Archivio per RAI

(90) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , on 4 settembre 2016 by Sendivogius

Classifica AGOSTO 2016”

vibratoriLeggere i dati della crescita economica, ovvero la ri-presa (per il culo) al centro della grande narrazione renziana sulle magnifiche sorti progressive del “governo del cambiamento”, per giunta dopo cinque anni di “riforme” su trattamento prolungato, è impegno di per se stesso assai semplice.

bdsm

Abituati ad equazioni chilometriche, scostamenti quadratici medi, ed altre dispersioni statistiche per gli specialisti di settore, il calcolo della straordinaria crescita italiana è un’operazione alla portata di chiunque tanto è facile tirare le somme: a diversità di fattori, il saldo è sempre ZERO. E costituisce l’unità di misura ideale per quantificare i risultati Il Bombache questa parodia toscana di Giggi Er Bullo va menando in giro, assieme alla sua burrosa ministra delle controriforme che sembra lo scarto di un provino fallito per un dentifricio white-dent.
Renzi-Boschi e Wanna MarchiMa gli “esperti” che sponsorizzano il governo degli amichetti belli della parrocchietta, e degli altri compagni di merende, folgorati a ridosso degli scoli della Leopolda, sulla falsariga di dati imprescindibili che trascendono la ragione e valgono come il mistero della fede, si affrettano a specificare che la crescita sarà anche zero, ma gli stipendi aumentano (80 euri!) e la ripresa c’è (e sappiamo come). La crisi è finita; è la sua percezione che persiste. Ma si tratta soltanto di un’impressione sbagliata.
Danny De Vito giovaneSei alto 147 cm e pesi 110 kg?!? Sembri la brutta copia di Danny De Vito, ma hai la simpatia di una pantegana in calore e puzzi ancora peggio?!? Al netto della masturbazione compulsiva, le tue più vivaci esperienze sessuali risalgano a quando ti hanno beccato a palpeggiare i cadaveri conservati nella cella echinocactusfrigorifera dell’istituto di Medicina legale?!? La gente ti schifa e preferirebbe una serie di penetrazioni multiple con un echinocactus gigante, piuttosto che sfiorarti anche solo per sbaglio?!?
Non preoccuparti; il tuo è solo un problema di percezione nella visione altrui. Non sei un cesso calzato e vestito. Sei una variabile da interpretare.

P.S. È incredibile la varietà di coglioni fuori scala che il terremoto di Amatrice sembra aver risvegliato, addormentanti nelle catacombe del sanfedismo integralista, laggiù dove il sonno della ragione è più profondo.

Hit Parade del mese:

01 - Coglione del mese01. PAR CONDICIO IDIOTORUM

[03 Ago.] «Roma Capitale è portatrice di una visione biocentrica che si oppone all’antropocentrismo specista che nella cultura occidentale ha trovato la sua massima espressione»
(Virginia Raggi, la Sindaca)

Gestapo02. FORZE DI PULIZIA

[15 Ago.] «Quando arriveremo al governo, Polizia e Carabinieri avranno mano libera per ripulire le nostre città. Sarà fatta una sorta di pulizia etnica controllata e finanziata, come stanno facendo ora con gli italiani costretti a subire l’oppressione dei clandestini»
(Matteo Salvini, l’Inesauribile)

Amatrice03. UNA BOTTA DI VITA

[27 Ago.] «Il Friuli era povero e col terremoto è diventato ricco. Per me questo è un esempio meraviglioso… Io incontrai un industriale davanti alle macerie della sua fabbrica, felice. Ma scusi, le è crollata la fabbrica? La rifaccio più bella. Intanto questa sarebbe una botta di vita per l’economia. Pensi all’edilizia che cosa potrebbe fare.»
(Bruno Vespa, il Super-cinico TV)

pilu04. PIÙ PILU PER TUTTI!

[27 Ago.] «Adesso l’Aquila è il più grande cantiere d’Europa, e anche l’Emilia è un grandissimo cantiere in crescita. Farà Pil»
(Graziano Del Rio, il Capocantiere)

sodoma e gomorra05. CASTIGO DIVINO

[25 Ago.] «La tragedia del terremoto ci interroghi sui nostri peccati e sull’abominio delle unioni civili»
(Militia Christi, l’Abominevole)

Costanza Miriano06. Ma… PORCODDIO!!

[25 Ago.] «Con un’amica che era ad Amatrice stiamo cercando di recuperare l’elenco delle vittime. Non so quanto ci vorrà, ma appena possibile lo metteremo sul mio blog, e ognuno potrà “assegnarsi” una vittima per cui chiedere l’indulgenza. Io per la mia, una signora anziana che forse, almeno apparentemente, era lontana dalla fede, vado domani a passare una Porta Santa»
(Costanza Miriano, giornalista RAI)

BERTOLASO07. AUGURI VIVISSIMI ALLA SIERRA LEONE

[24 Ago.] «Attualmente sono in Sierra Leone al lavoro per creare il sistema delle emergenze»
(Guido Bertolaso, Calamità mobile)

Mereu08. STRONZATE SINCRONICHE

[24 Ago.] «Esiste un possibile messaggio sincronico riferito ai paesi maggiormente colpiti dal terremoto di Amatrice e Accumuli»
(Gabriella Stefania Mereu, Terapista verbale)

vittadini09. COMUNIONE E LOTTIZZAZIONE

[23 Ago.] «La politica di Formigoni è stata il più importante fattore di novità positiva degli ultimi anni»
(Giorgio Vittadini, il Cassiere)

petrocelli10. SQUADRISTI ALLO SBARAGLIO

[02 Ago.] «Chi ancora sostiene il PD è come chi nel 1925 ancora non era diventato antifascista: un fiancheggiatore del regime»
(Vito Petrocelli, il Fasciostellato)

Homepage

(78) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , on 30 agosto 2015 by Sendivogius

Classifica AGOSTO 2015”

Venditore di fumo «Sarebbe stata un’assurdità giuridica non nominare il cda perché non c’è la legge. Il consiglio è scaduto e non possiamo avere la principale azienda culturale del Paese senza organi pienamente legittimati. Le proposte del governo per presidente e direttore generale saranno ispirate dai criteri di autorevolezza e competenza. Il modello deve essere quello della BBC, cioè di assoluta indipendenza»

Matteo Renzi
(31/08/2015)

Oversize come le panzane che va smarronando in giro senza tregua, il Cazzaro di Rignano si conferma il protagonista indiscusso della stagione. È la grande narrazione renziana, in un concentrato di fuffa che infarcisce il romanzo di governo: Balle al vento.
Per fortuna, dall’altra parte dello schieramento il più gettonato è un cinghialotto della pedemontana con felpa incorporata, che gioca con ruspe e trattori, mentre fa la faccia cattiva in un crescendo di scempiaggini qualunquiste.
Nella setta pentastellata del guru sbavante in vacanza permanente, si distingue invece il ciarliero Clan dei Bella Napoli (Di Maio, Ruocco, Sibilia, Fico), che vorrebbe mettere le zampette laccate su Roma per trasformarla nel parco giochi dei bimbiminkia a cinque stelle, come se non ci fossero già troppi cialtroni in libera circolazione.
Ogni altra parola diventa inutile dinanzi a tanto squallore…
Lasciate ogni speranza o voi che leggete.

Hit Parade del mese:

01 - Coglione del mese01. IL MARCIO SU ROMA

[06 Agosto] «Siamo pronti a bloccare Roma, mobilitando tutta la struttura nazionale dell’Esercito di Silvio»
 (Simone Furlan, il Generalissimo)

Il Balenottero02. TUTTI AL MARE

[21 Agosto] «Ci sono numerose piattaforme dell’ENI in disuso in mare e sarebbe una soluzione non sciocca riadattarle a centri di sosta, di accoglienza e di identificazione degli immigrati, in modo tale da non arrecare disturbo alla popolazione circostante»
(Matteo Salvini, il Trippa)

Carlo Sibilia03. E tu Carlo quand’è che te lo cerchi un lavoro?!?

[08 Agosto] «Fiato sul collo! Con noi al governo questa gente andrà finalmente a cercarsi un lavoro. Guardate le connessioni del Club Bilderberg e capite chi è il vero presidente degli Stati Uniti, il premier italiano, il cancelliere tedesco. Non certo quelli che conoscete e che non avete mai votato»
(Carlo Sibilia, il Lavoratore)

Davide Crippa

04. GENTE CHE GIOCA

[02 Agosto] «Oggi pomeriggio dovevo partecipare al torneo beach Waterpolo ad Arona, ma qualche genio del PD ha deciso che questa sera alle 19 si doveva votare in Commissione attività produttive e finanze per il ddl concorrenza»
(Davide Crippa, bolla d’acqua a 5 stelle)

Renzi Cerbiatto

05. Renzi über alles: ANIMAL TEAM

[03 Agosto] «La squadra che accompagna palazzo Chigi è di primo ordine, di grandissimo valore, gente che porta a casa risultati. Intorno a me ci sono persone più brave di me, cosa che per me è uno stimolo a far meglio…. De Scalzi e Marcegaglia all’Eni, la Grieco e Starace all’Enel, la Todini e Caio alle Poste, De Gennaro e Moretti a Finmeccanica, Costamagna e Gallia a Cdp. Non ricordo un’altra classe dirigente così, alla faccia della cerchia stretta. Sono i nomi migliori.»
(Matteo Renzi, la Mascotte)

Cazzaro

05.bis Renzi über alles: LOTTORAI

[04 Agosto] «Il governo indicherà i nomi di direttore generale e presidente. Saranno professionisti di livello, competenza e indipendenza come è giusto che sia.»
(Matteo Renzi, il Lottizzatore)

Renzi er cazzaro
05.ter Renzi über alles: RISTORANTI PIENI E CODE AGLI AEROPORTI

[30 Agosto] «Gli indici di fiducia e i consumi tornano a crescere. Il turismo tira, in particolare al Sud. Si respira un clima di ripartenza. Dopo anni di segno negativo torniamo a crescere»
(Matteo Renzi, il Piccolo Silvio)

Alessandra Moretti
06. NEW FRAGRANCE

[14 Agosto] «Abbiamo pensato, io per prima, che sarei risultata più credibile con un atteggiamento maschile. In camicia da uomo, tailleur nero o blu, mi sono presentata per quel che non ero. E invece ognuno deve sempre rimanere quello che è. Negli Stati Uniti la lady like è una donna di carattere, capace di dire quello che pensa, pronta a gestire il cambiamento e responsabilità, senza rinunciare a essere femminile»
 (Alessandra Moretti, Ferrotranviera)

01 - Berlusconi e la mimica ginecologica

07. QUANT’È CAZZUTO IL MILAN?

[18 Agosto] «Queste domande non me le può rivolgere, servivo messa dai salesiani»
(Silvio Berlusconi, il Chierichetto)

Poletti

08. FUFFA MONTATA

[01 Agosto] «Tutti gli osservatori concordano nel prevedere che alla fine del 2015 avremo tra 100 e 150 mila nuovi posti di lavoro. E vorrei sottolineare che si tratterà anche di lavoro di qualità più alta: contratti stabili, invece di rapporti precari, che sicuramente daranno anche un impulso ai consumi.»
 (Giuliano Poletti, il Pallonaro)

Gozi

09. EUROPA 2015: 23,296 milioni di disoccupati

[29 Giu.] «L’Europa ha bisogno di 40 milioni di immigrati entro il 2050 se vuol mantenere il sistema di welfare»
(Sandro Gozi, l’inutile idiota)

Marino
10. UN CIECO E DUE BADANTI

[30 Agosto] «Non sono stato commissariato»
 (Ignazio Marino, Er Cieco de Roma)

Homepage

FIUMI DI PAROLE

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , on 4 agosto 2015 by Sendivogius

bambola-gonfiabile

I senatori non sono passacarte delle procure. Ho molta fiducia nei senatori. Non si sta parlando del bar dello sport. Lo considero un segno di maturità; chi ha letto le carte ha ritenuto di votare in questo modo. Io credo alla buona fede dei senatori e deputati. Il Parlamento non è un passacarte della procura di Trani.
BLA-BLA-BLA-BLA-BLA
caffettino Sul Consiglio di Amministrazione della RAI non c’erano alternative temporali al rinnovo; la ‘prorogatio’ si spiega male per un’azienda da 3 miliardi. Alla Gasparri non c’erano alternative, la forzatura sarebbe stata non rinnovare il CdA. Ora il gioco è in mano al Parlamento con la Vigilanza.
BLA-BLA-BLA-BLA-BLA
Angelino Il mio non è uno sfogo ma un richiamo alla realtà: intorno a me ci sono i migliori con qualità e risultati sotto gli occhi di tutti.
Noi ci siamo. E spero che stavolta i sindacati accettino la sfida: una buona legge sulla rappresentanza potrebbe aiutarli a vincere la crisi che sta fortemente minando la rappresentatività delle organizzazioni. Oggi anche nel sindacato c’è troppa burocrazia. E girano più tessere che idee.
Per me decisivo è abolire il bicameralismo paritario e semplificare le Regioni. Se portiamo a casa questa che è la madre di tutte le riforme, a quel punto avremo davvero svoltato.
BLA-BLA-BLA-BLA-BLA
Franco e CiccioAbbiamo iniziato il più grande cammino riformatore della storia europea ma non ci basta, la sfida più bella è quella di domani.
Ciò che abbiamo fatto in 7 mesi è particolarmente degno di onore e orgoglio e ha consentito al paese di ripartire.
L’Italia ha finalmente svoltato dopo anni di decrescita infelice. Segno più su tutto, da turismo all’export, dall’attrazione di investimenti esteri a nuovi posti di lavoro. Segno che con le riforme le cose cambiano. Sul Sud basta piagnistei: rimbocchiamoci le maniche. L’Italia, lo dicono i dati, è ripartita.
BLA-BLA-BLA-BLA-BLA
Renzi il Cazzaro Il parlamento sta lavorando come mai dal ’48. Basta vedere dove stavamo un anno fa, con l’economia in discesa, e dove siamo ora.
All’inizio di settembre il governo eserciterà la delega sulle partecipate, con un provvedimento per l’efficientamento e l’aggregazione delle partecipate statali, poi ci sono quelle comunali e regionali che sono tantissime.
BLA-BLA-BLA-BLA-BLA
AngelonaPuntiamo ad avere un aumento in dieci anni di 300 miliardi di euro dell’export italiano. Attualmente, l’export rappresenta il 28% del Pil. Se facessimo un aumento sull’export pari a quello che ha fatto la Germania dopo le riforme… la Germania è al 48% dell’export sul Pil. L’export è cresciuto del 4,1%, più delle previsioni e gli investimenti stranieri in Italia sono cresciuti del 30%.

Il primo trimestre 2015 è il primo trimestre positivo dopo 11 mesi, crescono mutui e utilizzo delle carte di credito, consumi tornano al segno più.
I dati sulla crescita dell’occupazione sono dati veramente sorprendenti, è una crescita a doppia cifra e dunque il segnale che l’Italia riparte.
BLA-BLA-BLA-BLA-BLA
Renzi il Cazzaro (1) Il mio impegno qui è fare per 5 anni una riduzione di tasse che non ha paragoni con la storia repubblicana.
Se le riforme vanno avanti saremo in condizione di abbassare di 50 miliardi in cinque anni le tasse agli italiani. Se il Parlamento farà le riforme elimineremo tutte le tasse sulla prima casa. Nel 2016 via tutte le tasse della prima casa, Imu e Tasi. Elimineremo l’Imu agricola e sugli imbullonati. Nel 2017 via buona parte dell’Ires e dell’Irap, nel 2018 scaglioni Irpef e pensioni. I soldi in meno della Tasi/Imu saranno restituiti integralmente ai Comuni.”

blahUna sola domanda: come accidenti si spegne?!?
Nel mondo impazzito dei replicanti su clonazione digitale, oramai assomiglia ad uno di quei pupazzi animati, sfuggito al controllo dei suoi creatori.
Le smorfie del cazzaroLa pila atomica che ne alimenta i circuiti, gli garantisce un’autonomia illimitata per una durata potenzialmente infinita. Il dramma è che questo prototipo extra-large di cicciobello bionico sembra sprovvisto di interruttore per lo spegnimento d’emergenza, con evidenti segni di sovraccarico per una condensazione eccessiva di idiozie ad uso mediatico che promana a getto continuo in scariche di dissenteria oratoria, rigorosamente a prova di contraddittorio, in servizio attivo permanente h24, giorni festivi inclusi. Il risultato è un condensato di ovvietà, slogan d’accatto, propaganda, luoghi comuni ed altre banalità, frullati in unico pastone al netto delle fanforanate caricate su nastro riavvolgibile per la ripetizione ad oltranza, da trasmettere a ciclo continuo in mondovisione, mentre miraboleggia le sue funamboliche prestazioni da millantatore professionista, per quello che avevamo già definito la personificazione ambulante di un disturbo narcisistico della personalità…

Disturbo narcisistico di personalità

Più prosaicamente, dinanzi alla logorrea incontenibile di un’egolatria patologica al culmine della propria auto-esaltazione delirante, c’è chi parla di fiumi di cazzate:

«Dopo aver promesso palingenesi e apocatastasi, il governo Renzi rifila tagli alla sanità e leggi bavaglio esattamente come tutti gli altri governi degli ultimi vent’anni, annunciando futuri sgravi fiscali realistici quanto i capelli di Berlusconi, e mendicando i voti dei detriti che continuano a percolare dalla sua discarica in decomposizione. Scilipot Valley.
[…] In Italy, Meteor Renzi è ormai circondato da nemici, ed è esattamente quello che si merita.
La classifica di chi lo odia di più vede ovviamente in pole position la minoranza PD che cerca inutilmente di schiacciare da un anno, fallendo come in ogni altro campo.
Poi i convertiti che avevano previsto e auspicato un ventennio di renzismo, e che adesso non gli perdonano d’averli attirati su un carro del vincitore che ha cappottato alla prima curva, lasciandoli a gambe all’aria sul selciato fra gli sguardi schifati dei passanti.
[…] Dopo la prossima legge finanziaria – l’unica cosa che interessi davvero agli sponsor di Renzi – s’aprirà ufficialmente la stagione di caccia al cazzaro.
La sedicente “Era Renzi” sarà smantellata prima ancora d’essere stata finita d’allestire, come un padiglione dell’Expo

Alessandra Daniele
(02/08/2015)

Micheal AngelTra i suoi massimi e più convinti sostenitori, c’è invece lo strabordante Giuliano Ferrara che mai ha mancato di esternare tutta la profondità della propria stima negli ispirati editoriali de “Il Foglio”, con titoli più che eloquenti sul fenomeno (Fenomenologia di un Cazzone):

«Renzi è un cazzone di talento ed è l’erede assoluto di Berlusconi»
(27/03/2015)

E tanto basta!
In fondo, ci troviamo dinanzi ad monumento vivente alla fuffa, edificato su vecchi innesti…
Renzi segretario della Margherita nel 2008Del papi ha ripreso l’estetica da televendita, il gusto per le minchiate, l’ottimismo idiota del cretino nemmeno troppo cognitivo. Di suo, ci mette tutta la freschezza dei quarant’anni vissuti allegramente da chi non ha mai fatto un cazzo nella vita, baloccandosi con ambizioni smisurate nel suo teatrino di provincia.
Facce da RenziLo sguardo annacquato di un merluzzo scongelato da una settimana, la gobbetta precoce su innesto andreottiano nel corpaccione flaccidoso, afflosciato tra i cascami adiposi di una pinguedine in strabordante eccesso, il faccione sformato e guizzante in un profluvio di espressioni beote dalla mimica porcina… non rendono certo la dimensione del physique du rôle, misurato in quarti piuttosto che in fatti concreti.
criceto Ad essere parecchio benevoli, assomiglia ad un criceto obeso che fa la girella correndo sulla ruota: sempre in movimento, ma nel contempo fermo allo stesso punto.
renzi vitruvioA suo modo costituisce la variante ‘cosmicomica’ dell’Uomo Vitruviano, per la cosmogonia profana del Cazzaro globalizzato nella sua dimensione mitologica; l’inventore del moto perpetuo della cazzata universale ripetuta nel tempo e reiterata nella compulsività della sua non-essenza.

Homepage

Sobrietà

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , on 26 dicembre 2013 by Sendivogius

Laura Tangherlini

Natale è anche il tempo delle frivolezze. E quindi permetteteci di dedicare qualche riga alla sospensione della giornalista Laura Tangherlini, rimossa dalla conduzione del notiziario di RaiNews24, e attualmente in attesa di provvedimenti disciplinari, per una innocua gaffe fuori onda, consumata in diretta a microfoni ancora accesi…
Nell’austero mondo dell’informazione RAI, la forma è ancora sostanza e non sono ammesse deroghe di alcun tipo. Avesse bestemmiato in diretta, chiudendo il servizio con una scarica di “vaffanculo!”, probabilmente l’avrebbero proposta per un seggio da senatore.
Di clamoroso, nell’estemporanea performance della Tangherlini c’è solo la devastante cadenza marchigiana declinata in romanesco, che proprio non ti saresti aspettato e per questo risulta ancora più divertente. Una persona intelligente si sarebbe fatta una risata; avrebbe archiviato in fretta la gaffe con un buffetto e la cosa sarebbe finita lì. Evidentemente, Monica Maggioni - Dentro la guerranon è il caso della neo-direttrice Monica Maggioni, che pensa a punizioni più pregnanti per così indicibile mancanza. E c’è da chiedersi, con somma malizia, se la decisione della seriosa direttrice non sia piuttosto dettata da quegli odiosi meccanismi di invidie e gelosie femminili contro una collega che, ancorché brava, ha il gravissimo difetto di essere pure giovane e bella.
L’abnormità del provvedimento adottato contro Laura Tangherlini, nell’evidente sproporzione tra “colpa” e castigo (perché di questo si tratta), non denota severità ma ottusità. E nella sua perseveranza risulta ancor più odioso. Questa è vessazione da caserma; è caporalismo da CAR. E chiunque abbia svolto il servizio militare di leva sa bene di cosa parliamo…
Tuttavia, tra giornalisti dalla schiena dritta e professionalità inappuntabili, il comportamento della Tangherlini merita sanzioni esemplari, giacché l’inavveduta giornalista (a torto o ragione) non ha assolutamente il diritto di esprimere alcun moto di insofferenza e di “rompersi” ciò di cui, per ovvi motivi, è anatomicamente sprovvista. Ne va dell’onorabilità della testata giornalistica e della professionalità della redazione! Lo sa bene l’austera Maggioni che, nell’ambito di carriere politicamente indirizzate, è avanzata in quota AN, insieme alla benedizione di quell’Augusto Minzolini, uomo dall’indefessa indipendenza e gli asettici editoriali da Cinegiornale Luce, coi quali il Direttorissimo era solito umiliare la decenza e l’intelligenza dei suoi sventurati telespettatori, senza che la sensibilità etica e professionale della Maggioni avesse mai a risentirne.
Non per questo vogliamo dimenticare le calde raccomandazioni di due inveterati campioni della sobrietà e del bon ton elevato a religione istituzionale… Parliamo della raffinata accoppiata Gasparri e La Russa, i due noti maestri di cerimonie, diplomati alla Crusca, che sembra siano stati tra i principali sostenitori della promozione di madame Maggioni, la quale i blasoni in fondo se li è conquistati sul campo.

Scout Sniper Marine unit's SS flag in Afghanistan - Tayler Jerome photo

In qualità di reporter, la Direttrice costituisce infatti lo straordinario (e per fortuna unico!) caso italiano di giornalista embedded, complementare alle truppe d’occupazione statunitensi, che del conflitto iracheno è statala incontenibile narratrice delle guerre di retrovia dei poveri marines; specchio illibato di una informazione libera e indipendente, che soprattutto non ammette gaffe. Specialmente quando a farle sono i ‘sottoposti’.

Homepage

IL GRILLUSCONI

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 7 dicembre 2013 by Sendivogius

Il Grillusconi - by Liberthalia'13

L’Italia è la patria delle eccezioni: ogni defumigante liquame di fogna, sia esso un’anomalia costituzionale o il rigurgito eversivo di un populismo becero qualunquista, qui trova subito diritto di cittadinanza e piena rappresentanza, tra le mute rabbiose di cani da riporto opportunamente aizzati dal demagogo di turno.
Finalmente, anche noi italiani abbiamo la nostra ‘Alba Dorata’. Rigorosamente a 5 Stelle!
Nato per essere “oltre”, dopo i vari avvitamenti del suo cincischiare a vuoto, il M5S sceglie decisamente la destra nella sua versione più estrema e squadrista per colpire recisamente a sinistra.
Non per niente, il duce barbuto della setta pentastellata ricorda per molti versi i contorcimenti ideologici di Jacques Doriot: l’inventore del fortunato slogan “né destra né sinistra” (ni droite ni gauche), che a scanso di equivoci scelse di schierarsi coi nazisti, aderendo con entusiasmo al regime collaborazionista di Vichy nella Francia occupata, che nell’antisemitismo trovò una delle sue ragion d’essere.
I grillini e gli ebreiSiccome nel grillismo delirante non v’è nulla che non si sia già visto nelle cloache della storia, il vecchio motto “né destra né sinistra” costituisce da sempre il marchio di garanzia di qualsiasi protestarismo populista (dal Poujadismo all’Uomo Qualunque) abbia fatto capolino dalle discariche delle frustrazioni del cetomediume più reazionario.
In tempi più recenti, lo slogan è stato fatto proprio dal “Fronte Nazionale” della famiglia Le Pen, grazie all’iperattivismo di Samuel Marèchal: responsabile dell’organizzazione giovanile del Fronte.
NiDroiteNiGauche_BAT“Né destra né sinistra” è stato il tema dominante al quale fu dedicato il decimo raduno estivo del Front National Jeunesse (FNJ) del 1995.
D’altra parte, l’anno precedente, Marèchal aveva già avuto modo di pubblicare (Settembre 1994) un enfatico resoconto sulle attività del FNJ dal titolo inequivocabile:

“Populista e orgoglioso di esserlo!”

Attualmente, è il motto di battaglia di… Marine Le Pen! E non solo…
D’altronde, sulla natura di Beppe Grillo e del suo “moVimento”, i cugini d’Oltralpe non sembrano nutrire alcun dubbio…
Le Monde - Courrier InternationaleCome un mostro a due teste, il grillismo si innesta sul corpaccione catatonico del berlusconismo, nutrendosi della medesima carica eversiva in sinergia comune. È il Grillusconi: il mostro nato dall’incrocio ibrido di due populismi a trazione fascistoide.
Del resto, ogni Mussolini ha il suo Hitler: l’allievo che supera il maestro. Ma gli invasati seguaci (The Following) del Grillo furioso possiedono in più una componente violentemente nazistoide, che il fascismo berlusconiano non ha mai avuto.
Per il resto sembrano condividere tutto o quasi, con pesanti iniezioni di leghismo militante…
Dal “Metodo Boffo” al linciaggio in effigie, con tanto di gogna virtuale per la celebrazione dei quotidiani “due minuti d’odio” (e oltre!) della setta, come nelle peggiori distopie orwelliane.

Squadrismo a 5 Stelle

Presso le dimore del brigante di Arcore, il prof. Paolo Becchi sembra ormai essere di casa e gradito ospite del Pornocrate, di cui l’ideologo del moVimento apprezza la freschezza e l’incredibile carica innovativa, oltre a concordare le strategie comuni. Strategie che nell’ordine contemplano:
L’impeachment (ovvero la messa in stato d’accusa per “alto tradimento”!?) del presidente Napolitano, su presupposti giuridici peraltro inconsistenti;
L’attacco alla RAI e contro qualsiasi giornalista o media non dedichi peana elegiaci ai due ducetti (Grillo e Berlusconi) da mane a sera;
La distruzione dei sindacati e delle rappresentanze dei lavoratori;
Il boicottaggio dei lavori parlamentari, con indecenti gazzarre in aula che manco la Lega della prima ora..!
Il Capo politicoLa richiesta di immediate dimissioni dei parlamentari “abusivi” di un parlamento “illegittimo”. Eccetto i 5 Stelle, è ovvio! Loro mica sono stati eletti con la famigerata legge di Calderoli (col quale peraltro intessono ottimi rapporti), in liste bloccate e senza preferenza. Chissà cosa succederà quando qualcuno dovrà spiegare loro che di “abusivo” in Parlamento ci sono solo le sortite del “Capo politico”, che non ha titoli per gironzolare a piacimento tra Camera e Senato, peraltro col cipiglio di un boss mafioso, e l’occupazione manu militari del 90% delle commissioni parlamentari da parte dei pentastellati, che presto dovranno dividere le poltrone di presidenza coi loro nuovi alleati di “Forza Italia”. Ma nel copioso mazzo andrebbero elencati anche i continui ammiccamenti agli evasori fiscali, l’uscita dall’euro, il neo-protezionismo e la richiesta demenziale di introdurre dazi doganali… Tutte cose che rendono indistinguibile il grillino medio da un Brunetta qualunque. Ci sono poi gli attacchi quotidiani a Laura Boldrini, agli organi istituzionali dello Stato, alla Magistratura, alla Corte costituzionale…

BELLA FRESCA!

Bimbiminkia di tutto il mondo, unitevi!

Homepage

(43) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , on 30 settembre 2012 by Sendivogius

Classifica SETTEMBRE 2012

Pressato dai tempi, l’affare s’ingrossa…
Si gonfiano i martirologi di certo giornalismo d’accatto, coi nuovi Edouard Drumont della libera parola.
Dopo il caso di Alessandro Sallusti, la versione vampiro del Conte di Montecristo, immolatosi (si fa per dire) per salvare le chiappe di Renato Farina, l’Infame (parola di Enrico Mentana) autore dell’editoriale incriminato e già spione prezzolato meglio conosciuto nell’ambiente come “Betulla”, si aggiunge alla lista dei perseguitati (udite! udite!) Giuliano Ferrara che, poverino, si reputa vittima di mobbing!! Parliamo dell’ultra-raccomandato, aviotrasportato su RAIUNO in prime time per ukase politico; l’Intoccabile strapagato con audience prossimo allo ZERO; il Modestissimo che ha preteso di occupare il posto di Enzo Biagi, a suo tempo cacciato via dai mandanti politici del Cicciopotamo craxiano; il Giubilante che, dopo l’allontanamento del telepredicatore Michele Santoro, gongolava come un Erode davanti alla testa del Battista. Il Giulianone nazionale è lo stesso che ora dichiara di essere mobbizzato e costretto a levare le tende (di occupazione), staccando le zampe cicciute dalle generose tette di mamma Rai.
Forse bisognerebbe aggiornare l’antico Liber Monstrorum, aggiungendo una nuova tipologia umanoide: il prolifico popolo dei “Panprosoprocti”, volgarmente conosciuti come facce da culo.
Se fosse possibile classificare l’attività giornalistica professionale, si potrebbe porre il “giornalismo d’assalto” (coi suoi cronisti d’inchiesta) all’apice della piramide e quello “d’accatto” ai livelli inferiori, coi suoi onesti pennivendoli da riporto: fedeli alla linea, conducono i buoi dove vuole l’Editore. In assenza di direttive, scrivono sempre ciò che è “opportuno”.
All’ultimo stadio c’è invece la sub-categoria dei giornalaidi: sono i mazzolatori a mezzo stampa; i corifei di regime, convinti che il culo del padrone sia il posto più morbido dove mettere la lingua.
Scegliete voi, secondo intuito e coscienza, dove collocare le direzioni interscambiabili del Giornale-Libero.
 Tra le insospettabili “vittime del sistema” c’è pure Renata Polverini: la Kociss alla Regione Lazio, insieme ad Ulisse e soprattutto i Porci. È la Madonnina che ha moltiplicato i pani e i pesci da distribuire ai discendenti dei proci, per soddisfare l’appetito delle bande di gargarozzoni che bivaccano alla regione, e adesso spunta col suo faccione da patata bollita dai manifesti abusivi (gigantografie ulteriormente pagate coi fondi pubblici) coi quali campeggia per ogni dove (“a casa li mando io”), mentre come una piovra rimane saldamente avvinghiata alla poltrona. A casa ci tornate tutti!
Ad altre latitudini, non potevano mancare i deliri del mascherone di cera; quello che se la Germania uscisse dall’euro non sarebbe un problema. Il poco di cervello che ancora rimaneva allo zombie di Arcore deve essergli andato completamente in marmellata, dopo l’ennesima overdose di botox e cialis!
Come dimenticare poi l’alieno Bersani, nell’insolubile dissociazione tra ciò che si dice e ciò che si pratica?!? Fa quasi tenerezza l’ectoplasmatico segretario PD, mentre a Lamezia Terme denuncia le politiche recessive e l’austerità monetarista del Governo Monti, dimenticandosi che l’esecutivo tecno-liberista esiste fondamentalmente grazie al sostegno parlamentare del suo partito.
Si preannuncia un autunno “caldo”, come quelle grosse torte marroni di letame bovino che lasciano le vacche al pascolo…

  Hit Parade del mese:

01. NON CHIAMATELO RAZZISTA

[12 Sett.] «Roma? Ci vado poco, ma quando ci vado puzza. E’ una città multirazziale che fa venire il vomito, senza per questo aderire a tesi razziste»
(Mario Borghezio, il Culo Parlante)

02. ESEMPIO DI VITA

[14 Sett.] «Per il bene del paese dico sì, Silvio deve assolutamente tornare a Palazzo Chigi…
Lo sa che la gente lo ferma, lo blocca, lo invoca? “Silvio, torna!”, gli dicono, manca il suo esempio di vita»
(Micaela Biancofiore, Velina politica)

03. NONNO RACCONTACI UNA FIABA…

[16 Sett.] «Da bambino andavo nei mercati vicino a casa mia il martedì e il sabato, raccogliendo i fogli di carta gialla che si usavano allora, li portavo a casa, li bagnavo nella vasca, poi li asciugavo e li vendevo per accendere le stufe … poi andavo a comprare chili di mais e li portavo a casa a piedi, dando a una vecchietta bisognosa i soldi che la mamma mi aveva dato per il tram»
(Silvio Berlusconi, il Cantastorie)

04. COMPETENZE INCOMPRESE

[19 Sett.] «Un consigliere parlamentare può arrivare a prendere 12 mila euro al mese: ma attenzione, parliamo di personale altamente qualificato!»
(Benedetto Adragna, l’Inqualificato)

05. NUOVE PERCEZIONI PSICOLOGICHE

[24 Sett.] «Nelle nostre previsioni l’andamento dell’economia sarà ascendente nel corso del 2013, per questo parliamo di crescita»
(Mario Monti, l’Ottimista)

06. TUTTO A LORO INSAPUTA

[14 Sett.] «Quanto prendo di finanziamento pubblico per il mio quotidiano, “Democrazia Cristiana”? E che ne so io?!?»
(Gianfranco Rotondi, l’Inconsapevole)

07. Il Partito degli Onesti (I)

[20 Sett.] «Il PdL è e resta un partito di gente onesta»
(Fabio Rampelli, il Garante)

08. Il Partito degli Onesti (II)

[20 Sett.] «Non possiamo passare per ladri, cialtroni, e ruba galline»
(Angelino Alfano, il Semplicissimo)

09. Il Partito degli Onesti (III)

[23 Sett.] «Non mi sento un ladro»
(Franco Fiorito, un ladro?)

10. RIFORMA EPOCALE

[15 Agosto] «La riforma del lavoro è fatta per rendere il lavoro più facile non più difficile. Non è contro i lavoratori e certo non è per facilitare i licenziamenti. Si tratta di una modifica, che vuole rendere il lavoro più inclusivo, non irrigidendo i posti di lavoro che oggi esistono»
(Elsa Fornero, la Filantropa)

Homepage

Mercati senza volto

Posted in Business is Business, Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 23 luglio 2012 by Sendivogius

Dinanzi al susseguirsi di “Venerdì neri”, di “borse” al massimo ribasso, mentre gli spread si impennano incontrollati oltre i 500 punti, le tecnostrutture europee perseguono imperterrite nella cura letale, piuttosto che prendere atto della nefasta inefficacia delle politiche ultra-monetariste all’origine dell’attuale crisi economica e con le quali invece ci si ostina a risolvere un problema di cui sono la causa costante.
Se la farsa non preannunciasse un’imminente tragedia, sarebbe quasi divertente riepilogare gli ossimori coi quali, alla stregua di un velo pietoso, gli ostensori del Governo Monti cercano di coprire un fallimento annunciato, dopo fiumi di editoriali incensatori e nonostante le strombazzate “riforme epocali” in contiguità col lessico berlusconiano.
Il caso più emblematico rimane comunque quello di Eugenio Scalfari: il Machiavello liberal, che da almeno 30 anni sbaglia nella scelta del “Principe” da consigliare, mentre si agita in una ampolla di vetro sempre più angusta. Nella sua consueta omelia domenicale, l’anziano fondatore de La Repubblica si esercita nella difficile arrampicata sugli specchi, sostenendo ciò che fino a qualche settimana prima aveva negato recisamente: scioglimento anticipato delle Camere, col famigerato ricorso alle elezioni in autunno.
E piuttosto che rimettere in discussione le proprie certezze assolute (che ormai trascendono la realtà entrando nell’universo della metafisica), raggiunge vette parossistiche nella mistificazione del problema:

Naturalmente non sarebbe certo uno scioglimento determinato dal cattivo esito della politica di Monti. Al contrario: proverrebbe da una valutazione positiva dell’operato del governo e dai suoi dieci mesi di attività. Di qui la necessità di proseguire quella politica non più affidandola ad un governo tecnico ma con la diretta partecipazione di esponenti politici, come del resto Monti avrebbe voluto che avvenisse anche nel governo attuale.

  Eugenio Scalfari
  (22/07/2012)

Più che altro, il povero Scalfari suscita ormai tenerezza, ridotto com’è all’ombra di sé stesso e del grande giornalista che fu un tempo.
Nei fatti, la “valutazione positiva” è una recessione di lungo corso, col crollo verticale di tutti i parametri di crescita; una disoccupazione reale di gran lunga superiore al 10% (con punte del 35% per quanto riguarda gli under-40); il tracollo della produzione industriale ed il collasso dei redditi, con una contrazione dei consumi ed una progressiva retrocessione ai livelli di vita da anteguerra; un tessuto sociale sfilacciato e dissanguato, ma prossimo all’esplosione…
Sull’efficacia della politica estera del premier Monti e sulla sua capacità di influire in ambito europeo, è meglio lasciar perdere…!
È evidente che il “governo tecnico”, nella sua inefficacia strutturale, non è capace di convincere gli investitori esteri (nonostante i viaggetti promozionali del premier) e tanto meno è in grado di offrire un valido argine contro una speculazione senza freni, nel macroscopico vuoto di regole condivise. E sarebbe assurdo pretendere che un elite tecnocratica di banchieri, e uomini cresciuti nel grembo del potere finanziario, possa agire in tal senso.

È altresì evidente che, nonostante l’affastellarsi delle manovre di bilancio e di emergenza, non si assiste alla tanto invocata virata virtuosa, né al cambio di percezione dei “mercati” che sul fronte italiano, dopo aver sfondato le difese di Grecia e Spagna, sperano di riuscire ad aprire la breccia che farà crollare la fortezza euro, con la Germania trincerata nel bastione delle Bundesbank che spera di superare l’assedio mandando al macello l’Europa meridionale, traendo però il massimo beneficio per sé.
E sarà bene precisare che nessun Paese, per quanto possa essere ‘ricco’, può pensare di uscire da una asfissiante spirale recessiva con manovre che si susseguono oramai a ritmo mensile, per un importo complessivo che si aggira attorno ai 60 miliardi di euro all’anno, ai quali vanno aggiunti i circa 80 miliardi di interessi da pagare sul debito (che cresce unicamente a causa degli spread), con l’unico effetto di drenare la ricchezza privata, prosciugare i risparmi familiari, distruggere lo Stato sociale e paralizzare l’economia reale, strettamente interconnessa col mondo delle commesse pubbliche.
Le si chiami pure manovre correttive.. aggiuntive.. straordinarie.. l’impatto non cambia.
L’ultima tranche di questa macelleria sociale che sembra non conoscere fine né decenza, è la “revisione di spesa”, per indicare la quale si preferisce il suo omologo inglese: spending review… Così il giornalino degli squali di Wall Street capisce meglio! A quanto pare, le leggi scritte sulla carne viva degli italiani vanno formulate secondo le prospettive degli speculatori e non in funzione della cittadinanza che quei provvedimenti li subisce e li paga, senza meritare risposte né rassicurazioni.

Pertanto, la spending review del direttorio tecnocratico, con i suoi 9 miliardi di tagli tutti a carico di Comuni ed enti locali, rischia di paralizzare nei fatti l’attività dei servizi di base, che in tal modo saranno pronti per essere dismessi, smantellati e privatizzati, secondo l’ideologia dominante e pervadente del neo-liberismo d’assalto, che fa delle crisi economiche il proprio trionfo nel ribaltamento del suo fallimento. Si chiama razionalizzazione dei servizi: un termine molto in voga, che nel mondo del Lavoro ha sostituito la parola licenziamento. Nelle imprese infatti non si licenzia più, si razionalizza, in conformità col nuovo gergo fatto di esodati ed esodandi, intermittenti e somministrati, nella ricerca di un neologismo tecnocratico sempre attento a non nominare mai la ‘persona’, negando pervicacemente la dimensione umana del problema.
Naturalmente, visto il successo della prima revisione di spesa, si parla già di una seconda spending review per altri 10 miliardi di tagli ulteriori.
 Tagli che NON riguarderanno gli indecenti emolumenti dei manager pubblici, per i quali basterebbe ripristinare la norma sul tetto degli stipendi (prontamente abolita del Governo Berlusconi)… Tanto per dire, mentre si comprimono salari inferiori ai 2.000 euro al mese (naturalmente per esigenze di risparmio), all’insegna della ritrovata sobrietà montiana, il nuovo direttore generale della RAI, Luigi Gubitosi, dovrà accontentarsi di appena 650.000 euro all’anno. E, come ci insegna l’accoppiata Monti-Fornero, siccome il posto fisso è noioso e il lavoro non è un diritto, per Gubitosi è già pronto il contratto a tempo indeterminato. Tempi magri anche per il presidente Anna Maria Tarantola, che dovrà farsi bastare la miseria di soli 430.000 euro all’anno. Rispettivamente, l’uno proviene da Bank of America e l’altra dalla Banca d’Italia. Pare che il Professore della Goldman non frequenti e conosca altro che banchieri. Come ebbe a dire una volta Carlo Freccero: “sembra che Monti abbia una banca al posto del cervello”.
È superfluo dire che non verranno riviste le aliquote per gli evasori che hanno aderito allo scudo fiscale, pagando un irrisorio 5% sui soldi evasi. La motivazione montiana è stata che il governo non poteva mica venire meno al patto sottoscritto coi suoi cittadini (i LADRI): ne sarebbe valsa la credibilità del sistema. Oh parbleu!
Il patto invece è stato considerato revisionabile (e violabile), nel caso degli oltre 300.000 lavoratori che avevano sottoscritto i piani di uscita con le aziende e con la Pubblica Amministrazione, in virtù della razionalizzazione del personale. E che ora si ritrovano senza lavoro e senza stipendio, per aver creduto nella parola dello Stato e nel rispetto degli accordi contrattati. Non per niente, dinanzi ad una giubilante platea di banchieri, Mario Monti ha avuto modo di spiegare come “la concertazione sia tra le cause dei nostri mali” e all’origine dell’attuale crisi finanziaria.
Naturalmente, a tutt’oggi, non è stato sottoscritto il Piano Rubik: la convenzione fiscale con la Svizzera, che permette di recuperare le tasse evase dagli italiani, con depositi bancari in territorio elvetico. Il governo italiano tergiversa perché considera il piano dannoso e controproducente. Infatti è molto meglio chiudere gli ospedali e ritornare alla carica con la privatizzazione dell’acqua nonostante gli esiti referendari. Ai ‘mercati’ piace di più.
Tanto per dire, la convenzione ha fruttato alla Germania (che l’ha ratificata) qualcosina come 4 miliardi di euro, praticamente piovuti dal cielo. Evidentemente, i tedeschi non hanno avuto di queste preoccupazioni.

E non verranno riviste le spese militari per l’acquisto dei costosi giocattolini voluti da Giampaolo Di Paola, ammiraglio e ministro, per armare la sua nuova portaerei Cavour (costata 1,5 miliardi di euro). Oltre agli ormai famosi F-35 (l’aereo più costoso ed inutile della storia), ci sono i circa 4 miliardi previsti per l’acquisto dei nuovi elicotteri NH-90 per la Marina. Poi ci sono altri 5 miliardi per la realizzazione delle fregate FREMM, specializzate in bombardamento costiero e fuoco di copertura, in appoggio alle operazioni di sbarco. Si tratta di navi che, per uno strano caso, a noi sono costate molto di più dei francesi.
E non mancano gli 1,3 miliardi di euro per l’acquisto di droni aerei senza pilota. A questi vanno aggiunti i costi ordinari per le missioni estere (1,4 miliardi), tra le quali bisognerà includere la decennale presenza in quella terra di libertà e democrazia chiamata Afghanistan, per splendidi risultati evidenti a chiunque. Infine, esiste un preventivo di spesa attorno ai 12 miliardi di euro (per difetto), inerente il programma di digitalizzazione per la creazione del Soldato del Futuro.

Dopo qualche sforbiciata, nonostante le esigenze di bilancio, i programmi non sono stati ridimensionati più di tanto, per non scontentare le lobby che gravitano attorno alla Difesa.
È più utile chiudere le scuole e raggruppare 30 alunni per classe.
Quando non parlano di gay, di primarie, di alleanze elettorali, ogni tanto giunge qualche colpetto di tosse pure dai banchi del PD: il partito “serio e responsabile” per antonomasia:

Non accettiamo tagli al sociale, che per noi significa sanità, scuola, servizi sociali di base dei Comuni.”

Pierluigi Bersani
 (05/07/2012)

Perché, sennò che fai?!?
Monumento all’Inutile, che fluttua smarrito nel vuoto pneumatico del partito bestemmia, Bersani non si rende evidentemente conto di ciò che supinamente sottoscrive e vota.

  “AMORE CRIMINALE”
   di Alessandra Daniele

«La strategia del PD non è né incerta, né ambigua, è d’una semplicità elementare, ed è perseguita con determinazione granitica: ”l’Italia è in maggioranza di destra, quindi per avere la maggioranza bisogna essere di destra”.
Non c’è da stupirsi che per i dirigenti PD i diritti civili siano sempre subordinati ai capricci del Vaticano, proprio come i diritti dei lavoratori sono sempre subordinati ai profitti delle banche. La marcia verso destra del PD è cominciata quando si chiamava ancora PCI, e ogni anno segna una nuova tappa in quella direzione: con questo ritmo, entro la legislatura sorpasserà a destra Casini, ed entro il decennio doppierà Pinochet.
Eppure, nonostante questo fa-shift, questa progressiva deriva fascista del PD, milioni di elettori di sinistra continuano a votarlo, a considerarlo un’opzione legittima, anzi, a volte l’unica opzione praticabile. A guardarli si prova lo stesso misto di rabbia e compassione provocato dalle truci docufiction di Amore Criminale su certe mogli convinte che l’uomo che le pesta, le tradisce, e le deruba sia innamorato di loro, e sia recuperabile. Finché lui le massacra e le butta in un fosso, magari dando la colpa agli ”stranieri”, oppure, se colto sul fatto, alle ”voci nella testa”.
Per il corrente massacro del Welfare e dello Statuto dei Lavoratori, gli stranieri espiatori sono stati prima i greci, poi i tedeschi, ora gli spagnoli, mentre le ”voci nella testa” restano sempre quelle della BCE.
Da quasi vent’anni la classe dirigente dell’attuale PD rastrella voti spacciandosi come l’unico possibile argine al berlusconismo, contribuendo a produrre quasi vent’anni di berlusconismo, durante i quali tutte le sinistre sono state accuratamente spazzate via dal Parlamento fino all’ultima briciola, e tutte le destre sono cresciute e si sono moltiplicate come scarafaggi.
Le uniche due parentesi governative gestite dalla classe dirigente dell’attuale PD sono state caratterizzate da alcune delle iniziative più di destra del ventennio, come l’approvazione del pacchetto Treu, che ha dato il via alla precarizzazione del lavoro, e i bombardamenti di Belgrado, con le conseguenti stragi di civili. Mentre gli interessi politico-economici di Berlusconi venivano protetti e favoriti.
Tutte le politiche più di destra del ventennio attuate dai governi Berlusconi hanno sempre avuto l’approvazione della classe dirigente dell’attuale PD, privatizzazioni, precarizzazioni, lottizzazioni, criminalizzazioni del dissenso, spedizioni coloniali, e stangate finanziarie. Tutte le iniziative e le manifestazioni in netta difesa dei lavoratori e dei diritti civili hanno ricevuto dal PD reazioni ostili, dalla diffidenza allo scherno, fino alla condanna, e alla denuncia.
Ancora oggi, nonostante il catastrofico fallimento delle politiche socio-economiche di destra, chiunque si azzardi a proporre al PD iniziative di sinistra viene trattato da illuso, rompicoglioni, sabotatore, e terrorista.
Che in Italia ci sia ancora qualcuno deciso a votare Berlusconi non mi stupisce: so che gli stronzi esistono. Le persone di sinistra ancora disposte a votare PD invece mi fanno schizzare gli occhi dalle orbite come in un cartone animato di Tex Avery. Mi domando quale altra porcata dovranno ancora fare i dirigenti del PD, mentre vanno a caccia dei voti di Casa Pound, per perdere i loro

Homepage

Il Tempo dei Maroni

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , on 23 novembre 2010 by Sendivogius


Durante la trasmissione “Vieni via con me”, tra un elenco e l’altro, ci mancava proprio la lista promozionale del leghista Roberto Maroni, in arte ministro, che da una settimana e passa imperversa in ogni possibile angolo dell’etere, lamentando la mancanza di pluralismo.
In previsione di possibili elezioni, si è trattato di un ottimo spot elettorale confezionato su misura, a consumo personale, e naturalmente a costo zero per l’interessato: cinque minuti di auto-promozione, in prime-time, durante un programma televisivo di massimo ascolto. Niente male.
In fin dei conti, le marchette (specialmente quelle politiche) sono una costante delle trasmissioni RAI…
 Di conseguenza, perché mai si dovrebbe negare al superministro padăo il suo momento di gloria mentre illustra i successi, naturalmente “epocali”, contro Mafia e Camorra, da parte di una compagine governativa dove (tra le varie dozzine di inquisiti) siedono pure Dell’Utri e Cosentino?!?
È rassicurante ascoltarlo mentre rivendica la tracciabilità dei pagamenti: istituita da Prodi; abolita (e poi reintrodotta) da Tremonti.
Gagliardo mentre sostiene la confisca dei patrimoni mafiosi, salvo omettere il mancato utilizzo degli stessi e, nei casi più estremi, le assegnazioni date in gestione ai familiari dei boss medesimi… Per non parlare poi dell’ipotesi di vendita all’asta dei beni, avanzata dal suo collega Roberto Centauro, già presidente della Commissione parlamentare Antimafia e attualmente vicepresidente della Commissione Giustizia.
Tuttavia, il Maroni da Varese il pezzo migliore ce l’ha riservato per la lettura conclusiva delle celebrazioni padane:

 «È stato affermato che la ‘ndrangheta al Nord interloquisce con la Lega. Affermazione ingiusta e offensiva per i tanti che come me contrastano da sempre ogni forma di illegalità. Ed è soprattutto  smentita dalle recenti operazioni fatte in Lombardia contro la ‘ndrangheta, che hanno portato al coinvolgimento e persino all’arresto di esponenti politici di altri partiti, ma non della Lega. Mi chiedo allora perché indicare proprio e solo la Lega?
Infine, le mafie si combattono eliminando gli storici e strutturali squilibri tra Nord e Sud. Dopo tanti inutili interventi statali che hanno sperperato interi patrimoni, bisogna cambiare le regole che governano la spesa pubblica e gli investimenti sui territori. I meccanismi ci sono: sono quelli propri dei moderni sistemi federali. Lo aveva già intuito, con sorprendente lucidità, un grande meridionalista, Gaetano Salvemini: “il federalismo è l’unica via per la soluzione della questione meridionale”. Disse Salvemini in un saggio, e concluse: “Date all’Italia meridionale una costituzione federale”.»

Quando si cita un autore, correttezza vuole che si riporti anche il nome dell’opera da cui la citazione proviene. Specialmente se parliamo di un personaggio del calibro di Salvemini.
Tuttavia, è probabile che l’estroso ministro abbia letto più che altro le dispense formato Bignami, appositamente preparategli da Gaetano Quagliarello: ennesimo prete spretato del radicalismo italiano, transitato alla corte di Re Silvio.
Perciò l’aiutiamo noi…

E certo se Maroni avesse letto davvero gli scritti di Gaetano Salvemini sul federalismo, se ne guarderebbe bene dal riproporli a sostegno della devolution secessionista in salsa leghista.
Poiché, in tal caso, il nostro ministro della polizia saprebbe che la proposta federalista di Salvemini ha una fortissima impronta marxista e trae i suoi valori fondanti nel movimento socialista, contro i regionalismi e gli egoismi locali:

«Salvemini individua tre classi sociali portanti e cioè latifondisti, piccola borghesia e proletariato rurale. L’analisi di Salvemini collega il conflitto di classe all’interno del Meridione alla dinamica di classe relativa all’intero territorio italiano: infatti l’alleanza  tra borghesia industriale del Nord e latifondisti agrari del Sud si riverbera nell’alleanza all’interno della società meridionale tra latifondisti (che si assicurano posti di potere nelle istituzioni nazionali) e piccola borghesia impiegatizia che combatte per occupare i posti nelle istituzioni locali al quasi esclusivo fine di arricchirsi. Lo Stato, in questo sistema di alleanze, non può svolgere una funzione riformatrice (come sognano i meridionalisti liberali accecati dall’interclassismo) ma garantisce alle classi dominanti una redistribuzione fiscale a loro esclusivo vantaggio ed ai latifondisti meridionali la repressione di ogni istanza di ribellione delle classi subalterne.
Salvemini a tale proposito individua la possibilità di un’alleanza tra proletariato industriale del Settentrione e proletariato rurale meridionale, alleanza necessaria in quanto il destino dell’uno era comunque legato a quello dell’altro, giacché il parassitismo meridionale comprometteva la possibilità delle riforme in tutto il paese.»

 [Italo Nobile]

Nella visione politica di Salvemini, il federalismo sarebbe diventato l’elemento di rottura col quale le masse rurali del proletariato meridionale avrebbero potuto travolgere la struttura del conservatorismo borghese, spezzando l’alleanza tra le camarille comorristiche del Sud ed il blocco militare-industriale del Nord, rafforzando invece la rappresentatività democratica e la partecipazione diretta in tutto il Paese.

«I moderati del Nord hanno bisogno dei camorristi del Sud per opprimere i partiti democratici del Nord, i camorristi del Sud hanno bisogno dei moderati del Nord per opprimere le plebi del Sud.»

 Gaetano Salvemini 
 Opere IV, Il Mezzogiorno e la democrazia italiana (vol. II)
 Movimento socialista e questione meridionale 
 a cura di G. Arfè
 Feltrinelli; Milano 1978, pp. 86-91

 L’idea federalista di Salvemini è anche, e soprattutto, un rifiuto netto contro ogni forma di legislazione speciale ed una critica esplicita all’istituzione di Commissari straordinari con poteri attuativi, per la risoluzione delle emergenze. Una prassi che sembra invece costituire la costante politica dell’attuale governo di cui la LEGA detiene le quotazioni di maggioranza.
Soprattutto, il federalismo propugnato dal socialista Salvemini non presuppone certamente la declinazione di ogni responsabilità. E, se non indulge affatto in vittimismi e populismi meridionalisti, d’altra parte denuncia con forza un certo ‘settentrionalismo’.
L’attualità di certe riflessioni lascia supporre che la supponenza razzistoide di certa “Padania”, depurata dalla matrice colonialista post-unitaria, non sia un frutto dei tempi ma la costante di una psicologia e di un pregiudizio di massa, presente fin dai primi anni dell’unificazione d’Italia:

«Perché è un fatto innegabile che, se i meridionali detestano i settentrionali, questi ripagano di eguale ed anche miglior moneta gli altri. È opinione diffusa del Nord che il Sud paga molte meno tasse del Nord e gode dei favori del governo: è un parassita che dà poco e prende molto. Lo sfruttamento economico è accompagnato dalla corruzione politica, della quale il Sud è inesauribile sentina.
…anche i meridionali onesti e sinceri, i quali pur riconoscendo l’inferiorità del loro paese, di fronte al disprezzo umiliante e irritante che traspira da ogni riga scritta dal Nord, finiscono spesso col perdere la pazienza e si sentono fervere il sangue nelle vene e provano una gran voglia di dar ragione ai rettili della stampa latifondista a camorrista. Fra i giornalisti e gli uomini politici settentrionali, poi, non credo che arrivino a due quelli che conoscono bene le condizioni del Mezzogiorno e le giudichino serenamente senza pregiudizi
…E mentre i partiti democratici non sanno affrontare risolutamente il problema e sviscerarlo, quali che debbano essere le conseguenze, i partiti reazionari hanno cominciato nel Meridione una lenta ed abilissima propaganda contro il Nord, dalla quale hanno molto da temere i partiti democratici del Settentrione.» 

 G.Salvemini
 La Questione meridionale e il Federalismo
 Pubblicata sulla “Critica Sociale”
 Milano, 1900

Il federalismo propugnato da Salvemini nasce per unire e per emancipare l’Italia intesa come un’unica comunità democratica e solidale.
Non si capisce cosa c’entri con Maroni e con i suoi etno-nazisti verdecamiciati.

Homepage

Il Masi del compare

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 20 ottobre 2010 by Sendivogius

«Tocchiamo qui un aspetto importante della società e della mentalità dell’Alto Impero: la dignità conseguita da un uomo varia in funzione dell’ambiente sociale da cui proviene, e più elevata è la carica di partenza raggiunta grazie a questa provenienza, più va lontano; il merito di un individuo viene in secondo piano, ma può favorire di molto il progresso di un figlio. A quel tempo si lavorava per la posterità.»

 Yann Le Bohec
 “L’Esercito Romano”
 Carocci editore, Roma 2008

Sono trascorsi 2000 anni e non molto è cambiato da allora… del resto non siamo i diretti eredi della “civiltà” romana?!?
In aggiunta, gli ‘antichi’ sapevano bene come una nutrita clientela potesse contribuire al consolidamento del proprio potere personale e quanto fosse importante il ruolo intraprendente di certi liberti: schiavi affrancati e legati dal vincolo di riconoscenza nei confronti del dominus, all’ombra della cui munificenza costruivano le proprie fortune.
I vassalli sono inclini al tradimento, le alleanze possono variare, ma i servi restano come componente organica dell’asse ereditario. Ed è nota la difficoltà, insita nei salotti padronali, nel reperire personale referenziato per i servizi domestici.
Uno zelante segretario particolare con incarichi strategici è utile, facilmente sostituibile… e porta i baffi.

È il caso di Mauro Masi, il proconsole in armi dell’Imperium berlusconiano che guida le truppe d’occupazione in RAI: l’ex EIAR convertita in caserma punitiva ad uso governativo per la blindatura del consenso.
Nominato dittatore generale alla normalizzazione, il Masi da Civitavecchia è il kamikaze dell’Imperatore; l’oniwabanshu di Palazzo, pronto ad immolarsi in missioni suicide per la salvezza del padrone.
Esemplare minore di quella “razza padrona” nell’Italia immobile, dove il censo ed i natali fanno la differenza, Mauro Masi appartiene alla casta patrizia dei dirigenti ad vitam per diritto di nascita, con incarico intercambiabile ma sempre garantito, secondo le disponibilità del momento. Sono i top-manager abituati a planare sopra le miserie del duro mondo del lavoro dall’alto di una poltrona e lontano da inutili gavette per comuni mortali.

UNA CARRIERA SFOLGORANTE
 Burocrate valido per tutte le stagioni ed ogni colore, il Masi nazionale nasce ‘giurisperito’ e si reinventa ‘economista’. Laureato in Giurisprudenza (a 24 anni) nel 1977 e col massimo dei voti, si specializza in economia collezionando una lunga serie di diplomi ed abilitazioni a pagamento:

 Nel 1977 ottiene un diploma di merito come “tecnico della programmazione economica” presso la scuola di Sviluppo Economico dell’Unione Camere di commercio, Industria e Artigianato di Roma.
 Nel 1978 si diploma alla Scuola di direzione aziendale della Università Bocconi di Milano in “Gestione e controllo dell’attività bancaria”.
 Nello stesso periodo, il giovane Masi sbarca negli USA per conseguire un master in “Tecnica e analisi economica” presso l’IMF Institute di Washington. L’International Monetary Fund è l’organizzazione intergovernativa che, in stretta collaborazione con la Banca Mondiale, supervisiona il sistema finanziario a livello globale e le politiche macroeconomiche dei governi associati. Speculare ai suoi omologhi come il FMI e la BM, ne condivide le politiche ultraliberiste di marca monetarista, che nella prassi si sono spesso tradotti in una spiccata predilezione per i regimi dittatoriali sudamericani ed un occhio di riguardo per gli interessi delle grandi Corporations.

 Studente prodigio, in poco più di un anno, Mauro Masi prepara e discute la propria tesi laurea, ottiene un paio di diplomi ed un master all’estero. Già che c’è, sempre nel 1978, vince pure il concorso per entrare alla Banca d’Italia e viene avviato alla carriera direttiva nell’Ufficio di Vigilanza bancaria a Milano.
Qui siamo di fronte ad un portento della natura e della scienza, un genio incompreso col dono dell’ubiquità!
Dal 1982 al 1988 passa prima all’Ufficio Stampa e successivamente è nominato Dirigente nell’Ufficio di Collegamenti Internazionali della Segreteria Particolare del Direttorio della Banca d’Italia stessa.
Sarà in questi anni che il futuro direttore della RAI si appassiona forse a quel non-sense fiscale conosciuto come “Curva di Laffer”, tema ricorrente delle sue pubblicazione, che si propone di dimostrare i presunti benefici della detassazione dei ricchi a scapito dei ceti meno abbienti: “una teoria scarabocchiata su un foglio di carta”, secondo le considerazioni di Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia. 
Col tempo, il cursus honorum di super-Masi si autoalimenta con una serie inarrestabile di procuratele, sempre ai vertici di segreterie generali, direzioni dipartimentali, commissariati speciali, alti uffici stampa… Una sfilza di titoli le cui funzioni effettive restano comunque oscure per noi poveri profani, ignoranti di tanta arte.

LA SPONDA POLITICA
 Un simile talento non poteva certo restare inosservato e nel 1988 l’ottimo Masi sbarca finalmente sui lidi della politica nazionale, diventando “consigliere per la comunicazione economica” presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, fino a diventare (nel 1994) Capo della segreteria particolare del Ministro del Tesoro e Vice Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel Luglio 2001.
Dal 1995 al 1996 è direttore dell’ufficio stampa della Presidenza del Consiglio e portavoce dell’allora Presidente Lamberto Dini, anche lui funzionario della Banca d’Italia prestato in pianta stabile alla politica.

Nel 1996 è nominato Capo del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nell’ambito di tale incarico è membro del comitato per la politica dell’informatica e delle telecomunicazioni della Presidenza del Consiglio, vice presidente del comitato per un codice di autoregolamentazione su TV e minori. E’ estensore della legge che modifica e integra la legge sul diritto d’autore (248/2000); della nuova legge sull’editoria (62/2001), di cui è membro del comitato sulla riforma; della legge sui nuovi punti vendita dei prodotti editoriali (108/1999 da cui il decreto legislativo 170/2001).
Cura le direttive di applicazione della legge 150/2000 sulla comunicazione istituzionale e gli uffici stampa.

 (Nota biografica ufficiale)

Come contorno, nel gennaio 1998, Masi viene insignito del premio per il “Miglior Comunicatore professionale dell’anno 1997” da parte del Gruppo Pubblicità Italia.
Ma è anche il vicepresidente della Commissione che ha realizzato la “Campagna di informazione nazionale straordinaria sull’introduzione dell’euro”, e che certamente tutti ricorderanno.

Scavando in una montagna crescente di fuffa, sarà bene specificare che il prof. Masi fornisce i suoi fondamentali suggerimenti per la stesura della:

 Legge n.108 del 13/04/1999, inerente le “Nuove norme in materia di punti vendita per la stampa quotidiana e periodica”. In pratica, è la rivoluzionaria normativa che estende la vendita dei quotidiani ai bar e ad altri esercizi commerciali diversi dalla vecchia edicola.

 Legge n.248 del 18/08/2000, inerente le “nuove norme di tutela del diritto d’autore”. È questa la legge che inasprisce la normativa sul copyright ed irrigidisce le sanzioni a tutto favore della SIAE, in nome di quella specie di pizzo di Stato legalizzato sulle riproduzioni musicali, con l’introduzione (tra le varie) di misure draconiane contro il file-sharing ed il peer to peer: odiosissimi reati di inaudita gravità sociale.
Si tratta di crimini da punire senza indugio e con la massima severità:

Art. 4
«La violazione delle disposizioni di cui al terzo ed al quarto comma dell’articolo 68 comporta la sospensione della attività di fotocopia, xerocopia o analogo sistema di riproduzione da sei mesi ad un anno nonché la sanzione amministrativa pecuniaria da due a dieci milioni di lire»

 Legge n.62 del 07/03/2001, inerente le “nuove norme sull’editoria e sui prodotti editoriali”.
Nella fattispecie, è la normativa che disciplina la definizione di “prodotto editoriale” e contro la quale blogger e siti indipendenti di informazione si illudono di tutelarsi, apponendo la famosa dicitura:

“Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con cadenza periodica né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001″

Soluzione peggiore del problema, visto che si rischia di incorrere nei rigori della Legge n.47 del 1948, che sanziona il reato di “stampa clandestina” (questo perché l’Italia è una grande democrazia).

Coerentemente con tanto zelo, dal maggio del 1999 a giugno 2003, Mauro Masi è nominato Commissario straordinario della SIAE. Sono famose in questo periodo le multe comminate alle feste parrocchiali dove vengono illegalmente riprodotti brani musicali in pubblico senza pagare il viatico alla SIAE, che pare abbia accampato diritti pure sull’esecuzione dell’inno di Mameli.
 Guerriero irriducibile nella giungla della pirateria informatica, secondo la leggenda, l’ultralegalitario Masi pare si segnali tra i cybernauti per la sua ossessiva opera di trollaggio in siti e forum di discussione, minacciando di punizioni e interventi della Polizia postale gli incauti ragazzini che si fanno beccare in cerca di download. In Italia puoi evadere milioni di euro, truffare a man bassa i risparmiatori, ma non azzardarti mai a scaricare clandestinamente un brano di Lady Gaga, alla quale (siamo sicuri) la SIAE corrisponde regolarmente gli introiti delle riscossioni.

LAVORI SOCIALMENTE INUTILI
 Nel Paese della crisi, c’è una categoria sulla quale splende sempre il sole e non conosce disoccupazione. Se il lavoro non c’è; se l’incarico prestigioso da manager non esiste, lo si inventa. Tanto a pagare è sempre qualcun altro…

“Dal maggio 2003 è componente del gruppo di lavoro interno quale esperto per la comunicazione e l’informazione della Commissione Intergovernativa per la nuova linea ferroviaria Torino-Lione presieduta dall’ing. Sergio Pininfarina.
Nel giugno 2003 è nominato coordinatore dell’Unità operativa di coordinamento per le attività che rilevano per la Presidenza del Consiglio dei Ministri in relazione al Semestre italiano di Presidenza dell’UE.
Nel novembre 2003 è nominato componente del Consiglio generale, del Consiglio di amministrazione e del Comitato amministratore della Gestione separata dell’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani.
Dal maggio 2004 è membro, in qualità di “alternate” del Ministro dell’Innovazione Lucio Stanca della TASK Force dell’ONU per l’implementazione di Internet sui Paesi in via di sviluppo.”  

 La carriera di Masi è irresistibile:
Nel marzo del 2005 è nominato ‘Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri’ da Silvio Berlusconi, mentre nel novembre del 2005 diventa membro del ‘Consiglio superiore delle Comunicazioni’.
Sarà la solidarietà che nasce dal baffo, ma le fortune del nostro eroe conoscono una nuova alba per intercessione del sempiterno Massimo D’Alema che nel 2006 lo ricicla come ‘Capo di Gabinetto del Vice Presidente del Consiglio dei Ministri’ e poi come ‘Delegato italiano all’ONU per la proprietà intellettuale’, per tornare infine ‘Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri’ sotto il Governo Berlusconi nel Maggio 2008.

IL MACHO
 E pur tuttavia, Mauro Masi non è solo una testa.. d’uovo. In lui batte il cuore dell’uomo d’azione. Hard-boiled hollywoodiano rotto a tutti gli sport, si muove col cipiglio sicuro del condottiero: camicia nera (le tradizioni sono importanti), petto villoso e pelazzo al vento, come si conviene ad un vero macho da riporto balneare, mentre esibisce il suo phisique di vitellone stagionato da balera sul mare.
Appassionato di paracadutismo, sembra che Masi si auto-definisca un decente boxeur di Muay Thai… E certo da quando Berlusconi lo ha posto alla direzione generale della RAI (02/04/2009) il nostro eroe di calci ne ha sferrati parecchio con uno zelo censorio ed epuratore senza precedenti in un azienda che pure non brilla per spirito indipendente. Più che un direttore, Masi sembra uno smantellatore, in nome e per conto  della normalizzazione berlusconiana, ed in sostanza sembra lavorare come commissario liquidatore della principale azienda concorrente di Mediaset. Sordo ad ogni richiamo verso la minima decenza, è devoto unicamente alle istanze del ‘compare’ di Arcore, muovendosi come un rullo compressore. Se è nota la polemica con Santoro (una guerra ad personam) meno conosciuta e la rimozione di professionisti di indiscusso valore come Carlo Freccero, reo di aver fatto decollare negli ascolti RAI-4 a scapito della programmazione di Iris, fino all’ultimo tentativo di boicottaggio organizzato ai danni della trasmissione di Roberto Saviano
Il problema di Masi è che, come agente infiltrato di Mediaset, agisce in maniera troppo scoperta e, come tutti i servi eccessivamente zelanti, tende ad essere prevedibile e dunque poco efficace.
I “cretini obbedienti” (QUI) di solito non durano… Per questo crediamo che uno come Masi finirà presto trasferito a fare danni altrove… Magari alle Ferrovie dello Stato! Tanto una poltrona vale l’altra.

Homepage

(19) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , on 29 settembre 2010 by Sendivogius

Classifica SETTEMBRE 2010”

 Nell’Autunno del nostro scontento, i colori di una stagione magnifica degradano grevemente verso un’unica tonalità: il marrone, tratto distintivo di un’epoca e di una compagine avviata al suo inesorabile declino tra l’esecrabile insipienza collettiva, dove i problemi reali restano tali, obliati tra appartamentini monegaschi, cucine componibili e tinelli galeotti. Come le repubblichette sudamericane, anche per l’Italia le più riuscite produzioni da esportazione sono ormai le telenovelas
Così, per il suo 74esimo compleanno, Padron Silvio si è regalato l’ennesimo voto di fiducia in camera di rianimazione, incentrato sulle priorità che più premono al duce del ‘popolo sovrano’: salvare la roba in nome dell’impunità. Ma a galleggiare non è soltanto il governo… 
Siamo certi che per i prossimi mesi le questioni primarie del Paese saranno l’analisi esegetica del testo berlusconiano, non discinto dalle interpretazioni numeriche del voto parlamentare, in una squallida compravendita di onorevoli ballerini e preoccupatissimi della loro futura ricollocazione professionale e gli inconcludenti valzer di un Fini-Amleto che vorrebbe essere ma non può.
Tra una simile abbondanza di corpi galleggianti, quasi rischiavamo di perderci il peggio di Settembre…

  Hit Parade del mese:

01. TEATRINO DI GOVERNO

[24 Sett.] «È  un vero disastro, è molto peggio del teatrino di sempre, del teatrino delle chiacchiere, degli insulti, delle falsità. Meglio lasciar perdere. La stampa italiana ha un’avversione pregiudiziale. Fuori da questo teatrino, il nostro governo invece, il ‘governo del fare’, ha continuato a lavorare in silenzio su cose concrete, nell’interesse di tutti gli italiani»
 (Silvio Berlusconi, Capo-comico)

 

02. DECRETO PROSTITUZIONE

[13 Sett.] «Se anche una deputata o un deputato facessero coming out e ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lizza non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato.»
 (Giorgio Stracquadanio, pappone di governo)

 

03. SPUTTANAMENTI

[25 Sett.] «Non si può lasciare correre su cose inaccettabili come queste allusioni sulle società off-shore. Non si può far passare una libera inchiesta giornalistica, basata su fatti accertati e sulla quale io non c’entro nulla, per un’operazione di dossieraggio. Per di più sputtanando il Paese all’estero con la favola dei servizi segreti deviati.»
 (Silvio Berlusconi, la verginella ingenua)

 

04. PARLAMENTO PULITO

[11 Sett.] «I giornali di sinistra hanno messo in giro l’idea che ci sia una nuova tangentopoli, ma non c’è nessuna tangentopoli. Non ci sono mascalzoni nel nostro partito, li abbiamo individuati e provveduto ad espellerli.»
 (Silvio Berlusconi, l’Incorruttibile)

 

05. SCUSE ISTITUZIONALI

[25 Sett.] «Ora qualcuno dovrà chiedermi scusa per le accuse di dossieraggio»
 (Silvio Berlusconi, l’Offeso)

 

06. INDIRIZZI CULTURALI

[16 Sett.] «Siccome i finanziamenti sono dello Stato, d’ora in poi intendo mettere becco anche nella scelta della giuria del Festival del cinema di Venezia.
(…) Quentin Tarantino è espressione di una cultura elitaria, relativistica e snobistica. La sua visione influenza anche i giudizi critici, pure quelli verso film stranieri.»
 (Sandro Bondi, artista incompreso)

 

07. SPECIE PROTETTA

[21 Sett.] «Nessuna censura. Ma il promo, così congegnato, è inopportuno. L’azienda non può tollerare che dall’interno della Rai si faccia una tale presa in giro di Augusto Minzolini, direttore di una testata giornalistica della Rai. Non è questione di satira: così lo spot è inopportuno, non può andare in onda»
 (Guido Paglia, direttore comunicazione RAI)

 

07bis. TENGO ‘O GRADO!

[24 Sett.] «È molto grave che Santoro nella sua spasmodica e anche un po’ ridicola ricerca della provocazione fine a sé stessa rivolga al capo azienda frasi inaccettabili, bugiarde e mistificanti.
La questione dovrà essere affrontata in tutta la sua gravità al più presto dal CdA RAI.»

 (Mauro Masi, risorsa umana)

 

08. IL RITORNO DI STAKANOV

[29 Sett.] «Non mi sono mai fermato, firmando più di 300 decisioni da ministro ad interim dello Sviluppo economico»
 (Silvio Berlusconi, l’instancabile cazzaro)

 

09. DIECI MILIONI PER UN COGLIONE

[7 Sett.] «Io e Berlusconi portetemo 10 milioni di persone a Roma»
 (Umberto Bossi, chiavica padana)

 

10. MA VAI A LAVORARE!

[23 Sett.] «Sull’occupazione l’Italia ha indicatori significativamente migliori della media UE»
 (Maurizio Sacconi, parassita al welfare)

 Homepage