Archivio per Governo

Bagliori nel buio

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , on 16 luglio 2017 by Sendivogius

Siamo usciti dal tunnel.
Stiamo continuando su una strada stretta,
ma sono ottimista perché vedo questo sentiero allargarsi.”

Pier Carlo Padoan
(15/07/2017)

Eccone un altro che ha visto “la Luce”! Prima di lui, era già toccato a Mario Monti: l’incompreso salvatore della patria, che è costato agli italiani peggio di una guerra perduta. Correva l’annus horribilis 2012 e per scongiurare l’arrivo della famigerata “troika” gli imbelli cialtroni di una politica parolaia e inetta chiamarono qualcosa di persino peggiore: un direttorio tecnocratico di biodroidi geneticamente modificati che, tra propedeutica del rigore e padagogia del castigo, incise il corpo vivo della nazione in una grande operazione di macelleria sociale, sperimentata su scala di massa nella sostanziale acquiescenza di un parlamento commissariato. Celebrarono il funerale di un Paese disossato e lo chiamarono rinascita, scambiandolo per un trionfo [QUI].
A distanza di cinque anni, il tunnel è sempre quello. L’orizzonte degli eventi è lo stesso buco nero, dove l’Italia sembra sprofondare, risucchiata via nell’irrilevanza di un tessuto sociale allo sfascio.
Ma il ministro Padoan, altro fenomeno tecnico prestato alla politica, lo stesso che nell’estate del 2016 (appena un anno fa) spergiurava su come il sistema bancario italiano non si trovasse in una crisi sistemica, assicurando di quanto fosse solida la tenuta [QUI], ci tiene ad illustrare gli impressionanti risultati di tanto ottimismo. E dunque vediamoli insieme alcuni di questi prodigi dell’economia, nel più ampio solco delle “riforme per la crescita” che il Bullo di Rignano non si stanca mai di strombazzare in giro dai megafoni dei suoi Cinegiornali Luce. Per il raffronto, potete accedere alle pagine di uno dei quotidiani meno ostili alle immaginifiche sorti progressive dell’ennesimo governo del fare, aggiornati al Maggio 2017

Debito pubblico: 2.280 miliardi di euro.

Reddito pro-capite: 8 milioni di italiani si trovano “in condizioni di grave deprivazione” (leggi: poveri); di questi, 4.600.000 vivono sotto la soglia di povertà. Molti di questi sono poor-workers; ovvero, persone che pur avendo un regolare lavoro percepiscono stipendi troppo bassi per poter vivere dignitosamente. A tutt’oggi il reddito degli italiani permane sotto i livelli del 2012.

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Occupazione (Jobs Act!): a Maggio la disoccupazione giovanile, in controtendenza rispetto al resto della UE, si impenna al 37%. Nonostante la “liberalizzazione del mercato del lavoro”, ed i miliardi buttati per ingrassare i padroni delle ferriere di Confindustria, la disoccupazione resta inchiodata all’11,3%. E peccato che nella statistica non vengano conteggiati gli oltre due milioni di “inattivi” e “scoraggiati”, che diversamente farebbero schizzare il tasso di disoccupazione al 23,8%. In compenso, per essere computati nella lista degli occupati, basta lavorare almeno un’ora a settimana. E’ la statistica creativa, al servizio della propaganda di governo.

Luigi Marattin, Juventino, Economista all’Universita’ di Bologna, Consigliere economico della Presidenza del Consiglio, è un altro di quei pupazzi di stretta osservanza renziana, promossi al rango di “consiglieri” del Principe in virtù del fondamentale prerequisito di essere gggiovani.

In un tempo remoto, si sarebbe detto che una risata li avrebbe seppelliti…
Peccato che oggi ci sia ben poco da ridere.

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METAFORE

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , on 28 marzo 2017 by Sendivogius

Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo! Chissà cosa faremmo mai senza il ministro Giuliano Poletti, la salamella emiliana messa a stagionare al dicastero del “Lavoro”, come viatico in conto LegaCoop, senza altri requisiti che non siano la sua mostruosa dabbenaggine, con le raffinate metafore di ispirazione calcistica, a misura dell’infimo livello culturale del “governo del fare”. Con tutta la ruspante sincerità che contraddistingue il personaggio, nella reiterata esibizione della propria minchioneria siderale, il sedicente ministro Poletti, non pago delle precedenti figure di merda delle quali è esperto assoluto, dispensa l’ennesima perla della sua saggezza porcina, svelando un altro degli italici segreti di Pulcinella; ovvero, in Italia il curriculum vitae non conta nulla, perché in realtà un’occupazione professionale la si ottiene tramite le conoscenze giuste attingendo alla rete delle relazioni amicali, foss’anche giocando una partita a calcetto con la gente che conta. Che dopo si fa spogliatoio, e tra una ‘frociata’ e l’altra magari si rimedia anche la raccomandazione utile. E di questo noi non avevamo il benché minimo dubbio; altrimenti non si spiegherebbe come un analfabeta integrale, ma con fondamentale diploma da perito agrario, sia riuscito a diventare prima “dirigente d’azienda” e poi “ministro del lavoro”, senza aver mai lavorato un solo giorno in vita sua.

Del resto il Governo Gentiloni, nato come fotocopia del Governo Renzi (altro specialista in materia), abbonda di simili fenomeni d’asporto… dalla ministra Marianna Madia (che a suo tempo vantava la sua straordinaria incompentenza come requisito fondamentale), all’imperturbabile Angelino Alfano (ed il di lui fratello piazzato in carico alle Poste) planato dagli Interni agli Esteri con la leggerezza di un clistere. Per non parlare di Valeria Fedeli, diploma di terza media, e per questo elevata a ministro dell’Istruzione e dell’Università.

Almeno il ministro per scherzo Poletti ha la decenza di non millantare lauree che non ha mai conseguito. Lui alla sua ignoranza ci tiene, dal momento che non contano i titoli, e meno che mai le competenze. Bastano gli “amici”. La “politica” poi fa il resto. Dunque di che cosa indignarsi?!? Suvvìa, non siate ipocriti. Questo governo è il più monumentale tributo alla raccomandazione ed all’incompetenza, elevati a straordinari requisiti di potere dal fondo di una cialtroneria senza precedenti. Tutto si può rimproverare ad un Poletti, tranne di non essere coerente con se stesso.

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EXPERTISE

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , on 11 febbraio 2017 by Sendivogius

padoan-edoardo-baraldiQuando la crisi si fa dura, gli economisti cominciano a giocare. Fu così che l’Italia assemblò la sua squadra speciale, per gli “esami” europei da superare, che manco Pierino il Terribile!

Per la bisogna abbiamo dunque: un ministro dell’economia dotato (così dicono) di prestigio scimmiainternazionale e considerato un grande economista (!); un “consiglio tecnico scientifico degli esperti” per la programmazione economica e la definizione degli indirizzi di politica finanziaria, un ufficio per la “pianificazione strategica e gestione del bilancio”; una direzione centralizzata per l’analisi economico-finanziaria, nonché un intero dipartimento abilitato agli studi ed alla definizione delle ricerche economico-fiscali; uno staff aggiuntivo di consiglieri economici e di bilancio, con dozzine di consulenti esterni tra “docenti universitari ed esperti dotati di una specifica e comprovata specializzazione professionale”; legioni di bocconiani a contratto, professori di Economia industriale e politica, master in business administration, imprenditori di successo e specialisti nelle strategie di impresa e management
clownsIn attesa della nuova “Legge Finanziaria”, intanto quella appena licenziata per il 2016 necessita di un aggiustamento di bilancio (non chiamatela manovra correttiva, per carità!) da 3,5 miliardi di euro, perché il governo italiano ha sballato tutte le previsioni. Per fortuna, dinanzi a così strabilianti risultati, non ci siamo affidati mica ad una pletora di babbei qualunque…
John Kenneth Galbraith Tuttavia, se è vero che “la sola funzione delle previsioni in campo economico è quella di rendere persino l’astrologia un po’ più rispettabile”, quali soluzioni innovative e straordinari provvedimenti sono scaturiti da un simile brain-storming di blasonati cervelli in spremuta permanente di idee, onde poter incrementare il flusso delle entrate e consolidare i conti pubblici con provvedimenti di ampio respiro?!?
dr-evilPilastro della manovra aggiuntiva: aumento delle accise su tabacchi e benzina.
laughteraudienceC’è da chiedersi come avremmo mai fatto, senza l’apporto di simili “esperti” che il resto del mondo (non) ci invidia!?!
Tutti col pedigree certificato, come cani di razza.

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Job-Land in Act

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , on 20 dicembre 2016 by Sendivogius

culatelle

Caro Ministro Poletti,
Le sue scuse mi imbarazzano tanto quanto le sue parole mi disgustano.
giuliano-polettiSiamo quelli per cui il Novecento è anche un patrimonio cinematografico invidiabile, che non inseguiva necessariamente i botteghini della distribuzione di massa, e lì imparammo che le parole sono importanti, e lei non parla bene.
Non da oggi.
A mia memoria da quando il 29 novembre 2014 iniziò a dare i numeri sul mercato del lavoro, dimenticandosi tutti quei licenziamenti che i lavoratori italiani, giovani e non, portavano a casa la sera.
licenziamentiContinuò a parlare male quando in un dibattito in cui ci trovammo allo stesso tavolo dichiarò di essere “il ministro del lavoro per le imprese”, era il 18 aprile del 2016.
futuro-ritorno-lavoro-1a Noi, quei centomila che negli ultimi anni siamo andati via, ma in realtà molti di più, non siamo i migliori, siamo solo un po’ più fortunati di molti altri che non sono potuti partire e che tra i piedi si ritrovano soltanto dei pezzi di carta da scambiare con un gratta e vinci.
Parlo dei voucher, Ministro.
E poi, sa, anche tra di noi che ce ne siamo andati, qualcuno meno fortunato esiste. Si chiamava Giulio Regeni, e lui era uno dei migliori. L’hanno ammazzato in Egitto perché studiava la repressione contro i sindacalisti e il movimento operaio. L’ha ammazzato quel regime con cui il governo di cui lei fa parte stringe accordi commerciali, lo stesso governo che sulla morte di Giulio Regeni non ha mai battuto i pugni sul tavolo, perché Giulio in fin dei conti cos’era di fronte ai contratti miliardari?
Intanto, proprio ieri l’Inps ha reso noto che nei dieci mesi del 2016 sono stati venduti 121 milioni e mezzo di voucher. Da quando lei è ministro, ne sono stati venduti 265.255.222: duecentosessantacinquemilioniduecentocinquantacinquemiladuecentoventidue.
Non erano pistole, è sfruttamento.
Sa, qualcuno ci ha rimesso quattro dita a lavorare a voucher davanti a una pressa. È un ragazzo di ventuno anni, non ha diritto alla malattia, a niente, perché faceva il saldatore a voucher. Oggi, senza quattro dita, lei gli offrirà un assegno di ricollocazione da corrispondere a un’agenzia di lavoro privata. Magari di quelle che offrono contratti rumeni, perché tanto dobbiamo essere competitivi.
contratti-di-lavoro-2015Quelli che sono rimasti sono coloro che per colpa delle politiche del suo governo e di quelli precedenti si sono trovati in pochi anni da generazione 1000 euro al mese a generazione a 5000 euro l’anno.
Lo stesso vale per chi se n’è andato e forse prima o poi vi verrà il dubbio che molti se ne sono andati proprio per questo.
Quelli che sono rimasti sono gli stessi che lavorano nei centri commerciali con orari lunghissimi e salari da fame.
babbo-natale-sciopero-polizia-precario-il-manifestoQuelli che fanno i facchini per la logistica e vedono i proprio fratelli morire ammazzati sotto un tir perché chiedevano diritti contro lo sfruttamento. Sono quelli che un lavoro non l’hanno mai trovato, quelli che a volte hanno pure pensato “meglio lavorare in nero e va tutto bene perché almeno le sigarette posso comprarle”.
Sono gli stessi che non possono permettersi di andare via da casa, o sempre più spesso ci ritornano, perché il suo governo come altri che lo hanno preceduto, invece di fare pagare più tasse ai ricchi e redistribuire le condizioni materiali per il soddisfacimento di un bisogno di base e universale come l’abitare, ha pensato bene di togliere le tasse sulla casa anche ai più ricchi e prima ancora di approvare il piano casa.
È lo stesso governo che spende lo zero percento del Pil per il diritto all’abitare.
È lo stesso governo che si rifiuta di ammettere la necessità di un reddito che garantisca a tutti dignità.
contratti-netti-a-tempo-determinato-nel-primo-semestre-2016Ma badi bene, non sono una “redditista”, solo che a fronte di 17 milioni di italiani a rischio povertà, quattro milioni in condizione di povertà assoluta, mi pare sia evidente che questo passaggio storico per l’Italia non sia oggi un punto d’arrivo politico quanto un segno di civiltà.
Ma vorrei essere chiara, il diritto al reddito non è sostituibile al diritto alla casa, sono diritti imprescindibili entrambi.
E le vorrei sottolineare che non è colpa dei nostri genitori se stiamo messi così, è colpa vostra che credete che siano le imprese a dover decidere tutto e a cui dobbiamo inchinarci e sacrificarci.
art-18-italia-investitori-esteri1I colpevoli siete voi che pensate si possano spostare quasi 20 miliardi dai salari ai profitti d’impresa senza chiedere nulla in cambio (tanto ci sono i voucher) e poi un anno dopo approvate anche la riduzione delle tasse sui profitti. Così potrete sempre venirci a dire che c’è il deficit, che si crea il debito e che insomma la coperta è corta e dobbiamo anche smetterla di lamentarci perché, mal che vada, avremo un tirocinio con Garanzia Giovani.
picsartI colpevoli siete voi che non credete nell’istruzione e nella cultura, che avete tagliato i fondi a scuola e università, che avete approvato la buona scuola e ora imponete agli studenti di andare a lavorare da McDonald e Zara.
Sa, molti di quei centomila che sono emigrati lavorano da McDonald o Zara, anche loro hanno un diploma o una laurea e se li dovesse mai incontrare per strada chieda loro com’è la loro vita e se sono felici. Le risponderanno che questa vita fa schifo. Però ecco: a differenza di quel che ha decretato il suo governo, questi giovani all’estero sono pagati.
alternanza-scuola-lavoroMa il problema non è neppure questo, o quanto meno non il principale.
Il problema, ministro Poletti, è che lei e il suo governo state decretando che la nostra generazione, quella precedente e le future siano i camerieri d’Europa, i babysitter dei turisti stranieri, quelli che dovranno un giorno farsi la guerra con gli immigrati che oggi fate lavorare a gratis.
A me pare chiaro che lei abbia voluto insultare chi è rimasto piuttosto che noi che siamo partiti. E lo fa nel preciso istante in cui lei dichiara che dovreste “offrire loro l’opportunità di esprimere qui capacità, competenza, saper fare”.
renzi-che-lavoraLa cosa assurda è che non è chiaro cosa significhi per lei capacità, competenze e saper fare.
Perché io vedo milioni di giovani che ogni mattina si svegliano, si mettono sul un bus, un tram, una macchina e provano ad esprimere capacità, competenze, saper fare. Molti altri fanno la stessa cosa ma esprimono una gran voglia di fare pure se sono imbranati. Fin qui però io non ho capito che cosa voi offrite loro se non la possibilità di essere sfruttati, di esser derisi, di essere presi in giro con 80 euro che magari l’anno prossimo dovranno restituire perché troppo poveri.
redditoNon è chiaro, Ministro Poletti, cosa sia per lei un’opportunità se non questa cosa qui che rasenta l’ignobile tentativo di rendere ognuno di noi sempre più ricattabile, senza diritti, senza voce, senza rappresentanza. Eppure la cosa che mi indigna di più è il pensiero che l’opportunità va data solo a chi ha le competenze e il saper fare.
Lei, ma direi il governo di cui fa parte tutto, non fate altro che innescare e sostenere diseguaglianze su tutti i fronti: dalla scuola al lavoro, dalla casa alla cultura, e sì perché questo succede quando si mette davanti il merito che è un concetto classista e si denigra la giustizia sociale.
Perché forse non glielo hanno mai spiegato o non ha letto abbastanza i rapporti sulla condizione sociale del paese, ma in Italia studia chi ha genitori che possono pagare e sostenere le spese di un’istruzione sempre più cara. E sono sempre di più, Ministro Poletti.
Lei non ha insultato soltanto noi, ha insultato anche i nostri genitori che per decenni hanno lavorato e pagato le tasse, ci hanno pagato gli asili privati quando non c’erano i nonni, ci hanno pagato l’affitto all’università finché hanno potuto. Molti di questi genitori poi con la crisi sono stati licenziati e finita la disoccupazione potevano soltanto dirci che sarebbe andata meglio, che ce l’avremmo fatta, in un modo o nell’altro. In Italia o all’estero. Chieda scusa a loro perché noi delle sue scuse non abbiamo bisogno.
Noi la sua arroganza, ma anche evidente ignoranza, gliel’abbiamo restituita il 4 dicembre, in cui abbiamo votato No per la Costituzione, la democrazia, contro l’accentramento dei poteri negli esecutivi e abbiamo votato No contro un sistema istituzionale che avrebbe normalizzato la supremazia del mercato e degli interessi dei pochi a discapito di noi molti.
Era anche un voto contro il Jobs Act, contro la buona scuola, il piano casa, l’ipotesi dello stretto di Messina, contro la compressione di qualsiasi spazio di partecipazione.
E siamo gli stessi che faranno di tutto per vincere i referendum abrogativi contro il Jobs Act, dall’articolo 18 ai voucher, la battaglia è la stessa.
Costi quel che scosti noi questa partita ce la giochiamo fino all’ultimo respiro.
E seppure proverete a far saltare i referendum con qualche operazioncina di maquillage, state pur certi che sugli stessi temi ci presenteremo alle elezioni dall’estero e dall’Italia.
Se nel frattempo vuole sapere quali sono le nostre proposte per il mondo del lavoro, ci chiami pure. Se vi interessasse, chissà mai, ascoltare.

marta-fanaMarta Fana
(Ricercatrice italiana a Parigi)

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Le Cozze

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , on 14 dicembre 2016 by Sendivogius

il-rottamatoreNon biasimate troppo i putrebondi mitili incrostati addosso al gabinetto di governo come una cozza allo scolo di una fogna. Lasciate che si godano ancora una volta le sedioline vellutate di uno dei governicchi più insulsi, mai defecati prima nella storia della pur vergognosa “seconda” Repubblica, a fotocopia del precedente obbrobrio. In fondo si tratta degli ultimi fuochi, nelle illusioni di un potere transitorio, prossimo oramai al suo dissolvimento. Trascorreranno eoni prima che uno di questi cacicchi di regime, transumati nelle cloache del partito bestemmia, riuscirà a posare nuovamente le sue auliche chiappe su una poltrona di governo e che la parola “centrosinistra” non sarà più considerata un’offesa, a marchio inconfondibile di infamia perenne. Parlare del neonato Governo Gentiloni è come parlare di una merda spalmata su carta carbone in duplice copia: stesse facce da culo, intercambiabili nelle caselle ministeriali, intente a giurare fedeltà sulla medesima Costituzione, che solamente una settimana prima erano pronte stracciare via.
boschiE questo sarebbe il famoso governo del cambiamento a vocazione riformista, fondato sulla meritocrazia e competenza. In proposito, basterebbe su tutti proferire invano il nome di Angelino Alfano, promosso al dicastero degli Esteri per incontestabili meriti sul campo a partire dalla sua eccezionale pronuncia british. Sorvoliamo poi sul nuovo premier Paolo Gentiloni, il ventriloquo di Renzi messo lì per interposta persona, ma ufficialmente ‘scelto’ dal Presidente Mattarella (detto anche “47 morto che parla”) in virtù del suo straordinario accredito estero. E parliamo di quello stesso Gentiloni, che a Roma è meglio noto come “Sacro GRA” per non aver mai messo naso fuori dal Grande Raccordo Anulare che circonda la Capitale, e senza nessun altro merito se non quello di essere l’ex portavoce di Francesco Rutelli, nonché discendente diretto del conte Ottorino Gentiloni che ebbe il discutibile privilegio di organizzare politicamente l’elettorato reazionario e clericale in funzione anti-modernista. Da lì non ce li siamo più sgrullati di dosso. Questi invece dureranno pochissimo, come il peto del cadavere fiorentino che li ha prodotti e sospinti al governo.

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YOU LOSE!!!

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , on 6 dicembre 2016 by Sendivogius

matteo-stai-sereno-opera-di-danilo-santiniE finalmente pure il flaccidoso rottamatore finì rottamato, tanto non se ne poteva più! Ci hanno messo un attimo a buttarlo via, come un ferro vecchio precocemente arrugginito e ormai inservibile, nella discarica trasformista dove era stato assemblato con parti riciclate. Così adesso potrà cercarsi un lavoro vero e scoprire quant’è profonda la fossa senza uscita del Job Act in cui ha precipitato un’intera generazione. O forse spera davvero di ritagliarsi un posto di rendita, con le raccomandazioni dei suoi protettori internazionali, magari riciclandosi come “conferenziere” (possibilmente gorgogliando nel suo ineccepibile inglese) per l’intrattenimento comico alla cena padronale dei cretini?!? Perché il fu aspirante ducetto oramai in disgrazia ignora che il ‘mercato’, da lui tanto osannato, non ha anima e che quando non servi più ti elimina come uno scarto di lavorazione. Oramai, nella smobilitazione generale da si salvi chi può, questo bolso Rigoletto peronista vale meno di una banconota falsa da 80 euro!
casa-italia-by-edoardo-baraldiNon sentite uno strano silenzio attorno a voi?!? Come una meteora il garrulo citrullo di Rignano è improvvisamente sparito dalla circolazione, dopo aver imperversato per mesi in ogni spazio disponibile. Certo non ci mancherà il suo faccione porcino beotamente ridente, nella sua inconfondibile espressione da deficiente, contratta negli spasmi spastici dell’orgia di potere.
intervista-di-renzi-alla-tv-cinese-832204Niente selfie ora?!? Chissà che i milioni di calci in culo, ricevuti tutti insieme in una sola notte indimenticabile, non siano riusciti a grattargli via un po’ di spocchia, nel più grande avviso di sfratto collettivo mai giunto prima a questo bulletto ripulito, ponendo fine all’occupazione abusiva del Palazzo in cui si era insediato insieme alla sua suicide squad di indisponenti portaborse affamati di poltrone.

colonnello-kilgore Mi piace respirare l’odore dei piddini asfaltati di fresco al mattino… Non c’è niente al mondo che puzzi così. Una volta abbiamo votato ad un referendum per 16 ore, e finita l’azione siamo andati a vedere. Non c’era più neanche l’ombra di quegli sporchi bastardi. Ma quell’odore… sai quell’odore di merda? Tutto intorno. Profumava come… come di VITTORIA!

Per questo, 19.025.275 (diciannove-milioni-venticinquemila-duecentosettanticinque) volte GRAZIE!!!

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CIAONI AMARI

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , on 5 dicembre 2016 by Sendivogius

fuck-offSi annunciano tempi duri per la “scrofa azzoppata”, oramai pronta per il giro arrosto e con lo spiedo infilato sapete bene dove, tanto deve bruciargli non la sconfitta, bensì la debacle senza precedenti che l’ha travolto insieme a tutti gli altri maiali della fattoria. Voleva un plebiscito ad personam che lo incoronasse imperatore di paglia in uno stato fantoccio asservito alle più rapaci oligarchie finanziarie del pianeta e svenduto agli interessi stranieri. Ha imperversato per mesi dispensando mance e promesse, nella più grande compravendita di voti di scambio dai tempi della congiura di Catilina. Ha barato, ingannato, falsificato, giocato sporco per tutta la partita pur di vincere. Ha mobilitato i suoi stalkers prezzolati in giro per l’Italia, schierato gli ausiliari di regime e mobilitato i balilla di partito, raschiando fino romano-prodiall’ultimo coprolite della fogna di governo. Ha riesumato dalla tomba vecchi fossili democristiani e giorgio-napolitanopadri ignobili della Repubblica, ai quali si sono presto aggregati i clan di papponi e padrini aspiranti costituenti. Lobby di ogni risma, speculatori, banchieri, miliardari, “artisti” a carico organico e permanente del disservizio pubblico, organi di propaganda a mezzo stampa, opportunisti e parassiti senza dignità, legioni di salivanti pennivendoli in cerca di stabile sistemazione a corte, schiere di pomposi “opinionisti” che non saprebbero nemmeno indicare il proprio ombelico, agit-prop travestiti da giornalisti… tutti i possibili apparati di potere si sono messi in marcia, stringendosi a coorte attorno ad un tronfio cialtrone di provincia, con la faccia da deficiente, per farne a loro ultima speranza di sopravvivenza (tanta deve essere la disperazione!), magnificandone le gesta e suonando la fanfara della sua resistibilissima ascesa.

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse13-06-2014

Ci era stato chiesto di cancellare la nostra Costituzione e rinunciare alle nostre prerogative con un tratto di penna. Mesi di propaganda e di terrorismo mediatico non sono bastati ad intimidire milioni di italiani che in massa si sono sollevati contro quello che di fatto era un tentativo di colpo di stato strisciante. La misura era colma. A stragrande maggioranza, con il 60% dei suffragi ed un’affluenza straordinaria, il Popolo sovrano RESPINGE!

vaffanculo-de-core

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L’Omino della Provvidenza

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , on 28 novembre 2016 by Sendivogius

renzi-tg-raiCanta, ride, balla.. in un’overdose mediatica senza precedenti che avrebbe fatto impallidire persino la propaganda di regime ai tempi infami dell’EIAR, ma che evidentemente non è mai abbastanza per i ributtanti Cinegiornali Luce in servizio organico permanente di questi stupratori seriali della Costituzione, da revisionare in subappalto a Confindustria, banche d’affari ed agenzie di rating; nonché da riscrivere su misura, per sé e per gli amici di cosca e di loggia, che l’hanno insediato abusivamente al governo.

Foto Roberto Monaldo / LaPresse29-04-2014 RomaPoliticaTrasmissione tv "Porta a Porta"Nella foto Matteo RenziPhoto Roberto Monaldo / LaPresse29-04-2014 Rome (Italy)Tv program "Porta a Porta"In the photo Matteo Renzi

In fondo, sguinzagliati in giro i suoi balilla, Lui ci mette solo la faccia… e che faccia!
renzi-occhialoniAvete presente la fiaba del genio nella lampada, quello che una volta evocato esaudirà tre vostri desideri, pur di essere lasciato libero di sparire dalla circolazione? Ecco, qui abbiamo il problema esattamente opposto: un obeso bovino dalle sembianze umanoidi, auto-impalmatosi premier, che pur di non essere ricacciato indietro, nel fondo del culo di bottiglia da cui Re Giorgio l’ha tirato fuori, è disposto a svendere all’asta un intero paese, in conto a debito con una pioggia di mazzette, pablo-escobarmentre distribuisce banconote e compra voti, manco fosse la caricatura di Pablo Escobar! Ottanta euri è il prezzo della democrazia, ma ve ne darà di più (tanto sono mica soldi suoi)… Basta che lo lasciate attaccato al suo seggiolone di governo, a giocare al piccolo imperatore nel suo regno fantastico di riprese immaginarie, numeri sparati ad cazzum, e realtà parallele. Certo poi alcune manifestazioni hanno un effetto straniante, nella percezione quasi bulimica del potere, che si fa fisicità over-size tra bandieroni rigonfi e panciuti, con questa sottospecie di venditore di pentole in sovrappeso, incassato tra fondali di marzapane rancido. A vederlo, più che altro assomiglia ad un bombolone ripieno; con la farcitura che sembra cioccolato, ma non è..!

Un fermo immagine mostra il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante la diretta Facebook #Matteorisponde, 9 novembre 2016. ANSA/ FACEBOOK MATTEO RENZI +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

In realtà, il Bomba al plebiscito costruito su di sé non rischia nulla… di certo non la sua “credibilità”, ammesso ne abbia mai Lo Scudofaggioavuta alcuna. Non la sua sopravvivenza politica; è un democristiano e questi sono come gli scarafaggi: resistono anche alle condizioni più avverse, restando rintanati nei buchi del potere… Pertanto non si dimetterà, senza la certezza di poter rientrare dalla porta principale. Tiene famiglia e cercarsi lavoro a 40 anni può essere impresa durissima per un lavoratore indefesso, figuriamoci per un fanfarone fancazzista del genere! Parassita è, parassita resterà; perché chi nasce rotondo non muore quadrato, abituato com’è a vivere a scrocco.
E siccome è uno a cui piace vincere facile, meglio se cambiando le regole a partita già iniziata. Ovviamente farà di tutto per portare a casa il risultato… perché il giocattolo di governo gli piace, infinitamente, benefits inclusi. E riciclarsi da privato cittadino non è un’opzione contemplata.
renzi-che-fa-cosePer la bisogna, oramai sono state mobilitate anche le truppe cammellate, con gli ascari di regime, nel gangsta-rap della smobilitazione finale da tracollo imminente…
bello-figo-referendum-costituzionale-853548Narrano infatti le leggende che se al referendum vincerà il Sì, i paraplegici torneranno a camminare… a Berlusconi ricresceranno i capelli… Amatrice risorgerà dalle macerie… Cuperlo farà coming out e accetterà finalmente il fatto di essere gay… Faremo la spesa di un mese con 80 euro e ci avanzeranno pure gli spiccioli per il cinema… Debelleremo il cancro e già che ci siamo pure il colesterolo… l’Italia cesserà di esistere per diventare una succursale di Confindustria in liquidazione fallimentare affidata a JP-Morgan, così che gli italiani possano liberamente emigrare su Marte e pure su Saturno…

zitto-proprio-mai

Soprattutto, il Bambino Matteo non dovrà più far finta di cercarsi un lavoro e potrà continuare a raccontare bubbole, comprare voti e spacciare mancette, fino al 2056 quando il credito sarà esaurito e nessuno sarà più disposto a pagare il conto per lui.

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Mary per sempre

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , on 6 ottobre 2016 by Sendivogius

maria-elena-boschiWhere is Maria Elena? Nostra Signora de’ Boschi, la bionda Madonna d’Etruria e santa protettrice delle banche?!?
Con il suo valore azionario in caduta libera, consunta e spremuta come un fiore precocemente avvizzito, la burrosa ministra posta alla direzione del riformatorio di Renzilandia non buca più, tanto da venir esiliata oltre l’oceano a fare da velina istituzionale per promuovere le “ragioni del sì” (mai la renzi-bananaRagione fu più lontana da simile causa): ovvero il plebiscito referendario fortissimamente voluto da quella macchietta di Matteo Bonaparte, che già si credeva imperatore nella sua rifondata repubblichetta bananiera e che ora invece si gioca le tremule terga, pur di non mollare il suo seggiolone da abusivo a Palazzo Chigi.
boschi-scarpe La bambolona pittata con le scarpette fetish dovrebbe sedurre argentini e altri sudamericani, nel mito di Evita, convincendo gli oriundi italiani a votare la nuova costituzione voluta dal bolso caudillo della provincia toscana, su dettatura di JP Morgan (a cui per il momento ha lasciato in acconto il Monte dei Paschi di Siena) ed il sempre arzillo Re Giorgio più intraprendente ed intrigante che mai.
renzi-pinottoForse credeva l’algida madonnina itinerante, la più intraprendente tra le altre statuine parlanti del presepe di totiiipgoverno, che bastava sfoderare il suo sorrisone cavallino da dentifricio white-dent e posare plasticamente per servizi fotografici patinati, mentre si accompagna soddisfatta ai padroni delle ferriere dei due mondi tra le ali dei notabili locali, per far breccia su un elettorato latino-americano che conosce bene l’odore inconfondibile di certe “riforme”, non foss’altro perché ha già avuto modo di sperimentarle in casa…
videla-pinochetE non si capacita appieno del perché dovrebbe apporre il suo marchio di qualità, ad una simile merda direttamente spalmata in costituzione e spacciata per cioccolata, nelle finte interviste organizzate dagli immortali cicisbei di regime, a prova di ogni “rottamazione”.

portaporta-presepe

Certe televendite al massimo possono funzionare in Italia, mentre la ripulita Wanna Marchi in tailleur pastellati gira tra renzi-e-boschi-nel-presepegli ospizi promettendo pensioni maggiorate, distribuendo pacchi di banconote da ottanta euri al posto delle dentiere di papi Silvio ai questuanti nugoli di vecchi accattoni convenuti per ritirare l’obolo dell’ennesima marchetta elettorale; oppure intrattenendo, tra friggitori di gnocchi e spacciatori di bubbole, le lobotomizzate comparse radunate alle feste della fallita Unità ridotta ad indecente manifesto di regime, meglio se finanziato coi pubblici denari in assenza di vendite.
boschiMandali affanculo! Basta un NO.

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SEMPLIFICHESCION

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , on 14 settembre 2016 by Sendivogius

edoardo-baraldi-renzi-riforma-costituzionale

Ai ‘mercati’, ovvero a quel grumo sociopatico di cinici speculatori con la faccia di tolla, di capitali transnazionali investiti di personalità giuridica, di insaziabili pescecani della finanza strutturata.. è stata instillata la ‘percezione’ che senza una nuova costituzione, appositamente confezionata per appagare le loro aspettative, per l’Italia la vagheggiata uscita dalla crisi sarà più difficile…
Il che è già una contraddizione, visto che nella narrazione fantastica in onda a reti unificate sui Cinegiornali Luce della rifondata EIAR, l’Italia sarebbe uscita da un bel pezzo fuori dalla recessione, col suo mirabolante 0,1% di crescita sul Pil (per giunta previsto al ribasso). È lo stesso numero che sotto l’esautorato Governo Letta costituiva la misura del fallimento delle sue politiche economiche, ma che adesso è diventato il Matteo Renzi - smorfienumero magico della svolta, da quando all’esecutivo è stata intronizzata abusivamente una rarità di pagliaccio, cinto da un cordone sanitario di relativi cialtroni di contorno, a coronamento di una programmazione economica fondata sulla mancia elettorale, per l’acquisto in pronto cassa di un consenso sempre più friabile come i numeri al lotto della ripresa.

03/12/2014 Roma, trasmissione televisiva Bersaglio Mobile. Nella foto Enrico Mentana e Matteo Renzi che fa la linguaccia

Pagliaccio peraltro molto fortunato, considerando lo stato ectoplasmatico in cui giacciono le opposizioni, passando per un centrodestra in totale disfacimento come il suo papi ignobile, insieme all’improponibile setta digitale dei fanatici a 5 stelle nell’inconsistenza della proposta, che in tal modo, nell’apparente assenza di alternative, garantiscono lunga vita all’esuberante macchietta al governo, che cassato il parlamento ad altri non deve rispondere se non ai suoi sponsor stranieri ed all’oligarchia interna che l’ha messo lì per puntellare i suoi interessi.
PADRONI DI MERDANon per niente è passato il principio che le costituzioni degli Stati ora le riscrivono direttamente i consigli d’amministrazione bancari, con la partecipazione straordinaria del Fondo Monetario Internazionale, i tecnocrati della BCE, e J.P.Morgan

«Le Costituzioni e i sistemi politici della periferia meridionale dell’Europa, sorti in seguito alla caduta del fascismo, hanno caratteristiche non adatte al processo di integrazione economica […] Queste Costituzioni mostrano una forte influenza socialista, riflesso della forza politica che le sinistre conquistarono dopo la sconfitta del fascismo. Perciò questi sistemi politici periferici hanno, tipicamente, caratteristiche come: governi deboli rispetto ai parlamenti, stati centrali deboli rispetto alle regioni, tutela costituzionale del diritto del lavoro, diritto di protestare contro ogni cambiamento. […] Test essenziale sarà l’Italia, dove il nuovo governo può chiaramente impegnarsi in importanti riforme politiche

 (Rapporto del 20/05/2013)

Repetita iuvant. Semper!
Si capisce allora come il problema non sia economico, ma ideologico. In senso lato, il problema più grande è costituito dalla democrazia. E la soluzione sembrerebbe appunto un ritorno al… fascismo! Ovviamente rivisitato e corretto in funzione delle sacre pretese dei mercati.
E se la Costituzione italiana viene riscritta all’estero da altri, per essere dettata agli ubbidienti governicchi di Laide Intese, poi tocca agli italiani doversela cuccare per intero nei suoi risvolti pratici.
Pertanto, se la macchina amministrativa non sarà al passo con le indefinite “riforme”, tipo il Jobs Act con le sue cifre ballerine a saldo variabile su fantasia contabile, e la costituzione non verrà cambiata, il Paese non ripartirà.
Adesso, con un’aperta ingerenza negli affari interni di uno stato (sovrano?) come non di vedeva dai tempi di Clare Boothe Luce, ci si mette anche il nuovo ambasciatore USA in Italia, che figuriamoci se poteva mai mancare il sigillo imperiale al coro dei cantori ufficiali di un governo di plastica, uso ad obbedir ridendo.
john-phillips L’ambasciatore John Phillips ci tiene infatti a far sapere che se la costituzione non verrà modificata, secondo i desiderata di un governo nominato per procura, e che peraltro si guarda bene dall’indire la data di un referendum dai sondaggi non favorevoli, sono a rischio gli investimenti statunitensi in Italia. Praticamente siamo giunti al ricatto, all’embargo mascherato, alla rappresaglia terroristica..!
Eppure, se i suoi mandanti esteri l’avessero letto davvero il testo della costituzione redatta dai disciplinatissimi manipoli dell’ubbidiente re cliente da Pontassieve, potrebbero rendersi conto come la nuova costituzione non semplifica, ma complica fino a rendere incomprensibile persino nelle sue parti più elementari ciò che prima era chiarissimo…

art-70

Ma ci sarebbe anche l’Art.73

«…Le leggi che disciplinano l’elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possono essere sottoposte, prima della loro promulgazione, al giudizio preventivo di legittimità costituzionale da parte della Corte costituzionale, su ricorso motivato presentato da almeno un quarto dei componenti della Camera dei deputati o da almeno un terzo dei componenti del Senato della Repubblica entro dieci giorni dall’approvazione della legge, prima dei quali la legge non può essere promulgata. La Corte costituzionale si pronuncia entro il termine di trenta giorni e, fino ad allora, resta sospeso il termine per la promulgazione della legge. In caso di dichiarazione di illegittimità costituzionale, la legge non può essere promulgata…»

renzi-e-napoE per la serie “se questa è una costituzione”, vi presentiamo l’Art.77:

«Il Governo non può, senza delegazione disposta con legge, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria. Quando, in casi straordinari di necessità e d’urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alla Camera dei deputati, anche quando la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.
La Camera dei deputati, anche se sciolta, è appositamente convocata e si riunisce entro cinque giorni.
I decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione o, nei casi in cui il Presidente della Repubblica abbia chiesto, a norma dell’articolo 74, una nuova deliberazione, entro novanta giorni dalla loro pubblicazione. La legge può tuttavia regolare i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.
Il Governo non può, mediante provvedimenti provvisori con forza di legge: disciplinare le materie indicate nell’articolo 72, quinto comma, con esclusione, per la materia elettorale, della disciplina dell’organizzazione del procedimento elettorale e dello svolgimento delle elezioni; reiterare disposizioni adottate con decreti non convertiti in legge e regolare i rapporti giuridici sorti sulla base dei medesimi; ripristinare l’efficacia di norme di legge o di atti aventi forza di legge che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimi per vizi non attinenti al procedimento.
I decreti recano misure di immediata applicazione e di contenuto specifico, omogeneo e corrispondente al titolo L’esame, a norma dell’articolo 70, terzo e quarto comma, dei disegni di legge di conversione dei decreti è disposto dal Senato della Repubblica entro trenta giorni dalla loro presentazione alla Camera dei deputati. Le proposte di modificazione possono essere deliberate entro dieci giorni dalla data di trasmissione del disegno di legge di conversione, che deve avvenire non oltre quaranta giorni dalla presentazione.
Nel corso dell’esame di disegni di legge di conversione dei decreti non possono essere approvate disposizioni estranee all’oggetto o alle finalità del decreto.»

Sempre per quella storiella fortunata della “semplificazione”..!

renzi-carlo-hebdo

Si pensi che la Costituzione repubblicana del 1948 era stata scritta in modo da essere imparata agevolmente a memoria; perché un popolo deve conoscere e comprendere la legge fondamentale, che ne regola la vita pubblica e sociale. O per meglio dire, doveva!

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