PIDDUME

Carrelli della spesa pieni

“Mi sembra che in Italia non ci sia una forte crisi. La vita in Italia è la vita di un paese benestante, i consumi non sono diminuiti, per gli aerei si riesce a fatica a prenotare un posto, i ristoranti sono pieni.”

Silvio Berlusconi
(04/11/2012)

L’infelice esternazione all’epoca fu accolta con tutto il ludibrio possibile, quale segno tangibile di uno scollamento irreversibile dal “paese reale”, in un eccesso di ottimismo per troppo spirito di propaganda. Nel 2014 le flebili Cartmanaspettative di crescita per gli anni a venire furono liquidate dal grasso Cartman di Pontassieve, non ancora insediato abusivamente a Palazzo Chigi, come un insignificante “zero virgola” che certo non avrebbe fatto la differenza. Erano i tempi incerti del Letta nipote (“Enrico stai sereno”); eliminato il rivale, lo zero virgola ha acquisito tutt’altro valore…
pil-primotrimestre2015Oggi che i dati, in termini di numeri concreti e non di percentuali, sono praticamente sovrapponibili (se non peggiori), si possono invece incensare i risultati straordinari di una così eccezionale gestione della ‘finanza pubblica’. Perché nel frattempo il figlio alla destra del papi è riuscito ad Cartman assimbullonare il suo obeso deretano nello scranno più dorato della Presidenza del Consiglio, attraverso la più squallida delle manovre di palazzo per presidenziale intercessione. E tanto basta a cambiare la visione della crisi. Dalla consumazione del lieto evento, in una epifania del peggior cialtronismo trasformista, la “fuffa” è diventata l’unità di misura prevalente, se non unica, delle nullità imbarazzanti cooptate nel contorno di governo per non oscurare il Narciso al comando, sorretto da un grumo di interessi corporativi e quanto mai perso nei suoi sbrodolamenti celebrativi.
Il Bullo Fiorentino Ora, lo spettacolino permanente, imbastito a consumo degli ultimi irriducibili del partito bestemmia, non è esattamente l’immagine più esaltante per riscaldare i cuori e conquistare le menti di un’Italia che subisce l’ennesimo fenomeno da baraccone (tutt’altro che a costi sostenibili), nella transitorietà di passaggio che contraddistingue simili Happy Daysmacchiette compulsive alla tele(s)vendita elettorale. Specialmente se il protagonista assoluto è in realtà un fanfarone, smargiasso quanto infantile, con la spocchia di un signorotto rinascimentale, che gronda piacere da tutti i pori tanto ama il potere nell’abulia fisica dello stesso, mentre distribuisce mance e paghette con soldi non suoi per comprarsi consensi un tot a bonus.
Le iniezioni di “nuovismo” creano dipendenza in un elettorato intossicato, ma l’effetto della dose rischia di esaurirsi in fretta tra gli schizzi mediatici di un’overdose per eccesso di propaganda. Dovrebbero saperlo bene questi spacciatori di bubbole, coi piedi d’argilla ed il risvoltino sui calzoni, che suppliscono all’assenza di carisma con l’occupazione delle Istituzioni.

risvoltino«Il nuovismo realizzato è un regime fondato sul nulla con un’antipolitica lieve che pretende di arrestare l’onda del populismo forte. Dal presidenzialismo municipale, ai partiti personali, alle file nei gazebo tutto è concepito per liquidare ogni solida forma del politico e riesumare così i vizi antichi del trasformismo e dell’irrazionale culto del capo con virtù affabulatorie

Michele Prospero
“Il nuovismo realizzato.
L’antipolitica dalla Bolognina alla Leopolda”
Edizioni Bordeaux
(2015)

Se la “grande narrazione” renziana si nutre di (falsi) miti, col suo linguaggio da analfabeta di ritorno, esibitamente fermo all’asilo, ed in dissociazione permanente con la realtà, che infatti viene reinterpretata in termini fiabeschi tramite la manipolazione costante della stessa, bisognerebbe sapere che le illusioni fantastiche durano fintanto non si trovano ad affrontare termini di paragone concreti, finendo col cozzare con la dura realtà del quotidiano. Perché i desideri, nella proclamazione estensiva degli intenti, sono fatti della stessa sostanza dei sogni; ne condividono la medesima consistenza. E nella loro brevità circonfusa dal sonno, si dissolvono in fretta al risveglio.
Il piccolo narratoreSono concetti semplici, la cui comprensione con ogni evidenza sfugge a quell’ufficio di propaganda a tempo pieno, costruito attorno ad un rigurgito peronista su decantazione democristiana per suo uso e consumo devoluto in abuso della credulità popolare.
Premesso che dinanzi all’oscenità oramai irreversibile di partiti come il PD il sentimento dominante è il ribrezzo (ed è quanto di meglio riusciamo a provare), faceva davvero impressione nella miseria dei numeri l’imbarazzante campagna di autopromozione, coi suoi 2000 banchetti per infondere coraggio ad un’Italia assai più ‘scoglionata’ di quanto la propaganda governativa vorrebbe far credere.

Torino - Anonomia metropolitana

Evidentemente, l’allestimento di qualche tavolino sommerso Ordinaria disperazione urbana a Torinonell’indifferenza collettiva, per la distribuzione dell’ennesimo panegirico in cui vengono illustrate le magnifiche virtù del Giovin Signore, costituisce il massimo che il partito bestemmia deve intendere per “radicamento sul territorio” nel culto estensivo del Caro Leader, molto più credibile col suo nuovo look da coattello di borgata alla festa dei 18anni.
Dinanzi ad una sì dirompente iniziativa dalla sconvolgente carica mediatica, non manca certo la folla delle grandi occasioni…
Piddini a MilanoRinverdite con tutta la freschezza dei 70 anni: età media dell’elettore “democratico”; Torino - Giovani speranzepilastro del cambiamento e fulgida speranza per una compagine governativa dal radioso futuro nei prossimi decenni a venire…
Sul testo completo, per gli amanti del sadomasochismo, rimandiamo [QUI]: immancabile carica di stronzate, intrise di ottimismo stucchevole da pubblicitario a corto di idee, e scritte con un linguaggio da quinta elementare per un pubblico di sostanziali analfabeti (l’importante è che votino). Solita retorica becera sugli immancabili “figli e nipoti”, che da simili personaggi nelle urne si tengono a ritroso come dinanzi ad una latrina infetta. E ovviamente tanta, tantissima fuffa, nell’immancabile esibizione del più figo del reame davanti al suo specchio delle brame:

fonzie-renzi-

«L’economia finalmente si rimette in moto. Giusto qualche dato ufficale: a ottobre del 2014 la disoccupazione era al 13%, oggi è scesa all’11,5%. Ci sono più di trecentomila italiani in più al lavoro da quando il Governo ha imboccato la strada del JobsAct. I mutui crescono (i contratti stabili, finalmente!), la fiducia di consumatori e investitori è ai massimi da vent’anni a questa parte, dopo tre anni finalmente il PIL quest’anno sarà positivo e meglio delle previsioni di inizio anno.
Coattello alla festa dei 18 anni Le cose finalmente iniziano a marciare. Vogliamo fare di più. Ecco perché quest’anno in legge di stabilità ci sono molti provvedimenti interessanti: dall’abolizione delle tasse sulla prima casa fino alla prima misura organica di contrasto alla povertà. Dall’investimento sui ricercatori fino ai superammortamenti per le aziende. Dalle misure a sostegno dell’agricoltura fino agli interventi per Bagnoli, per Terra dei Fuochi, per l’Ilva, per le zone strategiche del Sud. Erano anni che non si vedeva una legge di stabilità così piena di buone notizie. E la notizia migliore di tutte secondo me è che il debito dal 2016 finalmente inizia a scendere: lo dobbiamo ai nostri figli, ai nostri nipoti.
balilla[…] Come risposta alla crisi di valori abbiamo pensato di offrire a chi diventa maggiorenne la possibilità per un anno di andare a teatro, alle mostre, nei musei, al cinema, agli spettacoli dal vivo utilizzando un bonus di 500 euro, lo stesso che abbiamo predisposto anche per i professori. A me sembra bello che chi diventa maggiorenne acquisti dei diritti, ma anche dei doveri. E il primo dovere è sapere chi siamo. La cultura, il teatro, la musica, il cinema, l’educazione sono elementi costitutivi dell’essere cittadini italiani. Aiutare i diciottenni a ricordare chi siamo mi sembra un dovere per un Governo, altro che mancia elettorale. Che ne pensate? Leggo volentieri le vostre considerazioni (su questo e su altro) all’indirizzo: matteo@partitodemocratico.it»

Non vale nemmeno la fatica di mandarlo affanculo!

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