienda privata, sento di avere ancora tanto da dare.»
(Carlo Sibilia, Risorsa)

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(160) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on 2 luglio 2022 by Sendivogius

Classifica GIUGNO 2022”

La bellezza di 160 edizioni di questa rubrica non basterebbero tutte insieme a riassumere la summa di proclami roboanti, fanfaronate assortite e cialtronate varie, dispensate a secchiate in un condensato di rara minchioneria, con le quali ci ha abituato un inarrivabile Giggino Di Maio, nella sua lotta costante contro il principio di non contraddizione e tutti i congiuntivi, durante quelle poche decine di mesi che ne hanno segnato l’apogeo politico di bimbo prodigio. Incompetente di successo, rappresenta forse la più riuscita incarnazione vivente per consustanziazione dell’italico cialtronismo nazional-popolare, tipico di certe ambiziose macchiette alla ribalta, meglio se con ruoli apicali nella pubblica amministrazione e nella vita politica, costituendo un titanico monumento al Nulla elevato a sistema di potere personalizzato su misura (come i suoi completini da cresimando), dove opportunismo estremo e cinismo si elidono dentro un vuoto pneumatico, in cui vale tutto ed il suo contrario nella somma del niente, mentre ogni metamorfosi creatrice è possibile per manipolazione di materia inerte, senza forma né sostanza, da risplasmare a seconda delle convenienze.
 Per rendere la caratura del personaggio nella sua garrula inconsistenza, si dovrebbe scendere giù giù in fondo al peggior trasformismo ottocentesco… tra i rituali di potere delle camarille locali del più infimo notabilato meridionale post-unitario… in un tempo sospeso tra gattopardismo e laurismo, con la prevalenza di un paraculismo immune da ogni scrupolo o coerenza… Ma francamente non ci sono termini di paragone idonei, per rendere la caratura mitologica del fenomeno. Dopo l’epifania esegetica con ascesa e caduta dell’incompreso statista di Rignano, insieme agli altri ectoplasmi su proiezione mediatica che vivono in quel non-luogo immaginario chiamato “centro”, pensavamo di averle viste praticamente tutte. Ma questo sockpuppet in versione animata è OLTRE!

Molto meglio consolarsi con la musica, meglio ancora se classica. Per fortuna che abbiamo un direttore d’orchesta (ci tiene all’indeclinabilità di genere) come Beatrice Venezi, che con piglio volitivo ci ricorda il valore della cultura musicale del paese, così tanto apprezzato a Destra a dispetto di una sinistra materialista ed incolta.

«Credo che sia necessario distinguere tra schierarsi dal punto di vista partitico e schierarsi contro un sistema. L’essere stata presente alla convention di “Fratelli d’Italia” è stato un impegno personale e professionale. Il fatto che venisse finalmente richiesta la musica classica, la grande tradizione del nostro Paese, all’interno di un concerto del Primo Maggio, mi ha dato un senso di liberazione: finalmente qualcuno si rendeva conto, in un contesto politico importante, di quella che è la nostra radice culturale. Perché quello che non si vede in questi anni è proprio questo: considerare la cultura come valore fondante di un Paese. Trovare una parte politica che riconosce ciò è raro. E personalmente è una cosa che apprezzo molto

Che poi, rispetto alle frequentazioni di famiglia tra gli squadristi di Forza Nuova, passare ai Fascisti d’Italia è già un bel salto di qualità. È nota da sempre la sensibilità intellettuale ed umana, nonché il sofisticato senso artistico, che pervade le raffinate espressioni culturali a cui ci hanno abituato i nostalgici del Mascellone. Non ultima, quella Elena Donazzan (italianissima!), assessore all’Istruzione e pari opportunità della Regione Veneto, che ha l’indubbio merito di ricordarci cosa sia il fascismo e quanto sia ben vivo, tra roghi di libri (e di “travestiti”), commemorazioni della X-Mas e altre “goliardate futuriste”… 

Non che manchino gli emuli e la concorrenza tra le fila dei più sinceri difensori della democrazia, dove non si contano più gli appassionati relatori di liste di proscrizione fai-da-te ed indefessi cacciatori di fantasmi (putiniani) con schedatura di massa su “attenzionamento” poliziesco e dossieraggio diffuso dei dissidenti (antico vizietto dei nostri servizi segreti dai bei tempi dell’OVRA), con tanto di foto segnaletiche dei mostri sbattuti in prima pagina sui fogli di regime. Si tratta della nuova passione inquisitoria su afflato maccartista che pervade i nostri liberali da sportello bancario, stretti a coorte attorno all’intoccabile Mariolino premier per investitura divina, in una post-democrazia a gestione commissariale su pensiero unico neoliberista ed oltrazismo atlantista sotto protettorato americano, insieme al grande show necrofilo della guerra in onda a reti unificate.

Mario Draghi - 21 June 2022. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Sarà per questo che ormai l’agenda politica europea la detta, su procura imperiale per conto di Padron Sam, un allucinato kapò norvegese di rappresentanza, inviato ad imporre le servitù militari ai governi fantoccio e serrare i ranghi dei re clienti su vassallaggio tributario, in vista della chiamata generale alle armi, con la creazione di una super-Nato estesa dal Sahel al Corno d’Africa, passando per il Golfo di Oman e con un particolare occhio di riguardo verso la regione dell’Indo-Pacifico. Ovviamente per contenere l’espansionismo russo. E preparare la prossima guerra contro la Cina.

Hit Parade del mese:

01. NON SE NE PUÒ PIÙ!!!

[11 Giu.] «Le forze armate dell’Ucraina difendono la libertà sulla Terra in modo che possa essere stabilita anche su Marte.»
(Oleksij Reznikov, ministro della difesa ucraino)

02. LA SVOLTA

[23 Giu.] «Costruiamo grande Fronte Aperto del Dissenso dal Partito Comunista di Rizzo fino Primato Nazionale passando attraverso il partito della Famiglia, Sara Cunial, Francesca Donato, Altenativa, Vøx, Ancora Italia di Paragone, Viganò e altri. Come Nuovo CLN contro NWO e i demoni di Davos!.»
(Alessandro Meluzzi, il Primate)

03. A PIZZE IN FACCIA!!!

[21 Giu.] «Nessuno può fare profitto con la pizza a 4 euro, grazie a me aumenteranno i loro prezzi. La pizza di Napoli? A me non piace, non la mangio, preferisco quella bassa. A Salerno la fanno meglio. La pizza, del resto è un prodotto mondiale, con Napoli non ha nulla a che fare»
(Flavio Briatore, Profittevole)

04. INSONNIA

[12 Giu.] «Spero di portare nelle case degli italiani lo sconto benzina, luce e gas: non ci dormo il giorno e la notte.»
(Matteo Salvini, Babbo Natale)

05. BON APPETIT!

[07 Giu.] «Usiamo gli insetti nei menù delle mense scolastiche»
(Beppe Grillo, Gourmet)

06. LA QUESTIONE MORALE

[01 Giu.] «Berlinguer è il papà del nulla populista.»
(Fabrizio Cicchitto, ex-berluscones, ex craxiano, piduista)

07. CENTRINI (I)

[14 Giu.] «Il centro di Carlo Calenda e di Matteo Renzi sembra ben vivo e, ove riuscisse a metter da parte i personalismi eccessivi dei leader, potrebbe animare a sorpresa la scena politica. Tanti ora sottovalutano effetto Mattarella e Draghi, ma anche i due presidenti peseranno sul dopo voto»
(Gianni Riotta, il Profeta)

08. CENTRINI (II)

[14 Giu.] «C’è un’area riformista che riporta la gente a votare.»
(Carlo Calenda, il piu votato)

09. IL COITO DELLA POLITICA

[03 Giu.] «In molti mi chiedono che ci facciamo al governo. Starci è un atto d’amore.»
(Matteo Salvini, l’Amante)

10. RIVOLUZIONI INDUSTRIALI

[04 Giu.] «Il salario minimo per legge non va bene perché è contro la nostra storia culturale di relazioni industriali.»
(Renato Brunetta, nano da comizio)

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(159) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , on 2 giugno 2022 by Sendivogius

Classifica MAGGIO 2022″

Anche se pietà l’è morta da un pezzo, uno si chiede se sia il caso di infierire dinanzi a tanto squallore impunemente reiterato nel tempo; oppure se sia meglio ostentare una virgiliana superiorità trascendente, limitandosi a passare e guardare la fiera degli orrori senza curarsene troppo.
A proposito di Ucraina, dove – per inciso – Putin sta vincendo la guerra, al netto delle previsioni trionfali dei nostri bombardieri da tank-show, noterete come l’argomento stia progressivamente scivolando nella seconda scelta dell’offerta al pubblico, a parte le “maratone” infinite di Enrico Mentana, con la sua straordinaria capacità di riuscire a parlare per ore di nulla; se non fosse che oramai il fenomeno inizia a trascendere il ridicolo, per entrare nella sfera del patologico. Presto avremo anche modo di scoprire (di persona) per chi suona la campana delle sanzioni, lanciate a boomerang per fiaccare l’economia russa e sfiancare quella europea, dopo mesi di infodemia a senso unico, in un delirante susseguirsi di sbornie belliche, genuflessioni di fedeltà atlantista, ed inquisizione degli eretici per conformismo cortigiano su zelo maccartista, come raramente si era mai assistito prima. Tra invasori ed invasi, noi abbiamo potuto schierare un formidabile squadrone di invasati, trincerati ad oltranza nei salotti televisivi, per resistere fino all’ultimo ucraino e regalare la terza guerra mondiale al resto del mondo. Che a forza di leccar culi, uno poi si fa prendere la lingua, tanta è l’abitudine per eccesso di zelo…
Pertanto, dopo le intemerate internazionali a lingue srotolate nei vestiboli dell’Impero, alla corte del clan Biden, sarà molto più rassicurante per i nostri pennivendoli organici di regime tornare a scodinzolare come di consueto nei cortili di casa, secondo gli interessi dei loro grandi Editori.

Da bravi cagnolini ubbidienti a guinzaglio, potranno così spiegarci cosa sia la Libertà, dopo aver esaltato bavagli e censure per spirito di democrazia, presentare libri inutili tra marchette e buffet, in compagnia di scarti confindustriali altamente tossici e contesse Mazzanti Serbelloni Vien dal Mare. A puntate alterne, continueranno ad abbaiare alla luna ed a cantare le lodi del padrone di turno, magnificandone le sorti, tra la fuffa del Recovery Fund e resilienze potenziate in conto svendita, stendendo fiumi di bava al passaggio del Draghi che ci conduce. Tutto come da tradizione.

Hit Parade del mese:

01. LA GUERRA DEI CRETINI

[27 Mag.] «Il pacifismo sulla guerra ucraina è una posizione estremista alla pari del negazionismo sull’Olocausto o del complottismo dei No Vax.»
 (Yoram Gutgeld, piddino di riserva)

02. NON LA VEDI MA NE PARLI

[07 MAG.] «Oggi sono a Vicenza per una presentazione che inizia fra poco. Faccio due passi. Dietro a me camminano due ragazze che ridono felici. Hanno un forte accento veneto. Mi sorpassano. Una è bianca, l’altra nera. Qualcuno vedrà una differenza. Io no.»
 (Carlo Cottarelli, lo StupiTo)

03. PIACE VINCERE FACILE

[15 Mag.] «L’Ucraina vince l’Eurovision trionfando al televoto. Un segnale chiaro, netto, esplicito, di quello che vogliono davvero i cittadini!.»
 (Paola Taverna, chiara-netta-esplicita)

04. FORZA MAFIA

[28 Mag.] «Forza Italia è stato un partito che il contrasto alla criminalità organizzata lo ha portato avanti con i fatti. Se c’era un uomo che meritava l’Oscar alla legalità e all’antimafia, quell’uomo doveva essere Silvio Berlusconi»
 (Renato Schifani, Garante)

05. BATTAGLIA CIVILE

[16 Mag.] «I referendum sui giudici sono ancora più importanti di quelli sull’aborto e sul divorzio»
 (Anna Maria Bernardini De Pace, radicale libera)

06. RIAPRIRE I MANICOMI

[19 Mag.] «La Spagna è ora il nono Paese ad aver portato in tribunale il suo ministro della Salute e ha vinto contro il Covid-19. L’Alta Corte spagnola ha stabilito che il Covid-19 non era un virus, ma un’arma biologica con brevetto.»
 (Alessandro Meluzzi, talento naturale)

07. VANEGGIA PURE TRANQUILLO

[19 Mag.] «Vi avviso… NON SEGUITEMI. Sono NO VAX… sono NO MASCHERINA… sono NO GREEN PASS… sono NO UE… sono per uscire dalla NATO… sono NO EURO… e sono NO PD… E PURE NO DDL ZAN… Quindi NON SEGUITEMI!»
 (Davide Barillari, ex candidato M5S alla presidenza della Regione Lazio)

08. SULLE ORME DI PIEDONE L’AFRICANO

[18 Mag.] «Seguirò il diritto, come fece mio padre Bettino.»
 (Stefania Craxi, segugio)

09. ALLINEATI E COPERTI

[11 Mag.] «Nei talk show televisivi, seguendo il fortunato schema collaudato nella pandemia, si invitano voci dissonanti, divergenti, fuori dal coro.»
 (Massimo Recalcati, il Solipsista)

10. VE LO LASCIAMO GRATIS!

[12 Mag.] «Non possiamo regalare Draghi alla sinistra.»
 (Pietro Senaldi, Talent Scout)

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(158) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 3 Maggio 2022 by Sendivogius

Classifica APRILE 2022″

Al netto dei troppi minchioni in circolazione su eccesso di zelo, avevamo un sacco di cosette più o meno divertenti con le quali intrattenervi; semmai c’era solo l’imbarazzo della scelta, dinanzi a tanta abbondanza…
A proposito di media e regime abbiamo già dato… Per quanto, nonostante la caccia alle streghe scatenata da lacchè in cerca di livrea, sinceramente l’indagine sulle spie russe infiltrate nei talk-show della RAI è qualcosa che trascende i livelli già infimi del dis-servizio pubblico, per farsi altro: una discesa nella selva oscura delle allucinazioni complottiste di cervelli in gelatina portati all’ammasso, lungo la scia bavosa del più cupo maccartismo paranoide. Evidentemente, un biennio e passa di stato emergenziale da pandemia ha fatto scuola… Perché se il sonno della ragione genera mostri, i sogni lucidi (e bagnati) di un PD mobilitato per la chiamata generale alle armi generano zelanti coglioni fuori scala, a riprova che peggio di un fascista c’è solo un socialdemocratico, peggio ancora se in stato di esaltazione da mistica guerriera. Eliminata la possibilità stessa di qualunque idea non conforme, balzana o meno che sia, si entra nell’ambito della propaganda, quando si pretende di vidimare l’Informazione a proprio uso e consumo. Rapportata in tali termini, va da sé che l’unica propaganda consentita sia quella ‘gradita’ ai custodi autopromossi tali. E Libertà consiste nel censurare tutto ciò che al PD non piace, nella presunzione decisamente totalitaria di possedere la Verità assoluta ed esserne gli unici titolari. È la pretesa (molto ‘democratica’) di passare al setaccio i palinsesti, decidendo cosa mandare in onda e cosa invece no. Imparata fin troppo bene la lezione dell’Editto bulgaro, adesso è tempo degli editti ucraini.
Quindi, tra cotanta merda, avevamo pensato di dedicarci al Governo degli Aristocazzi: praticamente una copula pornografica tra feudalesimo e Cinegiornali Luce, per la più compiuta ed infame espressione classista di arroganza castale su incompetenza totale… quella che toglie il “bonus” dei 100 euro mensili (che entrano a far parte dell’imponibile fiscale, per essere restituiti a conguaglio), per un totale di 1500 euro in meno all’anno a chi ha redditi da lavoro inferiori ai 20,000 (lordi), al fine di abbassare le tasse ai ricchi; eppoi annunciare trionfante: “buste paga più gonfie!”, dinanzi agli stipendi più bassi di tutto l’Occidente (dopo l’Albania). Siccome pareva poco, regala oltre un miliardo di euro in “ristori” alla famiglia Benetton in stato di bisogno, onde compensare i mancati introiti dei pedaggi autostradali a causa del Covid, mentre il potere d’acquisto dei salari crolla a livelli da Repubblica di Weimar.
A gente così, cosa vuoi dire?!? Sarebbe fin troppo facile pensare alla solita ammucchiata indecente di ruffiani allo sbaraglio, raccolti intorno alla stagnatura del feretro di un premier fallito, che ora cerca di riciclarsi in qualità di scendiletto imperiale per uno strapuntino alla NATO. Ma la cosa presupporrebbe una consistenza che un simile esecutivo (forse il peggiore di tutta la storia repubblicana) assolutamente non ha. Queste sono larve ectoplasmatiche che hanno bisogno di essere evocate in seduta spiritica, per avere un qualche segno tangibile della loro evanescente ed inutilissima esistenza, ancor più che perniciosa. Portare al collasso economico un intero paese, per un disastro sociale più ancora che politico, trascinandolo in una guerra non dichiarata, ed avere in cambio un ingaggio da pupazzo parlante alla segreteria dell’Alleanza, val bene il sacrificio (altrui)…
Poi però, come se non fosse abbastanza, ci siamo imbattuti pure in questo; a risposta per quelle anime candide che in tutta la loro ingenuità, ancora si appellano all’Art.11 della Costituzione, mentre regna lo stato d’eccezione permanente, in deroga alla stessa tramite il progressivo svuotamento di ogni parvenza democratica in Italia:

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”

In merito, a giustificare la flagrante violazione della Carta (quella che un tempo era la “più bella del mondo”), non poteva mica mancare l’intervento del solerte piddino di turno. Stavolta il compito è stato affidato al “costituzionalista” Stefano Ceccanti, transitato dall’Azione Cattolica al turbo-renzismo, restando in pianta stabile all’interno del partito bestemmia:

«Un nuovo passaggio parlamentare sulle armi all’Ucraina sulla concessione di armi per la legittima difesa dell’Ucraina non è previsto. La ragione risiede nel come è costruita la norma che dà fondamento al tutto, ossia il decreto n. 16/2022, che è stato poi assorbito dal decreto 14/2022, come convertito dalla legge 28/2022. La scelta fatta è quella di un intervento del Parlamento a monte del processo, per legittimarlo con chiarezza dall’inizio, e non in seguito a rincorsa degli eventi. A sua volta questa scelta si basa sulla scelta multilaterale dell’articolo 11 della Costituzione, la cui limitazione della sovranità apre al ruolo dell’Onu e delle organizzazioni regionali (tra cui Ue e Nato) in relazione del diritto naturale di legittima difesa degli aggrediti (articoli 51 e 52 della carta Onu) – spiega -. L’articolo 2-bis del decreto 14 (che corrisponde all’originario art. 1 del decreto 16) consente l’emanazione di uno o più decreti interministeriali sulla materia fino al 31 dicembre 2022 previo atto di indirizzo dele Camere. Tale atto è consistito nelle Risoluzioni votate da Camera e Senato l’1 marzo scorso che hanno previsto esplicitamente “la cessione di apparati e strumenti militari che consentano all’Ucraina di esercitare il diritto alla legittima difesa e di proteggere la sua popolazione”. Le risoluzioni prevedono di tenere “costantemente informato il parlamento”, ma ciò si riferisce alle comunicazioni trimestrali introdotte con emendamento al decreto 14, sempre all’articolo 2.bis. Il Ministro della Difesa e il Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, con cadenza almeno trimestrale, riferiscono alle Camere sull’evoluzione della situazione in atto.»
(22/04/2022)

Cioè, traducendo in un linguaggio intellegibile ai profani ed alla cittadinanza tutta, che questi signori avrebbero il dovere di interpellare ed informare con chiarezza, il molto onorevole Ceccanti ci spiega che il governo italiano può esportare armi in un paese in guerra, mettendo seriamente a rischio la nostra stessa sicurezza, e farlo in aperto contrasto con il nostro dettato costituzionale.
Di più, l’invio viene stabilito tramite un decreto interministeriale senza alcun obbligo di informare il Parlamento, né tanto meno l’opinione pubblica, con una lista secretata circa l’entità delle fornitura ed il tipo di “aiuti” forniti, che possono variare a totale discrezione della Presidenza del Consiglio senza che gli organi rappresentativi vengano consultati né aggiornati in merito. In pratica, da qui al prossimo capodanno, il Governo (nei panni del ministro della Difesa e di quello degli Esteri), in una situazione che si evolve (in peggio!) giorno per giorno, se proprio devono, possono essere interpellati per riferire al Parlamento non più di due volte nei prossimi 7 mesi e con con comodi intervalli di tre mesi tra una relazione e l’altra! Soprattutto, apprendiamo che tra quegli ordinamenti che assicurino la pace e la giustizia fra le Nazioni, entra a pieno titolo la NATO (l’organizzazione regionale); cioè un’alleanza militare collegiale ma non paritaria, il cui scopo precipuo è preparare (e fare) la guerra.
È per questo che il nostro Mariolino, il maggiordomo per cui tutto il mondo ci ride dietro, dopo aver rifilato all’Ucraina vecchi residuati bellici della seconda guerra mondiale… dalle mitragliatrici Browning M2, alle MG-42 (per gli amici, “MariaGrazia”, coi suoi 80 anni di onorato servizio), fino agli intramontabili Panzerfaust e vecchi cingolati M113 (ovvero i VCC2 “Camillino”)…  regalandoci un posto in prima fila come “paese ostile” ed implicitamente “belligerante”, adesso ha deciso di svuotare gli arsenali della Difesa, disfacendosi dei gioielli di famiglia e lasciando il paese del tutto indifeso, dopo aver portato l’Italia sulla soglia della terza guerra mondiale, a sua insaputa. Zelenski e Biden ordinano; Micro-Mario prontamente ubbidisce ed esegue, prono a raccogliere le ordinazioni. Magari gli riservano un posto in prima fila come zerbino, fuori dal bunker della Casa Bianca mentre tutt’attorno fioccano funghetti atomici. Evidentemente credono si tratti di un simulatore di gioco…

Hit Parade del mese:

01. LA SCELTA DI MARIO

[07 Apr.] «Volete la pace o il condizionatore acceso?»
 (Mario Draghi, il Domestico)

02. PARLA COME CAGHI

[08 Apr.] «Caracciolo diventa per Travaglio e il Fatto-Tass portabandiera dei Putinversteher con il perenne bla bla su peccato originale Occidente. Peccato davvero, ma la deriva era visibile da anni ormai.»
 (Gianni Riotta, il Censore)

03. SUDORE E SALIVA

[20 Apr.] « Ogni goccia di sudore in più versata questa estate sarà una goccia di sangue in meno risparmiata al popolo ucraino.»
 (Giorgio Mulè, sottovaso alla Difesa)

04. HIC MANEBIMUS OPTIME

[14 Apr.] «La prossima volta andremo al governo se avremo vinto le elezioni. Non siamo il partito del potere e delle poltrone.»
 (Enrico Letta, l’occupante di governo)

05. OSTI! PIÙ NE INCONTRO E PEGGIO NE TROVO

[15 Apr.] «Sarò impopolare, ma non ho alcun problema nel dire che lavorare per imparare non significa essere per forza pagati.»
 (Alessandro Borghese, Impopolare)

06. ALGERIA PROVINCIA DI ARGENTINA

[15 Apr.] «Voglio ringraziare il governo algerino per la calorosa accoglienza. I rapporti tra Italia e Argentina hanno radici profonde.»
(Mario Draghi, lo statista che tutto il mondo ci invidia)

07. IL PAPI DELLA PATRIA

[09 APR.] «L’ho sempre pensato: dopo Moro, Berlinguer e Craxi, l’unico uomo politico di grande livello che l’Italia abbia avuto è Silvio Berlusconi.»
(Piero Sansonetti, Bollinatore)

08. FESTA DELLA LIBERAZIONE

[25 Apr.] «Buona festa di San Marco.»
 (Massimo Bitonci, ovviamente leghista)

09. LA RINASCENTE

[29 Apr.] «Vi garantisco che trasformeremo questa epoca infame in un nuovo risorgimento italiano.»
 (Giorgia Meloni, Risorta)

10. NUMERI MAGICI

[22 Apr.] «Tutti dicono Macron, io guardo ai numeri e dico che domenica vince Marine Le Pen.»
 (Mario Adinolfi, Profetico)

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