Archivio per Vernacolo

Uno vale Uno

Posted in Kulturkampf, Roma mon amour with tags , , , , , , , , on 15 dicembre 2012 by Sendivogius

L’avevamo già ricordato in altra circostanza…
Quasi sempre citata a sproposito ed erroneamente attribuita ad Alberto Sordi, la famosa frase è estrapolata da un sonetto di Giuseppe Gioacchino Belli, poeta dialettale che scrisse centinaia di sonetti in romanesco (il dialetto romano) a metà ‘800.
Dissacranti, feroci, dal caustico cinismo tipicamente romano, i sonetti del Belli irridono ogni potere nella disillusione provocatoria della plebe romana.
Il Marchese Grillo - by Liberthalia Nella fattispecie, il sonetto in questione è dedicato ai “sovrani del mondo vecchio”; mai definizione fu più appropriata ai caricaturali protagonisti del tempo presente. Visto che gli piace tanto, noi lo dedichiamo ad uno dei suoi principali estimatori, il rag. Giuseppe Grillo da Genova, che probabilmente per difficoltà a comprendere il vernacolo romanesco non ne ha colto l’intimo significato…

Li soprani der monno vecchio

C’era una volta un Re cche ddar palazzo
manno’ ffora a li popoli st’editto:
“Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.

Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pozzo ve’nneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impicca’, nun ve strapazzo,
che’ la vita e la robba Io ve l’affitto.

Chi abbita a sto monno senza er titolo
o dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
quello nun po’ ave’ mmai vosce in capitolo”.

Co st’editto anno’ er boja pe ccuriero,
interroganno tutti in zur tenore;
e, arisposero tutti: E’ vvero, e’ vvero.

  Giuseppe Gioacchino Belli
  Sonetto 362;
  (21/01/1832)

..Nonché la traduzione in lingua italiana:

I Sovrani del Mondo Antico

C’era una volta un Re che dal palazzo promulgò questo editto per i popoli:
Io sono io e voi noi siete un cazzo, signori vassalli bugiardoni, e zitti!
Io rendo diritto lo storto e storto ciò che è dritto.
posso vendervi tutti un tanto al mazzo.
Io se vi faccio impiccare non vi farei niente di male, perché la vostra vita ed i vostri averi io ve li concedo in affitto.
Chi abita in questo mondo senza il titolo di Re, o di Papa, o di Imperatore, non potrà mai avere alcuna voce in capitolo”.
Con questo editto andò il boia per corriere,
Interrogando tutti sull’argomento;
e tutti risposero: “è vero! è vero!”

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