(59) Cazzata o Stronzata?

The man with the iron fists (1)

Classifica GENNAIO 2014″

Dati gli ultimi sviluppi, ci sentiamo in dovere di scusarci con gli affezionatissimi Lettori, sciogliendo la riserva circa l’annoso dubbio che per troppo tempo ci ha tormentato…
A lungo ci siamo infatti chiesti se il cosiddetto “MoVimento 5 Stelle” del sedicente comico Beppe Grillo, fosse più prossimo al fascismo oppure al nazismo. E sappiamo che ciò ha irritato più di qualcuno tra coloro che con somma pazienza continuano ad onorarci della loro attenzione.
Oggi, con assoluta certezza, possiamo dire che il M5S è quanto di più vicino al nazismo ci possa essere in Europa. La parabola fascistoide, dagli esordi sansepolcristi al ducismo esasperato del “capo politico”, è bella che superata per declinare in qualcosa di altro e di peggio.
Nonno Benito, a modo suo, aveva un senso della misura totalmente sconosciuto agli scatenati balilla a cinque stelle, che hanno scambiato il Parlamento della Repubblica per la loro personale sala giochi.

«Mi sono imposto dei limiti. Mi sono detto che la migliore saggezza è quella che non ci abbandona dopo la vittoria. Con 300 mila giovani armati di tutto punto, decisi a tutto e quasi misticamente pronti ad un mio ordine, io potevo castigare tutti coloro che hanno diffamato e tentato di infangare il Fascismo. Potevo fare di questa Aula sorda e grigia un bivacco di manipoli: potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto

  Benito Mussolini
(16/11/1922)

nazi-frocetti Questi di limiti invece non ne conoscono alcuno, immersi come sono nel loro fanatismo iconoclasta; pervasi da un furore nichilista che rasenta la psicopatologia di massa, in un clima di scontro permanente che assomiglia sempre più agli spettri della “guerra civile”. Guerra sempre più evocata e annunciata nelle loro iperboli bellicistiche, con un capo politico che incita al linciaggio digitale; agita liste di proscrizione per l’insulto libero di maschi biliosi, obnubilati dalle loro perversioni sessuali represse, che raggiungono l’apice dell’infamia quando il bersaglio è donna. E lo fanno attraverso una violenza sotterranea, che si autoalimenta di suggestioni necrofile e frustrazioni sessiste, livori incontrollati e odio settario, minacce in stile para-mafioso e allusioni da gergo neo-brigatista.
Dopo la presidente Laura Boldrini, rea di non cedere alle intimidazioni ed alle insolenze di queste masnada scatenata di picchiatori virtuali, alla lista si aggiungono il critico d’arte Philippe Daverio e il giornalista Corrado Augias, che con un editoriale magistrale mette a nudo tutta la miseria umana e intellettuale di simile feccia.
Il rogo del libroDallo squadrismo al rogo dei libri, la mutazione è completa.
Convinti come sono di fare la riVoluzione, essi sono “oltre”: proiettati oltre la normale convivenza civile, oltre le più elementari norme di civiltà, oltre le regole del Diritto. Sono oltre la stessa Democrazia, che dicono di voler difendere ma della quale fanno scempio costante, nello stravolgimento compiaciuto delle forme istituzionali, nella provocazione reiterata e l’insulto più becero, in una continua demistificazione dei fatti e delle opinioni, secondo i meccanismi consolidati della dissonanza cognitiva. L’abbiamo già detto: per spiegare i meccanismi del M5S bisogna ricorrere alla psicologia clinica.
Null’altro sembra scaturire fuori da questa fabbrica a ciclo continuo di odio e letame; da questo prolungamento intestinale del Vate® che volle farsi duce: il vigliacco matricolato che prima aizza le sue mute di cani rabbiosi e poi finge con somma ipocrisia di moderarne gli istinti, che lui stesso ha provveduto a scatenare nella loro espressione più bassa e selvaggia.
È la versione minimalista del bastone e della carota, con quest’ultima sostituita dai cucchiaini di un Alessandro Di Battista, in arte “Dibba”: il neo-delfino del Capo politico, il volto belloccio dell’Ufficio Propaganda del moVimento da esibire in pubblico, mentre discetta di “libertà” e “democrazia” delle quali con ogni evidenza ignora persino le basi. Sull’argomento, il “Dibba” da Civita Castellana potrebbe farsi istruire da papà Vittorio, che in materia è un vero esperto… Tanto per ricordare l’alveo culturale e politico da cui provengono questi personaggi, selezionati non a caso.
In tempi lontani, Herman Rausching, conservatore tedesco ed esponente di punta del partito nazionalpopolare, che in un primo tempo aderì al nazismo per allontanarsene disgustato, parlò di “rivoluzione del nichilismo” per descrivere il fenomeno e prendere la via dell’esilio:

Herman Rauschning«In Germania non si è compreso che la teoria politica moderna dell’azione diretta è strettamente connessa con la filosofia della violenza. Smend, docente di diritto all’università di Berlino, si limita in sostanza a constatare che nelle democrazie odierne le masse abbisognano di forme di vita elementari, plebiscitarie, istintive, in ogni caso immediate…. Questo principio formale è quello che ispira al nazionalsocialismo i suoi solenni e pubblici riti. I plebisciti e le azioni delle sue formazioni. Il nazionalsocialismo si conforma all’idea di Sorel che vuole che l’individuo partecipi anch’egli direttamente e personalmente alla vita politica. È questo un metodo tendente ad allargare la base della politica, ad attivare la massa in apparenza, mentre in realtà la sottrae ad ogni esercizio politico.
[…] L’atteggiamento antintellettualistico e antirazionalistico del dinamismo non è casuale, ma è l’espressione necessaria di una totale assenza di norme.
[…] A prima vista, si sarebbe portati a vedere nel partito nazista di massa nient’altro che un simile evoluzione, accompagnata dal degenerare di una dottrina politica a ideologia demagogica, destinata ancora unicamente alla massa. Il principio del “capo” e dei seguaci sopprime ogni possibilità di costruire uno Stato. Là dove questo principio presiede alla formazione della volontà politica, non è più possibile uno Stato nell’accezione tradizionale del termine, e lo stesso si può dire per l’ordinamento sociale.»

  La Rivoluzione del Nichilismo
Herman Rauschning
Mondadori (Milano, 1947)

Ed ora passiamo pure alla nostra consueta rubrica, tanto per non perdere di vista il resto del cucuzzaro…

  Hit Parade del mese:

01. NEVRASTENIA DEMOCRATICA

[12 Gen.] «Facile individuare i mandanti morali delle molotov: ad esempio quegli artisti che sventolano le bandiere contro la Tav, Fiorella Mannoia, Caparezza. Non sanno di che parlano. Non sanno un cazzo, non sanno niente!»
  (Stefano Esposito, il Nevrastenico)

02 - Giovanardi02. PIAGHE BIBLICHE

[22 Gen.] «L’alluvione di Modena è tutta colpa delle nutrie!»
  (Carlo Giovanardi, caso clinico)

03 Biancofiore03. EREZIONI

[21 Gen.] «Dudù, da buon uomo di quella famiglia, visto che la mia cagnetta Puggy era in calore, voleva accoppiarsi. Non so se c’è riuscito, lo vedremo tra qualche mese. Non credo ce l’abbia fatta. Ma è la natura. Davanti a me non c’è riuscito, ci ha provato, Puggy è femmina e pure figa. Questo vuol dire che Dudù non è assolutamente gay, e urca se è dotato, l’ho visto in erezione!»
  (Michela Biancofiore, l’Inconfondibile)

04 Sorial04. Squadristi a Cinque Stelle: BOCCHE APERTE

[28 Gen.] «Potremmo dire che il boia Napolitano sta avallando queste azioni nei confronti dell’opposizione, per cucirci la bocca, per tagliarci le teste.»
  (Giorgio Sorial, Cammellone egizio)

04b Tofalo04.bis Squadristi a Cinque Stelle: BOIA CHI MOLLA!

[29 Gen.] « Boia chi molla, presidente Boldrini, boia chi molla! E noi non molleremo!»
  (Angelo Tofalo, il Resistente)

05 De rosa05. IL BUCO…

[30 Gen.] « Voi donne del PD siete qui perché siete brave solo a fare i pompini!»
  (Massimo Felice De Rosa, lo Specialista)

05b De Rosa04.bis …E LA TOPPA!

[31 Gen.] «Mi riferivo a tutti: ho detto che qua dentro sono entrati solo perché conoscevano qualcuno di importante o avevano fatto qualche favore sessuale»
  (Massimo Felice De Rosa, Blowjob Specialist)

dibba05. PENSIERI SUBLIMINALI

[25 Gen.] «L’immoralità è come il letame, si deve trattare con la pala, non con il cucchiaino d’argento. Se entri in in quel Palazzo e tu ti mischi a loro e ti ungi un dito, ti ungi tutta la mano.»
  (Alessandro Di Battista, l’Untore)

dibba 205.bis CANDIDATURE PROMOZIONALI

[31 Gen.] «Sarei in grado di fare il Presidente del Consiglio»
  (Alessandro Di Battista, lo Statista)

razzi06. RAZZI VOSTRI: la Corea democratica di Kim Jong-Un

[06 Gen.] «Kim Son Un (!?!) è un moderato. Sembra un dittatore, ma è un moderato; lui sta cercando di portare un po’ di democrazia in Corea del Nord. E siccome lo zio voleva fare un complotto, il nipote ha fatto magnare lo zio dai cani! Io non lo vedo come un dittatore, ma come un vecchio democristiano, un politico bravo. Io in Corea del Nord mi sono sempre trovato benissimo, e non ho visto nessuna bomba atomica»
  (Antonio Razzi, Eredità Dipietrista)

razzi 206.bis RAZZI VOSTRI: Lavoriamo per noi

[23 Gen.] «Eliminare il Senato? Sapete, quando uno è qui che lavora per il bene degli italiani, lasciare a metà dispiace… noi siamo anziani, e i saggi sono importanti. Controlleremmo il lavoro dei deputati che sono spesso giovani, inesperti, nemmeno conoscono la Costituzione. Vabbè, quella non la conosco nemmeno io!»
(Antonio Razzi, il Saggio)

razzi 306.ter RAZZI VOSTRI: Ricollocamenti

[26 Gen.] «Io per passare con Berlusconi non ho avuto niente, magari avessi ricevuto dei soldi! Sapevo che Di Pietro non mi candidava più, io ero morto. E allora se tutti pensavano ai cazzi suoi, famme pensa’ un po’ ai cazzi miei no!»
  (Antonio Razzi, Super-Squallor)

santelli07. ALLE FALDE DEL KILIMANGIARO…

[15 Gen.] «I neri hanno la fortuna di non doversi truccare, e quindi sono più fortunati di noi.»
  (Jole Santelli, la Bella della politica)

ganja08. CANNE AL VENTO

[29 Gen.] «Dalla legalizzazione della cannabis possono arrivare otto miliardi di euro per lo Stato. Ma mi trovo nella zona fumatori della Camera, nel rispetto della legge.»
  (Daniele Farina, Ganja-man)

Stalin09. CRONACHE MARXIANE

[18 Gen.] «C’è bisogno di cambiare il sistema. Noi proponiamo di uscire dall’Unione Europea, di nazionalizzare le banche ed espropriare le grandi imprese.
Noi siamo per il ritorno dell’ideologia, in continuità con la Rivoluzione d’Ottobre. E con l’Unione Sovietica, dove il socialismo è fallito solo dopo l’avvento di Krusciov (…) lo stalinismo fa parte del nostro patrimonio, ma noi siamo marxisti-leninisti»
  (Marco Rizzo, il Marxiano)

Remigio Ceroni10. ANNULLAMENTI

[18 Gen.] «Chiedo l’annullamento delle multe per ragioni legate alla carica istituzionale rivestita.
Per via del ruolo che ricopro macino tantissima strada, talvolta mi capita di accompagnare politici di fama nazionale che con gli autisti sfrecciano, superando i limiti. Io, che li devo seguire, prendo le multe.»
  (Remigio Ceroni, il Multato)

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34 Risposte to “(59) Cazzata o Stronzata?”

  1. come avevamo previsto in alcuni commenti della scorsa settimana, i nazi burattini si sono rituffati nella caciara per restituirsi un po’ di visibilità, e immagino che sia appena l’inizio; quale sarà la prossima, daranno il Dibba in pasto ai leoni nel Colosseo? vabbè, scherzo, tutto prevedibile, ma di uno squallore infinito

    PS per la cazzata o stronzata del mese sono indeciso fra Dibba e Biancofiore, fma anche gli altri fanno a gara a chi fa più schifo;

    PS 2 non riesco ad attivare il “mi piace”, non che crolli il mondo per questo, ma se posso ripristinare la funzione è meglio, almeno so che esiste (adesso mi riguardo le impostazioni)

  2. Il Ribelle Says:

    In effetti credo si siano superati tutti i limiti per avere ragionevoli dubbi su cosa stiamo trattando: si tratta di un manipolo di esaltati meschini e decerebrati, di ispirazione chiaramente nazista. Ed in mezzo si trova anche qualche deficente, che si pensa sveglio, convinto che comportamenti così demenziali possano compiacere al suo capo-padrone, per avere in futuro chissà quale beneficio.

    Di Battista spera che il ricco e meschino cialtrone Beppe Grillo, possa in qualche modo ricompensare le sparate infantili che perpetua quotidianamente.

    A tal proposito non so se qualcuno ha visto l’indecoroso spettacolo del faccia a faccia “Di Battista-Speranza”.

    Devo dire che sicuramente il mestiere di parlamentare non fa per me. Trovandomi di fronte la faccetta di culo del Dibba con quell’aria minacciosa e intimidatoria, che ha anche impedito a Speranza di parlare alle telecamere, non avrei esitato neppure un istate nello sbattere al muro, tenendo per il collo, il vigliacco replicante Di Battista. Che si è messo a fare “il duro” con Speranza, che evidentemente non è nè attaccabrighe, nè violento, nè interessato a scontri corpo a corpo.

    Me lo vorrei trovare di fronte, per vedere se è disposto ad avere lo stesso atteggiamento, di fronte ad uno che tanto diplomatico non è…

    Di Battista mi ricorda gli scolaretti Bimbiminkia, leccaculo dei professori, che incontriamo di tanto in tanto nella nostra vita. Consapevoli o no delle loro ridotte capacità mentali, pensano di compensare con la furbizia da faccendiere, mista ad un comportamento mafioso, la loro nullità.

    E a volte ci riescono! Ed ottengono voti assolutamente immeritati, che fanno gridare vendetta, ottenuti grazie al fatto di essere entrati nelle grazie del professore idiota di turno.

    Questi Bimbiminkia sono di quanto più lontano possa ricordare una persona onesta.

    E l’arroganza di questi inetti non ha limite, e non escludo neanche che il Pazzone Invasato di Grillo possa candidare veramente a presidente del consiglio Alessandro Di Battista.

    Questa è la volta buona che emigro davvero!

    ———

    Boia chi molla, presidente Boldrini, boia chi molla! E noi non molleremo!
    (Angelo Tofalo)

    Voi donne del PD siete qui perché siete brave solo a fare i pompini!
    (Massimo Felice De Rosa)

    In effetti anche io mi ero illuso che la parte peggiore del M5Svastiche fosse Grillo, e che, forse, all’interno degli eletti ci fosse qualcosa di buono, qualche idea che tutto sommato poteva essere condivisibile….

    Ed anche qui mi sbagliavo. La bestialità dei parlamentari grullini, unita all’indecenza mentale che li accompagna fa il paio con il Grullo e con i loro elettori!

    Perchè, come abbiamo detto, in democrazia gli eletti ben rappresentano gli elettori, e il caso del M5Svastiche non fa eccezione.

  3. Anonimo Says:

    Salve,
    Seguo il blog da un pò e cerco di leggerlo spesso con attenzione.
    Avevo già commentato altri post in passato e proprio da quel momento ho iniziato a seguirvi.
    Quello che continua ad accadere in italia è sempre più inquietante e deprimente. In passato ho creduto che la crisi avrebbe potuto risvegliare un certo orgoglio, un sentimento nuovo, con cui affrontare la ricostruzione di un paese devastato. Solo ora, facendo i conti con la realtà, mi sono accorto quando illuso sia stato.
    Non ho mai creduto nel moVimento e sono sempre stato un elettore di estrema sinistra, nonostante non ne sia sempre rimasto entusiasta.
    Mi scuserete questa premessa e adesso verrò al dunque.
    Mi pare che sempre più spesso le vostre analisi abbiano come “bersaglio” Grillo ed affiliati. Per carità, ribadisco il mio disgusto nei loro confronti e nelle loro trovate naziste, come l’ultimo caso Boldrini… Ma! C’è un ma che si insinua tra i miei pensieri..
    In quest’ultima storia che ha visto il presidente della camera protagonista insieme agli smanettoni a 5 stelle è passata del tutto in secondo piano l’ennesimo regalo da 7 miliardi alle banche, mascherato, nascosto nella votazione per l’IMU e che ha visto per la prima volta “l’utilizzo delle ghigliottina” che seppur prevista non era mai stata usata.
    Quello che a me appare sconcertante è che non se ne sia parlato da nessuna parte e da elettore di sinistra questo mi da mooolto fastidio ed inoltre la cosa più preoccupante è che sempre più spesso diventa difficile individuare le “vittime” del moVimento, o prenderne le parti, cosa ,secondo me, pericolosa.
    Se parlamento e governo continueranno su questa falsa riga la gente si sentirà sempre più attratta sia dal moVimento o da possibili epigoni che potrebbero seguire.
    Purtroppo viene un certo disgusto nell’affermarlo ma su una cosa hanno ragione: Questa classe dirigente/politica è tra le più indegne che la storia repubblicana ricordi.

    P.S.
    Uno dei miei primi commenti riguardava quel post sui “Complottisti”
    In seguito dopo alcuni mesi avete pubblicato il piano di rinascita democratica di Licio Gelli. Ma non è roba da complottisti che vedono la massoneria ovunque!?

    • Il Ribelle Says:

      Ciao, condivido gran parte delle cose che dici, e mi ritrovo perfettamente nel tuo tono preoccupato rispetto alla presa di potere sempre più elevata di movimenti populisti.

      Però una domanda, se mi consentirai, vorrei portela lo stesso riguardo ad una questione:

      “è passata del tutto in secondo piano l’ennesimo regalo da 7 miliardi alle banche, mascherato…”

      Mi fai capire perché dici che è stato fatto un regalo di 7 miliardi alle banche?

      Perché dici l’ennesimo?

      Quali dati o articoli ti hanno fatto arrivare a queste conclusioni?

      Non sono domande provocatorie, ma sincere.

      Parlando con amici della questione Bankitalia, mi sono reso conto che tante volte si tende a farsi trascinare dal pensiero comune, tralasciando poi la realtà dei fatti in secondo piano.

  4. @ Deadwarhols
    Come già avevamo detto, il Grullo ha un disperato bisogno di aggiornare il repertorio. Nell’attesa manda all’assalto i suoi Arditi all’arma bianca. Come giocatore di scacchi è abbastanza deludente, si limita a spostare in avanti tutti i suoi pedoni e svirgolettare ai lati col cavallo, pensando in tal modo di accerchiare la ‘Regina’ (Boldrini) e dare scacco al ‘Re’ (Napolitano).
    Nessuna strategia degna di nota, compensata da qualche piccolo effetto speciale.

    @ Il Ribelle
    Credo che l’obiettivo del “Dibba” fosse abbastanza chiaro… che poi è la tecnica preferita dai pentastellati: provocare il ‘nemico’ fino allo sfinimento; assicurarsi la presenza delle telecamere dei giornalisti, o in assenza portare le proprie; aspettare che il bersaglio di turno, esasperato, sbrocchi e gli dia una manata, una spintarella, o faccia anche soltanto il gesto, per poi strombazzare ai quattro venti “l’aggressione” e menarla ad libitum col loro vittimismo d’accatto.
    Sono come quei bimbetti delle elementari che stuzzicano e irritano il compagno di banco, assicurandosi che questo reagisca nel momento in cui passa la maestra (così poi lo sgrida) e mettersi a frignare finché non viene assecondato, ottenendo tutte le attenzioni che il narciso pretende per sé.

    @ Anonimo
    Un nickname non costa nulla. Mi perdonerai se adesso non mi sovviene alla memoria il tuo precedente intervento, premesso che qui i commenti sono liberi e gratuiti. Pertanto puoi intervenire quando vuoi e come meglio credi.
    Inutile dirti che la tua “premessa” non solo è ‘scusata’ ma assolutamente condivisa in ogni singola parola.
    Sul contestato decreto IMU-Bankitalia (che poteva e doveva essere fatto meglio), la disinformazione è stata massima: si è creata sostanzialmente una non-notizia, fondata su una serie di manipolazioni sensazionalistiche (e più o meno disinteressate) nella reiterazione di un falso clamoroso.
    In somma sintesi, sul provvedimento avevamo già fatto accenno, proprio tra i commenti dell’ultima pubblicazione [Qui e Qui]. Per praticità, riporto quanto già detto in merito in una sorta di ricapitolazione integrata:

    Bankitalia è una società pubblica di diritto privato. E lo è dagli anni ’30 del secolo scorso, quando l’ente fu aperto agli istituti di credito privati, dopo che l’Italia era entrata di fatto in default tecnico, per garantire una copertura (ed assicurare un canale di vendita) alle emissioni di titoli di Stato.
    Prima dell’attuale riforma, Banca Italia valeva 200.000 euro; adesso vale 7 miliardi ed il valore delle sue azioni è ancorato ad un differenziale certo e non più discrezionale come invece accadeva in passato.
    Ciò detto, il provvedimento (che si configura come un sottoprodotto di “finanza creativa”), se la UE e massimamente Olli Rehn non ci mettono lo zampino, ha ottime finalità. Si tratta infatti di un’operazione contabile che genera liquidità a costo zero.
    Innanzitutto, permette agli istituti di credito di ricapitalizzarsi senza traumi eccessivi e quindi di superare i famigerati ed incombenti “stress-test” imposti da Strasburgo.
    Gli obiettivi sono evidenti, almeno per chi li vuole vedere:
    Allentamento della morsa del credit-crunch attraverso una ritrovata liquidità bancaria.
    Salvaguardia del sistema creditizio italiano, sul quale fino a prova contraria si reggono famiglie ed imprese.
    Creazione di consistenti plusvalenze che, opportunamente tassate, genereranno per lo Stato un gettito aggiuntivo ed imprevisto di circa un miliardo di euro da iscrivere a bilancio (e scusate se è poco!), senza dover tagliare servizi o emettere nuove tasse.
    Diversamente, alcune delle principali banche italiane potrebbero non superare i c.d. “stress test”, che così come sono stati confezionati sono uno scandalo che grida vendetta. Ma questo è un altro discorso.
    Di conseguenza, stringerebbero ancor di più i rubinetti del credito e incrementerebbero i costi dei “servizi bancari”, a tutto svantaggio dell’utente medio.
    Cosa ben più grave, avrebbero un disperato bisogno di ricapitalizzarsi. E detta in maniera semplicistica, allora sì che graverebbero sul bilancio dello Stato che dovrebbe finanziare le banche coi soldi pubblici, iscrivendo il prestito erogato come un debito messo a bilancio che inciderebbe sul “patto di stabilità” sforando il tetto del 3% e verrebbe registrato come un nuovo disavanzo sul debito pubblico, con tutto ciò che comporta: svalutazione dei titoli del Tesoro e aumento dello spread, sanzioni UE, crescita del rischio insolvenza, tagliola dell’ESM e, dulcis in fundo, l’arrivo in Italia della famigerata Troika.
    Però in questo modo il Grullo potrà gridare al default e compiacersi di aver contribuito a far avverare le sue profezie apocalittiche. Sulla pelle degli italiani.
    Certo, se l’obiettivo è “nazionalizzare” la banche italiane, che così eccezionali risultati sta portando in Argentina e Venezuela, allora è tutto un altro discorso…!
    Ciò detto, e a tal proposito, se Banca Italia dovesse rilevare la quota eccedente il 3% delle azioni possedute da privati, dov’è il problema?!? Nazionalizzare non vuol dire rastrellare in mani pubbliche (e la governance di Banca Italia lo è) tutti i titoli di proprietà? O forse si pensava all’esproprio proletario?!?

    […] Se la Banca d’Italia è un ente di diritto privato, già sotto controllo azionario delle banche private, come fa ad essere “privatizzata”?
    Le azioni rivalutate (erano ferme al 1936!) sono già proprietà di istituti privati. In realtà Bankitalia e Stato non spostano un solo centesimo a favore dei privati. Si limitano ad aggiornare il valore delle quote già detenute dai privati e tassarle in proporzione.
    Non un soldo pubblico va alle banche. Nessuna cassa d’oro parte fisicamente dal Ministero del Tesoro per raggiungere i villoni di qualche grasso banchiere!
    Sono operazioni di mera “estetica” contabile, nella ridefinizione di asset azionari nell’ambito del financial accountig. A suo modo, si potrebbe definire una forma di “cash flow” finanziario.
    Nessun contributo statale, nessun finanziamento, nessuno storno di soldi pubblici. E se in conversione in legge del decreto verrà recepito anche l’emendamento inerente la cessione delle quote azionarie, non si pone neanche il problema del controllo di organismi terzi extranazionali.
    Dunque, ancora una volta dov’è il problema e dove lo scandalo?!?

    […]Il decreto NON era assolutamente incostituzionale (mi pare si giochi e si abusi un po’ troppo dell’aggettivo): con il miliardo recuperato dalla tassazione dei rendimenti azionari, si copre il mancato gettito dall’eliminazione della II rata dell’IMU.
    Più collegati di così..!

    Stessa cosa dicasi su Laura Boldrini e l’utilizzo della “tagliola parlamentare”:

    La “ghiglottina” (o “tagliola” che dir si voglia) non se l’è inventata la presidente Boldrini, che si è limitata semplicemente ad applicare una norma prevista dal regolamento parlamentare e per di più in vigore da quasi una ventina di anni.
    La norma è stata sottoscritta e votata in ambito parlamentare, per limitare il ricorso esasperato a quello che viene definito “ostruzionismo violento” (e non saprei come altro definire quello del M5S) volto a paralizzare l’attività parlamentare e boicottare le normali procedure legislative. Alla povera Boldrini il discutibile onore di applicare per la prima volta una norma ‘antica’, per il semplice motivo che mai prima ad ora si era assistito ad una pratica violenta come quella degli ensiferi. D’altronde, tre giorni di caciara gratuita nei quali si sono scatenati i bimbiminkia del moVimento bastavano e avanzavano.
    L’assalto ai banchi della Presidenza e l’occupazione fisica delle Commissioni si commenta da sola.

    […] Alla Camera non esiste un regolamento ad hoc sulla “tagliola” (non v’era mai stato bisogno di applicarla prima), ma niente ne esclude l’estensione. E’ una norma interpretativa; secondo me bene ha fatto la Boldrini ad applicarla.

    Verissimo che questa classe politica è tra le più indegne che la storia repubblicana ricordi, ma se l’alternativa sono dei “populisti rabbiosi” (ipse dixit!) che sembrano copiare i loro interventi dal Mein Kampf, pur con tutte le riserve, preferisco tenermi l’usato sicuro.

    P.S. Nel post in oggetto (QUI?) non si parlava di complotti massonici (non rientra nei nostri generi), ma delle analogie tra il programma berlusconiano e quello piduista, a cui il Papi si è sicuramente ispirato non per attuare chissà quale cospirazione, ma perché evidentemente non ne aveva in mente altri. E su quanti punti siano simili se non addirittura identici. La P2 di Licio Gelli è stata sciolta come associazione a delinquere con finalità eversive e antidemocratiche. Per sillogismo, il Berlusconismo facendo proprie le medesime istanze, si pone sullo stesso piano ideale.
    La massoneria in quanto tale ci interessa poco o per nulla.

    • Ho letto le vostre risposte ed i link e vorrei precisare che la mia intenzione principale è quella di capire.
      Non ho tali conoscenze che mi possano permettere di addentrarmi i tecnicismi bancari quindi ribadisco la mia intenzione.
      Al momento andare in giro per strada affermando che questo regalo non c’è stato o non esiste è quantomeno incauto; c’è chi a sentirtelo dire si limita a ricoprirti di merda e a darti del difensore della kasta sino a quello un pò più discolo che prenderebbe il forcone.
      Quindi, per la mia incolumità, dovrei almeno provare a motivare tali “bestemmie filogovernative”.
      Ad un punto ci sono arrivato e siamo tutti daccordo: Dalle casse dello stato non esce un soldo. OK. Lo Stato incassa un miliardo con cui copre l’IMU, giusto.
      “Operazione contabile che genera liquidità a costo zero”.
      Bene… Ma a queste argomentazioni mi viene risposto che il regalo consiste nell’aver aumentato il valore delle azioni detenute dalle banche private che vendendole avranno i loro guadagni, a cui si va a sommare l’inculata che sarà poi lo Stato italiano ad acquistare le eccedenze del 3% che non troverà acquirenti, operazione che al momento non trova giustificazione ed alcuna urgenza.

  5. Il Ribelle Says:

    Dato che la questione è di assoluto interesse ci tenevo a sottolineare qualche punto:

    “Se la Banca d’Italia è un ente di diritto privato, già sotto controllo azionario delle banche private, come fa ad essere “privatizzata”?”

    In realtà anche se le azioni di Bankitalia sono nelle mani dei privati, il controllo NON E’ nelle mani dei detentori delle azioni, appunto perchè Bankitalia è a statuto speciale, a controllo di un’entità a parte.

    Quindi, la proprietà di Bankitalia è delle banche che ne hanno le azioni ma non ne hanno il controllo.

    Tanto per fare ulteriore chiarezza (come già evidenziato da Sendivogius) non è stato venduto nulla, non è stato privatizzato nulla, nulla è cambiato nella quota parte di azioni in mano ai privati.

    Anzi ora i privati dovranno vendere le quote eccedenti al 3%, in un’ottica di redistribuzione delle azioni, condivisibile, in quanto nessun privato avrà più 3% di Bankitalia in mano. (ora alcuni “pacchetti” superano il 38%)

    “Non un soldo pubblico va alle banche. Nessuna cassa d’oro parte fisicamente dal Ministero del Tesoro per raggiungere i villoni di qualche grasso banchiere!
    Sono operazioni di mera “estetica” contabile, nella ridefinizione di asset azionari nell’ambito del financial accountig. A suo modo, si potrebbe definire una forma di “cash flow” finanziario.”

    Su questo punto vorrei fare ulteriore chiarezza.

    Per la ricapitalizzazione delle azioni (i fatidici 7 miliari) sono stati usati i “Fondi Statutari”.

    I fondi Statutari sono una percentuale dei depositi, una “riserva frazionaria” che una banca accantona, entro un massimale stabilito per legge.

    Questi fondi vengono alimentati dagli utili della banca stessa. Quindi una parte degli utili verra distribuita agli azionisti (i privati) ed una parte viene
    accantonata e messa dentro questi “Fondi Statutari” dentro questa riserva frazionaria.

    I fondi statutari vengono per esempio utilizzati quando la banca va in perdità per “tappare i buchi”.

    Una parte consistente degli utili andrà allo stato. E’ qui che occorre fare una riflessione. Cambierà questa parte di utili dopo questa operazione? Lo stato ci guadagnerà di meno?

    Saccomanni dice che non ci saranno variazioni “consistenti nei flussi”, i più critici danno delle oscillazioni intorno al +/-5%, tutto sommato contenute.

    Per chiarezza, i fondi statutari non possono essere assolutamente utilizzati dal tesoro perchè di proprietà di Bankitalia e quindi degli azionisti.

    I fondi statutari non sono ASSOLUTAMENTE SOLDI PUBBLICI, sono soldi di una società per azioni privata, controllata in modo indipendente, regolamentata dallo Stato.

    Non è stato aumentato il debito pubblico per finanziare l’operazione, non è stato privatizzato nulla, non è stato tagliato nulla dalla spesa, non sono
    aumentate le tasse, non sono state intaccate le riserve auree o i fondi speciali.

    L’operazione è quindi semplicemente lo spostamento di soldi dalle riserve “private” della banca stessa al capitale societario della banca medesima.

  6. Il Ribelle Says:

    “Ho letto le vostre risposte ed i link e vorrei precisare che la mia intenzione principale è quella di capire.”
    Non ho tali conoscenze che mi possano permettere di addentrarmi i tecnicismi bancari quindi ribadisco la mia intenzione.”

    Ciao Nino, apprezzo veramente in modo sincero questo tipo di atteggiamento, da parte mia troverai sempre massima disponibilità, finchè l’atteggiamento sarà quello di scambio di informazioni con la predisposizione ad ascoltarsi a vicenda.

    “Al momento andare in giro per strada affermando che questo regalo non c’è stato o non esiste è quantomeno incauto; c’è chi a sentirtelo dire si limita a ricoprirti di merda e a darti del difensore della kasta sino a quello un pò più discolo che prenderebbe il forcone.
    Quindi, per la mia incolumità, dovrei almeno provare a motivare tali “bestemmie filogovernative”.”

    Guarda, io purtroppo per carattere non sono molto diplomatico (Sendivogius ne sa qualcosa, e mi scuso con lui se a causa mia si è dovuto beccare gli insulti di un altro, che invece dovevano essere rivolti solo a me).

    Quando vengo aggredito, quando le faccende puzzano di imbroglio, o semplicemente mi scontro con ottusità disarmanti, reagisco malamente e non sono più disposto a nessun tipo di dialogo. Perchè non faccio il politico e non devo convincere nessuno. Perchè se qualcuno tenta di ‘ricoprirmi di merda’ parto all’assalto come una furia. Quindi, tento sempre di evitare situazioni dove so che inevitabilmente si arriverà alla degenerazione (anche se a volte ci casco, devo riconoscere)

    “Ad un punto ci sono arrivato e siamo tutti daccordo: Dalle casse dello stato non esce un soldo. OK. Lo Stato incassa un miliardo con cui copre l’IMU, giusto. Operazione contabile che genera liquidità a costo zero.”

    Perfetto

    “Bene… Ma a queste argomentazioni mi viene risposto che il regalo consiste nell’aver aumentato il valore delle azioni detenute dalle banche private che vendendole avranno i loro guadagni, a cui si va a sommare l’inculata che sarà poi lo Stato italiano ad acquistare le eccedenze del 3% che non troverà acquirenti, operazione che al momento non trova giustificazione ed alcuna urgenza.”

    Ok, facciamo un passo alla volta.

    Le banche avranno degli indubbi benefici perchè si ritroveranno in mano della liquidità a cui precedentemente non avevano accesso. Vendendo le quote eccedenti al 3% avranno un surplus di liquidità.

    A questa liquidità non avevano accesso perchè, pur essendo le banche private i proprietari di Bankitalia non ne hanno il controllo. Quindi non ne hanno il controllo dei fondi frazionari, anche se ne sono i proprietari.

    Passo successivo, se non vendono le quote che succede?

    A questo punto le ricompra Bankitalia. Con quali soldi, con soldi pubblici li compra il tesoro?

    NO, li ricompra Bankitalia, utilizzando i fondi frazionari, sempre soldi di Bankitalia, sempre soldi di proprietà delle banche, soldi con cui il tesoro non centra nulla.

    Questa sarà comunque una operazione transitoria, perchè poi Bankitalia provvederà a ‘sterilizzare’ queste quote comprate ovvero le rimetterà sul mercato, le rivenderà e metterà nuovamente nei fondi frazionari il ricavato delle vendite.

    Ora provo a fare l’avvocato del diavolo.

    Il patrimonio di Bankitalia sono capitale azionario+riserve.
    C’è chi dice che il Fondo Statutario non sia di proprietà di bankitalia ma sia un fondo pubblico.

    Quindi avremmo un fondo che, non è accessibile dal tesoro, non può entrare nei bilanci statali in nessun modo, è di proprietà di Bankitalia (la cui proprietà è privata), è stato creato da Bankitalia negli anni, ma è
    PUBBLICO.

    Oppure c’è chi dice che dato che La Banca d’Italia è un istituto di diritto pubblico, allora posso usare le riserve frazionarie statutarie come mi pare…

    Questo mi stona non poco. Poi se mi sbaglio e questo fondo può essere utilizzato dal tesoro sono aperto a discutere sul tema.

    E poi vedo che il fondo statutario tende ad essere confuso con le riserve auree, di proprietà della Stato (quindi pubbliche, bankitalia non le può toccare), ma custodite da Bankitalia.

    Ora torniamo al principio. E’ stata fatta una operazione che fornisce liquidità alle banche (importanti visto il passato credit crunch) senza salvataggi di stato (che consitono in soldi del tesoro che vanno alle banche quindi soldi pubblici che vanno nei forzieri delle banche), senza
    aumento del debito, senza aumento di tasse senza tagli alla spesa, senza vendere o privatizzare nulla.

    Certo se si vogliono criticare le banche italiane sono il primo a mettermi in fila, perchè non sono riuscite a garantire l’accesso al credito durante la
    crisi aggravando la situazione delle imprese (ed i soldi dalla BCE se li prendevano eccome), fondamentale in una economia liberale e capitalista come la nostra. E perchè di investimenti “ad cazzum” ne hanno fatti a bizzeffe.

    Ma agire in tutti i modi per distruggerle, per farle fallire (hanno i soldi degli italiani, non lo dimentichiamo) non mi sembra un atteggiamento lungimirante.

    Più che altro mi domanderei: come impedire alle banche di fare cazzate senza le farneticanti ipotesi di nazionalizzazione?

    L’unione bancaria è una buona strada e battersi a tutti i livelli (questa è la mia posizine poi ognuna ha le sue ricette), perchè sia sempre più radicale e condivisa.

    Unal ultima cosa:

    Se mi dovevo incazzare, lo avrei fatto sicuramente perchè il PD ha ceduto alla richiesta della destra di minimizzare l’IMU. Perchè la tassa sulle proprietà è l’unica patrimoniale possibile e perchè, quei 900 milioni di Euro li potevo spendere in modo molto più saggio…

  7. Il Ribelle Says:

    Complichiamo ancora un pò la faccenda (solo per i volenterosi eh? non è fondamentale):

    Dall’attuazione del nuovo decreto risulterà che la riserva frazionaria, il fondo statutario, non sarà più di proprietà degli azionisti. Diventeranno di proprietà esclusiva dell’amministrazione di Bankitalia. Questo per evitare che qualche azionista di maggiornanza, rivendichi il diritto di proprietà di quei fondi e li sfili dalla Banca.

    Il decreto lo stabilisce in modo definitivo, i fondi non possono essere rivendicati dagli azionisti in nessun modo, anche se gli azionisti sono i proprietari di Bankitalia.

    Quindi le riserve statutarie potranno essere utilizzate, ancora in futuro per le rivalutazioni, o per tappare i buchi, a secondo dell’andamento del mercato e degli utili. E senza la Spada di Damocle del privato che rivendica soldi perchè di sua proprietà.

    E’ inoltre presumibile che le quote avranno un rendimento non inferiore a quello di strumenti analoghi a parità di rischiosità. Questo (insieme alla possibilità delle rivalutazioni) rende i pacchetti azionari Bankitalia molto appetibili sul mercato, per cui la vendita sul mercato o la eventuale ‘sterilizzazione’ non dovrebbero avere problemi.

  8. @ NINO
    Al momento andare in giro per strada affermando che questo regalo non c’è stato o non esiste è quantomeno incauto; c’è chi a sentirtelo dire si limita a ricoprirti di merda e a darti del difensore della kasta sino a quello un pò più discolo che prenderebbe il forcone.”

    Il c.d. “Decreto Bankitalia” non è il migliore dei provvedimenti possibili: è raffazzonato nella forma e presenta, come giustamente rilevato, lacune da chiarire… Ciò non toglie che possa essere integrato (e ‘migliorato’) con provvedimenti successivi. Ma nella sostanza, personalmente (e per quello che vale il mio giudizio), trovo che le intenzioni siano buone e, a loro modo, più che motivate.
    D’altronde, il Ribelle spiega abbastanza bene (forse con qualche difficoltà per i “non addetti ai lavori”) l’utilizzo delle riserve frazionarie sull’eventuale acquisizione delle quote eccedenti.

    Per il resto, le tue valutazioni non fanno una piega. E al contempo dimostrano, quanto siano strumentali certe polemiche, e viziate da una pregiudizialità, con una distorsione di fondo, che la dice lunga sull’irrazionalità (e la faziosità) di masse che non si interrogano e meno che mai approfondiscono nei dettagli la questione, ragionando piuttosto per stereotipi e muovendosi per slogan, nella semplificazione estrema a cui molti media non sono affatto estranei.
    Le tue obiezioni sono la prova provata che, se solo lo si vuole, si può e si deve andare oltre una visione ideologica fortemente pregiudiziale, pur mantenendo intatte le proprie riserve critiche.
    E’ la differenza fondamentale che, secondo me, intercorre tra chi ha posizioni motivatamente a Sinistra (come te) e chi invece si lascia irretire, senza farsi troppo domande, dalle sirene del nuovo qualunquismo populista. Populismo che in assenza di strumenti interpretativi, e capacità critiche, a fronte di una ignoranza abissale proporzionale solo alla presunzione di arroganti analfabeti, supplisce, con l’insulto e l’offesa personale e l’invettiva violenta, l’incapacità di sostenere qualsiasi posizione in assenza di altre argomentazioni.
    A tal proposito, se mi perdoni lo ‘snobbismo’, riservo il dialogo ed il confronto con le persone della tua intelligenza…
    Al cospetto di forconisti, dei grillisti, esaltati vari, per me vale sempre l’aforisma di Arthur Bloch: “non discutere mai con un imbecille; il pubblico potrebbe non notare la differenza”.
    Motivo per cui seleziono sempre gli interlocutori, evitando di sprecare tempo e fatica con la categoria summenzionata.
    Si vive meglio e non ci si fa il sangue amaro.

    Ciò detto, non ho alcuna simpatia per le banche. Ho sempre contestato alla radice il sistema creditizio, così come è concepito (che per me è una forma di usura legalizzata). E reputo la mancata riforma del sistema finanziario, che ha la sua radice nel Credito organizzato, la prima e fondamentale causa della crisi economica attuale. Ma al contempo gli ostensori della “nazionalizzazione delle banche”, perché questa è la soluzione che viene prospettata da grillini & affini, che poi è un vecchio cavallo di battaglia del fascismo e dei nazionalpopulisti (leggi neo-nazisti), mi devono spiegare dove sarebbe il risparmio dello Stato e quali le garanzie in conto capitale, nell’esproprio degli istituti di credito privati e nella rifondazione pubblica dei loro debiti bancari. Anche perché i grandi investitori privati, dinanzi a queste operazioni fuggono via a gamba levate, ritirando tutti i lori capitali (privati).
    Se poi la motivazione risiede nel ricondurre le Banche Centrali alla precedente dimensione keynesiana: privilegiare le politiche di crescita economica e occupazionale, archiviando la funesta parabola della stabilità monetaria di scuola monetarista (Friedman e Mundell), allora è tutto un altro discorso da portare avanti…
    Ma temo che gli ipercritici talebani al decreto Bankitalia non sappiano nemmeno di cosa stiamo parlando.

  9. Keynesiano Says:

    Sendivogius sei quasi perfetto nell’analisi ma usciamo dal topic, facciamo un giochino, se fossi tu al governo quali sono le prime tre cose che faresti?

    • Quesito molto impegnativo il tuo, che nella mia (infima) posizione di assoluta irrilevanza ho il privilegio di non dovermi porre..:)
      E comunque, così su due piedi, proviamoci pure…

      In un contesto fortemente globalizzato, dove le politiche nazionali non possono essere più discinte dall’ambito dell’interazione allargata in ambito UE, ogni azione di governo deve necessariamente passare per gli organismi comunitari di Bruxelles, e dunque:

      1) Ritengo imprescindibile passare attraverso una radicale revisione dei trattati europei (a partire dal “Patto di Maastricht”), che forse andavano bene 25 anni fa quando furono sottoscritti, ma che sono diventati un insostenibile capestro nella gestione (fallimentare) della crisi attuale.
      In tal senso, ritengo vada completamente rivista (e se possibile rigettata) l’intera impostazione monetarista (che fa molto Chicago Boys), col reaganismo economico de ‘Noantri nella sua versione neo-thatcheriana. Che poi è stata la politica economica prevalente delle varie destre ‘liberali’, egemoni in Europa da almeno un ventennio. Quindi, secondo me, andrebbero completamente denunciate le politiche rigoriste di “austerity”, con la riscrittura dei trattati di stabilità e la veloce archiviazione del famigerato “fiscal compact”, che da noi il lungimirante consociativismo allargato tra conservatori e socialdemocratici ha pensato bene di iscrivere addirittura nella Costituzione. E ciò è avvenuto, come se non bastasse, su imposizione (esogena) di un governo tecnocratico, il Monti-Fornero, senza alcuna legittimazione elettorale, le cui anomalie all’ordinamento democratico vigente non sono mai state approfondite abbastanza.
      Contro i diktat teutonici e l’oligarchia dei commissari UE, ciò passa attraverso l’esercizio del fondamentale diritto di veto, che l’Italia ha ma che finora non ha mai esercitato, convinta com’è che per avere voce in capitolo bisogna prima svolgere i famigerati “compiti a casa”, sotto dettatura di Strasburgo… Cosa che a me ricorda lo stesso principio alla base del motto “Arbeit macht frei”: il modo migliore per crepare più in fretta nei campi di lavoro coatto.
      Questo se si vuole che la UE sia una unione di stati sovrani di pari dignità e non una sorta di Lebensraum per la ritrovata egemonia tedesca, che di fatto plasma le politiche europee a suo esclusivo vantaggio, in una dimensione che per molti aspetti assomiglia ad una forma di neo-colonialismo. E la Germania di frau Merkel il suo diritto di veto lo esercita eccome!
      Diversamente, così com’è impostata, la UE non ha ragione di esistere ed alla lunga le sue imposizioni diventano un fardello insostenibile, in una degenerazione sociale ed economica e democratica che non ha precedenti dagli anni ’20 del secolo scorso. E sappiamo come è andata a finire. Se non si inverte il ciclo di un declino innescato da una ideologia ultraliberista e per troppo tempo dominante in Europa, tanto vale a questo punto che crolli pure l’intera baracca.

      2) In ambito nazionale, be’ credo tutti gli sforzi vadano concentrati nel rilancio dell’economia reale e nel recupero dei livelli occupazionali, con la creazione di posti di lavoro di “qualità”.
      Quindi serve una politica massiccia di investimenti, che in tempi di stagnazione economica e di rischi di deflazione, solo uno Stato può garantire con interventi pubblici mirati. Abbiamo visto come la longa manus (tutt’altro che “invisibile”) del Privato si sia mossa in questi anni, simili più ad una ruspa impegnata a drenare ricchezze e dissodare il welfare piuttosto che creare sviluppo.

      3) Una riforma draconiana della Giustizia civile, con riduzione dei tempi di giudizio, l’applicazione di norme semplici e sentenze certe in tempi ragionevoli. Perché non c’è giustizia senza certezza del diritto e perché un imprenditore privato non può vedere dissolvere i suoi investimenti nei fumi di mille contenziosi amministrativi, attendendo i tempi biblici della giustizia italiana.
      Sono inefficienze che in pratica rendono nullo il recupero dell’evasione fiscale, ed il perseguimento dei reati finanziari, e la violazione delle norme in termini di concorrenza e rispetto delle regole. Di fatto si penalizza l’imprenditore onesto, che resta schiacciato a tutto vantaggio dei “furbi”.

      4) Liberalizzazione delle licenze commerciali e degli Ordini professionali, che finora rispondono più ad un principio corporativo di protezione clanica, piuttosto che ad una tutela degli associati.
      Revisione del sistema di tassazione e contribuzione delle partite IVA, perché non è possibile che un ragazzo di 30 anni arrivi a versare fino al 90% (tra tasse e tributi e contributi) di quello che guadagna in un anno.
      Nessun patteggiamento, o concordato, o condono, nei confronti di evasori fiscali conclamati e recidivi (maggior tolleranza invece per l’elusione fiscale), ma confisca dell’attività e sequestro dei beni a compensazione della somma evasa con l’applicazione di una multa maggiorata e non “conciliabile”.
      Massima severità nei confronti delle diffusissime e micidiali truffe sul falso recupero dei Crediti IVA (la vecchia “truffa carosello”): il reato preferito dai grandi trust industriali.
      Redistribuzione delle somme sequestrate, tra imprenditori onesti e che creano occupazione stabile, con forme di detassazione e agevolazioni fiscali progressive. Il disavanzo andrebbe per l’appunto compensato con le somme recuperate nella lotta anti-evasione.
      Lotta senza quartiere, pretendendo il coinvolgimento degli organismi UE, dei c.d. paradisi fiscali. A partire da quelli presenti e tollerati all’interno della stessa Unione: Lussemburgo, le varie enclave a statuto speciale presenti in GB (isole e isolotti specializzati in operazioni offshore e OTC), ma anche Olanda.
      Uniformità del sistema fiscale, con redistribuzione di oneri e benefici, a livello comunitario con una struttura omogenea, perché non è possibile che la UE concordi politiche comuni solo quando c’è da smantellare i servizi sociali e svendere patrimoni pubblici, e mai quando invece c’è da effettuare controlli legali ed eliminare sperequazioni in ambito economico e finanziario.

      Queste sono alcune delle cose che io farei nell’immediato e che rimarranno per l’appunto un mero giochino… un divertissment estemporaneo tra noi… E t’ho aggiunto pure più di 3 punti programmatici..;)

  10. Il Ribelle Says:

    “Nessun patteggiamento, o concordato, o condono, nei confronti di evasori fiscali conclamati e recidivi (maggior tolleranza invece per l’elusione fiscale)…”

    Condivido assolutamente la prima parte relativa all’evasione fiscale, invece, perchè maggiore tolleranza nei confronti dell’elusione fiscale?

    Per quale motivo si dovrebbe essere più tolleranti nei confronti dell’elusione?

    • Perché rispetto all’evasione fiscale, l’elusione ha una gravità di gran lunga minore e non ha la stessa valenza penale. Spesso e volentieri sfrutta i vulnus giuridici all’interno del sistema amministrativo e tributario, senza violare esplicitamente la norma giuridica. E come spiegato dallo stesso Sole24Ore:

      L’elusione è il meccanismo attraverso il quale il contribuente mira a evitare, ricorrendo a opportune scappatoie, il prelievo tributario a suo carico. Il fenomeno consiste nello sfruttamento delle smagliature delle norme tributarie al fine di realizzare un consistente risparmio d’imposta. Ad esempio, per conseguire un certo risultato economico, un soggetto può adottare in luogo della prevista forma contrattuale tipica una forma contrattuale anomala che raggiunga gli stessi effetti con un minor carico fiscale.”

      L’evasione fiscale è un comportamente illecito, in esplicita e dolosa violazione della legge.
      L’elusione, come suggerisce la parola stessa, non elide ma elude (spesso in forma legale) determinati vincoli della norma tributaria, pur rispettandone formalmente l’impianto. E nei casi più comuni, si configura come una forma di “abuso di necessità”. Non che io lo giustifichi.
      Ma vista l’estensione del fenomeno dell’evasione concentrerei la repressione su questo, e farei rientrare l’elusione con forme di semplificazione tributaria, ponendo una maggior attenzione allo stato patrimoniale delle piccole imprese strozzate dal mancato rientro dei crediti (che per sopravvivere per l’appunto ricorrono all’elusione).

      • Il Ribelle Says:

        “Lotta senza quartiere, pretendendo il coinvolgimento degli organismi UE, dei c.d. paradisi fiscali. A partire da quelli presenti e tollerati all’interno della stessa Unione: Lussemburgo, le varie enclave a statuto speciale presenti in GB (isole e isolotti specializzati in operazioni offshore e OTC), ma anche Olanda.”

        Però quello che dici va un pò in contrasto con quello che affermi qui. L’utlizzo di paradisi fiscali è il classico esempio di elusione fiscale (in questo caso internazionale).

        E di solito chi riesco ad “eludere” il fisco, non sono piccolo imprese. ma grosse imprese con sedi multiple, che con il gioco delle tre carte riescono ad eludere il fisco (tipo grosse imprese che aprono ditte fantoccio o la compravendita e la fusione di imprese, con i soldi della stessa).

        “ponendo una maggior attenzione allo stato patrimoniale delle piccole imprese strozzate dal mancato rientro dei crediti (che per sopravvivere per l’appunto ricorrono all’elusione).”

        Io direi che ricorrono sempre all’evasione, non all’elusione.
        Per esempio, vendere un prodotto e non emettere fattura è evasione ed è punibile dalla normativa sull’evasione fiscale.

        Un esempio dell’attuazione dell’elusione fiscale la realizza il collosso del commercio on line che tutti conosciamo, che fattura milioni di euro in italia, ma posiziona la sua sede legale nel Lussemburgo, in modo da pagare solo una piccolissima parte di tasse in Italia, e non essere soggetta a tutti i controlli anti-riciclaggio a cui sono soggette le imprese con sede legale in italia.

        Certo, l’elusione fiscale è più difficile da individuare, e come dici tu le normative vigenti non aiutano. Sull’elusione, sono indispensabili azioni e leggi internazionali condivise (dagli stati che non ci marciano su ovviamente!).

        Secondo me (è una mia opinione) è una delle vere sfide che gli Stati devono intraprendere, se vogliono ottenere una redistribuzione della ricchezza e una attenuazione delle differenze sociali.

  11. Keynesiano Says:

    Onestamente faccio fatica a risponderti, sei troppo bravo, sei molto aggiornato e preparato e mi piacerebbe sapere da quali fonti attingi .

    Il tuo “punto uno” mi sembra però troppo utopistico…io opterei per una scelta temporanea, la quale preveda l’esclusione dal deficit nazionale della quota che noi versiamo alla solidarietà europea – circa 50 miliardi – e usare quelle risorse per investimenti pubblici straordinari.

    Il “punto due” è condivisibile ma in particolare cosa intendi per la creazione di posti di lavoro di “qualità”? Quali sarebbero secondo te e in quali settori puntare?

    Il “punto tre” mi sembra anch’esso utopistico e comunque richiede una mole di investimenti notevoli per accellerare i tempi della giustizia ma anche per semplificare le norme e renderle più facilmente applicabili non è cosa facile. Inoltre… nell’applicazione, la certezza interferisce quindi con la positivizzazione del diritto, con l’alternativa tra rigidità e flessibilità delle norme, con l’interpretazione e in particolare con l’interpretazione evolutiva, con il sistema delle fonti e la tecnica della redazione degli atti normativi, con la retroattività della legge, con il divieto di discriminazione, con la effettività delle norme, anche in caso di violazioni, con i tempi della giustizia.

    Il “punto quattro” sono un pò di anni che se ne parla dal maggio del 1996 con più insistenza, ma con pochissimi risultati. Io mi accontenterei per ora di una reale e robusta liberalizzazione della benzina/gasolio ed altro… ma ahimè sul carburante si addensano sempre le nubi di accise ad hoc e non… che la vanificherebbero.

    • Il Ribelle Says:

      “io opterei per una scelta temporanea, la quale preveda l’esclusione dal deficit nazionale della quota che noi versiamo alla solidarietà europea – circa 50 miliardi – e usare quelle risorse per investimenti pubblici straordinari.”

      50 miliardi, annui, che versiamo alla solidarietà europea?

      Assolutamente falso.

      Potrei sapere, cortesemente, dove sono stati presi questi dati?

    • ;) be’, direi tu sia molto più bravo e preparato di me…
      Tuttavia mi permetto, con assoluta benevolenza e massima modestia, solo una piccola precisazione inerente la detrazione dei “50 miliardi dal deficit nazionale”, che credo siano quelli presuntivamente relativi al finanziamento del maccanismo di stabilità europeo (ESM), in aggiunta alle risorse finanziarie da drenare per il rispetto dei parametri del Fiscal Compact.
      Ad essere pignoli, l’Italia dovrà versare al ESM (o MES che dir si voglia) la bellezza di 125 miliardi di euro entro la fine del 2014. Di per se stessa è una cifra mostruosa. Ma è anche vero che tale somma costituisce un credito di garanzia (che matura interessi), con la sottoscrizione di un consistente pacchetto azionario (l’ESM è una organizzazione di diritto privato) in quote di partecipazione che, dato il contributo erogato, conferiscono all’Italia un ruolo decisionale di prim’ordine sulla gestione dei fondi raccolti.
      Si possono criticare un’infinità di aspetti del ESM, che di pecche ne ha iosa, ma sarebbe improprio parlare di “deficit di bilancio” in riferimento al meccanismo di stabilità.
      In merito al Fiscal Compact ed al raggiungimento della “parità di bilancio”, personalmente non contesto tanto il principio quanto i tempi ed i metodi… Si potrebbero introdurre delle dilazioni, rendere più elastici i vincoli del c.d. “patto di stabilità”, introducendo delle deroghe in rapporto all’andamento del PIL, del tasso di crescita interno, e delle sofferenze contabili dei bilanci statali, senza strangolare l’economia reale, dissanguare la popolazione e “commissariare” la democrazia (come per esempio sta avvenendo in Grecia e Portogallo, che i compitini a casa li fanno tutti, ritrovandosi ogni volta peggio). Grecia, Portogallo, ma anche Spagna e Irlanda, non hanno il potere di condizionare le decisioni in ambito UE, né sono indispensabili a prescindere per la tenuta dell’Unione. Ma l’Italia sì. Sarebbe ora che esercitasse il potere, assolutamente non irrilevante, di cui dispone. E poco male se dovesse assomigliare ad una forma di “ricatto”… Non sarebbe molto dissimile da quello abbondantemente esercitato da Olanda, Finlandia, Germania, e la cara Old England, ogni volta che si profilano per loro oneri comunitari non graditi.

      Su cosa intendere per “posti di qualità”, la spiegazione è abbastanza semplice: lavoro stabile, continuativo, garantito, sicuro.
      Certo non la cinquantina di contratti flessibili ed atipici attualmente vigenti, tra lavori “somministrati” o “intermittenti” con contratti volti al ribasso, o al minimo salariale, della durata di pochi mesi, quando non di pochi giorni.
      Con ‘sta roba di sicuro un contratto di affitto non te lo puoi permettere, meno che mai un mutuo. Non spendi (se non l’indispensabile); non consumi; non avvii un vero progetto di vita; non rischi e non investi. Il contributo principale che l’economia reale ne ricava è la stagnazione dei consumi, incremento dei fenomeni deflattivi, paralisi economica.
      Consumi bassi, per bassi investimenti, per occupazione ridotta al minimo e nessun rilancio.
      Altresì, “posti di qualità” non vuol dire cinesizzazione delle maestranze, giocando al ribasso salariale in un dumping sociale con prezzi alla vendita però invariati.
      Posti di qualità vuol dire investire sui saperi, puntare su livelli professionali elevati, sulle specializzazioni, e (sarò retorico) anche e soprattutto sull’immenso patrimonio artistico e culturale di cui l’Italia dispone. Per apprezzarlo e valorizzarlo, bisogna al contempo puntare su un’Istruzione (pubblica) che instilli l’amore per la Cultura, con la quale (se si ha l’intelligenza di farlo) si mangia eccome!
      Ma in Italia sembra che l’intero sistema sociale e scolastico sia finalizzato alla produzione di zombies semi-analfabeti e senza alcuna competenza specifica, da avviare alle catene di montaggio ed alle pulsantiere di linea (gente che non pensa, ubbidisce e non protesta). E da rottamare dopo averli sfruttati al massimo, per “delocalizzare” alla ricerca di nuovi schiavi.
      Così non muore solo l’economia, ma un intero Paese.

      In merito alla riforma del sistema giudiziario, la tua formazione giurisprudenziale è evidente ed io non metto bocca..:)
      Mi limito ad osservare che per sveltire le pratiche in corso, forse, un buon contributo potrebbe essere fornito dalla digitalizzazione informatica. E che certo servirebbero più magistrati e più tribunali. E magari un po’ meno “giudici di pace” che, lavorando a cottimo, hanno tutto l’interesse ad istruire più cause possibili.
      Mi sembra che negli ultimi anni si sia agito in senso diametralmente opposto.

      Personalmente, non mi accontenterei soltanto di una liberalizzazione alla vendita dei carburanti (ci aveva provato invano il duo Prodi-Bersani e per poco non li linciavano), ma sarebbe comunque un buon inizio. Peccato che col pagamento delle accise noi finanziamo ancora la Campagna d’Abissinia e la Guerra di Spagna (1935-36)… Ed è tutto dire!

  12. Il Ribelle Says:

    “50 miliardi dal deficit nazionale”, che credo siano quelli presuntivamente relativi al finanziamento del maccanismo di stabilità europeo (ESM),”

    Ma no….quei 50 miliardi non esistono!
    Qualcuno lo ha deliberatamente estratto dal fiscal compact, dove ci si impegno a diminuire il rapporto debito/Pil ogni anno per la quota realtiva ad 1/20 dell’ecedenza rispetto al 60% di rapporto debito/pil….

    Ed è stato detto dai soliti cialtroni che l’Italia dovrà fare ogni anno tagli da 50 miliardi per 20 anni!!!! Assurdo!!!! Impossibile!!!!!!!

    Questi ciarlatani neanche si sono fatti i conti! Secondo il loro ragionamento da decerebrati, la spesa pubblica si azzererebbe nel giro di 16 anni!!!!!!
    Ma per favore……

    il fiscal compact è un assurdo pazzesco in tempi di recessione (contro cui occorre ribellarsi), ma con una crescita al 3%, in condizioni di normalità, si otterrebbe semplicemente senza aumentare la spesa pubblica.

    “Ad essere pignoli, l’Italia dovrà versare al ESM (o MES che dir si voglia) la bellezza di 125 miliardi di euro entro la fine del 2014. ”

    L’Italia versa una piccola quota per la generazione dell’ESM (qualche miliardo) e quei 125 miliardi sono solo la garanzia che l’Italia fornisce in caso di non riscossione dei crediti da parte dell’ESM (la Germania garantisce per 200 miliardi).

    Questo “fondo di garanzia” (che è diverso dal fondo vero e proprio) dell’ESM, permette allo stesso di emettere obbligazioni con tripla A. Quindi l’ESM (un colosso finanziario da 700 miliardi di euro) potrà avere liquidità pagando bassi interessi.

    Ma quei 700 miliardi saranno ottenuti attraverso l’emisssione di obbligazioni sul libero mercato.

    Esempio: salviamo la spagna gli diamo crediti, se la Spagna non fallisce, ridà i soldi e tutto a posto. Se la spagna fallisce allora gli Stati membri dell’ESM si divideranno i debiti (relativi alla quota parte che gli aveva prestato l’ESM) della Spagna insolvente. A quel punto l’Italia (ma anche tutti gli altri) pagherà una quota di quei 125 miliardi.

    E’ importante capire bene la questione, secondo me. Se non sono stato abbastanza chiaro fatemi pure sapere.

    Queste balle assurde sui 50 miliardi di tagli e sui 125 miliardi versati (o da versare), le ha messe in giro quella inetta e incompetente di Lidia Undiemi con la allegra collaborazione di Claudio Messora. E c’è cascato pure qualche giornalista serio, ma che probabilmente non mastica questioni economiche.

    Messora e Undiemi, sono i classici esempi di mistificazione e inettitudine, ignoranza e pochezza tecnica.

    Un mix pericoloso ed esplosivo specialmente se amplificato a dovere dai cialtroni a 5 svastiche.

    • Sì la precisazione inerente le emissioni obbligazionarie dell’ESM ci stava tutta…
      Diciamo anche che i tecnoburocrati UE fanno poco o nulla per farsi comprendere dai cittadini europei, che infatti sono dispensati dal dare qualsiasi legittimazione democratica a questa super oligarchia di Masters of Universe.

      A proposito di trattati europei, accantonamento contabile, e iscrizione a bilancio pubblico dei crediti erogati per salvataggi bancari et similia, qualora ti fosse sfuggito, mi permetto di segnalare un interessante articolo di Luciano Gallino [QUI], che sembra rientrare appieno nel solco della discussione.

      • Il Ribelle Says:

        Prendo sempre volentieri i tuoi preziosi spunti e li leggo con molta attenzione. Dell’articolo proposto alcune cose le condivido e altre no.

        Sicuramente mi sento di condividere pienamente questo:

        “attribuire al Parlamento Europeo dei poteri reali, laddove oggi chi elabora i veri atti di governo è un organo del tutto irresponsabile, non eletto da nessuno, quale è la Commissione europea. Lo statuto della Bce dovrebbe includere la facoltà, sia pure a certe condizioni, di prestare denaro direttamente ai governi, rimuovendo l’assurdità per cui è l’unica banca centrale del mondo cui è vietato di farlo.”

        Certo, qui stiamo parlando di ipotesi serie, problematiche aperte e reali su cui ognuno (con competenza) può dire la sua.

        Nulla a che vedere con la merda populista e maniacale (e fortemente ignorante) a cui ci stanno abituando i deficienti e ottusi seguaci del M5Svastiche, con le loro strampalate e infantili teorie economiche.

  13. Keynesiano Says:

    Grazie per le spiegazioni ma era chiaro anche leggendo su wiki.

    Le informazioni le ho prese qui:

    http://www.corriere.it/economia/12_giugno_11/piani-ue-italia-paghera-48-miliardi_9194b364-b385-11e1-a52e-4174479f1ca9.shtml

    ora siano essi milioni di euro o miliardi il ragionamento non cambia, questi soldi versati da noi prima a EFSF e poi a ESM (o MES)… io mi sono fidato dell’articolo sopra… ulteriore controllo può essere fatto nel sito di “Banca d’Italia finanza pubblica, fabbisogno e debito” se fosse possibile, sicuramente più fattibile della modifica dei parametri di Maastrich, andrebbero tolti dal debito così da abbassare uno dei parametri di Maastricht riportato di seguito, ed avere poi risorse per investimenti pubblici straordinari.

    In sintesi se abbasso il parametro sotto, con l’espediente sopra, ho più margine di manovra…

    – Rapporto tra deficit (o debito) pubblico e PIL non superiore al 3%-

    Non so se sono stato chiaro.

    • Direi chiarissimo.
      In fin dei conti si tratterebbe di una forma di accantonamento contabile, scorporato al netto del debito, senza gravare sui bilanci pubblici. A me, a noi, sembra una cosa di assoluto buonsenso, e certo non impossibile da mettere in pratica. Ai burocrati di UE e BCE pare invece di no. E a questo punto viene da pensar male, e che questo “appesantimento” sui bilanci abbia in realtà un’unica finalità molto ideologica e ben poco ‘macroeconomica’: lo smantellamento della stato sociale con la scusa di ridurre la spesa.

    • Il Ribelle Says:

      L’Articolo proposto fa una confusione enorme. Dice “L’Italia pagherà” ma poi si scopre che una è tutta una somma su versamenti passati più eventuali casi di versamenti futuri (ipotetici, più altri già contabilizzati nei bilanci futuri). Un accozzaglia incredibile, non si capisce dove va a parare.

      Cioè l’Italia “pagherà” io intendo che li deve dare, non somme passate già date più eventuali somme future….

      “andrebbero tolti dal debito così da abbassare uno dei parametri di Maastricht riportato di seguito, ed avere poi risorse per investimenti pubblici straordinari.”

      Andrebbero tolti dal DEFICIT, non dal DEBITO, sono due parametri completamenti differenti.

      Comunque togliere dal fatidico 3% le spese per investimenti, è una delle questioni politiche su cui l’Italia dovrebbe mostrare i muscoli.

      “ulteriore controllo può essere fatto nel sito di “Banca d’Italia finanza pubblica, fabbisogno e debito”

      Veramente ti sei andato a spulciare il documento di “Avviso Finanza Fabbisogno e Debito”? Posso chiederti su quale TTCExxxx hai trovato i dati di cui parli?

      Comunque se ipotizzassimo che l’Italia in un anno pagasse 48 miliardi improvvisamente per l’UE, già questo da solo sforerebbe il 6% di rapporto Deficit/Pil, altro che 3%, tornano i conti?

      “Rapporto tra deficit (o debito) pubblico e PIL non superiore al 3%”

      Rapporto DEFICIT/PIL al 3%.

      Non va confuso con il rapporto Debito/Pil che è completamente diverso (mi pare che abbiamo superato il 120%….)

  14. Keynesianoi Says:

    E’ giusto quello che dici in economia non bisogna confondere Deficit (Disavanzo tra entrate ed uscite) con Debito (Il dovuto dallo Stato ai creditori ) come spiegato bene qui:

    http://www.quifinanza.it/3189/soldi/crisi-economica-parole-chiave/il-debito-il-deficit-pubblico.html?refresh_ce

    Fai la ricerca per ” Banca d’Italia finanza pubblica, fabbisogno e debito ” ed è il primo sito che appare in cima, una volta dentro vedi subito i PDF dei vari aggiornamenti.mensili per ogni anno.

  15. Il Ribelle Says:

    Come avevamo anticipato, con preoccupazione, la UE ci ha messo lo zampino sul Decreto IMU-Bankitalia.

    Aiuto di Stato alle banche si legge….

    http://www.repubblica.it/economia/2014/02/28/news/bankitalia_lettera_ue_al_tesoro_sospetto_aiuto_di_stato_dietro_il_decreto-79831983/

    Ma allora i piu critici si staranno chiedendo:” Allora aveva ragione Beppe Grillo!!”

    In realtà NO.

    I più esperti si saranno resi conto che il Warning della UE riguarda l’acquisto da parte di Bankitalia, delle quote eccedenti il 3%, che non sono state vendute entro 3 anni.

    Il problema è che potrebbero avere ragione!!

    Il fatto che lo Stato con una propria legge “obblighi” Bankitalia a ricomprare le quote facendo riversare di fatto 4,5 miliardi nei forzieri delle banche private, potrebbe risultare come una legge “ad Bankum” per aiutare le banche. Nessuna moneta pubblica nei forzieri delle banche, ma una legge ad hoc per favorirle in modo consistente.

    Ora qualcuno si starà chiedendo: da chi è partita l’offensiva? Da qualche burocrate tedesco neonazista? Da qualche ciccione finnico che passa tutto il tempo nelle terme su qualche isola nel golfo di Botnia a pensare come distruggere l’Italia?

    NO.

    E’ stato l’eurodeputato dell’Idv Niccolò Rinaldi!

    Perchè è ovvio, noi mandiamo i politici al parlamento Europeo per andare contro l’Italia…chiaro no?

    E aspettate di vedere i Grillini all’opera in Europa…faranno di tutto, con tutte le loro forze e la loro aggressività per andare contro l’Italia!

    Auguri

    • Ohh io non ne ho il benché minimo dubbio… Non per niente i 2/3 degli elettori ensiferi provengono da Lega ed IdV, ed è chiaro il loro gioco al massimo sfascio. Altrimenti come farebbero ad avverarsi le profezie millenariste del sommo Guru?!?
      Per ‘fortuna’, il parlamento europeo NON conta assolutamente un caxxo ed il suo potere decisionale non va molto oltre allo stabilire le dimensioni delle gabbie per il pollame.

  16. Il Ribelle Says:

    Certo che dando un’occhiata a tutti i fiumi di parole spesi qua, mi viene in mente solo una cosa, ovvero ‘la teoria della montagna di merda’:

    “per spalare la merda che accumula una persona stupida ci vogliono almeno 100 persone intelligenti che impiegheranno almeno 100 volte il tempo che ha impiegato la persona scema”

    Sacrosanta verità.

    • Ti rivelo un segreto..;) La merda va lasciata sedimentare… col tempo perde l’odore ed è biodegradabile al 100%.
      Ostinarsi a splalarla via è una fatica inutile.

      • Il Ribelle Says:

        E mia sa che hai proprio ragione.

        Ma a volte il fetore è talmente tanto forte, che non riesco a resistere alla tentazione di prendere una pala in mano ed iniziare a spalare. Un comportamento sciocco sicuramente, perchè per ogni Kg spalato ne arrivano altri 100.

        Sarebbe più saggio come dici tu, farsene una ragione, turarsi il naso e aspettare pazienti che si dissolva in modo naturale.

        Però mi viene un dubbio. Non è che ad essere circondati di merda, si finisce poi inevitabilmente per puzzare?

        • In quanto odore prevalente, non ne distingueresti più la differenza; il tuo olfatto si abituerebbe in fretta al nuovo afrore e non reputeresti più la puzza come tale… Condizione dominante nelle città antiche e massimamente nell’Europa medioevale.
          Oddìo che razza di discorsi surreali mi tiri fuori!

          • Il Ribelle Says:

            Dai dai….da discorsi complessi su macroeconomia e tecnicismi bancari e monetari…..a discorsi di merda….

            Però dai, se vogliamo entrare in sintonia con qualche Grillino dobbiamo continuare su questa falsariga…magari per loro sono argomenti più comprensibili e va a finire che qualcuno ce lo facciamo pure amico!

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