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LEGIONI DI IMBECILLI

Posted in Kulturkampf, Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , on 24 novembre 2019 by Sendivogius

Le descrizioni per definire un imbecille sono infinite, esattamente come le sue varianti. Perché l’imbecillità è proteiforme, garrula nelle sue manifestazioni, abitudinaria nelle sue ossessioni, e predilige la coltivazione virale in colonie, se le si offre la possibilità di ‘socializzare’, fornendole una regia.
Che cos’è dunque un imbecille?
 Ernesto Lugaro, che veniva dalla scuola di Lombroso e seguiva un indirizzo organicistico, in un suo contributo del 1933, ne definiva la natura patologica complementare all’idiozia, come…

«Un difetto grave, ma non gravissimo, dello sviluppo psichico, che consente l’uso anche largo della parola (per lo più con qualche difetto d’articolazione: lamdacismo, rotacismo e altre forme di blesità), ma non permette un profitto scolastico tale da riuscire praticamente utile nei rapporti sociali.
Al disotto degl’imbecilli stanno gl’idioti, al disopra e fino ai limiti della normale mediocrità stanno i semplici di spirito. La relativa ricchezza di sviluppo psichico (al paragone con gl’idioti) consente agl’imbecilli una psicologia più complessa e ricca di anormalità intellettuali e morali.
Gl’imbecilli sono spesso fatui, vanitosi, bugiardi, ipocriti, volubili, riottosi, ribelli, crudeli. Possono presentare crisi distimiche, delirî di grandezza o di persecuzione, pervertimenti sessuali, insensibilità morale, tendenze criminali

In pratica, la descrizione sembra adattarsi perfettamente alla fauna di scimmie analfabete ma iperconnesse, che imperversano sugli (anti)social lanciandosi palle di escrementi tra loro, nella prevalenza maggioritaria di un fenomeno non statisticamente rilevabile. Tale è la sua diffusione di massa, per un condensato di disagio più psichico che sociale, piagnonismo parassitario e grettezza amorale; analfabetismo funzionale che si crogiola compiaciuto nella più crassa ignoranza, esibita peraltro a titolo di vanto e scambiata dal tronfio citrullo come compiuta espressione di senso pratico. È qualcosa che trascende il vecchio coglione pre-digitale da cui pure discende… non foss’altro perché quest’ultimo costituiva un caso isolato su interazione ristretta. Soprattutto, non possedeva il velleitarismo ideologico e le ambizioni pseudo-politiche dei troppi coglioni inopportunamente viralizzati, che nel frattempo sono cresciuti e si sono moltiplicati fino a diventare legione, nell’incontinenza declamatoria e nella sicumera assolutoria che l’Unione Anonima Imbecilli infonde ai miserabili di spirito.

Devozione Sovrana

Non possedevano l’illusoria potenza del branco, seppur gregari ad un capo, per una miscela venefica che nulla ha di ‘esplosivo’, a parte il fragore dei peti coi quali ammorba l’etere.
Sono gli avanzi di popolo, compostati in gentismo; pattume delle ragione, percolato nelle discariche virtuali di un non-luogo digitale, dove dare forma ai loro inferni immaginari. Insomma, una scatola vuota da riempire con pulsioni irrazionali, ossessioni paranoiche, rancori ribolliti nell’astio delle proprie distorsioni cognitive, e pensierini minimi mutuati dalla retorica pubblicitaria.
E se l’imbecillità è fenomeno assolutamente trasversale nelle sue espressioni, sarà poi davvero una casualità che le ribollenti cloache del sovranismo si siano rivelate il collettore privilegiato degli umori più fetidi di una nazione infetta?
Nell’Italietta nostalgica e fascistoide, ora appestata dal germe nazi-populista, il terrore dell’Uomo Nero è stato esorcizzato con l’adorazione dell’Uomo in nero, ovviamente riadattato ai gusti pacchiani ed alla volgarità del tempo presente, attraverso l’eucaristia mistica col corpo del sovrano, sogno proibito delle cagne rabbiose del fascioleghismo in calore…

Ecce HomoEcce Homo!

Ovverosia, lo sozzo borraccione, lascivo e pantagruelico, che colleziona divise e crocifissi, tra accessoristica segnaletica su felpa, raccolte di citazioni ducesche, camicie nere, e soprattutto fondi neri dalla Russia con fervore.
Salvini e GattiniÈ l’aspirante reginetta dei social che infesta ogni piattaforma disponibile con la sua muta sbavante di ultrà da tastiera in pieno deliquio orgasmico, contribuendo ad elevare la qualità dei contenuti, tra un’abbuffata e l’altra.
Va da sé, che da una bocca così può uscire davvero di tutto…
Una persona a malapena normodotata, giusto un’unghia sopra la soglia del sottosviluppo mentale, sa benissimo che (TUTTI) gli ospedali sono aperti 7 giorni su 7, per 365 giorni all’anno (festivi inclusi), 24h su 24h. Perciò, per scrivere simili cazzate, vuol dire che non hai alcun argomento a disposizione (plausibilissimo); oppure sai e consideri il tuo elettorato composto da inguaribili cazzoni (in malafede), senza alcuna possibilità di recupero.
Ed in tal caso non c’è ricovero che tenga!
Che poi è solo la punta dell’iceberg di una disinformazione strategica, nella continua manipolazione delle notizie, distorsione dei fatti, e falsificazione costante della Storia fino alla negazione della stessa. Giusto per dimenticare.
E che si autoalimenta di contributi indotti, per spirito di emulazione, da parte di chi non sa nulla e sproloquia su tutto.
È la catechesi di una folla di casi umani implotonati dietro al Mussolini di ghisa, tanto vogliono essere ipnotizzati dalle sue fanfaluche.
Quindi inutile meravigliarsi (ma anche sì!) dell’incredibile livello di minchioneria assortita, dabbenaggine, e vero e proprio ritardo mentale che sembra affliggere una pletora di incontinenti coglioni fuori scala dal commento compulsivo.
Gente incapace di capire ciò che legge, e finanche di vedere, ciò che va commentando senza posa, tanto è incontenibile la smania di correre a cagare la stronzata fumante di turno e fugare ogni dubbio sulla natura testicolare dei commentatori, nonché il (grave) ritardo cognitivo che affligge la loro condizione di disturbo psicopatologico.
Sono i nazi-patrioti italioti, in guerra soprattutto con la lingua italiana, prima ancora che con la ragione…
C’è la cretina (e qualche altro migliaio non da meno) che saluta i ciechi agitando le manine, sicura com’è che possano vederle e commuoversi assieme a lei per tanto entusiasmo.
C’è quella in astinenza da complotti, mentre si produce in interpretazioni cabalistiche sull’avvento dell’Anticristo.
C’è quell’altro ritardato mentale che confonde un quotidiano per l’altro, tanto sono tutti “giornaloni” e lui ha un solo capitone da leccare sempre.
C’è quell’altro ancora che davvero crede che il Presidente della Repubblica si esprima come il suo ubriaco da bar preferito (lo trova normalissimo), convinto che Mattarella faccia serata in discoteca ad Ibiza!

Ci sono pure quelli che scambiano un evidente fotomontaggio, con tanto di gioco di parole, per realtà… Pensano che una roba del genere possa esistere per davvero. La scambiano per vivisezione. E si indignano!! Allora ti rendi conto che il bacino in cui pescare è potenzialmente infinito.
Però ammettiamolo… almeno ci regalano un sorriso. Questa è gente che ha il magico potere di riuscire ancora a stupirci. Quando si pensava fosse stato raggiunto il fondo, questi iniziano a scavare ancora più in basso. Perché la merda sembra non bastare mai, tanto piace loro. La cercano e la gustano con avidità voluttosa…
E allora perché mai negargliela, in tutta la sua bulimica abbondanza?!?

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Il Risolutore

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , on 16 novembre 2019 by Sendivogius

«Abbiamo risolto la crisi dell’ILVA.
E lo abbiamo fatto meglio di quelli di prima (il PD n.d.r).
Abbiamo raggiunto il miglior accordo sindacale e ambientale possibile. Nessun esubero, nessun licenziamento, tutti assunti con l’Articolo 18 e quindi non con il Jobs Act. Abbiamo installato tecnologie a Taranto che riducono del 20% le emissioni nocive e tutti i termini di realizzazione degli interventi ambientali per garantire la salute dei cittadini di Taranto si sono accorciati.
In tre mesi abbiamo risolto la crisi dell’ILVA, quando quelli di prima in sei anni non erano stati capaci

Luigi Di Maio
(08/09/2018)

AFP PHOTO / Carlo Hermann

Era giusto un anno fa, quando il gongolante ministro del sottosviluppo, prima di emigrare alla Farnesina per gli straordinari meriti conseguiti sul campo, si produceva in una di quelle intemerate via Facebook, da lasciare a futura memoria per gli antropologi.
Uno sbrodolante Fatto Quotidiano, organo ufficioso del non-partito, per celebrare l’evento si produceva allora in uno di quei pezzi memorabili di giornalismo indipendente, quello con la schiena dritta e lingua asciutta, da far tremare di vergogna la casta dei grandi giornaloni asserviti al potere. Tanto è l’entusiasmo che il FQ non riesce a contenere,  tra i contorcimenti dell’estasi in un irrefrenabile orgasmo multiplo, dinanzi alle eccezionali prestazioni di Giggino, statista incompreso, con gli esiti attualmente ben noti quanto lontani dalla vulgata agiografica…

 «Settecento posti in più da subito ed esuberi azzerati, mentre l’accordo proposto dall’ex titolare del ministero di via Veneto prevedeva che a gestirli fosse una società che avrebbe “vissuto” dei lavori assegnati da AmIvestco e, in caso di insuccesso, Invitalia. Sale da 200 a 250 milioni la dote pubblica per indurre circa 2500 dipendenti all’uscita anticipata. Sul fronte ambientale è anticipata al 2019 la copertura dei parchi minerari.
Da una parte 10.700 assunzioni subito in Ilva da parte di AmInvestco, la garanzia di azzerare gli esuberi rimasti nel 2023 senza tagliare gli stipendi e 250 milioni di soldi pubblici, per incentivare gli esodi. Dall’altra 10mila dipendenti diretti subito riassunti più 1.500 posti di lavoro garantiti attraverso la Società per Taranto e Genova a partecipazione statale – attraverso enti locali e Invitalia – con 200 milioni per coprire le uscite volontarie

Un livello di piaggeria tragicamente comica mai raggiunta nemmeno, per dire, dai panegirici del retore Temistio, che celebrava le fantomatiche vittorie dell’imperatore Valente contro gli invasori Goti, poco prima che quest’ultimo venisse spazzato via con la quasi totalità delle legioni orientali dell’esercito romano nella catastrofica disfatta di Adrianopoli.
Oggi come allora, per i secoli a venire, ci chiederemo anche noi in che modo tutto ciò sia stato possibile, senza naturalmente trovare una risposta abbastanza valida per spiegare come questo paese continui a sfoderare personalità geniali (sempre meno) e frotte di incommensurabili coglioni vanagloriosi dalla siderale minchioneria fuori scala, elevata ad espressione metafenomenica, perché decisamente oltre…!

FenomenoloGiggineria

 «Resteranno gli anni di Giggino. L’epopea del bibitaro divenuto principe. Il romanzo del giovane povero (di talenti) proiettato ai vertici del Paese, a capo d’un movimento politico, a discutere di governi e premierati, a dettare condizioni e interloquire col Capo dello Stato. La misteriosa congiunzione astrale, anzi proprio l’allineamento dei pianeti che ha consentito a un giovanotto senza doti, cultura, qualità, competenze, esperienza, carattere di diventare un politico di primo piano senza nemmeno un minimo di gavetta, di apprendiStato, di lettura di bignamini istituzionali. Un’ascesa che solo la letteratura potrà davvero raccontare, come si raccontano le imprese leggendarie e le creature inspiegabili.
Non fraintendete: l’essere bibitaro, in sé, sarebbe persino una qualità. Dopotutto, i padri costituenti sognavano un Parlamento affollato di bibitari, lavandaie, minatori: l’epica della costruzione di sé e del Paese malgrado le condizioni di partenza appartiene non solo alla generazione dei nostri avi, ma proprio allo spirito della Costituzione, all’edificazione corretta della democrazia rappresentativa. Però un passo necessario, in questo percorso luminoso, sarebbero lo studio e l’acquisizione di competenze, unica via di riscatto da condizioni sociali o personali sfavorite. Dai campi e dalle officine, e certamente anche dallo stadio San Paolo, agli scranni più alti, ma studiando. Questo è il passaggio che la storia di Giggino il Miracolato salta a piè pari.

E infatti eccolo lì, a capo d’un movimento che persino teorizza l’uno vale uno, e per cui l’assenza di competenze è un vanto e una garanzia, così come il disprezzo per le prassi, i galatei, le forme, i copioni istituzionali che si ignorano, si vilipendono, si ascrivono, con franca superbia, al mondo dei compromessi e degli “inciuci” che si vuole, legittimamente, sterminare. Salvo non sapere bene dove collocarlo e che aspetto dar loro.
Manco a dirlo, il prode Giggino si trova coinvolto nel momento di maggior confusione, di aperto caos istituzionale: colonna d’un governo e ministro del Lavoro (e già questo avrebbe dovuto toglierci il sonno), capo d’un movimento che in Parlamento ha il 32%, vicepremier d’un premier che ha voluto imporre proprio perché era terzo e non accostabile ad alcuna forza politica, un tecnico ma senza dire la parola “tecnico” (che le folle si turbano e sentono odore di competenza, quindi di corruzione a prescindere, secondo i dettami del Sacro Blogghe), un prestanome e prestafaccia che coprisse la realtà d’un governo di ricatto e squilibrio. E poi membro d’una coppia scoppiata, tradito dal consorte di vicepremierato, colpito e affondato con solo un gemito, uno sguardo ferito nel volto d’eterno ragazzino sbigottito, uno a cui viene voglia di prendere la mano e dire: “Siediti, che ti spiego io cosa sta succedendo”, e dargli un bicchiere di latte con la cannuccia.
Ora dicono sia asserragliato nel bunker, a ripetersi i suoi venti punti per non scordarli, a contare e ricontare i successi di 14 mesi di sgoverno i cui nodi stanno per venire al pettine (ed è forse questo il motivo per cui l’ex sodale e collega di vicepremierato, il Ministro della Giustizia Sommaria, inventore dei porti chiusi e delle libere moto d’acqua in libero Papeete, s’è dato a una fuga scomposta).
Chissà dove finirà l’epopea di Giggino l’Inconsapevole, Giggino l’Immodificabile, Giggino che pure come personaggio da romanzo ha il problema obiettivo di cominciare e finire allo stesso modo, senza che le circostanze riescano a cambiarlo. Chissà dove arriverà – Gigino a Palazzo Chigi? Gigino al Quirinale? Gigino imperatore della Galassia? – e cosa riuscirà a combinare, nel frattempo. Un giorno, forse sarà la fantascienza a raccontare questi momenti, perché non vadano perduti come lacrime nella pioggia

  (01/09/2019 – manginobrioches)

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(127) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , on 28 settembre 2019 by Sendivogius

Classifica SETTEMBRE 2019”

 Eccitante come un cubetto di gelatina riscaldato, il nuovo esecutivo di responsabilità per atto di generosità (a Loro piace chiamarsi così) suscita meno vibrazioni di una lastra in carbonio e grafite, tra giri di valzer e riposizionamenti delle sue componenti quanto mai instabili.
In tre settimane di rassicurante stasi criogenica a cui ci sta lentamente abituando il leccatissimo ConteBis, la sua gracile creaturina stenta a muovere i primi passi, mentre gattona in cerca di scopo. Al momento però si distingue per due formidabili risultati, più che mai evocativi delle promesse future…
Si segnala la proposta di introdurre una tassazione speciale sulle merendine e le bibite gassate, nella sacra crociata contro il proliferare dei saccarosi e dei grassi saturi. Con i nuovi introiti, si pensa di finanziare la ricerca universitaria, aumentare lo stipendio degli insegnanti, combattere il cambiamento climatico e, già che ci siamo, scongiurare pure l’aumento dell’IVA, qualora dovesse avanzare ancora qualcosa da così straordinario gettito, commisurato in miliardi di euro.
Ma soprattutto le cronache ricorderanno l’incredibile promozione di Giggino Di Maio a niente meno che Ministro degli Esteri..!
Cioè, parliamo di uno che non sa fare nulla, non mastica nemmeno per sbaglio una sola lingua straniera (e questo non sarebbe un dramma insormontabile, se sapesse almeno parlare in italiano!), ha seri problemi con la Geografia (per tacera della Storia, nonché della sua guerra personale contro congiuntivi e consecutio temporum). Trattasi del “capo politico” che voleva indire un referendum per uscire dall’euro e continua ad usare il ministero come fosse una sede di partito, per le riunioni coi suoi sottopanza…
Una roba surreale, al cospetto della quale persino uno come il mai dimenticato Al-fano pare un gigante di competenze e serietà! E comprenderete bene la tragedia dell’assurdo.
Ridete?!? Be’ fate male..!
Venuta meno ogni inibizione, dall’altra parte c’è un’orda rabbiosa di buzzurri incanagliti dalla crisi ed in pieno processo di nazificazione, pompati ad arte da Giorgina, l’aspirante ducia di Garbatella, e dall’ingordo Capitone spiaggiato e ribollito nei suoi rancori, dopo il più clamoroso suicidio politico della storia recente, per eccesso di hybris nella propria bulimia di potere dopo la sbronza da mojito.

È tra l’altro lo stesso energumeno da bettola, che adesso, mal digerita la grande abbuffata, blatera di “governo abusivo del tradimento”“orgoglio italiano”… e “onore” da tributare a questo o quell’altro figuro in uniforme, come un qualunque fascistello da stadio (ovviamente amici suoi).
Inutile ricordare all’Olindo e Rosa dell’italico sovranismo, che in una democrazia parlamentare nessun governo è “abusivo” se gode della fiducia delle Camere. E quantunque non sarebbe più abusivo di uno che si candida in un cartello elettorale, salvo perdere le elezioni, eppoi andare al governo col partito avverso; quindi presentarsi alle elezioni locali coi vecchi alleati, contro il partner di governo. Parliamo dello sformato capitano della già “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania”, che ora si ammanta di tricolori e ripete ossessivamente “italiano” ogni due parole, come nelle pubblicità di una nota marca di insaccati (la variante sovranista al wurstel).
Ma questo non ditelo al bolso gargarozzone sudaticcio e senza fondo, che s’agita sui palchi del nazi-raduno di Pontida, mentre si avvinghia alla piccola figurante, chiamata ad interpretare la parte della bambina di Bibbiano, ed ingaggiata appositamente per la farsa disgustosa.
In quanto al “tradimento”…

10/01/2019: “Ho tanti difetti, ma se prendo un impegno lo porto fino in fondo, non mi interessa dei sondaggi, c’è un programma da portare fino in fondo. Non lascio niente a metà e non voglio far saltare nessun governo”.

09/02/2019: “Mi dicono: la Lega è il primo partito, tu sei il politico più importante, fai saltare tutto così puoi eleggere più deputati e più senatori. A queste persone dico: la mia parola vale più di qualsiasi sondaggio. Non faccio saltare un governo per dei sondaggi… no!”.

09/03/2019: “L’Italia ha bisogno di sviluppo, di riforme, di lavoro. Altro che crisi, regaleremo al Paese 5 anni di governo, non si gioca con il futuro degli italiani”.

23/04/2019: “La crisi di governo è solamente nelle teste di Repubblica e Corriere, noi andiamo avanti sereni”.

29/05/2019: “Dopo questo voto non cambia nulla: pensate che abbia convenienza ad andare all’incasso? Io no, non ho incassi personali, partitici o politici all’orizzonte. Il mio orizzonte dura quattro anni. Non ci sono problemi o lusinghe in vista che mi possano far cambiare idea. Questa alleanza ci permette di fare quello che sognavamo da anni.”

Poi però, proprio perché convinto dai sondaggi, ha pensato bene di far cadere il governo alla vigilia di Ferragosto, perché voleva i “pieni poteri”, pensando al contempo di continuare a rimanere ministro dell’Interno fino all’insediamento del nuovo esecutivo ed in tal ruolo gestire le elezioni dal Viminale (una roba che manco nell’Argentina di Videla!), salvo dare dei vigliacchi e traditori a chi semplicemente non gli ha permesso di diventare il caudillo d’Italia, prestandosi a far da complici nella sua personale battaglia per il potere assoluto.
Dopo i comizi volanti alla Hitler, le invettive contro i nemici del popolo, gli manca solo di denunciare il complotto dei “Criminali di Agosto” (in luogo di quelli di Novembre), recriminare di pugnalate alla schiena, e la parabola weimeriana potrebbe dirsi completa.
Tuttavia, è latente il sospetto che la ringhiante accoppiata ‘sovrana’ del nazisploitation, ultimamente non sembra passarsela troppo bene, in attesa di rinnovare anch’essi il campionario…
Alla perenne ricerca di un nemico da far manganellare agli squadristi del web, nel tentativo di diversificare dalla solita caccia al negro, col linciaggio in effigie dell’immigrato che delinque in attesa dei roghi veri, a Giorgina (l’Ilsa nana de’Noantri) ed al suo amichetto barbuto di giochi sembra non restare altro che rispolverare i soliti attacchi all’esecrata Laura Boldrini (intramontabile must di sicuro successo per i prepuzietti bianchi delle succursali italiote del KKK) ed attingere agli ossari del clericalismo più reazionario, per galvanizzare le Vandee d’Italia nel ritrovato spirito sanfedista degli atei-devoti, che si traduce in sventolamenti di rosari, acquisto all’ingrosso di stock di crocifissi made in china da distribuire nelle scuole (Ferrara), consacrazioni al “Cuore Immacolato di Maria” (Firenze), in attesa che il Capitone scopra su wikipedia qualche altro santo o madonna a cui votarsi. Poi dici che uno bestemmia.
Come recitava una vecchia canzone: La merda avanza e non conosce targhe alterne.

Hit Parade del mese:

01. DISSOCIAZIONI MENTALI

[23 Set.] «17enne fermato per aggressione ai danni di altri ragazzini. Voleva imitare i suoi idoli della serie Gomorra. Ringraziamo Saviano per aver contribuito a peggiorare la gioventù italiana in nome del dio denaro.»
(Giorgia Meloni, Panzetta Nera)

02. DALLA PROVINCIA CON TURGORE

[05 Set.] «Noi vigileremo in difesa dei confini e del chinotto!»
(Matteo Salvini, il Vigilante)

03. SCIOGLIETE I CANI!

[25 Set.] «Sto addestrando i colleghi del gruppo. È solo l’inizio. Sarà il Vietnam.»
(Roberto Calderoli, il Canaro)

04. PATRIMONIO DELL’UMANITÀ

[28 Set.] «L’Associazione Rousseau è da sempre in prima linea per difendere i diritti che possono essere esercitati attraverso Internet e per questo motivo ha sostenuto questa iniziativa presso l’Onu propedeutica alla presentazione di una risoluzione a difesa dei diritti di cittadinanza digitale.»
(Davide Casaleggio, il Grande Fratello digitale)

05. NOOTROPO

[24 Set.] «Il tabacco è una droga pesante, la cannabis è una droga leggera e va assunta pura. Se hai l’asma, te la fa passare. Non è vero che spappola il cervello. La marijuana, la valeriana, la maggiorana, sono tutte droghe leggere.»
(Lello Ciampolillo, il Lebonski a 5 stelle)

06. La fronda dei 70 senatori M5S contro il “capo politico”

[26 Set.] « Quelle 70 firme non sono contro di me.»
(Luigi Di Maio, Pugnetta apolitica)

07. CERTIFICAZIONE BULGARA

[03 Set.] «È stato un voto plebiscitario, l’80% ha votato Sì. Dobbiamo essere molto orgogliosi che tutto il mondo ha aspettato la pronuncia di questi 80 mila cittadini italiani su una piattaforma digitale che è un unicum al mondo»
(Luigi Di Maio, il dittatorello di carta)

08. LA PIRA FUNEBRE

[24 Set.] «Sono io l’erede di Silvio: riaccenderò Forza Italia!»
(Vittorio Sgarbi, la Promessa)

09. Il GRETINO E LA BAMBINA

[27 Set.] «La vocazione delle masse è da sempre quella di dare retta ai pazzi, meglio se criminali come Stalin e Hitler. Quindi non stupiamoci se oggi ha molto seguito una ragazzina goffa che ha finito a malapena la terza media»
(Vittorio Feltri, Merda fossile)

10. BUONANOTTE NONNO

[05 Set.] «Sono tornati i comunisti!»
(Silvio Berlusconi, la salma)

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Il Dittatore del Libero Stato di Papeete

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , , , , on 9 agosto 2019 by Sendivogius

È più forte di LVI…
Venuta meno ogni finzione democratica, foss’anche residua, oramai non ci prova neanche più a dissimulare l’incontinenza delle sue pulsioni fascistoidi in piena peristalsi, calcando la parodia ducesca con la quale ci ha ormai abituato da tempo, tra pose volitive e comparsate sui balconi, convinto di essere diventato il padrone di un’Italia di merda (aveva ragione!), sempre pronta a vendersi sull’onda infallibile di qualche sondaggio.
Pensa di convocare il Parlamento a camere chiuse; decide LVI quando si vota e come. Invoca “ordine e disciplina” (evidentemente la gita alla spiaggia fascista di Chioggia ha fatto scuola, una ventina di kg in meno fa) e se ne frega bellamente delle regole costituzionali, come di tutto il resto.

Apre una crisi al buio nella vigilia di Ferragosto, mentre pretende di stabilire la data delle prossime elezioni, convinto si tratterà di un plebiscito che lo incoronerà Dittatore del Libero Stato di Papeete alla sagra del porco.
Si appella al suo popolo dei selfie e reclama per sé i “pieni poteri”.

«Chiedo agli italiani, se ne hanno la voglia, di darmi pieni poteri per fare quello che abbiamo promesso di fare fino in fondo, senza rallentamenti e senza palle al piede.
Poi siamo in democrazia: chi sceglie Salvini, sa cosa sceglie

Appunto!
Questo perché i “pieni poteri” implicano l’accorpamento del potere giudiziario, esecutivo, e legislativo (la cui separazione ed indipendenza è alla base di ogni democrazia liberale degna di questo nome), per lasciar spazio ad un regime dittatoriale. Ovviamente, la nostra Costituzione non lo prevede, se non in caso di guerra (Art.78), parlando però anche in questo caso di “poteri necessari” e mai pieni, ovvero totalitari Giusto a proposito di democrazia e rispetto delle regole.

«Dobbiamo fare in maniera veloce, compatta, energica, coraggiosa quel che vogliamo fare. Non è più il momento dei no, dei forse, dei dubbi. E, beninteso, non mi interessa tornare al vecchio: se devo mettermi in gioco lo faccio da solo, e a testa alta. Poi potremo scegliere dei compagni di viaggio, certo. Gli italiani hanno bisogno di un governo che faccia

Vecchia storia quella dell’attribuzione dei “pieni poteri”, coi suoi precedenti illustri…
Ci avevano già pensato a suo tempo un certo Adolf Hitler, che se li concesse per decreto (era il 23 Marzo del 1933). E ovviamente lo stesso aveva fatto ancor prima quell’altro indigesto insaccato, in arte “duce”, finito a stagionare appeso in Piazzale Loreto. E si sa: uno come Salvini della porcilaia fascista non butta via niente, perché nulla è rimesso al caso…

«Chiediamo i pieni poteri perché vogliamo assumere le piene responsabilità. Senza i pieni poteri voi sapete bene che non si farebbe una lira – dico una lira – di economia. Con ciò non intendiamo escludere la possibilità di valorose collaborazioni, partano esse da deputati, da senatori o da singoli cittadini competenti. Abbiamo ognuno di noi il senso religioso del nostro difficile compito, il Paese ci conforta e attende, e non gli daremo ulteriori parole, ma fatti

Benito Mussolini
(16/11/1922)

Ci sarebbe quasi da pensare che la democrazia italiana stia vivendo la sua ora più nera (nel senso più stretto del termine), col Capitano di un partito apertamente fascista, che non fa più niente per nascondere la sua appartenenza post-nazista, nell’ora delle decisioni fatali.
Poi però guardi l’adunata adiposa del Papeete Beach, col “Canto degli Italiani” remixato da deejay Capitone

Sguisci via dal groviglio untuoso di corpi sudati in un baccanale ‘sovranista’… tra manzi tatuati e i bikini leopardati al posto dell’orbace… insieme all’immancabile pattuglia di troioni da sbarco che agitano tette e culi; mentre il Capitone sventola rosari, si raccomanda alle madonne, e intanto si scaccola col crocifisso sbavandoci sopra…
E allora capisci che non c’è davvero niente di serio di cui preoccuparsi.

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FISCHIA IL VENTO

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , on 7 agosto 2019 by Sendivogius

 Prove di ordinario fascismo quotidiano…
Sindaci come podestà: c’è quella che istituisce un ufficio politico per la schedatura delle “terribili professoresse di sinistra che infestano le scuole”, su delazione anonima, senza che il ministro preposto abbia nulla da eccepire, dopo che lo stesso ha abolito l’insegnamento della Storia: perché se non la si può cambiare o negare, la si cancella. E c’è quell’altro che, a proposito di un convegno sulle leggi razziali del 1938, pretende la rimozione del termine “razzismo”, perché divisivo.
Una docente di diritto (!) che teorizza esecuzioni sommarie, con un colpo di pistola alla nuca e niente processo, perché così fanno in ogni altro paese: la polizia come gli squadroni della morte brasiliani.
Un ministro della Repubblica che parla di “zingaracce” da piallare con “ruspe democratiche”, mentre promette una “pulizia etnica controllata e finanziata”. E intanto usa la Polizia di Stato come fosse il suo giocattolo personale, peraltro benissimo disposta a trastullare LVI ed i suoi rampolli. È lo stesso ministro che dinanzi alla richiesta di una madre per avere maggiori tutele per sé ed il proprio figlio, ingiuriato ed umiliato perché “negro”, risponde: “la signora rispetti le richieste di sicurezza degli italiani”. Non si comprende cosa c’entri con la “sicurezza degli italiani”, ma moltissimo si capisce che per il ministro non esistono negri italiani e che i razzisti troveranno sempre in LVI una sponda amica, coperture politiche, ed un alibi pronto all’uso.
Un assessore comunale che propone di sterminare tutti i gay e le lesbiche. E la chiamano goliardia, perché alla gente piace, mentre un popolo infame ammicca, si diverte, o accondiscendente tace.

«Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.»

Primo Levi
“Un passato che credevamo non dovesse tornare più”
(8 Maggio 1974)

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OLYMPUS

Posted in Muro del Pianto, Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , , on 28 luglio 2019 by Sendivogius

Sentir blaterare i media statunitensi, circa le degradanti ed umilianti condizioni di detenzione, alle quali sarebbero stati sottoposti i due rampolli yankee arrestati a Roma per l’omicidio del carabiniere Mario Cerciello, rasenta un’ipocrisia che va ben oltre la decenza per chi ha inventato luoghi di non-diritto come Guantanamo, dove ogni elementare regola di civiltà giuridica viene bellamente ignorata, tratta gli immigrati (ed i loro bambini) peggio del bestiame, e fa dell’umiliazione costante dei propri detenuti uno specifico programma di ‘correzione’ (scienza della carcerazione la chiamano!).
Sempre che la polizia non sia troppo impegnata a svuotare i caricatori addosso a qualche negretto, che si aggira con fare ‘sospetto’ nel giardino di casa sua.
Però se il servizietto viene reso ad un bravo ragazzo bianco, allora la cosa non va più bene e desta scandalo, per l’intollerabile condizione che mai dovrebbe essere estesa ad un teen-wasp.
 Tuttavia, bendare gli arrestati ed esibirli come trofei, in foto rubate, scattate di nascosto e consegnate al solito profilo facebook per sbirri frustrati, e altri fascisti in divisa, non ci rende migliori e fa un pessimo servizio all’istituzione tutta, che non ci guadagna certo in rispetto né prestigio. A quanto pare, è un concetto semplicissimo che però a parecchi proprio non riesce di comprendere, a partire dal Ministro delle Interiora che le leggi è chiamato a farle rispettare e non a violarle ogni volta che può…
Non si capisce se la sua è più stronzaggine o imbecillità, con l’aggravante di essere spalmata come merda via social (la nutella del sovranista), per la gioia dei suoi sbavanti seguaci.
E insufflare simile merda di retorica becera non la rende certo migliore, anche se contorniata di bandierine tricolori (quelle che fino ad un paio di anni fa il nazileghista usava come carta igienica).
Perché “Garage Olimpo” anche no, grazie!

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Due Americani a Roma

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , , , , , on 27 luglio 2019 by Sendivogius

Un carabiniere viene ammazzato in servizio, durante quella che avrebbe dovuto essere una semplice operazione di routine, e subito si scatena la canea sovranista alla quale, con ogni evidenza, della sventurata sorte del povero ragazzone campano in divisa NON frega assolutamente nulla. Se non fosse che l’occasione era davvero troppo ghiotta, per non scatenare gli umori biliari dei nazisti di casa nostra e liberarne i furenti spiriti, nel consueto esercizio di razzismo quotidiano (perché quello è), con tutto l’odio che gli rode dentro, da sversare nelle accoglienti cloache ‘social’.
Perché una vicenda vale l’altra, nell’ansia da linciaggio che fa vibrare l’amigdala degli squadristi da tastiera, purché ricorrano sempre gli stessi ingredienti fondamentali, atti a scatenarne i conati on line: africano, negro, straniero, clandestino, extracomunitario, immigrato… assurte a parole dell’odio virale, veicolato per le vie digitali. Così come nulla fregava loro della terribile fine di Pamela Mastropietro e Desirée Mariottini, che in altri tempi avrebbero subito liquidato (col migliore degli epiteti possibili) come due “tossiche” (e sui tossici di merda si può trovare un ricco campionario apologetico, al pari di quello dedicato ai negri), finché non ne hanno capito quanto fosse spendibile il potenziale evocativo nella campagna propagandistica di quel revanchismo nazistoide che si fa chiamare “sovranismo”.
Per questi, la morte (altrui) non è una tragedia, non è un lutto da rispettare (possibilmente in silenzio), ma costituisce una straordinaria opportunità da sfruttare e strumentalizzare, nell’indegna necrofilia che ne smuove gli umori più torbidi giocando sulla curiosità morbosa della “gente” (di merda); ovvero: quella plebe amorfa e dalle pulsioni ripugnanti, che scambiano per “popolo” e con cui si riempiono la bocca da mane a sera, continuando a spargere liquami e veleni.
Quindi, in concomitanza con la tragica morte di Mario Cerciello Rega, figuriamoci se poteva mancare il solito cicciare di post rabbiosi, in un’orgia forcaiola a chi la spara più grossa alla destra del Ku Klux Klan, per una sbavante colata di odio strumentale, col quale il nazista legittima se stesso, insieme all’irrinunciabile sfilata di sedicenti “patrioti” con l’immancabile bandierina tricolore accanto all’avatar, a sottolinearne l’italianità (mai Patria ne uscì più umiliata!). Tutti in-opportunamente aizzati dai soliti noti in camicia nera, che pensano di cavalcare l’ondata di merda montante, per racimolare qualche like in più sui loro squallidi profili e pompare la fogna a fini elettorali, ricorrendo al consueto campionario… 

…salvo cancellare immediatamente i loro post così grondanti di gravissimo sdegno, una volta scoperto che non di due immigrati nordafricani si trattava, bensì di arianissimi giovanotti WASP della middle-class americana, dalle spiagge della California in vacanza di lusso a Roma (dalle bestie straniere ai beach boys!) che hanno pensato bene di accoltellare a morte il carabiniere, per un pugno di euro di cui nemmeno avevano bisogno, nella loro notte brava da leoni.
Dopo tanto sbraitare a vuoto, dopo gli immancabili attacchi gratuiti ai “giornaloni” (che della vicenda hanno scritto tutto) ed alla sinistra radical-chic da salotto che difende gli immigrati (che per l’occasione non c’entrava un cazzo, ma ci sta sempre benissimo come un Catone con Cartagine), e che esiste solo nella fantasia degli analfabeti bifolchi arricchiti che altro non possono vantare se non la propria ignoranza, agli sciacalli s’è improvvisamente asciugata la bava, almeno fino al prossimo cadavere sul quale pasteggiare. Esaurita l’indignazione posticcia a comando, perché mica puoi invocare forche e torture per i simpaticissimi amici americani, adesso è tempo del pietismo piagnone da show domenicale dell’intrattenimento nazionalpopolare, cullato tra le tette della D’Urso, e delle lacrime condivise da coccodrillo. Insomma, qualcosa da alternare al pane e nutella o alla foto del menù del giorno su twitter, per il medesimo ed immutabile squallore.

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(124) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , on 6 luglio 2019 by Sendivogius

Classifica GIUGNO 2019”

Una modesta richiesta… solo una, di quelle destinate a dissolversi nella canicola estiva tra le vacuità dell’etere… Levategli Twitter! Con la bellezza di 280 caratteri a disposizione (ed ampiamente inutilizzati), ogni tronfio coglione digitale scambia il suo analfabetismo funzionale, per “capacità di sintesi” e si crede un Marziale redivivo (ammesso sappia chi sia), dall’ironia fulminante e dall’intelligenza sopraffina. Per i meno dotati, esistono apposite agenzie specializzate: se paghi, producono stronzate per te. In pratica lavorano a cottimo per conto terzi: in genere affiancano gli uffici di propaganda politica di parlamentari e ministri, troppo impegnati a farsi selfie mentre mangiano, immortalare i loro porcineschi faccioni in primo piano, o fotografarsi gli addominali (ed i genitali) dopo una seduta di fitness. Il tutto impastato in una cacofonia indistinta di followers, tra sfotto e battutine, provocazioni e minacce, rigurgiti da bar, risse virtuali, slogan, ammiccamenti nazistoidi e auguri stupro, lamentazioni condivise di “gente che non ce la fa più” (e magari fosse vero, mentre sono più resilienti delle blatte!) e “che non arriva alla fine del mese” (purtroppo arriva anche al successivo, anno dopo anno!), per una massa logorroica di irrecuperabili deficienti corrosi dall’ansia di apparire (coi loro profili lombrosiani da foto segnaletica). Tanta è l’ansia di condividere con altri babbei degni di loro i pensierini minimi della loro imbecillità compulsiva, che scambiano per spontaneità, insieme alla crassa ignoranza esibita a titolo di vanto, che chiamano “esperienza di vita”. E se ne vantano, perché fa tanto “popolo”, quando semplicemente sfugge loro la lapalissiana verità…

È ora di dirselo, l’uomo comune è una merda

 «Dal movimento dei Forconi ai neofascisti delle periferie romane, dai complottisti agli anti gender fino ai giustizieri della notte de noartri, difensori improvvisati dell’ordine pubblico e paladini della legittima difesa, ma anche buongiornisti, gonzonauti e boccaloni di ogni tipo: la galassia della Gente — che altri chiamano la Ggente, con la doppia — è dispersa per tutta la penisola, da Nord a Sud, e pure al Centro, non fa distinzione geografiche, né campanilistiche. Il denominatore comune di questa ggente è la rabbia, il risentimento, il richiamo all’autorità — della polizia, delle armi, della legittima difesa — e il rigetto verso qualsiasi cosa c’entri con l’autorevolezza, la conoscenza e l’intellettualità.
Per qualcuno la Ggente sarebbe l’ultima evoluzione del Popolo, quell’entità che è entrata a piedi uniti nella politica a partire dall’epoca delle rivoluzioni, ma forse è qualcosa di più complesso. Per cercare di definirlo, Leonardo Bianchi ne traccia tre grandi caratteristiche: il forte risentimento verso la cosiddetta Casta; la rabbia esasperata, indignata, ma soprattutto non imbrigliata in una ideologia di partito; e la tendenza a inventare e a credere a teorie del complotto e versioni alternative nei campi della storia, della geopolitica, della medicina.
Eppure, la sensazione che resta… è che più che al popolo, questa gente somigli alla folla, quella entità che iniziò ad apparire nell’immaginario collettivo intorno alla metà dell’Ottocento, descritta nel celebre racconto di Edgar Poe, l’Uomo della folla. È probabilmente più da quella massa variegata ma indistinta, da quel flusso che figliò poi nel Novecento la società di massa dell’omologazione e dell’individualismo apolitico che nasce il gentismo e la gente.
Attorno ai popoli sono nate le nazioni, che anche se nell’ultimo mezzo secolo stanno dimostrando di essere arrivate al capolinea della loro utilità storica, restano la più grande invenzione politica della modernità occidentale. Attorno alla gente stanno crollando le democrazie. I popoli erigevano monumenti ai propri eroi e ci si raccoglieva intorno al momento delle proprie rivendicazioni politiche, la gente, che non ha nemmeno più grandi rivendicazioni da fare, la strada la teme, la guarda di sottecchi dalle finestre dei piani alti di qualche caseggiato popolare, covando rabbia, rancore, risentimento. Con il popolo una volta si poteva immaginare di costruire delle comunità, con la gente, ora, non si costruisce nulla, ma al contrario, si distrugge

Andrea Coccia
(24/10/2017)

E ora, giusto per restare connessi allo spirito dei tempi…
Andatevene pure affanculo!

Hit Parade del mese:

01. MA ZITTO PROPRIO MAI, EH?

[02 Giu.] «Finalmente oggi splendeva il sole: c’hanno spiegato per mesi che c’era il riscaldamento globale e abbiamo passato un maggio con l’ombrello, il passamontagna e i guanti di lana.»
  (Matteo Salvini, il Climatologo)

02. CURATELI!

[28 Giu.] «Questa mattina durante la diretta di RaiNews24 da Genova, dove è avvenuta la demolizione del Ponte Morandi, si è verificato un fatto gravissimo. Le telecamere della All News Rai sono state per tutto il tempo su Salvini, Toti e Bucci. Proprio accanto a loro c’era anche il vicepremier Luigi di Maio che però è stato tagliato dalle inquadrature di RaiNews salvo qualche rara ripresa larga. È un fatto inaccettabile. Aspettiamo spiegazioni.»
 (Il Gruppo parlamentare M5S, pazzi da legare)

03. BUONO A SAPERSI

[19 Giu.] «Quali sono le coperture della flat tax? Non le dico altrimenti Di Maio me le ruba! Ci sono, le abbiamo individuate»
(Massimo Garavaglia, Viceministro leghista all’Economia)

04. UNITEVI AL LATO OSCURO DELLA FORZA

[06 Giu.] «I miei figli sono 60 milioni di italiani.»
(Matteo Salvini, il nuovo papi della patria)

05. CHIAMATEMI NOBEL

[21 Giu.] «Salvini merita il Nobel per la pace: sta cercando di difendere gli interessi del proprio Paese, usando le parole di grandi personaggi religiosi come papa Giovanni Paolo II.»
  (Claudio Durigon, Leghista di Ciociaria)

06. FACCE DA ZAIA

[08 Giu.] «Nel Nord-Est c’è voglia di autonomia regionale. Loro si ritengono una nazione: hanno la loro bandiera, la loro lingua, hanno anche un normotipo veneto che è diverso dal normotipo italiano. Ci sono dei ceppi nell’umanità, ed i ceppi veneti sono diversi da quelli italiani. Quel ceppo lo si riconosce: la faccia di Zaia non la trovi in Calabria.»
  (Pietro Senaldi, il Razzialista di Libero)

07. IL VALLO IULIANO

[30 Giu.] «Faremo un muro anti-migranti di 243 Km ai confini con la Slovenia.»
 (Massimiliano Fedriga, il Trumpino friulano)

08. RESPONSABILITÀ

[14 Giu.] «Ringrazio Luca Lotti per un gesto non scontato che considero di grande responsabilità nei confronti della politica, delle istituzioni e del PD.»
  (Nicola Zingaretti, Don Abbondio)

09. DUECENTOQUARANTESI GIORNI DI STRAORDINARI LAVORI (RIPARARE UNA SCALA MOBILE!)

[25 Giu.] «La stazione Repubblica della metro A riaprirà domani mattina in sicurezza. Ci scusiamo per i disagi che cittadini e commercianti hanno dovuto affrontare in questi mesi a causa dei lavori straordinari di manutenzione.»
  (Virginia Raggi, Calamità innaturale)

10. DEIMOS È PARTE DELLA TERRA

[07 Giu.] «La Luna è parte di Marte»
  (Donald Trump, il Marziano)

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(123) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , on 9 giugno 2019 by Sendivogius

Classifica MAGGIO 2019”

 Forse un giorno, quando i fumi tossici della grande sbornia nostalgica saranno stati finalmente smaltiti, qualcuno dovrà spiegare agli zelanti questurini di casa nostra di non essere una milizia privata di partito, al di sopra della legge che interpreta a proprio piacimento, o a discrezione dei propri capimanipolo, immaginando se stessi come una ricostituita MVSN agli ordini esclusivi del loro ritrovato füherino.
Forse un giorno qualcuno ricorderà agli adoranti funzionarini della DIGOS di non essere i nuovi moschettieri del duce e che magari non è che siano esattamente pagati (per giunta coi pubblici denari di tutti), per correre in giro a rimuovere gli striscioni non ossequiosi al Nuovo Ordine, “fotosegnalando” e schedando preventivamente i potenziali sovversivi. È evidente la finalità intimidatoria e nemmeno troppo velata, specialmente quando di spediscono interi plotoni a fare irruzione in appartamenti privati, per rimuovere striscioni con scritte del tipo un “restiamo umani”. Oppure, e peggio ancora, si impiegano intere sezioni ‘investigative’ per stilare dossier riservati contro i magistrati sgraditi al Mussolini di ghisa travestito da bargello, salvo far finta di dissociarsi dinanzi agli “eccessi” (?) di zelo.
 O forse anche no. Non cambierà nulla. Ai nostri birri (si può dire birro, se si ha una concezione feudale dell’ordine pubblico?!?) è sempre piaciuto così e nessuno ha mai fatto notare loro il contrario, giacché nelle questure la Costituzione non è mai entrata e probabilmente mai arriverà.
In compenso, in alta sede, non perdono occasione per rilasciare tweet (oggi va di moda così) quanto meno imbarazzanti…

“Questa mattina, personale impiegato nel servizio di ordine pubblico ha esortato alcuni manifestanti, appartenenti al sindacato della UIL, a rimuovere uno striscione posto su una parete di interesse storico culturale nei pressi del Pincio. Nessuna valutazione è stata fatta circa l’aspetto contenutistico ma si è ritenuto che lo striscione fosse lesivo del decoro paesaggistico”

Ora, lo striscione (tanto infantile quanto innocuo) è questo…
 Ai facinorosi, scortati e sorvegliati a vista dagli Operatori di PS, non è stato dato nemmeno modo di poterlo srotolare lo striscione sovversivo, onde non incorrere nel reato di lesa maestà nei confronti di un tizio che fino a tre anni fa voleva la secessione della fantomatica repubblica di padania, la separazione dai terroni di merda, mentre all’occorrenza col tricolore ci si puliva il culo. Ma adesso che il grasso suino padano è diventato “istituzione”, è tutto diverso…
Vuoi mettere?! Da quando s’è re-inventato ‘sovranista’, tutti i nazifascisti d’Italia sono confluiti nell’Adoremus del figliol prodigo in camicia nera.
In una città come Roma, che ormai galleggia sopra i suoi stessi rifiuti, si è ritenuto (a insindacabile giudizio di un funzionario di polizia) che “lo striscione fosse lesivo del decoro paesaggistico” (!).
Questi invece possono rimanere esposti per intere giornate (e notti), alla faccia del decoro paesaggistico e ( giusto en passant) in violazione di almeno un paio di leggi sull’apologia di reato.
Ma vabbé! Cancellato di fatto il reato, resta l’apologia e basta.
Nevvero Signor Questore?

Hit Parade del mese:

01. UMILTÀ

[30 Mag.] «Sono appena stati pubblicati i risultati della votazione sulla fiducia a me come capo politico. Con 56.127 voti e l’80% di consensi, su Rousseau abbiamo segnato il RECORD ASSOLUTO di partecipazione a una votazione M5s. Ed è anche il RECORD MONDIALE per una votazione online in un singolo giorno per una forza politica. Vi ringrazio tutti e vi voglio bene! Non mi monto la testa, questo è il momento dell’umiltà»
  (Luigi Di Maio, puttana politica)

02. IL SANTO DEL GIORNO

[19 Mag.] «Ci affidiamo ai sei patroni di questa Europa, a San Benedetto da Norcia, Santa Brigida di Svezia, Santa Caterina da Siena, ai Santi Cirillo e Metodio, a Santa Teresa Benedetta della Croce. Affidiamo a loro il destino dei nostri popoli! Io affido l’Italia, la mia e la vostra vita, al cuore immacolato di Maria, che son sicuro ci porterà alla vittoria!.»
 (Matteo Salvini, il Madonnaro)

03. BUONO A SAPERSI

[09 Mag.] «Come segretario generale del SAP Lazio non potevo mancare a questo evento, oramai il connubio tra Lega e Polizia di Stato è diventato indissolubile, anche grazie al ministro Salvini.»
  (Francesco Paolo Russo, Servitore del Partito)

04. ALLARMI SIAM LEGHISTI! (I)
MA NON CHIAMATELI ‘FASCISTI’

[10 Mag.] «Mussolini è stato un grande statista, l’ha detto Churchill e pure Gandhi, quindi io non faccio che inchinarmi. Poi qualche errore il Duce lo ha commesso, ma resta nel mio cuore.»
(Elena Donazzan, cuore nero)

05. ALLARMI SIAM LEGHISTI! (II)
ZERO TOLERANCE

[14 Mag.] «Serve rispetto delle istituzioni: questi continui striscioni non sono più tollerabili.»
(Massimiliano Romeo, il Tollerante)

06. ALLARMI SIAM LEGHISTI! (III)
Problema di democrazia o la democrazia è il problema?

[20 Mag.] «Vediamo quanto ci vuole ancora per capire che in un paese dove un PM può decidere di fare quello che vuole, anche contro il volere di un Ministro, e dove la stampa mostra lenzuola invece del più grande comizio di tutta la campagna elettorale, c’è un lieve problema di democrazia.»
(Claudio Borghi, il Democratico)

07. LOL!!!

[17 Mag.] «Stop censure, viva la libertà di espressione!»
(Matteo Salvini, il Magnanimo)

08. PERSECUZIONI

[11 Mag.] «Massimo rispetto per gli scampati ai campi di concentramento, è un capitolo della storia vergognoso e che mi addolora moltissimo. Loro hanno subito una restrizione della loro libertà, la stessa che sto subendo io»
(Chiara Giannini, l’Agiografa)

09. VUOTI A PERDERE

[17 Mag.] «Noi siamo anche per l’ambiente, non siamo a favore degli assorbenti usa e getta. Ci sono delle possibilità non inquinanti, come le coppette mestruali e i pannolini lavabili.»
(Francesco D’Uva, immancabile coglione a 5 stelle)

10. LA CLASSE NON INVECCHIA

[19 Mag.] «Una volta me ne facevo sei per notte. Adesso non ci crederete, ma dopo la terza mi addormento!»
(Silvio Berlusconi, il Pugnetta)

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TABULA RASA

Posted in Business is Business, Kulturkampf, Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 1 giugno 2019 by Sendivogius

Quello che vi proponiamo è un articolo risalente al 2017 di Michel Onfray, saggista, filosofo, ed esponente “post-anarchico” della gauche francese, che ha il pregio di rompere l’afasia asfittica delle gabbie semantiche, nelle quali troppo spesso la “sinistra” ama imprigionare se stessa; di fatto negando quelle realtà che non sfuggono assolutamente alla sua comprensione logica, ma che risultano in contraddizione coi nuovi schemini cognitivi mutuati dal politicamente corretto, con tutto il suo stucchevole glossario di ipocrisie polisemiche. La conseguenza è che determinate ‘discordanze’ vanno semplicemente rimosse, per non disturbare la sua narrazione ideologica su conformismo ecumenico, nel terrore di non sembrare abbastanza ‘buoni’, salvo sorprendersi dell’evidente crisi di rappresentatività in un costante scollamento sociale.
 Michel Onfray, con poche ed incisive parole, illustra perfettamente (da sinistra) ciò che a ‘sinistra’ sanno benissimo ma che preferiscono non dire. Ed inserendosi nel solco di un’intelligente revisione critica di certo “multiculturalismo”, che nella migliore delle definizioni si è rivelato un clamoroso errore di valutazione, e che (finalmente!) sta mettendo radici anche a ‘sinistra’, spiega assai meglio di tanti altri zuccherosi commentatori i prodromi all’origine dell’ascesa del sovranismo populista…

«Dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989, seguita nel 1991 dal crollo dell’Unione Sovietica e del blocco dell’Est (riguardo al quale si è poi scoperto che, lungi dall’essere un’implacabile macchina di guerra, altro non era che una scenografia in cartapesta), il capitalismo ha potuto espandersi senza i controfuochi marxisti-leninisti. Ed è allora che si ebbe l’accelerazione atomica della globalizzazione.
Questa globalizzazione – voluta con tanto ardore dal capitalismo liberale più duro – ha trovato un alleato inaspettato nella sinistra liberale e in seguito, ancor più paradossalmente, nella sinistra anti-liberale. Il mercato odia le frontiere, disprezza il locale e ciò che ha messo radici, combatte una guerra spietata contro i paesi, riempie di merda le nazioni, orina contro i popoli, e ama soltanto i flussi multiculturali che abbattono le frontiere, sradicano il mondo, devastano ciò che è locale, spaesano i paesi, fustigano le nazioni, diluiscono i popoli a esclusivo beneficio del mercato, l’unico a contare e a dettare legge – la definizione chimicamente pura del liberalismo.
Il capitale vuole l’abolizione delle frontiere per porre fine una volta per tutte a ciò che nell’ambito delle nazioni e dei paesi è stato ottenuto con secoli di lotta sociale. Lo Stato Tale prevede una sicurezza sociale, offre scuole gratuite, il pensionamento a un’età decorosa, un equo diritto del lavoro, un potere sindacale forte, una sinistra che ha a cuore l’autentico progresso sociale – e non un progresso sociale soltanto ipotetico, il cui orizzonte non oltrepassabile si trova nell’affitto dell’utero di donne indigenti a beneficio di coppie ricche, autentico progetto liberale di commercializzazione dei corpi.
Nel frattempo, lo Stato Talaltro si fa beffe delle tutele sociali e pratica la medicina con due pesi e due misure, o quella dei poveri o quella dei ricchi; dispone di un sistema di istruzione, certo, ma a misura di genitori facoltosi in grado di pagare le rette per la loro progenie e privo di utilità per i genitori indigenti; ignora i limiti dell’orario di lavoro e fa sgobbare i lavoratori tutta la giornata, tutta la settimana, tutta la vita, come ai tempi della schiavitù; non conosce il codice del lavoro e trasforma gli operai, gli impiegati, i salariati, i proletari, i precari, gli stagisti in soggetti sottomessi, che devono sobbarcarsi ogni tipo di corvè.
La Russia che si avvicina agli Stati Uniti che rompono con il Messico. L’Inghilterra che si allontana dall’Europa che riallaccia con l’Africa. Mentre l’Australia diventa una megacolonia cinese. Planetario dei cambiamenti globali con il nuovo inquilino della Casa Bianca
Quel che vuole il capitale, il capitalismo, il liberalismo, nella sua versione di destra come nella sua versione di sinistra, è la diffusione del secondo modello e, a tal fine, la scomparsa del primo. Da qui la sua ideologia che prevede l’abolizione delle frontiere, degli stati, delle tutele di qualsiasi tipo, simboliche, reali, giuridiche, legali, culturali, intellettuali.
Non appena viene meno tutto ciò che protegge i deboli dai forti, questi possono disporre dei deboli a loro piacere e i deboli possono essere terrorizzati dal fatto di trovarsi in costante concorrenza, possono essere sfruttati con posti di lavoro precari, maltrattati con contratti a tempo determinato, imbrogliati con gli stage di formazione, minacciati dalla disoccupazione, angosciati dalle riconversioni, messi kappaò da capetti che giocano anche con i loro stessi posti di lavoro. Il mercato detta legge.
Giocando la carta del liberalismo, la sinistra al governo spinge nella medesima direzione del capitalismo con i suoi banchieri. Giocando la carta dell’antiliberalismo, la sinistra definita radicale spinge nella medesima direzione del capitalismo con i suoi banchieri. Perché il capitalismo vuole l’abolizione delle frontiere affinché si crei un grande mercato libero, nel quale a dettar legge sia solo la “libera concorrenza, non quella fasulla”, una volta con la sinistra liberale, un’altra con la sinistra antiliberale.
Queste due modalità d’azione della sinistra hanno gettato il popolo che io chiamo old school alle ortiche: non ci sarebbero più operai, impiegati, proletari, poveri contadini, ma soltanto un popolo-surrogato, un popolo di migranti in arrivo da un mondo non giudeo-cristiano, con i valori di un Islam che, assai spesso, volta le spalle alla filosofia dei Lumi. Questo popolo-surrogato non è tutto il popolo, ne è soltanto una parte che, però, non deve eclissare tutto ciò che non è.
Ebbene, il proletariato esiste ancora, e così pure gli operai, e anche gli impiegati, per non parlare dei precari, più importanti che mai. La pauperizzazione analizzata così bene da Marx è diventata la vera realtà del nostro mondo: i ricchi sono sempre più ricchi e sempre meno numerosi, mentre i poveri sono sempre più poveri e sempre più numerosi.
Se nell’ambito dell’Europa si pratica l’islamofilia empatica, fuori dalle sue frontiere il liberalismo che ci governa pratica un’islamofobia militare. Al potere, in Francia, la sinistra socialista ha rinunciato al socialismo di Jaurès nel 1983 e in seguito, nel 1991, ha rinunciato al pacifismo del medesimo Jaurès prendendo parte alle crociate decise dalla famiglia Bush, che così ha dato all’apparato industriale-militare che lo sostiene l’occasione di accumulare benefici immensi, conseguiti grazie alle guerre combattute nei paesi musulmani.
Queste guerre si fanno nel nome dei diritti dell’uomo: di fatto, si combattono agli ordini del capitale che ha bisogno di esse per dopare il suo business e migliorarne artificialmente le prestazioni. Usare armi significa poterne costruire e immagazzinare altre, ed è anche l’occasione per i mercanti di cannoni di collaudare a grandezza naturale nuovi armamenti e garantirsene la pubblicità presso i paesi che li acquistano. Infine, muovere guerra significa che gli imprenditori avranno la possibilità di ricostruire i paesi da loro stessi devastati ricavandone introiti smisurati.
Se per caso i diritti umani fossero la vera motivazione alla base degli interventi militari degli americani e dei loro alleati europei, tra cui la Francia, per quali motivi non si dovrebbe dichiarare guerra ai paesi che violano i diritti dell’uomo, come Arabia Saudita, Qatar, Cina, Corea del Nord e tanti altri distintamente citati nei rapporti ufficiali di Amnesty International?
Queste guerre americane sono nuove forme di guerre coloniali che, come quelle che le hanno precedute, prendono a pretesto nobili motivazioni: esportare i Lumi occidentali, tra cui la democrazia, in un mondo che li ignora. Lottare contro l’oscurantismo dei talebani, contro la dittatura di Saddam Hussein, contro la tirannia di Gheddafi: sono tutte motivazioni più nobili che dichiarare chiaro e tondo che si va in guerra per saccheggiare le ricchezze del sottosuolo, per confiscare l’oro del Tesoro di una nazione, per assumere il controllo geostrategico delle basi militari, per perlustrare e tenere d’occhio quelle regioni a fini di intelligence, ma anche per sperimentare armi letali e piani di guerra a grandezza naturale che potrebbero costituire una forma di preparazione della repressione di eventuali insurrezioni urbane nei loro stessi paesi.
Queste false guerre per la democrazia, che di fatto sono vere e proprie guerre coloniali, prendono dunque di mira le comunità musulmane. Dal 1991 hanno provocato quattro milioni di morti – vorrei che si leggesse bene questa cifra: quattro milioni di morti – tra le popolazioni civili dei paesi coinvolti. Come si può anche solo immaginare che l’umma, la comunità planetaria dei musulmani, non sia solidale con le sofferenze di quattro milioni di correligionari?
Di conseguenza, non ci si deve stupire se in virtù di quella che Clausewitz definì la “piccola guerra”, quella che i deboli combattono contro i forti, l’Occidente gregario della politica statunitense si trova adesso esposto alla reazione che assume la forma di terrorismo islamico. La religione continua a essere “l’oppio dei popoli” e l’oppio è tanto più efficace quanto più il popolo è oppresso, sfruttato e, soprattutto, umiliato. Non si umiliano impunemente i popoli: un giorno quei popoli si ribelleranno, è inevitabile. E la cultura musulmana ha mantenuto potentemente quel senso dell’onore che l’Occidente ha perduto.
Alcuni, quindi, ricorrono al terrorismo. Con semplici taglierini acquistati al supermercato, alcuni terroristi riescono a far schiantare due aerei contro le Torri Gemelle, mettendo così in ginocchio gli Stati Uniti, ai quali non resta che ammettere – proprio loro, uno dei paesi più militarizzati al mondo – che la loro sofisticata tecnologia, i loro aerei invisibili e le loro navi, le loro bombe nucleari, nulla possono per fermare tre individui armati di lame taglienti come rasoi e determinati a morire nel loro attentato.
In reazione alla privazione della dignità, altri utilizzano le elezioni: il ritorno del popolo alle urne è una risposta alla bassezza di questo mondo capitalista e liberale che è impazzito. Dalla caduta del Muro di Berlino, le ideologie dominanti hanno assimilato la gestione liberale del capitalismo all’unica politica possibile.
L’Europa di Maastricht è una delle macchine con le quali si impone il liberalismo in maniera autoritaria, ed è un vero colmo per il liberalismo… Negli anni Novanta, la propaganda di questo Stato totalitario maastrichtiano ha presentato il suo progetto asserendo che esso avrebbe consentito la piena occupazione, la fine della disoccupazione, l’aumento del tenore di vita, la scomparsa delle guerre, l’inizio dell’amicizia tra i popoli.
Dopo un quarto di secolo di questo regime trionfante e senza opposizione, i popoli hanno constatato che ciò che era stato promesso loro non è stato mantenuto e, peggio ancora, che è accaduto esattamente il contrario: impoverimento generalizzato, disoccupazione di massa, abbassamento del tenore di vita, proletarizzazione del ceto medio, moltiplicarsi di guerre e incapacità di impedire quella dei Balcani, concorrenza forzata in Europa per il lavoro.
A fronte di questa evidenza, il popolo dà cenno di ritorno. Per il momento si affida a uomini e donne che si definiscono provvidenziali. Il doppio smacco di Tsipras con Syriza in Grecia e di Pablo Iglesias con Podemos in Spagna mostra i limiti di questa fiducia nella capacità di questo o quello di cambiare le cose restando in un assetto di politica liberale. Anche Beppe Grillo e i suoi Cinque Stelle invischiati negli scandali a Roma vivono un flop di egual misura.
La Francia, che nel 2005 ha detto “no” a questa Europa di Maastricht, ha subito una sorta di colpo di Stato compiuto dalla destra e dalla sinistra liberale che, nel 2008, hanno imposto tramite il Congresso (l’Assemblea nazionale e il Senato) l’esatto contrario di ciò che il popolo aveva scelto. Mi riferisco al Trattato di Lisbona ratificato da Hollande e partito socialista e da Sarkozy e il suo partito. Gli eletti del popolo hanno votato contro il popolo, determinando così una rottura che ora si paga con un astensionismo massiccio o con decine di voti estremisti di protesta.
Altri paesi ancora che hanno manifestato il loro rifiuto nei confronti di questa configurazione europea liberale – mi riferisco a Danimarca, Norvegia, Irlanda, Svezia, Paesi Bassi – sono dovuti tornare a votare per rivedere le loro prime scelte. La Brexit è in corso e assistiamo in diretta a una sfilza di pressioni volte a scavalcare la volontà popolare.
A fronte della globalizzazione del capitalismo liberale, alle prese con le guerre neocoloniali statunitensi, davanti ai massacri planetari di popolazioni civili musulmane e a guerre che distruggono paesi come Iraq, Afghanistan, Mali, Libia, Siria, provocando migrazioni di massa di profughi in direzione del territorio europeo; a fronte dell’inettitudine dell’Europa di Maastricht, forte con i deboli e debole con i forti, il popolo sembra deciso a voler fare tabula rasa di tutti coloro che, vicini o lontani, hanno avuto una responsabilità precisa nel creare la terribile situazione nei loro paesi.
Una volta ottenuta questa tabula rasa, non è previsto che ci sia alcun castello nel quale riparare, perché è impossibile che vi resti un castello. A quel punto sembra che non ci resterà che un’unica scelta: la peste liberale o il colera liberale. O il contrario. Trump e Putin non potranno farci nulla. È il capitale a dettar legge. I politici obbediscono e i popoli subiscono

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