PERSISTENZE

«Il fascismo si radica nel sottosuolo italiano, esprime i vizi profondi, le debolezze latenti, le miserie del nostro popolo, del nostro intero popolo.
Non bisogna credere che Mussolini abbia trionfato solo per forza bruta. Se egli ha trionfato è anche perché ha saputo toccare sapientemente certi tasti, ai quali la psicologia media degli italiani era straordinariamente sensibile. In una certa misura il fascismo è stato l’autobiografia di una nazione che rinuncia alla lotta politica, che ha il culto della unanimità, che fugge l’eresia, che sogna il trionfo del facile, della fiducia, dell’entusiasmo. Lottare contro il fascismo non significa dunque lottare solo contro una reazione di classe feroce e cieca, ma anche contro una certa mentalità, una sensibilità, contro delle tradizioni che sono patrimonio, purtroppo inconsapevole, di larghe correnti popolari»

  Carlo Rosselli
Socialismo liberale
Parigi, 1930.

Il fascismo mussoliniano, in tutta la sua specifica complessità, costituisce un’unicità storica non ripetibile; a meno che non si reputi attuale il suo armamentario scenico di gagliardetti, labari e camicie nere. Tuttavia, nella eterogeneità poliedrica del fenomeno, il fascismo è destinato a rimanere immanente nella società, fermentando nelle sue pieghe più profonde, tanto da riproporsi in forme sempre nuove, riadattandosi in funzione del tempo presente. E, nella propria pervasività, costituisce una presenza persistente, paradossalmente deprivata della sua componente più specifica (il corporativismo sociale), ma intatto nella sua essenza.
La Memoria, nella conservazione del ricordo, è il suo peggior nemico.
La pusillanimità delle anime belle e l’indifferenza dei semplici il suo miglior alleato.
Annegata nella stucchevole retorica istituzionale di formalismi celebrativi sempre più svuotati di significato, la ricorrenza del 25 Aprile rischia di sprofondare nella melassa che straborda come non mai dalle stanze del Quirinale consacrate alla nuova Concordia Ordinum, nella rimozione di ogni forma di conflitto. In un clima cloroformizzato, è il trionfo della pax napolitana dove tutto sfuma, ammuffendo in un tempo immobile, sospeso in un limbo immemore per esistenze che vegetano prive di scopo…  Un non-luogo in naftalina dove responsabilità e ricordo vengono diluite nelle ipocrisie rituali della grande conciliazione nazionale ritrovata. E poco importa se l’oblio è il prezzo da pagare.
Lontano dalle stanze del potere, dai palchi delle celebrazioni ufficiali, oggi più che mai serve una nuova resistenza, ferma nell’intransigente vigilanza antifascista. Senza ammiccamenti né indulgenze.
Resistenza contro lo strapotere dei nuovi tecnoburocrati del capitale finanziario; contro i privilegi delle camarille corporative; contro le rinvigorite oligarchie timocratiche e la divinizzazione dei mercati.
Resistenza ad oltranza, senza compromessi né spazio per ipocrisie.

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8 Risposte to “PERSISTENZE”

  1. tanto per confermare che niente è distrutto per sempre, ma tutto si trasforma… ecco la foto più vergognosa degli ultimi giorni. Scattata a Roma. http://4.bp.blogspot.com/-M-yYPbkDfnI/T50XLKhfdPI/AAAAAAAAWRQ/ydbedMTMhm8/s1600/Autobus+Romano+-+Onore+al+Duce+-+Nonleggerlo+MINI.png

    • Da quando Alemanno ed i suoi manipoli in camicia nera e doppio petto si sono accampati in Campidoglio, sono saltati tutti i tombini delle fogne… Dopo la grande infornata clientelare di vecchi camerati, squadristi (QUI), ex terroristi dei NAR nelle aziende municipalizzate del Comune, trasformate in una specie di “opera nazionale ricollocamento littorio“, i risultati si vedono… e il tanfo aumenta!
      Per non parlare delle sedi e le strutture acquistate e regalate ai fascisti di CasaPound (però il sindachetto post-fascista pretende che i sindacati paghino le spese per le celebrazioni del 1 Maggio); o le aule consiliari, con tanto di patrocinio dell’assessorato alla “cultura”, concesse alle elucubrazioni superomiste di Franco Freda, il teorico neo-nazista di Ordine Nero coinvolto nella strage di Piazza Fontana a Milano….
      Del resto, su chi siano gli amichetti del sindachetto barese calamitato nella Capitale, in passato avevamo già parlato QUI.
      L’ATAC costituisce soltanto uno dei tanti casi, divenuti ordinaria (mala)amministrazione (QUI); per una sequenza continua di scandali e ruberie che sembra senza fine.
      Considerato ospite non gradito dall’ANPI, per le celebrazioni romane del 25 Aprile, questo rigurgito del post-fascismo di ritorno, non riuscendosi a capacitare il poverino di tanto ostracismo, è andato a piagnucolare direttamente dal Presidente della Repubblica (che, invece di prenderlo a calci nel culo, naturalmente gli ha offerto la solita sponda).

      :) Poi naturalmente c’è la nazi-community virtuale di stronzfront, che mi omaggia ormai da mesi delle sue ‘attenzioni’ dedicandomi interi forum di “discussione”. Li chiamano così..:D

      • mizzega sei famoso allora! Ritieniti onorato dei loro eventuali insulti (sono i rischi del mestiere).

        • Infatti me li appunto come un blasone.

          • avicenna Says:

            Ogni ulteriore commento, riservato ad una cloaca virtuale. stronzfront, ove si aggirano frequentatori, spacciantisi per intellettuali addottorati, che nei loro sproloqui, disseminati nei vari maleodoranti rivoli di quella fogna, impropriamente detti thread, per l’ennesima volta, convintamente, pseudo-citano – forse memori dei dettami in materia di autarchismo fonetico del camerata Bottai, circa l’ostracismo all’odiato grafema?!- in maccheronico latino da birreria : “errare umanum sed perseverare diabolicum” (sic!), per dire solo una tra le tante perle ivi reperibili, sarebbe non solo tempo sprecato, ma verrebbe irrimediabilmente oscurato da ciò che essi stessi, senza nemmeno accorgersene, dicono di sé, nel modo più eloquente possibile. Lasciamo semplicemente che si parlino addosso. Quella cloaca è un perfetto, ancorché maleodorante, divano da psicanalisi per i poveri cerebrolesi in disperata ricerca di un impossibile sollievo per il loro stato di profonda sofferenza mentale…ps: nonostante il poco tempo disponibile, non manco di dare una letta, rapida ma sempre attenta. Puntuale nei temi e nei tempi e puntuto per acume critico, come sempre, il tuo foro virtuale di impegno civile. Avanti e non mollare!

  2. avicenna Says:

    Dalla viva voce di Pietro Calamandrei, grande italiano e patriota, inflessibile compagno di lotta antifascista e concittadino dei fratelli Rosselli, martiri della nera viltà assassina, il memorabile (soprattutto, a riguardo, nella parte finale) discorso sulla Costituzione nata dalla Resistenza e dal sangue versato dai suoi caduti. Per non dimenticare MAI quanto è costata la democrazia e la libertà. Qui:

    • Grazie come sempre per gli elogi incondizionati e per i tuoi contributi, che arricchiscono enormemente queste modeste pagine, sulle quali avevamo peraltro già avuto modo di ricordare Pietro Calamandrei… [QUI]

  3. Lucilla P. Says:

    Bravi, tutti e tre… e grazie.

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