Archivio per Wanna Marchi

(61) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 30 marzo 2014 by Sendivogius

Classifica MARZO 2014”

Tana! Abolire il Senato (per decreto!), abolire le Province, e magari anche le Regioni, perché così si riducono i costi della politica. La Democrazia infatti ha un prezzo. Ci si chiede se, per risparmiare, non sia il caso di eliminare anche le elezioni, col relativo diritto di voto, visto che ogni tornata elettorale ci costa svariate centinaia di milioni di euro. Tanto oramai si tratta di una pura formalità; anche piuttosto onerosa… e che dunque non ci possiamo più permettere.
Si eliminano le assemblee rappresentative, ma si mantiene intatta la struttura di ‘servizio’ con le sue spese gestionali. Al dunque, i consigli elettivi vengono sostituiti da pletorici conclavi di nomina governativa; perché è molto meglio un notabilato di scarti trombati e funzionarini di partito a spartizione consociativa che un’assemblea di eletti. Giova alla “governabilità” e garantisce la tenuta di ‘intese’ allargate sempre più laide. Sia mai che debbano passare per una qualche investitura elettorale, ché il risultato è incerto e la volontà popolare mutevole. Ovviamente, i nuovi mandarini del Senato rottamato saranno selezionati tra “rappresentati locali” e gli immancabili “esponenti della società civile”, tutti rigorosamente nominati e tutti su designazione dei capibastone di partito. Si elimina il CNEL, le cui funzioni (forse) dovrebbero essere riassorbite dall’organismo non ancora determinato che si vorrebbe al posto dell’aula senatoria. A maggior ragione che le funzioni consultive e di controllo del vecchio Consiglio male si accordano col nuovo corso “decisionista”. La sedicente riforma del Senato, auspicata dal Bambino Matteo e dalla sua imbarazzante congrega di ‘ciofani’ (a dimostrazione di quanto le nuove leve facciano più schifo delle vecchie), ricorda incredibilmente la mussoliniana “Camera dei Fasci e delle Corporazioni”, con la differenza che questa si sostituiva al Parlamento e non al Senato; soprattutto, per composizione e competenze, aveva sicuramente una natura più democratica dell’obbrobrio costituzionale di invenzione renziana.
Ovviamente, l’analogia è più involontaria che voluta, giacché l’intenzionalità presupporrebbe una conoscenza della storia istituzionale del Paese… Figuriamoci come ciò possa essere possibile per uno che ignora persino i fondamenti della Costituzione vigente!
A quanto pare, il problema è circoscritto infatti alla rappresentanza democratica, specialmente se legittimata dal voto attivo della cittadinanza, che a quanto pare meno si esprime e meglio è. Il voto risulta un inutile impedimento che non giova certo al verbo della “stabilità”, che ha il suo fondamento nella continuità… ovvero, la riproposizione delle medesime oligarchie che a cadenza decennale si rinnovano intatte, facendo salva Vecchia merdal’immancabile deiezione del cialtrone populista di turno (che uno squallido buffone pronto uso si trova sempre!). Quest’ultimo costituisce infatti un espletamento scatologico fondamentale, per conferire coesione e legittimazione ad un sistema consolidato che conserva l’appeal di un gessato in naftalina; è la pennellata di colore (tutte le sfumature del marrone), tesa a ravvivare il quadro istituzionale di una natura morta con cadaveri.
Quirinale, giuramento governo RenziTuttavia, almeno da questo punto, l’avvento del Bambino Matteo contribuisce a dare una nota di fresco candore e fanciullesca minchioneria, riassumibile in un vecchio adagio medioevale: risum abundat in ore stultorum
E francamente ci mancava questa versione aggiornata del giggione ridanciano da esportazione, mentre gongola nel vestitino nuovo di sartoria istituzionale tent’è grande la meraviglia. Guardatelo mentre allunga il collo alla ricerca di un obiettivo (fotografico)…

Renzi Ridens

Sembra uno scolaretto in gita, che colleziona autoscatti (adesso si chiamano “selfie”) per il suo album dei ricordi personale. L’incontro con O’Banana ricorda uno sketch comico, dove entrambi sembrano divertirsi da morire tanto grasse sono le risate dei due amiconi.

I due venditori

Sostanzialmente, pareva il meeting tra un piazzista di auto usate ed un mercante d’armi, alla convention dei venditori di fumo.
Deve essere il nuovo corso politico in tempi di post-sobrietà

Il Bambino Matteo

“Il Ruggito del Cazzaro”
  di Alessandra Daniele
  (23/03/2014)

«Renzi aveva promesso di farsi valere in Europa. Quindi ha guardato la Merkel dritto negli occhi, e gliel’ha detto forte e chiaro: “Obbedisco”.
Poi s’è voltato verso la telecamera, ed ha aggiunto: “ma lo faccio per me stesso, non per te”.
Alla camera dei deputati ha invece parlato ininterrottamente per sei ore. Senza dire niente. Come sempre, a braccio: se dovesse riempire un pezzo di carta con le cose che dice davvero, il risultato sarebbe un foglio bianco.
Intanto, entrava in vigore il primo decreto del suo “Jobs Act”, che aumenta ulteriormente la precarietà del lavoro, rendendo milioni di persone ancora piùfaciili da sfruttare e licenziare.
E Cottarelli, il suo commissario alla “Spending Review” annunciava la seconda porzione della sua rivoluzionaria e inedita ricetta economica: tagli a pensioni e sanità.
Renzi è considerato da molti italiani una speranza di cambiamento. L’ultima. I sondaggi gli danno ancora un consenso popolare superiore al 40%.
Renzi in realtà è un cazzaro. L’ennesimo. Quanto ci metteranno gli italiani ad accorgersene stavolta?
Sappiamo che alcuni non se ne accorgeranno mai. Ci sono ancora milioni di italiani che votano Berlusconi, e che alle elezioni europee lo cercheranno sulla scheda, pronti a votare una qualsiasi delle sue figlie – se candidata – solo perché ha lo stesso cognome.
C’è ancora chi vota Alessandra Mussolini per lo stesso motivo.
E c’è chi ha eletto Di Battista del M5S, il figlio segreto della coppia Bonolis – Laurenti.
Certi elettori grillini sono un interessante caso di cecità selettiva: si sono sciroppati tutte le dietrologie snocciolate da Grillo durante l’intervista a La 7, senza vedere come se ne servisse per cambiare discorso ed eludere ogni domanda di Mentana sul vero ruolo di Casaleggio nel M5S.
La settimana scorsa molti leghisti hanno invece votato per l’indipendenza del Veneto, paragonandolo alla Crimea, benché le stonzate che spara la Lega non producano abbastanza metano per un gasdotto.
Ci sarà sempre qualcuno che crederà a Renzi. La cosiddetta luna di miele con la maggioranza del paese però non durerà in eterno. Ultimamente l’emivita dei cazzari s’è ridotta notevolmente. Monti s’è smontato ben prima del previsto. Letta s’è squagliato subito come una di quelle bistecche gonfiate con gli estrogeni che sulla graticola si riducevano immediatamente a uno straccetto carbonizzato.
Renzi è un imbonitore tronfio e logorroico che la sta sparando troppo grossa. Si desccrive come un “torrente impetuoso”, ma è soltanto un tombino intasato.
Quando le date del suo calendario del FantaCambio saranno passate tutte invano, le sue millantate riforme si saranno rivelate tutte per quelle cazzate reazionarie che sono, la maggioranza degli italiani s’accorgerà che la ricetta economica è sempre la stessa e sforna la solita merda, e così anche Renzi sarà bruciato. I suoi Quattro Salti in Padella finiranno nella brace.
Quale altro Coniglio Cacciaballe uscirà dal cappello del governissimo allora?
Il Toto Cazzaro è già cominciato, e non c’è praticamente nessuno nel PD di Renzi che non si stia già provando le sue scarpe. Dai presunti fedelissimi, ai nemici che hanno finto di arrendersi, agli ex amici che ha fregato.
E a Bruxelles già si ridacchia anche di lui

 Hit Parade del mese:

01. LA PENULTIMA PAROLA

[28 Mar.] «Se le riforme non vanno in porto me ne vado a casa: ho messo in gioco me stesso»
  (Matteo Renzi, il Cazzaro 2.0)

Debora Serracchiani02. GARANZIA E INDIPENDENZA ISTITUZIONALE

[30 Mar.] «Grasso è un presidente di garanzia ma credo anche che, essendo stato eletto nel PD, debba accettarne le indicazioni»
  (Debora Serracchiani, la Sellerona)

Ubriacone03. IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO

[21 Mar.] «Io ho una casa che mi faccio la mia energia, se ne avanza un po’la metto in rete la do a quel mio vicino di casa. Faccio una rete internet di energia con le mie case dove la produco in loco. Siamo già in grado di farlo.»
  (Beppe Grillo, Buffone digitale)

Scilipoti04. A VOLTE PARLANO…

[27 Mar.] «Il governo cancelli il segreto di Stato sulle cosiddette scie chimiche e faccia cessare le operazioni aeree militari che determinano danni ambientali e alla salute delle popolazioni dei territori interessati»
  (Domenico Scilipoti, il Piccolo Chimico)

Razzi05. CONGRATULAZIONI DEMOCRATICHE

[11 Mar.] «Davvero il generale Kim Jong-un ha vinto le elezioni con il 100 per cento? Non lo sapevo. Un grande risultato. Domani ricevo nel mio ufficio l’ambasciatore nord coreano. Mi congratulerò con lui. Vuol dire che c’è un buon rinnovamento, si governa meglio con il 100 per cento. Sembra che Kim voglia davvero democratizzare il Paese. ‘Fusse che fusse’ la volta buona che in Italia diamo il 100 per cento a Berlusconi»
  (Antonio Razzi, Inarrivabile)

riso06. SILVIO FOR PEACE (I)

[04 Mar.] «Obama e l’Europa in queste ore si ricorderanno della Georgia e rimpiangeranno il ruolo fondamentale di Berlusconi»
  (Daniela Santanché, la Pitonessa)

carri06.bis SILVIO FOR PEACE (II)

[26 Mar.] « Con quello che sta succedendo ora in Russia ed Ucraina, pensate quanto bisogno avremmo di Berlusconi nella politica estera. Lui è l’unico che ha fermato i carri armati!»
  (Daniela Santanché, la Mente)

G.Rotondi07. LA SVOLTA

[01 Mar.] «Sono pronto a candidarmi Premier per tutto il centrodestra. Alla ‘rottamazione’ di Matteo rispondo con la mia ‘restaurazione’. Prodi piantò un ulivo, noi piantiamo un pino marino, simbolo di tutta l’Italia. Sì, l’anti-Renzi sono io»
  (Gianfranco Rotondi, l’Alternativa)

Rospo08. GRANDI STATISTI (I)

[04 Mar.] «Al Presidente del Consiglio Matteo Renzi non sfuggirà che sotto i cieli di Tunisia, in un piccolo cimitero cristiano ai piedi della Medina di Hammamet, riposa un grande italiano: Bettino Craxi. Mi auguro, e con me un’intera comunità, che da parte sua ci sia un pensiero per un patriota che ha amato l’Italia e gli italiani. Un omaggio a Craxi, all’uomo, al socialista, al presidente del Consiglio»
  (Stafania Craxi, Bella de papà)

Wanna08.bis GRANDI STATISTI (II)

[24 Mar.] «Mi hanno tolto il diritto di voto, ma se potessi sceglierei Silvio. Resto profondamente berlusconiana. Non gli permettono di salvare l’Italia… Sarebbe un sogno avere Silvio ai servizi sociali nel mio bar»
(Wanna Marchi, la Perseguitata)

Antonio Germanà09. FORZA ITALIA!

[23 Mar.] «Io ne ho parecchi in famiglia di parlamentari, parecchi: dentro c’è mio nipote; prima c’era mio papà; mio fratello due volte al Senato e due alla Camera; i miei cognati senatori e deputati… ma con la politica c’abbiamo rimesso. Non ci siamo arricchiti. Al parlamentare alla fine del mese non resta nulla. Ci siamo impoveriti.»
  (Antonio Germanà, il Poverello di Montecitorio)

Moretti09.bis PARTIRÒ

[26 Gen.] «Non c’è dubbio. Se il governo mi taglia lo stipendio, me ne vado all’estero!»
  (Mauro Moretti, AD FS)

Tripiede10. INTELLIGENZA A 5 STELLE

[26 Mar.] «Sarò breve e circonciso»
(Davide Tripiedi, il Conciso)

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DÉJÀ VU

Posted in A volte ritornano, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , on 17 ottobre 2012 by Sendivogius

La storia italiana assomiglia sempre più ad una scenografia pulp di creativi a corto di idee…
La trama è sempre quella: un assortito gruppo di pirla viene imprigionato (rigorosamente a sua insaputa) in un eterno loop temporale, ripetendo sempre le stesse azioni reiterate fino allo sfinimento.
I più fantasiosi sono convinti di vivere in una realtà virtuale, sotto il controllo occulto di entità segrete e onnipotenti, che chiamano con un nome diverso a seconda delle paranoie individuali e la mania del momento: Superiori sconosciuti… Illuminati… neo-Templari… Rettiliani… Sinarchia… Priorato di Sion… Bilderberg… Trilateral… Ultimamente, si è aggiunta all’elenco anche la ‘misteriosissima’ Chamber of Commerce in Italia..!
Intrappolati in questo presunto universo parallelo, degli inconsapevoli cazzoni scalciano come un grillo, cercando di arrivare al bandolo della matassa senza mai capirci un granché. Solitamente, si confidano sempre con le persone sbagliate, peggiorando ulteriormente la situazione; salvo poi affidarsi fideisticamente ad un messia, pronto a stupirli con effetti speciali e trucchi da baraccone circense, nell’illusione che la realtà possa essere diversa da quella in cui sono confinati e le responsabilità sempre di qualcun altro (la “casta”).
I want to believe! Tutti copioni già visti in TV, per la ruminazione lenta ma efficace di un popolo di alienati: “X-files”… “Il tredicesimo piano”… “Dark City”… “Matrix”… “Lost”

In alternativa, c’è la variante tradizionalista particolarmente apprezzata tra i prostatici in camicia nera e vecchie nostalgiche delle televendite. Trincerati dietro il recinto del loro piccolo mondo antico, vivono nella migliore delle realtà possibili che sarebbe perfetta se non fosse costantemente minacciata da orridi invasori alieni, di solito provenienti da rossi pianeti, nell’incombente minaccia bolscevica. Titoli consigliati: “La Guerra dei Mondi”… “L’invasione degli ultra-corpi”… “Il villaggio dei dannati”… passando per tutta la fantascienza anni ’50.
Diversamente, il loro luogo ideale è un centro commerciale, assediato da orde mostruose che vogliono portargli via la ‘robba’ spolpandoli fino all’osso: agenti del fisco, kommunisti, gay, terroni, immigrati, islamici, negri, zingari… dove il ‘male’ è sempre una “cosa dall’altro mondo”, che ti contamina e ti possiede contro la tua volontà.
Filmografia di riferimento: George A. Romero e gli zombies, ma con un occhio di riguardo al cinema di John Carpenter.

Usciti dal gabinetto delle loro ossessioni, i più intraprendenti si costruiscono la fabbrichetta, riciclando i soldi della mafia. E si rilassano con le gare di burlesque. Da vecchi, grazie alle magie del viagra, partecipano alle orge con dittatori africani e nipoti d’Egitto.

Alla peggio, finiscono in crociera con Sallusti e Santanché, senza nemmeno la speranza di uno Schettino al timone della nave.

In tutti i casi, l’eroe ideale è un mercante di sogni con l’etica di Wanna Marchi e il dinamismo di un venditore porta a porta.

E così, alla fine del ciclo, il giro ricomincia come in una nuova giostra, curiosamente, a rotazione grossomodo ventennale, se si esclude la lunga parentesi democristiana: giolittismo; mussolinismo; craxismo; berlusconismo… e sotto a chi tocca!
Il 2013 come il 1993. Tangentopoli vs Tangentopoli: ladroni diversi, stesse ruberie. E soprattutto stessi elettori, stessi italiani, stessi vizi, stessa delega in bianco al demiurgo di turno. Si ritrova l’eterna predisposizione ad accodarsi in branco, sul tracciato dei luoghi comuni e degli stessi pensierini elementari di sempre: Nuovo=buono; Vecchio=cattivo.
Tutti contro i ‘partiti’, sentina di ogni vizio. Per evitare scomode identificazioni, nel 1993 vennero presentati dei “club”… ci si illudeva fossero rotary… coordinati in associazione la chiamarono “Forza Italia”. Col tempo si scopri che erano spelonche di predoni. Nei villaggi della pedemontana si misero elmi cornuti con la camicie verde e si inventarono uno nuovo stato, ritrovandosi un Re con badante ed un Trota per delfino.
Oggi tutti si chiamano ‘movimenti’: spuntano più copiosi dei grappoli di emorroidi tra le natiche di uno stitico, per tanti one man show e una folla plaudente a chi la spara più grossa.
E d’altra parte il movimento è entità ancora non definita e di per se stessa in divenire dal non-essere all’essere, attraverso il Logos. Finora stiamo ancora fermi alla narrazione sacralizzata dei capi assurti a profeti e nessuno si salva al fuoco dei castigatori, in una notte buia dove tutte le vacche sono nere.

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