Archive for the Ossessioni Securitarie Category

OLYMPUS

Posted in Muro del Pianto, Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , , on 28 luglio 2019 by Sendivogius

Sentir blaterare i media statunitensi, circa le degradanti ed umilianti condizioni di detenzione, alle quali sarebbero stati sottoposti i due rampolli yankee arrestati a Roma per l’omicidio del carabiniere Mario Cerciello, rasenta un’ipocrisia che va ben oltre la decenza per chi ha inventato luoghi di non-diritto come Guantanamo, dove ogni elementare regola di civiltà giuridica viene bellamente ignorata, tratta gli immigrati (ed i loro bambini) peggio del bestiame, e fa dell’umiliazione costante dei propri detenuti uno specifico programma di ‘correzione’ (scienza della carcerazione la chiamano!).
Sempre che la polizia non sia troppo impegnata a svuotare i caricatori addosso a qualche negretto, che si aggira con fare ‘sospetto’ nel giardino di casa sua.
Però se il servizietto viene reso ad un bravo ragazzo bianco, allora la cosa non va più bene e desta scandalo, per l’intollerabile condizione che mai dovrebbe essere estesa ad un teen-wasp.
 Tuttavia, bendare gli arrestati ed esibirli come trofei, in foto rubate, scattate di nascosto e consegnate al solito profilo facebook per sbirri frustrati, e altri fascisti in divisa, non ci rende migliori e fa un pessimo servizio all’istituzione tutta, che non ci guadagna certo in rispetto né prestigio. A quanto pare, è un concetto semplicissimo che però a parecchi proprio non riesce di comprendere, a partire dal Ministro delle Interiora che le leggi è chiamato a farle rispettare e non a violarle ogni volta che può…
Non si capisce se la sua è più stronzaggine o imbecillità, con l’aggravante di essere spalmata come merda via social (la nutella del sovranista), per la gioia dei suoi sbavanti seguaci.
E insufflare simile merda di retorica becera non la rende certo migliore, anche se contorniata di bandierine tricolori (quelle che fino ad un paio di anni fa il nazileghista usava come carta igienica).
Perché “Garage Olimpo” anche no, grazie!

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Due Americani a Roma

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , , , , , on 27 luglio 2019 by Sendivogius

Un carabiniere viene ammazzato in servizio, durante quella che avrebbe dovuto essere una semplice operazione di routine, e subito si scatena la canea sovranista alla quale, con ogni evidenza, della sventurata sorte del povero ragazzone campano in divisa NON frega assolutamente nulla. Se non fosse che l’occasione era davvero troppo ghiotta, per non scatenare gli umori biliari dei nazisti di casa nostra e liberarne i furenti spiriti, nel consueto esercizio di razzismo quotidiano (perché quello è), con tutto l’odio che gli rode dentro, da sversare nelle accoglienti cloache ‘social’.
Perché una vicenda vale l’altra, nell’ansia da linciaggio che fa vibrare l’amigdala degli squadristi da tastiera, purché ricorrano sempre gli stessi ingredienti fondamentali, atti a scatenarne i conati on line: africano, negro, straniero, clandestino, extracomunitario, immigrato… assurte a parole dell’odio virale, veicolato per le vie digitali. Così come nulla fregava loro della terribile fine di Pamela Mastropietro e Desirée Mariottini, che in altri tempi avrebbero subito liquidato (col migliore degli epiteti possibili) come due “tossiche” (e sui tossici di merda si può trovare un ricco campionario apologetico, al pari di quello dedicato ai negri), finché non ne hanno capito quanto fosse spendibile il potenziale evocativo nella campagna propagandistica di quel revanchismo nazistoide che si fa chiamare “sovranismo”.
Per questi, la morte (altrui) non è una tragedia, non è un lutto da rispettare (possibilmente in silenzio), ma costituisce una straordinaria opportunità da sfruttare e strumentalizzare, nell’indegna necrofilia che ne smuove gli umori più torbidi giocando sulla curiosità morbosa della “gente” (di merda); ovvero: quella plebe amorfa e dalle pulsioni ripugnanti, che scambiano per “popolo” e con cui si riempiono la bocca da mane a sera, continuando a spargere liquami e veleni.
Quindi, in concomitanza con la tragica morte di Mario Cerciello Rega, figuriamoci se poteva mancare il solito cicciare di post rabbiosi, in un’orgia forcaiola a chi la spara più grossa alla destra del Ku Klux Klan, per una sbavante colata di odio strumentale, col quale il nazista legittima se stesso, insieme all’irrinunciabile sfilata di sedicenti “patrioti” con l’immancabile bandierina tricolore accanto all’avatar, a sottolinearne l’italianità (mai Patria ne uscì più umiliata!). Tutti in-opportunamente aizzati dai soliti noti in camicia nera, che pensano di cavalcare l’ondata di merda montante, per racimolare qualche like in più sui loro squallidi profili e pompare la fogna a fini elettorali, ricorrendo al consueto campionario… 

…salvo cancellare immediatamente i loro post così grondanti di gravissimo sdegno, una volta scoperto che non di due immigrati nordafricani si trattava, bensì di arianissimi giovanotti WASP della middle-class americana, dalle spiagge della California in vacanza di lusso a Roma (dalle bestie straniere ai beach boys!) che hanno pensato bene di accoltellare a morte il carabiniere, per un pugno di euro di cui nemmeno avevano bisogno, nella loro notte brava da leoni.
Dopo tanto sbraitare a vuoto, dopo gli immancabili attacchi gratuiti ai “giornaloni” (che della vicenda hanno scritto tutto) ed alla sinistra radical-chic da salotto che difende gli immigrati (che per l’occasione non c’entrava un cazzo, ma ci sta sempre benissimo come un Catone con Cartagine), e che esiste solo nella fantasia degli analfabeti bifolchi arricchiti che altro non possono vantare se non la propria ignoranza, agli sciacalli s’è improvvisamente asciugata la bava, almeno fino al prossimo cadavere sul quale pasteggiare. Esaurita l’indignazione posticcia a comando, perché mica puoi invocare forche e torture per i simpaticissimi amici americani, adesso è tempo del pietismo piagnone da show domenicale dell’intrattenimento nazionalpopolare, cullato tra le tette della D’Urso, e delle lacrime condivise da coccodrillo. Insomma, qualcosa da alternare al pane e nutella o alla foto del menù del giorno su twitter, per il medesimo ed immutabile squallore.

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ADOREMUS

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , , on 9 dicembre 2018 by Sendivogius

Il Travestito al Viminale, col feticismo per le uniformi della polizia, ancora non l’ha capito di essere un ministro della Repubblica e che le adunate delle camicie nere, per la venerazione del ‘Capitano’ nella rievocazione vintage del “sabato fascista”, mal si addicono ad una democrazia dove un vicepremier non stila liste di proscrizione dei nemici da far bastonare ai suoi squadristi digitali (dalla camicia verde a quella nera il passo è breve), mentre promette di fare di nuovo grande l’Italia, scimmiottando quell’altro bullo cotonato d’Oltreoceano che per lo slogan s’è ispirato direttamente al Ku Klux Klan.
E non si capisce bene se, giusto in ordine di grandezza, pensa di dichiarare guerra all’Austria-Ungheria, o rifondare la Reggenza del Carnaro per l’annessione dell’Istria e Dalmazia, o più modestamente si ispira ai fondali di cartapesta dell’Italietta dai fasti littori dove far giocare i suoi nazisti dell’Illinois.
Eccolo là! Mentre lancia l’OPA su Roma, convinto che il suo terrorismo securitario basti a far breccia sugli smaliziatissimi quiriti, attorniato dai manipoli in trasferta di quegli stessi “terroni di merda”, che fino a qualche tempo fa avrebbe voluto lavare col fuoco, e che ora giungono a Roma per l’Adoremus dell’ultimo omino della provvidenza, tra un ragù griffato ‘STAR’ ed altri impellenti interrogativi esistenziali su “cosa me magno stasera”, la sua ricetta ideale l’ha già trovata: Dio-Patria-Famiglia, perché alla fine sempre lì si va a pescare, in una piazza estasiata, dove avrebbe potuto gridare di tutto… da “Viva Maria!” a “Viva la mamma!” (ma anche un viva la fica e che dio la benedica non avrebbe fatto alcuna differenza)…

Se la cava invece con un surreale “W gli spaghetti” (!), tanto è l’entusiasmo della folla dinanzi al duce ritrovato in abiti da messia, per il quale non contano le idee ma le suggestioni che la paura riesce ad evocare, quando abilmente manipolata.
Dal sovranismo al sanfedismo, dopo aver predicato per anni la secessione della fantomatica repubblica di padania prima della svolta reazionaria, il Salvini nazionale, in una versione stranamente ecumenica, invoca la protezione divina ed inneggia al crocifisso, da brandire possibilmente come un manganello nella crociata contro negri, musulmani, ed altre calamità immigrate, da respingere a colpi di cotechino e casette di truciolato (made in China), con “sacra famiglia” inclusa, catapultate sugli zucchetti dell’infedele invasore, in una pioggia salvifica di bambinelli e madonne.
E poco importa se poi il presepe, assurto ad emblema dei “valori e della cultura italiana” (ohé addirittura!), a ben vedere rappresenta due profughi (incinta Lei e cornuto Lui) che vengono alloggiati abusivamente in una stalla occupata (e la cometa di Halley parcheggiata sopra), mentre tutto intorno a loro si agita una folla di straccioni, vù cumpra ed altri venditori abusivi, che schiamazzano nel cuore della notte, con tre loschi stranieri con turbante e palandrana, tra i quali il negro Baldassarre, che offrono sostanze strane di dubbia provenienza, in un paesaggio mediorientale tra palme e cammelli.

Si tratta senza dubbio di una rappresentazione fondamentale, una fotografia fedele, della “nostra cultura e identità nazionale”, per i tradizionalisti del tweet accanto che evidentemente, tra un saluto romano ed un omaggio allo Zio Adolfo, non ne hanno capito bene il significato.

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ANOMALIE PROCEDURALI

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , , , , on 14 ottobre 2018 by Sendivogius

“Chi sbaglia, paga!
Non si possono tollerare irregolarità nell’uso di fondi pubblici”
Matteo Salvini
(13/10/2018)

Che detto da uno che presiede un partito che si è fregato 49 milioni di euro di rimborsi elettorali, da restituire in comode rate spalmate sui prossimi ottanta anni (e chi vivrà vedrà), e che si prepara a varare un gigantesco condono fiscale fino a 500.000 euro di evasione per premiare i ladri che lo votano (“pace fiscale” la chiamano, per la resa incondizionata degli onesti), non si capisce bene se sia una presa per il culo o se si abbia davvero a che fare con un ministro della malavita, che ha la faccia come il culo, ed al cui confronto Al Capone sembrerebbe quasi un principiante pasticcione.
Ovviamente, per i buffoni a 5 Stelle, quelli dei coretti onestà-onestà (gnè-gnè-gnè!), o altre pagliacciate come il “Restitution Day”, e non ultime le “spese morali”, la cosa non suscita alcun scandalo. Una poltrona al governo val benissimo questo e quant’altro. Decisamente, l’onestà non andrà di moda.

…Però dopo la città veniva disintegrata..!

Va da sé che per questa macchietta ducesca defecata al Viminale i problemi siano altri…
Per esempio, nella primavera del 2016 un misconosciuto sindaco calabrese, Domenico Lucano, scala improvvisamente le classifiche della rivista statunitense “Fortune” che, forse con un pizzico di esagerazione, lo annovera (unico italiano) tra le 50 personalità più eminenti del pianeta, suscitando l’interesse internazionale. Il suo merito? Aver trasformato il piccolo comune ionico di Riace in un modello sperimentale di integrazione culturale, dimostrando che un diverso modo di gestire l’accoglienza è possibile, al posto delle soluzioni concentrazionare, in tempi di crisi migratorie ed emergenze securitarie.
 Alla ‘politica’ il modello del sindaco di Riace non piace: è socialmente eversivo ed a livello elettorale non paga. Pertanto, attorno a Mimmo Lucano viene subito steso un cordone di sicurezza, fatto di diffidenza e malcelata ostilità, onde circoscrivere ogni possibilità di contagio, in attesa si sbarazzarsi della pericolosa anomalia.
In men che non si dica, il Comune di Riace viene subito fatto oggetto di ispezioni prefettizie, volte ad accertare tutta una serie di violazioni procedurali e passare al setaccio “il sistema Riace sotto l’aspetto della regolarità tecnica e della correttezza burocratica-amministrativa degli atti compiuti”. Segnatevi questa parola: “burocratico-amministrativa”, perché nella relazione ritorna come un mantra. E poco importa se gli accertamenti della Prefettura di Reggio Calabria non abbiano avuto seguito, funzionando il “sistema” nel suo complesso. Per il Ministero degli Interni, trattasi sicuramente di un accertamento “traslato sotto un profilo squisitamente sociologico”. E da qui la necessità di una terza ispezione.
Nel Luglio del 2017 mentre in tutta Italia si scatena la caccia al negro da sparare, dopo che il nazi-leghista Luca Traini ha aperto la stagione venatoria a Macerata, e raid fascisti si susseguono in quelle scuole colpevoli di promuovere progetti di accoglienza, una delle principali preoccupazioni del Caccianegri pedemontano nel frattempo diventato ministro di polizia sembra invece essere Riace. È uno scandalo infatti che in questo dimenticato comune della Calabria, i negracci non bighellonino in giro senza scopo, magari a chiedere le elemosina, per essere additati dalla vulgata sovranista come parassiti nullafacenti. Non è spendibile il fatto non facciano casino e non creino problemi di ordine pubblico, che poi non ci si possono scrivere sopra migliaia di tweet razzisti, per raccimolare i “like” degli squadristi da tastiera, nella logorrea che contraddistingue il castratore chimico con la ruspa.
Su richiesta del Ministro dell’Interno, viene pertanto predisposta una nuova ispezione a Riace “per un controllo ferreo di tutte le attività svolte”… che a volerla trovare, una “anomalia” alla fine esce sempre fuori.
Sembra che a fornire gli elementi per l’ennesima ispezione (evidentemente quella giusta), siano state le accorate denunce di tal Pietro Antonio Zucco, ex sindaco di Riace nel frattempo transitato in “Noi con Salvini” e (en passant!) condannato in via definitiva per essere un prestanome vicino alla cosca mafiosa dei Ruga-Metastasio. Tanto basta per farne agli occhi del ministro un “cittadino modello”, di quelli coi quali con ogni evidenza LVI s’accompagna volentieri da tempo.
Comunque sia, questa volta il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione” del Ministero dell’Interno riesce finalmente a rilevare quelle “criticità” che tanto fortissimamente voleva trovare, al fine di “attuare degli opportuni ed immediati mezzi correttivi”. Da notare come nella prosa contorta e burocratica del “Dipartimento per le libertà civili” emerga sempre qualche espressione che ne tradisce la volontà repressiva e punitiva da questurino zelante.

Le irregolarità contestate comunque sono gravissime: ci sono infatti “beneficiari del sistema CAS, che si trovano presenti in alloggi per beneficiari SPRAR”. In pratica, gli immigrati si muovono liberamente per il paese; si frequentano tra loro, senza rimanersene tappati dentro le residenze assegnate. E insomma, se uno è sotto tutela CAS non può mica andarsene a casa di uno SPRAR o viceversa, frammischiandosi pure coi “lungopermanenti” di competenza prefettizia. La situazione è così grave che la commissione prefettizia rivela ben QUATTRO casi di “commistione”. Una cosa inaudita!
Il Comune ha pasticciato nell’assegnazione degli immobili, ne mette a disposizione più del previsto, ritarda nella registrazione dei contratti, sbaglia le rendicontazioni, e soprattutto si dimentica di cacciare via i “lungopermanenti” (dove dovrebbero andare non si sa). In pratica si preoccupa di assicurare un tetto, prima ancora che redigere le fondamentali pratiche “burocratico-amministrative”.
Con raro sprezzo del ridicolo, la commissione chiosa compita:

Ne consegue che la permanenza nello SPRAR, se eccessivamente protratta nel tempo e senza una chiara programmazione sull’uscita dall’assistenza denota l’incapacità del progetto a raggiungere gli scopi suoi proprio, trasformandosi in mero assistenzialismo.”

È noto il successone diffuso di tutti gli altri SPRAR sparsi per l’Italia, che operano con risultati del tutto diversi.
La commissione si preoccupa poi della condizione degli alloggi che sono risultati “essere in condizioni igieniche e di arredamento molto precarie, con promiscuità tra locale da bagna, angolo cottura e letto, tanto da costringere le persone che vi dimorano a soluzioni di fortuna, in condizioni degradanti e di grave abbandono”. In mezzo alla strada è sicuramente meglio.
È altresì notoria la solerzia e la sensibilità ministeriale per le condizioni igieniche, abitative, e sanitarie, nelle quali vivono i braccianti africani nei ‘campi attrezzati’ attorno alla vicina Rosarno, che certo non suscitano lo scandalo, né l’interesse, della Prefettura e del Ministero.
Si contesta l’uso di pocket money invece della contestata paghetta elargita all’immigrato, in quanto “la mancanza di denaro contante non consente ai beneficiari di familiarizzare con la valuta locale (euro) e testare in tal modo il costo della vita”.
Quante spese pazze si possono fare con cinque euro al giorno!
Naturalmente non va bene nemmeno l’avvio di botteghe artigiane e attività di laboratorio autogestite, perché:

Se le attività laboratoriali sono senza dubbio utili e favoriscono la socializzazione e lo scambio tra abitanti di Riace e beneficiari e possono assolvere a funzione propedeutica all’avvio di tirocini extracurriculari, in quanto attività che accrescono competenze di base e trasversali, rispetto al mondo del lavoro, tuttavia tali attività non possono essere assimilati a tirocini extracurriculari propriamente detti, proprio in ragione della loro specifica strutturazione, anche in funzione burocratica-amministrativa.”

Insomma, fatti i debiti rilievi, ce n’era abbastanza per suscitare l’immediato interesse della Procura della Locride che trasforma le “anomalie procedurali”, in truffa aggravata, concussione, abuso d’ufficio, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e (giusto per non farsi mancare nulla) traffico illecito di rifiuti, in una regione attraversata dallo scandalo delle “navi dei veleni”.
Non la ‘ndrangheta che prospera in Calabria come un cancro a cielo aperto, non la piaga del lavoro nero e dello sfruttamento dell’immigrazione clandestina, Riace è la nuova emergenza governativa da contrastare prontamente. Che fosse mai il modello dovesse funzionare!
È come portare l’auto a fare la revisione e vedersi sequestrare il veicolo, con ordine di rottamazione, perché in fase di controllo si scopre un foro sulla marmitta.
Eja! Eja! Alalà!

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CANNIBAL MEDIA

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , on 12 febbraio 2018 by Sendivogius

Chissà come farebbe un Matteo Salvini, se non ci fossero i negri.
Senza lo spauracchio dell’uomo nero da agitare a tambur battente, al passo (dell’oca) della grancassa mediatica, starebbe ancora lì a giocare con le ampolle di vetro del dio Po, con elmi cornuti, mutande verdi, e coretti da stadio sui “napoletani colerosi”, fantasticando l’esistenza di una immaginaria repubblica della padania. Fortuna che ci sono i negri! Altrimenti gli toccherebbe parlare di roba noiosa come Lavoro, Reddito, Economia, Relazioni internazionali… Cose un tantino più complicate rispetto a stronzate assortite come la flat-tax (con aliquota al 15% e invariati capitoli di spesa), referendum sull’euro, ruspe e più fucili per tutti. Quando un Salvini, a proposito di precarietà e tutele, se ne esce con menate del tipo “aboliremo i contratti interinali a progetto”, ignorando il fondamentale particolare che i contratti interinali escludono quelli a progetto e viceversa, ti rendi conto che come tutti i cialtroni analfabeti miracolati dalla politica, Salvini di dinamiche occupazionali non sa assolutamente un cazzo (e come potrebbe?!? non avendo mai lavorato nemmeno mezz’ora in tutta la sua parassitaria esistenza), come del resto su ogni altra cosa sulla quale va blaterando a vanvera senza posa.
Molto meglio pescare a piene mani in sordidi fattacci di cronaca nera, con contorno di negracci assassini. Funzionano sempre, quando si tratta di raggrumare attorno a sé tutto il peggio della fascisteria nostrana, aspirando a diventare il nuovo sole (nero) della galassia neo-fascista, lievitata nelle curve degli ultrà e confluita nel nazi-leghismo d’accatto. E farlo in concorrenza coi Fascisti d’Italia dell’appallata Giorgia Meloni, che nel delirio oramai quotidiano di epurazioni e malcelato desiderio di pulizie etniche, non manca anche lei di golose figure di merda, nella gara al più nazi del regime.
Perché è ovvio che ad un Salvini ed ai suoi degni camerati, della povera Pamela Mastropietro e della sua orribile fine, non è mai interessato nulla, a parte la cinica strumentalizzazione del delitto per miserabili finalità di bottega elettorale.

«Sappiamo benissimo che se Pamela Mastropietro fosse stata vittima d’un italiano, a nessuno sciacallo sarebbe fregato niente di lei. Si sarebbe parlato di “Cultura dello sballo”, e quegli stessi bollettini di propaganda, che adesso la sfruttano come giustificazione per il terrorismo neofascista, l’avrebbero incolpata della sua stessa sorte

Alessandra Daniela
(11/02/2018)

Ma vuoi mettere?!? L’occasione era troppo ghiotta per non essere sfruttata ed eccitare le fantasie morbose dei troppi sciacalli, che reclamavano la loro libbra di carne fresca: il pasto nudo da servire crudo e ben al sangue, aizzando gli animi e parlando di pronta scarcerazione dei colpevoli, o farneticando di rituali voodoo per la fabricazioni di amuleti e culto del Palo Mayombe (ignorando con ogni evidenza i sapientoni, che quest’ultimo è diffuso nei Caraibi e non in Africa). E si capisce bene che alcuni delitti sono mediaticamente meglio spendibili di altri; altrimenti, se proprio dobbiamo rimestare nel torbido (e non ci piace farlo!) avrebbe fatto notizia anche il rinvenimento delle dieci buste di plastica disseminate nelle campagne di Valeggio sul Mincio, nel veronese, e contenenti i resti di una donna fatta a pezzi con una motosega. O la morte di Jessica Faoro, sfregiata e sventrata con più di quaranta coltellate, per non aver ceduto alle avances sessuali dell’italianissimo porco che ne sfruttava la situazione di bisogno. Ma lì mancava appunto il pezzo forte della narrazione horror: niente negri a dare un tocco di colore!
Perciò, adesso è tempo di richiudere il razzismo nazifascista nelle sue cloache, ricacciandone i rigurgiti in culo ai troppi imprenditori della paura in cerca di lucro elettorale a buon mercato, e destarsi in fretta dal trip lisergico degli apprendisti stregoni in camicia nera. Che questo Paese merita infinitamente di meglio di un Matteo Salvini e dei suoi emuli da Ku Klux Klan, nella più squallida campagna elettorale come non si vedeva dai tempi di Catilina.

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Quis custodiet custodes?

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , on 9 settembre 2017 by Sendivogius

Certi silenzi sono più assordanti di mille chiacchiere…
Come un marciapiede infestato di deiezioni canine, non c’è giorno in cui un Salvini di turno non si senta in dovere di rilasciare la sua stronzata quotidiana, da spalmare mediaticamente per attirare le mosche nere che ronzano attorno alle cloache del fascioleghismo. Il loro tema preferito ovviamente sono gli stupri: reato odiosissimo, più che altro funzionale alla promozione di punizioni medioevali (e irreali), che tanto eccitano la fantasia malata del proprio elettorato di riferimento, rimestandone gli umori più fetidi. E va benissimo: uno stupratore non ha diritti. Basta con certo lassismo buonista!!
Per parafrasare il vecchio Marv in Sin City:

“Mi piacciono gli stupratori.
Non importa quello che gli fai, tanto non ti senti in colpa. Al contrario, peggio li conci, meglio è.”

Personalmente, sarei per la mazzolata con squarto, come ai tempi allegri delle “giustizie” del Papa-Re…

Peraltro, esistono  specifici profili etnici e culturali che inchiodano alla responsabilità dei fatti intere categorie di allogeni, che rendono il colpevole sempre certo e mai presunto, ancor prima dell’arresto o della stessa identificazione, per estensione delle colpa su base ‘razziale’, nell’assioma collaudato di immigrato-negro-stupratore. Si tratta di una equazione semplice ma efficace, che ha sempre dato ottimi risultati in termini di ritorno elettorale, nella gara tutta al ribasso di chi la spara più grossa.
Ma che succede quando lo stupratore è “autoctono” (endogeno? o come cazzo si chiama!) e malauguratamente dovesse indossare anche una divisa?!! Ora, il caso non voglia, capita che in quel di Firenze due benemeriti Carabinieri siano indagati per il presunto stupro di due studentesse statunitensi di 20 anni e che la violenza sessuale si sia consumata mentre i due tutori dell’ordine erano in servizio. Qualora le accuse (tutte da confutare) venissero comprovate, sarà pure stato il testosterone a mille e qualche bicchiere di troppo, ma sempre di stupro si tratta. Perché si chiama così, quando il rapporto non è consensuale o la vittima non è capace di intendere e di volere. E la cosa è delle più gravi, non foss’altro per la ricchissima figura di merda che l’Arma ci fa.
Il fattaccio, di per sé inaudito, sarebbe relegato nella cronaca nera di fine estate e quindi dimenticato una volta appurate le dinamiche, se non fosse che un Matteo Salvini con queste notizie ci sguazza, passando in rassegna ogni singolo ritaglio di giornale, onde poter sparare i suoi tweet fotocopia e aizzare la canea nazistoide attratta dai suoi escrementi riciclati.
Ma in questo caso, quello che davvero colpisce è l’improvviso mutismo che sembra aver colpito il nostro Castratore seriale, con tutta la fascisteria di contorno e gli sciacalli da tastiera al seguito. Si attendono altresì le maratone televisive di Paolo Del Debbio, con le interviste alla gggente che non ne può più, insieme agli ispirati interventi di un Maurizio Belpietro e del nosferatu Sallusti. Niente marce dei camerati di Forza Nuova?!? Nessun sussulto di vibrante indignazione da parte di Giorgia Meloni, la pancetta nera dei Fascisti d’Italia?!?
Del resto, Salvini è uno che non manca mai di ripetere, quando non è troppo impegnato a stringere mani di nostalgici delle brigate nere di Salò ed incontrare nazisti in ogni anfratto d’Italia, che lui è “sempre con le forze dell’ordine, senza se e senza ma”. Anche quando dovessero stuprare (che a menare ci pensano già).
Com’è?!? Questa volta per gli “schifosi” niente “CASTRAZIONE CHIMICA e via!” ?!?

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E adesso sono KATZ!!!

Posted in Business is Business, Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , on 25 agosto 2017 by Sendivogius

Ad ogni cacatina improvvidamente rilasciata nelle pieghe profonde del web dallo psicopatico barbuto di turno, ecco che puntuale giunge il fondamentale supporto mediatico della signora Katz, la quale con il suo “SITE” assicura ogni volta la massima rilevanza possibile anche al più insignificante rigurgito della propaganda “jihadista”, offrendo canali di diffusioni altrimenti impensabili persino ai messaggi più scalcagnati del salafismo militante. Specializzata nella ricerca delle entità terroristiche internazionali (da cui l’acronimo del suo “Istituto”), la signora Katz non agisce certo per disinteressato spirito di servizio, visto che si fa profumatamente retribuire per il disturbo. Come una pseudo agenzia di intelligence privata possa poi offrire performance e standard operativi migliori di un qualsiasi ente governativo preposto ai servizi di sicurezza, e farlo meglio della CIA o della NSA per dire, è cosa tutta da dimostrare. Né si capisce perché dati sensibili per l’attività anti-terroristica debbano essere monitorati da una società privata a scopo di lucro, che certo tra le sue finalità ha tutto l’interesse (perché remunerato sulla quantità) a ‘pompare’ la rilevanza mediatica della minaccia presunta ed ingigantirne l’eventuale portata. Ed in tal modo finisce col diventare la migliore cassa di risonanza, per la propaganda e la veicolazione dei messaggi proprio di quei gruppi che dice di voler combattere…

Ora, siccome per una serie di fortunate circostanze, l’Italia è stata risparmiata dalla follia del terrorismo di matrice islamista (guarda le coincidenze!?), dal magico cilindro della signora Katz ecco che spunta fuori la minaccia fresca di giornata, contro l’Italia ed il Vaticano (giusto per non farsi mancare nulla). A pensar male, si direbbe che il suo “SITE”, in piena campagna promozionale, sia alla ricerca di nuovi clienti ai quali proporre il prodotto delle proprie ‘ricerche’, pescate a strascico sulla rete e riconfenzionate per la vendita. E questo può costituire per paradosso un ulteriore problema, perché poi le informazioni di SITE finiscono col condizionare l’agenda politica dei governi e (peggio ancora) l’attività dei veri servizi di intelligence, senza che nessuno scorga l’anomalia insita in un meccanismo, che in fin dei conti mira al profitto e non alla reale prevenzione…

Ad accorgersi dell’anomalia, iniziano ad essere in parecchi. Per la bisogna riportiamo la più anonima e forse tra le più azzeccate delle critiche:

«Durante gli anni di piombo, in Italia, i comunicati delle BR venivano giustamente censurati dalle autorità di polizia, che ne proibivano la pubblicazione.  Lo scopo era evidente: evitare che le minacce del gruppo terroristico creassero inutilmente allarme nell’opinione pubblica: uno degli scopi principali della pratica terroristica è esattamente quello di creare allarme; che tramite i mass media i comunicati servissero a trasmettere indicazioni organizzative tra le cellule sparse sul territorio; che i comunicati stimolassero comportamenti emulativi e arruolamenti.  Con l’ISIS questa banale e doverosa pratica di polizia non viene attuata: i comunicati dell’organizzazione che incitano ad atti di terrorismo vengono scrupolosamente tradotti in varie lingue e diffusi integralmente su tutti i mass media mondiali; i filmati con le atrocità dimostrative e le minacce, peraltro realizzati con una competenza professionale inusitata per una organizzazione di quel genere, arrivano direttamente sui canali video dei TG di tutto il mondo a inorridire l’opinione pubblica; alle indicazioni programmatiche del centro di comando dell’ISIS viene fatto fare il giro del mondo.

Il “merito” di tutto questo va attribuito al SITE di Rita Katz, società notoriamente collaterale al Mossad, che costantemente monitora i canali comunicativi dell’ISIS, ne carica i contenuti, li prepara e li trasmette debitamente tradotti alle redazioni dei mezzi di informazione affinché siano diffusi.  Tornando agli anni di piombo: se una organizzazione avesse svolto questa funzione di servizio per le BR sarebbe stata sicuramente oggetto delle “attenzioni” di polizia e servizi di intelligence: i suoi membri sarebbero stati indagati, e certamente denunciati per complicità con le Brigare Rosse; i comunicati sarebbero stati censurati e i mezzi di comunicazione sarebbero stati invitati a non diffonderli.  Niente di tutto questo avviene nei confronti del SITE, che di fatto agisce come efficace megafono dell’ISIS. Al contrario: al SITE viene espressa la stima e l’apprezzamento delle autorità e dei mass media per l’opera di diffusione di messaggi e contenuti che da una parte creano raccapriccio, paura, ansia, nell’opinione pubblica e dall’altra vanno ad infiammare gli integralismi in tutto il mondo islamico e a fornire indicazioni organizzative e programmatiche alle cellule jihadiste nei cinque continenti.  Il “mistero” è che nessuna autorità statale e nessuno dei mass media mondiali rileva la necessità di contenere l’attività del SITE (e del Mossad dietro di esso) e di approfondire le finalità di questa agenzia. Il mistero si infittisce ulteriormente se si pensa che il SITE preleva i contenuti che diffonde da canali accessibili anche alla più scalcinata delle agenzie di intelligence, a qualunque privato cittadino minimamente preparato, a qualsiasi redazione di giornale o TG.  Ora l’agenzia di Rita Katz sta diffondendo ai jihadisti di tutto il mondo, e specificamente a quelli che si presume risiedono nel nostro Paese, l’invito a colpire l’Italia. E poiché anche gli integralisti seguono i TG e leggono i giornali, c’è da aspettarsi che l’invito giunga forte e chiaro a tutti e a ciascuno di essi. E se qualcuno di essi dovesse ritenere suo dovere aderirvi: ad esempio accoltellando in strada passanti a caso; scagliandosi con l’automobile contro le persone a passeggio; preparando qualche bomba artigianale da far esplodere in un centro commerciale affollato, sappiamo chi dovremo ringraziare: il SITE di Rita Katz; l’ignavia delle nostre autorità di polizia e di intelligence; la supina e acritica complicità dei mass media; la subordinazione della nostra diplomazia, incapace di esercitare pressioni sugli sponsor del SITE

“Persio Flacco”

Diceva qualcuno che a pensar male si commetteva peccato… Però spesso si aveva ragione nel farlo…

 

 

IL VERDE E IL NERO

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , on 10 novembre 2015 by Sendivogius

L'amico blu (2)

In ritardo di una settimana dalla ricorrenza di Ognissanti, va in onda a reti unificate in una Bologna militarizzata la giornata dei morti (viventi): arnesi vecchi e nuovi del neo e post fascismo di ritorno, assurti a seconda Giovinezza; incanutiti nazisti in verde della Val Padana, rimasti orfani della secessione annegata nelle ampolle del dio Po; padroni, padroncini ed aspiranti tali, del cialtronismo bottegaro da piccolo-borghese incanaglito; paranoici ossessivi dal cervello rettiliano in eccesso di amigdala e revolver sul comò; esteti del linciaggio in cappuccio bianco… insomma tutto il classico armamentario della reazione fascio-clericale dalla provincia con rancore, con lo straordinario patrocinio di un patetico papi, ridotto a salma ambulante in pubblica esposizione, a sciorinare l’ormai ferale repertorio di scena. Sono gli antichi rigurgiti di fogna sedimentati sul fondo oscuro dell’Italia che risalgono ad ogni vento di crisi.
bologna1Il fatto che poi una città venga blindata affinché la marea possa risalire indisturbata nell’esposizione di se medesima è la misura di quanto la contaminazione sia profonda, con la sua muta di cani guardiani in tenuta blu a proteggerne la fermentazione e segnare la separazione dai cittadini bolognesi che, giustamente, simili rigurgiti proprio non li tollerano…
Fascisti a PredappioCerto poi ognuno ha i suoi idoli, dai quali farsi pienamente rappresentare con ritrovato orgoglio: se milioni di mosche si affidano alle virtù taumaturgiche di fumanti coproliti in sovrappeso, un buon motivo ci sarà pure…
L'amico blu

Meglio ci si riconosce e più volentieri ci si accompagna insieme…

L'amico blu (1)

In una repubblica che ufficialmente ripudia il nazifascismo e formalmente ne proibisce la riorganizzazione in partito politico, la pratica del medesimo è ampiamente praticata e tollerata tanto da meritare un rigoroso cordone di polizia in assetto da combattimento, per permettere la libera espressione di un’apologia di reato, in un paese che a tutt’oggi ha fatto del fascismo l’atto fondante della sua identità reazionaria.
I'm weating 4 UCerto, nella sua ennesima riproposizione, non sono mancati momenti esilaranti, come quando un Salvini parla di “produttori” e “parassiti”, nella vana attesa che qualcuno gli sveli l’insondabile mistero del verbo “lavorare”, mentre grugnisce il suo disprezzo per una giustizia che gli fa schifo, a consumo dei beoti intruppati che gli reggono il moccolo, mentre gira travestito da sbirro. Lui preferisce di gran lunga le esecuzioni sommarie sul posto (se con tortura è meglio) e le pulizie etniche a colpi di ruspa, nelle sue esibizioni di ordinario razzismo appena riverniciato con qualche spennellata (finto) legalitaria in blu di Prussia.
matteo-salvini-divisa-poliziottoE dobbiamo ammettere che anche a noi fa schifo una certa ‘giustizia’ che dimostra un’incredibile difficoltà a comprendere:

La palestra comunale di Civitanova Marche«quando un’associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista

Un uomo rimasto ferito a seguito degli scontri tra manifestanti di sinistra e forze dell'ordine durante il comizio elettorale del segratario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, a Massa (Massa Carrara), 16 maggio 2015. ANSA/RICCARDO DALLE LUCHE

La chiamano apologia di reato, nella costante reiterazione dello stesso. Ovvio che nel mondo alla rovescia, la repressione sia esercitata con gusto nel contrasto dell’antifascismo: la vera anomalia nazionale.

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DEIEZIONI PADANE

Posted in Muro del Pianto, Ossessioni Securitarie with tags , , , , , on 23 ottobre 2015 by Sendivogius

KKK

Oggi parliamo di merda. E lo facciamo senza eufemismi né fronzoli, ritraendo l’informe materia nella cruda essenza che meglio di ogni altra immagine ricorda l’originale… 
Gianluca BuonannoGli esemplari che sguazzano infami e festosi nelle latrine leghiste sono molti e raggrumati in un indistinguibile solido fecale, ma un’eccezione di rilievo vogliamo dedicarla a Gianluca Buonanno, profondo conoscitore della materia in oggetto, a tal punto da rendersi indistinguibile dalla stessa.
Puro Stronzo ariano Si tratta di un altro di quei vitelli tonnati della provincia piemontese, che dal nazifascismo militante sono scivolati per confluenza naturale in quel disgustoso concentrato di liquami tossici, sotto i vessilli verde-ramarro della Lega Nord.
Tra gli allucinati nazisti della padania, Gianluca Buonannno è oramai noto per le sue continue esibizioni scatologiche, che va schizzando in giro con un profluvio diarroico dall’inarrestabile crescendo. Tipico esemplare ariano di razza sub-alpina, dal basso della sua altezza (sarà alto mezzo cazzo e un barattolo), è un immigrato pugliese con la passione per le armi, che con ogni evidenza non sa nemmeno impugnare.
BuonannoSi noti lo sguardo lubrico da borghese piccolo-piccolo, con cui il botolo ringhioso dai tratti anfibi stringe il giocattolo nelle mani cicciose e levigate di nullafacente professionista. Inutile cercare un barlume di intelligenza nell’espressione catatonica di questi profili lombrosiani, che sembrano trovare in un’arma la protuberanza surrogata a complemento di défaillance di ben altra natura.
Girl with gunsE nell’ansia di assomigliare sempre più ai villici che rappresenta, ne solletica compiaciuto gli istinti più fetidi e ripugnanti. Non si tratta di folklore.. boutade.. provocazione goliardica… ma proprio di merda!
Gianluca Buonanno in missione LibiaQuando non è troppo occupato a giocare con le pistole in diretta televisiva, questo idiota matricolato a pubblico mantenimento dedica ogni altra attenzione alle immonde congiure della “lobby omosessuale”, ossessionato com’è dalle orde di ‘froci’ che funestano la sua esistenza tormentata di paranoico compulsivo, visto che non parla d’altro, con continue evocazioni sodomitiche che tanto stuzzicano il suo immaginario perverso. In Buonanno al parlamento europeoalternativa, questo energumeno da esportazione, che nel frattempo è diventato pure europarlamentare, non nasconde il suo amore per le forche che invece eccitano le fantasie malate delle anonime Dogville pedemontane, dove improvvisati pistoleri dai ventri sfatti fantasticano di linciaggi e tornei di caccia ai negri camuffati da leprotti.
Buonanno in mimetica Per spiegare come un simile spurgo di fogna affetto da dissenteria cronica e la passione per il travestitismo (marziale come può esserlo un rospo imbalsamato!), abbia potuto conquistare gli scranni della ribalta nazionale dalle risaie del vercellese, non basta il cielo plumbeo delle Vandee valligiane sperdute nell’anomia psicotica delle “aree tristi” che puntellano la provincia più oscura del profondo nord, coi suoi analfabeti bifolchi di campagna alla destra del Ku Klux Klan e dalle passioni coprofile che ogni volta vengono appagate in ricche abbuffate di merda, ai banchetti elettorali di quella cloaca a cielo aperto che chiamano Lega per la raccolta indifferenziata di escrementi solidi suburbani. Qui siamo ben oltre le parafilie più estreme. E infatti bisognerebbe avventurarsi piuttosto negli abissi delle psicopatologie di massa.
Il coglione Buonanno Un reazionario coi contrifiocchi dagli allegri trascorsi fascisti, Leo Longanesi, parlava dell’unione di diecimila idioti come una “forza storica”. Noi, a forza di abituarci all’immanenza abnorme di un numero spropositato di coglioni a briglia sciolta, rischiamo invece di sottovalutarne la pericolosa carica eversiva di troppi imbecilli allo stato brado.

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La facevo quasi FRANCO

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , , , , , , on 2 luglio 2015 by Sendivogius

Wolf Rape

Ma quanto dev’esserci rimasto male Il Felpa, non appena ha scoperto che lo stupratore di ragazzine nella Roma bbene, peraltro identificato e arrestato a tempo di record, è un ‘italianissimo’ marinaio di stanza all’Arsenale militare di La Spezia come “motorista”?
Castrazione chimicaPer il Castratore chimico si tratta di un refrain di successo, declinato per nazionalità, etnia, religione…

C’è l’Equadoregno…

Salvini - Equadoriano

L’Egiziano…

Salvini - Egiziano

Il Senegalese…

Salvini - Senegalese

Il Tunisino…

Salvini - Tunisino

E quanto dovevano essere imbarazzati gli italici giornalisti, che già pregustavano il solito immigrato clandestino, irregolare, rom, musulmano e pure negro, da dare in pasto ad una folla mediatica aizzata a comando, già pronta a sbraitare sui social fino alla ‘tragica’ verità?!?
EnricoMeravigliosa è stata la circonlocuzione usata per sfumare la scomoda rivelazione: un dipendente del ministero della difesa impiegato presso l’arsenale di marina. Il tutto per non dire: “militare di Marina”, un “vice-capo in seconda”; ovvero uno di quei maresciallotti tozzi e ottusi che di solito imperversano con fare autoritario nelle caserme, esibendo il loro piccolo grado e sfoggiando una contrita faccia da cazzo, per darsi il tono tipico della nullità rivestita da una divisa.
Giuseppe Franco - Lo Stupratore del Quartiere PratiAl 31enne “vicecapo” Giuseppe Franco da Cassano Jonico, uno di quelli “fissati con la disciplina” (meglio se imposta agli altri) e la palestra coi troppi anabolizzanti che hanno finito per fottergli il poco di cervello da gallina che aveva, il circuire con l’inganno e minacce un gruppo di ragazzine minorenni, trascinarne via una per poterla stuprare a proprio piacimento, deve essere sembrato il modo più pratico e più economico (infatti, dopo la violenza sessuale, la massima preoccupazione era recuperare la bicicletta), per poter scaricare la tensione prima della partenza in “missione”, che l’avrebbe reso irreperibile per mesi nella certezza di farla franca. E chissà che il giochetto non sia stato messo in pratica con successo in altri casi di stupro rimasti impuniti…
Ma come corrono subito a specificare i suoi camerati: “Beppe è un motorista, un militare per vocazione, non uno che è entrato nella Marina perché non sapeva che fare”. E no, infatti sul fare cosa e a chi, ha le idee chiarissime. Per noi è solo un uomo di merda che, a taratura dell’infamia intrinseca della persona spregevole qual’è, va ora bofonchiando di “rapporto consensuale” come ogni bravo stupratore ripete quando viene colto con le brache calate e l’arnese fuori posto. E certo – va da sé! – lei lo avrà sicuramente ‘provocato’. E chissà che non portava pure la minigonna! Il bravo soldato Franco, per la sua difesa può sempre contare su un nutrito gruppo di degni fiancheggiatori, tra i quali predomina il tipico maschio italico da tastiera, che non potendosi sfogare contro il solito negraccio stupratore, come da miglior tradizione machista se la prende con la vittima nel suo esercizio di ordinario sessismo…
Tgcom 24A questo nutrito campionario di repressi sessualmente frustrati, di solito si affianca come naturale complemento la vergine virtuosa di provincia, la costola domestica, affetta da quella che Martino Ragusa, psichiatra e gastronomo, nella sua casistica delle “regressioni infantili” definisce…

Sindrome della Piccola Fiammiferaia.
Il quadro clinico consiste in una insopportabile pseudo-umiltà e un’irritante finta innocenza, usate per nascondere un divismo sfrenato e un’ambizione smisurata. La Piccola Fiammiferaia “piange e fotte” e si riconosce a vista, perché porta stampata in faccia l’espressione di una che stia dicendo: “Mettetemelo in mano voi perché io, poverina, non ci vedo bene”.

CristinaMa queste sono pure formalità per una questione tutto sommato semplice…
David ColangeliCi si chiede nel frattempo dove sia finito il Castratore chimico, quello che non vuole il reato di tortura perché (bizzarro accostamento!) è dalla parte degli “uomini di divisa”.

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