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AGITATO, NON MESCOLATO

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , on 13 maggio 2017 by Sendivogius

In Italia, le notizie hanno sempre lasciato il posto alle opinioni, nella libera reinterpretazione dei fatti; meglio se opportunisticamente reinterpretati ogni volta pro domo sua, per un processo inverso dove i fatti sono subordinati alle opinioni (facendo da contorno) e mai viceversa.
In tempi di post-verità, anche la “notizia” è superata, specialmente quando questa difetta di una funzionalità d’uso immediatamente fruibile in termini strumentali, nell’aleatorietà dei “fatti” che più che altro costituiscono un intralcio alle “opinioni”, a maggior ragione se implicano un approfondimento più complesso da essere ricompreso nello spazio di un tweet, e vengono usate come arma di lotta politica a dotazione delle rispettive partigianerie.
Rottamato il principio di realtà, oggi domina la non-notizia: un surrogato artificiale della manipolazione mediatica, costruita ad arte e fatta non per informare ma per condizionare; generare commenti nell’auto-alimentazione della stessa, per polemiche programmate su riproposizione ciclica. Per questo le notizie (insieme ai fatti che ne sono all’origine) vanno più che altro agitati e mai mescolati, perché l’amalgama presuppone il tempo naturale della sedimentazione, lascia spazio alla ponderazione e dunque della riflessione ragionata. E non è questo lo scopo per cui viene creata la non-notizia: il cugino buono della fake news.
Istruzioni per l’uso: prendete una serie di non-notizie. La quantità in eccesso da proporre ad un consumatore abulico serve a saturare l’etere con l’abbondanza dell’offerta, catalizzando l’attenzione attraverso una tensione costante. Sovrapponetele tra loro ed agitatele, senza mai mescolarle; perché se non funziona il primo stock, deve esserci sempre pronta un’altra dozzina di non-notizie di riserva, da proporre al pubblico onde sollecitare lo stimolo al consumo. Pertanto, ripetetele ad intervalli regolari, alternandole tra loro, come un carosello pubblicitario inteso a vendere sempre la stessa merce. Create una serie di stimoli ed aspettative. Confezionate per il pubblico un prodotto su misura di input condivisi, tramite un sistema di induzione, provocazione, e reazione. In tal modo innescherete un meccanismo comunicativo di condizionamento strumentale, che per certi versi ricalca l’effetto pavloviano.
Se rapportata allo scontro politico di un’epoca post-ideologica, che stenta a dare un senso a se stessa, in assenza di qualsivoglia programma o idea, la proposta politica è ridotta ad una guerriglia faziosa tra bande, che si consuma a due livelli ironicamente definibili come endogeno: le faide interne ad una medesima compagine. A cui si accompagna un livello esogeno: la contrapposizione totale tra due gruppi distinti, che trovano la loro ragion d’essere nell’irriducibilità dell’ostilità reciproca, come collante galvanizzante per la coesione interna di una tribù, altrimenti divisa dalle lotte intestine tra clan in competizione per la supremazia.
Esempio pratico: prendete il fenomeno eterodiretto su piattaforma digitale, che si fa chiamare M5S. In un condensato desolante di assurdità e paranoie complottiste, contraddizioni e slogan a buon mercato, nel sostanziale vuoto progettuale per eccesso di idee confuse, che si intrecciano attorno alla narrazione fantastica del “capo politico”, il noto movimento non potrebbe sopravvivere alla riprova dei fatti che svelerebbero tutta l’inconsistenza di un prodotto artificiale di web-marketing. Di conseguenza, così come ogni storia ha bisogno di alimentare il proprio pathos con la presenza di un villain convincente, che dia una ragion d’essere al titanismo eroico del protagonista, allo stesso modo il PD costituisce la nemesi perfetta del notorio “moVimento” e viceversa, come due elementi speculari ad una narrazione uguale e contrapposta che in assenza di credibilità si alimenta del mito del Nemico. Il copione è sempre lo stesso: ogni giorno qualcuno dei cloni selezionati nei casting della Casaleggio Associati, pesca a tema la non-notizia del momento da rilanciare a mezzo twitter su ogni agenzia di stampa disponibile, onde denunciare l’ennesimo scandalo vero o presunto della “casta”, di cui il partito bestemmia è ormai assurto ad emblema ed incarnazione data la sua permanenza di governo. Segue indignazione condivisa dei followers della setta. Processo pubblico in contumacia. Immancabile richiesta di dimissioni di questo o quel ministro…
 E la madonna dei Boschi resta indubbiamente il bersaglio ineguagliabile ed insuperato di ogni offensiva. Del resto è come sparare su un elefante a distanza ravvicinata con un fucile di precisione: non puoi sbagliare!
Segue reazione piccata delle cheerleaders del renzismo militante, che solitamente rispondono accendendo le polveri di un’altra non-notizia, da agitare onde galvanizzare la propria tifoseria, con scontro su ‘social’ con prosecuzione su ‘talk’. Non per niente, the show must go on! Si ravviva il fuocherello di paglia per due o tre giorni fino ad esaurimento. E poi si passa ad altro, in attesa di montare una nuova polemica, giusto per guadagnare le prime pagine delle edizioni on line. Da notare che il meccanismo è assolutamente interscambiabile. Noterete che nessuno dei due schieramenti vi risponderà nel merito dei fatti, stando anzi molto bene attenti a non entrare mai nel dettaglio, circostanziandone le fattispecie di riferimento.
L’ennesimo pretesto di scontro, è stata la pubblicazione dell’ultima opera dell’ottimo Ferruccio de Bortoli. Titolo appetitoso, Poteri forti (o quasi), per un librone di trecento pagine e passa che si pone ai lettori come una raccolta di “memorie di oltre quarant’anni di giornalismo”, per usare le stesse parole dell’Autore, dove si parla di tutto (e di niente in dettaglio). Al “renzismo”, De Bortoli dedica solo una manciata di pagine dal titolo eloquente e più che sufficiente a descrivere il fenomeno per ciò che è: Renzi, ovvero la bulimia del potere personale. C’è da dire che l’Autore ha scritto sul personaggio editoriali assai più fulminanti nella sua attività di giornalista. Qui il tono è più defilato, quasi bonario; parte da una recita di scuse che è quasi un atto di contrizione, con il quale Ferruccio de Bortoli finge di fare ammenda, salvo rincarare la dose col piccolo Napoleone di Rignano. Il tutto è intriso di un’ironia sottile, ma affilata, senza mai perdere il senso della misura. Alla fine il ritratto che viene fuori del putto fiorentino, attraverso un serie di aneddoti, è quella di un arrogante signorotto feudale piombato dalla provincia alla ribalta nazionale, un sostanziale cafone senza altra progettualità che non sia il consolidamento personalistico di un potere fine a se stesso. Niente che di Matteo Renzi non si fosse abbondantemente capito, o non si sia già scritto. Alla Maria Elena Boschi, viene dedicata una sola paginetta (pag.209) su 320 pagine, in un discorso più ampio (estrapolato da terzi), dove peraltro De Bortoli si interroga a mo’ di riflessione personale sul ruolo della massoneria (e massimamente quella toscana) nel consolidamento del potere renziano e le sue ramificazioni nel sistema bancario, riagganciandosi ad una tematica peraltro già affrontata in passato…

«Non ho mai scritto e nemmeno pensato che Renzi sia un massone in una regione nella quale un po’ tutta la classe dirigente lo è. Mi chiedevo soltanto se, parlando del Patto del Nazareno…. le vicinanze tra esponenti dei due schieramenti in terra toscana, fossero spiegabili anche con quell’appartenenza. Una domanda legittima. Una richiesta di trasparenza dal momento in cui si metteva mano addirittura alla Costituzione.
Non c’è nulla di male ad essere iscritti. Non nego i meriti storici della massoneria, anche se ho visto da vicino le sue deviazioni…. In altri paesi la massoneria è un soggetto pubblico. Trasparente. Da noi pare non esistere. Misteriosa. Sembrava addirittura scomparsa, dopo il caso P2 di Licio Gelli, al di là delle apparizioni pubbliche dei vari riti che hanno spesso una valenza un po’ caricaturale e folcloristica. Da noi è un tabù. Si sussurra non si dice, si sospetta non si dichiara, si allude. Ho esagerato, forse, ma nulla mi toglie dalla testa che nel dedalo di rapporti di quella che Ernesto Galli della Loggia ha chiamato “consorteria toscana”, le appartenenza massoniche un ruolo lo abbiano giocato e continuino a giocarlo.»

Questa è una non-notizia che nulla aggiunge al dibattito, ma introduce il pezzo più goloso che De Bertoli infila en passant, chiamando in causa la donna di denari nell’intreccio che unisce a doppio filo governo, renzismo, e potere bancario, lasciando sottintendere la presenza di una longa manus massonica, nella fratellanza acquisita all’ombra di grembiulini e compassi. E lo fa in riferimento ad un articolo di “Libero” dove venivano svelati le frequentazioni tra il faccendiere piduista Flavio Carboni con papà Boschi…

 «Il vicepresidente della banca aretina Pierluigi Boschi, padre di Maria Elena, aveva incontrato il faccendiere sardo in un paio di occasioni durante le quali avrebbe chiesto consigli su chi mettere alla direzione generale dell’istituto. L’allora ministra delle Riforme, nel 2015, non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all’amministratore delegato di Unicredit. Maria Elena Boschi chiese quindi a Federico Ghizzoni di valutare una possibile acquisizione della Banca Etruria. La domanda era inusuale da parte di un membro del governo all’amministratore delegato di una banca quotata. Ghizzoni comunque incaricò un suo collaboratore di fare le opportune valutazioni patrimoniali, poi decise di lasciar perdere. L’industriale delle scarpe Rossano Soldini mi ha raccontato di aver avuto molti sospetti sul ruolo della massoneria locale nella gestione dell’istituto. Elio Faralli, che ne fu fu padre-padrone per circa trent’anni, fino al momento in cui fu costretto a lasciare il timone a Giuseppe Fornasari, era notoriamente un massone. Soldini fece molte domande scomode, in particolare sul ruolo del consigliere Alberto Rigotti, il cui voto, probabilmente invalido, fu decisivo per eleggere Fornasari. Rigotti ebbe prestiti dalla banca mai rientrati, e finì in bancarotta col suo gruppo editoriale. I consiglieri dell’Etruria godettero di affidamenti per un totale di 220 milioni di euro. Gli organi statutari erano del tutto ornamentali. Non sarebbe il caso di chiedersi se anche legami massonici o di altra natura non trasparente siano stati all’origine della concessione di troppi crediti facili e della distruzione di molti piccoli risparmi? A maggior ragione ora che alcuni istituti di credito vengono salvati coi soldi dei contribuenti?»

Ferruccio de Bortoli
“Poteri forti (o quasi)”
La nave di Teseo
Milano, 2017

Ecco, queste sono le righe dello scandalo che è buono per l’ennesima polemica strumentale M5S vs PD. E francamente hanno stancato entrambi! Ci si concentra sulle responsabilità (presunte in assenza di conferma o di fonte certa, fintanto che Ghizzoni tace) della Maria Elena Boschi, chiedendosi se abbia travalicato il suo ruolo di ministro, interessandosi in modo assai più che “inusuale” alle sorti di un istituto di credito privato con evidenti interessi familiari. Ma, al di là dell’opportunità, nulla che presupponga una qualche fattispecie concreta di reato (e questo ci si guarda bene dal dirlo). E non si spende una parola per confutare la domanda che si pone circa le ipotetiche influenze di un’organizzazione ‘segreta’ che controlla per filiazione interna l’istituto aretino, con finalità non chiare e ramificazioni consolidate in ambito istituzionale, come si trattasse di una sorta di potere parallelo.
Insomma, una non-notizia che presuppone una seconda non-notizia (siamo nell’ambito delle pure supposizioni), per una non-risposta, visto che tutti gli occhi guardano il dito e non la luna. 
Agitare, non mescolare.

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Profumo di eccellenze

Posted in Masters of Universe, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , on 18 marzo 2017 by Sendivogius

Certo che l’Italia è un paese proprio strano…
Può capitare di avere una laurea in neurochirurgia e non riuscire a trovare un posto nemmeno come bidella con contratto a tempo determinato, perché noi dei cervelli (e massimamente di quelli che pensano) non abbiamo assolutamente bisogno. Puoi essere un plurilaureato in discipline economiche, occuparti (ovviamente a titolo gratuito) di gestione contabile e pratiche fiscali per una pletora di “aziende leader” (che fanno il favore di sfruttarti tanto è l’onore), e trascorrere i successivi dieci anni dal conseguimento della laurea in stage non retribuiti, o rimborsati a forfait per la mirabolante cifra di 500 euro al mese (quando va bene). Perché l’esperienza non basta mai; perché la “formazione” è importante (soprattutto per chi organizza i corsi a pagamento); perché il tempo è prezioso e tanto vale buttarlo nei gironi senza sbocco dello sfruttamento legalizzato di “Garanzia Giovani”, per ritrovarti dopo i 32 anni, senza uno straccio di lavoro, senza un reddito, e null’altro che non sia una pila di attestati inutili, meglio se confinato/a in un limbo infinito di precarietà esistenziale, povertà, ed emarginazione sociale; perché esauriti gli sgravi fiscali e gli incentivi in conto pubblico (che le imprese incassano per farti lavorare a gratis) al “mercato” non servi più. Al massimo puoi ingrassare quell’altro business privato dei “corsi di aggiornamento professionale”, utili come una lampada abbronzante nel deserto del Sahara. Magari può capitarti di subire un trapianto di fegato, avere la sfortuna di sopravvivere all’operazione, e vederti licenziare perché l’azienda-leader, a cui hai regalato 30 anni della tua vita, non ti reputa più idoneo neanche come addetto al controllo delle telecamere.
 Però se ti chiami Alessandro Profumo (e sei vicino al partito che conta), puoi entrare in banca a 20 anni, con contratto a tempo indeterminato, essere inserito nell’area esecutiva come “personale non esperenziato” (meglio se con un diploma di maturità classica, quanto meno pertinente all’ambito creditizio), e nel frattempo cercare di sopravvivere con uno stipendio che (date le ultime restrizioni) attualmente si aggira attorno ai 2.188 euro (lordi) al mese e con quei soldi comprarti l’immancabile laurea privata alla Bocconi (ma non prima dei 30 anni), dove conosci la gente che conta, e con gli amici giusti diventare subito responsabile di un qualche “settore strategico” di una blasonata compagnia privata di revisione contabile. E siccome per certe persone è sempre Natale, può capitare di essere chiamati a dirigere una delle prime banche italiane, UniCredit, condurre una fusione catastrofica con la Capitalia di Cesare Geronzi, dedicarsi allo spaccio indiscriminato di titoli tossici, impiccandosi all’albero degli zecchini d’oro della finanza derivata, dove appendere per il collo qualche migliaio di correntisti, e dopo tre anni di oculata gestione (a.a.2007-2010) chiudere il bilancio con perdite da 10 miliardi di euro (negli anni saliti a 16 miliardi). Per concludere in bellezza, puoi percepire un compenso di 9 milioni e mezzo di euro (a cui magari aggiungerne altri 5,5 di bonus), e dopo appena tre anni consolarsi con un buonuscita da 38 milioni di euro per gli ottimi risultati raggiunti. Poi però per risparmiare il nuovo C.d.A. di UniCredit ha pensato bene di licenziare quasi 9.000 dipendenti che certo gli costavano troppo, in considerazione del “depauperamento patrimoniale”.
Siccome le disgrazie non vengono mai da sole, nel 2012 Alessandro Profumo assurge ai vertici del Monte dei Paschi di Siena; non si accorge di nulla o quasi in merito all’associazione a delinquere che di fatto sta rapinando dall’interno la più antica banca del mondo, e riesce a bruciare 8 miliardi di euro in ricapitalizzazioni fallite. Di questi, la metà sono stati messi ‘graziosamente’ a disposizione del Governo Monti e lasciati in conto a tutti gli italiani. Poi però si chiudono ospedali e si smantella lo stato sociale, perché non possiamo più permettercelo essendo vissuti al di sopra delle nostre possibilità (!). Nel 2015, Profumo, o meglio “Mr Arrogance” come è conosciuto nell’ambiente, lascia finalmente l’istituto senese, ma non prima di aver incassato un’altra liquidazione simbolica per una mezza dozzina scarsa di milioni. Spicciolo più, spicciolo meno.
In un paese dove può capitare che uno si veda respinta la sua domanda di assunzione come portiere condominiale, perché servono almeno tre anni di esperienza continuativa nel “settore”, dove la cassiera di un bar può essere licenziata per un ammanco di 5 euro sui resti, avendo causato “grave nocumento all’azienda”, accade che altri siano invece insostituibili e buoni per tutti gli incarichi a prescindere. E per questo vengono pagati ben oltre il loro peso in oro, nel gioco dei quattro cantoni a poltrone girevoli interscambiabili, quando sarebbe più conveniente non farli lavorare affatto. Aerei, cantieri navali, comunicazioni satellitari, automobili, estrazione idrocarburi, ferrovie… Un settore vale l’altro, perché in alcuni casi la competenza è relativa e la conoscenza dell’attività di produzione che si è chiamati a dirigere è del tutto ininfluente. Ed è per questo che Mr Arrogance può amministrare senza battere ciglio la società “Leonardo” (già Finmeccanica), colosso strategico a partecipazione pubblica dell’industria aerospaziale e nei sistemi di difesa.
Non c’è proprio nulla di cui meravigliarsi. In fondo si tratta di nomine di pertinenza governativa e sicuramente non c’è alcuna ragione di dubitare che l’attuale Presidenza del Consiglio abbia preso le decisioni migliori… In un esecutivo dove il ministro degli Esteri non parla una sola parola d’inglese, il ministro per l’Istruzione e l’Università ha il diploma di licenza media e quello della Giustizia la maturità scientifica, è ovvio che la competenza sia di casa!

Alla peggiore delle ipotesi, si può sempre fare il senatore con una condanna di 9 anni per bancarotta fraudolenta; o magari ‘immunizzarsi’ contro una sentenza già passata in giudicato per peculato. Un Minzolini val bene un Lotti sottosegretario.

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DEMOLIZIONI ALTERNATE

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , on 6 marzo 2017 by Sendivogius

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Un cialtrone è per sempre. Nella sua infima mediocrità, qualunque siano le situazioni nelle quali si troverà a concionare nella sua inesauribile logorrea, il cialtrone si muoverà imperturbabile, con l’immutata faccia da culo, buona per tutte le circostanze e sempre pronta per l’esibizione di scena, nella garrula evanescenza del suo impettito non-essere che non conosce pudore, semplicemente perché non sa cosa sia la vergogna. Ovviamente il cialtrone ha una grandissima reputazione di sé medesimo. E peccato che quasi mai questa corrisponda alla percezione comune. Immune ad ogni critica, e dunque impermeabile ai fallimenti, è incrollabile nella persistenza con cui ripropone se stesso, variabile nella forma, immutabile nella sostanza, cialtrone sempre.
matteo-renzi-il-cazzaroDi conseguenza, il cialtronismo non è una semplice manifestazione provvisoria, ma una condizione dello spirito, che per alcuni diventa ragione cogente di vita, tanto da essere elevata a professione a tempo pieno, prima ancora che a presupposto esistenziale. In questo, la “politica” con la sua aleatorietà disgiunta dai risultati, l’inconcludenza nella libera reinterpretazione dei fatti, l’assoluta ininfluenza di qualunque competenza, offre prospettive inimmaginabili per il cialtrone che in essa trova la sua definizione ideale. E, proprio come una droga, della “politica” (o meglio: della vetrina che questa gli offre e dell’illusione di poter gestire un potere che è solo apparenza), il cialtrone non potrà fare più a meno. Anche perché, proiettato al di fuori di un simile alveo ideale, non saprebbe fare altro, nell’impossibilità di riciclarsi altrove.
renzi-nascita-di-un-cazzaro Matteo Renzi è così: un condensato gassoso di fuffa con il nulla intorno; uno di quei perdenti di successo che, esaurito il pur copioso campionario di panzane con cui ha imbonito gli elettori più irriducibili del partito bestemmia (ma con quelli ci vuole poco) e una parte degli italiani che ora si vergognano ad ammettere di averlo mai votato, cerca in ogni modo di rilanciare la propria immagine sempre più abborracciata in una pinguedine crescente, nonostante la catastrofe in cui ha lasciato il suo partito (e chissenefrega!), ma soprattutto l’intero Paese. Da cazzaro matricolato quale è, persiste nella sua narrazione fantastica di banalità senza fine, finendo col perdersi negli stucchevoli sbrodolamenti, sui quali galleggia il suo narcisismo nell’abnormità di un ego incontenibile. E non si rende conto di essere ormai un format scaduto, mentre si ostina ad incensare i mirabolanti successi del ‘suo’ governo; insistendo a magnificare proprio quei punti che più fanno incazzare i “giovani” (che infatti non lo votano) e quella che un tempo avrebbe dovuto essere la base elettorale del suo partito (la “sinistra”, che infatti lo schifa peggio di una merda). Scaduto il tagliando con largo anticipo, il Rottamatore sa che non supererà la revisione, essendo lui stesso un rottame politico ormai prossimo allo smaltimento per rifiuti solidi ingombranti (di quelli dove non si ricicla nulla, ma si butta via tutto). Adesso non twitta più, ha anche lui il suo bloghetto (col faccione di cartapesta in bella vista ed altrettanto finto come l’originale), dove ci delucida delle sue gesta come un Ecce Bombo qualunque: “faccio cose, vedo gente”, mentre se ne vola per le vacanze in America, come un personaggio dei film dei Vanzina; meglio se a scrocco (tirchio com’è) dell’amico Carrai.

il-blog-di-matteo-renzi

Sono gli ultimi rantoli di un renzismo di Affari & Famiglia, lievitato all’ombra degli Amici che contano, meglio se cresciuti sotto la loggia giusta, e concentrato in un’area che non supera i 20 kmq, a misura del suo piccolissimo mondo di provincia; poco più di un acquario, dove nuota il vorace squaletto democristiano coi suoi pesci pilota attorno.
lobby-fondazioni-e-renziE in quel sottobosco provinciale, fatto di relazioni sottobanco, raccomandazioni, clientelismi, camarille ed intrallazzi, familismo amorale e cupole affaristiche (che manco nella Sicilia romanzata di don Vito Corleone!), l’ambizioso putto di Rignano troverà probabilmente la conclusione della sua resistibilissima ascesa, meglio se insieme all’intraprendente babbo Tiziano, che per le sue irrinunciabili consulenza pare si accontentasse di soli 30.000 euro. Non s’è capito bene se pagati al nero o in voucher…!

tiziano-renzi

Nella saga del renzismo di greppia e di poltrona, i padri sembrano costituire la nemesi costante dei prodighi figliuoli in carriera, per una bulimia di potere e denaro, prossima ad un girone dantesco.
boschi-maria-elenaAltri tempi, quando il Rottamatore cavalcava la tigre del populismo e preparava la sua scalata al cielo… Ve lo ricordate?!? Un cialtrone onnipresente, capace di sostenere tutto ed il contrario di tutto, perché funzionale alla conquista del potere (meglio se assoluto), ed elevato ad ultima speranza di una “elite” più demente che disperata. All’epoca l’ex lobby-continuasindachetto di Firenze doveva conquistarsi il suo posto al sole, forte del sostegno (e dei quattrini) degli amici che contano. C’era un partito da occupare ed un paese da fottere. E quindi bisognava accreditarsi come l’inflessibile castigatore della rottamazione incipiente, in qualità di ennesimo avanzo di nuovo contro i vecchi arnesi della politica, ma soprattutto contro i propri rivali.
Governando infelicemente il Letta nipote, ogni pretesto era buono per invocare dimissioni e sollevare “questioni morali” un tanto al chilo, secondo la convenienza del momento, per asfaltare i propri avversari. E’ uno spasso rileggere gli anatemi di questo moralizzatore a corrente alternata, nell’ansia di piacere e piacersi, mentre prendeva già le misure della poltrona da occupare a Palazzo Chigi…

Caso Shalabayeva

«Se si è sbagliato qualcuno si assuma la sua responsabilità. Se Alfano sapeva, ha mentito e questo è un piccolo problema. Se non sapeva è anche peggio. In ogni caso dovrebbe dimettersi

(17/07/2013)

Per i maliziosi che insinuavano come le intemerate del Rottamatore, fossero soltanto squallide manovre per logorare l’esecutivo del rivale Letta e sostituirsi ad esso. Il machiavellico cialtrone si profondeva in una di quelle esibizioni di vibrante indignazione nelle quali è maestro consumato, come si conviene ad un bugiardo intemerato. Il piccolo Iago fiorentino non riusciva proprio a contenere lo sdegno:

matteo-renzi-il-cazzaro-1«Da qualche ora le redazioni dei giornali sono invase da agenzie di stampa di parlamentari del PDL e di qualche statista del PD che continuano a spiegare come la mozione di sfiducia contro Angelino Alfano, presentata da CinqueStelle e Sel in Senato sia una mossa del perfido Renzi per “pugnalare il Governo Letta”.
[…] Da cittadino sono umiliato rispetto all’atteggiamento che larga parte della classe dirigente del PDL e del PD ha avuto, cercando di usare questa vicenda per attaccare me. Dicono che tutta questa vicenda nasca dalla mia ansia di far cadere il Governo. Ma la realtà dei fatti è che io non ho alcun interesse a far saltare il Governo Letta. E il bello è che lo sanno tutti!
[…] Ma se non credete agli ideali, credete alla convenienza, perché c’è una ragione persino utilitaristica, per cui non ho alcun interesse a far cadere il Governo, specie adesso.
[…] E se anche si formasse un nuovo Governo non sarei io candidabile avendo più volte detto che se andrò a Palazzo Chigi un giorno, ci andrò forte del consenso popolare non di manovre di Palazzo. Dunque, di che cosa stiamo parlando?»

il-solito-cazzaro

Di cosa si parlasse, gli italiani lo hanno capito poi benissimo. Eliminato Letta (il Serenissimo), col patrocinio di Re Giorgio, il ducetto di Rignano si infeudava col la sua corte alla Presidenza del Consiglio, senza che per questo si andasse alle elezioni (su questo è stato di parola!). Salvo poi riprendersi quello stesso Alfano nel ‘suo’ governo, riconfermandolo al Ministero degli Interni. Evidentemente, certi problemi hanno una scadenza più ravvicinata di quella di uno yogurt, così come la parola data.

 

la-coerenza-di-renzi

Caso Cancellieri

«Il ministro Cancellieri deve dimettersi. In questa vicenda Io sono convinto che prima della mozione di sfiducia dovrebbe fare un passo indietro lei. Il punto è che in questa vicenda si intrecciano fin dalla prima telefonata…. una serie di messaggi in cui sembra che la legge non sia uguale per tutti; che se conosci qualcuno riesci a svicolare, è un meccanismo atroce.
Non è un problema giudiziario, ma politico. Purtroppo, dico purtroppo questa vicenda ha minato l’autorevolezza istituzionale e l’idea di imparzialità del Ministro della Giustizia. Talleyrand diceva: ‘è peggio di un crimine, è un errore’. Il Ministro non ha fatto niente di criminale, sia chiaro: ha sbagliato. Prima lo ammette, meglio è, innanzitutto per lei. Ecco perché secondo me dovrebbe dimettersi.
[…] Sono per le dimissioni di Cancellieri, indipendentemente dall’avviso di garanzia o meno. L’idea che ci siamo fatti dell’intera vicenda Ligresti è che la legge non sia uguale per tutti e che se conosci qualcuno di importante te la cavi meglio. È la Repubblica degli amici degli amici: questo atteggiamento è insopportabile.
[…] Il governo deve stare in piedi non su alchimie, ma per fare le cose che deve fare. Credo che la gente che sta a casa, dal Pd non si aspetta l’ultima posizione sulla presa di posizione del ministro, siamo fatti per qualcosa di più grande del destino della Cancellieri

  (18/11/2013)

Caso De Girolamo

«Nessuno fa processi politici in contumacia, alla luce di quello che dirà il PD prenderà sua posizione che sarà unitaria. Comunque sia, la Idem si dimise dal governo, dimostrando uno stile molto diverso.»
(14/01/2014)

Poi ad un certo punto, il “giustizialismo” di questo intrigante bugiardo matricolato conosce un virata di 360°, facendosi prima peloso ed ambiguo…

Caso Lupi

«La scelta di Maurizio di rassegnare le dimissioni è una scelta saggia, per sè, per Ncd, per il governo.»

(20/03/2015)

…E con l’ennesimo triplo salto carpiato approdare nuovamente al “garantismo” ad oltranza, quando le inchieste toccano i pretoriani del suo “Giglio Magico”, come nel caso dell’inamovibile Luca Lotti: un’altro di quegli irrinunciabili talenti su cui si regge il renzismo di consorteria e di loggia…

«Se deve dimettersi? A mio giudizio assolutamente no. Conosco Lotti da anni ed è una persona straordinariamente onesta, lo devono sapere sua moglie e i suoi figli. Io non scarico mai gli altri: non l’ho fatto con Del Rio, Boschi e ora Lotti. Non accetto processi sommari. Luca Lotti è indagato insieme al comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette. Sono pronto a scommettere che Lotti e Del Sette, cui va la mia stima, non hanno commesso niente. C’è un disegno evidente in queste ore di tentare di mettere insieme cose vecchie di mesi. L’indagine su Lotti e Del Sette è una cosa di tre mesi fa. Sulla vicenda Lotti non è cambiato niente in due mesi, stiamo costruendo le cose più incredibili.
[…] Se la buttiamo sulla questione processuale e penale devo dire con molta forza, a tutela della comunità di persone che ho rappresentato, a iniziare dal Pd, che si aspetta la sentenza sempre, si è garantisti e si rispetta la presunzione di innocenza

(03/03/2017)

Che cosa è cambiato nel frattempo?!? Be’ è semplice… Nel frattempo Renzi è diventato prima segretario del PD e poi presidente del consiglio, al posto di quell’Enrico Letta pugnalato appunto alle spalle in una di quelle congiure di palazzo che più di ogni altra cosa qualifica il personaggio.

Firenze, Matteo Renzi ed Enrico Letta a Palazzo Vecchio

Luca Lotti poi è roba sua e gli serve, tanto per tornare a ridiventare segretario e possibilmente premier. Per dire, Lotti è quello che tiene i fili della relazioni amorosa con quell’altro galantuomo recentemente condannato a 9 anni per bancarotta fraudolenta: quel Denis Verdini, senza il quale “non avremmo mai potuto realizzare le riforme” (!) e già aspirante padrino costituente.  Trombati i rivali, questa è una cosca elettorale che non s’ha da toccare!

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(96) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , on 4 marzo 2017 by Sendivogius

Classifica FEBBRAIO 2017”

ass-face-kenny I partiti politici non hanno mai goduto di grande considerazione. Ultimamente, se possibile, la situazione è persino peggiorata, tanto che le quotazioni generali sono tutte al ribasso. Tuttavia, e nonostante il trend negativo, c’è un parametro fuori scala…
Che il PD fosse nato sotto i peggiori auspici è stata una evidenza fin dai suoi nefasti primordi. In pratica, si è trattato di una gravidanza surrogata in seno alla cosiddetta “sinistra riformista” erede del peggior consociativismo trasformista, che ha trovato più che naturale farsi impiantare un embrione democristiano, per incubare la più grande neoplasia tumorale dai tempi della DC (di cui ne è l’erede peggiore), fino all’irreversibile metastasi finale. Raramente un partito politico è riuscito a sputtanarsi a simili livelli ed in così poco tempo, in una raffica di scandali, di leggi-vergona, cricche elettorali, voti di scambio, commistioni di potere e conflitti di interessi (che nemmeno il Pornonano ai suoi tempi migliori!)… trasformandosi nel più ributtante comitato affaristico-massonico a perenne vergogna dell’indegna costipazione coprolitica che si fa chiamare “partito democratico”.
filomena-mastromarinoPer incompetenza, arroganza, presunzione, cialtronismo, insopportabile prosopopea di ambiziosi fighetti figli di papà, il Partito Bestemmia riesce ad essere surclassato soltanto dalla Setta del Grullo sbraitante, coi suoi sbavanti cagnetti da riporto. Ma qui siamo in presenza di un “Movimento” (masturbatorio) di mani che evidentemente hanno trovato un’alternativa al consumo di pornografia su internet, per esprimere altrove le loro polluzioni adolescenziali di peter-pan mai cresciuti.
E se i partiti declinano, la grande alternativa risiede nel ritorno dell’uomo forte, in un cicciare di attempati energumeni ringhianti, dalle chiome frollate in acconciature improbabili, il cipiglio ducesco del compianto Benito (e la medesima mimica clownesca), secchiate di bava riscaldata in un ribollire di umori fetidi nei quali pescare a piene zampe, per dare colore (tendenziamente sul bruno) all’allegra sagra fascistoide di ritorno. Insomma, si tratta di un grumo di vegliardi in nandropausa, palesemente disturbati, che cercano di compensare il crollo testosteronico con l’esibizione compulsiva delle loro turgide teste di cazzo. Quanto di meglio produce la “gente” (di merda), quando s’inkazza.

Hit Parade del mese:

01 - Coglione del mese01. IL VENTRE DELLA BESTIA

[18 Feb.] «Lanciamo un conto alla rovescia per l’abolizione dei vitalizi. Se questa delibera dovesse essere sabotata, statene certi, convocheremo il popolo italiano sotto al Parlamento e sarà l’Armageddon dei partiti»
(Luigi Di Maio, Vicepresidente del Parlamento)

bossetti02. INSEMINOID

[14 Feb.] «Sono stata inseminata a mia insaputa»
(Ester Arzuffi, la mamma di Bossetti)

ghedini03. COME SEMPRE..!

[12 Feb.] «Forza Italia vuole andare al voto quanto prima e Silvio Berlusconi, come sempre, farà prevalere gli interessi del Paese rispetto ai propri»
(Niccolò Ghedini, l’Azzeccagarbugli del Pornocrate)

di-battista04. PUGNI D’AMORE

[08 Feb.] «Gli attacchi che facciamo sono atti d’amore verso i giornalisti, noi siamo innamorati della stampa libera!»
(Alessandro Di Battista, il Farinacci a 5 stelle)

renzi05. IL PELLEGRINAGGIO ELETTORALE

[15 Feb.] «Sto girando molto per l’Italia e mi capita di ascoltare, vedere, discutere. Modello Scampia, insomma. Mi serve molto e mi aiuta a capire meglio cose che fino a due mesi fa vedevo solo blindato dai cerimoniali. Mi suggerite luoghi da visitare e persone da incontrare? Esperienze che possono essere utili.»
(Matteo Renzi, l’Errante)

renzi206. LE PAROLE SONO IMPORTANTI

[02 Feb.] «So che le elezioni non possono essere il secondo tempo dopo il referendum. Quando si perde a calcio, non ci si riprova con la pallanuoto. Io ho avuto la possibilità di tirare un calcio di rigore il 4 dicembre. Me l’hanno parato… Anzi, l’ho tirato male, malissimo»
(Matteo Renzi, il Filosofo)

renzi307. FUFFALAND

[22 Feb.] «Mentre la politica italiana post-referendaria litiga su tutto o quasi, il mondo fuori continua a correre. Ho deciso di staccare qualche ora – mentre il PD scrive le regole per il congresso – e di dedicarmi ad alcuni incontri di qualità in California. Il futuro, prima o poi, torna….
In questo primo giorno mi ha colpito – tra l’altro – la visita a Tesla, l’innovativa azienda di auto elettriche che ha il quartier generale a Palo Alto.
Ho incontrato il vulcanico fondatore, Elon Musk, una personalità che mi aveva sempre incuriosito molto e che non avevo mai conosciuto prima di oggi. Difficile sintetizzare in breve i contenuti della chiacchierata. La scommessa sulle energie alternative per la mobilità, ma anche per la casa, il sogno di rendere possibile la vita su Marte, il super treno chiamato HyperLoop che sta facendo i primi esperimenti proprio in questi mesi, il design, l’Europa, la sostenibilità.»
(Matteo Renzi, l’Innovatore)

ciccione-di-merda08. IL FROCIOMETRO

[08 Feb.] «Per trovare un etero a Sanremo bisogna cercare in seconda fila Malgioglio. C’è uno squilibrio sul palco, troppi gay. La lobby Lgbt riesce ad imporre ospiti che vogliono obbligarci ai loro stili di vita pericolosi»
(Mario Adinolfi, caso dis-umano)

scotto09. SEMPLIFICAZIONI

[28 Feb.] «La sigla del nostro movimento? Faccio un appello: non chiamateci DP ma AMDP, ovvero Articolo 1 Movimento Democratico Progressista. Ci è venuto in modo abbastanza naturale»
(Arturo Scotto, l’Alternativo)

raggi-grillo-roma10. EVIDENZE

[09 Feb.] «Virginia Raggi è onesta e pure preparata»
(Beppe Grillo, il Garante)

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IL VOLO DI ICARO

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , on 19 febbraio 2017 by Sendivogius

icarusfinal

E se il “potere” fosse esso stesso una malattia dello spirito, che come una droga crea dipendenza per assunzione prolungata nel tempo, con un’intossicazione dagli effetti psicotropi?!?
Complementare al leader psicopatico, la Sindrome di Hybris ne misura la febbre da potere compulsivo. Definita come un disturbo delle personalità di successo nell’ambito del disagio lord-owenpsicopatologico, l’esistenza della Sindrome di Hybris viene postulata per la prima volta nel 2009 dal dottor David Owen, neurologo e medico psichiatra, nonché membro della Camera dei Lords. Dalla sua posizione privilegiata di medico ed esponente politico (Sottosegretario di Stato per la Marina Militare, Ministro della Salute Pubblica e Ministro degli Affari Esteri per conto del governo britannico), Lord Owen elabora un proprio modello interpretativo da applicare in parallelo ai tre disturbi canonici della personalità, onde poterne riadattare la struttura nella comprensione delle dinamiche tossiche del potere, che influenzerebbero l’agire dei personaggi politici (e non solo) allo zenit della loro influenza personale.
blairg-w-bushthatchertrumpberlurenziStrutturata in 14 sintomi di riconoscimento, la Sindrome può essere schematizzata in un modello comportamentale di riferimento, che contraddistingue coloro che ne sono affetti (basterebbe la positività a quattro dei punti elencati). In qualità di portatore insano del morbo, il soggetto infetto:

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1) Intende il mondo come un palcoscenico dove poter esercitare il potere, come momento di glorificazione personale.
2) È ossessionato a livello maniacale dalla propria immagine e dal proprio aspetto fisico.
3) Mostra una preoccupazione sproporzionata alla proprio apparire ed alla propria presentazione pubblica.
4) Vive in uno stato esaltatorio (con lui protagonista) che ne contraddistingue la narrazione.
5) Si identifica con la “nazione” e pensa che i suoi interessi siano sovrapponibili ad essa.
6) Parla di se stesso in terza persona, ovvero utilizza un opportunistico ed autoreferenziale “noi”.
7) Nutre una fiducia sperticata nella propria capacità di giudizio, che sconfina nel delirio di onnipotenza; rigetta i consigli ed è insofferente alle critiche, non ammettendo in alcun modo di poter sbagliare.
8) Ostenta disprezzo nei confronti di coloro che percepisce come suoi avversari (veri o presunti che siano).
9) Respinge il giudizio dell’opinione pubblica, rimettendosi al giudizio divino o della “storia”
10) Ha l’incrollabile convinzione di segnare processi epocali, mentre coltiva il suo senso di impunità
11) Si distingue per la perdita di contatto con la realtà, seguita da un progressivo isolamento.
12) È irrequieto ed impulsivo ai limiti dell’imprudenza.
13) È arrogante e incompetente, trascura i dettagli e la preparazione, confida eccessivamente in se stesso, trascurando i normali processi decisionali ed accentrando su di sé le funzioni.
14) È privo di visione programmatica, tanto da trascurare i meccanismi abituali della politica.

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Gli “infetti” portatori dell’agente psicopatogeno nutrono una sovrastima nelle proprie capacità, assolutamente non commisurata alle proprie capacità oggettive, nella bulimia narcisistica del potere inteso come momento inebriante di realizzazione personale, e consumato nell’assoluta autoreferenzialità dello stesso. Come un tossico in crisi di astinenza, l’infetto non può fare a meno della sua dose quotidiana in un crescendo esponenziale, nell’indisponibilità di narcisocondividere alcunché con altri. La sua arroganza è smisurata come la sua presunzione, mentre l’egotica contemplazione di sé coincide con un progressivo distacco dalla realtà, nel disprezzo verso gli altri e nella convinzione della propria invincibilità. Selfie_Renzi_TwitterUnico oggetto di interesse dell’Infetto è se stesso, nell’accrescimento del proprio potere personale e prosecuzione dello stesso al quale tutto è finalizzato. Quando i tratti negativi della sindrome vengono fuori nei leader politici, la capacità di prendere decisioni viene seriamente compromessa, portando a conseguenze disastrose in ambito politico e sociale. E quando ciò avviene, gli effetti sono sempre nefasti, dal momento che tutte le azioni dell’Infetto, autisticamente isolato nella sua funzione di uomo solo al comando, sono volte a rafforzare e sostenere la propria immagine pubblica, trascendendo il proprio ruolo istituzionale e perdendo di vista i veri obiettivi, fino a giungere alla perdita di ogni contatto della realtà, nell’evidenza della propria inadeguatezza ed incompetenza, che il leader è però incapace di vedere o riconoscere pure nella sua evidenza.
syndrome-of-hubrisQuesta perdita di oggettività può alterare la visione del contesto, rischiando degli affondi piuttosto pericolosi in termini di errori di valutazione nei propri confronti, nei confronti delle persone di cui è responsabile, oltre che della situazione complessiva.
Gli eventuali successi lo inducono per eccesso di presunzione ad alimentare la propria arroganza, assumendo un atteggiamento sprezzante nei confronti degli altri e di ogni possibile critica, puntellando il suo bisogno di riconoscimento e di stima con una corte di parassiti “più di corredo che di sostanza”. Il processo è irreversibile per degenerazione costante, fino all’inevitabile tracollo che in genere non investe soltanto l’infetto, ma l’intero apparato posto il suo controllo diretto per un dirompente effetto distruttivo su collasso interno.
hubrisFare nomi ed esempi è superfluo… Noterete come la sintomatologia sia diffusa insieme al morbo ed al numero degli infetti che occupano posizioni di potere, aspirano alle stesse, o più semplicemente non le vogliono mollare. A voi trarre le conseguenze…

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LEGALICUM

Posted in Roma mon amour with tags , , , , , on 26 gennaio 2017 by Sendivogius

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Proprio come accadeva nella fattoria di George Orwell: “tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”. Forcaioli ad oltranza e tutti i colpevoli fino a prova contraria gli Enragés del Grullo sbraitante hanno scoperto il “garantismo” ad oltranza… quello peloso però, praticato a targhe alterne ed interpretabile secondo convenienza, pro domo sua. Che quando riguarda gli adepti della Setta, inopportunamente portati sugli scranni del potere (hic manebimus optime!) a colpi di click sul Sacro Blog del V@te®, allora quelle stesse non-regole, che si vorrebbero così stringenti per gli ‘Altri’ su imposizione eterodiretta, diventano improvvisamente interpretabili… flessibili… e dunque ovviabili, perché i reati contestati vengono degradati a quisquiglie di poco o nessun conto, nella derubricazione degli stessi. E peccato si tratti delle stesse contestazioni (a rilevanza penale), che tanto interessato clamore hanno suscitato nel caso di Buzzi & Co. quando addirittura si parlò di “Mafia Capitale”, con un gusto per l’iperbole che poco o nulla tiene conto del principio di realtà. Ma se gli stessi addebiti riguardano la fatina a 5 stelle, dall’imperturbabile faccia di tolla che ne contraddistingue il ricorso reiterato alla menzogna patologica nell’incompetenza conclamata, allora l’eccezione è sempre possibile con l’avvitamento in triplo salto carpiale e arrampicamento sugli specchi per sostenere l’indifendile. Allora il ditino inquisitore si affloscia ed i sedicenti tribunali rivoluzionari del “popolo” tacciono imbarazzati, nella fogna della Storia che li ha rivomitati alla ribalta. Com’era quella lagna di piazza sull’Onestà, quale appannaggio esclusivo di ogni moralizzatore da operetta, che si erge a giudice e carnefice negli autodafé collettivi della setta digitale?!?

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FACCE NUOVE

Posted in A volte ritornano, Stupor Mundi with tags , , , , , , on 15 gennaio 2017 by Sendivogius

Prossemica renzianaPrima o poi ritornano sempre a galla… È nella natura dei coproliti fognari flottare immantinenti negli scoli della politica, ignari e fumanti nel brodo accogliente delle acque reflue, prima di essere riciclati a nuova vita.
matteo-renzi-su-chi Il Bullo di Rignano non fa eccezione. E pertanto rieccolo più tracotante, grasso, e smargiasso che mai! Lui poverino avrebbe pure voluto ritirarsi dalla ‘politica’… Poi però si è reso conto che a 40 anni suonati, senza aver mai fatto altro nella vita che non fosse appunto il politicante professionista a tempo pieno, ha anche capito che 16mila euro al mese, in un contesto normale, non glieli dava proprio nessuno per non saper fare un cazzo ed intasare l’etere di tweet.

Renzi con Buttiglione e Andreotti - Il nuovo che avanza

O forse davvero credeva che qualcuno era disposto a pagarlo per mandarlo in giro per il mondo a rilasciare interviste e conferenze a pagamento, come quell’altra merda calzata e vestita di Tony Blair?!? È dura ricollocarsi sul mercato… E infatti cosa fa?!?

“Rifletto, leggo, sto in famiglia. Vado al ricevimento professori dei genitori dei miei figli. Ho ripreso a usare la bici”

Di cercarsi una qualche occupazione non gli passa neanche per l’anticamera del cervello, fosse anche per sbaglio! E peccato, altrimenti avrebbe potuto sperimentare di persona i mirabolanti effetti del Job-Act.

“Riorganizzo la struttura del partito”

Che ha contribuito a disintegrare, trasformandolo Festa Renziananel suo personale (e fallimentare) comitato elettorale. Quindi, dopo aver perso tutto quello che elettoralmente si poteva perdere, e farlo nel peggiore dei modi possibili, dopo aver dilaniato il proprio stesso partito e sputtanato per i prossimi 150anni l’idea stessa di “sinistra”, col programma di governo più a destra e socialmente retrogrado dai tempi di Pelloux, ecco di nuovo alla carica un altro che pensa di essere indispensabile per le sorti del Paese. Più concretamente, sente il potere scivolargli via dalle mani e tenta di riagguantare quello che non è un semplice giocattolo con cui appagare il proprio ego malato, ma una ragione fondamentale di sopravvivenza. Il tapino tiene famiglia e non ha alcun intenzione di andarsi a cercare uno straccio di lavoro vero. In fondo, al di là delle chiacchiere, di concreto cos’è che sa fare?!?
renzi-lavoroNessuna autocritica, nessun dubbio, nessun pentimento, le colpe sono sempre degli altri: Monti, la Boschi (sedotta e trombata), la minoranza piddì, il Pulcino Pio… Renzi è esente da ogni responsabilità e ovviamente procede per autoassoluzione con la sua corte di lacché a contratto. Non ci prova nemmeno a simulare un minimo di umiltà, nella presunzione di infallibilità che se non fa di lui l’Unto del Signore lo rende molto prossimo ad esserne il tracotante impostore. Anzi, non perde occasione di sbrodolarsi addosso, perché proprio non ce la fa..!

Selfie_Renzi_Twitter “…nessuno ci toglierà i mille giorni che abbiamo fatto, straordinari. E soprattutto nessuno può toglierci il futuro. Abbiamo il tempo, l’energia, la passione per imparare dalla sconfitta e ripartire… Dire IO e metterci la faccia è stato necessario.”

E non contento:

“Quella che lei chiama propaganda sono riforme che hanno aiutato un pezzo di Paese a vivere meglio. Non ci hanno fatto vincere? Ok, ma sono fiero di averle fatte e quei 13 milioni di voti raccolti al referendum sono un patrimonio di speranza per il futuro…
Abbiamo fatto la più grande redistribuzione di reddito della storia fiscale italiana – gli 80 euro – ma abbiamo accettato che fosse presentata come una mancia. Ma almeno noi lo abbiamo fatto, dopo anni di chiacchiere. Se cerca uno slogan ne ho uno migliore: meno slide, più cuore.”

renzi bilancioDite la verità… Quanto NON vi era mancato?!? Che fanfaroni così ne nascono tutti i giorni, ma questo supera anche le peggiori aspettative, nel lancia e raddoppia della minchioneria elevata a prassi furba di governo e riciclo.
renzi-80-euro-bonus-maggiorenniQuello che il Bambino Matteo, nella sua solita ribollita di frasi fatte e blairismo riscaldato non ha capito, o più ipocritamente finge di ignorare, è il fatto che sia diventato un prodotto scaduto. È un brand di mercato superato che non buca più, mentre i suoi padrini politici si affrettano a scaricarlo e negare ogni correlazione. È diventato compromettente. Era già accaduto col papi nazionale, si è ripetuto con Mario Monti, e così sarà per Matteo Renzi, che ora ha ben altro di cui stare “sereno”.

Firenze, Matteo Renzi ed Enrico Letta a Palazzo Vecchio

«Dopo il crollo rovinoso della facciata posticcia renziana è di nuovo sotto gli occhi di tutti il volto metallico della tecnocrazia al potere. Quell’oligarchia finanziaria che aveva scelto Renzi come frontman, sperando che catalizzasse le spinte antisistema per metterle al servizio del solito piano di smantellamento della Costituzione antifascista, e sostituzione della Repubblica democratica con un’altra struttura più congeniale alle esigenze del mercato.
Gli era quindi stato affidato il volante del PD perché lo guidasse alla vittoria. Matteo Renzi l’ha schiantato contro un muro. Tre volte di seguito. Regionali, comunali, referendum.
Nonostante il sostegno di tutti i poter forti, con l’adesione compatta e servile dei media mainstream, in soli due anni il Cazzaro, coi suoi strapagati consigliori americani, le sue ministre-immagine, e tutta la sua corte di spocchiosi incapaci, ha perso tutto quello che c’era da perdere.
Matteo Renzi non è solo un perdente, è un recordman della disfatta.
Dopo il crash del renzismo, il Sistema s’è riavviato ripristinando la configurazione precedente. L’oligarchia si ritrova ancora una volta a dover escogitare una legge elettorale che rappresenti la volontà popolare il meno possibile, e nello stesso tempo consenta Grossolane Koalition permanenti, telecomandate dall’Unione Europea, sulle quali l’esito del voto possa produrre al massimo un rimpasto con l’espulsione di qualche sottosegretario indigesto, sputacchiato fuori come i canditi del panettone.
Dato il suo fallimento, gli interessi e la carriera di Renzi non sono più in cima alle preoccupazioni dei suoi committenti. Gliel’ha detto chiaro Mattarella nel messaggio di fine anno: Matteo stai sereno, non si voterà né quando né come servirebbe a te. Tutte le trattative sono riaperte. L’era della velocità è finita

Alessandra Daniele
Il rimpasto nudo
(08/01/2017)

Se c’è una cosa che in questo paese non manca mai e dei quali al momento non abbiamo assolutamente bisogno, questi sono i “cazzari”.

renzi-cazzaro

Il renzismo non è altro che un’allocuzione gassosa: resta l’odore ed evapora il resto. Ora siamo nuovamente in modalità ‘sobria’.

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Overlook Hotel

Posted in Business is Business, Masters of Universe with tags , , , , , , , , on 8 gennaio 2017 by Sendivogius

shining-partyPerché l’economia italiana non cresce? Perché, a dispetto dei media prezzolati che fantasticano di riprese immaginarie, in un paese che non esiste se non nelle loro narrazioni romanzesche, l’Italia sta entrando (caso unico) nel settimo anno consecutivo di una crisi senza soluzione? Forse perché al netto di una classe politica totalmente azzerbinata agli istinti predatori di un capitalismo selvaggio e (in)opportunamente assistito in conto pubblico, abbiamo la peggiore casta ‘imprenditoriale’ del pianeta, a prova di qualunque rottamazione, merito o ricambio che sia, di cui la “politica” non è altro che supina emanazione a tutela corporativa di interessi particolarissimi. Una cosca padronale che detta l’agenda e re-inventa la realtà, a seconda delle proprie convenienze.
Soltanto un mese fa, le proiezioni per l’anno 2017 erano queste…
Le Profezie di ConfindustriaPoi il referendum costituzionale è andato come doveva andare, perché il popolo è molto meno cialtrone dei suoi padroni, e con la stessa noncuranza (e immutata faccia da culo) i sedicenti “centri studio” di settore, dinanzi alla mancata apocalisse ampiamente preannunciata con dovizia di numeri sparati a cazzo, sono subito corsi ai ripari con una nuova infornata di dati riadattati alla situazione contingente…

In poche settimane [????] lo scenario economico globale è cambiato. Nuovi fattori si sono materializzati, sebbene alcuni maturassero da tempo. Per numero e rilevanza costituiscono uno snodo cruciale di una lunga crisi. In un nuovo contesto il Centro Studi Confindustria (CSC) rivede al rialzo le previsioni per l’Italia.”

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Contrordine compari! Abbiamo cambiato idea. E infatti per il 2017 il mitico C.S.C stima gli investimenti aumenteranno dal 2% al 2,8% entro il mese di Settembre, insieme alle altre mirabolanti previsioni di una ripresa infallibile:

PIL: +0,8%
Consumi: +1%
Investimenti: +2,1%
Esportazioni: +2,4%
Occupazione: +0,6%
Saldo commerciale: +3,4%

Perché la “ripresa mondiale più solida” ed il “commercio mondiale è in ripartenza”. Le “borse azionarie sono in rialzo”, così come i tassi di interesse. E soprattutto sono stati superati i minimi dell’inflazione (infatti l’Italia è entrata ufficialmente in deflazione come non accadeva da 60 anni!). Ma vabbé, non vorrete mica stare a guardare il capello?!?
overlook_hotelE cosa di grazia avrebbe provocato un simile miracolo economico?
shining Udite! Udite! La causa di siffatto miglioramento sarebbe l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti (!!). Gli alfieri del libero mercato, i sacerdoti della “mano invisibile” che tutto regge e tutto regola, i cantori dello “stato minimo” e del laissez faire, in nome dello spirito salvifico del capitale globalizzato, hanno disseppellito John Maynard Keynes resuscitato a nuova vita. Anzi, di più! Secondo il famigerato Centro Studi di Confindustria, l’organo di propaganda economica dei padroni delle ferriere, la soluzione della crisi economica è in realtà a portata di mano grazie ad un piano rivoluzionario, con l’adozione di una sorta di socialismo di mercato applicato al contrario: togliere ai poveri per dare ai ricchi; smantellare l’intero settore pubblico e sfondare i vincoli di bilancio, per impiegare tutte le risorse statali nel sostegno di un capitalismo assistito, con l’ovvia distribuzione privata dei profitti, attraverso la socializzazione delle perdite.
capitalist-pigCome piatto del giorno, Confindustria ‘suggerisce’:
1) Maggiori investimenti pubblici, con l’elargizione di maxi incentivi fiscali a carico dello Stato per rinnovare il suo obsoleto parco industriale fermo agli Anni ’70.
2) Politiche di bilancio espansive, da attuare tramite il ricorso a maggior deficit nella legge di bilancio e allentando i vincoli di stabilità, per rifinanziare il debito così creato attraverso un tagli radicale dei servizi pubblici e sociali.
3) Ricorso al protezionismo di Stato (magari con l’introduzione di dazi doganali), in quanto “legittimato grazie alle promesse di Trump” (!). E alla faccia di quella globalizzazione e fluidità dei capitali con la quale ce l’hanno menata per 20 anni; quando i padroni ingrassavano come maiali, andando a sfruttare la manodopera schiavizzata negli angoli più remoti del pianeta, mentre delocalizzavano le produzioni, invocando la totale assenza di regole e smantellando interi distretti industriali.
pigs-troughE il “popolo”?!? Come diceva il Poeta, er popolo se gratta!

La Patria sta tranquilla;
annamo a colazzione…
E er popolo lontano,
rimasto su la riva,
magna le nocchie e strilla:
– Evviva, evviva, evviva… –
E guarda la fregata
sur mare che sfavilla.

Padroni di merda!

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(94) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , on 4 gennaio 2017 by Sendivogius

Classifica DICEMBRE 2016”

grillo-stalin‘Qualcuno’ non ha digerito bene le abbuffate delle feste natalizie, tra palate di caviale e feste esclusive in yacht, contando i quattrini generati a portata di clic… Le rendite del vecchio Merdone a 5 Stelle (il profeta della “decrescita felice”) devono essere parecchio in ribasso, oppure i suoi portaordini sono in ritardo col versamento del pizzo sullo stipendio da parlamentare, perché ultimamente il V@ter® sproloquia su tutto a scroscio continuo, come uno scarico rotto del cesso; senza peraltro riuscire a smaltire la mole di stronzate che continua a defecare in pieno attacco di dissenteria. Nella ducesca parodia di se stesso, sembra uscito da un raduno etilico di barboni ubriachi. Oramai è in pieno delirio orwelliano, sempre lì a concionare di tribunali speciali, punizioni esemplari, epurazioni e purghe staliniane, con l’immancabile codazzo virtuale dei suoi Napalm51: mille coglioni senza un cazzo da fare e altri 39.000 fake generati dalla Casaleggio Associati, per i plebisciti farlocchi coi quali la setta trastulla gli adepti di stretta osservanza in onanismi collettivi. Insomma, una variante di gruppo per autoerotismi on line, con Beppone protagonista assoluto della prima porno-distopia digitale. Nei suoi oramai surreali filmini amatoriali da Bin Laden dei caruggi, a guardarli, il primo istinto è sempre quello di cercare il cartoccio del vino al metanolo, imboscato dietro pile di libri mai nemmeno sfogliati per sbaglio e messi lì per finzione puramente scenica. È dura digerire il fallimento ormai plateale della Roma a 5 patacche della sindaca Raggi. Specialmente dopo che mezza giunta è in galera o inquisita, in sei mesi di Nulla assoluto, per una Capitale paralizzata nell’immobilismo più totale. E non sono bastati i festeggiamenti del non-capodanno a 5 stelle (diciamocelo francamente: una merda!) a far dimenticare il disastro. Chissà che con l’anno nuovo non ci liberiamo anche di questo avvinazzato cialtrone, che per risalire in popolarità ora è costretto ad imitare addirittura un Salvini (!!), tale e tanta è la disperazione.

Hit Parade del mese:

01 - Coglione del mese01. ECCELLENZE ITALICHE

[15 Dic.] «Io sono una persona seria. Se volevo mentire o truffare non avrei mai messo nel mio curriculum ‘diploma di laurea’, ma avrei scritto ‘laurea’ e basta»
(Valeria Fedeli, Ministro con la terza media)

de-luca02. BON TON

[13 Dic.] «Io non mi permetterei mai di usare espressioni ingiuriose»
(Vincenzo De Luca, il Raffinato)

cirinna03. SEI CIÒ CHE MANGI

[21 Dic.] «Chi a Natale mangia pesce e carne fa i conti con la propria coscienza, io dico che sono dei cannibali»
(Monica Cirinnà, altro sinistro di governo)

laura-puppato04. PUPPAMELO!

[05 Dic.] «In effetti a pensarci bene, c’è stata la fuga dei cervelli all’estero. Sarà per quello che solo all’estero ha vinto il #Si?»
(Laura Puppato, la Residente)

Di Battista05. ESSERE DIVERSI

[10 Dic.] «È bello, bello, bello. Noi ce la facciamo, il popolo si può riscattare… io non sono come loro! Io non ci voglio stare qua dentro! Io voglio… che i cittadini devono votare!»
(Alessandro Di Battista, il Bello della politica)

di maio06. PENZZIONI E PIRLONI

[07 Dic.] «I parlamentari vogliono trascinarci in un altro governo di scopo perché prima del settembre 2017 non scatta la pensione»
(Luigi Di Maio, altro coglione a 5 stelle)

faraone07. FINIS MUNDI

[03 Dic.] «Il mondo ci guarda. Se vince il No è a rischio la stabilità»
(Davide Faraone, l’Inutile)

renzi-occhialoni08. RISPARMI

[02 Dic.] «I risparmi della riforma costituzionale ammontano a 500 milioni»
(Matteo Renzi, Cazzaro senza frontiere)

10b - G.Napolitano09. MEGLIO TARDI CHE MAI

[22 Dic.] «Intendo seguire le vicende del governo con sempre maggiore distacco. Conto di dedicarmi a testimonianze e a riflessioni di carattere storico e culturale»
(Giorgio Napolitano, o Re)

Formigoni10. PATIMENTI

[24 Dic.] «Ho sempre fatto una vita morigerata»
(Roberto Formigoni, il Castigato)

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SPERMATOZOI

Posted in Roma mon amour with tags , , , , , , on 18 dicembre 2016 by Sendivogius

spermatozoi

O-NE-STÀ! O-NE-STÀ!
gne-gne-gné! gne-gne-gné!
Ve li ricordate i petulanti coglioni dell’Asilo Cretinetti, sempre pronti a dispensare lezioncine di moralità a buon mercato, con le zampette luride ed il ditino turgido ad ammonire gli eretici della setta?!? È bastato uno spermatozoo come Raffaele Marra ad infettare il movimento degli aspiranti reprobi, tanto da seccar loro la lingua pur ciarliera e convertirli al “garantismo” più peloso, in assenza di reali anticorpi che non fossero la cialtronesca esibizione di due camerieri falliti alla cena dei cretini (con camera).

camerieri-a-5-stelleA Roma, sul chi fosse Raffaele Marra e la sua cricca di potere incistata all’ombra di Virginia Raggi, lo sapevano praticamente tutti, con l’unica eccezione della “sindaca” che pure era stata ampiamente avvertita di quali e tali parassiti andavano ingrassando al calore del suo Raggio Magico.

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Benvenuti in questa Suburra tutta a cinque stelle, dove si incrociano vecchi arnesi della destra romana collaterale alla fascisteria eversiva e gli ultimi scampoli della bandaccia, con al centro intriganti ufficialetti della Guardia di Finanza che hanno capito come fosse più proficuo accordarsi coi ladri che applicare la legge, in un intreccio di familismo amorale, riciclaggio internazionale, case comprate a propria insaputa… raggi-asl1Riposto il cappio nel cassetto, adesso che l’onda lunga del malaffare è giunta a lordare le toghette consiliari di Palazzo Senatorio, i forcaioli della setta parlano di “denunce facili” dopo aver intasato le procure di tutta Italia con gli esposti più assurdi e pretestuosi. Archiviata in fretta l’era della “trasparenza”, sono sparite le telecamerine dal consiglio comunale e niente più sedute streaming, per una sindaca latitante che diserta l’assemblea di una città oramai abbandonata allo sbando più totale (come volevasi dimostrare) e parla solo per messaggi videoregistrati. D’altronde che la Morticia dei Parioli fosse in realtà una prestanome dello Studio Sammarco & Previti che amministra la Capitale su mandato della Casaleggio Associati, era evidente. Che poi la pupattola si sia lasciata usare come una sagoma di cartone, dagli avidi sottopanza ai quali si è affidata ciecamente, è qualcosa che nemmeno i suoi mandanti potevano prevedere, tanto la gattamorta ha finito col fregare un po’ tutti.

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A questo punto, in termini di amministrazione corrente e gestione affidataria, sarebbe molto interessante conoscere il ruolo e gli interessi della Casaleggio Associati che, commissariata la “sindaca” oramai impresentabile, si prepara ad affidare il governo della città direttamente al suo referente di fiducia, Massimo Colomban, affiancato dallo staff legale dell’azienda. Perché uno (non) vale uno.

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