Nano da legare

«L’accadimento giapponese, a seguito anche dei sondaggi che noi abitualmente facciamo sull’opinione pubblica, ha spaventato ulteriormente i nostri cittadini. Se fossimo andati oggi a quel referendum, il nucleare in Italia non sarebbe stato possibile per molti anni a venire. Il governo quindi responsabilmente ha ritenuto di introdurre questa moratoria per evitare il nucleare, per far sì che si chiarisca la soluzione giapponese, e per far sì che magari dopo un anno o dopo due anni si possa ritornare ad avere una opinione pubblica consapevole della necessità di ritornare all’energia nucleare

 S.Berlusconi(26/04/2011)

 

Nel 25esimo anniversario della catastrofe nucleare di Chernobyl,  uno spennellato Pornonano ci offre uno straordinario saggio sulla democrazia applicata ai tempi di Cesare, sottolineando involontariamente la differenza che separa il “popolo” (plebe) dai “cittadini”…
L’uomo del popolo sovrano ci conferma che la “volontà popolare” funziona a corrente alternata, secondo convenienza personale: come un interruttore, si accende e si spegne a comando; libera di applaudire ma non di decidere. Come i plebisciti, le elezioni sono una pura formalità (pilotata) per confermare situazioni di fatto, funzionali alla legittimazione fittizia di un potere già costituito.
 Se i despoti dell’antichità affidavano le loro decisioni al vaglio di astrologi e aruspici, il Pornocrate rimette tutto alle alchimie dei sondaggi d’opinione, elevati a scienza esatta e di governo. Siccome sui risultati referendari l’oracolo dei sondaggi non gli è favorevole, reputa bene di bloccare le consultazioni per decreto (emesso da Lui), rimandare le votazioni sine die (uno o due anni), e tornare alle urne solo quando i pronostici gli saranno favorevoli.
Un’ipotesi molto interessante, che potrebbe porre le basi di un utile precedente:
Siccome i sondaggi mi dicono che alle votazioni amministrative potrei perdere, sospendo le elezioni e le rimando almeno di un paio di anni, in attesa di convincere gli elettori a votare il mio candidato.
Siccome i sondaggi dicono che perderò le elezioni politiche, blocco le consultazioni fintanto che non sarò sicuro di essere rieletto. O eventualmente cambio la legge elettorale, con voto di fiducia, ad un mese delle elezioni. E infatti..!
Con strabiliante candore il Reuccio ci informa che, in Italia, per indire una libera consultazione su temi fondamentali, come il libero accesso all’acqua potabile e la costruzione di centrali atomiche, non basta raccogliere un milione e mezzo di firme, passare il vaglio di costituzionalità, aspettare il nullaosta della Corte di Cassazione, superare il quorum del 50,1% per rendere valida la votazione…
Questo perché se le tematiche della consultazione non piacciono al Sovrano, allora si prova a cancellarle con decreto governativo, scavalcando l’intero iter costituzionale e arrogandosi poteri che in realtà non ha. E infatti il Pornocrate già parla come se il referendum del 12 e 13 Giugno 2011 fosse stato eliminato, a suo insindacabile giudizio, e non fosse invece tuttora VALIDO.
Dinanzi ad una simile violazione della sovranità popolare, per definire un abuso senza precedenti, l’aggettivo più usato dalla stampa liberale (Corriere della Sera) è: “singolare”.
Capisci bene che con simili ‘gendarmi del potere’ hai la strada spianata per ogni porcata passata, presente e futura…

«Bisogna anche dire con chiarezza che non si tratta di bombardamenti. Dalla stampa di stamattina sembra che noi ci apprestiamo così come i nostri alleati a fare bombardamenti: quelli famosi con le bombe a grappolo. Non si tratta assolutamente di questo. Si tratta di interventi con dei razzi di estrema precisione su singoli obiettivi militari… Niente a che vedere con interventi su centri civili o là dove ci possono essere delle vittime civili.»

 S.Berlusconi (26/04/2011)

Giornata particolarmente ispirata questo 26 Aprile, Anno XVII dell’era berlusconiana
Più inceronato del solito, questo barile di fard, merda e viagra, non contento di svendere a tranci pezzi di sovranità nazionale, dopo aver smarrito ogni dignità, gira per le cancellerie mondiali a braghe calate, elemosinando un posto a tavola come cameriere.
Cede a Sarkò le Napoleòn su tutta la linea, in cambio dell’appoggio della candidatura di Mario Draghi alla BCE, in modo da poter affidare il posto di governatore della Banca d’Italia ad un uomo di fede tremontiana. Alla conferenza stampa dell’imbalsamato Pornonano sembrava di assistere al teatrino delle marionette con il braccio di un invisibile ventriloquo, infilato su per il.. perineo, a muovere il giullare travestito da statista.
Emarginato a livello internazionale come un paria politicamente impresentabile, Silvione lo Sporcaccione è pronto a prostituirsi a Francia e Britannia, perché la scampi. E ci porta in guerra, unilateralmente, con l’avvallo presidenziale del Bell’Addormentato sul Colle, senza nemmeno prendersi il disturbo di interpellare quel parlamento che tanto si vorrebbe ‘centrale’.
Siccome O’Banana sta terminando le “bombe intelligenti” ed il Tesoro statunitense è a rischio default, il Pornonano ha deciso bene di correre in aiuto svuotando gli arsenali della Difesa italiana, senza alcuna contropartita, ma non prima di aver accusato gli alleati di bombardamenti indiscriminati e uso criminale delle cluster bombs.
Tanto per dire, gli AIM-2000, i missili a guida laser in dotazione ai caccia bombardieri Tornado, hanno un costo approssimativo di 400.000 euro a pezzo. Una bazzecola rispetto ai 192 missili da crociera Tomahawk, lanciati dalla Marina USA al modico prezzo di un milione e mezzo di dollari cadauno! Ai quali si aggiungono quasi 500 ordigni a sistema integrato SALH.
Così il Porcellone di guerra, per potersi esibire in qualche altra foto ricordo, si accinge a bombardare l’amico Gheddafi, col quale l’Italia sarebbe ancora legata da un Tratto bilaterale di amicizia e di alleanza militare, attualmente “sospeso” ma ancora valido. Da applicare, come la legge, a targhe alterne a seconda delle circostanze in base alle convenienze del momento.

 «Ci sono situazioni in cui la miglior forma di comunicazione è tacere. La guerra è una di queste. Non è soltanto un fatto di sicurezza militare o di opportunità politica: in guerra ci sono cose pleonastiche, che se vogliono essere spiegate invece di chiarire confondono le idee e inducono a reazioni molto pericolose, per la pelle dei combattenti e molto imbarazzanti per la politica.
Siamo entrati in guerra contro la Libia trascinati dall’imbarazzo di stare dalla parte sbagliata, ma abbiamo spiegato che non era una guerra. Abbiamo sostenuto Gheddafi mentre allestivamo la flotta per colpirlo, abbiamo stretto patti inapplicabili e poi li abbiamo violati  spiegando che erano “sospesi”. Abbiamo cercato di scardinare la coalizione franco-britannica che sosteneva i ribelli, dicendo che era colonialista, e poi ci siamo schierati dalla sua parte. Abbiamo invocato l’intervento della Nato e ne abbiamo frenato l’azione. A chi deve imparare a combattere, abbiamo promesso istruttori “pacifici” e aiuti umanitari. Abbiamo escluso l’intervento militare europeo ed abbiamo chiesto che l’Europa ci aiutasse nell’emergenza profughi. Abbiamo messo a disposizione basi e bombardieri, dicendo che avremmo vinto una guerra terrestre dall’aria. Abbiamo detto che i nostri velivoli non avrebbero sparato un colpo, ben sapendo che avremmo indebolito l’alleanza e favorito Gheddafi. Oggi spieghiamo che gli attacchi sono una necessità e saranno “mirati” solo su obiettivi militari: una ulteriore promessa destinata a non essere mantenuta, visto che la guerra di Libia è combattuta da milizie irregolari e civili armati. La tragica routine della guerra, a forza di spiegazioni e giustificazioni surreali, è diventata una farsa. Che non fa ridere.»

 Gen. Fabio Mini
 (27/04/2011)

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15 Risposte to “Nano da legare”

  1. […] cambio la legge elettorale, con voto di fiducia, ad un mese delle elezioni. E infatti. … Leggi tutto: Articoli correlati:Sondaggio Elettorale Piemonte Dicembre 2010 « La Voce Delle […]

  2. MarioCircello Says:

    Questo camperà almeno duemila anni!
    Dio certamente non lo vuole e il diavolo men che meno…
    La vera tristezza, sta nel fatto che ormai è talmente palese chi esso sia, che non ha nemmeno più la necessità di nascondere le porcate che combina; può anche prendersi il lusso di dire apertamente quello che ha detto (quando l’ho letto sul Corriere, mi sono detto: “per oggi mi basta”. Ho chiuso il giornale e sono andato a farmi una passeggiata con Ugo…), senza che nessuno si scandalizzi di ciò, anzi, la maggior parte delle persone, lo ritengono normale, perché ti dicono: “anch’io avrei fatto così!”
    Non rimane che sperare in un “missile intelligente” – talmente intelligente – che vada a colpire la testa catramata…

  3. Povero Gheddafi… tradito ancora una volta dal suo più caro e fedele servit… amico! Sono lontani i tempi in cui all’ombra di una tenda si scambiavano tenere effusioni giurandosi amore eterno… sniff sniff…

    Ma allora… “responsabilmente” è il termine in neo-lingua per “per pararmi il culo dal risultato del referendum” ?
    E’ bello sapere che si preocuppa ancora per (di?) noi!

  4. @ Mario
    Io credo che, per quanto elastica possa essere la flessibilità, esista comunque un punto di rottura per tutto… Decisamente, stavolta il Pornocrate si è spinto troppo oltre… la crepa è evidente; il tanfo che ne fuoriesce è forte; e gli effetti saranno presto ancora più evidenti…

    @ The Thought’s Tree
    E’ proprio un periodaccio: Putin non lo ospita più nelle sue dacie… niente più bunga-bunga… tutto il mondo gli ride dietro… E ora è costretto pure a bombardare uno dei suoi vecchi compagni di merende…

    • Caro Sendivogius, mi auguro davvero che sia come dici, cioè che quando è troppo (e anche troppo palese), è davvero troppo. Ma personalmente – non per fare l’uccellaccio del malaugurio – nutro la profonda convinzione, che nemmeno gli ultimi accadimenti – per quanto dovrebbero essere sufficienti a far vedere anche un cieco – siano in grado di risvegliare la massa di tifosi e fan (perché questo sono in realtà i suoi elettori). Persino qui in Ticino – nonostante tutto – c’è ancora tanta gente che lo difende (fin troppa! Prova ne è che alle ultime elezioni cantonali, l’unico partito vincente è stato la “Lega dei ticinesi”, che ora ha ben due ministri su cinque!); sono cambiate – in parte – solo le motivazioni; se prima era considerato “l’imprenditore di talento”, colui che “si è fatto da sé” e tutta un’altra serie di panzanate, ora la giustificazione, è diventata che “è l’unico in grado di governare l’Italia, perché non c’è nessun altro”…

  5. Ciao Sendivogius, vorrei sottoporre alla tua attenzione un’altra chicca del governo del fare. Sul sito del “Governo italiano – Presidenza del Consiglio – comunicazioni”, è stata pubblicata in data 28 aprile 2011, una nota dal titolo: Precisazioni da palazzo Chigi. Mi raccomando, leggila, perché ne va dell’unità d’Ialia…

  6. Midhriel Says:

    Carissimo Sendivogius, purtroppo quando mi capita di parlare con gente che vota Berlusconi mi devo arrendere al fatto di discutere con delle macchinette, che ripetono sempre e solo gli stessi slogan ascoltati migliaia di volte in televisione. L’argomento più “forte” che sanno utilizzare è il famoso “pericolo rosso”, però non sanno illustrare cosa sia e come si potrà manifestare.
    Se Berlusconi voleva creare un’idolatria popolare rivolta a se stesso, con gran parte della gente c’è riuscito: la responsabilità di ciò è tutta della sinistra, che non ha saputo leggere i fenomeni e tanto meno calcolare le loro conseguenze nel lungo periodo. La “sinistra” attuale ha permesso a Berlusconi e company di demonizzarla nell’immaginario popolare, demolendo il lungo lavoro di Enrico Berlinguer che era invece riuscito a portare gli ideali della sinistra vicino alla gente.
    Non si parla di contenuti politici, ma di essere pro e contro Berlusconi: forse in tal senso il famoso atteggiamento di Veltroni, che assimiliava Berlusconi a Voldemort, poteva avere un significato… peccato solo che fosse inadatto, come arma, rispetto a quelle usate dall’avversario politico.
    Questi elementi – personalismo/cesarismo, creazione di stereotipi, logoramento dei contenuti politici, ecc. – sono quelli che a mio parere rendono davvero arduo risolvere il problema italiano, perchè non sono aggredibili con argomentazioni politiche ma presuppongono un lungo lavorio di risveglio della coscienza popolare (e ciò si scontra anche col fatto che l’Italia è il paese dei furbi).
    @Mario: La comunicazione da Palazzo Chigi mi ha sconvolta. Per quanto riguarda la Lega Ticinese, avevo letto del loro successo (purtoppo…), ma a quanto capisco dalle tue parole anche questi ticinesi sono convinti che servano leader, non idee.
    Perdonate se mi sono dilungata :)

  7. dicksick Says:

    Non si tratta di bombardamenti. O meglio… Si tratta di bombardamenti intelligenti… precisi al millimetro… ci sono praticamente dei razzi alla cui punta abbiamo fatto annusare il buco del culo di gheddafi e del suo entourage. I razzi intelligenti hanno dunque lo scopo di andare a ficcarsi lì per procurargli un bel po’ di emorroidi senza danneggiare civili o ammazzare alcunché. Non sono bombardamenti. No. Sono bombardamentini. Ecco.

  8. Il problema non è lui!… Il problema sono gli italiani, in qualsiasi posto del mondo che si dichiari democratico, alle esternazioni del silvio, il popolo sarebbe sceso in piazza ad occupare palazzi e luoghi di potere e avrebbe spedito a casuccia o al fresco lor signori . Invece gli italiani?…sono affaccenda affaccendati in altro. Al massimo ci si sfoga tra intimi. Che amarezza!
    La vita, la vita, non interessa??? Decidere per il nucleare, per l’acqua, per il legittimo impedimento o per la partecipazione ad una guerra, non sono motivi validissimi di impegno?
    Forse bisognerebbe indagare sui valori che interessano ai più… sul senso che hanno della vita.
    Facciamo una prova: chiedete quanti oggi sono stati incollati davanti la tv a seguire il matrimonio di Willy e Kate…sapranno dirvi tutto su abiti, cavalli, carrozze e cappelli al vento…
    Ciao
    Vera

  9. Carissime/i…
    Sarà bene precisare che i vostri interventi sono e saranno sempre assolutamente graditi, oltre che preziosi. E poi a me piacciono i commenti corposi…:)

    Ora che ho potuto leggere la precisazione ufficiale della Presidenza del Consiglio sulla fondamentale questione della “assegnazione scudetto”, mi sento davvero molto più sollevato.
    Se questi sono i principale problemi del Governo, allora si capisce tutto e non c’è molto altro da aggiungere..!

    La “psicologia” ed i contesti sociologici dell’elettore medio, come avrete notato, costituiscono da un paio di mesi a questa parte un tema ricorrente di questo blog. E tra articoli e commenti di supposizioni ne abbiamo fatte, insistendo sul substrato culturale radicato nel profondo collettivo di una data comunità storica. In merito alle vostre osservazioni non potrei che ribadire quanto già argomentato QUI.

    Ora vi voglio chiedere:
    Che cos’è la “sinistra? E soprattutto cosa vuol dire “essere di sinistra”?
    Sono pronto a scommettere che, nel nostro caso, non scaturirebbe una sola risposta uguale alle altre.
    Per esempio, nel mio caso non ho mai potuto abbozzare la politica riformista di Berlinguer. Non certo perché rimpiangessi il rigido PCI togliattiano (figuriamoci!), ma perché secondo il mio personalissimo giudizio i compromessi dell’era Berlinguer hanno segnato il prodromo di quella politica consociativa (e accomodante) che alla lunga ha svuotato di senso la missione storica della sinistra e determinato quel “distacco dalla base”, segnando la sua rovina attuale. E del resto, il cosiddetto “riformismo” italiano degli ultimi anni è stato tutto all’insegna della legittimazione da parte dei ‘poteri forti’, del riconoscimento da parte delle grandi aristocrazie imprenditoriali e della Confindustria, della benedizione vaticana, alla spasmodica ricerca del “voto moderato”. Tutte componenti sociali che, alla fin fine, al momento delle elezioni votano (giustamente) per i loro referenti politici naturali, optando per il modello a loro congeniale da tempo e non per le pessime copie travestite.
    In poche parole, la sinistra italiana ha trascorso gli ultimi venti anni cercando di far dimenticare di essere stata marxista e, colpa ancor più grave, filocomunista. Soprattutto ha cercato disperatamente di farsi perdonare ogni velleità di cambiamento, di progresso sociale, di sperimentazione culturale, di idealismo eretico, in una società sostanzialmente immobile, ancora scioccata dal ribellismo sessantottino (ed è passato quasi mezzo secolo!).

    In fondo è già tutto scritto nel corso della storia italiana che si ripete sempre uguale, diversa nelle forme ma identica nella sostanza…
    Ho scoperto le memorie di Eno Mecheri, fascista convinto della primissima ora, schierato con la componente di sinistra più radicale dei “sansepolcristi” e autore di una revisione durissima del regime mussoliniano:

    «Le fila fasciste furono aperte a tutte le forze mercenarie della reazione, destinate a costituire la massa di manovra contro il nemico in ritirata. La borghesia industriale e terriera, dopo l’insuccesso rosso, sentiva preponderante nell’animo il desiderio di vendicarsi contro chi l’aveva così a lungo terrorizzata.»

    Eno Mecheri.
    “Chi ha tradito? Rivelazioni e documentazioni inedite di un vecchio fascista”
    Libreria Lombarda – Milano 1947

    Dall’altra parte della barricata, Mario Mariani, membro del direttorio milanese degli Arditi del Popolo, scriveva a proposito dell’avvento del fascismo:

    «I rossi che avevano creduto nella possibilità e nell’utilità di un mutamento di regime quando avevano in pugno l’Italia […] riconobbero la bontà degli argomenti borghesi: “alla rivoluzione italiana, Ingilterra, Francia e America, non consentirebbero né credito, né ferro, né carbone. Noi non possiamo gettare il Paese in un disordine caotico, non possiamo tentare di mutare i congegni della produzione, scambio e consumo, in un periodo di crisi nella quale la produzione ristagna”.
    Ripiegavano su sé stessi. La rivoluzione era rimandata alle calende greche. Ebbene, la reazione s’è scatenata dopo […] C’è da chiedersi se la borghesia che deprecava la rivoluzione non abbia voluto punire il proletariato per non averla fatta.»

    Mario Mariani
    “Le meditazioni di un pazzo”
    Sonzogno – Milano 1922

    Oggi la “sinistra” (ammesso che esista ancora) perde perché non ha più niente da dire, innanzitutto al suo stesso bacino ideale di riferimento.
    Nella sua vocazione compromissoria ha smarrito il senso della sua esistenza. Non è attrezzata culturalmente ai grandi cambiamenti epocali. Ha seri deficit a livello comunicativo, né sa gestire gli approcci mediatici. È affabulatoria ma auto-referenziale. Soprattutto è incapace di creare aggregazione sociale; incapace di elaborale fascinazione collettiva su temi condivisi e di comun sentire. Non offre soluzioni pratiche né esempi concreti. È persino “respingente”, nella componente derelitta di casi umani che affollano ciò che resta delle sezioni di un tempo.
    In questo ultimo decennio i partiti progressisti hanno concentrato tutti i loro sforzi verso il grande progetto europeista, sostenendo in maniera acritica le politiche della nuova UE, edificata interamente su parametri economici di matrice monetarista: un paradosso devastante visto che le politiche monetariste non sono concetti neutri, ma costituiscono il programma economico di riferimento per tutte le destre ultraliberiste.
    In pratica, le sinistre riformiste e socialdemocratiche europee hanno sottoscritto col loro appoggio incondizionato ai parametri di Maastricht:

    1) lo smantellamento progressivo dello stato sociale (reinventando un welfare inefficace);
    2) le dismissioni dei patrimoni pubblici con le grandi privatizzazioni di massa, senza alcuna contropartita in termini di servizi efficienti, prezzi contenuti, libera concorrenza e ritorno occupazionale.
    3) I parametri di riferimento sono tutti calcolati in funzione del contenimento della spesa corrente (tagli sociali); provvedimenti ferocemente anti-inflazionistici (contrazione dei salari da lavoro dipendente); crescita del PIL e libera circolazione delle merci, ma non dei servizi al cittadino e del suo benessere.
    4) Il varo della moneta unica (l’euro), ovvero un prodotto di laboratorio costruito a tavolino da grigi funzionari delle banche centrali e dai tecnocrati pervenuti a Bruxelles. Una moneta per di più nata male perché i suoi padrini, interessati unicamente della sua tenuta di cambio internazionale, non si sono minimamente preoccupati degli arrotondamenti per eccesso e dei fenomeni speculativi sui prezzi al dettaglio, legati al passaggio dalle valute nazionali all’euro. Da lì il famoso ritornello: “è tutta colpa dell’euro” (di Prodi e della ‘sinistra’, da Amato a Ciampi).

    C’è poi da aggiungere che nei famigerati parametri nell’Unione dei Mercanti non esiste neanche un riferimento alla crescita dell’occupazione, reddito di cittadinanza, politiche di assistenza contro la crescente emarginazione giovanile.
    Le politiche sociali, proprio quando la crisi economica morde di più, in virtù dei saldi di bilancio sono diventate escludenti, invece di essere estese. E restano profondamente inique: ripartite per fascia di età e “diritti acquisiti”. É difficile spiegare ad un lavoratore a progetto che a 30 anni si vede buttato in mezzo a una strada senza alcuna prospettiva dalla sia azienda in crisi, che non avrà alcuna copertura o aiuto pubblico, mentre a parità di condizioni e di lavoro il suo collega con contratto a tempo indeterminato viene posto in cassa integrazione col 70% dell’ultimo stipendio. Una “sinistra” non può ripiegare sulla mera conservazione dell’esistente, ignorando le discrepanze e le iniquità legata ad una cattiva distribuzione dei redditi e dell’assistenza, in rapporto alle mutate condizioni dell’assetto sociale.

    Di fronte ad una popolazione europea sempre più vecchia e ricca, la “sinistra” non ha saputo porre rassicurazioni e risposte sui grandi flussi immigratori, che vengono percepiti come caotici e incontrollabili. E come tutti i movimenti di massa, anche se pacifici fanno paura.
    Entro nella mente del cittadino inkazzato, poco politicizzato, o più semplicemente disilluso: Se io ho un problema oggettivo, di lavoro, di reddito, di alloggio, se guardo con preoccupazione ad una immigrazione che percepisco come una concorrenza indebita nell’allocazione delle risorse e del lavoro, che avverto come una ‘minaccia’ e mette in discussione le mie piccole certezze quotidiane fondate sull’immutabilità del mio habitat, non mi si può dire sempre e solo che: “gli immigrati sono una risorsa e svolgono lavori che gli italiani non vogliono fare più”. A prescindere, senza alcuna opzione critica. Perché di fronte alle discrepanze, i contrasti sociali (che esistono), certi episodi di cronaca e alcuni gravi fenomeni criminale, ci si incazza a vedersi lasciati senza risposte e frettolosamente liquidati come “razzisti”

    È chiaro che in tempo di crisi, e di recessione economica, tutti questi nodi vengono al pettine ed esplodono nelle loro contraddizioni e nei rancori sopiti. Si ripiega nell’usato sicuro, nella Tradizione, nei vincoli di sangue e nell’unità etnica. E se devo spendere i miei soldi, pensa allora il nostro intimidito ‘uomo qualunque’, che questi vengano impegnati per la mia comunità d’elezione. Non certo per salvare l’economia di quei beoni di greci e lusitani; e nemmeno per quei terroni del Sud..! Con tutto il cicciare di movimenti nazionalisti e leghe varie contro chiunque non sia organico al villaggio-fortezza.
    Dinanzi a simili interrogativi epocali, la “sinistra” tace; non prospetta soluzioni ma ipotesi complesse, spalmate sul lungo periodo. E viene percepita come causa indiretta del problema presente.
    La destra su queste cose ci sguazza, offre soluzioni semplici ed in apparenza efficaci:
    – Perché vive di assoluti teorici e asseconda l’irrazionale, attingendo ad un substrato culturale sostanzialmente invariato e impermeabile ad ogni cambiamento.
    – Perché si appoggia a certezze antiche e quindi ben radicate nell’immaginario delle masse
    – Perché esorcizza i problemi, relegandoli ad una visione manichea, e semplificati nella divisione tra “amico” e “nemico”.
    – Perché è abilissima nell’incanalare odi, paure e pulsioni, contro un capro espiatorio, in modo da coprire i propri fallimenti nell’assenza di altre alternative.

    Ci sono circostanze nelle quali la Logica, lungi dall’essere una risorsa, rappresenta un’arma spuntata.

  10. Ci piace il tuo post e noi di Vongole & Merluzzi pensiamo a tal proposito che l’uomo (politico) deve ritorvare la misura di se stesso nelle cose quotidiane!

    Spero avrai modo e voglia di ricambiare la visita…fuori misura! ;)

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/04/30/fuori-misurata/

  11. è veramente incredibile. Il commento di Fabio Mini riassume tutto (a parte che secondo me ormai nemmeno il Nano sa cosa sta facendo).
    A proposito, ti consiglio questo articolo ( http://www.byoblu.com/post/2011/04/30/Piccole-potenti-tecniche-di-manipolazione-di-massa.aspx ) molto interessante sulle frasette del Berluscazz, apparentemente buttate lì a caso, ma con molti significati. Il Re Sole è sempre più una realtà!

    Una domanda per il carissimo autore del blog: secondo te, perché gran parte della produzione culturale di questo paese (soprattutto negli ultimi anni) si autodefinisce “di sinistra” o comunque esprime valori di sinistra? Ecco, è una domanda un po’ scritta male e un po’ scema, ma me la sono sempre posta. :)

  12. @ Lordbad
    Grazie per l’invito, ma io sono già un costante e silenzioso lettore del vostro sito..:)

    @ Lady Lindy
    Ho letto l’articolo che mi hai indicato… molto interessante. Però tenderei a dissacrare quest’aura mitica costruita attorno all’Unto. Innanzitutto perché è un prodotto molto profano, poi perché le panzane mitologiche, se si vuole, si smontano in fretta. Esempio pratico:

    Ricorderete quando tirò fuori la storia di donna Rosa nientemeno che alla Knesset, il Parlamento israeliano, tratteggiando la figura di una madre eroica che sfidò le SS, da sola e incinta di otto mesi, pur di salvare una giovane ragazza ebrea.

    Cazzata o stronzata?!? Non mi risulta che nell’Agosto del 1936 a Milano circolassero SS a caccia di “ragazze ebree”. A maggior ragione che le leggi razziali in Italia vengono promulgate nel 1939.
    La liturgia mistica del Papi è innanzitutto una costruzione mediatica del suo entourage, ad uso scenico. In realtà gioca su una finzione condivisa… la gente non è interamente stupida: finge di credere alle sue panzane, perché fanno parte del gioco.
    Io credo che le radici della fascinazione berlusconiana e del suo consenso siano molto più profonde e complesse.

    In merito alla tua domanda, cercherò di essere sintetico..:)
    Forse perché quando a ‘destra’ si è troppo impegnati a denigrarla la Cultura.. a censurarli i libri primi di leggerli.. a disprezzare l’istruzione umanistica.. a bollare gli artisti sgraditi come “elite di merda”, senza nemmeno sapere di cosa si parli… poi è un po’ difficile che si riesca a produrre qualcosa che abbia i minimi requisiti culturali.
    Se io disprezzo la musica classica, non faccio che infamare i grandi compositori, dico che i maestri di musica sono dei parassiti incompetenti, uso il violino per ammazzare le mosche, poi non mi posso improvvisare violinista e pretendere che i melomani affollino i miei concertini.

    Il cinema, la letteratura, l’arte… sono sperimentazione costante, indagine introspettiva, dissacrazione dei miti, rottura degli stereotipi consolidati, invenzione di formule nuove… E’ chiaro che se ci si ritiene alfieri della “Tradizione”, se ci presenta come i difensori dell’Ordine costituito e del Sacro, è chiaro che si ha poi ben poco da dire…

    Il primo requisito di un qualunque “prodotto culturale” è quello di non essere convenzionale, di essere assolutamente anticonformista.
    E non mi sembra sia proprio il caso della destra italiana.
    La Cultura è innanzitutto eretica. I grandi scrittori di ‘destra’ sono stati degli eretici assoluti, proiettati fuori da tutti gli schemi, a modo loro dei contestatori. E certo pochi scrittori hanno la potenza creativa e dissacrante di un Céline.
    E’ chiaro che per paradosso trovano un pubblico molto più recettivo a ‘sinistra’ e maggiori estimatori tra chi la cultura la fruisce e la indaga, piuttosto che distruggerla.
    Questo per dirti che la cultura non ha (o non dovrebbe) avere un colore politico… Poi non è colpa della “sinistra” se il cinema ‘tradizionalista’ in USA vanta un Mel Gibson e noi ci dobbiamo accontentare di un Renzo Martinelli, con Bossi attore..!

    • ho capito… nel senso che la destra, essendo generalmente conservatrice, non vede di buon occhio la sperimentazione, le novità, per estensione anche la creatività.
      O ho frainteso qualcosa? Parlando in generale di destra/sinistra a livello, se non mondiale, almeno europeo.
      (Ho sintetizzato troppo, lo so…)

      “I grandi scrittori di ‘destra’ sono stati degli eretici assoluti, proiettati fuori da tutti gli schemi, a modo loro dei contestatori.”
      Il fatto di essere contestatori non li rende, per quanto riguarda gli ideali, già di sinistra? Per quanto possano rimanere formalmente o politicamente di destra?

      • Mi fa piacere che sia riuscito ad essere chiaro..:) in sintesi sì, tenendo conto delle debite eccezioni, era ciò che volevo intendere..

        Il fatto di essere contestatori non li rende, per quanto riguarda gli ideali, già di sinistra? Per quanto possano rimanere formalmente o politicamente di destra?

        Bella domanda!
        Potrei dire che, come infinite sono le idee, esistono molte ‘destre’ e molte ‘sinistre’, spesso fieramente divise al loro interno, con correnti di pensiero contrastanti.
        Ciò che fa la differenza è l’universo dei valori, delle aspirazioni e delle aspettative, che possono essere molto diversi all’interno di una stessa area “politica”…
        Esempio storico:

        1) nella Repubblica di Weimar, il governo socialdemocratico della SPD fece massacrare in massa i movimenti e le formazioni dell’estrema sinistra (Centurie rosse della Ruhr; Rot Front Kampfer Bund; ‘Spartachisti’ berlinesi e anarchici bavaresi) dai gruppi paramilitari dei Freikorps di ultradestra, che confluirono poi compatte nelle SA costituendo l’ossatura militare dello NSDAP di Hitler. Motivo per cui il nazismo trovò un’opposizione minima in una sinistra rivoluzionaria esangue, separata da un’odio insanabile contro i socialdemocratici.

        2) il fascismo delle origini.. i cosiddetti “sansepolcristi”.. costituiva sicuramente un elemento di forte contestazione e di rottura rispetto al vecchio ed asfittico regime liberale dei governi giolittiani.
        I “fascisti del terzo millennio”, raggrumati sotto le testuggini di Casa Pound, si considerano dei ‘ribelli’.. molto alternativi al sistema… ma da lì a considerarli potenzialmente “di sinistra” ce ne corre!

        Diciamo che il fascismo mussoliniano, rispetto ai vecchi regimi reazionari, vuoi per le sue contaminazioni socialiste… vuoi per le adesioni provenienti dall’anarco-sindacalismo… vuoi per una certa componente proletaria… ha, a suo modo, posto le basi per la creazione di una nuova “destra sociale”, e populista, praticamente sconosciuta fino al 1920, che almeno nella forma condivide alcuni temi sociali da sempre cari anche a sinistra.
        Ma, a parte sporadiche commistioni e storie individuali (proprio perché gli assoluti teorici e le purezze categoriche non esistono), le idealità e i valori e il pensiero tendono a rimanere divise e nettamente distinte, pur nella possibilità costante di fenomeni (chiamiamoli) “ibridi”.

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