UOMINI E NO

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 “E’ assolutamente sbagliato proiettare la nostra anima intrepida con i suoi sentimenti profondi, la nostra gentilezza, il nostro idealismo su popoli alieni …
Un principio deve essere assoluto per una SS: dobbiamo essere onesti, corretti, leali e camerateschi con nostri consanguinei e con nessun altro. Quello che accade ai Russi, quello che accade ai Cechi, mi è assolutamente indifferente.
(…) Che gli altri popoli vivano confortevolmente o muoiano di fame mi interessa solo nella misura in cui ne abbiamo bisogno come schiavi per la nostra cultura; a parte ciò, il loro destino non mi interessa affatto.”
     [Heinrich Himmler –  Poznan, 4 Ottobre 1943]

 “Non esiste un’emergenza sicurezza. C’è solo un’emergenza immigrazione clandestina (…)
Per contrastare l’immigrazione clandestina non bisogna essere buonisti ma cattivi, determinati, per affermare il rigore della legge
     [Roberto Maroni – 3 febbraio 2009]

KKK wants you Compiacersi alla vista dei propri escrementi, rimestare con piacere il materiale fecale, è una perversione che lasciamo ai coprofili di governo. Come il nuovo decreto governativo anti-immigrati garantirà maggiore integrazione è un mistero, chiaro soltanto alle menti dei suoi raffinati promotori. Del resto, sembra evidente che sicurezza, accoglienza, integrazione, non rientrino tra le priorità del Governo e men che mai tra le preoccupazioni del ministro Maroni, palesemente mosso da ben altre finalità. Noi, nel nostro piccolo, ci eravamo già preoccupati del DDL in tema di sicurezza, fin dalla sua stesura, e ne avevamo parlato qui.
Siccome tra papponi, mignotte e menestrelli, che gozzovigliano nelle stanze del potere non manca lo spirito comico, il decreto prevede pure la reintroduzione del “reato di offesa a pubblico ufficiale” con una condanna a tre anni di reclusione. Un reato che Roberto Maroni, attuale Ministro di Polizia, dovrebbe conoscere bene, per esperienza diretta… Per chi volesse rinfrescarsi la memoria, proponiamo una lettura pedagogica (qui).
Paradossalmente, è più conveniente violentare e massacrare di botte una ragazza mentre sei strafatto di acidi, piuttosto che mandare affanculo un poliziotto. Almeno questo è ciò che deve aver pensato l’italianissimo stupratore di capodanno a Roma. Ciccate qui per credere.
In aggiunta, potremmo dire che questo ennesimo decreto sancisce una sorta di ‘status criminale’, impostato su base razziale, contro lo straniero in senso lato, perseguibile a prescindere. Lungi dal garantire “maggiore sicurezza”, questa mostruosità giuridica rischia di trasformarsi piuttosto in  grave rischio per l’incolumità personale dei singoli… Recludere lo straniero incensurato, purché extracomunitario, per 6 mesi in una sorta di lager pudicamente chiamato CIE, anche in assenza di imputazione di reati o per mancato rinnovo del permesso di soggiorno, è infatti il miglior invito a delinquere che si possa immaginare. Chi mai penserebbe che una persecuzione scientifica, condotta “con cattiveria” e a norma di legge, contro lo straniero ed il povero, possa innescare reazioni brutali e violente da parte degli interessati, in quanto conseguenza perversa di un atteggiamento vissuto come vessatorio e discriminante?!?
Tuttavia, ciò che vogliamo davvero proporvi è la lettura di un brillante articolo di Adriano Sofri, pubblicato su La Repubblica del 3 Luglio, che vale più di ogni nostra altra parola…

  Ora l’italia è più cattiva

 Variando Pietro Nenni (“Da oggi siamo tutti più liberi”) il governo ieri ci ha dichiarati tutti più sicuri. Da ieri, siamo tutti più insicuri, più ipocriti e più cattivi. Più insicuri e ipocriti, perché viviamo di rendita sulla fatica umile e spesso umiliata degli altri. Infermieri e domestiche e badanti di vecchi e bambini, quello che abbiamo di più prezioso (e di prostitute, addette ad altre cure corporali), e lavoratori primatisti di morti bianche, e li chiamiamo delinquenti e li additiamo alla paura.
Ci sono centinaia di migliaia di persone che aspettano la regolarizzazione secondo il capriccio dei decreti flussi, e intanto sul loro lavoro si regge la nostra vita quotidiana, e basta consultare le loro pratiche di questura per saperne tutto, nome cognome luogo di impiego e residenza, nome e indirizzo di chi li impiega. La legge, vi obietterà qualcuno, vuole colpire gli ingressi, non chi c’è già: non è vero. La legge vuole e può colpire nel mucchio. È una legge incostituzionale, non solo contro la Costituzione italiana, ma contro ogni concezione dei diritti umani, e punisce una condizione di nascita – l’essere straniero – invece che la commissione di un reato. Dichiara reato quella condizione anagrafica. Ci si può sentire più sicuri quando si condanna a spaventarsi e nascondersi una parte così ingente e innocente di nostri coabitanti? Quando persone di nascita straniera temano a presentarsi a un ospedale, a far registrare una nascita, a frequentare un servizio sociale, o anche a rivolgersi, le vittime della tratta, ad associazioni volontarie e istituzionali (forze di polizia comprese) impegnate a offrir loro un sostegno. Quando gli stranieri temano, come avviene già, mi racconta una benemerita visitatrice di carceri, Rita Bernardini, di andare al colloquio con un famigliare detenuto, per paura di essere denunciato? Lo strappo che gli obblighi della legge e i suoi compiaciuti effetti psicologici e propagandistici provoca nella trama della vita quotidiana non farà che accrescere la clandestinità, questa sì lucrosa e criminale, di tutti i rapporti sociali delle persone straniere. È anche una legge razzista?
Si gioca troppo con le parole, mentre i fatti corrono. Le razze non esistono, i razzisti sì. Questa legge prende a pretesto i matrimoni di convenienza per ostacolare fino alla persecuzione i matrimoni misti, ostacola maniacalmente l’unità delle famiglie, fissa per gli stranieri senza permesso di soggiorno una pena pecuniaria grottesca per la sua irrealtà – da 5 a 10 mila euro, e giù risate – e in capo al paradosso si affaccia, come sempre, il carcere. Carcere fino a tre anni per chi affitti una stanza a un irregolare: be’, dovremo vedere grandiose retate. Galera ripristinata – bazzecole, tre anni – a chi oltraggi un pubblico ufficiale: la più tipicamente fascista e arbitraria delle imputazioni. Quanto alle galere per chi non abbia commesso alcun reato, salvo metter piede sul suolo italiano, ora che si chiamano deliziosamente Centri di identificazione e di espulsione, ci si può restare sei mesi! Sei mesi, per aver messo piede.
Delle ronde, si è detto fin troppo: e dopo aver detto tanto, sono tornate tali e quali come nella primitiva ambizione, squadre aperte a ogni futuro, salvo il provvisorio pudore di negar loro non la gagliarda partecipazione di ammiratori del nazismo, ma la divisa e i distintivi.
Tutto questo è successo. Ogni dettaglio di questo furore repressivo è stato sconfessato e accantonato nei mesi scorsi, spesso per impulso di gruppi e personalità della stessa maggioranza, e gli articoli di legge sono stati ripetutamente battuti nello stesso attuale Parlamento introvabile. È bastato aspettare, rimettere insieme tutto, e nelle versioni più oltranziste, imporre il voto di fiducia – una sequela frenetica di voti di fiducia – e trionfare. Un tripudio di cravatte verdi, ministeriali e no, con l’aggiunta di qualche ex fascista berlusconizzato. (Perché non è vero che il berlusconismo si sia andato fascistizzando: è vero che il fascismo si è andato berlusconizzando). La morale politica è chiara. Il governo Berlusconi era già messo sotto dalla Lega (“doganato”: si può dire così? Doganato dalla Lega). Ora un presidente del Consiglio provato da notti bianche e cene domestiche è un mero ratificatore del programma leghista. Ma la Chiesa cattolica, si obietterà, ha ripetuto ancora ieri il suo ripudio scandalizzato del reato di clandestinità e la sua diffidenza per le ronde e in genere lo spirito brutale che anima una tal idea della sicurezza. Appunto. Berlusconi è politicamente ricattabile, ma non da tutti allo stesso modo. Dalla Lega sì, dalle commissioni pontificie no, perlomeno non da quelle che si ricordano che il cristiano è uno straniero.
Un ultimo dettaglio: le carceri. Mai nella storia del nostro Stato si era sfiorato il numero attuale di detenuti: 64 mila. Dormono per terra, da svegli stanno ammucchiati. La legge riempirà a dismisura i loro cubicoli. Gli esperti hanno levato invano la loro voce: “Le carceri scoppiano, c’è da temere il ritorno della violenza, un’estate di rivolte”. Può darsi. Ma non dovrebbe essere lo spauracchio delle rivolte, che non vengono, perché nemmeno di rivolte l’umanità schiacciata delle galere è oggi capace, a far allarmare e vergognare: bensì la domanda su quel loro giacere gli uni sugli altri, stranieri gli uni agli altri. La domanda è se questi siano uomini.

 

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3 Risposte to “UOMINI E NO”

  1. massimo Says:

    sito semplicemente geniale ! peccato per la grafica un pò wewelsburg, ma non si può avere tutto. Lo so benissimo.

    a presto !

    mb

  2. Sì, come avrai sicuramente notato dal tenore delle pubblicazioni, ho una certa affinità ideologica con i solari amichetti dell’Ordine Nero, una passione per il simbolismo delle Rune, e naturalmente aderisco convintamente alle S.S. della Schwarze Sonne.
    Da qui la scelta dei colori…:)))
    Naturalmente scherzo. Grazie invece per l’apprezzamento! Spero di poter avere ancora il piacere, e l’onore, delle tue graditissime visite.

  3. massimo Says:

    spero solo di non avervi offeso. l’acccostamento che ho fatto è terribile mentre il vostro sito è eccezionalmente coraggioso.

    ho bisogno di ferie , perdonatemi .

    cordialissimi saluti.
    mb

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