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Il Cittadino che protesta

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , on 4 giugno 2012 by Sendivogius

«Il cittadino impiegato […] compila i suoi ordini del giorno e li manda ai giornali…. ad ogni rovescio il cittadino scrive la sua protesta stizzosa ai giornali, e poi s’acquieta fino al nuovo rovescio e alla nuova epistola, oppure il cittadino propone di raccogliere “in un libro d’oro” [e che oggi verrebbe invece chiamato ‘libro nero’] il nome di quelle ditte e di quegli istituti che già hanno largheggiato in concessioni ai dipendenti [da sempre il giochino preferito degli italiani che amano far di conto di stipendi ed emolumenti altrui].
Il cittadino vuol mantenersi nella legalità. Egli è forse dei più colpiti nell’attuale stato di cose borghese, ma vuole mantenersi nella legalità. Pensate: l’impiegato ha uno stipendio fisso, accertato fino all’ultimo centesimo dall’agente delle tasse…. ad ogni nuovo aumento di tasse e rincaro in genere della vita, tutti i fornitori si riversano sui clienti e chi sta peggio di tutti è l’impiegato che non può rifarsi su nessuno, che non è organizzato per la lotta di classe ed è tutto quanto alla mercé dei suoi principali. Il padrone di casa, che vuol mantenere intatto il suo reddito, distribuisce la nuova tassa sugli inquilini; l’esercente sui suoi clienti, il parrucchiere sui suoi pazienti, il cinematografo, il trattore… Nessuno vuole che la nuova tassa rappresenti un suo sacrificio personale, e la fa pagare agli altri. La macchina dell’economia borghese funziona magnificamente: ogni nuova gravezza va a schiacciare il consumatore, il proletario, ma se questi è organizzato, può almeno in parte rifarsi anch’egli e premere perché gli sia aumentato il salario. L’impiegato, no: il suo stipendio è l’ultima ruoticina dell’ingranaggio, quella che non ha nessun’altra presa che viene mossa dal colossale congegno, ma sbatte inutilmente le sue palette all’aria e macina solo lettere ai giornali e libri d’oro per chi è un po’ misericordioso.
[…] Ma, dio bono, non si è proletari, si è gente per bene, non ci si vuol mescolare con la canaglia […] Il cittadino che protesta vuol conservarsi in carattere, e non vuol diventare il cittadino che si organizza. Meglio mandare epistole ai giornali e compilare “libri d’oro” con la fotografia e i titoli di benemerenza dei cuoricini teneri che si sono commossi alle disgrazie del povero travet. E che la ruoticina del loro striminzito stipendio continui pure a macinare aria e sospiri.»

  Antonio Gramsci – (17 aprile 1916)

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