Archivio per Tecnocrati

(42) Cazzata o Stronzata

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 28 agosto 2012 by Sendivogius

Classifica AGOSTO 2012″

Dopo aver ghermito senza tregua le vittime sacrificali della tirannide finanziaria, gli avvoltoi del rigore adesso paventano la creazione di un nuovo muro di Berlino tra il Nord ed il Sud dell’Europa, con un ricostituito Quarto Reich arrogantemente über alles.
Più prosaicamente, questa nuova linea di demarcazione potrebbe essere chiamata la ‘Linea del Bidet’, a sottolineare la sostanziale differenza che contraddistingue le civiltà latino-mediterranee dai barbari del Nord che ignorano l’uso del fondamentale strumento di igiene intima, ma invocano la costituzione di comitati di salute pubblica che vigilino sulla profilassi contabile altrui.
Più in basso, alle nostre latitudini, virando sull’esposizione impudica di altre ‘vergogne’, tra i surgelati meccanici di banca al governo, ci si compiace invece delle pagelline di incoraggiamento delle agenzie del rating organizzato, mentre lo spread rimane inchiodato a 430 punti ed il Paese reale marcisce nella morsa della stagflazione, a dispetto della vulgata monetarista. In pratica, è come se i nazisti ci facessero i complimenti per il rispetto dei diritti umani. E la ritrovata euforia (però “composta”) dei nostri tecno-robot governativi, che proprio non vogliono saperne di una qualsiasi legittimazione democratica e (peggio ancora!) elettiva, si traduce in un profluvio di dichiarazioni e promesse e rilanci da parte di chi, evidentemente, pensa di perpetrare l’eccezione teconocratica per un altro lustro e più, nel vuoto della propria attività auto-promozionale.
In un tempo lontano, quando i rituali oscuri e curiali del potere democristiano dominavano la penisola, Agosto era un mese consacrato al riposo. E soprattutto al silenzio!
Oggi, nell’Era dei Tecnici e della “sobrietà” ritrovata, l’inconsistenza del tecnocrate accademico prestato alla politica sembra commisurabile al rumore della sua inutilità declamatoria, confermando un vecchio adagio popolaresco: culo avvezzo al peto, non può restare cheto.
Ed in effetti la seduta plenaria nel gabinetto dei ministri si è sciolta in una scarica di stronzate, con pochi eguali nel pozzo nero della storia recente..! È una sorta di lancia e raddoppia, tra chi la spara più grossa, nell’universale gara dei peti con i campioni uscenti della politica per professione.
Tra gli efficaci provvedimenti in cantiere, dopo aver fatto schizzare la benzina sopra i due euro al litro a colpi di accise e massacrato i ceti medio-bassi, determinando il tracollo dei consumi interni, il Governo dell’Eterna Quaresima, conformemente alla sua ispirazione conventuale, diventa governo etico della nazione, preoccupandosi della dieta dei suoi sudditi ed introducendo la fondamentale tassa sulle bibite gassate per preservare la salute dei cittadini. Di converso, l’Esecutivo si mobilita in massa per garantire la pretesa dell’Ilva di continuare ad avvelenare tutta Taranto e dintorni. Blocca gli incentivi sulle fonti di energia pulita (eolico e solare) per preservare gli utili delle vecchie centrali a carbone, ma studia l’introduzione di una nuova imposta sui “veicoli inquinanti”, ovvero sulle vecchie auto dei poveri diavoli che non possono permettersi (o non vogliono) il SUV marziano ultimo modello. E, come sempre, lo fa “per il bene degli italiani”; e naturalmente perché “ce lo chiede l’Europa”. In fondo, si tratta di un atto d’amore. Esattamente come lo stupro.
Tuttavia, dalle parti della Politica & Affini, attualmente in coma profondo, le cose non vanno affatto meglio…
C’è il PDL, in restyling pubblicitario per il prossimo tagliando elettorale e fresco come una merda riverniciata. L’amabile definizione è di Alessandra Daniele [QUI].
C’è il PD, che ogni tanto squittisce qualcosa dal fondo del buco in cui s’è cacciato. Inutile pretendere qualcosa dall’esausto Partitone, che con la vittoria elettorale in tasca ha rinunciato a governare per mero atto di vigliaccheria. Ma la sua dirigenza preferisce derubricare l’infamia ad “atto di generosità”. La parabola terminale del partito bestemmia ricorda la favola della Rana e lo Scorpione: la natura classista-liberista di Monti e dei suoi replicanti non potrebbe essere diversa, inutile farsi illusioni; resta incomprensibile l’ingenuità suicida, con la quale il PD continua a portare l’ingombrante ospite sul groppone. Nel frattempo, il Partitone è riuscito a perdere l’IdV di Di Pietro alla sua destra (e poco male!) e la SEL di Vendola alla sua sinistra. In compenso può contare sull’abbraccio mortifero dell’UdC, almeno fino alla prossima marchetta.
C’è poi l’iper-attivismo istituzionale del presidente Giorgio Napolitano: fuori tempo massimo e costituzionalmente border-line. Quello che prima firma i tagli col machete della Revisione di Spesa, eppoi si raccomanda a Montinator, invocando moderazione nei massacri.
C’è la guerra delle prime donne della carta stampata, coi media embedded, che oramai si scambiano editoriali di fuoco tra di loro; tutti rigorosamente auto-referenziali, battibbeccano tra direttori per stabilire chi è il più minchione del cartame, tra la noia crescente dei lettori paganti.
E soprattutto c’è la riscrittura della nuova legge elettorale… In pratica, dopo aver discettato per anni sul modello francese con proporzionale alla tedesca, consumato alla spagnola, con supercazzola semplice, il nostro Parlamento a libertà vigilata sta alfine optando per il modello greco: quello del nessuna maggioranza e massima instabilità, con due elezioni in un mese per addivenire alla grande ammucchiata.
Si apran le tombe, si levino i morti! Tra zombie e fragori intestinali, a suon di vaffanculo, fortuna che c’è Beppe Grillo!
Utile come un herpes vaginale, simpatico come un rutto ad un funerale, è più stimolante di un lassativo. Ennesima variante fascistoide di quel peto del Nord, che qualcuno avvezzo all’olezzo scambiò per “Vento”, ha la freschezza di un’oloturia sospinta dalle risacche della bile popolare sui lidi delle occasioni perdute nell’autunno del nostro scontento. È il degno condimento ai due paguri pedemontani, nel gran bollito italiano. Si agita e strepita, posseduto dallo spirito del Casaleggio. Vorrebbe essere l’anti-casta, ma è solo un’emorroide di sistema.

  Hit Parade del mese:

01. SOLO 2,45 EURO PER UN LITRO

[24 Agosto.] «L’aumento del prezzo della benzina è stato nettamente inferiore all’aumento del prodotto sui mercati internazionali»
(Corrado Passera, il Distopico)

02. AMLETICI DUBBI

[01 Agosto] «Mi chiedo se tutte queste critiche non derivino anche dal fatto di essere un ministro donna.»
(Elsa Fornero, diversamente stronza?)

03. SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO

[19 Agosto] «Un anno fa stavamo peggio ma non ce ne rendevamo conto»
(Mario Monti, l’Irrecuperabile)

04. LA MINESTRA RISCALDATA

[22 Agosto] «In consiglio dei Ministri, chiederò al governo di abbassare le tasse sul lavoro a parità di gettito (…) Questa dovrebbe essere la prima aspirazione, dopo aver fatto la riforma del mercato del lavoro, di un ministro del Lavoro e quindi io mi assumo la responsabilità.»
(Elsa Fornero, Ministra deresponsabilizzata)

05. MANCA SOLO LA TASSA SULL’ARIA

[12 Agosto] «La riduzione del carico fiscale è una nostra priorità. Per ora ci siamo concentrati sull’evitare l’aumento dell’Iva. Non vogliamo illudere nessuno con promesse sulla tempistica che ora non siamo in grado di fare, ma appena si creerà uno spazio ridurremo anche le altre imposte»
(Vittorio Grilli, il Caro Estinto)

06. HO VISTO LA LUCE!

[20 Agosto] «Sì, la vedo l’uscita dalla crisi»
(Corrado Passera, l’Illuminato)

07. QUANDO MORIRETE…

[23 Agosto] «Nel 2013 saremo fuori dalla recessione»
(Vittorio Grilli, il Necroforo)

08. AL TEMPO!

[27 Agosto] «Proporrò un crono-programma per gli adempimenti»
(Filippo Patroni Griffi, il Tempista)

09. L’ORRORE… L’ORRORE…

[14 Agosto] «Il futuro dell’Italia è una coalizione tra una grande area riformista e un’area moderata, credibile e autorevole, in cui c’è Casini ma c’è anche molto di più. (…) L’area moderata deve riuscire a superare la fase dell’individualismo, del personalismo, del solipsismo, per dare vita a una grande ricomposizione che si allei, prima del voto, con l’area riformista in cui c’è il Pd per governare domani l’Italia. Ma che lo faccia per scelta»
(Giuseppe Fioroni, Cuore di Tenebra)

10. IL BENGODI DELLE DUE SICILIE

[13 Agosto] «Gli ultimi dati dell’Unione delle Camere di Commercio mostrano che tra le nuove aziende la più alta percentuale è meridionale, il 31%. Non solo: le nuove aziende create da giovani con meno di 35 anni sono in grandissima parte meridionali. Se si fa una classifica delle province in cui nasce il maggior numero di aziende a opera di giovani, i primi posti vedono province meridionali. Al primo posto c’è Enna. Per aziende che nascono a opera di donne la classifica vede ai primi posti solo città meridionali. È vero che questo succede perché non avendo alternative, non avendo possibilità di trovare lavoro, i giovani, le donne del Sud, se lo creano, ma è vero anche che la capacità dei giovani meridionali di creare economia in maniera innovativa è notevole»
(Pino Aprile, il Connestabile di Borbone)

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LA FARAONA

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 14 marzo 2012 by Sendivogius

Solo un paese intrinsecamente reazionario come l’Italia poteva passare dal fascismo populista dell’oclocrazia berlusconiana al direttorio tecnocratico di una destra elitaria da fine ‘800, con la benedizione di un ex comunista alla Presidenza della Repubblica e l’avvallo incondizionato dei principali partiti della (ex) opposizione: dai dorotei della UDC, a quello zombie in decomposizione chiamato PD… Sulla perniciosa inutilità del partito bestemmia è inutile infierire ancora, poiché l’operazione rasenterebbe la necrofilia, con vilipendio di cadavere. Di questo non-morto politico in passato avevamo già abbozzato una diagnosi terminale [QUI]; bisogna dire che col tempo la prognosi si è ulteriormente aggravata. Aggiungiamo che la dipartita di questo ibrido senza identità sarebbe la naturale conclusione di una imbarazzante agonia.

D’altro lato, come in un ingiallito album di figurine d’antan, l’esecutivo Monti non si fa mancare nulla: banchieri, ammiragli, arcigni funzionari di polizia, un’agguerrita delegazione di baroni accademici, qualche arnese clericale e una folta rappresentanza di blasonati aristocratici dal sangue blu. Definirlo governo di “classe” è quasi un eufemismo e nella sua evidenza farebbe impallidire anche il più irriducibile dei marxisti.
Eppur tuttavia, le compassate cariatidi che affiancano il prof. Monti nella sua neo-giunta di salvezza nazionale sono in realtà figure opache, sostanzialmente irrilevanti. Oltre i temi economici, le iniziative dei singoli dicasteri sono praticamente inesistenti. E, nei fatti, il Governissimo sembra non andare oltre la soglia delle istituzioni bancarie e dei grandi interessi privati che apertamente rappresenta. La sua azione consiste nello svolgere diligentemente i compitini dettati dalle tecno-oligarchie di Strasburgo; proseguire come un rullo compressore nella demolizione delle politiche sociali, in atto da almeno trenta anni; correre ad incassare i complimenti degli euro-burocrati. Le eventuali voci critiche vanno ammutolite con lo spettro dell’apocalisse economica, opportunamente evocato e pompato da una stampa sostanzialmente omologata. Quando ciò non basta, il nuovo ‘messia’ può sempre fornire il calamaio alla penna giusta e, in alternanza con l’altro golden boy della finanza globalizzata prestato alla BCE, dettare il prossimo editoriale ai redattori del WSJ.
Parliamo naturalmente del ‘Wall Street Journal’:

«…ovvero TWMIP, “the world’s most important pubblication”, come si autodefinisce, beatamente ignaro di quanto sconosciuto questo allegro quotidiano neofascista sia alla maggioranza degli americani, per tacere degli svariati miliardi di persone che vivono nelle tenebre dove i bagliori sulfurei del giornalino di Wall Street non sono che vapori acquitrinosi dalle più remote marche del folle impero

Gore Vidal: “I nuovi teocrati”; pubblicato su The Nation il 21/07/1997.

Lungi dall’essere una struttura collegiale, il Governo Monti agisce però in splendida solitudine, con l’eccezione dell’intraprendente ministro Elsa Fornero: la spocchiosa professorina sabauda che pensa di “rieducare” il popolino dai suo vizi, per ricondurlo all’ortodossia dei mercati (finanziari).
Come il professorone, esperto in aumento dell’IVA e delle accise sui carburanti, abbia scoperto questo inquietante incrocio tra la Fata Turchina e Mary Poppins con l’elmetto resta un mistero. Si ha l’impressione di trovarsi dinanzi a personaggi surreali, usciti da un film di fantascienza degli anni ’50… o da una sessione di esami universitari… con la ministra che dispensa pagelline di merito, bacchetta gli alunni indisciplinati, e non ammette repliche ai suoi piani di battaglia. Più che un direttivo tecnico, sembra una giunta militare.
Impersonali, ingessati, ieratici, i ministri tecnici assomigliano ad una cucciolata aliena, particolarmente stagionata, da “invasione degli ultracorpi”. Conducono le trattative con le aborrite ‘parti sociali’, sfoggiando la stessa grazia diplomatica di un Klaatu in “Ultimatum alla Terra”.
 La trattativa sulla riforma del lavoro va chiusa in fretta, non oltre il 23 Marzo.
È già partito il countdown. Così Marione potrà bullarsi del risultato nella prossima trasferta asiatica.
 O mangiate questa minestra o saltate dalla finestra.
Evidentemente, la Fornero è convinta di parlare ancora dalla cattedra al ricevimento studenti.

«Noi proponiamo qualcosa e mi sono impegnata a che le risorse non vengano tolte dall’assistenza. Mi sembra che questo sia un buon impegno. Anzi avrei voluto sentire anche una piccola parola di apprezzamento per questo impegno, che vuol dire non togliere, non sottrarre risorse all’assistenza. Mi sembra una buona cosa. Ma non ho sentito neanche mezza parola di apprezzamento»

La ministra non spiega dove reperirà i fondi, per finanziare la riforma. Da pessima economista, si guarda bene dal fornire la copertura fiscale. Ma diamine! Ha dato la sua parola e mica vorrete metterla in dubbio?!? Firmate il contratto in bianco. E arriverà una paccata di soldi. Quanti e come non è dato saperlo. Un po’ come è avvenuto con la riforma delle pensioni: i risparmi dovevano servire a sostenere l’occupazione giovanile e consolidare la “solidarietà generazionale” (era da egoisti opporsi!)… Poi però i soldi sono andati a rifinanziare il fondo salva-banca e il pagamento degli interessi, alla faccia delle promesse originarie!
Ma la professoressa Fornero lamenta:

non ho sentito neanche una mezza parola di apprezzamento

Ehm.. signora Ministro?!?
Con licenza parlando….
Ma VAFFANCULO!!!

Per chi ha amato le serie animate dei robottoni giapponesi, questo artificiale ‘governo dei tecnici’ ricorda vagamente i Meganoidi [QUI] del mitico Daitarn 3.
In particolare, la strana coppia Monti-Fornero presenta inquietanti analogie con i due principali cattivoni della serie: Koros e Don Zauker.
 Koros, il glaciale comandante supremo dei meganoidi, che interpreta il volere dell’incomprensibile Don Zaucker e agisce per suo tramite.
Elsa Fornero, il ministro zelante che ci mette la faccia e porta avanti i piani segreti dell’imperscrutabile robo-Monti.
O, forse, più funzionale alla dimensione cibernetica del nuovo ministro allo smantellamento sociale, che rischia di far rimpiangere persino il suo predecessore Maurizio Sacconi e che è riuscito a stizzire persino il Gatto e la Volpe dei due sindacati gialli, è la figura del faraone. Per l’esattezza, la FARAONA.

«Ma io indurirò il cuore del faraone e moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nel paese d’Egitto. Il faraone non vi ascolterà e io porrò la mano contro l’Egitto e farò così uscire dal paese d’Egitto le mie schiere, il mio popolo degli Israeliti, con l’intervento di grandi castighi. Allora gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando stenderò la mano contro l’Egitto e farò uscire di mezzo a loro gli Israeliti!»

  Esodo 7,4-5

E il Faraone, com’è noto, dovette piegare la sua intransigenza a più miti consigli, dopo lo scatenamento delle bibliche “dieci piaghe”.
Bisogna dire che, per una compagine governativa che ha in orrore e demonizza le tensioni sociali, il risultato di certe iniziative sembra abbastanza scontato…

 «Il popolo italiano non è ancora un branco di schiavi, non è materia morta. Ma non è neppure un popolo uso a libertà e di libertà geloso. Non è l’asino paziente, ma non è il leone incatenato. La rivolta non sarà morale. Sarà lo scoppio di un generale malcontento egoistico, di un’esasperazione di ventri vuoti.»

  Camillo Berneri
  (1929)

Fedelmente al nuovo corso liberale, dobbiamo attenderci le cannonate di un prossimo Bava Beccaris?

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Disturbi tecnici

Posted in Business is Business, Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 7 febbraio 2012 by Sendivogius

È rassicurante ascoltare gli ukase del direttorio tecnocratico che, con la scusa della crisi e del “ce lo chiede l’Europa”, ha stabilito una sorta di reggenza geriatrica sull’Italia: la finta malata d’Europa affidata ai ‘medici della peste’ (finanziaria) e trasformata in cavia sperimentale, per l’elaborazione di futuri modelli neo-oligarchici di democrazia a rappresentatività limitata.
È commovente vedere un governo di septuagenari disquisire così appassionatamente di centralità dei Gggiovani e di flessibilità occupazionale da parte di un’elite di privilegiati che sembra uscita direttamente da un cda bancario e agisce per conto-terzi, indossando sopra il gessato padronale la tunica immacolata dei ‘redentori’.
A sentire le gorgoni di ghiaccio che accompagnano il robotico prof. Monti, giunto a salvare le banche dall’insolvenza impegnando il culo degli altri, sembra che il più grande problema di questo Paese sia non la disoccupazione dilagante, ma i lavoratori con impiego garantito. Il rilancio dell’occupazione passa infatti attraverso la libertà di licenziamento; la lotta al lavoro para-subordinato scaturisce dalla cancellazione di quelle garanzie occupazionali, che tutelano il lavoratore dalla ricattabilità contrattuale e dagli abusi di una precarietà diffusa. Si capisce bene che a fronte di 230.000 nuovi disoccupati preventivati per il 2012, la priorità è estendere i licenziamenti e restringere le indennità.
Oggi il bersaglio privilegiato delle invettive governative è il famigerato Art.18, ma il vero obiettivo è l’eliminazione di tutto il pacchetto attraverso l’abrogazione dell’intero ‘Statuto dei Lavoratori’. In nome della “modernità”, s’intende! E del “riformismo” che la sottende.
Si tratta di un’operazione di marketing strategico, basata sulla reiterazione concentrica di messaggi provocatori ma destabilizzanti se ripetuti con determinazione. Per certi versi, ricorda le tecniche del False-flag, applicate all’ambito socio-economico nel nome di interessi che, lungi dall’essere universali, sono particolarissimi…
Mario Monti lancia la granata a frammentazione oltre la trincea del lavoro e dei diritti, guidando l’assalto del padronato ringalluzzito come non mai. Il resto del governo con le due ministre pasdaran apre il fuoco di copertura, aspettando che giungano i rinforzi dagli ascari presenti nei partiti e nei sindacati gialli, a consolidare la breccia nel corpo sociale col supporto dei media embedded.
D’altronde, questo è un Governo all’insegna dell’eccellenza e composto da intelligenze geniali. Non per niente, tra la ventina scarsa di docenti universitari in Italia diventati titolari di cattedra prima dei 32 anni di età, abbiamo il rampante Michel Martone (un figlio d’arte) e la figliola prodigio dell’inflessibile ministra Elsa Fornero. Per nulla annoiata dalla “monotonia del posto fisso” (meglio se pubblico) e conquistata dalle sue “facili illusioni”, come tutti ormai sanno, la brillante Silvia Deaglio è professoressa a Torino nella stessa università del papi economista e mammà Elsa, inseparabili in facoltà. La giovane oncologa deve costituire un caso veramente aggravato di mammismo acuto, tanto da ottenere nel 2010 un ulteriore posto fisso nella ‘Human Gentics Foundation’, finanziata e sponsorizzata dalla Compagnia San Paolo di cui mamma Elsa è stata vice-presidente. La fondazione HuGeF è altresì una creatura organica al gruppo BancaIntesa del ministro Corrado Passera, e cofinanziata dal Politecnico di Torino del quale il ministro Francesco Profumo è stato rettore. È un caso che da quando la dottoressa Deaglio è diventata responsabile per la ricerca della Fondazione, siano piovuti finanziamenti a pioggia per i progetti affidati alla promettente ricercatrice. Cuore di mamma!
Evidentemente, deve avere ragione il ministro Anna Maria Cancellieri, quando sostiene che:

Gli italiani sono fermi, come struttura mentale, al posto fisso, nella stessa città e magari accanto a mamma e papà, ma occorre fare un salto culturale

Ma una funzionaria prefettizia, con un posto fisso nel pubblico impiego e rigorosamente a tempo indeterminato, andata in pensione con il vecchio sistema retributivo, con una laurea in Scienze politiche conseguita dopo i 28 anni (ma con la metà degli esami rispetto ad un neo-laureato di oggi) e quindi tecnicamente una “sfigata”, richiamata dal suo dorato ritiro per fare il Ministro degli Interni, non dovrebbe occuparsi unicamente di pubblica sicurezza e politiche interne?!?
Non si capisce dunque perché la ministra tecnica, già prefetto, parli allora di lavoro e dinamiche occupazionali.
 Comunque, in quanto a flessibilità e “salti culturali”, questa specie di caricatura di Jimmy il Fenomeno deve essere una vera esperta… Infatti, in virtù della sua elasticissima “struttura mentale”, è stata impiegata per la durata di soli 23 anni consecutivi come capoufficio stampa della Prefettura di Milano, ancor prima di conseguire la laurea. Prima ancora però, the iron lady Cancellieri ha dovuto confrontarsi col duro mondo del lavoro, affrontando il dramma dell’instabilità occupazionale. Infatti a 19 anni, freschissima di diploma, entra subito a lavorare per la Presidenza del Consiglio, occupandosi di questioni relative alla diffusione della cultura in Italia.
È talmente brava che rimane congelata in sonno criogenico a Milano fino al 1993, quando alla fresca età di 50 anni comincia la sua ascesa come prefetto e commissario straordinario, in giro per l’Italia con appartamento di servizio, macchina con autista, e indennità varie di missione. Cose che solitamente ai forzati del lavoro pendolare sono negate.
D’altra parte, mamma Cancellieri, quando discetta di “flessibilità” e “precarietà”, sa bene di cosa parla. Suo figlio, Piergiorgio Peluso, con i suoi 500.000 euro annui di stipendio, nel Giugno 2011 è diventato direttore generale del Gruppo FONSAI, la Fondiaria della famiglia Ligresti: fulgido esempio di solidità finanziaria e gestione cristallina, attualmente sull’orlo del fallimento ed in disperata ricapitalizzazione.
Evidentemente, quando si parla di mobilità e lavoro, i nostri ministri tecnici sono convinti che tutti siano multi-lingue, con una dozzina di lauree nel cassetto, una buona cerchia di amici che contano, e svariate decine di migliaia di euro come stipendio mensile. Altre opzioni non sono contemplate e certo tutti gli altri devono adattarsi.
Del resto, lo sapevano bene anche i tedeschi che non per niente sono maestri in organizzazione e gestione produttiva delle maestranze, nel massimo risparmio attraverso la contrazione dei costi. A tal proposito, la storia germanica ci fornisce i modelli migliori per il ricollocamento ottimale della manodopera in eccesso, scarsamente specializzata o semplicemente troppo stagionata per le sacre esigenze del “mercato”…

Certamente noi non vogliamo mettere in discussione le capacità professionali del super manager di mamma. Immancabile laurea alla Bocconi, con master in corporate finance alla “London School of Economics”, Piergiorgio si è fatto le ossa come revisore contabile alla “Andersen”, entrando successivamente in Mediobanca senza mai uscirne, passando per le varie partecipate che gravitano nella galassia del Gruppo: GeminaCapitalia… e soprattutto UNICREDIT, occupandosi in prevalenza del Corporate & Investment Banking.
Sono noti gli strepitosi successi conseguiti dall’ex banca di Profumo, nell’ambito della politica di investimenti internazionali.
C’è da chiedersi, dopo lo smantellamento delle tutele del lavoro dipendente, a quali banche verranno affidate (e regalate) le nuove dismissioni immobiliari previste dal Governo Monti…

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