STUPID WHITE MAN

Posted in Kulturkampf, Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 17 marzo 2019 by Sendivogius

Un coglione semianalfabeta che se ne va in giro con una telecamera piantata sopra la sua turgida testa di cazzo intrisa di merda nazista, talmente dissociato dalla realtà da vivere in un videogioco sparatutto in live-action; imprigionato in una dimensione parallela di paranoie kalergiche e deliri lisergici; armato fino ai denti e le armi scarabocchiate coi nomi di altri psicopatici come lui, frammischiati a personaggi ed eventi storici, pescati a casaccio dalle guerre balcaniche…
E ci sarebbe quasi da ridere se il Brenton Tarrant di turno non avesse fatto una strage, ammazzando 50 persone inermi riunite in preghiera. Questo degno esemplare di pura razza ariana, un impotente ossessionato dalla denatalità, deve aver trovato particolarmente eroico il tiro a segno contro le donne, che nella sua lotta contro lo straniero invasore devono essergli apparse come delle incubatrici ambulanti di alieni, da eliminare all’origine del concepimento con un attacco preventivo. E lo dice senza reticenze, mentre si intervista da solo..!

Per uno che rivendica le sue radici ango-scoto-gallesi è curioso come non si renda minimamente conto che, a parità di prospettive, lui stesso è un fottuto immigrato (che c’azzecca un gallese in Oceania?). E questo ne fa automaticamente un ‘invasore’, nel momento in cui i suoi avi hanno colonizzato l’Australia sterminandone le popolazioni aborigene.
Lui non è razzista, ma razzialista. E lotta solitario in mezzo a noi, per la difesa dei “popoli bianchi” e per il ripristino della perduta età dell’oro, quando questi si sbudellavano allegramente tra di loro senza contaminazioni allogene. Qualcuno lo chiamerebbe ‘folklore’. Il tizio più semplicemente si definisce “fascista”.
Di questi rabbiosi cazzoni inzuppati d’odio, il web è pieno. Praticamente, il profilo coincide coi 2/3 dell’elettorato salviniano e ricomprende la quasi totalità dei suprematisti identitari etnonazionalisti sovranisti che affollano le peggiori latrine internet, mentre inondano i social-network col loro shit-storm quotidiano, lasciando schizzi delle loro deiezioni ovunque capiti. E lo fanno insieme ai loro derivati in rosso-bruno, che affollano la cosiddetta “Terza Via”, in un ingorgo di sigle che cicciano come pustole infette: strasseriani, nazional-bolscevichi, neo-comunitaristi, nazionalpopolari, socialnazionalisti… È sempre la stessa merda nazista, che si nutre di mitismi e simbologie condivise, a disposizione dell’armamentario ideologico dell’internazionale nera. Da noi, al massimo, le si chiamano goliardate.
I nazisti della porta a fianco in questa fogna a cielo aperto ci si abbeverano con gusto, in un cocktail micidiale di “nazionalismo bianco”, richiami al misticismo nazista, e paranoie cospirazioniste che ruotano attorno ad un demenziale complotto di genocidio razziale per sostituzione etnica.
E sono vezzeggiati, coccolati, blanditi (e protetti), fino ai massimi livelli ‘istituzionali’…
Passando per le mezzeseghe locali…
Più che altro, è inquietante notare la saldatura su contaminazione attualmente in atto tra quell’enorme laboratorio neo-nazista che è diventata l’Europa orientale ed i gruppuscoli della cosiddetta alternative-right, prettamente di matrice anglosassone. A suo modo, un coglione pluriomicida come Brenton Tarrant ne è un condensato perfetto: infarcisce le sue armi con scritte in cirillico ricopiate chissà dove e simboli runici, tra cui spicca la runa di Odal, che già faceva bella mostra di sé nel Rassemblement national populaire di Marcel Deat, prima di diventare l’emblema dell’italiana “Avanguardia Nazionale” di Stefano delle Chiaie, oltre ad essere stato lo stemma distintivo di una delle più feroci divisioni delle Waffen SS. Guarda caso, operativa propria in Montenegro, patria di quel Novak Milosev Vujosevic, che il nazi-killer non manca di citare sui suoi caricatori.
È singolare notare come il titolo del testamento ideale del terrorista sia l’esatta trasposizione in inglese della teoria della “Grande Sostituzione” (Le Grand Remplacement): fortunata invenzione dello scrittore francese Renaud Camus, politicamente schierato col suo movimento politico a fianco del Fronte Nazionale di Marine Le Pen. A titolo informativo, per i difensori della razza pura, Renaud Camus è dichiaratamente omosessuale.
Ma a fare bella mostra di sé sulle dotazioni tattiche del macellaio di Christchurch è soprattutto il sonnenrad, ovvero il Sole Nero tanto caro alle SS di H.Himmler, accompagnato anche in questo caso dalla sua variante slava: il Kolovrat (che poi è anche il nome di uno dei principali eroi dell’epica russa, Evpaty Kolovrat, nella lotta contro l’invasione mongola).
Entrambe i simboli sono collegati al neo-pagenesimo di ispirazione etenista ed alla Rodnoveria panslava. Per le organizzazioni skinhead e suprematiste, si tratta di una valida alternativa al cristianesimo con le sue insopportabili contaminazioni giudaiche. Ma il Kolovrat ricorre anche negli stemmi di gruppi paramilitari russi di matrice neo-nazista che combattono nel Donbass.
E che a loro volta si scannano con gli altri gruppi neo-nazisti ucraini, tra cui spicca il famigerato Battaglione Azov che nel suo stemma usa invece il sonnenrad.

Ovviamente, non mancano gli scambi culturali con le organizzazioni italiane…

Peraltro, il Sole Nero delle SS è presente anche negli stemmi della cosiddetta Antipodean-Resistance, una delle principali formazioni australiane della destra neo-nazista e vicina ai gruppi skinhead legati al suprematismo bianco (su tutti gli AtomWaffen Division ed i SonnenKrieg), con le loro trucide rappresentazioni artistiche
Poi va da sé che le ossessioni sono quelle di sempre: i froci, gli ebrei, i negri, i cinesi, gli stranieri in generale, con l’aggiunta dell’odio verso gli aborigeni (siamo pur sempre in Australia), nel terrore del meticciato.

Cosa più interessante, è l’organizzazione delle “Lads Society”, ovvero una variante nazi-sovranista di Fight Club per scazzottate identitarie, nelle preparazione dei futuri guerrieri senza sonno della “white revolution”.
L’Antipodean-Resistance è in realtà una confederazione di sigle, filiate attorno alla web community del sito IronMarch; forum fascista, lo definisce il suo stesso fondatore: un uzbeko, tal Alisher “Genghis” Mukhitdinov, che in rete si spaccia per russo e si fa chiamare Alexander Slavros…

Si tratta di un ‘burlone’ specializzato nell’autopromozione e nella produzione compulsiva di meme nazisti, che parla di guerre razziali di sterminio (evidentemente gli piacciono i “Diari di Turner”) e… feticismo (!), in un miscuglio di strasserismo revisionato in salsa nazional-bolscevica: Alexander Dugin per intenderci, già protagonista di agiografici servizi sul TG2 di Gennaro Sangiuliano, nella RAI 2 a conduzione del ritrovato Carlo Freccero, dopo la conversione sovranista.
Slavros (o Mukhitdinov, che dir si voglia) è molto attivo anche sul portale Daily Stormer (che si ispira apertamente al Der Stürmer di Julius Streicher), specializzato in antisemitismo esasperato (è costantemente in guerra con gli altri gruppi dell’Alt-Right per non essere abbastanza anti-semiti), campagne di trollaggio organizzato, e una venerazione per Donald Trump.
C’è da dire che l’ideatore e fondatore del portale, Andrew Anglin, dalle nostre parti è di casa… 
Non per niente, del The Daily Stormer esiste anche un’edizione italiana, tanto per non farci mancare nulla.
In realtà si tratta di recinti chiusi, letamai infetti dove nazifascisti di ogni latitudine possono masturbarsi a vicenda in nome della causa comune, fomentarsi ed armarsi virtualmente in attesa dello scontro finale. Ogni tanto qualcuna di queste bestie scappa dalle gabbie e mette semplicemente in pratica ciò che va predicando da mane a sera. Ma per ogni invasato in circolazione, c’è sempre una mente che li fomenta ed una mano che li arma…

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MAN IN BLACK

Posted in A volte ritornano, Stupor Mundi with tags , , , , , , , on 11 marzo 2019 by Sendivogius

Il Capitano ha fatto il bucato. E al contempo ha ritrovato pure chi gli stira di nuovo le camicie.
Esaurito il guardaroba di divise riassemblate in un patchwork di mostrine, stellette, alamari, distintivi, gradi finti e patacche varie, tutte spillate assieme dall’Arlecchino padano che cambia uniformi con più frequenza delle mutande, dopo le orripilanti felpe con segnaletica stradale aggiunta, il ministro più travestito d’Italia, messo da parte il cop-fetish, declina verso il sobrio e sceglie finalmente la tenuta originale che più gli si addice, per la sua sfilata all’eterno carnevale. Poteva mancare dunque la mitica camicia nera, a suggellare la sua personalissima parodia mussoliniana, onde eccitare i nostalgici in polluzione necrofila per quell’altro attore consumato che era il Benito in orbace?!?
È che gli riesce proprio naturale, anche se deve ancora esercitarsi sulla mimica facciale e protendere meglio il mascellone volitivo,
affilando la faccia da deficiente spiritato, meglio se in pose fantozziane per cartoline ricordo con annessi “Bacioni!” e sditazzate di ‘Nduja. Di questo passo, ce lo ritroveremo presto a torso nudo sopra una trebbiatrice, o in canotta e pantaloni ascellari in groppa ad un cavallo bianco; meglio ancora se con uno scolapasta in testa, mentre inarca il grugno in avanti e fa la faccia cattiva, scattando selfie di profilo per le masturbazioni di gruppo al fan-club ‘sovranista’ dei suoi squadristi da tastiera.

Libidine pazzesca, per il nuovo sex symbol a mano armata, che tanto agita le fantasie erotiche delle leggendarie casalinghe di Voghera.
Non avrà lo stesso fascino della divisa, ma al ppoppolo piace! Eppoi è risaputo che il nero sfina gli obesi.

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(120) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , on 3 marzo 2019 by Sendivogius

Classifica FEBBRAIO 2019”

 Cosa ricorderemo dell’Italietta nazi-populista dei grilloleghisti, al momento surgelata in frigorifero in attesa delle elezioni europee, una volta smaltita la grande sbornia sovranista, tra rutti etilici e flatulenze identitarie?!? Perché tutti i giochi di ruolo prima o poi giungono a loro naturale conclusione… e questo revival pecoreccio del Ventennio non fa certo eccezione.
Diciamo che l’immaginario collettivo si nutre di simboli, ovvero di singoli fotogrammi di una pellicola sbiadita, che la memoria degli italiani è come quella dei pesci rossi: non è vero che sia limitata a pochi secondi (al massimo dura un paio di settimane), conservando una qualche labile e confusa reminescenza degli avvenimenti più recenti, senza riuscire a ricordare esattamente in cosa consistano.
E quindi resteranno le sfilate in divisa di un ministro prêt-à-porter… le twittate varie del menù del giorno: pane e nutella, bucatini alla merda, fagioli alla scurreggiona, rigatoni alla zozzona, spaghetti alla puttanesca, tranci giganti di pizza dal Sudicio… con un vicepremier perennemente travestito da sbirro, che si ingozza di porcherie che farebbero rivoltare i porci, e ‘parla’ con gli amici immaginari di internet, chiedendo loro se gli vogliono bene. Insomma un caso clinico da manuale: single in crisi di mezza età, ossessionato dall’uomo nero; feticista compulsivo dalla sudorazione intensa, che surroga nella divisa la ricerca di ruolo e di rassicurazioni (l’invidia penis di un personaggio ridicolo mai giunto a maturità), ascolta Radio Balilla, e compensa le sue insicurezze croniche con le abbuffate bulimiche di cibo spazzatura, che secondo lui fanno tanto “ppopppolo”.
Eppoi un pupazzo del presepio napoletano, che sembra una caricatura di Elio, quello delle Storie tese, in gita al Cottolengo con tutto l’Asilo Cretinetti a 5 stelle e la galleria di casi umani rivestiti a festa per l’occasione, ad inseguire le scie chimiche che corrono sopra la terra piatta ed i complotti tutt’attorno.

Gente a cui “non viene mai in mente che la vita è una cosa seria e che c’è chi cerca di ricavarne qualcosa di decente invece di fare il coglione a tempo pieno” (Jack Kerouac).

Hit Parade del mese:

01. DEMOCRAZIA DIRETTA (I): Tu sei Rete

[22 Feb.] «Una formica non deve sapere come funziona il formicaio, altrimenti, tutte le formiche ambirebbero a ricoprire i ruoli migliori e meno faticosi, creando un problema di coordinamento.»
(Davide Casaleggio, il Pescatore)

02. DEMOCRAZIA DIRETTA (II): Certificazioni

[18 Feb.] «Il sito è sicuro e tutte le votazioni di Rousseau sono certificate da un ente esterno.»
(Danilo Toninelli, formaggino soresino)

03. DEMOCRAZIA DIRETTA (III): Cliccami!

[17 Feb.] «Chi parteciperà domani alla votazione su #Rousseau si sentirà per un attimo senatore della sua Repubblica. Si sentirà Stato, si sentirà elettore ed eletto, parte delle Istituzioni e ne avvertirà tutto il peso e l’emozione. Domani scriveremo insieme un’altra pagina di democrazia.»
(Ettore Licheri, il Romanziere)

04. IL RENZUSCONI (I): Coupe de theatre

[18 Feb.] «Prima un vero e proprio colpo di stato per farlo fuori da Palazzo Chigi. Ora, addirittura, vengono arrestati i suoi genitori. Vicende che fanno paura, indegne di un paese civile. Ha provato a cambiare davvero le cose, vogliono fermarlo ad ogni costo. #siamotuttiMatteoRenzi”.»
(Luciano Nobili, il Replicante)

05. IL RENZUSCONI (II): Balle catenate

[20 Feb.] «Non mi sembra una esagerazione cominciare a fare un parallelo fra #affaireDreyfus e quello che si può ormai definire #AffareRenzi. E forse si può sperare che ci sia anche oggi un #EmileZola che scriva un #Jaccuse.»
(Claudio Petruccioli, l’Esagerato)

06. KU KLUX KLAN CHIAMA ITALIA (I):
Impicchiamolo a casa sua

[17 Feb.] «La vittoria di Mahmood a Sanremo dimostra che grandi lobby e interessi politici hanno la meglio rispetto alla musica. Io preferisco aiutare gli artisti e i produttori del nostro paese.»
(Matteo Salvini, Grand Imperial Wizard)

06.bis KU KLUX KLAN CHIAMA ITALIA (II):
l’Elite radical-chic (e la fogna sovranista)

[10 Feb.] «La giuria, composta da critici musicali del ‘calibro’ di Beppe Severgnini, e la sala stampa hanno totalmente ribaltato il risultato del televoto. Non ha vinto quello che voleva la maggioranza dei votanti da casa, ma quello che voleva la minoranza della giuria, composta in gran parte da giornalisti e radical chic. E qual è la novità? Questi sono quelli sempre più distanti dal sentire popolare e lo hanno dimostrato anche nell’occasione di Sanremo. Ringrazio Sanremo perché quest’anno ha fatto conoscere a milioni di italiani la distanza abissale che c’è tra popolo ed élite. Tra le sensibilità dei cittadini comuni e quelle dei radical-chic. Per l’anno prossimo, magari il vincitore si potrebbe far scegliere solo col televoto, visto che agli italiani costa 51 centesimi facciamolo contare!»
(Luigi Di Maio, la Puttana di Salvini)

06.ter KU KLUX KLAN CHIAMA ITALIA (III):
Meticciato islamico

[10 Feb.] «Un vincitore molto annunciato. Si chiama Maometto, la frasetta in arabo c’è, c’è anche il Ramadan e il narghilè, e il meticciato è assicurato. La canzone importa poco, Avete guardato le facce della giuria d’onore?»
(Maria Giovanna Maglie, la nazi-pasionaria)

07. MANICOMIO ITALIA (I): Pericolo Giallo

[15 Feb.] «Mi candido per il mio senso di responsabilità, si sta profilando un progetto di egemonia dell’impero cinese che è pericoloso per il mondo»
(Silvio Berlusconi, Salvator Mundi)

08. MANICOMIO ITALIA (II): Pacchi Napoletani

[18 Feb.] «Entro l’anno faremo un referendum per l’autonomia totale di Napoli, e a breve entrerà a regime la criptomoneta partenopea.»
(Luigi De Magistris, Pataccaro)

09. A LAVURA’ TERUN!

[03 Feb.] «Come recuperare il gap con le scuole del Nord? Ci vuole l’impegno del Sud, vi dovete impegnare forte… questo ci vuole. Più fondi? No! Impegno, sacrificio, impegno, lavoro e sacrificio.»
(Marco Bussetti, Ministro dell’Ignoranza)

10. MILIONI!

[10 Feb.] «In milioni sono pronti a mobilitarsi sul mio manifesto europeista.»
(Carlo Calenda, la Risorsa)

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Il fascismo della divisa

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , on 24 febbraio 2019 by Sendivogius

 «La recente mania dell’uniforme sviluppata da alcuni politici italiani tradisce fantasmi che vanno esplorati, anche per capire meglio nelle mani di chi siamo caduti. Travestirsi è un atto comune nella storia dell’umanità. Nasce con il travestimento propiziatorio nell’animale che si desidera catturare. Con il Carnevale diventa un temporaneo nulla osta alla trasgressione purché dietro una maschera. Spesso a Carnevale ci si traveste da politici, per prenderli in giro.
È dunque comprensibile che anche i politici di questi tempi abbiano voglia di rispondere al fuoco. Non si capisce però questo accanimento contro le divise di onorati corpi militari, gli ultimi che un politico dovrebbe prendere in giro.
La psicologia chiama travestitismo il comportamento che spinge un individuo a indossare abiti del sesso opposto per raggiungere l’eccitazione sessuale. Come il bambino che nel percorso della sua maturazione sessuale indossa i vestiti della mamma di nascosto e la imita davanti allo specchio. Quando è un adulto a travestirsi le cose però si complicano e l’atto può essere rivelatore di traumi o di altre patologie. Soprattutto la divisa militare è carica di una simbologia che va dalla velleità di potere, alla presunzione di forza ma anche al mascheramento di una debolezza.
“L’uniforme traccia dei limiti, serve da totem, rivela o nasconde, conferma legittimità e sopprime l’individualità”, scrivono gli studiosi Nathan Joseph e Nicholas Alex dell’Università di New York. Il travestimento con la divisa attribuisce a chi non ce l’ha una reputazione e un’appartenenza, sopperisce con i galloni, seppur posticci, alla mancanza di un adeguato status sociale e di istruzione, all’incompetenza o alla scarsa credibilità. Con fantasiose divise si sono sempre camuffati tutti i dittatori, come i tanti despoti africani, da Bokassa a Amin Dada, che si coprivano il petto di medaglie, stemmi e cordoncini colorati. Fino all’inimitabile Gheddafi, che venne a Roma conciato come un ulano settecentesco.

La divisa lancia messaggi, delimita sfere di influenza. Nelle grandi occasioni il Maresciallo Tito usava indossare la divisa di ammiraglio della marina per asserire la sua appartenenza croata e bilanciare così lo strapotere serbo nell’esercito iugoslavo. Lo stesso fece dopo di lui Franjo Tudjman, per insinuare che era lui ora ad aver preso il posto e la divisa di Tito. Ma la divisa anche esimia dall’avere un’identità, una personalità propria, è di per se stessa mimetica e chi la indossa affida a un simbolo i propri connotati. Indossare la divisa del nemico è considerato un crimine di guerra ma solo se così camuffati si viene sorpresi a combattere.
Travestirsi resta comunque un atto controverso. Oggi è diventato offensivo travestirsi da pellerossa o da geisha giapponese, perché nella contorta filosofia del politicamente corretto, questa si chiama “appropriazione culturale” ed è considerata un sopruso. Insomma, solo un pellerossa può legittimamente travestirsi da pellerossa. Se non altro, noi italiani deteniamo l’esclusiva del travestimento da antichi romani.
La divisa, marziale e trucida, è sempre simbolo di virilità, di machismo ed è molto probabilmente questa la connotazione preferita dai politici che vi ricorrono. L’uomo forte, il fusto italico erede del celodurismo bossiano, che ha sempre vagamente strizzato l’occhio alla mascella prominente del Puzzone e alle sue pantomime in camicia nera. Ma secondo un articolo del New York Review of Books, molto spesso dietro alle velleità machiste di tanti dittatori si nasconde invece una mal vissuta omosessualità. Nel commentare la vittoria gialloverde alle elezioni italiane, Steve Bannon ricordò Mussolini e ne elogiò l’eleganza: “Aveva anche un sorprendente gusto nell’abbigliamento, con tutte quelle sue belle uniformi”. I media americani subito si tuffarono nelle allusioni omoerotiche dell’uscita di Bannon e vi trovarono tracce di quello che James Kirchick definisce il mascolinismo gay, molto diffuso nell’estrema destra americana e non solo. A cominciare dall’anarco-fascista Jack Donovan, leader del Lupi del Vinland, un gruppo tribalista i cui membri si radunano nei boschi per spalmarsi il corpo di fango e fare sacrifici animali. O dal simpatizzante nazista Philip Johnson che quando i nazisti invasero la Polonia scrisse che “le divise verdi tedesche mettevano allegria al paesaggio”.

circa 1930: Members of the SA, the paramilitary wing of the Nazi Party, stripped of their brown shirts. (Photo by Hulton Archive/Getty Images)

Theodore Adorno nel dopoguerra sviluppò la teoria di un’affinità fra l’omosessualità maschile e il totalitarismo sostenendo che gli omosessuali anelano a una figura paterna pre-edipica che impersoni ordine e disciplina. La loro diversità li spinge ad opporsi ad ogni egualitarismo e a praticare il culto del corpo, nutrendo simpatia per qualsiasi regime che si discosti dai valori tradizionali, nella speranza di non venire più ostracizzati. È un fatto che Ernst Röhm, il co-fondatore delle SA hitleriane, le future SS, dalle vistose divise marrone, era un dichiarato omosessuale. Hitler dapprima lo tollerò poi lo fece giustiziare mettendo a fuoco i suoi archivi che repertoriavano minuziosamente tutti i membri omosessuali delle SA.
 Da ultimo va ricordato Yukio Mishima, lo scrittore giapponese che creò un proprio corpo paramilitare, il Tatenokai, la cui sigla in inglese fa curiosamente SS, per reagire a quella che lui chiamava la femminilizzazione del Giappone, divenuto da paese militarista a popolo di “compositori di mazzi floreali”. Mishima fece karakiri a 49 anni e nel suo capolavoro “Confessioni di una maschera” racconta il risveglio sessuale di un gay.
Se ne può dunque concludere che non è tutto macho quel che è marziale e che certi travestimenti forse nascondono il desiderio di altri. Meglio dunque per un politico presentarsi nelle proprie vesti e con la propria faccia. Quando ne ha ancora una

 Il fascismo della divisa
  Diego Marani
  (18/01/2019)

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RUSPA!

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , on 16 febbraio 2019 by Sendivogius

Che grande che è il Capitano!
Tra una foto dei compitini della prima elementare (pure sbagliati) e l’immancabile primo piano dell’inquietante piatto del giorno (che pare uno sformato di emorroidi fritte alla merda)… 

..dal balcone littorio di twitter, il Ministro della Polizia annuncia lo sgombero dei baraccati ammassati nella bidonville di S.Ferdinando, in quelle lande calabresi dell’ex Terronia che hanno condotto in trionfo il duce di ghisa per sopraggiunta sindrome di Stoccolma.
Salvini di oggi e di ieriNon una parola di cordoglio, fosse anche di circostanza, per il ragazzo senegalese bruciato vivo nella sua catapecchia, mentre cercava di ripararsi dal freddo della notte. Molta più empatia e considerazione ha trovato invece il puccelloso cagnolino di Bologna, scampato miracolosamente all’incendio del suo appartamento. E Onore ai Vigili del Fuoco (!).
I braccianti africani tante attenzioni non le meritano di certo. Sono negri, a loro piace vivere così. Meno che selvaggi. Portano “degrado ed illegalità”, che detto nella Calabria dominata delle ‘ndrine e sfregiata dall’abusivismo edilizio, è un po’ come dire che lo scioglimento della calotta artica è causata dalle scorregge degli orsi polari.
Il lavoro nero, lo sfruttamento, la criminalità organizzata… quelle vanno benissimo, non suscitano le apprensioni del Capitano, e meno che mai le inquietudini di quei bravi cittadini che sbavano adoranti per questo sudaticcio gargarozzone padano travestito da gendarme.
Cancellato, negato, spianato, ogni aspetto che abbia anche lontanamente una dimensione “sociale”, deprivato il fenomeno di ogni valenza “umana”, tutto è ridotto a problema securitario di ordine pubblico in funzione repressiva, a dimostrazione muscolare, per sorvegliare e possibilmente punire.

JIN-ROH

Ad ogni modo, ‘sti negri (di merda, per definizione) vanno cacciati via… deportati (e possibilmente tenuti nascosti là dove non possono essere visti)… SGOMBERATI!! twittato tutto in maiuscolo, con punto esclamativo brandito come manganello.
Perché Loro sono il Male e LVI è la cura.
Peccato però che senza i negracci ridotti alla miseria più nera e sfruttati nei campi con paghe da fame (quando e se vengono pagati), ai calabresi i pomodori, le olive e tutto il resto, toccherà raccoglierseli da soli.
È lo stesso paradosso che già affliggeva i redneck del Ku Klux Klan ai tempi belli della grande caccia al negro: come disporre di un bacino potenzialmente immenso di docile manodopera schiava a costo zero e al contempo tenere a bada una simile massa di scimmioni, tanto utili da sfruttare a morte quanto brutti a vedersi? Sempre per quella storia del “degrado”… meglio se unita alla minaccia strisciante dell’invasione aliena. Funziona sempre.

Lo sapevano anche i nazisti che costringevano gli ebrei a vivere in condizioni disumane, salvo poi additarli alla folla e dire: “Vedete? Sono parassiti, vivono nel sudiciume come ratti di fogna”.
Se il giochetto riusciva con gli ebrei, figuriamoci coi negri.
Che forza che è il Capitano!

 

Incantesimo napoletano

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , on 10 febbraio 2019 by Sendivogius

Allora è proprio vero che non c’è fine all’idiozia.
In questi ultimi mesi, il governo nazi-populista dei giallobruni al potere ci aveva pure abituato a livelli di cialtroneria inimmaginabili, elevando di molto l’asticella della decenza, già abbondantemente abusata nello stupro di gruppo condiviso, ma in tutta franchezza un imbecille di portata cosmica come questo coglione qui ancora lo dovevamo vedere…!
Guardatevelo (e ricordatevelo!) il gaudente bamboccione napoletano dal ghigno perenne incorporato, accanto alla teca del San Gennaro di cittadinanza, mentre realizza lu miraculu e fa impallidire ogni televendita dei suoi predecessori, in un trionfo kitsch illuminato al laser beam. Sembra una via di mezzo tra la Lotteria di Capodanno ed un numero del Mago Silvan, dove il trucco consiste nell’animazione del pupazzo a retrocarica, che solleva il lenzuolino bianco nella scoperta di una sorta di dildo gigante, mentre i ventriloqui della Caseleggio Associati gli fanno pronunciare frasette strafatte da aforismario tardo-adolescenziale.
Et voilà! Il Reddito di Cittadinanza (RdC) è servito! Poco importa se si tratta di un incrocio ibrido tra l’antica Social Card (manco ve la ricordate più, vero?!) di Giulio Tremonti ed il più recente “reddito di inclusione”, condensati insieme in una unica tesserina dorata, racchiusa in una teca che ricorda tanto la rosa incantata della Bella e la Bestia.
E non sai se era peggio quando questo pupazzetto buffo s’affacciava dal balcone urlando di aver sconfitto la povertà (!) con la claque autoconvocata in overdose da stronzate.

“La signora in giallo”
di Alessandra Daniele

«Luigi Di Maio l’ha presentata in una teca come una Madonnina piangente: la prima tessera del mitico Reddito di Cittadinanza. Che in realtà non è un reddito, e non è di cittadinanza, ma sarà (se e quando partirà davvero) un sussidio di disoccupazione, vincolato a un milione di regole burocratiche che trasformeranno in un sorvegliato speciale chi cercherà di ottenerlo.
Inoltre, la gialla master card destinata secondo Di Maio ad “abolire la povertà” sarà comunque negata proprio ai più poveri.
Non la riceveranno gli sfrattati e i senzatetto.
Non la riceveranno italiani e stranieri in povertà assoluta che risiedono in Italia da meno di dieci anni.
Non la riceveranno i giovani disoccupati che devono abitare ancora coi genitori.
Se la riceverà, la perderà l’imbianchino disoccupato di Catania che si rifiuta di andare ad allevare anguille a Comacchio, e viceversa.
Non riuscirà mai ad ottenerla chi non sa o non può procurarsi tutta la documentazione necessaria per dimostrare a Nostra Signora del Sussidio che non è un truffatore fancazzista, né un immigrato a torso nudo con lo smartphone.
Ma basta con queste lamentele, guardiamo il bicchiere mezzo pieno: se tutto va bene, da maggio circa un milione di famiglie riceveranno una nuova social card con circa 100 euro a settimana per fare la spesa (l’eventuale resto sarà rigorosamente destinato all’eventuale affitto).
È il momento di recuperare lo scontrino col quale Pina Picierno voleva dimostrarci come 80 euro bastassero a una famiglia di tre persone per una spesa settimanale.
Lo scopo primario del Reddito di Cittadinanza però non è lo stesso degli 80 euro renziani, cioè pagare gli italiani per votare un branco di cazzari. Quello lo fanno anche gratis.
Il Reddito di Cittadinanza è innanzitutto uno strumento di controllo sociale, come ha esplicitato il sociologo ex-grillino Domenico De Masi: “Elargire questo sussidio serve ai ricchi, per evitare che i poveri s’incazzino e gli taglino la testa”.
Il compito dichiarato del Movimento 5 Stelle è sempre stato fin dall’inizio quello di assorbire la rabbia popolare, per impedire che producesse qualcosa di realmente rivoluzionario.
Beppe Grillo l’ha rivendicato più volte: “Se non ci fossimo noi a tenerla buona, la gente scenderebbe in piazza”. E Di Maio s’è vantato di recente: “Senza di noi, anche in Italia ci sarebbero i gilet gialli”.
Il RDC è un sedativo di massa.
E non è certo concepito per evitare la recessione (generale e prevista) né la conseguente prossima Quaresima di tasse e tagli, ma per renderle più sopportabili per le masse, con un centinaio di euro in più a settimana a quelli che potrebbero diventare realmente pericolosi per il sistema.
Per tenerli tranquilli. E sorvegliati.
Perché restino buoni cittadini.
E consumatori.
Non ai senzatetto quindi, né ai migranti, che invece vengono spinti sempre più verso l’emarginazione totale – anche col decreto Salvini – per essere usati come spauracchio e capro espiatorio.
Questo disegno non è occulto, è esplicito, come le dichiarazioni che ho citato confermano, ma funziona lo stesso, come ogni manipolazione che faccia leva sugli istinti e sui bisogni primari.
L’utilità del governo Grilloverde per le élite che dice di combattere però difficilmente lo salverà dal suo destino ultimo: diventare a sua volta il capro espiatorio, quando la Crisi affonderà le zanne, e i sedativi di massa non basteranno a tenere buone le prede

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(119) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , on 2 febbraio 2019 by Sendivogius

Classifica GENNAIO 2019”

Nella foto: Salvini che cucina di merda

E mentre la pancia della nazione sovrana si mobilita nella difesa della razza, contro l’invasione aliena degli allogeni negroidi, l’ideologia gender e l’infrocimento regressivo per sostituzione etnica, che tanto agitano i sonni del fascista dentro di noi, l’Italietta sovranista scivola gaiamente in una nuova recessione, cullata dai roboanti annunci di incredibili riprese.
Eppoi abbiamo pure il Calcio più bello del mondo!
Come non credere infatti all’impettito pupazzo animato prestato al dicastero del lavoro, che con la stessa autorevolezza di un piccione scacazzante annuncia il nuovo miracolo italiano (ed il suo curriculum è una garanzia!), mentre tuona contro quelli che c’erano prima e che (è ovvio) gli “hanno mentito!”, frattanto che la sua giusta collera si abbatterà su di loro nel sacro nome del cambiamento…

Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre, perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare e infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te.”
 (Ezechiele 25:17)

Giggino, insieme al resto del Circo Barnum a cinque stelle, non si capacita infatti perché diamine ora che è al governo non sia ancora cominciata l’Età dell’Oro, nel Paese di Cuccagna dove scorrono fiumi di latte e miele, mentre la manna cresce copiosa sugli alberi come gli zecchini d’oro.
Deve sicuramente trattarsi dell’ennesimo complotto delle demoplutocrazie giudaico massoniche che controllano le banche. E insieme ai Savi di Sion cospirano contro la riVoluzione, in quelle adunate sediziose che chiamano parlamenti. Non gli sovviene mica l’idea che alla credibilità finanziaria del cosiddetto “sistema-paese” non giova un differenziale sul rendimento dei titoli di Stato, che oramai viaggia da 8 mesi abbondantemente sopra i 200 punti (con quello che ne consegue sul calcolo dei tassi di interessi); la totale assenza di una qualsivoglia programmazione economica, in un susseguirsi di improvvisazioni e contraddizioni; una legge di bilancio raffazzonata e messa insieme in fretta e furia dentro una scatola vuota, nonché le incertezze e l’incompetenza abissale di un esecutivo di casi umani che sembrano scappati dal Cottolengo… Peraltro, queste sono tutte cosette che in genere allontanano gli “investitori” e certo non li incentivano a cacciare fuori quattrini a fondo perduto. Soprattutto se poi si litiga con mezzo mondo, alla ricerca del nemico del giorno (le “banche”, la UE, la BCE…), dichiarando guerra virtuale alla Francia, la Germania, l’Olanda, o di voler spezzare le reni a Malta, per galvanizzare le squadracce di fan su facebook. E intanto si strizza l’occhietto ai governi nazi-populisti dell’Europa Orientale. Forse non farà effetto da noi, ma fuori dall’Italia certe “goliardate” le notano eccome. E nessuno è disposto a rischiare i propri soldi, per la bella faccia di Giggino ed il Mussolini di ghisa al Viminale, o magari relazionarsi con un Toninelli alle Infrastrutture (!).
Ma non temete… Ci salverà il reddito di cittadinanza e quota cento, nel paese dei navigator (a vista) e della piattaforma Rousseau per la democrazia diretta, in un tripudio di saluti romani e bucatini al ragù precotto.
W la Mamma! W la Figa! Evviva l’Italia!

Hit Parade del mese:

01. UN NUOVO MIRACOLO ITALIANO (I)

[11 Gen.] «Io credo possa esserci un nuovo boom economico come negli anni Sessanta, avevamo le autostrade e ora la nuova sfida sono le autostrade digitali.»
 (Luigi Di Maio, Applicazione digitale)

02. UN NUOVO MIRACOLO ITALIANO (II)

[31 Gen.] «Ci sono tutte le premesse per un bellissimo 2019 e per gli anni a venire. L’Italia ha un programma di ripresa incredibile.»
 (Giuseppe Conte, l’Uomo che non c’era)

03. CREDIMI SEMPRE

[20 Gen.] «Danilo Toninelli è il miglior ministro che abbiamo, assieme a Luigi Di Maio. Non ho le prove, ma secondo me dietro il massacro mediatico subito da Danilo c’è la mano dei Benetton.»
(Alessandro Di Battista, il Vagabondo)

04. IL COMPLOTTO RI-SVELATO

[20 Gen.] «Il Gruppo dei Savi di Sion e Mayer Amschel Rothschild, l’abile fondatore della famosa dinastia che ancora oggi controlla il Sistema Bancario Internazionale, portò alla creazione di un manifesto: ‘I Protocolli dei Savi di Sion’. Suddiviso in 24 paragrafi, viene descritto come soggiogare e dominare il mondo con l’aiuto del sistema economico, oggi del globalismo, dei banchieri di affari e finanza criminale.»
  (Elio Lannutti, Pataccaro a 5 stelle)

05. SUPER SLURP!

[10 Gen.] «Se c’è qualcuno che ha sempre divulgato la scienza, le nuove tecnologie, la ricerca più avanzata, portando fior di luminari sui palchi dei suoi show o consultandoli per scriverne i testi, è proprio Grillo.»
  (Marco Travaglio, Ruffiano di regime)

06. MEMENTO MORI

[30 Gen.] «Sentivo questo alito di responsabilità di intervenire davanti al Governo. Ad un certo punto ho visto tutto bianco e non ho avuto più salivazione, era completamente azzerata. Consideri che io non vengo dalla politica. Sono un cittadino. Noi 5 stelle non siamo incompetenti, ma inesperti. Prima di iniziare la nostra attività parlamentare abbiamo seguito un corso preparatorio. Io non sono una economista, ma mi sono fatta una infarinatura del bilancio statale. Mi piacerebbe essere ricordata come quella che disse popularsi, ma ho mantenuto le promesse, contribuendo a fare dell’Italia un paese autoritario [sic!].»
  (Teresa Manzo, Intelligenza a 5 stelle)

07. ESAGERAZIONI

[10 Gen.] «Claudio Baglioni ha le mani sporche di sangue come gli scafisti, non è esagerato dirlo »
  (Daniela Santanché, Nazi-Transgender)

08. METODO EMPIRICO

[09 Gen.] «Se mi sono mai fatto una canna? Solo a scopo di ricerca per conoscere l’argomento della proposta di legge. Se devo normare una materia devo averne conoscenza.»
  (Matteo Mantenero, altro fenomeno a 5 stelle)

09. IL TANFO È ALTRO E SI SENTE

[19 Gen.] «Oggi ho mangiato dei broccoli incredibili, con le puntarelle, ma vi confesso che ho mangiato pure dei cipollotti e quindi statemi lontani… fortunatamente l’odore non vi arriva »
  (Matteo Salvini, il Fetente)

10. HAI ROTTO ER CAZZO PURE TE!

[09 Gen.] «Accordandoci con l’M5S avremmo raddoppiato i voti, ci saremmo rilanciati.»
  (Michele Emiliano, il Secco)

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Sotto il vestito niente

Posted in A volte ritornano, Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , on 20 gennaio 2019 by Sendivogius

E finalmente da buon ultimo arrivò anche Alfonso Bonafede, il ghignante guardasigilli a cinque patacche, che ora può sfoggiare il suo sgargiante costumino di carnevale ed entrare a pieno titolo nel club feticista dei travestiti al governo, tra i quali ovviamente a dettare la moda è sempre LVI, il questurino d’Italia, e già guardiano padano in tenuta verde pisello, che da quando è ministro della polizia ha completamento rinnovato il proprio guardaroba, attingendo agli accantonamenti di servizio.
LVI è convinto che faccia tanto “popolo” (o così devono avergli suggerito i suoi spin-doctor), così come al contempo esprima vicinanza al “corpo” che vorrebbe rappresentare e che stando alle evidenze considera cosa sua…
Sempre che il “corpo” in questione (a quanto pare ben felice di essere considerato una sorta di milizia personale di partito) si identifichi entusiasticamente con quello che, a ben vedere, assomiglia più che altro ad un imboscato in fureria, o al massimo ricorda i marmittoni alla grandi manovre…

Come quell’altro demente lì alla Difesa, mentre tenta di capire (invano) come si imbraccia un arx 160, e intanto punta la canna contro la persona a lui più vicina…
Evidentemente, se la mania per le uniformi è il tratto distintivo di ogni fascismo per rivestire il vuoto di uomini senza vergogna, ogni fascista si sceglie il duce surrogato che meglio lo rappresenta.

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Lui è peggio di me

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , on 15 gennaio 2019 by Sendivogius

Nel vuoto lunare di una piazza deserta, in diretta da Strasburgo, va in onda il siparietto demente dell’accoppiata comica peggio assortita del webbé, Dibba Er C’è (non ci fa) e Giggino (“prima-di-tutto”) ‘o Sarracino, rigorosamente su facebook (il palcoscenico digitale, prediletto da ogni cretino in cerca di visibilità), per la serie “i meravigliosi pupazzi animati della Casaleggio Associati”: un incrocio ibrido tra i Muppets ed i Teletubbies, dopo la performance non proprio riuscitissima sulla neve che sembrava una parodia di Filini e Fantozzi al dopolavoro aziendale.
Vedere Cric&Croc col loro ghigno perenne d’ordinanza, che concionano sulla chiusura del parlamento europeo a Strasburgo, aveva qualcosa di straniante ancor prima di inquietante: “Lo chiuderemo… è inutile… è una marchetta francese… non serva a nulla”…

Perché in genere è questo l’effetto che i parlamenti suscitano ad i profeti della “democrazia diretta”: non appena ne vedono uno, il loro primo pensiero è come eliminarli, nella distopia totalitaria della Piattaforma Rousseau. Ed uno sarebbe quasi tentato di rievocare l’incendio del Reichstag tedesco nel Febbraio del 1933, o lo svuotamento di altre aule sorde e grigie. Poi però guardando meglio i Mimì e Cocò di questa (ennesima) farsa all’italiana, al massimo viene in mente il duetto di Totò e Peppino in trasferta a Milano:

“Noio, volevam savoir. Dunque: noi vogliamo sapere, per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare?”

E prontamente suggerire loro la via a suo tempo già indicata da Beppone il Timoniere…
Che a cercarla, la strada la si trova sempre.

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Il Governo del Popolo

Posted in A volte ritornano, Kulturkampf with tags , , , , , , , on 8 gennaio 2019 by Sendivogius

«Per quanto riguarda i primi mesi del nazismo ho raccolto qui, così com’erano, tutte le annotazioni del mio diario che avevano attinenza con la nuova situazione e la nuova lingua. A quel tempo le cose per me andavano incomparabilmente meglio che in seguito; in fondo ero ancora in servizio e in casa mia, potevo ancora osservare gli avvenimenti quasi indisturbato. D’altra parte non ero ancora diventato almeno in parte insensibile, ero ancora tanto abituato a vivere in uno stato di diritto che giudicavo un profondissimo inferno quello che in seguito avrei definito al massimo un limbo. Comunque, per quanto potesse poi peggiorare la situazione, tutto l’insieme di idee, azioni e linguaggio che ritrovai in seguito nel nazismo era già delineato, in embrione, in questi primi mesi

20 Aprile 1933. Ancora un’occasione celebrativa, un nuovo giorno festivo per il popolo: il compleanno di Hitler. Attualmente la parola “popolo” si usa tanto spesso, parlando e scrivendo, quanto il sale nelle pietanze, su tutto si aggiunge un pizzico di popolo: festa del popolo, compagno del popolo, comunità di popolo, vicino al popolo, estraneo al popolo, venuto dal popolo.

09 Luglio. Qualche settimana fa Hugenberg si è dimesso e il suo partito nazionaltedesco si è “sciolto autonomamente”. Da allora noto che al posto della «insurrezione nazionale» è subentrata la “rivoluzione nazionalsocialista”, che Hitler viene chiamato più frequentemente “cancelliere del popolo” e che si parla dello “stato totale”.

28 Luglio. Ma si sentono davvero sicuri? C’è anche molto isterismo nelle azioni e nelle parole del governo. Una volta o l’altra si dovrebbe studiare particolarmente l’isterismo del linguaggio.
[…] E questo cos’è se non timore angoscioso, più o meno esplicito? Voglio dire che questo trucco per creare tensione, imitato dai film e dai romanzi a sensazione di stampo americano, da un lato è un mezzo propagandistico escogitato per creare un’immediata sensazione di timore, ma d’altra parte è un mezzo cui si ricorre solo per necessità, se si ha a nostra volta timore.

Victor Klemperer
“Lingua Tertii Imperii – La lingua del Terzo Reich”
LaGiuntina, 1999

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