La facevo quasi FRANCO

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , , , , , , on luglio 2, 2015 by Sendivogius

Wolf Rape

Ma quanto dev’esserci rimasto male Il Felpa, non appena ha scoperto che lo stupratore di ragazzine nella Roma bbene, peraltro identificato e arrestato a tempo di record, è un ‘italianissimo’ marinaio di stanza all’Arsenale militare di La Spezia come “motorista”?
Castrazione chimicaPer il Castratore chimico si tratta di un refrain di successo, declinato per nazionalità, etnia, religione…

C’è l’Equadoregno…

Salvini - Equadoriano

L’Egiziano…

Salvini - Egiziano

Il Senegalese…

Salvini - Senegalese

Il Tunisino…

Salvini - Tunisino

E quanto dovevano essere imbarazzati gli italici giornalisti, che già pregustavano il solito immigrato clandestino, irregolare, rom, musulmano e pure negro, da dare in pasto ad una folla mediatica aizzata a comando, già pronta a sbraitare sui social fino alla ‘tragica’ verità?!?
EnricoMeravigliosa è stata la circonlocuzione usata per sfumare la scomoda rivelazione: un dipendente del ministero della difesa impiegato presso l’arsenale di marina. Il tutto per non dire: “militare di Marina”, un “vice-capo in seconda”; ovvero uno di quei maresciallotti tozzi e ottusi che di solito imperversano con fare autoritario nelle caserme, esibendo il loro piccolo grado e sfoggiando una contrita faccia da cazzo, per darsi il tono tipico della nullità rivestita da una divisa.
Giuseppe Franco - Lo Stupratore del Quartiere PratiAl 31enne “vicecapo” Giuseppe Franco da Cassano Jonico, uno di quelli “fissati con la disciplina” (meglio se imposta agli altri) e la palestra coi troppi anabolizzanti che hanno finito per fottergli il poco di cervello da gallina che aveva, il circuire con l’inganno e minacce un gruppo di ragazzine minorenni, trascinarne via una per poterla stuprare a proprio piacimento, deve essere sembrato il modo più pratico e più economico (infatti, dopo la violenza sessuale, la massima preoccupazione era recuperare la bicicletta), per poter scaricare la tensione prima della partenza in “missione”, che l’avrebbe reso irreperibile per mesi nella certezza di farla franca. E chissà che il giochetto non sia stato messo in pratica con successo in altri casi di stupro rimasti impuniti…
Ma come corrono subito a specificare i suoi camerati: “Beppe è un motorista, un militare per vocazione, non uno che è entrato nella Marina perché non sapeva che fare”. E no, infatti sul fare cosa e a chi, ha le idee chiarissime. Per noi è solo un uomo di merda che, a taratura dell’infamia intrinseca della persona spregevole qual’è, va ora bofonchiando di “rapporto consensuale” come ogni bravo stupratore ripete quando viene colto con le brache calate e l’arnese fuori posto. E certo – va da sé! – lei lo avrà sicuramente ‘provocato’. E chissà che non portava pure la minigonna! Il bravo soldato Franco, per la sua difesa può sempre contare su un nutrito gruppo di degni fiancheggiatori, tra i quali predomina il tipico maschio italico da tastiera, che non potendosi sfogare contro il solito negraccio stupratore, come da miglior tradizione machista se la prende con la vittima nel suo esercizio di ordinario sessismo…
Tgcom 24A questo nutrito campionario di repressi sessualmente frustrati, di solito si affianca come naturale complemento la vergine virtuosa di provincia, la costola domestica, affetta da quella che Martino Ragusa, psichiatra e gastronomo, nella sua casistica delle “regressioni infantili” definisce…

Sindrome della Piccola Fiammiferaia.
Il quadro clinico consiste in una insopportabile pseudo-umiltà e un’irritante finta innocenza, usate per nascondere un divismo sfrenato e un’ambizione smisurata. La Piccola Fiammiferaia “piange e fotte” e si riconosce a vista, perché porta stampata in faccia l’espressione di una che stia dicendo: “Mettetemelo in mano voi perché io, poverina, non ci vedo bene”.

CristinaMa queste sono pure formalità per una questione tutto sommato semplice…
David ColangeliCi si chiede nel frattempo dove sia finito il Castratore chimico, quello che non vuole il reato di tortura perché (bizzarro accostamento!) è dalla parte degli “uomini di divisa”.

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(76) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , on giugno 30, 2015 by Sendivogius

Classifica GIUGNO 2015”

Effetto domino

Come nelle barzellette più abusate, c’era una tedesca e un danese, un italiano e un francese (entrambi non pervenuti), un greco e un lussemburghese…
gita in campagnaNelle intenzioni degli azzimati protagonisti, l’idea sarebbe quella di imbastire uno studiato psicodramma collettivo su tragedia greca preannunciata, per giustificare l’irreversibilità del Nuovo Ordine Monetario, che poi è la versione avanzata della Scuola di Chicago più Hayek, per una nuova ideologia assurta a dogma divino che usa la teoria economica a scopo politico, predicando l’immutabilità del suo impianto teleologico fondato su una sorta di mistica monetarista.
M.Renzi 3Come avviene in tutti i culti totalitaristici, i dogmi non si contestano; si eseguono alla lettera nella rivelazione tautologica della verità di fede. Pensare di poter sottoporre al vaglio referendario la volontà dei Signori del Debito, pensare di contestarne l’autorità con una qualsivoglia revisione alternativa su mandato democratico, si configura come un atto di blasfemia. L’eresia al credo unico dei mercati non è ammessa. Ogni atto di renitenza richiede quindi azioni ‘forti’ a scopo deterrente per altre eventuali defezioni. Colpirne uno per educarne 27.
Sopranos d'EuropaAll’atto pratico, sono i Sopranos d’Europa, i mobsters di una gang mercantilistico-finanziaria addetti al recupero crediti per conto terzi, venuti a strigliare il Greco ingrato con una Te gusta la salsiccia“proposta che non si può rifiutare”, secondo la miglior tradizione all’insegna di un Don Vito Corleone tirato su a crauti, birra annacquata, e salsicce, insieme al Lussemburghese sullo sfondo che fa il finto offeso, ma va a cagare!mentre recita la pantomima della vecchia checca tradita, tant’è “deluso a livello politico e umano”.
Come ogni corte imperiale ha il suo buffone ufficiale, allo stesso modo ogni banda che si rispetti ha il suo zelante babbeo: il picciotto ottuso per i lavori sporchi; il ruffiano ossequioso che si agita troppo, ride a comando, e regge il posacenere ai capi della gang. È quello col soprannome strano, che ne definisce in un istante tutta l’inconsistenza della sua natura. Nei film viene impallinato entro i 20 minuti del primo tempo, solitamente tra le risate del pubblico per una fine ingloriosa.
M.Renzi 2Personaggi così in Europa abbondano, massimamente nell’Unione dei Mercanti. Per parte nostra, noi abbiamo il “Bomba”: l’abborracciato cacciaballe di Pontassieve, passato dal bar del villaggio alla presidenza del consiglio, onorando una lunga tradizione di cazzari seriali con la benedizione del “Papi”, il padrino di Arcore incorso nei rigori della cupola europea.
La padrona e il servoIrrilevante ma indisponente come un zeppa nel culo, è lo scendiletto del potente di turno, sempre schierato col più forte e pronto a maramaldeggiare sui presunti perdenti, per ingraziarsi il padrone con la vigliaccheria tipica dei servi sciocchi. È lo spacciatore di fuffa che si crede “statista” tra gli altri big-boss, e non si accorge di essere soltanto il soprammobile intercambiabile di una poltrona vuota; o tutt’al più il cameriere per la raccolta delle ordinazioni.

  Hit Parade del mese:

01 - Coglione del mese
01. QUESTIONE DI PARTICIPI

[04 Giu.] «Il migrante è un gerundio»
(Matteo Salvini, Declinatore di stronzate)

M.Renzi02. SORDI E MUTO

[14 Giu.] «Al Consiglio europeo di giugno mi sentiranno. Forte e chiaro!»
(Matteo Renzi, l’Appendiabiti)

giovanni toti03. IN FILA PER TRE COL RESTO DI UNO

[09 Giu.] «Il governo Renzi è così autorevole che non ci danno indietro nemmeno i nostri TRE Marò»
(Giovanni Toti, il Delfino della Liguria)

Porcoddio quanto sei brutto!04. EROS E TANATHOS

[05 Giu.] «Godere per la sconfitta della Juve in Champions è come essere impotenti ed esultare se qualcuno fa godere la tua donna»
(Stefano Esposito, Netorare PD)

renzi ma de ché05. COSA FARE DA GRANDE

[23 Giu.] «Vorrei fare politica fino al 22 febbraio 2024. Poi studierò, e diventerò professore.»
(Matteo Renzi, il Lucignolo)

fuckoff_flag_big06. MIRA EL DITO

[15 Giu.] «A Enna io vinco col maggioritario, col proporzionale e anche col sorteggio»
(Mirello Crisafulli, il Candidato perdente)

Il talebano07. RIAPRIRE I MANICOMI

[20 Giu.] «Dicono che questa violenza di genere sia causata dalla dualità maschio-femmina, ma per noi non è così. Quest’uomo per noi ha ucciso le bambine per un’altra ragione. Se quest’uomo è ateo, secolarizzato, non va messa nessuno gli conferisce l’essere come persona, ha solo una moglie che gli dà un ruolo: “Tu sei mio marito” e così lui si nutre dell’amore della moglie.
Ma se la moglie lo abbandona e se ne va con un’altra donna quest’uomo può fare una scoperta inimmaginabile, perché questa moglie gli toglie il fatto di essere amato, e quando si sperimenta il fatto di non essere amato allora questo richiama l’inferno. Quest’uomo sente una morte dentro così profonda che il primo moto è ucciderla. Il secondo moto, poiché il dolore che sente è mistico, siderale e orribile, piomba in un buco nero eterno e allora pensa: “Come posso far capire a mia moglie il danno che mi ha fatto? La sofferenza che ho?”. Uccide i bambini.»
(Kiko Arguello, Integralista neo-catecumenale)

faccia da culo08. VADO COSÌ VELOCE CHE QUANDO SCORREGGIO SI SENTE PRIMA LA PUZZA E POI IL PETO!

[30 Giu.] «L’Italia è sotto osservazione per la sua bellezza, forse. E anche per i cambiamenti così rapidi, ai quali nessuno credeva un anno fa»
(Matteo Renzi, il Bomba)

L'Europa Inutile09. SOTTOSPIRITO

[30 Giu.] «Oggi in Europa falchi e populisti parlano la stessa lingua, evocando una politica senza mediazioni, senza la fatica di praticare la democrazia, facendo credere che si possa costruire la storia senza difficoltà, senza ostacoli, solo intuendo gli obiettivi e dichiarandoli. La miscela è esplosiva. Può far crollare la Grecia. Può uccidere definitivamente lo spirito europeo. E, cosa drammatica, imporre lo schema di “una dittatura della maggioranza” che è il sottofondo culturale della campagna di Tsipras per il “no” al referendum. Domenica in Grecia sarà davvero un voto europeo.»
(David Sassoli, il Socialdemokratico)

Iago10. VICINANZE SOLIDALI

[30 Giu.] «Massimo rispetto per le decisioni del popolo greco, l’Italia farà di tutto per restare vicino ad Atene»
(Pier Carlo Padoan, Iago)

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Vous êtes des CONS!

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , , , on giugno 27, 2015 by Sendivogius

Je suis 'sto cazzo!Quando ci si approccia alle gesta sanguinarie dei sedicenti “martiri” dell’ISIS, si ha come l’impressione che si stia parlando di una sorta di agente patogeno sconosciuto, che contagia a loro insaputa degli ingenui sempliciotti che passano troppo tempo a pregare a culo per aria, sbattendo a ripetizione la testa sul pavimento (e gli effetti si vedono!).
zombie-apocalypseTutt’al più, vengono in mente quelle zombie apocalypse che tanto hanno fatto la fortuna di un certo filone cinematografico, tutto frattaglie estreme e niente sostanza per trame Abu Hamza al Masristereotipate, quasi si trattasse di una misteriosa contaminazione virale che infetta innocui cittadini, trasformandoli in rabbiosi psicopatici omicidi, con addosso almeno 5 paia di mutande, sottana bianca, e ciabattoni d’ordinanza ai piedi.

ragheads

E si finge di ignorare invece che lungi dall’essere un’epidemia occasionale, il fenomeno si muove su precise direttive d’onda; matura in uno specifico brodo di coltivazione, all’interno di un contesto socio-culturale ben definito e fin troppo esplicito nella sua matrice religiosa e fondamentalista, che ipocritamente si finge di ignorare per una distorta visione falsamente inclusiva.
Ban Democracy Implement islam In confronto, un “occidente” spaurito e fatalista non ha niente di meglio che esprimere il suo messaggino pronto selfie da rimbalzare in un tweet; auto-compiacersi di una sì grande capacità di mobilitazione e coesione al suo interno, con sfilate mediatiche che servano più a rassicurare le masse che a fornire soluzioni reali. Quindi ritornare in letargo, continuando ad ignorare l’evidenza del problema fino alla prossima ricaduta; ovvero, quei “gesti isolati”, che però si ripetono con cadenza ciclica regolare e tutta in crescendo, come se costituissero ormai una specie di ricorrenza fissa.
je suis hypocriteAd un anno dalla proclamazione dello “stato islamico in Iraq e Levante”, gli aspiranti seguaci del califfo hanno deciso a modo loro di festeggiare il lieto anniversario, in un corollario di stragi ed attentati su scala mondiale che fanno vibrare la libido di questi macellai in franchising. Evidentemente, il mese di ramadan non giova alla salute degli “infetti” ai quali il digiuno prolungato non fa che incrementare l’eccesso di tossine accumulate in cervelli già malati e devastati dalla sindrome psicotica che ne divora l’anima oscura.
Religione di paceSe c’è una cosa che questi ultimi attentati ci dovrebbero insegnare, è che concetti come “democrazia”, “libertà”, “tolleranza” non sono conquiste acquisite per sempre né intangibili, ma richiedono una vigilanza costante nella difesa delle stesse. A meno che non si voglia rimanere nell’ambito delle pure astrazioni intellettuali e con esse baloccarsi, nell’illusione che la Storia sia un’evoluzione lineare col progresso dei popoli e che nulla possa intaccare tali conquiste di civiltà, ridotte nei fatti a parole vuote.
Probabilmente, nell’accentramento sempre più oligarchico dei poteri e lo svuotamento della rappresentanza, le democrazie europee (o quel che ne rimane) stanno attraversano il loro periodo più buio dalla fine della seconda guerra mondiale, schiacciate come sono dalle nuove tecnostrutture burocratiche e l’insorgere dei populismi revanchisti, in un affastellarsi di problematiche che i governi non sembrano assolutamente attrezzati ad affrontare.
Ἐκβλόγγηθι Σεαυτόν Asocial NetworkPer la bisogna, rispolveriamo Karl Popper, filosofo tra i meno conosciuti ma tra i più citati, con estimatori ideologicamente trasversali, il quale nella sua lunga carriera non s’è occupato solo di televisione..! E, a proposito della società aperta e dei suoi nemici (1945), lo facciamo onde ribadire un concetto che dovrebbe essere lapalissiano tanto è elementare, ma che troppo spesso viene smarrito tra le pantomime di un potere sempre più autoreferenziale, nella pletorica esibizione di piccoli regoli repubblicani allo sbaraglio…

La società aperta «Sono le istituzioni democratiche e solo queste a costituire una società democratica. E le regole della democrazia possono venir fissate nei seguenti punti:
a) La democrazia non può compiutamente caratterizzarsi come governo della maggioranza, benché l’istituzione delle elezioni generali sia della massima importanza. Infatti una maggioranza può governare in maniera tirannica. La maggioranza di coloro che hanno una statura inferiore a 6 piedi può decidere che sia la minoranza di coloro che hanno statura superiore a 6 piedi a pagare le tasse. In una democrazia, i poteri dei governanti devono essere limitati ed il criterio di una democrazia è questo: in una democrazia i governanti – cioè il governo – possono essere licenziati dai governati senza spargimenti di sangue. Quindi se gli uomini al potere non salvaguardano quelle istituzioni che assicurano alla minoranza la possibilità di lavorare per un cambiamento pacifico il loro governo è una tirannia.
E io fò le orecchie da mercanteb) Dobbiamo distinguere soltanto fra due forme di governo, cioè quello che possiede istituzioni di questo genere e tutti gli altri; vale a dire fra democrazia e tirannide.
c) Una costituzione democratica consistente deve escludere soltanto un tipo di cambiamento nel sistema legale, cioè quel tipo di cambiamento che può mettere in pericolo il suo carattere democratico.
d) In una democrazia, l’integrale protezione delle minoranze non deve estendersi a coloro che violano la legge e specialmente a coloro che incitano gli altri al rovesciamento violento della democrazia.
Anjem-Choudarye) Una linea politica volta all’instaurazione di istituzioni intese alla salvaguardia della democrazia deve sempre operare in base al presupposto che ci possono essere tendenze antidemocratiche latenti sia fra i governati che fra i governanti.
Patriot Actf) Se la democrazia è distrutta, tutti i diritti sono distrutti, anche se fossero mantenuti certi vantaggi economici goduti dai governati, essi lo sarebbero solo sulla base della rassegnazione.
g) La democrazia offre un prezioso campo di battaglia per qualsiasi riforma ragionevole dato che essa permette l’attuazione di riforme senza violenza. Ma se la prevenzione della democrazia non diventa la preoccupazione preminente in ogni battaglia particolare condotta su questo campo di battaglia, le tendenze antidemocratiche latenti che sono sempre presenti […] possono provocare il crollo della democrazia. Se la comprensione di questi principi non è ancora sufficientemente sviluppata, bisogna promuoverla. La linea politica opposta può riuscire fatale; essa può comportare la perdita della battaglia più importante, che è la battaglia per la stessa democrazia
[…]
«Il cosiddetto “paradosso della libertà” è l’argomento per cui la libertà, nel senso dell’assenza di qualsiasi controllo restrittivo, deve portare ad un’enorme restrizione, perché rende i prepotenti liberi di schiavizzare i mansueti…..
radical-islamists-in-londonMeno noto è invece il “paradosso della tolleranza”: la tolleranza illimitata porta alla scomparsa della tolleranza. Se estendiamo l’illimitata tolleranza anche a coloro che sono intolleranti, se non siamo disposti a difendere una società tollerante contro gli attacchi degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi. In questa formulazione, io non implico che si debbano sopprimere le manifestazioni delle filosofie intolleranti; finché possiamo contrastarle con argomentazioni razionali e farle tenere sotto controllo dall’opinione pubblica, la soppressione sarebbe certamente la meno saggia delle fascismdecisioni. Ma dobbiamo proclamare il “diritto” di sopprimerle, se necessario, anche con la forza; perché più facilmente può avvenire che esse non siano disposte ad incontrarci a livello dell’argomentazione razionale, ma pretendano di ripudiare ogni argomentazione. […] Noi dovremmo quindi proclamare, in nome della tolleranza, il diritto a non tollerare gli intolleranti. Dovremmo insomma proclamare che ogni movimento che predica l’intolleranza si pone fuori legge e dovremmo considerare come crimini l’incitamento all’intolleranza e alla violenza

Karl R. Popper
La società aperta e i suoi nemici
Armando Editore (2002)

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Amici Miei – Atto I

Posted in Business is Business, Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on giugno 24, 2015 by Sendivogius

The Sopranos Wallpaper by Millsy96

“C’avrei da parlare di Mineo, dottore, però Mineo non è competenza vostra. Mineo è competenza di Catania. Mi ci dovete far pensare un attimo perché su Mineo casca il governo.”

Salvatore Buzzi
(31/03/2014)

Renzi il bidone

“Mineo”, che prende il nome dall’omonima località siciliana nella provincia di Catania, sarebbe l’ex complesso residenziale per i militari statunitensi della base di Sigonella, e trasformato in C.A.R.A. (Centro Accoglienza Richiedenti Asilo), per fronteggiare l’emergenza immigrazione sotto il Governo Berlusconi.
Berlusconi - Bunga-Bunga Per la gestione della struttura d’accoglienza, e dei fondi regionali per l’amministrazione coordinata, derogando a quella che è la procedura ordinaria, viene costituita un’aggregazione tra i comuni del comprensorio, riuniti nel Consorzio calatino terre di accoglienza che per la bisogna si avvale degli offici di Anna Aloisio (NCD), sindaco di Mineo e presidente del Consorzio calatino, Giovanni Ferrera (direttore generale), Marco Sinatra (sindaco di Vizzini). Come “soggetto attuatore” per l’affidamento dei servizi di assistenza in appalto, nel Giugno 2011 viene nominato Giuseppe Castiglione (su indicazione di Roberto Maroni, allora ministro degli Interni): ex presidente della Provincia di Catania e attualmente sottosegretario all’Agricoltura per il Governo Renzi in quota NCD. Tutti sono indagati per turbativa d’asta e reati correlati.
Giuseppe CastiglioneMa della partita fanno parte pure Paolo Ragusa (NCD), in qualità di presidente del Consorzio Sol Calatino che raggruppa un cartello di cooperative della zona, interessate alle commesse del CARA, e Paolo Limoli (NCD) che si occupa delle assunzioni Un contadino al Senatoin pianta clientelare. Entrambi sono considerati dai malevoli, come gli spicciafaccende isolani di Giuseppe Castiglione e prima di lui legati a Pino Firrarello, democristiano ed ex senatore PDL, sospettato di legami con la cosca mafiosa dei Santapaola e già condannato per corruzione e turbativa d’asta.
Giuseppe FirrarelloIn qualità di “soggetto attuatore”, il sottosegretario Castiglione nomina Luca Odevaine, già vicegabinetto di Veltroni a Roma e capo della polizia provinciale, prima consulente al CARA di Mineo e poi lo raccomanda per un posto al tavolo nazionale Luca Odevainesull’immigrazione. Per il disturbo, Odevaine, che è parte organica del patto criminale di Buzzi e Carminati, ai vertici della cupola fascio-mafiosa che ha spolpato la Capitale, si ritaglia una stecca personale da diecimila euro al mese e col resto del Consorzio calatino costruisce un bando pubblico per l’assegnazione dei fondi di gestione, ritagliato su misura delle cooperative ‘amiche’ che partecipano alla spartizione.
Del resto, su quale sia la natura di quello che viene chiamato il “Sistema Odevaine” la Procura di Roma non ha dubbi:

Il panorama economico e istituzionale che caratterizza la commissione di tali fatti è quello consueto in simili casi, costellato da conflitti di interesse, da connivenze istituzionali, dall’esistenza di cartelli d’imprese, che gestiscono il settore dei lavori pubblici impedendo la crescita di altri soggetti economici, dall’utilizzazione dello strumento classico delle frodi fiscali, dalla curvatura eminentemente criminale che assume l’attività d’impresa, dettata dalla possibilità di trarre immensi, illeciti profitti.
Conflitti d’interesse come quelli espressi da Odevaine, che siede al “Tavolo di Coordinamento Nazionale sull’accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale”, in virtù della sua carica quale rappresentante dell’Unione delle Province Italiane, e al contempo è «esperto del presidente del C.d.A. per il Consorzio “Calatino Terra d’Accoglienza”», ente che soprintende alla gestione del C.A.R.A. di Mineo, nelle materie dell’immigrazione e nel settore della protezione civile. Cartelli d’imprese, come quello che emerge evidente da una serie di conversazioni telefoniche, che evidenziano come il “sistema Odevaine”, in questo settore, si fondi su una attribuzione di favori a imprese amiche, che si dividono il mercato.
Schema che viene riproposto intatto, a Roma come in Sicilia, ovunque la banda è operativa.

Ad aggiudicarsi l’appalto per 100 milioni di euro è un’ATI (associazione temporanea d’imprese), in cui confluisce la cordata delle cooperative che in parte già gestiva i servizi d’accoglienza.
Ne fanno parte il “Consorzio Sol Calatino”, giocattolo politico a trazione NCD; la lucana Senis Hospes con sede amministrativa a Bari; il consorzio “Sisifo” che invece fa riferimento alla Lega Coop.
Dio Ma ad assicurarsi il grosso delle assegnazioni sono soprattutto “La Cascina” (considerata un’emanazione di Comunione e Liberazione) a cui è strettamente collegata la Casa della solidarietà dell’Arciconfraternita di San Trifone di Tiziano Zuccolo che insieme alla cooperativa ERICHES 29 di Salvatore Buzzi si spartisce i fondi sociali di Roma Capitale e gestisce quasi in esclusiva le attività correlate allo S.P.R.A.R. (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) della Regione Lazio.
CLLuca Odevaine spiega così la strategia della cosca romana dei Buzzi-Carminati venuti ad importare la mafia in Sicilia:

“Noi dobbiamo creare un gruppo, poi facciamo la gara, però certo favoriamo le condizioni per cui ci sia un gruppo forte che sta roba qua vince, per cui gli presento questi dell’Arciconfraternita a Roma… e poi è nato questo, peraltro è nato e si è sviluppato poi per altri aspetti, perché Castiglione si è avvicinato molto a Comunione e Liberazione, insieme ad Alfano e adesso Comunione e Liberazione di fatto sostiene strutturalmente tutta questa roba di Alfano e del Centro Destra e Castiglione è il loro principale referente in Sicilia, cioè quello che poi gli porta i voti.”

Comunione e Liberazione

A sentire l’intraprendente Odevaine, il Nuovo Centro Destra viene descritto come una specie di associazione a delinquere, organizzata in cosca clientelare ad uso elettorale, che ha il suo baricentro politico nel Meridione più profondo, dove buona amministrazione e virtuosità contabile si alternano alla comprovata efficienza asburgica, di cui da la Sicilia è da sempre lo specchiato modello da esportare su scala nazionale.
angelinoSoprattutto, lo NCD di Angelino Alfano, coi suoi capibastone e le sue baronie feudali, è il principale alleato del Governo Renzi (il governo del cambiamento!) che permette al suo esecutivo di galleggiare tra decreti e voti di fiducia a oltranza.
Angelino Alfano al truccoPertanto, dinanzi alla scelta di rimuovere un Ignazio Marino, attuale sindaco di Roma, che delle commistioni diffuse tra PD romano e il sodalizio criminale di Buzzi-Carminati non s’è mai reso complice, denunciandone al contrario l’aberrazione, ed un Giuseppe Castiglione che del “sistema” parrebbe essere parte integrante, indiziato com’è di responsabilità più che sospette, il ‘Partito di Renzi’ scarica il pur onesto Marino (perché incompetente) e salva invece Castiglione che nella fattispecie sembra difettare anche in onestà.
CambiamoDetto fatto: il sottosegretario non si tocca e rimane al suo posto, per continuare la sua fondamentale opera nell’ambito delle “riforme strutturali”.
Notizia ovviamente passata in sordina dalla maggior parte dei Il volto del deficientemedia mainstream, tutti o quasi preoccupati di non disturbare il piccolo Manovratore in caduta libera nei consensi e non mettere troppo in imbarazzo la “Ditta” a sinistra del partito bestemmia, liquidata ormai da tempo per fallimento strutturale e ridotta a deposito per scarti post-ideologici in rottamazione. Un contenitore vuoto, frequentato dalle meretrici stanche delle minoranza interna; di solito così garrule nella loro pavidità e che sul caso Castiglione improvvisamente restano mute, pensando che basti il silenzio per nascondere l’imbarazzo.
la DittaAlla fine, nella reiterazione estrema della pratica che ogni volta sposta un po’ più in alto l’asticella della decenza, questo continuo riallinearsi al sempre peggio è come spalmare merda al posto della Nutella, perché tanto il colore è uguale, su una fetta di pane raffermo. E perché grattate via le croste di muffa, in fondo è la stessa pagnotta che si è sempre mangiato. Peccato che ormai non sia più buona nemmeno per i porci.

Pane e merda

Ma qui ci avventuriamo nel mondo oscuro delle perversioni coprofile che, al pari della necrofilia, si credevano a torto una prerogativa distintiva dei papiminkia raccolti al capezzale dall’Unto dal Cerone, mentre si tratta piuttosto di una pratica diffusa e condivisa a dimensione trasversale.

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YES, WE CHAIR!

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , on giugno 22, 2015 by Sendivogius

trono-di-spade-IV

L’Italia è un paese di destra. Lo dicono tutti e te lo ripetono in continuazione; soprattutto all’interno del cosiddetto Partito Democratico, che infatti ha rinunciato da tempo ad essere di ‘sinistra’ (ammesso lo sia mai stato davvero), parlando unicamente alla sua destra e realizzando quasi tutto quello che ai partiti propriamente conservatori e ‘moderati’ non era riuscito di fare. Con la conseguenza che non sfonda a destra e sprofonda alla sua sinistra, come e peggio di un brocco schiantato.
cavalloCon una di quelle straordinarie metafore che contraddistinguono lo squallore della minoranza fantasma che si agita nel ventre molle del partito bestemmia, per spiegare Cesare Damianol’eccezionale crollo di consensi di questo governo-truffa, Cesare Damiano ha paragonato il suo partito allo scolo di un lavandino, ovvero una vasca dove escono elettori di sinistra dallo scarico ed entrano quelli di destra dal rubinetto, fallendo miseramente nell’obiettivo.
Clogged DrainNoi non avremo saputo immaginare di peggio. E la sola visione che ci sovviene nella mente è lo spurgo intasato di una vasca che continua a riempirsi di liquami.
filthy-basinIn effetti, l’esperimento non poteva funzionare: a tutt’oggi il PD è l’unico vero partito compiutamente di centrodestra, nella sua dimensione europeista e liberaleggiante. Niente a che vedere con la destra propriamente fascista, populista, clericale e reazionaria, che tanto piace all’elettore moderato italiano.
Fascisti in Campidoglio 2Perciò, con tutta la coerenza che contraddistingue il personaggio, Cesare Damiano è il fondatore dell’ennesima corrente nell’ambito delle cinquanta sfumature di sì che costituiscono la cosiddetta minoranza interna: siccome non condivide nulla delle politiche messe in atto dal Bambino Matteo, giudicandole “incoerenti” e “fallimentari”, ha deciso di schierarsi dalla parte dello stesso, per puntellarne l’esecutivo con un appoggio incondizionato ma ‘critico’. Quando la “Ditta” chiama, i crumiri si mobilitano, per “migliorare le proposte del governo” (e tenersi stretta la poltrona che scotta, sotto al culo). gallina2 Questo perché Damiano ed i suoi compagni di merenda non sono né gufi né struzzi. E infatti per spiegare il fenomeno l’ornitologia non basta…
Bisogna passare direttamente al mondo degli invertebrati; al ché la figura del lombrico sarebbe perfetta, se non fosse che il molliccio oligocheta è in realtà un organismo utilissimo in natura. Damiano e la sua nuova minoranza renziana all’interno della minoranza anti-renziana, invece no. 
galline in fugaPertanto, di tutti i problemi che sembrano funestare quella cricca affaristico-clientelare, incistata attorno al comitato elettorale permanente per la promozione personale del Piccolo Principe, la causa di tutti i mali sembra essere il sindaco della Capitale: quell’Ignazio Marino reo di omessa complicità con l’associazione a delinquere che s’è magnata Roma, con la complicità di mezzo PD capitolino e la fascisteria romana al gran completo. Non per niente, contro il sindaco in disgrazia si concentra l’attacco seriale delle madonnine svelate, portate in processione al governo; ovvero le gattemorte del pollaio renziano…  

boschi-costumerosso

E si ragiona non su come superare la crisi irreversibile che sta strangolando la città in una morsa letale, ma come sostituire l’ingenuo “marziano”, con uno di quegli ossequienti pupazzi che costituiscono il circolo renziano… Dalla Lorenza Bonaccorsi, alla straordinaria incompetenza di una Marianna Madia; passando alla travolgente coerenza di un GiachettiRoberto Giachetti: uno dei solidi che galleggiano nell’otturato lavandino del renzismo di governo. Per non parlare della ritrovata freschezza di un Paolo Gentiloni o David Sassoli: i sempreverdi di lungo corso rutelliano, buoni per tutte le stagioni e tutte le candidature.
Ma te prego!Sono i nomi dalla comprovata incompetenza, che dovrebbero supplire all’incapacità manifesta dell’imbranatissimo Ignazio Marino, in quello che è solo un avvicendamento di poltrone nella sistematica occupazione del potere, specialmente in vista della greppia del prossimo giubileo di cui proprio non si sentiva la mancanza. E nel proporre candidature, che hanno come unico requisito la fedeltà al boss di Rignano, si mantiene intatta l’intera struttura del partito romano perché il problema non sono certe candidature, certi personaggi, certi organigrammi di potere, ma il sindaco che a tutto ciò è sempre rimasto estraneo costituendo la vera anomalia. E per questo va rimosso quanto prima. Sempre per quella storia della “rottamazione”, che asfalta i nemici e premia gli ‘amici’, in un avvicendamento teleguidato che è solo occupazione del potere per il gusto dello stesso….

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“B come Bullshitter”
di Alessandra Daniele
(21/06/2015)

«Com’era facile immaginare, la reazione di Renzi alla sconfitta è stata completamente berlusconiana.
Ha dato la colpa alla sinistra per non averlo lasciato lavorare.
S’è rammaricato di non essere stato abbastanza arrogante e accentratore. Di non aver piazzato abbastanza dei suoi incompetenti galoppini nei posti di potere del partito.
Ha annunciato l’abolizione delle primarie.
S’è lamentato d’un deficit di comunicazione. Poi s’è esibito per un’ora da Vespa in istrioniche autocelebrazioni, e stizzose minacce trasversali.
Non ha ammesso nessuno dei suoi veri errori.
Non ha riconosciuto nessuna delle reali cause della sconfitta, a cominciare dall’ennesima Deforma della Scuola.
Ha parlato di se stesso in terza persona.
Plurale.
Non ci sono due Renzi. Ce n’è uno solo. Un cazzaro.
E in questo modo non vincerà mai più.
In appena un paio d’anni, Renzi ha già raggiunto il terzo stadio del berlusconismo. Il suo tessuto degenera ad una velocità persino superiore al previsto.
Il suo immaginario B Plan anti-immigrazione è credibile quando le dentiere elettorali gratuite promesse dal canaro di Arcore alle sue vecchiette.
Fra Renzi e Berlusconi però c’è una fondamentale differenza: Renzi non controlla i media.
Quegli stessi media che hanno retto la facciata del suo Fantabosco finché gli è servito, adesso con un’orrida quanto efficace mossa dello sciacallo stanno invece convincendo gli italiani dell’esistenza di milioni di nordafricani accampati in tutte le stazioni d’Italia pronti ad invaderla.
Perché il Nazareno è morto.
La campagna elettorale è già ricominciata.
Chi in questi mesi ha descritto Berlusconi come ormai innocuo per via dell’età, della condanna, del crollo di Forza Italia, dimentica o finge di dimenticare che Berlusconi ha ancora il potere di controllare la percezione della realtà attraverso quei media che hanno trasformato l’autentica tragedia d’un pugno di disperati trattati da cani nella terrificante allucinazione collettiva di un’orda d’invasori saraceni.
I media berlusconiani non sono certo gli unici in Europa che lo stiano facendo, ma sono fra i più efficaci.
Salvini sa bene che il vento che gonfia le sue vele viene soprattutto dai ventilatori Mediaset, e che quindi la rotta della nave del centrodestra non potrà deciderla da solo. Anche Salvini come Renzi è un cazzaro che consiste solo di immagine. E come Renzi dipende da chi controlla le immagini.
Dal nucleo storico del PD, Renzi e il suo Giglio Marcio sono considerati in necrosi come un braccio morso da uno zombie, quindi da resecare al più presto. Per lo stesso motivo invece a Berlusconi e Salvini serve che Renzi rimanga a logorarsi e decomporsi al governo un altro po’, e s’intesti qualche altra Deforma, quindi è probabile che alla prossima fiducia il PD cerchi d’impallinarlo, e Verdini lo salvi. Per adesso.
Berlusconi ha sempre considerato Renzi un suo delfino. E i suoi delfini lui li mangia

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ECUMENISMI

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , on giugno 20, 2015 by Sendivogius

8 x mille

Grande successo per il raduno sanfedista a Roma, organizzato dal Comitato difendiamo i nostri figli. Ovviamente non contro gli abusi sessuali reiterati nella sostanziale impunità dei troppi preti pedofili in libera circolazione, spesso protetti dietro ad un impenetrabile muro di omertà e complicità diffuse: quello va benissimo ed in fondo essere molestati dal proprio confessore in parrocchia non è mica peccato.
Librescamente.Splinder (Opera di CALURI-CARDINALI)Bensì contro il riconoscimento delle unioni civili, che non riguardano necessariamente i soli omosessuali e che non toglie nulla (ma vai a farglielo capire) alla “famiglia fondata sul matrimonio”, giacché i suoi sedicenti difensori ritengono un loro irrinunciabile dovere negare l’esistenza e la tutela di tutte le altre, in quanto non consone ad una corretta dottrina “cristiana” in uno stato che laico certamente non è.
gay_jesusOra, a proposito di cristianesimo e tradizione, voi come definireste dodici maschi adulti che indossano sottane e convivono tra di loro, scambiandosi in continuazione equivoche effusioni, sbaciucchiandosi e dormendo abbracciati insieme?

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Il Ritorno del Merdone

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , on giugno 17, 2015 by Sendivogius

la merda umana

È proprio vero che la classe non è acqua.
Raffinato, garbato, sofisticato… insomma tutte qualità praticamente sconosciute all’inconfondibile stile del Merdone San Merdone da Genovabarbuto (quello che si crede DIO e va in giro travestendosi da San Francesco), che con la sensibilità di una fogna scoperchiata ci dispensa un’altra folata di razzismo applicato, difficile dire quanto inconsapevole o meno, coi suoi nuovi amichetti nazifascisti assieme ai quali s’accompagna nell’assalto squadrista al Campidoglio…

Fascisti in Campidoglio

In realtà quattro gatti (neri), ma tutti ben coperti mediaticamente. E coi quali sempre più spesso e volentieri gli Ensiferi del Grullo vanno a braccetto in comunanza di vedute, per pescare voti là dove ribollono gli umori più fetidi di una nazione infetta come e ancor più della sua Capitale.
fn-m5sLa ricetta è semplice e risponde ad una pratica antica e ben collaudata: prendi un soggetto e indicalo con un termine dall’ambiguità semantica e non priva di risvolti denigratori (“clandestini”); associalo a parole dalla forte valenza negativa (“topi” e “sporcizia”) per connaturare in senso dispregiativo il soggetto. Et voilà! Il gioco è fatto.
Matteo SalviniIn fin dei conti, l’accostamento è da manuale: topi+spazzatura=clandestini dai quali ovviamente ci libereranno i manipoli del Dibbà e le altre camicie nere al seguito con tanto di marchio autorizzato, prima che sia troppo tardi. Perché ogni stella ha il suo imbecille di punta.

merdina di mosca

Il tutto si consuma in attesa di conoscere le sorti dello scomparso De Vito, non Danny bensì Marcello: il dissolto capogruppo 5 stelle in Campidoglio e già aspirante sindaco di Roma da tempo desaparecido, prima di caracollare sulle scalinate del Campidoglio col resto degli autoconvocati della Setta e camerati aggregati. Giusto a proposito di voto (in)utile.
Gioventù nazionaleNel verminaio di Mafia Capitale è giunto il tempo degli sciacalli e dei parassiti, calati sulla città da tutta Italia a pascersi dei resti della carcassa fumante.

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VIENI AVANTI CRETINO

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , on giugno 16, 2015 by Sendivogius

renzichet

«Queste elezioni dicono con chiarezza che con il Renzi 2 non si vince. Devo tornare a fare il Renzi 1. Una cosa è certa: le primarie sono in crisi. Dipendesse da me, la loro stagione sarebbe finita.
Serve un modello di partito diverso, all’americana: più Obama, meno Mastella o Pajetta.
Quando mi riferisco a Obama, pensa un partito organizzato in maniera nuova. Con un esperto di “big-data” che lavori al fianco di giovani iscritti e militanti. Giovani che sappiano farsi portatori dei valori sui diritti anche moderni: smart-city, talento, sostenibilità, lotta alla fame e diritti sociali, certo.
[…] Questo è un paese moderato, vince chi occupa il centro. Con personalità. Perché se invece degli originali corrono le copie, allora non funziona. In Liguria la Paita non ha perso perché il candidato di Civati le ha tolto dei voti che probabilmente non sarebbero andati comunque a lei. Ha perso perché nell’ultima settimana il 5 per cento degli elettori di centro si è spostato verso Toti.
[…] Al governo abbiamo fatto cose tecnicamente straordinarie: lavoro, giustizia, legge elettorale, divorzio breve, diritti civili. Anche l’immagine all’esterno è molto migliorata. Non siamo più i malati di Europa e durante l’ultimo G7 gli elogi pubblici di Obama alle nostre riforme sono stati quasi imbarazzanti. E basterebbe dare uno sguardo alle pratiche che abbiamo ereditato per capire che non è affatto vero che Letta era più competente di me, come ha scritto qualcuno.
[…] Da oggi le riforme sono più vicine, non più lontane. Adesso dovrò aumentare i giri, non diminuirli. Devo tornare a fare il Renzi pure lì. E farlo davvero. Infischiandomene delle reazioni per aprire una discussione dentro il mio partito. Al governo non c’è mai stata un’infornata di persone in gamba come a questo giro. Penso alle nomine che abbiamo fatto: De Scalzi all’Eni, Starace all’Enel e Moretti a Finmeccanica. La vera accusa che mi si dovrebbe rivolgere non è di avere messo i miei al governo, ma di non averli messi nel partito

Matteo Renzi
(15/05/2015)

Io Per la serie: vieni avanti cretino, che a noi già viene da ridere!
Deve bruciare davvero tanto la mazzata elettorale che ha schiantato le magnifiche sorti progressive di questo arrogante sbruffone da strapazzo, rotolato dalla provincia con furore, proprio grazie alla farsa di quelle “primarie” che ha usato fintanto gli sono tornate utili, ed ora che ha occupato la poltrona intende eliminare. Elmetto in testa, lancia (spezzata) in resta e avanti a tutta destra, il Matteo furioso parte alla carica che non ha ancora finito di spalmarsi la vaselina, in una di quelle rodomontate, con cui i bulletti feriti nell’orgoglio di solito vanno a schiantarsi Renzi il ducetto (by Edoardo Baraldi)definitivamente sotto una gragnola di ceffoni. È il ritorno del ducetto da tre soldi, più che mai pesto nella sua ira funesta senza più cantori, lungo la parabola tutta in discesa dell’alquanto ammaccato Rottamatore avviato alla demolizione precoce, nella sceneggiata smargiassa del cialtrone che si crede Telemaco ed al massimo può scimmiottare Mr Bean, per di più parodiato in versione iper-stronza.
renzi-beanOramai sembra una macchietta comica: un Pinotto senza il suo Gianni, che fa la faccia feroce e mostra i denti, come un cane bastonato che abbaia alla luna, ringhiando sul suo piccolo trono di spade spuntate, con l’enorme sederone a prova di rimozione saldamente incastonato tra i braccioli del suo regale seggiolone, mentre grida “Io sono il re!”.

È l’omuncolo nell’alto castello, che gioca al piccolo dittatorello the man in the high castlenel suo regno fatato di bubbole seriali, ridotto com’è ad un cinghialotto allo spiedo per rosolatura a fuoco lento. E in attesa della giusta cottura, al Porchetta in orbace, mentre si nasconde dietro l’ombra di un O’Banana avviato al tramonto, proprio non gli riesce di condire le sue smargiassate senza offendere qualcuno: se la prende con nullità assolute come Clemente Mastella e come tutti i vigliacchi insulta i morti, maramaldeggiando gratuitamente contro un Giancarlo Pajetta che se fosse ancora in vita lo prenderebbe a calci in culo da Roma fino all’Arno, insieme a tutta la corte di chierichetti democristiani con cui ha infeudato il sempre più osceno partito bestemmia. Partito che si vorrebbe ancor più liquido, come una scarica di diarrea in un attacco incontrollato di dissenteria, che finirà col prosciugare questo ributtante comitato d’affari ad uso personale, tra spruzzi di smart-city e big-data e tutte le altre puttanate assortite, che infarciscono la scheda di programmazione di questo prodotto già fallito da laboratorio confindustriale.

Essere o non essereEssere o non essere

E pensa alle nomine fatte, l’inzeppata di straordinari talenti dai Filippo Taddei, ai Gutgeld, ai Gozi, ai Luca Lotti… e tutta l’infiorata degli amichetti della parrochietta che costituiscono l’orripilante cricca di potere del Giglio Magico fiorentino. Almeno fino a quando continueranno a girare le rotelle del giocattolo meccanico, che muove la giostra del renzismo e che gira sempre più vorticosa su se stessa, pur rimanendo sempre ferma nello stesso posto.
Criceto sulla ruotaCi sono cadute epocali e terribili, altre che si consumano in fretta col fragore di un peto. A conti fatti, non ne resta altro che l’olezzo destinato (e per fortuna!) ad evaporare in fretta, con tutta l’inconsistenza gassosa dei palloni gonfiati.
keep-calm-and-vaffanculoAl Bambino Matteo prescriviamo una bella camomilla, onde sbollire in fretta gli ardenti spiriti della sconfitta, e a letto senza cena!

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Il Piano B

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on giugno 14, 2015 by Sendivogius

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Nel delineare una “nuova storia” sulle cause che condussero alla caduta dell’Impero romano (d’Occidente), lo storico britannico Peter Heather liquida la questione dei profughi con poche parole, più che sufficienti ad esaurire la faccenda:

Peter Heather  «Quello degli immigrati non era affatto un problema nuovo per l’impero, che spesso lasciava entrare gli stranieri: un flusso pressoché costante di individui in cerca di fortuna, e di tanto in tanto migrazioni anche più consistenti. In latino c’è un termine specifico per indicare l’accoglienza dei migranti: “receptio”. Un’iscrizione del I secolo d.C. registra il fatto che il governatore di Nerone trasportò in Tracia 100.000 persone provenienti da “oltre il Danubio” (transidanuviani).
TetrarchiNel 300 d.C. gli imperatori della tetrarchia riallocarono entro i confini dell’impero decine di migliaia di Carpi provenienti dalla Dacia, disperdendoli in varie comunità del Danubio, dall’Ungheria al Mar Nero.
Tra i due episodi si erano verificati innumerevoli flussi analoghi; mentre è difficile sostenere che il trattamento riservato fosse sempre e dovunque lo stesso, è possibile enucleare alcuni schemi ricorrenti. Se tra l’impero ed i richiedenti asilo i rapporti erano buoni e se la migrazione avveniva per mutuo accordo, alcuni dei giovani maschi immigrati venivano arruolati nell’esercito e il resto della popolazione veniva sparpagliata in tutta la superficie dell’impero, impiegato in agricoltura e di lì in poi assoggettato alle tasse come tutti gli altri. […] Se invece i rapporti non erano idilliaci…. le condizioni erano più dure.
[…] C’è poi un altro denominatore comune a tutti i casi documentati di immigrati cui fu concesso di stabilirsi entro i confini dell’impero. Gli imperatori non lasciavano mai entrare i migranti così, sulla parola, ma si assicuravano di poterne controllare militarmente le mosse…. confidando che le forze romane in loco avrebbero potuto sedare eventuali disordini

Rome soldierPeter Heather
La caduta dell’impero
romano. Una nuova storia
Garzanti (Milano, 2006)

Quando per una serie di sfortunate circostanze ed impressionanti errori di valutazione ciò non fu più possibile, l’Impero si avvitò nell’ennesima crisi dalla quale però non fu più in grado di riprendersi, fino alla sua inesorabile caduta.

Comitatenses

Ora, paragonare l’impaludata gilda mercantile che si fa chiamare pomposamente “Unione europea” ai fasti ed alle miserie dello scomparso Impero Romano sarebbe quantomeno fuori luogo e costituirebbe una pacchiana forzatura storica, se non fosse che questo costituisce a tutt’oggi l’unico precedente di un’Europa unita sotto un apparato amministrativo complesso, con regole uniformate ed una moneta comune. Dal confronto, escludiamo volutamente l’Europa carolingia, col suo “sacro romano impero” che consisteva più che altro in un regno proprietario, inteso come patrimonio di famiglia e basato sul vassallaggio feudale, rozzamente intagliato sulle rovine del precedente latino.
BurgundiIn entrambe i casi, niente a che vedere con l’attuale sommatoria di 28 egoismi nazionali, raggrumati alla peggio in una tecnoburocrazia monetarista, che sostanzialmente funziona come un’immensa agenzia di recupero crediti a garanzia dei suoi fondi salva-banche, per l’indebitamento statale tramite la cessione delle insolvenze in una gigantesca operazione di cash-pooling, con un unico beneficiario: la Germania. Oggi come ieri è la ‘nazione’ über alles, per un’Europa strutturata ad immagine e garanzia degli interessi tedeschi, con un modello commerciale di riferimento prevalente che non va oltre l’esperienza della Lega Anseatica coi suoi richiami neo-mercantilisti.
hanza-mapSu quale poi sia lo spirito che sottende una simile filosofia, alla base di un ordine strutturato soprattutto a livello economico, nelle sue Considerazioni di un impolitico uno scrittore come Thomas Mann tirava in ballo direttamente il russo Dostoevskij per spiegare la peculiarità tedesca:

Considerazioni di un impolitico«Quello che Dostoevskij chiama il “radicalismo cosmopolitico” è quell’indirizzo spirituale che ha per mèta finale la società della civiltà democratica, la république sociale, démocratique et universelle; empire of human civilization. È davvero un’idea illusoria dei nostri nemici? Comunque, illusoria o no: non possono essere che nemici della Germania quelli che vagheggiano una siffatta “idea illusoria”, perché una cosa è certa: che in una fusione delle democrazie nazionali in una democrazia europea e mondiale non rimarrebbe più nulla della sostanza tedesca. La democrazia mondiale, l’impero della civilizzazazione, la “società dell’umanità”, potrebbe avere un carattere piuttosto latino o anglo-sassone, nel quale lo spirito tedesco finirebbe coi diluire e sparire, verrebbe estirpato, non esisterebbe più.
E la Germania? E i tedeschi? Dostoevskij dice: “L’aspetto caratteristico, essenziale di questo popolo grande, orgoglioso e singolare, è consistito sempre, fin dal primo momento in cui fece la sua apparizione nel mondo della storia, nel fatto che mai, né nei suoi destini, né nei suoi principi, ha accettato di unificarsi con l’estremo mondo occidentale, cioè con tutti gli eredi dell’antico patrimonio romano. Contro quel mondo lo spirito tedesco ha protestato per tutto il corso degli ultimi duemila anni e, anche se non ha pronunciato il proprio verbo non ha formulato in contorni precisi il suo ideale, che sostituisse positivamente l’antica idea romana da lui stesso distrutta, tuttavia, credo – dice Dostoevskij (e questo è un punto poderoso della sua trattazione, ci si accorge d’un tratto con chi abbiamo a che fare: col primo psicologo della letteratura universale) – in cuor suo quello spirito è stato sempre convinto che prima o poi avrebbe saputo pronunciare questo nuovo verbo e guidare con quello l’umanità”.
T.Mann […] Era dunque ugualmente chiaro a tutti fin dal primo momento, penso io, che le radici spirituali di questa guerra che ha tutti i titoli possibili per chiamarsi “guerra tedesca”, affondano nel “protestantesimo” organico e storico della Germania; era chiaro che questa guerra rappresenta in sostanza una nuova esplosione, la più grandiosa forse e molti credono l’ultima, dell’antichissima lotta dei tedeschi contro lo spirito dell’occidente, ed anche della lotta dello spirito romano contro la pervicace Germania

Thomas Mann
Considerazioni di un impolitico
Adelphi, 1997.

Fanteria tedesca in Alsazia (1914)Smaltiti gli effluvi della grande sbornia nazionalista che portarono la Germania alla catastrofe della grande guerra, Thomas Mann ebbe a sperimentare personalmente su quali fondamenti spirituali poggiasse l’eccezionalità germanica nella supremazia di questo popolo tanto introverso, questo popolo della metafisica, della pedagogia, la cui anima non ha un orientamento politico, bensì morale, giacché “democrazia vuol dire predominio della politica”

10 Maggio 1933 - Rogo dei libri a Berlino«La democrazia e la politica stessa sono estranee e venefiche al carattere tedesco….. Io mi dichiaro profondamente convinto che il popolo tedesco non potrà mai amare la democrazia politica per il semplice motivo che non può amare la politica stessa, e che il tanto deprecato “Stato dell’autorità costituita” è e rimane la forma di Stato che più gli è adeguata e congeniale, quella che in fondo lui stesso si è scelta.
[…] Lo spirito non è politica: per un tedesco non c’è bisogno di appartenere al cattivo secolo diciannovesimo per fare di questo “non è” questione di vita o di morte. La differenza fra spirito e politica implica quella fra cultura e civilizzazione, fra anima e società, fra libertà e diritto di voto, fra arte e letteratura; ora la “germanicità” è cultura, anima, libertà, arte, e non civilizzazione, società, diritto di voto, letteratura.
[…] I pregi della nazione e dell’arte tedesca sono di carattere preminentemente etico, in contrasto con l’intellettualismo della civilizzazione occidentale

G.Hackert - Goethe a Roma visita il ColosseoNon per niente, per molti spiriti magni di teutonica schiatta, uno dei massimi approcci culturali al mondo latino era la contemplazione romantica delle rovine di un mondo che, in fondo e loro malgrado, avevano pur contribuito a distruggere, finanto che non hanno deciso poi di riplasmare l’Europa in nome dell’ordine, dell’obbedienza, della propedeutica del dovere nel culto dell’autorità che è sempre pedagogica anche nella coercizione più estrema (rieducare i popoli alle virtù tedesche) nella sua “antipoliticità”.

Invece, a livello mediterraneo, dell’antica dimensione imperiale resta più che altro la pletora ciarliera degli aspiranti ‘cesari’. E al massimo si tratta di Romoli Augustoli, che si avvicendano sui loro effimeri troni di cartapesta, gigioneggiando nei teatrini di una politica indegna, con tutta la prosaicità ridanciana della loro fanfaronaggine parolaia.

renzi

Ascoltare i cinguettii del principino rignanese che pigola qualcosa a proposito di “accoglienza europea” e “redistribuzione delle quote”, dopo aver strombazzato urbi et orbi gli eccezionali successi epocali della sempre più evanescente Federica Mogherini, e bofonchia l’esistenza di un “Piano B” per affrontare l’emergenza immigrazione, supportato com’è da quell’altro monumento all’inutile che è il suo degno compare Angelino Alfano agli Interni, restituisce tutto il senso della farsa ad un Paese sempre più allo sbando. Nell’assoluta latitanza delle fantomatiche istituzioni europee, che esistono unicamente per tirar di conto, nella sua ritrovata “sovranità nazionale” l’Italietta decisionista del Bambino Matteo sta scoprendo a sue spese che l’immigrazione, se gestita male (o meglio: se non gestita affatto), ben lungi dall’essere una “risorsa”, può essere un problema (e anche dei più scabbiosi); che le strutture locali non sono assolutamente attrezzate per gestire l’ondata migratoria; che bastano appena 100 profughi afghani per mandare in tilt città come Udine; che una simile massa di indigenti e disperati da importazione rischia davvero di portare al collasso col loro peso le già precarie strutture sanitarie e di pubblica assistenza, rischiando di innescare una reazione incontrollabile in una sorta di dumping sociale tutto al ribasso. Che non ha davvero senso andare a raccogliere fin sotto la costa libica migliaia di migranti, che poi non si sa assolutamente come gestire ed integrare. E che certo questo non costituisce un deterrente all’esodo di massa che anzi ne risulta incentivato nella certezza del trasbordo, mettendo in mare qualsiasi cosa galleggi fino ad un miglio dalla costa africana. E che è un bene che la totalità dei migranti, nonostante le condizioni bestiali a cui sono costretti, sia finora costituita da persone assolutamente pacifiche e inermi.

Italian Prime Minister Matteo Renzi during the meeting with French Ambassador in Italy, Catherine Colonna (not seen), at Farnese Palace in Rome, Italy, 07 January 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Suo malgrado, il Bimbetto rignanese ed i suoi accoliti stanno scoprendo che nel resto dell’Europa, stremato dalla lunga recessione e con milioni di disoccupati da riallocare e sistemi di assistenza sociale drammaticamente a corto di fondi, una simile “risorsa” nessuno la vuole e trovano comodissimo utilizzare le propaggini meridionali del continente (Grecia ed Italia) come immensi recinti per bloccare il transito di indesiderati. Ne si può pretendere che i singoli paesi si facciano carico di un problema che il governo italiano non sa assolutamente affrontare, nella schizofrenica confusione che ne contraddistingue le iniziative.
Il Piccolo Principe sta cominciando a capire che sarà proprio la questione migratoria a segnare la fine del suo effimero potere: non lo scempio costituzionale in atto, con l’abuso della decretazione d’urgenza e la concentrazione dei poteri; non la farsa dei contratti a monetarizzazione crescente spacciati per nuova occupazione; non l’impoverimento progressivo dei ceti medio-bassi della società italiana; non lo smantellamento della scuola pubblica; non la pioggia di scandali e ruberie a non finire, che rischiano di far sembrare il PSI craxiano un partito di reprobi… bensì proprio l’assoluta inadeguatezza, nel gestire una delle questioni più antiche del mondo come l’immigrazione, rischia di travolgere questo abborracciato bulletto di provincia, sull’onda lunga delle paure degli italiani e la solleticazione dei loro peggiori istinti, che se portati all’esasperazione non conducono mai a niente di buono…

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SU COOKIES… BISCOTTINI… E ALTRI BOCCONI AVVELENATI

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , , , , , , on giugno 5, 2015 by Sendivogius

Come certamente NON saprete, il 3 Giugno 2015 scade il termine ultimo per adeguarsi alla fondamentale normativa sulla protezione dei dati personali, che obbliga i siti internet a richiedere il permesso degli utenti ad utilizzare i cookies relativi ai servizi offerti, ai sensi del Decreto legislativo 69/2012 e 70/2012.
eu-cookie-lawSi tratta di un’altra di quelle stronzate made in Ué, scaturite dalla solerzia delle pletoriche legioni di strapagati fancazzisti implotonati a Bruxelles: gli stessi che trovano normalissimo immettere sul mercato vino senza uva o barrette di cioccolato con cacao al 3%, ma si preoccupano moltissimo dei “biscottini” elettronici [QUI], che ogni utente può disabilitare utilizzando la navigazione in incognito
Navigazione in incognito su CHROMETali disposizioni, condite da multe stellari per i trasgressori, ovviamente non intaccheranno di un solo centesimo il business delle grandi compagnie di merchandising; in compenso, rischiano di complicare di parecchio la vita (e la sopravvivenza) dei piccoli siti amatoriali senza alcun scopo di lucro. E sono un modo come un altro per far quattrini…
strozzateTuttavia, la finalità ufficiale della norma consisterebbe nel limitare la proliferazione dei “cookies di profilazione”, ovverosia:

“Quei piccoli file di testo che i siti visitati inviano al terminale (computer, tablet, smartphone, notebook) dell’utente, dove vengono memorizzati, per poi essere ritrasmessi agli stessi siti alla visita successiva. Sono usati per eseguire autenticazioni informatiche, monitoraggio di sessioni e memorizzazione di informazioni sui siti (senza l’uso dei cookie “tecnici” alcune operazioni risulterebbero molto complesse o impossibili da eseguire). Ma attraverso i cookie si può anche monitorare la navigazione, raccogliere dati su gusti, abitudini, scelte personali che consentono la ricostruzione di dettagliati profili dei consumatori.
E che nel caso dei cookies di profilazione possono essere utilizzati per identificare le preferenze dell’utente, eventualmente a fini di marketing e pubblicità mirata da parte dei gestori dei siti senza aver prima informato gli utenti e aver ottenuto il loro consenso.”

217x163xebook-cover-subscribe-form-piccolo.png.pagespeed.icInsomma, puoi tempestare i comuni cittadini con dozzine di telefonate moleste al giorno per vendere i prodotti più disparati, in quello che si ‘profila’ come un vero e proprio stalking telefonico, ma guai a tracciare i suoi dati di navigazione in rete!

Call center

Ovviamente, per quel che le compete, la gestione di Liberthalia non fa l’uno né l’altro.
Michał SędziwójIl sito è registrato a nome di Mikhail Sendivogius, il quale per incredibile possa sembrare non ricava alcun utile dal suo attivismo virtuale, collezionando in compenso con cadenza settimanale una nutrita raccolta di diffide legali, minacce anonime, e scoppiati vari che reputano un loro precipuo diritto inondare la casella elettronica del sottoscritto (che fortunatamente dispone di un ampio cestino) con i deliri più assurdi.
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I cookie sono righe di testo usate per eseguire autenticazioni automatiche, tracciatura di sessioni e memorizzazione di informazioni specifiche riguardanti gli utenti che accedono ad un server. Nel dettaglio, sono stringhe di testo di piccola dimensione inviate dal server ad un Web client (di solito il browser) e poi rimandati indietro dal client al server (senza subire modifiche) ogni volta che il client accede alla stessa porzione dello stesso dominio web. Possono essere di svariate tipologie:
Cookie tecnici (per i quali non è necessario il consenso dell’utente), quali:

a) Cookie relativi ad attività strettamente necessarie al funzionamento ed all’erogazione del servizio;
b) Cookie relativi ad attività di salvataggio delle preferenze e ottimizzazione (ad esempio, cookie flash player se non superano la durata della sessione);
c) Cookie di statistica, laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni in forma aggregata.

Cookie non tecnici (che necessitano di un preventivo consenso dell’utente), quali:

a) cookie di profilazione pubblicitaria di prima o terza parte;
b) cookie di retargeting
c) cookie di social network
d) cookie di statistica gestiti completamente dalle terze parti.

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a) Cookie di analytics installati direttamente sul server della prima parte o della propria server farm senza interazioni da parte di terzi (ad es. strumenti come Piwik);
b) Cookie gestiti da terza parte, ma anonimizzati, ovvero in relazione ai quali la terza parte non possa accedere ai dati disaggregati di analytics a livello di IP.

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Minaccia fantasmaSiete più tranquilli ora?!?
Dite la verità… Non ci dormivate più la notte, dinanzi a così occulta minaccia!?

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