SPESE DEMOCRATICHE

Se l’attuale recessione economica è una percezione psicologica alimentata da una stampa malevola, non si capisce perché il governo dell’Ottimismo e dell’Amore stia vagliando la concreta ipotesi di una manovra aggiuntiva (pervicacemente negata fino a qualche mese fa) da 60 miliardi di euro. Il partito che spergiurava di non mettere le mani nelle tasche degli italiani sembra aver infilato i guanti di lattice e si prepara alla più grande rettoscopia che la storia patria ricordi. Tra le varie ipotesi, si prevede l’introduzione della famigerata “patrimoniale”, insieme alla tassazione di BOT e CCT, aggravata dal taglio generalizzato dei servizi pubblici ai cittadini, indirizzando il grosso dei sacrifici verso lavoratori dipendenti e pensionati (gli unici che le tasse le pagano), e spalmando il massimo degli oneri a carico dei ceti medio-bassi, in quella che si configura sempre più come una vera ‘finanziaria di classe’, che colpisce i deboli e salvaguarda i ricchissimi.
Tuttavia, in attesa di conoscere, nei suoi dettagli normativi, l’esatta natura dei provvedimenti della maxi-manovra di ragioneria tremontiana, a finanza variabile prima ancora che creativa, sarà il caso di ricordare ciò a cui la cosiddetta “Casta” della politica per professione sicuramente non rinuncerà.
Certamente è escluso il taglio delle Province, nella pletorica sovrapposizione di uffici e mansioni, che potrebbero essere benissimo accorpati e distribuiti tra le competenze di Regioni e Comuni.
Soprattutto, le Province hanno il discutibile pregio di moltiplicare poltrone, incarichi e prebende della “Casta”, offrendo un provvidenziale sbocco occupazionale di collocamento politico, con una provvidenziale moltiplicazione di poltrone. E poco importa se il “servizio” costa al contribuente italiano qualcosa come 17 miliardi di euro all’anno. Infatti 110 province sembrano non bastare e già si parla della creazione di nuovi capoluoghi, dopo le mega-concentrazioni metropolitane della Val d’Ossola e di Barletta.
A tal proposito, va sottolineato il provvidenziale intervento salvifico dell’ineffabile Party Dumby, dei riformisti all’amerikana raccolti sotto l’acronimo di una bestemmia, che ha pensato bene di astenersi in presenza del solito e “demagogico” di ddl che ne chiedeva l’abolizione. Ennesima riprova del radicamento sociale dei ‘Democratici’, con la proverbiale sagacia che solitamente ne contraddistingue i vertici. Più pragmatici la Lega ed il famelico PdL, che infatti hanno prontamente votato contro il provvedimento all’unanimità.
Soltanto qualche giorno fa, l’indispensabile ministro Gianfranco Rotondi si esibiva ai cronisti, snocciolando un surreale “conto della serva”, con cui lamentava la vita di stenti e di privazioni alle quali devono sottostare i poveri ‘rappresentanti’ del popolo supino, illustrando le ristrettezze economiche nelle quali versano i nostri onorevoli prostrati dall’insussistenza di indennizzi da fame.
Sarà il caso di riportare un elenco assai approssimativo, e per difetto, degli emolumenti non degni di un Paese civile, che costringono alla disperazione dell’indigenza un migliaio tra deputati e senatori, costretti a sopravvivere con circa 20.000 euro mensili

Lo stipendio di base infatti è di circa 10.000 euro al mese. Una vera miseria se si pensa che la stragrande maggioranza dei deputati staziona in Parlamento non più di tre giorni alla settimana. Non per niente è costretto ad arrotondare la magra paga con altre occupazioni.
A questo vanno aggiunte le cosiddette indennità di carica: dai 335 euro fino ai 6.455 euro.
Fortuna che al magro salario, e per il disbrigo dell’eccezionale mole di lavoro, si possono cumulare i 4.000 e passa euro di indennità per assistenti e collaboratori personali (i c.d. “portaborse”), spesso reclutati tra il parentado (tutti abbiamo famiglia). Da notare che per percepire l’indennità non è necessario fornire alcun contratto di impiego e la cifra viene dunque accreditata sullo stipendio a richiesta del parlamentare.
Poi c’è il rimborso per le spese di affitto: circa 3.000 euro al mese.
Per questo c’è chi si fa intestare appartamenti a sua insaputa.
Dinanzi a simili miserie ci si stringe davvero il cuore. Per fortuna, parlamentari e senatori hanno a loro consolazione e disposizione:

1) TELEFONO CELLULARE gratis, con ricariche illimitate.
2) COMPUTER PORTATILE gratuito.
3) FRANCOBOLLI gratuiti ad libitum per la loro corrispondenza privata ed elettorale.
4) TESSERA DEL CINEMA gratis.
5) TESSERA per il TEATRO gratis.
6) TESSERA per AUTOBUS e METROPOLITANA gratis. Beneficio che solitamente non usano, preferendo muoversi con l’auto blu di servizio, con relativo autista, insieme a tutta la famiglia.
7) Quando invece viaggiano con mezzi propri hanno diritto a “rimborsi benzina” sulla parola, senza la seccante necessità di dover fornire riscontri sull’effettivo kilometraggio.
8) ESENZIONE totale dei pedaggi autostradali.
9) BIGLIETTI gratuiti per i viaggi in TRENO e su VOLI di linea. Ma per risparmiare possono sempre usare gli AEREI DI STATO o, in alternativa, gli elicotteri dell’accondiscendente GdF e dei CC.

Per il loro benessere personale, gli onorevoli possono altresì contare su:
PISCINE E PALESTRE gratis
CURE MEDICHE, e ricovero in cliniche private, gratis.
ASSICURAZIONE INFORTUNI, gratuita ed eventualmente estesa a tutta la famiglia.

A proposito di “famiglia”, i nostri onorevoli negano fieramente ogni riconoscimento alle coppie di fatto per i comuni cittadini, ma estendono coperture, indennizzi e tutele, ai loro eventuali partners conviventi.
Poi ci sarebbero i vitalizi erogati dopo soli 3 anni e mezzo di legislatura e le pensioni riscuotibili a partire dal 56esimo anno di età, mentre si parla di elevare l’età pensionistica dei comuni mortali a 70 anni con almeno 40 anni di contributi.
 Ma, si sa, il politico di professione è un precario che deve affrontare il dramma della ricollocazione.
Per questo perfetti incompetenti vengono piazzati nei CdA di mezza Italia, come “consiglieri” o “presidenti” con remunerazioni che, nell’ipotesi peggiore, per i più sfortunati superano i 200.000 euro all’anno. Ma, se si fanno fallire aziende come ALITALIA, si può cumulare un compenso superiore al milione e mezzo di euro in soli sette mesi, come nel caso del letale Giancarlo Cimoli: l’Attila transitato prima alle Ferrovie e poi alla compagnia di bandiera.

Nei primi mesi del 2010, Mario Ristuccia, procuratore generale della Corte dei Conti, stilò una relazione dettagliata sugli sprechi e le macroscopiche inefficienze della Pubblica Amministrazione, guidata dalla rapace mano della politica istituzionale.
In proposito, il giornalista Roberto Petrini ebbe a scrivere:

«Si comincia con il capitolo delle opere incompiute e lasciate a se stesse. Si va dal reparto di radioterapia di Sora, realizzato, attivato inaugurato e chiuso pochi giorni dopo, alla storia del palasport di Piancavallo in Friuli, costruito con la logica dell'”evento” nel 2003 e oggi inutilizzato e pieno di ragnatele.
Lo stato della sanità, come emerge dalle parole del Procuratore generale Ristuccia, non desta minore allarme: non ci sono solo “spese inutili” ma anche “fenomeni particolari di mala gestione”. Si elencano “inefficienti e costosi programmi di screening anti-tumorale” della Regione Calabria, le “eccessive prescrizioni di farmaci” fino ad arrivare a “sconcertanti interventi chirurgici non necessari”. Senza contare vicende grottesche, anche questa cadute sotto l’occhio della Corte dei Conti, come l’operazione “dentiere gratuite”, promesse dalla Regione Lazio a 700 mila vecchietti e finite con un clamoroso ammanco di denaro.»
 La Repubblica (18-02-2010)

Ma non mancano considerazioni sullo stato disastrato della riscossione fiscale, delle truffe a ciclo continuo, e della pessima gestione amministrativa della nostra classe politica di ogni risma e colore:

«Se si volge l’occhio al fisco la situazione, anche in questo caso, mescola cattiva gestione a vere e proprie truffe. E’ il caso, citato dalla Corte, degli oltre 200 mila falsi atti di riscossione nei confronti di evasori inventati da molte società concessionarie (oggi fortunatamente scomparse e sostituite nella loro funzione dalla struttura pubblica Equitalia). Un capitolo a parte è costituito dall’immenso caso dei prodotti della turbo-finanza, sottoscritti da molti piccoli comuni della provincia italiana: dopo la crisi del 2007-2008 hanno subito un bagno colossale con la perdita del 50 per cento valore complessivo dei contratti. Le colpe? Le sottoscrizioni, spiega la Corte dei Conti, sono state fatte da enti di modeste dimensioni “generalmente sprovvisti di strutture e professionalità idonee ad esprimere valutazioni di ordine economico-finanziario”.
Non mancano le consulenze, ovvero gli incarichi “illegittimamente conferiti” dalla pubblica amministrazione: dalla tabella allegata alla “Relazione” risulta che su 1.077 sentenze di primo grado il 5,7 per cento ha riguardato questa delicata materia.»

E poi ci si meraviglia se qualcuno avanza perplessità sui 16 miliardi di spesa preventivati per la realizzazione della contestatissima TAV.
È chiaro che la causa primaria della voragine di conti pubblici sono sicuramente i precari della “Italia peggiore” e i pensionati al minimo sociale che gravano sui conti INPS.
Poi c’è qualche acuto osservatore, finanziato coi fondi dell’editoria assistita (altro bel serbatoio di sprechi e privilegi), che si meraviglia del trionfo dell’anti-politica e di certe derive nichiliste…!

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10 Risposte to “SPESE DEMOCRATICHE”

  1. certo che con tutti questi aiutini, vien proprio da pensare che si entri in politica per amor di Patria o per passione personale. Pericle al confronto era un amministratore di condominio,eh.
    Stendiamo un velo pietosissimo sulle dentiere, a questo punto dovremmo mettere un deposito di organi in fresco per i nostri Sig.Burns (“Cosa compriamo oggi, Smethers? Un fegato, un rene…”).

  2. dicksick Says:

    Per molte persone sono ancora quelli che hanno tolto l’ICI. Nel paese di Pulcinella ci si sguazza con facilità (e felicità) su ste cazzate.

  3. Rotondi gianfranco Says:

    La mia battuta convengo infelice mirava a contrastare appunto la favola dei 20000 euro mese dei deputati.se uno paga a norma portaborse e albergo ne restano un tasca 4000.che non sono pochi,beninteso.ma un quinto di 20000. Tutto qui.cordiali saluti Gianfranco rotondi

    • Non saprei se essere preoccupato o lusingato dal fatto che un ministro della Repubblica trovi il tempo per arricchire con le sue osservazioni il nostro oscuro spazio virtuale.
      Siamo davvero lieti che la S.V. abbia apprezzato, a onore di chiarezza, lo giusto scorporo delle varie entrature che caratterizzano gli indennizzi parlamentari, specialmente dopo gli incresciosi equivoci sorti dopo l’intervista rilasciata al malizioso Antonello Caporale (editorialista de La Repubblica), che tanto fastidio hanno arrecato all’immagine dell’eccellentissimo ministro.

      Pertanto, confidiamo che tanta solerzia e attenzione da parte della S.V. si traduca in altrettanto impegno, nelle opportune sedi parlamentari, per stornare almeno una parte di quei 4.000 euro a più opportune spese, dando l’esempio in tempi di rigore… almeno una decurtazione del 9% che ne dice Sig. Ministro?
      In alternativa, ci facciamo latori di una “modesta proposta”…. come il vecchio Swift (ma non è un invito al cannibalismo):
      Aumentare del 20% lo stipendio dei parlamentari, tagliando al contempo le diarie ed eliminando tutte le voci di spesa aggiuntiva è una ipotesi così impossibile da praticare?

      Siamo certi che troveremo in Lei un ascoltatore sensibile e coscenzioso, confidando sull’indefesso spirito di servizio, onestà, e vocazione al sacrificio che contraddistingue i suoi onorevoli colleghi, a partire dalle più alte cariche di governo.

      Voglia dunque gradire i nostri più distinti saluti e auguri di buon lavoro.

  4. La cosa che mi fa cappottare dalle risate è la tassazione dei bond, dove gli imbecilli che li acquistano non hanno ancora capito che ripagano i rendimenti di suddetti con le loro tasse. Ma questa manovra è l’ennesimo “calcio al barattolo” che sarà opportunamente lasciato al prossimo governo, non c’è più la Banca d’Italia con cui sfornare tanta nuova e “bella” carta da parati e metterlo nel culo ai contribuenti. Le facce di merda i nquestione ormai pensano solo a loro stesse a portare più bottino possibile una volta che finirà la legislatura.

    Ma il mercato non è scemo e, rimanendo sempre in tema di BTP, sta segnalando la grande cazzata che sta fuoriuscendo da quetsa “manovra” con i tassi dei BTP a 10 anni arrivati al 5,3%, ma con target rialzista fino al 8,3%. Che significa? Che se andiamo a gambe all’aria NON è colpa degli speculatori (ricordatevelo), ma delle suddette facce di merda ai posti di guida che si baloccano delle vostre vita e vi prendono per culo, mentre, ovviamente, riempiono i sacchi col malloppo.

  5. Ciao Sendivogius, in merito alla tematica di questo tuo post – ottimo come sempre – mi permetto di suggerire la lettura, dell’interessante articolo Che faccia tosta Amato: conferma che prende 31mila euro di pensione ma non vuole che si dica. E mi querela.

    In merito al commento del ministro Rotondi, osservo innanzitutto un dettaglio che – da buon froidiano – non poteva certo sfuggirmi e cioè, ha effettuato l’accesso come “Rotondi gianfranco” e si è firmato “Gianfranco rotondi” (invertendo sia il nome e cognome, sia l’iniziale maiuscola) e poi, che nel passaggio del suo commento “se uno paga a norma portaborse e albergo ne restano un tasca 4000”, pur senza volerlo si tradisce, perché se “un tasca 4000” è ovvio che “due tasca 8000”

  6. @ Lady Lindy
    Per puro pudore ometto di esplicitare il nome… Tuttavia, c’è una parte particolare del corpo umano, collocato ‘dietro’ e in basso, che certi nostri “statisti” prediligono e della quale sono soliti abusare come non mai…. Bisogna anche riconoscere che sono numerosi gli estimatori della pratica.

    @ Dicksick

    Per molti, l’importante non è il contenuto del “pacco” che viene loro rifilato, ma come si presenta la confezione.

    @ Johnny
    Più che altro, trovo paradossale che si aumentino le imposte di bollo a carico dei piccoli risparmiatori, che sottoscrivono il debito pubblico acquistando titoli di Stato.
    I cosiddetti “speculatori” (che hanno nome e cognome) sono sciacalli. Personalmente, li appenderei per le palle fino a quando non gli si strappa lo scroto, insieme al branco di avvoltoi che bivacca all’ombra delle cosiddette agenzie di rating: le vere “facce da culo” di un sistema marcio fino al midollo.
    Poi è chiaro che il contributo di una cospicua fetta dei nostri indegni rappresentanti rimane insostituibile e costituisce la causa cogente di uno sfascio sempre più imminente.

    @ Mario
    Sull’inversione del nome…sì, l’avevo notato.. un effetto curioso..:)
    Grazie per l’ottimo suggerimento di lettura: non si finisce mai di imparare! Non ho grandi simpatie (tutt’altro!) per Mario Giordano… E siccome mi piace sempre verificare le fonti originali, ho cercato l’articolo incriminato: credo sia questo QUI.
    Se ne potevano discutere i toni allusivi e certe allusioni concussorie… ma da lì a sporgere querela e chiedere un risarcimento da 650 mila euro ce ne corre!!
    In democrazia, un politico dovrebbe rispondere alle critiche e confutare le accuse che gli vengono mosse, invece di utilizzare querele come uno strumento improprio a scopo intimidatorio. Nella reiterazione di questa pratica, tutta italiana, si rischia sempre più di assomigliare a quegli arroganti signorotti secenteschi, che scatenavano i loro bravacci a bastonare gli impudenti che osavano contestarli.
    E’ sconcertante notare quanto siano suscettibili (e altezzosi) questi ex socialisti della diaspora craxiana, animati da un livore a tratti rabbioso.
    E fanno scuola! Altrimenti non si spiegherebbe l’attivismo censorio dei parabolani dell’Unto.
    Siccome so che apprezzerai, nel mio piccolo, ti segnalo l’intraprendenza di questo bel bischero QUI.

    • Decisamente neanche io provo grandi simpatie per il Giordano (vedere la sua faccia mi dava sui nervi e la sua timbrica vocale mi faceva venire l’orticaria…).

      Ho scoperto l’articolo e di conseguenza il blog Sanguisughe, grazie ad un commento lasciatomi sul blog, da un passante.

      Va da sé, che al di là di simpatie o antipatie, bisogna riconoscere i meriti a chi li ha, ed in questo caso mi pare che Giordano, abbia il merito di puntare – per una volta – il dito dalla parte giusta (che sia un caso Scilipoti al contrario?) e per la prima volta, sono d’accordo con quanto scrive.

      A proposito di prime volte: giovedì, mi è capitato per la prima volta, di essere d’accordo con quanto scrive Facci (non avrei mai creduto potesse succedere…), nell’articolo L’ombra di una legge.

      In merito alla segnalazione del bel bischero, ho effettivamente apprezzato, l’illuminante scambio di “cortesie”.

      • In effetti si tratta di interessanti scoperte.
        Sembra di assistere ad una forma di dissociazione mentale, in attesa di quella materiale, dal berlusconismo morente…
        Si potrebbe ribattezzare la sindrome come “schizofrenia da portafoglio”: sulla carta stampata, sono organici al pensiero ed alla volontà del ‘padrone’ (fintanto che li paga); sui blog dove scrivono a gratis, ritrovano improvvisamente il libero arbitrio riscoprendosi “pensatori indipendenti”.

  7. Anonimo Says:

    E’UNA VERGOGNA NON PIU’SOPPORTABILE……………..

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