Indovina Chi?

Most Wanted - new color

Grillo è figlio di tutto quello che non è stato fatto: la perdita di attenzione per le persone, la corruzione, la chiusura oligarchica. Gli ultimi due Parlamenti li avranno scelti al massimo 20 persone. In questo clima, ci dobbiamo aspettare fenomeni alla Grillo. Anzi, può darsi che ne vengano fuori altri, anche più pericolosi. Il fatto è che il populismo berlusconiano non è stato letto con la dovuta attenzione critica dalla sinistra. Ricordo bene cosa si diceva dopo la vittoria del 1994: Berlusconi ha fatto sognare, noi no. Altan, il più grande commentatore politico che ci sia in questo momento, ha disegnato uno dei suoi personaggi che diceva: «Non fatemi sognare, svegliatemi». La sinistra non è stata capace di andare alla radice culturale e politica del populismo berlusconiano. Quella deriva aveva un precedente negli anni del craxismo. Comincia allora la rottura, la corruzione giustificata, esibita, il disprezzo per la politica e per «gli intellettuali dei miei stivali». Anche oggi vedo grandi pericoli. Il fatto che Grillo dica che sarà cancellata la democrazia rappresentativa perché si farà tutto in Rete, rischia di dare ragione a coloro che dicono che la democrazia elettronica è la forma del populismo del terzo millennio. Queste tecnologie vanno utilizzate in altri modi: l’abbiamo visto con la campagna elettorale di Obama e nelle primavere arabe. Poi si scopre che Grillo al Nord dice non diamo la cittadinanza agli immigrati, al Sud che la mafia è meglio del ceto politico, allora vediamo che il tessuto di questi movimenti è estremamente pericoloso. E rischia di congiungersi con quello che c’è in giro nell’Europa. A cominciare dal terribile populismo ungherese al quale la Ue non ha reagito adeguatamente.

Chi l’ha detto?
IndovinaChi Sono le parole illuminate di una personalità straordinaria, nell’ambito di una riflessione più vasta sulla crisi della politica, per la costruzione di una nuova Sinistra, nella difesa di una democrazia sempre più debole; minacciata com’è dalla dittatura dei mercati, dalla morsa dei populismi, e dall’attacco concentrico alla nostra Costituzione.
La citazione è tratta da un’intervista a cura di Sofia Basso, pubblicata nell’estate del 2012 sulla rivista “Left-Avvenimenti” (21/07/12).
Il testo integrale (leggetelo!) lo potete trovare QUI.
A voi il piacere di scoprire il nome del protagonista.

Il coglione mascheratoAd altre latitudini, tra gli specialisti della contabilità anti-casta, per l’indignazione telecomandata dei gonzi che cercano le pagliuzze ma non vedono le travi, persi come sono nel loro rancoroso universo penitenzialista dagli orizzonti ristretti, questo distinto Signore apparterrebbe a pieno titolo alla “casta dei politici” che tanto odiano, per riflesso pavloviano, opportunamente aizzati contro il bersaglio designato, come tanti cagnolini, dai troppi imbonitori disponibili sulla piazza mediatica.

Critters - Gli extra-rosiconiMr Who In politica da sempre con una carriera tutta a sinistra, ininterrottamente in Parlamento dal 1979 al 1994, ha rivestito incarichi istituzionali in ambito europeo e costituzionale. È uomo di specchiata reputazione e giurista di fama internazionale.
Ovviamente i suoi meriti passano in secondo ordine per il ringhioso tribuno pentastellato, impegnato unicamente a tirar di conto sulla scia tossica della fortunata formuletta: “Quanto mi costi? Chi ti paga?”, con la foga livorosa del miserabile che discetta soltanto di soldi, ossessionato dai denari degli altri (ma mai che fornisca lumi sui propri), e di null’altro si interessa.
Pertanto, non poteva mancare il solito post-gogna sul noto blog [QUI]:

Il blog lancia una fatwa collettiva contro tutti i parlamentari che hanno maturato (o stanno maturando in silenzio/assenso) il diritto alla pensione dopo una sola legislatura: “Ogni parlamentare che non rinunci al diritto di percepire la pensione acquisita dopo una sola legislatura sia maledetto”. È una fatwa gentile, infatti è sufficiente rinunciare alla pensione per sfuggire alla maledizione.

Naturalmente, non manca il solito elenco spese con rendicontazione al dettaglio, mentre l’ammicante Ragioniere solletica gli istinti della sua cucciolata rabbiosa:

Lo so che mentre leggete vi monta il sangue alla testa, stringete i pugni e vi si contrae lo stomaco. Per questo non ho riportato l’elenco completo, l’ho fatto per voi. Siate contenti che un diversamente lavoratorecome Topo Gigio Veltroni abbia a 55 anni una pensione di novemila e passa euro, che Luciano Benetton possa confidare in una pensione di fronte ai possibili rovesci di mercato e che Scalfari disponga di un piccolo gruzzolo mensile. I parlamentari di oggi e di ieri prendono la pensione per noi. Perché ci si senta più buoni e tanto coglioni.

Segue consueto florilegio di commenti ispirati, tra i quali si distinguono perle come questa:

ORA IN ITALIA, BISOGNA SISTEMARE, AL PIU’ PRESTO, E NELLA STESSA MANIERA CHE I FRANCESI SI SONO LIBERATI DEI NOBILI: POLITICANTI, BANCHIERI, SINDACALISTI, DIRIGENTI PUBBLICI TIPO POGGIOLINI, ECC. ECC. NON DOBBIAMO PERDERE TEMPO.
VIVE ORMAI DI POLITICA, PERCIO’ DEL NOSTRO REDDITO DEL NOSTRO SUDORE DEL SANGUE DEI NOSTRI FIGLI, PIU’ DEL 22% DELLA POPOLAZIONE ITALIANA.
QUANDO I NOSTRI POLITICI AFFAMANO IL POPOLO, GLI INDUSTRIALI, GLI ARTIGIANI ECC. ECC. PER SALVARE LE BANCHE, ED I CITTADINI INVECE PERDONO LE LORO CASE, LE LORO AZIENDE, IL LAVORO E L’ONORE, PER GLI SPORCHI GIOCHI DEI BANCHIERI EBREI, DEI POLITICI CORROTTI, DEI FUNZIONARI DELLO STATO CHE SI ARRICHISCONO TROPPO……..E’ GIUNTA L’ORA……
LA STORIA CI DARA’ RAGIONE……
GHIGLIOTTINE IN TUTTE LE PIAZZE, GHIGLIOTTINE IN TUTTE LE VIE, GHIGLIOTTINE AL LAVORO….
WWWW. LE GHIGLIOTTINE, WWWW IL POPOLO FRANCESE, WWWW LA RIVOLUZIONE FASCISTA, WWW LA RIVOLUZIONE CUBANA, WWW LA RIVOLUZIONE RUSSA, WWW LA RIVOLUZIONE CINESE……ECC. ECC.

la gognaEra il lontano luglio del 2010. Poi, come si sa, il Beppone nazionale ha cambiato idea, con la coerenza che da sempre ne contraddistingue le valutazioni a seconda del capriccio di un momento. Le vie del demagogo sono imperscrutabili… Capita così che un anziano e rispettabilissimo costituzionalista passi dalle maledizioni on line come vituperato “membro della casta” (per il reato terribile di aver fatto politica con onestà e passione) ad eroe anti-casta, previa amnistia pentastellata e remissione dei precedenti ‘peccati’, ovvero contaminazione coi partiti (nella fattispecie: il PDS di D’Alema e Veltroni e Bersani).
Omnia munda mundis.

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16 Risposte to “Indovina Chi?”

  1. purtroppo mi sono rovinata la sorpresa della citazione perché avevo già letto l’intervista. Rodotà ieri si è dissociato dalle porcherie sbraitate da Grillo appena Napolitano è stato rieletto. Spiace che una personalità gigante come quella di Rodotà sia stata utilizzata da CasaLOGGIA e compari a fini mediatici ed elettorali (giacché la possibilità di nuove elezioni è sempre da tener presente). Per una volta che avrebbero potuto fare qualcosa di buono, i pentastellati sono stati bloccati dallo spettacolo mortificante e vergognoso di un pd imploso in se stesso.
    Della giornata di ieri mi è rimasta la sgradevolissima sensazione che a vincere sia stato il nano erotomane: come ho sempre detto, il più grande errore che si possa fare è darlo per sconfitto. Sembra sempre risorgere dalle ceneri come una fenice (senza offesa per le fenici). Ora tutto si gioca nella formazione di un nuovo governo.
    Queste le mie impressioni: sarebbe interessante anche sentire le tu analisi a riguardo, conoscendo la tua preparazione e precisione.

    • Non posso che condividere ogni tua singola parola, nelle quali il mio pensiero non potrebbe che riflettersi come in uno specchio.
      Se posso aggiungere qualcosa, credo che a Grillo dell’elezione di Rodotà in realtà fregasse poco o nulla, così come sono convinto che metà del suo elettorato, fino ad una settimana fa, non avesse la più pallida idea su chi fosse l’anziano professore in pensione.

      Con una manovra prettamente politica, penso che Grillo abbia utilizzato il nome di Rodotà come un ariete per sfondare la tenuta del PD, facendo leva sulle divisioni interne di un partito che in realtà non è mai esistito se non come sommatoria di correnti l’un contro l’altra armata.
      In tal senso, direi che la missione è perfettamente riuscita.
      Il prof. Rodotà in fondo era il candidato di terza scelta dei grillini: tutti i nomi usciti dalle “quirinarie” erano selezionati in modo tale da rappresentare le diverse anime della ‘sinistra’ (nessuna esclusa)… A me pare abbastanza evidente che la scelta fosse voluta e studiata per dividere le varie frange del PD, facendo saltare la tregua armata tra correnti, provocando l’implosione del partito.

      Spiace che una persona seria e rispettabile come Stefano Rodotà si sia fatto strumentalizzare da Grillo nel suo gioco allo sfascio, alla stregua di un “utile idiota” da usare per fini che esulano dall’elezione di un presidente della Repubblica.
      Personalmente, ho trovato di uno squallore indicibile quelle adunate di manipoli in Piazza Montecitorio, davanti al Parlamento, con quelle curve da stadio ripartite per tifoserie politiche e claques organizzate, oltre ai bivacchi a base di mortadella, insieme ai fascisti di CasaPound e Forza Nuova (che figurati se si perdevano la parodia della marcia su Roma!).
      In politica, la forma è sostanza.
      E dinanzi ad un simile scempio ho trovato molto (TROPPO) tardiva la presa di distanza del professor Rodotà, che evidentemente non ha capito che essere designato dal blog BeppeGrillo.it, con meno di 700 voti (presunti perché, alla faccia della trasparenza, di ufficiale e certificato non c’è nulla!), in elezioni virtuali dove né io né te (qualora avessimo voluto) avremmo mai potuto partecipare, non è esattamente come essere liberamente scelti dalla “rete” (che non è un corpo sociale) e dalla cosiddetta “società civile”.
      Spiace che il prof. Rodotà, già apprezzato “Garante per la privacy”, nonché raffinato teorico della democrazia partecipativa, non abbia colto l’anomalia e l’incongruenza di una elezione virtuale, o farsa, dove si può votare solo inviando i propri documenti fotocopiati al rag. Beppe Grillo. Valutati i requisiti (non si capisce con che autorità) l’auto-nominato “capo politico”, ma anche giudice e garante, provvederà ad affidare i dati personali e anagrafici degli iscritti al database privato di una società pubblicitaria, peraltro (stando a quanto va denunciando in continuazione) piuttosto permeabile agli attacchi hacker.

      Ergo, non credo che Stefano Rodotà, alla prova dei fatti, avesse poi tutta questa lucidità politica per fare il Presidente.
      Pertanto, non condivido gli ammiccamenti e le sponde offerte da SEL a Grillo. Vendola non ha capito che il demagogo ligure è totalmente inaffidabile; non cerca alleanze né accordi, ma solo le loro teste. Per me, Berlusconi e Grillo sono due sintomi diversi di uno stesso male: populismo eversivo di matrice cripto-fascista.
      Con questo, non intendo fornire alibi al partito bestemmia che ci ha regalato uno spettacolo miserabile.

  2. Il Ribelle Says:

    “A Grillo dell’elezione di Rodotà in realtà fregasse poco o nulla, così come sono convinto che metà del suo elettorato, fino ad una settimana fa, non avesse la più pallida idea su chi fosse l’anziano professore in pensione.”

    Anche questo rappresenta il popolino italiano. Viene acclamata una persona e tutti si accodano come pecoroni, senza sapere neanche chi sia la persona (un esponente di spicco ed una icona del PDS e dei partiti della sinistra, per i feroci grillini dovrebbe rappresentare “il nuovo”. Un ottantenne…bah.

    “Con una manovra prettamente politica, penso che Grillo abbia utilizzato il nome di Rodotà come un ariete per sfondare la tenuta del PD, facendo leva sulle divisioni interne di un partito che in realtà non è mai esistito se non come sommatoria di correnti l’un contro l’altra armata.
    In tal senso, direi che la missione è perfettamente riuscita.”

    Operazione riuscita al 100%

    “Il prof. Rodotà in fondo era il candidato di terza scelta dei grillini: tutti i nomi usciti dalle “quirinarie” erano selezionati in modo tale da rappresentare le diverse anime della ‘sinistra’ (nessuna esclusa)… A me pare abbastanza evidente che la scelta fosse voluta e studiata per dividere le varie frange del PD, facendo saltare la tregua armata tra correnti, provocando l’implosione del partito.”

    In tutto questo aggiungo un altro aspetto che forse è sfuggito a qualcuno. Il quinto candidato delle Minchionarie era Prodi. Quando la sera di Giovedì si parlava di un nuovo candidato per il PD, come per magia la nausenante Lombardi dichiara che ci potrebbe essere una apertura per Prodi, lo stesso Travaglio in malafede nel suo monologhino, parla bene di Prodi e dichiara “E’ nella lista certo che M5S lo può votare”. Devo dire che in quel momento la banda bassotti stellata ha fregato anche me. Lo ammetto, credevo che nella malafede stellata ci potesse essere l’appoggio di un presidente del calibro di Prodi (la miglior
    cosa che sarebbe potuta capitare all’Italia credo…).
    E ci sono cascati con tutti i piedi anche gli ingenui Porcodiodi. Come il PD ha deciso all’unanimità di votare Prodi, lo squallido Vate stellato ha dichiarato “Non voteremo mai Prodi” ed ha offerto la sponda a D’Alema che non vedeva l’ora di impallinare Prodi. E lì mi sono convinto che l’inaffidabilità del Guru è galattica e l’unica cosa che una persona sana di mente può fare è ignorarli.

    “Spiace che una persona seria e rispettabile come Stefano Rodotà si sia fatto strumentalizzare da Grillo nel suo gioco allo sfascio, alla stregua di un “utile idiota” da usare per fini che esulano dall’elezione di un presidente della Repubblica.”

    Si, anche a me ha un pò deluso Rodotà, una persona seria come lui si doveva dissociare subito dai cazzari stellati.

    “Personalmente, ho trovato di uno squallore indicibile quelle adunate di manipoli in Piazza Montecitorio, davanti al Parlamento, con quelle curve da stadio ripartite per tifoserie politiche e claques organizzate, oltre ai bivacchi a base di mortadella, insieme ai fascisti di CasaPound e Forza Nuova (che figurati se si perdevano la parodia della marcia su Roma!).”

    Bellissima la scena dei fascisti in piazza insieme ai sostenitori di Rodotà (una persona rispettabilissima profondamente di Sinistra Democratica ed estremamente ideologico tra l’altro), che la dice lunga sulla qualità ideologica dei fascisti del “terzo millennio”.
    Una chicca: non so se avete notato “Masci” il no global foncazzista presente a tutte le manifestazioni (c’è sempre lui quando c’è da protestare). Ho avuto la spiacevole esperienza di incontralo in piazza durante una manifestazione, dove ho potuto constatare la voglia di protagonismo e la completa assenza di un ideale politico concreto, ma solo la voglia di “protestare contro tutto e tutti” che la dice lunga anche sul livello qualitativo dei capetti da piazza della sinistra extraparlamentare.

    “In politica, la forma è sostanza.
    E dinanzi ad un simile scempio ho trovato molto (TROPPO) tardiva la presa di distanza del professor Rodotà, che evidentemente non ha capito che essere designato dal blog BeppeGrillo.it, con meno di 700 voti (presunti perché, alla faccia della trasparenza, di ufficiale e certificato non c’è nulla!), in
    elezioni virtuali dove né io né te (qualora avessimo voluto) avremmo mai potuto partecipare, non è esattamente come essere liberamente scelti dalla “rete” (che non è un corpo sociale) e dalla cosiddetta “società civile”.”

    Si, troppo tardiva e parziale, una personalità più stabile avrebbe preso le distanze da tutto il movimento. Mi ha un pò deluso, dico la verità…e mi spiace scriverlo.

    Ma secondo voi, comunque, il popolino grillino ha capito che la lista delle Minchionarie la ha scritta Casaleggio?

    “Ergo, non credo che Stefano Rodotà, alla prova dei fatti, avesse poi tutta questa lucidità politica per fare il Presidente.”

    Sai che questo lo ho pensato anche io? In tutto ciò devo dire che nel caos più completo del porcodiodo allo sbando completo e con un leader moribondo non so dove hanno trovato la lucidità per votare compatti Napolitano, un mezzo miracolo secondo me. Spaccarsi e votare Rodotà avrebbe comportato danni ancora
    maggiori in un “abbraccio mortale” che avrebbe regalato a Grillo metà del porcodiodo.

    “Pertanto, non condivido gli ammiccamenti e le sponde offerte da SEL a Grillo. Vendola non ha capito che il demagogo ligure è totalmente inaffidabile; non cerca alleanze né accordi, ma solo le loro teste. Per me, Berlusconi e Grillo sono due sintomi diversi di uno stesso male: populismo eversivo di matrice cripto-fascista.”

    E credo che, purtroppo Vendola e SEL, spariranno alla prossima tornata elettorale.

    “Con questo, non intendo fornire alibi al partito bestemmia che ci ha regalato uno spettacolo miserabile.”

    Nessun alibi e credo che la dirigenza del PD pagherà fino all’ultimo i suoi errori. Si resetterà completamente la classe dirigente del partito e scomparirà l’ultimo partito di ispirazione socialdemocratica (perchè Bersani, pur con tutti i suoi difetti lo era).

    Il PD verrà preso e rifondato completamente da Renzi. L’ispirazione sara liberale e neocentrista. Non avremo un partito di sinistra o centro sinistra in parlamento per i prossimi 20 anni.

    Emblematica, per il futuro del nostro paese, la scena dove ad un Bersani in lacrime si contrapponeva un Berlusconi felice e gioioso.

    Un Pierluigi Bersani in lacrime che si è reso conto che la sua debolissima leadership ha distrutto l’ultima speranza di sinistra italiana e stava mettendo a rischio la tenuta democratica del paese.

    Una fine ingloriosa che forse non si meritava, un Bersani che nella sua lunga carriera politica, di cose buone per il paese ne aveva fatte.

    Ma in politica la debolezza si paga, e non basta essere una onesta persona con una ottima preparazione per fare il leader del primo partito italiano.

    • «Devo dire che in quel momento la banda bassotti stellata ha fregato anche me. Lo ammetto, credevo che nella malafede stellata ci potesse essere l’appoggio di un presidente del calibro di Prodi»

      Sarò per natura “malfidato”, ma non ci ho creduto neanche per una frazione di secondo. Erano tutte candidature ‘civetta’, tutt’altro che unitarie e al contrario studiate appositamente per dividere a “sinistra”. Divide et Impera. A me la strategia di Grillo-Casaleggio appare evidente: annientare tutte le forze di centro-sinistra nell’illusione di assorbirne l’elettorato (come accaduto con Di Pietro). È ovvio che l’unico ad essere avvantaggiato da una simile manovra di accerchiamento è il terzo incomodo, Silvione lo Sporcaccione, che infatti se la ride soddisfatto. Ad oggi, Grillo è il miglior alleato in cui il Signor B. avrebbe mai potuto sperare.

      «Come il PD ha deciso all’unanimità di votare Prodi, lo squallido Vate stellato ha dichiarato “Non voteremo mai Prodi” ed ha offerto la sponda a D’Alema che non vedeva l’ora di impallinare Prodi. E lì mi sono convinto che l’inaffidabilità del Guru è galattica e l’unica cosa che una persona sana di mente può fare è ignorarli.»

      Totalmente d’accordo. E infatti tutti lì a inseguirli e pendere dalle labbra di questa setta di cialtroni invasati, alimentando l’illusione che siano più numerosi di quanto non corrisponda alla realtà.

      non so se avete notato “Masci” il no global foncazzista presente a tutte le manifestazioni

      Hai voglia se l’ho notato! Il vessillo funebre del fu “popolo viola”: altro movimento nato sul webbe e dalle grandi ambizioni di ‘cambiamento’, precocemente andato a puttane. Non poteva funzionare… culturalmente era 20 spanne sopra a Grillo ed i suoi elettori, che se incontrano più di due neuroni vanno in crisi di identità.

      «Ma secondo voi, comunque, il popolino grillino ha capito che la lista delle Minchionarie la ha scritta Casaleggio?»

      Ohh no! I candidati sono proposte spontanee liberamente espresse dal webbé, su segnalazione della “società civile”… Casaleggio è un filantropo che mette a disposizione strutture e personale a titolo gratuito, in nome della causa.

      null

      P.S. Condivido in massima parte il resto dell’analisi, ma la rielezione di Giorgio Napolitano (che a quel punto era diventata l’unica opzione possibile) sancisce una disfatta per la cosiddetta “politica”.
      Il presidente Napolitano, al quale è in massima parte imputabile la catastrofe elettorale del centrosinistra con l’implosione del principale partito di coalizione, si troverà a gestire un mandato con pieni poteri che non farà che esasperare le forzature in ambito giuridico, già abbondantemente praticate negli ultimi due anni da un presidente costituzionalmente border-line, continuando a creare pericolosi precedenti per il futuro, nell’assuefazione ad uno “stato di eccezione” prevalente. La linea politica di Napolitano è chiara e già espressa pubblicamente: governo politico di larghe intese. Ne esiste di fatto un embrione sulla sua composizione ministeriale (i dieci “saggi”), con relativo programma di governo: la bozza scaturita dalla commissione extraparlamentare. Si tratta di un programma di tipo neo-liberista che continua la linea rigorista del governo Monti e non recepisce alcuna delle istanze sociali pur espresse da più autorevoli parti. In più, estende ulteriormente l’ambito delle privatizzazioni senza alcuna contropartita o garanzia occupazionale, smantella quello che rimane delle tutele del lavoro, superando le richieste degli stessi falchi di Confindustria. Tra queste sarà il caso di ricordare le deroghe ai contratti nazionali; salario d’ingresso e retribuzioni al minimo per i neo-assunti; introduzione progressiva di forma di previdenza complementare e assicurazione integrativa per i servizi sanitari che verranno ulteriormente massacrati da un’altra sforbiciata di miliardi.
      Un simile governo (indigeribile per qualsiasi partito anche lontanamente di sinistra) durerà fintanto che Berlusconi vorrà… Cioè il tempo di incassare il suo salvacondotto e la “riforma della giustizia”. Non gli interessa altro. Poi non esiterà a ribaltare il tavolo (come suo solito) non appena reputerà la cosa vantaggiosa.
      Il risultato, a dispetto degli starnazzi del Grillo latrante, sarà una vittoria berlusconiana del 60%. E con una solida maggioranza parlamentare, l’anziano Napolitano (magari con opportune sollecitazioni) reputerà opportuno dimettersi… A quel punto nulla impedirà a Gianni Letta o allo stesso Silvio Berlusconi di farsi eleggere presidente della Repubblica.
      null
      Con la rielezione di Napolitano, il PD ha firmato il suo atto di morte. E sarebbe il minimo… Ma la disfatta dello scorso venerdì, unita alla composizione del prossimo governo, potrebbe sancire la cancellazione di ogni forma di opposizione organizzata per i prossimi 20 anni. In tal caso, non basterà una generazione per ricostruire una sinistra in Italia.

      Pertanto, se non in una residua dose di buonsenso, spero almeno in un minimo di spirito di sopravvivenza, che porti i superstiti dell’ala di pseudo-sinistra del PD in Parlamento a vagliare bene termini e condizioni di partecipazione, trovando per una volta tanto il coraggio di dire un NO netto e preciso, se la situazione lo richiede.

      • Il Ribelle Says:

        E con grande tristezza devo dire che, vedo esattamente quello che vedi tu.

      • Il Ribelle Says:

        “Pertanto, se non in una residua dose di buonsenso, spero almeno in un minimo di spirito di sopravvivenza, che porti i superstiti dell’ala di pseudo-sinistra del PD in Parlamento a vagliare bene termini e condizioni di partecipazione, trovando per una volta tanto il coraggio di dire un NO netto e preciso, se la situazione lo richiede.”

        Questo pezzo me lo ero perso, aggiunto dopo? :)

        Certo la situazione è difficile, io se fossi in loro, metterei al primo punto di un governo la legge elettorale (quella va fatta non si può andare al voto con questa porcheria), per poi una volta fatta, valutare di volta in volta le proposte e togliere la fiducia al momento opportuno (il PD che diventa furbo? fantapolitica…).

        Se non si mette la legge elettorale al primo posto niente governo.

        Avranno la forza di imporre almeno questo?

        • “… aggiunto dopo?”

          Sì, non volevo sembrare troppo catastrofista..:)
          Non sono “ottimista” a oltranza, ma nemmeno appartengo alla cerchia degli “apocalittici”.

          Avranno la forza di approvare una nuova legge elettorale?
          Se il PD si fissa sul doppio turno ed il PDL sul semi-presidenzialismo, credo proprio di no.
          Ciò detto, e premesso che il “porcellum” fa schifo nel metodo con cui è stato approvato quanto nella sostanza, temo che il problema non sia la legge elettorale…
          Fino al 1919 avevamo un sistema maggioritario secco; poi Francesco Saverio Nitti, dinanzi ad una epocale crisi del parlamentarismo liberale, introdusse il sistema proporzionale che (fascismo escluso) rimase sostanzialmente in vigore fino al 1992.
          E’ quello anno dell’ennesima crisi, col tracollo del vecchio pentapartito.. In tempi di recessione economica e collasso del vecchio sistema dei partiti, si reintroduceva il sistema maggioritario, rivisto e corretto, nell’illusione che avrebbe risolto ogni problema.
          Il giorno dopo il voto tutti a criticare le imperfezioni del “mattarellum”.
          Poi, come sappiamo, Silvione (consultati i sondaggi sfavorevoli e su pressione spasmodica di Casini) ha ricambiato la legge elettorale, affidandone la riscrittura ad un odontotecnico del varesotto… Sappiamo come è andata: uno schifo incredibile e palesemente incostituzionale, che solo un pusillanime come Ciampi poteva firmare a meno di un mese dalle elezioni.
          Oggi, nel 2013, dinanzi ad un’altra crisi sistemica dei partiti ed una nuova recessione, si pensa che tutto sia risolvibile sfornando una nuova legge elettorale: maggioritario, maggioritario secco, collegi uninominali oppure no, proporzionale misto, proporzionale con sbarramento al 4% o al 5% o al 7% o al 10%… alla francese, alla tedesca, alla spagnola, alla greca…!!
          Credo ci siano meno posizioni nel Kamasutra e, in ogni caso, “famolo strano”!

          Personalmente, ritengo che il vero problema sia un corpo elettorale composto prevalentemente da deficienti semi-analfabeti con la memoria politica di un criceto, e sempre pronti ad inseguire qualsiasi cialtrone prometta loro la luna e meno tasse, con compagini politiche strutturate come entità padronali, e un numero sproporzionato quanto intollerabile (per una democrazia occidentale) di incompetenti assoluti e delinquenti matricolati.
          Sono lo specchio fedele di una non-società profondamente in-civile, che si illude ed ha la presunzione di credersi migliore dei suoi rappresentanti, che rivota ad ogni elezioni.
          Infatti il meglio che la protesta “popolare” ha saputo esprimere negli ultimi 20 anni è Beppe Grillo (!)
          Quando ci si affida al ventre della ‘nazione’, l’unica cosa che può venirne fuori è un peto clamoroso.

          • Il Ribelle Says:

            “Personalmente, ritengo che il vero problema sia un corpo elettorale composto prevalentemente da deficienti semi-analfabeti con la memoria politica di un criceto, e sempre pronti ad inseguire qualsiasi cialtrone prometta loro la luna e meno tasse”

            E su questo direi che non potrei essere più d’accordo.

            “Sono lo specchio fedele di una non-società profondamente in-civile, che si illude ed ha la presunzione di credersi migliore dei suoi rappresentanti”

            Mi fa ridere infatti una certa classe imprenditoriale che si accanisce contro la politica senza ricordarsi i loro endorsement scellerati ad una classe politica corrotta e incapace. Svegliandosi, dopo anni di disastri puntando il dito contro tutti i politici indistintamente, nella solita miserabile auto-assoluzione.

  3. Anch’io avrei preferito che Rodotà rifiutasse la candidatura offertagli dal m5s, o che perlomeno, dopo le affermazioni di alcuni mesi fa riportate da Sendivogius all’inizio di questo post, ne avesse discusso, avesse posto dei paletti, come si suol dire, si fosse consultato a sinistra. Niente. Bersani lo ha ignorato completamente. SEL lo ha sostenuto, ma non so se ci sono stati contatti. Evidentemente, cosa fatta capo ha. Ci può essere una spiegazione di tipo narcisistico, oppure Rodotà si sente di far parte della “rivoluzione dei moralisti”. Ma soprattutto, c’è una considerazione di tipo tattico. Molti, a sinistra, hanno applaudito e sostenuto questa scelta. L’elettorato m5s è molto fluido, “liquido”, aperto, non (ancora) consolidato. Il cosiddetto “popolo della rete”, compreso quello dei twitter, e quindi anche dei giornalisti e dei politici più giovani che ormai hanno eletto twitter a proprio social network, sta dalla parte di Rodotà. Così come Casaleggio fa marketing nella sinistra, così c’è una certa sinistra che va a fare (o prova a fare) marketing nell’elettorato piuttosto precario e mobile del m5s. O perlomeno cerca di recuperarlo, di non perderlo. E’ quel che ha pensato pure Vendola, che fesso non è, o Emiliano, o Landini, etc. Si tenga presente che il 50 % dei giovani e degli studenti universitari, inclusi i trentenni, ha votato m5s. Questo credo sia il senso di quanto lo stesso Rodotà afferma oggi nell’intervista al Manifesto:

    “È il momento di lavorare su questo. Faccio un’aggiunta personale: Rodotà non è stato inventato da Grillo. Il mio nome circola da mesi sulla rete. Insieme ad altri: la rete ha selezionato tutte persone di sinistra… Sono contento, ma anche molto sorpreso, di questo senso di identificazione emerso nei miei confronti etc etc” (http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/9329/).

    Questo è quel che passa il convento, attualmente.

    • vorrei aggiungere che i 5s di fatto non avevano un prroprio candidato, di prestigio o carismatico s’intende, tranne ovviamente lo stesso Grillo; ma evidentemente hanno ritenuto di non doverlo “bruciare”, perchè non solo non avrebbe mai potuto farcela, ma perchè sarebbe apparso di parte, e minoritario, mentre loro, come si sa, rappresentano “tutto il popolo”, o tutti i cittadini, la gggente, il pubblico, etc; dopo otto anni di presenza in rete, l’unico “personaggio” è Grillo; e allo stesso tempo, seguendo la loro logica, non si formerà mai un ceto dirigente e intellettuale del m5s degno di questo nome, nè ci sarà una trasmigrazione verso i loro lidi, o fusioni, tutte le profferte in questo senso sono state rifiutate; togli Grillo e Casaleggio, e il m5s muore
      PS dimenticavo che come “personaggi” ci sono pure la Lombardi e Crimi ^-^ (e Messori!)

    • Il Ribelle Says:

      Grazie Combo, tutte considerazioni molto interessanti.

      Voglio aggiungere una cosa su questa frase di Rodotà:

      ” la rete ha selezionato tutte persone di sinistra…”

      A Rodotà la cosa non gli ha un pò puzzato di truffa nel momento in cui come sappiamo l’elettorato di Grillo proviene in egual misura da destra e da sinistra?
      Cioè il fatto che “la rete” (questo concetto astratto….la rete…mah…) si sia polarizzata tutta a sinistra, non fa pensare a Rodotà che siamo stati presi tutti per culo? Leggendo la sua intervista non è chiaro…

      Rodotà è così ingenuo o sta cavalcando la cosa per ottenere popolarità di fine carriera? Qualche mese fà parlava malissimo di Grillo, ora dice stiamo a guardare cosa fa Grillo & Co. Non mi sembra una persona molto stabile e con le idee chiare. E confermo ad oggi in modo fermo è netto quello che si chiedeva Sendivogius:

      Rodotà NON è adatto a presiedere la repubblica.
      Questa è almeno la mia valutazione, poi magari mi sbaglio.

      Voi che ne pensate?

  4. Ciao,
    da un punto di vista “etico” la scelta di accettare la candidatura indubbiamente lascia a desiderare, però non credo che sia diventato improvvisamente “instabile”, piuttosto conoscendo le dinamiche concrete del web (non trasparenti, ok, non “ideali”, ma non esiste un web “ideale”, “neutro”), quelle del marketing, degli influencer, dei social network, dei tanti siti di opinione, etc., (non a caso nell’intervista a Left cita la campagna elettorale di Obama, giocata capillarmente sul web), essendo già stato protagonista di alcune battaglie nonché garante, poi candidato, ha percepito una possibilità, più ampia rispetto al solo m5s; ha pensato forse che Bersani l’avrebbe chiamato, che forse si sarebbe potuto riaprire una partita già chiusa. Naturalmente Bersani, che aveva ricevuto un mandato per un governo di “cambiamento” ed era stato trattato a pesci in faccia dal duo Lombardi-Crimi, aveva passato ormai la mano del gioco ad altri, e verso il m5s qualsiasi porta era ormai chiusa. Se Rodotà sperava di riaprire il gioco, lì si è certamente dimostrato ingenuo.

    Non ingenuo, ma furbo, secondo me, è stato l’atteggiamento di Vendola. Una prova al contrario sono forse i commenti acidi sul Giornale da parte di Nicola Porro (“La sinistra è passata dalla dittatura del proletariato a quella dei follower”, http://www.ilgiornale.it/news/interni/910210.html), Fabrizio Rondolino (“Così nasce il nuovo Pci sotto la stella rossa di Grillo. Contro la rielezione di uno storico comunista e intorno al nome di Rodotà, Barca e Vendola costruiscono il partito marxista-grillista. Il nemico è il Cav”, http://www.ilgiornale.it/news/interni/cos-nasce-nuovo-pci-sotto-stella-rossa-grillo-lanalisi-910192.html), Paolo Guzzanti (“Così, quando si è trattato di avviare un processo di condivisione con il Pd di Berlusconi, Bersani è stato divorato vivo dalle formiche rosse della rete e dei piccoli dirigenti «sul territorio» che in quella rete vivono, dominati e impassibili”, http://www.ilgiornale.it/news/interni/storico-record-re-giorgio-ora-pu-mandare-tutti-casa-910209.html).

    • Il Giornale di famiglia, come il suo padrone, è ossessionato dai Kommunisti: li vedono ovunque; peccato che simili fantasmi ‘rossi’ si palesino soltanto a loro.
      Non darei molto peso ai panegirici nella difesa ad oltranza del dominus: in fondo i sedicenti opinionisti de “Il Giornale” sono assunti e pagati per questo.
      Quindi non sopravvaluterei troppo l’appeal di Vendola per il non-popolo della “rete”.

      Per il resto, non posso che condividere le vostre valutazioni.
      Personalmente, sono fatto “all’antica”… Se si vuole cambiare qualcosa, bisogna sporcarsi le mani sul campo o, come direbbero i Wu Ming, “portare il culo sulla strada”.
      Con un tweet non si fa la ‘rivoluzione’ e meno ancora si cambia il mondo.
      Questo mi pare che noi l’abbiamo capito da un pezzo, o non staremmo qui a costruire ed articolare ragionamenti, che in alcun modo potrebbero essere riassunti in 50 battute, sforzandoci ogni volta di elaborare analisi più o meno complesse e cercare soluzioni in prospettiva.
      Pensare è fatica. Richiede tempo.
      Rigurgitare insulti su facebook e scrivere pensierini elementari su twitter molto più facile e veloce.
      E trovo desolante che un voto parlamentare sul presidente della repubblica sia stato condizionato in maniera determinante (così dicono) dai cinguettii anonimi sul web. Una cosa che denota grande personalità nei nostri indegni rappresentanti. Così intransigenti su Prodi e Marini, ed ora così incredibilmente flessibile ad un governo Letta (nipote o zio?), insieme a Brunetta e Sacconi e Quagliarello e Schifani e tutto il cucuzzaro fascista.
      Bella coerenza! E che squallore.

  5. personalmente faccio a meno di facebook, twitter, non sono iscritto al PD o a SEL, e ho ritenuto fin dal primo momento che la scelta di Rodotà da parte del m5s fosse del tutto strumentale, del resto preannunciata da una dichiarazione di Becchi, http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/16/quirinarie-vince-gabanelli-ma-lm5s-punta-su-rodota-per-mettere-in-crisi-pd/563971/;
    cerco però di capire che cosa abbia spinto Rodotà ad accettare la candidatura, Vendola, Barca e tanti altri a sostenerla, ilgiornale a denigrarla, senza dar loro del matto; probabilmente sono ragioni sbagliate e infondate, però delle due cose l’una: se si crede che ci sia ancora una via parlamentare, istituzionale, allora non si può negare l’importanza, l’influenza dei nuovi mezzi di comunicazione ai fini del consenso o della propaganda o dell’egemonia culturale, soprattutto presso le nuove generazioni (nuove che però cominciano ad avere una certa età!), e quindi regolarsi di conseguenza per riconquistare la fiducia dell’elettorato perduto o non ancora conquistato, anche al livello di quei media, o formulare una strategia di egemonia – tutto ciò per non lasciare campo libero a Casaleggio o altri spin doctor a venire;
    se invece si ritiene che l’unica via per la “rivoluzione” sia il movimento, la lotta, portare il culo sulla strada, ok, è tutta un’altra storia, e qualsiasi cosa succeda a livello parlamentare e/o internettiano non ce ne può fregar de meno o quasi, perchè comunque (faccio la parodia) sono “lotte interne fra frazioni opposte della borghesia”,
    infine c’è la terza via, il partito di lotta e di governo, che sappiamo com’è finita, però chissà può sempre essere riproposto;

    • Touché!
      Adoro le tue sane iniezioni di realismo critico, la lucidità analitica, la curiosità dialettica… Ad averne qualche migliaio in più di persone come te nei posti giusti, questo sarebbe un paese diverso. Sicuramente migliore.

      “…cerco però di capire che cosa abbia spinto Rodotà ad accettare la candidatura, Vendola, Barca e tanti altri a sostenerla, ilgiornale a denigrarla…”

      :) In cuor mio, sono convinto tu abbia già la risposta giusta a ciascuno di questi quesiti…

      P.S: Alla redazione de Il Giornale non sono affatto matti; per dirla in maniera semplicistica rispondono ad un requisito minimo, per riflesso pavloviano: sinistra=comunisti=male.
      E per ‘sinistra’ intendono qualsiasi cosa non graviti nella destra clericale e confessionale, non sia reaganiano, non sia beceramente sciovinista, non strizzi costantemente l’occhio ai neo-fascisti, e osi muovere la minima critica al Capo Supremo.
      In tale ottica, hanno accusato di “comunismo” persino Gianfranco Fini e Mario Monti, il ché è tutto dire.
      Il loro delirio ossessivo è speculare all’appartenenza padronale, nella comune fede reazionaria. In caso contrario non sarebbe “Il Giornale”.
      Coerentemente, odiano tutto ciò che è estraneo al reame fatato del loro papi.
      Quello che invece mi disgusta è come a simili merde (sit venia verbo), in nome di una distorta concezione della “par condicio”, sia stata data enorme visibilità mediatica. E quindi sdoganati in TV alla stregua di grandi opinionisti (in questo la 7 è insuperabile!).
      Ma, come si suol dire, si tratta di un’altra storia..:)

  6. Articolo interessante e colgo l’occasione per complimentarmi per questo sito! veramente ben fatto e con tanti articoli utili!

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