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LEGIONI DI IMBECILLI

Posted in Kulturkampf, Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , on 24 novembre 2019 by Sendivogius

Le descrizioni per definire un imbecille sono infinite, esattamente come le sue varianti. Perché l’imbecillità è proteiforme, garrula nelle sue manifestazioni, abitudinaria nelle sue ossessioni, e predilige la coltivazione virale in colonie, se le si offre la possibilità di ‘socializzare’, fornendole una regia.
Che cos’è dunque un imbecille?
 Ernesto Lugaro, che veniva dalla scuola di Lombroso e seguiva un indirizzo organicistico, in un suo contributo del 1933, ne definiva la natura patologica complementare all’idiozia, come…

«Un difetto grave, ma non gravissimo, dello sviluppo psichico, che consente l’uso anche largo della parola (per lo più con qualche difetto d’articolazione: lamdacismo, rotacismo e altre forme di blesità), ma non permette un profitto scolastico tale da riuscire praticamente utile nei rapporti sociali.
Al disotto degl’imbecilli stanno gl’idioti, al disopra e fino ai limiti della normale mediocrità stanno i semplici di spirito. La relativa ricchezza di sviluppo psichico (al paragone con gl’idioti) consente agl’imbecilli una psicologia più complessa e ricca di anormalità intellettuali e morali.
Gl’imbecilli sono spesso fatui, vanitosi, bugiardi, ipocriti, volubili, riottosi, ribelli, crudeli. Possono presentare crisi distimiche, delirî di grandezza o di persecuzione, pervertimenti sessuali, insensibilità morale, tendenze criminali

In pratica, la descrizione sembra adattarsi perfettamente alla fauna di scimmie analfabete ma iperconnesse, che imperversano sugli (anti)social lanciandosi palle di escrementi tra loro, nella prevalenza maggioritaria di un fenomeno non statisticamente rilevabile. Tale è la sua diffusione di massa, per un condensato di disagio più psichico che sociale, piagnonismo parassitario e grettezza amorale; analfabetismo funzionale che si crogiola compiaciuto nella più crassa ignoranza, esibita peraltro a titolo di vanto e scambiata dal tronfio citrullo come compiuta espressione di senso pratico. È qualcosa che trascende il vecchio coglione pre-digitale da cui pure discende… non foss’altro perché quest’ultimo costituiva un caso isolato su interazione ristretta. Soprattutto, non possedeva il velleitarismo ideologico e le ambizioni pseudo-politiche dei troppi coglioni inopportunamente viralizzati, che nel frattempo sono cresciuti e si sono moltiplicati fino a diventare legione, nell’incontinenza declamatoria e nella sicumera assolutoria che l’Unione Anonima Imbecilli infonde ai miserabili di spirito.

Devozione Sovrana

Non possedevano l’illusoria potenza del branco, seppur gregari ad un capo, per una miscela venefica che nulla ha di ‘esplosivo’, a parte il fragore dei peti coi quali ammorba l’etere.
Sono gli avanzi di popolo, compostati in gentismo; pattume delle ragione, percolato nelle discariche virtuali di un non-luogo digitale, dove dare forma ai loro inferni immaginari. Insomma, una scatola vuota da riempire con pulsioni irrazionali, ossessioni paranoiche, rancori ribolliti nell’astio delle proprie distorsioni cognitive, e pensierini minimi mutuati dalla retorica pubblicitaria.
E se l’imbecillità è fenomeno assolutamente trasversale nelle sue espressioni, sarà poi davvero una casualità che le ribollenti cloache del sovranismo si siano rivelate il collettore privilegiato degli umori più fetidi di una nazione infetta?
Nell’Italietta nostalgica e fascistoide, ora appestata dal germe nazi-populista, il terrore dell’Uomo Nero è stato esorcizzato con l’adorazione dell’Uomo in nero, ovviamente riadattato ai gusti pacchiani ed alla volgarità del tempo presente, attraverso l’eucaristia mistica col corpo del sovrano, sogno proibito delle cagne rabbiose del fascioleghismo in calore…

Ecce HomoEcce Homo!

Ovverosia, lo sozzo borraccione, lascivo e pantagruelico, che colleziona divise e crocifissi, tra accessoristica segnaletica su felpa, raccolte di citazioni ducesche, camicie nere, e soprattutto fondi neri dalla Russia con fervore.
Salvini e GattiniÈ l’aspirante reginetta dei social che infesta ogni piattaforma disponibile con la sua muta sbavante di ultrà da tastiera in pieno deliquio orgasmico, contribuendo ad elevare la qualità dei contenuti, tra un’abbuffata e l’altra.
Va da sé, che da una bocca così può uscire davvero di tutto…
Una persona a malapena normodotata, giusto un’unghia sopra la soglia del sottosviluppo mentale, sa benissimo che (TUTTI) gli ospedali sono aperti 7 giorni su 7, per 365 giorni all’anno (festivi inclusi), 24h su 24h. Perciò, per scrivere simili cazzate, vuol dire che non hai alcun argomento a disposizione (plausibilissimo); oppure sai e consideri il tuo elettorato composto da inguaribili cazzoni (in malafede), senza alcuna possibilità di recupero.
Ed in tal caso non c’è ricovero che tenga!
Che poi è solo la punta dell’iceberg di una disinformazione strategica, nella continua manipolazione delle notizie, distorsione dei fatti, e falsificazione costante della Storia fino alla negazione della stessa. Giusto per dimenticare.
E che si autoalimenta di contributi indotti, per spirito di emulazione, da parte di chi non sa nulla e sproloquia su tutto.
È la catechesi di una folla di casi umani implotonati dietro al Mussolini di ghisa, tanto vogliono essere ipnotizzati dalle sue fanfaluche.
Quindi inutile meravigliarsi (ma anche sì!) dell’incredibile livello di minchioneria assortita, dabbenaggine, e vero e proprio ritardo mentale che sembra affliggere una pletora di incontinenti coglioni fuori scala dal commento compulsivo.
Gente incapace di capire ciò che legge, e finanche di vedere, ciò che va commentando senza posa, tanto è incontenibile la smania di correre a cagare la stronzata fumante di turno e fugare ogni dubbio sulla natura testicolare dei commentatori, nonché il (grave) ritardo cognitivo che affligge la loro condizione di disturbo psicopatologico.
Sono i nazi-patrioti italioti, in guerra soprattutto con la lingua italiana, prima ancora che con la ragione…
C’è la cretina (e qualche altro migliaio non da meno) che saluta i ciechi agitando le manine, sicura com’è che possano vederle e commuoversi assieme a lei per tanto entusiasmo.
C’è quella in astinenza da complotti, mentre si produce in interpretazioni cabalistiche sull’avvento dell’Anticristo.
C’è quell’altro ritardato mentale che confonde un quotidiano per l’altro, tanto sono tutti “giornaloni” e lui ha un solo capitone da leccare sempre.
C’è quell’altro ancora che davvero crede che il Presidente della Repubblica si esprima come il suo ubriaco da bar preferito (lo trova normalissimo), convinto che Mattarella faccia serata in discoteca ad Ibiza!

Ci sono pure quelli che scambiano un evidente fotomontaggio, con tanto di gioco di parole, per realtà… Pensano che una roba del genere possa esistere per davvero. La scambiano per vivisezione. E si indignano!! Allora ti rendi conto che il bacino in cui pescare è potenzialmente infinito.
Però ammettiamolo… almeno ci regalano un sorriso. Questa è gente che ha il magico potere di riuscire ancora a stupirci. Quando si pensava fosse stato raggiunto il fondo, questi iniziano a scavare ancora più in basso. Perché la merda sembra non bastare mai, tanto piace loro. La cercano e la gustano con avidità voluttosa…
E allora perché mai negargliela, in tutta la sua bulimica abbondanza?!?

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(126) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , on 30 agosto 2019 by Sendivogius

Classifica AGOSTO 2019”

“Io ve lo dico davanti a tutti e lo dirò per sempre. Io mi sono stancato, e lo trovo perfino umiliante, di dire che non intendo favorire nessuna alleanza o accordo con il Movimento 5 Stelle. Li ho sconfitti due volte e non governo con loro. Imparassero a sconfiggerli chi mi accusa di questo, non il contrario”.

Nicola Zingaretti
(03/02/2019)

In effetti, sarebbe imbarazzante. E tanto pure! Ma per provare imbarazzo, bisognerebbe innanzitutto avere vergogna. E questi per fortuna (loro) non ne hanno nessuna.
In quanto all’umiliazione… be’ lasciamo perdere: governo di cambio con Giggino ministro, programma invariato (il suo), e stesso premier di prima, il caro “Giuseppi”, che nel ricevere il mandato esplorativo riesce a non pronunciare mai la parola PD, da cui però si aspetta i voti fondamentali per il suo governo bis, purché in sordina. Sai, sempre per quella storia del “Partito di Bibbiano”?!? A proposito, della querela si sa più niente? Bacetto e pace fatta?!
Squadra vincente non si cambia! Giusto en passant, si tratterebbe dei medesimi “parolai, schiavi e buffoni” (ancora il 30 Luglio a proposito dei M5S), con Giuseppe Conte presidente del consiglio, avvocato del popolo e demiurgo del nuovo umanesimo, che poco ci mancava dovessero essere deferiti al tribunale dell’Aia per crimini contro l’umanità.
Era solo il 26 Luglio 2019 per una di quelle calde notti d’estate al gran circo dell’orgoglio piddino, in cui le sue 1500 correnti, ognuna con la sua mozione, si danno convegno con seguito di nani, ballerine, pinocchietti col naso di nocciolina, inossidabili cachicchi democristiani, mandarini dorotei, funzionarini di quarta e quinta fila del Partito che fu, funamboli del trasformismo acrobatico, al tavolo dell’ultima cena per baciare il fratello del Commissario Montalbano, a sottoscriverne compatti la relazione granitica come un’unica linea del Piave, nell’incrollabile certezza di resistenza ad oltranza, contro le inenarrabili nefandezze del Governo Conte (un omonino probabilmente)…

«Il governo è stato protagonista di politiche fragili che su tanti temi non hanno prodotto nulla. Una strategia che alla fine ha isolato l’Italia e ha cancellato dall’agenda paese il mezzogiorno d’Italia. La fase attuale è caratterizzata da totale incertezza. Io credo che sicuramente in questa ultima crisi abbiano influito i risultati catastrofici prodotti in 13 mesi di governo. A cominciare dal dato drammatico del blocco della crescita, di fatturati di imprese che calano, dell’aumento della cig che ogni giorno fa annunciare drammatiche crisi aziendali. Prevale rispetto a questo complesso di questioni una percezione di fuga del governo dalle proprie responsabilità.
[…] Noi non perseguiamo un’alleanza con i 5 stelle, non è nelle intenzioni né è mai stato un nostro obiettivo, non lavoriamo a una crisi parlamentare per fare un governo con loro. Fra l’altro, questa discussione inizia ad essere vecchia, superata dalla storia. Si sta verificando quello che ho sempre creduto: Lega e M5S non sono un monolite, hanno aggregato forze sociali e approcci diversi e questa affermazione non è l’anticipazione di accordi di governo.
Il M5S sta deflagrando sotto il peso della responsabilità di governo e anche per la nostra offerta politica, il loro elettorato, come abbiamo visto nelle elezioni amministrative, non si somma più automaticamente all’elettorato della Lega. Dobbiamo disarticolare il blocco gialloverde per un’alleanza nuova, di centrosinistra civico da costruire nel Paese. La nostra è una missione fondativa

Nicola Zingaretti
(26/07/19)

Ancora il 9 Agosto, lo Zinga tuonava:

«Conte, Salvini e Di Maio hanno fallito e messo l’Italia in ginocchio. Ora scappano per paura della manovra finanziaria, perché non sanno cosa fare. Avevano promesso una rivoluzione hanno combinato un disastro: l’Italia ha crescita zero, è esplosa la cassa integrazione, la produzione industriale cala e il debito pubblico è esploso. L’Italia nel mondo è isolata come non mai e non contiamo più niente. Non ci sono i soldi per fare la manovra economica. Il rischio è fare nuovi debiti o nuovi tagli o nuove tasse. Hanno paura di ammettere i loro errori e scappano.
Non è solo la fine di un governo è la sconfitta del populismo al governo. La cultura dell’odio e del rancore ha fallito, non è la soluzione.
Ora bisogna ridare la parola agli italiani. Occorre una nuova visione e un nuovo programma. Per salvare e cambiare l’Italia: investimenti per le infrastrutture verdi, scuola e sanità per creare lavoro.
L’Italia è più bella e più forte di quello che abbiamo visto in questi mesi e noi abbiamo il compito e il dovere di farla vincere

Poi per fortuna è arrivato il soccorso rosso, con tutto il carrozzone al seguito per tenere in piedi la baracca. Fosse mai che un tale patrimonio potesse andare disperso!
Sono bastate nemmeno due settimane per cambiare idea.
In realtà il Piccolo Fratello del Commissario Montalbano non voleva… è che l’hanno costretto, poverino. Lui la visione ce l’aveva pure, ma è anche il segretario per caso di una grande comunità: il partito dei responsabili, e per questo sempre pronti a sacrificarsi per una poltrona. È questione di serietà e soprattutto coerenza.
Insomma, loro avevano pure votato in massa la “Relazione del Segretario” (tanto vale come coriandoli al vento), ma poi ci si è messa l’Europa, la CEI, il Vaticano tutto, il Presidente della Repubblica, e persino Donaldo Trump, i Mercati, lo Spread, i padri ig-nobili del partito bestemmia, Nembo Kid, l’Uomo Ragno e pure Topo Gigio… E insomma, a uno puoi anche dir di no, ma se te lo chiedono tutti insieme e così insistentemente vuoi forse negare loro di dar via il culo?!? Qualcuno poteva rimanerci male, in caso di rifiuto.
È una questione di credibilità istituzionale. Ne va del buon nome del partito!
“Lo abbiamo fatto perché sennò le destre neo-fasciste vincevano le elezioni.”
Invece dopo, eh?! Dopo un simile tuffo nel vuoto, una marcia trionfale del rinato Fronte Popolare!?!
“Lo abbiamo fatto perché, sennò nel 2022 (fra tre anni!) le destre neo-fasciste eleggevano il nuovo presidente della repubblica”.
Perché davvero c’è qualcuno convinto che ‘sto indicibile accrocco senza capo né coda durerà più di tre mesi?!? Ammesso e niente affatto concesso che veda mai la luce…

Hit Parade del mese:

01. SENSO DI RESPONSABILITÀ

[28 Ago.] «Abbiamo scelto la via della responsabilità. Abbiamo messo prima gli interessi ed i bisogni degli italiani.»
(Nicola Zingaretti, ennesimo responsabile)

02. ATTO DI SERVIZIO

[28 Ago.] « Questo governo è un atto di servizio al Paese, innanzitutto»
(Matteo Renzi, il Disinteressato)

03. LE PORCHE MADONNE!

[20 Ago.] «Per il popolo Italiano chiederò la protezione del Cuore Immacolato della Vergine Maria finché campo! Ne sono ultimo e umile testimone, l’ultimo degli ultimi!»
(Matteo Salvini, il Madonnaro)

04. CAZZATE AL VENTO

[18 Ago.] «Mancano solo quattro giorni e finalmente taglieremo 345 parlamentari. Grazie a questo taglio faremo risparmiare MEZZO MILIARDO di euro ai cittadini, 100 milioni di euro all’anno e 300 mila euro al giorno. Soldi da spendere in servizi per gli italiani, in nuovi cantieri, scuole moderne e trasporti pubblici.»
(Luigi Di Maio, il Capoccetta politicante)

05. LO SPIRITO PIÙ ELEVATO

[23 Ago.] «Sembra che nessuno voglia perdonare a Conte la sua levatura ed il fatto che ci abbia restituito una parte della dignità persa di fronte al mondo intero.
Ha reso possibili delle riforme che questo paese aspettava dai tempi dell’Antica Roma. Ci ha ricordato il senso e l’importanza delle parole (quando hanno importanza e senso) e allora?
Se dimostreremo la capacità di perdonare le sue virtù sarà un passo in avanti per il paese, qualsiasi cosa che preveda di scambiare lui, come facesse parte di un mazzo di figurine del circo mediatico-politico, sarebbe una disgrazia. Ora ha pure un valore aggiunto… l’esperienza di avere governato questo strano paese… benvenuto tra gli Elevati.»
(Beppe Grillo, l’Elevatore)

06. LA VOCE DELL’OSPIZIO

[28 Ago.] «L’Italia ha urgentemente bisogno di una svolta liberale e liberista, basata su una riforma della Giustizia in senso giustizialista.»
(Silvio Berlusconi, Essere mitologico)

07. BOIA CHI MOLLA!

[27 Ago.] «Onore e Libertà valgono più di 1.000 ministeri. Non si molla, mai!»
(Matteo Salvini, il duce di ghisa)

08. MAGNA CHE TI PASSA

[24 Ago.] «Zabaione! Con tanti saluti alle diete»
(Matteo Salvini, l’Obeso)

09. QUANTO SEI MASCHIO!!

[14 Ago.] «Non mi sono mai piaciute quelle persone che fanno gli amici di tutti. Per me l’amicizia è una cosa seria. È una cosa fondamentale nella vita. I veri amici sono sempre leali. D’ora in poi chiamiamoci con nome e cognome.»
(Luigi Di Maio, puttana politica)

10. LE ULTIME PAROLE FAMOSE

[28 Ago.] «Oggi Salvini esce politicamente di scena»
(Matteo Renzi, il Profeta)

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SLIDING DOORS

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , on 24 agosto 2019 by Sendivogius

Come tutti i moti ciclici, più o meno perpetui, anche la rivoluzione del sedicente “governo del cambiamento” (o di cambio?) volge al termine della sua rotazione, dopo aver fatto moVimento (o ammuina?!), per ritornare al punto di partenza nell’eterno ritorno al sempre uguale, salvo il continuo giramento di palle che questo produce.

Va da sé che presto assisteremo alla fine di questa miserabile pantomima trasformista; francamente troppo, persino per gli standard pure infimi della ‘politica’ italiana…

 Il duce di ghisa che sbaglia clamorosamente tempi e modi per aprire la crisi di governo, inseguendo il vento volubile (e mutabile) dei sondaggi, misurati a colpi di like su facebook, mentre rivendica i “pieni poteri”. In realtà, chiagne e fotte, perché mentre usa il governo come fosse roba sua, al contempo si lagna di avere le mani legate dai troppi veti di quello che è stato il suo principale alleato, ed inseparabile compare, che si è acconciato fin da subito a fare da zerbino. È singolare che ad aprire la crisi sia stato proprio LVI che si comportava già come fosse il vero capo del governo, travalicando ruoli e competenze ministeriali, praticamente incontrastato, imponendo l’agenda leghista ad un esecutivo ben meno che remissivo, salvo ritrovarsi tra l’incudine ed il martello non sapendo bene che cosa fare una volta rotto il giocattolo per azzardo. E naturalmente è tuttora abbarbicato agli scranni ministeriali, che non ha alcuna intenzione di mollare.

 Un partito bestemmia che si acconcia a prendere il posto dei nazisti della padania, neanche un’ora dopo l’apertura informale della crisi, dopo aver rivendicato per mesi l’assoluta ed irriducibile indisponibilità ad ogni forma di accordo. Lo fa ovviamente “per senso di responsabilità”, mica per altro. Tanto per non smentirsi mai, la circostanza si è subito tradotta nell’ennesima occasione per scatenare le faide intestine e le ripicche personali all’interno di un partito nato morto, con una desolante resa dei conti da guerra feudale tra cacicchi, tutti contro tutti, dopo il catastrofico matrimonio di interessi tra post-democristiani ed ex-PCI, in una luna di fiele che sembra non finire mai, tra lo squallore generale.

Massimo sponsor dell’operazione di intesa, e ritrovata ‘intelligenza’ col nemico di sempre, è quel Matteo Renzi che, esauriti evidentemente i pop-corn, ha colto l’occasione per logorare l’evanescente leadership del partito (se Zingaretti dice bianco, Renzi dice nero; se Zingaretti dice nero, Renzi dice bianco), riciclandosi nel ruolo di guastatore a tempo pieno e intanto prendersi tutti i mesi necessari per completare una scissione imminente, ma non ancora pronta, in vista di una campagna elettorale giunta troppo in anticipo.

A mal vedere, quale migliore occasione, per avvelenare i pozzi e fare terra bruciata dentro al devastato PD, onde eliminare ogni possibile concorrenza futura? Oppure, in alternativa, può sempre comandare sulle macerie del partito, dopo essersi ripreso la leadership di ciò che ancora resterà di questo aborto doroteo.

Ed in vista dell’obiettivo, conduce un dilaniato PD allo sputtanamento finale: un governo di rottura con Giggino Di Maio premier (!!), insieme allo stesso partito (ops! MoVimento!) che ha sostenuto e votato senza colpo ferire praticamente tutto ciò che l’Altro Matteo ha imposto in un anno di governo, assicurandosi la golden share dell’esecutivo. Notare l’incredibile acume politico di chi vuole stabilire un’alleanza organica insieme a quanti, con compiacente collaborazionismo e complicità, hanno tirato la volata ad un partitucolo neo-nazista, portandolo alla soglia del 35% dei consensi potenziali e ingenerando nel paese un clima da guerra civile, diventando l’Hugenberg del nazi-leghismo.

Nessuna revisione critica, nessun riconoscimento reciproco, nessuna reale intesa di sostanza, solo un mero patto di potere redistributivo, nel cupio dissolvi dell’ennesima manovra di palazzo, dove uno vale l’altro.

Quando si dice “discontinuità”.

 Eppoi vabbé! Ci sono appunto Loro: i duri e lindi, i meravigliosi pupazzi animati della Setta del Grullo, gli invasati fanatici dal vaffanculo facile e dell’incontaminata purezza, venuti a mondare la Ka$ta dai suoi peccati, per diffondere il Verbo del V@te® e portare la penitenza tra i reprobi indegni della salvazione, in un grande autodafé collettivo. Peccato però che in un anno di governo abbiano svenduto culo e anima (più il primo a ben vedere) per un pugno di poltrone, col “capo politico” ridotto a fare lo scaldaletto dell’unico vero padrone dell’esecutivo: esempio compiuto di prostituzione politica senza protezioni per disperazione, nel terrore di doversi poi cercare un lavoro.

E persa da tempo ogni verginità, ora la Setta sarebbe disposta ad allearsi con chiunque, pur di non perderle quelle poltrone e restituire finalmente all’anonimato quell’imbarazzante pletora di falliti, spiantati vari, e spocchiosi incompetenti, spezzando l’incantesimo irripetibile che ha portato simili incredibili casi umani in ruoli apicali con una manciata di clic.

Alla fine del giro, dopo la scappatella col morto, è abbastanza scontato che le puttanelle a cinque stelle torneranno presto al vecchio talamo coniugale ed all’usato sicuro, rimesso collare e guinzaglio, nel connubio riuscito con chi è sempre stato a Loro più affine, magari ridimensionando gli eccessi testosteronici di un LVI rimasto frastornato dall’avventatezza delle scelte e ridotto ultimamente a pomiciare con un crocifisso, in ostentata fregola da madonne.

E tutto riprenderà a girare come prima, in un’edizione rivista e corretta del precedente governo, tra i ritrovati amanti ed urne un po’ più lontane.

Che la farsa continui!

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Il Dittatore del Libero Stato di Papeete

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , , , , on 9 agosto 2019 by Sendivogius

È più forte di LVI…
Venuta meno ogni finzione democratica, foss’anche residua, oramai non ci prova neanche più a dissimulare l’incontinenza delle sue pulsioni fascistoidi in piena peristalsi, calcando la parodia ducesca con la quale ci ha ormai abituato da tempo, tra pose volitive e comparsate sui balconi, convinto di essere diventato il padrone di un’Italia di merda (aveva ragione!), sempre pronta a vendersi sull’onda infallibile di qualche sondaggio.
Pensa di convocare il Parlamento a camere chiuse; decide LVI quando si vota e come. Invoca “ordine e disciplina” (evidentemente la gita alla spiaggia fascista di Chioggia ha fatto scuola, una ventina di kg in meno fa) e se ne frega bellamente delle regole costituzionali, come di tutto il resto.

Apre una crisi al buio nella vigilia di Ferragosto, mentre pretende di stabilire la data delle prossime elezioni, convinto si tratterà di un plebiscito che lo incoronerà Dittatore del Libero Stato di Papeete alla sagra del porco.
Si appella al suo popolo dei selfie e reclama per sé i “pieni poteri”.

«Chiedo agli italiani, se ne hanno la voglia, di darmi pieni poteri per fare quello che abbiamo promesso di fare fino in fondo, senza rallentamenti e senza palle al piede.
Poi siamo in democrazia: chi sceglie Salvini, sa cosa sceglie

Appunto!
Questo perché i “pieni poteri” implicano l’accorpamento del potere giudiziario, esecutivo, e legislativo (la cui separazione ed indipendenza è alla base di ogni democrazia liberale degna di questo nome), per lasciar spazio ad un regime dittatoriale. Ovviamente, la nostra Costituzione non lo prevede, se non in caso di guerra (Art.78), parlando però anche in questo caso di “poteri necessari” e mai pieni, ovvero totalitari Giusto a proposito di democrazia e rispetto delle regole.

«Dobbiamo fare in maniera veloce, compatta, energica, coraggiosa quel che vogliamo fare. Non è più il momento dei no, dei forse, dei dubbi. E, beninteso, non mi interessa tornare al vecchio: se devo mettermi in gioco lo faccio da solo, e a testa alta. Poi potremo scegliere dei compagni di viaggio, certo. Gli italiani hanno bisogno di un governo che faccia

Vecchia storia quella dell’attribuzione dei “pieni poteri”, coi suoi precedenti illustri…
Ci avevano già pensato a suo tempo un certo Adolf Hitler, che se li concesse per decreto (era il 23 Marzo del 1933). E ovviamente lo stesso aveva fatto ancor prima quell’altro indigesto insaccato, in arte “duce”, finito a stagionare appeso in Piazzale Loreto. E si sa: uno come Salvini della porcilaia fascista non butta via niente, perché nulla è rimesso al caso…

«Chiediamo i pieni poteri perché vogliamo assumere le piene responsabilità. Senza i pieni poteri voi sapete bene che non si farebbe una lira – dico una lira – di economia. Con ciò non intendiamo escludere la possibilità di valorose collaborazioni, partano esse da deputati, da senatori o da singoli cittadini competenti. Abbiamo ognuno di noi il senso religioso del nostro difficile compito, il Paese ci conforta e attende, e non gli daremo ulteriori parole, ma fatti

Benito Mussolini
(16/11/1922)

Ci sarebbe quasi da pensare che la democrazia italiana stia vivendo la sua ora più nera (nel senso più stretto del termine), col Capitano di un partito apertamente fascista, che non fa più niente per nascondere la sua appartenenza post-nazista, nell’ora delle decisioni fatali.
Poi però guardi l’adunata adiposa del Papeete Beach, col “Canto degli Italiani” remixato da deejay Capitone

Sguisci via dal groviglio untuoso di corpi sudati in un baccanale ‘sovranista’… tra manzi tatuati e i bikini leopardati al posto dell’orbace… insieme all’immancabile pattuglia di troioni da sbarco che agitano tette e culi; mentre il Capitone sventola rosari, si raccomanda alle madonne, e intanto si scaccola col crocifisso sbavandoci sopra…
E allora capisci che non c’è davvero niente di serio di cui preoccuparsi.

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(125) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , on 3 agosto 2019 by Sendivogius

Classifica LUGLIO 2019”

Interdetta alla balneazione parte della riviera romagnola, per contaminazione da Escherichia coli
Troppi stronzi in acqua!

Hit Parade del mese:

01. UNO VALE ZERO

[22 Lug.] «Per i consiglieri comunali abbiamo deciso di introdurre il cosiddetto “Mandato Zero”. Che cos’è il mandato zero? È un mandato, il primo, che non si conta nella regola dei due mandati. Un mandato che non vale»
(Luigi Di Maio, meno di zero)

02. COME COZZE SUGLI SCOGLI

[24 Lug.] «Avevo promesso che mi sarei dimesso se la Tav fosse passata. Non era un ricatto, l’avevo detto d’impeto… Qualcuno poi mi ha fatto notare che se mi dimettessi ora non conterei più nulla, invece bisogna restare in Parlamento per continuare a osteggiare quest’opera inutile e dannosa. E, in fondo, a dimettersi dovrebbero essere tutti gli altri 5 Stelle, non io che sono rimasto coerente.»
(Alberto Airola, il Coerente)

03. LA NOTTE DELLO SCIACALLO

[18 Lug.] «Io con il Partito di Bibbiano non voglio avere nulla a che fare, con il partito che in Emilia Romagna toglieva alle famiglie i bambini con l’elettrochock per venderseli non voglio avere nulla a che fare.»
(Luigi Di Maio, una miserabile merda)

04. LA SAMARITANA

[29 Lug.] «Ho chiesto più volte ai partiti di smetterla di alimentare odio, che poi si ripercuote nelle strade.»
(Paola Taverna, la Pacificatrice)

05. L’IGNORANZA AL POTERE

[05 Lug.] «L’Italia può e deve essere protagonista di una nuova stagione di multilateralismo sincero e concreto. Possiamo esserlo perché non abbiamo scheletri nell’armadio, Non abbiamo una tradizione coloniale, non abbiamo sganciato bombe su nessuno, e non abbiamo messo il cappio al collo di nessuna economia.»
(Manlio Di Stefano, Scimmia nuda)

06. CERTEZZE METAFISICHE

[16 Lug.] «La Russia non ha dato nessun finanziamento alla Lega, ne sono sicuro. Mi è stato assicurato direttamente dal presidente Vladimir Putin.»
(Silvio Berlusconi, il Garante)

07. FUMO DI PIPPA

[02 Lug.] «Si può continuare a vivere in una dimensione politica in cui c’è il record di occupati, merito del Jobs Act, e il governo della propaganda nasconde il grande risultato della nostra riforma?»
(Matteo Renzi, imbarazzante cazzaro)

08. FACILITATORS

[12 Lug.] «La chiave per coinvolgere più persone nel Movimento è nell’organizzazione, che non sia fatta di decisori del Movimento ma di facilitatori.
Tante persone si occupano di alcuni temi, ma chi è che coordina le azioni di tutti? Non ci sono persone dedicate. Con la nascita di un’organizzazione nazionale mettiamo mano a problema per rendere più efficace il Movimento sul territorio. Il ruolo dei facilitatori sarà quello di occuparsi di temi specifici in un nuovo gruppo nazionale del Movimento che si chiamerà ‘Team del futuro‘: sarà composto da 12 persone e si occuperà di progettare e organizzare il futuro del Movimento nei prossimi 10-20 anni»
(Luigi Di Maio, Supercazzolaro)

09. UNA CAGATA PAZZESCA!

[21 Lug.] «Questa sera, alle 21.15, su Sky Atlantic andrà in onda “L’Altro Mondo”, il film-documentario sul viaggio che ho fatto con la mia famiglia in Centro America. È un documentario che non ha nulla a che vedere con la politica, semmai spiega le ragioni delle mie scelte. È un racconto di vita, sociale direi, su un pezzo di mondo meraviglioso, un mondo esplorato e raccontato viaggiando con un bimbo di pochi mesi. Buona visione, poi ditemi cosa ne pensate.»
(Alessandro Di Battista, Fancazzista a tempo pieno)

10. FALLIMENTO PARTECIPATO

[18 Lug.] «Per la prima volta a Roma stiamo sperimentando un bilancio partecipativo che coinvolge l’intera città e i suoi Municipi.»
(Virginia Raggi, la Madonnina dolente)

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L’IMBUCATO

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , on 13 luglio 2019 by Sendivogius

Pecunia non olet. E la “politica”, com’è noto, ha i suoi costi… nonché i suoi prestigiatori: gente che ti fa sparire sull’unghia 49 milioni di euro, nel round the world di una immensa partita di giro del riciclaggio organizzato… un po’ alle Isole Cayman, qualche altro milione in transito per Cipro, o nel Granducato di Lussemburgo, o nella Repubblica di S.Marino…
È che i soldi (coma la patonza) devono girare… per poi (chissà?!) ricomparire in mazzi (mazzette?) separate: oggi una fiduciaria svizzera, domani una holding offshore, e magari dopodomani un’Anstalt in Liechtenstein… Oppure accreditati sul conto corrente di una barista di Clusone, meglio se per “promuovere le attività del gruppo della Lega al Senato sui canali social”, tra uno spritz e uno shottino; di certo è la scelta più consona alla dimensione pecoreccia del leghista di provincia, con movimentazioni bancarie a portata di cognata e di cassa.
Se scoperti col malloppo, te lo possono sempre restituire a rate mensili… 81 anni possono bastare. E siccome i quasi cinquanta milioni di finanziamento pubblico scomparsi nei rivoli occulti di privatissimi cazzi sembravano pochi, ci serviva giusto una bella iniezione di liquidità fresca con l’oro colante di Santa Madre Russia, per ravvivare la “Bestia” e tutto il resto dello zoo… Ammesso che altri 65 milioni di cresta possano bastare alla Lega di greppia e di governo, la quale (dai tempi in cui imboccò la tangente per ENIMONT) ha sempre dimostrato un debole per le funzioni trigonometriche, con le triangolazioni al posto dei triangoli. E tutto questo, senza che l’altra Banda degli Onesti nel Movimento di Puri se ne sia mai data troppa pena, nell’orgoglio che anima l’imbarazzante capetto politico al capezzale di governo e che si ispira direttamente alle tre scimmiette. Perché una poltrona al ministero fa miracoli; uno stipendio in parlamento anche di più.
Uno dei prestigiatori di (in)successo è Gianluca Savoini, da almeno trent’anni nella corrente di risacca post-nazista, che ha trovato nella Lega il suo alveo d’elezione. Classe 1963 da Alasso, si forma politicamente nei circolini dell’estrema destra nazionalsocialista e nel 1991 si iscrive alla Lega Nord, sotto la cappella dell’ordinovista Mario Borghezio. Nel 1997 entra nella redazione de La Padania, dove si fa subito notare per le nostalgie hitleriane. Lui si definisce ‘cattolico’, ‘conservatore’ e ovviamente identitario. I suoi ex colleghi lo ricordano come un “nazista mimetizzato da democristiano”, con una gran passione per Aleksandr Dugin, oltre alle solite paccottaglie evoliane.
Beccato a trescare (come pare d’abitudine) con un gruppo di faccendieri russi, per ritagliarsi una lucrosa stecca su una compravendita di idrocarburi coi soldi di ENI, nell’intenzione di finanziare coi milioni accantonati l’internazionale nera del fronte sovranista per costruire un grande “impero eurasiatico”, il camerata Savoini rischia di finire più miseramente come il Mariuolo di Bettino.
Giornalista, Presidente dell’Associazione culturale “Lombardia-Russia”, Direttore responsabile della rivista politico-culturale “Logos”, esperto di geopolitica (dice lui), Gianluca Savoini è il grande imbucato della relazioni internazionali: ovunque ci sia un incontro bilaterale con personaggi legati all’idolatrato Putin, o con esponenti del governo russo, Savoini c’è. Sempre.Per Giancarlo Giorgetti aspirante commissario UE è un “fanfarone”. Matteo Salvini fa finta di non conoscerlo, anche se Savoini l’ha accompagnato in tutte le sue trasferte russe degli ultimi 4 anni (è il suo promoter travel?). E proprio al Capitone compare avvinghiato in dozzine di foto, che li ritraggono insieme (a sua insaputa, è ovvio); salvo essere liquidato ora come un Gabriele Paolini qualunque.

Peraltro, lo stesso Salvini ha partecipato ripetutamente agli incontri organizzati dall’Associazione culturale di Savoini, che peraltro ha il suo domicilio nello stesso palazzo dove la Lega detiene la sua sede. Evidentemente, il “Capitano” doveva aver sbagliato ingresso. E di Matteo Salvini, il nazionalsocialista Savoini è stato anche portavoce, sempre ad insaputa del diretto interessato, dopo la nomina a segretario federale.
Pertanto, a che titolo e perché il Gianluca Savoini partecipasse ai vertici ufficiali con lo zar Vladimir Vladimirovič, il Capitano proprio non lo sa e non se ne capacita. LVI fa il Ministro dell’Interno e si occupa di cose serie…
Peccato solo che non ce ne fossimo mai accorti.
Ad ogni modo, LVI ha parlato. E perché dovremmo dubitare della sua parola?!?
La spiegazione è in realtà semplicissima: Savoini si trovava a passare lì per caso…
E già che c’era, ha pensato bene di prendere posto in prima fila al tavolo degli invitati, sfuggendo ad ogni controllo di sicurezza, ogni volta gli si presenti l’occasione. Forse voleva solo scroccare il buffet.

Nessuno, non il ministro delle interiora, non il bamboccio napoletano travestito da vicepremier, non il presidente del consiglio si sono minimamente chiesti chi fosse ‘sto tizio e perché diamine fosse onnipresente, con al collo il pass delle persone autorizzate dalla delegazione italiana. Il mistero regna ‘sovrano’, per l’ennesimo segreto di Pulcinella.

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(123) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , on 9 giugno 2019 by Sendivogius

Classifica MAGGIO 2019”

 Forse un giorno, quando i fumi tossici della grande sbornia nostalgica saranno stati finalmente smaltiti, qualcuno dovrà spiegare agli zelanti questurini di casa nostra di non essere una milizia privata di partito, al di sopra della legge che interpreta a proprio piacimento, o a discrezione dei propri capimanipolo, immaginando se stessi come una ricostituita MVSN agli ordini esclusivi del loro ritrovato füherino.
Forse un giorno qualcuno ricorderà agli adoranti funzionarini della DIGOS di non essere i nuovi moschettieri del duce e che magari non è che siano esattamente pagati (per giunta coi pubblici denari di tutti), per correre in giro a rimuovere gli striscioni non ossequiosi al Nuovo Ordine, “fotosegnalando” e schedando preventivamente i potenziali sovversivi. È evidente la finalità intimidatoria e nemmeno troppo velata, specialmente quando di spediscono interi plotoni a fare irruzione in appartamenti privati, per rimuovere striscioni con scritte del tipo un “restiamo umani”. Oppure, e peggio ancora, si impiegano intere sezioni ‘investigative’ per stilare dossier riservati contro i magistrati sgraditi al Mussolini di ghisa travestito da bargello, salvo far finta di dissociarsi dinanzi agli “eccessi” (?) di zelo.
 O forse anche no. Non cambierà nulla. Ai nostri birri (si può dire birro, se si ha una concezione feudale dell’ordine pubblico?!?) è sempre piaciuto così e nessuno ha mai fatto notare loro il contrario, giacché nelle questure la Costituzione non è mai entrata e probabilmente mai arriverà.
In compenso, in alta sede, non perdono occasione per rilasciare tweet (oggi va di moda così) quanto meno imbarazzanti…

“Questa mattina, personale impiegato nel servizio di ordine pubblico ha esortato alcuni manifestanti, appartenenti al sindacato della UIL, a rimuovere uno striscione posto su una parete di interesse storico culturale nei pressi del Pincio. Nessuna valutazione è stata fatta circa l’aspetto contenutistico ma si è ritenuto che lo striscione fosse lesivo del decoro paesaggistico”

Ora, lo striscione (tanto infantile quanto innocuo) è questo…
 Ai facinorosi, scortati e sorvegliati a vista dagli Operatori di PS, non è stato dato nemmeno modo di poterlo srotolare lo striscione sovversivo, onde non incorrere nel reato di lesa maestà nei confronti di un tizio che fino a tre anni fa voleva la secessione della fantomatica repubblica di padania, la separazione dai terroni di merda, mentre all’occorrenza col tricolore ci si puliva il culo. Ma adesso che il grasso suino padano è diventato “istituzione”, è tutto diverso…
Vuoi mettere?! Da quando s’è re-inventato ‘sovranista’, tutti i nazifascisti d’Italia sono confluiti nell’Adoremus del figliol prodigo in camicia nera.
In una città come Roma, che ormai galleggia sopra i suoi stessi rifiuti, si è ritenuto (a insindacabile giudizio di un funzionario di polizia) che “lo striscione fosse lesivo del decoro paesaggistico” (!).
Questi invece possono rimanere esposti per intere giornate (e notti), alla faccia del decoro paesaggistico e ( giusto en passant) in violazione di almeno un paio di leggi sull’apologia di reato.
Ma vabbé! Cancellato di fatto il reato, resta l’apologia e basta.
Nevvero Signor Questore?

Hit Parade del mese:

01. UMILTÀ

[30 Mag.] «Sono appena stati pubblicati i risultati della votazione sulla fiducia a me come capo politico. Con 56.127 voti e l’80% di consensi, su Rousseau abbiamo segnato il RECORD ASSOLUTO di partecipazione a una votazione M5s. Ed è anche il RECORD MONDIALE per una votazione online in un singolo giorno per una forza politica. Vi ringrazio tutti e vi voglio bene! Non mi monto la testa, questo è il momento dell’umiltà»
  (Luigi Di Maio, puttana politica)

02. IL SANTO DEL GIORNO

[19 Mag.] «Ci affidiamo ai sei patroni di questa Europa, a San Benedetto da Norcia, Santa Brigida di Svezia, Santa Caterina da Siena, ai Santi Cirillo e Metodio, a Santa Teresa Benedetta della Croce. Affidiamo a loro il destino dei nostri popoli! Io affido l’Italia, la mia e la vostra vita, al cuore immacolato di Maria, che son sicuro ci porterà alla vittoria!.»
 (Matteo Salvini, il Madonnaro)

03. BUONO A SAPERSI

[09 Mag.] «Come segretario generale del SAP Lazio non potevo mancare a questo evento, oramai il connubio tra Lega e Polizia di Stato è diventato indissolubile, anche grazie al ministro Salvini.»
  (Francesco Paolo Russo, Servitore del Partito)

04. ALLARMI SIAM LEGHISTI! (I)
MA NON CHIAMATELI ‘FASCISTI’

[10 Mag.] «Mussolini è stato un grande statista, l’ha detto Churchill e pure Gandhi, quindi io non faccio che inchinarmi. Poi qualche errore il Duce lo ha commesso, ma resta nel mio cuore.»
(Elena Donazzan, cuore nero)

05. ALLARMI SIAM LEGHISTI! (II)
ZERO TOLERANCE

[14 Mag.] «Serve rispetto delle istituzioni: questi continui striscioni non sono più tollerabili.»
(Massimiliano Romeo, il Tollerante)

06. ALLARMI SIAM LEGHISTI! (III)
Problema di democrazia o la democrazia è il problema?

[20 Mag.] «Vediamo quanto ci vuole ancora per capire che in un paese dove un PM può decidere di fare quello che vuole, anche contro il volere di un Ministro, e dove la stampa mostra lenzuola invece del più grande comizio di tutta la campagna elettorale, c’è un lieve problema di democrazia.»
(Claudio Borghi, il Democratico)

07. LOL!!!

[17 Mag.] «Stop censure, viva la libertà di espressione!»
(Matteo Salvini, il Magnanimo)

08. PERSECUZIONI

[11 Mag.] «Massimo rispetto per gli scampati ai campi di concentramento, è un capitolo della storia vergognoso e che mi addolora moltissimo. Loro hanno subito una restrizione della loro libertà, la stessa che sto subendo io»
(Chiara Giannini, l’Agiografa)

09. VUOTI A PERDERE

[17 Mag.] «Noi siamo anche per l’ambiente, non siamo a favore degli assorbenti usa e getta. Ci sono delle possibilità non inquinanti, come le coppette mestruali e i pannolini lavabili.»
(Francesco D’Uva, immancabile coglione a 5 stelle)

10. LA CLASSE NON INVECCHIA

[19 Mag.] «Una volta me ne facevo sei per notte. Adesso non ci crederete, ma dopo la terza mi addormento!»
(Silvio Berlusconi, il Pugnetta)

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I VIVI E I MORTI

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , on 27 Mag 2019 by Sendivogius

«L’Italia sta molto male, e non si rendono conto che senza noi ci sarebbe Alba Dorata, forze di destra che stanno crescendo in tutta Europa. Siamo noi che manteniamo la democrazia. Se cadiamo noi, questo paese rischia

Beppe Grillo
(21/02/2015)

Infatti oggi, grazie alla lungimirante strategia del fu “capo politico” ed i fallimentari innesti digitali al seguito, abbiamo i post-nazisti della Lega ex Nord, i Fascisti d’Italia della sora Giorgia, nonché i diversamente fascisti di Forza Italia, che aggiunti ai già “Oltre-Hitler” del MoVimento superano abbondantemente il 50% del corpo elettorale di un Paese da sempre conservatore, ma che si è riscoperto ben più che reazionario, per collocarsi alla destra del Ku Klux Klan, mentre l’irrestistibile nostalgia del sempre rimpianto Nonno Benito s’è estesa ad una aperta simpatia per il finora trascurato Zio Adolf.
È questo lo straordinario risultato, ed epilogo naturale, dopo un anno vissuto pericolosamente al governo nella schizofrenica opposizione a se stessi.
In quanto allo sdoganamento di Alba Dorata, ci aveva già pensato per tempo la setta degli onesti, nell’ideale prossimità che ne ha sempre contraddistinto le scelte [QUI].
Grazie Beppone! Sei un glande!!
Raccontacela ancora… Com’era la battuta sui politici-zombies?!? Siete moooorti!!!
Chissà mai che ne sarebbe stata della ‘democrazia’, senza il formidabile apporto dei meravigliosi pupazzi animati a 5 stelle, così sapientemente manovrati dalla Casaleggio Associati?!? Sedotti e abbandonati dalle sirene sguaiate del fascioleghismo, a cui hanno retto il moccolo per mesi con supina accondiscendenza, salvo poi riscoprirsi improvvisamente antifascisti (qualche coglione ci ha creduto?!), mentre smottavano rovinosamente nella destra (estrema), catturati dall’orbita salviniana in una pioggia di stelle cadenti, tanto irresistibile si è rivelata l’attrazione per affinità elettive di amorosi sensi.
Il M5S si è ancora una volta dimostrato una condensazione gassosa, sgonfiatasi in fragorosissimo peto, non appena trovata la valvola di sfogo naturale per contiguità ben più che ideale, nell’inconsistenza che gli è sempre stata propria. E quello che doveva essere l’argine all’onda nera, alla riprova dei fatti, si è rivelato essere la miglior emesi in cui la destra più retriva e razzista potesse mai sperare, nel libero rifluire di quei rigurgiti neo-nazisti che da tempo fermentavano nel ventre oscuro di un Paese allo sbando (e terrorizzato a comando), senza più filtri naturali, nella più grande operazione di prostituzione collettiva che i postriboli della politica ricordino.
E fu così che dopo aver tirato la volata alla Lega di Salvini, ne siano stati ampiamente fottuti.

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Questione di chimica

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , on 5 Mag 2019 by Sendivogius

Gira e gira la magica ruota della paura continua ad evocare ed inseguire i suoi fantasmi, mentre alterna spauracchi e punizioni esemplari: Negri… Ruspa… Castrazione… Bacioni!
Se la vita è un balocco, la macchina della propaganda è come una giostra: ruota sempre su se stessa, simulando il movimento attorno ad un perno fisso, pur restando ferma in una struttura immobile.
E dunque, consultati gli aruspici dei sondaggi secondo il trend topic del momento, di cosa si occupa il Ministro della Paura, oggi?
Be’… riassunto in sintesi… attualmente il duce di ghisa smanetta CAZZI.
Perché questo è quello che gli suggeriscono i sondaggi, secondo gli algoritmi che alimentano la “bestia” e fabbricano il tweet del giorno da manducare insieme ai selfie di contorno, col capitano che magna e si adegua come un piazzista imboccato dai suoi stregoni.
Ordunque, il prodotto del giorno da spingere e da pompare, perché a quanto pare tira, è la castrazione (chimica) per stupratori e pedofili (ma solo se ‘recidivi’ e ‘consenzienti’). Pare che, tra pene e peni, contribuisca a gonfiare i sondaggi con l’indice di gradimento elettorale… O almeno questo dicono i grandi esperti del marketing politico.
Ora, sulla scientificità dei sondaggi lasciateci esprimere ben più di qualche dubbio…

1) Un campione di 800 persone, pescate tutt’altro che a casaccio e molestate telefonicamente con domande generiche, in orari nei quali la maggior parte delle persone è fuori casa a lavorare, è tutt’altra che rappresentativo del pensiero e delle intenzioni di voto di un paese con 60 milioni di abitanti.
2) Le persone mentono. Spudoratamente. E Lo fanno perché trovano la cosa divertente; o perché non avendo risposte certe da dare a domande incerte, semplicemente le inventano secondo quello che passa loro per la testa sul momento.
3) La maggior parte dei sondaggi non sono mai ‘neutri’, ma indirizzano le risposte degli “intervistati” verso ciò che il committente vuole sentirsi dire. Perché i sondaggi sono gestiti da società private specializzate e costituiscono uno strumento come un altro per la propaganda di partito. Sono delle forme di orientamento elettorale, stabilendo il trend politico con cui orientare il voto tra gli “indecisi”.
4) Dinanzi ad una qualunque evidenza statistica, i sondaggi si rivelano per ciò che sono: fuffa!

 Altrimenti non si capisce perché un partito dato al 35% come la Lega (o lo stesso PD), nelle ultime tornate elettorali non abbia mai superato in voti reali la metà delle percentuali che pure gli vengono attribuite a livello virtuale, a dimostrazione che certe ascese non sono inarrestabili né irresistibili.

«Difendere i sondaggi affermando che sono un modo per “consultare la saggezza collettiva” equivale a dire di poter estrarre la radice quadrata di uno spazzolino da denti di color rosa
(Marshall McLuhan)

Ma con alcuni funzionano e servono più che altro a galvanizzare la truppa, stretta nei ranghi attorno ai rispettivi “capi politici”, che ogni tanto devono pur lanciare qualche parola d’ordine per attizzare l’attenzione del pubblico.
Va da sé che per le tigri da tastiera che affollano il letamaio nazileghista la castrazione dovrebbe essere rigorosamente fisica: un bel paio di forbici (meglio se arrugginite)… zack! E via, avanti il prossimo! Mentre nel Club del Taglione le Lorene Bobbit si incitano a vicenda e fantasticano castighi medioevali, tra squartamenti, mutilazioni, impalamenti, in un crescendo horror come nei torture-porn coi quali si sono tanto eccitati da adolescenti, tra cumuli di cazzi mozzati ed altre frattaglie sparse in giro.

E sarebbe interessante elencare come tra i castrati illustri ci sarebbero non pochi camerati, che dello strupro più o meno punitivo hanno fatto ben più di una fantasia realizzata dei loro deliri superomistici.
Al contempo, per i militanti di un partito che hanno eletto la violenza sessuale, o l’evocazione della stessa, a must delle proprie conversazioni (anti)social sul web, auspicando lo stupro punitivo dei proprio nemici, questo è davvero il colmo della farsa che segue alla tragedia.

Ovviamente, non sovviene loro che lo stupro non è una questione chimica, ma “culturale”. Che non risponde ad un istinto, ad una pulsione incontrollabile, ma ad una somma forma di disprezzo predatorio, che oggettualizza la vittima defraudandola di ogni dignità umana, riducendola ad una non-persona: un mero strumento di carne, da prendere ed usare a proprio piacimento.
Non ci arrivano proprio che lo stupro è innanzitutto un atto di violenza. E quella a sfondo sessuale la puoi perpetrare in mille altri modi… anche senza cazzo!
Soprattutto, non passa minimamente per le loro striminzite testoline glandiformi, che il miglior deterrente contro gli stupratori ‘recidivi’ è la garanzia di pene certe, applicando semplicemente le leggi che già esistono invece di depotenziarle, o di eludere il reato con interpretazioni demenziali; magari cominciando col tenerceli in galera gli stupratori, invece di gingillarsi con torture ed efferatezze varie… Sarà più efficace la castrazione chimica o il taglione? La mazzolata semplice o con squarto? lo scuoiamento da vivo o la gabbia dei corvi? E avanti con la prossima stronzata!
Che l’elettore medio fosse un potenziale deficiente lo sospettavamo da tempo… ma nel caso dei fascio-leghisti è sempre stata una certezza.
In fondo parliamo di casi freudiani, in perenne oscillazione tra fase anale e fase fallica, senza mai giungere a maturazione. La loro dimensione ideale è il linciaggio, che non praticano ma immaginano. E su questa pornografia forcaiola si trastullano compiaciuti, nell’eccitazione sadica ed innocua che la suggestione proiettiva suscita in loro. Esattamente come quei pedofili, che nel buio delle loro camerette oscure passano in rassegna sul monitor centinaia di immagini rubate e violate di bambini, scambiandosi le figurine della collezione con altri anonimi depravati conosciuti sul web, magari senza mai consumare l’atto in sé, al di fuori delle pratiche masturbatorie di gruppo. Tecnicamente, si chiama “pedopornografia culturale”. C’è reato, ma non c’è penetrazione, né violenza diretta (giacché il contatto con la vittima è assente). Sussiste la complicità però, nel compiacimento del crimine e reiterazione dello stesso. Ma vallo a spiegare ai castratori da tastiera. Che poi c’è stupro e stupro… La percezione cambia a seconda delle convenienze, delle appartenenze, delle provenienze (e del colore della pelle), come si conviene ad una società tribale in piena regressione.

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Oro, Incenso, e MITRA

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , on 22 aprile 2019 by Sendivogius

Ma quant’è bellino il Capitano ogni volta che si tocca il pistolino in cerca di rassicurazioni, quando non si traveste da soldatino per sentirselo duro!
 Pare proprio un Breivik qualunque, mentre se ne sta tutto avvinghiato a qualche vecchio archibugio da sgrillettare in piena estasi guerriera, smanettando in giro i giocattoli scarichi che solerti trafficanti di armi amici suoi gli mettono in mano, alle convention dedicate per la promozione delle vendite, prima di lanciarsi come una ruspa sul buffet da grufolare in diretta facebook, per un trionfo di sughi colanti ad uso selfie.
Sorvoliamo sulla provocazione, velatamente minacciosa per intimidazione preventiva, che lo spin-doctor prezzolato a pubblici denari ha pensato bene di lanciare nel Giorno della Resurrezione, avendo compreso benissimo lo spirito pasquale (mentre in Sri Lanka si contano ancora i morti)…

Tralasciamo l’inquietante somiglianza con altre macchiette abborracciate, per analogie scenografiche che a quanto pare sfuggono alla macchina della propaganda leghista…E sorvoliamo pure sul patetico tentativo di accreditare la versione machista del “Capitano” in armi, pronto a scendere in guerra con lo scolapasta in testa, nella vana impresa di elevare il pupazzone armato ad icona-pop.
Uno così, con quella faccia da onanista compulsivo, al massimo può tirarsi una scarica di mitra sul piede, o mozzarsi una falange infilando il dito nel carrello di armamento, mentre imita i gangsta-rap allo specchio mascherandosi da sbirro; senza capire che per quanto grossa possa essere l’arma da brandire a mo’ di protuberanza fallica, ci sarà sempre qualcuno che avrà un pistolone più grande del tuo…
Uno così, nella trasparenza di come appare, si qualifica per ciò che è: un COGLIONE.
Evidentemente, il modello di riferimento che agita le fantasie armate di un Luca Morisi (il grande esperto di comunicazione) deve essere Al Capone.
Tuttavia, viste le frequentazioni del duce di ghisa, tra boss mafiosi, bancarottieri, ladroni conclamati, razzisti viscerali e vecchi arnesi del nazifascismo di ritorno, è lecito credere che il povero Alphonse potrebbe persino provare un qualche imbarazzo dinanzi ad una simile compagnia. Perché non si seppellisce la merda con il fango: la prima riesce sempre fuori, inconfondibile come l’odore.

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