NOI TIREREMO DRITTO!

Da bomb by Alexiuss

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei…
Se le “riforme si fanno con chi ci sta”, non è questo un buon motivo per stralciare la Carta costituzionale, contingentando al massimo i tempi di discussione; per procedere a tappe forzate con scadenze prefissate sul calendario; per sostituire d’imperio i presidenti non sufficientemente allineati delle commissioni parlamentari; per umiliare e dileggiare pubblicamente ogni voce critica (i gufi.. i professoroni..), ricorrendo all’infamia (lo fanno perché non vogliono perdere i ‘privilegi’); per non percepire l’anomalia di un testo di legge blindato su presentazione governativa: l’imprescindibile “bozza” imposta da madonna Boschi ad un assemblea quanto meno scettica, in aule non abbastanza “sorde e buie”. La Madonna del ConsiglioSe poi la (contro)riforma della Costituzione la si impone col ricorso alla classica tirannia del numero, scegliendosi come principale referente ‘istituzionale’ e interlocutore privilegiato un vecchio libidinoso, interdetto dai pubblici uffici per corruzione, accogliendone in blocco tutte le pretese possibili, e realizzando in una manciata di mesi ciò che al Pornocrate non era riuscito di fare per decenni (all’epoca si gridava alla “deriva autoritaria”, mentre oggi si chiama “governabilità”!), allora un governo si qualifica fin troppo bene per ciò che è…
In passato, e con ampio anticipo, avevamo già paragonato l’esecutivo renziano ad “un incrocio ibridato tra Moro e Fanfani in tempi di post-berlusconismo”… Evidentemente, è persino peggio!
Come la distruzione scientifica dell’antichissima istituzione senatoria, trasformata per imposizione governativa in una sorta di doppione scadente della Conferenza Stato-Regioni, inciderà sul rilancio dell’occupazione, venendo incontro alle “richieste della gente” (!?!) costituisce un mistero (della fede nelle magnifice sorti progressive del renzismo) a cui i chierichetti del chiostro fiorentino hanno subito fornito una spiegazione eloquente: “ce lo chiede l’Europa!”. Ma quando mai?!?
Sinceramente, non si capisce la relazione con la crescita dell’economia e l’incremento del PIL, la ripresa degli investimenti produttivi e lo sblocco del credito bancario, l’alleggerimento del “patto di stabilità” e il “pareggio del debito”. Sfugge anche la correlazione con la lotta alle nuove povertà e la ripresa dei consumi; per fortuna, gli 80 euri di mancetta elettorale (a carico pubblico) dispensati ai più garantiti stanno già producendo risultati strabilianti!
80 euriIn compenso, avremo qualcosa di completamente nuovo: un Senato che non potrà definirsi tale; svuotato di ruolo e deprivato del suo indirizzo di controllo, in un accentramento autocratico dei poteri concentrati nella figura di un premier “forte”. Uno di quelli che, qualsiasi cosa accada, tirano sempre dritto perché convinti di vederci più lungo degli altri…

Matteo Renzi - Occhio di lince

«Mai prima d’ora la classe dirigente italiana s’era ridotta a puntare tutto su un uomo solo come sta facendo adesso con Renzi. Mai s’era arrischiata a mettere così tutte le uova nello stesso paniere. Renzi è l’ultima risorsa d’una classe dirigente ormai consunta dai propri liquami tossici. La sua unica vera forza è la mancanza di alternative.
I tecnici sono bruciati, i moderati sono sputtanati, i populisti non sanno trovarsi il culo in una stanza tappezzata di specchi.
Renzi è l’ultima carta del mazzo. Se cadesse ora, l’intero sistema politico-mediatico italiano di controllo sociale detto ”democrazia” franerebbe come un castello di sabbia, anzi di fuffa.
Per questo tutti nel sistema sostengono Renzi, a cominciare dai suoi presunti avversari, fino a chi lo odia a morte davvero, cioè i colleghi di partito.
Il rischio d’estinzione sta frenando persino l’endemica spinta autoimmune del PD, tenendo insieme fazioni che da sempre si disprezzano profondamente a vicenda.
L’equilibrio però è precario. Il trono di Renzi è solido come la fuffa.»

Il Trono di Fuffa
 Alessandra Daniele
 (20/07/2014)

Il nuovo Senato riformato manterrà, secondo le intenzioni dei relatori, un ruolo consultivo che però sarà puramente simbolico: potrà infatti esprimere pareri e proposte di modifica sulle leggi approvate alla Camera, ma il Parlamento (ed il Governo) non sarà assolutamente vincolato a tenere conto delle osservazioni e potrà rigettare tutte le richieste, eventualmente mosse da un senato depauperato di funzioni e prestigio.
Caligola fa nominare senatore il suo cavalloSenato rigorosamente non elettivo, surclassato da un Parlamento di nominati su listini elettorali bloccati. Parlamento che mantiene intatte indennità, emolumenti, stipendi, e numero dei componenti: 630 deputati contro un senaticchio di 100 “senatori”, pescati tra gli scarti dei consigli regionali. In compenso, i nuovi senatori condivideranno con gli onorevoli colleghi della Camera la medesima immunità, che contemplerà ogni fattispecie criminale possibile e non soltanto i cosiddetti “reati di opinione”, che invece continueranno a riguardare tutto il resto dei cittadini comuni). Grazie alla “riforma” Renzi-Boschi-Berlusconi, col fondamentale contributo della strana coppia Finocchiaro e Calderoli (l’odontotecnico prestato alle riforme costituzionali ed al quale si deve la famosa legge porcata), i vari Fiorito e Formigoni ed i quasi 600 consiglieri regionali attualmente rinviati a giudizio per i più svariati reati contro il patrimonio pubblico, dalla corruzione al peculato, dalla concussione all’appropriazione indebita, potranno godere dell’impunità che fino ad ora non avevano.
Qualche numero di contorno?
Regione Lombardia: 40 consiglieri indagati
Regione Piemonte: 42 consiglieri indagati
Regione Campania: 53 consiglieri indagati
Regione Abruzzo: 25 consiglieri indagati
Regione Molise: 32 consiglieri indagati
Regione Sicilia: 83 consiglieri indagati
Si tratta del bacino di riferimento privilegiato, tra i quali verranno scelti i componenti del nuovo “senato delle autonomie” (e delle impunità), in assenza di una seria normativa anti-corruzione che attualmente non s’ha da fare, specialmente se si concordano i contenuti e le procedure coi diretti interessati… come per esempio l’Interdetto ai servizi sociali.
La “questione morale” ai tempi del renzismo. È esattamente il tipo di risposta che i “cittadini” attendevano.

Homepage

 

Annunci

3 Risposte to “NOI TIREREMO DRITTO!”

  1. “Amintore Fanfani, grande statista, grande presidente di questa Assemblea oltre che un riferimento per tante donne e uomini della mia terra, compreso mio padre, ha detto una grande verità…”
    (Maria Elena Boschi, santa patrona delle riforme alla carlona)

    Sei stato veggente, come accade spesso.

  2. Anche il riferimento ad Aldo Moro è assolutamente azzeccato con l’allusione alla “strategia dei due forni”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: