Archivio per Lega

CANNIBAL MEDIA

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , on 12 febbraio 2018 by Sendivogius

Chissà come farebbe un Matteo Salvini, se non ci fossero i negri.
Senza lo spauracchio dell’uomo nero da agitare a tambur battente, al passo (dell’oca) della grancassa mediatica, starebbe ancora lì a giocare con le ampolle di vetro del dio Po, con elmi cornuti, mutande verdi, e coretti da stadio sui “napoletani colerosi”, fantasticando l’esistenza di una immaginaria repubblica della padania. Fortuna che ci sono i negri! Altrimenti gli toccherebbe parlare di roba noiosa come Lavoro, Reddito, Economia, Relazioni internazionali… Cose un tantino più complicate rispetto a stronzate assortite come la flat-tax (con aliquota al 15% e invariati capitoli di spesa), referendum sull’euro, ruspe e più fucili per tutti. Quando un Salvini, a proposito di precarietà e tutele, se ne esce con menate del tipo “aboliremo i contratti interinali a progetto”, ignorando il fondamentale particolare che i contratti interinali escludono quelli a progetto e viceversa, ti rendi conto che come tutti i cialtroni analfabeti miracolati dalla politica, Salvini di dinamiche occupazionali non sa assolutamente un cazzo (e come potrebbe?!? non avendo mai lavorato nemmeno mezz’ora in tutta la sua parassitaria esistenza), come del resto su ogni altra cosa sulla quale va blaterando a vanvera senza posa.
Molto meglio pescare a piene mani in sordidi fattacci di cronaca nera, con contorno di negracci assassini. Funzionano sempre, quando si tratta di raggrumare attorno a sé tutto il peggio della fascisteria nostrana, aspirando a diventare il nuovo sole (nero) della galassia neo-fascista, lievitata nelle curve degli ultrà e confluita nel nazi-leghismo d’accatto. E farlo in concorrenza coi Fascisti d’Italia dell’appallata Giorgia Meloni, che nel delirio oramai quotidiano di epurazioni e malcelato desiderio di pulizie etniche, non manca anche lei di golose figure di merda, nella gara al più nazi del regime.
Perché è ovvio che ad un Salvini ed ai suoi degni camerati, della povera Pamela Mastropietro e della sua orribile fine, non è mai interessato nulla, a parte la cinica strumentalizzazione del delitto per miserabili finalità di bottega elettorale.

«Sappiamo benissimo che se Pamela Mastropietro fosse stata vittima d’un italiano, a nessuno sciacallo sarebbe fregato niente di lei. Si sarebbe parlato di “Cultura dello sballo”, e quegli stessi bollettini di propaganda, che adesso la sfruttano come giustificazione per il terrorismo neofascista, l’avrebbero incolpata della sua stessa sorte

Alessandra Daniela
(11/02/2018)

Ma vuoi mettere?!? L’occasione era troppo ghiotta per non essere sfruttata ed eccitare le fantasie morbose dei troppi sciacalli, che reclamavano la loro libbra di carne fresca: il pasto nudo da servire crudo e ben al sangue, aizzando gli animi e parlando di pronta scarcerazione dei colpevoli, o farneticando di rituali voodoo per la fabricazioni di amuleti e culto del Palo Mayombe (ignorando con ogni evidenza i sapientoni, che quest’ultimo è diffuso nei Caraibi e non in Africa). E si capisce bene che alcuni delitti sono mediaticamente meglio spendibili di altri; altrimenti, se proprio dobbiamo rimestare nel torbido (e non ci piace farlo!) avrebbe fatto notizia anche il rinvenimento delle dieci buste di plastica disseminate nelle campagne di Valeggio sul Mincio, nel veronese, e contenenti i resti di una donna fatta a pezzi con una motosega. O la morte di Jessica Faoro, sfregiata e sventrata con più di quaranta coltellate, per non aver ceduto alle avances sessuali dell’italianissimo porco che ne sfruttava la situazione di bisogno. Ma lì mancava appunto il pezzo forte della narrazione horror: niente negri a dare un tocco di colore!
Perciò, adesso è tempo di richiudere il razzismo nazifascista nelle sue cloache, ricacciandone i rigurgiti in culo ai troppi imprenditori della paura in cerca di lucro elettorale a buon mercato, e destarsi in fretta dal trip lisergico degli apprendisti stregoni in camicia nera. Che questo Paese merita infinitamente di meglio di un Matteo Salvini e dei suoi emuli da Ku Klux Klan, nella più squallida campagna elettorale come non si vedeva dai tempi di Catilina.

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(107) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 3 febbraio 2018 by Sendivogius

Classifica GENNAIO 2018″

Appassionante come la carcassa putrefatta di un cane morto, continua la farsa delle candidature elettorali, nel grande shithole della politica italiana: il pozzo nero con la fuffa intorno, dove ogni minimo di decenza o parvenza di dignità sembra ormai sprofondata in un gorgo indistinto di stronzate surreali, che mai si ricordino a memoria di televendita, tanto che Wanna Marchi al confronto sembra una sobria statista di altri tempi e Cetto La Qualunque un raffinato teorico del realismo politico.
Nell’Era dei Cazzari, il mondo appartiene ai cialtroni: contaballe professionisti e spacciatori industriali di fuffa all’ingrosso, con la loro corte dei miracoli, e soprattutto di miracolati da certa ‘politica’ che fa del cialtronismo una professione; la claque sempre al seguito e pronto impiego, per le esibizioni coreografiche degli abborracciati capetti in grisaglia, alla ricerca di una rendita sicura in parlamento. Tra di loro condividono l’ignoranza abissale e l’incontenibile faccia come il culo. E fin tanto che non otterranno la loro elezione per meglio fottere ancora, ci toccherà subire questa giostrina demente di macchiette caricaturali, che si agitano su cavallucci a dondolo, roteando sciabolette di latta spuntate. Sono i nuovi mostri della politica italiana. E per rintracciare una simile galleria di facce da culo, bisognerebbe ritornare alla commedia grottesca degli Anni ’60, se non fosse che questi sono infinitamente peggio.
In un crescendo mirabolante di promesse impossibili (stronzate per l’appunto!) ed iperboliche elargizioni di massa, di chi ritiene che gli elettori prima ancora che convinti vadano soprattutto comprati, e con le quali i cazzari si inseguono tra loro nella corsa a chi la spara più grossa, il premio alla miglior faccia da culo di sempre spetta indubbiamente a Lui, l’intramontabile Pornonano, campione indiscusso della categoria. E sarebbe destinato e rimanervi ancora a lungo, se solo una faccia ce l’avesse ancora, nascosta com’è da un multistrato di fard e cerone che conferiscono il tipico colorito argilloso al mascherone funebre che ne ricopre il volto, con la tripla passata di vernice per mogano in cima al prepuzietto, per simulare la ricrescita della peluria. Insomma, un barcollante zombie della politica in circolazione da 25 anni (ma che ha in schifo i “professionisti” della suddetta), che caracolla incerto sui tacchi da 12 come un E.T. sodomizzato di fresco, e ciancica mentine cercando di non perdersi per strada la mandibola, mentre parla di detassazione del cibo per animali, tonsura canina, e le immancabili dentiere. Insomma, una roba grottesca!
Alla sua (estrema) destra si agita il porcinesco uomo con la felpa, davvero convinto di fare il premier, ed al cui confronto il canaro di Arcore ci fa un figurone..! Il programma di Salvini è semplice: zero tasse, armi per tutti, giustizia sommaria, “radici cristiane” e zero diritti civili, i dazi (in un paese che vive prevalentemente di esportazioni), niente vaccini, caccia grossa ai negher che minacciano la “razza bianca”, ed i suoi bifolchi della provincia profonda. Insomma, l’Alabama del 1930.
A chi parla di “deriva neo-fascista” della Lega salvinizzata, bisognerebbe far notare che la Lega è sempre stata compiutamente fascista, fin dai tempi della fantomatica “Padania” disegnata sui confini della Repubblica di Salò e ad essa perfettamente sovrapponibile. Con Salvini ha fatto un passo in più: è la formazione politica di un qualche rilievo, che più di ogni altra è prossima al nazismo. Nell’attesa che la mutazione sia completa, non c’è merda fascista o razzista da KKK che Salvini non vada ad omaggiare o legittimare, sciacallando nel frattempo su ogni tragedia che possa lucrargli qualche voto. É la punta ‘moderata’ della coalizione di “centrodestra”.
 Epigono più riuscito della cucciolata pur copiosa del berlusconismo di ritorno, è invece l’aitante Adone di Rignano sull’Arno, quello che se perdeva il referendum costituzionale lasciava la politica e faceva il conferenziere per le università private, convinto che per sentire le sue stronzate lo pagavamo pure!
E’ il trombato di lusso, che da quando è segretario del partito bestemmia è riuscito a perdere ogni elezione possibile, e provocato una scissione, mentre corre baldanzoso incontro ad una debacle epocale che forse ce lo leverà dai coglioni una volta per tutte, nonostante abbia riplasmato il partito a proprio immagine e somiglianza con un’insufflata di “fedelissimi” (che lo tradiranno non appena avranno di meglio a cui raccomandarsi). E che ora pensa di risalire la china con una specie di Lista Beautiful di volti noti mediaticamente spendibili e nulla più. È la variante gggiovane della “rottamazione”, mentre ripropone l’eterna Emma Bonino, ricicla un Pier Ferdinando Casini in un collegio sicuro (o così gli ha fatto credere) a Bologna, forse per l’ottimo lavoro fatto nella commissione per Banca Etruria, e piazza i suoi balilla in listini protetti come i panda per salvarli dalla prossima estinzione.
Come un disco rotto, che si inceppa sempre sulla stessa nota, va ripetendo fino allo sfinimento il mantra degli ottanta euro (che tanta fortuna gli anno portato alle elezioni europee, le uniche vinte) e ancora non ha capito che il prodotto non vende più da tempo. Ora che invece è evidente il bluff dei posti finti e dei diritti azzerati di chi lavora, il Job Act lo sventola assai meno, se non come provocazione per appagare i padroni (ops! Benefattori datori di lavoro!!).
Sulle cazzate di questo coso buffo non vale neanche più la pena di perderci tempo. Ancora un paio di mesi e sarà storia passata e sepolta.
Un occhio di riguardo invece alla fu Setta del Grullo, scippata al sommo W@te® dalla Casaleggio Associati per usucapione, con la proiezione olografica di un Luigi Di Maio, forte del suo formidabile curriculum professionale, a fare da “capo politico” (o prestanome?): l’app aziendale che va in crash ogni volta che si imbatte in un congiuntivo, e che dovrebbe vigilare sulle liste di candidati pescati a strascico sul webbé, insieme a qualche esperto in fuffologia applicata per rassicurare i ‘mercati’. Perché uno vale l’altro, quando il “capo” decide per tutti e le decisioni che contano sono rimesse all’insindacabile giudizio di un fantomatico “Staff”, con un livello occulto che tutto controlla dietro la farsa delle cliccarie.
Che vinca il peggiore!

Hit Parade del mese:

01. L’IMPORTANTE È CREDERCI

[23 Gen.] «Sono davvero straconvinto che siamo l’unico argine al razzismo. Oramai agli italiani è evidente»
 (Matteo Salvini, l’Anti-razzista)

02. PARLA COME MAGNI!

[20 Gen.] «L’atomistica liberale mira a dissolvere la famiglia nella pluralità nomade e diasporica degli io irrelati o, in modo convergente, a ridefinirla come mero assemblaggio effimero e a tempo determinato, rispondente in via esclusiva al libero e illimitato desiderio.»
(Diego Fusaro, il Sofista)

03. SEMPRE VOLLI

[03 Gen.] «Il Movimento ha sempre detto che noi VOLESSIMO fare un referendum sull’euro »
(Luigi Di Maio, il Coniugatore)

04. RESTAURI

[18 Gen.] «E’ vero che questo non è il tempo della rottamazione, come dice Calenda è bella l’immagine della costruzione. Ma sappiamo che se non ci fosse stata la fase della rottamazione oggi il ceto politico sarebbe quello del passato. Non dobbiamo tornare a schemi del passato. Se c’è un disegno politico non originale e non inedito è restaurazione di quelli che c’erano prima e non la permetteremo»
(Matteo Renzi, il Vecchio che resta)

05. IL PARTITO DEI MODERATI

[26 Gen.] «Vorrei i miei vigili armati di kalashnikov»
(Nicola Fragomeni, il Mitraglietta)

06. MESSAGGIO CULTURALE

[07 Gen.] «Come Presidente del Maggio Musicale sostengo la decisione di cambiare il finale di Carmen, che non muore. Messaggio culturale, sociale ed etico che denuncia la violenza sulle donne, in aumento in Italia.»
(Dario Nardella, Pupazzo fiorentino)

07. SPIRITO DI SACRIFICIO (I)

[26 Gen.] «In tutti i prospetti che girano sulle candidature c’è una casella sul proporzionale con un nome certo: Giachetti.
[…] Bene: sento dentro di me che quella casella (il paracadute) mi sta troppo stretta. Non corrisponde alla mia storia, alla mia cultura, al mio sentire. […] E allora no. Quel paracadute sarebbe per me un vestito sgualcito e stretto, un trapianto di pelle, un cibo avariato. Non lo voglio.»
(Roberto Giachetti, il Sacrificato)

08. SPIRITO DI SACRIFICIO (II)

[27 Gen.] «Ieri ho scritto chiaramente che rinunciavo alla candidatura sicura nel plurinominale per combattere esclusivamente nel collegio uninominale di Roma 10 dove vivo da sempre. Un collegio difficile, ma che avrei fatto di tutto per portare a casa, con lo stesso spirito con il quale ho lottato per conquistarmi un posto alle parlamentarie del 2013 quando nessuno puntava una lira sul fatto che potessi farcela, con lo stesso spirito con il quale mi sono candidato a Roma, dopo aver vinto le primarie, sapendo perfettamente che era una battaglia persa.
Ho appreso solo nella tarda mattinata di ieri che quel collegio, che nei giorni scorsi sulla stampa era indicato come il collegio destinato a me, era stato inserito nell’accordo con i radicali.
In ragione di questo, per tutto il giorno, insistentemente, mi è stato chiesto di rivedere la mia scelta di rinunciare al paracadute plurinominale.
[…] In nottata mi è stato comunicato che, presumo anche in ragione delle mie responsabilità nazionali, sarei stato candidato in un collegio della Toscana dove peraltro sono stato spessissimo in questi anni a fare iniziative. Certo, so bene che quel collegio è più sicuro di quello dove volevo candidarmi.»
(Roberto Giachetti, il Paracadutato)

09. TI ASPETTIAMO CON ANSIA…

[22 Dic.] «Sono pronto per la campagna elettorale: il mio collegio sarà Firenze. Passo dall’auto blu alla vespa blu: andrò casa per casa.»
(Matteo Renzi, il Maleandante)

10. UN FIORINO!

[28 Gen.] «Se sarò premier metterò i dazi come Trump.»
  (Matteo Salvini, il Trumpista)

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QUOTE NAZI (II)

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , on 30 settembre 2017 by Sendivogius

Qualità esponenziale dell’imbecille è la persistenza con la quale ripropone se stesso, nella bulimica contemplazione di sé. Innanzitutto perché l’imbecille ha una presunzione smisurata; non conosce vergogna, né il valore della prudenza. Straparla, quando sarebbe più utile un salutare silenzio; tanta è l’ansia di imprimere nel mondo il passaggio della sua flatulenta esistenza. E questo proprio perché l’imbecille ha una considerazione spropositata di se stesso, nell’intima convinzione di essere predestinato a grandi cose. Solitamente non ne realizza nessuna, ma riesce a far parlare di sé. Scambia la reiterazione della sua minchioneria per un valore aggiunto. Si agita in continuazione. E nei casi di maggior rilievo passa per essere un coglione. Il problema è che se ne compiace, soddisfatto com’è dal successo di un siffatto riconoscimento pubblico, che confonde con la notorietà. Ha pochissime idee… Ed è ciò che lo contraddistingue dal deficiente, il quale invece non ne ha nessuna e guarda estasiato all’imbecille, che lo sovrasta di una mezza spanna. Ovviamente, vivendo di sole certezze, non ha alcun bisogno di confutarle, anche perché il dubbio lo terrorizza. E niente destabilizza di più l’imbecille se non l’apparire inoperoso agli occhi dei deficienti, che ne costituiscono la platea privilegiata di riferimento, per riprecipitare nell’anonimato da cui si è faticosamente elevato. Quindi si impunta. E’ irremovibile nelle sue convinzioni, che trovano nell’ossessività il loro tratto distintivo. La sua dimensione ideale è la crociata e la figura di merda ripetuta nel tempo il risultato più rilevante che riesce a raggiungere.
Camicia verde d’ordinanza, espressione sprezzante allo tombola di paese e sguardo allucinato alla Verzeni, postura volitiva del celodurista da viagra, ritorna alla carica il Podestà di Pontida, nella sua lotta ad oltranza contro negher e buson, che tanto fanno vibrare l’amigdala rettiliana di certi esemplari, nella tutela del “nucleo familiare naturale”.
Ai Castiga-froci della pedemontana, tanto devono esserne terrorizzati, mettendo in dubbio la loro certezza di ‘genere’, non bastavano i parcheggi riservati per le neo-mamme di pura razza alpina (e rigorosamente residenti), con la specifica di essere individui umani con sesso femminile e in fase di puerperio. Avete mai visto voi, individui disumani di sesso maschile incinta?!? A parte ovviamente il podestà verde-camiciato, dopo una seduta comunale nell’avito di Borgo Citrullo e tre o quattro damigiane di moscato corretto al metanolo ad ispirarne le delibere e sformarne il ventre.
 Ultima disposizione fresca di giunta è la cancellazione della Ta.Ri (la tassa sui rifiuti), alle coppie regolarmente sposate secondo “matrimonio concordatario” e con “figli legittimi”. La disposizione è quella del 1929, ai bei tempi del duce. Tutte le altre integrazioni legislative sul diritto di famiglia, occorse negli ultimi 90 anni, sono escluse. Sorvoliamo sul fatto che la normativa del sindaco castigafroci violi una mezza dozzina di leggi nazionali, un paio di articoli della Costituzione repubblicana; reintroduca la distinzione medioevale tra figli “legittimi” ed “illegittimi”, discriminando questi ultimi, ed andando a penalizzare decine di famiglie (innaturali?) con prole a carico, non necessariamente omossessuali. L’inquietante quesito che ci si pone è invece quanti froci ci siano a Pontida coi suoi 3300 villici, nell’orrenda invasione transgender che sembra minacciare questo infimo buco di culo pedemontano, che ha defecato alla ribalta nazionale i nazisti della padania!?!

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QUOTE NAZI

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , on 13 settembre 2017 by Sendivogius

In una delle sue consuete manifestazioni di razzismo applicato, a cui ci ha ormai abituato da tempo quella sottospecie di succursale padana del KKK che va sotto il nome di Lega, la giunta nazista in quell’anomico buco di culo pedemontano che si fa chiamare “Pontida”, per null’altro famoso se non per un giuramento di 850 anni fa e le pagliacciate neo-völkisch che tanto piacciono ai camerati padani in camicia verde, è riuscita a trasformare la normativa per l’istituzione di un normalissimo parcheggio riservato alle donne incinte, in un surreale manifesto anti-gender. Tanta deve essere l’ossessione di questi puttanieri professionisti, autopromossi a difensori della famiglia “naturale” (come se ne esistessero di innaturali), per una specifica della quale proprio si sentiva il bisogno e con la quale le potenziali aventi diritto vengono discriminate in base all’orientamento sessuale e la provenienza ‘etnica’.

1. Ai fini del presente regolamento per ‘nucleo familiare naturale’ si intende una famiglia composta dall’unione di un uomo ed una donna a fini procreativi.
2. Ai fini del presente regolamento per ‘donna’ si intende un individuo umano con sesso femminile risultante dai registri anagrafici della Città di Pontida.
3. Ai fini del presente regolamento per ‘fase di gestazione’ si intende il periodo temporale in cui una donna presenta uno stato di gravidanza clinicamente accertato.
4. Ai fini del presente regolamento per ‘fase di puerperio’ si intende il periodo temporale di durata annuale decorrente dalla data di nascita anagrafica della prole di un nucleo familiare naturale.

Con pignoleria certosina, il legislatore pontidese ha sentito altresì l’imprescindibile dovere di specificare cosa si intenda per “donna” ed in che modo vada riconosciuto lo stato di gravidanza, onde evitare eventuali errori nell’attribuzione dello stesso. Evidentemente, dalle parti di Pontida (che coi suoi 3.000 abitanti scarsi si autodefinisce “città”, nel medioevo forse) e dei troppi villaggi di Borgo Citrullo, votati al nazismo leghista, dopo secoli di copule endogamighe tra consanguinei, devono avere serie difficoltà a distinguere un “individuo umano con sesso femminile”, in aggiunta all’evidente convinzione che un uomo possa rimanere incinto. Così come, pare siano altrettanto convinti che la “fase di puerperio” sia impossibile al di fuori di un contesto che prescinda, per i più svariati motivi, dal “nucleo familiare naturale”.
Ora, immaginate di istituire parcheggi per disabili (perché il principio è lo stesso) con la sosta interdetta a tutti quei portatori di handicap, in base alle appartenenze di genere e di razza, con tanto di ‘polizia politica’ chiamata a verificare non l’effettiva disabilità, ma le eventuali pratiche sessuali, meglio se previa schedatura preventiva per riconoscere lesbiche e busoni, per giunta non residenti, che dovessero usurpare l’esclusivo diritto di parcheggio alla nazi-car dell’oriundo padano…
Da una serie di norme e di divieti si possono desumere gustosi bozzetti di vita quotidiana e lo spirito che uniforma una comunità, ancorché affetta da seri disturbi mentali. Soprattutto se ne ricava che un leghista, ancorché nazista, resta sempre un inguaribile coglione.

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IL VERDE E IL NERO

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , on 10 novembre 2015 by Sendivogius

L'amico blu (2)

In ritardo di una settimana dalla ricorrenza di Ognissanti, va in onda a reti unificate in una Bologna militarizzata la giornata dei morti (viventi): arnesi vecchi e nuovi del neo e post fascismo di ritorno, assurti a seconda Giovinezza; incanutiti nazisti in verde della Val Padana, rimasti orfani della secessione annegata nelle ampolle del dio Po; padroni, padroncini ed aspiranti tali, del cialtronismo bottegaro da piccolo-borghese incanaglito; paranoici ossessivi dal cervello rettiliano in eccesso di amigdala e revolver sul comò; esteti del linciaggio in cappuccio bianco… insomma tutto il classico armamentario della reazione fascio-clericale dalla provincia con rancore, con lo straordinario patrocinio di un patetico papi, ridotto a salma ambulante in pubblica esposizione, a sciorinare l’ormai ferale repertorio di scena. Sono gli antichi rigurgiti di fogna sedimentati sul fondo oscuro dell’Italia che risalgono ad ogni vento di crisi.
bologna1Il fatto che poi una città venga blindata affinché la marea possa risalire indisturbata nell’esposizione di se medesima è la misura di quanto la contaminazione sia profonda, con la sua muta di cani guardiani in tenuta blu a proteggerne la fermentazione e segnare la separazione dai cittadini bolognesi che, giustamente, simili rigurgiti proprio non li tollerano…
Fascisti a PredappioCerto poi ognuno ha i suoi idoli, dai quali farsi pienamente rappresentare con ritrovato orgoglio: se milioni di mosche si affidano alle virtù taumaturgiche di fumanti coproliti in sovrappeso, un buon motivo ci sarà pure…
L'amico blu

Meglio ci si riconosce e più volentieri ci si accompagna insieme…

L'amico blu (1)

In una repubblica che ufficialmente ripudia il nazifascismo e formalmente ne proibisce la riorganizzazione in partito politico, la pratica del medesimo è ampiamente praticata e tollerata tanto da meritare un rigoroso cordone di polizia in assetto da combattimento, per permettere la libera espressione di un’apologia di reato, in un paese che a tutt’oggi ha fatto del fascismo l’atto fondante della sua identità reazionaria.
I'm weating 4 UCerto, nella sua ennesima riproposizione, non sono mancati momenti esilaranti, come quando un Salvini parla di “produttori” e “parassiti”, nella vana attesa che qualcuno gli sveli l’insondabile mistero del verbo “lavorare”, mentre grugnisce il suo disprezzo per una giustizia che gli fa schifo, a consumo dei beoti intruppati che gli reggono il moccolo, mentre gira travestito da sbirro. Lui preferisce di gran lunga le esecuzioni sommarie sul posto (se con tortura è meglio) e le pulizie etniche a colpi di ruspa, nelle sue esibizioni di ordinario razzismo appena riverniciato con qualche spennellata (finto) legalitaria in blu di Prussia.
matteo-salvini-divisa-poliziottoE dobbiamo ammettere che anche a noi fa schifo una certa ‘giustizia’ che dimostra un’incredibile difficoltà a comprendere:

La palestra comunale di Civitanova Marche«quando un’associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista

Un uomo rimasto ferito a seguito degli scontri tra manifestanti di sinistra e forze dell'ordine durante il comizio elettorale del segratario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, a Massa (Massa Carrara), 16 maggio 2015. ANSA/RICCARDO DALLE LUCHE

La chiamano apologia di reato, nella costante reiterazione dello stesso. Ovvio che nel mondo alla rovescia, la repressione sia esercitata con gusto nel contrasto dell’antifascismo: la vera anomalia nazionale.

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De Aequitate Tormentorum

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 11 aprile 2015 by Sendivogius

redskull

A.D. 2015. Discutere del “reato di tortura” nel Paese di Cesare Beccaria e Pietro Verri è un po’ come parlare del “fascismo”… Superati da tempo nel resto del mondo propriamente democratico, come scorie residuali di uno scomodo passato relegato ad infamia perenne, e per questo emarginati in ogni consesso civile degno di tal nome, al contrario in Italia restano sempre attualissimi ed apprezzati. Vivono di motu proprio, alimentati da un revisionismo nostalgico ampiamente diffuso, nell’indulgenza dell’apologia di reato elevata a pratica politica ordinaria, per sommuovere i reflussi di un corpo elettorale da convogliare in pugni di voti. Perché, per certi cultori della materia, la ‘politica’ è più merda che sangue.
Fatto QuotidianoTutt’al più, nel pudore ipocrita di un’Italietta furbastra e della sua pubblicistica a contratto, i due termini (tortura e fascismo) vivono di perifrasi, nascosti nei paludamenti formali di vesti semantiche, che in fondo costituiscono una forma di camouflage agli orrori di una classe con presunzioni dirigenziali, massimamente degna dei propri rappresentati. Per questo si parla con leggerezza e ammiccante compiacimento di “partito della nazione”, più volte evocato sulla falsariga della cinquantennale egemonia democristiana, nella rievocazione latente del suo modello originale: il fascismo, che dell’identità tra partito-stato e nazione fece l’elemento fondante del proprio potere.
Razzismo-fascistaNe consegue che, in pieno 2015, non è la reiterazione della tortura come strumento di coercizione, di punizione e umiliazione, a costituire l’essenza vergognosa del problema, bensì il riconoscimento della stessa come reato. E dunque la sua sanzione.
SANTANCHE' DOLLY  L’ipotesi di disciplinare la materia attraverso una legge organica suscita le ondate di sdegno delle nutrite fascisterie, defecate in parlamento dalla disciolta costipazione del corpo elettorale che saliva ansimante ad ogni agitar di forca…
L’idea stessa di istituire il reato fa arricciare il naso ai replicanti di padron Grullo, che reputano la normativa attualmente in discussione insufficiente. E dunque meglio niente.
meravigliosi pupazziInfatti è molto più efficace gingillarsi con una nuova commissione parlamentare d’inchiesta sul G-8 di Genova 2001, insieme ai protettori politici ed ai mandanti morali dei pestaggi e delle sevizie di allora. “Commissione” che ovviamente, per la natura stessa della sua composizione, non perverrà a nulla, ma offrirà l’ennesima occasione di cazzeggio a vuoto, nella massima visibilità mediatica, per i giochini elastici dell’opposizione dei bimbi spastici.
SognamiSalviniLe orde fascio-leghiste, capitanate dall’Uomo con la felpa, imbarazzante figuro di parassitismo sociale a mantenimento politico, introdurrebbero il linciaggio su processo sommario, di cui la tortura costituisce un diversivo imprescindibile prima dell’intrattenimento principale…
LegaliLe “forze dell’ordine” vivono l’istituzione di una simile La nuova uniforme della polizia di Taiwanfattispecie di reato, come un’onta ed una intollerabile minaccia alle proprie prerogative. Evidentemente, considerano l’abuso sistematico ed il pestaggio dei fermati, come un loro precipuo dovere ed un diritto inalienabile, nella pretesa di impunità intesa come parte integrante dei privilegi connessi al distintivo…
Il vecchio porcoI papiminkia alla destra di Barabba pensano che sia un valido strumento di controllo ed intimidazione sociale. Dunque perché privarsene?
Matteo Orfini by Edo Baraldi Tra i “riformisti” del partito bestemmia, scandalo enorme ha suscitato la richiesta farlocca, in ritardo e fuori tempo massimo, di dimissioni del prefetto De Gennaro, Gianni per gli ‘amici’ e dunque per noi Giovanni, già capo della polizia ai tempi del famigerato G-8 genovese, planato con tonfa e bagagli ad integrare la ricca pensione, in virtù di non meglio specificate competenze, alla presidenza di Finmeccanica: il buen ritiro preferito da ogni superburocrate con le stellette.
jobs-act-tuteleMatteo Renzi si è subito preoccupato di tutelare gli azionisti della società, che con ogni evidenza vengono prima dei diritti della cittadinanza e del rispetto delle norme fondamentali della Costituzione.
Massimo Mucchetti Massimo Mucchetti, senatore, economista e giornalista (secondo la concentrazioni classiche di ruoli che inficiano autonomia e giudizio), in un arzigogolato editoriale ci fa sapere che una eventuale “responsabilità oggettiva” del prefetto Giovanni De Gennaro nella carneficina della Scuola Diaz, e delle torture nella caserma di Bolzaneto, esclude un suo coinvolgimento soggettivo e dunque non implica alcuna condanna morale. Perciò, “benissimo” ha fatto il premier a riconfermare tutta la sua fiducia al nostro eroe gallonato, per il rispetto dovuto agli azionisti di una società quotata (sic!) giacché certe inchieste minano la stabilità e la concentrazione sul business. E non sia mai!
Raffaele CantoneNello stesso ambito, ma sul fronte giudiziario, Raffaele Cantone, la foglia di fico buona per tutti gli appalti, si è premurato di informarci come De Gennaro sia stato assolto in Cassazione. E peccato soltanto il reato è stato in realtà prescritto e che i collaboratori del prefetto siano stati condannati per falsa testimonianza a favore del prefetto De Gennaro, naturalmente a sua insaputa.
Giovanni De GennaroSfugge al super-magistrato diventato ormai organico alla politica (o meglio dire al “renzismo”), quali siano le responsabilità che la direzione generale del Dipartimento di PS implica, in virtù del ruolo. “Responsabilità” che, oltre a non essere ottemperate, sono state sistematicamente eluse in fase di L.A. Confidantialistruttoria processuale, con una serie di reticenze, coperture e manipolazioni, degne più di una cosca mafiosa che di una istituzione preposta all’applicazione delle legge, con funzionari di polizia che agiscono come gli sbirri incanagliti di un romanzo di Ellroy, sotto una cupola di omertà.
Abu GhraibIn proposito, solo gli Stati Uniti sono riusciti a far di meglio, istituzionalizzando la tortura a pratica scientifica (la chiamano scienza della carcerazione), magari codificata in appositi manuali d’uso (Human Resource Exploitation), e convogliando le pulsioni fasciste in un substrato ideologico dominante, che raggiunge vette inarrivabili in quello che è lo sport più praticato a livello nazionale, specialmente se si indossa una divisa: “kill the nigga!” (ammazza il negraccio).
Kill the niggerDavvero l’elezione di un presidente ‘negro’ deve aver sconvolto Solo un negrol’America bianca e bigotta, tanto lo spauracchio nero ha agitato i fantasmi oscuri della più profonda provincia americana, persa nelle sue mistiche ossessioni a mano armata.
Sniper-Jesus-50-Caliber-Barrett-RifleLa tortura funziona esattamente come il fascismo e ne ripercorre le stesse modalità d’uso: esiste, è diffusa e praticata con costanza più o meno intensa, ma non si dice e soprattutto non viene mai chiamata col suo nome.
Abu Ghraib (1)La tortura è sempre stata ampiamente tollerata e gode di estimatori (in)sospettabili ad ogni livello ‘istituzionale’, soprattutto tra i servi dello stato, che sul ricorso alla modalità de tormentis hanno costruito intere carriere poliziesche.
La differenzaAl massimo la si può biasimare blandamente a posteriori, nelle ricorrenze ufficiali, per mero conformismo che poi gli altri convitati internazionali ci guardano storto, ma senza mai troppa convinzione. A molti italiani, la tortura come idea oblivionastratta, come fantasia malata da condividere nei crocicchi da bar, in fondo piace. Perché stimola le perversioni sadiche dai richiami erotici di ogni citrullo di provincia, che sogna punizioni esemplari e vendette epiche nel fondo malato della sua anima nerissima. Perché ogni imbecille con un fucile si sente un giustiziere. E basta accarezzare una pistola, per fare di uno psicopatico fallito il vendicatore solitario di cause perse in tribunale.

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(56) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 ottobre 2013 by Sendivogius

Classifica OTTOBRE 2013”

Darth Vader e Kroenen

ITALIA, frontiera meridionale dell’Impero. Niente di nuovo da segnalare nella No Man’s Land che si estende oltre la Grande Palude dorotea.
In ambito ‘politico’, le novità più rilevanti del momento sono:
a) il ritorno di Umberto Bossi alla guida della Lega Nord;
b) la (ri)nascita di “Forza Italia” con Silvio Berlusconi presidente;
c) Beppe Grillo che, tanto per cambiare, pretende le dimissioni di Giorgio Napolitano e intanto lo insulta, ansioso com’è di vincere una bella denuncia per vilipendio del Presidente della Repubblica.

Umberto Bossi Sulla riesumazione di Umberto Bossi, il Grand Wizard del Ku Klux Klan padano, c’è poco da dire.
Per spiegare questo rapporto insano e necrofilo tra le destre neo-naziste ed i loro leader decrepiti, servirebbe una sceneggiatura di Ed Wood, per una nuova versione di “Necromania: A Tale of Weird Love”.

…e ne conserva la medesima fragranza, in tutta la sua ritrovata freschezza. Tale è la sensazione epidermica dinanzi al disseppellimento di “Forza Italia”, con le stesse identiche facce di m…!oderati vecchie di venti anni.
Qualcosa preme da dietro A proposito dell’interdizione del Papi della Patria, della revisione processuale inerente la condanna per “concussione”, e delle pessime sorti progressive di un’Italia alla deriva, in un confronto ben più ampio su queste pagine [QUI], quattro mesi orsono si era avuto modo di osservare come:

«A logica, il papi, come un satrapo ferito, manderà avanti i suoi bastonatori in livrea, sfoderando tutto il campionario già visto e sentito negli ultimi anni… Ovviamente i deputati e senatori PdL NON si dimetteranno in massa, come minacciato. E il governissimo Letta tirerà a campare fino al prossimo varo della “legge di stabilità” (diciamo Ott-Nov), quando sarà evidente la necessità di una “manovra correttiva” e probabilmente gli faranno mancare numeri e fiducia.
Giuridicamente, i legali del papi punteranno tutto sul processo d’Appello, mirando ad un ridimensionamento delle condanne e ad una successiva revisione processuale in Cassazione.
Ed in quel lasso di tempo cercare di introdurre in parlamento una modifica inerente l’interdizione dai pubblici uffici, riservata solo alle pene detentive superiori ai 5 anni.
D’altra parte, la sentenza di condanna a carico di B. ha un vulnus naturale…
Al papi è stata ascritta la “concussione per costrizione” con l’aggravante di induzione alla prostituzione minorile: condanna che prevede pene ben più severe dei 7 anni decisi dalla corte. Un simile reato, che contempla atti sessuali con un minore (artt. 600 e 609 c.p.) prevede condanne che arrivano fino ai 12 anni. Stessa cosa dicasi per il reato di concussione per costrizione (art.317).
E proprio l’entità della pena costituisce la prima anomalia, in quanto non congrua alla gravità del reato configurato nella condanna.
Nella fattispecie concreta, io ravviso piuttosto gli estremi della“concussione per induzione” (come peraltro era stato inizialmente ipotizzato dai pm). Mi sfugge infatti in una prestazione mercenaria e consensuale con una minorenne che si prostituisce abitualmente dove sia la “costrizione”, ovvero la coercizione con violenza o minacce fisiche e psicologiche.
Se la difesa di B. (depurata da quell’indisponente azzeccagarbugli di Ghedini) insisterà sull’anomalia, rassegnandosi ad una condanna ma insistendo sulla “induzione” (che prevede pene max di 3 anni) atta a stralciare la “costrizione”, B. potrebbe vedersi ridimensionate tutte le imputazioni, compresa l’interdizione ai pubblici uffici.
E in tal caso una leggina ad hoc sull’interdizione, come quella accennata sopra, lo garantirebbe dall’estromissione dai pubblici uffici…»

A breve, vedremo gli sviluppi con l’epilogo di questa farsa.
Cane rabbioso Invece, rimanendo sempre nell’ambito dei duci e dei capi politici, qualche osservazione merita la richiesta di messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica da parte del privato cittadino Beppe Grillo, che ha incaricato i suoi avvocati di fiducia per l’impeachment, secondo il noto principio democratico che ispira le scelte del suo M5S, al motto di “uno vale uno”:

Chiederò l’impeachment per Napolitano perché non rappresenta più il popolo italiano, è di parte.
E su questo decido io.
(28/10/13)

Che è quasi meglio del già notevole: “chi pensa che io non sia democratico va fuori dalle palle”.
Pesano sulla richiesta di destituzione presidenziale, il mancato scioglimento delle Camere e licenziamento del Governo Letta (che ha appena incassato la fiducia ancorché precaria), e la deprecabile età del Presidente Napolitano. Sono tutti atti in aperto contrasto con quanto prevede la Costituzione:

Art. 94.

Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.
Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.
Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.
Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.
La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.

Totalmente fuori dalla legalità costituzionale è poi il messaggio che il Presidente della Repubblica ha rivolto al Parlamento sulla questione dell’indulto, in evidente violazione dell’Art.87 (il PdR può inviare messaggi alle Camere).
Per non parlare della convocazione dei capi-gruppo parlamentari della maggioranza e poi di quelli delle opposizioni (declinazione plurale).
Si tratta di atti dalla straordinaria gravità eversiva. In proposito, l’Art.90 della Costituzione è chiarissimo:

Art. 90

Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.
In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.

Cioè, la procedura di decadenza, con relativa messa in stato d’accusa per “alto tradimento”, viene istruita in Parlamento, con richiesta formale tramite la presentazione di una mozione su iniziativa parlamentare (ovvero presentata e controfirmata da deputati della Repubblica), e quindi vagliata dall’apposito comitato di controllo (trattasi della “Commissione parlamentare per i procedimenti di accusa”).
Ricapitolando, a richiedere lo stato d’accusa del Presidente devono essere deputati regolarmente eletti, su istanza parlamentare previa presentazione di apposita mozione motivata alla Camere.
E NON gli “avvocati di Beppe”, che a quanto pare si guardano bene dallo spiegare al loro facoltoso cliente concetti facilmente comprensibili da ogni matricola di giurisprudenza, ma non agli sciami degli ensiferi con tutti i precedenti del caso [QUI e QUI]. 
Forse, prima di salire sui tetti, la Costituzione bisognerebbe anche leggerla! Ma il Grullo evidentemente deve avvalersi dei consigli di quel formidabile giurista che è Paolo Becchi… Auguri!

Hit Parade del mese:

01. BESTIARIO

[22 Ott.] «Mi appello alla Convenzione sugli animali, ho presentato un’interrogazione alla Commissione Europea perché voglio capire che fine abbia fatto il cane di Monti. La Commissione Europea deve verificare il caso di Empy!»
(Sergio Silvestris, papiminkia in Europa)

Intelligenza leghista da AlterPensiero02. NAZISTI DELLA PADANIA (I): Cadorago (CO)

[19 Ott.] «Mettete la Kyenge su un barcone e assicuratevi che non affondi. Deve tornare in Africa da dove è venuta. Poi saranno gli oranghi e le scimmie a stabilire se la riprendono o meno a casa loro»
 (Paolo Pagani, assessore allo Sport)

Renato Brino02.bis NAZISTI DELLA PADANIA (II): Bardonecchia (TO)

[15 Ott.] «Arriva il ministro Kyenge? Tutto bene, l’unica cosa è che spiace un po’ per chi dopo deve fare la disinfestazione del Palazzo delle Feste»
 (Renato Brino, merdone alpino)

Cazzone nazi-leghista02.ter NAZISTI DELLA PADANIA (III): Resana (TV)

[21 Ott.] «Mi trovo obbligato a eseguire crimini di Stato esattamente come è successo a Erich Priebke: ha fatto ciò che ha fatto per rispondere a un ordine che doveva eseguire. Non so se sono più colpevole io a eseguire certe imposizioni o se sia stato più colpevole Priebke. Io lo condanno per ciò che ha fatto ma, ribadisco, ha solo eseguito degli ordini. I problemi sono altri, e stanno a monte»
 (Loris Mazzorato, il Sindaco)

Merdone pedemontano02.quater NAZISTI DELLA PADANIA (IV): Soluzione finale

[22 Ott.] «Nei prossimi giorni parlerò con il Ministro dell’Interno per sapere se non ritenga opportuno censire e schedare tutti i rom, gli zingari, i nomadi.»
 (Gianluca Buonanno, kapò pedemontano)

FN e rifiuti nostrani03. FASCISTI D’ITALIA (I): E allora le foibbeee!?!

[15 Ott.] «Se Priebke mi fa schifo? Magari non farei lo stesso mestiere. E gli americani allora? Vogliamo parlare di chi ha sganciato le bombe atomiche su Hiroshima? Non è normale neppure mettere una bomba sotto la spazzatura in Via Rasella. Priebke ha fatto quello che doveva fare e ha eseguito degli ordini»
 (Francesco Storace, Er Bofilone)

Iannone O'Merdone03.bis FASCISTI D’ITALIA (II): Rutti dalla fogna

[14 Ott.] «Ernesto Che Guevara è stato un macellaio peggiore di Priebke»
 (Antonio Iannone, presidente della Provincia di Salerno)

Antonella Sglavo03.ter FASCISTI D’ITALIA (III): Quando c’era Lui…

[19 Ott.] «Credo che la peggiore umanità sia al centro Italia. Vivo nelle Marche e qui hanno difetti sia del nord che del sud… Non voterò mai più a sinistra… Benito lo diceva, molti nemici molto onore, aveva ragione. Ci vorrebbe!»
 (Antonella Sglavo, assessora piddì)

Nella testa il nulla04. L’OPPOSIZIONE A 5 STELLE – COMPETENZA AL POTERE (I):
Lo sciopero retribuito dallo Stato

[22 Ott.] «I sindacati che decidono di fare 4 ore di sciopero, sciopero pagato ricordiamolo ai cittadini che ci seguono da casa, non è uno sciopero volontario, è uno sciopero pagato con i soldi pubblici.»
 (Laura Castelli, Questore alla Camera!)

Risum abundat in ore stultorum04.bis L’OPPOSIZIONE A 5 STELLE – COMPETENZA AL POTERE (II):
Articolo 94 della Costituzione della Repubblica

[23 Ott.] «Se avessimo ancora un Presidente della Repubblica veramente super partes, l’avrebbe già destituita dal suo incarico [in riferimento a Letta]»
 (Carlo Sibilia, Sciatore chimico)

Fatte n'artro sonno!04.ter L’OPPOSIZIONE A 5 STELLE – COMPETENZA AL POTERE (III):
Vogliamo una banca

[23 Ott.] «La Trise? Mai sentita. Sarà sicuramente un’inculata. Fosse per me abolirei le tasse e farei una banca centrale tutta mia»
 (Bartolomeo Pepe, U Senaturi)

Mattia Villarosa04.quater L’OPPOSIZIONE A 5 STELLE – COMPETENZA AL POTERE (IV):
Bossi-Fini, chi erano costoro?

[06 Ott.] «La legge Bossi-Fini? Io non conosco mica tutti i temi del mondo. Io faccio parte di un’altra Commissione; non è cosa di mia competenza. Se volete chiamo qualche mio collega e vi faccio spiegare qual è la posizione del Movimento»
 (Alessio Mattia Villarosa, Capogruppo alla Camera)

Epifani05. SE QUESTO È UN SINDACALISTA (I)

[17 Ott.] «Troppo poco il taglio del cuneo fiscale? Se mi restituiscono 5 euro non lo trovo risibile!»
 (Guglielmo Epifani, Segretario risibile)

Cazzola05.bis SE QUESTO È UN SINDACALISTA (II)

[22 Ott.] «L’Italia è il Paese meglio governato degli ultimi 20 anni»
 (Giuliano Cazzola, Sciolta civica)

Piccione06. LA PICCIONAIA

[04 Ott.] «Noi colombe non ci fermeremo, Angelino Alfano è il nostro Papa Bergoglio»
 (Carlo Giovanardi, Colombaceo)

Brunetta07. TE PIACEREBBE!?!

[22 Ott.] «Volevo dirvi che prima di rilasciare questa intervista sono stato violentato da una gentile giornalista»
 (Renato Brunetta, Nano da taschino)

Bonino08. DATAGATE

[25 Ott.] «Dalle informazioni che abbiamo non risulta un coinvolgimento italiano»
 (Emma Bonino, Informatissima)

Giampiero D'Alia09. CLIENTELE PRECARIE

[13 Ott.] «Stiamo provando a scrivere la parola fine sul mondo del precariato, una spirale che ha fatto comodo alla politica che per vent’anni ha alimentato una clientela attraverso il bisogno dei lavoratori. Abbiamo individuato un percorso che non solo prevede la stabilizzazione, ma inasprisce le sanzioni per gli amministratori che torneranno a far leva sui contratti flessibili»
 (Giampiero D’Alia, Disfunzione Pubblica)

Biancofiore10. DULCIS IN FUNDO

[16 Ott.] «Io non ho nessun padrino se non Silvio Berlusconi, che dovrebbe essere l’unico padrino di tutti noi»
 (Michaela Biancofiore, Immancabile)

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Il Golgothiano della padania

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , on 21 giugno 2013 by Sendivogius

Golgothan

Per ragioni minime di profilassi, ci soffermiamo sempre con una certa riluttanza sui nazisti della padania e sulle loro irrefrenabili deiezioni diarroiche: ‘gente’ (chiamiamola così) che usa indistintamente lo stesso orifizio per defecare e sbraitare. E, quel che è peggio, lo fa quasi sempre a bocca piena.
Puro Stronzo ariano Tipico esponente sub-alpino della razza ariana, Mario Borghezio, nella sua inconfondibile prestanza iperborea, costituisce da sempre l’esemplare d’eccezione nella ben pasciuta porcilaia leghista, che pure non manca di altri degnissimi avanzi di latrina, sempre pronti a spruzzare liquami immondi ogni volta avvistino all’orizzonte dei loro villaggi pedemontani un ‘negro’, un ‘frocio’, o un ‘terrone’, latrando tutti insieme per riflesso pavloviano, presi come sono da sacro furore. Poi (è ovvio!) il giorno dopo si dissociano, facendo seguire la smentita da una nuova scarica di flatulenze dal miasma ancor più infame.
È inutile perdere tempo sui loro ignobili prodotti che, data la consistenza e l’intrinseca natura, non vanno assolutamente rimestati. Intestino e deretano della gran cloaca verde-padano, Borghezio ci ricorda più che altro il Golgothiano già visto in Dogma: demone escrementale di pura merda, che rigurgita dalle cloache che lo alimentano in un effluvio di materia fecale.
Puoi solo che stargli alla larga, trattenendo il disgusto!

Mario Borghezio

«Vi sono certi individui. sul viso dei quali è impressa una tale ingenua volgarità e una tale bassezza del modo di pensare, nonché una tale limitatezza bestiale dell’intelletto, che ci stupisce come mai simili individui abbiano il coraggio di uscire con un simile viso e non preferiscano portare una maschera.»

  Arthur Schopenhauer
  “Parerga e paralipomena
  (1851)

Purtroppo sono convinti che basti un fazzolettone verde a celar le vergogne.

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(47) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 30 gennaio 2013 by Sendivogius

Classifica GENNAIO 2013

PIU' PILU PER TUTTIAncora 25 giorni alle elezioni e potremo finalmente tornare a parlare di cose serie, forse, con la chiusura di questo indegno siparietto elettorale che si trascina ormai da qualche mese, sempre più stancamente, in un desolante vuoto programmatico e umano.
E del resto sull’argomento, data l’offerta, non è che ci sia poi molto da discutere…
Abbiamo Mario Monti: l’Uomo d’Oro di Berlino in missione a Roma, col suo codazzo di baroni, marchesi e contesse Serbelloni-Mazzanti… gente che confonde la perdita di potere d’acquisto con l’impossibilità di farsi cambiare una banconota da 500 euro dal lattaio.
Ormai sempre più simile al “tappo” di cui aspira a prendere il posto, scimmiottandone i modi e le televendite, è il colonnello Kurtz in pieno delirio di onnipotenza, smarrito negli orrori delle giungle finanziarie dal cuore di tenebra delle certezze accademiche. Non ci sarebbe da meravigliarsi se fra qualche giorno lo vedremo campeggiare col suo faccione incartapecorito, a promettere due milioni di posti di lavoro su manifesti da 4 metri per 6.
Calvin CandieTra sindacati gialli, arnesi ecclesiastici, e nuovi Calvin Candie confindustriali, vale ancora una volta la pena di ricordare il formidabile apporto rinnovatore di Pier Ferdinando Casini e della sua famiglia allargata…  L’apporto vetero-democristiano funziona un po’ come il virus dell’epatite: si trasmette tramite rapporti non protetti, con un portatore (in)sano. La  forma prediletta di contagio è il meretricio politico. L’infetto non si accorge dei danni dell’infezione, se non quando è troppo tardi, mentre il portatore sano continua a spargere il morbo. 
Il Sorcio col cappello C’è il Pornonano imbalsamato con le sue nere milizie di irriducibili papiminkia, asserragliati nella Salò di Berluscolandia, col supporto degli ascari verdecamiciati e contorno di maroni assortiti.
Ringhiante e flatulenta, abbiamo la Setta degli ensiferi coi suoi zombies digitali, che ciondolano in adorazione attorno allo sbraitante “capo politico”, specializzato in vittimismo ad uso politico, bollito in brodo complottista. Perché, vedrete, qualunque sarà il responso delle urne, il giorno dopo le elezioni griderà ai brogli come un Berlusconi nei suoi tempi migliori.
Soprattutto, c’è l’imbarazzante partito bestemmia: il nulla che avanza, e pretende di vincere facile con il ritiro dei concorrenti minori, in nome della farsa reiterata del “voto utile” ad una formazione che così eccelse prestazioni ci ha regalato nella precedente legislatura… Altri 30 giorni di non-campagna elettorale, accompagnate da non-proposte, e il PD potrebbe persino riuscire nell’obiettivo difficile, ma non impossibile, di perdere le elezioni. Mai uno scatto d’orgoglio, di dignità, di decenza..! Sta lì che discetta di alleanze. E invece di ricacciare l’Agenda Monti in culo al mittente, continua ad inseguire il professorino bocconiano con le braghe calate, sempre pronti alla resa incondizionata. Per “senso di responsabilità”, s’intende! Incapaci come sono di governare, quanto di fare opposizione. Perché un’alleanza con il “centro moderato” è un imperativo categorico, a prescindere dal risultato elettorale.
Stretto tra l’incudine ed il martello, c’è il SEL vendoliano: il più eclatante caso di suicidio assistito per autocombustione post-elettorale dell’ultimo residuo di “sinistra” decente in Italia.
Fortuna che c’è la “Rivoluzione Civile” di Ingroia: un taxi per una corsa di gruppo in parlamento. La convivenza tra vecchi fascisti come Luigi Li Gotti e gli ultimi marxisti-leninisti di Rifogna è il vero miracolo di una formazione, destinata a polverizzarsi una volta varcata la soglia di Montecitorio.
Comunque vada, sarà un decesso…

“L’uomo dai voti tutti uguali”
di Alessandra Daniele

Mari e MontiQuest’anno decidere come votare sarà particolarmente facile.
Infatti, per chiunque voteremo, comunque voteremo per Monti.
Votare PD è votare Monti.
L’intenzione di Bersani di allearsi con il cosiddetto centro moderato era già stata dichiarata, e ufficialmente ratificata nero su bianco fin dalle primarie, insieme all’impegno a restare sulla rotta segnata dall’Agenda Monti. Anche se otterrà la maggioranza al Senato (il che è difficile) il PD si accorderà comunque col centro, in un governo che vedrà il successore di Berlinguer, il delfino di Almirante, e quello di Forlani prendere tutti insieme ordini da Monti.
Votare SEL è votare Monti.
Vendola è un’appendice del PD. Gli servirà a raccattare qualche voto in più a sinistra, per raggiungere la percentuale necessaria ad allearsi con Monti. Poi sarà espulso.
Votare PDL e i suoi spin-off (Fratelli D’Italia, La Destra) è votare Monti.
Berlusconi è come sempre a caccia di voti fascisti. Se riuscirà nella sua improbabile rimonta, sarà lui ad aver bisogno di Monti per andare al governo. Entrambi sapranno mettere da parte le incompatibilità, perlopiù inventate dalla loro propaganda, per concentrarsi sugli interessi della comune classe socio-economica di riferimento, come hanno fatto per un anno. Berlusconi dichiarerà ”Monti è una sanguisuga, una grande risorsa per il paese, l’ha portato alla rovina, solo lui può salvarlo. Monti è un comunista, il garante delle riforme liberali, l’abbiamo combattuto con tutti i mezzi, è il nostro alleato naturale”. Nessun berlusconiano obietterà.
In caso di sostanziale pareggio PD – PDL, Monti potrà scegliere il miglior offerente.
Votare Lega è votare Monti.
La Lega è più che mai un’appendice di Berlusconi, ed è come sempre disposta a tutto pur di stare al governo, anche allearsi con chi ha insultato fino a un’ora prima. Con Berlusconi lo fa da decenni.
Votare M5S è votare Monti.
Grillo rifiuta programmaticamente ogni alleanza. Quanto più sarà ingombrante e rumorosa la sua pattuglia di Sturmtruppen in Parlamento, tanto più Monti potrà chiedere e ottenere un governo d’unità nazionale contro la minaccia dell’ingovernabilità, dell’antipolitica e della deriva populista.
Votare Rivoluzione Civile è votare Monti.
Il Senato è irraggiungibile per l’eterogenea lista-scialuppa di Ingroia. Se otterrà il quorum almeno alla Camera, ci manderà al massimo Ingroia, Di Pietro, e un paio di profughi rifondaroli tristemente mescolati a celerini, scilipoidi dipietristi, e avanzi grillieschi, che discorderanno su tutto, non conteranno niente, e serviranno solo al PD per proclamare ”l’inaffidabilità della sinistra” e l’ineludibile necessità dell’alleanza esclusiva con Monti.
Votare una qualsiasi delle liste minori è votare Monti.
Non raggiungeranno il quorum per entrare in Parlamento. Riusciranno solo a sottrarre qualche manciata di voti ai partiti maggiori, che saranno un po’ più deboli nelle loro trattative con Monti.
Astenersi è votare Monti.
Le elezioni saranno valide comunque. E se il tasso di astensionismo e schede bianche/nulle sarà particolarmente alto, Monti potrà chiedere e ottenere un altro governo tecnico per il dimostrato fallimento della politica.

Il sobrio professore, il tecnico disinteressato, il servitore dello Stato.
C’era da aspettarselo.

P.S. Due paroline sulla vicenda ancora tutta da scrivere del MPS e sulla quale troppi parlano a vanvera, non sapendo cosa dire ma guardandosi bene dal tacere e men che mai studiare: grande meraviglia per la sottoscrizione truffaldina di prodotti derivati nella Tortuga della finanza strutturata. Fino ad una settimana fa, nessuno pare si fosse accorto di nulla…
In Italia, si trattava di notizie talmente riservate da essere di impossibile reperimento. In realtà, pochi sanno che l’origine dell’attuale baillamme mediatico è stato originato da un unico articolo. Infatti, bastava leggere QUI! Chissà perché per sapere le faccende di casa nostra bisogna seguire le rassegne estere…

  Hit Parade del mese:


01. THE BELIEVERS

[04 Gen.] «Prima del blog vivevamo in Matrix: ora il messaggio di Beppe Grillo è contagioso come quello di Gesù Cristo È come Gesù e gli apostoli. E anche il suo messaggio diventerà virale.»
 (GianRoberto Casaleggio, l’Illuminato)

That's Folks! Bertone e Ratzinger02. PECCATI CAPITALI

[23 Gen.] «Evadere le tasse è un peccato; la Chiesa le ha sempre pagate.»
  (Angelo Bagnasco, L’Elemosiniere)

 

Niente sacciu03. SVISTA TECNICA

[22 Gen.] «La Chiesa non pagherà l’IMU per un nostro errore tecnico? Guardi, non ne so nulla, da quando non sono più ministro dell’Economia ho smesso di occuparmene »
  (Mario Monti, il Penitenziere)

Mistress & slave04. L’ASSE ROMA-BERLINO

[22 Gen.] «Sono un alleato scomodo della Merkel, perché non mi faccio piegare»
  (Mario Monti, il Flessibile)

 

Austerity Queen - by Lameduck05. PATTO DI BILANCIO… PATTO DI STABILITÀ… FISCAL COMPACT…FESF…MES…

[10 Gen.] «Esiste un mito per cui la UE impone politiche difficili: non è la verità e non è giusto perché non è la Ue che ha creato i problemi.»
  (José Barroso, Dinosauro eurocratico)

 

06. JAWOHL MEIN FÜHRER!

[19 Gen.] «Voglio uno Stato con le palle. Eliminiamo i sindacati!»
  (Beppe Grillo, Delirante Merdone)

 

Santanché07. TROVA LA VACCA

[11 Gen.] «Se avessi qui in studio una vacca, le dimostrerei tranquillamente che la so mungere»
  (Daniela Santanché, la bella Contadinella)

 

P.F. Casini08. AVANZI DI NUOVO

[13 Gen.] «Ho candidato mia cognata perché è la più votata in Emilia Romagna, non penso possa pagare la parentela all’inverso. Anzollini invece, ex fidanzato di mia figlia, è un ragazzo molto intelligente e aspirava ad avere un posto, ma in lista l’ho messo secondo, e probabilmente non verrà eletto»
  (P.F.Casini, Mr Novità)

 

Corna09. DIMMI CON CHI VAI…

[14 Gen.] «Io sono un cattolico praticante, anzi, un super-cattolico: ho tre sacerdoti in famiglia e sette zie suore, da giovane suonavo l’organo, ho servito messa per un sacco di tempo ed in casa ho pure una cappella privata»
  (S.Berlusconi, puttaniere devoto)

 

Federica Seganti10. SENZA PAROLE

[16 Gen.] « Ma voi sapete quanto prendo in busta paga? Solo 5.000 euro! Senza tredicesima e senza preavviso di licenziamento… non so se mi spiego.»
  (Federica Seganti, assessore leghista in Friuli)

 

Pietro Longo10.bis SOTTOPAGATI

[23 Gen.] «No, il lavoro del parlamentare non è affatto ben pagato, assolutamente no. Se viene fatto con serietà è un lavoro duro. Io ci ho perso molto, non c’è dubbio »
  (Pietro Longo, avvocato-deputato)

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(38) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 1 maggio 2012 by Sendivogius

Classifica APRILE 2012”

Sinceramente, era lecito aspettarsi in tempi di austerità coatta una ritrovata sobrietà istituzionale (si dice così?), convinti che la crisi avrebbe imposto un ridimensionamento a questa nostra modesta sottospecie di aforismario della stupidità… E invece!
Tanta è l’abbondanza che conviene andare per ordine, stilando una variante alla triade dell’ABC secondo il nuovo corso:

A. come austerity:
 Muovere obiezioni alla politica del Governo Monti, ed alla sua cura germanica (dagli effetti collaterali di tipo Weimar) imposta per indiretta procura dalla cancelleria del Reich, è ormai fin troppo facile. Per quanto, se sbagliare è umano, perseverare negli errori è quasi diabolico…
Che il salasso prolungato stia conducendo alla probabile morte del paziente anemico, è un’evidenza sempre più lampante, tanto che nel gabinetto geriatrico di riferimento già si pensa alla sostituzione del medico impietoso ed al possibile passaggio di consegne… Fino all’ultimo paradosso: dopo aver esautorato la ‘politica’ professionalizzata per manifesta incompetenza, l’esecutivo ‘tecnico’ ha chiamato in proprio soccorso un’ulteriore pattuglia di altri ‘tecnici’, per fare il lavoro da ‘tecnici’, in una vacanza programmatica dall’assenza di risultati che inizia a diventare seriamente imbarazzante.
Superfluo riportare le misure per la crescita presunta in nome di un’equità inesistente:
– L’assoluta mancanza di investimenti per la ricerca e per l’innovazione da parte di una classe  padronale che, quando non scappa all’estero con la cassa dopo aver intascato i finanziamenti di Stato, pensa di poter gareggiare con i mercati asiatici ribassando gli stipendi delle maestranze nella cancellazione di ogni tutela e nella regressione delle condizioni sociali.
– Le garanzie occupazionali sull’impiego ed i diritti dei lavoratori, cancellati in nome di una “percezione” dei mercati anglosassoni all’origine della crisi economica e che certo vanno assecondati in ogni loro pretesa, senza limiti né vergogna. Il Governo delle Finanza globalizzata non confuta la fondatezza o meno delle percezioni dei famelici barracuda di Wall Street; le asseconda! Meglio se con decreto.
– L’introduzione di forme di tassazione regressiva, con la cancellazione di fatto di ogni principio di progressività sul reddito, con lo spostamento dell’imposizione fiscale dalle imposte dirette a quelle indirette, interamente sbilanciata sui ceti medio-bassi e sui lavoratori dipendenti.
– Tagli lineari a beni e servizi pubblici, in nome di un rigorismo economico dagli effetti ampiamente recessivi, fino allo spostamento del debito pubblico a quello privato delle famiglie col prosciugamento dei risparmi.
– La demenziale gestione del problema degli “esodati”: lavoratori in uscita che hanno firmato un patto con lo Stato per il loro accesso alla pensione. Si tratta di un accordo pubblico che ora lo Stato non reputa più vincolante per esigenze di bilancio e che quindi ha rescisso unilateralmente, lasciando migliaia di persone senza prospettive di reddito e di riassunzione.
– Pur tuttavia il ‘Governo’ non si è sentito in dovere di rivedere il patto a sua volta stretto con ladroni matricolati e grandi evasori fiscali, rivedendo le aliquote addizionali (5%) stabilite con i delinquenti che hanno aderito allo scudo fiscale di tremontiana memoria [QUI]… Venire meno alle vergognose clausole dell’accordo stipulato coi LADRI, avrebbe infatti minato la credibilità dello ‘Stato’! Evidentemente, ogni organizzazione sceglie i propri referenti d’eccezione e li privilegia in base alle maggiori affinità.
– E poi ci sono le perle come l’eliminazione della tassa sugli yacht extra-lusso e l’esenzione degli immobili di proprietà della fondazioni bancarie dal pagamento della nuova IMU, insieme agli sgravi concessi ai palazzinari. A tal proposito, una lettrice ha scritto ad un noto quotidiano nazionale:

Ho comprato la mia casa sette anni fa, contraendo un mutuo ventennale con un istituto bancario. Attualmente, quindi, ne sono proprietaria per il 35% mentre il restante 65% è ancora di proprietà della banca. Mi chiedo: perché l’IMU deve essere a mio totale carico e non suddivisa tra me e la banca, a seconda delle rispettive proprietà? Non sono ancora il proprietario pieno dell’immobile, visto che c’è tanto di ipoteca e possono portarmela via. E allora lo Stato mi restituirà l’IMU? E poi perché nessuna progressività sulla base degli immobili realmente posseduti?

  Leda Perticone

Già, perché? Ce lo chiediamo anche noi.
E tuttavia il problema non è il direttivo tecnocratico del capitale finanziario al governo, ma la massa amorfa dei sudditi, ripiegati inerti nel loro intimistico viaggio al termine della notte, senza che mai si intraveda un’alba all’orizzonte lontano, e che a tutto acconsentono ed inerti subiscono. Esistenze consumate in un’attesa indefinita senza una reale prospettiva, aspettando forse il genio della lampada.. il Salvatore di turno.. la vincita alla lotteria.. la “botta di culo”.. che non arriva mai. E senza che alcunché possa smuoverli dal loro torpore comatoso.

B. come burlesque:
 Dalle cene eleganti alle gare di burlesque. È la parabola discendente alla corte di Re Pompetta coi suoi postriboli organizzati del meretricio mascherato, ispirato ai più triti stereotipi dell’immaginario erotico di provincia da anni ’50.

Naturalmente, parliamo dell’uomo che ha fottuto un intero paese (consenziente), mandandolo a puttane. E’ lo stesso Pornocrate che, come preannuncia il pupazzo animato, Angelino Alfano, dovrebbe presentare presto “la più grande novità politica di tutti i tempi”… A 75 anni suonati, difficilmente il Gran Puttaniere di Arcore potrà stupire più di quanto abbia già fatto fino ad ora.
Per il momento il più grande spettacolo dopo il big-bang è ridotto in concreto ai tristissimi spettacolini domestici di burlesque, mutuati dal Drive-In, con eventuale ammucchiata finale a pagamento e una candidatura alle elezioni.
Sulla visione di sconcertante modernità che il vecchio satrapo ha dell’universo femminile non ci sono dubbi:

«Le donne sono di loro natura esibizioniste. Se poi sono donne dello spettacolo, gli piace di montare degli spettacolini e si confrontavano; facevamo delle gare di burlesque… Io non facevo il giudice, ma guardavo molto interessato perché mi divertivo molto e continuo a divertirmi e continuerò a farlo.»

Non ne dubitiamo. A maggior ragione, per profilassi pubblica, di certe “novità” prossime e venture sarebbe opportuno fare a meno..!

C. come Comunione e liberazione:
Per gli estimatori di un Nord portatore di una superiore moralità pubblica, rispetto ad un Sud Italia considerato e disprezzato come familista, arraffone e parassitario, bisogna riconoscere che la Lombardia del Celeste Roberto Formigoni, con le sue armate di faccendieri, sanfedisti in affari, ed il record di consiglieri regionali inquisiti, ci sta regalando momenti davvero epici.
C’è lo scandalo senza eguali della Sanità lombarda, dalla clinica degli orrori al gigantesco crack del S.Raffaele, insieme all’onnipresente Piero Daccò, per non parlare del divino “principio di sussidiarietà” appaltato in esclusiva ai famuli di CL…
E davvero il governatore Formigoni, dopo anni di privazioni monastiche, nel suo coming out tra feste esclusive, gite in barca, abbuffate di aragoste, e vacanze a 7 stelle pagate a sua insaputa, sembra non rendersi conto dell’abnormità della situazione, mentre vecchi amici e sodali e porporati corrono a prendere le distanze, mollando il Celeste al suo destino molto terreno.
Da segnalare l’intervista [QUI] della signora Carla Vites, consorte di Antonio Simone: ennesimo arnese democristiano agli arresti per corruzione e devoto ciellino famoso per le pubbliche preghiere mattutine in ufficio. La signora Vites, indignata per le sorti del devoto consorte, ha avuto modo di esprimere il suo imbarazzo e fastidio mica per le (presunte) ruberie del marito e gli intrallazzi della camarilla ciellina, mica per le vacanze a scrocco ed il vertiginoso giro di soldi, ma per il topless in barca delle figlie del faccendiere Daccò, ignorando che nel nudo non c’è malizia se non in chi lo guarda. Evidentemente, per certe anime pie, scandalizza più una tetta che una tangente!
Non per questo vogliamo dimenticare la saga del clan Bossi, con traffici di diamanti e creste sui soldi della cassa, insieme alla gestione a dir poco allegra delle finanze del partito, le frequentazioni imbarazzanti, e le incursioni in Finmeccanica insieme ai soliti piranhas di Comunione e Lottizzazione.

Ma è tempo di lasciare la parola ai protagonisti della Hit Parade del mese:


01. OTTIMISMO TECNICO

[19 Apr.] «In Italia la fase acuta della crisi è stata superata. Ci sono segnali di miglioramento, che suggeriscono una modesta ripresa a partire dal terzo trimestre di quest’anno.»
  (Vittorio Grilli, l’Allegro Contabile)

02. EGO ME ABSOLVO

[01 Apr.] «C’è gente non scelta da me (Massimo Calearo n.d.r), che non ha mai messo piede in Parlamento o che ha dato vita a comportamenti sui quali ha indagato la magistratura. Da tutti accetto critiche, ma non da chi in questi anni ha cadere governi di centrosinistra con i propri estremismi.»
  (Walter Veltroni, Water l’Africano)

03. MANCO I CANI

[29 Apr.] «Politici equiparati ai cani. A quando l’obbligo di girare con una stella gialla sulla giacca come gli ebrei sotto Hitler»
  (Luca Rodolfo Paolini, il Discriminato)

04. PROBLEMI SOCIALI…

[13 Apr.] «Potrebbe crearsi un problema sociale: si correrebbe il rischio che, per usufruire dell’agevolazione sull’Imu, i giovani, i familiari siano spinti a mettere gli anziani nella casa di riposo»
  (Gianfranco Conte, il Coraggioso)

04.bis …E FALSI PROBLEMI

[13 Apr.] «Non è vero che le fondazioni bancarie non pagano l’Imu, è un falso problema»
  (Gianfranco Conte, l’Equitario)

05. A SUA INSAPUTA

[03 Apr.] «Non sono mai stati spesi i soldi della Lega per ristrutturare casa mia. Denuncerò chiunque sostenga il contrario perché oltretutto non ho ancora finito di pagare le ristrutturazioni e quindi soldi della Lega non sono stati spesi»
  (Umberto Bossi, il Citrullo padano)

06. OMNIA MUNDA MUNDIS

[18 Apr.] «Io sono puro come l’acqua di fonte»
  (Roberto Formigoni, il Celeste)

07. AUSPICIO TECNICO

[27 Apr.] «Il nostro obiettivo è distribuire meglio la protezione su una platea più vasta di lavoratori»
  (Elsa Fornero, l’Auspicante)

08. THE SHOW MUST GO ON

[20 Apr.] «Io e Berlusconi annunceremo la più grossa novità che cambierà il corso della politica»
  (Angelino Alfano, il Ventriloquo)

09. ECONOMIA DOMESTICA

[18 Apr.] «Un partito può benissimo buttare i soldi dalla finestra»
  (Umberto Bossi, il Parsimonioso)

10. ESSI VIVONO

[01Apr.] «Sono emozionato»
  (Mario Monti, il Sentimentale)

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