Uno vale Uno

L’avevamo già ricordato in altra circostanza…
Quasi sempre citata a sproposito ed erroneamente attribuita ad Alberto Sordi, la famosa frase è estrapolata da un sonetto di Giuseppe Gioacchino Belli, poeta dialettale che scrisse centinaia di sonetti in romanesco (il dialetto romano) a metà ‘800.
Dissacranti, feroci, dal caustico cinismo tipicamente romano, i sonetti del Belli irridono ogni potere nella disillusione provocatoria della plebe romana.
Il Marchese Grillo - by Liberthalia Nella fattispecie, il sonetto in questione è dedicato ai “sovrani del mondo vecchio”; mai definizione fu più appropriata ai caricaturali protagonisti del tempo presente. Visto che gli piace tanto, noi lo dedichiamo ad uno dei suoi principali estimatori, il rag. Giuseppe Grillo da Genova, che probabilmente per difficoltà a comprendere il vernacolo romanesco non ne ha colto l’intimo significato…

Li soprani der monno vecchio

C’era una volta un Re cche ddar palazzo
manno’ ffora a li popoli st’editto:
“Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.

Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pozzo ve’nneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impicca’, nun ve strapazzo,
che’ la vita e la robba Io ve l’affitto.

Chi abbita a sto monno senza er titolo
o dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
quello nun po’ ave’ mmai vosce in capitolo”.

Co st’editto anno’ er boja pe ccuriero,
interroganno tutti in zur tenore;
e, arisposero tutti: E’ vvero, e’ vvero.

  Giuseppe Gioacchino Belli
  Sonetto 362;
  (21/01/1832)

..Nonché la traduzione in lingua italiana:

I Sovrani del Mondo Antico

C’era una volta un Re che dal palazzo promulgò questo editto per i popoli:
Io sono io e voi noi siete un cazzo, signori vassalli bugiardoni, e zitti!
Io rendo diritto lo storto e storto ciò che è dritto.
posso vendervi tutti un tanto al mazzo.
Io se vi faccio impiccare non vi farei niente di male, perché la vostra vita ed i vostri averi io ve li concedo in affitto.
Chi abita in questo mondo senza il titolo di Re, o di Papa, o di Imperatore, non potrà mai avere alcuna voce in capitolo”.
Con questo editto andò il boia per corriere,
Interrogando tutti sull’argomento;
e tutti risposero: “è vero! è vero!”

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6 Risposte to “Uno vale Uno”

  1. Eppure per molti volenterosi fideisti l’iniziativa del comico è all’insegna della massima democrazia tesa a garantire la purezza e la solidità del Mo’ Vi Mento.
    Che dire?
    Due alternative: un’enorme vaffanculo ci seppellirà o seppellirà loro.
    Segnalo http://www.reset-italia.net/2012/12/13/la-seduzione-della-sedizione/ non per desiderio auto celebrativo ma per dar testimonianza dei commenti favorevoli al verbo unico dell’un(t)o che vale più degli altri.

    • Ho letto l’articolo e l’ho molto apprezzato..:)
      Che dire?!? Qui non ci troviamo di fronte ad un movimento politico, ma dinanzi ad una setta. Tutti i canoni classici dell’analisi politica e della confutazione logica decadono.
      Siamo alle verità di Fede, alla imperscrutabilità del Dogma, agli anatemi contro gli infedeli.
      A ben vedere, i prodromi c’erano già tutti ed in incubazione da tempo…
      null

      Siamo passati dall’Unto del Signore al Signore Iddio stesso.
      Se la Storia si ripete sempre due volte, prima in tragedia e poi in farsa, è proprio vero che alle seconde non c’è mai fine!

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