FACCE NUOVE

Prossemica renzianaPrima o poi ritornano sempre a galla… È nella natura dei coproliti fognari flottare immantinenti negli scoli della politica, ignari e fumanti nel brodo accogliente delle acque reflue, prima di essere riciclati a nuova vita.
matteo-renzi-su-chi Il Bullo di Rignano non fa eccezione. E pertanto rieccolo più tracotante, grasso, e smargiasso che mai! Lui poverino avrebbe pure voluto ritirarsi dalla ‘politica’… Poi però si è reso conto che a 40 anni suonati, senza aver mai fatto altro nella vita che non fosse appunto il politicante professionista a tempo pieno, ha anche capito che 16mila euro al mese, in un contesto normale, non glieli dava proprio nessuno per non saper fare un cazzo ed intasare l’etere di tweet.

Renzi con Buttiglione e Andreotti - Il nuovo che avanza

O forse davvero credeva che qualcuno era disposto a pagarlo per mandarlo in giro per il mondo a rilasciare interviste e conferenze a pagamento, come quell’altra merda calzata e vestita di Tony Blair?!? È dura ricollocarsi sul mercato… E infatti cosa fa?!?

“Rifletto, leggo, sto in famiglia. Vado al ricevimento professori dei genitori dei miei figli. Ho ripreso a usare la bici”

Di cercarsi una qualche occupazione non gli passa neanche per l’anticamera del cervello, fosse anche per sbaglio! E peccato, altrimenti avrebbe potuto sperimentare di persona i mirabolanti effetti del Job-Act.

“Riorganizzo la struttura del partito”

Che ha contribuito a disintegrare, trasformandolo Festa Renziananel suo personale (e fallimentare) comitato elettorale. Quindi, dopo aver perso tutto quello che elettoralmente si poteva perdere, e farlo nel peggiore dei modi possibili, dopo aver dilaniato il proprio stesso partito e sputtanato per i prossimi 150anni l’idea stessa di “sinistra”, col programma di governo più a destra e socialmente retrogrado dai tempi di Pelloux, ecco di nuovo alla carica un altro che pensa di essere indispensabile per le sorti del Paese. Più concretamente, sente il potere scivolargli via dalle mani e tenta di riagguantare quello che non è un semplice giocattolo con cui appagare il proprio ego malato, ma una ragione fondamentale di sopravvivenza. Il tapino tiene famiglia e non ha alcun intenzione di andarsi a cercare uno straccio di lavoro vero. In fondo, al di là delle chiacchiere, di concreto cos’è che sa fare?!?
renzi-lavoroNessuna autocritica, nessun dubbio, nessun pentimento, le colpe sono sempre degli altri: Monti, la Boschi (sedotta e trombata), la minoranza piddì, il Pulcino Pio… Renzi è esente da ogni responsabilità e ovviamente procede per autoassoluzione con la sua corte di lacché a contratto. Non ci prova nemmeno a simulare un minimo di umiltà, nella presunzione di infallibilità che se non fa di lui l’Unto del Signore lo rende molto prossimo ad esserne il tracotante impostore. Anzi, non perde occasione di sbrodolarsi addosso, perché proprio non ce la fa..!

Selfie_Renzi_Twitter “…nessuno ci toglierà i mille giorni che abbiamo fatto, straordinari. E soprattutto nessuno può toglierci il futuro. Abbiamo il tempo, l’energia, la passione per imparare dalla sconfitta e ripartire… Dire IO e metterci la faccia è stato necessario.”

E non contento:

“Quella che lei chiama propaganda sono riforme che hanno aiutato un pezzo di Paese a vivere meglio. Non ci hanno fatto vincere? Ok, ma sono fiero di averle fatte e quei 13 milioni di voti raccolti al referendum sono un patrimonio di speranza per il futuro…
Abbiamo fatto la più grande redistribuzione di reddito della storia fiscale italiana – gli 80 euro – ma abbiamo accettato che fosse presentata come una mancia. Ma almeno noi lo abbiamo fatto, dopo anni di chiacchiere. Se cerca uno slogan ne ho uno migliore: meno slide, più cuore.”

renzi bilancioDite la verità… Quanto NON vi era mancato?!? Che fanfaroni così ne nascono tutti i giorni, ma questo supera anche le peggiori aspettative, nel lancia e raddoppia della minchioneria elevata a prassi furba di governo e riciclo.
renzi-80-euro-bonus-maggiorenniQuello che il Bambino Matteo, nella sua solita ribollita di frasi fatte e blairismo riscaldato non ha capito, o più ipocritamente finge di ignorare, è il fatto che sia diventato un prodotto scaduto. È un brand di mercato superato che non buca più, mentre i suoi padrini politici si affrettano a scaricarlo e negare ogni correlazione. È diventato compromettente. Era già accaduto col papi nazionale, si è ripetuto con Mario Monti, e così sarà per Matteo Renzi, che ora ha ben altro di cui stare “sereno”.

Firenze, Matteo Renzi ed Enrico Letta a Palazzo Vecchio

«Dopo il crollo rovinoso della facciata posticcia renziana è di nuovo sotto gli occhi di tutti il volto metallico della tecnocrazia al potere. Quell’oligarchia finanziaria che aveva scelto Renzi come frontman, sperando che catalizzasse le spinte antisistema per metterle al servizio del solito piano di smantellamento della Costituzione antifascista, e sostituzione della Repubblica democratica con un’altra struttura più congeniale alle esigenze del mercato.
Gli era quindi stato affidato il volante del PD perché lo guidasse alla vittoria. Matteo Renzi l’ha schiantato contro un muro. Tre volte di seguito. Regionali, comunali, referendum.
Nonostante il sostegno di tutti i poter forti, con l’adesione compatta e servile dei media mainstream, in soli due anni il Cazzaro, coi suoi strapagati consigliori americani, le sue ministre-immagine, e tutta la sua corte di spocchiosi incapaci, ha perso tutto quello che c’era da perdere.
Matteo Renzi non è solo un perdente, è un recordman della disfatta.
Dopo il crash del renzismo, il Sistema s’è riavviato ripristinando la configurazione precedente. L’oligarchia si ritrova ancora una volta a dover escogitare una legge elettorale che rappresenti la volontà popolare il meno possibile, e nello stesso tempo consenta Grossolane Koalition permanenti, telecomandate dall’Unione Europea, sulle quali l’esito del voto possa produrre al massimo un rimpasto con l’espulsione di qualche sottosegretario indigesto, sputacchiato fuori come i canditi del panettone.
Dato il suo fallimento, gli interessi e la carriera di Renzi non sono più in cima alle preoccupazioni dei suoi committenti. Gliel’ha detto chiaro Mattarella nel messaggio di fine anno: Matteo stai sereno, non si voterà né quando né come servirebbe a te. Tutte le trattative sono riaperte. L’era della velocità è finita

Alessandra Daniele
Il rimpasto nudo
(08/01/2017)

Se c’è una cosa che in questo paese non manca mai e dei quali al momento non abbiamo assolutamente bisogno, questi sono i “cazzari”.

renzi-cazzaro

Il renzismo non è altro che un’allocuzione gassosa: resta l’odore ed evapora il resto. Ora siamo nuovamente in modalità ‘sobria’.

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