Archivio per Umberto Bossi

L’Idiota in politica

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , on 21 marzo 2014 by Sendivogius

Cobra wants you - by Mcarson

Speculare al concetto di Civiltà, la nobile arte della Politica ha origini antichissime, quando un gruppo di cittadini con parecchio tempo libero a disposizione scoprì che per curare gli interessi propri e quelli della comunità di appartenenza era molto più pratico riunirsi in assemblee deliberanti, più o meno allargate, piuttosto che sfidarsi in combattimenti all’ultimo sangue, dando la stura a faide tribali tra clan rivali. In sostanza è un metro di misura, indice di “urbanità”. Ovviamente le cose non migliorarono. Semplicemente mutarono. Ed i vecchi clan familiari si costituirono in fazioni in lotta per l’egemonia. La gestione del potere divenne dunque una faccenda alquanto sofisticata. Per sua stessa natura, la Politica è strettamente connessa con l’amministrazione della “Polis” (la città) e si interessa da sempre alla “res publica” (la cosa pubblica), con risultati mutevoli come l’animo dei contendenti.
idiot-clown-looking-for-soldiersNata in contrapposizione all’imbelle insipienza degli “idioti” (coloro che pensano ai fatti propri nel loro esclusivo vantaggio), specialmente se rapportata al caso italiano, la Politica ha finito per privilegiare l’interesse di questi ultimi sopra ogni altro aspetto, tanto che tra “politica” ed “idioti” la differenza risulta attualmente minima se non indistinguibile. A tal punto che più che mai si può parlare di predominanza dell’idiota in politica.
Forse ciò avviene perché la “folla”, nell’anomia massificata e opportunisticamente canalizzata nei rituali formali del voto organizzato, nell’immagine amplificata dell’idiota tende a riconoscere se stessa e che in fondo costituisce una figura rassicurante. Adora i Re Travicello e ignora (come giustamente è stato fatto notare) che dopo questi arrivano sempre le serpi.
Sostanzialmente incapace di analisi strutturali dalla minima complessità, che vadano oltre il piagnisteo familista e l’invettiva da bar sport, l’italiota medio è perennemente in bilico tra integrati e apocalittici, a seconda del tornaconto personale che il “sistema” è in grado di garantirgli o meno…
Chiusi nel pantano di una politica più desiderante che deliberante, tra imbonitori politici e venditori di sogni in saldo elettorale, per capire meglio la situazione nostrana, a volte è utile rimettersi allo sguardo clinico e stupido dell’osservatore straniero avvezzo alle cose di casa nostra.
È il caso dell’antropologa francese Lynda Dematteo, che rielaborando la sua tesi di laurea, nel 2007 pubblica il suo saggio più famoso (L’idiota in politica), strutturato come uno studio etnografico, interamente dedicato ad Umberto Bossi ed alla sua Lega Nord.
In proposito, è curioso notare come certe considerazioni incentrate sulla specificità leghista siano perfettamente sovrapponibili al M5S ed alle sparate del suo truce e_guru virtuale. Si parla di Umberto Bossi, ma sembra Beppe Grillo.
Trova le differenzeD’altronde non è un mistero che i fascisti digitali della setta pentastellata abbiano assorbito il grosso dell’elettorato leghista, tanto che ad oggi il moVimento sembra, per linguaggio e modalità, esserne l’erede più diretto. La chiave del successo di questo ennesimo partito antisistema, nella medesima pretesa “rivoluzionaria”, probabilmente risiede nell’aver proiettato il suo revanchismo protestatario oltre i miti neo-völkisch dell’etnonazionalismo padano, introiettando l’inestirpabile qualunquismo italiano con il suo substrato fascistoide, in tutta la sua carica poujadista dilatata su scala nazionale. La componente stalinista-giacobina degli Enragés anti-casta non è altro che una sua integrazione. jean-paul-marat-aroused-hatred-in-the-hearts-of-the-paris-mobsTutto il resto, dalle menate mistico-esoteriche di Casaleggio, al ruolo salvifico del webbé, sono poco più che folklore coreografico, per impressionare i neofiti della setta. Perché è noto che più che gli apprendisti stregoni ad impressionare l’immaginario collettivo degli italiani solitamente sono i buffoni con le loro mirabolanti promesse. E, in genere, più sono volgari e analfabeti, più piacciono; giacché lo spirito dell’ineffabile italiota sembra incapace di elevarsi al di sopra delle propria cintola, mentre circola con la patta aperta…

L'Idiota in politica«Nei confronti di chi li governa gli italiani hanno un atteggiamento di disincanto e di distacco, che denota un rapporto molto particolare con la dimensione politica. In tale contesto il gioco dell’idiozia risulta terribilmente efficace poiché, pur generando un’inevitabile disapprovazione, suscita una forma di divertita indulgenza.
[…] (Bossi/Grillo?) È il giullare che non rispetta niente e nessuno, nemmeno il papa; può dire tutto poiché viene ritenuto non responsabile delle proprie affermazioni e, in genere, i suoi attacchi sono particolarmente irriverenti perché indirizzati verso temi o persone che godono di rispetto. Come il tradizionale buffone, opera sul registro dell’ambiguità. Il suo obiettivo fondamentale è insinuare il dubbio in chi lo ascolta, impedendogli di cogliere i veri fini o la natura del suo discorso, per poterlo circuire meglio

  Lynda Dematteo
L’idiota in politica. Antropologia della Lega Nord
Feltrinelli (2011)

In fondo, si tratta del solito “teatrino” politico, tanto stigmatizzato a parole quanto prediletto nei fatti. Non v’è tragedia in questo, perché la preminenza risiede tutta nella farsa…

«La strategia comunicativa del leader corrisponde alle tradizionali modalità d’azione della Commedia dell’Arte. Con lui la pratica politica perde qualsiasi significato, si riduce ad una serie di effetti prodotti da dichiarazioni, minacce, pernacchie, promesse tanto inopinate quanto impossibili da mantenere: si tratta essenzialmente di spettacolo.
Anche se le dichiarazioni di Jean-Marie Le Pen rievocano talvolta le provocazioni del leader della Lega, i francesi non ridono di Le Pen come fanno gli italiani di Bossi, poiché quest’ultimo non incute alcun timore, suscita solo compassione.»

Tuttavia, il palcoscenico più congeniale a simili rappresentazioni è più che altro il palco dei cabaret; la sua modalità d’azione preferita sono i siparietti di avanspettacolo.
La SalmaIn questo, almeno dall’ascesa di Mussolini in poi, l’Italia ha sempre fatto da precursore per lo sdoganamento dei personaggi più improbabili e dei fenomeni più beceri nell’ambito della rappresentanza politica, personalizzata a misura di cialtrone (Bossi, Berlusconi, Grillo…), in una degenerazione generale della Democrazia tanto preoccupante da sembrare irreversibile.

«Come può una persona che detiene il potere essere tanto ignorante quanto irresponsabile? E che cosa comporta questo in termini di rappresentazione politica? Peraltro, si tratta di un fenomeno non circoscritto unicamente alla situazione italiana: George W. Bush è stato ridicolizzato in tutto il pianeta per la sua idiozia nel corso dei suoi due mandati presidenziali. Ci troviamo forse di fronte ai sintomi di un provincialismo che si sta progressivamente facendo largo in Europa e negli USA, poiché l’Occidente non è in grado di reggere le conseguenze della globalizzazione di cui pure è stato promotore?»

G.W.Bush

A tal proposito si potrebbe parlare di trionfo universale dell’idiota, tanto il fenomeno sembra radicato ed in piena espansione…

«L’uso della parola “idiota” impone qualche precisazione. Idiota, in senso etimologico, significa “uomo del luogo” ed è un termine la cui radice greca vuol dire “particolare”. Per gli antichi greci idiota era colui che non aveva accesso alla dimensione universale, quello che viveva ancora nella caverna, o meglio, nella sua caverna. Secondo gli ateniesi, i più stupidi erano i loro vicini più prossimi, quelli che abitavano ai margini della polis. Il termine fu appositamente coniato per definire quei soggetti, tuttavia gli ateniesi sapevano di avere degli “idioti” anche all’interno della loro città: i cinici.
Idiota è dunque il soggetto votato alla più irriducibile autoctonia e al ripiego identitario. Quando un simile soggetto valica i confini del proprio universo culturale, si comporta spesso in modo improprio e grottesco. Preso singolarmente o all’interno della cerchia più o meno ampia dei familiari, nessuno è idiota; i problemi cominciano fuori, quando si passa da un universo simbolico noto a un universo poco, o per nulla, conosciuto. Quando mancano i codici che governano questi mondi, si adottano comportamenti che risultano sconvenienti, se non addirittura fuori luogo. In un certo senso la dimensione dell’idiozia ci riguarda un po’ tutti. Entrando in contatto con mondi e universi diversi dal suo, l’antropologo ne fa addirittura una professione; la sua abilità dipende proprio dalla capacità di uscirne. Al contempo è “misurandosi con la propria idiozia” che riesce a cogliere il suo oggetto di studio.
Di fronte alla nostra idiozia possiamo adottare due atteggiamenti: possiamo ridurla mostrando empatia nei confronti degli altri, oppure possiamo “fare gli idioti”, chiudendoci in noi stessi, contro tutti e contro qualsiasi sollecitazione proveniente dall’esterno

La Setta dei Pentastellati

In una commistione costante di linguaggi e registri stilistici, è la Darth Vader condomcacofonia parolaia del “Capo” a prevalere sui contenuti, fino a sostituirsi ad essi, senza alcuna preoccupazione per il mantenimento di una coerenza narrativa o una logica costruttiva misurata nel tempo. Si recita a soggetto, con la maschera più funzionale al momento.
Nel brano si parla di Umberto Bossi, ma potrebbe benissimo essere un Grillo…

«Nella tradizione italiana, a definire la maschera è il linguaggio: ogni maschera ha i suoi precisi connotati linguistici che le danno immediata riconoscibilità. Le performance di Umberto Bossi sono deplorevoli, ridicole, scandalose. Per la maggior parte degli italiani è il “tipico italiota” della scena politica. È l’iniziatore di una vera e propria “rivoluzione del linguaggio” destinata a disintegrare il “politichese” e a segnare il passaggio dalla Prima alla Seconda repubblica. Fino a oggi gli analisti italiani non hanno sviscerato in profondità i discorsi del leader della Lega Nord. La maggior parte ritiene che la forma dequalifichi il significato, ma si tratta di una lettura un po’ troppo superficiale delle sue performance stilistiche. Umberto Bossi non è un tribuno nel senso classico del termine: i suoi discorsi contravvengono a qualsiasi regola di ars oratoria, assolvono principalmente alla funzione dello “sfogo”. La violenza del linguaggio è l’esatta misura del discredito in cui è piombata la classe politica italiana a partire dagli anni ottanta. I suoi comizi sono improntati sulla diatriba. Le sue rocambolesche ricostruzioni storiche contengono accuse inverosimili; il suo discorso è privo di sviluppo, è fatto di digressioni legate le une alle altre da parole d’ordine scandite in alcuni precisi momenti per inculcare il messaggio nella testa delle persone.
Il linguaggio di Bossi pretende di essere naturale e viscerale, ma suscitando emozioni genera l’effetto di annullare qualsiasi distanza critica. Presenta registri molto diversi: discorsi filosofici, considerazioni ingenue e insulti. L’obiettivo è anzitutto fuorviare l’uditore: incoerenze, trovate strampalate, rimproveri inattesi suscitano il riso a dispetto della veemenza dei contenuti.
[…] La sua inventiva contribuisce a determinarne il successo. Più che il contenuto è la forza delle immagini evocate a trasmettere le sue convinzioni, ed è lo stesso Bossi ad attribuire una funzione pedagogica al suo strano linguaggio: “Con la gente devi semplificare e caricare, devi fare brillare i colori”. Coinvolge spesso il suo uditorio per fargli capire meglio gli intrighi del “Palazzo” in cui lui, uomo del popolo, è riuscito a introdursi. Spiegando le dinamiche del “Palazzo” in modo completamente fantasioso è riuscito a trascinare persone che non avevano mai fatto politica

Oggi il “Palazzo” è stato sostituito col termine altrettanto ondivago ed onnicomprensivo di “Casta”, ma la sostanza rimane invariata.
VaderÉ un inseguimento al ribasso degli umori delle folle. Linguaggio, tempi, interventi, sono calibrati unicamente verso la cooptazione del consenso puro e semplice, senza una reale prospettiva d’intenti, secondo un susseguirsi di luoghi comuni e stereotipi improntati alla massima semplificazione.

«Si tratta infatti di un linguaggio semplice e concreto, radicato nella quotidianità dell’italiano medio, usato per risultare immediatamente comprensibile, pieno di stereotipi tanto linguistici quanto sociali. Le dicotomie semantiche impiegate tratteggiano un mondo manicheo in cui i “nemici” sono chiaramente identificati. L’uso dei luoghi comuni rappresenta il punto di forza della propaganda leghista, poiché permette di stabilire un legame immediato con quanto gran parte delle persone già pensa e dice senza rifletterci.
Talvolta, è difficile seguire gli sviluppi delle argomentazioni di Bossi. I suoi discorsi evocano la glossolalia di alcuni malati di mente che costruiscono un idioma personale sulla base di neologismi organizzati secondo una sintassi rudimentale. Molti italiani credono che Bossi utilizzi parole a caso senza conoscerne il senso o attribuendogli un significato che solo lui conosce. La dimensione infantile di alcune espressioni completa il quadro clinico. L’aspetto delirante dell’insieme confonde il tenore del messaggio ideologico: il personaggio che asserisce simili assurdità con un linguaggio così insolito non può essere preso sul serio.»

In questo, la maschera è funzionale al successo di personaggi caricaturali, prossimi al giullare, persi nei frizzi dialettici di in un eterno carnevale: destabilizzante eppur rassicurante nella sua finzione scenica consacrata al trionfo delle mediocrità…

«Nei “riti di inversione di status”, generalmente la maschera riveste una funzione ben precisa: incute paura (non eccessiva) per accelerare il cambiamento e dissolvere le tensioni che attraversano la società

La metamorfosi così intrapresa, la fusione con la “maschera” indossata è tale che il Capo stesso…

«..si comporta come una maschera che trasgredisce le norme e che, realizzando un rovesciamento di status, permette a persone marginalizzate, provenienti da gruppi sociali e/o politici diversi, di ricrearsi un’immagine positiva di sé affermando la propria padanità contro il sentimento della maggioranza degli italiani. Realizza un riscatto

Sostanzialmente, è l’appagamento effimero del mediocre che non sa elevarsi oltre i limiti della propria ignoranza, elevata a motivo di vanto ed esibita senza vergogna, in un sostanziale vuoto di proposte e di argomentazioni per deficienza congenita…

«Gli attacchi personali sono sistematici e ad essere messa in discussione non è mai la politica dell’avversario, bensì l’avversario stesso. La vita politica italiana si riduce allora a relazioni di potere tra persone e diventa un teatrino.
[…] Irridendo i suoi avversari, nega loro qualsiasi valore in quanto dirigenti politici. A differenza dell’ingannatore che cerca di trarre vantaggio dalla sua vittima, lo sbeffeggiatore afferma la propria superiorità, gratuitamente e semplicemente per il piacere di sentirsi superiore. Questa forma attenuata di violenza in genere è l’arma dei deboli.
[…] I suoi discorsi sono spesso logorree noiose e penose che, senza alzate di voce, senza insulti di carattere sessuale o scatologico, farebbero fuggire i fedeli

  Lynda Dematteo
“L’idiota in politica. Antropologia della Lega Nord”
Feltrinelli (2011)

Ed in questo gli allievi superano nettamente i (pessimi) maestri, giacché al peggio sembra non esserci mai fine…

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(56) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 ottobre 2013 by Sendivogius

Classifica OTTOBRE 2013”

Darth Vader e Kroenen

ITALIA, frontiera meridionale dell’Impero. Niente di nuovo da segnalare nella No Man’s Land che si estende oltre la Grande Palude dorotea.
In ambito ‘politico’, le novità più rilevanti del momento sono:
a) il ritorno di Umberto Bossi alla guida della Lega Nord;
b) la (ri)nascita di “Forza Italia” con Silvio Berlusconi presidente;
c) Beppe Grillo che, tanto per cambiare, pretende le dimissioni di Giorgio Napolitano e intanto lo insulta, ansioso com’è di vincere una bella denuncia per vilipendio del Presidente della Repubblica.

Umberto Bossi Sulla riesumazione di Umberto Bossi, il Grand Wizard del Ku Klux Klan padano, c’è poco da dire.
Per spiegare questo rapporto insano e necrofilo tra le destre neo-naziste ed i loro leader decrepiti, servirebbe una sceneggiatura di Ed Wood, per una nuova versione di “Necromania: A Tale of Weird Love”.

…e ne conserva la medesima fragranza, in tutta la sua ritrovata freschezza. Tale è la sensazione epidermica dinanzi al disseppellimento di “Forza Italia”, con le stesse identiche facce di m…!oderati vecchie di venti anni.
Qualcosa preme da dietro A proposito dell’interdizione del Papi della Patria, della revisione processuale inerente la condanna per “concussione”, e delle pessime sorti progressive di un’Italia alla deriva, in un confronto ben più ampio su queste pagine [QUI], quattro mesi orsono si era avuto modo di osservare come:

«A logica, il papi, come un satrapo ferito, manderà avanti i suoi bastonatori in livrea, sfoderando tutto il campionario già visto e sentito negli ultimi anni… Ovviamente i deputati e senatori PdL NON si dimetteranno in massa, come minacciato. E il governissimo Letta tirerà a campare fino al prossimo varo della “legge di stabilità” (diciamo Ott-Nov), quando sarà evidente la necessità di una “manovra correttiva” e probabilmente gli faranno mancare numeri e fiducia.
Giuridicamente, i legali del papi punteranno tutto sul processo d’Appello, mirando ad un ridimensionamento delle condanne e ad una successiva revisione processuale in Cassazione.
Ed in quel lasso di tempo cercare di introdurre in parlamento una modifica inerente l’interdizione dai pubblici uffici, riservata solo alle pene detentive superiori ai 5 anni.
D’altra parte, la sentenza di condanna a carico di B. ha un vulnus naturale…
Al papi è stata ascritta la “concussione per costrizione” con l’aggravante di induzione alla prostituzione minorile: condanna che prevede pene ben più severe dei 7 anni decisi dalla corte. Un simile reato, che contempla atti sessuali con un minore (artt. 600 e 609 c.p.) prevede condanne che arrivano fino ai 12 anni. Stessa cosa dicasi per il reato di concussione per costrizione (art.317).
E proprio l’entità della pena costituisce la prima anomalia, in quanto non congrua alla gravità del reato configurato nella condanna.
Nella fattispecie concreta, io ravviso piuttosto gli estremi della“concussione per induzione” (come peraltro era stato inizialmente ipotizzato dai pm). Mi sfugge infatti in una prestazione mercenaria e consensuale con una minorenne che si prostituisce abitualmente dove sia la “costrizione”, ovvero la coercizione con violenza o minacce fisiche e psicologiche.
Se la difesa di B. (depurata da quell’indisponente azzeccagarbugli di Ghedini) insisterà sull’anomalia, rassegnandosi ad una condanna ma insistendo sulla “induzione” (che prevede pene max di 3 anni) atta a stralciare la “costrizione”, B. potrebbe vedersi ridimensionate tutte le imputazioni, compresa l’interdizione ai pubblici uffici.
E in tal caso una leggina ad hoc sull’interdizione, come quella accennata sopra, lo garantirebbe dall’estromissione dai pubblici uffici…»

A breve, vedremo gli sviluppi con l’epilogo di questa farsa.
Cane rabbioso Invece, rimanendo sempre nell’ambito dei duci e dei capi politici, qualche osservazione merita la richiesta di messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica da parte del privato cittadino Beppe Grillo, che ha incaricato i suoi avvocati di fiducia per l’impeachment, secondo il noto principio democratico che ispira le scelte del suo M5S, al motto di “uno vale uno”:

Chiederò l’impeachment per Napolitano perché non rappresenta più il popolo italiano, è di parte.
E su questo decido io.
(28/10/13)

Che è quasi meglio del già notevole: “chi pensa che io non sia democratico va fuori dalle palle”.
Pesano sulla richiesta di destituzione presidenziale, il mancato scioglimento delle Camere e licenziamento del Governo Letta (che ha appena incassato la fiducia ancorché precaria), e la deprecabile età del Presidente Napolitano. Sono tutti atti in aperto contrasto con quanto prevede la Costituzione:

Art. 94.

Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.
Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.
Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.
Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.
La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.

Totalmente fuori dalla legalità costituzionale è poi il messaggio che il Presidente della Repubblica ha rivolto al Parlamento sulla questione dell’indulto, in evidente violazione dell’Art.87 (il PdR può inviare messaggi alle Camere).
Per non parlare della convocazione dei capi-gruppo parlamentari della maggioranza e poi di quelli delle opposizioni (declinazione plurale).
Si tratta di atti dalla straordinaria gravità eversiva. In proposito, l’Art.90 della Costituzione è chiarissimo:

Art. 90

Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.
In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.

Cioè, la procedura di decadenza, con relativa messa in stato d’accusa per “alto tradimento”, viene istruita in Parlamento, con richiesta formale tramite la presentazione di una mozione su iniziativa parlamentare (ovvero presentata e controfirmata da deputati della Repubblica), e quindi vagliata dall’apposito comitato di controllo (trattasi della “Commissione parlamentare per i procedimenti di accusa”).
Ricapitolando, a richiedere lo stato d’accusa del Presidente devono essere deputati regolarmente eletti, su istanza parlamentare previa presentazione di apposita mozione motivata alla Camere.
E NON gli “avvocati di Beppe”, che a quanto pare si guardano bene dallo spiegare al loro facoltoso cliente concetti facilmente comprensibili da ogni matricola di giurisprudenza, ma non agli sciami degli ensiferi con tutti i precedenti del caso [QUI e QUI]. 
Forse, prima di salire sui tetti, la Costituzione bisognerebbe anche leggerla! Ma il Grullo evidentemente deve avvalersi dei consigli di quel formidabile giurista che è Paolo Becchi… Auguri!

Hit Parade del mese:

01. BESTIARIO

[22 Ott.] «Mi appello alla Convenzione sugli animali, ho presentato un’interrogazione alla Commissione Europea perché voglio capire che fine abbia fatto il cane di Monti. La Commissione Europea deve verificare il caso di Empy!»
(Sergio Silvestris, papiminkia in Europa)

Intelligenza leghista da AlterPensiero02. NAZISTI DELLA PADANIA (I): Cadorago (CO)

[19 Ott.] «Mettete la Kyenge su un barcone e assicuratevi che non affondi. Deve tornare in Africa da dove è venuta. Poi saranno gli oranghi e le scimmie a stabilire se la riprendono o meno a casa loro»
 (Paolo Pagani, assessore allo Sport)

Renato Brino02.bis NAZISTI DELLA PADANIA (II): Bardonecchia (TO)

[15 Ott.] «Arriva il ministro Kyenge? Tutto bene, l’unica cosa è che spiace un po’ per chi dopo deve fare la disinfestazione del Palazzo delle Feste»
 (Renato Brino, merdone alpino)

Cazzone nazi-leghista02.ter NAZISTI DELLA PADANIA (III): Resana (TV)

[21 Ott.] «Mi trovo obbligato a eseguire crimini di Stato esattamente come è successo a Erich Priebke: ha fatto ciò che ha fatto per rispondere a un ordine che doveva eseguire. Non so se sono più colpevole io a eseguire certe imposizioni o se sia stato più colpevole Priebke. Io lo condanno per ciò che ha fatto ma, ribadisco, ha solo eseguito degli ordini. I problemi sono altri, e stanno a monte»
 (Loris Mazzorato, il Sindaco)

Merdone pedemontano02.quater NAZISTI DELLA PADANIA (IV): Soluzione finale

[22 Ott.] «Nei prossimi giorni parlerò con il Ministro dell’Interno per sapere se non ritenga opportuno censire e schedare tutti i rom, gli zingari, i nomadi.»
 (Gianluca Buonanno, kapò pedemontano)

FN e rifiuti nostrani03. FASCISTI D’ITALIA (I): E allora le foibbeee!?!

[15 Ott.] «Se Priebke mi fa schifo? Magari non farei lo stesso mestiere. E gli americani allora? Vogliamo parlare di chi ha sganciato le bombe atomiche su Hiroshima? Non è normale neppure mettere una bomba sotto la spazzatura in Via Rasella. Priebke ha fatto quello che doveva fare e ha eseguito degli ordini»
 (Francesco Storace, Er Bofilone)

Iannone O'Merdone03.bis FASCISTI D’ITALIA (II): Rutti dalla fogna

[14 Ott.] «Ernesto Che Guevara è stato un macellaio peggiore di Priebke»
 (Antonio Iannone, presidente della Provincia di Salerno)

Antonella Sglavo03.ter FASCISTI D’ITALIA (III): Quando c’era Lui…

[19 Ott.] «Credo che la peggiore umanità sia al centro Italia. Vivo nelle Marche e qui hanno difetti sia del nord che del sud… Non voterò mai più a sinistra… Benito lo diceva, molti nemici molto onore, aveva ragione. Ci vorrebbe!»
 (Antonella Sglavo, assessora piddì)

Nella testa il nulla04. L’OPPOSIZIONE A 5 STELLE – COMPETENZA AL POTERE (I):
Lo sciopero retribuito dallo Stato

[22 Ott.] «I sindacati che decidono di fare 4 ore di sciopero, sciopero pagato ricordiamolo ai cittadini che ci seguono da casa, non è uno sciopero volontario, è uno sciopero pagato con i soldi pubblici.»
 (Laura Castelli, Questore alla Camera!)

Risum abundat in ore stultorum04.bis L’OPPOSIZIONE A 5 STELLE – COMPETENZA AL POTERE (II):
Articolo 94 della Costituzione della Repubblica

[23 Ott.] «Se avessimo ancora un Presidente della Repubblica veramente super partes, l’avrebbe già destituita dal suo incarico [in riferimento a Letta]»
 (Carlo Sibilia, Sciatore chimico)

Fatte n'artro sonno!04.ter L’OPPOSIZIONE A 5 STELLE – COMPETENZA AL POTERE (III):
Vogliamo una banca

[23 Ott.] «La Trise? Mai sentita. Sarà sicuramente un’inculata. Fosse per me abolirei le tasse e farei una banca centrale tutta mia»
 (Bartolomeo Pepe, U Senaturi)

Mattia Villarosa04.quater L’OPPOSIZIONE A 5 STELLE – COMPETENZA AL POTERE (IV):
Bossi-Fini, chi erano costoro?

[06 Ott.] «La legge Bossi-Fini? Io non conosco mica tutti i temi del mondo. Io faccio parte di un’altra Commissione; non è cosa di mia competenza. Se volete chiamo qualche mio collega e vi faccio spiegare qual è la posizione del Movimento»
 (Alessio Mattia Villarosa, Capogruppo alla Camera)

Epifani05. SE QUESTO È UN SINDACALISTA (I)

[17 Ott.] «Troppo poco il taglio del cuneo fiscale? Se mi restituiscono 5 euro non lo trovo risibile!»
 (Guglielmo Epifani, Segretario risibile)

Cazzola05.bis SE QUESTO È UN SINDACALISTA (II)

[22 Ott.] «L’Italia è il Paese meglio governato degli ultimi 20 anni»
 (Giuliano Cazzola, Sciolta civica)

Piccione06. LA PICCIONAIA

[04 Ott.] «Noi colombe non ci fermeremo, Angelino Alfano è il nostro Papa Bergoglio»
 (Carlo Giovanardi, Colombaceo)

Brunetta07. TE PIACEREBBE!?!

[22 Ott.] «Volevo dirvi che prima di rilasciare questa intervista sono stato violentato da una gentile giornalista»
 (Renato Brunetta, Nano da taschino)

Bonino08. DATAGATE

[25 Ott.] «Dalle informazioni che abbiamo non risulta un coinvolgimento italiano»
 (Emma Bonino, Informatissima)

Giampiero D'Alia09. CLIENTELE PRECARIE

[13 Ott.] «Stiamo provando a scrivere la parola fine sul mondo del precariato, una spirale che ha fatto comodo alla politica che per vent’anni ha alimentato una clientela attraverso il bisogno dei lavoratori. Abbiamo individuato un percorso che non solo prevede la stabilizzazione, ma inasprisce le sanzioni per gli amministratori che torneranno a far leva sui contratti flessibili»
 (Giampiero D’Alia, Disfunzione Pubblica)

Biancofiore10. DULCIS IN FUNDO

[16 Ott.] «Io non ho nessun padrino se non Silvio Berlusconi, che dovrebbe essere l’unico padrino di tutti noi»
 (Michaela Biancofiore, Immancabile)

Homepage

(55) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 settembre 2013 by Sendivogius

Classifica SETTEMBRE 2013″

The Anthill Gang

«Ho trascorso i migliori anni della mia vita come un pubblico benefattore, dando alla gente piaceri più leggeri, contribuendo al suo divertimento, e tutto quello che ottengo sono insulti e l’esistenza di un uomo braccato»

A dispetto delle apparenze, non sono le parole del Pornonano ma quelle di un altro gangster matricolato, condannato anche lui per evasione fiscale. È Al Capone in una intervista del 1927.
Chissà? Se si fosse fatto eleggere senatore, invece di far nominare i suoi cavalli, forse la storia sarebbe stata diversa…
Col noto boss italo-americano, il Pornocrate di Arcore condivide il medesimo sarto, la stessa paranoia per i comunisti, e la pretesa di essere intoccabile. In quanto alle frequentazioni malavitose ed agli intrallazzi, Capone era solo un irruento dilettante.
Per descrivere questa larva quasi ottuagenaria, che come una metastasi tumorale infetta e debilita un intero Paese da oltre 30 anni, l’esempio più calzante è l’Hitler degli ultimi giorni prima della caduta, trincerato nel bunker della cancelleria e oggi sostituito dalla sobrietà dei postriboli sotterranei di Arcore. Incastrato nel vicolo cieco delle sue condanne giudiziarie, è il guastatore di ultima istanza, il Tamerlano della terra bruciata, pronto a far saltare tutto pur di aprirsi una via di salvezza.
Liberthalia - LA CADUTA DEL NANODelinquente abituale ritiene la sua permanenza al Senato, contro ogni legge e normale decenza, un atto dovuto; convinto com’è che l’impunità sia prerogativa imprescindibile del suo status criminale. È nella natura eversiva del personaggio. E nel farlo, stravolge tutte le procedure istituzionali aprendo una crisi di governo al buio nel momento peggiore, alla vigilia della presentazione della legge finanziaria di stabilità, per essere certo di far più danni possibili ed estorcere il proprio lucro come un volgare capo-racket.
L’aumento dell’IVA è solo il pretesto di comodo all’insegna del massimo sfascio, perché è nel caos che i mestatori di torbidi costruiscono la propria fortuna.
L’incremento di due punti percentuali dell’IVA (con innalzamento al 22%) era infatti già previsto nelle misure anti-crisi di Giulio Tremonti, il fu super-ministro dell’economia nell’ex Governo Berlusconi, fatte proprie dal Governo Monti e riprese poi dall’esecutivo Letta.

«Le ipotesi di lavoro dei tavoli tecnici coordinati dal ministro dell’Economia Tremonti sono note: riduzione delle aliquote Irpef e Ires con spostamento della tassazione dalle persone alle cose (cioè aumento dell’IVA)»
 Il Giornale (10/06/2011)

L’ipotesi viene ripresa e sviluppata meglio dal prof. Francesco Forte, ex ministro craxiano, ed editorialista economico del Giornale di Famiglia, complimentandosi con l’allora Berlusconi premier:

«Con saggia rapidità il Consiglio dei ministri ha irrobustito la manovra di finanza pubblica, mediante l’aumento dell’IVA che il premier da tempo avrebbe voluto e che io ho suggerito di introdurre, almeno come clausola di salvaguardia, dato che i recuperi dell’evasione stabiliti da Tremonti non erano convincenti.
Questo intervento aggiuntivo si è reso necessario non tanto per convincere il mercato, che per ora rimarrà turbolento, quanto la BCE e i tedeschi, che debbono votare l’aumento della dotazione finanziaria del Fesf, il Fondo Europeo di stabilità finanziaria, che dovrebbe comprare i titoli del nostro debito, come contro manovra rispetto alle vendite speculative rivolte a mettere in difficoltà l’Italia, per mettere in crisi l’euro.
I tedeschi, contrariamente a quanto pensa Montezemolo, che si focalizza sui patrimoni e sui risparmi, reputano che l’Italia consumi al di sopra delle sue possibilità. Ed hanno ragione in quanto abbiamo un deficit di bilancia dei pagamenti correnti dello 1-2% annuo. L’IVA colpisce i consumi ed esonerando l’export lo stimola, mentre tassando l’import riduce il deficit del commercio estero in entrata. Il gettito che si può ricavare dall’aumento dell’IVA oscilla fra i 6 miliardi annui, se saranno colpiti tutti i beni e servizi destinati al consumo, a poco più della metà, se invece si applicasse l’aumento solo ai beni e servizi tassati al 20% e non a quelli tassati al 4 o al 10. Infatti la base imponibile dell’Iva, ossia il valore aggiunto tassabile, è di circa 600 miliardi. L’1% di 600 è 6 (il gettito Iva del 2010 è di circa 115 miliardi, e aumenterebbe del 5%)»

  Francesco Forte
  “Mossa giusta per convincere l’Europa”
  Il Giornale  (07/09/2011)

Non si capisce dunque contro cosa stia insorgendo il vecchio puttaniere recidivo.
O meglio, lo si capisce benissimo….

Hit Parade del mese:

01. DATEGLI LE BRIOCHE!

[03 Sett.] «I suicidi dei senza lavoro per la crisi? Sono persone che hanno già una tara mentale che li porta a gesti disperati. Allora che parole useresti a gente che si trova in queste condizioni? Speranza è molto bello perché almeno ti fa riflettere. Lavorassero un po’ di più questi che si lamentano tanto. Che si mettessero a lavorare!»
 (Marisela Federici, Lady Cafonal-chic)

02 - Morra02. AKTION T4

[04 Sett.] «Ho detto ai miei colleghi di fare attenzione. Perché errori gravi e pacchiani che sono stati fatti in passato non saranno più tollerati. Siamo in guerra! E chi non è all’altezza verrà selezionato naturalmente.»
 (Nicola Morra, Kapò 5 stelle)

02b - Ma che cazzo te strilli02.bis PEDEGREE SELEZIONATO

[17 Sett.] «Non me la sento più di essere moderato, di rimanere entro ‘certi limiti’. Quali limiti? I limiti sono stati superati. Noi supereremo i limiti. Usciremo dalla gabbia. Saremo maleducati, civilmente maleducati. E, con la massima cortesia, li manderemo a fanculo!»
 (Beppe Grillo, Capo Chiavica)

03 - NON HO SONNO03. VITA SNELLA

[25 Sett.] «Sono 55 giorni che non dormo. Ho perso 11 chili, uno per ogni anno di galera che mi vorrebbero far fare»
 (Silvio Berlusconi, il Botolo)

03b- Beccamorto03.bis L’ESERCITO DEL MINCHIO

[12 Sett.] «Noi aspettiamo un gesto di Napolitano, perché il nostro Presidente abbia l’agibilità politica. Se questo non dovesse avvenire inizieremo a bloccare le autostrade, le ferrovie, i camion che portano la benzina, insomma siamo pronti a fermare il Paese perché si devono rendere conto che il centrodestra non sarà immobile dinanzi a qualcosa di così grave»
 (Simone Furlan, Generalissimo dei papiminkia)

04 - Biancofiore04. NEL NOME DEL PAPI (I)

[05 Sett.] «Il PD non riuscirà a mozzare Silvio, la nostra testa. Noi del Pdl non siamo acefali. Per il nostro gladiatore siamo pronti a tutto. Al via di Berlusconi, scateneremo l’inferno!»
 (Michaela Biancofiore, la Gladiatrice)

04b - Lo voglio lungo04.bis NEL NOME DEL PAPI (II)

[18 Sett.] «Il messaggio di Silvio è stato commovente, sentito, profondo, patriottico. Lui è l’Italia migliore. Bene il ritorno a Forza Italia, Forza Italia è l’Italia, quella berlusconiana, quella libera, quella che produce, quella che ama, quella che non odia. Grazie presidente, grazie ancora una volta di esistere!»
 (Michaela Biancofiore, Infoiata)

04c - Ciuccio04.ter NEL NOME DEL PAPI (III)

[08 Sett.] «Silvio Berlusconi è l’uno che rappresenta il tutto. Sancire la sua decadenza significa impedire al centrodestra di essere rappresentato. E questo, accade solo nelle tirannie. L’Italia ha bisogno di uscire dalla guerra dei venti anni contro Silvio Berlusconi, così come successe settant’anni fa con l’armistizio nella Seconda Guerra Mondiale»
 (Mara Carfagna, la Badoglia)

05 - DIBBA er Minchia05. ALL TOGHETER NOW!

[09 Sett.] «Chiediamo che il Papa riceva noi del Movimento 5 Stelle il prima possibile, per poter parlare di tutto quello che possiamo fare ORA per tutelare la Pace»
 (Alessandro Di Battista, un altro coglione a 5 stelle)

06 - Horror Family06. VIOLENZE DOMESTICHE

[24 Sett.] «Non può essere concepito uno spot in cui i bambini ed il papà sono tutti seduti, e la mamma serve a tavola… Merita una riflessione questo!»
 (Laura Boldrini, Tu quoque!)

07 - Cecile Kyenge07. DIAMO I NUMERI

[04 Sett.] «Mi sembra una buona idea quella di togliere i termini “mamma” e “papà” dai documenti scolastici, e sostituirli con “genitore 1” e “genitore 2”.»
 (Cecile Kyenge, ministra seriale)

07b - Kyashan07.bis CHIAMATEMI KASHETU

[06 Sett.] «Da oggi in poi io sono Kashetu Kyenge detta Cecile»
 (Kashetu Kyenge, eroina manga)

 

08 - Enrico Letta08. CONDOR E CONDOM

[19 Sett.] «Non c’ho scritto Jo Condor in testa. Ecco, lo voglio dire a tutti, io non c’ho scritto Jo Condor in testa!»
 (Enrico Letta, Jo Condom)

09 - L'analfabetismo paga09. DEMENZA SENATORIA

[23 Sett.] «Perché è stato condannato Silvio? Il reato?… Ehm… In qualsiasi paese del mondo il reato che viene accusato, perché è innocente, che è per questioni di… di… di dichiarazioni dei redditi… in Svizzera ad esempio non va assolutamente in galera! Il reato? Beh, tegnigamente io non sono un professore… reato di falsa… di redditi… quello, quello… io il giro di soldi non l’ho capito, per me è innocentissimo. Su qualsiasi cosa che noi parlammo, lui è innocente, perché è una persona vera»
 (Antonio Razzi, Senatore della Repubblica)

10 - Intelligenza padana10. IL NUOVO CHE RITORNA

[14 Sett.] «I 400 chilometri di catena umana della Catalogna sono solo l’inizio, la Padania verrà perché i grandi popoli sono in marcia. E riprenderemo anche il rito dell’ampolla!»
 (Umberto Bossi, Ladrone padano)

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(38) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 1 maggio 2012 by Sendivogius

Classifica APRILE 2012”

Sinceramente, era lecito aspettarsi in tempi di austerità coatta una ritrovata sobrietà istituzionale (si dice così?), convinti che la crisi avrebbe imposto un ridimensionamento a questa nostra modesta sottospecie di aforismario della stupidità… E invece!
Tanta è l’abbondanza che conviene andare per ordine, stilando una variante alla triade dell’ABC secondo il nuovo corso:

A. come austerity:
 Muovere obiezioni alla politica del Governo Monti, ed alla sua cura germanica (dagli effetti collaterali di tipo Weimar) imposta per indiretta procura dalla cancelleria del Reich, è ormai fin troppo facile. Per quanto, se sbagliare è umano, perseverare negli errori è quasi diabolico…
Che il salasso prolungato stia conducendo alla probabile morte del paziente anemico, è un’evidenza sempre più lampante, tanto che nel gabinetto geriatrico di riferimento già si pensa alla sostituzione del medico impietoso ed al possibile passaggio di consegne… Fino all’ultimo paradosso: dopo aver esautorato la ‘politica’ professionalizzata per manifesta incompetenza, l’esecutivo ‘tecnico’ ha chiamato in proprio soccorso un’ulteriore pattuglia di altri ‘tecnici’, per fare il lavoro da ‘tecnici’, in una vacanza programmatica dall’assenza di risultati che inizia a diventare seriamente imbarazzante.
Superfluo riportare le misure per la crescita presunta in nome di un’equità inesistente:
– L’assoluta mancanza di investimenti per la ricerca e per l’innovazione da parte di una classe  padronale che, quando non scappa all’estero con la cassa dopo aver intascato i finanziamenti di Stato, pensa di poter gareggiare con i mercati asiatici ribassando gli stipendi delle maestranze nella cancellazione di ogni tutela e nella regressione delle condizioni sociali.
– Le garanzie occupazionali sull’impiego ed i diritti dei lavoratori, cancellati in nome di una “percezione” dei mercati anglosassoni all’origine della crisi economica e che certo vanno assecondati in ogni loro pretesa, senza limiti né vergogna. Il Governo delle Finanza globalizzata non confuta la fondatezza o meno delle percezioni dei famelici barracuda di Wall Street; le asseconda! Meglio se con decreto.
– L’introduzione di forme di tassazione regressiva, con la cancellazione di fatto di ogni principio di progressività sul reddito, con lo spostamento dell’imposizione fiscale dalle imposte dirette a quelle indirette, interamente sbilanciata sui ceti medio-bassi e sui lavoratori dipendenti.
– Tagli lineari a beni e servizi pubblici, in nome di un rigorismo economico dagli effetti ampiamente recessivi, fino allo spostamento del debito pubblico a quello privato delle famiglie col prosciugamento dei risparmi.
– La demenziale gestione del problema degli “esodati”: lavoratori in uscita che hanno firmato un patto con lo Stato per il loro accesso alla pensione. Si tratta di un accordo pubblico che ora lo Stato non reputa più vincolante per esigenze di bilancio e che quindi ha rescisso unilateralmente, lasciando migliaia di persone senza prospettive di reddito e di riassunzione.
– Pur tuttavia il ‘Governo’ non si è sentito in dovere di rivedere il patto a sua volta stretto con ladroni matricolati e grandi evasori fiscali, rivedendo le aliquote addizionali (5%) stabilite con i delinquenti che hanno aderito allo scudo fiscale di tremontiana memoria [QUI]… Venire meno alle vergognose clausole dell’accordo stipulato coi LADRI, avrebbe infatti minato la credibilità dello ‘Stato’! Evidentemente, ogni organizzazione sceglie i propri referenti d’eccezione e li privilegia in base alle maggiori affinità.
– E poi ci sono le perle come l’eliminazione della tassa sugli yacht extra-lusso e l’esenzione degli immobili di proprietà della fondazioni bancarie dal pagamento della nuova IMU, insieme agli sgravi concessi ai palazzinari. A tal proposito, una lettrice ha scritto ad un noto quotidiano nazionale:

Ho comprato la mia casa sette anni fa, contraendo un mutuo ventennale con un istituto bancario. Attualmente, quindi, ne sono proprietaria per il 35% mentre il restante 65% è ancora di proprietà della banca. Mi chiedo: perché l’IMU deve essere a mio totale carico e non suddivisa tra me e la banca, a seconda delle rispettive proprietà? Non sono ancora il proprietario pieno dell’immobile, visto che c’è tanto di ipoteca e possono portarmela via. E allora lo Stato mi restituirà l’IMU? E poi perché nessuna progressività sulla base degli immobili realmente posseduti?

  Leda Perticone

Già, perché? Ce lo chiediamo anche noi.
E tuttavia il problema non è il direttivo tecnocratico del capitale finanziario al governo, ma la massa amorfa dei sudditi, ripiegati inerti nel loro intimistico viaggio al termine della notte, senza che mai si intraveda un’alba all’orizzonte lontano, e che a tutto acconsentono ed inerti subiscono. Esistenze consumate in un’attesa indefinita senza una reale prospettiva, aspettando forse il genio della lampada.. il Salvatore di turno.. la vincita alla lotteria.. la “botta di culo”.. che non arriva mai. E senza che alcunché possa smuoverli dal loro torpore comatoso.

B. come burlesque:
 Dalle cene eleganti alle gare di burlesque. È la parabola discendente alla corte di Re Pompetta coi suoi postriboli organizzati del meretricio mascherato, ispirato ai più triti stereotipi dell’immaginario erotico di provincia da anni ’50.

Naturalmente, parliamo dell’uomo che ha fottuto un intero paese (consenziente), mandandolo a puttane. E’ lo stesso Pornocrate che, come preannuncia il pupazzo animato, Angelino Alfano, dovrebbe presentare presto “la più grande novità politica di tutti i tempi”… A 75 anni suonati, difficilmente il Gran Puttaniere di Arcore potrà stupire più di quanto abbia già fatto fino ad ora.
Per il momento il più grande spettacolo dopo il big-bang è ridotto in concreto ai tristissimi spettacolini domestici di burlesque, mutuati dal Drive-In, con eventuale ammucchiata finale a pagamento e una candidatura alle elezioni.
Sulla visione di sconcertante modernità che il vecchio satrapo ha dell’universo femminile non ci sono dubbi:

«Le donne sono di loro natura esibizioniste. Se poi sono donne dello spettacolo, gli piace di montare degli spettacolini e si confrontavano; facevamo delle gare di burlesque… Io non facevo il giudice, ma guardavo molto interessato perché mi divertivo molto e continuo a divertirmi e continuerò a farlo.»

Non ne dubitiamo. A maggior ragione, per profilassi pubblica, di certe “novità” prossime e venture sarebbe opportuno fare a meno..!

C. come Comunione e liberazione:
Per gli estimatori di un Nord portatore di una superiore moralità pubblica, rispetto ad un Sud Italia considerato e disprezzato come familista, arraffone e parassitario, bisogna riconoscere che la Lombardia del Celeste Roberto Formigoni, con le sue armate di faccendieri, sanfedisti in affari, ed il record di consiglieri regionali inquisiti, ci sta regalando momenti davvero epici.
C’è lo scandalo senza eguali della Sanità lombarda, dalla clinica degli orrori al gigantesco crack del S.Raffaele, insieme all’onnipresente Piero Daccò, per non parlare del divino “principio di sussidiarietà” appaltato in esclusiva ai famuli di CL…
E davvero il governatore Formigoni, dopo anni di privazioni monastiche, nel suo coming out tra feste esclusive, gite in barca, abbuffate di aragoste, e vacanze a 7 stelle pagate a sua insaputa, sembra non rendersi conto dell’abnormità della situazione, mentre vecchi amici e sodali e porporati corrono a prendere le distanze, mollando il Celeste al suo destino molto terreno.
Da segnalare l’intervista [QUI] della signora Carla Vites, consorte di Antonio Simone: ennesimo arnese democristiano agli arresti per corruzione e devoto ciellino famoso per le pubbliche preghiere mattutine in ufficio. La signora Vites, indignata per le sorti del devoto consorte, ha avuto modo di esprimere il suo imbarazzo e fastidio mica per le (presunte) ruberie del marito e gli intrallazzi della camarilla ciellina, mica per le vacanze a scrocco ed il vertiginoso giro di soldi, ma per il topless in barca delle figlie del faccendiere Daccò, ignorando che nel nudo non c’è malizia se non in chi lo guarda. Evidentemente, per certe anime pie, scandalizza più una tetta che una tangente!
Non per questo vogliamo dimenticare la saga del clan Bossi, con traffici di diamanti e creste sui soldi della cassa, insieme alla gestione a dir poco allegra delle finanze del partito, le frequentazioni imbarazzanti, e le incursioni in Finmeccanica insieme ai soliti piranhas di Comunione e Lottizzazione.

Ma è tempo di lasciare la parola ai protagonisti della Hit Parade del mese:


01. OTTIMISMO TECNICO

[19 Apr.] «In Italia la fase acuta della crisi è stata superata. Ci sono segnali di miglioramento, che suggeriscono una modesta ripresa a partire dal terzo trimestre di quest’anno.»
  (Vittorio Grilli, l’Allegro Contabile)

02. EGO ME ABSOLVO

[01 Apr.] «C’è gente non scelta da me (Massimo Calearo n.d.r), che non ha mai messo piede in Parlamento o che ha dato vita a comportamenti sui quali ha indagato la magistratura. Da tutti accetto critiche, ma non da chi in questi anni ha cadere governi di centrosinistra con i propri estremismi.»
  (Walter Veltroni, Water l’Africano)

03. MANCO I CANI

[29 Apr.] «Politici equiparati ai cani. A quando l’obbligo di girare con una stella gialla sulla giacca come gli ebrei sotto Hitler»
  (Luca Rodolfo Paolini, il Discriminato)

04. PROBLEMI SOCIALI…

[13 Apr.] «Potrebbe crearsi un problema sociale: si correrebbe il rischio che, per usufruire dell’agevolazione sull’Imu, i giovani, i familiari siano spinti a mettere gli anziani nella casa di riposo»
  (Gianfranco Conte, il Coraggioso)

04.bis …E FALSI PROBLEMI

[13 Apr.] «Non è vero che le fondazioni bancarie non pagano l’Imu, è un falso problema»
  (Gianfranco Conte, l’Equitario)

05. A SUA INSAPUTA

[03 Apr.] «Non sono mai stati spesi i soldi della Lega per ristrutturare casa mia. Denuncerò chiunque sostenga il contrario perché oltretutto non ho ancora finito di pagare le ristrutturazioni e quindi soldi della Lega non sono stati spesi»
  (Umberto Bossi, il Citrullo padano)

06. OMNIA MUNDA MUNDIS

[18 Apr.] «Io sono puro come l’acqua di fonte»
  (Roberto Formigoni, il Celeste)

07. AUSPICIO TECNICO

[27 Apr.] «Il nostro obiettivo è distribuire meglio la protezione su una platea più vasta di lavoratori»
  (Elsa Fornero, l’Auspicante)

08. THE SHOW MUST GO ON

[20 Apr.] «Io e Berlusconi annunceremo la più grossa novità che cambierà il corso della politica»
  (Angelino Alfano, il Ventriloquo)

09. ECONOMIA DOMESTICA

[18 Apr.] «Un partito può benissimo buttare i soldi dalla finestra»
  (Umberto Bossi, il Parsimonioso)

10. ESSI VIVONO

[01Apr.] «Sono emozionato»
  (Mario Monti, il Sentimentale)

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Il Cenacolo delle Streghe

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 8 aprile 2012 by Sendivogius

Tra le varie esibizioni folkloristiche con le quali il fenomeno Lega ci ha abituato in questi lunghi anni, parallelamente alla passione per le lauree farlocche, un capitolo a parte merita la corte dei miracoli convenuta al cenacolo occulto del “Cerchio Magico” bossiano, fatto di apprendisti stregoni, mitologie celtico-pagane, rituali etenisti tra ampolle fluviali ed alambicchi, insieme a tutto quell’armamentario mistico-esoterico di produzione casereccia che si potrebbe definire come stregoneria della padania.
Se l’elemento mitopoietico, intriso di simbologie magiche, sembra non essere mai stato del tutto estraneo ai movimenti di massa incentrati su un’elite chiusa e sull’indiscutibilità del Capo assoluto, riguardo alla teurgia leghista, sarebbe inutile cercare improbabili analogie con le leggende nere del misticismo nazista.
E non è certo il caso di scomodare gli studi di Carlo Ginzburg, per spiegare le pratiche segrete nel clan allargato dei Bossi dove le pagliacciate negromantiche, più che al substrato di credenze popolari della cultura rurale, attingono a pieno titolo all’amoralità congenita di una cricca strapaesana, approdata alle luci dorate di una ribalta fatta di soldi facili ed esercizio spregiudicato del potere. Si tratta di un’enorme live-fiction sull’avidità familistica e la crassa ignoranza di una realtà tribale, che giustamente ricorre alle superstizioni ed ai riti di una cultura pre-moderna, attingendo dal presente solo il gusto pacchiano del parvenu arricchito per l’esibizione della ‘roba’ e del nuovo status acquisito per clientela.
 È chiaro che nella totale anomalia parassitaria di fortune piovute dal cielo, contro ogni presupposto logico e di merito, tra i diretti miracolati sia forte la convinzione che ciò avvenga per una sorta di intercessione soprannaturale… C’è infatti qualcosa di ‘magico’ (di satanico), che sfugge ad ogni interpretazione razionale su come perfette nullità, quali sono coloro che galleggiano in abbondanza nel verde calderone del sabba leghista, possano aver ottenuto così tanto a dispetto del loro infimo livello umano e morale.
Non stupisce dunque il ricorso alla “magia”, che nella cristianissima Bossi’s Family sembra essere ben più di un hobby spregiudicato. E, come tutti sanno, cos’altro è il famoso “cerchio magico” se non un rituale di protezione e di evocazione?!? Nella fattispecie, sembra coincidere con il cordone sanitario costruito attorno al Capo malato, quasi a sigillarne il carisma nella preservazione di un potere esclusivo e tutto personalizzato, sotto la sorveglianza vigile (e interessata) di intraprendenti megere…
C’è Manuela Marrone, la fattucchiera di Gemonio, che nella villa di famiglia sembrerebbe addirittura aver ricavato una sorta di ‘antro della strega’, con centinaia di libri di magia e testi sull’occulto…
C’è il prediletto figliol prodigo, Renzo il Trota, affidato alle cure di Monica Rizzi: la ragioniera della Valcamonica che si crede psicologa, devota a S.Dorotea ed all’Astrologia; che combatte gli avversari a colpi di malocchio. Per la bisogna, si serve del formidabile aiuto della cartomante e sensitiva Adriana Sossi, in contatto medianico con un extraterrestre della galassia di Orion (!!). Per i suoi preziosi servigi, la maga di Orion ha ottenuto un più concreto impiego in regione Lombardia, come responsabile della rassegna stampa. Se non è magia questa…
Poi vabbé! C’è l’onnipresente Rosy Mauro, nel ruolo di demone domestico; soprannominata “Mamma Ebe”, è la santona laica di Casa Bossi. Semi (?) analfabeta, si compra diploma e laurea in Svizzera, per lei e per l’amante, addebitando le spese al partito. La formazione è importante. Si ignora se insieme al Trota abbia usufruito degli sconti comitiva: prendi tre e paghi due. Il terzo beneficiato dalla pioggia di titoli (e non solo) è Piero Moscagiuro, in arte Pier Mosca: cantante di intrattenimento padano, che può vantare tra i suoi successi discografici l’indimenticabile “Cooly Noody” (leggi: ‘culi nudi’). Moscagiuro, poliziotto in aspettativa con licenza di terza media, è ufficiosamente l’amante di Rosi la Nera… Il nostro eroe è invero un uomo coraggiosissimo con propensione all’orrido. E pur tuttavia la relazione (che parrebbe giustamente pagata a peso d’oro) ha dato i suoi frutti, visto che Pier Mosca è stato assunto come assistente personale al Senato della Repubblica, per poter seguire la sua nera e ingombrante metà anche a Roma.
 C’è da chiedersi se non si tratti forse di un rituale di magia sessuale, in bilico tra gli arcani di Kremmerz e Crowley.
Se noi fossimo degli appassionati cultori del complotto globale in salsa luciferiana (e non lo siamo), dovremmo credere che le sorti stesse della Lega, indissolubilmente legate a quelle dei Bossi, siano condizionate da specifiche congiunzioni astrali e precisi influssi magici.
A volerli proprio cercare, i richiami esoterici neanche mancherebbero…
Oltre alla presenza fisica del “cerchio magico”, lo stesso simbolo del fantomatico ‘Sole delle Alpi’ (inesistente nella tradizione celtica) sembra piuttosto stilizzato sulla falsariga del cosiddetto “Sigillo di Salomone”, dal nome del mitico re stregone dell’Antico Testamento.
Si tratta di una delle infinite varianti del Pentacolo di protezione, contenuti nei formulari di alta magia, dedicati in prevalenza alla pratica delle arti nere (Goetia), e conosciuti come Grimoires. Sono trattati di demonologia composti in gran parte tra il ‘500 ed il ‘600, che comprendono raccolte di formule magiche per evocazioni, elenchi delle gerarchie infernali ed angeliche insieme al modo per assicurarsene i servigi, esorcismi di protezione e preparazione di talismani.
Per puro divertissement, abbiamo fatto un giochino; abbiamo sovrapposto il simbolo tanto caro ai ‘padani’ al mistico “sigillo di Salomone”…. E questo è il risultato:
Sempre per gioco, noterete che il simbolo stilizzato della Lega è con i suoi bracci e le sei punte è riadattabile a molti dei sigilli descritti nel famigerato Lemegeton Clavicula Salomonis (conosciuto anche come “Chiave minore di Salomone”), come il cosiddetto Pentacolo di Lilith:
Bisogna anche dire che rientra nell’ambito dei sigilli di protezione ed incantesimi di evocazione angelica, contenuti nella quarta sezione del Lemegeton e che va sotto il nome di “Almadel” il quale, ad onor del vero (per chi crede a ‘sta roba), riporta pratiche di ‘magia bianca’. Non male comunque per chi si erge a paladino della “Cristianità”, brandendo il crocifisso come una clava.
Tuttavia, conoscendo il livello culturale che contraddistingue simili esemplari da sagra, riesce difficile pensare che Lady Bossi ed il resto dello scalcinato cenacolo possa aver mai letto un grimorio. Ammesso che sappiano cosa sia.
Al massimo, le nuove streghe della padania si dilettano in talismani e amuleti portafortuna, tarocchi e oroscopi, passando per la lettura dei fondi di caffé. Sembra quasi di essere in un film di Lino Banfi: Occhio, Malocchio, prezzemolo e finocchio!

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LEGA LADRONA

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , on 6 aprile 2012 by Sendivogius

L’Italia è una repubblica fondata sulla famiglia. La propria.
In questo, Nord e Sud sono davvero uniti, nella greppia, tutti a tavola insieme appassionatamente!
Pensavamo di averle già viste tutte col tesoriere della Margherita, l’abruzzese Luigi Lusi, il predone dei due mondi che si è fregato più di 20 milioni di euro dalle casse del partito (ma la cifra è per difetto) ad insaputa dei vertici ‘margheriti’. Lusi è uno che accumula immobili come fossero vacche; pasteggia a caviale e si fa pesare l’oro del Volga col bilancino, prima di ingozzarsi a sbafo coi soldi altrui… Uno capace di giustificare gli ammanchi, riportando in bilancio quasi 534 mila euro di spesa per “sito internet, assistenza tecnica e manutenzione sistema informatico”, manco fosse il server della NASA.
Ma certo la saga familistica della Lega Ladrona non ha paragoni!
 D’altronde, la Lega ci aveva già regalato pagine esilaranti di psicopatologia collettiva: con le sue mitologie neo-völkisch, elmi cornuti e spadoni di latta; con le sue prove tecniche di nazismo applicato e le sue milizie verde-camiciate; coi suoi ubriachi da bar posti ai vertici delle Istituzioni nazionali e locali; con l’ignoranza abissale dei suoi massimi dirigenti; con la creazione di una sedicente repubblichetta secessionista della cassoeula, ricalcata sui confini dell’infame Repubblica Sociale di Salò…
Naturalmente, con un simile campionario a disposizione, la Lega si è rivelata un’idea di successo, raggrumando milioni di voti tra i bifolchi delle valli alpine, sparsi per gli infiniti Borgo Citrullo della pedemontana e riuniti in adorazione messianica attorno ad Umberto the Boss, il celebroleso di Pontida che volle farsi re e per la bisogna si inventò un suo reame chiamandolo padania.
Coerentemente, ci hanno regalato alcuni dei peggiori politicanti degli ultimi 100 anni, che rabbiosi e famelici sono calati nelle stanze del potere romano, arraffando e mangiando a più non posso, salvo poi sputare nel piatto della grande abbuffata e starnazzare davanti alle tivvù, con quella parlata stopposa di chi sembra ciancicare le parole, facendo i gargarismi con una pallina da ping pong in bocca.
Che la Lega fosse un dominio personale della famiglia Bossi, e gestito come una proprietà privata nelle disponibilità del Capo, lo avevamo capito da un pezzo.
Che fosse un possedimento feudale a trasmissione ereditaria era evidente, con il Trota travestito da delfino e una valanga di soldi pubblici a tenere in piedi l’intera struttura in cartapesta.
Che fosse anche il bankomat di famiglia e funzionasse come una specie di ‘ndrina calabrese, a conduzione paramafiosa, lo sospettavamo… Ma l’ascesa e caduta del clan Bossi, con la sfilata degli esemplari di famigghia, è uno spettacolo degno di un bestiario medioevale!
È la fiera dei freaks, convenuti nel “Cerchio Magico” dei Ladroni padani di lotta e di governo, con al centro l’Umberto assurto al ruolo di scemo del villaggio: il babbeo che si fa riparare il tetto del villone di Gemonio, naturalmente pure lui a sua insaputa; che si fa coglionare dal figlio scemo, piazzato con un posto in regione Lombardia, che gli frega i soldi dalla cassa per comprarsi il macchinone, mentre falsifica il libretto degli esami universitari.
E quella delle lauree finte sembra essere una vera passione per i verdi padão, per questo branco di volgari cialtroni analfabeti, miracolati contro ogni merito…
Umberto Bossi, che ottiene il diploma come perito per corrispondenza, e per anni millanta alla prima moglie di essere medico, uscendo di casa la mattina con tanto di borsa del dottore per meglio sostenere la finzione e sterzare subito verso il primo bar disponibile girando l’angolo.
Poi ci sono i figlioli prodighi alla casa del padre: Roberto Libertà, ormai noto alle cronache come “er Candeggina”. E soprattutto Renzo Bossi, universalmente conosciuto come Il Trota, e finito sulla griglia per le sue bocciature multiple alla maturità… i sospetti sul diploma (e la patente di guida) comprati… fedele ad una intelligenza davvero ‘ittica’. Avviato alla carriera di consigliere regionale, è stato affidato alle cure di Monica Rizzi, meglio nota come “Monica della Valcamonica”, che tanto per non cambiare si spaccia per psicologa senza aver mai conseguito il titolo.
E tra le matriarche di Casa Bossi come dimenticare mammà? Manuela Marrone, il mastino siciliano addetto alla sistemazione della prole. Nonché Rosi Mauro, la badante pugliese a capo del sedicente ‘sindacato padano’ che colleziona più ville in Sardegna che iscritti.
Una piccola parentesi a parte meritano invece i tesorieri della Lega…
Francesco Belsito, il tesoriere della Lega, ex autista ed ex buttafuori nei locali notturni della riviera ligure, con due lauree farlocche comprate on line a Malta, e in virtù di simili competenze piazzato come vice-presidente di FINCANTIERI che infatti oggi rischia il collasso.
Francesco Belsito è il successore dell’incredibile Maurizio Balocchi, già esperto in acquisizioni di appartamenti Enasarco a canone agevolato a Roma e nell’assunzione clientelare dei famigli alla Presidenza del Consiglio e nella Corte dei Conti. Infatti, la Capitale è dai leghisti disprezzatissima a parole, ma amatissima per i privilegi. Della serie, hic manebimus optime.
Soprattutto, Maurizio Balocchi ha fatto parte del CdA della Credieuronord, la banca della Lega, chiusa per fallimento nel 2006 [QUI] dopo aver dilapidato i risparmi investiti da migliaia di minchioni padani, con la fronte troppo cotta dal Sole delle Alpi. Ma, già nel 2001, Balocchi era  rimasto scottato dal mega-crack (10 miliardi di lire) per realizzazione di un villaggio vacanze in Croazia, pomposamente chiamato “Il Paradiso di Bossi” e rivelatosi un inferno per gli sprovveduti investitori.
D’altra parte, Balocchi era a sua volta succeduto ad Alessandro Patelli che in piena tangentopoli, mentre i leghisti agitano i cappi in Parlamento, si fa pagare una mazzetta da 200 milioni di vecchie lire nell’ambito del maxi-scandalo ENIMONT.
La cosa incredibile è che questa montagna di letame con velleità secessioniste è andata accumulandosi per oltre venti anni, prima di franare addosso a queste fameliche macchiette in affari, travestiti da guerrieri celti.
Di certo (non) ci mancheranno.

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L’Ospizio

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , on 14 ottobre 2011 by Sendivogius

12 Sbadigli in 18 Minuti. Tanto è durato il discorsetto dell’altro fenomeno da ospizio e tale è stata l’accoglienza del suo fedele compagno di merende padane, reduce dalle scampagnate secessioniste di Pontida. Più eloquente di qualsiasi commento, più memorabile di qualunque parola. A questo è ridotta l’Italia e tale è il suo ectoplasmatico governo geriatrico, tra pannoloni e parrucchini, pitali e pompette, fondotinta e festini. Lo specchio di un Paese per Vecchi, fatto di vecchi. Inesorabilmente finito.
Ma lo avete visto l’agonizzante lumbard?!? Ci mancava solo che gli colasse il filo di bava dalla bocca semispalancata, incapace di articolare la mascella pendula! Si raspa… ciondola… sbadiglia… mentre l’altro citrullo pitturato, incipriato come un aristocratico da ancien regime prima della ghigliottina, gli allunga qualche carezza sul muso, come si fa col nonno un po’ tocco, o più spesso con l’ubbidiente cane da compagnia accucciato ai piedi del padrone. Pronto a votargli tutto, pur di piazzare la prole: Trota, Eridanio, e Libertà… La santissima Trinità di mammà Manuela e del nepotismo siculo-padano in salsa leghista.
Buonanotte Italia.

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LEGA-LI

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , on 18 settembre 2011 by Sendivogius

Superato il naturale disgusto per questi grassi trogloditi del razzismo padano, è penosamente istruttivo seguire le deprimenti sagre paesane dell’etnonazionalismo leghista coi suoi revival völkisch, dai battesimi pagani di riccioluti bimbi ario-padani con ampolle fluviali ai colifecali.
Oramai, è persino inutile discettare sull’ossimoro istituzionale di un partito-stato di matrice neo-nazista (ma dall’ossatura leninista) che invoca apertamente la secessione e milizie in armi, ma che da oltre una decade occupa stabilmente le stanze del potere, coi flaccidi sederoni dei suoi Oberführer da strapazzo pervicacemente incollati alle poltrone di governo, pronti a grufolare in tutte le greppie disponibili dei pubblici appalti.
È parossistico ascoltare le intemerate di tre ministri della Repubblica italiana, che discettano di Padania e guerre secessioniste; che considerano l’esposizione della bandiera nazionale, nel 150° dell’Unificazione, come una intollerabile “provocazione”. Si tratta di membri (nel senso più anatomico del termine) di governo che parlano di “perdita di democrazia”, ben protetti però da cordoni di polizia e carabinieri (italiani) che manganellano a sangue e chiedono i documenti a chi osa esporre il tricolore e tutelare la coscienza civica nazionale. Evidentemente, la sbirraglia fascistizzata (diretta dal leghista Maroni agli Interni) trova molti più elementi di contiguità coi nazisti della “padania”, piuttosto che con l’Italia democratica.
È persino imbarazzante assistere all’involuzione nepotista del clan Bossi-Marone, che considera il partito alla stregua di una proprietà personale (roba di famiglia), da trasmettere in eredità ai rampolli della casata in successione dinastica, come nella peggior tradizione del più becero familismo di impronta meridionale.
È patetico il declino fisico e mentale dell’Umberto senex, sempre più rincitrullito e sempre più moscio, che ormai si esprime solo con pernacchie e grugniti incomprensibili, ostentando ditini medi alzati al cielo e pugnetti spastici menati al vento. L’uomo del Nord, che odia i “terroni” e che predica la secessione dal Sud, è in realtà ridotto a docile strumento nelle mani intriganti di due matrone borboniche: la siciliana Manuela Marone, moglie e matriarca preoccupata di sistemare la numerosa prole (alla faccia della meritocrazia!); Rosi Mauro, la badante pugliese che accudisce il vecchio polmone.
Parliamo di un vegliardo cerebroleso che condivide con l’altro suo degno e plastificato didimo di governo, insieme alle disastrose scelte politiche, le medesime cadute nel cesso di casa e le stesse considerazioni sul Paese che inesorabilmente stanno conducendo allo sfascio… “L’Italia attuale è uno schifo” gorgheggia l’impavido senatùr, attorniato da una platea di casi umani sfuggiti ai centri di igiene mentale; “L’Italia è un paese di merda” aveva già delirato il pornomane che, tra orge e ruberie, la governa a tempo perso.
Con ogni evidenza, a nessuno dei due è passato per le loro menti bacate il fatto che entrambi governino il paese in questione da quasi dieci anni ininterrotti. E dunque, se l’Italia fa schifo, molto hanno contribuito nel renderla tale. Se di “paese di merda” si tratta, quanto meno è una condizione che molto riflette la loro impronta e la loro immagine, nel fondamentale apporto all’azione di governo.
Forse è un problema di stimoli… Sarebbe ora di tirare lo sciacquone e aprire le finestre, facendo cambiare l’aria!

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L’Adunanza barbarica

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , on 18 giugno 2011 by Sendivogius

Avviso per i possibili lettori: questo post è assolutamente INUTILE.
‘Inutile’ come gli streptococchi agitati in ampolla, insieme ai colifecali da fiume inquinato.
‘Inutile’ come le monetine farlocche da “5 leghe”.
‘Inutile’ come gli elmi cornuti e le barbe pittate di verde, con tutto il campionario umano di contorno.
‘Inutile’ come i gorgoglii gutturali di certi arnesi politici a carico pubblico, allegramente al pascolo nella greppia romana.
‘Inutile’ come le cravatte di uno Speroni o i bermuda di un Calderoli.
‘Inutile’ come il lardo di un Borghezio.
E davvero non vale la pena spendere altre parole né tempo nel commentare certi raduni padani nei sacri pratoni di Pontida, coi suoi rituali celtico-pecorecci da sagra strapaesana, con le mitologie mistico-bottegare da Bertoldino alle crociate, con le pochade in costume medioevale e spadone di cartone con tanto di giuramento, le belle tose e il celodurismo nelle prostatiche visioni di flaccidi membri septuagenari. È quasi superfluo aggiungere commenti ai vagiti secessionisti, coi loro deliri razziali e proposte da Gestapo, frettolosamente liquidati come “folklore”.
Lasciateci tuttavia dire che è desolante constatare come un intero Paese, nel gorgo impetuoso degli enormi problemi della complessità globale, sia trasfigurato nelle dimensioni miserrime del raduno leghista di Pontida, elevato a evento dell’anno e circonfuso da una sorta di attesa mistico-messianica per le sorti nazionali. Lasciateci constatare che, se i maggiori organi di informazione, insieme ad un intero sistema politico, si riducono a interpretare le pernacchie, i “pollice verso”, e i gestacci dentro la macchina di un povero cerebroleso lumbard, con la sua badante pugliese, per capire la tenuta di un governo… allora vuol dire che siamo messi molto peggio di quanto non si abbia il coraggio di ammettere. È giunto davvero il tempo di voltare pagina. E tirare l’acqua al cesso!

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Un nano in fuga

Posted in A volte ritornano with tags , , , , on 30 maggio 2011 by Sendivogius

Se mi vuoi bene, scrivi il mio nome sulla scheda elettorale
Silvio Berlusconi – (10/05/2011)

Ma che sberla colossale! E adesso chi glielo spiega al piccolo führer brianzolo, trincerato nel suo bunker, afflitto da una evidente carenza affettiva?!?
Il popolo non lo ama più. I kommunisti dilagano ovunque. Persino la fortezza di Arcore si è consegnata all’orso bolscevico. E già i cosacchi dell’Armata rossa pascolano i loro cavalli nei giardini della reggia imperiale.
Col coraggio che lo contraddistingue, è un pornonano in fuga. Per il momento è scappato in Romania (neanche fosse Ceauşescu!) in attesa di ottenere asilo politico nelle Russie dell’amico Putin e del compagno Lukashenko.
Come quei vecchi libidinosi dai trascorsi opachi, che quando non adescano ragazzine minorenni, non fanno che ripetere in continuazione le stesse cose, persi nel delirio delle loro ossessioni, ci aveva ammorbato per tutta la campagna elettorale col “pericolo rosso” e ora si ritrova col nemico alle porte… Di casa. È panico generale tra la servitù domestica, che rischia seriamente di rimanere disoccupata in vista dell’imminente licenziamento. E le conseguenze non si faranno attendere neanche per quell’altro cerebroleso secessionista, coi suoi energumeni in camicia verde.
Bossi e Berlusconi, due avanzi da ospizio sul viale del tramonto nel paese delle meraviglie: rappresentazione ideale delle loro fantasie senili, ma lontanissima dai problemi dell’Italia reale. E presto dovranno pure fronteggiare la resa dei conti, tutta interna alla loro corte, sopravvivere alla notte dei lunghi coltelli, e alla defezione dei pretoriani che già affilano i pugnali mentre si preparano all’incombente deflagrazione che precede la dissoluzione.
Non c’è trippa per gatti né per “grilli”.
Dimostrazione pratica che la ‘Sinistra’, quando smette di rincorrere il fantomatico centro, vince!

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