Archivio per Società

Cronache dell’Altromondo (II)

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , on 5 agosto 2017 by Sendivogius

Grande preoccupazione negli operatori del settore, dopo lo scoperchiamento del vaso di pandora delle cosiddette “organizzazioni non governative”, dinanzi al verminaio per lungo tempo nascosto ipocritamente sotto al tappeto dalla pusillanimità di governi succubi ad ogni ingerenza esterna.
 Valerio Neri, direttore generale per l’Italia di Save the Children, si è subito affrettato a rimarcare le distanze da qualsiasi ‘collusione’ (perché tale sembra essere considerata) con le istituzioni italiane, assicurando l’assoluta estraneità dell’organizzazione a qualunque indagine di polizia, nel certificare violazioni di normative che si considerano a sé estranee…

«Sono preoccupato soprattutto dal fatto che si possa pensare oggi ad una esagerata vicinanza, a una non vera indipendenza di Save the Children dal governo italiano, dopo la firma da parte nostra a differenza di altri del Codice di Condotta delle Ong. Temo che si possa pensare che abbiamo fatto la spia sul conto della nave Iuventa, e non è vero. Save the Children non c’entra niente. E’ stato il personale tecnico della nave, cioè gli addetti alla security, al salvataggio, a fare le segnalazioni […] Nessuno può escludere che anche sulle nostre navi possa esserci polizia sotto copertura. È importante fare attenzione nel reclutamento del personale, noi stiamo molto attenti

Alludendo alle “spie”, ci mancava solo che parlasse di “infami”, e di codici di “affiliazione”, e la metafora implicita sarebbe stata perfetta..!

Guardato a vista nella sua stanzetta blindata dalla quale oramai discetta di tutto dispensandoci le sue verità rivelate, l’immancabile Roberto Saviano, sempre più prigioniero del suo ruolo ed autopromosso esperto mondiale di mafie, si è subito sentito in dovere di farci sapere la sua opinione a contratto, nell’ennesimo e (ir)rinuncianbile editoriale, producendosi nella difesa d’ufficio ad oltranza di quello che, alla riprova dei fatti, si configura sempre di più come un “potere alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato”. E peccato che assomigli sempre di più ad un potere parallelo che spesso sembra agire in deroga a regole, che evidentemente non reputa vincolanti e che soffre come una forzatura indotta, misconoscendo le autorità pubbliche quasi queste fossero subordinate alle sue necessità private. Una entità separata, che rivendica la sua totale autonomia, salvo poi accollare gli oneri economici e sociali di una “accoglienza” coatta, che ovviamente non considera di sua competenza, ad una intera comunità messa a fatto compiuto ed esautorata da ogni voce in merito. Ennesima variante ideologica del benaltrismo nella sublimazione di ogni principio di realtà, che nella negazione di ogni pragmatismo lascia per reazione lo spazio agli istinti di pancia più beceri col demagogo di turno, il concetto è presto riassumibile in una espressione dalla volgarità congenita, ma pur sempre di rara efficacia nella sua valenza pratica:

«Fare i froci col culo degli altri è una pratica antichissima. Si annovera tra la moltitudine di espressioni falsamente omofobe, perché poggia sul presupposto che ricevere del sesso anale sia necessariamente doloroso. Il che è naturalmente falso.
Fare il frocio col culo degli altri significa, in parole spicce, fare quelli che sono pronti ad un atto giusto, eroico, ma doloroso, perché sai noi abbiamo l’animo nobile. Solo che poi quell’atto lo si fa fare a qualcun altro, che si becca tutto il bruciore di culo, mentre noi ci teniamo il merito delle chiacchiere e dei buoni propositi, senza aver fatto una beata bega.
Di froci col culo degli altri ce n’è in ogni angolo. A volte sono talmente bravi che pare lo stiano facendo col culo proprio, ma poi ti metti a guardare meglio e ti dici: “Oh! Aspetta un secondo, ma quello mica è il culo suo!”. Infatti non lo è. La maggior parte delle volte il culo è il nostro

Nell’articolo in questione [QUI], che prendiamo in prestito da Linkiesta, si parlava di tutt’altra cosa. Ma a ben vedere il concetto ha una sua estensibilità universale, nelle sue molte varianti d’uso…

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(101) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , on 31 luglio 2017 by Sendivogius

Classifica LUGLIO 2017”

Ah se non ci fosse twitter a ricordarci ogni volta tutta l’insulsaggine dei nostri aspiranti ‘statisti’, col non trascurabile vantaggio di poter condensare il nulla della propria inconcludenza nella sintesi striminzita di 140 battute, così non devono spremersi troppo le meningi alla ricerca del neurone solitario che rimbomba tra le pareti di teste vuote, come la particella di sodio della nota acqua minerale… Toc?! Toc!? C’è nessuno in casa?!? A tutto il resto ci pensano i “portavoce” a contratto, personaggi improbabili col prestigio di uno zerbino per cani, spesso con risultati persino più demenziali dell’originale così improvvidamente interpretato. Figurarsi che il Bomba si affida ad un Matteo Richetti per farsi portare la parola..!

Hit Parade del mese:

 

01. REALI IMBECILLI

[27 Lug.] «La coppia ha già due figli, anche la Royal Family deve essere sostenibile per l’ambiente e l’economia della Gran Bretagna. Per ragioni ambientali come il cambiamento climatico, l’uguaglianza economica e la giusta distribuzione delle risorse, è giusto considerare l’opportunità di astenersi dal mettere al mondo un ulteriore figlio, in favore di una famiglia più ‘agile’ e sostenibile»
  (Comunicato della Royal Family)

02. CAZZARI ALLO SBARAGLIO

[13 Lug.] «Sono stato tutta la sera al telefono con le ambasciate degli altri Stati europei per chiedere l’invio dei loro Canadair, perché quelli a disposizione purtroppo non sono abbastanza. Sono in arrivo dalla Francia 3 aerei di cui 2 Canadair. Grazie!»
(Luigi Di Maio, il Contaballe)

03. UN ANNO DI LAVORO, 25 MILIONI DI BUONUSCITA+BENEFITS

[24 Lug.] «Non ci vedo nulla di scandaloso.»
(Flavio Cattaneo, l’Italia che fotte)

 

04. L’UMILTÀ AL POTERE

[19 Lug.] «È un onore per me servire il Paese. Certe mie proposte non sono andate a segno, ma dalle sconfitte ho imparato soprattutto l’umiltà.»
(Maria Elena Boschi, Civil Servant)

05. PROPAGANDA CONTINUA (I)

[18 Lug.] «Lotta alle frodi, infrazioni, aiuti di stato: con i governi Renzi e Gentiloni risparmiati circa 2 miliardi € per cittadini, imprese e Stato.»
(Sandro Gozi, il Visionario)

06. PROPAGANDA CONTINUA (II)

[31 Lug.] «Buone notizie sul lavoro. Meno disoccupati, anche tra giovani. Aumenta lavoro donne. Fiducia in risultati Jobs Act e ritorno crescita.»
(Paolo Gentiloni, l’Omino invisibile)

07. PROPAGANDA CONTINUA (III)

[31 Lug.] «Più di 2 miliardi di € risparmiati, procedure infrazione quasi dimezzate: dai #MilleGiorni a oggi l’Italia si fa sentire in #Europa. #avanti.»
(Maria Elena Boschi, la Miracolata)

08. FACITE ‘A FACCIA CATTIVA

[27 Lug.] «In assenza di una cooperazione attiva della Europa, l’Italia non accetterà più migranti raccolti da Ong o da altri mercantili che non battano bandiera italiana o delle istituzioni europee.»
(Maurizio Massari, Ambasciatore italiano alla UE)

09. UN’OFFERTA CHE NON SI PUÒ RIFIUTARE

[24 Lug.] «All’epoca il governo mi chiese se fossi disponibile, io dissi di sì, ma poi non se ne fece più nulla perché si sollevò un polverone di polemiche. Ma io non do la colpa a Matteo Renzi….. La mia squadra oggi è in grado di hackerare un pacemaker. L’attacco si fa tramite malware injection ovvero l’introduzione di un codice malevolo all’interno di un pacemaker o di un cellulare. Una procedura che si può effettuare attraverso il dispositivo che usa lo staff medico durante l’operazione, ad esempio noi abbiamo hackerato il programmatore del pacemaker tramite attacco fisico oppure tramite attacco remoto. Oppure nei pacemaker moderni che sono connessi a Internet è sufficiente iniettare un malware, si intercettano così i pacchetti di rete scambiati tra ospedali e sensori.»
(Marco Carrai, l’Amico degli Amici)

10. SENNÒ BATTI I PIEDINI PER TERRA?!?

[11 Lug.] «Per rimettere in moto tutto servirebbero nell’Agenda Roma 1,8 miliardi di euro extra che la città non può produrre. Ce li date perché siamo la Capitale o no?»
(Virginia Raggi, bimba a 5 stelle)

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Articolo 21

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 3 maggio 2017 by Sendivogius

«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure

(Art.21, comma 1-2, della Costituzione della Repubblica Italiana)

Oggi si celebra la “Giornata mondiale della libertà di stampa”. Un bene prezioso, almeno finché tale libertà viene esercitata a discrezione dei potenti, o degli aspiranti tali nelle loro pretese egemoniche, e che la stampa non disturbi troppo i manovratori in carriera…
Fintanto che la ‘stampa’, ed estensivamente i ‘media’, servono la ‘causa’ con compiacenti interviste in ginocchio, facendo da grancassa agli interminabili monologhi del leaderino di turno, senza che alcun contraddittorio o quesito indiscreto giunga a disturbare la narrazione fantastica; fintanto che l’intervistato fornisce domande e risposte dinanzi ad un microfono muto; fino a che il giornalismo da watchdog del potere si acconcerà a farne il cagnolino da salotto… allora la “libertà di stampa” sarà sacra ed inviolabile. In caso contrario, nella migliore delle ipotesi, sentirete parlare di “regole più stringenti per il settore”. E nell’opzione peggiore sarà un exploit crescente di minacce ed intimidazioni più o meno esplicite, con allusioni continue a “tribunali speciali” ed al “giudizio” di un improbabile “popolo” autoconvocato, col quale da sempre i personaggetti autoritari confondono le loro claque plaudenti; nell’autoreferenzialità di chi non ammette critiche, ma legge i media come strumenti per la costruzione del consenso personale, o una minaccia per la realizzazione dello stesso.
Vi ricordate quanto ce l’hanno menata Grillo ed i replicanti della sua setta digitale con la (discutibile) classifica annuale, stilata da Reporters sans frontières, eletta a verità di fede e quindi elevata a monito assoluto dello stato drammatico (falso!) della libertà di stampa in Italia, salvo poi scoprire che una delle cause di questo decadimento civile e culturale ancor prima che reale sarebbe proprio il V@te® a cinque stelle e la canea di invasati che lappa in quella specie di centrale dello spaccio organizzato di fake-news, bufale, panzane surreali, anatemi ed indignazione telecomandata, che a tutt’oggi costituisce l’unico strumento di consultazione e di informazione dei followers della setta e che si vorrebbe universale nella sua visione totalitaria?!?
Succede, quando si producono continue liste di proscrizione coi nomi dei giornalisti che “danno loro fastidio”; quando un Vice-presidente della Camera dei deputati arriva a scrivere una lettera a metà tra l’intimidazione e l’intimazione, in cui chiede provvedimenti contro quei giornalisti che a suo insindacabile giudizio “diffamano” il notorio movimento, per non aver declamato con entusiastico ardore i grandi successi ottenuti nelle città sotto amministrazione pentastellata.

Peraltro, i trionfi di Roma sono sotto gli occhi di tutti i suoi cittadini, che quotidianamente possono apprezzare l’eccezionalità della Giunta Raggi.

Succede, quando la canea rabbiosa del Grullo è il gruppo parlamentare che in due anni è riuscito a produrre il più alto numero di querele a scopo intimidatorio contro singoli giornalisti, piuttosto che rispondere alle domande.

Succede, quando il “Capo Politico”, non perde occasione di attaccare ed offendere i giornalisti, ovunque li incontri lanciando minacce nemmeno troppo larvate ed aizzando gli invasati della setta contro di loro, tra vittimismo costruito sul mito persecutorio ed intimidazione costante nella prassi.
Oggi è il turno del New York Times, fino a ieri autorevolissimo giornale ed oggi declassato a fogliaccio della “casta”, per aver pronunciato invano il nome dell’e_guru, a proposito di un altro tema assai caro ai devoti della setta, dopo i chip sottocutanei per il controllo a distanza e le teorie del complotto mondiale…

«In Italia, il populista Movimento Cinque Stelle (M5S), guidato dal comico Beppe Grillo ha fatto campagna attiva su una piattaforma anti-vaccinazioni, ripetendo i falsi legami tra vaccinazioni ed autismo. A questi ed altri scettici, l’epidemia di morbillo in Italia dovrebbe suonare come un campanello d’allarme.
[…] Il M5S potrebbe non essere del tutto responsabile dell’epidemia dal momento che lo scetticismo nei confronti delle vaccinazioni precede l’ascesa del partito. Tuttavia, negli ultimi anni la percentuale delle vaccinazioni dei bambini sotto i due anni è costantemente diminuita, passando dagli 88 percento del 2013 all’86 per cento nel 2014 e all’85 per cento nel 2015.
[…] La lotta contro lo scetticismo del vaccino non è facile, perché nonostante gli innumerevoli studi condotti da innumerevoli gruppi sanitari che affermano che non esiste alcun legame tra i vaccini e l’autismo non si è riusciti a penetrare nella nebbia diffusa dal signor Grillo e dai suoi omologhi

Con ogni evidenza, il NYT sbaglia. Perché in realtà il sedicente MoVimento non è (solo) contro il vaccino del morbillo, ma diffida un po’ di tutte le vaccinazioni (senza particolari distinzioni), in quanto altro grande complotto ordito dalle cause farmaceutiche. E quindi fenomeno (non profilassi) da contrastare, in nome di una generica “libertà di scelta vaccinale”, con tanto di “esperti” alternativi ad illustrare le doti miracolose delle noci e di potentissimi antitumorali come il bicarbonato, per una guarigione naturale e non invasiva (farmaco-free). Un tempo era la cura Di Bella (di cui Beppone fu uno dei massimi sponsor), ora ci si affida direttamente agli stregoni. O ai gruppi di facebook, come l’emiliano “Vaccipiano” assurto agli onori del consiglio regionale. Perché il M5S non è contro i vaccini, ma contro l’uso degli stessi. Loro si informano altrove… Su internet c’è tutto. E una volta in Parlamento producono capolavori come questo:

“Norme sull’informazione e sull’eventuale diniego dell’uso dei vaccini per il personale della pubblica amministrazione”

E’ la proposta di legge n° 2077 depositata alla Camera (12/02/2014) su iniziativa della “cittadina-deputata” Emanuela Corda, e che peraltro riguarda la salute del personale civile e militare sottoposto a vaccinazione, dei cui rischi la “cittadina” Corda è preoccupatissima poiché:

«Il Ministero della difesa chiede la copertura obbligatoria dei vaccini da parte del personale militare giustificandola con l’assolvimento dei compiti di difesa della Patria e di intervento nei teatri operativi. Questa legittima richiesta del Ministero della difesa si scontra però con una forte limitazione della libertà di pensiero della singola persona, che, pur essendo un militare, gode sempre dei diritti costituzionali. Il Ministero della difesa sostiene da sempre di rispettare tutte le cautele necessarie alla salvaguardia della salute del personale militare e che i vaccini non comportano invalidità o conseguenze per la stessa. Recenti studi hanno però messo in luce collegamenti tra le vaccinazioni e alcune malattie specifiche quali la leucemia, intossicazioni, infiammazioni, immunodepressioni, mutazioni genetiche trasmissibili, malattie tumorali, autismo e allergie

“Studi” che, ovviamente, la Corda e gli altri firmatari della legge si guardano bene dal presentare, o quanto meno citare.
Altri tempi quando il Beppone nazionale tuonava contro le mammografie, muovendo squallide insinuazione contro Umberto Veronesi, o dando della “vecchia puttana” a Rita Levi Montalcini, nella sua ossessione tutta personale per le aziende farmaceutiche, dopo aver giocato per troppo tempo a Resident Evil sulla playstation!
I virus, sai com’è?!? compaiono e si estinguono da soli, per grazia ricevuta o per castigo divino. Come per la difterite. E sarebbe così anche per l’epatite, se non fosse per le solite multinazionali…

  «La difterite stava scomparendo per i cazzi suoi. La poliomelite stava scomparendo per i cazzi suoi. Savi, un grande scienziato, un Di Bella, uno che si inoculava, uno che non ha venduto niente a nessuno, è morto col dubbio sul suo vaccino!!! Là dove hanno fatto le vaccinazioni le malattie sono scomparse, là dove non hanno fatto le vaccinazioni le malattie sono scomparse lo stesso. Sono cicliche… Nel medioevo ci si ammalava, si moriva, non si vedeva il microbo perché non c’era il microscopio… era Dio!!! Per lo meno era Dio, che ti faceva ammalare! Non una multinazionale del cazzo! Era Dio. DIO! La gente viveva e non aveva idea dell’igiene. L’igiene è una idea, eh!?»

Certo, come no?!? Era il 1998. Stesso coglione, identici deliri, ma con 20 anni di meno. Oggi non è cambiato nulla, il messaggio è sempre lo stesso…
La scienza è il male. Beppe è la cura. E un blog ci salverà.
È la non-democrazia diretta da Grillo e dalla Casaleggio Associati.

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IDIOCRACY

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , on 22 aprile 2017 by Sendivogius

Anti-vaccinisti, anti-specisti, anti-sciechimisti, grillini… tutti costantemente in gara contro la logica, per chi la spara più grossa.
Il mondo è bello perché avariato. Che sia popolato di coglioni che parlano con altri coglioni, che usano internet per conoscere ulteriori coglioni di medesima fattura, rientra nell’ordine delle cose dal momento che i coglioni, per loro intrinseca natura, non possono vivere separati gli uni dagli altri. Si cercano costantemente tra loro. E, vista l’abbondanza della categoria, si ritrovano sempre; meglio se riuniti in legioni di petulanti imbecilli.
In un eccesso di ottimismo, la democrazia ha dato loro diritto di voto nella benevola illusione che una massa di idioti semianalfabeti possa davvero fare la differenza, portando l’imbecillità al potere.
Francamente, non si capisce di cosa indignarsi. In realtà è un gran bene che ci sia gente davvero convinta che i tumori si curino col bicarbonato di sodio, che le infezioni si prevengano mangiando pasta di noci, che i vaccini siano tutto un gombloddo delle multinazionali farmaceutiche (manco fossero l’Umbrella Corporation!), e che ruminare verdure da mane a sera faccia campare 150 anni. Il trionfo della medicina moderna in una società altamente tecnologicizzata ha garantito la sopravvivenza di individui assolutamente inutili, che diversamente non avrebbero superato la soglia dei 35 anni. Ed in un pianeta densamente sovrappopolato, l’inflazione incontrollata di coglioni è uno di quei lussi che non possiamo più permetterci.

Che ben venga dunque il ripristino di forme di selezione indolore, a giovamento del normale processo evolutivo dell’umanità. Un tempo c’erano le guerre, le carestie, le epidemie e le pestilenze, che provvedevano a fornire una fondamentale sfoltita del surplus. Insomma, le persone morivano per un normale ascesso ai denti, il più insignificante taglietto comportava il rischio di suppurazione con conseguente morte per setticemia. La gente era semplice: si ‘curava’ con amuleti e brodo di pollo; preveniva l’anemia coi salassi, e disinfettava le ferite con cataplasmi di sterco di cavallo. Nel medioevo, si era fermamente convinti che l’impacco di merda servisse a far salire il pus. E gli effetti si vedevano, per un risultato garantito. Dove saremmo ora, se tutti questi fenomeni fossero sopravvissuti abbastanza a lungo per fare la differenza, forti del numero che da sempre contraddistingue gli idioti?!?

«All’inizio del ventunesimo secolo l’evoluzione umana ha raggiunto una svolta: la selezione naturale, il processo secondo il quale il più forte, il più intelligente e il più veloce si riproduce in misura maggiore rispetto agli altri. Il processo che una volta aveva favorito gli aspetti più nobili dell’uomo aveva cominciato a favorire caratteristiche diverse… La maggior parte della fantascienza dell’epoca prevedeva un futuro più civile e più intelligente, ma col passare del tempo, le cose andarono nella direzione opposta. Un instupidimento generale! Com’era potuto accadere? L’evoluzione non sempre premia l’intelligenza e senza predatori naturali ad assottigliare il branco, cominciò a premiare coloro che riproducevano di più e lasciò che gli intelligenti diventassero una specie in via d’estinzione. E andò avanti così per generazioni anche se nessuno quasi sembrò notarlo.
[…] Il futuro di profilava nero…. e l’umanità divenne sempre più stupida a un ritmo impressionante. Qualcuno sperava che l’ingegneria genetica avrebbe corretto questa tendenza dell’evoluzione, ma le più grandi menti e il più grosso delle risorse erano concentrati su come impedire la caduta dei peli e prolungare l’erezione! Intanto la popolazione cresceva vertiginosamente e l’intelligenza diminuiva finché l’umanità non fu più capace di risolvere neppure problemi elementari come quello dei rifiuti, ammassati per secoli senza alcun piano di smaltimento, il che portò alla grande valanga dei rifiuti del 2505 che mise in moto gli eventi che avrebbero cambiato il mondo per sempre

Se una fetta cospicua di imbecilli ha deciso di togliersi dalle palle per sua libera scelta, non dovremmo essere semplicemente riconoscenti per una scelta che segna un grande passo avanti per il resto dell’umanità? Tempo tre o quattro generazioni ed il mondo sarà un posto migliore.

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METAFORE

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , on 28 marzo 2017 by Sendivogius

Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo! Chissà cosa faremmo mai senza il ministro Giuliano Poletti, la salamella emiliana messa a stagionare al dicastero del “Lavoro”, come viatico in conto LegaCoop, senza altri requisiti che non siano la sua mostruosa dabbenaggine, con le raffinate metafore di ispirazione calcistica, a misura dell’infimo livello culturale del “governo del fare”. Con tutta la ruspante sincerità che contraddistingue il personaggio, nella reiterata esibizione della propria minchioneria siderale, il sedicente ministro Poletti, non pago delle precedenti figure di merda delle quali è esperto assoluto, dispensa l’ennesima perla della sua saggezza porcina, svelando un altro degli italici segreti di Pulcinella; ovvero, in Italia il curriculum vitae non conta nulla, perché in realtà un’occupazione professionale la si ottiene tramite le conoscenze giuste attingendo alla rete delle relazioni amicali, foss’anche giocando una partita a calcetto con la gente che conta. Che dopo si fa spogliatoio, e tra una ‘frociata’ e l’altra magari si rimedia anche la raccomandazione utile. E di questo noi non avevamo il benché minimo dubbio; altrimenti non si spiegherebbe come un analfabeta integrale, ma con fondamentale diploma da perito agrario, sia riuscito a diventare prima “dirigente d’azienda” e poi “ministro del lavoro”, senza aver mai lavorato un solo giorno in vita sua.

Del resto il Governo Gentiloni, nato come fotocopia del Governo Renzi (altro specialista in materia), abbonda di simili fenomeni d’asporto… dalla ministra Marianna Madia (che a suo tempo vantava la sua straordinaria incompentenza come requisito fondamentale), all’imperturbabile Angelino Alfano (ed il di lui fratello piazzato in carico alle Poste) planato dagli Interni agli Esteri con la leggerezza di un clistere. Per non parlare di Valeria Fedeli, diploma di terza media, e per questo elevata a ministro dell’Istruzione e dell’Università.

Almeno il ministro per scherzo Poletti ha la decenza di non millantare lauree che non ha mai conseguito. Lui alla sua ignoranza ci tiene, dal momento che non contano i titoli, e meno che mai le competenze. Bastano gli “amici”. La “politica” poi fa il resto. Dunque di che cosa indignarsi?!? Suvvìa, non siate ipocriti. Questo governo è il più monumentale tributo alla raccomandazione ed all’incompetenza, elevati a straordinari requisiti di potere dal fondo di una cialtroneria senza precedenti. Tutto si può rimproverare ad un Poletti, tranne di non essere coerente con se stesso.

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Profumo di eccellenze

Posted in Masters of Universe, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , on 18 marzo 2017 by Sendivogius

Certo che l’Italia è un paese proprio strano…
Può capitare di avere una laurea in neurochirurgia e non riuscire a trovare un posto nemmeno come bidella con contratto a tempo determinato, perché noi dei cervelli (e massimamente di quelli che pensano) non abbiamo assolutamente bisogno. Puoi essere un plurilaureato in discipline economiche, occuparti (ovviamente a titolo gratuito) di gestione contabile e pratiche fiscali per una pletora di “aziende leader” (che fanno il favore di sfruttarti tanto è l’onore), e trascorrere i successivi dieci anni dal conseguimento della laurea in stage non retribuiti, o rimborsati a forfait per la mirabolante cifra di 500 euro al mese (quando va bene). Perché l’esperienza non basta mai; perché la “formazione” è importante (soprattutto per chi organizza i corsi a pagamento); perché il tempo è prezioso e tanto vale buttarlo nei gironi senza sbocco dello sfruttamento legalizzato di “Garanzia Giovani”, per ritrovarti dopo i 32 anni, senza uno straccio di lavoro, senza un reddito, e null’altro che non sia una pila di attestati inutili, meglio se confinato/a in un limbo infinito di precarietà esistenziale, povertà, ed emarginazione sociale; perché esauriti gli sgravi fiscali e gli incentivi in conto pubblico (che le imprese incassano per farti lavorare a gratis) al “mercato” non servi più. Al massimo puoi ingrassare quell’altro business privato dei “corsi di aggiornamento professionale”, utili come una lampada abbronzante nel deserto del Sahara. Magari può capitarti di subire un trapianto di fegato, avere la sfortuna di sopravvivere all’operazione, e vederti licenziare perché l’azienda-leader, a cui hai regalato 30 anni della tua vita, non ti reputa più idoneo neanche come addetto al controllo delle telecamere.
 Però se ti chiami Alessandro Profumo (e sei vicino al partito che conta), puoi entrare in banca a 20 anni, con contratto a tempo indeterminato, essere inserito nell’area esecutiva come “personale non esperenziato” (meglio se con un diploma di maturità classica, quanto meno pertinente all’ambito creditizio), e nel frattempo cercare di sopravvivere con uno stipendio che (date le ultime restrizioni) attualmente si aggira attorno ai 2.188 euro (lordi) al mese e con quei soldi comprarti l’immancabile laurea privata alla Bocconi (ma non prima dei 30 anni), dove conosci la gente che conta, e con gli amici giusti diventare subito responsabile di un qualche “settore strategico” di una blasonata compagnia privata di revisione contabile. E siccome per certe persone è sempre Natale, può capitare di essere chiamati a dirigere una delle prime banche italiane, UniCredit, condurre una fusione catastrofica con la Capitalia di Cesare Geronzi, dedicarsi allo spaccio indiscriminato di titoli tossici, impiccandosi all’albero degli zecchini d’oro della finanza derivata, dove appendere per il collo qualche migliaio di correntisti, e dopo tre anni di oculata gestione (a.a.2007-2010) chiudere il bilancio con perdite da 10 miliardi di euro (negli anni saliti a 16 miliardi). Per concludere in bellezza, puoi percepire un compenso di 9 milioni e mezzo di euro (a cui magari aggiungerne altri 5,5 di bonus), e dopo appena tre anni consolarsi con un buonuscita da 38 milioni di euro per gli ottimi risultati raggiunti. Poi però per risparmiare il nuovo C.d.A. di UniCredit ha pensato bene di licenziare quasi 9.000 dipendenti che certo gli costavano troppo, in considerazione del “depauperamento patrimoniale”.
Siccome le disgrazie non vengono mai da sole, nel 2012 Alessandro Profumo assurge ai vertici del Monte dei Paschi di Siena; non si accorge di nulla o quasi in merito all’associazione a delinquere che di fatto sta rapinando dall’interno la più antica banca del mondo, e riesce a bruciare 8 miliardi di euro in ricapitalizzazioni fallite. Di questi, la metà sono stati messi ‘graziosamente’ a disposizione del Governo Monti e lasciati in conto a tutti gli italiani. Poi però si chiudono ospedali e si smantella lo stato sociale, perché non possiamo più permettercelo essendo vissuti al di sopra delle nostre possibilità (!). Nel 2015, Profumo, o meglio “Mr Arrogance” come è conosciuto nell’ambiente, lascia finalmente l’istituto senese, ma non prima di aver incassato un’altra liquidazione simbolica per una mezza dozzina scarsa di milioni. Spicciolo più, spicciolo meno.
In un paese dove può capitare che uno si veda respinta la sua domanda di assunzione come portiere condominiale, perché servono almeno tre anni di esperienza continuativa nel “settore”, dove la cassiera di un bar può essere licenziata per un ammanco di 5 euro sui resti, avendo causato “grave nocumento all’azienda”, accade che altri siano invece insostituibili e buoni per tutti gli incarichi a prescindere. E per questo vengono pagati ben oltre il loro peso in oro, nel gioco dei quattro cantoni a poltrone girevoli interscambiabili, quando sarebbe più conveniente non farli lavorare affatto. Aerei, cantieri navali, comunicazioni satellitari, automobili, estrazione idrocarburi, ferrovie… Un settore vale l’altro, perché in alcuni casi la competenza è relativa e la conoscenza dell’attività di produzione che si è chiamati a dirigere è del tutto ininfluente. Ed è per questo che Mr Arrogance può amministrare senza battere ciglio la società “Leonardo” (già Finmeccanica), colosso strategico a partecipazione pubblica dell’industria aerospaziale e nei sistemi di difesa.
Non c’è proprio nulla di cui meravigliarsi. In fondo si tratta di nomine di pertinenza governativa e sicuramente non c’è alcuna ragione di dubitare che l’attuale Presidenza del Consiglio abbia preso le decisioni migliori… In un esecutivo dove il ministro degli Esteri non parla una sola parola d’inglese, il ministro per l’Istruzione e l’Università ha il diploma di licenza media e quello della Giustizia la maturità scientifica, è ovvio che la competenza sia di casa!

Alla peggiore delle ipotesi, si può sempre fare il senatore con una condanna di 9 anni per bancarotta fraudolenta; o magari ‘immunizzarsi’ contro una sentenza già passata in giudicato per peculato. Un Minzolini val bene un Lotti sottosegretario.

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(96) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , on 4 marzo 2017 by Sendivogius

Classifica FEBBRAIO 2017”

ass-face-kenny I partiti politici non hanno mai goduto di grande considerazione. Ultimamente, se possibile, la situazione è persino peggiorata, tanto che le quotazioni generali sono tutte al ribasso. Tuttavia, e nonostante il trend negativo, c’è un parametro fuori scala…
Che il PD fosse nato sotto i peggiori auspici è stata una evidenza fin dai suoi nefasti primordi. In pratica, si è trattato di una gravidanza surrogata in seno alla cosiddetta “sinistra riformista” erede del peggior consociativismo trasformista, che ha trovato più che naturale farsi impiantare un embrione democristiano, per incubare la più grande neoplasia tumorale dai tempi della DC (di cui ne è l’erede peggiore), fino all’irreversibile metastasi finale. Raramente un partito politico è riuscito a sputtanarsi a simili livelli ed in così poco tempo, in una raffica di scandali, di leggi-vergona, cricche elettorali, voti di scambio, commistioni di potere e conflitti di interessi (che nemmeno il Pornonano ai suoi tempi migliori!)… trasformandosi nel più ributtante comitato affaristico-massonico a perenne vergogna dell’indegna costipazione coprolitica che si fa chiamare “partito democratico”.
filomena-mastromarinoPer incompetenza, arroganza, presunzione, cialtronismo, insopportabile prosopopea di ambiziosi fighetti figli di papà, il Partito Bestemmia riesce ad essere surclassato soltanto dalla Setta del Grullo sbraitante, coi suoi sbavanti cagnetti da riporto. Ma qui siamo in presenza di un “Movimento” (masturbatorio) di mani che evidentemente hanno trovato un’alternativa al consumo di pornografia su internet, per esprimere altrove le loro polluzioni adolescenziali di peter-pan mai cresciuti.
E se i partiti declinano, la grande alternativa risiede nel ritorno dell’uomo forte, in un cicciare di attempati energumeni ringhianti, dalle chiome frollate in acconciature improbabili, il cipiglio ducesco del compianto Benito (e la medesima mimica clownesca), secchiate di bava riscaldata in un ribollire di umori fetidi nei quali pescare a piene zampe, per dare colore (tendenziamente sul bruno) all’allegra sagra fascistoide di ritorno. Insomma, si tratta di un grumo di vegliardi in nandropausa, palesemente disturbati, che cercano di compensare il crollo testosteronico con l’esibizione compulsiva delle loro turgide teste di cazzo. Quanto di meglio produce la “gente” (di merda), quando s’inkazza.

Hit Parade del mese:

01 - Coglione del mese01. IL VENTRE DELLA BESTIA

[18 Feb.] «Lanciamo un conto alla rovescia per l’abolizione dei vitalizi. Se questa delibera dovesse essere sabotata, statene certi, convocheremo il popolo italiano sotto al Parlamento e sarà l’Armageddon dei partiti»
(Luigi Di Maio, Vicepresidente del Parlamento)

bossetti02. INSEMINOID

[14 Feb.] «Sono stata inseminata a mia insaputa»
(Ester Arzuffi, la mamma di Bossetti)

ghedini03. COME SEMPRE..!

[12 Feb.] «Forza Italia vuole andare al voto quanto prima e Silvio Berlusconi, come sempre, farà prevalere gli interessi del Paese rispetto ai propri»
(Niccolò Ghedini, l’Azzeccagarbugli del Pornocrate)

di-battista04. PUGNI D’AMORE

[08 Feb.] «Gli attacchi che facciamo sono atti d’amore verso i giornalisti, noi siamo innamorati della stampa libera!»
(Alessandro Di Battista, il Farinacci a 5 stelle)

renzi05. IL PELLEGRINAGGIO ELETTORALE

[15 Feb.] «Sto girando molto per l’Italia e mi capita di ascoltare, vedere, discutere. Modello Scampia, insomma. Mi serve molto e mi aiuta a capire meglio cose che fino a due mesi fa vedevo solo blindato dai cerimoniali. Mi suggerite luoghi da visitare e persone da incontrare? Esperienze che possono essere utili.»
(Matteo Renzi, l’Errante)

renzi206. LE PAROLE SONO IMPORTANTI

[02 Feb.] «So che le elezioni non possono essere il secondo tempo dopo il referendum. Quando si perde a calcio, non ci si riprova con la pallanuoto. Io ho avuto la possibilità di tirare un calcio di rigore il 4 dicembre. Me l’hanno parato… Anzi, l’ho tirato male, malissimo»
(Matteo Renzi, il Filosofo)

renzi307. FUFFALAND

[22 Feb.] «Mentre la politica italiana post-referendaria litiga su tutto o quasi, il mondo fuori continua a correre. Ho deciso di staccare qualche ora – mentre il PD scrive le regole per il congresso – e di dedicarmi ad alcuni incontri di qualità in California. Il futuro, prima o poi, torna….
In questo primo giorno mi ha colpito – tra l’altro – la visita a Tesla, l’innovativa azienda di auto elettriche che ha il quartier generale a Palo Alto.
Ho incontrato il vulcanico fondatore, Elon Musk, una personalità che mi aveva sempre incuriosito molto e che non avevo mai conosciuto prima di oggi. Difficile sintetizzare in breve i contenuti della chiacchierata. La scommessa sulle energie alternative per la mobilità, ma anche per la casa, il sogno di rendere possibile la vita su Marte, il super treno chiamato HyperLoop che sta facendo i primi esperimenti proprio in questi mesi, il design, l’Europa, la sostenibilità.»
(Matteo Renzi, l’Innovatore)

ciccione-di-merda08. IL FROCIOMETRO

[08 Feb.] «Per trovare un etero a Sanremo bisogna cercare in seconda fila Malgioglio. C’è uno squilibrio sul palco, troppi gay. La lobby Lgbt riesce ad imporre ospiti che vogliono obbligarci ai loro stili di vita pericolosi»
(Mario Adinolfi, caso dis-umano)

scotto09. SEMPLIFICAZIONI

[28 Feb.] «La sigla del nostro movimento? Faccio un appello: non chiamateci DP ma AMDP, ovvero Articolo 1 Movimento Democratico Progressista. Ci è venuto in modo abbastanza naturale»
(Arturo Scotto, l’Alternativo)

raggi-grillo-roma10. EVIDENZE

[09 Feb.] «Virginia Raggi è onesta e pure preparata»
(Beppe Grillo, il Garante)

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IL VOLO DI ICARO

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , on 19 febbraio 2017 by Sendivogius

icarusfinal

E se il “potere” fosse esso stesso una malattia dello spirito, che come una droga crea dipendenza per assunzione prolungata nel tempo, con un’intossicazione dagli effetti psicotropi?!?
Complementare al leader psicopatico, la Sindrome di Hybris ne misura la febbre da potere compulsivo. Definita come un disturbo delle personalità di successo nell’ambito del disagio lord-owenpsicopatologico, l’esistenza della Sindrome di Hybris viene postulata per la prima volta nel 2009 dal dottor David Owen, neurologo e medico psichiatra, nonché membro della Camera dei Lords. Dalla sua posizione privilegiata di medico ed esponente politico (Sottosegretario di Stato per la Marina Militare, Ministro della Salute Pubblica e Ministro degli Affari Esteri per conto del governo britannico), Lord Owen elabora un proprio modello interpretativo da applicare in parallelo ai tre disturbi canonici della personalità, onde poterne riadattare la struttura nella comprensione delle dinamiche tossiche del potere, che influenzerebbero l’agire dei personaggi politici (e non solo) allo zenit della loro influenza personale.
blairg-w-bushthatchertrumpberlurenziStrutturata in 14 sintomi di riconoscimento, la Sindrome può essere schematizzata in un modello comportamentale di riferimento, che contraddistingue coloro che ne sono affetti (basterebbe la positività a quattro dei punti elencati). In qualità di portatore insano del morbo, il soggetto infetto:

image8

1) Intende il mondo come un palcoscenico dove poter esercitare il potere, come momento di glorificazione personale.
2) È ossessionato a livello maniacale dalla propria immagine e dal proprio aspetto fisico.
3) Mostra una preoccupazione sproporzionata alla proprio apparire ed alla propria presentazione pubblica.
4) Vive in uno stato esaltatorio (con lui protagonista) che ne contraddistingue la narrazione.
5) Si identifica con la “nazione” e pensa che i suoi interessi siano sovrapponibili ad essa.
6) Parla di se stesso in terza persona, ovvero utilizza un opportunistico ed autoreferenziale “noi”.
7) Nutre una fiducia sperticata nella propria capacità di giudizio, che sconfina nel delirio di onnipotenza; rigetta i consigli ed è insofferente alle critiche, non ammettendo in alcun modo di poter sbagliare.
8) Ostenta disprezzo nei confronti di coloro che percepisce come suoi avversari (veri o presunti che siano).
9) Respinge il giudizio dell’opinione pubblica, rimettendosi al giudizio divino o della “storia”
10) Ha l’incrollabile convinzione di segnare processi epocali, mentre coltiva il suo senso di impunità
11) Si distingue per la perdita di contatto con la realtà, seguita da un progressivo isolamento.
12) È irrequieto ed impulsivo ai limiti dell’imprudenza.
13) È arrogante e incompetente, trascura i dettagli e la preparazione, confida eccessivamente in se stesso, trascurando i normali processi decisionali ed accentrando su di sé le funzioni.
14) È privo di visione programmatica, tanto da trascurare i meccanismi abituali della politica.

sickos

Gli “infetti” portatori dell’agente psicopatogeno nutrono una sovrastima nelle proprie capacità, assolutamente non commisurata alle proprie capacità oggettive, nella bulimia narcisistica del potere inteso come momento inebriante di realizzazione personale, e consumato nell’assoluta autoreferenzialità dello stesso. Come un tossico in crisi di astinenza, l’infetto non può fare a meno della sua dose quotidiana in un crescendo esponenziale, nell’indisponibilità di narcisocondividere alcunché con altri. La sua arroganza è smisurata come la sua presunzione, mentre l’egotica contemplazione di sé coincide con un progressivo distacco dalla realtà, nel disprezzo verso gli altri e nella convinzione della propria invincibilità. Selfie_Renzi_TwitterUnico oggetto di interesse dell’Infetto è se stesso, nell’accrescimento del proprio potere personale e prosecuzione dello stesso al quale tutto è finalizzato. Quando i tratti negativi della sindrome vengono fuori nei leader politici, la capacità di prendere decisioni viene seriamente compromessa, portando a conseguenze disastrose in ambito politico e sociale. E quando ciò avviene, gli effetti sono sempre nefasti, dal momento che tutte le azioni dell’Infetto, autisticamente isolato nella sua funzione di uomo solo al comando, sono volte a rafforzare e sostenere la propria immagine pubblica, trascendendo il proprio ruolo istituzionale e perdendo di vista i veri obiettivi, fino a giungere alla perdita di ogni contatto della realtà, nell’evidenza della propria inadeguatezza ed incompetenza, che il leader è però incapace di vedere o riconoscere pure nella sua evidenza.
syndrome-of-hubrisQuesta perdita di oggettività può alterare la visione del contesto, rischiando degli affondi piuttosto pericolosi in termini di errori di valutazione nei propri confronti, nei confronti delle persone di cui è responsabile, oltre che della situazione complessiva.
Gli eventuali successi lo inducono per eccesso di presunzione ad alimentare la propria arroganza, assumendo un atteggiamento sprezzante nei confronti degli altri e di ogni possibile critica, puntellando il suo bisogno di riconoscimento e di stima con una corte di parassiti “più di corredo che di sostanza”. Il processo è irreversibile per degenerazione costante, fino all’inevitabile tracollo che in genere non investe soltanto l’infetto, ma l’intero apparato posto il suo controllo diretto per un dirompente effetto distruttivo su collasso interno.
hubrisFare nomi ed esempi è superfluo… Noterete come la sintomatologia sia diffusa insieme al morbo ed al numero degli infetti che occupano posizioni di potere, aspirano alle stesse, o più semplicemente non le vogliono mollare. A voi trarre le conseguenze…

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Overlook Hotel

Posted in Business is Business, Masters of Universe with tags , , , , , , , , on 8 gennaio 2017 by Sendivogius

shining-partyPerché l’economia italiana non cresce? Perché, a dispetto dei media prezzolati che fantasticano di riprese immaginarie, in un paese che non esiste se non nelle loro narrazioni romanzesche, l’Italia sta entrando (caso unico) nel settimo anno consecutivo di una crisi senza soluzione? Forse perché al netto di una classe politica totalmente azzerbinata agli istinti predatori di un capitalismo selvaggio e (in)opportunamente assistito in conto pubblico, abbiamo la peggiore casta ‘imprenditoriale’ del pianeta, a prova di qualunque rottamazione, merito o ricambio che sia, di cui la “politica” non è altro che supina emanazione a tutela corporativa di interessi particolarissimi. Una cosca padronale che detta l’agenda e re-inventa la realtà, a seconda delle proprie convenienze.
Soltanto un mese fa, le proiezioni per l’anno 2017 erano queste…
Le Profezie di ConfindustriaPoi il referendum costituzionale è andato come doveva andare, perché il popolo è molto meno cialtrone dei suoi padroni, e con la stessa noncuranza (e immutata faccia da culo) i sedicenti “centri studio” di settore, dinanzi alla mancata apocalisse ampiamente preannunciata con dovizia di numeri sparati a cazzo, sono subito corsi ai ripari con una nuova infornata di dati riadattati alla situazione contingente…

In poche settimane [????] lo scenario economico globale è cambiato. Nuovi fattori si sono materializzati, sebbene alcuni maturassero da tempo. Per numero e rilevanza costituiscono uno snodo cruciale di una lunga crisi. In un nuovo contesto il Centro Studi Confindustria (CSC) rivede al rialzo le previsioni per l’Italia.”

le-cazzate-di-confindustriale-cazzate-di-confindustria-2

Contrordine compari! Abbiamo cambiato idea. E infatti per il 2017 il mitico C.S.C stima gli investimenti aumenteranno dal 2% al 2,8% entro il mese di Settembre, insieme alle altre mirabolanti previsioni di una ripresa infallibile:

PIL: +0,8%
Consumi: +1%
Investimenti: +2,1%
Esportazioni: +2,4%
Occupazione: +0,6%
Saldo commerciale: +3,4%

Perché la “ripresa mondiale più solida” ed il “commercio mondiale è in ripartenza”. Le “borse azionarie sono in rialzo”, così come i tassi di interesse. E soprattutto sono stati superati i minimi dell’inflazione (infatti l’Italia è entrata ufficialmente in deflazione come non accadeva da 60 anni!). Ma vabbé, non vorrete mica stare a guardare il capello?!?
overlook_hotelE cosa di grazia avrebbe provocato un simile miracolo economico?
shining Udite! Udite! La causa di siffatto miglioramento sarebbe l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti (!!). Gli alfieri del libero mercato, i sacerdoti della “mano invisibile” che tutto regge e tutto regola, i cantori dello “stato minimo” e del laissez faire, in nome dello spirito salvifico del capitale globalizzato, hanno disseppellito John Maynard Keynes resuscitato a nuova vita. Anzi, di più! Secondo il famigerato Centro Studi di Confindustria, l’organo di propaganda economica dei padroni delle ferriere, la soluzione della crisi economica è in realtà a portata di mano grazie ad un piano rivoluzionario, con l’adozione di una sorta di socialismo di mercato applicato al contrario: togliere ai poveri per dare ai ricchi; smantellare l’intero settore pubblico e sfondare i vincoli di bilancio, per impiegare tutte le risorse statali nel sostegno di un capitalismo assistito, con l’ovvia distribuzione privata dei profitti, attraverso la socializzazione delle perdite.
capitalist-pigCome piatto del giorno, Confindustria ‘suggerisce’:
1) Maggiori investimenti pubblici, con l’elargizione di maxi incentivi fiscali a carico dello Stato per rinnovare il suo obsoleto parco industriale fermo agli Anni ’70.
2) Politiche di bilancio espansive, da attuare tramite il ricorso a maggior deficit nella legge di bilancio e allentando i vincoli di stabilità, per rifinanziare il debito così creato attraverso un tagli radicale dei servizi pubblici e sociali.
3) Ricorso al protezionismo di Stato (magari con l’introduzione di dazi doganali), in quanto “legittimato grazie alle promesse di Trump” (!). E alla faccia di quella globalizzazione e fluidità dei capitali con la quale ce l’hanno menata per 20 anni; quando i padroni ingrassavano come maiali, andando a sfruttare la manodopera schiavizzata negli angoli più remoti del pianeta, mentre delocalizzavano le produzioni, invocando la totale assenza di regole e smantellando interi distretti industriali.
pigs-troughE il “popolo”?!? Come diceva il Poeta, er popolo se gratta!

La Patria sta tranquilla;
annamo a colazzione…
E er popolo lontano,
rimasto su la riva,
magna le nocchie e strilla:
– Evviva, evviva, evviva… –
E guarda la fregata
sur mare che sfavilla.

Padroni di merda!

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Job-Land in Act

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , on 20 dicembre 2016 by Sendivogius

culatelle

Caro Ministro Poletti,
Le sue scuse mi imbarazzano tanto quanto le sue parole mi disgustano.
giuliano-polettiSiamo quelli per cui il Novecento è anche un patrimonio cinematografico invidiabile, che non inseguiva necessariamente i botteghini della distribuzione di massa, e lì imparammo che le parole sono importanti, e lei non parla bene.
Non da oggi.
A mia memoria da quando il 29 novembre 2014 iniziò a dare i numeri sul mercato del lavoro, dimenticandosi tutti quei licenziamenti che i lavoratori italiani, giovani e non, portavano a casa la sera.
licenziamentiContinuò a parlare male quando in un dibattito in cui ci trovammo allo stesso tavolo dichiarò di essere “il ministro del lavoro per le imprese”, era il 18 aprile del 2016.
futuro-ritorno-lavoro-1a Noi, quei centomila che negli ultimi anni siamo andati via, ma in realtà molti di più, non siamo i migliori, siamo solo un po’ più fortunati di molti altri che non sono potuti partire e che tra i piedi si ritrovano soltanto dei pezzi di carta da scambiare con un gratta e vinci.
Parlo dei voucher, Ministro.
E poi, sa, anche tra di noi che ce ne siamo andati, qualcuno meno fortunato esiste. Si chiamava Giulio Regeni, e lui era uno dei migliori. L’hanno ammazzato in Egitto perché studiava la repressione contro i sindacalisti e il movimento operaio. L’ha ammazzato quel regime con cui il governo di cui lei fa parte stringe accordi commerciali, lo stesso governo che sulla morte di Giulio Regeni non ha mai battuto i pugni sul tavolo, perché Giulio in fin dei conti cos’era di fronte ai contratti miliardari?
Intanto, proprio ieri l’Inps ha reso noto che nei dieci mesi del 2016 sono stati venduti 121 milioni e mezzo di voucher. Da quando lei è ministro, ne sono stati venduti 265.255.222: duecentosessantacinquemilioniduecentocinquantacinquemiladuecentoventidue.
Non erano pistole, è sfruttamento.
Sa, qualcuno ci ha rimesso quattro dita a lavorare a voucher davanti a una pressa. È un ragazzo di ventuno anni, non ha diritto alla malattia, a niente, perché faceva il saldatore a voucher. Oggi, senza quattro dita, lei gli offrirà un assegno di ricollocazione da corrispondere a un’agenzia di lavoro privata. Magari di quelle che offrono contratti rumeni, perché tanto dobbiamo essere competitivi.
contratti-di-lavoro-2015Quelli che sono rimasti sono coloro che per colpa delle politiche del suo governo e di quelli precedenti si sono trovati in pochi anni da generazione 1000 euro al mese a generazione a 5000 euro l’anno.
Lo stesso vale per chi se n’è andato e forse prima o poi vi verrà il dubbio che molti se ne sono andati proprio per questo.
Quelli che sono rimasti sono gli stessi che lavorano nei centri commerciali con orari lunghissimi e salari da fame.
babbo-natale-sciopero-polizia-precario-il-manifestoQuelli che fanno i facchini per la logistica e vedono i proprio fratelli morire ammazzati sotto un tir perché chiedevano diritti contro lo sfruttamento. Sono quelli che un lavoro non l’hanno mai trovato, quelli che a volte hanno pure pensato “meglio lavorare in nero e va tutto bene perché almeno le sigarette posso comprarle”.
Sono gli stessi che non possono permettersi di andare via da casa, o sempre più spesso ci ritornano, perché il suo governo come altri che lo hanno preceduto, invece di fare pagare più tasse ai ricchi e redistribuire le condizioni materiali per il soddisfacimento di un bisogno di base e universale come l’abitare, ha pensato bene di togliere le tasse sulla casa anche ai più ricchi e prima ancora di approvare il piano casa.
È lo stesso governo che spende lo zero percento del Pil per il diritto all’abitare.
È lo stesso governo che si rifiuta di ammettere la necessità di un reddito che garantisca a tutti dignità.
contratti-netti-a-tempo-determinato-nel-primo-semestre-2016Ma badi bene, non sono una “redditista”, solo che a fronte di 17 milioni di italiani a rischio povertà, quattro milioni in condizione di povertà assoluta, mi pare sia evidente che questo passaggio storico per l’Italia non sia oggi un punto d’arrivo politico quanto un segno di civiltà.
Ma vorrei essere chiara, il diritto al reddito non è sostituibile al diritto alla casa, sono diritti imprescindibili entrambi.
E le vorrei sottolineare che non è colpa dei nostri genitori se stiamo messi così, è colpa vostra che credete che siano le imprese a dover decidere tutto e a cui dobbiamo inchinarci e sacrificarci.
art-18-italia-investitori-esteri1I colpevoli siete voi che pensate si possano spostare quasi 20 miliardi dai salari ai profitti d’impresa senza chiedere nulla in cambio (tanto ci sono i voucher) e poi un anno dopo approvate anche la riduzione delle tasse sui profitti. Così potrete sempre venirci a dire che c’è il deficit, che si crea il debito e che insomma la coperta è corta e dobbiamo anche smetterla di lamentarci perché, mal che vada, avremo un tirocinio con Garanzia Giovani.
picsartI colpevoli siete voi che non credete nell’istruzione e nella cultura, che avete tagliato i fondi a scuola e università, che avete approvato la buona scuola e ora imponete agli studenti di andare a lavorare da McDonald e Zara.
Sa, molti di quei centomila che sono emigrati lavorano da McDonald o Zara, anche loro hanno un diploma o una laurea e se li dovesse mai incontrare per strada chieda loro com’è la loro vita e se sono felici. Le risponderanno che questa vita fa schifo. Però ecco: a differenza di quel che ha decretato il suo governo, questi giovani all’estero sono pagati.
alternanza-scuola-lavoroMa il problema non è neppure questo, o quanto meno non il principale.
Il problema, ministro Poletti, è che lei e il suo governo state decretando che la nostra generazione, quella precedente e le future siano i camerieri d’Europa, i babysitter dei turisti stranieri, quelli che dovranno un giorno farsi la guerra con gli immigrati che oggi fate lavorare a gratis.
A me pare chiaro che lei abbia voluto insultare chi è rimasto piuttosto che noi che siamo partiti. E lo fa nel preciso istante in cui lei dichiara che dovreste “offrire loro l’opportunità di esprimere qui capacità, competenza, saper fare”.
renzi-che-lavoraLa cosa assurda è che non è chiaro cosa significhi per lei capacità, competenze e saper fare.
Perché io vedo milioni di giovani che ogni mattina si svegliano, si mettono sul un bus, un tram, una macchina e provano ad esprimere capacità, competenze, saper fare. Molti altri fanno la stessa cosa ma esprimono una gran voglia di fare pure se sono imbranati. Fin qui però io non ho capito che cosa voi offrite loro se non la possibilità di essere sfruttati, di esser derisi, di essere presi in giro con 80 euro che magari l’anno prossimo dovranno restituire perché troppo poveri.
redditoNon è chiaro, Ministro Poletti, cosa sia per lei un’opportunità se non questa cosa qui che rasenta l’ignobile tentativo di rendere ognuno di noi sempre più ricattabile, senza diritti, senza voce, senza rappresentanza. Eppure la cosa che mi indigna di più è il pensiero che l’opportunità va data solo a chi ha le competenze e il saper fare.
Lei, ma direi il governo di cui fa parte tutto, non fate altro che innescare e sostenere diseguaglianze su tutti i fronti: dalla scuola al lavoro, dalla casa alla cultura, e sì perché questo succede quando si mette davanti il merito che è un concetto classista e si denigra la giustizia sociale.
Perché forse non glielo hanno mai spiegato o non ha letto abbastanza i rapporti sulla condizione sociale del paese, ma in Italia studia chi ha genitori che possono pagare e sostenere le spese di un’istruzione sempre più cara. E sono sempre di più, Ministro Poletti.
Lei non ha insultato soltanto noi, ha insultato anche i nostri genitori che per decenni hanno lavorato e pagato le tasse, ci hanno pagato gli asili privati quando non c’erano i nonni, ci hanno pagato l’affitto all’università finché hanno potuto. Molti di questi genitori poi con la crisi sono stati licenziati e finita la disoccupazione potevano soltanto dirci che sarebbe andata meglio, che ce l’avremmo fatta, in un modo o nell’altro. In Italia o all’estero. Chieda scusa a loro perché noi delle sue scuse non abbiamo bisogno.
Noi la sua arroganza, ma anche evidente ignoranza, gliel’abbiamo restituita il 4 dicembre, in cui abbiamo votato No per la Costituzione, la democrazia, contro l’accentramento dei poteri negli esecutivi e abbiamo votato No contro un sistema istituzionale che avrebbe normalizzato la supremazia del mercato e degli interessi dei pochi a discapito di noi molti.
Era anche un voto contro il Jobs Act, contro la buona scuola, il piano casa, l’ipotesi dello stretto di Messina, contro la compressione di qualsiasi spazio di partecipazione.
E siamo gli stessi che faranno di tutto per vincere i referendum abrogativi contro il Jobs Act, dall’articolo 18 ai voucher, la battaglia è la stessa.
Costi quel che scosti noi questa partita ce la giochiamo fino all’ultimo respiro.
E seppure proverete a far saltare i referendum con qualche operazioncina di maquillage, state pur certi che sugli stessi temi ci presenteremo alle elezioni dall’estero e dall’Italia.
Se nel frattempo vuole sapere quali sono le nostre proposte per il mondo del lavoro, ci chiami pure. Se vi interessasse, chissà mai, ascoltare.

marta-fanaMarta Fana
(Ricercatrice italiana a Parigi)

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