Archivio per Matteo Renzi

AGITATO, NON MESCOLATO

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , on 13 maggio 2017 by Sendivogius

In Italia, le notizie hanno sempre lasciato il posto alle opinioni, nella libera reinterpretazione dei fatti; meglio se opportunisticamente reinterpretati ogni volta pro domo sua, per un processo inverso dove i fatti sono subordinati alle opinioni (facendo da contorno) e mai viceversa.
In tempi di post-verità, anche la “notizia” è superata, specialmente quando questa difetta di una funzionalità d’uso immediatamente fruibile in termini strumentali, nell’aleatorietà dei “fatti” che più che altro costituiscono un intralcio alle “opinioni”, a maggior ragione se implicano un approfondimento più complesso da essere ricompreso nello spazio di un tweet, e vengono usate come arma di lotta politica a dotazione delle rispettive partigianerie.
Rottamato il principio di realtà, oggi domina la non-notizia: un surrogato artificiale della manipolazione mediatica, costruita ad arte e fatta non per informare ma per condizionare; generare commenti nell’auto-alimentazione della stessa, per polemiche programmate su riproposizione ciclica. Per questo le notizie (insieme ai fatti che ne sono all’origine) vanno più che altro agitati e mai mescolati, perché l’amalgama presuppone il tempo naturale della sedimentazione, lascia spazio alla ponderazione e dunque della riflessione ragionata. E non è questo lo scopo per cui viene creata la non-notizia: il cugino buono della fake news.
Istruzioni per l’uso: prendete una serie di non-notizie. La quantità in eccesso da proporre ad un consumatore abulico serve a saturare l’etere con l’abbondanza dell’offerta, catalizzando l’attenzione attraverso una tensione costante. Sovrapponetele tra loro ed agitatele, senza mai mescolarle; perché se non funziona il primo stock, deve esserci sempre pronta un’altra dozzina di non-notizie di riserva, da proporre al pubblico onde sollecitare lo stimolo al consumo. Pertanto, ripetetele ad intervalli regolari, alternandole tra loro, come un carosello pubblicitario inteso a vendere sempre la stessa merce. Create una serie di stimoli ed aspettative. Confezionate per il pubblico un prodotto su misura di input condivisi, tramite un sistema di induzione, provocazione, e reazione. In tal modo innescherete un meccanismo comunicativo di condizionamento strumentale, che per certi versi ricalca l’effetto pavloviano.
Se rapportata allo scontro politico di un’epoca post-ideologica, che stenta a dare un senso a se stessa, in assenza di qualsivoglia programma o idea, la proposta politica è ridotta ad una guerriglia faziosa tra bande, che si consuma a due livelli ironicamente definibili come endogeno: le faide interne ad una medesima compagine. A cui si accompagna un livello esogeno: la contrapposizione totale tra due gruppi distinti, che trovano la loro ragion d’essere nell’irriducibilità dell’ostilità reciproca, come collante galvanizzante per la coesione interna di una tribù, altrimenti divisa dalle lotte intestine tra clan in competizione per la supremazia.
Esempio pratico: prendete il fenomeno eterodiretto su piattaforma digitale, che si fa chiamare M5S. In un condensato desolante di assurdità e paranoie complottiste, contraddizioni e slogan a buon mercato, nel sostanziale vuoto progettuale per eccesso di idee confuse, che si intrecciano attorno alla narrazione fantastica del “capo politico”, il noto movimento non potrebbe sopravvivere alla riprova dei fatti che svelerebbero tutta l’inconsistenza di un prodotto artificiale di web-marketing. Di conseguenza, così come ogni storia ha bisogno di alimentare il proprio pathos con la presenza di un villain convincente, che dia una ragion d’essere al titanismo eroico del protagonista, allo stesso modo il PD costituisce la nemesi perfetta del notorio “moVimento” e viceversa, come due elementi speculari ad una narrazione uguale e contrapposta che in assenza di credibilità si alimenta del mito del Nemico. Il copione è sempre lo stesso: ogni giorno qualcuno dei cloni selezionati nei casting della Casaleggio Associati, pesca a tema la non-notizia del momento da rilanciare a mezzo twitter su ogni agenzia di stampa disponibile, onde denunciare l’ennesimo scandalo vero o presunto della “casta”, di cui il partito bestemmia è ormai assurto ad emblema ed incarnazione data la sua permanenza di governo. Segue indignazione condivisa dei followers della setta. Processo pubblico in contumacia. Immancabile richiesta di dimissioni di questo o quel ministro…
 E la madonna dei Boschi resta indubbiamente il bersaglio ineguagliabile ed insuperato di ogni offensiva. Del resto è come sparare su un elefante a distanza ravvicinata con un fucile di precisione: non puoi sbagliare!
Segue reazione piccata delle cheerleaders del renzismo militante, che solitamente rispondono accendendo le polveri di un’altra non-notizia, da agitare onde galvanizzare la propria tifoseria, con scontro su ‘social’ con prosecuzione su ‘talk’. Non per niente, the show must go on! Si ravviva il fuocherello di paglia per due o tre giorni fino ad esaurimento. E poi si passa ad altro, in attesa di montare una nuova polemica, giusto per guadagnare le prime pagine delle edizioni on line. Da notare che il meccanismo è assolutamente interscambiabile. Noterete che nessuno dei due schieramenti vi risponderà nel merito dei fatti, stando anzi molto bene attenti a non entrare mai nel dettaglio, circostanziandone le fattispecie di riferimento.
L’ennesimo pretesto di scontro, è stata la pubblicazione dell’ultima opera dell’ottimo Ferruccio de Bortoli. Titolo appetitoso, Poteri forti (o quasi), per un librone di trecento pagine e passa che si pone ai lettori come una raccolta di “memorie di oltre quarant’anni di giornalismo”, per usare le stesse parole dell’Autore, dove si parla di tutto (e di niente in dettaglio). Al “renzismo”, De Bortoli dedica solo una manciata di pagine dal titolo eloquente e più che sufficiente a descrivere il fenomeno per ciò che è: Renzi, ovvero la bulimia del potere personale. C’è da dire che l’Autore ha scritto sul personaggio editoriali assai più fulminanti nella sua attività di giornalista. Qui il tono è più defilato, quasi bonario; parte da una recita di scuse che è quasi un atto di contrizione, con il quale Ferruccio de Bortoli finge di fare ammenda, salvo rincarare la dose col piccolo Napoleone di Rignano. Il tutto è intriso di un’ironia sottile, ma affilata, senza mai perdere il senso della misura. Alla fine il ritratto che viene fuori del putto fiorentino, attraverso un serie di aneddoti, è quella di un arrogante signorotto feudale piombato dalla provincia alla ribalta nazionale, un sostanziale cafone senza altra progettualità che non sia il consolidamento personalistico di un potere fine a se stesso. Niente che di Matteo Renzi non si fosse abbondantemente capito, o non si sia già scritto. Alla Maria Elena Boschi, viene dedicata una sola paginetta (pag.209) su 320 pagine, in un discorso più ampio (estrapolato da terzi), dove peraltro De Bortoli si interroga a mo’ di riflessione personale sul ruolo della massoneria (e massimamente quella toscana) nel consolidamento del potere renziano e le sue ramificazioni nel sistema bancario, riagganciandosi ad una tematica peraltro già affrontata in passato…

«Non ho mai scritto e nemmeno pensato che Renzi sia un massone in una regione nella quale un po’ tutta la classe dirigente lo è. Mi chiedevo soltanto se, parlando del Patto del Nazareno…. le vicinanze tra esponenti dei due schieramenti in terra toscana, fossero spiegabili anche con quell’appartenenza. Una domanda legittima. Una richiesta di trasparenza dal momento in cui si metteva mano addirittura alla Costituzione.
Non c’è nulla di male ad essere iscritti. Non nego i meriti storici della massoneria, anche se ho visto da vicino le sue deviazioni…. In altri paesi la massoneria è un soggetto pubblico. Trasparente. Da noi pare non esistere. Misteriosa. Sembrava addirittura scomparsa, dopo il caso P2 di Licio Gelli, al di là delle apparizioni pubbliche dei vari riti che hanno spesso una valenza un po’ caricaturale e folcloristica. Da noi è un tabù. Si sussurra non si dice, si sospetta non si dichiara, si allude. Ho esagerato, forse, ma nulla mi toglie dalla testa che nel dedalo di rapporti di quella che Ernesto Galli della Loggia ha chiamato “consorteria toscana”, le appartenenza massoniche un ruolo lo abbiano giocato e continuino a giocarlo.»

Questa è una non-notizia che nulla aggiunge al dibattito, ma introduce il pezzo più goloso che De Bertoli infila en passant, chiamando in causa la donna di denari nell’intreccio che unisce a doppio filo governo, renzismo, e potere bancario, lasciando sottintendere la presenza di una longa manus massonica, nella fratellanza acquisita all’ombra di grembiulini e compassi. E lo fa in riferimento ad un articolo di “Libero” dove venivano svelati le frequentazioni tra il faccendiere piduista Flavio Carboni con papà Boschi…

 «Il vicepresidente della banca aretina Pierluigi Boschi, padre di Maria Elena, aveva incontrato il faccendiere sardo in un paio di occasioni durante le quali avrebbe chiesto consigli su chi mettere alla direzione generale dell’istituto. L’allora ministra delle Riforme, nel 2015, non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all’amministratore delegato di Unicredit. Maria Elena Boschi chiese quindi a Federico Ghizzoni di valutare una possibile acquisizione della Banca Etruria. La domanda era inusuale da parte di un membro del governo all’amministratore delegato di una banca quotata. Ghizzoni comunque incaricò un suo collaboratore di fare le opportune valutazioni patrimoniali, poi decise di lasciar perdere. L’industriale delle scarpe Rossano Soldini mi ha raccontato di aver avuto molti sospetti sul ruolo della massoneria locale nella gestione dell’istituto. Elio Faralli, che ne fu fu padre-padrone per circa trent’anni, fino al momento in cui fu costretto a lasciare il timone a Giuseppe Fornasari, era notoriamente un massone. Soldini fece molte domande scomode, in particolare sul ruolo del consigliere Alberto Rigotti, il cui voto, probabilmente invalido, fu decisivo per eleggere Fornasari. Rigotti ebbe prestiti dalla banca mai rientrati, e finì in bancarotta col suo gruppo editoriale. I consiglieri dell’Etruria godettero di affidamenti per un totale di 220 milioni di euro. Gli organi statutari erano del tutto ornamentali. Non sarebbe il caso di chiedersi se anche legami massonici o di altra natura non trasparente siano stati all’origine della concessione di troppi crediti facili e della distruzione di molti piccoli risparmi? A maggior ragione ora che alcuni istituti di credito vengono salvati coi soldi dei contribuenti?»

Ferruccio de Bortoli
“Poteri forti (o quasi)”
La nave di Teseo
Milano, 2017

Ecco, queste sono le righe dello scandalo che è buono per l’ennesima polemica strumentale M5S vs PD. E francamente hanno stancato entrambi! Ci si concentra sulle responsabilità (presunte in assenza di conferma o di fonte certa, fintanto che Ghizzoni tace) della Maria Elena Boschi, chiedendosi se abbia travalicato il suo ruolo di ministro, interessandosi in modo assai più che “inusuale” alle sorti di un istituto di credito privato con evidenti interessi familiari. Ma, al di là dell’opportunità, nulla che presupponga una qualche fattispecie concreta di reato (e questo ci si guarda bene dal dirlo). E non si spende una parola per confutare la domanda che si pone circa le ipotetiche influenze di un’organizzazione ‘segreta’ che controlla per filiazione interna l’istituto aretino, con finalità non chiare e ramificazioni consolidate in ambito istituzionale, come si trattasse di una sorta di potere parallelo.
Insomma, una non-notizia che presuppone una seconda non-notizia (siamo nell’ambito delle pure supposizioni), per una non-risposta, visto che tutti gli occhi guardano il dito e non la luna. 
Agitare, non mescolare.

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(98) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , on 1 maggio 2017 by Sendivogius

Classifica APRILE 2017”

Se c’è un’azienda dalle infinite potenzialità che più di ogni altra incarna la catastrofe di un management sopravvalutato e catastroficamente coccolato da certo nuovismo in disavanzo… be’ questa è Alitalia, quale metafora del fallimento di una intera classe di parassiti che si vorrebbe “dirigente” e che sempre trova la sua sponda ideale di personaggetti politici, che spesso e volentieri vi si accompagnano, nella ridanciana esibizione di un cialtronesco ottimismo da televendita, all’insegna di una minchioneria siderale che non conosce confine e soprattutto ignora cosa sia la vergogna. Ed ai quali ovviamente nessuno chiede mai conto dei lori disastri, con le sue fantomatiche cordate di salvataggio, tra le quali spicca la famigerata CAI (Cosca Affaristica Insaziabile) dei capitani senza capitali di Colaninno & Co. e manager buoni per tutte le stagioni, delle liquidazioni faraoniche e dell’immancabile retorica dei sacrifici rigorosamente in conto altrui; quelli dello spolpamento predatorio, eppoi degli sceicchi di Etihad, l’ultima grande trovata del Cazzaro fiorentino (appena riconfermato signore e padrone assoluto del partito che ha contribuito a distruggere, come un Craxi qualunque), e salutata in pompa magna come la soluzione finale (!).
In una delle sue solite eiaculazioni precoci di ottimismo incontrollato per orgasmo da onnipotenza, è Matteo Renzi ad annunciare la svolta segnata dal nuovo corso. Allora al governo c’era lui e bisognava correre (come lemmings verso il burrone!), con tutta la tracotanza con cui è solito declamare le sue smargiassate da bar-sport:

Sembrava impossibile due anni fa. Ma Alitalia torna in pista. Vi chiedo di allacciarvi le cinture perché qui stiamo decollando davvero, piaccia o non piaccia! Stiamo rimettendo il Paese a correre come deve correre. Ci sono le polemiche tutti i giorni… noi stiamo rimettendo il paese a correre come deve correre… Lo facciamo per i nostri figli. Allo stesso modo Alitalia decolla! Decolla per nuove destinazioni. Sempre di più. Il decollo di Alitalia è il decollo dell’Italia. Se vola Alitalia, viva l’Italia!
  (04/06/2015)

Immancabile retorica familista sui “nostri figli”, le solite fregole da criceto obeso che corre sulla ruota che va veloce continuando a stare fermo, l’irrinunciabile polemica del decisionista da oratorio, e ovviamente l’abuso dei chiasmi in quelle arzigogolate abbuffate retoriche di frasi fatte che non vogliono dire nulla.
Nella medesima occasione, gli regge il moccolo un concreto Silvano Cassano, il nuovo amministratore delegato che si dimetterà dopo solo nove mesi, non senza aver prima incassato una liquidazione di 2,4 milioni di euro!

La nuova compagnia tricolore ha una solidità finanziaria che ci permette di traguardare il futuro con serenità affrontando le sfide del mercato.
  (04/06/2015)

Del resto, la spalla comica di un management da operetta in un eccesso di enfasi aveva già dichiarato, sulla linea dell’ottimismo generale:

Il nostro impegno è di arrivare a un utile intorno ai 100 milioni nel 2017. Ma bisogna tenere presente che Alitalia ha ancora grosse difficoltà operative, che vogliamo risolvere con grande e velocità e pragmatismo.”
  (20/01/2015)

Silvano Cassano deve essere un altro di quei talenti che va veloce e che tutto il mondo (NON) ci invidia.

Non per niente la nuova Alitalia targata Renzieland nasce all’insegna del più sperticato ottimismo, sotto i migliori auspici possibili. L’allora Ministro delle Infrastrutture e Trasporti dichiara fiducioso:

Il piano industriale di Alitalia prevede il pareggio nel 2017 e il ritorno all’utile. Poi le banche devono tornare a fare le banche e ci saranno altri azionisti che torneranno a investire in Alitalia.

  Maurizio Lupi
  (07/08/2014)

È conclamato il fallimento per tracollo finanziario ad Aprile 2017, che però costerà alle casse dei contribuenti almeno un altro mezzo miliardo di euro. Poi magari, per recuperare i soldi a buffo nel frattempo dispensati a babbo morto anche agli amici banchieri, aumentiamo l’IVA al 25%.

A segnare il vento del cambiamento è la nomina dell’onnipresente Luca Cordero di Montezemolo: lo strapagato incompetente buono per tutto le stagioni, esperto assoluto in disastri finanziari e poltrone girevoli, è il Prezzemolo con cui condire i consigli di amministrazione. Lui è uno di quelli che nei piani di ristrutturazione aziendale non è mai in esubero.

La nuova Alitalia ha dei progetti realisticamente solidi. La vecchia Alitalia era in una situazione drammatica, oggi le prospettive che considero realisticamente solide permettono di guardare al futuro con fiducia e ottimismo

Luca Cordero di Montezemolo, Presidente Alitalia dal Novembe 2014 al Marzo 2017,
(20/01/2015)

La parola d’ordine è quella: fiducia… ottimismo… e FUFFA!
Ancora in Ottobre, il top-manager specializzato in liquidazioni stratosferiche spergiurava che l’Alitalia fosse in linea coi conti e che il pareggio di bilancio fosse ormai cosa fatta.
Non bastando i fenomeni nostrani, la fusione con Etihad porta in dote un’altra copiosa risma di cialtroni francamente fuori scala..!

“Alitalia sarà la compagnia più sexy d’Europa”
James Hogan
(20/01/2015)

James Hogan è il nuovo vice-presidente di Alitalia. Evidentemente non ha occhi che per le hostess e le idee confuse su tutto il resto… Ancora nel 2016 sostiene:

“Raggiungeremo nel 2017 il pareggio, per noi questa impresa ha avuto successo. Credo che nel futuro Alitalia primeggerà tra le compagnie europee”
(18/05/2016)

Ma non temete: ora che il Ducetto di Rignano è tornato, ci pensa lui!
Siamo davvero in una botte di lardo.

Hit Parade del mese:

01. Art.1 – Art.18 – Art.17½

[21 Apr.] «Dobbiamo tornare sul Jobs Act e sulla questione licenziamenti. Io dico, non facciamo l’articolo 18, ma il 17 e mezzo. E a chi mi dice che io guardo con il retrovisore, io rispondo: ‘sei un pirla! Vuoi che ti arrivi Trump anche qua?»
(Pierluigi Bersani, il Dissociato)

02. UN CLIC CI SALVERÀ

[30 Apr.] «La democrazia delle schede di carta è antistorica e antitecnologica. Viva il voto on line!»
(Beppe Grillo, il Boss)

03. REALTÀ VIRTUALE

[05 Apr.] «Per Bobbio la democrazia diretta era utopia, senza 1 strumento elettronico che lo permettesse. Oggi è realtà»
(Danilo Toninelli, il Sottopanza)

04. SERIE TV

[02 Apr.] «La vecchia partitocrazia è come Blockbuster, noi 5 Stelle siamo come Netflix»
(Davide Casaleggio, il Regista)

05. CONFLITTO DI INTERESSI

[29 Apr.] «Sono ancora senza laurea per non approfittare del mio ruolo»
(Luigi Di Maio, il Premier digitale)

06. DIRITTO DI PROPRIETÀ

[20 Apr.] «Il corpo umano non è proprietà del singolo, che ne può quindi disporre a piacer suo. Il corpo umano appartiene a Dio»
(Paolo Maria Rossini, Neurologo del Sacro Cuore)

07. I GRANDI MITI DELLA SINISTRA RIFORMISTA: Macron Mon Amour (I)

[26 Apr.] «Macron si è ispirato ad alcune proposte di Renzi, e comunque la linea è la stessa: quella di un europeismo solido. Le sue proposte somigliano a quelle di Matteo»
(Andrea Romano, Cantore di corte)

07-bis. I GRANDI MITI DELLA SINISTRA RIFORMISTA: Macron Mon Amour (II)

[24 Apr.] «Macron mi somiglia, fossi lì non avrei dubbi per chi votare al ballottaggio. In fondo la mia scelta, nel 2007, di appartenere ad un’innovazione del centrosinistra in Italia può anche essere vista in positivo rispetto a quello che sta accadendo in Francia.»
(Laura Fedeli, Gemella diversa)

07-ter. I GRANDI MITI DELLA SINISTRA RIFORMISTA: Macron Mon Amour (III)

[24 Apr.] «Con Macron nasce in Francia ciò che in Italia è sorto con il Pd 10 anni fa: l’espressione di un nuovo riformismo europeo.»
(Piero Fassino, Espressionista di governo)

08. E ‘STI CAZZI?!?

[19 Apr.] «Io e Sara aspettiamo un figlio, nascerà ad ottobre. No, non lo chiameremo né Beppe né Gianroberto»
(Alessandro Di Battista, Pater Patriae)

09. FANTACRONACHE

[21 Apr.] «A Roma il fallimento della amministrazione è plastico. La città è in emergenza sanitaria. Ratti ovunque, è morto un bambino di due anni perché è stato morso da un topo»
(Alessandra Moretti, la Cantastorie)

10. AUTOPROMOZIONI

[27 Apr.] «Per i miei primi 100 giorni mi darei un dieci.»
(Donald Trump, il Modesto)

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(97) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , on 2 aprile 2017 by Sendivogius

Classifica MARZO 2017”

Ogni epoca ha il suo cantore, in grado di racchiudere in una massima ad effetto, un aforisma, una battuta brillante, lo spirito del tempo presente cogliendone l’essenza ovvero incastonando le contraddizione come in una diapositiva posta lì ad impressionare l’attimo…
Ecco, noi abbiamo questi qui. E se il livello culturale di un popolo dovesse essere misurato col livello intellettuale dei suoi rappresentati, allora avrete la misura incolmabile del suo inarrestabile declino: una marea montante di merda fumante, in un profluvio senza fine di stronzate a schizzo continuo, alimentata dal feticismo del potere e dalla piaggeria adulatoria di capi e potenti nell’adorazione collettiva di pletore di compiacenti pupazzi. Qualcosa che francamente non merita nemmeno di essere commentata, tanta è la desolazione.

Hit Parade del mese:

01. LE INVASIONI BARBARICHE

[08 Mar.] «Siamo agli ultimi mesi primi della caduta del vostro impero, e dopo ci sarà un nuovo Rinascimento. Lei è l’ultimo premier dell’era dei partiti. Avete provocato danni al pari di una Guerra mondiale, qui dentro si sono votate leggi sanguinarie!»
  (Luigi Di Maio, Vicepresidente del Parlamento)

02. CENTRO ANZIANI

[20 Mar.] «Vogliamo garantire una pensione minima a 1000 euro per tutti. La pensione alle mamme per dare loro una vecchiaia dignitosa e serena. Vogliamo introdurre un sussidio di compensazione per le famiglie in condizione di povertà assoluta e relativa, una convenzione con i cinema per l’ingresso gratuito agli anziani, viaggi gratuiti per gli anziani in treno in certi giorni della settimana, cure odontoiatriche gratis per gli anziani, molti dei quali non possono permettersi il dentista, e aiuti agli anziani che possiedono un animale domestico.»
  (Silvio Berlusconi, la Mummia)

03. CI METTO LA FACCIA

[15 Mar.] «Beppe Grillo non è responsabile, né gestore, né moderatore, né direttore, né provider, né titolare del dominio, del blog Beppegrillo.it, né degli account Twitter, né dei Tweet e non ha alcun potere di direzione né di controllo sul Blog, né sugli account Twitter, né sui tweet e tanto meno su ciò che ivi viene postato.»
  (Beppe Grillo – o chi per lui – , il Garante)

04. BACI PERUGINA

[12 Mar.] «Si può perdere ma non possiamo perderci»
  (Matteo Renzi, il Poeta)

05. ERMETISMI

[12 Mar.] «Rivendichiamo il futuro, diciamo agli italiani che lo spazio per il cambiamento è qui e ora. Ma che al tempo stesso non c’è il noi senza l’io.»
  (Matteo Renzi, dissociato mentale)

06. LE PAROLE SONO IMPORTANTI

[12 Mar.] «La sinistra italiana è il PD»
(Matteo Orfini, vuoto a perdere)

07. OH PORCA MADONNA!

[03 Mar.] «Incontrai l’amministratore delegato della CONSIP, Luigi Marroni, per chiedergli di mettere una statua della Madonna di Medjugorje, alla quale sono molto devoto, davanti all’ospedale pediatrico di Firenze.»
  (Tiziano Renzi, il Devoto)

08. MODESTIA A PARTE

[03 Mar.] «Saranno molti i tentativi di confondere l’opinione pubblica. Lo sanno tutti che se diventassi segretario del Pd cambierebbe la storia d’Italia.»
  (Michele Emiliano, l’Umile)

09. CENSURE

[25 Mar.] «Il TG1 on line che censura il saluto di Virginia Raggi al 60° trattati, è simbolo di un’Europa che vede solo ciò che gli fa comodo»
  (Luigi Di Maio, l’austero imbecille)

10. LEGALISMO DEMOCRATICO

[12 Mar.] «Non possiamo fare alleanze con chi non rispetta la legalità»
(Matteo Renzi, l’Amico di Verdini)

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DEMOLIZIONI ALTERNATE

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , on 6 marzo 2017 by Sendivogius

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Un cialtrone è per sempre. Nella sua infima mediocrità, qualunque siano le situazioni nelle quali si troverà a concionare nella sua inesauribile logorrea, il cialtrone si muoverà imperturbabile, con l’immutata faccia da culo, buona per tutte le circostanze e sempre pronta per l’esibizione di scena, nella garrula evanescenza del suo impettito non-essere che non conosce pudore, semplicemente perché non sa cosa sia la vergogna. Ovviamente il cialtrone ha una grandissima reputazione di sé medesimo. E peccato che quasi mai questa corrisponda alla percezione comune. Immune ad ogni critica, e dunque impermeabile ai fallimenti, è incrollabile nella persistenza con cui ripropone se stesso, variabile nella forma, immutabile nella sostanza, cialtrone sempre.
matteo-renzi-il-cazzaroDi conseguenza, il cialtronismo non è una semplice manifestazione provvisoria, ma una condizione dello spirito, che per alcuni diventa ragione cogente di vita, tanto da essere elevata a professione a tempo pieno, prima ancora che a presupposto esistenziale. In questo, la “politica” con la sua aleatorietà disgiunta dai risultati, l’inconcludenza nella libera reinterpretazione dei fatti, l’assoluta ininfluenza di qualunque competenza, offre prospettive inimmaginabili per il cialtrone che in essa trova la sua definizione ideale. E, proprio come una droga, della “politica” (o meglio: della vetrina che questa gli offre e dell’illusione di poter gestire un potere che è solo apparenza), il cialtrone non potrà fare più a meno. Anche perché, proiettato al di fuori di un simile alveo ideale, non saprebbe fare altro, nell’impossibilità di riciclarsi altrove.
renzi-nascita-di-un-cazzaro Matteo Renzi è così: un condensato gassoso di fuffa con il nulla intorno; uno di quei perdenti di successo che, esaurito il pur copioso campionario di panzane con cui ha imbonito gli elettori più irriducibili del partito bestemmia (ma con quelli ci vuole poco) e una parte degli italiani che ora si vergognano ad ammettere di averlo mai votato, cerca in ogni modo di rilanciare la propria immagine sempre più abborracciata in una pinguedine crescente, nonostante la catastrofe in cui ha lasciato il suo partito (e chissenefrega!), ma soprattutto l’intero Paese. Da cazzaro matricolato quale è, persiste nella sua narrazione fantastica di banalità senza fine, finendo col perdersi negli stucchevoli sbrodolamenti, sui quali galleggia il suo narcisismo nell’abnormità di un ego incontenibile. E non si rende conto di essere ormai un format scaduto, mentre si ostina ad incensare i mirabolanti successi del ‘suo’ governo; insistendo a magnificare proprio quei punti che più fanno incazzare i “giovani” (che infatti non lo votano) e quella che un tempo avrebbe dovuto essere la base elettorale del suo partito (la “sinistra”, che infatti lo schifa peggio di una merda). Scaduto il tagliando con largo anticipo, il Rottamatore sa che non supererà la revisione, essendo lui stesso un rottame politico ormai prossimo allo smaltimento per rifiuti solidi ingombranti (di quelli dove non si ricicla nulla, ma si butta via tutto). Adesso non twitta più, ha anche lui il suo bloghetto (col faccione di cartapesta in bella vista ed altrettanto finto come l’originale), dove ci delucida delle sue gesta come un Ecce Bombo qualunque: “faccio cose, vedo gente”, mentre se ne vola per le vacanze in America, come un personaggio dei film dei Vanzina; meglio se a scrocco (tirchio com’è) dell’amico Carrai.

il-blog-di-matteo-renzi

Sono gli ultimi rantoli di un renzismo di Affari & Famiglia, lievitato all’ombra degli Amici che contano, meglio se cresciuti sotto la loggia giusta, e concentrato in un’area che non supera i 20 kmq, a misura del suo piccolissimo mondo di provincia; poco più di un acquario, dove nuota il vorace squaletto democristiano coi suoi pesci pilota attorno.
lobby-fondazioni-e-renziE in quel sottobosco provinciale, fatto di relazioni sottobanco, raccomandazioni, clientelismi, camarille ed intrallazzi, familismo amorale e cupole affaristiche (che manco nella Sicilia romanzata di don Vito Corleone!), l’ambizioso putto di Rignano troverà probabilmente la conclusione della sua resistibilissima ascesa, meglio se insieme all’intraprendente babbo Tiziano, che per le sue irrinunciabili consulenza pare si accontentasse di soli 30.000 euro. Non s’è capito bene se pagati al nero o in voucher…!

tiziano-renzi

Nella saga del renzismo di greppia e di poltrona, i padri sembrano costituire la nemesi costante dei prodighi figliuoli in carriera, per una bulimia di potere e denaro, prossima ad un girone dantesco.
boschi-maria-elenaAltri tempi, quando il Rottamatore cavalcava la tigre del populismo e preparava la sua scalata al cielo… Ve lo ricordate?!? Un cialtrone onnipresente, capace di sostenere tutto ed il contrario di tutto, perché funzionale alla conquista del potere (meglio se assoluto), ed elevato ad ultima speranza di una “elite” più demente che disperata. All’epoca l’ex lobby-continuasindachetto di Firenze doveva conquistarsi il suo posto al sole, forte del sostegno (e dei quattrini) degli amici che contano. C’era un partito da occupare ed un paese da fottere. E quindi bisognava accreditarsi come l’inflessibile castigatore della rottamazione incipiente, in qualità di ennesimo avanzo di nuovo contro i vecchi arnesi della politica, ma soprattutto contro i propri rivali.
Governando infelicemente il Letta nipote, ogni pretesto era buono per invocare dimissioni e sollevare “questioni morali” un tanto al chilo, secondo la convenienza del momento, per asfaltare i propri avversari. E’ uno spasso rileggere gli anatemi di questo moralizzatore a corrente alternata, nell’ansia di piacere e piacersi, mentre prendeva già le misure della poltrona da occupare a Palazzo Chigi…

Caso Shalabayeva

«Se si è sbagliato qualcuno si assuma la sua responsabilità. Se Alfano sapeva, ha mentito e questo è un piccolo problema. Se non sapeva è anche peggio. In ogni caso dovrebbe dimettersi

(17/07/2013)

Per i maliziosi che insinuavano come le intemerate del Rottamatore, fossero soltanto squallide manovre per logorare l’esecutivo del rivale Letta e sostituirsi ad esso. Il machiavellico cialtrone si profondeva in una di quelle esibizioni di vibrante indignazione nelle quali è maestro consumato, come si conviene ad un bugiardo intemerato. Il piccolo Iago fiorentino non riusciva proprio a contenere lo sdegno:

matteo-renzi-il-cazzaro-1«Da qualche ora le redazioni dei giornali sono invase da agenzie di stampa di parlamentari del PDL e di qualche statista del PD che continuano a spiegare come la mozione di sfiducia contro Angelino Alfano, presentata da CinqueStelle e Sel in Senato sia una mossa del perfido Renzi per “pugnalare il Governo Letta”.
[…] Da cittadino sono umiliato rispetto all’atteggiamento che larga parte della classe dirigente del PDL e del PD ha avuto, cercando di usare questa vicenda per attaccare me. Dicono che tutta questa vicenda nasca dalla mia ansia di far cadere il Governo. Ma la realtà dei fatti è che io non ho alcun interesse a far saltare il Governo Letta. E il bello è che lo sanno tutti!
[…] Ma se non credete agli ideali, credete alla convenienza, perché c’è una ragione persino utilitaristica, per cui non ho alcun interesse a far cadere il Governo, specie adesso.
[…] E se anche si formasse un nuovo Governo non sarei io candidabile avendo più volte detto che se andrò a Palazzo Chigi un giorno, ci andrò forte del consenso popolare non di manovre di Palazzo. Dunque, di che cosa stiamo parlando?»

il-solito-cazzaro

Di cosa si parlasse, gli italiani lo hanno capito poi benissimo. Eliminato Letta (il Serenissimo), col patrocinio di Re Giorgio, il ducetto di Rignano si infeudava col la sua corte alla Presidenza del Consiglio, senza che per questo si andasse alle elezioni (su questo è stato di parola!). Salvo poi riprendersi quello stesso Alfano nel ‘suo’ governo, riconfermandolo al Ministero degli Interni. Evidentemente, certi problemi hanno una scadenza più ravvicinata di quella di uno yogurt, così come la parola data.

 

la-coerenza-di-renzi

Caso Cancellieri

«Il ministro Cancellieri deve dimettersi. In questa vicenda Io sono convinto che prima della mozione di sfiducia dovrebbe fare un passo indietro lei. Il punto è che in questa vicenda si intrecciano fin dalla prima telefonata…. una serie di messaggi in cui sembra che la legge non sia uguale per tutti; che se conosci qualcuno riesci a svicolare, è un meccanismo atroce.
Non è un problema giudiziario, ma politico. Purtroppo, dico purtroppo questa vicenda ha minato l’autorevolezza istituzionale e l’idea di imparzialità del Ministro della Giustizia. Talleyrand diceva: ‘è peggio di un crimine, è un errore’. Il Ministro non ha fatto niente di criminale, sia chiaro: ha sbagliato. Prima lo ammette, meglio è, innanzitutto per lei. Ecco perché secondo me dovrebbe dimettersi.
[…] Sono per le dimissioni di Cancellieri, indipendentemente dall’avviso di garanzia o meno. L’idea che ci siamo fatti dell’intera vicenda Ligresti è che la legge non sia uguale per tutti e che se conosci qualcuno di importante te la cavi meglio. È la Repubblica degli amici degli amici: questo atteggiamento è insopportabile.
[…] Il governo deve stare in piedi non su alchimie, ma per fare le cose che deve fare. Credo che la gente che sta a casa, dal Pd non si aspetta l’ultima posizione sulla presa di posizione del ministro, siamo fatti per qualcosa di più grande del destino della Cancellieri

  (18/11/2013)

Caso De Girolamo

«Nessuno fa processi politici in contumacia, alla luce di quello che dirà il PD prenderà sua posizione che sarà unitaria. Comunque sia, la Idem si dimise dal governo, dimostrando uno stile molto diverso.»
(14/01/2014)

Poi ad un certo punto, il “giustizialismo” di questo intrigante bugiardo matricolato conosce un virata di 360°, facendosi prima peloso ed ambiguo…

Caso Lupi

«La scelta di Maurizio di rassegnare le dimissioni è una scelta saggia, per sè, per Ncd, per il governo.»

(20/03/2015)

…E con l’ennesimo triplo salto carpiato approdare nuovamente al “garantismo” ad oltranza, quando le inchieste toccano i pretoriani del suo “Giglio Magico”, come nel caso dell’inamovibile Luca Lotti: un’altro di quegli irrinunciabili talenti su cui si regge il renzismo di consorteria e di loggia…

«Se deve dimettersi? A mio giudizio assolutamente no. Conosco Lotti da anni ed è una persona straordinariamente onesta, lo devono sapere sua moglie e i suoi figli. Io non scarico mai gli altri: non l’ho fatto con Del Rio, Boschi e ora Lotti. Non accetto processi sommari. Luca Lotti è indagato insieme al comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette. Sono pronto a scommettere che Lotti e Del Sette, cui va la mia stima, non hanno commesso niente. C’è un disegno evidente in queste ore di tentare di mettere insieme cose vecchie di mesi. L’indagine su Lotti e Del Sette è una cosa di tre mesi fa. Sulla vicenda Lotti non è cambiato niente in due mesi, stiamo costruendo le cose più incredibili.
[…] Se la buttiamo sulla questione processuale e penale devo dire con molta forza, a tutela della comunità di persone che ho rappresentato, a iniziare dal Pd, che si aspetta la sentenza sempre, si è garantisti e si rispetta la presunzione di innocenza

(03/03/2017)

Che cosa è cambiato nel frattempo?!? Be’ è semplice… Nel frattempo Renzi è diventato prima segretario del PD e poi presidente del consiglio, al posto di quell’Enrico Letta pugnalato appunto alle spalle in una di quelle congiure di palazzo che più di ogni altra cosa qualifica il personaggio.

Firenze, Matteo Renzi ed Enrico Letta a Palazzo Vecchio

Luca Lotti poi è roba sua e gli serve, tanto per tornare a ridiventare segretario e possibilmente premier. Per dire, Lotti è quello che tiene i fili della relazioni amorosa con quell’altro galantuomo recentemente condannato a 9 anni per bancarotta fraudolenta: quel Denis Verdini, senza il quale “non avremmo mai potuto realizzare le riforme” (!) e già aspirante padrino costituente.  Trombati i rivali, questa è una cosca elettorale che non s’ha da toccare!

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(96) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , on 4 marzo 2017 by Sendivogius

Classifica FEBBRAIO 2017”

ass-face-kenny I partiti politici non hanno mai goduto di grande considerazione. Ultimamente, se possibile, la situazione è persino peggiorata, tanto che le quotazioni generali sono tutte al ribasso. Tuttavia, e nonostante il trend negativo, c’è un parametro fuori scala…
Che il PD fosse nato sotto i peggiori auspici è stata una evidenza fin dai suoi nefasti primordi. In pratica, si è trattato di una gravidanza surrogata in seno alla cosiddetta “sinistra riformista” erede del peggior consociativismo trasformista, che ha trovato più che naturale farsi impiantare un embrione democristiano, per incubare la più grande neoplasia tumorale dai tempi della DC (di cui ne è l’erede peggiore), fino all’irreversibile metastasi finale. Raramente un partito politico è riuscito a sputtanarsi a simili livelli ed in così poco tempo, in una raffica di scandali, di leggi-vergona, cricche elettorali, voti di scambio, commistioni di potere e conflitti di interessi (che nemmeno il Pornonano ai suoi tempi migliori!)… trasformandosi nel più ributtante comitato affaristico-massonico a perenne vergogna dell’indegna costipazione coprolitica che si fa chiamare “partito democratico”.
filomena-mastromarinoPer incompetenza, arroganza, presunzione, cialtronismo, insopportabile prosopopea di ambiziosi fighetti figli di papà, il Partito Bestemmia riesce ad essere surclassato soltanto dalla Setta del Grullo sbraitante, coi suoi sbavanti cagnetti da riporto. Ma qui siamo in presenza di un “Movimento” (masturbatorio) di mani che evidentemente hanno trovato un’alternativa al consumo di pornografia su internet, per esprimere altrove le loro polluzioni adolescenziali di peter-pan mai cresciuti.
E se i partiti declinano, la grande alternativa risiede nel ritorno dell’uomo forte, in un cicciare di attempati energumeni ringhianti, dalle chiome frollate in acconciature improbabili, il cipiglio ducesco del compianto Benito (e la medesima mimica clownesca), secchiate di bava riscaldata in un ribollire di umori fetidi nei quali pescare a piene zampe, per dare colore (tendenziamente sul bruno) all’allegra sagra fascistoide di ritorno. Insomma, si tratta di un grumo di vegliardi in nandropausa, palesemente disturbati, che cercano di compensare il crollo testosteronico con l’esibizione compulsiva delle loro turgide teste di cazzo. Quanto di meglio produce la “gente” (di merda), quando s’inkazza.

Hit Parade del mese:

01 - Coglione del mese01. IL VENTRE DELLA BESTIA

[18 Feb.] «Lanciamo un conto alla rovescia per l’abolizione dei vitalizi. Se questa delibera dovesse essere sabotata, statene certi, convocheremo il popolo italiano sotto al Parlamento e sarà l’Armageddon dei partiti»
(Luigi Di Maio, Vicepresidente del Parlamento)

bossetti02. INSEMINOID

[14 Feb.] «Sono stata inseminata a mia insaputa»
(Ester Arzuffi, la mamma di Bossetti)

ghedini03. COME SEMPRE..!

[12 Feb.] «Forza Italia vuole andare al voto quanto prima e Silvio Berlusconi, come sempre, farà prevalere gli interessi del Paese rispetto ai propri»
(Niccolò Ghedini, l’Azzeccagarbugli del Pornocrate)

di-battista04. PUGNI D’AMORE

[08 Feb.] «Gli attacchi che facciamo sono atti d’amore verso i giornalisti, noi siamo innamorati della stampa libera!»
(Alessandro Di Battista, il Farinacci a 5 stelle)

renzi05. IL PELLEGRINAGGIO ELETTORALE

[15 Feb.] «Sto girando molto per l’Italia e mi capita di ascoltare, vedere, discutere. Modello Scampia, insomma. Mi serve molto e mi aiuta a capire meglio cose che fino a due mesi fa vedevo solo blindato dai cerimoniali. Mi suggerite luoghi da visitare e persone da incontrare? Esperienze che possono essere utili.»
(Matteo Renzi, l’Errante)

renzi206. LE PAROLE SONO IMPORTANTI

[02 Feb.] «So che le elezioni non possono essere il secondo tempo dopo il referendum. Quando si perde a calcio, non ci si riprova con la pallanuoto. Io ho avuto la possibilità di tirare un calcio di rigore il 4 dicembre. Me l’hanno parato… Anzi, l’ho tirato male, malissimo»
(Matteo Renzi, il Filosofo)

renzi307. FUFFALAND

[22 Feb.] «Mentre la politica italiana post-referendaria litiga su tutto o quasi, il mondo fuori continua a correre. Ho deciso di staccare qualche ora – mentre il PD scrive le regole per il congresso – e di dedicarmi ad alcuni incontri di qualità in California. Il futuro, prima o poi, torna….
In questo primo giorno mi ha colpito – tra l’altro – la visita a Tesla, l’innovativa azienda di auto elettriche che ha il quartier generale a Palo Alto.
Ho incontrato il vulcanico fondatore, Elon Musk, una personalità che mi aveva sempre incuriosito molto e che non avevo mai conosciuto prima di oggi. Difficile sintetizzare in breve i contenuti della chiacchierata. La scommessa sulle energie alternative per la mobilità, ma anche per la casa, il sogno di rendere possibile la vita su Marte, il super treno chiamato HyperLoop che sta facendo i primi esperimenti proprio in questi mesi, il design, l’Europa, la sostenibilità.»
(Matteo Renzi, l’Innovatore)

ciccione-di-merda08. IL FROCIOMETRO

[08 Feb.] «Per trovare un etero a Sanremo bisogna cercare in seconda fila Malgioglio. C’è uno squilibrio sul palco, troppi gay. La lobby Lgbt riesce ad imporre ospiti che vogliono obbligarci ai loro stili di vita pericolosi»
(Mario Adinolfi, caso dis-umano)

scotto09. SEMPLIFICAZIONI

[28 Feb.] «La sigla del nostro movimento? Faccio un appello: non chiamateci DP ma AMDP, ovvero Articolo 1 Movimento Democratico Progressista. Ci è venuto in modo abbastanza naturale»
(Arturo Scotto, l’Alternativo)

raggi-grillo-roma10. EVIDENZE

[09 Feb.] «Virginia Raggi è onesta e pure preparata»
(Beppe Grillo, il Garante)

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(95) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , on 4 febbraio 2017 by Sendivogius

Classifica GENNAIO 2017”

grillini_mani_alzatePulite le ditina, alzate in alto le zampette e battete le manine. Sta finendo la ricreazione nell’Asilo Cretinetti del Cottolengo a 5 stelle. C’è chi si vendeva per 30 denari, e chi invece si sputtana per 30 mila euro di polizze vita intestate a sua insaputa, come nella miglior tradizione, dai tempi felici quando ignari ministri si ritrovano all’improvviso proprietari di superattici con vista sul Colosseo e chiavi in mano pronta consegna, senza che nessuno li avesse informati di nulla. Nella Suburra Capitale, dalle parti del moVimento, è tutto un cicciare di prestiti a fondo perduto, acquisti di case pagate da altri, polizze assicurative, stipendi che triplicano dalla sera alla mattina, funzionari comunali che si autopromuovono dirigenti. Ovviamente non manca mai il nutrito pattuglione di amici, amanti, parenti (e corna) al seguito, in un florilegio di dossier e guerra per bande tra le cosche che compongono il M5S romano. Ahh quando la diversità si fa potere..! O-ne-stà! O-ne-stà! Dove sta?!?
Per carità, non chiamatelo illecito perché non c’è alcuna corruzione. Beppe non l’ha certificata ed il tribunale del popolo della Casaleggio Reati ha già derubricato il fatto ad “inesperienza”. Perciò non sturbate la sindaca Raggi e lasciatela lavorare. E magari cominciasse a farlo davvero, dopo una vacanza di 8 mesi! È il mondo sotterraneo (o, se preferite, il “mondo di mezzo”) della proiezione virtuale a 5 patacche convertita in realtà, quando i southpark-fat-gamer-guy-fawkes-maskfollowers della setta digitale non sono troppo impegnati a inseguire scie chimiche o giocare alla riVoluzione, con un mascherone idiota calcato sulla faccia (da culo!).

Hit Parade del mese:

01 - Coglione del mese01. LA MINACCIA FANTASMA

[25 Gen.] «Il futuro prima o poi torna»
(Matteo Renzi, il Ritornante)

Chiusura della campagna elettorale del M5S per le elezioni amministrative 201302. OH CHE PAURA!

[09 Gen.] «L’establishment ha deciso di fermare l’ingresso del MoVimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo. Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima»
(Beppe Grillo, lo Stratega)

domenico-de-masi03. COMINCIA TU!

[21 Gen.] «Se su 3 milioni di disoccupati 1 milione lavorasse gratuitamente, si spaccherebbe il mercato, costringendo chi lavora di più a lavorare di meno. Se iniziassero tutti a lavorare gratuitamente, nel giro di poco tempo troverebbero un lavoro pagato. Lo spiego nel mio prossimo libro ‘Lavorare gratis, lavorare tutti’.»
(Domenico De Masi, una volta sociologo)

renzi-occhialoni04. IL GIOIELLINO

[22 Gen.] «Banca Monte dei Paschi è risanata, è l’ora di investire… è un bell’affare, un bel brand su cui puntare.»
(Matteo Renzi, l’Investitore)

Beppe Grillo05. TRIBUNALE POLITICO DEL POPOLO SUPINO

[03 Gen.] «Propongo una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media. Cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali»
(Beppe Grillo, Aspirante duce)

Salvini06. È ARRIVATO ‘PENSACE’

[30 Gen.] «Datemi sei mesi da ministro dell’Interno e vedete se non riporto un po’ di ordine in Italia »
(Matteo Salvini, il Risolutore)

Angelino Alfano07. FINIS MUNDI

[15 Gen.] «E certo che all’Onu ho parlato inglese!, io lo so parlare, e mi è servito in decine di occasioni. Se a volte parlo in italiano è perché mi piego al provincialismo italiano, non son un rivoluzionario, mi adeguo. Io sono un italiano fiero, io sono del paese di Dante, di Petrarca, di Pirandello. Anche perché gli spagnoli parlano in spagnolo, i francesi in francese, i tedeschi in tedesco… e in Italia c’è questa polemica qua? Mi sembra un po’ provinciale, da sfigati.»
(Angelino Alfano, il Poliglotta)

adinolfi08. L’INVASIONE DEGLI ULTRA-GAY

[16 Gen.] «Sanremo è un momento di propaganda gay, ormai pagare la tassa alla nuova ‘Gaystapo’ è obbligatorio…. Perché Sanremo deve diventare una bandiera dell’ideologia gender? C’è una operazione di regime e di violenza verso chi la pensa diversamente»
(Mario Adinolfi, il Catto-Talebano)

Matteo Orfini (3)09. STRUMENTI INUTILI

[29 Gen.] «Funzione del Pd: uno strumento attraverso chi sta in difficoltà trasforma la sua voglia non in rabbia ma in partecipazione»
(Matteo Orfini, Disfunzionale)

Donald Trump10. CAZZARI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI

[11 Gen.] «Sarò il più grande creatore di posti di lavoro che Dio abbia mai messo sulla terra»
(Donald Trump, la donnola morta)

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FACCE NUOVE

Posted in A volte ritornano, Stupor Mundi with tags , , , , , , on 15 gennaio 2017 by Sendivogius

Prossemica renzianaPrima o poi ritornano sempre a galla… È nella natura dei coproliti fognari flottare immantinenti negli scoli della politica, ignari e fumanti nel brodo accogliente delle acque reflue, prima di essere riciclati a nuova vita.
matteo-renzi-su-chi Il Bullo di Rignano non fa eccezione. E pertanto rieccolo più tracotante, grasso, e smargiasso che mai! Lui poverino avrebbe pure voluto ritirarsi dalla ‘politica’… Poi però si è reso conto che a 40 anni suonati, senza aver mai fatto altro nella vita che non fosse appunto il politicante professionista a tempo pieno, ha anche capito che 16mila euro al mese, in un contesto normale, non glieli dava proprio nessuno per non saper fare un cazzo ed intasare l’etere di tweet.

Renzi con Buttiglione e Andreotti - Il nuovo che avanza

O forse davvero credeva che qualcuno era disposto a pagarlo per mandarlo in giro per il mondo a rilasciare interviste e conferenze a pagamento, come quell’altra merda calzata e vestita di Tony Blair?!? È dura ricollocarsi sul mercato… E infatti cosa fa?!?

“Rifletto, leggo, sto in famiglia. Vado al ricevimento professori dei genitori dei miei figli. Ho ripreso a usare la bici”

Di cercarsi una qualche occupazione non gli passa neanche per l’anticamera del cervello, fosse anche per sbaglio! E peccato, altrimenti avrebbe potuto sperimentare di persona i mirabolanti effetti del Job-Act.

“Riorganizzo la struttura del partito”

Che ha contribuito a disintegrare, trasformandolo Festa Renziananel suo personale (e fallimentare) comitato elettorale. Quindi, dopo aver perso tutto quello che elettoralmente si poteva perdere, e farlo nel peggiore dei modi possibili, dopo aver dilaniato il proprio stesso partito e sputtanato per i prossimi 150anni l’idea stessa di “sinistra”, col programma di governo più a destra e socialmente retrogrado dai tempi di Pelloux, ecco di nuovo alla carica un altro che pensa di essere indispensabile per le sorti del Paese. Più concretamente, sente il potere scivolargli via dalle mani e tenta di riagguantare quello che non è un semplice giocattolo con cui appagare il proprio ego malato, ma una ragione fondamentale di sopravvivenza. Il tapino tiene famiglia e non ha alcun intenzione di andarsi a cercare uno straccio di lavoro vero. In fondo, al di là delle chiacchiere, di concreto cos’è che sa fare?!?
renzi-lavoroNessuna autocritica, nessun dubbio, nessun pentimento, le colpe sono sempre degli altri: Monti, la Boschi (sedotta e trombata), la minoranza piddì, il Pulcino Pio… Renzi è esente da ogni responsabilità e ovviamente procede per autoassoluzione con la sua corte di lacché a contratto. Non ci prova nemmeno a simulare un minimo di umiltà, nella presunzione di infallibilità che se non fa di lui l’Unto del Signore lo rende molto prossimo ad esserne il tracotante impostore. Anzi, non perde occasione di sbrodolarsi addosso, perché proprio non ce la fa..!

Selfie_Renzi_Twitter “…nessuno ci toglierà i mille giorni che abbiamo fatto, straordinari. E soprattutto nessuno può toglierci il futuro. Abbiamo il tempo, l’energia, la passione per imparare dalla sconfitta e ripartire… Dire IO e metterci la faccia è stato necessario.”

E non contento:

“Quella che lei chiama propaganda sono riforme che hanno aiutato un pezzo di Paese a vivere meglio. Non ci hanno fatto vincere? Ok, ma sono fiero di averle fatte e quei 13 milioni di voti raccolti al referendum sono un patrimonio di speranza per il futuro…
Abbiamo fatto la più grande redistribuzione di reddito della storia fiscale italiana – gli 80 euro – ma abbiamo accettato che fosse presentata come una mancia. Ma almeno noi lo abbiamo fatto, dopo anni di chiacchiere. Se cerca uno slogan ne ho uno migliore: meno slide, più cuore.”

renzi bilancioDite la verità… Quanto NON vi era mancato?!? Che fanfaroni così ne nascono tutti i giorni, ma questo supera anche le peggiori aspettative, nel lancia e raddoppia della minchioneria elevata a prassi furba di governo e riciclo.
renzi-80-euro-bonus-maggiorenniQuello che il Bambino Matteo, nella sua solita ribollita di frasi fatte e blairismo riscaldato non ha capito, o più ipocritamente finge di ignorare, è il fatto che sia diventato un prodotto scaduto. È un brand di mercato superato che non buca più, mentre i suoi padrini politici si affrettano a scaricarlo e negare ogni correlazione. È diventato compromettente. Era già accaduto col papi nazionale, si è ripetuto con Mario Monti, e così sarà per Matteo Renzi, che ora ha ben altro di cui stare “sereno”.

Firenze, Matteo Renzi ed Enrico Letta a Palazzo Vecchio

«Dopo il crollo rovinoso della facciata posticcia renziana è di nuovo sotto gli occhi di tutti il volto metallico della tecnocrazia al potere. Quell’oligarchia finanziaria che aveva scelto Renzi come frontman, sperando che catalizzasse le spinte antisistema per metterle al servizio del solito piano di smantellamento della Costituzione antifascista, e sostituzione della Repubblica democratica con un’altra struttura più congeniale alle esigenze del mercato.
Gli era quindi stato affidato il volante del PD perché lo guidasse alla vittoria. Matteo Renzi l’ha schiantato contro un muro. Tre volte di seguito. Regionali, comunali, referendum.
Nonostante il sostegno di tutti i poter forti, con l’adesione compatta e servile dei media mainstream, in soli due anni il Cazzaro, coi suoi strapagati consigliori americani, le sue ministre-immagine, e tutta la sua corte di spocchiosi incapaci, ha perso tutto quello che c’era da perdere.
Matteo Renzi non è solo un perdente, è un recordman della disfatta.
Dopo il crash del renzismo, il Sistema s’è riavviato ripristinando la configurazione precedente. L’oligarchia si ritrova ancora una volta a dover escogitare una legge elettorale che rappresenti la volontà popolare il meno possibile, e nello stesso tempo consenta Grossolane Koalition permanenti, telecomandate dall’Unione Europea, sulle quali l’esito del voto possa produrre al massimo un rimpasto con l’espulsione di qualche sottosegretario indigesto, sputacchiato fuori come i canditi del panettone.
Dato il suo fallimento, gli interessi e la carriera di Renzi non sono più in cima alle preoccupazioni dei suoi committenti. Gliel’ha detto chiaro Mattarella nel messaggio di fine anno: Matteo stai sereno, non si voterà né quando né come servirebbe a te. Tutte le trattative sono riaperte. L’era della velocità è finita

Alessandra Daniele
Il rimpasto nudo
(08/01/2017)

Se c’è una cosa che in questo paese non manca mai e dei quali al momento non abbiamo assolutamente bisogno, questi sono i “cazzari”.

renzi-cazzaro

Il renzismo non è altro che un’allocuzione gassosa: resta l’odore ed evapora il resto. Ora siamo nuovamente in modalità ‘sobria’.

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YOU LOSE!!!

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , on 6 dicembre 2016 by Sendivogius

matteo-stai-sereno-opera-di-danilo-santiniE finalmente pure il flaccidoso rottamatore finì rottamato, tanto non se ne poteva più! Ci hanno messo un attimo a buttarlo via, come un ferro vecchio precocemente arrugginito e ormai inservibile, nella discarica trasformista dove era stato assemblato con parti riciclate. Così adesso potrà cercarsi un lavoro vero e scoprire quant’è profonda la fossa senza uscita del Job Act in cui ha precipitato un’intera generazione. O forse spera davvero di ritagliarsi un posto di rendita, con le raccomandazioni dei suoi protettori internazionali, magari riciclandosi come “conferenziere” (possibilmente gorgogliando nel suo ineccepibile inglese) per l’intrattenimento comico alla cena padronale dei cretini?!? Perché il fu aspirante ducetto oramai in disgrazia ignora che il ‘mercato’, da lui tanto osannato, non ha anima e che quando non servi più ti elimina come uno scarto di lavorazione. Oramai, nella smobilitazione generale da si salvi chi può, questo bolso Rigoletto peronista vale meno di una banconota falsa da 80 euro!
casa-italia-by-edoardo-baraldiNon sentite uno strano silenzio attorno a voi?!? Come una meteora il garrulo citrullo di Rignano è improvvisamente sparito dalla circolazione, dopo aver imperversato per mesi in ogni spazio disponibile. Certo non ci mancherà il suo faccione porcino beotamente ridente, nella sua inconfondibile espressione da deficiente, contratta negli spasmi spastici dell’orgia di potere.
intervista-di-renzi-alla-tv-cinese-832204Niente selfie ora?!? Chissà che i milioni di calci in culo, ricevuti tutti insieme in una sola notte indimenticabile, non siano riusciti a grattargli via un po’ di spocchia, nel più grande avviso di sfratto collettivo mai giunto prima a questo bulletto ripulito, ponendo fine all’occupazione abusiva del Palazzo in cui si era insediato insieme alla sua suicide squad di indisponenti portaborse affamati di poltrone.

colonnello-kilgore Mi piace respirare l’odore dei piddini asfaltati di fresco al mattino… Non c’è niente al mondo che puzzi così. Una volta abbiamo votato ad un referendum per 16 ore, e finita l’azione siamo andati a vedere. Non c’era più neanche l’ombra di quegli sporchi bastardi. Ma quell’odore… sai quell’odore di merda? Tutto intorno. Profumava come… come di VITTORIA!

Per questo, 19.025.275 (diciannove-milioni-venticinquemila-duecentosettanticinque) volte GRAZIE!!!

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CIAONI AMARI

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , on 5 dicembre 2016 by Sendivogius

fuck-offSi annunciano tempi duri per la “scrofa azzoppata”, oramai pronta per il giro arrosto e con lo spiedo infilato sapete bene dove, tanto deve bruciargli non la sconfitta, bensì la debacle senza precedenti che l’ha travolto insieme a tutti gli altri maiali della fattoria. Voleva un plebiscito ad personam che lo incoronasse imperatore di paglia in uno stato fantoccio asservito alle più rapaci oligarchie finanziarie del pianeta e svenduto agli interessi stranieri. Ha imperversato per mesi dispensando mance e promesse, nella più grande compravendita di voti di scambio dai tempi della congiura di Catilina. Ha barato, ingannato, falsificato, giocato sporco per tutta la partita pur di vincere. Ha mobilitato i suoi stalkers prezzolati in giro per l’Italia, schierato gli ausiliari di regime e mobilitato i balilla di partito, raschiando fino romano-prodiall’ultimo coprolite della fogna di governo. Ha riesumato dalla tomba vecchi fossili democristiani e giorgio-napolitanopadri ignobili della Repubblica, ai quali si sono presto aggregati i clan di papponi e padrini aspiranti costituenti. Lobby di ogni risma, speculatori, banchieri, miliardari, “artisti” a carico organico e permanente del disservizio pubblico, organi di propaganda a mezzo stampa, opportunisti e parassiti senza dignità, legioni di salivanti pennivendoli in cerca di stabile sistemazione a corte, schiere di pomposi “opinionisti” che non saprebbero nemmeno indicare il proprio ombelico, agit-prop travestiti da giornalisti… tutti i possibili apparati di potere si sono messi in marcia, stringendosi a coorte attorno ad un tronfio cialtrone di provincia, con la faccia da deficiente, per farne a loro ultima speranza di sopravvivenza (tanta deve essere la disperazione!), magnificandone le gesta e suonando la fanfara della sua resistibilissima ascesa.

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse13-06-2014

Ci era stato chiesto di cancellare la nostra Costituzione e rinunciare alle nostre prerogative con un tratto di penna. Mesi di propaganda e di terrorismo mediatico non sono bastati ad intimidire milioni di italiani che in massa si sono sollevati contro quello che di fatto era un tentativo di colpo di stato strisciante. La misura era colma. A stragrande maggioranza, con il 60% dei suffragi ed un’affluenza straordinaria, il Popolo sovrano RESPINGE!

vaffanculo-de-core

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(93) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , on 2 dicembre 2016 by Sendivogius

Classifica NOVEMBRE 2016″

piddini-di-merda Ah no, scusate! Abbiamo sbagliato la locandina. Si trattava dell’altro referendum: quando la nostra Costituzione era ancora la più bella del mondo, la Carta incarnava i valori della Resistenza, e bisognava difendere il Paese dalla deriva autoritaria. Soprattutto, all’epoca il PD era all’opposizione, secondo i pronostici elettorali ci sarebbe rimasto ancora parecchio, e dunque la governabilità era l’ultimo dei suoi problemi. Ma adesso che il ‘Partito’ è saldamente inchiodato al governo, a seguito di una specie di golpe bianco, la vecchia riforma berlusconiana di ispirazione piduista che avrebbe stravolto l’assetto delle istituzioni democratiche va benissimo. Torna utile, così come gli idioti che non mancano mai. La parabola è compiuta. E così si attribuiscono poteri semi-dittatoriali ad un premier mai eletto, perché si teme che in caso contrario gli elettori possano eleggere un “Trump italiano”, che in caso di vittoria del Sì al plebiscito di domenica si ritroverebbe per l’appunto a disporre proprio di quei poteri dittatoriali, che l’attuale Costituzione per ora gli nega. Bella coerenza! Una logica ineccepibile, che poi è il mantra dominante tra gli intellettuali organici, che votano sì ma con riserva, insieme a tutto il cucuzzaro trasversale dei pennivendoli a libro paga. Gli stessi che gridavano alla “emergenza democratica”, per ogni gemito o colpetto di tosse del Papi, ma che ora trovano irrinunciabile buttare nel cesso quella stessa Costituzione, a difesa della quale tanto starnazzavano. Ovviamente a targhe alterne. Perché ce lo chiede il mercato. E sia mai che si dica NO! a quegli stessi (ex) “speculatori senza volto” che siedono all’ombra dei pupazzi abusivi messi al governo, per meglio tutelare i propri privilegi, affidando la propaganda ad un piazzista consumato:

matteo-carrelloVolete voi un aumento di 85 euro, da cumulare alla precedente mancia di 80 euro, a prescindere dal reddito?!?
#basta-un-sì
Volete voi un aumento del PIL del 380 per cento?!?
#basta-un-sì
Volete voi un miliardo di nuovi posti di lavoro?!?
#basta-un-sì
Volete voi l’abolizione delle tasse?!?
#basta-un-sì
Volete un appuntamento con Scarlett Johansson (e peccato se poi vi tocca un Roberto Benigni)?!?
#basta-un-sì
Volete la ricrescita dei capelli?!?
#basta-un-sì
Volete la seconda, la terza e pure la quarta casa?!?
#basta-un-sì
Volete un marito perfetto?!?
#basta-un-sì
Volete una pornostar come moglie?!?
#basta-un-sì
Volete mandare affanculo una volta per tutte il ducetto di Rignano e la sua banda di spurghi democristiani, salvando la Democrazia così come l’avete conosciuta e la Costituzione?!?
#basta-un-NO

Hit parade del mese:

01 - Coglione del mese01. MAGNA PURE TRANQUILLO!

[14 Nov.] «Se votate No state difendendo la Casta: contenti voi contenti tutti. Non venite a cercarmi poi eh?!?»
(Matteo Renzi, l’Indispensabile)

Silvio Berlusconi visita il comitato elettorale di Guido Bertolaso02. PRODOTTO SCADUTO

[13 Nov.] «Toccherà a noi proporre al Paese un’offerta politica di qualità, un progetto di governo serio, credibile e responsabile. Solo noi possiamo proporre un’alternativa seria ai fallimenti del centrosinistra»
(Silvio Berlusconi, l’Alternativo)

grillo03. INTERPRETAZIONI

[11 Nov.] «La firma falsa non è una firma falsa: è una firma copiata»
(Beppe Grillo, il Prestigiatore)

SELFIE-MAN04. L’IMBECILLITÀ AL POTERE

[14 Nov.] «Facciamoci un selfie: chiediamoci, cos’è l’Italia oggi? Dove eravamo e dove siamo?»
(Matteo Renzi, Selfieman)

boschi-scarpe05. MOLESTIE ELETTORALI

[22 Nov.] «Oramai mancano pochi giorni e ci sono ancora tante persone indecise: dobbiamo provare a convincerle, anche quelle che non conosciamo. Io dico sempre: dobbiamo essere educatamente molesti»
(Maria Elena Boschi, Lady Etruria)

astorre06. TRUMP FOR PRESIDENT!

[08 Nov.] «Gli Stati Uniti hanno scelto di cambiare. #bastaunSì per cambiare l’Italia. In meglio»
(Bruno Astorre, un altro coglione)

bersani07. METAFORE

[09 Nov.] «Il voto americano parla anche di noi. La mucca nel corridoio sta bussando alla porta»
(Pierluigi Bersani, l’Ermetico)

de-luca08. VOTA ANTONIO! VOTA ANTONIO! VOTA ANTONIO!

[18 Nov.] «Il 4 dicembre ci giochiamo l’Italia, se le cose vanno male l’esito sarà imprevedibile. A me interessa che manteniamo la Campania unita sugli interessi fondamentali. In questo momento abbiamo un’interlocuzione privilegiata con il governo. Poi vi piace Renzi e non vi piace Renzi a me non me ne fotte un cazzo. Abbiamo fatto una chiacchierata con Renzi. Gli abbiamo chiesto 270 milioni di euro per Bagnoli e ce li ha dati. Altri 50 e ce li ha dati. Mezzo miliardo per la Terra dei fuochi e ha detto sì. Abbiamo promesse di finanziamenti per Caserta, Pompei, Ercolano, Paestum. Sono arrivati fiumi di soldi….. Che dobbiamo chiedere di più? Dobbiamo mobilitarci, andare tutti porta a porta, per venti giorni non dovete pensare ad altro e contrastare tutti gli argomenti del No, queste puttanate che dicono sul Senato. Prendiamo Franco Alfieri, notoriamente clientelare. Come sa fare lui la clientela lo sappiamo. Una clientela organizzata, scientifica, razionale come Cristo comanda. Ecco, l’impegno di Alfieri sarà di portare a votare la metà dei suoi concittadini, 4mila persone su 8mila. Li voglio vedere in blocco, armati, con le bandiere andare alle urne a votare il Sì. Franco, vedi tu come Madonna devi fare, offri una frittura di pesce, portali sulle barche, sugli yacht, fai come cazzo vuoi tu, ma non venire qui con un voto in meno di quelli che hai promesso.»
(Vincenzo De Luca, il Boss)

Gabriele Albertini sindaco09. DEMENZE

[03 Nov.] «Ho studiato da grafologo dilettante quale sono la scrittura di Matteo Renzi: nella sua, leggo segni dell’intelligenza superiore»
(Gabriele Albertini, il Grafologo)

boldrini10. HAI ROTTO ER CAZZO PURE TE!

[11 Nov.] «Molte #donne inviate da tv italiane a elezioni #Usa. Ma perché nei sottopancia abbiamo letto ‘dal nostro corrispondente’, ‘dal nostro inviato’?»
(Laura Boldrini, Transgender)

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