Podestà di patria

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , on 17 settembre 2018 by Sendivogius

Grande scandalo ha suscitato a Trieste l’iniziativa didattica (le scuole a volte lo fanno!) del Liceo Classico “Petrarca”, per ricordare gli 80 anni dalla promulgazione delle famigerate Leggi razziali in Italia, ad opera del regime fascista.
 Sai quella roba strana tipo “Cultura”… preservazione della memoria storica… che fa subito correre la mano alla pistola nel cinturone degli sceriffi nostrani, che scambiano il ruolo di sindaco con quello di podestà?!?
Al sindaco della città, Carlo Dipiazza, uno che in campagna elettorale protendeva il braccino gridando A Noi! (è goliardia) nei raduni di Forza Nuova, la locandina utilizzata per l’esposizione non piace; giacché deve per certo trattarsi della subdola provocazione di qualche sinistro radical-chic. La reputa “eccessiva”. Evidentemente contiene messaggi “troppo forti” e violenti, per la sua sensibilità democratica. Sì, in effetti, a ben vedere, l’immagine è di una violenza inaudita: tre ragazze, presumibilmente ebree, e il titolo de “Il Piccolo” di Trieste che in prima pagina annuncia enfaticamente la loro epurazione da tutte le scuole del Regno d’Italia: provvedimento necessario, in difesa della pura razza italica. Peraltro in copiosa compagnia…

Ogni volta che si ricorda loro di quali aberrazioni fu capace il ventennio mussoliniano, i fascisti si offendono. Trovano la cosa “divisiva”. Non in sintonia con il processo di piena riabilitazione del nazifascismo, peraltro ampiamente sdoganato nell’Italietta littoria del sovranismo nazionalpopulista: erede diretta del prodotto originale, rielaborato al passo coi tempi in versione 2.0.
Pare che il sindaco, e ancor di più la sua giunta di diversamente fascisti raggrumati nel “centrodestra” italiano, non abbiano gradito l’uso della dicitura “razzismo in cattedra”. La loro non è censura, bensì un atto responsabile per “evitare polemiche”. E non si capisce bene se il problema sia il razzismo in quanto tale, o il suo uso discriminatorio in funzione anti-semita. Oggi infatti il razzismo va di gran moda (e a manovrarlo bene porta pure un sacco di voti!) anche se lo si preferisce chiamare “difesa dell’identità”, che non è valorizzazione delle diversità nelle loro peculiarità ma reazione “contro”, nella continua costruzione di un Nemico (vero o presunto che sia), contro il quale coagulare i (ri)sentimenti comuni di microidentità deboli per una coesione che non c’è in un tessuto sociale frantumato. E Dipiazza è uno che i negri li prende per il bavero.
Allora, caro (e)Lettore, capisci bene che certe mostre non s’hanno da fare, con buona pace degli incauti studenti del Liceo Petrarca.

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La Ragnatela

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , on 10 settembre 2018 by Sendivogius

«La Lombardia è una regione intrappolata nella ragnatela leghista, una fitta rete di contatti e uomini di fiducia agli ordini di Salvini e Maroni. Una sorta di cupola che ricorda quella del PD romano che usa risorse pubbliche per finanziare il proprio sistema di potere. Ultimo caso in ordine di tempo scoperto dal M5S quello dell’ASST della Franciacorta (ex azienda ospedaliera di Chiari), che ha dato in affidamento diretto per 35 mila euro il lavoro di restyling del sito web dell’ospedale a Luca Morisi, lo spin doctor di Matteo Salvini. Ma non solo. La Direzione Generale ha deciso di assegnare alla società Se.Co.Ges. un appalto del valore di 71 mila 500 euro per la gestione del servizio di aggiornamento del manuale di gestione aziendale. Peccato che chi detiene il 68% della società sia l’ex sindaco leghista di Monte Isola Angelo Colosio, attualmente militante a Brescia, che secondo le intercettazioni telefoniche dell’inchiesta Smile sarebbe stato contattato per questioni di affari dall’ex presidente leghista della Commissione sanità al Pirellone Fabio Rizzi e dal suo stretto collaboratore Mario Longo, poi arrestati per tangenti nello “scandalo dentiere”. Il tutto con il benestare degli alti dirigenti dell’Asst: Mauro Borelli, direttore generale ed esponente di spicco della Lega Nord bresciana, famoso per inviare mail agli altri manager in quota Lega invitandoli a versare l’obolo nelle casse del Carroccio, Matteo Rinaldi,segretario della Lega Nord a Brescia, e Luigi Faccincani, militante leghista di Desenzano del Garda. Questo è il meccanismo di funzionamento del “sistema Lega” in Lombardia: piazzare “yes man” che possano, quando serve, aprire porte e stendere tappeti rossi. Iscritti al partito ma anche parenti e amici, basti pensare all’ex-compagna di Matteo Salvini che nel 2014 aveva ottenuto un posto all’assessorato al welfare della giunta regionale. Stessa impronta anche per le liste civiche collegate alla lega che di “civico” hanno evidentemente solo il nome. Daniela Maroni, consigliere regionale della lista civica Maroni Presidente, ha assunto a settembre 2013 nello staff della sua segreteria quella che sarebbe diventata la sua futura nuora, partendo da un contratto con categoria B1 da circa 22 mila euro lordi annui, passando per la successiva modifica in C4 nel 2015 da quasi 30 mila euro, per arrivare alla definitiva modifica in D6, un part time da oltre 30 mila euro annui. Un salto triplo di quasi 10 mila euro in due anni a fronte di una riduzione delle ore di lavoro. Inoltre nell’ultima commissione Attività Produttive è passato un provvedimento riguardante l’ammodernamento della rete di distribuzione dei carburanti che ha come relatrice proprio Daniela Maroni, gestore di una pompa di benzina ad Alzano Lombardo. Il M5S vuole smantellare questo sistema marcio che sta infettando le istituzioni in Lombardia e che brucia i soldi dei lombardi. Noi siamo gli occhi dei cittadini nelle istituzioni, perché ogni “favore” ad un amico è un opportunità in meno per un cittadino onesto. Da quando siamo stati eletti combattiamo per fermare il propagarsi della ragnatela leghista, e anche in questo caso presenteremo un’interrogazione che chiede di far luce sulle sconsiderate assegnazioni di appalti nell’ASST della Franciacorta. Il vento è cambiato. Prima facevano i comodi loro, ora c’è una forza politica che fa realmente opposizione ed è pronta a governare per tutelare solo gli interessi dei cittadini, premiando il merito e la competenza, non il colore della tessera di partito

 29/06/2016. Stefano Buffagni Portavoce Regionale del M5S Lombardia
(Smantelliamo il “sistema Lega” che brucia i soldi dei cittadini)


Ancora nel 2018, nel suo curriculum pubblicato sulla Piattaforma Rousseau, Buffagni dichiara con orgoglio:

“Ho scoperchiato diverse malefatte, come gli sprechi in Ferrovie Nord Milano, in FinLombarda, Pedemontana.
Senza dimenticare le denunce sugli appalti presi dallo spin-doctor di Salvini, che mi sono valsi una querela dallo stesso Salvini e dalla Lega di cui vado fiero.
Per me è una medaglia: non ci facciamo di certo spaventare davanti alle irregolarità!”

Poi però il cittadino-portavoce-consigliere Stefano Buffagni è diventato sottosegretario per il Ministero degli Affari regionali, presieduto dalla leghista Erika Stefani, e con ogni evidenza ha cambiato idea.

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CORSI & RICICLI

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , on 6 settembre 2018 by Sendivogius

“…Non ho commesso reati, non ho genitori indagati per fatture false, non ho fatto crollare ponti…”
Dino Giarrusso
(06/09/2018)

Come il 92% di tutti gli altri italiani, che non per questo vengono prontamente riciclati con un posto (e relativo stipendio) da dirigente pubblico al Ministero dell’Università, Istruzione e Ricerca, una volta rimasti disoccupati, solo perché andavano dicendo stronzate ‘social’ in tivvù.
D’altra parte, lo spacciatore professionista di bufale anti-scientifiche è un perfetto testimonial del nuovo bispensiero nazi-populista. Dopo una sottosegretaria alla Cultura che si vanta di non leggere un libro da tre anni, il cisposo Giarrusso ci sta come la quadratura del cerchio. E se a prendere per il culo l’iper-trombato cacciaballe fallito di bubbole mediatiche che non hanno altro merito se non quello di essere ‘virali’, ci si mette pure il Fatto Quotidiano (giornalino di certo non ostile al nuovo corso), allora vuol dire che la situazione è grave ma non è seria.

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(114) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , on 2 settembre 2018 by Sendivogius

Classifica AGOSTO 2018”

Un ministro (uno non a caso) che impedisce ad una nave militare, italiana, della Guardia Costiera, italiana, lo sbarco in un porto, italiano, violando una mezza dozzina di convenzioni internazionali (che se non funzionano si possono anche cambiare, ma in quel caso spetterebbe a Governo e Parlamento farlo), per mettere un’Europa cinica e bara (ma non ineluttabile come il destino) dinanzi a fatto compiuto e farne implodere le ipocrisie e gli egoismi nella (pessima) gestione della questione migratoria (francamente diventata ben più del prodromo di una “emergenza democratica”). E nel farlo non cerca la prova di forza con una nave straniera, per non creare l’incidente diplomatico, ma lo fa a scanso di ripercussioni internazionali con un pattugliatore d’altura della Marina italiana, come se alla inefficientissima UE potesse fregare qualcosa di una vicenda che in tal modo è stata subito circoscritta ad una bega da cortile, tutta interna alla politica italica. Perché anche il più paludato dei tecnoburocrati europei accetterebbe mai di trattare sotto ricatto. E la farsa è andata avanti per un bel pezzo, fino all’implicita figura di merda dello stesso ministro e (vice)premier che, dinanzi all’evidente e prevedibilissimo fallimento, ha dovuto poi far sbarcare tutti gli immigrati presenti a bordo della nave U.Diciotti, accordandosi con lo Stato Vaticano che ovviamente li ha ‘accolti’ in Italia.
Un vicepremier che conciona unicamente su facebook, ma non lascia nulla per iscritto o in documenti ufficiali del ministero che presiede, in modo da collezionare ad uso elettorale l’inevitabile “avviso di garanzia”, sapendo che non avrà per lui alcuna ripercussione penale essendo il provvedimento “contro ignoti”, essendo le sue direttive a libera interpretazione.
 Un governo che denuncia i patti sulle mancate redistribuzioni dei presunti ‘profughi’, in virtù di quelle non-regole che lo stesso premier fantasma ha sottoscritto nemmeno due mesi prima. Sono gli stessi accordi, su base volontaria, che dagli altri “partners” europei vengono appunto applicati alla lettera, continuando ad essere vantaggiosissimi per loro, ma non per il governo italiano che non riesce ad organizzare neppure un millesimo dei rimpatri millantati in campagna elettorale dal twittante vicepremier e ministro.
Sempre lo stesso vicepremier, che ormai tracima in ogni ambito di competenza non sua, che in aperta rottura con le regole europee ci porta direttamente fuori dalla UE (per quante carenze possa avere), per entrare nel gruppo dei fascisti di Visegrad, passando per l’Ungheria di Orban. Non si sa bene per quale imprescindibile vantaggio economico e diplomatico, a parte l’indubbia appartenenza nazi-populista. Un cambio di alleanze vantaggiosissimo!
Una polemica surreale sui vaccini, con cascami medioevali, innestata da un grumo di esaltati analfabeti, senza alcuna preparazione specifica e che per questo rivendicano con sdegno il “primato della politica sulla scienza”, con tanto di linciaggio in effigie di medici e virologhi, e la profilassi sanitaria da sostituire col collaudato Metodo Taverna.
Un viadotto crollato ed un ministro alle Infrastrutture, che è troppo concentrato a farsi i selfie con la famiglia al mare, senza che minimamente venga sfiorato dall’idea che controlli e autorizzazioni per la messa in sicurezza di ponti e strutture in concessione sia di stretta competenza del ministero che sventuratamente (non) presiede.
 Un garrulo cazzabubbolo napoletano, senz’arte né parte, incidentalmente investito della carica allo Sviluppo economico, Lavoro e Politiche sociali, nonché vicepresidente del consiglio, che ciarla a vuoto da mane a sera, blaterando di complotti, “delitti perfetti”, processi politici, ed altre idiozie assortite, senza mai preoccuparsi di produrre uno straccio di evidenza a supporto delle provocazioni che lancia nel mucchio, giusto per vedere l’effetto mediatico che producono.
Un governo che trasforma un funerale di Stato in una passerella elettorale ad uso della propria tifoseria, perculando gli avversari, tra battute, selfie, e coretti improvvisati da stadio. Una cosa di un’indecenza e di un cattivo gusto mai visto prima!
E si conclude molto peggio di com’era cominciata l’indimenticabile estate sovranista, con contorno di cacce organizzate al negraccio, selve oscure di saluti romani, minacce reiterate alla libertà di stampa (il principale nemico del nuovo direttorio rivoluzionario), e legioni di imbecilli allo sbaraglio.

Hit Parade del mese:

01. BRRR CHE PAURA!!!

[23 Agosto] «Messaggio da parte della Lega Abruzzo: se toccate il Capitano vi veniamo a prendere sotto casa… occhio!!!»
 (Giuseppe Bellachioma, nazi-leghista abruzzese)

02. METODO TAVERNA

[10 Agosto] «È terribile il messaggio che è passato che un bambino non vaccinato è un bambino portatore de che? De che? Io quand’ero piccola, che c’avevo poco a poco un cugino che c’aveva una malattia esantematica facevamo la processione a casa di mio cugino, perché così la zia se sgrugnava tutti e sette i nipoti, così tutti e sette i nipoti c’avevano la patologia e se l’erano levata dalle palle. Funzionava così la vita mia.»
 (Paola Taverna, Immunodeficiente)

03. SCRIMINAZIONI

[24 Agosto] «Se una limitazione della libertà, che in astratto può sembrare un sequestro, viene posta in essere per adempiere un dovere, è come se si scriminasse il reato »
 (Giulia Buongiorno, la Supercazzolara)

04. LOTTA DI POPOLO

[23 Agosto] «Se la vicenda dei migranti continua ad essere in mano a Salvini è giunto il momento di pensare alla lotta di popolo armato.»
 (Guglielmo Allodi, aspirante brigatista)

05. PENSAVAMO “IN… CULO”!

[20 Agosto] «Qualche giorno di mare con la famiglia con l’occhio sempre vigile su ciò che accade in Italia. Ma tutti gli eroi della #guardiacostiera, dai vertici fino all’ultimo dei suoi uomini, come vedete, sono sempre con me. Anzi, li tengo sempre in… testa.»
 (Danilo Toninelli, il Concentrato)

06. LE CROSTE

[21 Agosto] «Di Maio e Salvini sono due persone molto diverse tra di loro ma hanno una nota in comune: sono politicamente molto intelligenti anche perché non agiscono sulla base di umori transeunti o di mere inclinazioni temperamentali. Inoltre non si lasciano condizionare da incrostazioni “relazionali”.»
 (Giuseppe Conte, il Pupazzo parlante)

07. LA SETTA

[17 Agosto] «Fuori dalla paura c’è un sole bellissimo. Noi possiamo aiutarti ad uscirne e a trovare quello che hai sempre desiderato. #coraggio #felicità #amore.»
 (Carlo Sibilia, l’Allucinato)

08. Roma a 5 Stelle: MEI COJONI!

[21 Agosto] «È stato rimosso stamattina il materasso abbandonato in viale Filarete a Tor Pignattara da una coppia colta sul fatto e videoregistrata con il cellulare da un cittadino che, come la maggioranza dei romani, ha a cuore il decoro della città»
 (Virginia Raggi, Calamità innaturale)

09. Roma a 5 Stelle: INFESTAZIONI

[29 Agosto] «Dobbiamo trovare alternative non cruente per contenere la popolazione dei topi a Roma. Penso a un bando per individuare prodotti sterilizzanti da ingerire.»
 (Edgar Meyer, il Pifferaio)

10. MA ANCHE NO!

[17 Agosto] «Se volete restare sempre informati sulla mia attività politica potete farlo anche fuori dai social, usando #Telegram riceverete dei semplici messaggi chat. Nell’immagine trovate come fare per installare tutto e magari farlo anche sui telefoni di amici e parenti consenzienti. #M5S.»
 (Manlio Di Stefano, altro fenomeno a 5 stelle)

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MACERIE

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , on 20 agosto 2018 by Sendivogius

Se la metafora non fosse troppo irriguardosa, ci sarebbe da dire che sotto le macerie del Ponte Morandi c’è finito l’intero centrosinistra italiano monopolizzato dalla nefanda parentesi piddina e dalla sua fallimentare dirigenza di gggiovani invecchiati malissimo: pusillanimi, omertosi, inerti; in fuga permanente dalla realtà, lontani anni luce da quel “popolo” che ormai non aspirano più non solo a rappresentare, ma nemmeno ad interpretare. Ridotti come sono ad ectoplasmi, che parlano solo via facebook e twitter, dove innestano polemiche sterili per galvanizzare gli ultimi feticisti del partito, venendo peraltro sistematicamente massacrati sul posto, non sapendo padroneggiare nemmeno i rudimenti di base della comunicazione ‘social’, a tal punto da finirci loro sul banco degli imputati, dopo una difesa parossistica dell’inalienabile diritto (privato) dei concessionari autostradali, come libertà fondamentale dello Stato di diritto, nel principio di non colpevolezza. Che è come dire che se uno fa una strage, ammazzando (colposamente) 42 persone davanti a centinaia di testimoni, perché magari si è dimenticato di chiudere il gas mentre fumava seduto su una dozzina di bombole aperte, è innocente fino sentenza di condanna definitiva passata in giudicato. E fino ad allora non può essergli ascritta alcuna responsabilità. Quando le grandi battaglia di civiltà del “partito democratico” sono ridotte alla difesa del deposito in conto titoli degli azionisti di Atlantia (perché questa è la percezione che si è avuta), la stessa società che ancora dopo 24h dalla strage si preoccupava di rassicurare gli investitori, senza spendere una parola per le vittime, allora il disprezzo è conseguenza naturale e si capisce pure perché i resti di un partito putribondo siano invisi alla quasi totalità del paese.

“PONTI D’ORO”
di Alessandra Daniele
(19/08/2018)

 «La specie umana ha fatto anche cose buone. Lo dirà probabilmente chi verrà dopo di noi sulla terra, alieni, intelligenze artificiali, batteri evoluti. Non lo diranno delle opere d’arte delle quali siamo più fieri, affreschi, poemi, sinfonie che per loro avrebbero poco significato. Lo diranno delle infrastrutture che potranno essergli utili, ponti, strade, acquedotti.
Saranno però ponti, strade e acquedotti costruiti dall’Impero Romano, perché quelli della nostra era non solo non ci sopravviveranno, ma probabilmente ci uccideranno, crollandoci addosso.
Come il ponte Morandi di Genova, mal costruito fin dall’inizio, sottoposto da decenni a un traffico quattro volte superiore al previsto, e abbandonato a una manutenzione palesemente insufficiente. La prevenzione non è un’attività redditizia. Neanche la progettata variante della Gronda, che sarebbe pronta solo nel 2029, avrebbe evitato il crollo, a meno di fantascientifici effetti retroattivi. Chi oggi lo afferma è un cazzaro, o un renziano, cioè un cazzaro.
Se un ponte autostradale si sbriciola facendo una strage, la revoca delle concessioni alla Società Autostrade, e ai magliari a cui è stata regalata dall’Ulivo, è atto dovuto innanzitutto in base al principio di precauzione, il fatto è così intuitivo da essere stato intuito persino da Toninelli.
Non dalla stampa mainstream però, schierata compatta in difesa dei Benetton e dei loro affari d’oro, e più in lutto per il crollo in borsa del titolo Atlantia, che per quello del ponte.
Il fatto che il cosiddetto centrosinistra, invece di pretendere giustizia per le vittime, difenda a spada tratta su giornali e social i monopolisti miliardari che avevano assicurato che quel ponte sarebbe durato cent’anni, spiega perfettamente perché gli elettori italiani abbiano preferito votare letteralmente ‘chiunque altro’.
Se abbiamo un ministro dell’Interno che si fa i selfie coi fans ai funerali di Stato, è perché abbiamo un PD che, mentre ancora si estraevano cadaveri dalle macerie, chiedeva un’inchiesta alla Consob per tutelare gli interessi degli azionisti di Atlantia.
Il Movimento 5 Stelle ha fatto anche cose buone. Opporsi alle Grandi Opere dei pupi e dei pupari, e alle cementificazioni idrosolubili è una. La nazionalizzazione delle infrastrutture, di cui parla adesso un Di Maio insolitamente condivisibile, potrebbe essere un’altra, se non fosse soltanto l’ennesima promessa irrealizzabile, l’ennesima arma di distrazione di massa. La procedura è partita, vedremo dove arriverà.
E vedremo se anche lo Stato continuerà ad amministrare secondo le stesse logiche capitalistiche omicide dei privati.
Intanto Genova è spezzata a metà da una nuova zona rossa. I monconi del ponte zombie incombono sui palazzi e sui capannoni sottostanti, evacuati d’urgenza. Più di 600 sfollati, mentre le macerie ancora intasano il greto del torrente, minacciando di farlo esondare alle prossime piogge. E in Italia ci sono ancora centinaia di strutture sottoposte allo stesso rischio di crollo. In un paese che cade a pezzi, l’emergenza non è mai finita

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Cicciobello Rock

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , on 16 agosto 2018 by Sendivogius

«Oggi al dolore per quanto accaduto a Genova si è aggiunto un grande sconforto. Perché almeno io ancora mi ostino a credere che di fronte alle tragedie un paese dovrebbe unirsi, che le sentenze le emanano i magistrati, che la propaganda almeno per qualche ora di fronte alla morte dovrebbe fermarsi. Ma evidentemente non è più cosi. Da ieri è iniziato un incredibile susseguirsi di dichiarazioni fatte a casaccio con l’unico obiettivo di indicare colpevoli su cui scaricare odio. Dichiarazioni fatte da chi avrebbe la responsabilità istituzionale di rappresentare il paese tutto, soprattutto in momenti drammatici come questi e invece vuole solo alimentare lo scontro politico. Nello stesso tempo qui sui social è partita la consueta batteria di notizie false, di sistematica e violenta diffamazione.
Foto false, ricostruzioni false, accuse assurde condivise e lette da centinaia di migliaia di persone. Possiamo far finta di credere che si tratti di singoli invasati, ma non è così. È la solita rete di pagine e profili unofficial che sostiene e alimenta la propaganda più becera di alcune forze politiche.
E così anche decidere per 24 ore di rimanere in silenzio per rispetto del dolore di una città e di chi rischiava tutto per salvare vite umane fa pagare un prezzo, perché lascia il campo libero a chi usa questi strumenti indecenti.
Non so, forse la politica sta davvero diventando questo e sono io che sono obsoleto. Forse ormai si può solo puntare sull’odio e sulla rabbia, forse per vincere bisogna inquinare il dibattito pubblico, sporcarlo, avvelenarlo.
O forse no. Forse è ancora possibile ricostruire rifiutando questo schifo; non usando le loro parole, i loro strumenti, la loro meschinità. Non inseguendoli su un terreno che non potrà mai essere il nostro, non accettando di dover diventare come loro.
Proviamoci davvero, farà bene a noi. E un po’ anche alla qualità della nostra democrazia

Matteo Orfini
(15/06/2018)

Tutto molto bello e condivisibile, al netto dei troppi bla-bla-bla. Poi però in meno di dodici ore ci ripensa, e giusto per non “inquinare il dibattito politico” in ossequio allo spirito unitario che segue la tragedia, eccolo che si lancia subito in una polemica gratuita (che tanto va di moda), contro il solito Matteo Salvini, vicepremier e Ministro dell’Interno, colpevole di non cospargersi il capo di cenere e farsi immortalare contrito nel lutto, dopo aver interrotto l’ennesima comparsata elettorale. Perché l’altro Matteo, Orfini, è diverso… Lui è superiore a certe miserie; è “obsoleto” (come un rottame) e a questo “schifo” proprio non vuole essere associato. Mica usa gli stessi strumenti (persino più beceri) e la stessa “meschinità”…

«“I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore” recita la Costituzione. Le immagini di Salvini che festeggia in ore drammatiche per Genova sono uno schiaffo al dolore del nostro paese e la negazione di quel principio
Matteo Orfini
(16/08/2018)

E manco fosse stato un rituale orgiastico!

Al contrario, immaginiamo che un Matteo Orfini, non appena appresa la notizia del disastro, abbia subito intrapreso un percorso di digiuno e meditazione, per solidarietà con le vittime, chiudendosi in lutto strettissimo, mentre sulla sua pagine facebook ci propone la diretta no-stop della festa della defunta “L’Unità”, nell’atto ludico di necrofilia condivisa. Orfini infatti non fa “propaganda becera”, ed anzi si preoccupa di contrastare l’odio montante sui social, alimentata da “foto false, ricostruzioni false, accuse assurde” (lo sa lui di che va frignando)… se non fosse che i “colpevoli su cui scaricare odio” (?) sarebbero “Autostrade per l’Italia” del Gruppo Atlantia: la famiglia Benetton, per intenderci, quella dei colori uniti, che si è assicurata una concessione praticamente perpetua, a condizioni spesso vantaggiosissime, con una serie di clausole segrete ed emendamenti confezionati ad hoc per garantire la rendita di posizione del cartello dei concessionari, in regime di sostanziale monopolio. Ora, dinanzi a 40 morti, ricercare le responsabilità non è scaricare odio. Se poi uno è pure un po’ incazzato con chi avrebbe dovuto garantire la sicurezza, e con ogni evidenza non l’ha fatto (o il ponte starebbe ancora in piedi), crediamo sia una reazione legittima. Delle ripercussioni in Borsa e del crollo dei dividendi azionari di Atlantia e della Famiglia Benotton, che coi morti ancora da seppellire si preoccupano degli azionisti, mica delle vittime, in tutta franchezza NON ce ne frega una cazzo! Strano invece la cosa sembri interessare al partito bestemmia, sempre così sensibile ai problemi del padronato… Perciò tranquilli, che il regalino i vari Gavio, Toto, Benetton se lo sono fatti da soli [QUI].

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La Favoletta

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , on 15 agosto 2018 by Sendivogius

“In relazione alle notizie diffuse dalla stampa sulle attività di prevenzione messe in atto sul viadotto Polcevera, Autostrade per l’Italia precisa che l’infrastruttura era monitorata dalle strutture tecniche della Direzione di Tronco di Genova con cadenza trimestrale secondo le prescrizioni di legge e con verifiche aggiuntive realizzate mediante apparecchiature altamente specialistiche. Inoltre le strutture tecniche preposte si sono avvalse, per valutare lo stato di manutenzione del viadotto e l’efficacia dei sistemi di controllo adottati, di società ed istituti leader al mondo in testing ed ispezioni sulla base delle migliori best practices internazionali.
[…] Negli ultimi cinque anni (2012-2017) gli investimenti della società in sicurezza, manutenzione e potenziamento della rete sono stati superiori a 1 miliardo di euro l’anno. Ciò ha contribuito in maniera sostanziale all’innalzamento sulla rete del livello di sicurezza, misurabile attraverso l’abbattimento dei tassi di mortalità e di incidentalità, che è stato portato a livello di eccellenza in Europa.”
   (Nota di “Autostrade per l’Italia”. 15/08/18)

E per fortuna! Infatti i risultati si vedono tutti…

…Sicurissimo (e solidissimo) direi.

 «Voglio essere chiaro. Questa giunta non può pensare che la realizzazione dell’opera non sia un problema suo. Perché guardi, quanto tra dieci anni il Ponte Morandi crollerà, e tutti dovremo stare in coda nel traffico per delle ore, ci ricorderemo il nome di chi adesso ha detto “no”.»

Giovanni Calvini
(04/12/2012)

 «Io allora colgo l’occasione per manifestare il mio sentimento di rabbia rispetto a questa affermazione e devo dire anche un po’ di stupore e poi, per facilitare la cosa, indicando il mio nome e cognome: Paolo Putti, consigliere del Movimento 5 Stelle, uomo libero che non ha voglia di fare carriera politica, non è questa la mia ambizione, che non ha interessi personali o di bottega, ma il solo interesse di fare il bene della comunità in cui vive e tra le persone che vivono nella mia comunità ci sono anche quegli imprenditori che io, credo, fra 10 anni, andranno a chiedere come mai si sono sperperati 5 miliardi di euro che si potevano utilizzare per fare delle cose importanti per l’industria. Aggiungo. Magari questa persona dovrebbe, prima di utilizzare questo tono, un po’ minaccioso (diciamo così) perché testualmente dice “Ci ricorderemo il nome di chi adesso ha detto no!”, informarsi perché dice che il Ponte Morandi crollerà fra 10 anni. A noi Autostrade, in quest’aula, ha detto che per altri 100 anni può stare in piedi. Per fortuna gli ha risposto, sullo stesso quotidiano, l’Amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, che ha detto il perché ci sono queste situazioni di dubbi etc.: “perché è connaturato alle democrazie immature dove la prevalenza dei diritti forti di pochi, rispetto agli interessi collettivi, prevale agli interessi collettivi di molti.”»

Paolo Putti, ex candidato sindaco M5S
(04/12/2012)

«Ci viene raccontata, a turno, la favoletta dell’imminente crollo del Ponte Morandi, come ha fatto per ultimo anche l’ex Presidente della Provincia, il quale dimostra chiaramente di non avere letto la Relazione Conclusiva del Dibattito Pubblico, presentata da Autostrade nel 2009. In tale relazione si legge infatti che il Ponte “…potrebbe star su altri cento anni” a fronte di “…una manutenzione ordinaria con costi standard” (queste considerazioni sono inoltre apparse anche più volte sul Bollettino degli Ingegneri di Genova)

Movimento5Stelle.it
(09/04/2013)

 “Alle società che gestiscono le nostre autostrade sborsiamo i pedaggi più cari d’Europa mentre loro pagano concessioni a prezzi vergognosi. Incassano miliardi, versando in tasse pochi milioni e non fanno neanche la manutenzione che sarebbe necessaria a ponti e assi viari.”
Danilo Toninelli
(15/08/2018)

Ma come?!? Il Ponte non avrebbe dovuto restare in piedi per altri 100 anni almeno? Non bastava una semplice manutenzione standard a costi contenuti? Non erano forse incontrovertibili le rassicurazioni offerte dagli allora vertici di Autostrade per l’Italia, dei quali ora si chiedono le dimissioni e la testa, e fino a ieri giudicati affidabilissimi, senza bisogno di verificare alcunché? Non si trattava forse dello stesso concessionario unico dai prezzi vergognosi?
Com’era quella storiella della “decrescita felice”?!?

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DOCTA IGNORANTIA

Posted in Kulturkampf, Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , on 12 agosto 2018 by Sendivogius

«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli!»
  Umberto Eco
  (10/06/2015)

Quando nella Spagna del lontano 1930 il filosofo José Ortega y Gasset coniò per la prima volta il termine “iperdemocrazia”, parlando della ribellione delle masse, e di quanto minchiona potesse essere la ‘massa’ in questione, con la vanitosa presunzione della sua ignoranza, le “legioni di imbecilli” erano per lo più intruppate dietro ai gagliardetti littori, prima di convertirsi alla “democrazia diretta” dei cittadini informati (dalla Casaleggio Associati) e dismettere la camicia nera, o bruna, con quella verde, per un nuovo squadrismo in formato 2.0 che fosse più ‘social’ ma non per questo più accettabile.
Quello che, nonostante ne sia un tratto distintivo, continua a stupire è la tronfia sicumera del Cretino, che scambia l’imperturbabilità sfinterica con cui rilascia le sue stronzate per pensosa riflessione critica, e proprio non gli riesce di tacere, impermeabile com’è al senso del ridicolo nella spudorata esibizione di sé. Nei casi più gravi, ciancia a vanvera di Democrazia e ne bestemmia il nome. Perché il Cretino, quando per accidente ‘democratico’ acquisisce una qualche posizione pubblica, possiede anche lo sventurato potere di farti dubitare del fatto che la democrazia sia veramente il migliore dei sistemi possibili. E allora uno comincia chiedersi se dopotutto una qualche ragione non ce l’avessero pure quei fieri conservatori, che diffidavano della democrazia poiché non tenuti a tollerare gli imbecilli…

La democrazia arriverà all’assurdo, rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci. Sarà la punizione del suo principio astratto dell’uguaglianza, che dispensa l’ignorante di istruirsi, l’imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi. Il diritto pubblico fondato sull’uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze.”

Henri Fréderic Amiel
(12/06/1871)

 Fruttero & Lucentini nella loro edotta disamina del cretino sostenevano che sconfiggere i cretini contemporanei è qualcosa di sostanzialmente impossibile: innanzitutto per il numero sconfinato degli stessi e poi per inclinazione naturale all’auto-assoluzione che questi hanno, nella totale incapacità di riconoscersi tali.
Oggi si può dire a pieno titolo che la guerra è persa, avendo avuto a disposizione una formidabile arma di distruzione di massa: la digitalizzazione del cretino è stata come l’atomica su Hiroshima (ogni difesa è vana). Oggi il cretino sdoganato e vincente (si potrebbe dire che si ‘evolve’… come i virus!) è assurto ad un nuovo livello: l’imbecille ispirato, variante dell’antico fanatico medioevale che da Borgo Citrullo è transumato sugli scranni dei Palazzi della Signoria, più per caso che non per merito, ed ora rifulge nella stolida eccitazione spiritata di chi ha visto la luce e crede di essere in missione per conto di Dio.
Che un cretino non fosse affatto innocuo lo sapevamo già. Ma la polemica surreale contro i vaccini, innescata da questi (pericolosi) dementi, supera di gran lunga le vette già raggiunte finora dalla pur prolifica categoria. In effetti la democrazia è superata. L’Idiocrazia è sicuramente più confacente allo spirito dei tempi, nella nuova weltanschauung nazi-populista. Allo stesso modo, ogni epoca ha i suoi predicatori dall’indignazione soppressata.
 In prospettiva, non è per niente salutare soffermarsi sul lezzo delle scorreggine a 5 stelle, ma a proposito del meneghino Davide Barillari, milanese de Roma, cittadino-consigliere alla Regione Lazio e già candidato alla medesima, sarebbe stato un peccato lasciar evaporare nella più totale indifferenza tanto flatulenta indignazione, a proposito della nefasta pratica di vaccinare i bambini contro le malattie esantematiche e non, onde prevenire l’infezione, insieme al ritrovato “primato della politica” che in mano a certi individui diventa distorsione cognitiva e psicosi paranoide…

«Scienziati intelligenti contro politici ignoranti?
Quando si è deciso che la scienza fosse più importante della politica? Chi l’ha deciso e perché?
A questo siamo arrivati!»

Già chi l’avrà mai deciso?!? Uno scandalo!! Tu guarda se un politico analfabeta debba essere meno importante di uno scienziato! È la scienza che si deve sottomettere alla politica. Se domani un Barillari, o chi per lui, si sveglia e decide che l’AIDS non esiste e che è tutta un’invenzione delle case farmaceutiche per vendere medicine inutili, è ovvio che la “scienza” deve piegarsi dinanzi a così pregnante rivelazione. Ma Barillari può scendere ancora più in fondo… fino al medioevo se gli riesce, preferibilmente ai tempi delle crociate o ai roghi di libri.

«Perché gli scienziati dello stampo di Burioni, cioè legati a doppio filo sia alle multinazionali del farmaco che ai partiti del passato bocciati alle urne dagli italiani, sono davvero convinti di detenere l”unica verità possibile, eterna ed inconfutabile….e sono davvero convinti che la politica si debba inchinare supinamente a loro

Il dottor Roberto Burioni è un virologo di fama internazionale, esperto nello studio delle immunoglobine monoclonali (i no-vax non sanno neanche di che cazzo parliamo!). E per questa sua attività è stato insultato e minacciato da gruppi organizzati di invasate furiose, alla stregua di un untore manzoniano. Nella crociata si distingue tal Alessandra Piastra Calise, variante furente delle inquietanti mamme pancine, che dirige il coro degli insulti delle Erinni scatenate.  A certa gente la maternità fa male, fottendo anche l’ultimo neurone ancora attivo, se mai ne hanno avuti, per esaurimento da stress post-traumatico.

Ovviamente, anche il dottor Burioni vota. Ed il sospetto che le simpatie politiche dell’immunologo propendano per l’esecrato PD (l’ossessione paranoica di ogni nazista a cinque stelle) bastano per fare di Burioni un nemico del popolo per crimini politici. E questo la dice lunga sulla concezione che della Costituzione hanno gli ostensori della “democrazia diretta”.
Ovviamente, Roberto Burioni, nel mondo distorto e paranoico dei grulloidi, non poteva che essere un ricco profittatore prezzolato dalle bieche multinazionali farmaceutiche, le quali nell’ottica complottara del grulloide tipo sono praticamente una diretta derivazione dell’Umbrella Corporation che agita i loro incubi da segaioli della Playstation cresciuti sparacchiando agli zombies di Resident Evil.

«Cospargendosi il capo di cenere per ammettere la loro incompetenza di fronte a siffatta intelligenza suprema. Senza più valutare, senza più fare scelte per definire quale sia la direzione giusta, senza pianificare. BISOGNA CREDERE. Nei dogmi dell’ oms, dell’iss, della fimmg, della fimp….ma soprattutto nei “consigli” di quelli che producono, (testano?), e vendono i farmaci “per il nostro bene”. E intanto si mettono un sacco di soldi in tasca

No, infatti è molto meglio credere nella fantomatica “Cura Di Bella”, della quale un certo Beppe Grillo fu il massimo sponsor, sottacendo i morti che fece. Oppure al gratuito ed economico “Metodo Stamina” promosso a suon di parcelle dal filantropo Davide Vannoni, scienziato della comunicazione (e truffatore). In un mondo al contrario, dove i ciarlatani hanno credito, perché “social”, ed i ricercatori scientifici no. E se invece parliamo di soldi, il consigliere onorevole cittadino Barillari nella sua assoluta inutilità ne intasca circa 8000 di euro al mese, per la sua attività di POLITICO a tempo pieno e per sparare di simili cazzate! Ovviamente pagato da noi tutti. Anche da chi non l’ha votato, visto che per i grulloidi il libero esercizio di scelta elettorale è innanzitutto una discriminante politica e non un diritto democratico. Sempre per quella storia della democrazia diretta.

«A tutti loro noi “comuni cittadini” dobbiamo credere ciecamente. Senza mai porre domande. Senza mai dubitare della loro scienza perfetta e sicura. Altrimenti, come ci ha simpaticamente definito l’assessore alla sanità del Lazio, siamo “antiscientifici e di stampo oscurantista”. Parole forti.»

E pensiero debole, debolissimo, di un ‘politico’ straparlante!
Segue pippone delirante sulla presunta a-scientificità della scienza che in realtà segue “SCELTE POLITICHE” non rimesse al vaglio del popolo, visto che tutti noi politici siamo inesperti, ignoranti, e non possiamo permetterci di parlare di sanità, per l’appunto e per fortuna!

«Allora ve lo dico chiaramente: La politica viene prima della scienza. I politici devono ascoltare la scienza, collaborare, non farsi ordinare dalla scienza cosa è giusto e cosa è sbagliato, accettando le parole della scienza mainstream come dogmi religiosi. Perché la scienza DEVE ESSERE DEMOCRATICA, e quindi deve ascoltare tutti… compresi ricercatori e scienziati, che con dati alla mano, contestano il dogma ufficiale

Davide Barillari non ha ancora scoperto l’esistenza del Siero Bonifacio, perché altrimenti ci proporrebbe pure quello in alternativa all’odiata scienza mainstream” (ma vi rendete conto di come parla questo?!?). Per Barillari evidentemente hanno valore scientifico anche le pozioni magiche e gli amuleti, purché prescritti da scienziati e ricercatori “indipendenti” (come il suddetto Vannoni). Se poi vengono radiati ed esposti al pubblico ludibrio (perché le persone sane di mente sono ancora la maggioranza), si tratta sicuramente di un complotto rettiliano della Ka$ta e della lobby farmaceutica, il braccio chimico del Nuovo Ordine Mondiale.

Per fortuna la scienza NON è democratica: deve produrre dati e ricerche, che devono essere ripetibili e confutabili, con risultati certi (non come le balle di un politicante). E soprattutto la “scienza” non deve rispondere alle credenze mitologiche di qualche coglione analfabeta, solo perché eletto da altri coglioni più ignoranti di lui, che concionano di tutto senza sapere nulla di niente. Perché come ebbe a dire a suo tempo Galileo Galilei:

“In questioni di scienza, l’autorità di un migliaio di persone non vale tanto quanto la scintilla di ragione di un singolo individuo.”

La scienza è meritocratica e selettiva. Per questo, in caso di cure cliniche, ci si rivolge allo specialista più bravo e competente (che ovviamente si fa pagare) e non al primo che capita. E tanto meno ad un ex sistemista di rete, come l’onorevole cittadino Barillari che pretende di spiegare ad un medico come fare il suo lavoro.
E’ anche sussiegoso lo “scienziato”. Se lo può permettere, non foss’altro perché ha dedicato decenni della propria vita a studiare e specializzarsi su materie difficilissime. E capirete se poi non ha tanta voglia di confrontarsi con un presuntuoso imbecille, che si informa sul webbé, leggendo opuscoletti di scienza alternativa pescati su twitter e scritti da gente che non ha nemmeno il diploma.

Ma forse Barillari è uno di quelli convinti che chiunque possa effettuare un intervento di necrosectomia, seguendo le istruzioni su you-tube. Perché uno vale l’altro.
E si meraviglia pure se lo prendono per il culo!!

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(113) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , on 5 agosto 2018 by Sendivogius

Classifica LUGLIO 2018”

Benvenuti nel fascismo 2.0! Ce n’è per tutti i gusti e tutti i formati, dal momento che non ci facciamo mancare proprio nulla. Ma con un tocco in più, ravvisabile nell’ossessione complottara e soprattutto in un’ondata anti-scientifica, alimentata da un neo-primitivismo antimoderno, che si aggiunge al fascistissimo disprezzo anti-intelletuale e si alimenta di un’ignoranza belluina elevata ad orgoglio di massa, riflettendosi per  osmosi populista nell’irrazionalità dei ceti dirigenti che ne sono diretta emanazione. Non è più questione di qualche rigurgito più o meno abbondante, per il reflusso esofageo di umori gastrici fermentati nel ventre sfatto di un’Italietta nostalgica e vintage, in pieno orgasmo sovranista…
Alimentato da una marea nera montante, qui sono proprio conati verdi a spruzzo giallo, che manco Linda Blair dopo aver ingoiato un idrante impazzito..!
E non basterebbe una confraternita di esorcisti per mettergli un tappo. Forse ci vorrebbe la Suicide Squad precettata al gran completo ed il risultato sarebbe comunque incerto…
In tutto questo, ci si chiede se dalle parti del partito bestemmia, dopo la devastazione renziana, ci si renda ben conto dell’entità della catastrofe che in soli sei anni si è abbattuta sul partitucolo democratico (e fin qui poco male) e sull’intera Repubblica, soprattutto grazie alla Cura Renzi (ma le responsabilità sono ampiamente condivise), in una vera e propria mutazione antropologica che avrà conseguenze profonde sul tessuto sociale del Paese, spazzando via ogni traccia di ‘sinistra’ e sputtanandone anche il nome per i prossimi eoni a venire.
A sentire i ruttini di un’opposizione totalmente rintronata, che sembra appena uscita da uno stupro anale di gruppo (e ancora non s’è capito bene se le è piaciuto!)… che non ha niente di meglio da riproporre se non il solito campionario di fallimenti reiterati e pensierini buoni, sembrerebbe proprio di no.
Perciò, buona estate sovranista a tutti!

Hit Parade del mese:

01. IL SORPASSO

[27 Lug.] «Dobbiamo capire che la democrazia è superata. Che cos’è la democrazia quando meno del 50% va a votare. Se prendi il 30% del 50%, hai preso il 15%. Oggi sono le minoranze che gestiscono i Paesi. Probabilmente la democrazia deve essere sostituita con qualcos’altro, magari con un’estrazione casuale. Io penso che potremmo scegliere una delle due camere del Parlamento così. Casualmente.»
  (Beppe Grillo, l’e_guru)

02. CONNESSIONI DEMOCRATICHE

[23 Lug.] «Oggi grazie alla rete ed alle tecnologie, esistono strumenti di partecipazione decisamente più democratici ed efficaci in termini di rappresentatività popolare di qualunque modello di governo novecentesco. Il superamento della democrazia rappresentativa è inevitabile […] Tra qualche lustro faremo a meno pure del Parlamento»
  (Davide Casaleggio, il Burattinaio)

03. NOI UOMINI FORTI

[19 Lug.] «Il premier sono io e l’indirizzo politico al governo devo darlo io!»
  (Giuseppe Conte, il Pupazzo)

04. LACCIUOLI

[12 Lug.] «Abolire il reato di tortura che impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro.»
  (Giorgia Meloni, Panzetta nera)

05. POLTRONISSIMA

[23 Mag.] «Qualcuno per sentirsi un po’ di sinistra, perché non lo è più, deve attaccare Matteo Salvini considerandolo di estrema destra.»
  (Luigi Di Maio, il Vice-pupazzo)

06. FINCHÉ LA BARCA VA…

[23 Lug.] «L’attività politica non si svolge solo in Parlamento. Si può svolgere anche su una barca. Io l’ho detto fin dall’inizio, anche in campagna elettorale, che il mio ruolo, più che quello di parlamentare, sarebbe stato quello di testimonial a difesa degli oceani. Capisco l’incredulità, ma io l’ho detto fin dall’inizio al Movimento che non volevo fare il parlamentare ma il testimonial per salvare gli oceani dalla plastica.»
  (Andrea Mura, l’onorevole velista)

07. AVANTI C’È POSTO!

[12 Lug.] «Gli italiani mi vogliono re, occhio che torno in politica.»
  (Emanuele Filiberto di Savoia, il Delfino)

08. LIBERA STAMPA

[31 Lug.] «L’indignazione di un uovo in faccia, c’è quanto basta per restare paralizzati mediaticamente, l’unica cosa sensazionale è stata la mira del razzista di merda oppure il caso. Quello che fanno i media è portare la nazione verso il baratro: non avevo mai visto con i miei occhi un così forte condizionamento prima d’ora.»
  (Beppe Grillo, il Democratico diretto)

09. PAZIENTE ZERO

[07 Lug.] «Il PD è stato l’argine al populismo in Italia.»
  (Matteo Renzi, l’Untore)

10. EXCUSATIO NON PETITA

[25 Lug.] «Alexandre Benalla non è il mio amante.»
  (Emmanuel Macron, l’Amante)

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Mala Tempora

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , on 29 luglio 2018 by Sendivogius

Forlì… Vicenza… Napoli… Caserta… Latina… Roma… Firenze… Rosarno…
La stagione venatoria è aperta. Pare infatti che la caccia al negro stia rapidamente diventando lo sport preferito degli sbianchettatori etnici e difensori della razza, che per il momento devono ancora accontentarsi delle pistole ad aria compressa, in attesa di potersi comprare (e possibilmente usare) senza troppe difficoltà un’arma vera.

Forse perché dopo mesi di propaganda terroristica e rancori ampiamente rimestati, il veleno inoculato dagli apprendisti stregoni comincia a fare il suo effetto, nel corpo debilitato di una nazione infettata dal virus del “populismo sovranista”. Un tempo lo si sarebbe chiamato “fascismo”, ma oggi si usa definirlo così, sovranismo, pensando che la merda abbia un odore diverso se la si chiama con altro nome.

Magari perché ‘qualcuno’… per meri interessi di bottega elettorale… ha dato implicitamente ad intendere che ci si potesse togliere certi “sfizi”, per una maggiore comprensione del fenomeno, in considerazione del nuovo corso inaugurato dall’ennesimo “governo del cambiamento”…

E per questo si impegna ad armare con facilità ogni psicotico mentalmente disturbato che ne faccia richiesta e che evidentemente ha inteso il principio della “difesa (preventiva e illimitata) sempre legittima“, col concetto del ti posso sparare quando voglio

Comunque sia, nell’Italietta autarchica e dei crocifissi branditi come martelli, il numero crescente dei negri sparati non fa nemmeno notizia. Certamente non increspa il faccione sorridente del Fouché prestato al Viminale, il quale ancora non ha capito la differenza che intercorre tra un Ministro degli Interni ed un ministro di polizia. E infatti non ha trovato nulla da ridire; non una parola, nella pioggia di commenti, sfottò, provocazioni, e menù del giorno (Gnam! Gnam!), coi quali ingolfa quotidianamente l’etere dal suo profilo twitter. Ma qui parliamo di uno che, totalmente ignaro del proprio ruolo istituzionale, passa il grosso del suo tempo ad insultare e dileggiare i 4/5 degli italiani che non l’hanno votato, come un qualsiasi capo-squadrista miracolato al governo dopo la Marcia su Roma.

D’altronde, Lui è uno che “parla da papà”, rispolverando un certo paternalismo d’antan, che gli spin-doctor ritengono possa fare breccia su un elettorato prevalente di nonni ed anziani, credendo  siano tutti dei vecchi rincoglioniti nostalgici di Benito buonanima.
Fortuna che a mitigarne gli eccessi, fermo nel suo centro di irrilevanza permanente, c’è il cugino trasparente dell’Uomo invisibile: tal Giuseppe Conte, provvisoriamente dimenticato come soprammobile alla Presidenza del Consiglio, che invece si definisce il “pater-familias dello Stato” (sic!). Abbiamo perso per strada il papi della patria, ma ci guadagniamo un “papà” ed un “pater” (due al prezzo di uno!).
 Dall’altra metà dello stesso cielo, abbiamo invece un vecchio riccone 70enne che campa di rendita da una vita, mentre parla di frugalità e si atteggia a S.Francesco, blaterando di “democrazia diretta”: ovvero 20.000 “utenti certificati” che sparano cazzate in un’indistinta cacofonia on line, discettando di leggi, incarichi e nomine, eppoi si limitano ad approvare le decisioni di un fantomatico “Staff” della Casaleggio Associati, in plebisciti bulgari a colpi di clic, su una piattaforma informatica gestita direttamente da una società privata. Per questo è alleato organico di governo con un partito di estrema destra, esplicitamente pervaso da venature neo-naziste che non si preoccupa nemmeno più di nascondere. E se il suo socio in affari, Casaleggio jr, sostiene che il parlamento è inutile (la Camera dei Fasci e delle Corporazioni potrebbe essere un’ottima alternativa), l’e_guru afferma che le elezioni vanno eliminate, o al massimo sostituite dall’estrazione a sorte del primo idiota utile, che non risponde al popolo ma alla “Piattaforma Rousseau” (peggio di Orwell!). Perché la “democrazia è superata”. La dittatura invece è tornata di moda!

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