Archivio per Italia

L’IMBUCATO

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , on 13 luglio 2019 by Sendivogius

Pecunia non olet. E la “politica”, com’è noto, ha i suoi costi… nonché i suoi prestigiatori: gente che ti fa sparire sull’unghia 49 milioni di euro, nel round the world di una immensa partita di giro del riciclaggio organizzato… un po’ alle Isole Cayman, qualche altro milione in transito per Cipro, o nel Granducato di Lussemburgo, o nella Repubblica di S.Marino…
È che i soldi (coma la patonza) devono girare… per poi (chissà?!) ricomparire in mazzi (mazzette?) separate: oggi una fiduciaria svizzera, domani una holding offshore, e magari dopodomani un’Anstalt in Liechtenstein… Oppure accreditati sul conto corrente di una barista di Clusone, meglio se per “promuovere le attività del gruppo della Lega al Senato sui canali social”, tra uno spritz e uno shottino; di certo è la scelta più consona alla dimensione pecoreccia del leghista di provincia, con movimentazioni bancarie a portata di cognata e di cassa.
Se scoperti col malloppo, te lo possono sempre restituire a rate mensili… 81 anni possono bastare. E siccome i quasi cinquanta milioni di finanziamento pubblico scomparsi nei rivoli occulti di privatissimi cazzi sembravano pochi, ci serviva giusto una bella iniezione di liquidità fresca con l’oro colante di Santa Madre Russia, per ravvivare la “Bestia” e tutto il resto dello zoo… Ammesso che altri 65 milioni di cresta possano bastare alla Lega di greppia e di governo, la quale (dai tempi in cui imboccò la tangente per ENIMONT) ha sempre dimostrato un debole per le funzioni trigonometriche, con le triangolazioni al posto dei triangoli. E tutto questo, senza che l’altra Banda degli Onesti nel Movimento di Puri se ne sia mai data troppa pena, nell’orgoglio che anima l’imbarazzante capetto politico al capezzale di governo e che si ispira direttamente alle tre scimmiette. Perché una poltrona al ministero fa miracoli; uno stipendio in parlamento anche di più.
Uno dei prestigiatori di (in)successo è Gianluca Savoini, da almeno trent’anni nella corrente di risacca post-nazista, che ha trovato nella Lega il suo alveo d’elezione. Classe 1963 da Alasso, si forma politicamente nei circolini dell’estrema destra nazionalsocialista e nel 1991 si iscrive alla Lega Nord, sotto la cappella dell’ordinovista Mario Borghezio. Nel 1997 entra nella redazione de La Padania, dove si fa subito notare per le nostalgie hitleriane. Lui si definisce ‘cattolico’, ‘conservatore’ e ovviamente identitario. I suoi ex colleghi lo ricordano come un “nazista mimetizzato da democristiano”, con una gran passione per Aleksandr Dugin, oltre alle solite paccottaglie evoliane.
Beccato a trescare (come pare d’abitudine) con un gruppo di faccendieri russi, per ritagliarsi una lucrosa stecca su una compravendita di idrocarburi coi soldi di ENI, nell’intenzione di finanziare coi milioni accantonati l’internazionale nera del fronte sovranista per costruire un grande “impero eurasiatico”, il camerata Savoini rischia di finire più miseramente come il Mariuolo di Bettino.
Giornalista, Presidente dell’Associazione culturale “Lombardia-Russia”, Direttore responsabile della rivista politico-culturale “Logos”, esperto di geopolitica (dice lui), Gianluca Savoini è il grande imbucato della relazioni internazionali: ovunque ci sia un incontro bilaterale con personaggi legati all’idolatrato Putin, o con esponenti del governo russo, Savoini c’è. Sempre.Per Giancarlo Giorgetti aspirante commissario UE è un “fanfarone”. Matteo Salvini fa finta di non conoscerlo, anche se Savoini l’ha accompagnato in tutte le sue trasferte russe degli ultimi 4 anni (è il suo promoter travel?). E proprio al Capitone compare avvinghiato in dozzine di foto, che li ritraggono insieme (a sua insaputa, è ovvio); salvo essere liquidato ora come un Gabriele Paolini qualunque.

Peraltro, lo stesso Salvini ha partecipato ripetutamente agli incontri organizzati dall’Associazione culturale di Savoini, che peraltro ha il suo domicilio nello stesso palazzo dove la Lega detiene la sua sede. Evidentemente, il “Capitano” doveva aver sbagliato ingresso. E di Matteo Salvini, il nazionalsocialista Savoini è stato anche portavoce, sempre ad insaputa del diretto interessato, dopo la nomina a segretario federale.
Pertanto, a che titolo e perché il Gianluca Savoini partecipasse ai vertici ufficiali con lo zar Vladimir Vladimirovič, il Capitano proprio non lo sa e non se ne capacita. LVI fa il Ministro dell’Interno e si occupa di cose serie…
Peccato solo che non ce ne fossimo mai accorti.
Ad ogni modo, LVI ha parlato. E perché dovremmo dubitare della sua parola?!?
La spiegazione è in realtà semplicissima: Savoini si trovava a passare lì per caso…
E già che c’era, ha pensato bene di prendere posto in prima fila al tavolo degli invitati, sfuggendo ad ogni controllo di sicurezza, ogni volta gli si presenti l’occasione. Forse voleva solo scroccare il buffet.

Nessuno, non il ministro delle interiora, non il bamboccio napoletano travestito da vicepremier, non il presidente del consiglio si sono minimamente chiesti chi fosse ‘sto tizio e perché diamine fosse onnipresente, con al collo il pass delle persone autorizzate dalla delegazione italiana. Il mistero regna ‘sovrano’, per l’ennesimo segreto di Pulcinella.

Homepage

Annunci

(124) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , on 6 luglio 2019 by Sendivogius

Classifica GIUGNO 2019”

Una modesta richiesta… solo una, di quelle destinate a dissolversi nella canicola estiva tra le vacuità dell’etere… Levategli Twitter! Con la bellezza di 280 caratteri a disposizione (ed ampiamente inutilizzati), ogni tronfio coglione digitale scambia il suo analfabetismo funzionale, per “capacità di sintesi” e si crede un Marziale redivivo (ammesso sappia chi sia), dall’ironia fulminante e dall’intelligenza sopraffina. Per i meno dotati, esistono apposite agenzie specializzate: se paghi, producono stronzate per te. In pratica lavorano a cottimo per conto terzi: in genere affiancano gli uffici di propaganda politica di parlamentari e ministri, troppo impegnati a farsi selfie mentre mangiano, immortalare i loro porcineschi faccioni in primo piano, o fotografarsi gli addominali (ed i genitali) dopo una seduta di fitness. Il tutto impastato in una cacofonia indistinta di followers, tra sfotto e battutine, provocazioni e minacce, rigurgiti da bar, risse virtuali, slogan, ammiccamenti nazistoidi e auguri stupro, lamentazioni condivise di “gente che non ce la fa più” (e magari fosse vero, mentre sono più resilienti delle blatte!) e “che non arriva alla fine del mese” (purtroppo arriva anche al successivo, anno dopo anno!), per una massa logorroica di irrecuperabili deficienti corrosi dall’ansia di apparire (coi loro profili lombrosiani da foto segnaletica). Tanta è l’ansia di condividere con altri babbei degni di loro i pensierini minimi della loro imbecillità compulsiva, che scambiano per spontaneità, insieme alla crassa ignoranza esibita a titolo di vanto, che chiamano “esperienza di vita”. E se ne vantano, perché fa tanto “popolo”, quando semplicemente sfugge loro la lapalissiana verità…

È ora di dirselo, l’uomo comune è una merda

 «Dal movimento dei Forconi ai neofascisti delle periferie romane, dai complottisti agli anti gender fino ai giustizieri della notte de noartri, difensori improvvisati dell’ordine pubblico e paladini della legittima difesa, ma anche buongiornisti, gonzonauti e boccaloni di ogni tipo: la galassia della Gente — che altri chiamano la Ggente, con la doppia — è dispersa per tutta la penisola, da Nord a Sud, e pure al Centro, non fa distinzione geografiche, né campanilistiche. Il denominatore comune di questa ggente è la rabbia, il risentimento, il richiamo all’autorità — della polizia, delle armi, della legittima difesa — e il rigetto verso qualsiasi cosa c’entri con l’autorevolezza, la conoscenza e l’intellettualità.
Per qualcuno la Ggente sarebbe l’ultima evoluzione del Popolo, quell’entità che è entrata a piedi uniti nella politica a partire dall’epoca delle rivoluzioni, ma forse è qualcosa di più complesso. Per cercare di definirlo, Leonardo Bianchi ne traccia tre grandi caratteristiche: il forte risentimento verso la cosiddetta Casta; la rabbia esasperata, indignata, ma soprattutto non imbrigliata in una ideologia di partito; e la tendenza a inventare e a credere a teorie del complotto e versioni alternative nei campi della storia, della geopolitica, della medicina.
Eppure, la sensazione che resta… è che più che al popolo, questa gente somigli alla folla, quella entità che iniziò ad apparire nell’immaginario collettivo intorno alla metà dell’Ottocento, descritta nel celebre racconto di Edgar Poe, l’Uomo della folla. È probabilmente più da quella massa variegata ma indistinta, da quel flusso che figliò poi nel Novecento la società di massa dell’omologazione e dell’individualismo apolitico che nasce il gentismo e la gente.
Attorno ai popoli sono nate le nazioni, che anche se nell’ultimo mezzo secolo stanno dimostrando di essere arrivate al capolinea della loro utilità storica, restano la più grande invenzione politica della modernità occidentale. Attorno alla gente stanno crollando le democrazie. I popoli erigevano monumenti ai propri eroi e ci si raccoglieva intorno al momento delle proprie rivendicazioni politiche, la gente, che non ha nemmeno più grandi rivendicazioni da fare, la strada la teme, la guarda di sottecchi dalle finestre dei piani alti di qualche caseggiato popolare, covando rabbia, rancore, risentimento. Con il popolo una volta si poteva immaginare di costruire delle comunità, con la gente, ora, non si costruisce nulla, ma al contrario, si distrugge

Andrea Coccia
(24/10/2017)

E ora, giusto per restare connessi allo spirito dei tempi…
Andatevene pure affanculo!

Hit Parade del mese:

01. MA ZITTO PROPRIO MAI, EH?

[02 Giu.] «Finalmente oggi splendeva il sole: c’hanno spiegato per mesi che c’era il riscaldamento globale e abbiamo passato un maggio con l’ombrello, il passamontagna e i guanti di lana.»
  (Matteo Salvini, il Climatologo)

02. CURATELI!

[28 Giu.] «Questa mattina durante la diretta di RaiNews24 da Genova, dove è avvenuta la demolizione del Ponte Morandi, si è verificato un fatto gravissimo. Le telecamere della All News Rai sono state per tutto il tempo su Salvini, Toti e Bucci. Proprio accanto a loro c’era anche il vicepremier Luigi di Maio che però è stato tagliato dalle inquadrature di RaiNews salvo qualche rara ripresa larga. È un fatto inaccettabile. Aspettiamo spiegazioni.»
 (Il Gruppo parlamentare M5S, pazzi da legare)

03. BUONO A SAPERSI

[19 Giu.] «Quali sono le coperture della flat tax? Non le dico altrimenti Di Maio me le ruba! Ci sono, le abbiamo individuate»
(Massimo Garavaglia, Viceministro leghista all’Economia)

04. UNITEVI AL LATO OSCURO DELLA FORZA

[06 Giu.] «I miei figli sono 60 milioni di italiani.»
(Matteo Salvini, il nuovo papi della patria)

05. CHIAMATEMI NOBEL

[21 Giu.] «Salvini merita il Nobel per la pace: sta cercando di difendere gli interessi del proprio Paese, usando le parole di grandi personaggi religiosi come papa Giovanni Paolo II.»
  (Claudio Durigon, Leghista di Ciociaria)

06. FACCE DA ZAIA

[08 Giu.] «Nel Nord-Est c’è voglia di autonomia regionale. Loro si ritengono una nazione: hanno la loro bandiera, la loro lingua, hanno anche un normotipo veneto che è diverso dal normotipo italiano. Ci sono dei ceppi nell’umanità, ed i ceppi veneti sono diversi da quelli italiani. Quel ceppo lo si riconosce: la faccia di Zaia non la trovi in Calabria.»
  (Pietro Senaldi, il Razzialista di Libero)

07. IL VALLO IULIANO

[30 Giu.] «Faremo un muro anti-migranti di 243 Km ai confini con la Slovenia.»
 (Massimiliano Fedriga, il Trumpino friulano)

08. RESPONSABILITÀ

[14 Giu.] «Ringrazio Luca Lotti per un gesto non scontato che considero di grande responsabilità nei confronti della politica, delle istituzioni e del PD.»
  (Nicola Zingaretti, Don Abbondio)

09. DUECENTOQUARANTESI GIORNI DI STRAORDINARI LAVORI (RIPARARE UNA SCALA MOBILE!)

[25 Giu.] «La stazione Repubblica della metro A riaprirà domani mattina in sicurezza. Ci scusiamo per i disagi che cittadini e commercianti hanno dovuto affrontare in questi mesi a causa dei lavori straordinari di manutenzione.»
  (Virginia Raggi, Calamità innaturale)

10. DEIMOS È PARTE DELLA TERRA

[07 Giu.] «La Luna è parte di Marte»
  (Donald Trump, il Marziano)

Homepage

 

(123) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , on 9 giugno 2019 by Sendivogius

Classifica MAGGIO 2019”

 Forse un giorno, quando i fumi tossici della grande sbornia nostalgica saranno stati finalmente smaltiti, qualcuno dovrà spiegare agli zelanti questurini di casa nostra di non essere una milizia privata di partito, al di sopra della legge che interpreta a proprio piacimento, o a discrezione dei propri capimanipolo, immaginando se stessi come una ricostituita MVSN agli ordini esclusivi del loro ritrovato füherino.
Forse un giorno qualcuno ricorderà agli adoranti funzionarini della DIGOS di non essere i nuovi moschettieri del duce e che magari non è che siano esattamente pagati (per giunta coi pubblici denari di tutti), per correre in giro a rimuovere gli striscioni non ossequiosi al Nuovo Ordine, “fotosegnalando” e schedando preventivamente i potenziali sovversivi. È evidente la finalità intimidatoria e nemmeno troppo velata, specialmente quando di spediscono interi plotoni a fare irruzione in appartamenti privati, per rimuovere striscioni con scritte del tipo un “restiamo umani”. Oppure, e peggio ancora, si impiegano intere sezioni ‘investigative’ per stilare dossier riservati contro i magistrati sgraditi al Mussolini di ghisa travestito da bargello, salvo far finta di dissociarsi dinanzi agli “eccessi” (?) di zelo.
 O forse anche no. Non cambierà nulla. Ai nostri birri (si può dire birro, se si ha una concezione feudale dell’ordine pubblico?!?) è sempre piaciuto così e nessuno ha mai fatto notare loro il contrario, giacché nelle questure la Costituzione non è mai entrata e probabilmente mai arriverà.
In compenso, in alta sede, non perdono occasione per rilasciare tweet (oggi va di moda così) quanto meno imbarazzanti…

“Questa mattina, personale impiegato nel servizio di ordine pubblico ha esortato alcuni manifestanti, appartenenti al sindacato della UIL, a rimuovere uno striscione posto su una parete di interesse storico culturale nei pressi del Pincio. Nessuna valutazione è stata fatta circa l’aspetto contenutistico ma si è ritenuto che lo striscione fosse lesivo del decoro paesaggistico”

Ora, lo striscione (tanto infantile quanto innocuo) è questo…
 Ai facinorosi, scortati e sorvegliati a vista dagli Operatori di PS, non è stato dato nemmeno modo di poterlo srotolare lo striscione sovversivo, onde non incorrere nel reato di lesa maestà nei confronti di un tizio che fino a tre anni fa voleva la secessione della fantomatica repubblica di padania, la separazione dai terroni di merda, mentre all’occorrenza col tricolore ci si puliva il culo. Ma adesso che il grasso suino padano è diventato “istituzione”, è tutto diverso…
Vuoi mettere?! Da quando s’è re-inventato ‘sovranista’, tutti i nazifascisti d’Italia sono confluiti nell’Adoremus del figliol prodigo in camicia nera.
In una città come Roma, che ormai galleggia sopra i suoi stessi rifiuti, si è ritenuto (a insindacabile giudizio di un funzionario di polizia) che “lo striscione fosse lesivo del decoro paesaggistico” (!).
Questi invece possono rimanere esposti per intere giornate (e notti), alla faccia del decoro paesaggistico e ( giusto en passant) in violazione di almeno un paio di leggi sull’apologia di reato.
Ma vabbé! Cancellato di fatto il reato, resta l’apologia e basta.
Nevvero Signor Questore?

Hit Parade del mese:

01. UMILTÀ

[30 Mag.] «Sono appena stati pubblicati i risultati della votazione sulla fiducia a me come capo politico. Con 56.127 voti e l’80% di consensi, su Rousseau abbiamo segnato il RECORD ASSOLUTO di partecipazione a una votazione M5s. Ed è anche il RECORD MONDIALE per una votazione online in un singolo giorno per una forza politica. Vi ringrazio tutti e vi voglio bene! Non mi monto la testa, questo è il momento dell’umiltà»
  (Luigi Di Maio, puttana politica)

02. IL SANTO DEL GIORNO

[19 Mag.] «Ci affidiamo ai sei patroni di questa Europa, a San Benedetto da Norcia, Santa Brigida di Svezia, Santa Caterina da Siena, ai Santi Cirillo e Metodio, a Santa Teresa Benedetta della Croce. Affidiamo a loro il destino dei nostri popoli! Io affido l’Italia, la mia e la vostra vita, al cuore immacolato di Maria, che son sicuro ci porterà alla vittoria!.»
 (Matteo Salvini, il Madonnaro)

03. BUONO A SAPERSI

[09 Mag.] «Come segretario generale del SAP Lazio non potevo mancare a questo evento, oramai il connubio tra Lega e Polizia di Stato è diventato indissolubile, anche grazie al ministro Salvini.»
  (Francesco Paolo Russo, Servitore del Partito)

04. ALLARMI SIAM LEGHISTI! (I)
MA NON CHIAMATELI ‘FASCISTI’

[10 Mag.] «Mussolini è stato un grande statista, l’ha detto Churchill e pure Gandhi, quindi io non faccio che inchinarmi. Poi qualche errore il Duce lo ha commesso, ma resta nel mio cuore.»
(Elena Donazzan, cuore nero)

05. ALLARMI SIAM LEGHISTI! (II)
ZERO TOLERANCE

[14 Mag.] «Serve rispetto delle istituzioni: questi continui striscioni non sono più tollerabili.»
(Massimiliano Romeo, il Tollerante)

06. ALLARMI SIAM LEGHISTI! (III)
Problema di democrazia o la democrazia è il problema?

[20 Mag.] «Vediamo quanto ci vuole ancora per capire che in un paese dove un PM può decidere di fare quello che vuole, anche contro il volere di un Ministro, e dove la stampa mostra lenzuola invece del più grande comizio di tutta la campagna elettorale, c’è un lieve problema di democrazia.»
(Claudio Borghi, il Democratico)

07. LOL!!!

[17 Mag.] «Stop censure, viva la libertà di espressione!»
(Matteo Salvini, il Magnanimo)

08. PERSECUZIONI

[11 Mag.] «Massimo rispetto per gli scampati ai campi di concentramento, è un capitolo della storia vergognoso e che mi addolora moltissimo. Loro hanno subito una restrizione della loro libertà, la stessa che sto subendo io»
(Chiara Giannini, l’Agiografa)

09. VUOTI A PERDERE

[17 Mag.] «Noi siamo anche per l’ambiente, non siamo a favore degli assorbenti usa e getta. Ci sono delle possibilità non inquinanti, come le coppette mestruali e i pannolini lavabili.»
(Francesco D’Uva, immancabile coglione a 5 stelle)

10. LA CLASSE NON INVECCHIA

[19 Mag.] «Una volta me ne facevo sei per notte. Adesso non ci crederete, ma dopo la terza mi addormento!»
(Silvio Berlusconi, il Pugnetta)

Homepage

I VIVI E I MORTI

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , on 27 maggio 2019 by Sendivogius

«L’Italia sta molto male, e non si rendono conto che senza noi ci sarebbe Alba Dorata, forze di destra che stanno crescendo in tutta Europa. Siamo noi che manteniamo la democrazia. Se cadiamo noi, questo paese rischia

Beppe Grillo
(21/02/2015)

Infatti oggi, grazie alla lungimirante strategia del fu “capo politico” ed i fallimentari innesti digitali al seguito, abbiamo i post-nazisti della Lega ex Nord, i Fascisti d’Italia della sora Giorgia, nonché i diversamente fascisti di Forza Italia, che aggiunti ai già “Oltre-Hitler” del MoVimento superano abbondantemente il 50% del corpo elettorale di un Paese da sempre conservatore, ma che si è riscoperto ben più che reazionario, per collocarsi alla destra del Ku Klux Klan, mentre l’irrestistibile nostalgia del sempre rimpianto Nonno Benito s’è estesa ad una aperta simpatia per il finora trascurato Zio Adolf.
È questo lo straordinario risultato, ed epilogo naturale, dopo un anno vissuto pericolosamente al governo nella schizofrenica opposizione a se stessi.
In quanto allo sdoganamento di Alba Dorata, ci aveva già pensato per tempo la setta degli onesti, nell’ideale prossimità che ne ha sempre contraddistinto le scelte [QUI].
Grazie Beppone! Sei un glande!!
Raccontacela ancora… Com’era la battuta sui politici-zombies?!? Siete moooorti!!!
Chissà mai che ne sarebbe stata della ‘democrazia’, senza il formidabile apporto dei meravigliosi pupazzi animati a 5 stelle, così sapientemente manovrati dalla Casaleggio Associati?!? Sedotti e abbandonati dalle sirene sguaiate del fascioleghismo, a cui hanno retto il moccolo per mesi con supina accondiscendenza, salvo poi riscoprirsi improvvisamente antifascisti (qualche coglione ci ha creduto?!), mentre smottavano rovinosamente nella destra (estrema), catturati dall’orbita salviniana in una pioggia di stelle cadenti, tanto irresistibile si è rivelata l’attrazione per affinità elettive di amorosi sensi.
Il M5S si è ancora una volta dimostrato una condensazione gassosa, sgonfiatasi in fragorosissimo peto, non appena trovata la valvola di sfogo naturale per contiguità ben più che ideale, nell’inconsistenza che gli è sempre stata propria. E quello che doveva essere l’argine all’onda nera, alla riprova dei fatti, si è rivelato essere la miglior emesi in cui la destra più retriva e razzista potesse mai sperare, nel libero rifluire di quei rigurgiti neo-nazisti che da tempo fermentavano nel ventre oscuro di un Paese allo sbando (e terrorizzato a comando), senza più filtri naturali, nella più grande operazione di prostituzione collettiva che i postriboli della politica ricordino.
E fu così che dopo aver tirato la volata alla Lega di Salvini, ne siano stati ampiamente fottuti.

Homepage

INDEX MERDORUM LIBRORUM

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , on 15 maggio 2019 by Sendivogius

Per eccesso di ottimismo, pensavamo di aver raggiunto il fondo dell’abisso, nel deserto culturale di un degrado senza fine, con le terrificanti composizioni del Bambino Matteo.
Poi il Dibba, coi suoi imbarazzanti pensierini copiati dal diario di quinta elementare, ci ha dimostrato che si poteva scavare ancora più in fondo, con qualcosa di persino più imbarazzante.
Infine è arrivato LVI: un fenomeno chiamato Salvini, che non ci ha risparmiato le sue velleità letterarie, ma che ora rischia di essere travolto dalle strabordanti ondate di zelo apologetico dei suoi cortigiani in estasi mistica, su consustanziazione ducesca, per questo “condottiero dei tempi moderni adorato dalla gente” (di merda?). Almeno secondo la prosa folgorata sulla via di Predappio delle ispirate pompon girls, tirate su a fascio e sovranismo nella scuderia di quel faro delle libertà che è “Il Giornale”, mentre si sdilinquiscono con estatico fervore in ispirati panegirici di adorazione superomistica, per il semidio con la felpa: “un super eroe che combatte contro il male”O all’occorrenza un personaggio da fumetto: un “Clark Kent che di giorno è una persona comune e di notte si trasforma in un salvatore del mondo”. Ci mancava solo il bue e l’asinello, magari pure la stella cometa ad illuminare l’immacolato concepito, ed il miracolo è fatto.
Qui siamo su un altro livello, laddove il culto della personalità trascende i lirismi dell’aulica adulazione, per tracimare nella farsa più demenziale, ben oltre i limiti del grottesco.

«Il suo è il cognome più cliccato su Google in Italia: è l’uomo più desiderato dalle donne dello Stivale, anche, di nascosto, da quelle di sinistra, malgrado non abbia propriamente la faccia del latin lover

Ce da credere sia in grado di scatenare orgasmi multipli a distanza, con la sola imposizione dello sguardo!

«C’è chi pagherebbe oro per vederlo nella quotidianità della vita privata o solo per prenderci un caffè

Per tutti gli altri c’è il VinciSalvini. Il caffè lo offre LVI. Con 49 milioni di euro, se lo può permettere.

«Perché non è riuscito solo a portare il suo partito dalle misere percentuali di un tempo [?!] a quelle di una forza di governo stabilizzata e forte, ma ha toccato il cuore della gente, con quella naturalezza che solo chi parla senza aver paura di niente può avere. E i suoi alleati maggiori, spesso e volentieri, sono stati proprio i suoi difetti: quel non aver peli sulla lingua che non sempre paga ma che avvicina alle persone; quel suo prevaricare a volte il pensiero altrui per far emergere la giustizia

Qui lasciamo le elegie del pamphlet propagandistico, per entrare nel primo caso realizzato di libro-pompino.

«Perché di ingiustizie nella vita ne ha subite anche lui, sin da piccolo, quando racconta ironicamente cha all’asilo gli rubarono il suo pupazzetto di Zorro

Un immigrato clandestino di sicuro! E per lo choc è passato a giocare con la ruspa.
Attendiamo con trepidazione che anche Giggino Di Maio pubblichi un suo libro, per il suicidio collettivo degli editors in una tempesta di congiuntivi brutalmente seviziati, e allora davvero potremmo raggiungere vette mai sfiorate prima!

Homepage

 

La Metastasi

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , on 13 maggio 2019 by Sendivogius

 Tanto esagerò che alla fine il giocattolo gli si ruppe tra le mani. E ora “la Bestia” ha fame.
Per mesi media e politologi ci hanno ammansito la storiella brutta di un Salvini incontrastato, il genio senza avversari della comunicazione digitale… In pratica, un condensato mefitico di provincialismo becero, sanfedismo da cripta dei Beati Paoli, razzismo spicciolo, terrorismo securitario e aperta apologia fascista. Questa è la straordinaria miscela innovativa che alimenta la ruspa della propaganda salviniana, che da mesi imperversava indisturbata coi suoi squadristi del webbé, con migliaia di profili fake e boot autogenerati a pompare artificialmente il fenomeno virtuale, fintato che il web non ha cominciato a generare gli anticorpi per contrastare la resistibilissima ascesa del duce di ghisa, che ora sbava e schiuma mentre la sua inarrestabile corsa si avvicina al capolinea naturale in un simbolico Piazzale Loreto, attraverso la grottesca riproposizione della farsa…

“Il Quarto Stadio”
di Alessandra Daniele
(12/05/2019)

«Come sappiamo, quando un tumore comincia a dare sintomi molto evidenti, di solito è ormai al suo stadio più avanzato.
Chi scopre oggi la deriva fascista, si sveglia troppo tardi.
Le truci baracconate di Salvini e dei suoi fanboys di CasaPound (che adopera come sturmtruppen per l’assalto della Lega al Campidoglio) sono i sintomi plateali d’un male che già da tempo ha preso il sopravvento.
Sgomberare adesso CasaPound, per quanto giusto, sarebbe come asportare un neo dopo che le metastasi del melanoma sono già arrivate al cervello.
Chi sostiene che il fascismo non stia ritornando non ha tutti i torti, perché il fascismo è già ritornato, da un pezzo, ed è diventato mainstream, con un altro nome.
Il fascismo è la dottrina della disuguaglianza. Questa è la sua essenza, sotto tutti i macabri fronzoli. Disuguaglianza, e conseguente discriminazione in base alla nazionalità, all’etnia, alla religione, al genere, all’orientamento politico e/o sessuale.
Il capitalismo, professato da tutti i partiti rimasti in parlamento, è la dottrina della disuguaglianza e conseguente discriminazione in base alla classe sociale.
E ha disintegrato la società, facendone un’arena per Hunger Games.
Fomentando qualsiasi conflitto redditizio, e capace di stornare l’incazzatura popolare dalla lotta di classe alla guerra fra poveri, in base alla nazionalità, all’etnia, alla religione, al genere, all’orientamento politico e/o sessuale.
E riducendo la democrazia ad un farsesco talent show, che serve solo a scegliere il cazzaro incaricato di eseguire ed imporre gli ordini del Mercato fingendo di non farlo, finché non viene scoperto, e rimpiazzato con un altro ancora più grottesco.
La deriva fascista non è un malfunzionamento imprevisto del capitalismo, è nella sua natura.
Il fascismo è il quarto stadio del capitalismo.
Insieme al delirante “Decreto Sicurezza Bis”, la cosa più fascista che Salvini sostiene non è Altaforte, è la Flat Tax. La disuguaglianza fiscale che favorisce i ricchi anche più di quanto non lo siano già.
Solo un fanboy del capitalismo come lui poteva arrivare a proporre il tariffario per i naufraghi. Salvare un bambino dall’annegamento quanto costerà di multa? E per una donna incinta si pagherà il doppio?
L’unica obiezione del socio Di Maio al Delirio Sicurezza Bis è stata: “Non c’è niente sui rimpatri”.
Intanto, secondo il classico gioco delle parti, il Movimento 5 Stelle continua a recitare il ruolo dell’amico del popolo, col suo reddito di cittadinanza, la versione all’ingrosso dei pacchi di pasta che CasaPound distribuisce ai borgatari, purché bianchi.
Per la dottrina della disuguaglianza, anche i diritti elementari diventano concessioni condizionate alla buona condotta, e all’italianità.
O all’europeismo.
Dipende dallo stadio della deriva.
Chiunque dei cazzari in gara vinca il talent show delle Europee, continuerà a credere, obbedire e combattere. Non per il DUX. Per il PIL

Homepage

Libro e Moschetto

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , on 7 maggio 2019 by Sendivogius

Inserito a pieno titolo nel pantheon nostalgico-revisionista dei fascisti del terzo millennio, le raccolte apologetiche del Ministro dei Selfie entrano nel corpus del reato per i tipi di Altaforte, l’editrice di riferimento dei camerati-amici di CasaPound (coi quali il gargarozzone in camicia nera condivide le sbevazzate e molto altro ancora), che con orgoglio ne pubblica in esclusiva la collazione di tweet autogenerati, per la prima volta riuniti insieme nel Mein Kampf dei pensierini minimi ad uso nazi-sovanista, con lo stesso titolo delle memorie di Pinochet (!). Quando si dicono le coincidenze…

Opera immancabile da regalare alle cene identitarie, è la pietra nera incastonata nella mecca del neo-fascismo di ritorno, tra biografie squadriste ed altri cimeli necrofili del Ventennio, da ospitare quali irrinunciabili presenze al salone del libro torinese, per una formidabile vetrina di propaganda nazifascista ed apologia di reato. 
Altaforte in realtà è solo una delle primizie riunite nella “Casa degli Editori”: un contenitore di sigle, tra le quali si distingue “La Testa di Ferro” (e di altra natura…). Per farsi un’idea dei contenuti, è sufficiente scorrere il carrello dei titoli (solo al salottino librario di Torino non se ne sono accorti: basta pagare)…

 

Del resto, tra il duce di ghisa e gli intraprendenti balilla di Gabriele Adinolfi esiste un feeling in corso da tempo… Si annussano e si piacciono, nei reciproci ammiccamenti… Si scambiano la biancheria, tanto che il Travestito del Viminale è tutt’oggi il più illustre testimonial della loro linea di abbigliamento, che vanta tra i suoi improvvisati modelli da copertina la più ingrugnata galleria di facce da cazzo mai messa insieme prima, per promuovere un paio di felpe a misura dei neanderthal basculanti attorno agli stadi.
Per la serie: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei… Occhio però! Non chiamatelo “fascista”!! O verrete denunciati per vilipendio delle istituzioni dello Stato dalla sempre zelante gendarmeria pretoriana al seguito. Il ché qualifica tanto le istituzioni, quanto lo stato, con la complicità di chi le vilipende quotidianamente nell’immunità della (dis)funzione.

Homepage

 

Questione di chimica

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , on 5 maggio 2019 by Sendivogius

Gira e gira la magica ruota della paura continua ad evocare ed inseguire i suoi fantasmi, mentre alterna spauracchi e punizioni esemplari: Negri… Ruspa… Castrazione… Bacioni!
Se la vita è un balocco, la macchina della propaganda è come una giostra: ruota sempre su se stessa, simulando il movimento attorno ad un perno fisso, pur restando ferma in una struttura immobile.
E dunque, consultati gli aruspici dei sondaggi secondo il trend topic del momento, di cosa si occupa il Ministro della Paura, oggi?
Be’… riassunto in sintesi… attualmente il duce di ghisa smanetta CAZZI.
Perché questo è quello che gli suggeriscono i sondaggi, secondo gli algoritmi che alimentano la “bestia” e fabbricano il tweet del giorno da manducare insieme ai selfie di contorno, col capitano che magna e si adegua come un piazzista imboccato dai suoi stregoni.
Ordunque, il prodotto del giorno da spingere e da pompare, perché a quanto pare tira, è la castrazione (chimica) per stupratori e pedofili (ma solo se ‘recidivi’ e ‘consenzienti’). Pare che, tra pene e peni, contribuisca a gonfiare i sondaggi con l’indice di gradimento elettorale… O almeno questo dicono i grandi esperti del marketing politico.
Ora, sulla scientificità dei sondaggi lasciateci esprimere ben più di qualche dubbio…

1) Un campione di 800 persone, pescate tutt’altro che a casaccio e molestate telefonicamente con domande generiche, in orari nei quali la maggior parte delle persone è fuori casa a lavorare, è tutt’altra che rappresentativo del pensiero e delle intenzioni di voto di un paese con 60 milioni di abitanti.
2) Le persone mentono. Spudoratamente. E Lo fanno perché trovano la cosa divertente; o perché non avendo risposte certe da dare a domande incerte, semplicemente le inventano secondo quello che passa loro per la testa sul momento.
3) La maggior parte dei sondaggi non sono mai ‘neutri’, ma indirizzano le risposte degli “intervistati” verso ciò che il committente vuole sentirsi dire. Perché i sondaggi sono gestiti da società private specializzate e costituiscono uno strumento come un altro per la propaganda di partito. Sono delle forme di orientamento elettorale, stabilendo il trend politico con cui orientare il voto tra gli “indecisi”.
4) Dinanzi ad una qualunque evidenza statistica, i sondaggi si rivelano per ciò che sono: fuffa!

 Altrimenti non si capisce perché un partito dato al 35% come la Lega (o lo stesso PD), nelle ultime tornate elettorali non abbia mai superato in voti reali la metà delle percentuali che pure gli vengono attribuite a livello virtuale, a dimostrazione che certe ascese non sono inarrestabili né irresistibili.

«Difendere i sondaggi affermando che sono un modo per “consultare la saggezza collettiva” equivale a dire di poter estrarre la radice quadrata di uno spazzolino da denti di color rosa
(Marshall McLuhan)

Ma con alcuni funzionano e servono più che altro a galvanizzare la truppa, stretta nei ranghi attorno ai rispettivi “capi politici”, che ogni tanto devono pur lanciare qualche parola d’ordine per attizzare l’attenzione del pubblico.
Va da sé che per le tigri da tastiera che affollano il letamaio nazileghista la castrazione dovrebbe essere rigorosamente fisica: un bel paio di forbici (meglio se arrugginite)… zack! E via, avanti il prossimo! Mentre nel Club del Taglione le Lorene Bobbit si incitano a vicenda e fantasticano castighi medioevali, tra squartamenti, mutilazioni, impalamenti, in un crescendo horror come nei torture-porn coi quali si sono tanto eccitati da adolescenti, tra cumuli di cazzi mozzati ed altre frattaglie sparse in giro.

E sarebbe interessante elencare come tra i castrati illustri ci sarebbero non pochi camerati, che dello strupro più o meno punitivo hanno fatto ben più di una fantasia realizzata dei loro deliri superomistici.
Al contempo, per i militanti di un partito che hanno eletto la violenza sessuale, o l’evocazione della stessa, a must delle proprie conversazioni (anti)social sul web, auspicando lo stupro punitivo dei proprio nemici, questo è davvero il colmo della farsa che segue alla tragedia.

Ovviamente, non sovviene loro che lo stupro non è una questione chimica, ma “culturale”. Che non risponde ad un istinto, ad una pulsione incontrollabile, ma ad una somma forma di disprezzo predatorio, che oggettualizza la vittima defraudandola di ogni dignità umana, riducendola ad una non-persona: un mero strumento di carne, da prendere ed usare a proprio piacimento.
Non ci arrivano proprio che lo stupro è innanzitutto un atto di violenza. E quella a sfondo sessuale la puoi perpetrare in mille altri modi… anche senza cazzo!
Soprattutto, non passa minimamente per le loro striminzite testoline glandiformi, che il miglior deterrente contro gli stupratori ‘recidivi’ è la garanzia di pene certe, applicando semplicemente le leggi che già esistono invece di depotenziarle, o di eludere il reato con interpretazioni demenziali; magari cominciando col tenerceli in galera gli stupratori, invece di gingillarsi con torture ed efferatezze varie… Sarà più efficace la castrazione chimica o il taglione? La mazzolata semplice o con squarto? lo scuoiamento da vivo o la gabbia dei corvi? E avanti con la prossima stronzata!
Che l’elettore medio fosse un potenziale deficiente lo sospettavamo da tempo… ma nel caso dei fascio-leghisti è sempre stata una certezza.
In fondo parliamo di casi freudiani, in perenne oscillazione tra fase anale e fase fallica, senza mai giungere a maturazione. La loro dimensione ideale è il linciaggio, che non praticano ma immaginano. E su questa pornografia forcaiola si trastullano compiaciuti, nell’eccitazione sadica ed innocua che la suggestione proiettiva suscita in loro. Esattamente come quei pedofili, che nel buio delle loro camerette oscure passano in rassegna sul monitor centinaia di immagini rubate e violate di bambini, scambiandosi le figurine della collezione con altri anonimi depravati conosciuti sul web, magari senza mai consumare l’atto in sé, al di fuori delle pratiche masturbatorie di gruppo. Tecnicamente, si chiama “pedopornografia culturale”. C’è reato, ma non c’è penetrazione, né violenza diretta (giacché il contatto con la vittima è assente). Sussiste la complicità però, nel compiacimento del crimine e reiterazione dello stesso. Ma vallo a spiegare ai castratori da tastiera. Che poi c’è stupro e stupro… La percezione cambia a seconda delle convenienze, delle appartenenze, delle provenienze (e del colore della pelle), come si conviene ad una società tribale in piena regressione.

Homepage

 

(122) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , on 28 aprile 2019 by Sendivogius

Classifica APRILE 2019”

A ben vedere, la schizofrenica diarchia giallo-verde, con l’evanescente Conte nei panni di Re Travicello a far da collante a presa carente, è in realtà una proiezione virtuale: un ologramma, che rimanda ad apparizioni ectoplasmatiche del modello primigenio.
Più che “democrazia diretta”, è una app digitale a dimensione social e partecipazione tascabile per elettori-followers, da caricare insieme alle marcette del ventennio come sottofondo musicale, nel governo dei selfie, dove il consenso si misura in condivisioni, tra ministri che sfornano stronzate alla velocità della fibra. Giusto il tempo di racimolare qualche like e passare all’annuncio successivo su quantità bulimica per sovraesposizione mediatica in diretta facebook, lanciando proclami a getto continuo con la stessa consistenza di un meme, tanto per tenere accesa la macchina della propaganda e continuare a calcare le classifiche del trend topic. Perché una cazzata scaccia l’altra e fa dimenticare la balla precedente, sparandone una ancora più grossa.
In fondo, a certi italiani piace così.

«Che aria tira oggi nel governo-influencer della Repubblica-social? Chi defollowa chi, oggi? E quanti “like” ottiene l’ennesimo provvedimento… cioè – scusate – post, o tweet, del Ministro dei Selfie, o del Ministro delle Condivisioni? E qual è la tenuta della maggioranza gialloverde nei Trending Topic? Ma soprattutto, il Ministro delle Sagre Gastronomiche e il Ministro delle Ospitate Tv oggi si ri-followeranno su Instagram e potranno tornare a scambiarsi i cuoricini? La nazione – che mai come ora si può definire in un modo molto caro ai giornali: “il popolo del Web” – se lo chiede con grande trepidazione, visto che ormai l’azione di governo passa interamente (o meglio, è costituita quasi soltanto) dagli account social. Il voto? Un relitto del passato: basta diventare follower. Le alleanze? Basta chiedere l’amicizia su Facebook. I Consigli dei ministri? I decreti? Ma che archeologia! Oggi con un tweet si chiudono i porti, si cambia fidanzata o idea sul Def, si fanno ballare le cifre (qualunque cifra, dai 49 milioni ai 600mila immigrati spariti: i leghisti devono avere un conto aperto con l’aritmetica, oltre che con la storia e l’educazione civica), si smentisce un collega, o anche il principio di realtà (che poi, a ben vedere, non lo ha eletto nessuno, e comunque non ha nemmeno metà dei follower del Ministro delle Interiora).
Nella perenne sceneggiata del Ministro Buono e il Ministro Cattivo oggi siamo arrivati al colpo di scena: i due compari si sono reciprocamente defollowati su Instagram, gettando nel panico decine di migliaia di elettori, ehm, follower, che potrebbero persino pensare che c’è un disaccordo tra loro (e chissà nel gruppo Whatsapp del Cambiamento, quanti messaggi ci saranno, in questo momento, senza la doppia spunta blu!), visto che non possono più guardare ciascuno le foto di ciò che l’altro mangia, o fa con la fidanzata sul prato (che nei prati è pieno di telecamere, accidenti), e questo crea un delicato precedente istituzionale. Speriamo che intervenga il moderatore del gruppo, ehm, cioè, il premier Conte: si possono sbagliare i dati della crescita o del numero degli immigrati, si possono mandare in malora i conti pubblici o dire fesserie sui porti chiusi, ma non sia mai che non ci si possa “cuorare” su Instagram! Auspichiamo tutti una ferma presa di posizione. Magari con una diretta facebook da Palazzo Chigi

Anna Mallamo [@manginobrioches]
(26/04/2019)

Cosa non si farebbe per un pugno di like in più, tra i reality pornogastrici del duce di ghisa (in alternanza al terrorismo securitario) e le comparsate di Giggino pomicino che tenta di limonare invano con la nuova morosa messagli accanto per gli shooting fotografici organizzati, dopo le insinuazioni sulla presunta omosessualità del pugnetta campano.

Hit Parade del mese:

01. SUPERCAZZOLA RAZZIALISTA

[27 Apr.] «Basta mercimoni! Quest’anno abbiamo deciso di prendere soltanto atleti europei per dare uno stop, affinché vengano presi dei provvedimenti che regolamentino quello che è attualmente un mercimonio di atleti africani di altissimo valore che vengono semplicemente sfruttati e questa è una cosa che non possiamo più accettare.»
  (Fabio Carini, l’Etico)

02. LA STRADA DELLA RIVOLUZIONE

[28 Apr.] «La strada che rivoluziona il mondo della gig economy è ormai tracciata. I lavoratori del terzo millenio avranno finalmente più diritti e tutele tra cui: Copertura INAIL per gli infortuni; Migliore contribuzione INPS che supera la gestione separata; divieto di retribuzione a cottimo.»
  (Luigi Di Maio, il Pomicione)

03. FUFFALAND

[23 Apr.] «Con lo “Spazzacorrotti” l’Italia ha avuto la prima vera legge anticorruzione. La corruzione non conosce confini e dopo il daspo a vita nella Pubblica Amministrazione per i condannati in via definitiva, vogliamo il daspo anche per gli europarlamentari di tutti i paesi»
  (Carlo Sibilia, al governo con l’Armando)

04. ONESTÀ

[19 Apr.] «Sono una persona per bene.»
  (Armando Siri, Riciclatore e Bancarottiere)

05. RRRRRROMA o MORTE!

[14 Apr.] « La capitale d’Italia è Roma! Roma! È Roma la capitale d’Italia! Roma deve essere la capitale dell’Unione Europea!»
  (Giorgia Meloni, la vice-ducia)

06. DISCESA AGLI INFERI

[01 Apr.] «Torno in campo per i miei figli e nipoti e per i figli e i nipoti di tutti gli italiani e di tutti i cittadini d’Europa.»
  (Silvio Berlusconi, il papi della patria)

07. GOMBLODDO!!!!

[01 Apr.] «La Raggi fa quello che può. Ma ti pare normale che prendano fuoco per autocombustione tutti gli impianti di smaltimento dei rifiuti a Roma? Ti pare normale che prendano fuoco gli autobus con quella costanza? Ti pare normale che si guastino quasi tutte insieme le scale mobili della metropolitana? C’è un sistema criminale spaventoso che non è più padrone della situazione come lo era prima!»
  (Marco Travaglio, la schiena prona)

08. POTERI OCCULTI (I)

[15 Apr.] «Quella di Notre Dame in fiamme è un’immagine mediatica simile all’11 settembre, troppo perfetta per pensare che sia avvenuta casualmente.»
  (Alessandro Meluzzi, cervello strizzato)

09. POTERI OCCULTI (II)

[15 Apr.] «Ieri abbiamo pianto per Notre Dame. Ora dobbiamo capire chi è il responsabile, perché alla favola che sia un incidente può credere solo qualche sprovveduto. Chi è stato, dunque?»
  (Diego Fusaro, l’Oltreuomo)

10. GIOCHI SENZA FRONTIERE

[06 Apr.] «C’è un rinascimento che dobbiamo capire come interpretare, su questo voglio lasciarvi con un pensiero che mi citava spesso mio padre. Quello di giochi senza frontiere.»
  (Davide Casaleggio, il Leonardo da Vinci)

Homepage

L’altro 25

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , , , , on 26 aprile 2019 by Sendivogius

A Milano, Irriducibili della Lazio, quelli gemellati coi nazisti dell’Hellas Verona (“siamo una squadra fantastica, fatta a forma di svastica”) inscenano un picchetto d’onore a Benito Mussolini, con tanto di marcetta per le vie del centro e saluti romani à gogo.
La bisboccia è continuata impunita durante la notte, con le vie della città marchiate a svastica. Ma corone di alloro e lapidi commemorative sono andate bruciate o divelte un po’ in tutta Italia: al palazzo comunale di Scarlino (Grosseto), in memoria del partigiano Flavio Agresti, medaglia d’oro al valor militare; sempre a Milano, dove è stata incendiata la corona in omaggio a Carlo Ciocca, in Via Palmieri, nel popolare quartiere della Stadera. A Bologna, dove è stata distrutta e imbrattata la lapide commemorativa nel celebre quartiere della Bolognina.
E fanno seguito al rogo a Settimo Milanese della statua posta in ricordo di Giulia Lombardi, staffetta partigiana brutalmente ammazzata a 22 anni dai nazifascisti nel 1944.
Eppoi, stavolta a Cosenza, l’immancabile omaggio all’ennesimo torturatore psicopatico della Waffen SS; per l’occasione, Michael Seifert, meglio conosciuto come il “Boia di Bolzano”. Ma per gli estimatori è il camerata Misha.
A Roma, i fascisti di Forza Nuova inscenano un’altra “manifestazione non autorizzata” nel centralissimo Piazzale Clodio, a due passi dal Tribunale Ordinario di Roma (“uno dei simboli dell’antifascismo di regime”), definendola una dichiarazione di guerra (sic!).
Anche stavolta, l’ennesima provocazione nazifascista si è svolta col totale beneplacito delle sedicenti forze di pubblica sicurezza, che ovviamente non muovono un dito, pur in presenza di una patente flagranza di reato, trovando la cosa normalissima.

In compenso, a Prato, il solerte questore Alessio Cesareo ha denunciato i manifestanti dell’ANPI che il 25 Aprile si sono permessi di intonare “canti tipici della lotta partigiana, non consoni alla solennità delle celebrazioni(!) e di criticare il prefetto, che (insieme al questore) non ha trovato proprio nulla da eccepire nell’autorizzare i festeggiamenti degli squadristi di Forza Nuova, per il centesimo anniversario dalla fondazione dei Fasci di combattimento (dei quali evidentemente si reputano eredi diretti). Il 2019 come il 1919: stesse squadracce e stesse guardie.
Sempre a Roma, in Via Taranto nel quartiere di S.Giovanni, davanti ad uno dei loro covi legalizzati, i fascisti di Forza Nuova hanno potuto deliziare i passanti con un’altra delle loro iniziative squisitamente democratiche, srotolando il loro prossimo striscione elettorale: “Europee 2019: ogni volta che voti Forza Nuova muore un partigiano”. Il ché la dice lunga sui propositi, peraltro mai nascosti, che agitano la bandaccia nera. Ma striscioni del genere sono apparsi ripetutamente anche lungo le principali arterie di collegamento della città, a bella vista, prima che venissero pigramente rimossi da un’amministrazione assente. Questa volta, l’iniziativa è stata rivendicata dai fascio-crociati di “Azione Frontale” (un tempo tali esibizioni erano appannaggio di “Militia”): frangia dissidente di Forza Nuova, perché considerata troppo ‘moderata’, ed in ottimi rapporti con la Lega che infatti ne difende le iniziative.
Nel quartiere di Centocelle, col solito raid notturno come si conviene a questi neri ratti di chiavica, viene dato alle fiamme una storica caffetteria-libreria notoriamente anti-fascista. Perché niente più di un libro terrorizza questi spurghi fognari del mussolinismo di ritorno, ogni qualvolta sentono la parola “cultura”…
Svastiche e celtiche sono cicciate ad libitum pure nei luoghi della memoria a Marsala, in Via Andrea D’Anna, a circa 150 metri di distanza da Largo San Girolamo, dove una lapide ricorda i partigiani marsalesi morti, in combattimento o fucilati, tra il 1943 ed il 1945.
E infine sarà il caso di riportare pure il terrificante episodio di violenza urbana, occorso a Modena, dove una vetrina è stata imbrattata di vernice.
Vista la gravità delle provocazioni che si susseguono in un sottinteso clima di compiacente impunità, a scanso di equivoci, il Ministro dell’Interno, che il 25 Aprile era a Corleone per sconfiggere la mafia, twitta:

“Gli anarchici devastano Modena!”

Ecco appunto.

Homepage