L’ORA FATALE

Nel villaggio di Borgocitrullo, quando le cose vanno male, uno dei modi più sicuri per tirar su quattrini è travestirsi da santone o da tribuno (meglio se tutti e due insieme!) e proclamare il carnevale permanente per poter giocare al piccolo rivoluzionario, abbuffandosi della parola “popolo” con cui ci si riempie la bocca sputazzandone in giro gli avanzi.
La farsa di solito continua finché, a forza di evocarle le rivoluzioni, va a finire che qualcuno ci crede davvero e pensa di inscenare la propria fracassona sceneggiata, nel grande pascolo delle intelligenze bovine dove gli imbecilli abbondano, copiosi come la vacca perennemente gravida che li genera.
Capita così che in un eccesso di riflussi per sovraccarico fecale, saltino via tutti i tombini che comprimevano la glassa marronata di un paese allo sbando, che proprio non riesce ad elevarsi oltre il livello della propria cintola. Da sempre, nei momenti di crisi, l’Italia dà scioltamente corpo alla sua parte peggiore, in tutte le sfumature possibili del marrone…
Evidentemente, nel paese più destrorso d’Europa, che vanta il più alto numero di formazioni istituzionalizzate e partitini, con richiami più o meno espliciti all’eredità mussoliniana, e che occupano la quasi totalità dell’arco parlamentare, non bastava la destra “nazional-popolare” dei nostalgici Tilgher e Storace, del fascismo vasciaiolo delle pasionarie nere; la destra manesca ma tanto ‘virile’ dei Fratelli d’Italia; la destra etnica e razzista della Lega; la destra plebiscitaria e peronista dei papiminkia, insieme a quella post-berlusconiana e governativa di Alfano coi suoi cacicchi in disgrazia; la destra dorotea su innesto moroteo di Enrico Letta e della vecchia nomenklatura DS-DL, confluita nel PD; la destra furbastra e vetero-democristiana di Casini; la destra tecnocratica e padronale di Monti; la destra messianica e fanatizzata di Grillo…
Evidentemente, quello che offriva l’attuale panorama politico per alcuni non era ancora abbastanza populista, anti-europeista, “identitario”, reazionario, squadrista e soprattutto fascista, in una grande maratona del neo-nazismo di ritorno. È il Nazithon tutto italiano!
NazithonCi mancavano davvero gli eredi dei “guerrieri senza sonno”, i nipoti dei “Figli del Sole”: i catto-integralisti del misticismo evoliano, scampoli di “Terza Posizione” confluiti tra i raminghi di “Casa Pound” e “Forza Nuova”. Ma ancora più a destra abbiamo pure i neo-nazisti dell’Unione per il socialismo nazionale, le larve ordinoviste del Circolo Clemente Graziani, e perfino i redivivi rexisti del “Cristo Re”. A questi vanno aggiunti il movimentismo neo-völkisch della “Lega della Terra” (in pratica, la rinascita della Lega degli Artamani ad opera di Forza Nuova) ed i Comitati Agricoli Riuniti (con la sua costola “Dignità sociale”) degli agricoltori dell’Agro Pontino sotto il comando di Danilo Calvani, che pone tra le sue rivendicazioni l’instaurazione di una giunta ken-le-survivantmilitare, previo scioglimento del Parlamento e rimozione del Presidente della Repubblica, ovviamente sostituito da un generale con poteri assoluti. Non per niente, per l’inizio della protesta è stato scelto l’8 Dicembre in ricordo del Golpe dell’Immacolata, ad opera di Junio Valerio Borghese, il principe nero, nel 1970.
Ci mancava soprattutto l’ennesimo rigurgito del ribellismo siciliano e secessionismo isolano del sedicente Movimento dei Forconi: appendice neo-fascista del sottopotere mafioso e protestarismo qualunquista. Ma ci sono anche i neo-borbonici nostalgici dell’illuminato e sviluppato Regno delle Due Sicilie, ispirati dalla mitologia e dal meridionalismo Medioevopiagnone di Pino Aprile e dei suoi “Terroni”. Né manca la santa alleanza col clericalismo sanfedista dei vari gruppuscoli dell’integralismo cattolico, oltre ai vari comitati no-euro, i complottisti ed i mattoidi fissati col signoraggio bancario. Insomma, tutta la fauna che solitamente affolla le stalle dei vari Formigli-Santoro-Paragone.
Ci mancavano come non mai gli spurghi poujadisti dei truffatori del fisco: i padroncini del triveneto ed i furbetti delle quote latte. In una scarica diarroica che pare inarrestabile, ritornano a galla vecchi coproliti come Lucio Chiavegato della LIFE veneta (Liberi imprenditori federalisti europei), il fozanovista ex craxiano Martino Morsello ed il suo camerata Mariano Ferro (Forconi Siciliani), tutti uniti in nome del secessionismo e dell’evasione fiscale.

They're coming soon

Ed è con questi bei tomi che le sedicenti “Forze dell’Ordine” si sono sentite in dovere di solidarizzare.
IRON SKY (Locandina)Dopo aver a lungo evocato l’insurrezione, usando il giocattolo ‘movimentista’, per non essere scavalcato nonostante la sua deriva a destra, Beppe Grillo (ormai in ottima compagnia col suo nuovo amico di Arcore) si è messo ad inseguire la protesta di forconi & affini, cercando di apporre il suo logo su una simile schiuma montante. E nel farlo non trova niente di meglio che lanciare pubblici appelli ai comandanti delle forze armate:

“Combattenti di terra, di mare e dell’aria! Camicie nere della rivoluzione e delle legioni! Uomini e donne d’Italia, dell’Impero e del regno d’Albania! Ascoltate!
Un’ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria. L’ora delle decisioni irrevocabili…. Scendiamo in campo contro le democrazie plutocratiche e reazionarie dell’Occidente, che, in ogni tempo, hanno ostacolato la marcia, e spesso insidiato l’esistenza medesima del popolo italiano.
Alcuni lustri della storia più recente si possono riassumere in queste frasi: promesse, minacce, ricatti e, alla fine, quale coronamento dell’edificio, l’ignobile assedio societario di cinquantadue stati.
[…] L’Italia, proletaria e fascista, è per la terza volta in piedi, forte, fiera e compatta come non mai. La parola d’ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola ed accende i cuori dalle Alpi all’Oceano Indiano: vincere! E vinceremo, per dare finalmente un lungo periodo di pace con la giustizia all’Italia, all’Europa, al mondo.”

MussoliniAh no! Scusate. Abbiamo confuso i discorsi. Questa era la dichiarazione di guerra del duce, il 10/06/1940.

Lettera aperta a Leonardo Gallitelli, Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Alessandro Pansa, capo della Polizia di Stato e Claudio Graziano, Capo di stato maggiore dell’Esercito italiano.

“Mi rivolgo a voi che avete la responsabilità della sicurezza del Paese. Questo è un appello per l’Italia. Il momento storico che stiamo vivendo è molto pericoloso. Le istituzioni sono delegittimate. La legge elettorale è stata considerata incostituzionale. Parlamento, Governo e Presidente della Repubblica stanno svolgendo arbitrariamente le loro funzioni. E’ indifferente che qualche costituzionalista, qualche giornalista, qualche politico affermi il contrario, questi sono i fatti, questo è il comune sentire della nazione.”

Beppe Grillo saluta le sue camicie nere - La solita vecchia merdaE siccome questo sarebbe il “comune sentire della nazione”, tutto il resto (Costituzione, Diritto, Leggi) non conta.
Anatole France, in circostanze del genere, anche se in questo caso gli idioti difficilmente superano i centomila, ebbe a dire…
Anatole FranceI proclami del Grullo a cinque stelle non sono nuovi agli appelli eversivi. Certo, invocare il Colpo di Stato supera di gran lunga la cialtronaggine già fuori competizione di questo avanzo acido di cabaret. Stupisce il continuo richiamarsi ai militari ed alle “forze di polizia”, che fanno molto atmosfera da caudillo sudamericano, che ricordano di molto i pronuciamientos delle giunte militari argentine…
Argentina - Junta militar de VidelaO meglio ancora l’appello alle “forze sane della nazione”, con la richiesta rivolta ai generali cileni di prendere il potere. Golpe de Estato peraltro propiziato dalle caceroladas, dallo sciopero degli autotrasportatori, ed il blocco delle derrate. Si sa poi come è andata a finire…

Il Cile di Pinochet

Qui abbiamo solo un lestofante dimissionato che insegue l’impunità e soprattutto un pericoloso ciarlatano che gioca al massimo sfascio e si diverte ad appiccare o alimentare incendi un po’ dovunque, tanto per vedere l’effetto che fa, senza curarsi troppo delle conseguenze, e godersi lo spettacolo dal balcone delle sue ville sulla riviera ligure.

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13 Risposte to “L’ORA FATALE”

  1. questo post sembra il remake italiano di “Ecofascism” di Staudenmeier & J.Biehl, girato appunto da Monicelli! alla fine sono veramente centomila, naturalmente giocano sull’amplificazione mediatica e sull’esasperazione, specie a Roma sarebbe meglio alzare il livello di guardia; quanto al grullo glielo farei godere davvero lo spettacolo, delle sue ville bruciate e rase al suolo

  2. Il Ribelle Says:

    “Insomma, tutta la fauna che solitamente affolla le stalle dei vari Formigli-Santoro-Paragone.”

    Quanto hai ragione. Ammetto di aver seguito per anni le trasmissioni di Santoro, anche se storcevo un pò il naso quando si dava voce ai soliti, piagnoni ingoranti, che maledivano tutto e tutti.

    Mi suscitò scalpore un personaggio (di cui non mi ricordo il nome) che fù invitato per diverse puntate, che portava sempre le stesse tesi arraffazzonate contro le banche e l’uso dei pagamenti elettronici, a favore del contante. Nessuno (compreso Santoro) che in sala gli abbia detto:”ma che stai a dì!!!!”

    Fu Gianfranco Fini (incredibile proprio lui!!!) a smascherarlo rivelando che si trattava di un fascista di lungo corso….

    ————————————————————————————–

    Quel merdoso di Beppe Grillo, ha superato ogni limite di umana comprensione. Il suo giocare alla rivoluzione sulla pelle degli altri ha stancato.

    Ormai ne sono convinto: è molto peggio e molto più pericoloso di Berlusconi.

    Quando i suoi sottosviluppati seguaci se ne renderanno conto, sarà troppo tardi.

  3. @ Deadwarhols
    E per rimanere a Roma, come dice il proverbio: “Troppi galli a cantà, nun se fa mai giorno”. Con una simile inflazione di capi, capetti, e aspiranti duci, ancora qualche ora e cominceranno a beccarsi tra di loro, contendendosi le reti del pollaio mentre le galline scappano.

    @ Ribelle
    Credo che il personaggio in questione fosse Giacinto Auriti, amatissimo dai fascisti di Forza Nuova e (guarda un po’) tra gli “esperti” di cui in passato si è avvalso Beppe Grillo per delineare la linea ‘economica’ del suo movimento…

  4. Il Ribelle Says:

    E’ veramente vomitevole vedere il burinozzo di Littoria Danilo Calvani (solo da Latina poteva venire…dove i fasci e la mafia dominano da 90 anni…e si vede!!!) evocare la rivoluzione prensentandosi in Jaguar.

    Spero che il nome del suo “Movimento 9 dicembre” non sia ispirato al “Movimento 26 luglio”.

    Paragonare la rivoluzione cubana ai disordini di delinquenti da strapazzo, mafiosi, squadristi, fascisti eversisi di Casapound e Forzanuova, ultra del calcio, avanzi di galera, No-Global, No-Tav, e Grillini della domenica, farebbe perdere i capelli ad Arrigo Sacchi e Ilvo Diamanti.

    Questi rivoluzionari della domenica li vorrei vedere all’opera sotto Fulgencio Batista, e vedere se hanno il coraggio di comportarsi uguale.

    Ma si sa, la destra eversiva italiana è famosa per le sue bombe e la sua vigliaccheria, e sotto Fulgencio Batista non potrebbero che collaborare senza fiatare, e obbedire come cagnolini addomesticati.

    • Per l’esattezza, “Pontinia”… Danilo Calvani viene da lì.
      E il mito ispiratore è il Golpe Borghese dell’8 Dicembre 1970.
      Questi Batista non sanno manco chi è….
      Diciamo che si tratta del solito merdume del qualunquismo fascio-leghista, bottegari analfabeti e disadattati vari, rimasti orfani dei loro referenti storici: Bossi ed il Papi.
      Non per niente, le loro basi sono a Littoria (ovvero Latina) nella Brianza (dove il Pornocrate raggiungeva punte elettorali dell’80%), in Veneto (roccaforte DC prima e leghista poi) e la Sicilia che da 150 anni manda sistematicamente in parlamento la peggiore merda reazionaria e populista disponibile sulla piazza elettorale, con consensi plebiscitari. Ora, invece di ammettere che per una vita hanno sempre votato il peggio del peggio, implorando il perdono del resto del Paese, se la prendono in generale contro i “politici”. Perché certo sono tutti uguali e perché quando c’era Lui (il Nano) andava tutto bene madama la marchesa.

      P.S. Ho visto striscioni appesi sulle cancellate delle ville brianzole con scritte del tipo: “La pazienza a un limite”.
      Manco gli ausiliari sanno coniugare!

  5. Il Ribelle Says:

    “forse sottintendono che c’è anche una pazienza a due limiti, o a tre!”

    Bella questa…non l’avevo capito subito.

    Se fanno la pazienza a tre limiti, possiamo farci un flipper!

    Quindi potrebbero scrivere:

    “La pazienza a 3 limiti è un flipper”

  6. Il Ribelle Says:

    Certo che in Italia in fatto di creatività, non battiamo nessuno.
    Casi umani come questo Andrea Zunino, ce li invidiano in tutto il mondo!
    Questo è un vero “Made in Italy”, di quegli esempi da esportare in tutto il pianeta e oltre…

    http://www.repubblica.it/politica/2013/12/13/news/forconi_zunino_banche-73481950/

    Amici, devo cominciare a ricredermi, il Dottor Vanoli ha ragione, le ibridazioni esistono.

    Nel caso dell’italianissimo Zunino, deve trattarsi di una ibridazione non andata a buon fine tra tra geni di Hitler, Beppe Grillo, Maometto e il Klingon Worf.

    Secondo me è stato creato in laboratorio da qualche reduce delle SS, che voleva portare avanti gli esperimenti di Eugenetica di Hitler (Eu-genetica?)

    Certo che se ti inventi un fumetto con un personaggio simile, non te lo compra nessuno perchè non è credibile.

    Però che paese efficiente l’Italia…produciamo un rivoluzionario al giorno!!

    • Ci mancavano pure ‘sti zappaterra analfabeti, che però “si informano su internet” e giocano alla “rivoluzione” su facebook (mei cojoni!!).
      Questo è solo contadinume vandeano, schiuma reazionaria a cavallo tra Julius Evola e Codreanu.

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