BIS-PENSIERO

«Non c’è nessuno sulla scena mondiale che può pretendere di confrontarsi con me, nessuno dei protagonisti della politica che ha il mio passato, che ha la storia che ho io. Da un punto di vista personale se c’è qualcuno che ha una posizione di vantaggio questo qualcuno sono io. Quando mi siedo a fianco di questo o quel premier o capo di stato, c’è sempre qualcuno che vuole dimostrare di essere il più bravo, e questo qualcuno non sono io. La mia bravura è fuori discussione. La mia sostanza umana, la mia storia, gli altri se la sognano.»

Silvio Berlusconi
(7 Marzo 2001)

“Anche un maiale riesce ad arrampicarsi su un albero quando viene adulato”
Yatterman (2009)

 È talmente bravo, invidiato, osannato, che tutto il mondo gli ride dietro: dagli Appennini alle Ande; dal Manzanarre al Reno… scansato come un appestato nei consessi internazionali.
È così capace, che pur di restare asserragliato nel suo fortino delle impunità, ha messo un’intera nazione tra le fauci del Fondo Monetario Internazionale.
Fenomeno psicopatologico, prima ancora che antropologico, è il campione incontrastato del bispensiero orwelliano in continuo delirio dissociativo, dove le paranoie e le ossessioni di un ego smisurato tracimano in una distopia pornocratica, capace di surclassare qualsiasi finzione nell’oscenità del reale.

«È terribile assistere impotenti alla televisione al dramma di Genova che ha coinvolto così tante persone. Ma le parole servono a poco. Vediamo se ci sarà il modo di intervenire per evitare che quello che è successo non possa succedere più in futuro. E’ evidente che si è costruito là dove non si doveva costruire, ma forse si possono trovare interventi che scongiurino il ripetersi di questi disastri e di queste tragedie»
(05/11/2011)

Magari ricorrendo all’ennesimo condono edilizio. Sarebbe il terzo dopo quelli del 2003 (Governo Berlusconi) e del 2009 (sempre Governo Berlusconi), che hanno visto schizzare l’abusivismo con la costruzione di 250.000 nuovi immobili, là dove non si sarebbe potuto costruire, opportunamente da sanare tramite la moratoria di turno.
Ma la dissociazione mentale ormai incontrollabile di questo Hop-Frog fuggito dai racconti dell’incubo di E.A.Poe sembra rispondere a fasi cicliche con manie consolidate. Adesso tocca di nuovo alla moneta unica: l’Euro; odiato e amato a fasi alterne, a seconda delle instabilità emotive del momento…

 «Noi siamo contrari ad un rinvio dell’euro su richiesta unilaterale italiana, sarebbe un dramma in termini di inflazione, export e occupazione
 (6 Marzo 1997)

 «Con l’euro ci sono le premesse di una nuova stabilità. Diamo il benvenuto alla nuova moneta, è un’idea straordinaria che è diventata realtà. Con l’euro è stato bandito il peccato monetario.»
 (26 Novembre 2001)

«Qualche difficoltà l’avremo tutti, ma il vantaggio per il Paese è enorme perché tutta l’Europa, con 300 milioni di persone avrà la stessa moneta e tutti potremo operare senza incontrare difficoltà di cambio. Questo aumenterà gli scambi e le esportazioni. Soprattutto avremo una moneta forte che eliminerà i rischi di inflazione
 (27 Novembre 2001)

«L’Euro funziona, questa è una verità e incontestabile»
 (15 Gennaio 2002)

 «Siamo tutti uniti da un comune destino. L’Euro si è imposto positivamente, diventando un simbolo dell’Europa»
 (16 Gennaio 2002)

«Il governo non ha posizioni di scetticismo sull’euro, non credete a quelli che lo dicono»
 (04 Marzo 2002)

 Poi è chiaro che di fronte ai rialzi dei prezzi ed alle speculazione sulla conversione della moneta, durante il passaggio tra lira ed euro, si è guardato bene dall’attivare i meccanismi di controllo, dopo aver pervicacemente negato l’aumento incontrollato dei prezzi, ma consigliando alle massaie di prendere ad esempio la sagacia di “mamma Rosa” e delle “zie suore” nel fare la spesa.
Naturalmente, quei bottegari che ora piangono miseria ne hanno approfittato in massa, premiandolo con un sostegno incondizionato.

«Con l’adozione dell’euro si sono verificati degli impoverimenti di una fascia importante della popolazione italiana […] è colpa del cambio lira-euro che è stato fatto da quel governo»
(04/11/2011)

Inutile dire che il valore di cambio dell’euro è stato deciso in sede europea, dai diciassette Paesi che aderiscono all’Unione Monetaria, sotto la supervisione della BCE, avendo come parametri le disposizioni del Trattato di Maastricht del 1992 (di scuola monetarista che tanto piace alle destre continentali). E non dai singoli governi degli Stati membri.
È bene invece precisare che i meccanismi di controllo sul cambio erano rimessi all’iniziativa dei singoli governi e che, nonostante i fenomeni di rialzo inflazionistico, solo in Italia si è verificato lo scandaloso raddoppio generalizzato dei prezzi.
L’euro è entrato ufficialmente in vigore il 1 Gennaio del 2002.
Presidente del Consiglio italiano, già da sei mesi, era (manco a dirlo) il sig. Silvio Berlusconi: dal 11/06/2011 al 23/04/2005.


Ma a rassicurare sul contenimento dei prezzi al consumo e dell’inflazione c’era l’allora (come oggi) Ministro dell’Economia Giulio Tremonti (non è un’omonimo): quello che avrebbe cancellato la povertà e sconfitto la crisi con la “social card”… se la ricorda nessuno?!?

«Non ci si possono aspettare altro che effetti economici positivi. Non ci sarà nessun rischio di inflazione, in base alle nostre informazioni il pericolo non esiste»
(01 Gennaio 2002)

Salvo poi ripensarci in seguito:

«L’unica cosa negativa del governo Berlusconi è stata l’euro, che non abbiamo voluto noi e che ha creato un disastro nei conti delle famiglie italiane
(16 Marzo 2005)

Strano, perché a sentire lo statista di Arcore, tutti i meriti (come sempre) appartengono a lui, tant’è che l’euro sembra essere addirittura una sua invenzione; la più berlusconiana di tutte contro gli esecrati kommunisti che vede ovunque:

«Noi non abbiamo niente contro la moneta unica, che non si sarebbe mai fatta senza l’impulso decisivo delle classi dirigenti democratiche e liberali del continente. Quando l’Europa liberale e popolare lavorava per l’integrazione monetaria, i comunisti, le sinistre, si opponevano all’ingresso dell’Italia nel sistema monetario europeo
(19 Febbraio 2004)

Certo non si può chiedere coerenza di idee e prospettive ad uno schizofrenico.
E davvero i posteri studieranno l’Italia, senza riuscire a capacitarsi come milioni di individui abbiano potuto consegnare il cuore e (soprattutto) il culo ad un simile caso clinico ai limiti della psicopatia.

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2 Risposte to “BIS-PENSIERO”

  1. E’ sempre colpa di qualcun altro in Italia.
    La social card è oggetto da collezionisti del trash in tutto il mondo.

    Il nuovo motto del “miglior premier degli ultimi 150 anni” è: “Euro is the new Communist”.

    • Ha sempre bisogno di un “nemico”, di un “capro espiatorio”, di un diversivo, per nascondere la sua spaventosa inadeguatezza e tutta la mediocrità del suo incredibile squallore umano e morale.

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