(144) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , on 27 febbraio 2021 by Sendivogius

Classifica FEBBRAIO 2021″

Era difficile. Ma nessuna missione sembra abbastanza impossibile dalle parti del partito bestemmia malato di governismo cronico ad oltranza. Quando il fondo sembra ormai inesorabilmente raggiunto, il PD comincia a scavarsi la fossa per sprofondare ancora più in basso.
Dopo essersi legato mani e piedi al governo del Conte-bis per precipitare come un’ancora alla fonda, eccolo impiccarsi al Governo Draghi con un triplo salto carpiato ed avvitamento a destra. Consumata miseramente la copula infausta con l’Avvocato del popolo nella stasi comatosa del suo non-essere, per scongiurare l’opzione dello spauracchio sovranista ed arginare l’ascesa di un Matteo Salvini, eccolo dunque al governo col Salvini medesimo (che del nuovo esecutivo è pilastro portante ed azionista di maggioranza) con tutta la Destra al seguito in ogni sua declinazione (a parte, per ora, i Fascisti d’Italia della sora Meloni), condannato all’irrilevanza più totale della sua inconsistenza. Non c’è limite allo sputtanamento.

E che dire della Setta del Grullo?!

Il M5S non si alleerà né con l’IDV, né con nessun altro. Il M5S vuole sostituire il Sistema dei partiti con la democrazia diretta. In sostanza vuole la fine dei partiti basati sulla delega in bianco.
[…] La decisione di rimanere nell’euro spetta ai cittadini italiani attraverso un referendum, questa è la mia posizione. Io ritengo che l’Italia non possa permettersi l’euro, ma devono essere gli italiani a deciderlo e non un gruppo di oligarchi.
  Beppe Grillo
  (06/11/2012)

In una manciata di pochi anni, il sedicente MoVimento si è alleato praticamente con chiunque (Destra o Sinistra sono assolutamente irrilevanti ai fini del potere fine a se stesso), senza distinzione alcuna, pur di poter garantire un posto al sole con una rendita sicura alla banda di scappati di casa, che ha trovato nella politica per professione la migliore e più lucrosa alternativa al divano di casa. Quantomeno, l’operazione permetterà a talenti incompresi come Giggino Di Maio di continuare a giocare al Ministro degli Esteri, collezionando ministeri come patacche da appuntarsi al bavero della giacca (e figure di merda a buffo per il resto del Paese), fino all’abbraccio con colui che consideravano l’emblema di quelle “oligarchie eurocratiche” contro le quali anteporre il ritorno alla nota età dell’oro della liretta nazionale.
Fedeli alla “democrazia diretta”, ridotta ad una farsa a colpi di clic sulla piattaforma on line del padrone, da partito compiutamente leninista falcidiano il dissenso interno a colpi di purghe, salvo ritrovarsi minoranza in parlamento. Geniali!

Sarà un governo di eccellenza, dove la Lega la farà da padrona, ed il buon Salvini si prepara ad essere esattamente ciò che Renzi in miscela arabica è stato per il Governo Conte, in sostituzione dei due Mattei intercambiabili, mentre tutti i dicasteri economici dove circolano i saldi resteranno saldamente nelle mani di un’elite finanziaria, funzionale ai desideri di Confindustria, e tutto il resto verrà lasciato al pollaio di politicastri da strapazzo a contendersi le briciole e spartirsi le poltrone con nugoli di analfabeti che scambiano Topolino con Dante e orfani dei complotti più assurti convertiti alla sobrietà della nuova parentesi tecnocratica.
Auguri vivissimi!

Hit Parade del mese:

01. MODELLO GIUDITTA!

[08 Feb.] «Proporremo a Draghi il modello Bertolaso.»
  (Matteo Salvini, lo Statista sovrano)

02. LA COERENZA DEI GRULLI DEMENTI

[02 Feb.] «Il MoVimento già durante le consultazioni aveva rappresentato che l’unico governo possibile sarebbe stato un governo politico. Pertanto non voterà per la nascita di un governo tecnico presieduto da Mario Draghi»
  (Vito Crimi, il facente veci)

03. PORTE APERTE

[12 Feb.] «Un governo di salute pubblica, di unità nazionale di cui faccia parte anche Salvini? Lo escludo totalmente, anche se venisse Superman!»
  (Andrea Orlando, intelligenza piddina)

04. COMPLEMENTARI

[11 Feb.] «PD e Lega restano due forze alternative, qualsiasi cosa accada»
  (Nicola Zingaretti, il Nulla)

05. COMINCIAMO BENE

[17 Feb.] «In questo momento due milioni e 2.074 sono ricoverati in terapia intensiva.»
  (Mario Draghi, Salvator Mundi)

06. LA LUCE CHE CI CONDUCE (I)

[17 Feb.] «Ci chiedono perché non chiediamo più il MES. Non lo facciamo perché il nostro MES è lei, presidente Draghi!»
  (Davide Faraone, Infornato)

07. LA LUCE CHE CI CONDUCE (II)

[17 Feb.] «Presidente Draghi, lei deve essere il sacerdote del Next Generation Eu. Noi saremo i custodi del culto. Lei sarà il sacerdote, noi saremo i custodi del culto.»
  (Anna Maria Bernini, la Vestale)

08. “M”

[23 Feb.] «Nella firma del premier, anche sulle banconote, si nota una “M” particolarmente accentuata. Quella ‘M’ di Draghi nella firma è un segno di forza interiore e di intelligenza. In quello che scrive si nota una persona che ha come tratto distintivo il non farsi sommergere dal ruolo che ha, che è un tratto tipico dell’educazione gesuita.»
  (Gabriele Albertini, il Calligrafo)

09. SENZA FRETTA

[17 Feb.] «Vaccini? Per gli over 80 non c’è da avere fretta.»
  (Letizia Moratti, la Risolutrice)

10. MERITOCRAZIA

[11 Feb.] «Avete massacrato Danilo Toninelli, uno dei migliori ministri della storia d’Italia!»
  (Gaetano Pedullà, scopritore di talenti)

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Letture del tempo presente (IX)

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , on 2 febbraio 2021 by Sendivogius

Dall’avvicendamento di governo alla crisi eterna. Dal mito della governabilità alla paralisi. Nessun pathos (se mai ne ha avuto uno); nessuna “tensione ideale” che non sia voluttà concupiscente del potere per il potere, o il terrore fottuto di perderlo, nel simulacro dello stesso. Niente di niente.
Un tempo si sarebbe parlato di “teatrini della politica”, che al confronto sembrava roba da professionisti seri. Ora che il sipario è calato su questa squallida farsa da avanspettacolo, rimangono solo nani e mezzeseghe a litigarsi i lembi di una poltrona per troppi culi in ansia, tra i cocci sparsi del governicchio che fu, impantanati in una palude senza uscita dove ribollono i liquami del peggior parlamento mai eletto in tutta la storia repubblicana, nella sua notte più buia dei morti viventi, tra lo sterminato squallore senza redenzione alcuna dove non si salva nessuno.
Lo schifo proprio!

Pareva una crisi invece è una giungla

Programmi orali e poltrone, un’esplorazione mai vista. Saltata ogni prassi consolidata, in altri tempi c’è chi avrebbe gridato al vilipendio verso il Paese

di Alessandro De Angelis
(01/02/2021)

«Sopra il tavolo si discute non del programma, pomposamente ribattezzato “contratto” alla tedesca, ma se esso deve essere “scritto” o tramandato secondo la tradizione omerica, come meglio si addice alle intenzioni vaghe. E, ovviamente, prevale questa seconda scuola di pensiero che più si adegua all’italica commedia dei sospetti, in cui nessuno vuole vincolarsi a impegni stringenti. Sotto il tavolo, magari non quello alla presidenza della Camera, chissà quale, si discute di posti e ministeri, il vero oggetto del contendere, come neanche nei momenti più bui del pentapartito, quando almeno si faceva finta di ammantare di ragionamenti politici appetiti e furia lottizzatrice.
Tra la fantasia di una bicamerale per il Recovery e per le riforme, buona per concludersi quando i denari europei saranno già persi e la rimozione dei nodi più divisivi, dal MES alla prescrizione, l’esplorazione è identica al dibattito, eternamente uguale a se stesso, iniziato tre mesi fa a palazzo Chigi e mai concluso, anche lì con i mitici tavoli: “sopra” il “patto di legislatura”, “sotto” il “riassetto”. È la “meta-verifica”, ai tempi della pandemia con quattrocento morti al giorno. Ovvero la verifica della verifica o, se preferite, la verifica che celebra se stessa, rito che si autoalimenta e si auto-riproduce: la prosecuzione dell’inconcludenza con altri mezzi e in altri luoghi, da palazzo Chigi al Quirinale alle sale della Camera.

Mai si era visto che una crisi politica di un governo producesse un simile stravolgimento della prassi costituzionale. Da che mondo è mondo l’esplorazione serve a verificare la disponibilità su un nome da incaricare, lasciando il tema degli assetti e dei programmi all’incaricato. A maggior ragione su un premier di una maggioranza uscente che governa assieme da oltre un anno e mezzo, non su forze politiche che si stanno mettendo insieme la prima volta. Insomma, basterebbero un paio di telefonate per avere un “sì” o un “no”, anche per evitare un effetto paradossale. Perché se Fico riuscisse mai dove Conte ha fallito non ci sarebbe una sola ragione per non proseguire, nell’azione di governo con chi ha garantito velocità nella risoluzione della crisi, dipanando i nodi più divisivi.
E invece, al termine della lunga esplorazione, a metà tra gli Stati generali di Colao e una zuffa sul Cencelli, non c’è un esito, ma una nuova tappa, anche se dovesse essere incaricato Conte che ripartirà proprio dalle “cose” e dai “nomi”. Esattamente come sarebbe accaduto se avesse ricevuto un incarico venerdì sera. Mettetevi comodi, perché non è finita, anzi non finisce mai. Perché in attesa dell’ennesima riunione dell’esploratore con i capigruppo per capire, prima di salire al Colle, se c’è la disponibilità da parte di Renzi a sostenere Conte, lo stesso Renzi ha fatto capire che la giungla proseguirà fino a sabato. E cioè, anche se Conte sarà incaricato, la nascita del governo dipenderà dall’accordo sui nomi.

Fosse solo un problema di logoramento del governo sarebbe solo un trionfo dell’impotenza. E questo, francamente, si è capito: nessuno ha la forza di guidare politicamente la crisi. Non ce l’ha il Pd che, come l’intendenza di De Gaulle, “seguirà”: ha seguito Conte fino alla Caporetto dei responsabili, ha seguito Renzi, passando dal “mai più” con lui al “nessun veto” verso di lui, adesso segue l’esplorazione con lo spirito di salvare la governabilità sempre e comunque, mai nessuno che parla più di voto. Non ce l’hanno i Cinque stelle che ormai senza bussola si adattano a tutte le cose contro cui sono nati, precipitando in una crisi di identità ai limiti della spersonalizzazione: dall’uno vale uno all’uno ai tempi di Scilipoti all’uno vale l’altro con la Rossi che viene ascoltata da Fico in pompa magna, dall’hashtag “mai con Renzi” al governo con Renzi. Non ce l’ha neanche Renzi, che aveva spiegato quanto Conte fosse un “vulnus” per la democrazia, cioè un pericolo e ora, invece di combatterlo, prova a piazzargli la Boschi al Mise o alle Infrastrutture.

Il problema è che per perseguire la governabilità senza un fine, questa pantomima sta producendo un salto, non solo in termini di logica, ma in termini di logoramento delle istituzioni. E anche di un certo stile istituzionale, come nella vicenda della Autorità delegata dei servizi. Il passaggio di consegne è avvenuto a crisi pressoché aperta, cose mai viste, e ora la nomina è di nuovo oggetto di discussione, con la disinvoltura con cui si parla del cda di una municipalizzata. Il cronista ricorda che Carlo Azeglio Ciampi, per un analogo avvicendamento a governo saldamente in carica, si prese una ventina di giorni per fare delle verifiche su una questione così strategica e delicata.
Già, in altri tempi e a parti invertite, quando c’era un partito che si amava definire il “partito della Costituzione” qualcuno avrebbe urlato, di fronte a questo andazzo, al vilipendio verso il Paese. Ma non c’era lo stato d’eccezione, grande lavacro collettivo che rende tutto lecito

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(143) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , on 30 gennaio 2021 by Sendivogius

Classifica GENNAIO 2021″

Un esecutivo di non morti, nato malissimo e finito peggio, paralizzato da oltre un anno nell’indecisionismo di un premier ridicolo… Una palude istituzionale senza precedenti, dove sguazzano vecchie cariatidi democristiane resuscitate a nuova vita, con tutti i nefasti rituali del peggior trasformismo consociativo, per uno squallore senza fine… Una crisi di governo che va avanti oramai da oltre un mese… Un intero Paese tenuto in ostaggio dai capricci infantili di questa faccia da schiaffi qui…
Poi perché gli Italiani debbano sottostare alle smanie di protagonismo di un disturbo narcisistico ambulante della personalità, col suo miserabile 2% di consensi presunti, è un altro di quei misteri che rendono in tutta la sua evidenza il degrado irreversibile della ‘politica’ stretta nella desolazione dei tempi. È lo stesso Macron italiano (o aspirante tale), che twittava contro il potere di veto dei micro-partitini…
Ma non è certo il caso di dilungarsi sulla coerenza di questo fenomeno da oratorio! Seppur abituati agli exploit del Bomba, divorato com’è dalla bulimia di un Ego smisurato, francamente non ci si capacita perché subire i ricatti del Senatore di Riyad in crisi di visibilità, mentre se ne va tra gli sceicchi, con ingaggio da lacchè, per incensare a pagamento alcuni dei peggiori macellai del pianeta e raccogliere la ‘stecca’ dell’ottimo affare Alitalia (per Etihad), travestito da conferenziere in platee vuote, mentre il Profeta del Rinascimento arabo gioca al massimo sfascio in un’Italia trasformata nel suo set dei balocchi.

Nonostante il metafenomeno non se ne renda minimamente conto, se c’è almeno una cosa sulla quale il Renzie d’Arabia è riuscito a mettere d’accordo un popolo diviso e contrapposto come gli italiani, è il fatto di stare concordemente sul cazzo ai 4/5 della Penisola, per giunta con trend in crescita costante! E si tratta di un risultato notevole. L’unico di questa copia mal-riuscita di Mr Bean.

Hit Parade del mese:

01. LA SOLUZIONE

[20 Gen.] «Non è la soluzione per uscire dal Covid. Bisogna puntare molto sulle difese immunitarie personali. Io sono vegano e ho difese immunitarie altissime. I vegani hanno difese immunitarie quasi perfette. A Conte ho consigliato di diventare vegano, ha detto che ci penserà. A febbraio invece ho suggerito a Speranza di utilizzare la cannabis come rimedio al Covid.»
(Alfonso Ciampolillo, puntello di governo)

02. A BRACCIA TESE

[20 Gen.] «La foto con il braccio teso? In vita mia non ho mai fatto il saluto romano! Quello è un fermo immagine di un momento in cui stavo salutando.»
(Renata Polverini, fascista)

03. #IoApro

[25 Gen.] «Mense degli Ospedali aperte mentre le Trattorie chiuse per Covid?!?.»
(Gianluca Vinci, Intelligenza leghista)

04. MISCELA ARABICA

[27 Gen.] «L’Arabia saudita può diventare il Rinascimento del futuro»
(Matteo Renzi, l’Arabo)

05. RINUNCE

[26 Gen.] «Non è Italia Viva ad aver aperto una crisi.»
(Matteo Renzi, dissociato mentale)

06. PILLOLA BLU

[14 Dic.] «Boicottare il Viagra e il Tavor? Saremmo un po’ meno frizzanti e più ansiosi. Ma chissà che non possa essere un’arma per piegare il colosso Pfizer.»
(Ferruccio Sansa, il Lisistrato)

07. VITE PARALLELE

[23 Gen.] «Greta Thunberg come Anna Frank.»
(Giuseppe Sala, non-catalogabile)

08. RISPARMI

[03 Gen.] «Inutile andare più veloci con le vaccinazioni, finiremmo le dosi.»
(Giovanni Toti, il Previdente)

09. NOI SIAMO LEGIONE

[12 Gen.] «Subito dopo la crisi di governo intendo far partire un’iniziativa per recuperare vecchi amici e nuovi contributi. Posso assicurare che i responsabili ci sono e sarebbero molti di più di quelli che si possa immaginare.»
(Clemente Mastella, l’Amicone)

10. TERAPIA DEL DOLORE

[25 Gen.] «Le dimissioni di Conte in larga parte dei progressisti italiani provocano dolore. E il dolore va rispettato.»
(Arturo Scotto, dolorante)

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Lombardia Virale

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , on 19 gennaio 2021 by Sendivogius

Dapprincipio, pensavamo fosse solo l’ennesima boutade demente del solito nazi-leghista in peristalsi incontrollata da social, come ormai ci ha abituato la categoria incapace di trattenere le proprie deiezioni in pubblico…

«La Lombardia, è un dato di fatto, è il motore di tutto il Paese. Quindi se si ammala un lombardo vale di più che se si ammala una persona di un’altra parte d’Italia
Angelo Ciocca
(18/12/2020)

Poi ci si è messa anche la Signora in nero: quella Letizia Moratti che della Regione Lombardia si vorrebbe ‘eccellenza’ e che per questo ha preso il posto di puffo Gallera, dopo gli straordinari trionfi nella conduzione della Sanità regionale dell’imbarazzante fenomeno comico.
E fu così che pure la Signora ha iniziato a blaterare qualcosa, circa la distribuzione dei vaccini, discriminata in base al PIL, alla densità abitativa, alla mobilità, e all’incidenza (pregressa) del virus, cucendosi addosso un abito confezionato su misura, per assicurarsi la somministrazione in esclusiva, insieme alla pretesa (tipicamente lombarda) di credere che tutto il Paese vada a rimorchio della Lombardia, nell’arrogante convinzione che il resto degli italiani campi a sbafo grazie a lombardi che hanno scoperto il lavoro.
A quanto pare, lungi dall’essere l’esternazione isolata di qualche imbecille, in una certa Lombardia virile e virale il pensierino minimo risulta assai più radicato di quanto sarebbe decente non sperare, nella presunzione molto indisponente (e del tutto fuori luogo) di essere l’ombelico se non del mondo quantomeno dell’Italia, mentre l’ex repubblichetta di padania rassomiglia assai più allo sfintere, vista la qualità umana e morale dei personaggi che continua a deiettare in giro. Data la diffusione capillare ancor più che virale, sarebbe assai lecito credere che, se come parametro selettivo di riferimento venisse usata l’abnorme concentrazione fuori scala di supponenti teste di cazzo, la Lombardia vincerebbe con ampio margine ogni primato.

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TRUMPIST LEGACY

Posted in Kulturkampf, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , on 9 gennaio 2021 by Sendivogius

In sintesi, ora che questo tumore maligno della democrazia si prepara a fare finalmente le valige per entrare nella pattumiera della storia (rigorosamente a lettere minuscole), insieme al suo clan di abusivi incistato alla Casa Bianca, non è che ci sia molto da dire su Donald J. Trump: è un fascista. E la parola in sé già basterebbe in sopravanzo a riassumere il personaggio, nell’espressione più compiuta del termine.
Il leaderismo messianico… il culto della personalità… l’ego smisurato… le smargiassate dal machismo esasperato… l’ostentata volgarità plebea del bifolco ripulito… le pose volitive e aggressive… la violenza intrinseca nel compiacimento perverso della stessa… i continui richiami alla (sua) legge e ordine, da imporre agli altri nella presunzione di ritenersi al di sopra di ogni regola… la polarizzazione manichea del confronto, attraverso la continua distorsione della realtà… il ricorso sistematico alla menzogna… il razzismo viscerale, insieme alla vigliaccheria congenita di un uomo meschino…… sono solo alcuni dei dettagli di contorno che confluiscono nella triade oscura e che definiscono un narcisista patologico in pieno delirio di onnipotenza, facendone un sociopatico di successo. Soprattutto, rivelano i suoi modelli di riferimento, come si trattasse di un marchio di fabbrica, tramite il connubio tra politica e psicologia clinica.
Trump appartiene a quella numerosa e nefasta genia tossica di leader psicopatici che di tanto in tanto spuntano nei periodi di crisi, per fare del disagio delle masse smarrite il trampolino del proprio successo, cavalcandone la rabbia sociale per afferrare il potere, che intendono come esclusivo ed assoluto. Bruciano in fretta, come il fuoco che li consuma da dentro, nell’assoluta assenza di empatia e di qualsivoglia principio, ma di solito lasciano danni enormi, prima di essere scrostati via.
A volte, ma è raro, c’è una grandezza tragica negli autocrati (o aspiranti tali)… Quasi sempre prevale l’aspetto cialtronesco di macchiette pericolose, come nel caso di questo bullo di twitter dal senso grandioso di sé. Qui più che altro siamo dalle parti del Supercafone: più eccessivo di un villain da fumetto pulp, trascende i confini del grottesco e pare la parodia nazi di Jabba the Hutt, con la sua cosca di nostalgici in camicia nera che si salutano tra loro al grido di “heil!” in un trionfo kitsch-sovranista.

Per spiegare il mondo di Trump… quell’America piccola piccola che si masturba sui suoi mitismi estemi… basterebbe ricordare la sua reazione isterica alle proteste per l’omicidio di George Floyd, che ha tolto ogni velo residuo alla narrazione fantastica e grettamente reazionaria del presidente più amato dal Ku Klux Klan dai tempi di Barry Goldwater e George Wallace, con le città militarizzate e lo schieramento di legioni di robocop in tenuta da guerra,  a presidiare una capitale blindata contro i terribile cortei antifascisti, tale era l’entità della minaccia sovversiva…

Protesters rally in front of Pennsylvania National Guard soldiers, Monday, June 1, 2020, in Philadelphia, over the death of George Floyd, a black man who was in police custody in Minneapolis. Floyd died after being restrained by Minneapolis police officers on May 25. (AP Photo/Matt Slocum)

DC National Guard Military Police officers and law enforcement officers stand guard during a protests against the death in Minneapolis custody of George Floyd, near the White House in Washington, D.C., U.S., June 1, 2020. REUTERS/Jonathan Ernst

Così serrati, da trascendere l’ammucchiata nell’ostentazione di potenza..!

National Guard troops were deployed to the Lincoln Memorial on June 2, 2020, during protests held in Washington, DC, over the death of George Floyd.

Più che altro, sembra di assistere ad una parata dei Cobra, tanto è notevole la somiglianza e surreale l’effetto!

WASHINGTON, UNITED STATES- National Guard troops deployed to the Lincoln Memorial on the eighth day of protests in Washington DC, United States on June 2, 2020. Protests continue for the death of George Floyd at the hands of a policeman in Minnesota last Monday (25). Several people pointed out that in that same place Martin Luther King Jr. gave his “I have a dream” speech in 1963.

 

Poi è successo che il Mussolini ossigenato ha perso le elezioni presidenziali. E non potendo scappare via con la palla, ha pensato bene di bucarla pur di non mollare il giocattolo.
Si è messo ad inseguire il vecchio mito liberamente reinterpretato della “vittoria mutilata”, dopo aver candidamente dichiarato con svariati mesi di anticipo che non avrebbe accettato alcuna sconfitta, né avrebbe consentito una transizione pacifica, come se fosse la cosa più normale del mondo. E infatti, coerentemente, si è messo a coccolare la galassia dei complottisti più estremi e delle milizie armate, denunciando “brogli” a due mesi dal voto (della serie: se vinco io è tutto regolare, ma se perdo è perché le elezioni sono truccate), giusto per non lasciare indietro nulla. Quindi ha aizzato i suoi squadristi all’assalto del Campidoglio il giorno della certificazione dell’elezione del nuovo presidente, trasformando le aule del Parlamento in un bivacco di manipoli.
Nell’ora fatale, il Palazzo del Congresso si presentava così…
A malapena piantonato da un drappello della Capitol Police con caschetto da ciclista, circondati da una fauna di sedicenti “patrioti”, come piace loro chiamarsi, secondo le mistificazioni semantiche del neo-nazismo militante, dietro la neo-lingua sovranista, in un tripudio di bandieroni per tutti i gusti, dalla bandiera di Gadsden fino a quella dell’immaginario Kekistan, insieme agli immancabili vessilli confederati di chi evidentemente pensa che la guerra civile non sia mai finita e la reinterpreta in farsa, neanche fosse una sceneggiatura scartata della Marvel, dimenticando che Capitan America li odia i nazisti. Non solo quelli dell’Illinois…

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(142) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , on 30 dicembre 2020 by Sendivogius

Classifica DICEMBRE 2020″

Ognuno ricorderà il funesto 2020, variante bisesta dell’annus horribilis, in decade malefica di stolto secolo, come peggio vorrà…
Perché sarebbe alquanto difficile (se non impresa impossibile, per ordine e spazio) solo provare ad abbozzare una classifica universale delle concionerie demenziali, castonerie siderali e minchiate abissali, con le quali siamo stati ammorbati nel corso di questi lunghi mesi, quanto e più della stessa pestilenza che pure si è dimostrata una straordinaria fonte di ispirazione, per tutte quelle legioni di imbecilli in libero pascolo sul webbé ed oltre. Ad ennesima riprova che un coglione è per sempre, mentre persevera nell’instancabile esibizione di sé.
A noi dis-piace ricordare, tra i moltissimi che pure ci hanno accompagnato e ci hanno convinto a spegnere definitivamente la TV, oramai tracollata in moltiplicatore compulsivo di stronzate, il loffo gaglioffo in orbace che voleva riaprire tutto, intanto che i contagi raggiungevano il loro picco, “perché il Governo ci ruba il Natale e i sogni ai bambini”, e che per concludere in bruttezza si fa riprendere mentre distribuisce i pacchi natalizi degli altri in propaganda benefica, giusto per il gusto di violare il lockdown, per ignobile promozione di sé a corto di visibilità dopo le sbronze di mojito.

Matteo Salvini con Daniela Javarone madrina dei City Angels consegna pacchi alimentari il giorno di Natale a Milano, 25 dicembre 2020 Ansa/Matteo Corner

Ci sarebbero anche gli irrinunciabili aperitivi della “Milano non si ferma”..!
Ma una menzione speciale merita pure il Cazzaro di Pomezia, che da almeno nove mesi va promuovendo un vaccino che ancora non c’è e che stenta a superare le verifiche di immissione al commercio…

Piero Di Lorenzo, da Pupo al vaccino anti Covid

Lettera43
(06 Maggio 2020)

«In questi giorni, sono in molti, nella Rai e nel mondo della pubblicità e della comunicazione, a essersi fatti la stessa domanda: ma quel Piero Di Lorenzo proprietario e amministratore delegato della IRBM di Pomezia che sta lavorando al vaccino anti-Covid e che ha stipulato una partnership con lo Jenner Institute della Oxford University, è lo stesso che fino a qualche anno fa era presidente della LDM Comunicazione SpA di Roma e associato dello studio Beretta-Di Lorenzo & Partners ubicato in Via Giambattista Vico 20 a Roma, che sul suo sito web non faceva mistero di svolgere attività di consulenza e lobbying? Sembra proprio di sì.

ATTIVITÀ SCIENTIFICA NEL SUO CV: NON PERVENUTA
Di Lorenzo, nato nel 1950 e laureato in Giurisprudenza nel 1973 alla Sapienza di Roma, ha nel suo curriculum tutto meno che un’attività scientifica. Infatti, è stato consulente per le relazioni esterne ed i rapporti istituzionali di numerosi soggetti come la Guardia di Finanza, la Camera di Commercio di Roma, l’Ente Tabacchi, l’Agenzia del Territorio, il Consiglio Nazionale del Notariato, Aeroporti di Roma. Tutto questo attraverso la LDM Comunicazione SpA, di cui è stato presidente tra il 1991 e il 2011, per poi lasciarne il timone al figlio Daniele. Inoltre nel 2005 – l’anno in cui scrive con il giornalista Mino Fuccillo il libro Lezioni di Lobby – fonda con Maurizio Beretta una società di consulenza e lobbying che porta il loro nome. Di Lorenzo era amico di Beretta fin da quando l’allora giornalista era caporedattore per l’economia e poi vicedirettore del TG1. Ha goduto della sua amicizia quando, nel 2001, Beretta ha lasciato la Rai (era direttore di RaiUno) per assumere l’incarico di Direttore delle Relazioni Esterne e Comunicazione della Fiat per poi diventare, nel 2004, direttore generale della Confindustria.

COPRODUTTORE DE I RACCOMANDATI CONDOTTO DA PUPO
Per alcuni anni lo studio Beretta-Di Lorenzo & Partners è andato avanti, fino a quando Beretta è approdato in Unicredit, dove tuttora è responsabile della Group Identity & Communications. Allora alcuni giornali notarono che Di Lorenzo, coproduttore con la Rai di Pupo nei I Raccomandati, dal 2005 al 2009 è stato membro straordinario del Consiglio Superiore delle Comunicazioni quando membro ordinario era il direttore generale della Rai Mauro Masi.

IRBM HA MESSO A PUNTO IL VACCINO ITALIANO ANTI-EBOLA
Nel 2009 la svolta, con Di Lorenzo che passa ad altra attività: fonda a Pomezia la IRBM, specializzata nel settore della biotecnologia molecolare, della scienza biomedicale e della chimica organica. Nei suoi laboratori viene messo a punto il vaccino italiano anti-ebola, il cui brevetto è stato poi ceduto nel 2013 dalla società britannica Gsk. Quindi si mette a lavorare sul Covid-19 e, visti i rapporti con gli inglesi, quando avrà il vaccino, a produrlo e distribuirlo in esclusiva sarà la multinazionale britannica AstraZeneca. È stato forse per questo passato così lontano dal mondo medico-scientifico del fondatore della IRBM che Palazzo Chigi prima (il capo di gabinetto di Conte, Alessandro Goracci) e la Cassa depositi e prestiti poi (verso la quale Goracci l’aveva indirizzata) dopo un paio di mesi di verifiche sulla società di Pomezia hanno deciso di lasciare campo libero a Boris Johnson?»

E vogliamo tralasciare la rissosa pletora di esperti (o sedicenti tali) dalla narcisistica autoreferenzialità, che ormai impazza da mane a sera sugli schermi televisivi per riempire i palinsesti dell’infotainment, affermando tutto ed il contrario di tutto?!? Tra la folla si distingue per parecchie spanne il sobrio Alberto Zangrillo, anestetista del “San Raffaele” di Milano e fulgido esempio di quella sovranità sanitaria fondata sulla sussidiarietà privata, rigorosamente in conto pubblico, nella libera Repubblica di Padania dove imperversa la coppia tragicomica dei Gallera-Fontana, mentre si attendono ancora le forniture di vaccini anti-influenzali che la Regione non ha predisposto.
Il prof. Zangrillo è uno serio, che non partecipa a passerelle mediatiche, “sparando cazzate”. Sarà per questo che è sempre in televisione polemizzando contro questo e quello. Giusto a proposito, da sublime intenditore in materia (di cazzate), è lo stesso oracolo vivente che a Maggio affermava tutto compito e convinto, come il virus fosse clinicamente morto e che non esistesse più.
E sempre a proposito di polemiche pompate ad arte, sarebbe curioso sapere che fine hanno fatto gli scandalizzati Catoni pagati a chiacchiere, che tanto si indignavano contro l’altissima percentuale di decessi in Italia per Covid, gonfiando il petto di furiosissimo sdegno, mentre elucubravano nell’ordine: il mitico “modello svedese”, ma pure il terrificante “modello inglese” (!) e la “gestione Trump” (!!), prima che si rivelassero catastrofici con una situazione andata totalmente fuori controllo.
Ovviamente, per i cultori della materia, non poteva mancare l’efficientissimo “modello tedesco” che con i suoi oltre mille morti giornalieri può vantare il primato del più alto numero di decessi in assoluto su numero dei contagiati.
Certo, per contro c’è un inamidato cripto-democristiano incistato alla poltrona di una governo per scherzo, che si crede infallibile (soprattutto inamovibile)…
Quello che “il 2020 sarà un anno bellissimo” (!)
E che ha scambiato la programmazione economica con un’elargizione ad libitum di bonus a babbo morto e dispensati ad cazzum canis, che si incensa e si sbrodola addossa da mane a sera, mentre nulla si muove nel trionfo dell’ammuina elevata a rappresentazione scenica:

“Contro il Coronavirus siamo prontissimi. L’Italia ha adottato misure cautelative all’avanguardia più innovative di quelle degli altri Paesi. Abbiamo adottato tutti i protocolli possibili e immaginabili.”
Giuseppe Conte
(27/01/2020)

Né vogliamo tacere delle folla di commissari (insuperati quelli calabresi), in un cicciare di commissioni e “centrali di coordinamento”, per un ingorgo istituzionale di poteri paralleli e contrapposti, che manco su una tangenziale all’ora di punta!
Ecco, un auspicio per il nuovo anno: andatevi a cercare un lavoro vero, laggiù nel duro mondo reale, ammesso e non concesso che sappiate fare qualcosa.

Hit Parade del mese:

01. LOMBARDIA UBER ALLES

[18 Dic.] «La Lombardia, è un dato di fatto, è il motore di tutto il Paese. Quindi se si ammala un lombardo vale di più che se si ammala una persona di un’altra parte d’Italia.»
(Angelo Ciocca, ovviamente leghista)

02. CUORE NERO

[18 Dic.] « Se nei giorni di festa sarà vietato portare un pasto caldo ai meno fortunati, io lo farò lo stesso. Lo preannuncio. Lo farò lo stesso come sono abituato a farlo da anni. Porterò doni alla vigilia ai bambini meno fortunati, pranzerò a Natale coi clochard. Non potete chiudere in casa il cuore degli italiani.»
(Matteo Salvini, il Buon Samaritano)

03. PATRIMONI STRUTTURALI

[05 Dic.] «C’era veramente bisogno di un investimento del genere: i banchi a rotelle sono patrimonio strutturale per le nostre future generazioni.»
(Lucia Azzolina, l’Innovativa)

04. FACCIAMO UN PO’ COME CAZZO CI PARE

[07 Dic.] «Divieti di Natale assurdi, chi li vìola ha ragione”.»
(Attilio Fontana, uomo assurdo)

05. RINUNCE

[03 Dic.] «Da quando ho scelto di fare politica ho rinunciato a tanto.»
(Luigi Di Maio, il Miracolato)

06. APRITE LE GABBIE!

[14 Dic.] «Se ci fossimo noi a gestire questa fase, gli italiani sarebbero più sereni.»
(Matteo Salvini, il Serenissimo)

07. SEMPRE IN PISTA

[13 Dic.] «Se questo governo cade, io farò comunque parte del prossimo come ministro.»
(Luigi Di Maio, il Talento)

08. ER MEJO FICO

[15 Dic.] «Anche a novembre, come accade ininterrottamente da aprile, sono risultato con ampio margine il giornalista più seguito in Italia sui social.»
(Andrea Scanzi, il Narciso social)

09. QUOTE HORROR

[01 Dic.] «Sono la Kamala Bianca.»
(Paola De Micheli, Inquietante)

Foto LaPresse/ Claudio Furlan<br /> 05 Giugno 2019, Milano<br /> Patto Trasversale per la scienza presso l?università statale<br /> Nella foto: Roberto Burioni

10. UN MINUTO DI SILENZIO

[14 Dic.] «Meglio il Covid-19 della AS Roma.»
(Roberto Burioni, Virologo-vip)

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CoviDead

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , on 19 dicembre 2020 by Sendivogius

Popolo di furbi per eccellenza, gli italiani come sempre hanno capito tutto…
Cos’è che gli sfugge a proposito di cosette difficili come: distanziamento, prevenzione, tutela, prudenza, buonsenso?!? 
Pensavamo di avere a che fare con delle scimmie dementi, invece sono blatte! Che proprio non gli riesce di non stare ammassati, appiccicati tutti insieme, pressati in 10.000 su una manciata di metri quadrati, famelici, a rimirare le lucine scintillanti e le vetrine colorate, come gli zombies di Romero, trascinandosi inebetiti nello struscio al consumo.
Poi uno si chiede perché li rinserrano dentro casa a colpi di dpcm, in uno stato di polizia su principio d’eccezione.
E allora, Buon COVID a tutti!

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Cattivissimo Me

Posted in Muro del Pianto, Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , on 6 dicembre 2020 by Sendivogius

Che gli italiani non fossero brava gente (anche se a loro piace credere il contrario), è una di quelle evidenze nascoste sotto lo strato degli stereotipi assolutori di una folla solitaria, più massa che popolo, schiumata nella “gente”, che del proprio passato non sa nulla. Vive (o per meglio dire, consuma) solo il presente, come eterni bambini mai cresciuti. Ed è incapace di pensare il futuro, se non come un’estensione indeterminata del proprio presente senza tempo.
Il mito degli “italiani brava gente” è innanzitutto una leggenda fortunata, di quelle dure a morire, come il mostro di Loch Ness, l’autostoppista fantasma, l’uomo falena, la fatina dei dentini, Babbo Natale, l’immacolata concezione, Luigi Di Maio ministro degli Esteri (ah no, quello è reale!), gli Illuminati (o chi per loro) che controllano il mondo, le sirene, i vaccini che fanno venire l’autismo… E come tale è falso.
Che gli italiani non sarebbero usciti migliori dalla pandemia di Covid-19 era nell’ordine delle cose… Che non sarebbe andata affatto bene, una conseguenza naturale, nonostante le sciroppose paternali a cura del Min.Cul.Pop di governo e di gentismo spiccio a fondo perduto. Insomma, il processo di involuzione antropologica in corso dura da almeno cinque lustri. Troppi per pensare di invertire la tendenza. Né era difficile prevedere quale effetto avrebbe avuto rinchiudere un branco di scimmie spaventate e arrabbiate nella gabbia dello stato d’eccezione.
A giudicare dal ritratto che annualmente ne fa il CENSIS, gli italiani visti allo specchio già facevano abbastanza schifo di loro, ma alla vigilia del 2021 sembra siano percolati in qualcosa di ancora peggio, imprigionati in un loop di quello che il rapporto chiama vero e proprio “sovranismo psichico”; che surroga aspirazioni e realizzazione personale, in un “egolatrico compiacimento dei consumi”

 DOPO IL RANCORE, LA CATTIVERIA
«Al volgere del 2018 gli italiani sono soli, arrabbiati e diffidenti. La prima delusione ‒ lo sfiorire della ripresa ‒ è evidente nell’andamento dei principali indicatori economici nel corso dell’anno. La seconda disillusione ‒ quella del cambiamento miracoloso ‒ ha ulteriormente incattivito gli italiani. Così, la consapevolezza lucida e disincantata che le cose non vanno, e più ancora che non cambieranno, li rende disponibili a librarsi in un grande balzo verso un altrove incognito.
Gli italiani sono ormai pronti ad alzare l’asticella: sono disponibili a un funambolico camminare sul ciglio di un fossato che mai prima d’ora si era visto da così vicino, perfino a un salto nel buio, se la scommessa è quella poi di spiccare il volo. È quasi una ricerca programmatica del trauma, nel silenzio arrendevole delle élite, purché l’altrove vinca sull’attuale. È una reazione pre-politica che ha profonde radici sociali, che hanno finito per alimentare una sorta di sovranismo psichico, prima ancora che politico. Un sovranismo psichico che talvolta assume i profili paranoici della caccia al capro espiatorio, quando la cattiveria diventa la leva cinica di un presunto riscatto e si dispiega in una conflittualità latente, individualizzata, pulviscolare e disperata, ma non più espressa nelle manifestazioni, negli scioperi, negli scontri di piazza tipici del conflitto sociale tradizionale.
[…]  La dimensione culturale della insopportazione degli altri sdogana ogni sorta di pregiudizio:

Il 43,2% degli italiani non vuole convivenze tra persone non sposate.

Il 37,1% è paladino della tradizionale divisione dei ruoli (l’uomo al lavoro e la donna in casa con i figli).

il 22,7% è convinto che le faccende domestiche debbano sempre e comunque essere in capo alle donne, che lavorino fuori casa o meno (lo pensa anche il 19,7% delle donne stesse).

Le diversità dagli altri sono percepite come pericoli da cui proteggersi: il 69,7% degli italiani non vorrebbe come vicini di casa rom, zingari, gitani, nomadi, il 69,4% persone con dipendenze da droghe o alcol, il 24,5% persone di altra etnia, lingua o religione. Sono i dati di un cattivismo diffuso ‒ dopo e oltre il rancore ‒ che erige muri invisibili, ma non per questo meno alti e meno spessi. Il 52% dei cittadini è convinto che si fa di più per gli immigrati che per gli italiani, quota che raggiunge il 57% tra le persone con redditi bassi.
[…]
Con tutta la loro potenza iconoclasta, internet e i media digitali personali sono diventati le tecnologie dell’immaginario dominanti. E abbiamo finito per sacrificare ogni mito, divo ed eroe sull’altare del soggettivismo, potenziato nei nostri anni dalla celebrazione digitale dell’io

Ed era solo il 2018. Quindi si è passati ad una società ansiosa, macerata dalla sfiducia per “il furore di vivere”, che nel vissuto quotidiano si tradurrebbe in:

“Stress esistenziale, disillusione e tradimento originano un virus ben peggiore: la sfiducia, che condiziona l’agire individuale e si annida nella società. Il 75,5% degli italiani non si fida degli altri, convinti che non si è mai abbastanza prudenti nell’entrare in rapporto con le persone.”

Poi per fortuna è arrivato il fatale 2020, quello che secondo Giuseppi Conte doveva essere una anno bellissimo, e che nei fatti si è rivelato essere:

“L’ANNO DELLA PAURA NERA”
Meglio sudditi che morti

Sono soddisfazioni grosse, perché come conseguenza diretta:

a) il 57,8% degli italiani è disposto a rinunciare alle libertà personali in nome della tutela della salute collettiva, lasciando al Governo le decisioni su quando e come uscire di casa, su cosa è autorizzato e cosa non lo è, sulle persone che si possono incontrare, sulle limitazioni della mobilità personale;

b) il 38,5% è pronto a rinunciare ai propri diritti civili per un maggiore benessere economico, introducendo limiti al diritto di sciopero, alla libertà di opinione, di organizzarsi, di iscriversi a sindacati e associazioni.

La paura pervasiva dell’ignoto porta alla dicotomia ultimativa: “meglio sudditi che morti”. E porta a vite non sovrane, volontariamente sottomesse al buon Leviatano. Cresce allora il livore della logica “o salute o forca”.

il 77,1% degli italiani chiede pene severissime per chi non indossa le mascherine di protezione delle vie respiratorie, non rispetta il distanziamento sociale o i divieti di assembramento;

il 56,6% vuole addirittura il carcere per i contagiati che non rispettano rigorosamente le regole della quarantena e dell’isolamento, e così minacciano la salute degli altri;

il 31,2% non vuole che vengano curati (o vuole che vengano curati solo dopo, in coda agli altri) coloro che, a causa dei loro comportamenti irresponsabili o irregolari, hanno provocato la propria malattia;

il 49,3% dei giovani vuole che gli anziani siano curati dopo di loro.

Non sorprende, quindi, che persino una misura assolutamente indicibile per la società italiana come la pena di morte torni nella sfera del praticabile: quasi la metà degli italiani (il 43,7%) è favorevole alla sua introduzione nel nostro ordinamento (e il dato sale al 44,7% tra i giovani).

Ora, la fotografia che ne viene fuori è quella di una società più incanaglita che incattivita, dove meschinità e miserie congenite, hanno dato la stura alla pusillanimità diffusa di un gregge chiassoso di aspiranti servi frustrati, che sembra aver smarrito ogni valore morale nella totale assenza di ideali.
I ‘giovani’ (e sopratutto i diversamente tali, nella sovrabbondanza di peter pan in crisi di mezza età) ne escono malissimo: sono infinitamente più reazionari e gretti dei loro genitori; in piena regressione civica, ancor prima che sociale; indifferenti alla “Libertà”, intesa come valore civile e non come pretesa di “fare quello che mi pare”. Ciò che spicca è l’amore per la roba nel cumulo compulsivo della stessa; per il (proprio) incondizionato “benessere economico” questa variante post-industriale da Basso Impero del figliol prodigo venderebbe pure il culo (della madre).
Il quesito più annoso per simile gente?
Dove trascorrere le vacanze.
Le conseguenze più terribili dell’epidemia da Covid?
Rinunciare all’aperitivo.
A completare il quadro clinico, spicca il gusto sadico per la punizione, nel compiacimento verso il patibolo, come si conviene a tutte le plebaglie agghindate a festa durante le esecuzioni, quali occasione di intrattenimento pubblico.
O almeno questa è l’impressione miserrima che se ne ricava.
Da un punto di vista schiettamente sociologico, sembrano proprio delle egocentriche teste di cazzo: la peggior generazione di gente di merda mai cagata al mondo negli ultimi cento anni.
Si salvano gli anziani (che per fortuna sono la maggioranza), e che però hanno pure generato le medesime teste di cazzo in oggetto.
Ovviamente, è tutta colpa dei negri.
Insomma, comunque vada, andrà malissimo.

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(141) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , on 28 novembre 2020 by Sendivogius

Classifica NOVEMBRE 2020″

È conclamato: non sono umani; sono pupazzi!
Qui siamo dinanzi ad oggetti massificati per il consumo massivo, icone trash per feticisti pulp, prodotti di merchandising, per veri coglioni del nazi-exploitation in ribollita sovranista.

Certo, a differenza di questo botolo ringhioso, il Silvione a grandezza naturale non ha prezzo. Può essere vostro a soli 47 euro più spese di spedizione.

Ma siccome la categoria è per sua natura proteiforme, la casistica abbonda in tutte le sue prolifiche varianti. Certo, in tempi di pandemia, il campionario è più ristretto nella prevalenza monotematica dell’offerta…
Ci sono quelli che si improvvisano virologo e si curano con bibitoni di clorochina, insieme a tanti altri esperti dell’ultima ora.
C’è quell’altra che non ce n’è di coviddi, mentre dimena le chiappe sulla spiaggia con tutta la tribù danzerina al seguito.
C’è il tizio “consigliere” pavesino, che inneggia a Darwin (affinché crepino i vecchi), che lui proprio si è stufato di “questo piagnisteo sulle vittime”, giacché “per salvare poche migliaia di vecchietti stiamo rovinando la vita a un sacco di giovani”. E di sacrifici quelli come lui ne hanno fatti anche troppi; tipo: saltare l’apericena, o rinunciare alla settimana bianca a Cortina. E poi si chiede pure perché i lumbard come lui stiano sul cazzo ad un sacco di gente.
Ci sono quelli che l’è tutto un gombloddo!!1! A scelta: il Club Bilderberg, la Trilateral, il New World Order, i Rettiliani, George Soros, Bill Gates, l’anticristo, l’Umbrella Corporation…
E, gettonatissimo di questi tempi, c’è pure l’onnipervasivo Deep State, coi suoi satanisti pedofili che se lo fanno venire duro con spremute di adrenocromo, estratto da allevamenti sotterranei di pargoli appositamente rapiti allo scopo. E più o meno la cospirazione preferita dalle legioni di dementi psicotici, armati fino ai denti e stretti a quadrato intorno ad un narcisista sociopatico dalla pettinatura inverosimile, che già un mese prima delle elezioni presidenziali aveva deciso che non avrebbe riconosciuto altri vincitori se non se stesso ed in caso di sconfitta sarebbe stato per colpa dei voti truccati (solo 6 milioni di schede in più), mentre scappa via col pallone pur di non mollare il giocattolo e intanto twitta compulsivamente tra una partita di golf e l’altra, gridando ai brogli della sinistra come un Berlusconi qualunque
Uno così, per la destra nostrana e sovrana è un mito. Poi, ci sono i manipoli in nero del nazisovranismo, che gridano alla dittatura sanitaria ed inneggiano a quella fascista.
E quelli che inseguono le ambulanze con telecamerina in mano, quando non stalkerizzano medici ed infermieri: strumento virale nella diffusione della grande cospirazione.
Questa è tutta gente che ha fatto il master su YouTube. Sono quelli che non hanno bisogno di studiare, perché vengono dall’università della vita, quando e se hanno finito la scuola dell’obbligo. E che poverini non hanno capito che la loro esistenza è utile come una pustola sul culo del pianeta, mentre pretendono di svelare i segreti dell’universo.

Hit Parade del mese:

01. COGLIONI LOCALI

[06 Nov.] «Bastardi! State creando la dittatura in tutto il mondo! Ma noi dei Gilet Arancioni, di Forza Nuova e altri movimenti, abbiamo creato il Consiglio Globale dei Patrioti. Abbiamo nominato Donald Trump Presidente del Consiglio Globale dei Patrioti!»
(Antonio Pappalardo, il Patriota)

02. IL CINICO

[01 Nov.] «Le vittime del Covid-19 erano persone per lo più in pensione, non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese che vanno però tutelate.»
(Giovanni Toti, il Cinico)

03. IL SUPERCINICO

[06 Nov.] «Muoiono praticamente quasi solo ed esclusivamente i vecchi.»
(Roberto Bernabei, medico geriatra)

04. L’AMULETO ANTI-COVID

[09 Nov.] «Oggi porto al collo un micro purificatore d’aria del costo di 50 euro, un micro purificatore d’aria di tecnologia israeliana: per un metro cubo attorno a chi lo indossa genera cationi che inibiscono qualsiasi virus abbia segno positivo… è un neutralizzatore di batteri e andrebbe distribuito alle forze di polizia e a tutti i sanitari impegnati. Ci darebbe una mano a svolgere più serenamente il nostro lavoro e soprattutto a combattere il virus con la tecnologia.»
(Giuseppe Tiani, segretario naz.le Sindacato Italiano Appartenenti Polizia)

05. RISTORI

[10 Nov.] «Il nuovo DPCM di fatto impedisce ai nostri cacciatori di esercitare la loro passione e per questa ragione ritengo sia essenziale che lo Stato e la Regione prevedano un rimborso, o uno storno sull’anno prossimo, delle tasse di concessione governativa e regionale, e delle altre imposte. Si tratta di una questione di equità e giustizia e sarà opportuno prevedere un risarcimento»
(Floriano Massardi, vicecapogruppo leghista alla Regione Lombardia)

06. Commissario in Calabria? No grazie!

[17 Nov.] «Mia moglie non ha intenzione di trasferirsi a Catanzaro. Non ho intenzione di aprire una crisi familiare.»
(Eugenio Gaudio, Civil Servant)

07. Una bestemmia li seppellirà

[11 Nov.] «Questa epidemia è un progetto che io ho sempre attribuito al demonio. Il coronavirus è un progetto criminale delle élite mondiali, con la probabile complicità di alcuni Stati, per instaurare una dittatura sanitaria, cibernetica, e ridurci come zombie. Il mondo di Satana.»
(Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria)

08. THE MAFIA CONSPIRACY

[17 Nov.] «La ‘ndrangheta forse ha avuto un ruolo nella creazione del coronavirus.»
(Antonio Ingroia, Personaggio in cerca d’autore)

09. TRECENTO PER CENTO

[17 Nov.] «Grazie al decreto dignità abbiamo convertito il 300% di contratti da tempo determinato a tempo indeterminato.»
(Luigi Di Maio, il Contaballe)

10. YOU LOSE!

[04 Nov.] «Trump è troppo disprezzato dalla stampa progressista mondiale. Significa che vincerà.»
(Vittorio Feltri, il Profeta)

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CARTA BIANCA

Posted in Roma mon amour, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , on 15 novembre 2020 by Sendivogius

Ogni tanto capita di essere distratti dell’incessante chiacchiericcio a mezzo social e di dover interrompere attività infinitamente più interessanti, per soffermarsi (nostro malgrado) sulle amenità, le miserie, e ovviamente le legioni di imbecilli che fluttuano molesti nell’insostenibile inconsistenza del loro non essere. E lo fanno mentre dispensano in giro i loro ruttini, onde smuovere i facili consensi nelle fogne del nazileghismo, tanto è irresistibile per certuni l’attrazione per la merda; gente della cui insignificante esistenza priva di senso diversamente non ci saremmo mai accorti.
 È fresca di giornata la polemichetta fumante tra Nicola Zingaretti e tal Daniele Giannini, consigliere leghista alla regione Lazio: uno di quei tanti twittatori professionisti, che ha scambiato l’attività politica e amministrativa col rilascio compulsivo di battutine dal dubbio gusto e pensierini minimi, alla ricerca dei fatidici cinque minuti di notorietà in assenza di altro.
Ora, noi non entreremo assolutamente nel merito dei contributi letterari e culturali del molto onorevole Giannini, già transitato nel “Nuovo Centro Destra” del fu Angelino Alfano, prima di rimanere folgorato sulla via di Pontida, una carriera come “consigliere” in quel di Boccea, per quelle inconcludenti riunioni di quartiere istituzionalizzate che un tempo si chiamavano “Circorscizioni urbane” e che adesso vengono pomposamente denominati “Municipi”, per immutata inutilità.
Sono le suddivisioni amministrative delle quali la Capitale abbonda, e dove solitamente vengono parcheggiati dai partiti i talenti incompresi di quinta o sesta fila, in attesa di una stabile occupazione che li salvi dal cercarsi un lavoro vero, prima di transitare in qualche società partecipata della Regione o del Comune di Roma: scatole vuote dalla mission indefinita che funzionano sostanzialmente come uffici di collocamento politico.

LazioCrea supporta la Regione Lazio nella definizione delle strategie di crescita digitale, progettando e realizzando le attività connesse all’agenda digitale, e-government ed open government per offrire servizi ad alto contenuto tecnologico per cittadini ed imprese.”

Lazio Service S.p.A. è la società in house della Regione Lazio che progetta, realizza ed attua, attività e servizi aderenti alle esigenze istituzionali della stessa Amministrazione regionale. Lazio Service è impegnata nel più grande progetto di fornitura di servizi alla Regione Lazio mai compiuto prima, che realizza con circa 1.400 dipendenti qualificati e con alto valore professionale. Nata nel 2001 con una mission di responsabilità sociale d’impresa, Lazio Service la attua definitivamente con la felice conclusione (avvenuta nel dicembre 2007) del piano di stabilizzazione dei propri dipendenti già assunti con contratti di lavoro a termine. Oggi, con una formazione continua del personale e con ampia flessibilità d’impiego, la Società risponde con efficacia ed efficienza agli indirizzi impartiti dal Socio unico Regione Lazio, adattandosi con rapidità agli eventuali mutamenti delle esigenze regionali. La Società, interamente partecipata dalla Regione Lazio, opera in base agli indirizzi che l’Ente istituzionale indica.”

No, quello che ci ha colpito dell’onorevolissimo Daniele Giannini, più ancora della sua sfolgorante carriera politica ed indubbia competenza, prima di restituirlo al suo meritato anonimato e dimenticarci di lui, è il suo incredibile Curriculum Vitae (Cliccare per credere!).
Mai, e diciamo proprio MAI, ci era capitato di imbatterci in un curriculum totalmente in bianco! Uno in 54 anni di vita avrà lavorato per sbaglio almeno una volta, o potrà vantare una qualche esperienza politica di rilievo avendone fatta una professione a tempo pieno… E invece no, il risultato è questo:
Cioè, neanche lo sforzo di infilarci due dati in più, buttati lì per inerzia.
Dell’ottimo Daniele Giannini, circola anche un altro CV [QUI] da cui si può notare almeno l’evoluzione di passare al formato europeo, per identica sostanza: NIENTE.
Uno così sicuramente lo candideranno nel prossimo Parlamento.

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