Archivio per Società

(113) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , on 5 agosto 2018 by Sendivogius

Classifica LUGLIO 2018”

Benvenuti nel fascismo 2.0! Ce n’è per tutti i gusti e tutti i formati, dal momento che non ci facciamo mancare proprio nulla. Ma con un tocco in più, ravvisabile nell’ossessione complottara e soprattutto in un’ondata anti-scientifica, alimentata da un neo-primitivismo antimoderno, che si aggiunge al fascistissimo disprezzo anti-intelletuale e si alimenta di un’ignoranza belluina elevata ad orgoglio di massa, riflettendosi per  osmosi populista nell’irrazionalità dei ceti dirigenti che ne sono diretta emanazione. Non è più questione di qualche rigurgito più o meno abbondante, per il reflusso esofageo di umori gastrici fermentati nel ventre sfatto di un’Italietta nostalgica e vintage, in pieno orgasmo sovranista…
Alimentato da una marea nera montante, qui sono proprio conati verdi a spruzzo giallo, che manco Linda Blair dopo aver ingoiato un idrante impazzito..!
E non basterebbe una confraternita di esorcisti per mettergli un tappo. Forse ci vorrebbe la Suicide Squad precettata al gran completo ed il risultato sarebbe comunque incerto…
In tutto questo, ci si chiede se dalle parti del partito bestemmia, dopo la devastazione renziana, ci si renda ben conto dell’entità della catastrofe che in soli sei anni si è abbattuta sul partitucolo democratico (e fin qui poco male) e sull’intera Repubblica, soprattutto grazie alla Cura Renzi (ma le responsabilità sono ampiamente condivise), in una vera e propria mutazione antropologica che avrà conseguenze profonde sul tessuto sociale del Paese, spazzando via ogni traccia di ‘sinistra’ e sputtanandone anche il nome per i prossimi eoni a venire.
A sentire i ruttini di un’opposizione totalmente rintronata, che sembra appena uscita da uno stupro anale di gruppo (e ancora non s’è capito bene se le è piaciuto!)… che non ha niente di meglio da riproporre se non il solito campionario di fallimenti reiterati e pensierini buoni, sembrerebbe proprio di no.
Perciò, buona estate sovranista a tutti!

Hit Parade del mese:

01. IL SORPASSO

[27 Lug.] «Dobbiamo capire che la democrazia è superata. Che cos’è la democrazia quando meno del 50% va a votare. Se prendi il 30% del 50%, hai preso il 15%. Oggi sono le minoranze che gestiscono i Paesi. Probabilmente la democrazia deve essere sostituita con qualcos’altro, magari con un’estrazione casuale. Io penso che potremmo scegliere una delle due camere del Parlamento così. Casualmente.»
  (Beppe Grillo, l’e_guru)

02. CONNESSIONI DEMOCRATICHE

[23 Lug.] «Oggi grazie alla rete ed alle tecnologie, esistono strumenti di partecipazione decisamente più democratici ed efficaci in termini di rappresentatività popolare di qualunque modello di governo novecentesco. Il superamento della democrazia rappresentativa è inevitabile […] Tra qualche lustro faremo a meno pure del Parlamento»
  (Davide Casaleggio, il Burattinaio)

03. NOI UOMINI FORTI

[19 Lug.] «Il premier sono io e l’indirizzo politico al governo devo darlo io!»
  (Giuseppe Conte, il Pupazzo)

04. LACCIUOLI

[12 Lug.] «Abolire il reato di tortura che impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro.»
  (Giorgia Meloni, Panzetta nera)

05. POLTRONISSIMA

[23 Mag.] «Qualcuno per sentirsi un po’ di sinistra, perché non lo è più, deve attaccare Matteo Salvini considerandolo di estrema destra.»
  (Luigi Di Maio, il Vice-pupazzo)

06. FINCHÉ LA BARCA VA…

[23 Lug.] «L’attività politica non si svolge solo in Parlamento. Si può svolgere anche su una barca. Io l’ho detto fin dall’inizio, anche in campagna elettorale, che il mio ruolo, più che quello di parlamentare, sarebbe stato quello di testimonial a difesa degli oceani. Capisco l’incredulità, ma io l’ho detto fin dall’inizio al Movimento che non volevo fare il parlamentare ma il testimonial per salvare gli oceani dalla plastica.»
  (Andrea Mura, l’onorevole velista)

07. AVANTI C’È POSTO!

[12 Lug.] «Gli italiani mi vogliono re, occhio che torno in politica.»
  (Emanuele Filiberto di Savoia, il Delfino)

08. LIBERA STAMPA

[31 Lug.] «L’indignazione di un uovo in faccia, c’è quanto basta per restare paralizzati mediaticamente, l’unica cosa sensazionale è stata la mira del razzista di merda oppure il caso. Quello che fanno i media è portare la nazione verso il baratro: non avevo mai visto con i miei occhi un così forte condizionamento prima d’ora.»
  (Beppe Grillo, il Democratico diretto)

09. PAZIENTE ZERO

[07 Lug.] «Il PD è stato l’argine al populismo in Italia.»
  (Matteo Renzi, l’Untore)

10. EXCUSATIO NON PETITA

[25 Lug.] «Alexandre Benalla non è il mio amante.»
  (Emmanuel Macron, l’Amante)

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(112) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , on 30 giugno 2018 by Sendivogius

Classifica GIUGNO 2018″

Ci voleva una boccata di aria fresca, dopo la lunga stagione di fritto misto, ripassato nella padella dorotea. Finalmente risorge un’Italia maschia e virile, dai mascelloni volitivi, le palle quadre, e la trippa al vento, che sa come imporsi all’estero, rivendicando il proprio ruolo in Europa e nel mondo contro le demoplutocrazie del perfido giudeo Soros.
Cosa ha ottenuto dunque il cazzutissimo esecutivo gialloverde nell’ultimo vertice bruxellese, dove si discuteva di questioni migratorie?!? Per riassumere in breve: un par de palle!
Fortunatamente per noi, gli impegni sottoscritti sono tutti al condizionale, nell’aleatorietà degli stessi, e non presuppongono alcun vincolo concreto nel doverli mettere in pratica. Altrimenti, l’Italia non solo diverrebbe l’hotspot d’Europa con l’obbligo di accogliere e trattenere ogni immigrato in arrivo dall’Africa (o qualsiasi altra parte del globo), ma si dovrebbe riprendere anche i “migranti economici” espulsi dal resto della UE, che verrebbero ricondotti al “paese di primo approdo” (cioè l’Italia). In concreto, da oggi il ricollocamento dei profughi avverrà solo su base volontaria. Se prima era obbligatorio e nessuno se li prendeva, figuriamoci adesso!
Per il momento, come unico risultato, ci sarebbe la stretta sulle attività di trasbordo delle ONG (e sarebbe pure ora, che davvero non se ne può più!), anche se non serviva un’autorizzazione europea per questo. Malta il divieto di attracco e rifornimento lo pratica già; il Governo italiano ha tirato fuori l’Art.83 del Codice di navigazione, per bloccare (ottimisticamente) il transito delle navi e limitare l’arrivo di una marea di gente che nessuno vuole né sa come sistemare. Perché la realtà (spiacevole o scomoda che sia) è comunque questa. Allo stesso modo, l’intolleranza nasce dalla mancanza di soluzione per un problema vissuto come oggettivo, ma che viene negato nella sua evidenza. E bisognerebbe prenderne atto, al netto di pietismi strumentali e stronzate che francamente non convincono più nessuno, ma indispettiscono tanto sono irritanti nella loro assurdità semantica.

“Ci pagano le pensioni!”

Poi c’è l’impegno, tutto generico, a stanziare mezzo miliardo di euro per l’Africa onde creare piani di sviluppo e contenere le migrazioni. Quando il problema inerente le ondate di profughi riguardava la Germania, vennero subito sganciati (sull’unghia!) 6 miliardi di euro da versare in tranche regolari alla Turchia, con le quali il sultano Erdogan ha consolidato il suo potere assoluto, affinché venissero bloccati i flussi. Da notare che i miliardi non sono stati pagati dai tedeschi (che avevano il problema in casa), bensì da tutti gli europei. Sottolineiamo: 6 miliardi per la Turchia (con 80 milioni di abitanti), 500 milioni per l’Africa, con oltre un miliardo di abitanti (1,2 mld) ripartiti per 54 nazioni. Nell’intermezzo, c’è Macron che ordina l’apertura dei porti italiani e spagnoli al flusso dei migranti e la realizzazione massiva di centri di accoglienza (sempre al di là delle Alpi). I confini francesi (così come i porti) invece rimarranno sigillati, nell’indisponibilità ad accogliere alcunché. È la solidarietà fatta col culo degli altri. Per il presidente francese pare sia una questione di principio.
La Spagna dell’abusivo Pedro Sanchez (l’ultimo dei camerieri sopravvissuti al Patto del Tortellino) si è subito dichiarata indisponibile; dopo l’accoglienza della nave Aquarius, ha già dato: 2700 operatori e una copertura mediatica di 700 giornalisti, per lo sbarco assisitito di 630 migranti, nelle stesse ore in cui l’Italia (egoista e vomitevole) ne faceva approdare quasi duemila, e senza tanti clamori, dopo averne accolti 650.000 in meno di cinque anni. Poi si lamentano che dilagano i nazionalpopulisti!
Una manna per Matteo Salvini, che parla di successone (immaginario) e può (questa volta a ragione) mettere a nudo la pletorica inutilità di una UE senza vergogna per le sue indecenze, costruendoci sopra una carriera politica. Perché un tweet al giorno leva ogni responsabilità di torno.
Ordunque, basta coi vecchi piazzisti di fuffa! Esaurito il tempo delle chiacchiere e dei compromessi, resta la propaganda, nella roboante magnificazione di sé. Da oggi, le cazzate assurgono ad una nuova dimensione “sovranista”, nel ritrovato orgoglio nazionalpopolare dell’Italietta restituita ai fasti retorici di regime.
A mal vedere, pare che la condizione prevalente della politica italiana sia incarnata nel disagio psichiatrico, tanto che per capire la personalità dei nostri sedicenti ‘statisti’ basterebbe sfogliare una copia del DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders). Siamo così passati dal disturbo istrionico di personalità (Silvio Berlusconi), al disturbo narcisistico (Matteo Renzi), e infine col disturbo delirante (Matteo Salvini), mentre la loro interazione prevalente è il bullismo.
Perché è in termini clinici che va preso in considerazione il fenomeno. La Reductio ad Hitlerum non funziona. E non perché il Governo Salvini (Conte e Di Maio sono solo due comprimari di contorno) non abbia connotazioni di chiara impronta fascista.
Non funziona per il semplice motivo che una parte consistente dei suoi entusiastici sostenitori, fascisti lo sono già e se ne fanno apertamente vanto. Di conseguenza, non ne uscirebbero che ulteriormente galvanizzati dalle analogie.
Gli altri vivono in una sorta di esaltazione mistica, che segue sempre l’arrivo dell’omino della provvidenza in cui riporre aspettative spropositate per una dote di promesse illimitate.
Per paradosso, sottolineare i richiami al fascismo di una compagine governativa che tanto eccita i fanclub del grilloleghismo, finirebbe proprio per riabilitarne l’idea e legittimarne l’eredità.
E l’Opposizione allora?!? Sui cadaveri non infieriamo. Il “populismo” l’hanno creato e alimentato loro, quando erano al potere, governando da schifo e gestendo persino peggio la grande recessione economica. Quello che non si perdona loro è la sensazione di aver subito un grande tradimento collettivo, mentre gattonavano felici a braghe calate nei consessi europei a prendere ordini. Diversamente, non avremo avuto l’ascesa del cosiddetto “sovranismo”, che in fondo è una reazione di rigetto verso una classe politica semplicemente indegna, sostituita con un’altra di gran lunga peggiore.

Hit Parade del mese:

01. TRIONFI

[29 Giu.] «A Bruxelles abbiamo ottenuto il 70% delle nostre richieste.»
  (Matteo Salvini, il Diplomatico)

02. ASPETTATIVE

[21 Giu.] «Io mi aspetto già da domenica con i ballottaggi un segnale di ripresa del Pd. Primo perché i nostri candidati sono di gran lunga i migliori, i più affidabili. Secondo perché, forse per la prima volta nella nostra storia, c’è stata una attenuazione delle polemiche interne.
A Pietrasanta, Massa, Pisa con Paolo Gentiloni, piazze piene per i candidati sindaci del Pd in Toscana. Ho buone sensazioni per i ballottaggi del 24 giugno.»
  (Andrea Marcucci, il Renzianissimo)

03. PREVENZIONE

[22 Giu.] «Ritengo che 10 vaccini obbligatori siano inutili e in parecchi casi pericolosi, se non dannosi.»
(Matteo Salvini, il Virologo)

04. GENETICAMENTE COMPATIBILI

[02 Giu.] «Alleanze con la Lega? Fantascienza allo stato puro. I nostri programmi sono inconciliabili. Noi non faremo un’alleanza con la Lega. Sono culturalmente e geneticamente diversi, quindi è impossibile.»
(Roberto Fico, l’Ibridato)

05. ESECUZIONI GENTILI

[18 Mag.] «Cosa farei per questo governo? Mi vedrei bene capo della Polizia. Penso a Fouchet, ci vuole severità. Sì, è vero, tagliava le teste, ma adesso non c’è neanche più la ghigliottina. Mancava il garbo di far rotolare le teste su un tappetino pulito. E poi non disinfettavano mai la mannaia. Adesso bisogna far rotolare qualche testa.»
  (Mario Borghezio, il Boia)

06. IL PUPAZZO

[07 Giu.] «Il premier Conte padroneggia gli argomenti che tratta, è abituato a studiare molto. Lo definirei coraggioso, curioso, intelligente, competente.»
  (Alfonso Bonafede, Scopritore di talenti)

07. MORTO CHE PARLA

[11 Giu.] «Il PD deve cambiare da cima a fondo, ma la notizia della sua morte era fortemente esagerata.»
  (Paolo Gentiloni, il Sopravvissuto)

08. ONESTÀ!

[12 Giu.] «Lo stadio a Tor di Valle è sempre più vicino. Stiamo lavorando senza sosta per accorciare i tempi e realizzare questa grande opera che porterà nuovi posti di lavoro e migliorerà la vita nel quadrante sud della città»
  (Virginia Raggi, Disastro Capitale)

09. IL SUICIDIO DELLA SINISTRA

[27 Giu.] «Se in Toscana non ci fossero gli stranieri, che sono il 10%, la Toscana sarebbe un deserto di miseria.»
  (Enrico Rossi, Governatore del deserto)

10. ENORMI DISPONIBILITÀ

[29 Giu.] «Io credo in un campo di centrosinistra largo. In italia c’è una disponibilità enorme. E io mi propongo come una delle persone che può contribuire a questa rete.»
  (Paolo Gentiloni, il Disponibile)

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EXCURSUS

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , on 23 giugno 2018 by Sendivogius

Quando la “Sinistra”, esaurita ogni spinta propositiva, sembra non avere più niente da dire e si riduce a citare i tweet papali, invece di attingere al proprio patrimonio culturale, in un impasto melenso di pietismi mediatici (che spesso tracimano nel piagnonismo retorico) su fermentazione saccarotica nelle pozze del politicamente corretto, (non meno insopportabile dei luoghi comuni e dei cliché che alimentano le ‘certezze’ delle destre populiste e sempre più apertamente fascistoidi), allora bisogna volgere lo sguardo anche a “Destra”, considerata nella sua componente più eterodossa ed intellettuale (da Marco Tarchi ad Alain de Benoist) che forse, per contiguità ideologica e per capacità sincretica, è meglio attrezzata nell’interpretare l’esprit du temps che condiziona la psicologia della folla (il sedicente “popolo”), in attesa che si diradino i fumi tossici della grande sbornia sovranista, nell’evidenza delle cause alla sua origine e nella diversità delle prospettive, in assenza di soluzioni facili.
Quella che vi proponiamo è un intervista ad Alain de Benoist, riportata nell’opera di Alessio Mannino (“Mare monstrum”). La tesi dell’Autore (Alessio Mannino) è semplice: introietta la critica marxiana (ma non marxista) al Capitale, facendola propria e reinterpretandola in chiave “comunitarista” (un tempo si chiamava così), per approdare ad una sintesi squisitamente di destra e quanto mai contigua al pensiero della nouvelle droite (con relative suggestioni nietzschiane), nella sua componente anti-imperialista e nel superamento dicotomico tra destra/sinistra (salvo scegliere implicitamente la prima), per un’analisi solo in apparenza trasversale.
L’intervista a Benoist però qualche spunto può offrirlo, lontana da ogni idealizzazione (o demonizzazione) del fenomeno migratorio, per un ritorno alle opinioni (il fatto che noi si possa condividerle o meno è in questo caso del tutto irrilevante) che non siano solo strumenti funzionali alla propaganda 2.0 in tempi di post-democrazia.

«L’immigrazione non è un fenomeno nuovo, ma qualcosa che è sempre esistito.
[…] Parlare di immigrazione in sé non ha quindi molto senso, a meno che non si conosca chi è che emigra, verso quale paese e qual’è il volume di questa immigrazione. Un milione di cinesi negli Stati Uniti rappresentano una simpatica comunità asiatica; se invece saranno 600 milioni di cinesi a trasferirsi oltre Atlantico, gli americani potranno dire di non abitare più in America, ma in Cina!
L’immigrazione che si riversa oggigiorno nei Paesi europei è caratterizzata dal fatto di essere allo stesso tempo sia incredibilmente veloce, sia estremamente massiva e di concernere popolazioni le cui personalità etnoculturali, come anche i costumi stessi, si distinguono profondamente da quelle delle popolazioni che le accolgono.
[…] L’immigrazione massiva, le cui motivazioni sono prevalentemente economiche, è uno sradicamento irriducibile. Che questo sradicamento prenda le forme di un’autodeportazione non cambia nulla alla questione. Eppure, il desiderio di “rifarsi una vita in Europa” (desiderio che spesso sfocia in una profonda disillusione), non spiega ogni cosa. L’immigrazione cui oggi assistiamo è indissociabile in primo luogo dalla globalizzazione, che privilegia a tal punto la nozione di “mobilità” da esaltare in permanenza la figura del nomade rispetto a quella del sedentario, e in secondo luogo da un clima ideologico globale, che tende alla delegittimazione del radicamento, del desiderio di vivere all’interno di un quadro familiare, in cui le persone possono riferirsi a un modo di vita specifico e a dei valori condivisi. Sono tre le scuole di pensiero, molto diverse tra loro, che concorrono a mantenere questo clima: innanzitutto vi sono le Chiese cristiane, che si prodigano per spirito di carità a considerare lo straniero come “fratello”; poi quella frazione della sinistra progressista che pone l’uomo come “cittadino del mondo” (dimenticando che si può essere cittadini solo di un’entità politica e che il “mondo” non ne ha una sola); infine gli ambienti aderenti al capitalismo liberale, che sono favorevoli all’eliminazione delle frontiere in quanto limitano l’espansione planetaria del mercato, e utilizzano gli immigrati come strumenti che permettono di esercitare una pressione al ribasso sui salari dei lavoratori dei Paesi di accoglienza.[…] È innegabile il fatto che attualmente nella maggior parte dei Paesi europei si sia sviluppato un razzismo popolare, la cui causa principale risiede nell’immigrazione massiva e ancor di più nelle patologie sociali che ne risultano. Sto pensando, in particolare, all’aumento della criminalità e all’aggravarsi dell’insicurezza, al crollo della qualità scolastica, alle innumerevoli “inciviltà” che sono la trama quotidiana dei fatti di cronaca. Questo razzismo non ha nulla di ideologico, è puramente sociologico (è il frutto non di una teoria o di una convinzione argomentata, ma di un’attitudine reattiva e spontanea). È diffuso soprattutto nelle classi popolari, che sono le prime a soffrire delle patologie sociali generate dall’immigrazione. Ciò spiega anche perché le classi popolari, le quali in passato votavano a sinistra o per l’estrema sinistra, riversano il voto sui partiti populisti che sono all’oggi in pieno sviluppo.
Posso comprendere intellettualmente queste reazioni, ma non le approvo in alcun modo. Non è attraverso il razzismo, né con la xenofobia che verrà risolto il problema dell’immigrazione, ma con un’analisi ragionevole di quello che è concretamente possibile fare per risolvere le difficoltà, o anche le impossibilità, delle coabitazioni attuali. Se non ci si riuscirà, assisteremo all’aumento di fantasmi micidiali, che portano al nulla

Alessio Mannino
“Mare Monstrum: Immigrazione: Bugie e Tabù”
Arianna Editrice
(Bologna, 2014)

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IUS CULTURAE

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , on 29 marzo 2018 by Sendivogius

Mentre il povero cristianuccio miscredente, che altro non vorrebbe se non papparsi in santa pace le costolette dell’agnello pasquale, viene turbato dal racconto truce dei soliti Isl’Amici sempre lì a masturbarsi coi loro filmini snuff e gingillarsi con cinture esplosive, fantasticando di decapitazioni multiple, stragi di massa e una bella corsa in camion dentro l’isola pedonale all’ora dello struscio, in nome della “religione di pace”, un dramma silenzioso e dimenticato si consuma negli austeri uffici dell’INPS…
Con l’arresto di Halili Elmahdi, che tanta preoccupazione sembra aver destato tra gli addetti ai lavori, si priva il Paese tutto di una preziosa risorsa, naturalizzata italiana, che adesso non potrà più pagarci la pensione! “Fratello Mahdi” è una nostra vecchia conoscenza… e ci sembrava giusto volgergli un affettuoso pensiero in un momento tanto difficile. Del fior di merda avevamo già parlato, in concomitanza con la pubblicazione di quel raffinato trattato apologetico dedicato a suo tempo alle delizie dello “Stato Islamico”: una realtà che ti vorrebbe comunicare. E che gli valse una denuncia a piede libero “per istigazione a delinquere con finalità terroristica” con condanna subito sospesa. In compenso, visto l’ottimo livello di “integrazione”, fu opportunamente premiato con la concessione della cittadinanza italiana subito dopo il rinvio a giudizio. Cresciuto sostanzialmente a scrocco dei servizi pubblici, Fratello Mahdi (che così amava firmarsi) dopo il primo arresto aveva promesso a mammà di non fare più il bambino cattivo… in fondo aveva solo 20 anni… Poi è cresciuto e come Nicodemo è diventato ancora più scemo e si è messo subito in moto per giocare a Carmageddon con altri picchiatelli come lui…
Non temete che lo ritroveremo presto in circolazione a far danni, insieme alle altre devote capre mannare, giunte da lontano per apportare il loro prezioso contributo culturale, arricchire il paese, risanare le casse pensionistiche, e possibilmente migliorare la ‘razza’ con la loro proverbiale bellezza, e condurre gli infedeli sulla retta via, meglio ancora se opportunamente trasformati dopo la conversione…
Di “Fratello Mahdi”, a suo tempo, abbiamo molto apprezzato il talento comico del tutto involontario. E ci sembrava giusto dedicargli un piccolo tributo, in ricordo delle sue precedenti fatiche letterarie che tanto ci avevano divertito. Se volete, ne trovate una sintesi QUI.

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La Colazione del Cialtrone

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , on 26 marzo 2018 by Sendivogius

Intendiamoci: la scelta dei presidenti di Camera e Senato è uno di quei momenti di normale ed anonima routine istituzionale, che possono appassionare solo le feticistiche maratone di un Mentana, ed utili unicamente a riempire il palinsesto contenendo le spese. Lungi dal rappresentare figure di “garanzia”, i due presidenti sono in realtà la naturale espressione di compromesso, nella ricerca di un equilibrio precario tra formazioni instabili, che cercano di consolidare il proprio ruolo nell’ambito ristretto dei giochi parlamentari. Insomma, niente che possa suscitare il minimo interesse dei comuni mortali, al di fuori del mondo strettamente connesso agli addetti ai lavori pagati a commento con gettoni presenza.
Tuttavia, vedere la setta dei Napalm51 che vota in massa, compatta come un gregge di pecore al pascolo, per una Maria Elisabetta Alberti Casellati, pasdaran iper-berlusconiana e creatura dello studio Ghedini, genealogista convinta della Ruby nipote di Moubarak, senza avere la più pallida idea di chi sia, o prendersi il disturbo di reperire neanche un piccolo accenno alla sua biografia (bastava un clic!), rende appieno la misura di tutta la pletorica inconsistenza di questi “straordinari ragazzi” che hanno fatto del cervello all’ammasso un unico budino nella dispersione di neuroni funzionanti, più rari della particella di sodio che galleggia in solitaria per una nota acqua minerale (c’è nessunooo?!?). Ed eccoli lì tutti impettiti come piccioni, mentre beccano tra le mani del “capo politico”, sbrodolandosi addosso nella contemplazione meravigliata del proprio ombelico, mentre rivendicano un’alterità presunta che per altri versi ricorda gli elementi di fondo alla base di quella che Andrea Ballarini riscontra nella fenomenologia del cialtrone

«Animale sociale per antonomasia, il cialtrone sa che per essere apprezzato dall’umano consesso è più utile sembrare qualcosa che esserlo veramente e che, ai fini del risultato, apparire è equivalente a essere. Il mondo va di fretta e solo se corri più di lui puoi sperare di riuscire a sopravvivere. Chi ha più il tempo di fermarsi a verificare la prima impressione? Nessuno. Qualunque ragionamento sia più lungo di un titolo cade inesorabilmente nel nulla. Tullio De Mauro sul “Corriere della Sera” scrive con allarmante regolarità che un terzo degli italiani non è in grado di leggere e riassumere un articolo di giornale di difficoltà media. E allora, se si ha a che fare con questa platea, che senso ha leggersi tutto il “Cortegiano” del Castiglione (tanto più che nessuno lo fa da decenni) se per lasciare intendere di averlo fatto basta accennare alla sprezzatura? Il cialtrone sa meglio di chiunque che nella vita di tutti i giorni siamo bombardati da mille, centinaia di migliaia, milioni di stimoli: segni, segnali, semi. Molto più di quanto si sia umanamente capaci di interpretare. Chi domina i segni, domina il mondo, ergo: sembro, quindi sono.
[…] La loro urgenza è quella di esprimersi e chi se ne importa se esprimono cazzate. Dico, quindi sono

Andrea Ballarini
“Fenomenologia del Cialtrone.
Come riconoscere i buoni a nulla capaci di tutto.”
Laterza, 2013

 La categoria, per sua natura flessibile, è estensibile ad una pletora di casi potenzialmente infiniti nell’adattabilità intrinseca del soggetto. Ma, per l’appunto, rende bene la fenomenologia dei protagonisti del momento, nello specchio che riflette l’immagine di una mediocrità congenita del cialtrone: il grande protagonista dei tempi vacui della ‘politica’ contemporanea.

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CANNIBAL MEDIA

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , on 12 febbraio 2018 by Sendivogius

Chissà come farebbe un Matteo Salvini, se non ci fossero i negri.
Senza lo spauracchio dell’uomo nero da agitare a tambur battente, al passo (dell’oca) della grancassa mediatica, starebbe ancora lì a giocare con le ampolle di vetro del dio Po, con elmi cornuti, mutande verdi, e coretti da stadio sui “napoletani colerosi”, fantasticando l’esistenza di una immaginaria repubblica della padania. Fortuna che ci sono i negri! Altrimenti gli toccherebbe parlare di roba noiosa come Lavoro, Reddito, Economia, Relazioni internazionali… Cose un tantino più complicate rispetto a stronzate assortite come la flat-tax (con aliquota al 15% e invariati capitoli di spesa), referendum sull’euro, ruspe e più fucili per tutti. Quando un Salvini, a proposito di precarietà e tutele, se ne esce con menate del tipo “aboliremo i contratti interinali a progetto”, ignorando il fondamentale particolare che i contratti interinali escludono quelli a progetto e viceversa, ti rendi conto che come tutti i cialtroni analfabeti miracolati dalla politica, Salvini di dinamiche occupazionali non sa assolutamente un cazzo (e come potrebbe?!? non avendo mai lavorato nemmeno mezz’ora in tutta la sua parassitaria esistenza), come del resto su ogni altra cosa sulla quale va blaterando a vanvera senza posa.
Molto meglio pescare a piene mani in sordidi fattacci di cronaca nera, con contorno di negracci assassini. Funzionano sempre, quando si tratta di raggrumare attorno a sé tutto il peggio della fascisteria nostrana, aspirando a diventare il nuovo sole (nero) della galassia neo-fascista, lievitata nelle curve degli ultrà e confluita nel nazi-leghismo d’accatto. E farlo in concorrenza coi Fascisti d’Italia dell’appallata Giorgia Meloni, che nel delirio oramai quotidiano di epurazioni e malcelato desiderio di pulizie etniche, non manca anche lei di golose figure di merda, nella gara al più nazi del regime.
Perché è ovvio che ad un Salvini ed ai suoi degni camerati, della povera Pamela Mastropietro e della sua orribile fine, non è mai interessato nulla, a parte la cinica strumentalizzazione del delitto per miserabili finalità di bottega elettorale.

«Sappiamo benissimo che se Pamela Mastropietro fosse stata vittima d’un italiano, a nessuno sciacallo sarebbe fregato niente di lei. Si sarebbe parlato di “Cultura dello sballo”, e quegli stessi bollettini di propaganda, che adesso la sfruttano come giustificazione per il terrorismo neofascista, l’avrebbero incolpata della sua stessa sorte

Alessandra Daniela
(11/02/2018)

Ma vuoi mettere?!? L’occasione era troppo ghiotta per non essere sfruttata ed eccitare le fantasie morbose dei troppi sciacalli, che reclamavano la loro libbra di carne fresca: il pasto nudo da servire crudo e ben al sangue, aizzando gli animi e parlando di pronta scarcerazione dei colpevoli, o farneticando di rituali voodoo per la fabricazioni di amuleti e culto del Palo Mayombe (ignorando con ogni evidenza i sapientoni, che quest’ultimo è diffuso nei Caraibi e non in Africa). E si capisce bene che alcuni delitti sono mediaticamente meglio spendibili di altri; altrimenti, se proprio dobbiamo rimestare nel torbido (e non ci piace farlo!) avrebbe fatto notizia anche il rinvenimento delle dieci buste di plastica disseminate nelle campagne di Valeggio sul Mincio, nel veronese, e contenenti i resti di una donna fatta a pezzi con una motosega. O la morte di Jessica Faoro, sfregiata e sventrata con più di quaranta coltellate, per non aver ceduto alle avances sessuali dell’italianissimo porco che ne sfruttava la situazione di bisogno. Ma lì mancava appunto il pezzo forte della narrazione horror: niente negri a dare un tocco di colore!
Perciò, adesso è tempo di richiudere il razzismo nazifascista nelle sue cloache, ricacciandone i rigurgiti in culo ai troppi imprenditori della paura in cerca di lucro elettorale a buon mercato, e destarsi in fretta dal trip lisergico degli apprendisti stregoni in camicia nera. Che questo Paese merita infinitamente di meglio di un Matteo Salvini e dei suoi emuli da Ku Klux Klan, nella più squallida campagna elettorale come non si vedeva dai tempi di Catilina.

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(107) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 3 febbraio 2018 by Sendivogius

Classifica GENNAIO 2018″

Appassionante come la carcassa putrefatta di un cane morto, continua la farsa delle candidature elettorali, nel grande shithole della politica italiana: il pozzo nero con la fuffa intorno, dove ogni minimo di decenza o parvenza di dignità sembra ormai sprofondata in un gorgo indistinto di stronzate surreali, che mai si ricordino a memoria di televendita, tanto che Wanna Marchi al confronto sembra una sobria statista di altri tempi e Cetto La Qualunque un raffinato teorico del realismo politico.
Nell’Era dei Cazzari, il mondo appartiene ai cialtroni: contaballe professionisti e spacciatori industriali di fuffa all’ingrosso, con la loro corte dei miracoli, e soprattutto di miracolati da certa ‘politica’ che fa del cialtronismo una professione; la claque sempre al seguito e pronto impiego, per le esibizioni coreografiche degli abborracciati capetti in grisaglia, alla ricerca di una rendita sicura in parlamento. Tra di loro condividono l’ignoranza abissale e l’incontenibile faccia come il culo. E fin tanto che non otterranno la loro elezione per meglio fottere ancora, ci toccherà subire questa giostrina demente di macchiette caricaturali, che si agitano su cavallucci a dondolo, roteando sciabolette di latta spuntate. Sono i nuovi mostri della politica italiana. E per rintracciare una simile galleria di facce da culo, bisognerebbe ritornare alla commedia grottesca degli Anni ’60, se non fosse che questi sono infinitamente peggio.
In un crescendo mirabolante di promesse impossibili (stronzate per l’appunto!) ed iperboliche elargizioni di massa, di chi ritiene che gli elettori prima ancora che convinti vadano soprattutto comprati, e con le quali i cazzari si inseguono tra loro nella corsa a chi la spara più grossa, il premio alla miglior faccia da culo di sempre spetta indubbiamente a Lui, l’intramontabile Pornonano, campione indiscusso della categoria. E sarebbe destinato e rimanervi ancora a lungo, se solo una faccia ce l’avesse ancora, nascosta com’è da un multistrato di fard e cerone che conferiscono il tipico colorito argilloso al mascherone funebre che ne ricopre il volto, con la tripla passata di vernice per mogano in cima al prepuzietto, per simulare la ricrescita della peluria. Insomma, un barcollante zombie della politica in circolazione da 25 anni (ma che ha in schifo i “professionisti” della suddetta), che caracolla incerto sui tacchi da 12 come un E.T. sodomizzato di fresco, e ciancica mentine cercando di non perdersi per strada la mandibola, mentre parla di detassazione del cibo per animali, tonsura canina, e le immancabili dentiere. Insomma, una roba grottesca!
Alla sua (estrema) destra si agita il porcinesco uomo con la felpa, davvero convinto di fare il premier, ed al cui confronto il canaro di Arcore ci fa un figurone..! Il programma di Salvini è semplice: zero tasse, armi per tutti, giustizia sommaria, “radici cristiane” e zero diritti civili, i dazi (in un paese che vive prevalentemente di esportazioni), niente vaccini, caccia grossa ai negher che minacciano la “razza bianca”, ed i suoi bifolchi della provincia profonda. Insomma, l’Alabama del 1930.
A chi parla di “deriva neo-fascista” della Lega salvinizzata, bisognerebbe far notare che la Lega è sempre stata compiutamente fascista, fin dai tempi della fantomatica “Padania” disegnata sui confini della Repubblica di Salò e ad essa perfettamente sovrapponibile. Con Salvini ha fatto un passo in più: è la formazione politica di un qualche rilievo, che più di ogni altra è prossima al nazismo. Nell’attesa che la mutazione sia completa, non c’è merda fascista o razzista da KKK che Salvini non vada ad omaggiare o legittimare, sciacallando nel frattempo su ogni tragedia che possa lucrargli qualche voto. É la punta ‘moderata’ della coalizione di “centrodestra”.
 Epigono più riuscito della cucciolata pur copiosa del berlusconismo di ritorno, è invece l’aitante Adone di Rignano sull’Arno, quello che se perdeva il referendum costituzionale lasciava la politica e faceva il conferenziere per le università private, convinto che per sentire le sue stronzate lo pagavamo pure!
E’ il trombato di lusso, che da quando è segretario del partito bestemmia è riuscito a perdere ogni elezione possibile, e provocato una scissione, mentre corre baldanzoso incontro ad una debacle epocale che forse ce lo leverà dai coglioni una volta per tutte, nonostante abbia riplasmato il partito a proprio immagine e somiglianza con un’insufflata di “fedelissimi” (che lo tradiranno non appena avranno di meglio a cui raccomandarsi). E che ora pensa di risalire la china con una specie di Lista Beautiful di volti noti mediaticamente spendibili e nulla più. È la variante gggiovane della “rottamazione”, mentre ripropone l’eterna Emma Bonino, ricicla un Pier Ferdinando Casini in un collegio sicuro (o così gli ha fatto credere) a Bologna, forse per l’ottimo lavoro fatto nella commissione per Banca Etruria, e piazza i suoi balilla in listini protetti come i panda per salvarli dalla prossima estinzione.
Come un disco rotto, che si inceppa sempre sulla stessa nota, va ripetendo fino allo sfinimento il mantra degli ottanta euro (che tanta fortuna gli anno portato alle elezioni europee, le uniche vinte) e ancora non ha capito che il prodotto non vende più da tempo. Ora che invece è evidente il bluff dei posti finti e dei diritti azzerati di chi lavora, il Job Act lo sventola assai meno, se non come provocazione per appagare i padroni (ops! Benefattori datori di lavoro!!).
Sulle cazzate di questo coso buffo non vale neanche più la pena di perderci tempo. Ancora un paio di mesi e sarà storia passata e sepolta.
Un occhio di riguardo invece alla fu Setta del Grullo, scippata al sommo W@te® dalla Casaleggio Associati per usucapione, con la proiezione olografica di un Luigi Di Maio, forte del suo formidabile curriculum professionale, a fare da “capo politico” (o prestanome?): l’app aziendale che va in crash ogni volta che si imbatte in un congiuntivo, e che dovrebbe vigilare sulle liste di candidati pescati a strascico sul webbé, insieme a qualche esperto in fuffologia applicata per rassicurare i ‘mercati’. Perché uno vale l’altro, quando il “capo” decide per tutti e le decisioni che contano sono rimesse all’insindacabile giudizio di un fantomatico “Staff”, con un livello occulto che tutto controlla dietro la farsa delle cliccarie.
Che vinca il peggiore!

Hit Parade del mese:

01. L’IMPORTANTE È CREDERCI

[23 Gen.] «Sono davvero straconvinto che siamo l’unico argine al razzismo. Oramai agli italiani è evidente»
 (Matteo Salvini, l’Anti-razzista)

02. PARLA COME MAGNI!

[20 Gen.] «L’atomistica liberale mira a dissolvere la famiglia nella pluralità nomade e diasporica degli io irrelati o, in modo convergente, a ridefinirla come mero assemblaggio effimero e a tempo determinato, rispondente in via esclusiva al libero e illimitato desiderio.»
(Diego Fusaro, il Sofista)

03. SEMPRE VOLLI

[03 Gen.] «Il Movimento ha sempre detto che noi VOLESSIMO fare un referendum sull’euro »
(Luigi Di Maio, il Coniugatore)

04. RESTAURI

[18 Gen.] «E’ vero che questo non è il tempo della rottamazione, come dice Calenda è bella l’immagine della costruzione. Ma sappiamo che se non ci fosse stata la fase della rottamazione oggi il ceto politico sarebbe quello del passato. Non dobbiamo tornare a schemi del passato. Se c’è un disegno politico non originale e non inedito è restaurazione di quelli che c’erano prima e non la permetteremo»
(Matteo Renzi, il Vecchio che resta)

05. IL PARTITO DEI MODERATI

[26 Gen.] «Vorrei i miei vigili armati di kalashnikov»
(Nicola Fragomeni, il Mitraglietta)

06. MESSAGGIO CULTURALE

[07 Gen.] «Come Presidente del Maggio Musicale sostengo la decisione di cambiare il finale di Carmen, che non muore. Messaggio culturale, sociale ed etico che denuncia la violenza sulle donne, in aumento in Italia.»
(Dario Nardella, Pupazzo fiorentino)

07. SPIRITO DI SACRIFICIO (I)

[26 Gen.] «In tutti i prospetti che girano sulle candidature c’è una casella sul proporzionale con un nome certo: Giachetti.
[…] Bene: sento dentro di me che quella casella (il paracadute) mi sta troppo stretta. Non corrisponde alla mia storia, alla mia cultura, al mio sentire. […] E allora no. Quel paracadute sarebbe per me un vestito sgualcito e stretto, un trapianto di pelle, un cibo avariato. Non lo voglio.»
(Roberto Giachetti, il Sacrificato)

08. SPIRITO DI SACRIFICIO (II)

[27 Gen.] «Ieri ho scritto chiaramente che rinunciavo alla candidatura sicura nel plurinominale per combattere esclusivamente nel collegio uninominale di Roma 10 dove vivo da sempre. Un collegio difficile, ma che avrei fatto di tutto per portare a casa, con lo stesso spirito con il quale ho lottato per conquistarmi un posto alle parlamentarie del 2013 quando nessuno puntava una lira sul fatto che potessi farcela, con lo stesso spirito con il quale mi sono candidato a Roma, dopo aver vinto le primarie, sapendo perfettamente che era una battaglia persa.
Ho appreso solo nella tarda mattinata di ieri che quel collegio, che nei giorni scorsi sulla stampa era indicato come il collegio destinato a me, era stato inserito nell’accordo con i radicali.
In ragione di questo, per tutto il giorno, insistentemente, mi è stato chiesto di rivedere la mia scelta di rinunciare al paracadute plurinominale.
[…] In nottata mi è stato comunicato che, presumo anche in ragione delle mie responsabilità nazionali, sarei stato candidato in un collegio della Toscana dove peraltro sono stato spessissimo in questi anni a fare iniziative. Certo, so bene che quel collegio è più sicuro di quello dove volevo candidarmi.»
(Roberto Giachetti, il Paracadutato)

09. TI ASPETTIAMO CON ANSIA…

[22 Dic.] «Sono pronto per la campagna elettorale: il mio collegio sarà Firenze. Passo dall’auto blu alla vespa blu: andrò casa per casa.»
(Matteo Renzi, il Maleandante)

10. UN FIORINO!

[28 Gen.] «Se sarò premier metterò i dazi come Trump.»
  (Matteo Salvini, il Trumpista)

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RED BUTTON

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , on 21 gennaio 2018 by Sendivogius

Come tutti ben saprete, tra le piaghe più devastanti che sconvolgono il pianeta c’è sicuramente l’annoso problema delle “Fake News” (!). Sì, insomma: le bufale, le balle, le panzane, le boiate… che a vario titolo massimamente imperversano nella ‘rete’ dei nuovi imbecilli digitali. Adesso le cazzate si chiamano “fake”, nella moda anglicizzante che tutto reinventa a fenomeno globale, ma sono sempre esistite. Esattamente come i cazzari, che vi costruiscono sopra la loro fortuna.
Ora, ci sono vari modi per contrastare le “fake news”, ovvero le balle (ed i cacciaballe)… E non è detto che funzionino, perché le menzogne per essere efficaci si nutrono di mezze verità, distorcendo la realtà con la manipolazione dei fatti. E lo fanno tramite l’immissione di una serie di dati fallati, che insistono sull’aspetto emotivo; onde suscitare una reazione immediata, che si amplifica e si alimenta per effetto di massa.
Nei casi più riusciti, diventano propaganda e sono funzionali alla preservazione o alla conquista del potere, nutrendosi di promesse impossibili o decantando successi mirabolanti di governi inconsistenti. Insomma, basta seguire una qualunque campagna elettorale, con la sovraesposizione di cialtroni alla ribalta, per capire di cosa parliamo. Nell’inflazione di balle contrapposte che si alimentano a vicenda, le “fake news” sono uno strumento promozionale di lotta politica. E la mistificazione delle informazioni diventerà allora prassi ordinaria per il controllo delle opinioni.
Tanto poi chi è che va a verificare?!?

«Chi ai nostri giorni voglia combattere la menzogna e l’ignoranza e scrivere la verità, deve superare almeno cinque difficoltà. Deve avere il coraggio di scrivere la verità, benché essa venga ovunque soffocata; l’accortezza di riconoscerla, benché venga ovunque travisata; l’arte di renderla maneggevole come un’arma; l’avvedutezza di saper scegliere coloro nelle cui mani essa diventa efficace; l’astuzia di divulgarla fra questi ultimi. Tali difficoltà sono grandi per coloro che scrivono sotto il fascismo, ma esistono anche per coloro che sono stati cacciati o sono fuggiti, anzi addirittura per coloro che scrivono nei paesi della libertà borghese

Bertolt Brecht
“Scritti sulla letteratura e sull’arte”
Einaudi (Torino, 1973).

Il modo peggiore di affrontare la questione, ammesso e non concesso che questa sia poi così pregnante, come vorrebbe farci credere un circo mediatico a corto di non-notizie con le quali riempire i palinsesti, è affidare la soluzione ad altri imbecilli nella prevalenza del cretino contemporaneo Perché, come diceva Ennio Flaiano, “niente è più pericoloso di uno stupido che afferra un’idea, il che succede con una frequenza preoccupante. Se uno stupido afferra un’idea, è fatto: su quella costruirà un sistema e obbligherà gli altri a condividerlo”.
Capita così che i gestori di quell’immenso stupidario condiviso ad uso collettivo, meglio conosciuto come Facebook, per smascherare le notizie false elaborino un sistema di votazione che permetterà agli utenti di decidere quali contenuti siano da considerarsi credibili e quali invece no. L’unico requisito di attribuzione (e legittimazione) è il parere della maggioranza, per vox populi e senza bisogno di altra confutazione se non il numero di ‘like’ cumulati a colpi di clic. Prodigi della “democrazia diretta” ai tempi di internet.
Che è un po’ come se uno avesse chiesto ai bigotti fanatici di Salem, durante i tempi allegri della caccia alle streghe, se nel loro villaggio fossero state presenti adoratrici del demonio che operavano sortilegi maligni contro i devoti villici timorati di dio. E su questo decidere l’esecuzione o meno delle sospettate. Perché la maggioranza ha sempre ragione. E infatti…
Sfugge ai cretini di Menlo Park (succursale demente di South Park), che se riunisci cento idioti dentro una sala questi non cesseranno di produrre e condividere le medesime idiozie. Ed anzi usciranno rafforzati e rassicurati nelle loro convinzioni dalla preponderanza del numero. A livello virtuale, se possibile, il processo è ancora più virale. Ma appunto: mai affidarsi ad un cretino; soprattutto quando questo viene illuminato da lampi di imbecillità, che ovviamente scambia per idee geniali.
Il problema diventa reale, e preoccupante, quando l’imbecille viene investito di un’autorità superiore e decide di scindere il vero dal falso per sua infallibile volontà, in virtù del proprio insindacabile mandato. È il caso del sopravvalutatissimo ministro Marco Minniti, il servizievole Lothar prestato agli Interni, al quale evidentemente sfugge che se un problema legato alle “fake news” esiste davvero, questo è innanzitutto un problema culturale. E che la veridicità di una notizia non si stabilisce certo per decreto o per volontà della polizia, giusto per non aggiungere alle distorsioni cognitive di una massa anomica di creduloni, le deviazioni inquisitorie di un ministro imprigionato nella visione sbirresca della società. Non ci sono molte altre spiegazioni valide alla promulgazione del fantomatico “Primo Protocollo Operativo” contro le fake news, affidato al controllo delle autorità di Polizia. A parte gli imbarazzanti richiami al “Primo Ordine” che comanda le truppe imperiali della serie Star Wars, è quanto meno demenziale ancorché inquietante la pretesa di istituire una sorta di Grande Fratello che vigila sul webbé, per quello che assomiglia ad una specie di Ministero della Verità, dove un ministro (ed implicitamente il Governo) decide ciò che è giusto o sbagliato, attraverso un fantomatico comitato di “esperti” che funzionerebbe più come collegio censorio che di garanzia. Qualcosa di cui proprio non se ne sentiva bisogno oltre a creare un precedente pericoloso. E che la dice lunga sulla forma mentis del glabro ministro, che si balocca compiaciuto col suo bel bottone rosso, lucidato per l’occasione e che è ben deciso a premere…
Per certi tomi al governo (fortunatamente agli ultimi sgoccioli) deve costituire il nuovo Punto G in grado di stimolare gli orgasmi da onnipotenza, per questa caricatura pelata di un Noske resuscitato al Ministero degli Interni.

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Mediamente Progressista

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , on 13 gennaio 2018 by Sendivogius

Ritratto impietoso del travet nell’Italietta borghese ed impiegatizia degli Anni del Riflusso, mai avremmo immaginato di dover ritrovare nelle disavventure del ragionier Ugo Fantozzi, la rappresentazione più evocativa (e profetica) di una razza padrona che si sente investita di una missione universale ed ama esibire velleità progressiste, nell’ipocrisia che ne soffonde la volontà di dominio, staordinariamente incarnata dall’inquietante Duca Conte Maria Rita Vittorio Balabam: il “megadirettore galattico” che vive isolato nell’essenza immanente di un vuoto asettico nel nulla siderale del suo 28^ piano, lontano e irraggiungibile dai comuni mortali, tra le acquiescenze di un cetomediume declinante.

A voler essere perfidi, coi suoi modi curiali e paternalistici, il Megadirettore assomiglia ad una specie di papa Bergoglio magro, nell’ostensione di un pauperismo francescano di facciata, dietro al quale si nasconde la propensione gesuitica per il culto del potere per il potere.

Balabam: “Prego, si accomodi. Si sieda…”
Fantozzi: “Qui?! Al suo posto?
Balabam: “Ma certo… Un sorso d’acqua? Un tozzo di pane?”
Fantozzi: Ma… scusi Conte, io mangiare con Lei?!?
Balabam: “Ma certo. Che differenza c’è tra me e lei?”
Fantozzi: Ma abbia pazienza! Ma come che differenza c’è!? Non mi vorrà mica dire, Sig. Duca, che siamo uguali io e Lei? Voi siete i padroni… gli sfruttatori! Noi invece siamo gli schiavi, i morti di fame..!”
Balabam: “Ohh ma caro Fantozzi è solo questione di intendersi… Eh di terminologie: lei dice ‘padroni’ ed io ‘datori di lavoro’; lei dice ‘sfruttatori’ ed io dico ‘benestanti’; lei dice ‘morti di fame’ e io ‘classe meno abbiente’. Ma per il resto la penso esattamente come lei.
Io come lei sono un uomo illuminato e sono convinto che a questo mondo ci sono molte ingiustizie da sanare. La penso esattamente come lei….”
Fantozzi: “Ma… mi scusi… sire, ma non mi vorrà dire che Lei è, scusi il termine, comunista?!?
Balabam: “Be’ proprio comunista… no. Vede, io sono un medio progressista.”
Fantozzi: “Ahhh! Ma in merito a tutte queste rivendicazioni e a tutte le ingiustizie che ci sono, Lei che cosa consiglierebbe di fare, Maestà?”
Balabam: “Ecco, bisognerebbe che per ogni problema nuovo tutti gli uomini di buona volontà, come me… e come lei, caro Fantozzi… cominciassero ad incontrarsi senza violenze in una serie di civili e democratiche riunioni, fino a che non saremo tutti d’accordo…”
Fantozzi: “Ma, mi scusi santità! Ma in questo modo ci vorranno almeno mille anni!
Balabam: “Posso aspettare… IO.”

Il renzismo declinante è solo uno dei suoi ultimi stadi di incubazione, ma i prodromi di questa involuzione permanente c’erano già tutti…

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(106) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , on 1 gennaio 2018 by Sendivogius

Classifica DICEMBRE 2017”

Sempre più devastante… volgare… sconsolante..! Le miserie d’Italia raccontate in tweet. Ed in esso condensate a livello di stupidità crescente, senza più argini che possano contenerla. Evidentemente, la madre dei cretini non conosce crisi di natalità. I piccoli idioti crescono e diventano legione. Inutile contrastarli o farsi illusioni. La sensazione predominante è un disarmante senso di stanchezza, dinanzi al dilagare di una imbecillità galoppante senza più freni. Abbandonate dunque ogni speranza o voi che entrate. Che tutto il resto è noia!

Hit Parade del mese:


01. CHIARIMENTI

[06 Dic.] «Voglio cosi dimostrare che quanto ho fatto in questo anni è stato dettato da sincera convinzione, e non da convenienza. Non sarò né ministro né deputato. Ho sempre detto che se non ci fossimo stati noi a portare sulle nostre gracili spalle di un partito del 4,4% la settima potenza del mondo, questa settima potenza non avrebbe conosciuto la crescita e saremmo ancora in recessione. E tutto sarebbe andato il peggio possibile. Oggi è il momento di dirlo con un gesto e di dirlo con grande chiarezza.»
 (Angelino Alfano, il Sacrificato)

02. CORREVA L’ANNO

[05 Dic.] «Ormai sono tutti consapevoli che nel 2011 c’è stato un colpo di Stato contro di me, uno dei cinque che hanno massacrato la nostra democrazia negli ultimi 25 anni. In più c’è stato un attacco alla mia persona, culminato con una sentenza criminale emessa da un plotone di esecuzione.»
 (Silvio Berlusconi, il Golpizzato)

03. SEMPRE PIÙ MIGLIORE

[20 Dic.] «Servizi sempre più migliori a studenti e studentesse»
(Valeria Fedeli, l’analfabeta all’Istruzione)

04. SESSISMO DEBOLE

[15 Dic.] «Travaglio mi odia, ce l’ha con me, io sono convinta che se fossi stata un uomo non mi avrebbe riservato questo tipo di trattamento»
(Maria Elena Boschi, The Woman)

05. EN PASSANT

[14 Dic.] «Con Vegas abbiamo parlato di tutto il sistema bancario, le banche sono società quotate, ed en passant abbiamo parlato anche dell’ipotesi di aggregazione tra Etruria e Vicenza, siccome la notizia era su tutti i giornali, niente di strano e no pressioni»
 (Maria Elena Boschi, Ministra di passaggio)

06. ROMA A 5 STELLE (lentamente muore):
GOMBODDO DI NATALE

[21 Dic.] «Sto con Spelacchio [l’orrido albero di natale a 5 stelle arrivato già secco per il Natale romano n.d.r.]: secondo me è un mezzo complotto, c’è una regia in corso. Questo nomignolo girava fin dal primo giorno: quando lo hanno scaricato, ma dalle mie foto l’albero risultava essere ancora in forma. Spelacchio a me piace, è come un Picasso: va capito.»
(Pinuccia Monatanari, Assessore all’Ambiente di Roma)

07. ROMA A 5 STELLE (lentamente muore):
NATUROPATIA

[21 Dic.] «Sono naturopata: sto al quarto anno di un corso. Insomma, sono per le medicine naturali da sempre. Applico questo metodo anche alla mia attività di assessore e sto facendo breccia anche in giunta…. Le strade di Roma sono tutte da rifare, perché finora i lavori sono stati eseguiti male e solo in superficie. Il manto stradale invece è composto da tre strati e se non si interviene alla base, dopo poco si deteriora. Occorre guardare gli organismi nel loro insieme. In bilancio abbiamo stanziato i fondi per alcuni interventi. Ma bisogna cambiare metodo: serve la naturopatia, ovvero guardare le cose in maniera globale, come se fosse il corpo umano, solo così si guarirà Roma.»
(Margherita Gatta, Assessore ai Lavori Pubblici)

08. ACQUA E SAPONE

[29 Dic.] «Io Roma la vedo molto più pulita di prima, vedo acqua e vedo sapone.»
(Sabrina Ferilli, la Saponata)

09. TUTORI DELL’ORDINE

[22 Dic.] «Al Quirinale abbiamo consegnato il verbale di arresto di Mattarella nelle mani di un colonnello dei carabinieri, il quale poi lo ha consegnato al presidente della Repubblica.»
(Antonio Pappalardo, ex generale CC)

10. MOLESTIE CRESCENTI

[06 Dic.] «Noi la difesa dei diritti delle donne ce l’abbiamo come fatto prioritario.»
(Silvio Berlusconi, puttaniere seriale)

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