UOMINI E CAPRE

Satyr fucking goat

Che le religioni siano un condensato di storielle mitologiche, decontestualizzate in verità rivelate e certezze apodittiche, nelle quali riversare i deliri misticheggianti di menti disturbate, rientra nelle manifestazioni cliniche di alienazioni consolidate secondo una prassi secolare che prende il nome di “fede”.
Un uomo è considerato ancora puro quando sfoga la sua lussuria con una pecora o una capra Ne consegue che affidare la confutazione di certe sottigliezze teologiche a serafici sociopatici in fuga da qualche centro di igiene mentale non è affatto salutare, ma può avere delle conseguenze assolutamente esilaranti nel concentrato di assurdità persistenti e convinzioni totalmente illogiche, alla base del delirio mistico. Tali sono le distorsioni (e le perversioni) che un’ansia trascendente di purezza in un turbinio psicotico di paranoie ossessive produce nella psiche malata dell’allucinato idiota di turno, con velleità messianiche da predicatore in trasferta.
La mia capretta (1)Cosa spinga poi una massa eterogenea di maschi adulti, ancorché dementi, a mortificare il proprio aspetto trasformandosi in emuli scimmieschi dalle sembianze caprine, è uno di quegli enigmi che per l’appunto sottende il “mistero della fede”.
Uomini e CapreLe mandrie fanatizzate di caproni esaltati, che pascolano felici nei mattatoi del desolante “stato islamico”, ne costituiscono l’espressione più opprimente nell’ambito delle degenerazioni estreme dell’integralismo salafita.
Francis il muloTuttavia, purgato dalle produzioni torture-porn che inebriano la mistica malata dell’ISIS, nel suo esibizionismo caricaturale, l’islamismo della salafiyya si presta più di ogni altro a considerazioni di immagine. Per sua natura, il radicalismo religioso non giova all’estetica…
Goat-fuckersSul perché uno debba conciarsi come un repellente coglione in piena metamorfosi zoomorfa, rientra invece nei gusti (discutibili) di una scelta volta a definirne l’identità ‘religiosa’.

**READ WARNINGS BOX** Abu Qatada at his North London home. PALESTINIAN CLERIC, ABU QATADA , WHO HAS HAD HIS SOCIAL SECURITY STOPPED AFTER 180,000 WORTH OF FOREIGN CURRENCY WAS FOUND IN HIS HOUSE, AND HE IS ALSO LINKED WITH OSAMA BIN LADEN. QATADA IS APPEALING AT THE HIGH COURT TODAY AGAINST THIS DECISION, AND IS ALSO BEING GIVEN LEGAL AIDE WHICH IS EXPECTED TO COST 30,000.28/11/01NATIONAL PICTURES.stock picture

Macchiette tragiche ed al contempo ridicole, seguono un preciso guardaroba, studiato apposta per il fantozzi fondamentalista nella sua ricerca di distinzione da disadattato patologico: sottana da notte della nonna (djellaba); zucchetto; braghe a “zompafosso”, tagliate sopra le caviglie come segno di parsimonia (niente stoffa in eccesso); immancabili ciabatte d’ordinanza così da scalzarsi più in fretta, appecoronati a bocconi cinque volte al dì, per menare sonore capocciate sul pavimento onde esibire l’irrinunciabile zebiba sulla fronte tumefatta.

zabiba

Ovviamente è d’obbligo barbaccia ispida ed incolta, possibilmente rasata all’altezza dei baffi, perché così (pare) usava portare il profeta. C’è da chiedersi se questi avrebbero fatto altrettante, qualora Maometto fosse andato in giro con una zeppa infilata nel culo.
salafitiNaturalmente, al netto delle più sofisticate analisi di tipo sociologico, se questi caproni perennemente incazzati e angry-muslim-for-debbiecostantemente ingrifati, nel loro stato di sovreccitazione permanente vengono poi emarginati, tenuti a debita distanza e schifati (giustamente!) contro ogni tentazione da qualsiasi donna che non sia cieca, mentre non riescono a trovare uno straccio di lavoro o integrarsi nelle società straniere che hanno la straordinaria fortuna di ospitare simili esemplari, la colpa non può che essere del solito Occidente bieco e corrotto.
Isl'AmiciDa lì scaturisce la fondamentale interrelazione con le capre, per evidente affinità elettiva.
got him a goat pigSe non fosse per certi effetti collaterali da esposizione prolungata all’oltranzismo integralista nelle sue forme più ottuse, ci sarebbe da ridere di gusto…
Libano - Salafi cleric Sheikh Ahmad al-AssirSostanzialmente estranei a tutto ciò che non sia immediatamente riconducibile al medioevo e non abbia una dimensione puramente teocratica, non si interessano ad altro se non alla religione piegata e piagata alla più truce interpretazione fondamentalista. Il massimo problema verte su come tornare quanto prima all’età della pietra (ma prima delle pitture rupestri e della tumulazione dei cadaveri; entrambe pratiche blasfeme), così affine al deserto che per loro sfortuna li ha defecati con qualche millennio di ritardo nel XXI° secolo, dove galleggiano in stato di dissociazione permanente.
Goat loveQuando questi montoni barbuti hanno la ventura di entrare in un qualche parlamento l’effetto è semplicemente surreale, tanto la cosa dev’essere straniante nel trauma di una simile esperienza istituzionale…

egyptian-parliament (1)

Quando invece si trovano a gestire una qualche forma di potere ‘politico’, gli effetti sono tragici.

Isis flagEd i milioni di profughi siriani in fuga lungo i Balcani da un Medio Oriente trasformato in un immane merdaio immerso nel sangue, sta lì a ricordarcerlo in tutta la sua drammatica realtà, al netto di un relativismo fuori luogo che nulla ha di ‘culturale’.

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4 Risposte to “UOMINI E CAPRE”

  1. Caro Sendi, la conclusione mi pare trascuri troppo colpevolmente il ruolo fondamentale che l’Occidente (USA e accoliti) ha avuto e ha nella destabilizzazione di quella zona.
    In effetti il merdaio di sangue non è che la risultanza delle politiche medio-orientali di chi – come noi – si è arrogato un “destino manifesto”, all’interno delle quali i grotteschi zotici che descrivi trovano ampio spazio in quanto meri strumenti.
    Parlare di questi senza rammentare quelle è un’omissione per nulla veniale.
    Quanto agli irsuti personaggi raffigurati in seduta parlamentare, posso dire che la foto mi ha rammentato le tante immagini che, mutatis mutandis, illustrano certi momenti del nostro parlamento?

    • Carissimo Mauro,
      Apprezzo sempre le tue osservazioni, perché sono ogni volta foriere di nuovi interessanti spunti di riflessione…
      Una pagina estemporanea non è un saggio di analisi comparata e geopolitica applicata. E’ fin troppo ovvio che pecchi di omissioni che, secondo l’interpretazione variabile e la sensibilità dei Lettori possono sembrare più o meno ‘colpevoli’.
      Nel mio piccolo cerco sempre di seguire un preciso filo conduttore, che cerco di sviluppare con una certa coerenza in una serie di pubblicazioni dedicate, onde esplicare al meglio delle mie modeste possibilità un pensiero più complesso. Almeno nelle intenzioni di chi scrive. Sui risultati, lascio giudicare..;)

      So perfettamente che la pubblicazione in oggetto era tutt’altro che esaustiva e trascurava (volutamente) la questione siriana (e mediorientale) nella sua struttura d’insieme. Del resto, non erano queste le intenzioni dell’articolo che era per l’appunto dedicato a quei grotteschi zotici che qualcuno pensava di promuovere a “interlocutori da elevare”.

      Posso dire a mia ‘discolpa’ che le questioni da te sollevate erano già state affrontate in altre circostanze:

      > SYRIANA (I)
      Dove si insiste molto sugli aspetti geopolitici, schieramenti, natura e finalità dei contendenti in campo.

      > SYRIANA (II)
      Dove si analizza il fenomeno fondamentalista nelle sue componenti religiose e nel suo utilizzo ‘strategico’.

      Ma l’elenco di pubblicazioni sul tema in realtà è più lungo (c’è una sezione di riepilogo sulla sidebar, sarcasticamente nominata “Isl’Amici”).

      ;) Sì, lo so: sono il solito cincischione, che si perde in divagazioni.
      Coerentemente, sulla questione siriana e non solo, mi soffermo sempre volentieri sulle pagine di “Artobjects” che insieme alle tue sono quelle che leggo con più piacere ed interesse. Se vuoi, credo che QUI a seguire nella sezione dei commenti, vengano colmate molte delle omissioni riscontrate….

      Per (non) concludere, mi permetto un’ultima divagazione, integrando il mio pensiero con una recente intervista a Salman Rushdie, che riprende molte delle tematiche già trattate nel citato “Joseph Anton”.
      Riporto alcuni stralci dell’intervista di Riccardo Staglianò, pubblicata sull’ultimo inserto settimanale de La Repubblica (04/09/2015):

      “..Se una volta la dialettica della storia era quella marxista tra capitalismo e socialismo, oggi sembra essere diventata tra fede e laicità. Nel ’68 quando ero all’università, la religione era totalmente assente dalla sfera pubblica. Allora anche solo l’idea che potesse riconquistare un posto centrale nel dibattito era ridicola. E invece in 50 anni abbiamo assistito ad una formidabile rinascita. Una sorpresa niente affatto buona, per come la vedo io.
      […] Ci limitiamo a contenere, non a sfidare chi ci minaccia. Invece dovremmo sentire una grossa responsabilità nel custodire la cultura in cui viviamo… Di quella che potremmo definire con Popper, la “società aperta” i cui pilastri principali sono le regole del diritto e la libertà di espressione.

      […] Quando Obama, a proposito della barbarie dello stato islamico, si è precipitato a rassicurare che “non si trattava di islam” è stata una stupidaggine. Di cosa si trattava, di vegetarianismo? Capisco i motivi politici per cui l’ha detto ma non li condivido. E’ vero che le prime vittime dell’IS sono i musulmani, ma per dire questa cosa vera non c’è bisogno di dirne una falsa. Ed è vero che ci sono tanti altri assurdi radicalismi…. Ma, di nuovo, tanti torti altrui non raddrizzano il nostro.”
      In quanto alle Primavere arabe: In sintesi, sono fallite e hanno messo al potere gente senza scrupoli. Abbiamo vissuto una breve illusione di trasformazione e subito dopo la realtà di un periodo molto cupo che ha coinciso anche con la rapidissima ascesa dell’IS. Prendiamo l’Egitto. Prima c’era una dittatura; adesso ce ne sono due: ovvero il regime e una religione molto più asfissiante che in passato. I ragazzi erano scesi a Piazza Tahrir per una vita migliore.. non per l’ideologia. Invece si sono ritrovati con i Fratelli musulmani e poi con Mubarak 2.0. La deprimente risposta del mondo, intellettuali inclusi, è stata di aver accettato l’esistente, ovvero una forma di islam ben più radicalizzato che in passato, come se fosse normale. Trattandolo come il nuovo ordinario interlocutore. Peggio di così…”

      P.S. In quanto alle immagini ‘parlamentari’ il nostro mi ricorda molto una porcilaia di grufolanti suini all’ingrasso. E ogni parlamento ha i suoi esemplari da esposizione, in rappresentanza del peggio i propri elettori riescono ad esprimere.

      Ma nel caso (caos) egiziano siamo dalle parti del pianeta delle scimmie.

  2. Sì, mi rendo conto che non si può dire tutto in un post; inoltre ho ben presente i due Syriana, che sono parte della biblioteca virtuale che gestisco con Diigo.
    Mi sono permesso fare l’osservazione perché questo nostro presente sta scivolando verso la barbarie, ma a mio parere questi assurdi personaggi ne sono solo una delle conseguenze, non certo la causa.
    Chi ti leggesse per la prima volta, da questo post privo delle necessarie premesse sarebbe invece portato a concludere il contrario.
    Idealmente, dovremmo tenere presente più i potenziali primi lettori che chi supponiamo ci segue da tempo: a scanso di equivoci – specie in tempi intolleranti quali sono quelli che stiamo vivendo.
    … Anche se adesso che ci penso io per primo non potrei assicurare di seguire sempre questa regola.

    Non sono affatto sicuro che oggi la dialettica della storia sia fra laicità e religione. A rischio di sembrare datato per me la dialettica è sempre fra classi dominanti e classi dominate, per quanto queste ultime non siano più così univocamente identificabili con i ceti proletari ma molto più variamente comprensive.
    In questa dialettica la religione, come sempre, è uno dei tanti orpelli culturali/ideologici che le parti mettono artatamente in campo di volta in volta, in ragione dell’efficacia che lo Zeitgeist del momento gli conferisce.
    Ma ci farò comunque una riflessione sopra.

    Grazie per il link di Artobjects, che non conoscevo. Comincio ad avere problemi a seguire tutto quello che vorrei, però se lo raccomandi tu so già che ne vale la pena.

    • Mi sono permesso fare l’osservazione perché questo nostro presente sta scivolando verso la barbarie, ma a mio parere questi assurdi personaggi ne sono solo una delle conseguenze, non certo la causa.”

      Per inciso, le tue osservazioni non hanno bisogno di permessi speciali.. Le tue ‘divergenze di opinione’ sono uno stimolo a migliorare la qualità dei contenuti in pubblicazione..:)
      A dire il vero, ero indeciso se inserire un preambolo più esplicito all’articolo, perché i tuoi dubbi m’avevano pure sfiorato. Poi mi sono detto che valeva correre il “rischio” e stimolare i Lettori più attenti alla critica.

      “..Non sono affatto sicuro che oggi la dialettica della storia sia fra laicità e religione..”

      Ne ero certo..;) E comprendo la cosa perfettamente, essendo legata ad una nostra comune e specifica impostazione culturale, che molto risente dello “storicismo” marxista e del primato delle dinamiche economiche, nella definizione dei fenomeni sociali e nella conseguente concatenazione degli eventi, seguendo quella dialettica classista che si esplica nei rapporti tra “struttura” e “sovrastruttura”.
      Insomma, parliamo di quella visione del mondo che comunemente viene chiamata “materialismo storico”, in contrapposizione a quello che in filosofia conosciamo come “idealismo”.
      Partendo da presupposti ‘marxiani’, diciamo che ho rivalutato l’impianto ‘idealista’. E lo faccio basandomi sulla mancanza dei presupposti tipici di una visione ‘materialista’ nella questione mediorientale:
      > Predominanza esclusiva dell’elemento religioso su qualsiasi altro elemento sociale
      > Assoluta mancanza di una qualsiasi “coscienza di classe” e di un vero proletariato industriale nell’assenza di reali infrastrutture e di una rete politico-sindacale.
      > Società arcaiche, strutturate in clan su base tribale, in un sistema di satrapie ereditarie e poteri a gestione feudale, che degrada a forme di interazione pre-moderna nelle campagne.

      Le società mediorientali non sono “classiste” secondo la nostra accezione classica, ma piramidali su appartenenza clanica e fondate su rapporti gerarchici di parentela, alleanze e protezioni.
      Sono dei Non-Stati che si reggono sulla figura carismatica e autocratica di un leader, che fonda il suo potere sul primato della fazione di appartenenza, nell’estraneità o l’ostilità del resto del corpo sociale da esso escluso.
      In alternativa, il Non-Stato fonda la sua essenza nel primato assoluto ed esclusivo della religione su aspirazione totalitaria. In tale senso, confini e strutture di governo non hanno alcun valore se non confacenti alla “legge di dio”.

      In poche parole, secondo la mia impressione, tendo sempre più a pensare che una vera “società civile”, nel senso occidentale del termine, non esista o quanto meno si muova in ambiti interpretativi molto diversi. E quindi mi risulta difficile applicare a simili contesti le classiche dinamiche dialettiche dell’approccio storicistico.
      Quindi tendo a condividere o prendere in seria considerazione, le interpretazione che ne traggono scrittori provenienti dall’immenso sub-continente indiano come appunto Rushdie, Naipaul (che in realtà è di Trinidad), o Hanif Kureishi, che in quanto intellettuali ‘ibridi’ nel loro ponte tra culture e religioni diverse, sono forse i più attrezzati per spiegare il fenomeno in atto. E di solito ci vanno giù pesanti in modo molto severo.

      Ovviamente, la mia è solo un’opinione senza alcuna pretesa scientifica, a maggior ragione che non posso vantare alcuna conoscenza ed esperienza diretta della società siriana (prima della guerra) al contrario di te che, se non erro, hai invece potuto conoscerla ed esplorare da vicino.
      Quindi ogni obiezione è assolutamente la benvenuta, dal momento che per me costituisce un’opportunità di conoscenza e apprendimento.

      P.S. Le pubblicazioni di “Artobjects” sono di primissima qualità e considerevole originalità. Con “Vincent”, il curatore del sito, condivido ormai da anni impressioni e cordialissimi scontri dialettici. Ti assicuro che la lettura merita. Intendo la lettura degli articoli, non delle nostre querelle..:)

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