A buon intenditor…

 
A Rosarno c’è una situazione difficile come in altre realtà, perchè in tutti questi anni c’è stata troppa tolleranza, senza fare nulla di efficace, che ha alimentato da una parte la criminalità e dall’altra ha generato una situazione di forte degrado

 (Roberto Maroni, Ministo dell’Interno)

 Un po’ come la ‘munnezza’ in Campania… Ricordate?
“Napoli, aveva un problema non stiamo a riparlarne, noi sappiamo quale”.
La Calabria pure… Fortuna che i maroni non mancano mai!
Ed è chiaro che, per l’Himmler padano prestato al Viminale, l’intollerabile problema che affligge il territorio calabrese siano i NEGRI.
Invece, non sembra destare alcuna preoccupazione nei Cattivik di governo la presenza, dominante nella regione, di una delle mafie più potenti del pianeta. La ‘Ndrangheta (così si chiama), notoriamente, è un’invenzione dei comunisti. Infatti, come tutti sanno, il vero problema sono le famigerate bande di negri che scorrazzano impunite per le amene contrade calabre, da sempre consacrate alla più stretta legalità finché non è giunta l’orda barbarica.
Sono i negri che controllano la grande criminalità. E negri sono i capi delle ‘ndrine locali.
Sono sempre i negri che condizionano il mercato degli appalti, organizzano le grandi truffe per accaparrarsi i finanziamenti pubblici, controllano il ‘voto di scambio’, impongono il pizzo alle poche attività autonome e impermeano col loro sistema criminale un intero tessuto economico.
Interamente composte da negri stranieri sono pure le cosche che gestiscono il traffico internazionale di stupefacenti, insieme al riciclaggio di denaro sporco (da oggi ancora più facile, grazie allo ‘scudo fiscale’ governativo).
Questi negri maledetti! Che per decenni hanno contaminato le coste calabresi con l’affondamento delle “navi dei veleni”, nella totale indifferenza di autorità e abitanti, tramite il lucroso smaltimento clandestino dei rifiuti tossico-radioattivi.
Negri sono pure i clan che organizzano rapimenti, eseguono omicidi, infettano il territorio con faide tribali che si consumano per decenni.
Sporchi NEGRI DI MERDA sono gli Strangio, i Mammoliti, i Piromalli, i Molè, i Tripodo, i Macrì, i Morabito, i Pelle, i Condello, i Bellocco… e gli oltre 150 gruppi criminali organizzati della regione a più alta densità mafiosa d’Italia.
Tuttavia, ciò che preoccupa il ministro Maroni ed i placidi abitanti di Rosarno (che di null’altro si preoccupano) sono i raccoglitori stagionali di origine africana. Sono, per l’appunto, i soliti ‘negri puzzolenti’… I nuovi Balotelli d’Italia! Gli alieni venuti dalla Luna…

Per quella sorta di entità criminofila chiamata “Stato italiano” è assolutamente normale ciò che avviene nelle campagne italiane, e non solo… È prassi comune che i braccianti agricoli vengano impiegati, rigorosamente al nero, nella raccolta stagionale da moderni negrieri che pagano loro 25 euro, per 12-14 ore di lavoro nei campi, incoraggiando con bastonate (quando la circostanza lo richiede) la produttività degli schiavi a giornata, e lesinando persino sull’acqua (mezzo litro al giorno). Inoltre, è cosa buona è giusta che i caporali che smistano il bestiame umano nei campi, pretendano ‘per il disturbo’ 5 euro da ogni lavorante.
Se poi qualcuno di questi animali bipedi si sente male, basta portarlo via e abbandonarlo a crepare da qualche parte lontano dal campo. Se qualcuno protesta, eliminalo! E che sia di lezione agli altri [qui].
Questo non preoccupa minimamente i vari maroni di governo… Non il Ministero del Welfare (per un popolo che non spiccica una parola di inglese ma ama i termini anglofoni). E meno che mai allerta gli ispettori degli “Uffici provinciali del lavoro”.
Certamente, gli standard di vita sub-umani e la grave situazione di sfruttamento illegale non interessano il Ministero delle Politiche sociali, quasi la cosa non lo riguardasse.
E tanto meno se ne sente coinvolta la Regione Calabria dell’incredibile governatore Loiero. Uno che per inviare saltuariamente un presidio mobile sanitario per normale (e doverosa) profilassi, montare qualche doccia da campo o svuotare un paio di cessi chimici, si aspetta forse di essere finanziato con qualche altro centinaio di milione di euro a fondo perduto.
Meno di tutti sembrano indignarsi i bravi abitanti di Rosarno e della Piana di Gioia Tauro, che invece non trovano niente di meglio che giocare al tiro a segno coi negri di ritorno dai campi. E guai se all’ennesima provocazione, che coincide con tentato omicidio, gli schiavi osano ribellarsi dando prova di un senso di comunità e di solidarietà collettiva, assolutamente sconosciuta da queste parti.
Rosarno, amministrazione sciolta per infiltrazione mafiosa, mica insorge contro lo strapotere della ‘ndrangheta. Noooo, sia mai! Presidia il territorio contro l’invasione dei negri, che si ribellano alla prepotenza dei picciotti affiliati alle cosche. E lo fa insieme ad Antonio Bellocco, compaesano benemerito e rampollo della ‘ndrina locale.
In fondo, sparare agli schiavi negri mica è reato! Dove sarebbe il problema?!?
Andate su un qualsiasi motore di ricerca; scrivete “omicidio a Rosarno” e fatevi una ‘cultura’… Oppure cliccate direttamente qui e gustatevi il resto del riepilogo. Su questo, specialmente a Rosarno, non hanno niente da dire… non risultano occupazioni del Municipio, o manifestazioni di pubblica condanna o blocchi stradali di protesta. No, i solerti cittadini di Rosarno e dintorni si fanno prendere dalle convulsioni securitarie solo quando il negraccio ingrato osa ribellarsi alla schiavitù, sfuggendo al naturale ordine delle gerarchie razziali.

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10 Risposte to “A buon intenditor…”

  1. Antonio Says:

    meglio la mafia che quegli strapezzenti di immigrati. Non se ne può più, si stava benissimo senza quella feccia migrante a sporcare e scroccare di tutto.

    • Eh sì povero piccolino.. Quanto hai ragione!
      L’Italia abbonda già di suo di merda: ne possiede in quantità record da esportazione.. tutta di produzione doc, rigorosamente autoctona. E in effetti l’ha distribuita in lungo e largo per i cinque continenti, dalle Americhe all’Oceania.
      Poi, si sa, il grosso degli stronzi è rimasto; e qualcuno galleggia pure su internet..!

  2. Sendivogius ma cosa cazzo scrivi.L’immigrazione in Italia non è paragonabile all’immigrazione negli stati uniti di fine 800′.Prendi un atlante e vedi quanti abitanti facevano le attuali megalopoli statunitensi solo nel 1910,praticamente non c’era nessuno!Come negli altri paesi,l’immigrazione è servita perchè mancanza di uomini e non perchè una cricca di politici di merda ha deciso di togliere il lavoro agli italiani; ma guarda un pò che non ho ancora visto tutti questi immigrati nei reparti statali!!!Non c’era assolutamente bisogno di tutti questi immigrati in Italia,punto!La dimostrazione più ovvia è constatare che chiunque sia stato collocato a dovere,mai trovata una badante cinese.Il resto sono stronzate che scrivi tu e quell’idiota di cohen.

    • Ano… a proposito di idioti, noto che dalla (non) lettura dell’articolo non hai capito assolutamente un cazzo: non il fatto in oggetto, non le dinamiche, non il contesto di riferimento, non il tema della discussione.
      Ma, vabbé, il mondo è pieno di imbecilli e tu ne sei l’ennesima riprova.

  3. Bren McGuire Says:

    negri di merda

  4. Giovanni Says:

    Io sono del Nord e consentitemi un parere neutrale: i calabresi di Rosarno sono in casa loro, gli immigrati no; pertanto credo che siano padroni di gestire il loro territorio. Se preferiscono la ‘Ndrangheta ai negri, contenti loro, contenti tutti. Trovo anche discutibile il modo con cui gli immigrati vengono coccolati in questo articolo: si dice che sono pagati poco, ma non che producono poco e male; si dice che sono presi di mira, ma non si parla dei loro numerosissimi crimini. Avete usato un sistema comodo per dare un’idea di parte, ma non è onesto perché distorce la realtà.

    • Benissimo Giovanni, che le arance ed i pomodori e le mele e le noci e le olive e l’uva e quant’altro i ‘calabresi’ o chi per loro se le raccolgano da soli. Nessuno di certo li obbliga ad impiegare i “negri”. Nel momento in cui si delega la raccolta a terzi, sarebbe previsto dall’ordinamento vigente della Repubblica (e di ogni stato civile) stipulare regolare contratto di lavoro, con contributi pagati, versamento delle tasse e rispetto degli oneri contrattuali, insieme ai minimi salariali previsti, con un orario di lavoro certo e straordinari pagati.
      Nel resto d’Europa e del mondo civilizzato si usa così. Nella Padania Felix invece presumo si tratti di “coccole”.

      Avete usato un sistema comodo per dare un’idea di parte, ma non è onesto perché distorce la realtà

      Qui di distorto c’è solamente la psiche malata del nazi-leghismo, insieme al razzismo endemico di certi rigurgiti borbonici dalle eterne nostalgie littorie.
      Se dalle tue parti è d’uopo schiavizzare le maestranze e seviziarle durante il tempo libero, è un problema tuo, Giovanni. E direi piuttosto grave! Non certo dei redattori dell’articolo.
      Comunque si sentiva davvero il bisogno di un “parere neutrale”… il ‘Mein Kampf’ al confronto è un opuscolo per filantropi.

  5. Mangia-Nduja Says:

    voi buonisti siete la rovina dell’Italia

    • Ad essere sinceri a noi i “buonisti” stanno visceralmente sul caxxo… ma mai come quei mafiosetti calabri, cresciuti in villaggi fermi all’età della pietra, con un’economia da quarto mondo, ma orgogliosamente convinti di essere pura “razza ariana”: questi sì che sono davvero la rovina dell’Italia, dopo aver esportato le loro fottutissime ‘ndrine e la loro subcultura medioevale ovunque sono emigrati, con quell’aria ostentata da picciotto impomatato e pronti a vendersi il voto per 5 euro.

      E ora, cari terruncelli e padani uniti nel nazismo, dal momento che sono stanco di rimuovere le deiezioni che lasciate copiose al vostro passaggio e filtrare le continue testimonianze della vostra incontinente imbecillità, la pagine dei commenti CHIUDE.
      Perciò, per usare un linguaggio più comprensibile alle vostre menti ritardate, i maledetti buonisti vi invitano caldamente ad andare pure a fare in culo da un’altra parte!

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