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UR-FASCISMO

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , , , , , on 3 marzo 2013 by Sendivogius

A giudicare dalla caratura di certi attori politici e dalle inclinazioni del pubblico in fatto di scelte, alle volte si ha la netta sensazione di avere a che fare con scimmie ubriache alle quali sia stata data una pistola carica, brandita con la gaia incoscienza di chi evidentemente si reputa assolto da ogni responsabilità.
Gli strumenti istituzionali sono una cosa seria e andrebbero maneggiati con cura…
Siamo davvero sicuri che la Democrazia sia così solida e radicata, da poter essere a prova di logoramento e quindi gestibile da chiunque?
Per il momento siamo passati dai vecchi teatrini della politica ad unico grande circo, dove finora il numero più riuscito è il mexican standoff: invenzione pulp di successo che ha fatto la fortuna del cinema d’exploitation, risolvendosi quasi sempre in pirotecniche sparatorie, dove vince chi spara per primo e di più.
il Buono il Matto il CattivoAttualmente, il protagonista principale è un rancoroso bambino di quasi 65 anni, affetto da coprolalia compulsiva, che passa il suo tempo a dire tutto ed il contrario di tutto, stilando pagelline dei buoni o cattivi, a seconda dei complimenti ricevuti a saldo di una raffica infinita di insulti contro tutto e tutti. Grevità che ovviamente, se pronunciate dal capo politico, costituiscono sempre una raffinata forma di satira goliardica. Mentre le critiche alla sua sacra persona presuppongono il gravissimo delitto di lesa maestà.
Orbene, l’intero Paese è ormai vincolato alla dipendenza dai non-sense, i trastulli e le carnevalate, di questo deficiente qua…
Il Deficiente MascheratoPower RangerteletubbieSembra il frutto tarato di uno stupro di gruppo tra power rangers e teletubbies, appena fuggito dal set di un film di Takashi Miike
Takashi MiikeDopo il Nano Mascarato, non potevamo certo farci mancare la parodia demenziale di un supereroe manga: l’Uomo Preservativo; cazzone politico in incognito, tra i già troppi in circolazione.

Trova l'IntrusoThe ComedianTuttavia, come i protagonisti di Watchmen, è un Comico che non fa per niente ridere.
Ripiegate le sagome di cartone, sfilate sui palchi come marionette al teatro dei pupi, il sipario si chiude sui sedicenti rappresentanti del M5S ancor prima che cominci lo spettacolo, perché è evidente che il palcoscenico è solo per Lui, per il grande Napo Orso Capo, che tutto decide e disfa secondo l’estro del momento.

Napo Orso Capo

Ad ogni modo, la situazione è grave ma non è seria.
Come le malattia sintomatiche, l’Italia incorre spesso e volentieri nelle stesse ricadute stagionali a cadenza ciclica sempre più ravvicinata, incapace di sviluppare i normali anticorpi ad un morbo sempre latente nel corpo instabile di una democrazia malata…
Quanto mai sensibile agli “avanzi di nuovo”, è un sistema che si rigenera ogni volta intatto per auto-assoluzione, tramite commiserazione, incapace di smaltire le scorie tossiche di un substrato fascistoide tanto immanente quanto persistente in seno alla società italiana. Tossine endogene che Umberto Eco chiama Ur-fascismo.
Per tastarne il polso e capire quanto sono gravi i sintomi, Eco elaborò una serie di punti per riconoscere i tratti salienti del ceppo virale, nonostante le sue caratteristiche mutogene, e ne declinò gli aspetti in una conferenza pubblica alla Columbia University di New York, il 24/04/1995, in occasione delle celebrazioni per la Liberazione dell’Europa dal nazifascismo.
Delineando gli aspetti essenziali del fascismo storico, Eco enumera i 14 punti sostanziali dell’Ur-Fascismo (il fascismo eterno), quanto mai congenito nella società italiana.
Prendete la realtà odierna, se riscontrate più delle metà degli aspetti elencati, allora avete motivo di preoccuparvi…

Umberto Eco «Il fascismo fu certamente una dittatura, ma non era compiutamente totalitario, non tanto per la sua mitezza, quanto per la debolezza filosofica della sua ideologia. Al contrario di ciò che si pensa comunemente, il fascismo italiano non aveva una sua filosofia.
(…) Non serve dire che il fascismo conteneva in sé tutti gli elementi dei totalitarismi successivi, per così dire, “in stato quintessenziale”. Al contrario,il fascismo non possedeva alcuna quintessenza, e neppure una singola essenza. Il fascismo era un totalitarismo ‘fuzzy’ (sfumato). Il fascismo non era una ideologia monolitica, ma piuttosto un collage di diverse idee politiche e filosofiche, un alveare di contraddizioni. Si può forse concepire un movimento totalitario che riesca a mettere insieme monarchia e rivoluzione
(…) L’immagine incoerente che ho descritto non era dovuta a tolleranza: era un esempio di sgangheratezza politica e ideologica. Ma era una “sgangheratezza ordinata”, una confusione strutturata. Il fascismo era filosoficamente scardinato, ma dal punto di vista emotivo era fermamente incernierato ad alcuni archetipi.
(…) Si può giocare al fascismo in molti modi, e il nome del gioco non cambia.
(…) Il termine “fascismo” si adatta a tutto perché è possibile eliminare da un regime fascista uno o più aspetti, e lo si potrà sempre riconoscere per fascista. Togliete al fascismo l’imperialismo e avrete Franco o Salazar; togliete il colonialismo e avrete il fascismo balcanico. Aggiungete al fascismo italiano un anticapitalismo radicale (che non affascinò mai Mussolini) e avrete Ezra Pound. Aggiungete il culto della mitologia celtica e il misticismo del Graal (completamente estraneo al fascismo ufficiale) e avrete uno dei più rispettati guru fascisti, Julius Evola.
A dispetto di questa confusione, ritengo sia possibile indicare una lista di caratteristiche tipiche di quello che vorrei chiamare Ur-Fascismo, o il “fascismo eterno”. Tali caratteristiche non possono venire irreggimentate in un sistema; molte si contraddicono reciprocamente, e sono tipiche di altre forme di dispotismo o di fanatismo. Ma è sufficiente che una di loro sia presente per far coagulare una nebulosa fascista.

 1. La prima caratteristica di un Ur-Fascismo è il culto della tradizione. Il tradizionalismo è più vecchio del fascismo. Non fu solo tipico del pensiero controrivoluzionario cattolico dopo la Rivoluzione Francese, ma nacque nella tarda età ellenistica come una reazione al razionalismo greco classico.
Nel bacino del Mediterraneo, i popoli di religioni diverse (tutte accettate con indulgenza dal Pantheon romano) cominciarono a sognare una rivelazione ricevuta all’alba della storia umana. Questa rivelazione era rimasta a lungo nascosta sotto il velo di lingue ormai dimenticate. Era affidata ai geroglifici egiziani, alle rune dei celti, ai testi sacri, ancora sconosciuti, delle religioni asiatiche.
Questa nuova cultura doveva essere sincretistica. “Sincretismo” non è solo, come indicano i dizionari, la combinazione di forme diverse di credenze o pratiche. Una simile combinazione deve tollerare le contraddizioni. Tutti i messaggi originali contengono un germe di saggezza e quando sembrano dire cose diverse o incompatibili è solo perché tutti alludono, allegoricamente, a qualche verità primitiva.
Come conseguenza, non ci può essere avanzamento del sapere. La verità è stata già annunciata una volta per tutte, e noi possiamo solo continuare a interpretare il suo oscuro messaggio. E sufficiente guardare il sillabo di ogni movimento fascista per trovare i principali pensatori tradizionalisti. La gnosi nazista si nutriva di elementi tradizionalisti, sincretistici, occulti. La più importante fonte teoretica della nuova destra italiana, Julius Evola, mescolava il Graal con i Protocolli dei Savi di Sion, l’alchimia con il Sacro Romano Impero. Il fatto stesso che per mostrare la sua apertura mentale una parte della destra italiana abbia recentemente ampliato il suo sillabo mettendo insieme De Maistre, Guenon e Gramsci è una prova lampante di sincretismo.
Se curiosate tra gli scaffali che nelle librerie americane portano l’indicazione “New Age”, troverete persino Sant’Agostino, il quale, per quanto ne sappia, non era fascista. Ma il fatto stesso di mettere insieme Sant’Agostino e Stonehenge, questo è un sintomo di Ur-Fascismo.

 2. Il tradizionalismo implica il rifiuto del modernismo. Sia i fascisti che i nazisti adoravano la tecnologia, mentre i pensatori tradizionalisti di solito rifiutano la tecnologia come negazione dei valori spirituali tradizionali. Tuttavia, sebbene il nazismo fosse fiero dei suoi successi industriali, la sua lode della modernità era solo l’aspetto superficiale di una ideologia basata sul “sangue” e la “terra” (Blut und Boden). Il rifiuto del mondo moderno era camuffato come condanna del modo di vita capitalistico, ma riguardava principalmente il rigetto dello spirito del 1789 (o del 1776, ovviamente). L’illuminismo, l’età della Ragione vengono visti come l’inizio della depravazione moderna. In questo senso, l’Ur-Fascismo può venire definito come “irrazionalismo”.

 3. L’irrazionalismo dipende anche dal culto dell azione per l’azione. L’azione è bella di per sé, e dunque deve essere attuata prima di e senza una qualunque riflessione. Pensare è una forma di evirazione.
Perciò la cultura è sospetta nella misura in cui viene identificata con atteggiamenti critici. Dalla dichiarazione attribuita a Goebbels (“Quando sento parlare di cultura, estraggo la mia pistola”) all’uso frequente di espressioni quali “Porci intellettuali”, “Teste d’uovo”, “Snob radicali”, “Le università sono un covo di comunisti”, il sospetto verso il mondo intellettuale è sempre stato un sintomo di Ur-Fascismo. Gli intellettuali fascisti ufficiali erano principalmente impegnati nell’accusare la cultura moderna e l’intellighenzia liberale di aver abbandonato i valori tradizionali.

 4. Nessuna forma di sincretismo può accettare la critica. Lo spirito critico opera distinzioni, e distinguere è un segno di modernità. Nella cultura moderna, la comunità scientifica intende il disaccordo come strumento di avanzamento delle conoscenze. Per l’Ur-Fascismo, il disaccordo è tradimento.

 5. Il disaccordo è inoltre un segno di diversità. L’Ur-Fascismo cresce e cerca il consenso sfruttando ed esacerbando la naturale paura della differenza. Il primo appello di un movimento fascista o prematuramente fascista è contro gli intrusi. L’Ur-Fascismo è dunque razzista per definizione.

 6. L’Ur-Fascismo scaturisce dalla frustrazione individuale o sociale. Il che spiega perché una delle caratteristiche tipiche dei fascismi storici è stato l’appello alle classi medie frustrate, a disagio per qualche crisi economica o umiliazione politica, spaventate dalla pressione dei gruppi sociali subalterni.
Nel nostro tempo, in cui i vecchi “proletari” stanno diventando piccola borghesia (e i Lumpen si autoescludono dalla scena politica), il fascismo troverà in questa nuova maggioranza il suo uditorio.

 7. A coloro che sono privi di una qualunque identità sociale, l’Ur-Fascismo dice che il loro unico privilegio è il più comune di tutti, quello di essere nati nello stesso paese. E questa l’origine del `nazionalismo’: Inoltre, gli unici che possono fornire una identità alla nazione sono i nemici. Così, alla radice della psicologia Ur-Fascista vi è l’ossessione del complotto, possibilmente internazionale. I seguaci debbono sentirsi assediati. Il modo più facile per far emergere un complotto è quello di fare appello alla xenofobia. Ma il complotto deve venire anche dall’interno: gli ebrei sono di solito l’obiettivo migliore, in quanto presentano il vantaggio di essere al tempo stesso dentro e fuori. In America, ultimo esempio dell’ossessione del complotto è rappresentato dal libro The New World Order di Pat Robertson.

 8. I seguaci debbono sentirsi umiliati dalla ricchezza ostentata e dalla forza dei nemici. Quando ero bambino mi insegnavano che gli inglesi erano il “popolo dei cinque pasti”: mangiavano più spesso degli italiani, poveri ma sobri. Gli ebrei sono ricchi e si aiutano l’un l’altro grazie a una rete segreta di mutua assistenza. I seguaci debbono tuttavia essere convinti di poter sconfiggere i nemici. Così, grazie a un continuo spostamento di registro retorico, i nemici sono al tempo stesso troppo forti e troppo deboli.
I fascismi sono condannati a perdere le loro guerre, perché sono costituzionalmente incapaci di valutare con obiettività la forza del nemico.

 9. Per l’Ur-Fascismo non c’è lotta per la vita, ma piuttosto “vita per la lotta”. Il pacifismo è allora collusione col nemico; il pacifismo è cattivo perché la vita è una guerra permanente. Questo tuttavia porta con sé un complesso di Armageddon: dal momento che i nemici debbono e possono essere sconfitti, ci dovrà essere una battaglia finale, a seguito della quale il movimento avrà il controllo del mondo.
Una simile soluzione finale implica una successiva era di pace, un’età dell’Oro che contraddice il principio della guerra permanente. Nessun leader fascista è mai riuscito a risolvere questa contraddizione.

 10. L’elitismo è un aspetto tipico di ogni ideologia reazionaria, in quanto fondamentalmente aristocratico.
Nel corso della storia, tutti gli elitismi aristocratici e militaristici hanno implicato il disprezzo per i deboli. L’Ur-Fascismo non può fare a meno di predicare un “elitismo popolare”. Ogni cittadino appartiene al popolo migliore del mondo, i membri del partito sono i cittadini migliori, ogni cittadino può (o dovrebbe) diventare un membro del partito. Ma non possono esserci patrizi senza plebei. Il leader, che sa bene come il suo potere non sia stato ottenuto per delega, ma conquistato con la forza, sa anche che la sua forza si basa sulla debolezza delle masse, così deboli da aver bisogno e da meritare un “dominatore”. Dal momento che il gruppo è organizzato gerarchicamente (secondo un modello militare), ogni leader subordinato disprezza i suoi subalterni, e ognuno di loro disprezza i suoi sottoposti. Tutto ciò rinforza il senso di un elitismo di massa.

 11. In questa prospettiva, ciascuno è educato per diventare un eroe. In ogni mitologia l`”eroe” è un essere eccezionale, ma nell’ideologia Ur-Fascista l’eroismo è la norma. Questo culto dell’eroismo è strettamente legato al culto della morte: non a caso il motto dei falangisti era: “Viva la muerte” Alla gente normale si dice che la morte è spiacevole ma bisogna affrontarla con dignità; ai credenti si dice che è un modo doloroso per raggiungere una felicità soprannaturale. L’eroe Ur-Fascista, invece, aspira alla morte, annunciata come la migliore ricompensa per una vita eroica. L’eroe Ur-Fascista è impaziente di morire. Nella sua impazienza, va detto in nota, gli riesce più di frequente far morire gli altri. 

 12. Dal momento che sia la guerra permanente sia l’eroismo sono giochi difficili da giocare, l’Ur-Fascista trasferisce la sua volontà di potenza su questioni sessuali. É questa l’origine del machismo (che implica disdegno per le donne e una condanna intollerante per abitudini sessuali non conformista, dalla castità all’omosessualità). Dal momento che anche il sesso è un gioco difficile da giocare, l’eroe Ur-fascista gioca con armi che sono il suo Ersatz fallico: i suoi giochi di guerra sono dovuti ad un “invidia penis” permanente.

 13. L’Ur-Fascismo si basa su un “populismo qualitativo”: In una democrazia i cittadini godono di diritti individuali, ma l’insieme dei cittadini è dotato di un impatto politico solo dal punto di vista quantitativo (si seguono le decisioni della maggioranza). Per l’UrFascismo gli individui in quanto individui non hanno diritti, e il “popolo” è concepito come una qualità, un’entità monolitica che esprime la “volontà comune”. Dal momento che nessuna quantità di esseri umani può possedere una volontà comune, il leader pretende di essere il loro interprete. Avendo perduto il loro potere di delega, i cittadini non agiscono, sono solo chiamati pars pro toto, a giocare il ruolo del popolo. Il popolo è così solo una finzione teatrale. Per avere un buon esempio di populismo qualitativo, non abbiamo più bisogno di Piazza Venezia o dello stadio di Norimberga. Nel nostro futuro si profila un populismo qualitativo Tv o Internet, in cui la risposta emotiva di un gruppo selezionato di cittadini può venire presentata e accettata come la “voce del popolo”. A ragione del suo populismo qualitativo, l’Ur-Fascismo deve opporsi ai “putridi” governi parlamentari. Una delle prime frasi pronunciate da Mussolini nel parlamento italiano fu: “Avrei potuto trasformare quest’aula sorda e grigia in un bivacco per i miei manipoli.” Di fatto, trovò immediatamente un alloggio migliore per i suoi manipoli, ma poco dopo liquidò il parlamento. Ogni qual volta un politico getta dubbi sulla legittimità del parlamento perché non rappresenta più la “voce del popolo”, possiamo sentire l’odore di Ur-Fascismo.

 14. L’Ur-Fascismo parla la “neolingua”. La “neolingua” venne inventata da Orwell in 1984, come la lingua ufficiale dell’Ingsoc, il Socialismo Inglese, ma elementi di Ur-Fascismo sono comuni a forme diverse di dittatura. Tutti i testi scolastici nazisti o fascisti si basavano su un lessico povero e su una sintassi elementare, al fine di limitare gli strumenti per il ragionamento complesso e critico. Ma dobbiamo essere pronti a identificare altre forme di neolingua, anche quando prendono la forma innocente di un popolare talkshow.

Nazi Vampire Gorilla

L’Ur-Fascismo può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle sue nuove forme, ogni giorno, in ogni parte del mondo.»

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HARD BOILER

Posted in Kulturkampf, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , on 13 dicembre 2012 by Sendivogius

Boiler_PG20L’Italia è ormai da tempo un laboratorio per esperimenti pulp
La letteratura anglosassone e cinema d’azione hanno impresso nell’immaginario collettivo la figura dell’hard-boiled: il duro tutto d’un pezzo, dalle pessime abitudini e dai seri problemi relazionali.
È un tipo di personaggio di successo, ma poco avvezzo alle nostre latitudini. Il Belpaese è infatti terra di melodramma e sceneggiate; ha inventato i teatrini dell’avanspettacolo, innalzandoli a gloria nazionale. Non per niente, gli italiani adorano il pianto facile, la risata sguaiata, le smargiassate… a tal punto da ricercare la loro rappresentazione ovunque, premiando quei modelli politici che più gli rassomigliano. Probabilmente, li trovano rassicuranti e soprattutto familiari.
Di conseguenza, in assenza di hard-boiled, ad abbondare sono piuttosto gli Hard-Boiler: l’inquietante genia di scaldabagni mobili; bizzosi cialtroni in andropausa, meglio se miliardari con villone a Malindi, imbolsiti dagli anni e logorati dalle proprie ambizioni quasi sempre incontenibili.
E parlano, parlano in una logorrea incontenibile infilando interminabili teoremi di boiate con smentita incorporata, in una cacofonia di suoni e deliri senili. Confondendo gli orifizi, assomigliano a quegli svergognati scorreggioni, con problemi di peristalsi, che non riescono a controllare le loro flatulenze rilasciate a ruota libera. E in un paese per vecchi, con ‘giovani’ precocemente rincoglioniti, la materia prima di tal fatta non manca mai…
The Naked King (The Times)Prematuramente seppellito, fresco come un preservativo usato, ritorna il vecchio Pornonano da monta con un corredo funebre d’eccezione: l’aitante Flavio Briatore, affascinante come un Sallusti-Nosferatucontainer di patate marce; Alessandro Sallusti, frutto insano di un rapporto proibito tra Nosferatu e Zio Tibbia, che essuda la simpatia di un obitorio; il mummifico Ennio Doris, che con la salma vivente di Arcore condivide le taniche di cerone ed il medesimo parrucchiere, per risultati devastanti…
Tuttavia, tra gli avanzi del “Nuovo” costipato nella sua eterna riproposizione, si distingue indubbiamente il giovane virgulto 65enne, che ha scoperto il computer soltanto con la terza età, dopo aver provato per anni a cuocere le uova coi cellulari, fare il bucato con le palline da ping pong, e rifornire di olio di colza il SUV spaziale al posto della benzina.
Ovviamente parliamo dell’Uomo con l’elmetto, convinto di essere in guerra, accerchiato com’è dalle sue ossessioni di paranoico invasato.
Nazi-PaperinoIl Capo (duce) politico del MoVimento, fondatore e gran sacerdote del Culto del Grillo, ci regala un’eccezionale dimostrazione pratica su cosa intenda per “partecipazione diretta” e sulla democrazia in senso lato, in attesa di stilare una versione aggiornata del Mein Kampf (la mia battaglia).
Grillo nudo L’uomo a cui piacerebbe mettere sulla “graticola” giornalisti e candidati, con una serie di contro-interviste e di domande a raffica, che vorrebbe riprendere e mettere in onda qualsivoglia assemblea consiliare (degli “altri”), che pretende di discutere pubblicamente la stesura delle leggi direttamente sul suo blog, incalzato lui stesso dai non iniziati della setta dei 5 stelle, ha una specie di crollo nervoso con crisi isterica inclusa.
Il risultato è una parodia comica del tribuno, come nemmeno un Maurizio Crozza all’apice dell’ispirazione sarebbe mai riuscito a fare…

«Abbiamo una battaglia, abbiamo una guerra da qui alle elezioni […] Se c’è qualcuno che reputa che io non sia democratico, che Casaleggio si tenga i soldi, che io sia disonesto, allora prende e va fuori dalle palle. Se ne va. Se ne va dal MoVimento. E se ne andrà dal MoVimento […] Chi è dentro il MoVimento e non condivide questi significati e fa domande su domande e si pone problemi della democrazia del MoVimento va fuori!»

Il surreale proclama in versione integrale lo trovate QUI.
In pratica, all’interno della setta (perché di questo si tratta), un piccolo gruppo di miscredenti ha osato domandare al Profeta della rivoluzione, quanti diamine siano stati i votanti effettivi alle sedicenti “parlamentarie”, chiedendo maggior trasparenza sulle dinamiche democratiche interne all’organizzazione del M5S, nella sua formazione di vertice. La reazione del “capo politico” è quella di cui sopra. Per la serie: ‘il Movimento è mio e me lo gestisco io’.
Una cosa meravigliosa! In bilico tra Fini che litiga con Berlusconi (che fai mi cacci?!?) e le selezioni di Flavio Briatore (sei fuori dal gruppo!).
Grillo compenetra e supera tutti i modelli precedenti. Come ama ripetere, il MoVimento è oltre… anche oltre la democrazia, che nella personale interpretazione del guru ligure consiste nel sottrarsi costantemente ad ogni confronto, comunicare unicamente per proclami tramite monologo, imbavagliare i principali esponenti del M5S, espellere gli eventuali dissidenti tramite raccomandata e senza sprecarsi in troppe spiegazione, intimidire gli scettici con diffide legali e querele, insultare e fare insultare dagli adepti di stretta osservanza tutti gli altri.
Ci troviamo dinanzi ad una comunità endogamica di natura settaria: si votano tra di loro; si frequentano esclusivamente tra di loro, nelle forme prescritte dal guru; si accoppiano tra di loro.
Tutto avviene all’ombra e sotto il controllo del sito vendite del Profeta: un incrocio tra scientology ed un megastore on line, dove pubblicizzare e piazzare i prodotti del guru. Qualunque altro luogo e modo di incontro non è consentito, pena la scomunica.
Cappellaio MattoOgni Wanna Marchi ha il suo mago Do Nascimiento… E il Cavalier Vendetta a 5 stelloni sembra aver trovato la sua degna spalla comica in una specie di Frate Indovino, dalla strana somiglianza col Cappellaio Matto, fissato con la fine del mondo… È l’involuzione della specie politica, dai bordelli del papi ai manicomi per complottisti. Di questo passo, uno Scilipoti finirà col sembrare un gigante!

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