Archivio per Liberthalia

SLIDING DOORS

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , on 24 agosto 2019 by Sendivogius

Come tutti i moti ciclici, più o meno perpetui, anche la rivoluzione del sedicente “governo del cambiamento” (o di cambio?) volge al termine della sua rotazione, dopo aver fatto moVimento (o ammuina?!), per ritornare al punto di partenza nell’eterno ritorno al sempre uguale, salvo il continuo giramento di palle che questo produce.

Va da sé che presto assisteremo alla fine di questa miserabile pantomima trasformista; francamente troppo, persino per gli standard pure infimi della ‘politica’ italiana…

 Il duce di ghisa che sbaglia clamorosamente tempi e modi per aprire la crisi di governo, inseguendo il vento volubile (e mutabile) dei sondaggi, misurati a colpi di like su facebook, mentre rivendica i “pieni poteri”. In realtà, chiagne e fotte, perché mentre usa il governo come fosse roba sua, al contempo si lagna di avere le mani legate dai troppi veti di quello che è stato il suo principale alleato, ed inseparabile compare, che si è acconciato fin da subito a fare da zerbino. È singolare che ad aprire la crisi sia stato proprio LVI che si comportava già come fosse il vero capo del governo, travalicando ruoli e competenze ministeriali, praticamente incontrastato, imponendo l’agenda leghista ad un esecutivo ben meno che remissivo, salvo ritrovarsi tra l’incudine ed il martello non sapendo bene che cosa fare una volta rotto il giocattolo per azzardo. E naturalmente è tuttora abbarbicato agli scranni ministeriali, che non ha alcuna intenzione di mollare.

 Un partito bestemmia che si acconcia a prendere il posto dei nazisti della padania, neanche un’ora dopo l’apertura informale della crisi, dopo aver rivendicato per mesi l’assoluta ed irriducibile indisponibilità ad ogni forma di accordo. Lo fa ovviamente “per senso di responsabilità”, mica per altro. Tanto per non smentirsi mai, la circostanza si è subito tradotta nell’ennesima occasione per scatenare le faide intestine e le ripicche personali all’interno di un partito nato morto, con una desolante resa dei conti da guerra feudale tra cacicchi, tutti contro tutti, dopo il catastrofico matrimonio di interessi tra post-democristiani ed ex-PCI, in una luna di fiele che sembra non finire mai, tra lo squallore generale.

Massimo sponsor dell’operazione di intesa, e ritrovata ‘intelligenza’ col nemico di sempre, è quel Matteo Renzi che, esauriti evidentemente i pop-corn, ha colto l’occasione per logorare l’evanescente leadership del partito (se Zingaretti dice bianco, Renzi dice nero; se Zingaretti dice nero, Renzi dice bianco), riciclandosi nel ruolo di guastatore a tempo pieno e intanto prendersi tutti i mesi necessari per completare una scissione imminente, ma non ancora pronta, in vista di una campagna elettorale giunta troppo in anticipo.

A mal vedere, quale migliore occasione, per avvelenare i pozzi e fare terra bruciata dentro al devastato PD, onde eliminare ogni possibile concorrenza futura? Oppure, in alternativa, può sempre comandare sulle macerie del partito, dopo essersi ripreso la leadership di ciò che ancora resterà di questo aborto doroteo.

Ed in vista dell’obiettivo, conduce un dilaniato PD allo sputtanamento finale: un governo di rottura con Giggino Di Maio premier (!!), insieme allo stesso partito (ops! MoVimento!) che ha sostenuto e votato senza colpo ferire praticamente tutto ciò che l’Altro Matteo ha imposto in un anno di governo, assicurandosi la golden share dell’esecutivo. Notare l’incredibile acume politico di chi vuole stabilire un’alleanza organica insieme a quanti, con compiacente collaborazionismo e complicità, hanno tirato la volata ad un partitucolo neo-nazista, portandolo alla soglia del 35% dei consensi potenziali e ingenerando nel paese un clima da guerra civile, diventando l’Hugenberg del nazi-leghismo.

Nessuna revisione critica, nessun riconoscimento reciproco, nessuna reale intesa di sostanza, solo un mero patto di potere redistributivo, nel cupio dissolvi dell’ennesima manovra di palazzo, dove uno vale l’altro.

Quando si dice “discontinuità”.

 Eppoi vabbé! Ci sono appunto Loro: i duri e lindi, i meravigliosi pupazzi animati della Setta del Grullo, gli invasati fanatici dal vaffanculo facile e dell’incontaminata purezza, venuti a mondare la Ka$ta dai suoi peccati, per diffondere il Verbo del V@te® e portare la penitenza tra i reprobi indegni della salvazione, in un grande autodafé collettivo. Peccato però che in un anno di governo abbiano svenduto culo e anima (più il primo a ben vedere) per un pugno di poltrone, col “capo politico” ridotto a fare lo scaldaletto dell’unico vero padrone dell’esecutivo: esempio compiuto di prostituzione politica senza protezioni per disperazione, nel terrore di doversi poi cercare un lavoro.

E persa da tempo ogni verginità, ora la Setta sarebbe disposta ad allearsi con chiunque, pur di non perderle quelle poltrone e restituire finalmente all’anonimato quell’imbarazzante pletora di falliti, spiantati vari, e spocchiosi incompetenti, spezzando l’incantesimo irripetibile che ha portato simili incredibili casi umani in ruoli apicali con una manciata di clic.

Alla fine del giro, dopo la scappatella col morto, è abbastanza scontato che le puttanelle a cinque stelle torneranno presto al vecchio talamo coniugale ed all’usato sicuro, rimesso collare e guinzaglio, nel connubio riuscito con chi è sempre stato a Loro più affine, magari ridimensionando gli eccessi testosteronici di un LVI rimasto frastornato dall’avventatezza delle scelte e ridotto ultimamente a pomiciare con un crocifisso, in ostentata fregola da madonne.

E tutto riprenderà a girare come prima, in un’edizione rivista e corretta del precedente governo, tra i ritrovati amanti ed urne un po’ più lontane.

Che la farsa continui!

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Casa Ursula

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , on 18 agosto 2019 by Sendivogius

Non bastava l’appoggio incondizionato al mortifero Governo Monti, con le carcasse della sua macelleria sociale, che ancora marciscono sotto il sole, ed i suoi miasmi che nel frattempo hanno infettato un’intera nazione con qualcosa di peggio, montando nel paese un clima da guerra civile e dando l’ultima stura ai liquami che già fermentavano da tempo, nella pancia profonda dell’italiano medio…
Nella sua inarrestabile corsa verso l’estinzione, il partito bestemmia ed i cocci sparsi di ciò che ancora resta della fu sinistra italiana si preparano all’ennesimo salto carpiato con triplo avvitamento per saltare sopra la barchetta di carta dei Grulloidi, per una magnifica crociera sulla nave dei folli a 5 stelle, lungo le rotte impervie del mare ignoto.
Sarebbe inutile (perché ad Agosto si ha sicuramente di meglio da fare) riportare in un blob indigesto le dichiarazioni, le contumelie, le polemiche, lo scambio di offese ed invettive al calor bianco che solo negli ultimi 24 mesi hanno segnato le distanze abissali tra PD e M5S, nell’incompatibilità che si credeva inconciliabile, dopo essersi sparati addosso di tutto.

E se è vero che in ‘politica’ la coerenza è merce rarissima nella totale assenza di onore, abbiamo continuato a sottovalutare quanto irresistibile fosse il richiamo del potere, nell’orgia che segue ad ogni ammucchiata. Ovviamente lo chiamano “senso di responsabilità”, nell’ansia di preservazione, col tentativo di prolungare ancora di qualche mese la loro sopravvivenza (o colliquazione?) prima dell’apocalisse elettorale.

Oggi, in tutta la sua freschezza, s’è levato dalla cripta pure il redivivo Romano Prodi a benedire la ferale unione tra morti viventi, alla casa della ritrovata tolleranza.
“Contratto alla Ursula” lo chiama… e più che altro fa venire in mente uno di quegli attempati troioni avvizziti dagli anni, che ancora battono ai margini delle tangenziali. O il nome della madama di un vecchio bordello da Anni ’30 dove darsi osceno convegno, tutti insieme spassionatamente…
È evidente che una botta di governo sia l’unica cura per ravvivare queste esangui cariatidi in disfacimento, perché comandare (o la sua l’illusione) è meglio che fottere.
Rino Formica diceva che la politica fosse sangue, merda, e passione. Oggi resta solo la merda.

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Il Dittatore del Libero Stato di Papeete

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , , , , on 9 agosto 2019 by Sendivogius

È più forte di LVI…
Venuta meno ogni finzione democratica, foss’anche residua, oramai non ci prova neanche più a dissimulare l’incontinenza delle sue pulsioni fascistoidi in piena peristalsi, calcando la parodia ducesca con la quale ci ha ormai abituato da tempo, tra pose volitive e comparsate sui balconi, convinto di essere diventato il padrone di un’Italia di merda (aveva ragione!), sempre pronta a vendersi sull’onda infallibile di qualche sondaggio.
Pensa di convocare il Parlamento a camere chiuse; decide LVI quando si vota e come. Invoca “ordine e disciplina” (evidentemente la gita alla spiaggia fascista di Chioggia ha fatto scuola, una ventina di kg in meno fa) e se ne frega bellamente delle regole costituzionali, come di tutto il resto.

Apre una crisi al buio nella vigilia di Ferragosto, mentre pretende di stabilire la data delle prossime elezioni, convinto si tratterà di un plebiscito che lo incoronerà Dittatore del Libero Stato di Papeete alla sagra del porco.
Si appella al suo popolo dei selfie e reclama per sé i “pieni poteri”.

«Chiedo agli italiani, se ne hanno la voglia, di darmi pieni poteri per fare quello che abbiamo promesso di fare fino in fondo, senza rallentamenti e senza palle al piede.
Poi siamo in democrazia: chi sceglie Salvini, sa cosa sceglie

Appunto!
Questo perché i “pieni poteri” implicano l’accorpamento del potere giudiziario, esecutivo, e legislativo (la cui separazione ed indipendenza è alla base di ogni democrazia liberale degna di questo nome), per lasciar spazio ad un regime dittatoriale. Ovviamente, la nostra Costituzione non lo prevede, se non in caso di guerra (Art.78), parlando però anche in questo caso di “poteri necessari” e mai pieni, ovvero totalitari Giusto a proposito di democrazia e rispetto delle regole.

«Dobbiamo fare in maniera veloce, compatta, energica, coraggiosa quel che vogliamo fare. Non è più il momento dei no, dei forse, dei dubbi. E, beninteso, non mi interessa tornare al vecchio: se devo mettermi in gioco lo faccio da solo, e a testa alta. Poi potremo scegliere dei compagni di viaggio, certo. Gli italiani hanno bisogno di un governo che faccia

Vecchia storia quella dell’attribuzione dei “pieni poteri”, coi suoi precedenti illustri…
Ci avevano già pensato a suo tempo un certo Adolf Hitler, che se li concesse per decreto (era il 23 Marzo del 1933). E ovviamente lo stesso aveva fatto ancor prima quell’altro indigesto insaccato, in arte “duce”, finito a stagionare appeso in Piazzale Loreto. E si sa: uno come Salvini della porcilaia fascista non butta via niente, perché nulla è rimesso al caso…

«Chiediamo i pieni poteri perché vogliamo assumere le piene responsabilità. Senza i pieni poteri voi sapete bene che non si farebbe una lira – dico una lira – di economia. Con ciò non intendiamo escludere la possibilità di valorose collaborazioni, partano esse da deputati, da senatori o da singoli cittadini competenti. Abbiamo ognuno di noi il senso religioso del nostro difficile compito, il Paese ci conforta e attende, e non gli daremo ulteriori parole, ma fatti

Benito Mussolini
(16/11/1922)

Ci sarebbe quasi da pensare che la democrazia italiana stia vivendo la sua ora più nera (nel senso più stretto del termine), col Capitano di un partito apertamente fascista, che non fa più niente per nascondere la sua appartenenza post-nazista, nell’ora delle decisioni fatali.
Poi però guardi l’adunata adiposa del Papeete Beach, col “Canto degli Italiani” remixato da deejay Capitone

Sguisci via dal groviglio untuoso di corpi sudati in un baccanale ‘sovranista’… tra manzi tatuati e i bikini leopardati al posto dell’orbace… insieme all’immancabile pattuglia di troioni da sbarco che agitano tette e culi; mentre il Capitone sventola rosari, si raccomanda alle madonne, e intanto si scaccola col crocifisso sbavandoci sopra…
E allora capisci che non c’è davvero niente di serio di cui preoccuparsi.

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FISCHIA IL VENTO

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , on 7 agosto 2019 by Sendivogius

 Prove di ordinario fascismo quotidiano…
Sindaci come podestà: c’è quella che istituisce un ufficio politico per la schedatura delle “terribili professoresse di sinistra che infestano le scuole”, su delazione anonima, senza che il ministro preposto abbia nulla da eccepire, dopo che lo stesso ha abolito l’insegnamento della Storia: perché se non la si può cambiare o negare, la si cancella. E c’è quell’altro che, a proposito di un convegno sulle leggi razziali del 1938, pretende la rimozione del termine “razzismo”, perché divisivo.
Una docente di diritto (!) che teorizza esecuzioni sommarie, con un colpo di pistola alla nuca e niente processo, perché così fanno in ogni altro paese: la polizia come gli squadroni della morte brasiliani.
Un ministro della Repubblica che parla di “zingaracce” da piallare con “ruspe democratiche”, mentre promette una “pulizia etnica controllata e finanziata”. E intanto usa la Polizia di Stato come fosse il suo giocattolo personale, peraltro benissimo disposta a trastullare LVI ed i suoi rampolli. È lo stesso ministro che dinanzi alla richiesta di una madre per avere maggiori tutele per sé ed il proprio figlio, ingiuriato ed umiliato perché “negro”, risponde: “la signora rispetti le richieste di sicurezza degli italiani”. Non si comprende cosa c’entri con la “sicurezza degli italiani”, ma moltissimo si capisce che per il ministro non esistono negri italiani e che i razzisti troveranno sempre in LVI una sponda amica, coperture politiche, ed un alibi pronto all’uso.
Un assessore comunale che propone di sterminare tutti i gay e le lesbiche. E la chiamano goliardia, perché alla gente piace, mentre un popolo infame ammicca, si diverte, o accondiscendente tace.

«Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.»

Primo Levi
“Un passato che credevamo non dovesse tornare più”
(8 Maggio 1974)

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(125) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , on 3 agosto 2019 by Sendivogius

Classifica LUGLIO 2019”

Interdetta alla balneazione parte della riviera romagnola, per contaminazione da Escherichia coli
Troppi stronzi in acqua!

Hit Parade del mese:

01. UNO VALE ZERO

[22 Lug.] «Per i consiglieri comunali abbiamo deciso di introdurre il cosiddetto “Mandato Zero”. Che cos’è il mandato zero? È un mandato, il primo, che non si conta nella regola dei due mandati. Un mandato che non vale»
(Luigi Di Maio, meno di zero)

02. COME COZZE SUGLI SCOGLI

[24 Lug.] «Avevo promesso che mi sarei dimesso se la Tav fosse passata. Non era un ricatto, l’avevo detto d’impeto… Qualcuno poi mi ha fatto notare che se mi dimettessi ora non conterei più nulla, invece bisogna restare in Parlamento per continuare a osteggiare quest’opera inutile e dannosa. E, in fondo, a dimettersi dovrebbero essere tutti gli altri 5 Stelle, non io che sono rimasto coerente.»
(Alberto Airola, il Coerente)

03. LA NOTTE DELLO SCIACALLO

[18 Lug.] «Io con il Partito di Bibbiano non voglio avere nulla a che fare, con il partito che in Emilia Romagna toglieva alle famiglie i bambini con l’elettrochock per venderseli non voglio avere nulla a che fare.»
(Luigi Di Maio, una miserabile merda)

04. LA SAMARITANA

[29 Lug.] «Ho chiesto più volte ai partiti di smetterla di alimentare odio, che poi si ripercuote nelle strade.»
(Paola Taverna, la Pacificatrice)

05. L’IGNORANZA AL POTERE

[05 Lug.] «L’Italia può e deve essere protagonista di una nuova stagione di multilateralismo sincero e concreto. Possiamo esserlo perché non abbiamo scheletri nell’armadio, Non abbiamo una tradizione coloniale, non abbiamo sganciato bombe su nessuno, e non abbiamo messo il cappio al collo di nessuna economia.»
(Manlio Di Stefano, Scimmia nuda)

06. CERTEZZE METAFISICHE

[16 Lug.] «La Russia non ha dato nessun finanziamento alla Lega, ne sono sicuro. Mi è stato assicurato direttamente dal presidente Vladimir Putin.»
(Silvio Berlusconi, il Garante)

07. FUMO DI PIPPA

[02 Lug.] «Si può continuare a vivere in una dimensione politica in cui c’è il record di occupati, merito del Jobs Act, e il governo della propaganda nasconde il grande risultato della nostra riforma?»
(Matteo Renzi, imbarazzante cazzaro)

08. FACILITATORS

[12 Lug.] «La chiave per coinvolgere più persone nel Movimento è nell’organizzazione, che non sia fatta di decisori del Movimento ma di facilitatori.
Tante persone si occupano di alcuni temi, ma chi è che coordina le azioni di tutti? Non ci sono persone dedicate. Con la nascita di un’organizzazione nazionale mettiamo mano a problema per rendere più efficace il Movimento sul territorio. Il ruolo dei facilitatori sarà quello di occuparsi di temi specifici in un nuovo gruppo nazionale del Movimento che si chiamerà ‘Team del futuro‘: sarà composto da 12 persone e si occuperà di progettare e organizzare il futuro del Movimento nei prossimi 10-20 anni»
(Luigi Di Maio, Supercazzolaro)

09. UNA CAGATA PAZZESCA!

[21 Lug.] «Questa sera, alle 21.15, su Sky Atlantic andrà in onda “L’Altro Mondo”, il film-documentario sul viaggio che ho fatto con la mia famiglia in Centro America. È un documentario che non ha nulla a che vedere con la politica, semmai spiega le ragioni delle mie scelte. È un racconto di vita, sociale direi, su un pezzo di mondo meraviglioso, un mondo esplorato e raccontato viaggiando con un bimbo di pochi mesi. Buona visione, poi ditemi cosa ne pensate.»
(Alessandro Di Battista, Fancazzista a tempo pieno)

10. FALLIMENTO PARTECIPATO

[18 Lug.] «Per la prima volta a Roma stiamo sperimentando un bilancio partecipativo che coinvolge l’intera città e i suoi Municipi.»
(Virginia Raggi, la Madonnina dolente)

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OLYMPUS

Posted in Muro del Pianto, Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , , on 28 luglio 2019 by Sendivogius

Sentir blaterare i media statunitensi, circa le degradanti ed umilianti condizioni di detenzione, alle quali sarebbero stati sottoposti i due rampolli yankee arrestati a Roma per l’omicidio del carabiniere Mario Cerciello, rasenta un’ipocrisia che va ben oltre la decenza per chi ha inventato luoghi di non-diritto come Guantanamo, dove ogni elementare regola di civiltà giuridica viene bellamente ignorata, tratta gli immigrati (ed i loro bambini) peggio del bestiame, e fa dell’umiliazione costante dei propri detenuti uno specifico programma di ‘correzione’ (scienza della carcerazione la chiamano!).
Sempre che la polizia non sia troppo impegnata a svuotare i caricatori addosso a qualche negretto, che si aggira con fare ‘sospetto’ nel giardino di casa sua.
Però se il servizietto viene reso ad un bravo ragazzo bianco, allora la cosa non va più bene e desta scandalo, per l’intollerabile condizione che mai dovrebbe essere estesa ad un teen-wasp.
 Tuttavia, bendare gli arrestati ed esibirli come trofei, in foto rubate, scattate di nascosto e consegnate al solito profilo facebook per sbirri frustrati, e altri fascisti in divisa, non ci rende migliori e fa un pessimo servizio all’istituzione tutta, che non ci guadagna certo in rispetto né prestigio. A quanto pare, è un concetto semplicissimo che però a parecchi proprio non riesce di comprendere, a partire dal Ministro delle Interiora che le leggi è chiamato a farle rispettare e non a violarle ogni volta che può…
Non si capisce se la sua è più stronzaggine o imbecillità, con l’aggravante di essere spalmata come merda via social (la nutella del sovranista), per la gioia dei suoi sbavanti seguaci.
E insufflare simile merda di retorica becera non la rende certo migliore, anche se contorniata di bandierine tricolori (quelle che fino ad un paio di anni fa il nazileghista usava come carta igienica).
Perché “Garage Olimpo” anche no, grazie!

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Due Americani a Roma

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , , , , , on 27 luglio 2019 by Sendivogius

Un carabiniere viene ammazzato in servizio, durante quella che avrebbe dovuto essere una semplice operazione di routine, e subito si scatena la canea sovranista alla quale, con ogni evidenza, della sventurata sorte del povero ragazzone campano in divisa NON frega assolutamente nulla. Se non fosse che l’occasione era davvero troppo ghiotta, per non scatenare gli umori biliari dei nazisti di casa nostra e liberarne i furenti spiriti, nel consueto esercizio di razzismo quotidiano (perché quello è), con tutto l’odio che gli rode dentro, da sversare nelle accoglienti cloache ‘social’.
Perché una vicenda vale l’altra, nell’ansia da linciaggio che fa vibrare l’amigdala degli squadristi da tastiera, purché ricorrano sempre gli stessi ingredienti fondamentali, atti a scatenarne i conati on line: africano, negro, straniero, clandestino, extracomunitario, immigrato… assurte a parole dell’odio virale, veicolato per le vie digitali. Così come nulla fregava loro della terribile fine di Pamela Mastropietro e Desirée Mariottini, che in altri tempi avrebbero subito liquidato (col migliore degli epiteti possibili) come due “tossiche” (e sui tossici di merda si può trovare un ricco campionario apologetico, al pari di quello dedicato ai negri), finché non ne hanno capito quanto fosse spendibile il potenziale evocativo nella campagna propagandistica di quel revanchismo nazistoide che si fa chiamare “sovranismo”.
Per questi, la morte (altrui) non è una tragedia, non è un lutto da rispettare (possibilmente in silenzio), ma costituisce una straordinaria opportunità da sfruttare e strumentalizzare, nell’indegna necrofilia che ne smuove gli umori più torbidi giocando sulla curiosità morbosa della “gente” (di merda); ovvero: quella plebe amorfa e dalle pulsioni ripugnanti, che scambiano per “popolo” e con cui si riempiono la bocca da mane a sera, continuando a spargere liquami e veleni.
Quindi, in concomitanza con la tragica morte di Mario Cerciello Rega, figuriamoci se poteva mancare il solito cicciare di post rabbiosi, in un’orgia forcaiola a chi la spara più grossa alla destra del Ku Klux Klan, per una sbavante colata di odio strumentale, col quale il nazista legittima se stesso, insieme all’irrinunciabile sfilata di sedicenti “patrioti” con l’immancabile bandierina tricolore accanto all’avatar, a sottolinearne l’italianità (mai Patria ne uscì più umiliata!). Tutti in-opportunamente aizzati dai soliti noti in camicia nera, che pensano di cavalcare l’ondata di merda montante, per racimolare qualche like in più sui loro squallidi profili e pompare la fogna a fini elettorali, ricorrendo al consueto campionario… 

…salvo cancellare immediatamente i loro post così grondanti di gravissimo sdegno, una volta scoperto che non di due immigrati nordafricani si trattava, bensì di arianissimi giovanotti WASP della middle-class americana, dalle spiagge della California in vacanza di lusso a Roma (dalle bestie straniere ai beach boys!) che hanno pensato bene di accoltellare a morte il carabiniere, per un pugno di euro di cui nemmeno avevano bisogno, nella loro notte brava da leoni.
Dopo tanto sbraitare a vuoto, dopo gli immancabili attacchi gratuiti ai “giornaloni” (che della vicenda hanno scritto tutto) ed alla sinistra radical-chic da salotto che difende gli immigrati (che per l’occasione non c’entrava un cazzo, ma ci sta sempre benissimo come un Catone con Cartagine), e che esiste solo nella fantasia degli analfabeti bifolchi arricchiti che altro non possono vantare se non la propria ignoranza, agli sciacalli s’è improvvisamente asciugata la bava, almeno fino al prossimo cadavere sul quale pasteggiare. Esaurita l’indignazione posticcia a comando, perché mica puoi invocare forche e torture per i simpaticissimi amici americani, adesso è tempo del pietismo piagnone da show domenicale dell’intrattenimento nazionalpopolare, cullato tra le tette della D’Urso, e delle lacrime condivise da coccodrillo. Insomma, qualcosa da alternare al pane e nutella o alla foto del menù del giorno su twitter, per il medesimo ed immutabile squallore.

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Vlad The Immortal

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , on 21 luglio 2019 by Sendivogius

Idolatrato dai sovranisti di tutto il mondo, uniti nelle fantasticherie nazistoidi di un mondo intruppato dietro ad una ritrovata tradizione neo-völkisch e sanificato dalla presenza di allogeni contaminanti, il compagno Vladimir Vladimirovič Putin, in arte “zar”, è assurto ormai ad icona pop della metafisica nazionalpopulista consacrata al Führerprinzip, massimamente venerato nel pantheon profano del nazileghismo.
Di fatto, è un personaggio dai tratti mitologici, sapientemente costruiti tramite un imbarazzante culto della personalità (come si conviene ad ogni dittatore travestito da antico romano), che trascende la realtà per farsi mitopoiesi, e con risultati peraltro grotteschi…
E che per giunta si presta ad ogni presa per il culo possibile, da parte di chi è immune a cotanto fascino marziale.
La verità è che lo zar Putin è soprattutto un brand commerciale, con un discreto ritorno politico tra gli affezionati cultori del genere nazi-fetish a prevalenza omoerotica, nel diafano machismo asessuato di una figura dai contorni quasi impersonali, nella glabra glacialità dello stesso, da alieno infiltrato con sembianze umanoidi…
O tanto da rasentare inquietanti somiglianze con l’immaginario vampirico di celebri serie come The Strain (vedasi Mr. Quinlan), o con perfidi villain come Eli Damaskinos in Blade II”.
A questo punto ci si chiede se non si tratti davvero di una sorta di ibrido surgelato in soluzione criogenica, custodito nei sotterranei del KGB e clonato a ripetizione su matrice genetica.
Sai?!? ‘Na roba ‘virale’ tipo the agent Smith
Ovvero un cyborg corazzato in grado di viaggiare a ritroso nel tempo… il soviet terminator delle glorie perdute.
Che sia vampiro, alieno, o androide, il compagno Vlad è in realtà un immortale.
Come il Conte di Saint-GermainNicolas FlamelAasvero l’ebreo errante… l’ombra di Vladimir Vladimirovič aleggia su di noi, aggirandosi nel nostro mondo da almeno mezzo millennio, anche se le tracce si perdono invero nella notte dei tempi.
Narra la leggenda che lo stesso Leonardo da Vinci si sia ispirato ad uno dei suoi molti avatar, il Giocondo, onde cercare di catturarne l’enigmatico sorriso nell’imperscrutabilità dei lineamenti…
Ma tracce della sua presenza si trovano un po’ in tutte le epoche per ogni dove in Europa, fino a tempi più recenti…
Dal generale Athanasios (Thanassoulas) Valtinos, eroe della guerra di indipendenza greca…
Fino al più tenebroso agente bolscevico Mordechai Blinchikov
Vlad l’Immortale è eterno e cammina in mezzo a noi.
E, come ogni “Maestro” che si rispetti, ha anch’esso i suoi fedeli Renfield

Basta stare loro alla larga.

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L’IMBUCATO

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , on 13 luglio 2019 by Sendivogius

Pecunia non olet. E la “politica”, com’è noto, ha i suoi costi… nonché i suoi prestigiatori: gente che ti fa sparire sull’unghia 49 milioni di euro, nel round the world di una immensa partita di giro del riciclaggio organizzato… un po’ alle Isole Cayman, qualche altro milione in transito per Cipro, o nel Granducato di Lussemburgo, o nella Repubblica di S.Marino…
È che i soldi (coma la patonza) devono girare… per poi (chissà?!) ricomparire in mazzi (mazzette?) separate: oggi una fiduciaria svizzera, domani una holding offshore, e magari dopodomani un’Anstalt in Liechtenstein… Oppure accreditati sul conto corrente di una barista di Clusone, meglio se per “promuovere le attività del gruppo della Lega al Senato sui canali social”, tra uno spritz e uno shottino; di certo è la scelta più consona alla dimensione pecoreccia del leghista di provincia, con movimentazioni bancarie a portata di cognata e di cassa.
Se scoperti col malloppo, te lo possono sempre restituire a rate mensili… 81 anni possono bastare. E siccome i quasi cinquanta milioni di finanziamento pubblico scomparsi nei rivoli occulti di privatissimi cazzi sembravano pochi, ci serviva giusto una bella iniezione di liquidità fresca con l’oro colante di Santa Madre Russia, per ravvivare la “Bestia” e tutto il resto dello zoo… Ammesso che altri 65 milioni di cresta possano bastare alla Lega di greppia e di governo, la quale (dai tempi in cui imboccò la tangente per ENIMONT) ha sempre dimostrato un debole per le funzioni trigonometriche, con le triangolazioni al posto dei triangoli. E tutto questo, senza che l’altra Banda degli Onesti nel Movimento di Puri se ne sia mai data troppa pena, nell’orgoglio che anima l’imbarazzante capetto politico al capezzale di governo e che si ispira direttamente alle tre scimmiette. Perché una poltrona al ministero fa miracoli; uno stipendio in parlamento anche di più.
Uno dei prestigiatori di (in)successo è Gianluca Savoini, da almeno trent’anni nella corrente di risacca post-nazista, che ha trovato nella Lega il suo alveo d’elezione. Classe 1963 da Alasso, si forma politicamente nei circolini dell’estrema destra nazionalsocialista e nel 1991 si iscrive alla Lega Nord, sotto la cappella dell’ordinovista Mario Borghezio. Nel 1997 entra nella redazione de La Padania, dove si fa subito notare per le nostalgie hitleriane. Lui si definisce ‘cattolico’, ‘conservatore’ e ovviamente identitario. I suoi ex colleghi lo ricordano come un “nazista mimetizzato da democristiano”, con una gran passione per Aleksandr Dugin, oltre alle solite paccottaglie evoliane.
Beccato a trescare (come pare d’abitudine) con un gruppo di faccendieri russi, per ritagliarsi una lucrosa stecca su una compravendita di idrocarburi coi soldi di ENI, nell’intenzione di finanziare coi milioni accantonati l’internazionale nera del fronte sovranista per costruire un grande “impero eurasiatico”, il camerata Savoini rischia di finire più miseramente come il Mariuolo di Bettino.
Giornalista, Presidente dell’Associazione culturale “Lombardia-Russia”, Direttore responsabile della rivista politico-culturale “Logos”, esperto di geopolitica (dice lui), Gianluca Savoini è il grande imbucato della relazioni internazionali: ovunque ci sia un incontro bilaterale con personaggi legati all’idolatrato Putin, o con esponenti del governo russo, Savoini c’è. Sempre.Per Giancarlo Giorgetti aspirante commissario UE è un “fanfarone”. Matteo Salvini fa finta di non conoscerlo, anche se Savoini l’ha accompagnato in tutte le sue trasferte russe degli ultimi 4 anni (è il suo promoter travel?). E proprio al Capitone compare avvinghiato in dozzine di foto, che li ritraggono insieme (a sua insaputa, è ovvio); salvo essere liquidato ora come un Gabriele Paolini qualunque.

Peraltro, lo stesso Salvini ha partecipato ripetutamente agli incontri organizzati dall’Associazione culturale di Savoini, che peraltro ha il suo domicilio nello stesso palazzo dove la Lega detiene la sua sede. Evidentemente, il “Capitano” doveva aver sbagliato ingresso. E di Matteo Salvini, il nazionalsocialista Savoini è stato anche portavoce, sempre ad insaputa del diretto interessato, dopo la nomina a segretario federale.
Pertanto, a che titolo e perché il Gianluca Savoini partecipasse ai vertici ufficiali con lo zar Vladimir Vladimirovič, il Capitano proprio non lo sa e non se ne capacita. LVI fa il Ministro dell’Interno e si occupa di cose serie…
Peccato solo che non ce ne fossimo mai accorti.
Ad ogni modo, LVI ha parlato. E perché dovremmo dubitare della sua parola?!?
La spiegazione è in realtà semplicissima: Savoini si trovava a passare lì per caso…
E già che c’era, ha pensato bene di prendere posto in prima fila al tavolo degli invitati, sfuggendo ad ogni controllo di sicurezza, ogni volta gli si presenti l’occasione. Forse voleva solo scroccare il buffet.

Nessuno, non il ministro delle interiora, non il bamboccio napoletano travestito da vicepremier, non il presidente del consiglio si sono minimamente chiesti chi fosse ‘sto tizio e perché diamine fosse onnipresente, con al collo il pass delle persone autorizzate dalla delegazione italiana. Il mistero regna ‘sovrano’, per l’ennesimo segreto di Pulcinella.

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(124) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , on 6 luglio 2019 by Sendivogius

Classifica GIUGNO 2019”

Una modesta richiesta… solo una, di quelle destinate a dissolversi nella canicola estiva tra le vacuità dell’etere… Levategli Twitter! Con la bellezza di 280 caratteri a disposizione (ed ampiamente inutilizzati), ogni tronfio coglione digitale scambia il suo analfabetismo funzionale, per “capacità di sintesi” e si crede un Marziale redivivo (ammesso sappia chi sia), dall’ironia fulminante e dall’intelligenza sopraffina. Per i meno dotati, esistono apposite agenzie specializzate: se paghi, producono stronzate per te. In pratica lavorano a cottimo per conto terzi: in genere affiancano gli uffici di propaganda politica di parlamentari e ministri, troppo impegnati a farsi selfie mentre mangiano, immortalare i loro porcineschi faccioni in primo piano, o fotografarsi gli addominali (ed i genitali) dopo una seduta di fitness. Il tutto impastato in una cacofonia indistinta di followers, tra sfotto e battutine, provocazioni e minacce, rigurgiti da bar, risse virtuali, slogan, ammiccamenti nazistoidi e auguri stupro, lamentazioni condivise di “gente che non ce la fa più” (e magari fosse vero, mentre sono più resilienti delle blatte!) e “che non arriva alla fine del mese” (purtroppo arriva anche al successivo, anno dopo anno!), per una massa logorroica di irrecuperabili deficienti corrosi dall’ansia di apparire (coi loro profili lombrosiani da foto segnaletica). Tanta è l’ansia di condividere con altri babbei degni di loro i pensierini minimi della loro imbecillità compulsiva, che scambiano per spontaneità, insieme alla crassa ignoranza esibita a titolo di vanto, che chiamano “esperienza di vita”. E se ne vantano, perché fa tanto “popolo”, quando semplicemente sfugge loro la lapalissiana verità…

È ora di dirselo, l’uomo comune è una merda

 «Dal movimento dei Forconi ai neofascisti delle periferie romane, dai complottisti agli anti gender fino ai giustizieri della notte de noartri, difensori improvvisati dell’ordine pubblico e paladini della legittima difesa, ma anche buongiornisti, gonzonauti e boccaloni di ogni tipo: la galassia della Gente — che altri chiamano la Ggente, con la doppia — è dispersa per tutta la penisola, da Nord a Sud, e pure al Centro, non fa distinzione geografiche, né campanilistiche. Il denominatore comune di questa ggente è la rabbia, il risentimento, il richiamo all’autorità — della polizia, delle armi, della legittima difesa — e il rigetto verso qualsiasi cosa c’entri con l’autorevolezza, la conoscenza e l’intellettualità.
Per qualcuno la Ggente sarebbe l’ultima evoluzione del Popolo, quell’entità che è entrata a piedi uniti nella politica a partire dall’epoca delle rivoluzioni, ma forse è qualcosa di più complesso. Per cercare di definirlo, Leonardo Bianchi ne traccia tre grandi caratteristiche: il forte risentimento verso la cosiddetta Casta; la rabbia esasperata, indignata, ma soprattutto non imbrigliata in una ideologia di partito; e la tendenza a inventare e a credere a teorie del complotto e versioni alternative nei campi della storia, della geopolitica, della medicina.
Eppure, la sensazione che resta… è che più che al popolo, questa gente somigli alla folla, quella entità che iniziò ad apparire nell’immaginario collettivo intorno alla metà dell’Ottocento, descritta nel celebre racconto di Edgar Poe, l’Uomo della folla. È probabilmente più da quella massa variegata ma indistinta, da quel flusso che figliò poi nel Novecento la società di massa dell’omologazione e dell’individualismo apolitico che nasce il gentismo e la gente.
Attorno ai popoli sono nate le nazioni, che anche se nell’ultimo mezzo secolo stanno dimostrando di essere arrivate al capolinea della loro utilità storica, restano la più grande invenzione politica della modernità occidentale. Attorno alla gente stanno crollando le democrazie. I popoli erigevano monumenti ai propri eroi e ci si raccoglieva intorno al momento delle proprie rivendicazioni politiche, la gente, che non ha nemmeno più grandi rivendicazioni da fare, la strada la teme, la guarda di sottecchi dalle finestre dei piani alti di qualche caseggiato popolare, covando rabbia, rancore, risentimento. Con il popolo una volta si poteva immaginare di costruire delle comunità, con la gente, ora, non si costruisce nulla, ma al contrario, si distrugge

Andrea Coccia
(24/10/2017)

E ora, giusto per restare connessi allo spirito dei tempi…
Andatevene pure affanculo!

Hit Parade del mese:

01. MA ZITTO PROPRIO MAI, EH?

[02 Giu.] «Finalmente oggi splendeva il sole: c’hanno spiegato per mesi che c’era il riscaldamento globale e abbiamo passato un maggio con l’ombrello, il passamontagna e i guanti di lana.»
  (Matteo Salvini, il Climatologo)

02. CURATELI!

[28 Giu.] «Questa mattina durante la diretta di RaiNews24 da Genova, dove è avvenuta la demolizione del Ponte Morandi, si è verificato un fatto gravissimo. Le telecamere della All News Rai sono state per tutto il tempo su Salvini, Toti e Bucci. Proprio accanto a loro c’era anche il vicepremier Luigi di Maio che però è stato tagliato dalle inquadrature di RaiNews salvo qualche rara ripresa larga. È un fatto inaccettabile. Aspettiamo spiegazioni.»
 (Il Gruppo parlamentare M5S, pazzi da legare)

03. BUONO A SAPERSI

[19 Giu.] «Quali sono le coperture della flat tax? Non le dico altrimenti Di Maio me le ruba! Ci sono, le abbiamo individuate»
(Massimo Garavaglia, Viceministro leghista all’Economia)

04. UNITEVI AL LATO OSCURO DELLA FORZA

[06 Giu.] «I miei figli sono 60 milioni di italiani.»
(Matteo Salvini, il nuovo papi della patria)

05. CHIAMATEMI NOBEL

[21 Giu.] «Salvini merita il Nobel per la pace: sta cercando di difendere gli interessi del proprio Paese, usando le parole di grandi personaggi religiosi come papa Giovanni Paolo II.»
  (Claudio Durigon, Leghista di Ciociaria)

06. FACCE DA ZAIA

[08 Giu.] «Nel Nord-Est c’è voglia di autonomia regionale. Loro si ritengono una nazione: hanno la loro bandiera, la loro lingua, hanno anche un normotipo veneto che è diverso dal normotipo italiano. Ci sono dei ceppi nell’umanità, ed i ceppi veneti sono diversi da quelli italiani. Quel ceppo lo si riconosce: la faccia di Zaia non la trovi in Calabria.»
  (Pietro Senaldi, il Razzialista di Libero)

07. IL VALLO IULIANO

[30 Giu.] «Faremo un muro anti-migranti di 243 Km ai confini con la Slovenia.»
 (Massimiliano Fedriga, il Trumpino friulano)

08. RESPONSABILITÀ

[14 Giu.] «Ringrazio Luca Lotti per un gesto non scontato che considero di grande responsabilità nei confronti della politica, delle istituzioni e del PD.»
  (Nicola Zingaretti, Don Abbondio)

09. DUECENTOQUARANTESI GIORNI DI STRAORDINARI LAVORI (RIPARARE UNA SCALA MOBILE!)

[25 Giu.] «La stazione Repubblica della metro A riaprirà domani mattina in sicurezza. Ci scusiamo per i disagi che cittadini e commercianti hanno dovuto affrontare in questi mesi a causa dei lavori straordinari di manutenzione.»
  (Virginia Raggi, Calamità innaturale)

10. DEIMOS È PARTE DELLA TERRA

[07 Giu.] «La Luna è parte di Marte»
  (Donald Trump, il Marziano)

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