DESISTENZA

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , on aprile 24, 2016 by Sendivogius

'Happy Birthday' - ZeeCast by Alexiuss

Potato degli stoloni retorici, il testo che vi (ri)proponiamo poteva benissimo essere scritto oggi. E invece venne pubblicato nel lontano Ottobre del 1946 sulla rivista mensile Il Ponte, dove ebbe a riunirsi il meglio dell’intelligenza italiana di provenienza azionista, negli anni difficili del primo dopoguerra.
Insomma, il secondo conflitto mondiale s’era concluso da poco più di un anno, l’Italia era diventata una repubblica soltanto da qualche mese (in quanto alla “democrazia”: si trattava più che altro di un postulato teorico ancora lungi dall’essere messo in pratica), e già si parlava di desistenza in luogo della lotta di Liberazione, per una ‘nuova’ compagine governativa la cui unica ansia era quella di archiviare in fretta l’esperienza restistenziale, in una sostanziale continuità col precedente regime rivisto e corretto in salsa ‘democratica’, speculare ad una capillare occupazione del potere che mal si accordava coi valori e le aspirazioni della Resistenza. Soprattutto se visti come fastidiosi impicci dei quali disfarsi in fretta. Oggi si può dire che l’oblio paventato a suo tempo da Piero Calamandrei è un’operazione compiuta, nella sostanziale rimozione della memoria (o nelle sue infantili distorsioni) con tutto ciò che questo comporta. E no, un selfie non ci salverà.

Renzi-Bean

«Quel miracoloso soprassalto dello spirito che si è prodotto, quando ogni speranza pareva perduta, in tutti i popoli europei agonizzanti sotto il giogo della tirannia interna ed esterna, ha ormai ed avrà nella storia del mondo un nome: “resistenza”. Sotto la morsa del dolore o sotto lo scudiscio della vergogna, gli immemori, gli indifferenti, i rassegnati hanno ritrovata dentro di sé, insospettata, una lucida chiaroveggenza: si sono accorti della coscienza, si sono ricordati della libertà. Prima che schifo della fazione interna, prima che insurrezione armata contro lo straniero, questo improvviso sussulto morale è stato la ribellione di ciascuno contro la propria cieca e dissennata assenza: sete di verità e di presenza, ritorno alla ragione, all’intelligenza, al senso di responsabilità. La resistenza è stata, nei migliori, riacquisto della fede nell’uomo e in quei valori razionali e morali coi quali l’uomo si è reso capace nei millenni di dominare la stolta crudeltà della belva che sta in agguato dentro di lui.
BrechtSi è scoperto così che il fascismo non era un flagello piombato dal cielo sulla moltitudine innocente, ma una tabe spirituale lungamente maturata nell’interno di tutta una società, diventata incapace, come un organismo esausto che non riesce più a reagire contro la virulenza dell’infezione, di indignarsi e di insorgere contro la bestiale follia dei pochi. Questo generale abbassamento dei valori spirituali da cui son nate in quest’ultimo ventennio tutte le sciagure d’Europa, merita di avere anch’esso il suo nome clinico, che lo isoli e lo collochi nella storia, come il necessario opposto dialettico della resistenza: “desistenza”. Di questa malattia profonda di cui tutti siamo stati infetti, il fascismo non è stato che un sintomo acuto: e la resistenza è stata la crisi benefica che ci ha guariti, col ferro e col fuoco, da questo universale deperimento dello spirito.
Così ci illudevamo due anni fa, alla vigilia della liberazione. Ma oggi ci sembra di avvertire d’intorno a noi e dentro di noi i sintomi di un nuovo disfacimento.
Ciò che ci turba non è il veder circolare di nuovo per le piazze queste facce note: il pericolo non è lì; non Albert Kesselringsaranno i vecchi fascisti che rifaranno il fascismo. Che tornino in libertà i torturatori e i collaborazionisti e i razziatori, può essere una incresciosa necessità di pacificazione che non cancella il disgusto: talvolta il perdono è una forma superiore di disprezzo.
No, il pericolo non è in loro: è negli altri, è in noi: in questa facilità di oblio, in questo rifiuto di trarre le conseguenze logiche della esperienza sofferta, in questo riattaccarsi con pigra nostalgia alle comode e cieche viltà del passato.
Oggi le persone benpensanti, questa classe intelligente così sprovvista di intelligenza, cambiano discorso infastidite quando sentono parlar di antifascismo: e se qualcuno ricorda che i tedeschi non erano agnelli, fanno una smorfia di tedio, come a sentir vecchi motivi di propaganda a cui nessuno più crede. I partigiani? una forma di banditismo. I comitati di liberazione? un trucco dell’esarchia, i processi dei generali collaborazionisti si risolvono in trionfi degli imputati. I grandi giornali si affrettano a riaprire le terze pagine alle grandi firme, care ai lettori borghesi: dieci anni fa celebravano l’impero e la guerra a fianco della grande alleata, oggi scrivono collo stesso stile requisitorie contro la pace spietata; e il pubblico si compiace di questi elzeviri ritrovati e non si accorge che questa pace è la conseguenza di quella guerra. PansaFinita e dimenticata la resistenza, tornano di moda gli “scrittori della desistenza”: e tra poco reclameranno a buon diritto cattedre ed accademie.
Sono questi i segni dell’antica malattia. È nei migliori, di fronte a questo rigurgito, rinasce il disgusto: la sfiducia nella libertà, il desiderio di appartarsi, di lasciare la politica ai politicanti. Questo il pericoloso stato d’animo che ognuno di noi deve sorvegliare e combattere, prima che negli altri, in se stesso: se io mi sorprendo a dubitare che i morti siano morti invano, che gli ideali per cui son morti fossero stolte illusioni, io porto con questo dubbio il mio contributo alla rinascita del fascismo.
Dopo la breve epopea della resistenza eroica, sono ora cominciati, per chi non vuole che il mondo si sprofondi nella palude, i lunghi decenni penosi ed ingloriosi della resistenza in prosa. Ognuno di noi può, colla sua oscura resistenza individuale, portare un contributo alla salvezza del mondo: oppure, colla sua sconfortata desistenza, esser complice di una ricaduta che, questa volta, non potrebbe non esser mortale.»

Piero Calamandrei
“Desistenza”
(Il Ponte. Anno II, n.10; 1946)

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ROMAGEDDON (IV) – Li mejo fichi der bigonzo

Posted in Roma mon amour with tags , , , , , , , , , , , on aprile 19, 2016 by Sendivogius

fichi_settembrini

Come sia venuto in mente al papi della patria di tirar fuori dal suo cilindro sfondato un Guido Bertolaso da riciclare ad aspirante sindaco di Roma, è l’ultimo mistero buffo della campagna elettorale più scialba ed incolore che mai si sia vista nella storia della Capitale, dove tutti i candidati mirano pervicacemente a perdere, tanto improbo è l’incarico.
Guido Bertolaso Del Guido nazionale, meglio conosciuto come l’uomo con la tuta per la varietà del suo guardaroba e soprattutto per la funesta esperienza alla Protezione Civile, trasformata in un protettorato politico per la distribuzione appalti nell’organizzazione dei “Grandi Eventi” a coreografia del ventennio berlusconiano, avevamo già parlato diffusamente in passato…

1) GLI SCHIFOSI
2) L’UOMO CON LA TUTA
3) COMPAGNI DI MERENDE
4) GLI AMICI DEGLI AMICI

Erano i tempi andati del Silvio Re, quando Bertolaso, gaffeur di proporzioni titaniche e dalla presunzione sconfinata, sembrava proiettato nell’empireo degli onnipotenti per grazia ricevuta, diventando il più fedele interprete delle manie di grandezza del Megaloman brianzolo. Perché ogni “grande evento” (gare ciclistiche, regate, mondiali di nuoto, beatificazioni, visite pastorali, convegni eucaristici, vertici politici e militari, pellegrinaggi), richiede “Grandi Opere”: dal G.8 della Maddalena (poi spostato a Pratica di Mare, ma profumatamente pagato) alle visite pastorali del papa (800 mila euro stanziati nel 2008 per gli spostamenti di Benedetto XVI, ogni volta che il pontefice supera le sponde del Tevere il governo concede la dichiarazione di “grande evento”), senza per questo dimenticare i congressi eucaristici del 2005 a Bari (3 milioni) e ad Ancona nel 2011 (200 mila euro); dai campionati di ciclismo a Varese (71 milioni) ai mondiali di nuoto a Roma (60 milioni). E giù via sperperando fino alla grottesca manna del terremoto de L’Aquila: 1 miliardo e mezzo di euro, per una ricostruzione mai avviata ed opere pagate il triplo del prezzo reale, culminate nello sradicamento di intere comunità disperse nell’anomia spersonalizzante delle New Town.
New townA tal punto che gli sprechi dell’Era Bertolaso sono diventati mitologici, tanto superano qualunque precedente nella moltiplicazione dei costi e delle spese a trionfo dell’effimero, in regime di emergenza permanente…
SprechiSotto la conduzione di Bertolaso (il sockpuppet nelle mani di Berlusconi e Letta senior), il dipartimento della Protezione Civile è stato convertito in un immenso giocattolone in comodato d’uso a quell’altro “governo del fare”, che ne ha fatto una propria macchina spremi-soldi per la creazione di consenso e sistemazione clientele. Quindi investita di poteri straordinari a colpi di decreti-legge usati per scardinare le normative vigenti, fino a diventare un immenso collettore d’appalti da distribuire a propria completa discrezione ed in deroga a tutte le regole, per la gioia dei vari “soggetti attuatori” di natura privatistica riuniti all’incredibile greppia di governo.

Il boss e la matricolaIl boss e la matricola

All’epoca si parlò di “sistema gelatinoso” tanto la pratica era diffusa e soprattutto pervasiva, in un’orgia di corruzione ramificata a tutti i livelli possibili.

«L’era Bertolaso inizia il 7 settembre 2001. Quel giorno il secondo governo Berlusconi, in carica da pochi mesi, trasforma la Protezione Civile in un dipartimento della Presidenza del Consiglio, e ne nomina l’attuale dirigente, Guido Bertolaso.
Quella che fino ad allora era stata un’agenzia indipendente, che comprendeva i Vigili del fuoco e il Servizio sismico nazionale e si era occupata di emergenze territoriali, come terremoti e inondazioni, diventa -per effetto del decreto legge numero 343 del 2001- un organo il cui potere di ordinanza si estende anche ai cosiddetti “grandi eventi”.
Tradotto, questo vuol dire che la Protezione Civile da quel giorno si occupa anche di vertici internazionali, raduni religiosi e gare sportive, come il G8 2009 in Italia o i Mondiali di nuoto di Roma. E se aumenta il numero degli eventi di cui occuparsi, si moltiplicano le emissioni di denaro pubblico a favore della Protezione Civile e le gare d’appalto indette dalla stessa.
A far sì che poi tutto funzioni subito e al meglio c’è lui, Guido Bertolaso, il factotum di palazzo Chigi. Quando si presenta un’“emergenza” o un “grande evento” (come l’esposizione delle spoglie di S.Giuseppe da Copertino, noto santo pugliese), interviene il commissario delegato Guido Bertolaso: con una firma affida poteri straordinari al sindaco, che ha carta bianca e decide cosa e come fare.
A Varese, per esempio, in occasione di un altro “grande evento”, i Mondiali di ciclismo 2008, è bastata l’ordinanza n. 3565, varata dal Presidente del Consiglio dei Ministri il 16 febbraio 2007, per stanziare sette milioni di euro per la nuova tangenziale fra la Ss 342 “Briantea” e la Ss 233 “Varesina”, con interconnessione alla Ss 344 di “Porto Ceresio”. Scavalcati sindaci ed enti locali. In una parola, i processi democratici.
[…] La soluzione, veloce quanto antidemocratica, risiederebbe nelle mani di Bertolaso: il commissario straordinario sarebbe in grado di rendere tutto “più facile”, bypassando con una firma consigli comunali e comitati di cittadini. Infatti il decreto legge “anticrisi”, varato dal Consiglio dei Ministri il 26 giugno 2009, aggiunge ai compiti della Protezione Civile anche “la gestione di interventi sulla trasmissione e distribuzione dell’energia”: è sufficiente la nomina di un “commissario delegato” per poter utilizzare “mezzi e poteri straordinari in deroga alle competenze delle altre amministrazioni locali”.
La Protezione Civile, quindi, non è solo un organo di prevenzione, ma uno strumento nelle mani dell’esecutivo. Uno strumento libero da qualsiasi controllo. Soprattutto finanziario. Non solo la Corte Costituzionale non può intervenire sulle ordinanze emesse dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma la Corte dei Conti non può monitorare l’ammontare e l’utilizzo degli stanziamenti che ne conseguono.
Le cifre che sfuggono al controllo non sono irrilevanti. Tra il 3 dicembre del 2001 e il 30 gennaio del 2006 sono state emesse dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri 330 ordinanze: esaminando un campione di 75 di queste, sappiamo che hanno richiesto l’utilizzo di 1.486.675.921,73 euro. In base a questo dato statistico è possibile stimare che in otto anni e mezzo, dal 2001 al 2009, le 537 ordinanze emesse abbiano richiesto ben 10.6 miliardi di euro: una cifra esorbitante, su cui la Corte dei Conti non ha alcun controllo

La Protezione Civile di Guido Bertolaso
di Laura Bellucci, Ilenia Cerri, Federica Florio
(17/07/2009)

A Roma, la Protezione Civile del Guido nazionale è rimasta famosa per i catastrofici mondiali di nuoto del 2009 organizzati insieme a quell’altro flagello che è stata la giunta Alemanno; nonché per gli intrallazzi della Cricca della Ferratella: quelli che ridevano la notte del terromoto a L’Aquila, pensando alla cuccagna della mai ultimata ricostruzione. Soprattutto, Bertolaso è noto per i massaggi galeotti (variante delle “cene eleganti”) al centro abusivo dell’amico Anemone; oltre che alle sue vicende di senzatetto alla ricerca di casa in centro storico, nell’ambito di un più articolato giro di favori e marchette tra i soliti noti.
Guido cerca casa - Berolaso ed il cardinale SepeDefinito nel periodo di massimo fulgore come il Batman arrogante e litigioso dei cataclismi (Massimo Falcioni), attualmente si è ridotto a fare il Robin di un acciaccato cavaliere oscuro oramai avviato all’inesorabile tramonto, diventando di fatto la spalla comica del berlusconismo al tracollo finale. Da cavallo perdente qual’è, verrà cavalcato dal vecchio padrone fintanto non verrà scartato sull’onda corta dei sondaggi.
Bertolaso e BerlusconiTuttavia, non è il caso di lasciarsi ingannare dalle apparenze…
Il sistema (“gelatinoso” o meno che fosse) inaugurato a suo tempo da Bertolaso & Co. per decretazione d’urgenza, regnando felicemente il papi Silvio, è diventata la prassi prevalente del nuovo esecutivo Renzi ai tempi della “rottamazione”, con galantuomini come Verdini e Formigoni elevati a garanti delle magnifiche sorti del nuovo “governo del fare”. Lo scardinamento delle regole, l’aggiramento sistematico dei controlli, l’esautorazione degli organi rappresentativi regolarmente eletti (non è certo il caso del nostro Piccolo Principe), l’abuso ricorrente nell’accentramento esclusivo dei poteri, è diventata la prassi ordinaria di un Governo che ha fatto del ricorso ai commissari straordinari un proprio tratto distintivo, nel solco della continuità ideale.
Silvio BerlusconiPer quanto possa sembrare paradossale, il vecchio Silvione Renzipersegue pervicacemente la sconfitta nell’apologesi del suo trionfo postumo, per una concezione del potere e delle “istituzioni” che ha fatto scuola tra allievi (solo per alcuni) ‘insospettabili’.

Alfio Marchini Fuori tempo massimo, nel piacionismo trasversale del populismo-soft, abbiamo invece Alfio Marchini: il bello ai tempi dell’anti-politica pop. Marchini è l’aitante (e non ultimo) rampollo di una nota casata di costruttori romani ‘de sinistra’; nonno Alfio da cui ha ripreso il nome e pochissimo altro (a parte l’eredità) è stato partigiano dei GAP romani e vicinissimo al PCI nel tempo che fu (per il quale costruì la storica sede di Botteghe Oscure, prima che il PD se magnasse pure quella), tanto da guadagnarsi il soprannome di Calce e Martello.
Come Alfio junior dalla Resistenza e la militanza comunista sia passato prima all’Opus Dei e poi direttamente a Comunione e Lottizzazione si spiega facilmente: basta seguire il solco degli affari col cuore che batte là dove pulsa il denaro. In questo Marchini è assolutamente trasversale e può passare con imperturbabile tranquillità dal finanziamento del settimanale ciellino “Il Sabato” a “L’Unità” (molto più a destra dello scomparso periodico del conservatorismo cattolico).
Francesco Gaetano Caltagirone Se volete conoscere il programma politico di Alfio Marchini, cercate alla voce “Caltagirone”. Per chi non è addentro alle faccende romane, non parliamo della siciliana “rocca dei vasi” (dall’arabo Kalat al Giarun), bensì di Francesco Gaetano Caltagirone: l’ottavo re di Roma e imperatore indiscusso dei palazzinari che dominano la città da sempre, con partecipazioni azionarie in ACEA (il vero gioiello delle aziende comunali); proprietario del principale quotidiano romano (Il Messaggero) insieme ad una pletora di giornaletti a diffusione capillare; socio d’affari nella holding finanziaria che in un sistema di scatole cinesi collega strettamente Alfio Marchini alla “finanza bianca” (passando da Cesare Geronzi a Giovanni Bazoli). Soprattutto, Caltagirone è il suocero (nonché generoso finanziatore) di Pier Ferdinando Casini che è anche il principale sponsor politico del Marchini-Sindaco, quanto mai interessato a rivedere il piano regolatore della città con la definizione delle nuove aree edificabili.
marchini-sindacoA ben vederlo, l’ex compagno Alfio sembra uscito da una puntata di “Beautiful”, col suo stile fermo agli Anni’ 80 come un Ken attempato in cerca della sua Barbie.

Giorgia Meloni A proposito di Barbie, con le sue gigantografie ritoccate in photoshop ed abbellite del 600%, ad ogni incrocio stradale troneggia sorridente e rassicurante Giorgia Meloni, l’ex pupilla di Gianfranco Fini Gianfranco Fini(rinnegato e sepolto vivo) che è riuscita nel miracolo di resuscitare un partito di nostalgici, ricostituito in fretta con gli scarti missini della defunta AN e Gianni Alemanno col quale ora finge di non avere niente da spartire.
Giorgia_MeloniParlare del programma (il grande assente di queste elezioni) è operazione assolutamente superfluo, visto che si tratta del solito ressemblement degli eterni cavalli di battaglia della “destra popolare” (gli zingari.. il degrado.. gli immigrati..), che a vari gradi di intensità pervade tutto il cucuzzaro fascista variamente disperso in candidature senza storia. E per questo Giorgetta ha ottime chance di arrivare al ballottaggio; rispetto ai suoi truci camerati ha almeno il dono dell’ironia e tanto basta a renderla simpatica, tracimando oltre le tradizionali cloache della fascisteria romana.

Fascisti in Campidoglio

Su tutto il resto non c’è storia: folklore elettorale per colorare la scheda nei rituali dell’urna, nell’anonimato generalizzato di candidati che non ‘bucano’ e si alternano tra grandi profusioni di “romanità” più o meno acquisita, a dimostrazione del provincialismo in cui sembra sprofondata la metropoli tra le più grandi e cosmopolite d’Italia, Comunque vada, sarà un disastro. Perché l’importante è partecipare. Dicono.

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BLACKHOLE

Posted in Business is Business with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on aprile 13, 2016 by Sendivogius

Foto di Sergio Fortini

C’era una volta la “questione ambientale”… che poi in Italia si riduce sostanzialmente a tre o quattro variabili indipendenti: l’interdizione alla circolazione per chiunque non possa permettersi di cambiare vettura ogni due anni, al passo coi nuovi lanci “ecologici” del mercato automobilistico (vi ricordate le panzane sul diesel?!?); gli inutili blocchi del traffico (ed i riscaldamenti accesi fino ad aprile inoltrato); qualche immancabile tassa “verde”, i cui introiti per tutto vengono usati tranne che per il motivo della sua introduzione. E per (non) concludere, ricordiamo pure il cospicuo aiutino pubblico di categoria, in quella costosa farsa che chiamano “revisione” (auto e caldaia) e che ogni due anni si abbatte sulle tasche degli italiani.
tabella-revisioni-anni-2011-2012Certo poi su scala mondiale ci sono i pletorici summit sul clima, nei quali si danno appuntamento i percolanti rifiuti di governo alla fiera della buone intenzioni, nella dissociazione permanente tra il dire ed il fare. Sarà per questo che in Italia abbiamo come sedicente Ministro per l’Ambiente e tutela del territorio, un fossile d’estrazione dorotea. Per chi non lo conoscesse, parliamo di Gian Luca Galletti, meglio noto come il “commercialista di Casini”, che nel corso della sua carriera politica si è praticamente dichiarato a favore di tutto ciò che risulta incompatibile col proprio attuale ministero: sì al nucleare; sì alla privatizzazione dell’acqua; sì agli organismi transgenici; sì al ponte sullo Stretto di Messina; sì alla cementificazione della Laguna di Venezia; sì alle trivellazioni selvagge in Basilicata; sì alla riduzione dei controlli; sì alla rimozione dei limiti di caccia… rivelandosi a tutt’oggi il peggior nemico che l’ambiente abbia mai avuto in termini di difesa del territorio.
Gian Luca GallettiNel merito, la querelle sulle trivellazioni petrolifere costituisce un esempio da manuale (di psicopatologia): caso unico di schizofrenia politica, in cui un partito prima raccoglie le firme per il referendum con tanto di mobilitazione nazionale. E poi sconfessa la consultazione medesima, impegnandosi attivamente per il suo boicottaggio a favore dell’astensione.
PD RenziSuccede, quando un comitato d’affari a gestione familiare, in conflitto di interessi permanente e squallidi scontri tra cricche collaterali, cassa il parlamento e si insedia abusivamente al governo, per meglio incrementare gli affari delle lobby industriali di riferimento su incistazione massonica.

“La Banda del Pozzo”
di Alessandra Daniele
(10/04/2016)

«Banchieri, petrolieri, armieri, pare che il “governo del fare” si dia effettivamente un gran da fare per servire l’esigente clientela.
Allo zelo però non si associa la classe. I rinnovatori di Renzi infatti si danno del figlio di puttana e del pezzo di merda come una banda di reservoir dogs, al cui confronto il figlio di Totò Riina sembra un principe di sangue reale.
La perizia con la quale ha condotto l’intervista con Bruno Vespa fa pensare che se la caverebbe molto meglio di Renzi anche ai vertici internazionali.
Per la verità meglio di Renzi potrebbe cavarsela chiunque. Gli basterebbe non andare in giro a farsi selfie sparando cazzate in finto inglese tipo “Operescion is gud bat de pascient is ded”, mentre gli altri decidono cosa ordinargli di fare.
Dopo le telefonate della Guidi, chissà se Renzi pensa ancora che Meucci was a genius.
Il suo discorso all’Harvard University sembrava messo insieme da Ok Google aperto per sbaglio durante una gara di rutti.
E il problema non è solo l’inglese. Le cazzate di Renzi non hanno senso in nessuna lingua del mondo.
A questo punto chi gli crede ancora non è semplicemente ingenuo o sprovveduto, ma evidentemente affetto da un grave ritardo mentale.
Non particolarmente geniali neanche quei ministri che confidano ancora nella privacy delle conversazioni telefoniche, chimerica almeno quanto la cybersecurity che molto probabilmente sarà affidata a Carrai nonostante le polemiche.
Carrai però non è uomo di Renzi. E’ Renzi che è uomo di Carrai.
Di privato in Italia ci sono i Lavori Pubblici.
[…] Come per un pozzo esausto, i concessionari che hanno installato il governo Renzi continueranno a raschiarne il fondo fino all’ultima goccia di bitume soltanto finché gli costerà meno che smantellarlo, e allestirne un altro.
Il conto alla rovescia è cominciato

Capita così che si faccia una legge che vieta le trivellazioni a dodici miglia dalla costa, ma poi si conceda una proroga alle piattaforme interessate, in deroga alla normativa e col rilascio di una concessione eterna, rinnovata fino ad esaurimento dei pozzi e con la possibilità di sforacchiare il fondale marino ad libitum, preferibilmente a canone invariato (tra i più bassi d’Europa) per tacito rinnovo. Che è un po’ come locare un appartamento a prezzi d’affitto nettamente inferiori alla media, vincolando il contratto fino alla naturale esistenza dell’immobile, affidando i controlli della corretta fruizione del bene agli affittuari.
il bucoE lo si fa perché ovviamente l’estrazione è sicura, nel draconiano rispetto di tutte le misure di sicurezza e nella scrupolosa tutela delle popolazioni eventualmente colpite in caso di incidente. Lo sanno bene gli abitanti delle coste del Golfo del Messico, che ancora attendono i risarcimenti del più grande disastro ambientale di sempre. Questo perché la British Petroleum agiva secondo gli ultimi ritrovati dell’ingegneria estrattiva.
Lo sversamento in mare del petrolio osservato da un satellite della NASA il 24 maggio 2010D’altronde, una volta esauriti, i pozzi hanno un formidabile valore d’uso come discariche illegali per l’occultamento dei rifiuti di scarto altamente tossici, che diversamente smaltiti inciderebbero gravemente sui dividendi azionari delle società interessate, mentre i danni a carico delle collettività possono essere tranquillamente elusi senza ulteriori incombenze.
Piattaforma VegaÈ il caso dell’impianto petrolifero Vega, la più grande piattaforma italiana per l’estrazione di petrolio, compartecipata al 60% dalla Edison ed al 40% dall’ENI…

«L’Edison tra il 1989 e il 2007 avrebbe iniettato illegalmente nel pozzo sterile V6, a 2.800 metri di profondità, ingenti quantità di rifiuti petroliferi altamente inquinanti: 147mila metri cubi di acque di strato, liquidi che si trovano nel sottosuolo insieme agli idrocarburi, contenenti alte concentrazioni di metalli pesanti e idrocarburi; 333mila metri cubi di acque di lavaggio delle cisterne della nave di vagaoilstoccaggio del greggio denominata Vega Oil; e persino 14mila metri cubi di acque di sentina. In totale quasi mezzo milione di metri cubi di liquidi altamente inquinanti, definiti dalla legge “rifiuti speciali”. Mezzo miliardo di litri, l’equivalente del contenuto di 12.500 autocisterne. Secondo Ispra, se Edison avesse smaltito questi rifiuti seguendo le indicazioni di legge, avrebbe dovuto spendere ben 69milioni di euro. Secondo la Procura: “gli imputati si sono resi responsabili di gravi e reiterati attentati alla salubrità dell’ambiente e dell’ecosistema marino”, mettendo in pratica “per pura finalità di contenimento dei costi e quindi di redditività aziendale, modalità criminali di smaltimento dei rifiuti pericolosi”. Inoltre, specifica la Procura, gli imputati avrebbero immesso “negli strati geologici profondi sostanze, tra cui acido cloridrico, che hanno modificato le caratteristiche morfologico-strutturali” del sottosuolo marino, con l’obiettivo di aumentare la ricettività del pozzo

“Il caso della piattaforma Vega di Edison. Ministero Ambiente chiede danni, Governo autorizza raddoppio. E il processo finirà in prescrizione”
(02/04/2016)

E se il rilascio delle concessioni viene affidato ad una “sguattera Federica Guidiguatemalteca” succube del fidanzato scroccone e intrallazzone, i controlli del Governo non lasciano adito a dubbi nella certezza della prescrizione che costituisce la costante dell’ordinaria (in)giustizia italiana.

«Il 16 aprile 2015 il ministero dell’Ambiente ha dato parere positivo alla Valutazione di impatto ambientale per il raddoppio della piattaforma e il 13 novembre dello stesso anno il ministero dello Sviluppo economico ha concesso il rinnovo del permesso per 10 anni. A meno di 12 miglia dalla riserva naturale del fiume Irminio, tra Ragusa e Scicli, Edison potrà costruire una seconda piattaforma petrolifera offshore, Vega B, per continuare a sfruttare il giacimento, attivo dal lontano 1984. L’autorizzazione è arrivata subito prima dello stop alle nuove perforazioni sotto le 12 miglia deciso dal governo con l’ultima legge Finanziaria, entrata in vigore il primo gennaio 2016. Le motivazioni del via libera ministeriale appaiono paradossali: “La società ha ottemperato ai termini di buona gestione del giacimento…”, scrive il Mise in una nota del 12 dicembre 2014. Lo stesso governo che chiede ad Edison i danni in giudizio, la promuove a pieni voti nel momento in cui concede il rinnovo del permesso. In sintesi: grazie alla prescrizione Edison non pagherà i danni procurati, ma incassa dal governo un rinnovo della concessione per un decennio, alla modica cifra di un canone di appena 87 euro l’anno a chilometro quadrato, e con royalties da pagare allo Stato pari ad appena il 7% dei proventi (le royalties italiane sono le più basse d’Europa)

“Il caso della piattaforma Vega di Edison. Ministero Ambiente chiede danni, Governo autorizza raddoppio. E il processo finirà in prescrizione”
(02/04/2016)

In una delle sue consuete sparate a mezzo Twitter, il coso buffo Prossemica renzianamomentaneamente prestato a Palazzo Chigi ha dichiarato che la Sicilia e la Basilicata sono meglio del Texas per la loro incredibile abbondanza di greggio, costituendo un fondamentale strumento di occupazione e sviluppo. Fu così che nella propaganda di regime spacciata per “informazione” meno di 250 posti scarsi di lavoro generico a tempo determinato come “guardiano di pozzi”, appaltati a multiservizi per una paga oraria di 5 euro, sono diventati prima 4.000 e poi lievitati fino ad 11.000 occupati, in sintonia coi numeri creativi del Job Acts.
Se poi la notizia è scomoda, basta semplicemente non darla, o farla scomparire a tempo di record dai palinsesti come una meteora invisibile…

Loira“Francia, si rompe condotta Total nella Loira: fuoriusciti 380mila litri di greggio”

«Disastro nella regione francese della Loira, dove almeno 380mila di litri di greggio sono fuoriusciti da una condotta della Total. A quanto pare si è trattato di un incidente: una scavatrice ha rotto la condotta durante dei lavori di sbancamento sull’estuario della Loira. La condotta sotterranea collega la raffineria Total di Donges a un deposito a Vern-surSeiche, vicino Rennes. I litri fuoriusciti rilevati da Total sono 380mila, ma potrebbero arrivare a quota 550mila. Total fa sapere che alcune abitazioni sono state evacuate, vietato il consumo d’acqua per persone e animali

Il Messaggero
(06/04/2016)

Tutto qui! Al massimo si trova un trafiletto sulla cronaca ripreso direttamente dall’ANSA e senza un riga in più; giusto a proposito degli straordinari standard di sicurezza.
Succede in quel di Total, così interessata alle trivellazioni lucane o (meglio ancora!) alle pipelines che attraversano la Val d’Agri verso i porti della Puglia.
oil drillingL’appeal del petrolio italiano, che in realtà è una polpa bituminosa, usata prevalentemente per produrre i manti delle pavimentazioni stradali, risiede infatti nella possibilità di utilizzare gli oleodotti sul territorio italiano con gli immensi centri di stoccaggio previsti sulla costa pugliese, per il transito delle petroliere di mezzo mondo. Non il petrolio italiano ma le strutture per il trasporto e la raccolta del greggio di importazione estera sono ciò che interessa davvero agli “investitori” stranieri, che sembrano aver trovato il Bengodi nella repubblica delle banane: controlli ridicoli, norme elastiche, multe irrisorie, prezzi sottomercato.
mappatrivelleDomenica 17 Aprile andate al mare, mi raccomando! Immortalatevi nei vostri selfie con un sorriso da coglione. E godetevelo il mare fintanto sarà ancora balneabile e non un concentrato oleoso di idrocarburi. L’originale non è replicabile su Playstation.

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CHEERLEADERS

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , on aprile 9, 2016 by Sendivogius

alien-invasion-fat-obese-food-overweight-ugly-demotivational-posterConsiderato un luogo alieno e oscuro, popolato da creature ingorde e poco raccomandabili, nello straniamento dei suoi rituali, la “politica” è ritenuta come qualcosa da evitare per motivi di profilassi. Oppure da usare, qualora possa tornare utile in termini di affari e raccomandazioni, salvo ritrarsene il prima possibile ad incasso ottenuto, per una questione di prudenza e opportunità.
Ne consegue che l’esercizio della pratica è sempre più circoscritto ad appannaggio esclusivo di pochi feticisti, cultori estremi di una materia perversa; perché forse il “potere” logora chi non ce l’ha, ma di sicuro il consumo prolungato nel tempo crea dipendenza con gravi effetti collaterali. Altrimenti non ci si ridurrebbe in simili condizioni, dopo una esposizione quasi ventennale in assenza di adeguate protezioni…
Nonostante tutto, in Italia c’è ancora chi continua a credere, un po’ per convinzione e un po’ per convenienza, che la “politica” sia una cosa seria. Se lo fosse davvero, non ci si affiderebbe certo ad una roba simile…
Matteo Renzi con la sua tipica espressione intelligenteLa costante alternanza di cazzari assolutamente intercambiabili, che si sovrappongono e insieme convivono nell’immanenza del trapasso e nell’ereditarietà dei rispettivi comitati d’affari, a quanto pare esercita però una funzione rassicurante in un elettorato composto prevalentemente da anziani che evidentemente prediligono la continuità, identificandosi ora col mandrillo di provincia nella nostalgia dei bei tempi che furono…
La rinomata casa delle Sorelle FraschiniMentre adesso sembrano intenerirsi dinanzi alle smargiassate di un fanfarone senz’arte né parte, che probabilmente ricorda loro il nipote fancazzista e narciso con la mania dei ‘selfie’.
Selfie_Renzi_TwitterSarà per questo che siamo passati dalla variante porno di un nano da giardino travestito da batman, alla brutta copia ringiovanita del papi digitalizzato in versione 2.0 del quale rappresenta una prosecuzione fedele, ma (almeno in apparenza) senza la carovana di mignotte ad ingrossare l’affare di governo.

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E non è certo un miglioramento il fatto che queste siano state sostituite da un codazzo ben più squallido di queruli replicanti clonati in serie, con l’aggiunta dei peggiori scarti del berlusconismo velocemente riciclati e reimmessi in circolazione, per uno spettacolo insostenibile senza una massiccia dose di antiemetici.
denis-verdini-del-pdlPeraltro, la nuova coreografia di potere presuppone una diversa scelta dei figuranti: questi ultimi sono esibitamente (demo)cristiani e dunque prediligono la processione di burrose madonnine da presepe vivente, con una sconveniente passione per le banche; magari in alternanza con le addolorate maddalene dalla “straordinaria incompetenza” ed altrettante formidabili entrature.
Boschi-MadiaIn un tempo non troppo lontano, quando un ometto di marzapane che credendosi un divo volle farsi imperatore promettendo un nuovo miracolo italiano (la moltiplicazione dei suoi miliardi e delle sue immunità), refrattari alla novità, non apprezzammo subito la dirompente novità di un esercito di cloni innamorati che, plasmati ad immagine e somiglianza del ‘capo’, ne seguivano emotivamente le imprese, identificandosi con le sue sorti. A loro modo, gli adoranti manipoli dei papiminkia erano composti da spiriti semplici che vivevano nel mito di “Silvio” su innamoramento collettivo per suggestioni primordiali.
Silvio Berlusconi - Il ritorno del duceSoprattutto non capimmo nell’immediato come l’appartenenza politica (o Silvioqualunque cosa si intenda per essa), al riparo da ogni coerenza e svuotata da qualunque tensione ideale, si fosse ridotta ad una disputa tra opposte tifoserie, più che altro per affezionamento ai colori di bandiera e poco altro, nella progressiva erosione di ogni reale differenza di rilievo.
altro schifoCol tempo la pratica ha perso di spontaneità; si è evoluta a forma scientifica. E alfine, in tempi di digitalizzazione, si è tecnologizzata con l’introduzione degli influencers; nell’illusione che questo trollaggio organizzato sui principali media on line possa davvero influenzare le opinioni dei malcapitati, fino alla twittante esplosione delle nuove cheerleaders riunite nei fan-club del renzismo militante.
ugly-cheerleadersCapita così di non riuscire più a sfogliare l’edizione on line di un qualunque quotidiano, che non ci sia articolo sporcato dai petulanti commenti di questo comitato di disturbatori professionisti a libro paga. Ci sono vari tipi di influencers… ed a lungo si è parlato dei “guardiani” virtuali della Casaleggio Associati a protezione del sacro blog. Ma la capillarità esibita dall’ufficio propaganda del partito bestemmia ha una potenza di fuoco mai raggiunta prima, nemmeno ai tempi d’oro del berlusconismo imperante, quando i papiminkia cominciavano a prendere confidenza con la tastiera dopo il corso di indottrinamento nelle succursali di Publitalia.
il-ritorno-dei-berluscones-L-kO5cy1A suo modo, l’influencer piddino lo riconosci subito… Di preferenza, imperversa sulle pagine on line delle testate edite dal Gruppo L’Espresso (e massimamente sull’edizione italiana dell’HuffingtonPost diretto da Lucia Annunziata), perché lì si aggira di solito il frastornato elettorato di sinistrati in crisi di identità, sensibili alle sirene del grillismo e dunque da ricondurre quanto prima all’ex ovile, occupato dalla truppa fedele al ducetto di Rignano. E perché forse dalle altre parti funzionano meglio i filtri, per tenere alla larga questi zelanti balilla prezzolati di regime.
ISTITUTO LUPEProbabilmente, l’influencer piddino si reputa un “intellettuale”… e della categoria più che la cultura, condivide la spocchia e la passione per i titoli accademici. Quindi, nel registrare il proprio profilo, dichiarerà quasi sempre di essere “professore” in qualche branca della fuffologia applicata, o più genericamente di lavorare in una qualsivoglia università. Soprattutto crede che il blasone posticcio dia più prestigio o credibilità, alle miserabili castronerie che va menando ovunque e senza vergogna. O così devono avergli insegnato al corso di formazione. A giudicare poi dalla qualità degli interventi, viene il sospetto che nei loro fantomatici atenei vengano impiegati più che altro nella rilavatura dei cessi (giusto per tenere la lingua allenata alla mansione primaria), o subentrare al posto della carta igienica quando questa è esaurita.
L’influencer piddino vi sosterrà tutto ed il contrario di tutto, fedele ad un unico principio: amplificare gli slogan del Capo, sostenendone le tesi anche quando fossero le più astruse o incredibili, e che quasi sempre sono in sostanziale continuità con quelle del vecchio papi-pensiero nella condivisione dei medesimi cavalli di battaglia, e nell’imperturbabile assenza della Premiata Ditta di Bersani e Compagni, che evidentemente trovano la cosa del tutto normale.

Legge Bavaglio

Vi ricordate quanto ce la menarono contro la cosiddetta “legge bavaglio”, a PD bavagliosuo tempo presentata da Angelino Alfano, nonché attuale ministro agli Interni dell’esecutivo Renzi, quando però le intercettazioni riguardavano il Pornonano, insieme ad altre roboanti “emergenze democratiche”?!? Ma ora che le parti si sono ribaltate
Photo by TwimgL’ultimo della serie è l’attacco scatenato contro la magistratura, colpevole di aver scoperchiato l’immane fogna, che gorgoglia tutta attorno allo scandalo delle trivellazioni. Da lì, la feroce opposizione al referendum che rischia di disturbare gli affari degli Amici degli Amici (e parenti). Attingendo ad un’esperienza Edoardo Baraldi - Via col ventoventennale, il ripescaggio del vecchio armamentario berlusconiano è praticamente completo. E in tal modo anche oggi l’influencer piddino ha svolto il suo compito da bravo soldatino, secondo le consegne di giornata. Non per niente, a giudicare dall’orario dei suoi interventi, segue una turnazione da ufficio, in questo strano miscuglio tra Min.Cul.Pop di mussoliniana memoria, Pravda sovietica, e culto peronista della personalità.
L’informazione ai tempi della rottamazione.

La faccia idiota del potere

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , , , on aprile 4, 2016 by Sendivogius

Matteo-RenziAscoltare questa bombarda caricata ad arroganza e propaganda, che parla come un Bettino Craxi qualunque e invita gli elettori ad andare al mare per boicottare un referendum che non gli piace, che si imbuca non invitato alle trasmissioni televisive e con grondante piacere conciona di cacciare via i deputati da un parlamento in cui non è mai stato eletto, mentre proprio non gli riesce di capire che in una civiltà democratica appalti e sviluppo economico non sono imperativi disgiunti dal rispetto delle leggi, rende tutta la drammatica misura della cialtronesca fanfaronaggine che contraddistingue l’idiota al potere, tra i continui contorcimenti spastici di un faccione sformato in una perenne espressione da ebete con le labbra pendule.

Renzi CerbiattoMatteo Cerbiatto
il pirla sfatto

Si dice che la personalità di una statista emerga nei momenti di maggior pressione. Coerentemente, a volerlo cercare (invano), Un deficiente di nome Matteodello ‘statista’ non si trova traccia alcuna. A meno che non si voglia davvero scambiare per tale, un bolso citrullo di provincia che imperversa nelle piazzette mediatiche, atteggiandosi a bullo di paese con l’inseparabile comitiva degli intriganti amichetti della parrocchietta, tanto gli riesce impossibile contenere l’insolente strafottenza che straborda insieme all’adipe strizzata in pantaloni troppo attillati, e nell’assenza di qualcuno che lo mandi degnamente affanculo indicandogli la strada più veloce per raggiungere la destinazione.

In pieno delirio bonapartista, l’aspirante reuccio è lungi dall’addivenire al suo “18 Brumaio”, ricordando più che altro la Libro Renzicaricatura delle circostanze. E se i libri li leggesse anche, invece di ostinarsi ad imbrattare carte nell’inutile testimonianza di una minchioneria siderale che non necessita certo di ulteriori dimostrazioni tanto è nota la sua evidenza, forse potrebbe cogliere tutta l’ironia della storia…

Karl Marx«Sembra veramente che il vecchio Hegel conduca dalla sua tomba la Storia, come spirito del mondo, e con grande coscienziosità faccia che tutto si presenti due volte, una volta come tragedia, la seconda volta come farsa pidocchiosa: Caussidière per Danton, Louis Blanc per Robespierre, Barthélemy per Saint-Just, Flocon per Carnot e il vitello della luna, con la prima mezza dozzina che gli capiti di sottotenenti carichi di debiti, per il piccolo caporale e la sua tavolata di marescialli. Così saremmo già arrivati al 18 Brumaio

Karl Marx
(03/12/1851)

Il solito deficienteE se è vero che gli uomini non tracciano mai il proprio destino in modo arbitrario, secondo modalità scelte da loro stessi, bensì nelle circostanze che essi trovano immediatamente davanti a sé, determinate dai fatti e dalla tradizione, allora certi modelli di ispirazione restano immarcescibili tanto sono radicati nello spirito del cialtrone, prima ancora della ‘nazione’, ritornando sempre a galla come coproliti, seguendo il principio dei corpi galleggianti…

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 16-12-2015 Roma Politica Politica Senato - Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi riferisce sul prossimo Consiglio Europeo Nella foto Matteo Renzi Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 16-12-2015 Rome (Italy) Politic Senate - Statements of the Prime Minister Matteo Renzi on the next European Council In the pic Matteo Renzi

«Le più fantastiche, le più raccapriccianti, le più macabre menzogne sono state affermate diffusamente su tutti i giornali! C’era veramente un accesso di necrofilia! Si facevano inquisizioni anche di quel che succede sotto terra: si inventava, si sapeva di mentire, ma si mentiva. E io sono stato tranquillo, calmo, in mezzo a questa bufera, che sarà ricordata da coloro che verranno dopo di noi con un senso di intima vergogna. E intanto c’è un risultato di questa campagna!
Matteo Renzi - smorfie[…] Finalmente viene dinanzi a noi una questione che ci appassionava: la domanda di autorizzazione a procedere con le conseguenti dimissioni dell’onorevole Giunta. La Camera scatta; io comprendo il senso di questa rivolta; pure, dopo quarantott’ore, io piego ancora una volta, giovandomi del mio prestigio, del mio ascendente, piego questa Assemblea riottosa e riluttante e dico: siano accettate le dimissioni. Si accettano. Non basta ancora; compio un ultimo gesto normalizzatore: il progetto della riforma elettorale. A tutto questo, come si risponde? Si. risponde con una accentuazione della campagna. Si dice: il fascismo è un’orda di barbari accampati nella nazione; è un movimento di banditi e di predoni! Si inscena la questione morale, e noi conosciamo la triste storia delle questioni morali in Italia. Ma poi, o signori, quali farfalle andiamo a cercare sotto l’arco di Tito? Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere! Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l’ho creato con una propaganda che va dall’intervento ad oggi. In questi ultimi giorni non solo i fascisti, ma molti cittadini si domandavano: c’è un Governo? Ci sono degli uomini o ci sono dei fantocci? Questi uomini hanno una dignità come uomini? E ne hanno una anche come Governo?
Io ho voluto deliberatamente che le cose giungessero a quel determinato punto estremo, e, ricco della mia esperienza di vita, in questi sei mesi ho saggiato il Partito; e, come per sentire la tempra di certi metalli bisogna battere con un martelletto, così ho sentito la tempra di certi uomini, ho visto che cosa valgono e per quali motivi a un certo momento, quando il vento è infido, scantonano per la tangente. Ho saggiato me stesso, e guardate che io non avrei fatto ricorso a quelle misure se non fossero andati in gioco gli interessi della nazione. Ma un popolo non rispetta un Governo che si lascia vilipendere! Il popolo vuole specchiata la sua dignità nella dignità del Governo, e il popolo, prima ancora che lo dicessi io, ha detto: Basta! La misura è colma!
Matteo Renzi a Bruxelles per il Consiglio Europeo[…] Ora io oso dire che il problema sarà risolto. Il fascismo, Governo e Partito, sono in piena efficienza. Signori! Vi siete fatte delle illusioni! Voi avete creduto che il fascismo fosse finito perché io lo comprimevo, che fosse morto perché io lo castigavo e poi avevo anche la crudeltà di dirlo. Ma se io mettessi la centesima parte dell’energia che ho messo a comprimerlo, a scatenarlo, voi vedreste allora. Non ci sarà bisogno di questo, perché il Governo è abbastanza forte per stroncare in pieno definitivamente la sedizione dell’Aventino. L’Italia, o signori, vuole la pace, vuole la tranquillità, vuole la calma laboriosa. Noi, questa tranquillità, questa calma laboriosa gliela daremo con l’amore, se è possibile, e con la forza, se sarà necessario. Voi state certi che nelle quarantott’ore successive a questo mio discorso, la situazione sarà chiarita su tutta l’area. Tutti sappiamo che ciò che ho in animo non è capriccio di persona, non è libidine di Governo, non è passione ignobile, ma è soltanto amore sconfinato e possente per la patria

Benito Mussolini
(03/01/1925)

MussoliniLa differenza tra il duce di Predappio e l’indisponente ducetto di Rignano resta abissale. Se il primo parlava al Parlamento, nonostante considerasse l’assemblea parlamentare “un’aula sorda e buia” da chiudere quanto prima, il secondo si comporta di fatto come se le Camere già non esistessero più. In compenso, entrambi sembrano accomunati dal reciproco disprezzo per ogni opposizione e l’insofferenza verso le regole costituzionali (che infatti vanno cambiate). D’altronde, non è per ossequiare le prassi istituzionali che il Bambino Matteo è stato intronizzato abusivamente al governo, mentre fa appello ai reali “azionisti” (mai termine fu più appropriato!) della sua maggioranza…

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(85) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on aprile 2, 2016 by Sendivogius

Classifica MARZO 2016”

compo guanoAnche la merda ha una sua utilità d’uso. La “minoranza piddì”, NO.
Avete presente quei comitati affaristico massonici che promanano il loro potere, infettando le Istituzioni e piegando le regole comuni a vantaggio dei propri particolarissimi interessi, tramite l’infiltrazione costante degli organismi pubblici e grazie alle clientele elettorali che reggono loro il moccolo più o meno a propria (colpevole) insaputa?!?
Ecco, quello è il PD: l’acronimo di una bestemmia, nato su imprint doroteo per clonazione berlusconiana.
concime organicoAvete presente quelle spregiudicate lobby industriali (meglio se petrolifere), non tutte ma molte, che si avvalgono di faccendieri senza scrupoli per il disbrigo delle faccende meno limpide? Quelle che non esitano a falsificare i controlli ambientali, a manipolare i dati sulle emissioni inquinanti, truccare i rapporti sullo smaltimento dei rifiuti?!?
Se non ci fosse una bassa manovalanza di gregari prezzolati disposti a coprirne le illegalità, interrando i bidoni tossici in mezzo ai terreni agricoli, svuotando fusti velenosi nelle falde acquifere.. perché “bisogna contenere i costi” a tutto vantaggio dei profitti (e perché “tengo una famiglia da mantenere”).. certe nefandezze non potrebbero essere messe in pratica.
Ecco, quando parliamo di gregari, più o meno complici ma sempre disponibili, questa è la “minoranza piddì” in dissociazione schizofrenica per sdoppiamento di personalità, nell’insanabile contraddizione tra il pensiero ed i fatti. È la premiata “Ditta” (in somministrazione d’opera in subappalto) di concilianti revisori di tagliando, senza la cui compiacente acquiescenza questa riedizione 2.0 del “governo del fare” alla destra del papi semplicemente non sarebbe possibile.
Il governo del fareSono quelli del “fuori Verdini dal mio giardino”… quelli del “conflitto di interessi” a targhe alterne e delle leggi ad personam intercambiabili (perché mutatis mutandis)… Sono quelli che facevano i girotondi contro “l’emergenza democratica” e che ora sono un po’ confusi
OrgoglioniDa lì, come risposta, la sfrontatezza e l’arrogante sicumera di chi, con simili detrattori, ha la certezza di essere intoccabile e quindi può con giusta protervia affermare che il suo è un esecutivo diverso da tutti i suoi predecessori. Verissimo: anche in passato abbiamo avuto una quota fisiologica di ladri, profittatori, voltagabbana, incompetenti.. elevati a cariche fondamentali di governo. Ma tutti si erano presi quanto meno il disturbo di essere legittimati, almeno nella forma, presentando la loro candidatura in regolari elezioni. Oggi a quanto pare, secondo il nuovo corso, la pratica è superata e non si usa più: si viene direttamente nominati d’ufficio a ministro senza passare dall’urna, così per chiamata diretta su capriccio di un premier allo stesso modo non eletto da nessuno.
matteo-renziPoi ogni tanto capita che qualcuno sia costretto alle dimissioni per una telefonata inopportuna che non presuppone alcun Federica Guidi - vicepresidente Confindustriaillecito… È il caso di Federica Guidi, beccata ad inzeppare emendamenti notturni scritti su misura, pro domo sua direbbero gli ‘antichi’, per assicurare appalti e prebende all’intraprendente convivente. Il tutto in cambio di una manciata di assunzioni clientelari ed una valanga di milioni nelle tasche di gruppi petroliferi privati: gli stessi che considerano un loro precipuo diritto poter trivellare a proprio piacimento con concessioni eterne a canone invariato nel corso dei secoli, tra una pletora di reati ambientali prontamente derubricati ad altro.

20090613 - SANTA MARGHERITA LIGURE - GENOVA - POL - CRISI: BERLUSCONI A IMPRENDITORI, NON DATE VOCE A DISFATTISTI. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi tra il presidente dei Giovani industriali Federica Guidi (D) ed il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, durante il Congresso dei giovani imprenditori oggi 13 giugno 2009 a Santa Margherita Ligure (Genova). ANSA/LUCA ZENNARO/DRN-li

La Guidi, presunto “ministro tecnico” (su designazione di Silvio Berlusconi ma posta in carico al “centrosinistra” o sedicente tale), ennesima figlia di papà transumata al governo per tutelare meglio gli interessi di famiglia e categoria, ovviamente imprenditrice nell’azienda di famiglia, è l’erede di Guidalberto Guidi: il ras di Confindustria con fama di ‘falco’ e il culo col dono dell’ubiquità, visto che riesce a sedere contemporaneamente in 31 diversi consigli di amministrazione. E dove poteva essere nominata la Guidi-figlia, contro ogni opportunità e prudenza, se non al ministero dello Sviluppo economico, come presenza ‘tecnica’, naturalmente mai eletta, che nel Governo Renzi la legittimazione democratica si usa poco e meglio ancora se per niente, dal momento che le centrali del consenso non risiedono certo nel voto popolare.
BIANI 2014Certe cambiali vanno ottemperate. E ciò è massimamente valido per un governo che non ha alcuna legittimazione elettorale, ma si regge unicamente sull’appoggio più che interessato delle consorterie che ne hanno reso possibile la nascita. La meritocrazia ai tempi del renzismo
L’arrogante bombarda fiorentina forse dovrebbe consultarsi con un esperto giuridico (che certo non sia il guardasigilli Orlando), il quale magari potrebbe fargli notare come la “telefonata inopportuna”, più che qualche “illecito”, presuppone una mezza dozzina di reati nell’ambito dei “Delitti contro la Pubblica Amministrazione”: Abuso d’ufficio (Art.323 c.p.), Traffico di influenze illecite (Art.346bis c.p.) e, ad essere malevoli, Corruzione per l’esercizio della funzione (Art.318 c.p.), induzione indebita e concussione.
Ma questo è un governo diverso da tutti gli altri…

Priapo Longoni - Buona Domenica

P.S. A proposito di farse, apprendiamo con divertimento che l’onorevole Francesco BonifaziFrancesco Bonifazi (40anni tremendamente portati), su mandato del Piccolo Principe, ha querelato il Grullo parlante per questo post QUI.
I nostri Lettori più affezionati conoscono bene quanta e quale considerazione nutriamo per il V@ter a 5 stelle, ma raramente c’era capitato di veder querelare un articolo che si limita essenzialmente a riportare il virgolettato di un intervento parlamentare.
Comprendiamo l’esigenza di compiacere il Giovin Signore di Rignano, da parte della sua corte fiorentina di paggetti specializzati nel cambio di livrea, ma s’avverte sempre qualcosa di disperato quando la piaggeria tracima nella pratica piuttosto squalificante delle denunce usate a scopo intimidatorio nell’insussistenza della querela.
Evidentemente lo schifo si fa, eventualmente lo si codifica in appositi decreti-legge, ma non s’ha da nominare. In caso contrario, scatta immancabile la denuncia.

Hit Parade del mese:

01 - Coglione del mese01. POLETTI E ALTRI SINISTRI

[16 Mar.] «Questo è il governo più a sinistra della storia»
(Giuliano Poletti, il grasso che cola)

Vauro02. PIETÀ L’È MORTA

[26 Mar.] «Questi kamikaze sono ragazzetti di 20 anni, io provo pietà umana per loro»
(Vauro Senesi, il Misericordioso)

magna tranquillo03. MARCHETTE

[04 Mar.] «Violerò la mia verginità anale in cambio di 200 mila euro!»
(Giuseppe Cruciani, l’Inviolato)

Pepe04. LA FARSA DOPO LA TRAGEDIA

[22 Mar.] «Bruxelles oggi è l’ennesima #FalsaFlag: ultimo passo per accelerare i tempi verso un Corpo di Polizia Europea con poteri illimitati…. Siamo di fronte ad un’altra sceneggiata come negli attentati di Parigi?»
(Bartolomeo Pepe, Minchione a 5 stelle)

renzusconi-renzi-berlusconi205. PERSEVERARE DIABOLICUM EST

[28 Mar.] «Città italiane a Pasqua piene di turisti nonostante il tempo»
(Matteo Renzi, Twitterman)

Lusi06. EX TESORIERE MARGHERITA CONDANNATO PER PECULATO

[31 Mar.] «Accolgo con gioia la piena vittoria anche in Corte d’Appello: essa riafferma l’onore della Margherita. un Partito importante, formato da persone perbene; dà a me nuovo riconoscimento della totale onestà di tutta la mia vita pubblica»
(Francesco Rutelli, Cicciobello rock)

Dreyfus07. PERSECUZIONI

[09 Mar.] «Nicola Cosentino come Enzo Tortora? È un paragone niente affatto esagerato. Per me ricorda il caso Dreyfus, di cui scrisse Émile Zola. Lui fu carcerato e condannato perché ebreo, Cosentino è stato carcerato perché politico.»
(Vincenzo D’Anna, Alleato di Governo)

Bertolaso Guido08. CALAMITÀ SURROGATE

[30 Mar.] «Se divento Sindaco di Roma renderò il Tevere balneabile entro 5 anni»
(Guido Bertolaso, il Depuratore)

storace09. A VOLTE RITORNANO

[06 Mar.] «Prometto che, se sarò sindaco, convocherò l’ambasciatore dell’India per dirgli che se i marò non tornano subito in Italia… chiuderemo tutti i ristoranti e i negozi indiani di Roma!»
(Francesco Storace, Masterchef)

Salvini10. BUTTATI CHE È MORBIDO!

[27 Mar.] «Che dite, lo faccio il lancio col parapendio?»
(Matteo Salvini, l’Onnipresente)

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Regressioni trendy

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , on marzo 28, 2016 by Sendivogius

Autoflagellazione di massa in India

Ci sono diversi modi per reagire agli chock, che inevitabilmente scaturiscono dalle situazioni di fortissimo stress. Si chiamano “meccanismi di difesa” e di solito sono proporzionali all’incidenza del conflitto, nelle forme e nei modi che a suo tempo furono teorizzati con successo dalla dottoressa Ann Freud: la brillante figlia del più conosciuto Sigmund e che non per niente si occupava di psicoanalisi infantile.

«Di fronte ad una situazione che genera eccessiva angoscia, l’Io ricorre a varie strategie per fronteggiare l’estrema portata ansiosa dell’evento, con lo scopo preminente di escludere dalla coscienza ciò che è ritenuto inaccettabile e pericoloso. Raramente i meccanismi di difesa intervengono separatamente: nella maggior parte dei casi sono combinati per fronteggiare l’evento o l’effetto sotto più profili

Arte della mediazioneL’arte della mediazione
Raffaella Verga e Damiano Marinelli
Edizioni Franco Angeli (2013)

Quando il fenomeno ha valenza collettiva, come nel caso della recrudescenza terroristica di matrice salafita, le dinamiche di contenimento dell’esperienza traumatica non sembrano poi essere troppo diverse, rispetto a quelle messe in atto a livello individuale.
Se poi dovessimo giudicare in base alle immagini preconfezionate che la vulgata mainstream ama trasmettere in onda sui circuiti mediatici, con copertura alla cannella su conformismo diffuso, ci sarebbe quasi da credere di essere dinanzi ad una regressione infantile di massa, coi suoi pennarelli… i gessetti… le candeline… i fiorellini di carta… i cuoricini… i messaggini strappalacrime e gli orsetti di peluche… che adornano gli altarini colorati di certe piazze europee, sprofondate nel torpore di una melassa indistinta per bimbiminkia troppo cresciuti, che non riescono a distinguere l’elaborazione del lutto dal bricolage dell’asilo.
I Gessetti della generazione CretinettiArnold J. Toynbee, nella sua monumentale ricerca sulla genesi, sviluppo e dissoluzione delle civiltà, sosteneva che queste si strutturano in reazione ad una serie di stimoli ambientali, attraverso l’adozione di soluzioni originali che ne determinano l’identità e la sopravvivenza.

“In caso contrario, la civiltà si arresta; la società si chiude nella ripetitività delle risposte istituzionalizzate e alla fine si verifica un crollo per l’incapacità suicida di rinnovarsi.”

Solitamente, le trasformazioni avvengono sotto la spinta propulsiva del ceto dirigente; o per meglio dire, ad opera di “minoranze creative” in grado di orientare le società dal loro interno. Nel suo ideale di autodeterminazione assoluta, Toynbee esprimeva la preoccupazione che queste elite potessero trasformarsi in oligarchie oppressive, a seguito della loro incapacità di fornire risposte sociali adeguate.
nazismoSe ci dovessimo rimettere ad un’osservazione assolutamente superficiale, si direbbe che nel corso dei secoli, siamo passati dalla barbarie delle crociate al rincoglionimento delle frociate..!
petalosoDinanzi alle minacce terroristiche che le aberrazioni del fanatismo religioso hanno importato nelle placide comunità europee, la sostanziale acquiescenza nell’assenza di risposte concrete sembrerebbe pertanto essere compensata dai classici schemi comportamentali, alla base di quei meccanismi di difesa assurti a dimensione di massa.
Tra le reazioni più ricorrenti c’è la Rimozione

«La Rimozione è forse il meccanismo di difesa più conosciuto, consiste nell’allontanamento degli effetti pulsionali dell’esperienza traumatica (o più generalmente inaccettabile) dalla sfera di coscienza. La rimozione sembra uno dei meccanismi di difesa più arcaici ed universali. Consente nell’inconsapevole cancellazione di un ricordo, di una esperienza che il soggetto ha vissuto come angosciante o traumatica. Un esperienza si dice traumatica quando presenta le seguenti caratteristiche:

• Accade improvvisamente
• Produce uno spavento acutissimo
• Il soggetto diventa impotente ed incapace di controllare situazioni.
• Il soggetto sente si subire qualcosa di così tremendo da produrre un danno anche fisico irreparabile.

[…] Si ha nell’inconscio ed è un meccanismo efficace nelle situazioni angosciose ed eventi traumatici

(Raffaella Verga e Damiano Marinelli)

In ambito collettivo, come non pensare alla facilità con cui attentati, stragi, massacri indiscriminati, vengono velocemente rimossi, ed altrettanto facilmente dimenticati, non appena il cordoglio di circostanza si estingue per consumazione naturale puttanateed il circo mediatico torna ad interessarsi d’altro, imponendo nuovi trend ‘virali’? Ad ogni nuova mattanza, i rituali coreografici vengono riproposti intatti, nell’inutilità intrinseca di un copione eterodiretto e volto a metabolizzare in fretta le circostanze traumatiche. E se iniziano a capirlo anche i principali anchorman della narrazione nazional-popolare…

Enrico Mentana e Bruxelles

Contrastanti ma a loro modo complementari, ci sono poi i meccanismi di “proiezione” ed “identificazione”. Sono comportamenti particolarmente cari alla psicopatologia forense: il prof. Vincenzo Mastronardi (quello che aveva invitato Schettino in una conferenza universitaria) ne parla diffusamente nel suo manuale. A livello clinico, rientrano invece nell’ambito delle nevrosi.
Voices - Art of TechnochristCon qualche forzatura, concedeteci una variante sul tema, senza alcuna presunzione scientifica.

«L’Identificazione proiettiva: è il meccanismo di difesa che consiste nel porre nell’altro delle parti di sé “buone” (per evitare la separazione dall’oggetto quando si teme di perderlo o per tenere le stesse parti buone dell’oggetto d’amore al sicuro dalle cose cattive che sono dentro il soggetto come per esempio nel caso della necessità di “umanizzare il proprio aggressore” per ragioni di abnorme paura di vendetta che si teme lo stesso aggressore possa mettere in atto verso la sua persona nel caso il soggetto lo odiasse = Sindrome di Stoccolma) o “cattive” in modo da controllare l’oggetto per liberarsene e distruggerlo

Brutalmente parlando, nella categoria si può inserire l’oramai abnorme pippone buonista col quale ipercomprensivi commentatori, davanti ai corpi dilaniati di cadaveri ancora fumanti, sentiranno l’impellente bisogno di investigare le ragioni recondite all’origine di tanto furore omicida, esprimendo una qualche ‘comprensione’ per i carnefici, in virtù di fatti remoti o lontani che vengono consumati in tutt’altro contesto e circostanze.

ALERT

15 Aprile 2013 – Attentato alla maratona di Boston.

L’esempio più calzante in materia resta sempre il Dibba-Pensiero (16/08/14):

05 - DIBBA er Minchia“Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato a distanza io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche non violente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana. Non sto ne giustificando né approvando, lungi da me. Sto provando a capire. Per la sua natura di soggetto che risponde ad un’azione violenta subita il terrorista non lo sconfiggi mandando più droni, ma elevandolo ad interlocutore.”

ISIS e Puericoltura..L’interlocutore da elevare..

Nell’ambito di tale processo può rientrare altresì la Razionalizzazione intesa come:

«..tentativo di “giustificare” attraverso comportamenti, ragionamenti, ed argomenti un fatto o un processo relazionale che il soggetto ha trovato angoscioso. In altre parole, la razionalizzazione consiste nel costruire attribuzioni, ipotesi o ragioni esplicative di comodo, per poter contenere e gestire l’angoscia

Trattasi di una dinamica prediletta dagli esegeti del pensiero cosiddetto “antagonista” (nel pessimo uso che i diretti interessati fanno del termine), spesso innestata sulle distorsioni del processo introiettivo.
La
 “Razionalizzazione” è parallela, quando non direttamente connessa, al meccanismo della Intellettualizzazione che si può definire come:

«un controllo razionale delle pulsioni…. che si verifica ogni volta che il soggetto durante il colloquio, non appena viene sfiorato un argomento per lui fonte di disemotività, filosofeggia, interpreta o giustifica intellettualmente ogni cosa trasformando in intellettualizzazioni le sue ansietà più profonde per la assoluta necessità di controllare ogni cosa, pena la conseguente estrema insicurezza e lo scompenso.
[…] Si tratta di un tipo particolare di razionalizzazione, in cui non solo si producono “spiegazioni apparentemente logiche”, ma tali spiegazioni vengono direttamente fondate o riferite a dati teorici, scientifici, culturali, di una certa astrazione

CERNL’Intellettualizazzione costituisce la modalità preferita dagli intellettuali tascabili che solitamente imperversano nei solottini buoni dell’intrattenimento progressista, dove vi stordiranno di dati, informazioni e sofisticate riflessioni culturali. Non che siano sbagliate di per sé, o contengano inesattezze (anzi!). Peccato solo che se messi dialetticamente alle strette, ovvero richiesti di una qualche soluzione a sintesi di tante pensose elucubrazioni, nella migliore delle ipotesi non vi risponderanno, defilandosi nella cortina fumogena di nuove ed interessantissime divagazioni. Oppure ricorreranno ad una serie di stereotipi, attinti direttamente dal più conformista dei pensierini politicamente corretti. Della categoria in oggetto avevamo già accennato QUI.
politically-correct-monstersSe posti di fronte a realtà sconvenienti in riferimento alle architetture del loro impianto teorico, faranno proprio il processo di “rimozione” per diniego, eludendo il problema in ogni sua forma semplicemente non parlandone. Capita così che un notissimo portale di “controinformazione”, in concomitanza con la strage di Bruxelles, dedichi il suo miglior editoriale agli spoiler sulle serie televisive della RAI (!). Così come combattivissime attiviste dei diritti di genere, pronte a spendere fiumi di inchiostro sulla preistoria dell’emancipazione femminile nelle caverne del paleolitico, sembrano non trovare il tempo di sprecare una sola riga sulla condizione delle donne nelle società islamiche o sulla reintroduzione della schiavitù sessuale (con tanto di tariffario e modalità di ‘consumazione’) nelle terre del Califfo.

Isis-sex-slaves

Alla loro ‘destra’ (più o meno estrema), fanno il verso altri meccanismi di reazione, nell’accezione estensiva del termine, tra i quali si può riscontrare:

«La Scissione o dissociazione primitiva: estrinseca l’assoluta necessità di effettuare una netta divisione degli oggetti esterni in “tutti buoni” o “tutti cattivi”: la fisiologica coesistenza di una parte buona e di una cattiva in ciascun essere umano è inaccettabile in quanto il riconoscere una parte cattiva all’interno di un’altra persona abitualmente considerata buona è insopportabile per il soggetto che quindi vive tale possibile coesistenza come francamente minacciosa

Vincenzo Mastronardi
“Manuale per operatori criminologici
e psicopatologi forensi”
Giuffrè Editore (2001)

E’ il must imprescindibile di islamofobi, paranoici ossessivi in camicia verde, e razzisti confluiti nelle fascisterie della destra sedicente “identitaria” e “nazionalista” (la new entry del momento). La tendenza è in crescita e molti dei diretti interessati, se in grado di articolare grugniti di senso compiuto, amano definirsi social-nazionali, che fa il paio con “nazista” nell’incapacità di comprendere la sottile differenza.
nazionalistiDa qui lo spostamento proiettivo, ossia la Proiezione dei propri sentimenti inaccettati all’esterno, su un altro soggetto o sull’intero ambiente. La Proiezione è un meccanismo alla base della paranoia ed opera di frequente assieme alla scissione delle proprie qualità ritenute “buone” e “cattive”, con queste ultime che vengono proiettate all’esterno.
Ad essa si accompagna lo “Spostamento”, ovvero:

«..investimento di sentimenti inaccettabili su un oggetto sostitutivo…. Interviene spesso nella genesi delle fobie, per cui si ‘sposta’ il sentimento inaccettabile sull’oggetto detto “fobigeno”

I meccanismi di difesa, nonostante le apparenti differenze, sono strettamente collegati tra di loro e presentano dinamiche comuni su atteggiamenti regressivi.
instantcheckmategirllookingsurprisedIn quanto al diffuso infantilismo di ritorno… sarebbe ora di crescere!

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La Notte della Risurrezione

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , on marzo 27, 2016 by Sendivogius

Night of the living dead 1968  poster beyond

Chi disprezza le gioie (e le responsabilità) della vita terrena solitamente si raccomanda alle fantasie di quella eterna, confidando nell’imperscrutabilità dei doni della morte tanto risulta terrificante l’ossessione del trapasso. Altrimenti non si spiegherebbe il successo millenario di quella massa di alienazioni condivise e stati allucinatori che genericamente chiamiamo “fede”, nel mistero di come si possa davvero credere ad un’accozzaglia di baggianate per dementi e fantasticherie non più verosimili di quanto possa essere il gatto con gli stivali, attraverso una mitopoiesi ‘sacra’ dell’assurdo.

Estasi della beata Ludovica AlbertoniOrgasmo multiplo della beata Ludovica
“Toccati..! Toccati..!”

Cosa c’è infatti di più efficace che alimentare il terror panico di un ‘fedele’ già spaventato, per manipolare poi il suo bisogno di sentirsi rassicurato, con la promessa di un aldilà a costo zero? Come diceva Blaise Pascal, la ‘fede’ è una scommessa e credere non costa nulla.

Starway to Heaven

Non per niente, nessuno è mai tornato indietro per sporgere reclamo sul corollario di storielle, mortificazioni (nel corpo e dell’intelligenza) con prescrizioni (a pagamento), alla base di un’esistenza devota.
Spirito santoMa se strutturate in “culto” organizzato e usate con metodo, Rolling Stonesono favolette che possono tornare infinitamente utili. Ne sa qualcosa il gesuita furbo travestito da francescano, e nella confusione dei ruoli assurto a popstar profana del circo mediatico, abbracciato a due stecche di legno intersecate, all’origine di un feticismo idolatro che chiamano “croce”…

Vernacoliere“O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi in coloro che vogliono toglierti dai luoghi pubblici ed escluderti dalla vita pubblica, nel nome di qualche paganità laicista o addirittura in nome dell’uguaglianza che tu stesso ci hai insegnato.”

È questo il passaggio forse più indicativo, al netto delle solite ipocrisie di circostanza, che il Cazzaro Bianco (“chi sono io per giudicare?!?”) ha elucubrato nella sua preghierina pasquale, lasciando intendere fin troppo bene cosa intenda per separazione dei poteri nel rispetto delle reciproche prerogative.
Lo ScatenatoLe religioni servono innanzitutto a chi le inventa, costituendo da sempre uno straordinario strumento di potere per il controllo capillare delle coscienze, finalizzato all’arricchimento di pochi nella presunzione (celeste?) di impunità terrena.

Librescamente.Splinder (Opera di CALURI-CARDINALI)

Diventano asfissianti quando pretendono di costituirsi in legge divina ad uso profano. E nei casi più gravi si concretizzano nel disprezzo della vita per il trionfo della morte.
donzaukeremilyIl gusto necrofilo, reiterato nella finzione macabra della messinscena liturgica, è una costante di una psicosi incentrata ossessivamente su un’iconografia mortuaria dal potere terrifico per cervelli in pappa. Come si spiegherebbe diversamente la veglia notturna attorno al simulacro di un cadavere, nella “speranza” che questo possa rianimarsi e trascinarsi dietro il fardello in putrefazione di quella ‘carne’ tanto disprezzata quand’era in vita.
Happy Zombie Jesus DayE no, per fortuna i morti non resuscitano!

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No More Tears

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on marzo 23, 2016 by Sendivogius

tintin

Niente lacrime, per favore. Soltanto le esibizioni melense dei bimbi buoni del politicamente corrotto, meglio se insufflato nello zucchero filato del sentimentalismo all’ingrosso, nella loro indigesta ipocrisia, riescono a risultare più insopportabili degli sciacallaggi mediatici di un Matteo Salvini.
Matteo SalviniPer contro, onde non turbare le animelle belle del buonismo militante ed i loro pendants testicolari, che tanto s’erano risentiti per l’assenza di peli nel trattare la precedente tournée parigina degli Isl’Amici in trasferta europea, non pronunceremo mai la parola “guerra”… Che altrimenti finirebbe col turbare una certa “Generazione Erasmus”, come ebbe a chiamarla una volta il più improbabile dei Telemaco improvvisati.

Scusa al cazzo!SCUSA AL CAZZO!

Ed eviteremo ogni riferimento esplicito ai boia in nero; come in un cluedo dove tutti sanno benissimo le modalità di azione, così come si conoscono altrettanto bene identità e substrato ideologico (e complicità) dei principali ‘indiziati’.

Intervallo - paesaggio con capreIntervallo: Paesaggio belga con capre

Molto meglio le faccine colorate ed impersonali da usare per il Paris-Bruxellesprossimo hashtag in condivisione ‘virale’, oppure un Tintin piagnucoloso (siamo in Belgio!) da utilizzare per i cordogli di facciata, inutili quanto e più dei precedenti.

Je suis BruxellesJe suis Bruxelles

E peccato solo per il fatto che i personaggi di Hergé avessero un approccio molto più concreto con i diretti interessati…

Le Avventure di TinTin

A proposito di retorica applicata alle domande, bisognerebbe chiedersi piuttosto come interi quartieri di una (bellissima) capitale europea siano potute diventare enclaves al di fuori della legge nazionale (legibus solutae), E ci si chiede altresì come simili enclaves abbiano potuto trasformarsi in qasbah Fouad Belkacemsottratte ad ogni controllo, diventando il recinto per l’allevamento di repellenti caproni che hanno fatto del parassitismo sociale a carico della comunità ospitante per pubblico scrocco una vocazione professionale, magari sostituendosi alle autorità legittime. Per spirito d’integrazione, s’intende!

La Shariah Police a Wuppertal in GermaniaLa Shariah Police a Wuppertal in Germania

«Bruxelles è la capitale islamica d’Europa. E’ da decenni la sede logistica per la rete degli attentatori e per lo smistamento degli imam salafiti nel resto del continente. E’ il centro di reclutamento e di finanziamento delle “cellule dormienti” e dei “lupi solitari”.

Sono anni che i dati statistici documentano che nell’area francofona della capitale, enclave della regione fiamminga, il 30% circa della popolazione su un milione e 200 mila abitanti è arabo-islamica: tra i 250 mila e i 350 mila, in maggioranza di origine Sharia 4 Belgiummarocchina (70%) e turca (20%). Quasi tutti hanno utilizzato le leggi che favoriscono la riunificazione familiare, facendo arrivare mogli e figli. Per quanto riguarda i celibi, oltre il 60% dei giovani marocchini e turchi si sposano esclusivamente con persone della loro stessa origine. Un’ottantina tra moschee e minareti, Bruxelles è anche la capitale europea per la presenza massiccia di donne velate, frequenti in burqa o in niqab. E’ qui che si svolgono le manifestazioni più numerose e anche violente a favore dei palestinesi, quando Israele attacca per ritorsione i territori occupati dagli integralisti di Hamas. Una nota di “colore” è il record raggiunto dal 2008 dei nomi dei neonati di qualsiasi religione: il più diffuso è Mohammed. Secondo alcune fonti, opererebbero 200 organizzazioni di assistenza e indottrinamento, per lo più rifacentesi al fondamentalismo salafita, oggi ritenuto il più violento e predominante tra gli adepti dell’ISIS.

Fouad Belkacem a spasso coi suoi amichetti per le vie di BruxellesFouad Belkacem, creatore di “Sharia 4 Belgium”, a spasso coi suoi amichetti per le vie di Bruxelles.

La generosa politica di accoglienza e l’inclusività del welfare ha incrementato l’arrivo degli islamici arabi a Bruxelles. Arrivano prima i maschi celibi o da poco ammogliati, che si rifugiano nei quartieri a preponderanza islamica e vengono subito edotti sul sistema di assistenza belga, permettendo così di usufruire per molti anni dello “chomage”, il sussidio di disoccupazione, sui 600/800 euro nette al mese, compresa la sanità quasi gratuita. Molti si danno al lavoro nero (anche se vietato per chi si trova in “chomage”) per incrementare lo “stipendio sociale”. A Bruxelles, che ultimamente i media hanno ribattezzato Charlie Hebdola capitale del Belgistan, sono quasi del tutto intrivabili le normali macellerie, mentre pullulano quelle “Halal” secondo la macellazione tradizionale araba. Le pescherie sono in mano a marocchini e algerini, i negozi di alimentari-frutta e verdura al dettaglio sono quasi tutti gestiti da arabi. Sono scomparse le boulangeries e il pane è di fattezze turche (per quello tradizionale belga ci si deve rivolgere ai supermercati). Solo i mercati rionali settimanali custodiscono ancora cibi e bevande di tradizione belga, francese e fiamminga.
New kids on the block[…] Su un nostro blog del 20 gennaio scorso mettevamo in guardia dall’affrontare il problema con gli occhi e i comportamenti dettati dal “politically correct”, in quanto così si alimentava lo “scontro di civiltà”, anziché diminuirne l’estensione e scaraventarci inesorabilmente verso una “guerra spezzettata” su più fronti: quello interno, in Europa, e quello al di là del Mediterraneo, tra Siria, Turchia curda, Iraq e Maghreb, Libia compresa. Non sono in discussione concetti come accoglienza, inclusione, generosità, scambio culturale. In discussione è l’arrendevolezza nella difesa dei nostri valori, dei nostri stili di vita in nome di un “melting pot”, di un concetto di globalizzazione acriticamente solo positiva e innovativa.
Sharia controlled zone[…] Durante e dopo l’arresto della “primula nera” Salah Abdeslam, le forze dell’ordine belghe sono state fatte oggetto di rimostranze e contestazioni plateali da parte degli abitanti arabi di Moellebeck, sintomo dell’odio antieuropeo e della frustrazione sociale e religiosa che lì vi albergano. Ma è stato anche un fenomeno di lotta “resistenziale” contro le “forze di occupazione”, come se si fosse in un territorio occupato palestinese.
Isl'Amiche[…] Occorre un’opera di dissuasione presso la popolazione islamica e anche di persuasione affinché escano allo scoperto, si ribellino allo stato di soggezione e di falsa identità comune da “nazione panaraba”, per tutelare le origini, i costumi e la fede in Maometto. Non basta più che alcuni rappresentanti religiosi e civili delle loro comunità partecipino alle rituali manifestazioni di solidarietà e alle onoranze funebri. L’Occidente, gli stati europei, devono affrontare questa emergenza con tutti i mezzi di intelligence e di polizia, senza sconfinare nella repressione selvaggia. E difendendo i nostri valori secolari, senza paura di sentirsi definire “neocolonialisti” o “razzisti”. Ma le comunità islamiche devono, da parte loro, anche “liberarsi da sole”: scendendo in piazza, magari togliendosi i veli; manifestando contro i loro stessi “cattivi maestri” e gli imam ultraortodossi; facendo “terra bruciata” ai terroristi nei loro stessi quartieri; non respingendo un’integrazione che in alcuni settori della borghesia e dell’intellighenzia arabe già si va facendo strada. Ne va della nostra esistenza pacifica di Europei (cristiani, ebrei e islamici). Altrimenti, ci si avviterà nel tunnel dello scontro militare fine a se stesso, foriero di fantasmi del passato razzista, antisemita, reazionario, dittatoriale e oscurantista: la fine stessa del grande sogno di un continente libero e inclusivo come l’Unione Europea

Gianni Rossi
(22/03/2016)

Marsiglia - Un tempo FranciaSempre che nel frattempo le “risorse” non decidano di castigare un po’ di kuffars, i quali per giunta hanno il gravissimo torto di non volersi proprio sottomettere ai rigori della “religione della pace”, nonostante le invitanti rassicurazioni…
kenya_islam_is_coming_to_denmarkMa noi avanti tutta come Lemmings, su per la collina dei conigli..!

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VERDINOSUS

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , on marzo 18, 2016 by Sendivogius

CARIATIDE - by Edoardo Baraldi«Cuopri, e non ti dar per inteso, se vieni a notizia dell’altrui accusa contro di te, nè tosto emendati di ciò, che ti s’imputa, acciocchè la spia non s’avveda del tuo camminar sott’acqua, e dica, lui aver fatte le sue parti per zelo, e carità. Venendoti però il taglio avanti il Giudice, protesta costantemente, colui essere un vituperoso spione, e tuo nemico implacabile, e che da lui, come superiore, e Giudice cotal fatta d’uomini traditori si desidera, non già s’ama: digli inoltre, che colui pratica lo stesso stile teco degli altri, venendo a dipingerti con li colori i più infausti; e pur egli con esso loro professa amicizia. Dunque tal sorte di gente, non già vuol aversi in conto di compagni, e amici, ma di pubblici detrattori, e maligni; e benchè esso per obbligo della carica se li veda volentieri d’intorno, a suo tempo ne sperimenterà anch’egli gli effetti, e indegni operati. In somiglianti casi di malinconia ingòlfati ne’ maneggi, come per distrarti con un sollievo serioso, e grave. Guardati frattanto dall’accusatore, e consigliati, che potresti fare, per isbrogliarti, dal medesimo Giudice, come se consigliassi un tuo amico. Se tal’uno, per alienarti l’amico, gli avesse riferiti fatti enormi della tua persona; parlando col medesimo amico, non gli dir, se non bene del tuo malevolo. Potendo, proccura far complice in giudizio lo stesso tuo accusatore, o pure dimostra, esser cose notorie le accuse, ch’egli crede produr, come novissime, ed i successi furono appunto in quell’anno, che egli in pena de’ suoi misfatti dovea esser casso dalla milizia, e simili facezie plausibili. Se sei accaggionato d’un gruppo di accuse; non negar affatto ogni cosa, per non ti far perdere il credito, con quelle negative ostinate. Alcuni capi, avvegnachè falsissimi, lasciali correre, per farti conoscer docile, e non già patrocinare i falli: per lo più è meglio non passar discolpe col Padrone, dov’egli non ne ricerchi, quantunque tu sappi di certo, essergli arrivate le doglianze. Perchè così susciteresti maggiori torbidi, e ti avvilupperesti di vantaggio. Comincia bensì a guardarti d’incorrere in quel difetto, anzi ad operar tutto l’opposto

BreviarioGiulio Raimondo Mazzarino
Breviarium politicorum secundum Rubricas Mazarinicas
(1684)

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