RITORNO AL FUTURO

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Se c’è una cosa che meglio di ogni altra aiuta a comprendere la crisi dell’editoria italiana, è l’incredibile mole di infantilismi di ritorno, banalità profonde, e baggianate inchiostrate a (in)delebile ricordo di troppi analfabeti dalle velleità letterarie, che amano incartare i propri pensierini al ribasso su formato stampa, insieme all’assoluta disponibilità degli editori a pubblicare simili puttanate su raccomandazione, in sovraesposizione da minchioneria applicata per Peter Pan mai cresciuti.
Libro Renzi Sono spesso produzioni imbarazzanti, ai limiti del degrado culturale, che nei casi più gravi [QUI] superano i criteri di un ‘normale’ narcisismo a scopo promozionale. A livello politico, si tratta di un’operazione inutile ed onerosa, inesorabilmente destinata a sconvolgere un pubblico di nicchia dedito a perversioni estreme. Un limite, quello della diffusione, ampiamente superato dalla scoperta di f/b e twitter (due perle regalate ai porci). Per quanto, all’orrore non c’è mai fine…
Renzi's FamilyIn attesa che questo buristo di scarti dorotei e frattaglie miste, in gita sudamericana tra fazenderos e caudillos, decida di dare alle stampe una versione personalizzata dei suoi diari della lambretta, continua la parodia del piazzista da trasferta a lezioni di peronismo.
Raramente, nella pur cortigiana tradizione dei media italiani, sì è mai avuto un simile concentrato di fuffa e propaganda; entrambe elevate a livelli parossistici in una iperbole che, superato abbondantemente lo stucchevole, Lou Costello - Pinottoinizia a degenerare in forme di ridicolo come non si vedevano dai tempi delle veline del Min.Cul.Pop in versione da farsa: un profluvio guizzante di espressioni da ebete su una faccia da Pinotto errante piantata su un corpo flaccido, al posto del mascelluto profilo del duce in orbace. La forma è diversa, ma il messaggio identico o quasi.
Gaetano Polverelli Gaetano Polverelli, che di Mussolini fu capo ufficio stampa e poi ministro della cultura popolare (per la propaganda), sosteneva che il suo ufficio dovesse essere improntato a “poche ma inflessibili idee”. Ovvero, lo stesse che oramai infarciscono la retorica da televendita perenne del Balilla di Pontassieve: ottimismo, fiducia, futuro. Se poi la realtà è leggermente diversa, basta immaginarla a proprio uso e consumo: fabbricato un prodotto, bisognerà organizzarne la vendita, attraverso campagne massive di pubblicità mirata.
Ovviamente il fascistissimo Polverelli non conosceva le moderne strategie di advertising, ma sapeva muoversi bene attraverso i meccanismi della propaganda di regime. Produttore instancabili di “direttive”, da applicarsi senza eccezione nella quotidiana deformazione dei fatti a beneficio di un radioso avvenire della “nuova Italia”, nel 1931 Polverelli stila alcune delle sue fondamentali indicazioni per la stampa e consigli pratici su come presentare al meglio una notizia. Il tutto è racchiuso in 29 direttive, delle quali sarà nostro piacere fornirvi un piccolo estratto:

1. Rinnovare il tipo del giornale
Il giornale deve esser organo di propaganda dell’italianità e del Regime.
Valorizzare le nuove opere italiane Riprodurre in quadro le idee salienti espresse dal Duce nei discorsi più recenti.
[…] Si raccomanda soprattutto una ardente passione d’italianità e di fascismo, che deve illuminare il giornale in ogni suo numero.

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2. Controllo dal punto di vista nazionale e fascista
Controllare le notizie e gli articoli dal punto di vista nazionale e fascista, ponendosi, cioé, il quesito se le pubblicazioni sono utili o dannose per l’Italia e per il Regime……

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4. Ottimismo e fiducia
Improntare il giornale a ottimismo, fiducia e sicurezza nell’avvenire.
Eliminare le notizie allarmistiche, pessimistiche, catastrofiche e deprimenti.
La divulgazione di catastrofiche previsioni di pitonesse parigine e di allarmistici preannunzi di calendari e almanacchi popolari, è deplorevole idiozia.

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5. Opere assistenziali
Occuparsene dal lato organizzativo, e non da quello pietistico. Non si deve dare all’estero la sensazione di una miseria grave che non c’è. Non si deve battere la grancassa per raccogliere denari. Si può invece dar conto dell’organizzazione e dei risultati.

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6. Assistenza fascista
L’assistenza fascista si ispira al principio nazionale della solidarietà.
Nei commenti evitare ogni vecchio concetto di elemosina, di pietismo, secondo i sorpassati concetti prefascisti.

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7. Mostra della rivoluzione fascista
È un errore politico pubblicare sui giornali fotografie di ricordi socialisti, comunisti ecc.
Il Lavoro Fascista ha pubblicato una fotografia della testata dell'”Avanti!”, col risultato di richiamare sul giornale sovversivo anche l’attenzione dei giovani che non lo lessero e neanche lo conobbero……

Pina Picierno

8. Basta con gli articoli sulla vecchia Italia!
[…] Basta con gli articoli sulla vecchia Italia!

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9. Riconoscimenti esteri
Riunire con evidenza di titoli tutte le notizie riguardanti il regime ed i commenti di giornali esteri sulle realizzazioni del fascismo, nonché le notizie sulla diffusione dei principi fascisti nel mondo.

L'Amerikano

[…]

14. Cronaca giudiziaria
I resoconti giudiziari devono essere controllati dal lato politico, eliminando tutto ciò che può nuocere al credito e agli interessi generali della Nazione.

Enrico Costa e Angelino Alfano

15. Fotografie
Le fotografie di avvenimenti e panorami italiani devono essere sempre esaminate dal punto di vista dell’effetto politico. Così se si tratta di folle, scartare le fotografie con spazi vuoti; se si tratta di nuove strade, zone monumentali, ecc., scartare quelle che non danno una buona impressione di ordine, di attività, di traffico, ecc.

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16. Dialetti
Non pubblicare articoli, poesie, o titoli in dialetto. L’incoraggiamento alla letteratura dialettale è in contrasto con le direttive spirituali e politiche del Regime, rigidamente unitarie.
Il regionalismo, e i dialetti che ne costituiscono la principale espressione, sono residui dei secoli di divisione e di servi della vecchia Italia.

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17. I giovani
Basta con gli attacchi ai giovani. Le leve dei giovani si inseriscono ogni anno nel Regime e ne rafforzano la linfa giovanile. Sospendere gli articoli sui seguenti argomenti:
– Problema dei giovani
– Provvedimenti di disciplina per lettere anonime
– Battaglia demografica.

22. Resoconti parlamentari
Non parlare di “lavori” parlamentari, frase del vecchio tempo. Citare invece, anche nei titoli, i principali provvedimenti presi.

23. Famiglia del Duce
Non è gradito che se ne parli.

[…] 

25. Movimento degli alti personaggi
È opportuno non preannunziare i movimenti del Re, del Principe ereditario, del Duce. Se ne può parlare se vi è ordine speciale.

renzicottero

Cos’è che diceva Agostino di Ippona, a proposito dello scorrere del tempo e della sua percezione come dimensione dell’anima?

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2 Risposte to “RITORNO AL FUTURO”

  1. carissimo, leggerti è sempre un gran piacere e una consolazione.

    e dire che io pensavo non sarebbe riuscito a passare l’estate con la maggioranza di governo… la cosa si fa sempre più inquietante, sopratutto quando dalle ormai solite sfascioriforme di lavoro e p, scuola e sanità si passa a mettere mano alla costituzione.

    • Evidentemente, il Papi e ora il Bambino Matteo costituiscono un fenotipo prevalente in cui sembra riconoscersi una parte consistente (non saprei dire quanto prevalente) di un’Italia furbesca e cialtrona.
      Il resto ne subisce il fascino o supinamente sopporta in nome del falso principio di T.I.N.A. (there is not alternative). Sarà una questione di feromoni.
      In realtà, l’apparente onnipotenza di questo clone berlusconiano è un’illusione determinata dall’assoluta inconsistenza e mediocrità dei suoi (finti) avversari. Recitano una parte, ma sono tutti inscindibilmente legati alla stessa greppia.

      P.S. Passando invece a cose molto importanti, se la memoria non mi induce in errore, la mia aviatrice preferita ha recentemente festeggiato il compleanno… Ed io sono scandalosamente in ritardo di almeno una settimana per gli Auguri!

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